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1
& libris

Theophili fråkamer
nian
Augufti ;

O ༢༡

‫ہم‬ ‫کو‬ ‫و یہ اور بیوی‬,

Ć
4) 1.ผง 2
.
COMPENDIO

DELL ARTE ESSORCISTICA ,

ET POSSIBILITA DELLE
MIRABILI,

ET STYPENDE OPERATIONI DELLI


DEMONI , ET DEI MALEFICI

Con li rimedij opportuni alle infirmità maleficiali.


Del R , P.F.GIROLAMO MENGHI da Via
dana, Minore Offeruante.

Con mna copioſiſsima gionta dell'isteſſo Autore "


Opera non meno gioueuole alli Efforciſti , che diletteuole
à Leccori,à commune vrilica ,nouamente
potta in luce.

31

IN BOLOGNA, MD LXXXVI.

Nella Stamperia di Giouanní Roſſi


.
Con licenza de' superiors .
AVTORI PIV GRAVIOITATI
NELLA PRESENTE OPERA..

Goſtipo lanto : Guglielmo Torani.


Goſtino ſanPapa.
A Aleſſandro to. Guglielmo Parifienfc.
Aleſſandro de Ales. Henrico d'Aſsia .
Antonino Arciucfcquo. Henrico da Gandauo .
Alfonſo da Caſtro , Henrico Arphio.
Auicenna Medico. Hilario Veſcouo.
Bartolomeo Sibilla . Ioſepho Hebreo .
Bernardo Abate. Ifidoro Veſcous.
Bonauentura Santo Michele Pſello .
Cipriano Martire. Martello deiMalefici.
Compendio Thcologi- Nicolò da Lira.
CO. Paolo Burgenſe.
Concilij diuerfi. Paolo Ghirlando :
Dioniſio Areopagita . Pietro Damiano .
Ghirardo Odone . Pietro da Paludi.
Giouanni Damaſceno , Ricardo Mediauilla ,
Giouanni Chriſoſtomo. Ruberto Abate.
Giouanni Scoto . Silueftro Pierio.
Giouanni Caſsiano . Tomaſo Aquinate.
Giouanni Nider. Tomaſo Barbantino ,
Girolamo Santos Vice de Santi Padri,
Gregorio Santo.

ALL
ALL'ILLVSTRISSIMO ,
ET REVERENDISS .
MONSIGNORE ,
Il Signor P. Donato Cesi , Cardinale
Amplißimo.
Erdi Bologna Legato meritiſsimo.

A quel publico grido,


do vniuerſal fama,
che grā tempo comin .
ciò , & hora più che
mai fi diffonde tra gli
huomini del molto
valore , & ſingolar
prudenda di v.s. ila
luſtriſsima, io,molti
anni ſono , fui acceſo d'uno affettuoſo deſiderio
deſſere annoverato tra ſuoi feruitori; & come
tale, dipoterlecon qualche viuo ſegno moſtrare
l'antica diuotione mia. L'uno effendomi in va .
mercè della benignita fua)à pienoſucces
tratto(
t 2 Jos
fes non mai all'altrop.con ogniinduſtria da me
vfata ) ho trouata occaſione opportuna :la onde
ſono statoſempre co animocolmo d'anſiatåget af
fettuoſa doglia; ilche tanto più internamenteè
pënetrato inme, quäto che ognigiorno hoſentito
via più ſmiſuratieffetti della ſuaverſo me bene
naleza. Eiviuendotuttavia bramofo di orduare
attiane di poterin qualche parte folleuarmi da
sì gran peſo; a ſcorgendorappreſentarſipigre
l'occaſioniàperſonedi baffo staro,qual'è ilmio,
mè parſo col mandare hora in luce queſta mia
opera in materia deſpiriti,giàper importunità
dimolti in partepublicata,& hora in modo rina
nata, e aggionia (che dalla primiera formadi
gran longa appare diſsimile ) di farnedono à
V.S. Illuſtriſsima, &dedicarla alla grandezza
delfuogloriofo nome;ſperandoin vno ifteffo tě .
po,o mostrarmi in parte gratoriconoſcitore
dell'obligo che io porto alli moltifauori, ches'e
compiacciata ſempred'impiegare nella perſona
mia, & illuftrare quefta mia( qual fifia )opera
colſplēdore delle illuftriſsime, et eccelſe uirtù di
lei,come quella che fopra modo è amatrice de
fingolariſsima nelle dottrine, giuſtiſsi
virtuoſi,
ma neigouernic per fangueilluſtriſsime.Per
le
lequali grarie nonèmaraniglia,ſe daranti fom
miPontefici ſia ſtatapromoſſa à molti importan
tiſsimi gouerni diProuincie,& Cittadi; aggre
gaia àquell'Illuftrifs.Senato;et che hoggi con så
gran titoli,da ſingolari preminente quel gran
Gregorio xij. tanto l'honori. La uoce delle quali
virtà ſendohormaiſparſa non ſoloper questa
hoftra Italiatutta,ma penetrata à partipiù ric
mote,no miprenderòfatica di ſpiegare in si pic
ciolfoglio; Tanto più cheio conoſco huomini di
piùalto intelletto,& maggiorfacondia ,che non
ſonoio,checelebrano àgara le magnanime im
preſe della ſua alta prudenza, e giuſtiſsimogo
uerno; col quale tõpra,prouede, á riparaà biſo
gni de ipopoli à quellacomeſſi • Dondefiſcorge
ognigiorno naſcere una sõma tranquillità,wnio
me,cpace.Del che marauigliato ciaſcuno,affer
mache V.S.illuſtriſsima è formata dal grăd Id
dioſoloper reggereetgouernaré altri, oltre che
non ſapreicome(parendomi ſadiſdichi di narra
reà lei steſſa leproprieſue lodi,per no incorrere
innota d'adulatore )laſcierò, come ho detto, que
so ufficio àperſona dimepiùidonea;et eloquen
1e.10,1llustriſsimo Signormio, confeffo ingenua
mente, chefono statogran tempo in forſe,ſedoue
t 3 uogo
20, ò nofarcomparire queſto mio ragionamento
nel confpettofuo,per eſſere in tuttopriuo d'artif
cio di ornate parole,a di quella vaghezza , és
leggiadria,che ſivede hoggidi ſparſa in ciaſcun
buon ſcrittore;ma aſſicurato,che à lei ſono non
menograti quei doni che dapoæera,ei vilmano
gli vengono dati,che queichegli vengono mäda
ti da ſplendidi,& gran Prencipi; confidato nella
fua corteſia,con la qualinuita ciaſcheduno ad
amarla, áriuerirla , mi rifoluo purd'inuiar
glielozianto più che fouente vediamo, che dopo
, ,
la natura appetiſce tal volta vinanda roza,
inculta.Laſupplico dunque ad accettare quäto
phora le mie deboli
forzepoffono operare,o por
requesto poco di dono in contrapeſo del molto
ch'io defidero porgerle.Etpregădole da N.S.Dio
feliceſucceſſo d'ogniſua attione, inchinandomi
conogni humiltà in buonagratia de fua Sig. Il
luſtriſsima, á Reverendiſs. mi raccomando ,
Di Bologna ildi xx .di Genaro. MDLXXXI ),
DIV.S. Illuſtriſsima, & Reuerendiſsima.
Humiliſsimoſeruo.
F. Girolamo Menghi da Viadana.
Di M. Giulio ĉefare Croce dalla Lira ,
in laude dell'Autore .
PREMA l Abißo, e condoglie infinite
D'Acheronte le figlie,edella Notte
Piangon co' ner i ſpirtige d'interrotta
Vociriſuona la città di Dite.
Poiche l'empie lor forzeal male unite
Cadoro eſtinte , fracaſſateze rotte:
Et ombraplù non è nell'arregrotte,
Che dar poſaalmortali afpre ferite.
Raddoppia il ſido dolor l'infernalchioſtra,
Vedendoſi trocar fue usoglie ladre
Dal dotto MENGHiper virtù ſoprando
Il quale in queſto ſuo Compendio moſtra ,
Quaifianglinganni delle brutte ſquadre
E
quanto ogni lor opra è folle ye wana.
E ci fa nota , e piana
Lafrodede irei ſpirtiin ogni parte:
Et del cacciargli viac'inſegna l'arte.
jonfigge sì ilfalcon l'anitrasò ilcanes
La timida lepretta,ò il cacciatore
Saetiato ceruo,quando dal dolore
Spinto s'inſelua; & morto virimane
ComefuggeSatan,vedendo vane.
Le Magich'arte ,e toltogli l'honore ,
CheddMaghi n'hamea ,menire in errore
Teneagli inuolti in opre ſopra humane,
Mercètua(MENGH1) di virtù preclaro,
Che comprieghi,i digiuni, copre fante
Lo conftringiadorar nofiro SIGNORE.
E per Compendio à tutto il mondo chiaro
Dimostri,come poſsi in un'iſtante
Superarſiil ribel del CREATOR E.
Ácciò con gran timore
Non follaterrae ilciel,ma ancor l'inferng
L'adorin per SIGNOR in fempiterno,
4 TAVOLA
28722890 7878
WA
TAVOLA DELLI CAPITOLI ,
CHE SI CONTENGONO
NELLA PRESENTE
OPERA

HEgli demoni ſiano realmente, & non finta


mente , come alcunihanno voluto afferma
re, Cap. ja !! fac . I
Che glidemoniſiano ſtati prima crcati buoniz
& che per la loro peſsima volóra , & fuperbia
fiano diuenuti peruerfi, & cacciui. Cap.ij. 15
Della caufa, & origine della guerra, & abbattimeco, fatto tra gli
Angeli buoni, & rei in cielo. Cap. iij. 29
Comogli Angeli così buoni,comerei, & dannati,fipolsino im
pedire, & sforzar l'vn l'altro: & come fra diloro poſsi effc .
5re guerra ,ouero battaglia. Cap. iij. 57
Di varie, & diuerſe generationi, & ſpecie di demoni , & come
con l'intelletto,& volontà loro operino cucce le ſue opera
tioni. Cap. v. 37
Della ſcienza deidemoni, & del modo col quale l'acquiſtano ;
& come ſiano differēti da noi nell'imparare alla.Cap.vj. 85
Come gli demoni conoſcano le coſe future contingenti; oue
fi tratta ſceglino poſsino conoſcere gli ſecreti, & cogitatio
ni de’noftri cuori. Cap. vie. 92
Che coſa ſia miracolo ;quali coſe fi ricerchino ad un vero mi
racolo ; & fe gli demoni pofsino fare miracoli,oue diffufamé
te ſi tratta queſta materia. Cap. viij . 107
Come gli Angeli,cosìbuoni,comerci, & criſti poſsino cflere,
& occupare luogo . Cap.ix. I20

Come l'Angelo così buono, come reo, & trifto fipofsi muoue
ICE
· T A VOLA ,
rez & come poſsi traſportare fe medeſimo , & gli altri da un
luogo all'alcro . Cap. x ... 127
Delmodo col quale glidemoni con la naturale ſua virtù poſsi
no pigliar corpo, & apparere in diuerſe formc,& ſpecie.
Cap. xj . 137
Delle coſe che fogliono vomitare gli maleficiati , quando firi
folue,& diſtruggeil maleficio ,fe Gano coſe vere, ò fitticie .
Cap. xij . 158
Come gli demonine i corpi aſsốti poſsino parlare.C.xiij.164
Come gli Angeli così buoni,come rei nei corpi afonti poſsi
no mangiare. Cap. xiij. 171
Come gli demoni fi faccino incubi, & fuccubi tanto à gli huo
mine,quanto alledonne;& come poſsino vſare gli atti vene
rei,& generate. Cap xv. 174
Come glidemonipofsino operare ne inoftrifantaſmi; õue fi
tracta come eglino polsino incitare le menti humanc allo
dio,oucro all'amore diſordinato. Cap. xvj. 186
Comeilfuoco dell'inferno.polsi cruciare gli fpiriti,& anime
dannate. Cap. xvij. 194
Segli ſpiriti,& anime dánare pofsino ragioncuolmēte defide
rare di nö eflere, p fuggire le penedell'inferno. C. 17. 207
Perche caufa gliſpiritidãoati no poſsino pentirſi dei loro pec
cati,&ritornádo alla penitenza,racconciliarſicon Dio; oue
ſitratta del loro libero arbitrio. Cap. xix . 217
Come gli ſpiritipoſsinomuouere vn corpoda vnluogo all'al
trocolſolo imperio dell'intelletto , & volontà loro .
Cap. xx . 234
Delle ftodi,cóle quali i demoni ſogliono ingânate gli homini
táto nelleſue operationi, quanto nelparlare. Cap xxj. 245
Comeildemonio poſsicaufáre fognifantaſtici , &illufoni
nelle creaturerationalizoue diffuſamente ſi tratta delle va.
Cheglidemoni ſogni
rie cauſedei ad . Cap.xxij; 252
inftanza de' Malefici pofsino far parlare le
beltie,
Come il& comequelto
demonio fia poſsibile. Cap.
àpetitionede'Malefici poſsixxiij. 264
fare apparere
fatti d’armi;& della poſsibilità di ớlto facto.Cap.xxiij.271
NEL
DEGLI CAPI T.

NEL SECONDO LIBRO .

Che coſa ſiaSortilego, & Malefico ; dell'ethimologia di quelli


* nomi ; & di certe opere diaboliche fabricate da coſtoro .
Cap. j . i : 280
Che coſa ſia Strega, ouetu Serigimaga; dell'ethimologid , & na
tura di qneſto nome; & delli modi con i quali gli demoni
cercano augumentare queſta perfidag & fcelerata fecraloro .
Ljud 11:13241 2 293
Cap. ija in
Del modo della facrilega profeſsione, con la quale queſti ſcele
rati Maleficij & Streghe poffono operare coſe mirabili , &
ftupende. Cap . jij 300
Che gli maleficij poſsino effere realmente nelmondo , & non
nella folaeſtimatione humana, come alcuniſi ſono sforzati
di difendere. Cap . iiij.. or 301
Cheil maleficio fia co fa volontaria, & n6 fatale ,che venghi da
gli influfsiceleſti,comehāno detto alcunijoue fi tratta diffus
lamente del Faro , & della ſua virtù, & poflanza. Cap.v.317
Perche caufa glidemoni vfino ; & adoprinoil miniſtero di que
fti fceleratihuomini, & donne per fare tutti gli ſeguenti ma
li. Cap. vj . 337
Come gliMalefici,oüero Streghe fogliodo maleficiare gli huo
mini impedendogli negli atci carnali, etiandio con le pro
prie mogli. Cap . vij. 354
Delle preitigiofe operacioni degli demoni , & delle Maghe.
Cap . viii. 361
In che modo gli Malefici, & Streghe poſsino leuare da i corpi
glimembri genitali. Cap.ix. 368
Chegli Malefici, & Streghe poſsino trasformare le fteffe, & gli
altri huomini, & donne in varie forme. Cap. Xo 372
Che gli demoni ad inſtanza de i Malefici poshino occupare gl?
corpi humanijdelle molte cauſe perche lo permetti Iddios
& dei varij modi,che tengono nell'occupar quelli. Cap. xj .
fac. 387
Che l'anima dopo la morte del proprio corpo non poſsi entra
er in
: TAVOLA;
re in un'alero , & di molti errori nati intorno a queſta mare
ria . Cap. xij . 406
Come l'anime de' morti pofsino apparere d i viui. Cap. xij.
fac. 496
Chegli Malefici, & Streghe non ſolamente fiano portati dalli
demoni da vno luogo all'altro imaginariamente, ma anco
realmente , & perſonalmente. Cap. xiiij . 436
Come gli Malefici , & Streghe con Paiuto, & operatione dia
bolica poſsino offendere gli huomini nell'honore, & fama.
Cap.xv. 460
Comegli Malefici , & Maghepoſsino offendere gli huomini
nell'vſo della ragione. Cap. xvj . 464
Come queſteMalefichecolſolo guardo pofsino maleficiare, &
facturare gli huomini. Cap. xvij . 469
Che le Malefiche poſsino introdurre ne gli huomini tutte l'al.
tre infirmità, & comeofferiſchino gli fanciulli à gli demo
ni. Cap. xviij . 475
De gli varij modi,con li qualiqueſti Malefici, & Screghe poſsi
no con gliſuoimaleficij, & ſenza, vccider gli huomini , &
gli animali irrationali. Cap. xix. 485
Delmodo,colquale queſti Malefici, & Maghe poſsino eccitare
pioggie, & tempefto, & altre coſe fimili. Cap . xx. 494
Delli ſpiriti famigliari, quali alcuni chiamano Folletti , & di
quelli channo famigliarità con eſsi. Cap.xxj. sos
NEL TERZO LIBRO.
)
Di tre generazioni d'huomini, quali gli Malefici , & Maghe
con ghi loro maleficij , & fatture non poffono offendere ; &
di certi rimedij preferuatiui. Cap j. 517
Degli rimedij in generale,cioè,come ſipoſsino di fare, & ſcio
gliere gli maleficijs oue fi cratra ſe è lecito al vero Chri
liano diſtruggerlicon altri maleficij . Cap. ij. 528
Quali ſano gliveririmedij contra gli ſpiriti incubi, & fuccum
bi; & in clic modo polsino eſſere impedicida queſte loro in
cubationi. Cap. iij. 539
Con quali rimedij G poſsino liberare quelli che ſono ftatima
leficiad
DE GLI CAPIT .

Jeficiati nella potenza generatiua. Cap. iiij .


Quali rimedij conuenghino a quelliche ſono maleficiati co
pra l'odio ,outro amore diſordinato. Cap. v. 550
Con quali rimedij gli oſſeſsi per maleficio di poſsino libera
re . Cap .vj. 558
Che le coſe corporali poſsino reprimere la vellatione de glide
moni ,che trauagliano gli corpi humanis & come queſto ſia
poſsibile. Cap. vij. 563
Della cogiurationez & prima doue ella habbi hauuto origine.
Di certe regole con le qualili pud conoſcere, qual coſa hale
cita , & qual ſuperſtitioſazoueli dichiara,fe fia lecito porta
3. rebrcuialcollo dell'indemoniato ,qucro portargli con effo
feco. Cap . viij. 574
(Achiconuengal'officio dell'efforcizarejoue fi tratta, ſe sale
cito à gli fecolari, & doans efforcizare gli fpiritati, & tattu
rati. Cap.ix. 585
Del modo che debbe tenere l'Eſorciſta nel congiurare gli in
! demoniati, & maleficiari; & delle molce cauſe chealle volre
impediſcono la liberationedelveſſato . Cap.x. 589
Del modo di conoſcere s'alcuno ſia inuolto nel maleficio del
la taciturnità; & di certi rimedijapplicabili a queſti tali.
Cap.xj. 600
Di certi rimedij conuenienti à riſanare, & guarire gli animali
irracionalımaleficiati; oue ſi tratca, felia lecito congiurare
le creature irrationali; & di certi altri rimedij d'applicarf
contra la tempeſta . Cap.xij. 606

Il fine della Tauola de i Capitoli.

201.M

AVTORI
Sommario de i capit. & additioni, che nel preſente com
pendio ſono ſtaci aggionți dall' Autore.
Elprimo libro ſonoſtatiaggionti questipre
ſenti capitoli intieri, cioè, il primo 3-4.8.
19.18.19.20.21.22.23. 24 .
Nelifte o libroſono aggionti quaſi tutti que
ste tre capitoli,cioè il 9.10.0 11 .
Nelſecõdolibro ſono aggiõti il primo,quin
to auodecimotertio,decimose vigefimoprimo intieri.
Legionte ſono.
Nelprimolibro al capitalo 2.e car.2 1.jui;Ma perche coſtoro
fingono, C. isao a quel paßo: Conchiudo adunque chegli
demoni, & c.
Al 5. capitolo.car.74.iuisl'eſempio n'habbiamo ; & c. finoa
quelpaffo fono alcuni altri demoni.
Al 7.cap.car. 100.jui;Ma per piu chiarezza di queſto ,etc.
fina a quelpalle. Et il dottiſsimo Agoſtino .
Almedeſimocap. car. 104.iw.Et che in effetto, & c. fino ab
fine del capitolo.
Al capitolo 14.car. 173.iwi; Che poi gliAngeli cattini, & c.
fino al finedel capitolo.
Al capitolo 15.car.176.im ;Questo Merlino ſecondo alcuni,
c.fino a quelpajo. Nonſi laſcia anco mentire il dottor
ſottile Scoto
Almedeſimo capitolo. car.183. iui; Mapotria dire alcuna,
& c.fino a quel paſſo & perche in queſta operetta.
Al capitolo 14.del ſecondolibro.ca.457.iui; Dico parimente
che alle volte, &c. fino alfine del capitolo.
Al capitolo 19.delſecondolibro.car. 488. iui ; Sogliono an
co alle volte queſte ſtreghe, co fino a quelpaſſo.Queſto
fia decco quanto allifanciulli,
Nelz.lib.cap.2 1 à car,s04iwi; Dui alori mirabili efſempja.
alto ppofito,& c.finoà alpaſſo.vn'altro eſsēpiominarrò.
Wellib.z.cap.7.car.573. iui; Et molti altrioccellentiſs.com
fino a alpaßo. Dalle quali coſe chiaramēte lopuò vederé.
Nel terzo libro,capitolo 12.car.611.jui.Et none cofa d'am ..
mirarfi.& c.fino a quel paßo.Poi nel fuoformicario dice
Giowami Nider, C.
PRO E MIO .

