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MASTER - Esecuzione ed Interpretazione della Musica Elettroacustica - 2020 - LEZIONE V - I ON-LINE

Pasquale Citera
Dipartimento di Musica Elettronica Lezione V- (I on-line)
Conservatorio di Santa Cecilia Sintesi e Modulazione - 01
via dei Greci 18
Roma (IT) Tecniche di Sintesi e
pasqualecitera81[at]gmail[dot]com Modulazione del Suono.

La Quinta Lezione è stata basata interamente sul tema della Sintesi e Modulazione del Suono. Abbiamo
trattato le Tecniche di Sintesi Additiva e Sottrattiva e le Modulazioni di Ampiezza (Am) e ad Anello (Rm).

Premessa sottostare più alla dittatura del materiale cioè


Per facilitare la comprensione delle tecni- alla composizione che usa suoni complessi pre-
che di sintesi e modulazione del suono esistenti non modificabili ma al contrario po-
si è ritenuto utile non utilizzare formule ter creare per ogni composizione, suoni sempre
matematiche a vantaggio dell’esperienza nuovi.
d’ascolto su ciascuna tecnica.
1.1 Sintesi Additiva
1. Tecniche di Sintesi
Il più semplice tipo di tecnica di sintesi
del suono che si sviluppa è detta additi-
a nascita della pratica compositiva me-
L diante strumenti elettronici porta con
va in quanto si basa sulla sovrapposizio-
ne di suoni semplici che, a seconda del-
sé anzitutto l’esigenza di creare suoni nuo- la frequenza e dell’intensità delle singole
vi, non presenti in natura ma progettati ad armoniche, crea diverse forme d’onda più
hoc per la composizione stessa, comporre complesse. La prima tipologia usata stori-
il suono prima che col suono. Per questo, si camente viene detta Sintesi additiva a spet-
sviluppano tecniche e tecnologie atte a sin- tro fisso ovvero quella tecnica che crea suo-
tetizzare e poi modificare dei suoni ottenuti ni complessi mediante la sovrapposizio-
tramite generatori. In accordo con la Serie ne di sinusoidi che non hanno evoluzioni
di Fourier1 che descrive la possibilità di rap- d’intensità o di frequenza all’interno del-
presentare ogni onda complessa (in realtà lo stesso suono ma risultano essere sempli-
ogni onda periodica) in una serie di suoni cemente una somma statica di suoni sinu-
semplici (sinusoidali) in rapporto armoni- soidali. Ne è un esempio l’Elektronische
co tra loro, si inizia a considerare possibile Studie II (Studio II) di Stockhausen dove il
la creazione di suoni complessi che abbia- compositore crea suoni complessi sovrap-
no oltre alla durata ed alla frequenza, an- ponendo sinusoidi statiche che produco-
che la struttura interna degli armonici pro- no timbri diversi solamente cambiando il
gettata per essere coerente con la compo- rapporto tra le armoniche stesse.
sizione stessa. O, per dirla con le parole di
Stockhausen, si ha quindi la possibilità di non Variando intensità e rapporti di frequen-
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za tra suono fondamentale ed armoniche si Onda a Dente di Sega


possono creare diverse forme d’onda con
timbriche molto differenti come indicato
dalla prossima figura tratta da Il Suono Vir-
tuale di Riccardo Bianchini ed Alessandro
Cipriani:2

Onde diverse ad intensità diverse degli armonici

Onda Quadra

Le onde complesse principali e più usate


sono:

Come si può notare facilmente dalle prece-


denti figure, per costruire un suono com-
Onda Triangolare plesso realmente ricco vi è bisogno di pa-
recchi suoni sinusoidali sovrapposti. I
primi studî di musica elettronica avevano
possibilità molto limitate in tal senso, nor-
malmente qualche oscillatore ( lo Studio di
Fonologia di Milano era famoso per aver-
ne nove) cosa che costringeva i composi-
tori a fare parecchi passaggi di registra-
zione e sovrapposizione dei suoni generati
con una inevitabile perdita di qualità sono-
ra. Per questa ragione si svilupparono al-
tre tecniche che potessero generare con più
facilità spettri sonori più complessi.
2
Riccardo Bianchini, Alessandro Cipriani, Il Suono Virtuale; ConTempoNet, 2001

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1.2 Sintesi Sottrattiva dalla fc quanti dB vengono eliminati ogni


ottava (raddoppio della frequenza).

