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Mentre il riarmo tedesco continuava, Hitler attuò i suoi piani per un'espansione territoriale della Germania,

in modo che essa ottenesse quello spazio vitale (Lebensraum) di cui, secondo quanto asserito nel Mein
Kampf, aveva assoluto bisogno per soddisfare le necessità della sua crescente popolazione. Sfruttando il
fatto che gli anglo-francesi non mostravano desiderio di scatenare un'altra guerra mondiale e tendevano a
riconoscere alcune concessioni alla Germania (la cosiddetta politica dell'"appeasement"), nel marzo 1938
l'Austria fu pacificamente annessa al Reich tedesco, nonostante il divieto di un'unione austro-tedesca
contenuto nel trattato di Versailles. Più resistenza oppose la Cecoslovacchia, altro stato creato nel
dopoguerra, a cedere la regione dei Sudeti, zona di confine popolata a maggioranza da popolazioni
tedesche; l'indizione di una conferenza a Monaco di Baviera nel settembre 1938 tra tedeschi, britannici,
francesi e italiani portò alla risoluzione pacifica di questa controversia: in un ultimo sfoggio di
"appeasement", gli anglo-francesi acconsentirono all'annessione dei Sudeti alla Germania. L'accordo di
Monaco non bastò tuttavia a soddisfare i disegni di Hitler, e pochi mesi dopo, nel marzo 1939, quanto
rimaneva della Cecoslovacchia cessò di esistere: la Boemia e la Moravia furono dichiarate "protettorato del
Reich", mentre in Slovacchia fu istituito un governo fantoccio della Germania.

Successivo obiettivo dei tedeschi divenne la Polonia. Il trattato del 1919 aveva separato dal resto della
Germania la regione della Prussia orientale, circondata da territorio polacco; Hitler reclamò allora la
restituzione della città di Danzica e del territorio a essa vicina, il "corridoio polacco". Dopo Monaco gli
anglo-francesi erano ormai disillusi sulle reali intenzioni espansionistiche della Germania, e fornirono
immediato supporto alla Polonia perché si opponesse ai voleri di Hitler. Si contava sull'appoggio dell'Unione
Sovietica per impedire un'invasione tedesca della Polonia, ma Berlino rispose con un abile colpo
diplomatico: il 24 agosto 1939 il ministro degli esteri sovietico Vjačeslav Michajlovič Molotov e quello
tedesco Joachim von Ribbentrop firmarono un patto di non aggressione tra le due nazioni della durata di
dieci anni, il patto Molotov-Ribbentrop; un protocollo segreto dell'accordo divise l'Europa orientale in due
sfere d'influenza, lasciando mano libera all'URSS sulle repubbliche baltiche e in Finlandia e prevedendo una
spartizione della Polonia, dando modo a Hitler di lanciare l'offensiva senza dover temere una guerra su due
fronti. Il 1º settembre, alle 04:45 del mattino, le truppe tedesche attraversarono la frontiera polacca; due
giorni dopo Francia e Regno Unito dichiararono guerra alla Germania, dando inizio alla seconda guerra
mondiale.

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