Trelegi an E la diuina , incommutabil legge,


de DioH
date al.
piãtata , stabilita nc icuoribus
Phuo •
mo. S mani,anzicon eſsi loro cõcreata ;
col Fieljo ditoſcritta; data à Mo
sè dalgrande, & immortale Iddio ;
& finalmente da eſſa ſomma verità registrata nel
nouo teftamêto,d guifa'di benegna diſpenſatrice ,che
i più cari, & precioſi doni,ch'ella di ritrovare s'hab
Culco
bia imaginato,à noi mortali cicomparte,inſegnando
di latria ci, & dimoſtrandoci con perfetta norma,cheil culto
a Dio ſoLatriale ſolamente ſi deue per debito al ſuo fattore,
lo con. fuggendo perciò con ogni accurata diligenza di non
nienc. preſtare adoratione à gliIdoli. Et accioche noi diue
niamo più ricchi, s'ella ci dimostra come douemo di
modo cattivare,& imprigionare l'intelletto noftro
nel ſeruigiod'eſjafommaluce,accioche nonſi dia fe
de àgli errori, che ſiponga in bando le delitie, et
quãto be di lafciuo queſtonostro Oceano, dandoci
Armi ef
tutti in preda alla rettitudinedelle diuine , & alte
fccito uirtudi,armi efficaciſsime per diſcacciare da noi
tra i vi.l’horrida ſporcitia, & bruttezza del vitio, fon
tij. te , & minera d'ogni ſcelerità , e d'ogni per
niciofa ruina , prima cagione , intento ſempre ad
imbrattare il caduco velo di queſta humana vita .
Et fe eßa legge ci pone, & mette quanti glioca .
chi l'obligo,dcui tenutiſiamo d'inueftigare, & con
ogni
ogniaccurata diligenza, che per noi fia poſsibilc, Cercare
ſi deue
cercare con particolare amore , & deſiderio la veri la veri
ed,acciochecon più feruente zelo, co fede ſeruiamo tà, &p
al culto diuino. A che dunqueſono stati tantiſcele- che. >

xatihuomini ,chefuori di cotanto felice , & drittiſsi-,


mocalle hanno rauolte le piante per ſtrade ſtorte,
dewiate contraſtando ſempre a detta verità , ſe non
folleuari da nuoue opinioni , & capricci, i qualiſedu Huomi
I get riuolgenelle mēti loro il maledetto Serpe irfer niciocapfoi
ri

nale?Etpurbora in queſta noſtra tēpeſtoſa eta ,nella leuati


quale ſiuede questonostro crudelnemico preualere dalDia:
uolo .
piùchemaizne i corpi humani(così permeßo da Dio
àfineche conoſciute l'infidie che ci ci tende, imparia
mioparimented conoſcere qualſia la perfida ſua uo
lonta contra dinoi)col mezo de i Malefici, i quali ci Iftro me
ti diabo
adopra,come ſtromento in vituperio dell'honore di- licicon
uino, & morte dell'anime redente col preciofifsimo tra l'ho
Jangue dell'immaculato Agnello ,Christo Giesù ,col uino.
mezode i quali opera cofe mirabili ,comeanco per le
Stefſooperar fuole . Per contraſtare dunque a queſta
verità il maledetto, anco per meglio potere domi
nare sopragli corpi bumani , & ingannare quelli
cheglicredono,&
minit
lo ſeguono,ha folleuato certi huo niHuom
arro
i
itri oppo arroganti nel loro parere , & folamēte
ganticỏ
Sauynelpropriogiudicio; calmenteindotti , & per- trailþ
Swalida eſſopadre di tuttiglierrori , e menzognc, ſentene
chenon ſolamente noncredono , necreder vogliono gotio.
laverità diquanto ſi tratta nella preſente opera ;
MA
ma anco vanno perſuadendojet diſſeminando quello
loro capriccio nellementi de i pufili.Etin talguiſa ;
Errori & modo queſta loro perſuaſione è creſciuta nella
di alcu mète del volgo , che molti fermamete accostandoſi al
ni perti
loro errore,ſi ſono sforzati difendere queſte coſe ,che
naci.
nel preſente Compendio fenarrano eſſerefittioni, e
inueniioni humane. Accid dunque tal ignorantia,
anzi più coſto vno sègoffo capriccio ſiestingua , em
non ſiSpanda la tanto loro peruerfa opinione nelle
Intétio -menti de i fedeli; ho conſiderato che non efſendo ve
ne dell nuto al mondo ſolamente per me steſſo,ma anco per
Aurore ,
e di giogiouare al proſsimo( imitando quei fänti,& catholi
uare al ci antichi iſpoſitori delle diuine ſcritture , i quali
proſsi-- ſubito chene i loro tempi vedevano, & conoſceua
mo.
no naſcere , & germogliare qualchegermedi peruer
Ja dottrina,con grandiſsimo ſtudio ,& diligenza la
sforzauano con ogni modo a loro poſsibilefradičare
& fuegliere coral radice ; à fine che poi creſciuta in ' .
alto nonſpandeſſe d'ogni intorno il ſuo ſeme, & ine
fettaſſe le fante,& buonie piante ) .di raccogliere da
zelodel parij, & diuerſi dottori tantoſcolaſticiquanto ca
TC . nonifti le preſenti coſe,à commune vtilitàde ifedeli.
Le quali ſaranno da me narrate con quella maggior.
deſtrezza,che per me ſipotrà nel ſeguente Compen
dio. Il che tutto io ſpero chedebba pienamento eſſere
Caro ,& aggradito dalla bontà,& amoreuolezza de
i Catholici, & ſtudioſi di ogni grado.
Il fine del Procmio ,
COM
SIAI31

magia
VOU
QORN
ACOMPENDIO
{ GIGST #onem

DELL'ARTE ESSORCISTICA ,
& poſsibilità dellemirabili,& ftupende
operacioni delli demoni, & fiya
de i Malefici.

Con li rimedij opportuni all'infirmi. Istung


tadi maleficiali.

DEL R. P. F. GIROLAMO ,
MENGHI DAVIADANA
Minore Oferuance 140 . !!

LIBRO PRIMO ,

Chegli demoniſiano realmente , e non fintamente,


comealcuni hannovolutoaffermare.
Сар . Т.

ON ſono mancantihuomini ng'


paſſati ſecoli c'babbino negato
Efsil oni
de' demonij con dire , de demenge
la realità
che queſta è vn'inuentione, O P Jarmo nege
dir meglio, vna fitrione, & ritror sa aficium
vaca de ThcologiChriſtiani,Et in cófirmatione .
del loro errorc producono certe ſue friuolera
A gioni,
$ DELL'ARTE ESSORC.
giorni con lequalifi sforzano perſuadere à gti
buemini queſto (uo capriccio ,e dannato error
ke , Dicono adunque coforo , Se foſſe uero ,
Mariomenon che ſi ritrouaſsimo i demoni , farianoſenza dub
fa la ferietu bio veruno ſtati creati da Dio ,comel'altre coſo
ra dellacrea nell'opere de ſeigiorni fabricate dalla mano diz
sione del de ON

moonia Dig, & dilorofifaria mentionenellaſacra Ge


neſi,il che non lifa : adunque no ſono ſtati crea
ti, e per conſeguenza nó firitrouand nel mon
do. , nenell'ipferno,ne in qſtoaere caliginoſo ,
Operatione poidicono queſticàli.Noi vediamo , che la la
dello lume na a' certitępi,cioè nel creſcere , & fcemarche
incorna fà ,molte volte trauaglią l'huomo,il quale per
sorpie queto vten chiamato lunatico.EtiNegroman
ti,& Maghi fogliono ófferuare te conſtellatio
ni,& influsſi celeſti per cópire l'operefue mal
uaggi, quando kingono dichiahiarei demonia
adunquetal operenon vengonodallidemoni,
ma da i corpi celesti. Quelle, & altre ragioni
Aſſegnano coſtoro , le qualiquanto vagliano
vedremo più di ſotto nel preſente cap , Per
dichiararione dunquedi queſto fi deue auerte
to , ſecondo S. Thomaſo nelle qq. diſputate
pel ritolo delli denioni i che intorno a queſta
petriftotide materia ſono ſtate varic opinioni.Vna fù d'Ari
mega 7 - ftocile, & fuoiſeguaci, i quali negarono l'esfifté
Renzo de'de za , e realita de'demoni, & differo coſtoro , che
quelli effetti, quero operacioni , chcuoiattri
buimo
LIBRO PRIMO... ! 3
buimo alli demoni non ſono fatti da eſsi ; ma
chenaſcono , & prouengono da certi influſsi ,
& virtù de'pianeti , & corpi celefti, &d'altre co
fe naturali, comeſaria dallo virtù delle pietre ,
piance, herbe, & altre fimili coſe . La onde, che
parlãdo il doctiſsimo Agoſtino diPorfirio Egio
tio Peripatetico , & Negromance nel 10. libro
della Città di Dio , dice . Parue a Porfirio Egiç
tio Peripatetico,che com certe herbe,pietre,ani Porfirioche
mali,ſuoni, voci, figure , caratteri, & altre fia cofa dice de
mili coſe, & con ofſeruare i mori delleſtelle, fi Maleficie.
potellero fabricare dagli huominiqua' da baſa
fo certe poteſtà delle ſtelle , atre ad eſſequire
quafimiracoloſieffetti qua tra noi . Il che (di
co Agoſtino fanco )è manifeſtamente falſo ; &
la ragione è quefta ; perche ſi ritrouano certo
opcrationi diaboliche, le quali per modo veru Operations
no nó poſſono naſcere, ne eſſere cauſateda cau chenon pos
la alcuna naturale, comefaria che alcuno ſpiri. Sono naſcere
dacauſame
tatoparli Latino,Greco,Hcbraico ,Spagnuolo , turale
Thedeſco,Franceſe,& d'altre ſimili lingue, can
tifiguratamente reciti verfi , & altre limilica ,
ke,non ſapendo per auanti fare tali coſc . Mol
tealtreoperationi de’demoni ſi ritrovano tan ,
tonegliſpiritati, quanto nell'artemagica ,le
qualida altro nó poſſono procedere,che dava
na cauſaintellecciua; come faria far parlareſta
tuc,quero farlo muouere,& girare intorno ,cox
A 3 000
DELL'ARTE ESSORC:
me à punto ſifaceua neltempo dell'Idolatria .
Demoni che E però da queſteragioni moſsi alcunialtri han
coſaſianose no detto, che gli è vero, che ci ſono i demoni ,
códo alcuni,ma che non ſono quelli che noi chiamiamode
moni , ma ſono anime d'huomini , come diffe
Plotino, il quale fecondo Agoſtino fanto nelli
bro 9. della Città di Dio voleua ;che queſt'ani
me fendopiene dimerici , diueniſſerodemoni
Animedina nobili, & domeſtici;& per il contrario l'anime
gamo demon piene di peccati, diueniffero demoni brutti,dif
mo ... ' formi, & fpaventcuoli; e diceua coſtui, che ſen
do in dubbioſe dette anime foffero mericeuoli ,
ouero colpeuoli, all'hora le chiamaua dei coad
iurori.Per queſta cauſa molti ſcelerati, & tri
Ati huominiingannati da queſto errore,creden
Pazziaďal do fermamence queſta manifeſta pazzia ,han .
cumi Soelena no ammazzato i loro fanciulli per hauere nelle
sibwamini. fue operationi l'anime loro fauoreuoli,& coad
jutrici . Il qual errore quanto ſia pernitiofo ,
& peruerlo , ce lo dimoſtra S. Gio . Chrifofto
mo ſopra quel paſfo di's.Matteo. Si partiuano '
i demoni damonumenti , & c . dicendo . Non
hanno punto diragionealcuni', quali volendo
fuſeitarequeſta peſtifera dottrina, dicono ,che
Fánime demortidiuēgono demonisper la qual
moltiofſervatori d'auguri hanno ammazzato
Sollanza in aleudi fanciulli, per hauere l'anime loroinſuo
corporea no aiuto »; percheuna ſoſtanza incorporcanon ſi
può
. LIBRO PRIMOI
può eraſmucare io vn'altra incorporea , cioèla fi può trafo
foftantia dell'anima nella foſtāza del demonio . musare
un'altra .
in
Nepar coſa ragionevole , chel'animafeparata
dal proprio corpo fempre vada vagaboda qua
giù franoi;percioche l'anime de'giuſti ſononel Anime de
lemani di Dio , ſecondo il teſtimonio della Sa- giufti fino
nelle mani
pienzaral 3.capo , & quelle de’ſceleratiſono con diDio.
dotre diqua all'inferno , & l'alcreche muoiono
ſenzailbatteſimo ſe ne vanno al limbo.Laſcian
do adunque queſta opinione da banda come
peſtifera,irragioneuole , & beſtiald ,dico, che al
cupi alcri ( comcrecira ſanto Agoſtino nel viij.
librodella Città di dio , poſerotreforti di ani Main ra
mali,ne'quali l'anima rationale ſi ritroua ;la pri rienale, fecā
ma delle quali chiamava dei , la ſeconda chiar do alcuni,
tre
habitdiaranin
maua demoni', & la cerza huomini ; & diceua forsi
no, che idei haueuano icorpiceleſti , i demoni mali.
aerei, & gli huomini cerreftri , & a queſto mo
do Placone ſotto il numero delle ſoſtanze intel
lectualítotalmente ſeparate dal corpo , poneua
queſti cre ordini difoitanza vhiti alli corpi.Que
ta opinioncjancorche errinoldire contra Ari Cieli non fos
Norile, cheicieli ſiano animati, & che i demon no animali.
nibabbino i corpi loro acrci, perle ragioni,che
adduce l'Angelico dottore nel ſopra citato luo -
go, quali per non fare al propofito noftro , la
fcio di ſcriuere ; nondimeno sforzati dalla veri
Peripaesiel
saifaucori (noihanno detto il vero ; ponendo ; pongono
A 3 che
DELL'ARTE ESSOR C.

realità de' che realmente ci ſiano i demodijancorche nacu


domoni. ralmente non habbino corpi aerei, come dico
no coſtoro . Non mancano teftimonij ch'affer
mano la realita, & eſsiſtéza de demoni,de'qua
li io caccio , parédomi fouerchio il narrargli ad
vno ad vno . Non voglio però tralaſciare diad
durre il teſtimonio diGuglielmo Pariſienſe , il
Guglielmo
Pariſienſe, quale nellaiiij.parte delibro che fa dell'vniucr
che coſa di- lo, dice; che fra gli ſpiriti immódi alcuni vo ne
chi de'demo fono,qualiſono come pazzi , & quaſi fuor diſe
medefimi, i quali in pena del loro peccato ple
paſsioni intrinſeche de vitij loro , cioè dell'ira,
odio , ſuperbia , timore, doloré, & altre fimili ,
‫ ܕܹܐ‬: ‫ ܝܙ‬: le quali poſſono talmente creſcere in alcuno ſpi
o rico , che egli incominciera' quali ad impazzire,
64 & ifar atci dá pazzo ;dimaniera che pazzamen .
te, & ridicoloſaméte giudicara delle coſe a gui
fa d'huomopazzo , il qual intorno alla potenza
tagioncuole può talmente eſſere prouertito ,
sturbato , & alienato , che nelle intellettualiope
rationierrerà . Il medeſimo ( dice il predetto
* dottore) può occorrere ne i demoni , & anime
dannato . Queſta verita ( oltra a quanto hab
della ſcrittu biamo detto dilopro ) ſi proua anco con aus,
Teflimoni
ra afferma- torica del vecchio , & nuouo teftamcoco.Et pri
no l'efftéza ma habbiamo nella facra Genefi al iij. capo ,
de'demoni. che nel tépo , chei noſtri primi padri Adamo,
& Eua erano nudi nel paradiſo cerreſtre,cra an
co ini
LIBRO PRIMO17

to luí vn'altra cedra ſpecie di credcürä ratſona


le in olera l'huomo'; & però dice ilteſto , che il
ſerpentë era più aftuto di tutti gli altri animalis
quali haueua creaco Iddia ſopra la terrazil qual
ſerpente per proprianatuba nod párlaua gia a
madón’Eua, ma libene era:vnanatura intellet Mastraitela
couple quenticia al ſerpente, qual per bocca ſua laika perbee
parlaua alla predetta prima madre noftra Ec càdel ferpen
queſta creatura rationale fi tiene per fede ch'al mo
tro non forte che il demonio ': Bià chiaramen ,
be celo dimoſtra effa förítedra nel Leuitico al
17.capo ouo e ſcricco. Ne più per l'auenire im
moleranod ſacrificio allí domoni & nel Deut.

al 2 z . capo dice il cantico . Immoleranno alli Teſtimoni


demoni, & non a Dio . Nel z . libro poi del Pas del vecchio
Falipomenon al capo i parlando iui il teſto seftamento
diHicroboam , dice; che iofticui certiſacerdori mētione de
chaueffero à ſacrificare i ſacrificij dielli demo- demonio
ni. Nel libro fimilmente di Thobia , quante vol
se iui nomina la ſcittura queſto nome didemo. *
nior & Dauid nei ,ſalmi più volte ci accéna quo
Ao nome di demonio . Iſaia anco nel capitolo
34. parlādo deli infortunij, & ſciagure de i dan
nati nelgiorno del giuditio, dice. Ec haueranno Métioni di
per (contro loro i demoni. Nel teſtamento no demorti ſifa
uo parimente vedi il coſto de i ſacri Euāgeliſti', nel teftamen
che lo troverai pieno di queſto nome demonio to topos
In ſanto Macco al4. 7.8.9. * 2.15 . & 17. Io
103 A 4
โat
DELL'ARTE ESSOR C.
fan Marsoalprimo 3.6.9. & 16.in lain Las
ca al 4.7.819. 10.11, & 13. Ec in ſan Giovad
pial 7.8. & 10. leggi poi la prima de'Corinthi
alprimo;la prima a Timothco al 4.i farci Apo
ftolicial i 7. & 193 & vltimamente l'Apocaliſſe
af 16. & 18. donc troueraitantoromioato que
fto demonio , che niuno di ſano intelletto può
ragionevolmente negare l'esfiftenza dei des
Protermiad
il
mönij (enzanota di proceruia . Maperchequa
negare
demani. pocria replicare alcuno heretico , è io fidele,che
nonaccetta ilvecchio , &nuouo Teſtamento ,có
dir'che queſteſono inuentioni ; & trouate dei
TheologiHebrei,& Chriſtiani;perciò con altri
5.- anilloI tellimonij,& eſperientie ſi moſtrera queſta ves
cauliban los ritá . Narrail doctiſsimoAgoſtino nel Ibiro 8.
*** della Città di Dio , queſto nome demonio effe
* te vulgatisſimoapprefto gli Etnici , & Gentili ,
oma oac dice ,che Apulco Platonico narra nel libro ,
che få del dio di Socrate,che il medelimo Socra
Demonia fa te haueua vo demonio famigliare , il quale era
magliar di
Socrate .. molto ſollecito intorno ai facti del predetto So
crate, & era dital natura , che quando eglico .
nofceua , che le coſe non gli hauedano à fuccc .
dere profperamente , lo ritraheua quanto egli
w poteva da fimiliimpreſc . Il medeſimo anco
Ontario de diceua, che i demoni erano inczani fra glihuo .
demonifeco mini, & gli dei , & che eſsi portauano le preci
do Apulco. noſtre aDio , & che i medelimi da Dioci le
porte :
" LIBRO PRIMO 9

portauano cucci i fauori , & gratie , che da doi Nimto de


diſcendeuano . Ec Platone ne fuo Thimco di- demonij effe
re
ce . L'aiuto delle diuinc , & inuifibili poteftas dices Plate
qualifono chiamare demoni , è aflai più neceſ- ne.
fario di quello che l'intelletto humano fi penſa.
Etil dottiſsimo Agoſtino nel 1o. libro della Cic
rà di Dio foriuc molte coſe intorno alla cfsiften
za de'demoni . Olcra diqueſto dice Henrico Eſperienze
che prouano
d'Aſia ſopra laGeneli ; Queſta verita fi proua l'cfsiftenza
con varieſperienze, e primjeramente per le ri- de demoni.
uelationi delle coſe occulte, le quali ſpeſſe volce
ſono farceagli huomini, come appare approf. .
ſo diuerfi dottori , quali per modo alcuno non
poſſono eſſere fatte , ne cauſare dall'ordine, & * ..
influſſo de i corpi celeſti , ne dalle cofe naturali
qua giù da baffo . Secondariamente queſto è
chiaro per le riſpofte de glioracoh de Gentili,
& degli altri mirabili effecti, quali ſono apparu Oracoli de'
ti intorno all'Idótics.colmezo deiquali demo- Gentili, pro
ni hanno perſuaſo a gli huomioi grādi , cfapien de demoni .
tiſsimi la propria loro adoratione; come fece
ro a Romani, & ad altre nacioni deGeotili, &
Paganizi quali cftecci per modo alcuno non pof
fono naſcere da altra cauſa naturale che da
vba caufa intellecciua . Terzo ſi prova il noſtro Effexi mira
propofito con l'opere,& effetci mirabili dell'ar bili deklaro
36 magica .
to magica; i quali ſono fatti con paroleznon già
per virtù , & pofſanza naturale di quelle ne man
CO
10 DELL'ARTB ESSORC.
4 , ico perdirtutdicaratterij neparimento per vir
‫ او‬۱. ۹۹ tù delt intelletto di colui che proferiſcetali pa
Bio sa role ; ma ſi bene për operatione d'alcuna vir
tù,e poſlanza intellettuale , alta qual queſtiNe
gromanti riferiſcono quelle parole; ſegni, ca *
ratteri, & altre loro ſuperſtitioſe operationi i
Fatri, et ope Vltimamente queſto ſi proua per i farei; & ope
Tariani mire rationi ſopranaturali ,che fogliono fare gli ſpiri
bili de ſpiri
tati, come riaclare fecreti , & alere fimili coſe .
Et di queſton'habbiamo lellempio in propoft
wbiz apv to , qualnårta Bartolomeo Sibilla nel ſuo ſpec +
chio con queſte parole . Nebtempo che iSigno
Effempio di ti Venecianimoſfero grandiſsma guerra alDu
una doma cadi Ferrara, ſendo Alfonſo d 'Aragona Duca
ſpirisasá. di Catauria , capitano inuittiſsimo ,nella gran
Città di Melano , con molti IlluſtriſsimiSigno
rijfù moflo fra di loro vo longo ragionamento
sa isi intorno a queſta materia de' ſpiritijoue che di
*** Hiltott verſamente fu da queiSignori parlato , & dia
ſcorſo , recitando ciaſcheduno le loro opinioni;
ił che hauendo vdito il predetto Duca , riſpoſe
Narra Abo in queſtomodo. Sappiaco Signori,che ècoſa ve
fonſo d'Ara riſsima, e nó ficcione humana quello che ſi pat
gone un pro
digiofo fat la di queſtidemoni; & narrogli, cheſtando lui
un giorno à Corrone Citta' di Caladria,dopo le
cure;& ſpeditcioni regie, cercãdo qualche fpal
10 , & ricreatione , gli fu detto cheiui era voa do
na veſlaca da ſpirici immondi.Il che intédendo
cfto
LIBRO PRIMO 11