La tecnica detta Sintesi Sottrattiva è stata Esempio: Un filtro passa basso a 400 Hz -12db/oct lasce-
la seconda ad essere usata nella generazio- rà invariate le frequenze da 0 a poco prima dei 400Hz;
ne dei suoni sintetici e, anche se basa il a 400 Hz si avrà una diminuzione di 3dB, ad 800Hz di
suo concetto fondamentale sulla stessa Se- 12dB, a 1200Hz di 24 dB e via dicendo.
rie di Fourier della Sintesi Additiva, ha co-
me pratica il procedimento inverso ovve-
ro piuttosto che la sovrapposizione di suo-
ni semplici per arrivare ad uno complesso,
si giunge al suono richiesto tramite filtrag-
gio ovvero sottrazione di frequenze di un
suono estremamente ricco, di solito un ru-
more bianco.3 Gli strumenti base di questa
tecnica, oltre ai generatori di rumore, sono
quindi i filtri. Filtro Passa Basso

1.2.1 Filtri • Filtri Passa Alto o High Pass

I filtri sono quegli strumenti che permetto- Il concetto è identico al filtro Passa-Basso
no di selezionare, enfatizzare od eliminare ma il funzionamento è inverso; lascia intat-
delle bande di frequenza dal segnale origi- te le frequenze al di sopra della fc ed eli-
nario. Vengono identificati dalla frequenza mina progressivamente le frequenze al di
di taglio (fc o cutoff frequency) ovvero il pun- sotto della soglia.
to dello spettro sonoro in cui il filtro inizia
ad agire facendo subire una modifica di in-
tensità pari a 3dB. Vi sono parecchie tipolo-
gie di filtri, ma trattiamo i quattro tipi più
usati nella Sintesi Sottrattiva:

• Filtri Passa Basso o Low Pass

Sono quei filtri che permettono il passag-


gio delle frequenze al di sotto della soglia Filtro Passa Alto

definita dalla frequenza di taglio fc elimi- • Filtri Passa banda o Band Pass
nando progressivamente quelle superiori
alla suddetta soglia. La cancellazione delle
frequenze superiori alla fc non è netta ma I filtri Passa Banda (o Band-Pass) permetto-
progressiva, dipendente dalla cosiddetta no di lasciare invariato un intervallo com-
pendenza o slope del filtro ovvero, partendo preso tra due frequenze e di eliminare pro-
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gressivamente tutte le frequenze inferiori


e superiori a questo intervallo. Questi fil-
tri hanno come parametri la frequenza cen-
trale dell’intervallo e la larghezza di banda
(bandwidth) che identifica la frequenza di
taglio inferiore e quella superiore che subi-
scono la perdita di 3dB d’intensità, oltre le
quali inizia l’eliminazione delle frequenze
in eccesso.
Filtro a Reiezione di Banda

Esempio: Un filtro Passa Banda a 400 Hz con una Attraverso questi strumenti, i composito-
larghezza di banda di 100Hz, avrà come Frequenza ri negli anni Cinquanta riescono a sin-
inferiore di taglio (f1 ) 350Hz e Frequenza superiore tetizzare una notevole quantità di suoni
di taglio (f2 ) 450Hz che perderanno 3dB d’intensità; complessi. Ne è un esempio la compo-
al di sotto di 350Hz ed al di sopra dei 450Hz il fil- sizione Continuo di Bruno Maderna del
tro eliminerà progressivamente tutte le altre frequenze 1958.
presenti.
1.3 Modulazioni
Le modulazioni sono quelle tecniche che
permettono la modifica o l’arricchimento
di uno spettro sonoro. Venivano usate,
specialmente nei primi tempi della musi-
ca elettronica, per riuscire ad avere spet-
tri più complessi usando poche combina-
zioni di generatori sonori, avendo la possi-
bilità di creare delle modifiche dinamiche
del timbro controllando agevolmente po-
chi parametri. Sono composte basilarmen-
te da due elementi: un segnale audio prin-
Filtro Passa Banda cipale (chiamato portante o carrier) ed un se-
gnale che va ad influire sul segnale princi-
• Filtri a Reiezione di Banda o Band Rejection pale, modulandolo (chiamato appunto mo-
dulante o modulator). Tra le numerose tec-
niche di modulazione, citiamo le tre più
usate.
L’inverso dei filtri Passa Banda. Tramite gli
stessi parametri di controllo dei Passa Ban- 1.3.1 Modulazione d’Ampiezza - AM
da, eliminano le frequenze comprese tra AM - Amplitude Modulation
un intervallo (f1 − f2 ) e lasciano invariato È quella tecnica d’elaborazione del segna-
le frequenze superiori ed inferiori alle tue le che deriva dalle radiotrasmissioni e da
frequenze di taglio. alcune tecniche di misura nel campo del-
4
Lorenzo Seno, Modulazione di ampiezza e ad anello, Dispense di elaborazione analogica e numerica del
segnale sonoro per la musica elettronica, 2007