effo , comando , che lefoffe condotta auanti,


& fà efſeguitoincontinentc ; & incominciando Ragiosa il
ilDucadi parlare con effa ,ella niente riſpon- lawria
Duca diCao
com
deua , ne punto fi moucua , come ſe foſſe ſtata unaſpirita
fenza ſpirito . Vedendo queſto quel Preacipe , ima
& ricordandoſi d'una crocetta , che con certe
Teliquie portaua al collo , cioè legno diCroce ,
Agnus Dei benedetto , &altre coſe lance date
gli dalbegro GiouanidaCapiſtrano fratedell'
Ordine minorc,la pigliò ,& fecretamente la.le
gòal braccio di quella (piricata ; la qual ſubito
cominciò a gridare, & con modi mirabili, &
{ paucntofi ftorcere la bocca, & gli occhi . All'
hora vedendo queſto quel Signore, le doman
dò, pecche cauſaella così gridaffe,laqualriſpo
fe, ch'cidoucflc leuarle dal braccio quello che
gli haueua poſtos alla qual diſſe egli,E checo
la è quella che vuoifi liquiddiffegli la donna ,
quella crocetta qual(ecretamente tu mihaipo
ftoal braccio ;perche ( diſs'clla ) iui è del legno
dicroce,dell'Agnus benedetto, & vna croce di
cera conſecrata dalmio grandiſsimo nimico.
Le quali coſe leuando il Duca , vn'altra volta
diveone some morta . La onde che arrivando
l'Ambaſciatore de'Signori Venetiani per pära ! Ambaſcia
coſe importanti, per coman-
lare col Duca di menata tore diVe
damento ſuo fù fuori di quel luogo Ducadi Cat
la donna. Venuta la notte ſeguente , & andan- lauria.
do
DELLA R TETEOSOIRC .
do quel Principea'dorénise , in continentete
cominciò vdire grandiſsimiftrepiti , & rumo
**35** re nel palagio , e propria camera ; dimanig
dizal ta , cheſpauentato alquanto, fece chiamareal
..cuni feruitoriper ſua ficurezz) , co’quali ftec
te finoal giorno ſenzaponto dormire .Vcouco
il giorno , vn'alcra voltadi fece menare la don
na avanti;la qual forridendo interrogò ilDuca
s'egli haueffe hauuto ſpanendo alcuno.da'notce
palfara ; & riprendendolo ilDuca , come ſpi
rico infernale nojoſo à mortali , & addiman
dandogliſelai foſſe ſtato quello , che haueſſe
facto quelli farepiti , & turbacogli il ſonno , ella
riſpoſe chesi:Diffegli il Duca ,oue ericu palco
fto ;riſpoſe lo ſpirito; io era naſcoſto nella fom
mica dello ſparauiero, che circóda il letto cuo ;
& ti dico , che ſe non foffero ftare ſopra di te
quelle coſe ſacre ,cheeu porci al collo ſecretas
mente , le quali m'hanno impedito , al ſicuro
con le mie maniio ti lcuauo di peſo , & tiger .
Spiriteta, tauo fuori del letto. Anzi ci dico dipiù, che tut
che narra
un ſucceſſo co quello, che hicri ragionaſti , & trattafticon
diduiperſo l'Ambaſciatorc de Veneciani ,cutto quanto di
naggi co tiſaprò narrare , perche il tutto ho vdico ',
&fapato.Il chevdendo il Ducadiffe,che que
Io non era poſsibile spur per chiarirſi di ques
Ito , triando fuori tutci quelliche iui Gritroua
uano ,-poicomandò allo ſpirito , chedouef
re
LIBRO PRIMO
ſenarragli quanto era paſſaro tra l'Ambaſcia ,
dore , & lui ; ibquale come ſe fosſe ſtato pro ,
ſente , per bocca della donna parrogli tutto
il fatto di parola in parola ; & con quelloiſtely
ſoordine , &modo colquale era paſſato ilcut :
tofra di loro ; dimaniera , che empiè quelSiç
gnore di tanta merauiglia, chedipdi in poi ſem
pre fermamepre credece, che gli fpiriti maligni
andaſſero vagabondi canto nell'aria , quanto Subitanee
nei corpi humani. Si proua finalmente queſta traſmutatio
verita per lé ſubitance ; & inſtantance tranſ, ni de
prouano
mutationidelle coſe , come appare nell'Effo- fer l'es
e de ide a
da, dell'operacionide'Maghidi Faraone, qua- moni.
li traſmutarono le loro bachette in ſerpenti,
&altre fimili operarioni iu da loro fatte .
Edunque coſa veriſsima , che realmente firi,
trouano i demoni , e non è ritrouaca de' Theo ,
logi Chriſtiani , poiche oltra la fede , n'hab
biamo tantiteſtimoni , come di ſopra habe
biamo viſto , Reſta hora di riſpondere alle ra
gioni ſopra allegate . Alla prima riſponde il
padre facto Agoſtino nel libro, i ,della cit,
tà di Dio , & diçe ; che gli Angeli commune. cheAngelipom
dalla
spente noſono preţermiſsi nella diſcrittione di fcrispy ano
quella prima creatione delle coſe ; malono no fiano nomi
minati ſotto nome di Ciclo, oucrodi luce , eno nasi di pres
de proprij nomi. Percioche Mosè parlava a prignomes
quelpopolo rudo , & ignorante ; il quale non
fra
14 DELL'ARTE ESSOR C.

Cra capacedi potere intédere quella naturain


corporca degli Angeli. Et anco ; perche ſe gli:
foffeſtato dettoche ci cráno alcune coſe ſopra
tutta la natura corporea , forſe che queſto faria
ſtaro occaſione d'idolatria à quel popolo , alla
qual eſſo era molto inchinato , della qualeci
principalmente intendeua di riuocarlo . Alla
Filoſofiana- ragione d'Ariſtotile polta nella prima opinio «
turale mă bę ne dico , che nelle coſe che immediatamente
Luogo contra ſono contra la fede , oue la filolofia non ha luo
go , come è quefta , onniuamente fi debbe ne
gare poſtiache ci ſempre parla naturalmente ,
& ſecondo iprincipij naturali : Et à quello ,
che dice degliinfluſsi della Luna , & altri corpi
celefti, liriſponde cheancorche la luna nel fuo
creſcere, & Toemare poſsialquanto trauagliare
gli huomini,come c'inlegna la iſperiēza di gior
no in giorno, nondimeno non può trauagliar
Luna no puè gli di quella maniora, ch alle volte ſono trauaa
mauagliare gliati gli fpiritaci da'demoni,i quali a punto ſo
fanna i fpi. gliono voltare icorpi humani più crudelmente
risi. in detti tompi , che neglialtri, per infamare la
luna , come creatura di Dio ; & ànco percho
non potendo eſsi demonioperare , ſo non col
Confider ano
demoni le mezo de le virtù naturali ,confiderano nelle ſuo
operationi le diſpoſitioni de icorpi , per poter
difpofitioni
dei corpi introdurrein quelligli effettichedeſiderano ..
E poi cola manifeſta che il ccruello è la più hợ
mmiini
mida
OLIBRO PRIMOLIQ

mida parte ; che si ritroui nel corpo humano , Proprietal


o per queſto grandemente è ſoggetto allcope- die moderne
rationi della luna, la cui proprietà è di mouc glihumori ,
Te gli humoris però glidemoninelli decreſci :
menti,ouero aggométi della luna turbano la fá
( talia dolphuomo. quando conoſcono cheil cer Negroman
uello è difpoftoʻà tal'effetto . Alla terza ragio . ti veramenn
ne dico ,che gli Negromanti veramente, & non te chiamang
idemoni,
fintamente chiamano gli demoni in certe cons
ſtellationi, & cſsi vengono , & riſpondono per
due cauſe, prima accioche perluadino gli huo
mioi a credere , che nelle ſtelle fia qualche di
piniga . Seeondariamente , perche confidera
no, che fecondo le conſtellationi la natura cot
poralc e più diſpoſta à gli effetti , per li quali
vengono chiamatidalli Maghi loro ſeguaci. ?

Che gli demaniſiena slati prima creati buoni; che


per la loro peſsima volontà , & ſuperbia
Sieno diuenuti peruerſi,
Di çaicini, Cap. I I.

Neorema per la facra , & diuina


all ſcrittura lia chiaro, & manifeſto ide
moni eſſere ſtati prima naturalmen “ Deraõi crca
te creati Buoni, & che per la loro fuperbia ( la si buoni,
quale ſecondo il ſalmo contra Dio ſempre con
teſe per inalzarli ) fiano divenuti rei , peruerfi ,
trifti, & fcelerati, & per conseguenza dibellif.
fimi
16 DELL'ARTE ESS OR C.

Start' fimi nel Cielo ,cadendo foffero fatti brucifsimi


bile nell'Inferno , è in qſto noltro acre caliginoſo :
Huomini,
ch imitano non ſono però mancati huomini, che(a guiſa di
il demonio. cicchi)caminando nell'oſcuriſsime, & caligino
ſe tencbre de'ſuoi peccati, & imitando ne gli er
rori (come lor padre )ilſerpe infernale.co turto
Panimo,& forteloro Gi fonostorzati diafferma
rc, & prinacemente difédere,chegli demoni fie
no sēpre ſtati peruerfi, & crifti naturalmente, &
Errore di che non habbino mai poffuto eſſere buoni. Fra '
Manicheo . quali fù quel maluaggio trikto, & dãnato Mabi
chco, inſieme con no pochi fuqi ſeguaci; l'erra
re de quali è hormai cosi chiaro ,& tāro diuolga
to , che no faria di miſtiero movere parola.con
tra di loro , ſe a qſto neceffariaméte no cirichia
malleil noſtro ragionaméto, Per più chiarezza
adunque di qſto li debbeprima auereirç,che co
ſtoro no furono pprij autori di cotale, & tanto
Heretici che errore;ma che in ciò hãno ſeguito , & imitato al
pongono desi cuni altri herecicizi qualiponcuado dui Dei, ſot
Dei .
to il cui imperio , & volere tutte le coſe fi regger
fero , & gouernaffero , & ciaſcuno di loro effe
reecerno ; vno de'quali diceuano eſſere buo
no , il quale niuna di glte coſe inferiori ha crezi
to ; l'altro cattiuo , & triſto , da cui fingong de
peodere tutte le creature , & da queſto hayere
l'eſſere , & origine fua ; & per ciò vogliono
che da queſto fieno ſtatz crcaci gli demonija
Nel
LIBRO PRIMO .
17

Net che quáto s'ingānano' coſtoro, ce lo dichia


ra, & dimoſtra la diuina ſcrittura nel principio
Vnita desa
della ſacra Geneſi,dicédo.Creò Iddio nel prin creatore
cipio il cielo , & la terra Et l'Eccleſiaſtico al 18. prowa ,
dice . Quello che viue in eterno, inſieme ha crea
to ogni coſa . Mapche il Manicheo , come di fo
pra habbiamo detto , dice,ciaſcuno di queſti dei
eſſere eterno , però interpretarà queſta fentéza
a tauore del ſuo peruerfo , & triſto dio. Ma oda
il Manicheo quel che il gran profeta Malachia
dichi contra queſte fue chimere, & fallaciſsime
opinioni alij.cap . Non è forfi vn ſol Dio chi ci
hà creati che è come le diceffe.Che accade di
{putare ſe vi è vn ſolo , & eterno Dio noftro crea
tore , che ci ha dato l'effere , & creati con la diui
niſsima,& fapientiſsima ſua parola , & dubita
re della ſuaveriſsima vnita' ? Etperche egli no Manicheo
accetra , anzi vilipende il teſtamento vecchio ,pe non accette
rò fa di miſtiero per conuincerlo , ricorrere al il teſtamer
to vecchio,
duouo teftamento . Hor vediamo checoſa dica
S. Gio. contra di coſtoro nel principio del fuo
Vangelo. Nel principio dice il dilecto diſcepo
Jo era il verbo, & il verbo era appreffo Dio , &
Dio era il verbo; p quefto ogni coſa è ſtata fat
ta, & ſenza queſto è fatto niente ; & più di fotto
dice,parlando di queſto verbo.Era nel mondo,
& per queſto il mondo è ſtato fatto . Lo dimo
krano parimente queiſantiſsimi vecchi, i quali
B quanti
18 DELL'ARTE ESSOR C.

quanti il chrono di Chrifto Gielu ſtando, canca


no nell'Apocaliſſe al 4.Tu ſei degno ( dicono )Si
gnore di hauer ogni honore,ognidivinità , &
ogni virtù , perche tu hai creato ogni coſa , & ſo
no fatte fecondo la volota cua. Confonde anco
queſta ſua pazzia il Concilio Niceno , dicendo.
Concilij, ebe lo credo in un fol Dio padre onnipotence,crea
prouanol' tore del cielo , & della terra, di tutte le coſe vig
nità del cre bili, & inuifibili.Et eciandio il Concilio Lacera
tore .
neſe fatto ſotto il Pontificato di Papa Innocen
cjo 3.il qual , dopo l'hauer detto le tre perſone
della ſantiſsima Trinica effero vna ſola ſoſtáza ,
foggiongè effere un principio , & creatore di tut
te le coſe viſibili, & inuiſibili;ſpirituali, & corpo
rali; il quale co la ſua onnipotéte virtù ,dal prin
cipio del tempo l'vna , & l'altra creatura fece di
niente fpirituale , & corporale ; Angelica ,& mo
dana, & dipoi humana conftituita , comecómu
nc d'anima,di corpo , & di ſpirito. Et queſte pa
role ſono regiſtrate nel Decretale, nel titolo de
Summa Trinc. & Fide catholica . Firmiter.Dalle
quali diuine autorica manifeſtiſsimamete fico
noſce effere vn folo Dio ,che ha creato ogni co
fa , & fuor diğſto non (come befémiano coſto .
Creatusa roJeffere alero Dio . E che njuva creatura per
niuna per ſe ſteſſa fia cacciua , licède chiariſsimo : perche
naturaecat hauédo l'eſſere, & origine da Dio, che da ſe fer
ina.
ſoè ottimo , & maſsimosſegue,che di ſua natura
ancora %
LIBRO PRIMO .

ancora la crcatura fia buona; il chenon tacque


Mosè nella diuina Geneſi quando diſſe . Vidde
Iddio tutte le coſe ,che egli haueua facto, & ora
no grandemente buone. Et l’Apoftolo S. Paolo
nella primaa Timoteo al iiij.dice. Ogni creatu
ra di Dio è buona. E adunqne coſa chiara ,che
tutte le creature hāno hauuto l'effere loro da vn
ſolo Dio creator d'ogni coſa ,dal quale ſono ſta Buonae
gni'create
to create di natura buone; & da queſto è chiaro
li demoni eſſer ſtati creati, & nó da quello loro
mal Dio. Ma per più paſtura de gli eleuati ſpi
riti voglio che più oltre prosadiamo , & inueſti
ghiamo ciò che dicono le faqe, & diuine ſcric
ture de glidemoni.Dice l'amabiliſsimo noftro
Saluatorc ,parlando dell'infernal ſerpe in S.Gio
uanni al vij. Egli no ftete in verica ,perche in lui
no è verica . Dalle quali parole ficoprende, che
il diauolo fu prima creato in verita, auanci che
Diasole
per la ſua malitia , & fuperbia da quella cader creato in
le .Ce lo inſegna più eſpreſſa nente altroue , di- verità
cendo . Vodeua io Satana come folgore dal cie
lo cadendo; onde perche cade, ſegue neceſaria
mére ,ch'egli foffe prima nel cielo, & per ciò có
queſta belliſsima metafora del folgore ,,ce to
dichiara dicendo , come folgore ;perche fi come
Metafora
il folgore nel ſuo naſcere d'ogni intorno ſpar- trail'folgan
gt, & mandavna viua , & riſplendente luce, la reja Sasa
quale poco durando , & ocl cadere di quello in na .
B
16 DELL'ARTE ESSOR C.

Savivent ſimi nel Cielo ,cadendo foffero façcibrugciſsimi


birini nell'Inferno , e in qſto noltro acrccaliginoſo :;
Hyoming,
.ch imitano non ſono però mancati huomini, che( a guiſa di
il demonio, ciechi)caminando nell'oſcuriſsime , & caligino
ſe cepebre de'luoi peccati , & imitando neglier
rori( come lor padre )ilſerpe infernale co tutto
l'animo,& forze loro G ſono sforzati diafferma
is , r ; rc,& prinacemente difédere,che gli demonific
no sõpre ſtati peruerfi, & crifti naturalmente, &
Errore che non habbino mai poffuto eſſere buoni. Fra .
Manicheo. quali fù quel maluaggio ,triko , & dānato Mani
chco inſieme con no pochi fuqifeguaci; l'erra
se de'quali è hormai così chiaro , & táco diuolga
to ,che no faria di miſtiero mouere parola.con
tra di loro, ſe a qſto neceſſariamére no cirichia
maſſe il noſtro ragionaméto .Per più chiarezza
adunque diõlto ſidebbe prima aucrcire,che co
ſtoro no furono pprij autori di cotale, & tanto
Heretici che errore;mache in ciò hãnoſeguito, & imitatoal
pongono
Dei . dui cuni altri herecicizi quali poneuano duiDei, ſot
to il cui imperio , & volere tutte le coſe fi regger
fero , & gouernaffero , & ciaſcuno di loro effe
rcecerno ; vno de'quali diceuano eſſere buo
no,il quale piuna di qlte coſe inferiori ha creza
to;l'altro cattiuo , & triſto , da cui fingono de
peodere cutte le creature , & da queſto hayere
l'effere , & origine fua ; & per ciò vogliono

che da queſto fieno ſtata crcati gli demonija


Nel
LIBRO PRIMO .
17
Net che quáto s'ingānano coſtoro , ce lo dichia
ra, & dimoſtra la divina ſcrittura nel principio
Vnita desa
della ſacra Geneſi, dicédo.Creo Iddio nelprin creature
cipio il cielo , & la terra Et l'Ecclefiaftico al 18. prowa,
dice. Quello che viue in eterno, inſiemeha crea
to ogni coſa . Mapche il Manicheo ,come di ſo
pra habbiamo detto ,dice,ciaſcuno di queſti dej
eſſere eterno , però interpretarà queſta ſentéza
à fauore del ſuo peruerfo, & criſto dio. Ma oda
il Manicheo quel che il gran profeta Malachia
dichi contra queſte fue chimere, & fallaciſsime
opinioni al ij.cap . Non è forfi vn fol Diochi ci
ha creati? che è come le dicefle.Che accade di
{putare fe vi e ' vn folo , & eterno Dio noftro crea
core,che ci ha dato l'effere, & creati con la diui
niſsima, & fapientiſsima ſua parola, & dubita
re della ſua veriſsima vnita ? Et perche egli no Manicheo
accetfa,anzi vilipende il teftamento vecchio , pc non accett
rò fa di miſtiero per conuincerlo , ricorrere al il teftamen
nuouo teftamento. Hor vediamo ,che coſa dica to vecchio,
S. Gio. contra di coſtoro nel principio del ſuo
Vangelo. Nel principio dice il diletto diſcepo
lo)era il verbo, & il verbo era appreffo Dio , &
Dio era il verbo; queſto ogni coſa è ſtata fat
ta , & ſenza queſto è fatto niente ; & più di forto
dice,parlandodi queſto verbo.Era nel mondo ,
& per queſto il mondo è ſtato fatto . Lo dimo
Grano parimente quei ſantiſsimivecchi, i quali
B auanti
18 DELL'ARTE ESSOR C.

quanti il throno di Chrifto Gielu ftando ,canta


no nell'Apocaliſſe al 4.Tu ſei degno ( dicono ) Si
gnore di hauer ogni honore,ogni diuinità, &
ogni virtù , perche tu hai creato ogni coſa, & fo
no fatce ſecondo la volota tua . Confonde anco
queſta ſua pazzia il Concilio Niceno , dicendo.
Concilij, cbe lo credo in vn fol Dio padre onnipotente , crea
provano l'um. core del cielo, & della terra, di tutte le coſe viſi
nirà del cre bili , & inuifibili.Et cciandio il Concilio Lacera
store .
neſe facto ſotto il Pontificato di Papa Innocen
cio 3.il qual, dopò l'hauer detto le tre perſone
della fantiſsima Trinica eſſere vna ſola ſoſtāza ,
foggiongè eſſere un principio , & creatore di tur
te le coſe viſibili, & inuiſibili;ſpirituali, & corpo
rali; il quale co la ſua onnipotéte virtù ,dal prin
cipio del cempo l'vna, & l'altra creatura fece di
niente fpirituale, & corporale ;Angelica,& mo
dana, & dipoi humana conftituita , comecomu
De d'anima;di corpo , & di ſpirico. Et queſte pa
role ſono regiſtrate nel Decretale, nel titolo de
Summa Trinc. & Fide catholica .Firmiter.Dalle
quali diuine autorita manifeſtiſsimaméte. ſi co
nofce eſſere vn folo Dio , che ha creato ogni co
ſa , & fuor di qſto non ( come beftemiano coſto .
Creatusa rojeſſere alcro Dio . Ec che njuva creatura per
niuna per ſe ſteſſa ſia cacciua , firede chiariſsimo : perche
naturačcas
ina . hauédo l'effere,& origine da Dio , che da ſe fer
ſoè ottimo,&
maſsimosſegue,che di ſua natura
ancora
LIBRO PRIMO .

ancora la créatura ſia buona; il che non tacque


Mosè nella diuina Geneſi quando diſſe. Vidde
Iddio tutte le coſe che egli haucua fatto, & ora
no grandemente buone. Et l'Apoftolo S. Paolo
nella prima a Timoteo al iiij.dice. Ogni creatu
radi Dio è buona. E adunqne coſa chiara ,che
tutte le creature hāno hauuto l'eſſere loro da vn
Buonde se
folo Dio creacor d'ogni coſa, dal quale ſono ſta gni'create
te create di natura buone; & da queſto è chiaro
li demoni eſſer ſtati creati , & no da quello loro
mal Dio. Ma per più paſtura de gli eleuati ſpi
riti voglio che più oltre progediamo, & inueſti
ghiamo ciò chedicono lc ſagre, & diuine ſcric
ture de gli demoni. Dice l'amabiliſsimo noftro
Saluatorc,parlando dell'infernal ſerpe in S.Gio
uanni al viij . Egli no ftete in verica ,perche in lui
nó è verità . Dalle quali parole ſi coprende ,che
il diauolo fu prima creato in verita ,auanciche Dieuole
per la ſua malitia, & fuperbia da quella cadef- creato ita
le.Ce lo inſegna più eſpreſſa:nenie altroue, di- verità
cendo. Vodeua io Sacana come folgore dal cie
lo cadendo; onde perche cade, ſegue neceflaria
mécesch'egli foſſe prima nel cielo , & per ciò có
queſta belliſsima metafora del folgore , ce to
dichiara dicendo, come folgore;perche ſi come Metafora
il folgore nel ſuo nafcere d'ogni intorno ſpare tra il furgom
ge, & manda vna viua , & riſplendente lucolare, o Sasa
na.
quale poco durando , & nel cadere di quello in
B 2
DELL'ARTE ESSOR C.

vn baleno eſtinguendoſi,fi conuerte in oſcurif


fime tenebre, cosi Satana eſſendo da Iddio ſtar
to creato nella luce di gratia , & della chiara co
gnitione,no molto perſeuerando, cade da quel
la , & cadendo ſi eſtinſe in lui , & ne'luoi ſeguaci
il lume della diuina gratia; & fù confinato a per
petua oſcurita ; & però dice. Vedeua io Sacana
come folgore dal cielo cadere . Dice ancora
Eſaia di Gſto parlando nella perſona del Rè di
Babilonia alxiij. Come lei o Lucifero dal cic
lo caduto, che di mattina foleui naſcere ? Et di
ce di mattira; percioche nel principio della ſua
creacione hebbe taluce.Dice paomente il gran
propheta Ezechiele, parládo di queſto maledet
Nobiltà di to ferpe infernale nella perſona del Rè di Tiro,
Lucifero nele
ciele . Tu ſignacolo della fimilitudine di Dio pieno di
fapienza ,perfetto, & ornato d'ogni bellezza fo
fi nelle delitie del Paradiſo di Dio.Et poco do
" pò ſoggioge,dicédo, To Cherub eftefo, che co
priſcioc) l'Arca diDio ;ilquale io poli nel sáto,
more di Dio'nel mëzo dell'affocate pietre ,hai .
caminato pfetto nelle vie tue dal giorno della
códitione tua, fin che in te fù trouata l'iniquita,
Ecco con quante belle parole la diuina fcrittu
Carcili ,che
prowano ide ta buoni : il che fù nella loro creatione . Queſto
moni eſſere
creati bsso- parimente dichiara il ſopradetco Concilio La
ni. çeranenſe,dicédo. Il diauolo ;& gli altri demoni
in YC
• LIBRO PRIMO . '

in verità da Dio furono creati naturalmente


buoni,ma poi eglino per ſe ſteſsi ſonofi fatti cać
tiui, & triſti. Il medeſimo conferma il Concilio
Bracarenſe nel vij.capo de' ſuoi decreti , il qual
parlando del diavolo , dice . S'alcuno dira , che
priava il diauolo nó lia ſtato Angelo da Dio fac
10 , & che la ſua natura non fia opera di Dio,ma
che egli fia vícico dalle tenebre, & che nó hab
bi di le alcuno autore , & ch'egli fia per le princi
pio; & foſtāza mala, & cautiua,come differo Ma
nicheo , & Priſciliano heretici , fa ſcomunicato .
Ma perche coſtoro fingono , che il demonio fia
Demonio ef
per natura male, cartiuo, & criſto , però per mag
fere male e
gior chiarezza voglio che vediamo , comevna natura ,dile
coſa poſsi effere cacciua, & mala; accioche da ģ ro altuni.
fto ſi vegga manifeftamente l'errore loro.Dico
adúque ſecodo S. Thomaſo nelle qq . diſputate;
nel titolo de'demoni,che vna coſa ſi può chia
mare mala, & cactiua in dui modi.Primieramen
te, come quella che per propria natura ſia catci
. ua , e mala:di maniera,che tal natura totalmeteEsſere una
coja male
ſia mala p ogni modo. Oueraméte , che vna co- può eſſere in
fa li chiamamala naturalmēte,perchein eſſa fi dui modi.
ritroui vua inclinatione naturale al male ; ſi co
me p eſfempio ſi vede oe gli huomini ,alcuni de'
quali naturalmente ſono inclinati alla luſſuria,
altri all'ira ,& alcuni ad altri vitij, ſecondo le lo
ro compleſsioni. Quanto al primo modo dico ;
B 3 che
DELL'ARTE ESSORC .

Niung coſa che gli è impoſsibile ,ch’alcuna coſa ſia per pro
èmala per pria natura mala , anziimplica contradiccione;
propriana,
SHT . perche quella coſa ſi chiama mala per propria
natura , la qual'è priua di quella natural perfet
tione, che gli cóucrria.Et per il cótrario vna co
fatanro è chiamata perfetta ,quanto ch'ella ar
riua à quella pfertione , che ſi richiede alla ſua
natura . Er a queſto modo S. Dionigi nel libro
Demonij no de’dicini nomi cap. iiij.con molte ragioni pro
rale inclina va , che i demoni non ſono naturalmente mali .
tione al ma quanto poi al ſecondo modo dico, che i demo
le
ni nó hāno naturalmente queſta paſsione, & na
tural inclinatione al male, perche ſono foſtanze
intellettuali feparare da'corpi , nelle quali per
due ragioni non può eſſere queſta inclinatione
Appetito al male. La prima fia,perche l'appetico è vn'in
che cofafra
clinatione di ciaſcheduno , che deſidera, & ap
petiffe le ſoſtanze intellectuali , cometali hana
no queſto apperito , ſolamente riſpetto del be
ne ſemplicemente, perche ogni inclinatione na
turale in loro riguarda il bene ſemplicemente.
E poi coſa manifefta , & chiara , che la natura
Inclinationi inclina alle coſe ſimili a ſe ſteſſo ;perche ogni co
nasurale à la ſecondo la propria natura è buona , come
Solo nelle babbiamo detto di ſopra ; adunque ſegue , cho
sofe buone. l'inclinatione naturale non è ſe non in cola buo
na . Può ben poi occorrere , che quel bene fara
particolare, c repugnanto al bene ſemplice,oue
ro
LIBRO PRIMO .
23

ro à qualch'altro bene particolare ; di manie


ra , che l'inclinatione naturale ſarà al male ſem
plicemente; ouero à qualch'altro male in parti
colare. Si come l'inclinatione della concupiſce
22, laqual'è intorno a qualch'oggetco deletta
bile alſenſo, la qual'è un certo bene particola
rejſeſera immoderata , s'opportà al bene della
ragione,ilqual'è bene ſemplice. Et per queſto è
cola manifefta,che fendo i demoniToltanze in tellettua
Sofianzeliin
,
cellettuali, in loro non può eſſere queſta inclin a ſonoi demo
cione naturale al male ſemplicemente ; perche nig
l'inclinatione d'ogni natura è alle coſc fimilia
fe, o conſeguentemente a quello , che è bene à
tal natura. Reſta adunque ,che qualunque natu
coſa c'ha
rache ha inclinatione naturale al maleſempli- clingtjõ in
e ab
cemence, chequella fia compoſta di due natu male's com.
re ; vna delle quali come inferiore ha inclinatio pofta di due
ne ad alcun bene particolare conueniente a tal nature.
natura , & ripugnante alla natura ſuperiore, ſcor
condo la qual s'attende al bene ſemplice, & vni Inclinatione
uerſale;ſi come per eſſempio nell'huomo firi- ſenſuale è
troua vna inclinatione naturale a quelle coſe, nellehuomo,
che piacciono al ſenſo carnale,cótro il bene det
la ragione. Ma queſto non ha luogo ncidemo
oiji quali comepiù volte habbiamo detto ) lo
no ſoftanze intellettuali , & fomplici ,ſeparate
da'corpi.Et ſe bene anco haueffero i corpi na
turalméte vniti (come vogliono alcuni) per que
B 4 Ito
24 DELL'ARTE ESSIOR C.
fto non potria eſſere in loro queſta natural in
elinatione al male, quãtoalla natura vniuerſale
Materia è
ordinata per de' demoni;priina perche fendo la materia or
la forma, dinata p la forma , non è poſsibile, che tutta la
materia d'alcuna ſpecie , ouero natura habbia
natural repugnātia al bene d'eſſaforma;ma īſto
può benzoccorrere in qualche parte d'elſa ma
cerjaper l'imperfettioneſya.In propoſito dico,
che nõ è poſsibile,chene'demoni vniuerſalmen
Cegancorche haueſſepoi corpi , per virtù d'eſsi,
Demoni non poſsiefferequeſta inclinatione al male. Oltra
fona ſoggetti di queſta ſappiamo che i demoni ( ſecodo Sato
ai corpi bon Agoſtino ſopra la Genefi ad literam , non ſono
70
ſoggetti a i loro corpi, come noizma háno i cor
pi a loro ſoggetti, & gli transformano in qualú
que figura gli piace;e però da corpi loro no po
trebbe naſcere a loro alcuna inclinatióe, la qua
le molto gl'impedefle dal bene.E adunquechia
ro,che i demoni per modo alcuno no ſono natu
ralmére mali , & per conſeguenza reſta che ſia
no mali per volonta';ma come queſto ſia por
Demoni co . fibile,voglio che vediamo. Per più chiarezza fi
me fiano ma deue auertire ,che (come habbiamo detto diſo
volon
ta .
pra)l’apperito altro nőè ,che voa inclinatione,
che Gi hàdella coſa defiderata; e ſi come l'appe
ticonaturale ſegue allaforma naturale, cosìl'ap
pecito (cofitiuo , quero racionale , oueramente
intellettiuoſeguelaformacheha pigliato;per
che
LIBRO PRIMO ,
che queſto appetito no è d'altro , che d'un bene
pigliato dall'intelletto ,ouero dal ſenſo.No può Male come
adunque cadereil male nell'appetito per diſcor cade nell' ay
dare, & eller difforme da quell'appreſione qual periso.
lui ſegue; ma queſto gli aviene per eſſere dilcor
de,& difforme da qualche regola ſuperiore. E
però biſogna vedere ſe quell'apprenſione, qual
ſequita l'inclinatione di tal appetito poſsieſie
re regolata da qualche regola ſuperiore;perche
ſe non ha regola ſuperiore, per la qual poſsi, &
debba eſſeregoueroata, all'hora ſarà impoſsi
bile,che ſia male in cal appetito . Queſto può
eſſere ſolo in Dio;& negli animali brutti;per Regola fim
cioche quella apprenſione delli animali brutti ha Dio.
non ha regola ſuperiore , con la quale ſi debba
reggere,e però in tali appetiti nó può eſſerma
le. Il bene adunque di queſtianimali brutti è,
che fiano moſsi da quella coſa, che apprendo- Bene de gli
no coueneuole alla concupiſcéza ,ouero all'ira, animalibru
Per queſto dice Dionigi nel lib.cc diuini nomi, si qualfsa.
ca.iij.che la bonta, & perfectione naturale del
cane è d'effere terribile , & furibondo . L'intel
letto poi di Dio non ha anch'egli regola ſupe
riore,per la qual poſsi eſſere regolato ,e per ciò
in quello non può cadere male ; ſi come anco
non può cadere nella diuina volontà. Nell’huo Due appren
mo poi ſi ritrovano due apprenſioni, quali poſ- foniſononot
Phnomar
ſono eſſere regolate daregola ſuperiore,percio
che
26 DELL'ARTE ESSORC .
che lacognition ſenſitiua debbe eſſere retta dal
la ragione, & la cognitione della ragione debbe
effe retta dalla ſapienza, ouero legge diuina .
Male nell'. In dui modi adunque può eſſere malenell'ap
appetito può petito dell'huomo; primicramente quando l'ap
Sferein dui prenſione ſenſitiua non è regolata ſecondo la
modi,
ragione; e per ciò dice Dionigi nel libro ſopra
citato cap. iiij. che il mal dell'huomo è l'eficre
Humana ra ſenza ragione. Secondariaméte,perche l'huma
sione da chi na ragione deue effer regolata dalla ſapiéza, &
debbe fere leggediuina;& quãto aqueſto dice Santo Am
brogio ,che il peccato altro non è ,che vna trál
greſsione della diuina legge . Nelle foſtarze poi
Male, come
pofsi eſſere separate da i corpi è vna cognitione intellet
nella volon. tuale, la qualdeue eſſere retra ſecodo la regola
ta dele fio della diuina fapientia;e per ciò nella volontà lo
jtanze ſepatu ro può eſſeremale,perqueſto , che non ſeguita
l'ordine della regola ſuperioro, cioè della diui.
na ſapienza, & per queſto modo i demoni ſono
Demoni da fatti cattiui. Conchiudo adunque,che gli demo
Dio creati ni ſon ftati creati dall'altiſsimo Dio buoni;non
volubili. dimeno volubili,& che gli ha poſto inmezo fra
ſe ſommo bene,& ilcommutabile bene, che è il
bene creato, ponendo in loro arbitrio il voltar
fiò al fommo bene, ò al ben creato, & commu 16
tabile; talmente che ſe fi foffero voltati ad ama
re, & adorare quello che è di fopra ,cioè Iddio,
ſariano aſceſi allo ftato della graciaconſumata,
& gloria.
• LIBRO PRIM.O. : 0
& gloria.Ma ſe per il contrario ſi riuolgeſſero
al commutabilebene,che è l'inferiore, & crea
to cadeffero nel male della colpa , & conſeguen
temente della pena ;perche non è alcuna bruc
tezza di peccato, a cui non corriſpondi la bel
lezza della giuſtitia. Et perche il primo.Angelo Lucifero por
troppo preſumendo del proprio, & priuato be- laſuaprese
ne,con auida cupidigia cercò la priuata eccel- tione.
lenza, volendo ſenza merito alcuno inalzarfi,&
ereggerG ſopra tutti gli altri ; per queſto cade
con tuttii ſuoi ſeguaci nel profondiſsimo infer
no a perpetua dannatione,nella cui caduta furo
no fattiimpenitenti, oſtinari, & accecati; & fu
rono ſcacciari dalla diuina contemplatione , &
diſordinati nelle ſue operationi, fatti deboli,in
fermi,& lenza poſtanza di virtù di bene opera
re;ondela loro empia , & fcelerata volontà , &
accione parcitaſi da Dio , ſi riuoltò all'inuidia , Inuidia del
& all'odio dell'huomo , col procurarglip ogni demoniocon
modo, & via a loro poſsibile la morte eterna.Ec *ra 'huomo,
la grandiſsima acurezza, & perſpicacita della
lorragione accecata dal veriſsimo lume,cutta
ſidiede, & riuoltoſsi à gli inganni per modo di Luci fero per
diuinationi, & alcre caucele; & l'vfficio loro , ch'
cflere doueua di feruire , & amminiſtrare a Dio, Werte
ciofnu.l'uffio
& la loro eccelléte ., & ſingolare virtù partitali
dal vero miniſtero , & feruità diuina, li diede als
lecenta : ioni; &quella facolta con la quale do- ;
ueuang
18 DELL'ARTE ESSOR C.

ucuano bene operare, fu cangiata dal loro mat


volere, & rivolta in fare ftupende, & quafi mira .
coloſe operationi( quanto gli è però permeſſo
da Dio )colmezo di varie repentine , & fubita
nce tranſmutacioni , le quali ſogliono operare
intorno allecorporali creature. Et perche tut
to ciò interuenne per la maluaggia , & depraua
ta loro volonta; però tutti ſono intenti all'ac
creſcimento della ſuperbia loro , col cercare
d'effere da noi mortali riueriti , & adoraci . Et
di qui viene ,che eſsi ogni loro attione operano
faliamento , & malamente s il che gli permette
Iddio a vendetta de'malfaccori , & à laude , &
gloria de' buoni, i quali per così fatto modo fi
cffercitano nel bene operare .

Della caufa ,& origine della guerra , & abbattimen


to fatto tra gli Angeli buoni , rei in
$ Cielo . Cap . III .

ONè dubbio veruno,che tutti gli An


geli ſiano ſtati creati da Dio creatore
dell'vniuerſo perfecti in natura , di ma
Angeli crew niera , che a tutti perfettamente fù dato tutto
ti perfettiin
natura , quello che ſi richiedeua alla loro naturale per
fertione; e per ciò nel precedente capo habbia
mo veduto,che per loro malitia gli Angeli cat
ciui abbandonando Dio , ſono ſtati ſcacciati dal
ciclo come ribelli,e nemiciingratiſsimi al loro
fattore ,
LIBRO PRIMO 29

fattore, & profondati nel baratro infernale, ſen


za ſperāza di mai piu riuſcirne ,e queſto col me
za de' S.Angeli, i quali per honore, & gloria del
loro creatore acerbiſsimamente combattédo
contro Lucifero ,e ſuoi ſeguaci , al fine vinſero.
Ma per più chiarezza è da notare , che intorno
a queſtofatto molti eleuati incelletti hāno dubi
tato oue habbi hauuto origine õſta guerra, oue
ro abbattimento fatto tra gli Angeli buoni , &
catciui.Alcuni hanno detto che la cauſa , & ori.
gine di queſto duello , e terribiliſsimo conflitto
è ſtata l'inuidia di Lucifero cóceputa contra la
natura humana , qualfi douea vnire al verbo Inuidia fie
eterno , & fondano :qfta ſua opinione ſopra le cauſa della
parole di S. Paolo ,a gli Hebrei nel primo capo, guerra de
gli Angeli
oue parlādo Iddio dell'incarnatione dell'vnige in cielo.
nito ſuo figliuolo , & del ſuo vniuerſale dominio
ſopratutte le ſue crearure, dice.Quádo introdur
ra il primogeoito nell’vniuerſo dice, & l'adore
rāno tutti gli Angeli di Dio. Da le quali parole
pigliando occafione S. Bonaventura nel 2. alla
diſt.iiij.art.j.q.j. & ij. & S.Thomaſo nella prima se
parte , queſtione Ixij.art.ij. & iij.hāno detto ,che Angeli cres
cutti gli Angeli furono creatiin gratia ma , però si in gratia,
viatori, nel quale ſtato conoſceuano Dio con ma viatori
voa diſtinta cogpitione,ma non lo vedeuano di be come
roDicognale
o,
cognitione intuitiua. Erano beatid'vna beatitu
male ,ma non
dinenaturale che eſcludega ogni
inclų .
30 DELL'ARTE ESSORC .

Beaticodine includeua ogni bene; con la quale beatitudine A


naturale de tutti intendendo Dio , anco incendeuano tutte
gli Angeli l'altre coſe, le quali nel verbo eterno riluceua
qual folle
no , cho à Dio però piaceua riųelargli ; poiche
auenti il pec
cato di Luci come oggetto volontario fi moſtra quando lui
fero. vuole, & come à luipiace. In queſto ſtato adun
que sēdo ſtato creato Lucifero , & gli alori Ange
li,& in eſſo ſtandofi nel principio della ſua crca
tione,dice Aleſſandro de Ales nella ij.parte del
la ſua ſomma,nella q.xxvj.mébro primo, & nel
Conobbero la iij.q.ij.mēbro xij.& S. Thoinafo nella prima
gli Angeli parte q.lvij.art.v.che conobbero , che il figliuo
l'incarnatio lo di Dio ſi doucua incarnare , pighando la na
nedel ver .
tura humana : la quale poi così voita al verbe
bo.
doueua eſſere eſfaltata ſopra tutti ichori Ange
lici, & collocata alla deſtra dell'eterno Padre ,&
che qſto huomo così vnico ſarebbe Dio ,ilquale
doucua effere adorato da cuftigli Angeli . Dią
ſto miſtero parlando il deuoto Bernardo ,come
Preuide Lu allega Aleſſandro predetto nel ſopracitato luo
cifero l'in go, dice ; che Lucifero preuide l'incarnationc
carnatione
del verbo e del verbo eterno , & che la creatura ragioncuo
terno, & gli le fi doueua vnire alla perfona del figliuolo di
hebbe inui. Dio, & che queſto vededo, gli hebbe inuidia , &
a.si con quella iſteſſa inuidia, per la quale egliera
caduto con ſuoiſeguaci, tencò l'huomo, hauen
do inuidia alla ſua folieica , accioche facendolo
fouinare nelpeccato, queſta facratiſsima, & sé
pre
LIBRO PRIMO ; T

pre benedetta ynione folle impedita. Poi ſopra


la Cantica dice queſto diuoto contemplaciuo,
Huomini in
che conoſcendo Lucifero , chemolợi huomini la vidiat
i da
riano creati da Dio, i quali ſariano vguali, &
Lucifero,
forſo maggiori in gloria di lui , e de' ſuoi ſegua
ci, per quelto ſdegnádofi di hauerc per compa
goi quelli, cho da Dio doueuano eſſere creati a
queſto effetto ,cercò di farſegli loggetti, hauen
do inuidia alla loro gloria, có dire. Queſto huo
mo che li ha da faro Dio inſieme con gli altri è Superbia di
di natura mea nobile , più debole , & inferiore Lwife
tra ro coa
il verb
della noſtra ,però non conuiene che mi ſiano incarnaso.
vguali in gloria , & non è giuſto , che ſi facci
Dioje per ciò leuandoſi in ſuperbia , ſi ribello a
Dio , tentando di farſi ſimile a lui . Si credeua
queſta ſuperbiſsima beſtia d'aſsimigliarſi al
fuo faccore ;di maniera che ficome Dio, lededo
ſopra i Cherubini regge, & gouerna rutta la na
cura Angelica , & il reſto di queſta machina mó Falſa cred.se
diale , ſenza eſſere ſoggetto a niuna altra poten lità di Luci
24 ,cosi cgli(dice quelto lanco ) ſi pensò di pote fero.
e reggere, & dominare tutto il genere huma
no ſenza eſſere ſoggetto a Dio . Più chiaraméte
ci dipinge alto negotio Henrico Harphio pro
fondiſsimo contemplacjup ,il quale parlando di
queſta guerra fatta tra gli Angeli in cielo nel Riuc là Id
primo libro della ſua autica Theologia , nel dso a gii sa
cap.viij.dice chauendo cicato Iddio gliAnge gelil'incare
lige
DEL L'ARTE ESSOŃC.
li,e poſto in quella libertà naturale , gli riueld
l'incarnatione del ſuo figliuolo , quale eglihaue
ua conſtituito Signore ditutta la terra,& fidelif
fimo mezano tanto de gli Angeli,quanto de gli
.

huomini, accioche quelli chevoleſſero, poceiſe


Chriſto me ro aſcendere col merito di Chriſto dalla natura
diatore delo
li Angeli, alla gratia ; & quelli che non voleſſero ,cadendo
e de gli dalla natura ,ruinaffero nelle pene eterne. Poi
bwomini .
che come Rè, & mediatore canto de gli Ange
li,come de gli huomini all'vno, & l'altro colbe
neficio dell'incarnatione , & paſsione ſua egli
meritava la beatitudine eterna. Alla quale 10
carnatione dice queſto doctore) alcuni Angeli
fauoreggiando s'accoſtorno,rendendogratia a
Dio poiche col mezo della fede, & amore di
Chriſto haueuano meritato d'entrare alla bea
titudine;gli quali dalla diuinu ſcrittura fono
chiamatiſtellematucine,per la gran chierezza
della gloria,iquali lodauano Dio , & co vna in
cerna, & mentale allegrezza ſirallegrauano del
Angelicato l'incarnatione di Chrifto,& della ſapientiſsima -
rono dejjee fua difpofitione.MagliAngeli catriui perſuafi
re fuggettiè daLucifero, inſuperbiti, & tirati da vn diſordia
Chriſto. Dato appecito ,ſprezzauano di farſi ſoggetti ad
vna natura inferiore a loro; o per ciò haueuano ?
Origine del- inuidia all'incarnatione di Chriſto ; & alla affala ;
l'abbattimě tatione del genere humano . Da queſta contro
12 fatto in
fjelo, uerfia fufatto quel grand'abbattimento incica 5