4
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la elettronica analogica e che a queste de-


ve gran parte della sua terminologia.4 Si
ha modulazione d’ampiezza quando un
segnale detto modulante, viene utilizza- fp
to per modificare l’ampiezza del segnale
principale (detto portante).
fm

fp - fm = 300

fp = 400

fp + fm = 500

Modulazione AM

Bande Laterali

Come si può notare dalla figura preceden- 1.3.2 Modulazione ad Anello - RM


te il risultato di questo processo di modu- RM - Ring Modulation
lazione è la variazione di intensità del suo-
no portante mentre la sua frequenza non
La tecnica che nella pratica d’elaborazione
subisce variazioni. Se il suono modulan-
elettronica dei segnali musicali viene indi-
te ha una frequenza d’oscillazione molto
cata come Modulazione ad Anello, sul pia-
bassa (da 0 a 16 Hz circa), il suono portan-
no della filologia ha un errore di nomen-
te oscilla in ampiezza, il risultato cioè è un
clatura e di natura concettuale. Il Ring Mo-
tremolo. Nel momento in cui l’oscillazione
dulator risale ai primi sintetizzatori analo-
del suono modulante è superiore a 16Hz si
gici (Moog, Buchla, ecc.) ed era il cuore
creano, in aggiunta della frequenza prin-
di uno strumento di misura chiamato lock-
cipale, altre due frequenze pari alla som-
in amplifier e serviva per demodulare un
ma e alla sottrazione della portante e della
segnale in modo sincrono al segnale mo-
modulante chiamate bande laterali.
dulante. Nella pratica musicale elettronica
invece si intende usualmente indicare col
termine Modulatore ad Anello quello che
Esempio: Con una frequenza portante di 400Hz (fp ) in realtà si identifica con il nome di Mo-
ed una frequenza modulante di 100 Hz (fm ) in uscita dulazione d’ampiezza a portante soppressa op-
si avranno, oltre alla frequenza a 400 Hz, una a 300Hz pure come modulazione ad anello a prodotto
(fp − fm ) ed un’altra a 500 Hz (fp + fm ). (product-type ring modulation).5 Senza en-
5
Lorenzo Seno, op. cit.

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trare nel merito delle differenze di tipo- create dall’AM ma prive della Frequenza
logia, trattiamo la modulazione ad anello portante. Potremmo semplificare dicendo
per quel che s’usa intendere nella compo- che l’AM lascia intatto il segnale origina-
sizione ed elaborazione musicale elettroni- le (portante) ed aggiunge ad esso le ban-
ca. Come accennato, questa tecnica è affi- de laterali date dal prodotto, mentre l’RM
ne alla modulazione d’ampiezza. Anzi è dà come risultato soltanto le bande laterali
identica nei principî e nel funzionamento cancellando la frequenza portante.
tranne che per un aspetto fondamentale.
Ogni suono musicale normalmente oscilla
tra valori negativi e valori positivi sia nella
trasduzione analogica che nella conversio-
ne digitale (corrispondenti alle fasi di com-
pressione e rarefazione dell’onda acustica).
Nella Modulazione d’Ampiezza, il segna-
le modulante invece oscilla tra soli valori
positivi, e viene indicato come modulante
unipolare.
+1

-1

Modulante Unipolare

Nella Modulazione ad Anello invece, il


segnale modulante oscilla tra valori po- Bande Laterali della RM
sitive e negativi, detto quindi modulante
*****
bipolare.
Bibliografia
+1

0
•Max V. Mathews, estratti da The Technology of
Computer Music; Max V. Mathews, Joan E.
Miller, F. R. Moore, John R. Pierce, J. C. Ris-
-1
set. M.I.T. Press, 1977
Modulante Bipolare
•Curtis Roads, Microsound, MIT Press, Cam-
Questa semplice differenza, determina, in bridge 2001
uscita un segnale modulato diverso rispet- •Riccardo Bianchini, Alessandro Cipriani, Il Suono
to a quello che crea l’AM. La differenza Virtuale; ContempoNet, 2001
consiste nella scomparsa del segnale ori- •Henri Pousseur, La Musica Elettronica; Feltri-
ginario a beneficio delle sole bande late- nelli, Milano 1976
rali. Ovvero, lo spettro in uscita della
modulazione avrà le stesse bande laterali

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Brani citati e/o consigliati:

Sintesi Additiva:

- Karlheinz Stockhausen - Elektronische Studie II [1954] https://youtu.be/bwj6ZptPnDo


- Franco Evangelisti - Incontri di Fasce Sonore [1956] https://youtu.be/7ZUJMbNfUTE

Sintesi Sottrattiva:

- Bruno Maderna - Continuo [1958] https://youtu.be/NkjaBbJSaWQ


- James Tenney - Analog 1 (Noise Study) [1960] https://youtu.be/fe4UlyQAgcc

Modulazione RM

- Karlheinz Stockhausen - Mantra [1970] https://youtu.be/nE02V2YOvRI


- Lecture tenuta da K. Stockhausen su Mantra [1973] https://youtu.be/X8K9gkuHpMo