1o , pero
· LIBRO PRIMO
33
lo ;percioche gli Angeli eletti , accoſtandoſi al
volere di Dio , gli deſiderauano ogni gloria , &
con ogõi loro forza tedelmente combatteua
no.Magli Angeli dannati,come ſuperbi ,trop
po preſumendo della bontà , & bellezza della
loro natura, defiderando diſordinatamente la Preſantiune
propria gloria ,con ogni loro sforzo combatte degli Ange
li cattiur.
uano contra di Dio ,& de gli Angeli eletti ; giu
dicando la loro natura eflere più degna della
gratia,e per ciò douere eſſere preferiti alla gra
cia. Combatteuano adunque co queſto diſordi
nato affecto pla ppria gloria, & fi sforzauano
fouertire gliAngeli buoni dall'obedienza del
loro creatore;nemaiparue che poteſſero capi
te che la gratia in tutte le coſe foſſe più degna,
epotente della natura,ſinche non videro l'eſpe Gratia più
rienza; poſciache non potero con la loro natu- potente del
rale perfectione reſiſtere alla gratia ,con la qua
le combattendo gli Angeli ſanti precipitarono
quel gran ſerpe con gliAngeli ſuoi dal cielo a
terra;del quale ammirādoti la diuina ſcrittura
con ſcherno dice per bocca d'Eſaia al xiiij . ca- Scherniſſe
po. Comeſoi caduto dal cielo, ò Lucifero , che la ſcrittura
naſceui la mattina che diceuinel cuor tuo , io Lucifero.
ſalirò in cielo,ſopra le ſtelle del cielo inalzarò
ilſeggio mio,ſederò nel monte del teſtamento
nelle parti dell'Aquilone , ſalirò ſopra l'altezza
delle nuuole,& farò ſimile all'altiſsimo. Ritro
C uo ,
34 DEL L'ARTE ESSOR C.
Seguaci di uò Luciferò gli Angeli ſuoi ſeguaci priui del
und'ognifa- raggio di ſapienza,ſenza alcun guſto dell'amor
pienza , a divino,voti d'ogni bene, & ſimili a punto à ſc
more di ſteſſo,i quali co l'aſtuta ſua malicia,& co le fiá
Din .
Inſiāma Lu me della ſua ſuperbia talmente haueua infoca
ciferogliAn ti,che gli tirò nella ſua peruerGta , & oſtinatio
gali ſuoi je. ne cótra Dio , credendofi có cal aſturia , & mali
girdij
cioſa conſpiratione riportare vittoria cótra gli
lanti Angeli, & aſsimigliarſi a Dio. Ma queſto
Vinſero gli ſuo diſegno gli falli; poiche quei benedetti ſpiri
2.Angeli in ti cõbattendo hebbero vittoria col merito del
cielo nelfan
gue di Chri ſangue dell'Angelo immaculato Chriſto Gieſù,
jto. il quale ſi come pl'huomo, come Redentore,ha
uea ſodisfatto al ſuo eterno Padre de i peccati
comeſsi,così à gli Angeli buoni fù preſeruato
re,poiche gli meritò la gratia dinó peccare ; &
però vinſero gli Angeli,& gli huomini non per
Vitrialde propria virtù naturale ,ma col merito diChri
gli Angeli ſto Giesù, il quale fù cópiuto nella paſsione, &
in cielo oue morte ſua,oue nacque ğſta vittoria.Della qua
nacque. le allegrādofigli Angeli nella Apocaliſſe al xij.
capo ,caotauano dicendo . Hora è fatra la ſalu
Rallegra- te, virti , & regno del Dio noftro , & la potefta
roma gli An del ſuo Chriſto ;ſi rallegrauano õlli Angeli be
ciella gloria nedetti della gloria di Dio,della pace di Chri
di Dio, di ſto, & dell'humana ſalute , conoſcendo che per
Lhrifto. alta vittoria cefſauano molti mali cötra di loro
fatti da Lucifero , & ſuoi ſeguaci, & che ſe gli au
gumen
LIBRO PRIMO . 35
gumenraua la virtù , & forza nel far bene; & co
noſceuano che il regno loro ſarebbe quiero, &
tranquillo quato alla liberta , con la quale ſen
za contradittione alcuna porcuano vbidire al
loro grande Iddio;però dice, è fatca la ſalute,
virtù,& regno del Dio noftro.Poi ſoggiunge iui
il reſto ; & la poteſta del ſuo Chriſto ;percioche
ficome Chriſto ſecondo la diuinità ha il domi- Chrifto come
nio,& potefta vniuerſale del premio vniuerſale, Dioha il do
minio uni.
così parimente ſecondo l'humanita ,con la qua
le,ſendopoſtoincroceacquiſtòilmerito,hala premi
werfaleo. del
poteſta del merito vniuerſale. E però oiun me
rito ò ſia angelico , ò ſiahumano può hauer for
za,ne valorealcuno di mericare il premio eter Forza
ritaredime
one
no ,che è Dio ,ſenza il merito di Chriſto ,ilqua naſchi.
le ficome ha virtù , & natura di merito per ri
ſpecto dell'humanità aſſonta , & della croce ,co
sì hà poſſanza di eſſere infinito p riſpetto della
diuinità côgiunta al’humanita'diChriſto . Er
perche ſecodo l’equita dellagiuſtitia, ad vno in
finito premio corriſpôde infinito merito , & ad
vn'infinito merito ſi dà vn'infinito premio ; per Angeli buo
virtù adunque diqueſtomerito della Crocegli ni per qual
Angelielettipreſeruati,ſono entrati alla gloria merito Jaz
mo entrarii
della diuina fruitione; & gli Angeli dannati co- gloria .
mo ribelli, & inuidiofi ſono ſtati percipitatinel
l'eterna damnatione,Sin qui Henrico. Et ancor
che nóſappiamo quali perſuaſioni fi fabricaſſe
C 2 Luci
36 DELL'ARTE ESSOR C.

Lucifero per tirare gli Angeli nel ſuo volerc, li


può però credere,che õita ſuperbiſsima beſtia
cominciaffe a parlargli di queſta maniera cótra
Perſuaßone Dio.Che vi pare fratellimiei?ſono giuſti queſti
di Lucifero comandamenti del noſtro Dio, ò norVoi ſape
contra Dio.
ce che coſa ſia l'huomo. Non ſiamo noi forſi di
grā lunga più degni di quello ? forſi che la natu
ra noftra non è ſuperiore alla natura humana ?
qual giuſtitia ,qual pieca muoue queſto noſtro
Dio a volerſi far huomo,e non Angelo ? perche
Preſunciona ci vuole far tutti ſoggetti più all'huomo,che ad
di Lucifero vno di noi alori ? Voi vedere quanto io ſia più
contra Chri degno inſiemecon voi altri della natura huma
fo .
na, & nondimeno non ha voluto pigliare alcu
no di noi ; non ha voluto dare queſta gran di
gnita' a niuno di noi; io la vorrei, io deſidero ef
Rebellione { cre Dio, io ſono aſſai maggiore dell'huomo,io
di Lucifero voglio che l'huomo m'adora , c non voglio io
còtra Chri- adorare qſto huomo, ne mai coſentirò d'ado
fto.
rarlo , nemai giudicherò, che queſto precetto
fia giuſto ,ncmai amerò alcuni di quelli , che co
fentiranno d'adorarlo ; queſt'è la mia ſentenza ,
queſto è il mio conſiglio, queſta è la mia termi
Riprende
| Aulere la natione.Ma,ò Lucifero ,perche tanto t’inſuper
merisa di biſti nella tua grandezza , & nobiltà naturale ?
Licifero . Io ticoncedo che tu eri grande , nobile , ricco,
& potente , ma Iddio qual tutti ci ha creati di
niente è molto più degno,grande , nobile , ric
co , &
LIBRO PRIMO .
37
co , & potente di te, & di tutti noi ; però non èle
cito fare cotra il ſuo volere; egli è Dio ,e la ſua
volóra è giuſtiſsima, rectiſsima, & onnipotente;
ci non può errare,e tutto quelio che vuole può
fare ; il volere giudicare, & eflaminare i decreti
di Dio è coſa vana ,ingiuſta , & temeraria; però Volontà di
Dio nonpuò
ti doueui humiliarc à lui, & ftar ſoggerto non errare .
folamente all'huomo ,ma anco ad vn legno, ò
pietra quando te lo haueſſe comandato ; quelle
coſe ſono da eſſere ſtimate che a lui piacciono ,
& qll'opera è pia ,giuſta,e buona ,che lui vuole .
Dimmi di gratia,o Lucifero , che coſa haucui tu
di buono,che non l'haueſsi riceuuto da lui nel
la tua creatione quando da lui foſti creato ? Che Dio non è
ti leua Iddio non conferendoti quello che per obligato à
niuna obligacione era tenuto di darcire che co- niuno.
ſa potremo noi hauere di buono quando ei nó
vorradio ſono certiſsimo, che in Dio no può ca Errore non

dere errore ,ne ingiuſtitia , & cho tutto qllo che può cadere
opera è bene ; il dolerſi del bene d'altri è coſa in Dio.

iniqua;però ,ò Lucifero,tidoucai temperare , &


mitigare te ſteſſo, humiliandoti , e ſtare ſoggec
to al tuo fignore, & creatore , quando gonfio
d'odio , inuidia, & preſontione con tanta teme
rita , & ingratitudine volcaſti le ſpalle al tuo Temerita di
creatore , proteſtādo che egli era ingiuſto, & ini Lucifero , e
quo , ne per modo alcuno volendo conſentire ſua ribellio
ne ,
alla ragione, tentafti di sfogare l'odio , & l'ira
C3 tua
ARTE C
38 DELL' ESSOR .

tua ſopra di quei bcati ( piriti. No mancarono i


tuoi' ſeguaci, & complici, i quali perſuaſi da te,
Maggior nu
mero d'ana accettati come tu ,come ingratiſsimi s'accoſta
geli reſtare rono al tuo volerc , & ſentenza , ſeparandoſi dal
no nel vole confortio de i bcati ſpiriti, i quali ſenzá compa
re de Dio. ratione furono più che rimaſero nel volere del
ſuo creatore . Ma o più chiarezza di queſto ca
po voglio che vediamo qual ſia ſtata la gran te
merita, & fuperbia di Lucifero , & ſuoi ſeguaci;
oue anco attenderemo a rintuzzare le finte , &
vane ragioni,ch'ei cecamente fabricare poteſſe
contra di Dio , prouando che quanto opera il
grande, & immortale Iddio,tutto è buono , giu
ſto, e ſanto ; & che alla volontà di Dio , qual non
può errare,ne ignorarc, ne manco può volere
coſa ingiuſta, piace coſi. Ma prima voglio che
vediamo le ragioni, che fi poceuano fingere
Ragionifino
te quali fifa quei ſpiriti dánati fra di loro ,la prima delleģ .
bricò. Luci- li poteua eſfer queſta ,ò fimile. Ciaſcheduno de
fero. ue più preſto defiderare benc à ſe ſteſſo, che ad
altri; e quanto il bene è maggiore , tanto mag
giormēce lo deue defiderare. Queſto dono è ec
Gellenciſsimo ,c nobiliſsimo;adunque più lo do
uemo defiderare à noi ſteſsi ,che all'huomo, OI
coſe più deo tra di queſto fila ,chele coſe più degne ſi deuo
gue conuen no dare a i più nobili;noi ſiamo più degnidi cuc
gundo aiprie
, ţi gli huomini,adunque queſto nobiliſsimo do
no più conuicnc à noi,che all'huomo. Nó ci ha
forfi
LIBRO PRIMO .
39
forſi calmente Dio ordinaci , & creati, accioche
fi come ſiamo più degni di natura ,cosìanco for
ſimopiù degni ne i meriti, & premij ? Per qſto
è coſa chiara , & manifeſta , che Iddio ha ordina Segue Lucia
to,che a' i più degni fi diano anco le coſe più de fero nella
gne;perche ragione dunque da egli all'huomo ſua beſtiali
più indegno le coſepiù degner ſe õſto ci fa giu- tà •
Itamente, adunque ingiuſtamente ci ha creati
più nobili dell'huomo ; e ſe giuſtamente egli ci
ha creati più nobili in natura (il che da piuno fi Falfa confe
debbe negare )adunque è coſa ingiuſta ,che egli guenza di
facci la natura humana waggior in gratia, ſen- Lucifero.
do di gran Tonga minor in natura . Non è coſa
giuſta il voler preporre a tutti noi qſto Dio
huomo, ne in queſto gi debbe vbidire . Dicemi
di gratia, nó ſarebbe coſa ingiuſta ſe egli facel
fe,cho il primochoro foſſe l’ulcimo , & l'ulcimo
foſſe il primo? quanto maggiormente ſe faceſ
ſe l'vlcimo Angelo dell'ultimo choro principa
le , c fupremo ſopra tutti gli altri nobiliſsimi ſpi
riti dei choro de i Serafini ? Queſte ragioni an Ragioni van
ne di Lucife
corche pareſſe à Lucifero c'haueſſero non ſo yo confora
che d'apparéza di verita, nódimeno ſono molco l'Awtore
lontane dal vero ; pche pare che neghino quel- mamente
efficaciſsi
lo ,che à cucci gli intellecci è chiaro , & manife.
fto.Da tutti gli intelletti fi deuc cócedere, che
tutto ciò che vuole quello ,la cui volóra no può
ſe nó giuftaméte volere, è neceſſario che voglia
C -4 rec
40 DELL'ARTE ESSORC .

retraméte. Se adúque, ò Lucifero ,piacque al no


ſtro creatore di farſi huomo , e nó Angelo , an
co doucua piacere à te , & à tutti gli Angeli , &
Supremo in maſsime che egli comandaua , che tutti voi così
seltetto, a voleſti.Oltra di queſto da tutti gli intelletti ſi de
6.ima vo
Lumta nopor ue concedere cheil primo,e ſupremo intelletto
fono errare . no può errare, & che la prima , sóma ,& ottima
volontà non può volere coſa mala , ne diſordina
ta ; perche ſi come la negatione preſuppone l'af
firmatione, l'odio, l'amore , & l'imperfetto il per
fecto; così anco l'ignorāza, & l'errore perſuppo
ne la ſciéza ſe non in fe, almeno in altro. Se adú
que Iddio non ſapeſſe il tutto , ouero erraſſe in
Belliſsima alcuna coſa; oueramente voleſſe qualche coſa
conſequēza. di male, pſupponeria la ſcientia in altro ,& il vo
ler bene io altro più degno di ſe , e così l'eccelle
tiſsimo hauria vno più eccellente di ſe ſteſſo , &
quello che è digniſsimo haurebbe vno più de
gno di ſe, & l'immitabile fi potria mutare , & il
Ottimo non perfectiſsimo fi potria fare più perfetto. Et è co
può volere ſa chiara ;& manifeftiſsima a cadauno intellet
alcun male, to , che l'occimo non può volere alcun male , ne
può eſſere ſoggecto a veruna legge ; e perche il
Disebuono Dio noftro è buono, & neceſſario p propria na
3 per natura. tura , per ciò non
può farſi cattivo , ne ingiu
fto per modo veruno; come aduque prefume
ui , ò Lucifero, che Dio foſſe ingiuſto, le bene vo
leva far l'huomo più eccellente de gli Angeli?
Ma
LIBRO PRIMO . 41

Ma ſi debbe auertire,che ſe bene queſto gli pa


reua ingiuſto ,nódimeno no può eſſere, eccetto
ſe egli no voleſle credere,che vna volóta giuſtil •
fima foffe ingiuſta. Per ciò alla prima ragione Riſponde
dico ,che ciaſcheduno più preſto debbe defide l' Autore
alle ragioni
rare ilbenea ſe ſteſſo ,e maſsime vn sì gran be
di Lucifero.
ne , come è queſto , quando però l'electione di
tal bene ſia in arbitrio ſuo ;ma ſe Dio comanda
che ſi defideri quel bene ad altri,e non a ſe ſteſ
fo , fi deue vbidire à Dio , perche egli fi deue
amare ſopra tutte le coſe , & deue volere quel
bene ad altri, e non à ſe ſteſſo ;poiche Iddio ,che
non è debitore ad alcuno , vuole quel bene à co Dio non è de
lui, c nó à me. Poi dico, che gli huomini non ſo. bitore ad al
no minori nelle potēze dell'anima, perche l'in- cuno ... '
telletto Angelico; & quello degli huomini la vo
lonta Angelica , & quella de gli huomini non
fono varie in natura. La natura Angelica è più
nobile della humana , ma non gia le potéze.Ec
poſto caſo, che la natura , & le potenze Angeli
che ſiano più degne delle humane , doue hāno
hauuto queſta dignita fe non da Dio ? Con che
ragione, ò con qual legge gliel’ha data , ſe non
col ſolo beneplacito della volontà ſua ? Iddio
adúque( riſpondédo alla ragione) da alli più de
gni le coſe più degne naturalmenta , ma nó gia
quãdo te coſe pēdono dal ſuo voler ; poſciache Dermochi
auanti il ſuo confpetto niano è degno , ſe non Dio. 1
quello,
42 DELL'ARTE ESSORC .

quello che luiifà degno;e però dando egli adat


cuno le coſe più degne, egli fà più degni quelli
1
à chi dona tali coſe ;e le gli Angeli ſono più de
gni de gli huomini quáto alla natura loro ,nódi
meso nó ſono più degni p riſpetto di tal dono;
acciò dunque ſenza ingiuſtitia fiano date le co
Condicioni ſe più degne alli più degni ,fà di miſtiero , che
dichi meri- naturalmente quelli ſiano più degni; & che la
ta dignitas cofa data più conuenghi per ragione,ò legge a'
lui,che ad altro .Chepoi Dio gli habbidato do
ni naturali ,e gratuiti più degni,che à gli huomi
ni,queſto ha fatto per mera ſua volonta'; & ſe
di Dionele egli haueſſe fatto altrimente, non per queſto
creare gli farebbe ingiuſto; oè aſſolutamente ci prepone
Angeli, l'huomo alli Angeli, ma vn'huomo,che è Dio .
Queſte coſe ancorche foſſero giuſte, per modo
alcuno non piaceuano a Lucifero, perche dice
ua'egli, ſe queſta gratia haueſſe fatto a me,nó fa
ria ſtata coſa giuſtamére factasſe adunque cut
to quello che egli vuole giuſtamente vuole, per

Dio opera che no volſe ſito che era più giuſto? A queſto fi
giuftifsima riſpóde,che no li deue cöcedere,che ſto poſsi
mente . eſſere più giuſto,poſciache Dio no -darebbe q
ſto dono più preſto a lui,che all'huomo? no sa
cgli ,che Dio non è debitore a niuno ? Si concede
che egli èpiù nobile dell'huomo,adunque è più
degno di queſto dono ? queſto ſi nega ; perche
quãdo niuno è degno,aiuno anco è più degno.
E chc
LIBRO PRIMO 43

E che coſa leuaua Iddio a gli Angeli, dado quc


fto dono all'huomo? Dimmi di gratia, è Lucife
ro ,ſe l'huomo non foſſe mai creato , che ſareſti
più di quello che hora ſei?Niente a punto. Che
coſa riccuercftir no altro ſe nó õllo , che ti è ſta
to promeſſo?Non ſai che gliè coſa iniqua doler polerſe,del
fi del bene altrui, e maſsime quando non ſi per- e coſa ini
de? E gráde ,ò Lucifero, il noſtro Dio, la cui ſa- qua.
pienza non ha termine, il cui conſiglio , e ſenſo
altro che lui non conoſce, ſe non qllo a chi egli
vorra riuelare. Dimmi di gratia tu, che ſei im
pazzito in luogo di ſapere. Non s'appartiene al Vnione del
la perfeccione dell’vniuerſo , che in eſto ſia ogni verbo s'ap,
vnione che poſsibile ſia a ritrouarſi ? queſto no la perfetria
poi negare. Tre coſe fi ritrouano , cioè Dio, la ne dell'uni
loſtanza, & l'accidente; ma vna foſtanza ſi ritro nerfo.
ua incorporea ,c pura ſpirituale ; qual ſono gli
Angeli; vn'altra ſoſtanza pura corporale,che ſo
no legne, picere , & altre fimili coſe. Ec perche Softāze cor
poreua eſſere vn'altra ſoſtanza parte corpora- porale , doo

le, & parte fpirituale, qual'è l'huomo, ſeIddio baftanano.


adunque no haueſſe prodotto queſta ſoſtanza,
non ſaria mācaco nelmondo vna grá perfectio
ne, qual'è queſta ? nè baſtaua che ci foire la fou
ſtanza corporale ,c ſpirituale ſeparataméte, ma
biſognaua che ſi creaſſe vna ſoſtanza che foſſe
corporea, & incorporea; c per ciò fù coſa con
uencuole ,poiche queſto era poſsibile, che ſi fa ..
ceflc
44 DELL'ARTE ESSORC :

cefle vna coſa che foffe Dio ſoſtanza corporea,


& incorporea , accioche tutte le coſe s'vniſſero
inſieme; percioche nell'huomo fi cógiungeua il
corporeo, & l'incorporeo; & liaccidenti corpo-
rali erano vniti con gliaccidenci incorporei, &
immateriali nell'iſteſſo huomo . Solo reſtaua ,
che l'huomo s'vhiſſe con Dio, & che le proprie
ta' dell'huomo conueneſſero a Dio ; & quello di
Dio all'huomo,accioche fi faceſſe vna cógiun
tione di tutte le coſe , vnédoſi l'huomo, nel qua
l'è l'eſſere, viuere, & l'intédere, nel qual l'vna, &
Dio huono l'altra ſoſtanza , & l'vpo , & l'altro accidente firi
contiene tut
trouano ; & perche queſt'huomo doueua efſere
se le coſe.
Dio ,nelqual ſono tutte le coſc , & con più nobi
le modo, & eſſere che non ſono in ſe ſteſſe ; per
ciò era neceſſaria queſta vnione di Dio con
l'huomo, per voire tutte le coſe inſieme , come
eſſere doucuano, pigliando Iddio la natura hu
mana . Non ti marauigliare adunque, ò Lucife
Anime di ro ,che egli più preſto habbi voluto pigliara
Chriſta con l'humanica che la natura voftra;perche piglia
uiene cö gli do l'humanita ,anco ha pigliato l’Angelo ; poa
Angeli.
ſciache l'anima di quell'huomo conuiene con
gli Angeli;e ſe egli haueſſe pigliaro vno di voi,
per queſto non haurebbe pigliato gli altri ,che
ſono differenti in ſpecie, ſe non come hora fa pi
gliando l'huomo.Non ti doueui adunque cons
triftare ,ma ybidire à Dio,& à Dio huomo, &
ſtare ,
LIBRO PRIMO .

ſtare ſoggetto alla ſua volontà , & terminacio


ne giuſtitsima, & ſanciſsima. Et ſe bene queſta
vnione foſſe ( prezzata da Lucifero , qual con ta
ta cemerica contradiceua à Dio con dire . Che Sprezzo Lu
gioua à me che queſto ſia più congruo ; balta- cifero l'unio
mi che poteua pigliare me, & cosìio faria ſta- ne del ver
be .
to Dio , & queſto ſaria ſtato meglio , & più ec
cellente, per ciò io non voglio adorare queſto
huomo, lia Dio huomo quanto ſi voglia , io nó
fono tenuto,nè altretto d'adorarlo , nè riuerir . Deſtialità di
lo ; nondimeno ti dico , ò Lucifero , ch'eſſendo Lucifero rin
queſt'huomo Dio , & adorando Dio ti conueni- tuzza РАи

ua anco adorare l'huomo, poiche doueua eſſe- tere .


re vna ſola prona;e perciò , ò meſchino , doucui
aprire gli occhi dell’incellcco tuo, & vedere l’er
rore in che tu cri ,& riconoſcere il cuo Creato .
re, aprendo il cuore alla diuina gratia , & luce ,
che egli ti offeriua.Vedi,ò meſchino Lucifero ,
come è oſcurato l'oro, come è naſcoſto il ſole .
nelle tenebre ,come è caduto quello che naſce
ua la mattina. Addimandar doucui , ò meſchi
no ,miſericordia,che faria ritornata in te la pri
miera tua bellezza. E non è da credere, chelo Lucifero ain
tato da fuoi
lo Lucifero.perſuadeſſe gli Angeli a'ribellarfi seguaci.
à Dio , ma che alcuni di queiſpiriti Luciferiai
ad imitatione ſua; aiutando la parte di Lucife.
ro diceſſero a quelli che conſenteuano al vole
re , & determinationc diuina . Voi lete nelle re
nebre
E
'ART R
DELL ESSO C.
46

nebre dell'ignoranza , poiche vi ſere ſcordati


della nobiliſsima voſtra pacura.Voi fate l'huo
mo Dio , e vi proponcte di ſoggiogarui ad vna
natura più ignobile della voſtra, ò che pazzia è
la voſtra, a volerui sbaflare ſendo grandi, e no
bili , & volere eſfaltare gli humili, & ignobili.
Ma,ò infelicivoi , poiche per la voſtra ſuper
bia non volefti conolcere il grandiſsimo erro
Cecitede reinche erauate tutti voi, & dimaniera eraua
gli Angeli
dannati. te privi di ragione,che niuno di voi parlaua ret
tamente, poiche parcua che voleſti porre legge
a Dio, il quale è ſopra ogni legge , & volcuate
vbidire à lui co códitione. No doucuate inuefti
gare la cauſa della diuina volontà,mavbidire à
Dio ,fapēdo che qit'era la cóclufione, che l'huo
mo ſi douea far Dio, e no Angelo , & che tutti
gli Angeli erano obligati d'adorar qllo come
Terminatio Dio;nè volſe Dio , che gli huomini adoraſſero
me Die l'Angelo. D'vn'altra coſa ſi doleua Lucifero ,
cioè ,cheDio doucua coſtituire molti huomini ,
Huominiv- dei quali alcuni doucuano eſſergli vguali, & al
guali,a gli tri maggiori, & iniguamente; poiche il tutto fa
Angeli. ceua per l'inuidia ,che portaua al genere huma
no, vedédo che detti huomini ſarebbono mag
giori di lui,& minori,ſecondoche più , ò meno
foſſero cógióti a quello Dio huomo per carita .
Queſte, & altre fimili ragioni porcuano addur
re gli Angeli lanti, i quali per niun modo volſe 5
ro ac
: LIBRO PRIMO . 47

ro accófentire à Lucifero, anzi che fatti più ſta


bili , & fermi nell'amore ,carita, & vbidienza di
Dio , diceuano fra di loro. A noi baſta il ſapere,
che Dio vuole così , & ch'ei non può volere ſe stabilità de
non quello che è giuſto ,e buono ; per ciò ado- gli Angeli
riamo Iddio huomo . Nacque per ciò fra quei fanii.
celeſti (pirici vno terribiliſsimo conflitto , & du
riſsimo abbattimento , il quale durò non poco
{ patio di cempo, come diremo più di ſotto. Et
ancorche quei ſpiriti dánati ſapeſſero , che Dio Angeli dan
non può errare, nèoperare coſa ingiuſta , con bero che Dio
tutto ciò talmente erano infocati,& gonfij nel- hun può er
rare
l'odio , & inuidia conceputa contra l'huomo,
che vedédo le coſe eſſere giuſte ,e buone, non le
volſero ſeguire, & deſiderando Lucifero d'effe
re Dio ( come habbiamo detto di ſopra ) in quel
modo c'hora l'huomo è Dio, il che gli pareua
poſsibile, e più ragioneuole per le ragioni lopra
dette, coininciò a ribellarſial ſuo creatore'. La Ribella 14
onde, che combattendo i buoni, con l'aiuto di- cifero al ſuo
uino furono, vincitori , & quei ſpiriti ribelli fu- creatore.
rono precipitati dal cielo nel baratro inferna
le, & iui condannati a perpetua prigionia; e gli
buoni furono confirmati à perpetua gloria . Ne
Battaglia
ti penſare , che queſta battaglia foſſe materiale, de gliÅnge
ma fi ben ſpirituale; pofciache le loro arminó li ju fpiri
furono altro chei diuerfi affetti, e conſentimen tuale, enon
| tic'hebbero, quando Lucifero diffe . lo aſcen- materialen
derò
R
L'A OR
98 DEL ESS C.

derò in cielo , & farò fimile all'altiſsimo. Que

Intentione dice il maſtro delle ſentenze nel ij . alla diſtintio


diſordinata ne ij . che Lucifero non ſi voleua vguagliare a
di Lucifero. Dio per imitatione , ma per potenza , ch'altro &
non era , che vno affetto diſordinato di ſuper
bia.Per il contrario gli Angeli buoni hebbero
per armi l'humilta, e riucrenza, có le quali com
battendo hebbero vittoria contra di Lucifero ,
Dueforti di ç ſuoi ſeguaci. Et nota, che iui furono due ſorti
balsagliafu
di battaglie ; la prima delle quali hebbe princi
rono ira gli
Angeli. pio da Lucifero ; perche sì come hora ſpinge
gli huomini nel peccato ,cosìall'hora ſpinlegli
Angeli ſanti al conſentirgli;contra del quale
combatterono virilmente facendoglireſiſtéza.
L'altra battaglia cominciò dall'Arcangelo S.
Michele , il quale vedendo , che Lucifero ha
ueua peccato , & ch'egli era degno di morte , &
che per ciò non doueua habitare nel cielo con
gli altri Angeli buoni, e ſanti, lo ſcacciò dal cie
lo in virtù, & poteſta di Dio in queſto aere cali
ginoſo ,ancorche Lucifero con gli fuoi ſeguaci
faceffero ogni reſiſtenza a loro poſsibile. Altri
hanno detto che l'origine di queſto abbattime
Cauſa della to è ſtata la gran ſuperbia di Lucifero , il quale
fuperbiadi non confiderando i gran doni riceuuti dal ſuo
Lucifero., creatore, come ingratiſsimo voltādogli le ſpal
le cominciò à ribellarſi ; & ancorche ſecondo
Ruperto Abbate nel primo libro , che fa della
vittoria
LIBRO PRIMO.
49
vittoria del verbo di Dio, Lucifero non haueffe
Fabricoſsi
cauſa alcuna reale di far quofta ribellione, nó- Lucifero le
dimeno ei ſe la fiofe , & ſe la fabricò da ſe ſteſſo , cauſa della
& hebbe materia di far queſto , poſciache fu fua ribellio
ne .
fatto da Dio belliſsimo, dottiſsimo , & gran
diſsimo . Non ci laſcia métire Iddio per bocca
d'Ezeccbiele al xxviij quando in figura parlan
do di lui dice.Ecco Affur come cedro nel liba
no,bello nei rami, & nelle frondi ameoiſsimo .
Era belliſsimo nella grandezza ſua, c però ſe- Bellezze di
Lucifero.
gue Iddio di lui , e dice; ogni legno del Para
diſo è raſſomigliato a quello , & alla bellezza
ſua ,perche ( dice egli ) io l'hò fatto . Dalia ſcie
za ſua poi dice Dio nel medeſimo luogo , par
lando a Lucifero in figura del Rè di Tiro ; pie
no di ſapiéza , & bellezza delle ricchezze del Pa
, radilo ſei ſtato ò Cherub , che e interpretato
pienezza di ſcienza.Della grandezza parimen . Grandezze
ce ſoggionge Dio dicendo. Ec di maniera è grā di Lucifero.
de nell'altezza ſua , che niuno credo giamai fù
più grandein quel Paradiſo di Dio , & i più alti
Abeci nó gionſero alla grandezza ſua. Nè altro
yuole încendere la ſcrittura picedri , & abeci,
quali no arriuano a quella grandezza,che l'An
geliche poceſta. Queſte crecoſe conoſcédo que Portacifero na Lu
la fir
ito ſuperbo in ſe, per le quali ei portaua la ſimi militudine
litudine della ſantiſsima Trinita , la quale è l'i- della Santis

della grandezza ,ſapienza, & bellezza;percio . fima Trini.


D che
DELL'ARTE ESSO RC.

che la grandezza del figliuolo , & fpirito fanto


è il Padre; la ſapienza del Padre,e fpirito sāto è
il figliuolo ; & la bellezza del Padre , e figliuolo
è lo ſpirito ſanto ,e perche participò della gran
dezza , & bellezza di Dio , però fù chiamato
dalla ſcrittura lignacolo della fimilitudine di
Ingratitudi Dio; & vedendoſi in tant'honore non lo conob
mediLucife be da Dio ,anzi come pazzo riuoltollo io ma
ro
teria di fuperbia. Non gli baltò tanta abondan
za di doni riceuuti dal ſuo creatore , ma paſsò
di maniera i cermini, che tentò di farfi chiamar
Dio, e come tale farſiądorare da gli Angeli , &
tra cſsi voleua eſſere predicato come Dio Crea
Negò Lucie tore, & increato, negãdo che Dio foffe fuo crea
fero il ſuo corc ,c proclamādo ,che da ſe fteffo hauea l'efe
re increato , & che egli era Dio , come habbia .
mo in Ezechiele al xxviij . capo; e però delibe
rò nel cor ſuo moſtrare queſta grá fuperbia ,
diſſe.Io aſcéderò ſopra l'altezza delle nuvole ,
farò finiile all'altiſsimo.Per l'altezza delle nu
Aleezza
delle nimio- uole altro no volſe intendere q to fuperbo ,che
le qual folje cutti gli altri Angeli,poſciache era canta la ſua
ſuperbia ,che cóſiderādo la ſua bellezza, & grā
dezza ,giudicò tutti gli altri Angelieffere tanto
di ſe ſteſſo, quanto che le nuuole ancora
più vili
che chiare,ſono più oſcurc in cóparatione del
la bellezza del ſole ; e p ciò improucrando Dio
queſta ſua ſuperbia per bocca d'Ilaia dice, Co
LIBRO PRIMO . 5!

me ſei caduto , ò Lucifero , che naſceuila marci Scherno di


na; & è come ſodiceffe ; tu reputauigli altri An Lucifero.
geli nel cuor tuo,comenuuolc, ftimando te ſtel
ſo eſſere quella luce c'haueſſe ad illuminare gli
altri Aogeli ; voleſti parimente eflergli ſuperio
Te quando diceſti; ſopra le ſtelle diDio , e fo
pra l'altezza delle nuuole io eſfalterò il ſeggio Sprezzo sue
mio; e però ſprezzaſi tutti gli chori degli An ti gli Ange
geli ſotto nome di ſtelle , che anco non erano li Lucifero.
creaci ; tu eri in cielo , e pur voleui aſcendere
più alto ;ch'altro non è , che vno aſcendere di
affetto di ſuperbia , e d'ambicione;c però co
minciò queſto maledetto con la ſcienza ſua a
peruertire gli Angeli,tirandogli nel ſuo parere,
e ſentenza per farli adorare da quelli,e li pensò
perſuadergli, che ci non foſſe mai ſtato crca
to,dicendo ; io non ſono creatura di Dio ; io
non ſono fatto da niuno , io ho fatto me ſteſ
fo ;credendoſi al fermo che non ci foſſe chi po- Niwn Ama
celle rendere teftimonio della ſua creatione , po se auätiLu
ſciache niuno Angelo fù creato auanti lui. Ma cifero.
pur poceui,ò Lucifero, penſarti , craccordarti,
che ei era Dio che t'hauca creato , & che que

Ito poteua riuclare àgliAngeli,con dirgli ildet


to del ſalmo :vedete, ch'io fono Dio ſolo , e non
è altro Dio fuor di me. A queſta gran fuperbia
.
s'oppoſe quel Prencipe delle celefti Gerarchio
coldetto del ſalmo; qual'è quelDio grande co
D 2 me e
52 DELL'ARTE ESSORC .

me è il Dio nokro ? il quale combaccendo con


tra Lucifero , & ſuoi ſeguaci n'otténe voa ſegna
latiſsima vittoria in quello terribiliſsimo ab
battimento deſcritto da S.Giouanni nella ſua
Apocaliſſe al xij. capo . Nè ti penſare , che que
Combastero
{ to abbattimento foffe vinto ſolamente con la
no gli Ange
li fanii in forza nacurale di S. Michaelo , & altri Angeli
virtù di fanti , ma fi bon vinſero in virtù ,c poflanza di
Dio.
Dio , qual per bocca d'Elaia grida concra la ſu .
perbia di queſta beſtia dicendo. Per ciò larai, o
Lucifero ſepolco nell'inferno . Finita adunque
Rallegrossi queſta guerra , e percipitato Lucifero , li ralle
panci de la grarono gli Angeli inſieme con l'Arcangelo
vittoria, lo- Michaele cantando , e laudando il loro Creato
dando Dio. re . Er s'alcuno addimandaſſe quāca diſtanza di
- tempo ſia ſtata tra la creationc de gli Ange
Diftara te li , & illoro cadimento . Riſpondono alcuni ,
la creative; che ci fùpoca dimora , cioe' dal principio del
akadimen l'aurora fino alla creatione della luce , della
to degli An
qual dice laſcrittura ,chc Dio diuiſe la luce dal
geli.
lecenebre. Altridicono , che non è da credere ,
che vno fi grande abbattimento fofie fatto in
sì breue tempo , pigliando per loro difenſione
il ceſtimonio della diuina ſcriccura , qualin Eze
chiele dice parlando di Lucifero . Hai camina
to nel meggio delle pietre infocare perfetto nel
le cuc vic dal giorno della tua creatione , fin
tanto , che in ce fù ritrouaca l'iniquita. Queſto
dire
LIBRO PRIMO , ' ' T
$3
dite dalgiorno della tua creatione, chiaramon
te ci moſtra ,ch'egli non cadè ſubito che fu crea
toanzi fù prima creato ,e poi poſto in quel ce
lefte Paradiſo ,e però ſoggiúge Dio ,e dice. Nel
giorno che ſei ſtato creato i tuoi forami,cioè le
tue potenze naturali, intelletto , e volóta furono Potenze ne
turali delo .
preparati; io ti poſi nel monte fanto di Dio ; nel ' Angelo.
le molte tue operationi gli tuoi interiori furo
no pieni di peccati , e ſceleratezze, e però ( dice
eglijio t'ho fcacciato dal monte sáco mio.Que
fte tre coſe che narra qui il Profeta in vece di
Dio ,cioè, con la mente concipere il peccato ,
con l'opera porlo in effetto più volte, e finalme
ce difendere l'iſteſſo peccato, dimoſtrano , che
pon ſubito fù precipitato Lucifero dopo la ſua
creacione,ma che ci paſsò molto fpatio di tem
po.ſin qui Ruperto. Et s’alcuno dicefle , che la Nattera fpi
natura ſpirituale operi in iſtāre , o più fortemen rituale ope
te del ſole , qual in iſtante produce i ſuoi raggi, ra in ithase
1
conciofia che la prima operatione dell'Angelo
> foſſe la conuerfione,ouero ribellione, adunquc
3 in iſtance fi conuertirono , ouero fi ribellarono
a Dio . A queſta oggettione riſponde Ghirardo
Odone nel ij.alla diſtincione iiij.queft. iiij. che
- la loro prima operatione non fù l'accoſtar- Prima apre
li ,oucro ribellarfi a Dio, ma fù vna ammirario ratione de
gli enge
ne; percioche in quei ſei gioroi ſtettero in am- iiqualfof
miratione ftupendo dello opere di quei ſei gior foi
D3 ni,&
54 DELL'ARTE ESSORC .
ni,& nel ſettimogiorno hauendo Dio benedet
to tutte le ſue opere,elle pigliando il comanda V

mēro da Dio difare ciaſcheduva il debito fuo ,


widero indi gli Angeli fi diuidero in tre parti ; percioche o
Angeliſi TY

tre parti. go'vno di loro ſi fermò nell'amore,alcuni nel 1

l'amore della bóta ,altrinell'amor della diuina


giuſtitia ,& alcunialtri nell'amor della propria
eccellenza,e queſta terzaparte fù quella checa
Terza parte dè dal cielo, della quale dice S. Giouanni nel
delle
cade.
ſtelle l’Apocaliſſe al xij. che cadendo il ſerpeinferoa
le, tirò con eſſo ſeco la terza parte delle ſtelle; c
per prima non faceuano altro , che empirſi di
merauiglia ; percioche vedeuano il cielo in vn
ſubito eſſere prodotto di nicnte, e slargarfi; il
medeſimo vedeuano farſi dell'altre opere mira
bili di quei ſei giorni,delle quali ſipoſſono am
mirare gli huomini tutto il tempo della loro vi
ta . Hor ſia pur vera qual di queſte opinioni fi
voglia,che di queſto non voglio diſputare, ma
rimettermi al giudicio di fanta Chieſa , e dei
Conclufi one più fapienti, baſtandomi per concluſione di
di queſto
fatto. queſto capitulo ,che la ſuperbia, l'ambitione,
& inuidia diLucifero è ſtata in cauſa, che egli
co i ſuoi ſeguaci ſiano ſtati percipitati dal cic
lo da gli Angeli,e condannati a perpetua dan
Peccaro di natione. Ma potria dubitare alcuno qualſia ſta
Lucifero to quel peccato tanto graue , cheda Dionon
quatfoffe .: può ritrouarc romiſsione, nè dal ciclopotè el
ſere
LIBRO PRIMO . 55
fere ſoſtenuto.A queſto fi riſponde, che'l pecca
to che commiſe Lucifero in ciclo non fù yn ro
b ,ma furono più ,percheprima peccò ſecondo
Scoto nel ij.dift. vj.q.ij. di peccato di luſſuria, Lusſuria ſpi
non già carnale , ma ſpirituale ; la quale altro ritwale fü il
non è,cho vn'amore diſordinato di le ſtello ,col toprimopecca
dilucia
quale eicome cieco amò ſe ſteſſo , & il priuato fero.
bene ſuo tanto diſordinatamente , che peruen
ae fino al diſprezzo di Dio. Non ci laſcia men
cireildocciſsimo Agoſtino nel xij.della Cicca di
Dio ,ap, primo,oue ponendo la differenza tra
gli Angeli buoni,cmali,dice, chenelprincipio Cauſa della
del modo gli Angeli buoni, catciui per queſto diuiſionede
furono diuili;pcheibuoni ftectero nel bene co gli Angeli.
mune, qualè Dio ; & gli rei dilettādoſi nella ſua
poteita,comefoſſe sõmo bene a loro medeſimi
fi partirono dal commune bene, accoftádofi al Superbia di
ben proprio , e particolare . Il ſecondo peccato Lucifero.
fi diſuperbia,eprelontione,perche vedendoſi
Lucifero nobiliſsimo ne i doni naturali , non
diede l'honore à Dio ,maſi gloriò vanamente
in ſe ſteſſo. Peccò parimente di peccato d'auari Ambitione
tia, & ambitionc,poſciachevedēdofi belliſsimo di Lucifere.,
ſopra tutte l'altre creature create da Dio, defi
derò d'effer ſuperiore atutte, riputādoſi degno
da ſeſteſſo;al qual grado, ſecondo Sant'Anſel
mo, ſaria peruenuto ſe foſſe ſtato nel grado in
ch'eraſtato crcato;maperchc ſeoza meriti , &
D 4 per
56 DELL'ARTE ESSOR C.
Per propria autorità defiderò ſopraftare à gli
Invidia di
altri, p ciòpeccò,non volédo eſſere ſoggetto à
Dio .Peccò anco di poccato d'inuidia , & emula
Lucifero.
tione, perche ficórriſtò ,che Iddio foffe ſuperio
re a cucci.Peccò finalmente di peccato d'ira , &
Ira di Lucia
indignatione,perchevedendofi effere ſcacciaio
dal Paradiſo delle delitie , aſceſe la ſua maltia
fero.
fino all'odio di Dio.Non è adunque da maraui
gliarli ſe Lucifero così miſerabilmente copſuoi
ſeguaci vinto cadè dal cielo,hauendo sì graue
mente peccato contra il ſuo Creatore,& r .
Comegli Angeli così buoni,come rei, & damnatiſi
poſsino impedire,& sforzare l'un l'altro;Ø 40
me tradi loro poſsi eſſereguerra , ouero
battaglia. Cap. illi .
OGLIONO alcuni curiofi, & clcuati
ſpiriti alle volte dubitare in chemodo
gli Angeli così buoni, come rei,eriſti,
& dāpati ſi poſsino impedire l'un l'altro , & sfor
szarfınell'operare alle volte alcunecoſe, chefo
Y no Ange. no cótra laloro volóra ,e proprio volere, molsi
lo impediſe dall'autorica di Daniele , oue fi dice, che l'An
l'altro.
geloprincipe del regno di Perſia fece forza ad
vn'altro Angelo.venci &yno giorno, il qual vo
-leualiberare il popolo Hebreo dalla prigionia ,
& catciuita ,ne lo poteua fare fé non gli gionge
ua in ſuo aiuto , & foccorſo l'Archangelo Mis
chacle,
LIBRO PRIMO, 57
chaele,vno de'primi principi della celeſte cor
ce.Ne queſta loro dubitatione è ſenza ragione,
& fondamento ;percioche conoſcono, che tucci
gli Angeli fono creati dall'onnipotétiſsima ma
no di Dio ſommo opifice , perfetti nelle parti
loro naturali,che ſono l'intelletto ,memoria , & Creati fura
gli Ange
volonta. Poi fanno , che Iddio ha fatto la loro no
li perfetta
volontà por natura libera, gli atti della qualeſo nelle parti
no il volere,& il non volere; & che la volontà è naturali,
dital natura , cho ella non può eſſere sforzata.
Dall'altro canto veggono , che lo ſpirito no ha
corpo , nel qual poſsi eſſere coſtretto per for
za ditormcnti a fare contra il proprio volere, la
Spirito
corponon
come adunque è poſsibile, che vn ſpirito pola
fi fare violêza all'altro , & sforzarlo a far quel
lo che non vorrebbe ? & come poífono tradi lo
ro guerreggiare, & vincere l'un l'altro ſenza
iſtromenti corporali ? Per dichiaratione adun
quedelpreſente capitolo ſi debbe notare , che
tra gli Angeli Iddio ha poſto vna certa ſuperio Superiorità
rica,& prelatione nella loro creatione , per la naturale de
qual alcuni ſono più nobili per natura ,& per gli Angeli,
ſcienza degli altri,alli quali imeno nobili obe
diſcono . Erche queſto lia il vero ,ce lo dimo
Itra S.Dionigi nel libro ch'egli fà della celeſte
Hierarchia ,dicendo . Per il teſtimonio della fa
cra , & diuina ſcrittura habbiamo conoſciuto
cfſere nuoviordini d'Angeli , quali Iddio ado
pra
ARTE
58 DELL' ESSOR C.

pra nelleſſequire i ſuoi miſteri, le potefta , &


principati de' quali col divino volere ſottilmen
ce,& mirabilmente ſono diſtinti.Alcuni de'qua
li ſono mandati da Dio qua da baſſo a predir,
ci le coſe c'hanno à venire. Altri ſono ordinati
Angeli ci
predicono al à queſto fine , accioche per eſsi ſiano fatti ſem
Curecoſe. gni, & miracoli. Alcuni altri ſono fatti ſuperiori
à gli altri ſpiriti Angelici,a' quali per adimpire
i diuini miſteri comandano . Altri ſono dottaci
Poflanze di grandiſsima pofſanza ſopra glialtri; per il
d'alcuniAn
geli . chele ſchiere de gli eſſorciti Angelici gli ſono
ſoggetti nell'obedire, Altri ſono talméte pieni,
& dottati della diuina gratia,che Iddio ſiede in
quelli, & p mezo loro manifeſta gli ſuoi giudi
cij. Altri tanto più ſono ripieni di perfecta ſcié
Manifefta za,quãto più da vicinocontéplano la maiefta,
Dio i giudi & chiarezza di Dio. Altrſonotalmente
i cógion
cij ſuoi,per ti cóDio ,che fra eſsi, & Dio niuno s'interpone,
mezo de gli & tanto più ardono , & abbruggiano nell'amor
Angelio ;
diuino,quanto più ſottilmére mirano la diuini
tà di Dio. Et fi come õſta ſuperiorita, & prela
Prelatione cione fi ritroua fra gliAngeli buoni, così anco
me gli Ange ſi ritroua tra gli demoni. Non ci laſcia mentire
li carsisi .
in queſto la Scrittura, la qual parlando di Ģſta
ſuperiorita in Iob,al xxxxj.capo dice , che non
Ronè potes, è poceſta ſopra la terra,che ſi poſsi vguagliare
quelladel à queſta del demonio.Ec in vn'altro luogo ,par
demonioso- lado del demonio dice,ch'egli è principo ſopra
tutti
LIBRO PRIMO, 59

Cutti i figliuoli della ſuperbia.Et ilmaſtro nelij. pra la serie


delle lentenze, alla diſtintiono vj.parlando qora.
ſto propoſito dice.Si come tra gli Angeli buo
ni,alcuni di loro tengono dominio, & poteſta
ſopra gli altri, così parimente tra gli Angeli car
tiui,alcuniſono ſuperiori a gli altri, & alcuni ſo Superiorita
no ſoggetti ad altri.Et mentre che dura il mon gelicassimi.
do gli Angeli à gli Angeli, i demoni a idemo
ni,& glihuomini à gli huomini ſono ſuperiori.
Poi ſegue, & dice; hanno i demoni maggior , &
minor poteſta ,e prelacione,ſecodo che la ſcie
za in loro ſi ritruoua più, è meno perfecta. Et
però dice egli) alcuni di loro hanno dominio Demoni han
no diverſe
ſopra vna prouincia, alcuni altri ſopra vn’huo potefia .
mo, & altri ſopra vn ſol vitio . E di qui naſce,
ch'alcuni ſi chiamano ſpiriti di ſuperbia , altri
di luſſuria , & altri d'auaritia, perche queſti pof
fono tentare gli huomini di tal, ouero tal vitio .
Ma potria dire alcuno , come è poſsibile , che
tra gli Angeli criſti poſsıeſſere prelatione , &
fuperiorita,poſciachehabbiamo in contrario 3
il teſto della ſacra ſcrittura ;percioche in Iob al
a.capo è ſcritto ,che tra ſpiriti dannati niun'or- Nisor" ordi
dinf e i ritruqua; la ſuperiorita' , & potefta' è or risi ra
meetfpin
dine di Dio, come adunque può eſſere tra gli
fpiriti dannati ? A queſto ſi riſponde ſecondo S.
Bonauentura nelij. libro delle ſentenze, alla di
tintionc vj.articolo iij. queſtione ij. che la pro
latione
60 DELL'ARTE ESSORC .
Prelatione latione ch'ètra gli demoninonè fatto permom
de idemoni do d'elettione,ne anco per violenza,ma fi bene
qual fia . per ordine, & volere di Dio,il qual'ha inſtitui
to la natura Angelica di sì fatto modo , che al
cuni tengono luogo principale , & altri manco
principale; & nella ſua creatione alcuni hanno
riceuuto maggior virtù,& pofſanza degli altri;
Angeli dan & però Iddio ha ordinato, chequelli che ſono
natiſuperio di minor virtù ,pofſanza, & ſcienza , ſiano log
riagli altri getti,& vbidiſchino allimaggioridi poſlanza,
& ſciéza,di maniera che gliAngeli dannati per
queſto ordinedi Dio ſono ſuperiorine più, ne
meno l'un l'altro ,comeſe fofíero buoni. Ma è
ben vero checeſſando illorominiſtero, quale
di eſſercitare gli huomini in queſto mondo;ceſ
ſarà anco queſto loro dominio , & prelationc.
Superiorità Nėti penſare che queſta loro ſuperiorica par,
niunobene coriſca in ſe alcuno buono effetto ; percioche
produce . tutta queſta loro potefta adoprano in deſtrut
tione dell'honor diuino , & per ruinare il gene , TA

re humano;perqueſto fisforzano d'efferevnia


ti, & di ſtare ſuggetti l'uno all'altro , & d'imi.
tar gli Angeli buoni, ancorche fallamente . Et
Angelisāti perche veggono,che gli Angeli ſaati eſſercita
loro uffici noi loro officij con ogni ordine conueniente,
cõforme al ſecondo il comandamento de’maggiori, & più
volere di fapienti loro; per ciò anco eſsi fanno il medeſia
Dio.
mo nell'oprarci loro maleficij, e ſceleratezze.
Ες
LIBRO PRIMO . 66

Et perche hanno perpetua guerra , & abbatti- Guerra de


mento colgenere humano, & conoſcono che il demoni con
tra il genere
loro dominio , & principato , ſendo diuifo non humano.
1 "può ſtare ; & longaméte durare; per ciò à guiſa
d'animoſi ſoldati, che ne gli eſſerciti ſtanno fog
getri, & volontieri vbidiſcono a comādamenti
- del loro capitano , & prencipe dell'eſſercito ,an
corche fra di loro habbino nimicitic priuare , Similitudi
ne tra i de
per l'odio che portano a communi nimici, ſog
monize fol
giogandofi a vari, & diuerli capitani, & officia- dati.
li dell'eſſercito ;così parimcncc fi debbe crede
re ,che faccino i demoni tra di loro , quali bêche
fi portino odio, & fiano nimicitic priuate fra
loro ,nondimeno contra il genere humano ſem
pre ſono voitizne mai mácano procurare la ſua
ruina, & dannatione.Sipuò anco raffomigliare Comparatie
ne tra , de
la platione che è fra gli demonia alla de ladri; moni , con
. perciocho ficome'molci ladri ſi ſottomettono ladri.
ad vn capo , & prencipe loro , col qual conuen
gono ne i latrocinij,affaſsinamenci,& altri ma
li, così gli demoni volontariamente fi fanno
ſoggetti a Lucifero , & a quello vbidiſcono per
ruinare l'huomo, contra il quale hanno conti
noua guerra. Er è coſa veriſsima,che tra glide
moni è quell'iſteſſa naturale prelatione , ch'an
co è fra gli Angeli buoni; e queſto per la loro
naturale preminenza , e diuina inſtitutione. Et Ogni regno,
nota cheli come à qualunque regno , ò prouin- publica bà
cia e
62 DELL'ARTE ESSOR C.
Angels tia è dato da Dio yn'Angelo buono comepren NI

buonosticat cipe,qual habbi particolare protectióe diquei


tino ,
regni, comeſi legge in Daniele,così parimence
à quei regni è dato da Lucifero yodemonio
prencipe. Ilmedemo dico delle cittadi, e caſtel
li ,a i quali fi come da Dio vien dato vn'Angelo
buono ,al qual s'appartiene hauer cura,che ine
gocij comuni ſianogiuſtamente amminiſtrati,
quanto ſia dal canto ſuo,cosìparimento da de
moni gli vien dato vn ſpirito cattivo, il cui offi
ficio fia di perturbare quanto ſia poſsibile detçi
Angelo buo negotij.E così come a ciaſcheduno Arciucſco
nogetreo ha uo,Veſcouo, & altri prelaci c'hāno cura d'aoi
ogniprelato me è dato da Dio vn'Angelo buono ,c'habbi cu
ra de’negotij partinéti alla ſalute de loro ſuddi
ti,così anco gliè dato da demouijvn ſpirito ma
ligno , l'officio del quale è di pturbare la ſalute
dell'anime. E quanto è la perfona più ſanca,tā
to più potente ſpirito maligno gli vien aſsigna
to;di manicra che ſe Dio bencdecco nó aſſegnal
fc à qualunque officio qualch'Angelo buono ,
gli demoni impedirebbono tutti gli negocij có
muni pertinentialla ſalute,e quiete voiuerſales
Duefortidi Ma per più chiarezza di queſto ſi debbe nota
prelatione. - re,che due ſorti di prelatione ſi ritrouano ;vna
fi chiama prelatione giuſta , & ragioneuole , &
queſta no li ritruouafra demoni;percioche cuc
to quello ch'eſsi comādano a' demoni loro in
feriori,
LIBRO PRIMO , SI 63
feriori, tutto lo comandano contra il volere di
Dio (parloquanto Gia dal canto loro ) & il tutto Niuno pued
fanno à mal fine; & l'autorità di comandare ta comădare il
li coſe non conuienc à niuno; ne alcuno è tenu- male.
to d'obedire à fimiliprocetti. L'altra ſi chiama
prelatione difatto ; &queſta ſi ritruoua tra i de Prelatione
moni;perche alcuni demoni vbidiſcono a quel che ſi ritro
liche conoſcono eſſere più nobili di natura,più uatra demo
valoroſi di poſſanza, & più ſotcili di malicia;nó nio
già per amor che gli portino , ma ſi bene per il
grandiſsimo odio cheportano al genere huma
no ,có la quale vbidienza eſsi vniti à queſto mal
fine fanno yn fortiſsimo, & terribile effercito co Efjercito de
demoni con
tra l'humana ſalute.Et perche conoſcono , che trail gene
Lucifero è più nobile di natura, più force, & va re humano.
loroſo dipoſsāza , & più ſottile dimalicia de gli
altri,per ciò vbidiſcono al ſuo volere, & impe
rio.Ne vale la ragione,che ſogliono addurre al
cuni contra diğſto , cioè , chetrafpiriti dānaci
ha ſempre diſcordia ,guerra ,& liti , & che per Diſcordia,
ciònon fia vbidienza fra di loro ;perche sì co gwerra , do
mei fuperbi ,& vendicatiui al più delle volce liti èſempre
s'humiliano, & vbidiſcono amaggiori , & più trademoni.
potenti, & forti di loro per ottenere quãto de
ſiderano , & per vendicarfi cótra di quelli a chi
portano odio,& maſsime quando per ſe medo
limi non poſſono ottenere vittoria cótra i ſuoi Comparatio
acmiciscosì parimente, & con la medeſima in- nesra i de
tentio
64 DELL'ARTE ESSOR C.
moni , di tentione idemoni inferiori di natura obediſco
vendicatori no a quelli che pernatura gli ſono ſuperiori,&
forſe alle volte fanno alcun male per timore di
quelli, che non farebbono p propria volonta ,
lendo inchinati dalla loro malitia a far'altro
maggior male, & d'altra qualità di quello che
Due forti gli vien comandato da li ſuoi ſuperiori, Che
d'ordini ſ poi ordine tra gli Angeli danpati, queſto fi
ritrowa , puòlaconfiderare in dui modi ;primieramente
quanto allo ſtato della creatione, & ioſtitutio
ne della loro natura , & quanto allo ſtato nel
qual'hora ſi ritrouano. Quanto al primo dico ,
ſecondo S.Bonaucntura nel ij.delle ſentenze ,al
la diſtincione vj. articolo iij. queſtione prima;
che fra gli Angeli danoatre ordine perfecto ,el
ſendo rimali in loro le parti loro naturali inric
re, & fplendidiſsime,che ſono l'intelletto , mc
moria , & volontà, più perfecte in vno , che in
vn'altro. Quáto allo ſtato poi della colpa nella
Ordine ima quale horaſi ritruouano,dico ,cheiui è ordine,
perfecco,e ma imperfetto , & peruerſo ; imperfetto per la
peruerſo è priuatione della diuina gratia,la quale acciden
tra
ni.
v demo- talmente fà perfecta la natura Angelica; è per
uerſo, per la preſenza della colpa ,nella quale
Colpa non continouamente ſtanno queſti Angeli danna
può deftrug- ti;la quale ancorche non poſsi mutare, & cor
gere
zwa Ange rompere eſſa natura Angelica, nondimeno la
lica , imbratta , & diſordina.Et chefa il vero , fi vede
manife
LIBRO PRIMO 65
manifeftamente; percioche quelli c'hanno ri
ceuuto più nobile natura da Dio , quelli iſteſsi
anco hanno peccato,& peccano più grauemen
ce contra di lui, parte perhauer deſideratopiù Demoni più
intenſamente l'equalica di Dio; parte per eſſere nobili fono
kati più ingrati;& anco perche hora più crudel più rrifti.
mente vefiano, & trauagliano il genere huma
no. Et fi como eccedono per nobilta' di natura
gli altri, così anco più degli altri ſono profon
dati nella colpa del peccato , & quanto a queſto
ſono più triſti, & fcelerati degli altri. Dico adu
que, chequeſto ordine di prelatione, che è fra
idemoninon è ordine, che proceda da vna vo
lonca retta,& ordinata all'ultimo fine ,che è Id Conditioni
dio,lequali duc conditioni fi ricercano nell'ėſ conle quali
ſecutionedi qualunque giuſta prelatione;ma.co s'eſſeguille
mc habbiamo dettodi ſopra, è vn ordine natu- ogni giusta
rale , c'hanno riceuuto da Dio nella loro creatio prelatione.
ne, qual poi la propria malitia, & peruerfita lo
roha diſordinato ; percioche quelliche per na
curaſono ſuperiori à gli altri, ſonoancopiùim Prelatione
merh , & profondati in maggior peccati; & però de iwenon
dico,che tra gliſpirtidánati non è prelatione ènitrà
.
demo
de iure ;conciofia che i demoni ſuperiori nó co
mandano agli inferiori ſe no cole contra ragio
10,8 queſto c'hāno rotto , & ſpezzato la legge,
& diſſipato il patto ſempiterno,ch'era fra Dio ,
& eſsi;e però iui non ſi ricruoua niun'obligodi
E legge,
66 DELL'ARTE ESSORC .
legge,maſolainente vna malegna congiura , e
Detrattori
confederatione contra di Dio , & delgenere hu
dell'aric Ei mano. Da quanto habbiamo detto fin'hora, G
Sorciſtica s' ſcorge quáto s'ingannino alcuni detractori del.
ingannano. l'arte Efforciſtica, i quali vedédoalle volte alcu
ni Efſorciſti,che coſtituiſcono ne gli ſpiritati al
cun demonio capo, & prencipe lopra gli altri,
nel nome,& virtù di Chriſto qual gli habbia da
sforzare , & fargli vbidire all'imperio d'eſsi Ela
forcifti; & anco alle volte ſcacciarli da'corpi, fi
burlano , & dicono , che vn demonio non può
ftringere,ne sforzare l'altro: & che queſto è più
prefto vno ſcacciare i demoni in virtù del diauo
lo ,che di Chrifto ,con altre mille calonnie, che
ſogliono imporre agli Efforciſti: il che cutto è
falliſsimo Non fi latcia mentire Silueftro Prie
rio nel trattato che fà per inſtructione degli El
forciſti dicendo. E lecito à gli Eſorciſtioclno
me,& virtù diChriſto comandare a Lucifero , &
Cofa lecia
cummād arealtre podeſtadi infernali checruciano idemo
ch’uno de- ni à loro diſubidienti ,&i al principale demonio ,
moniofcaco
cia l'altro.
che ſi ritruouà nel corpo, che nella ſua partita
ſcaccia fuori tutta quella ſua dannata compan
gnia. Ne ſi può dire queſto ſia vn'hauer patto ,
& amicitia con eſsiloro , ma ſi bene nemicitia.
Poſſono adunque fare queſto gli Efforciſti,& fe
il demonio ſuperiore può naturalmente sforza
re l’inferiore all'obediéza,meglio lo potrà fare
ſendogli
} LIBRO PRIMO , . 67
fendogli comandato nel nome, & virtù di Chri
fto. Quanto poi al ſecodo dubbio ,dico,che al Angeli qual
le volte gli Angeli hāno guerra fra di loro vera,, gue rra hal.
& reale ,& è a punto ſimile queſto loro abbatti bino fra di
mento alla guerra ,cheſupl'eſſere tra l'appetito loro.
1 ſenſitiuo ,& intellecciuozi quali alle volte, & qua
1 fi ſempre inchinano l'huomo à diuerfi oggetti
cótrarij, come per eiſempio farebbe quando
l'appetito ſenſitiuo c'inchina al mangiare, & al
la crapula, & l'intellettiuo c’inchina al digiuno,
& altinenza.E parimente ſimile queſta batta . Battaglia
glia a quella che è fra l'intelletto, & la volonta, degli Ane
come ſaria quando la ragione dimoſtra, che li lia
milechefa*
.
debbe fare qualche buon'opera cótra il volere,
& beneplacito della volóta,che non vorrebbe
fi faceſſe cal'opera; ouero è Gimile a quello diſpa
rere ,che alle volte fi ritruoua fra due diuerle vo
lonta, vna delle quali vuole vna coſa , & l'altra
ne vuol vn'altra. Et cheio fatto ſia ſtata batta
glia vera,& rcale fra gli Angeli,ce lo teſtifica S.
Giovanni nell'Apocaliſſe al xij. capo quando Guerra ta in Ciefar
dice.Fù facto vna gran guerra in cielo, Michele trågor An
con gli Angeli ſuoicombatteuano col ſerpe in gelibuo dovrei ni,
fernale, & il ſerpe con i ſuoi ſeguaci combatte
uano, e potero preualere contro i buoni , da'
quali furono vinti, & gittati dal cielo. E non è
dubbio veruno, chequeſta battaglia fù fatta có .
quell'armi,che furono date da Dio à gliAnge
E 2 li
68 DELL'ARTE ESSORC . :
Arme con li quando creò la natura Angelica , ch'altro no
checābat:e- fono ,che l'intelletto, volonta ,& la parte, ò po
ronogli An ceſtaeſſecutiua ; percioche fi come l'intellecto
geli .
dittaua à gli ſpirici eletti , & alli reprobi coſe
contrarie fra diloro, & la volonta' loro voleua
le medefime coſe contrarie ,cosi pariméte con
ogni modo a loro poſsibile fisforzauano d'oc
tenere quanto defiderauano . Et ficome quel
Angelibuo, principedelle celefti fchiere Michele con gli al
rena al Tom tri Angeli ſanti conoſceuano Iddio effer lom
mo bene . mo bene,& a quello s'accoſtauano , cóbattēdo
contra gli Angeli catciui , & reprobi; così per il
cotrario Lucifero accoſtandofi al male , & in
quello sforzandoſi,tiraua gli altri fuoi ſeguaci
Beatitudine nel male. Et fi come gli Angeli buoni deſidera
defideraro-- uano d'eſſere facti partecipi dell'eterna bcatitu
le buonicoi dine, ma col mezo de i meriti,perche amauano
debiti mozi. Iddio con vno intentiſsimo atto di amore ; per
il quale riceutcero anco da lui più intenſo mo
rito;così gli Angeli preſciti ſenza merito veru
no, ma ſolo per nobilca di natura voleuano la
beatitudine. E sì come l'intelletto ragioneuole
ne gli Angeli buoni dimoſtraua, che la beatitu
dine fi debbe defiderate con amor d'amicitia ,
Intelletto de & in quel modo che piace à Dio didarla à gli
gli Angeli elettiluoicosì nelli Angeli dannati moftraua,
Otsoni che co
Se gli moo che ella fi doueua defiderare con amor di con
jtraſe. cupifcétia,cioè fetiza mcriti,comeche pſeme
defimi
LIBRO PRIMO : 69
defimi foſſero degni,e meritcuoli di quella , Ec Confidera
per queſto cóſiderando la nobilca, & grádezza Lucifero la
della propria natura eſſere ſopra tutce l'altre ſuanobilta
creature , oo ſenza grādiſsima dilectatione in ſe naturale.
Hello ficópiacque ,& per queſto defiderò l'im
perio,& dominio di cuccoI'vniuerfo. Ma perche deſiderio
ſo
conobbe che queſto dominio , & imperio era ri perner di
ſerbato ,& preparato a Chriſto , perciò contra Lucifero.
la volontà di Dio lo deſiderò ; oue che nol poté
do hauere,per la ſua ſuperbia ,cócepere cant'o
dio , & inuidia contra di Chriſto , che congiuran
docó i ſuoi ſeguaci cótra di Dio, centò d'ugua Rebellione
gliarſegli; & à queſto modo si ribello contra il con
ds Lucifer
tra Duo
ſuo factore.Ilqual peccato incominciò dal pro
prio amore, e fini nel diſpregio di Dio,il cheno
aucnnca'gli Angeli buoni, i qualiincomincia
rono queſta battaglia dal diſpregio di ſe mede
Gmi oamor di Dio,& la finirono nell'amor di
uino,ebidendoal volere di Dio. Ma perche di
queſto a pienohabbiamo parlato di ſopra nel
cap.iij. del preſente libro, perciò la rimando al
beaegno letcore. Due ſorti dibattaglie ſi ritro- Diverſe bav
uano tra gli Angeli,ſecondo S.Thomaſo nel fc taglie fone
fragla web
condodelle ſentenze,alla diſtincione ij.queſt.ij. geli.
articolo y.La prima è quando l’Angelo buono
fà violenza, & reſiſtenza all'Angelo criſto ,& cac
tiuo, sforzandolo, & impedendo la porcita fua
dal mal fare, & dal potere nuocere come vor
E sebbe
70 DELL'ARTE ESSORC .
Poteftà del rebbe ; & di queſto è ſcritto nell'Apocalisé al
cermonio da xx.capo.che l'Angelo buono, ligò ildiauolo ,
ebi eligata. cioè gl'impedi la poteſta,chenon poreſfe cenca
re quáto vorrebbe.Oue hai da notare chela po
teſta del demonio è ligata principalméte dalla
poffanza di Dio. Da gli Angeli poi,& da gli huo
mini come ſtromenti , & miniſtri ſuoi;gli quali
Secondo abo in virtù di Dio sforzano i demoni colorationi,
3.2 timento, La feconda guerra, ouero abbattimento è quan
Cetra gli do vn'Angelo buono fa reſiſtenza ad vn'altro
Angeli.
Angelo buono,comeſi legge in Daniele al x.ca
po;che l'Angelo Micheleprencipe deGiudei
parlãdo dell'Angelo prencipe del regno de'Per
fi, dice in queſtomodo.Il prencipe del regno di
Angelibso. Perlia mi ha fatto refiftéza vintiuno giorno. Le
ni combatto quali parole iſponendo S. Gregorio ne i mora
no inſieme, li dice che ambidui queſti Angeli erano buoni,
& nódimeno era tra di loro bartaglia , & diſcor
dia ,nó però tale cheripugni alla carica,& vnio
ne,che è fra gli Angeli buoni. Per intelligenza
del qual paſſo ſi debbe notare ſecodo Ricardo
Dinerſità de MediaVilla nel.ij. alla diſtincione xj.art.j.q.
de meriti iij. che alle volte occorre, che fra diuerſe genti,
the .cofa & perſone diuerfi meriti fi ritrouano , per la
qual diuerſita'pareche vo popolo,ò gente debe
ba eſſere all'altro ſoggetto; ouero debba eſſere
da cal ſoggettione, & prigionia liberato, come
a punto all'hora era tra Giudei;perché l'oratio
nc
LIBRO : PRIMO ; 71
ne di Daniele per le medeſima meritaua la libe
ratione del popolo Giudaico ,qual era prigione Veilusa de:
in Perſia.Ma i peccati di quel popolo, & l’utili. La prigionie
ca ſpirituale ,che ne riportaua quel regno per la de Ginder.
cognitione di Dio ,che dal popolo Giudaico na
ſceuaà quelli huomini , faceuano naſcere que
Ita baccaglia fra qlli dui Angeli buoni , la qual
ad altro fine , & effetto no era fatta , cheper glo
ria di Dio.Sopra il qual fatto ſenza dubbio ve
runo fi debbe credere,che l'vno,& l'altro Ange
lo addimandaſſe à Dio il ſuo volere, & benepla
cito allegádo ciaſcheduno di loro le ragioni del Angelo de
l'uno,& l'altro popolo . Allegaua l’Angelo de? Giudei , che
Giudei la penitenza loro , & l'ingiuſtitia, & gra- ragioni alle
- uami,che da gl popolo di Perfia glierano fatti; gana,
& pò addimādaua la loro liberacióe. Dall'alçro
caco l’Angelo del regno di Perſia diceua , che il Ragioni del
diuin culto, & il nome di Diop mezo de'Giudei l'Angelo che
fidiuulgaua ,& ſpargeua pól regno , & che per Perfia .
ciò ģlpopolo doueua reſtare iui,nepalcun mo
do ſi doueua liberare; le quali allegationi erano
apúto la guerra che ſi faceua tra quelli dui An
geli. E pche eſsi no ſapeuano , ne conoſcevano
qual foffe la voloca di Dio ſopra di qſto, perciò Angeli ftari
tāto tépo ftetcero al contraſto ,quäto itecte Id- vinsi
a corralta
une
dio a riuelare la liberatióe do'Giudei all'Ange
giorno,
lo loro ,ouero a Daniele,ğlco l'oratione ſua fu
fatto degno d'orcenere tal gratia appllo di Dio.
72 DEL L'ARTE ESSOR C.
Diparic, & diuerſe generationi,& fpecicdedemoni ,
comecon l'intelletto, a volontà loro oprii
no tutte le ſueoperationi. Cap. Voize :

AVENDO noi veduto di ſopra della


natura de' diauoli; & come ſiano ſtati
creati buoni quanto alla natura loro
dal ſommo opifice; dell'origine della guerra ,
& abbattimento fatto nel ciclo con gliAngeli
buoni,& come tra gli Angeli pofsi effere guer
ra;voglio che vediamo nel preſente capo leva
rie , & diucrfe differenze , & conditioni loro . Si
Dinerfità di debbe dunque auertire,che diuerſe forti di de
demoni poſti moni fi ritrouano. Alcuni ſono , de qualiſi tie
dell' Autto, ne, che cadeffero dall'infimo choro de gli An
re .
geli, i quali oltra la pena eſſentiale,cheè la pri 0

: uatione della viſione della diuina cfferza, laqua


le ſi chiama da' ſacri Theologi la pena del dan
no,quale patiraono eternalmente , pochiſsime
altre penepatiſcono per li loro pochi peccati;
& queſti ſono di tale natura , che pochiſsimo
poffono nuocere , & offendere; ma ſolo fi pin
gliano piacere nel tempo di notte in far alcuni
Alatura de ftrepiti, & romori ; & alcuna volta attendono
Foletti . à far burle, & giuochi, & altre coſe da ſcherzo; 1

le quali ſpeſſe volte ſono da alcuni vdite, & via


fte , come appare in molti luoghi , & caſe , lo
quali ſono diſturbate da certi romori la notte ,
&
LIBRO PRIMO.
Bancomolte volteil giorno facti da’ demoni
comefanno gettando horapietre, & trauagliā
do gli huominicol foro sbattere ; &parimente
quando appaiono certi fuochi accefi , & altre de
luforie operacioni.Queſte coſe ſpeſsiſsime vol
te fono fatteper opera di õſticali demoni;qua
di nó pofſono offenderegli huomini in altromo
do che in queſti effecti ridicoloſi , & inutili, co
ſtretti, & legati dalla infinita poffanza di Dio ;
& queſtiſono chiamatiin lingua Italiana Folec
ti. L'eſſempio n'habbiamo in pronro ,qual nar- Erompro
raGuglielmo Tottani nel libro che fà De bello d'un Folea
dæmonum ,con queſteparole.Sendo io giouine to& fuecopa
rasionna
( dice egli)e ftandomi voa notte con tre compa
gniin ena cala, la quale haueua vna fola porta ,
di dentrobeniſsimoferrata, & in vn folletto ,ec
coci chenel mezo della notte incominciamo ad
vdire fuori della porta vn ſtrepito , & romorc fi
mile a quello chefoglionofare li ſpeciali piſtan
do le (pecie nellimortari di metallo , & ſucgliari
da quel ftrepito,fimarauigliammo,checoſa po
teffe cffer queſta da hora così ſtrauagāte;& cef
fando alquáto quel ſuono ,poco dopo vdimmo
aell'iſtella camera fotto yna menfa, che iui cra
vn'altro ftrepito come di porci , che rompefie .
s0 , & mangiaſſero nocial modo porcino ; del
qual ftrepito s'ammirāmo grandeméts,ſapēdo
che la porta era ferrata di dentro , & che alcro
che
DELL'ARTE ESSORC :

che noï no era entrato cofti. Et dopò alquanto


ſpatio di cempo ceſſando quel ftrepito,ſubito in
vn cantone della camera apparue vn picciolo
fplendore, il quale diſparendo , più da noi non
fù veduto . Il che vedendo vno deinoſtri com
pagni, qual'era più vecchio , & cſperto delli altri
ci diſſe; che noi non doueſsimo temere , perehe
queſto era un ſpirito carciuo della più ignobile
Gerarchia , il quale non faceua altro male ,che

Illuforie ope di queſte burle. Et quantunque paia à gli huo .


rationi fana mini, che queſti ſpiriti faccino di moltimali la
2003 iFoletti. potce nelle caſe,nondimeno il giorno nó fi truo
ua coſa veruna che ſia guaſta, nè moſſa dal luo .
go fuo . Il che apparue nel ſopradetto effet
pio,che eflendo in quella camera vna caſſa pic
na di nocci ,quali ( come habbiamo detto )paro
uano eſſere mangiare da porci,nondimeno la
maccina non n'era moffa pur vna . Queſti tali
adunq ; ſono certi ſpiriti,Ja cuiforza ad altro no
fi ſtende, che in fare di queſte burle , & giuochi,
come habbiamo detto di ſopra. Sono alcunial
tri demoni,i quali puniſcono gli huomini al té .
Incubi, da po della notte , ouero gli imbrattano , & mac
loro opera, chiano col peccato della luſſuria , & queſti ſono
tionis chiamaci incubi, & ſuccubi; dei quali parlare.
mo più di ſotto nel capitolo xv. & perche non
paia coſa ſtrana, & impoſsibile al benigno lec
tore quanto ho detto , addurò il teſtimonio di
Caſsia .
LIBRO PRIMO. 75

Caſsiano nella collatione prima ,ouedice. Non Teſtimonio


è dubbio alcuno,canti eſſere gli ſpiriti immon- di Caſsiano
di, quantiſono gli ſtudij , & inclinationi ne gli intorno alli
ſpiritis
huomini. Et poi ſegue.Certamente ,è manifeſto
alcuni di quelli,i quali il volgo chiama Pagani , .
i i quali abondano nelle parti di Noruegia,talmé
te eſfere ingannatori, & giuocolatori , che ſtan
- do in certi luoghi, & occupando continuamen
te le ſtrade , per niun modo poſſono offendere
quelli che paſſano indi , ma ſolamente ſtudiano
2 co il loro ſcherno , & riſo ſturbare gli paſſaggie
ri.Sono certi altri,i quali ſogliono offendere la
notte gli huomini,conftargli ſopra quádo dor
mono.Altri ſono tanto dediti, & inchinati al fu Demoni de
rore , & alla crudeltà , che non contenti di vella- diti alla criou
deltade.
re, & lacerare crudeliſsimamente li corp ,i qua
li poſſeggono; ſtudiano anco co furia andare ſo
pra quelli, che paſſano , & có crudel morté s'af
frettano di vccidergli ; che è , come s'ci diceſſe.
No ſolaméte occupano i corpi, ma anco horri
bilmate glicruciano ; & queſti ſono quelli, de i
quali parla il Vangelo in S. Marcheo al viij. de i
quali nó là biſogno parlarne; cócioſiache n'hab
biamola iſperienza , la quale ci è maeſtra alla
giornata di quelli , che continuamente occupa
no i corpi humani . Si ritrovano anco ( ſecon
do Michele Pſello ) ſei generi , & ſorti di demo
ni.Il primo genere ſi chiama Leliureon, che tan
to
76 DELL'ARTE ESSORC.

to vuol dire, quáto Igneo; & di tal nome fi chia


Demoni mano ,perche ſogliono andare vagabondi nel
Igncia l'aria ſublime,& alciſsima,che è appreffo , & có to
tigua al fuoco . Il ſecondo genere fi chiama Ac
Lerei . reo, & fono quelli che vāno vagabondinell'aria
più propinqua a noi; & è lor proprietà d'eſſere
ſuperbiſsimi, intrepidi,& pieni di iattanza , din
ganni,& divanagloria ,& niente di bcoe ci ap
Terreni . portano. Il terzo fi chiama Terreno, per queſto
che di continuo praticano intorno la terra, & le
coſe correne; & nel ſuo mal'operare, quaſi ſem
pre adoprano coſe terrene . Il quarto fichiama
Acquarili. Aquacile ,ouero marino , & queſti fogliono al
più delle volce immergerſi ne'luoghi humidi, &
acquoſi, & habitano volontieri ne ilaghi, & fiu
mi , & queſti ſpelle volte fanno affocare gli huo
mini nell'acqua ,eccitando grandiſsima tempe
Ita nel mare ,calmente che alcuna volta ſommer
gono le naui carche di huomini , & di preciofif
Time mercinelfondo del mare. Il quinto fichia
Sotkrranei. ma Sotterranço, & ſono quelli che habitano for
to terra , & fogliono offendere quelli che lauo
rano ſotto cerra, come ſono coloro che cauano
i pozzi, & l'oro nelle minere , & altri metalli;
queſti eccitano li venti ſotterranei , & gli terre
motif sbatecno, & conquaffano gli fondamenci
degli edificij , & ſuſcitano venti infiamati. Que
Iti demonicemono grandemece le minaccie, &
queſto
LÍBRO PRIMO . 77

queſto gli auiene per la lor ignoranza che gli ha Vila de i


acceccati , perche nó ſaono diſcernere chièąl. demani form ,
ferranei,
lo che gli dice villania , & che gli minaccia ; &
quando occupano i corpi humani,non altrimen
3 te fi partono quando lo Efforciſta gli ſcongiu
3 ra , ſenó quando eſſo è di buona vita appreſſo
1 di Dio , & có horribil'Efforciſmo , ò ſcongiura
tionc, per la poſſanza di Dio gli ſpauenta ; & que
fti ſono demoui,che grâdemēte temono di non Timore dal
eſſeremandati nei luoghi più profondi, oucro cu ni demoni
nell'abiflo . Temono grádemente ogni volta
che l'Exorciſta gli minaccia di confinargli nel
l'inferuo;& più quando eſſo chiama , & inuoca
gli Angeli lanti,che ſono ordinati da Dio a calo
vfficio ; temono dico, che non gli precipiti iui; &
tanto ſono ignoranci , che ſe vna vecchieta ,ò al
tro gli minaccia , & villanamente co ſuperbia
gli dichi yillania , ſpeſſe volte ſi partono : & di
qui naſce chealcuna volta con certe coſetce ſu
perflue , & di niuno valore facilmente fi fanno
: mancipij , & ferui de'Maghi ,& Incantatori; & al Demoni che
cuna volta gli conſtringono o ne i capegli ,ò nel fifăno ſchia
le vnghie , ònella cera, ò nel piombo , ouero con wa Maghi.
en debile filo lilegano , quancunque alcuni altri
demoni per ingånare gl'Incantatori , fingono a
modo diqueſtieſſere legati in anelli , ampolle ,
& altre ſimil coſe . Ma per maggior chiarezza
di queſto ligarc, & conftringere queſti ſpiriti in
coſe
78 DELL'ARTE ESSOR C.

coſe materiali,come nell'vngie, anelli, ampolles


& altre fimili.coſe, hai da notare(ſecondo Fran ,
Ligare Spiri ceſco Diaceto che i Malefici,ò Maghi nô poſla
teriali come no conftringere detti ſpiriti,nè rilegarli in det
faa poſsibile, te coſe, ſe non col patto , & conuentionec'hanna
con qualche ſpirico , che ſia ſuperiore a quello,
che debbe eſſere coſtretto : percioche gliſpiriti
ſuperiori hanno forza di coſtringere gli inferio
ri,ſendo tra loro vn certo ordine di ſuperiorita ,
comehabbiamo decco di ſopra nel ; iiij. capoj
onde alcuni tengono luogo dicapo , & coman
dano , & gli inferiori vbidiſcono; oltre che egli
no ciò per detrimento dell'huomo , à guiſa di
ben'ordinato effercito concordeuolmente opra
Coftringere no .Niuna dunque ſpiritual ſoſtanza può eſſere
non ſi può la coſtretta in alcuna coſa corporale per virtù di
Softanza ſpie
rituale, vo corpo,che ſia baftāte a contenere vpa ſoftan
za incorporea :ma ciò aviene per valore , & foro
za d'alcuna ſuperiore ſoſtanza, che lega l'infe
riore à quel corpo determinato . El cosimedia
te il patto che è fra il Malefico , & il ſpirito {upe
riore, fi legano alcuni de gl'inferiori in anelli,
Spirito infe- ouero ampolle .Non può però il ſpirto inferio
riore come re in ſimili luoghi da i ſuperiori eſſere legato
fia ligaro dal virtù naturale in tal modo ,che partédoſi il prin
superiore. cipale ,anch'egli non ſi poſsi partire ;ma be può
in talguiſa eſſere forzato , che qualunque volta
ci ſi partiſſe da quel luogo , può da quel princi,
pale
LIBRO PRIMO . 79
pale eſſere ritirato nel luogo medelmo. Può an ,
co eſſere altretto à Itarui,mediante l'inperio,
& comandamento di coluià chieglie ſottopo 4

Ito. Non fà già di miſtiero chelo ſpirito legato Spirito por


nell'anello ſtia ſempre iuipreſente:madicchero che si aichi.
ſere legato jui,perchechiamato dal poſſeditore eſſere bigato.
dell'anello ,vien fempre : ne ha biſogno digran
{ pacio di tépo a tornare,ſia pur doue fi voglia.
Et quantunque lontano,può conoſcere quello.
fi faccia appreſſo di colui cha l'anello in tua po
ceſta . Etperò non fi dia ad intendere il volgo,
che in poter di Negromaari fia tenere calipi
riti legati, come huomini ne'ceppi, da che vno doIgnoran
Negro
ge
fpiritonon può eſſererinchiuſo da vn corpo. Si mani,
che i Maghi nó poſſono coſtringere i principa
li ſpiriti; & non hauendo parti , & conuentioni
con li maggiori,mai ſarebbe poſsibile conftrin
gerne alcuno : è ben vero che concorrono yo
lontariaméti à fimili opere , per fare (drucciola
rc l'huomo nella idolatria , & à ſe ſottoporlo .
Queſti demoni duque ſotterranei temono pari Proprieta
mente le nefande adiurationi che gli fanno que de i demoni
iti Maghi,&Venefici, &à quelle grandemente ſotterranei.
fi conturbano ; & queſti Incantatori ſogliono
faremanſueticon le loro congiurationi tal for
te di demoni ;& quãdo ſono nei corpi humani ,
oltra che ſpauentano , & pongono cerrori alle
creature, fogliono anco gettar pietre;&faſsico
tr3
80 DELL'ARTE ESSORC.

tra a quelli che s’incótrano,ſendo loro proprio


ta di gettar piccre ,ma con ciri prouocatiuia co
lera ,che poi non offendono . Il ſeſto , & vltimo fi
Lucifogo, chiama Lucifogo , è totalmente tenebrofo , &
fua propria è così detto , perche è imperſcrutabile , & fugge
ſommaméte la luce . Quefti fogliono con lepaf
Sioni fredde violentemente ammazzar gli buo.
mini. Er tutte quelac forti di demoni ſono così
fatti,che odiano Iddio lor fattore , & ſono con
trarij à gli buomini , & alcuni di loro fono aſſai
peggiori degli altri. L'Acquatilc ,ilSorterranco
& Lucifogo
il ſono più perniciofi , & trifti degli
altri;perche non ſolamente con {porche , & di
fonefte fantaſie, & cogitationi, cercano depra
uare, & offendere l'anime redente col precioſo.
ſangue di Chriſto Giesù ; ma a modo di ficre
crudeliſsime ſi sforzano di ſollecitare la morta
de gli huomini. Gli demoni Acquatili ſogliono,
Proprietà loftocare quelli che vanno errando per l'acque,
de å demoni
acquaili, & fogliono anco veffare gli corpi humani di
morbo comitiale , & fanno alcuna volta impaz
zire gli huomini affatto . Gli Aerei, & gli Terre
ni ,con vna certa arte,& inganno ſogliono alla
Proprietà lire le noſtre cogitationi, & talmente gli animi
de' demoni humani ingannare , che gli inducono alle per
cre..
curbacioni,à gli ſporchiſsimi, & iniqui, anzi per
nitiofi penſieri.Sin quì Pfello , Main chemodo
poſsino fare queſto , lo diremo più di ſotto nel
XII :
1
LIBRO PRIMO. 8

xiij. capitolo, quando raggionaremo del loro


parlare. Et ſe alcuno foſſe curioſo di ſapercer
ſattamente , & profondamente voleſſe inueſti
gare la materia do gli Angeli , & de i demoni ,
legga i dottori ſcolaltici nel ij. libro delle fen
Ecoze,alla diſtincione v.vj. & vij. & -nel iiij. allą,
diſtincione xxxiiij. che ricroucra iui tutte que
te coſe diſputate, aperte , & chiare. Vedrà co
me gli demoni operano tutte le loro accioni in, Astioni, &
trinleche per mezo dell'intellecto , & volonta lo Fali dei de
ro ; & che le loro parti naturali, pelle quali furo moni.
no creaci,nó ſono (minuice, nè guaſte peril pec
Cato loro ,mache ſono rimaſte intiere, & fplens
didiſsime, ſecondo S. Dioniſio ocl libro de i di
uini nomi, nel capitolo iiij.ancorche non le pol
fino vſare io farealcuna opera virtuoſa , & mer
cicoria. Ritrouera parimente, che quáco all'ia-,
cellerto ſono acutiſsimi; & che in tre modi viue
in loro la ſcienza , cioè per ſottilità di natura ,
Demoni fono
per l'eſperienza de i tempi, & per le riuelationi ' ascutiſsimi.
de i ſpiriti ſuperiori. Vedra anco come cono
ſcono le conditioni, & naturali inclinationi de
gli huomini, mediāte le influentic, & impreſsio Cognitions
ni dei corpi celeſti,quali gli predominano ;ouc de Demoni.
cauaao , & argumentano alcuni effer più diſpo
Iti , & inclinati all'arte magica, & a far altri ma
li, che gli altri ; & perciò ſopra gli altri più gli
teatano ad eſſeguire cal'inclinationi, Quanto
F poi
Sa DELL'ARTE ESS OR C.
poi alla lor volonta , conoſcerequella iminobil
Diabolica
mente ſtarfi , &nodrirſi nel peccato ,ſempre pec
volontà.Le carène i peccatidifuperbia,inuidia , & dilom
nodrije nel ma diſplicenza cheIddio a gloria ſua l'adopri,
peccato. &Yvfi contra il voler proprio d'effo diavolo .
Ritrouera dico come il demonio colproprio
intelletto, & volontà può operare cofemirabi
li; talmente che(comedicelobal cap.xlj.)non
è potefta ſopra la cerra, che ſi poſsi compara
w re, & vguagliare a quella del diauolo ,il quale e
**** fatto tale ,acciò non tema niunio , ancorchéfia
fogetto a glimepiti deiSanti'. Vedra ſin come
oni
Cogitati 'per coiectura poſsi conoſcere to cogitationi de
ſe'l demonio i noſtri cuori;comepoſsi traſmutare i corpiac
le poſsi cono cidentalmente contaiuto di natura ; & come
fcere . poſsi mouergli, & portargli d've luogo all'altro
come poſsi cangiare liſenſi eſteriori, & interio
ri,& inchinarli alle cogitationi:comepoſsi-vol
gere l'intelletto ;& lavolonta, ancorchcindiret
tamence; & molte altre coſe, le quali breuemen
te trattaremo più di fòcto ne iproprij luoghi.
Conoſcerâ oltra di queſto le proprieta , & con
ditioni che glifono aſſegnati da'lacri Theolo
gi,cioè che liano ſpititi impuri ascorché fia
Proprietà no immondi; perche ( ſecondo Dianilio')in
dea demoni. quelli fitroua i furorenaturales la pazza con =
cupifcenza, la fantaſia proteruá quanto à gli
peccati ſpirituali, doue fononemicidell'huma
na
LIBRO PRIMO, 83
na generatione; dimente rationali;& incendo
no ſenza diſcorſo ; ſottili nell'iniquica'; cupidi,
& deſiderofi di nuocere ; & offendere ; fempre
nelle frodi,& ingånai prontiſsimi: mutano gli
ſentimenti; imbrattano gli afferti, & voleri no
ftri quanto poffono :turbano quelli che veghia
no; inquietano quelliche dormono con gli fo
3 gni faltidiofis inducono l'infirmità ne corpi;
eccitanola tempeſta& in cerra; & nelmare ; &
trasformano in Angelo di Juce ; porcanoſem
pre con eſsi loro l'inferno ; s'vſurpano il diuino
culto, & ſeruitù verſo gli Malefici , & Incanta
tori; l'arti magiceſono fatte mediaộte il loro
aiuto, & fauore ; fono deſideroſiſsimi di domi
oare ſopra ibuoni,& quanto poſſono gli mo
leftano , ſono dati à gli eletti per eſſercitargli;
ſempre occultamente pongono l'anfidie al fine,
& alla ſaluţe hulgana ; perche , come è ſcritto
nella xvj. cauſa alla queſtione ij.hanno mille
modi, & artidinuocere all’humana generatio
ne,come quelli chedal principiodella fua rui
na ſempre fi fonoisforzati di rouinare taglia
re, & ſpezzarelivnita della Santa Catholica , &
Rom. Chicla, diſtruggere la carita', & col*vele- .
no della loro inaidia intoſsicare la dolcezza del
le fast'operc; & finalmente con ogni modo à
loro poſsibileſi sforzano ſoudrcire'; & ipertur
bare ilgenere humano da la propria falace.
F 2 Legga
84 DELL'ARTE ESSOR C.

Legga parimente il benigno Lettore it Preceta


Dottori che torio ,& il Formicario di Giouanni Nider.
trattano di
queſta ma Il libro di Tomaſo Barbancino , intitolato De
kria . vniuerſali bono,oucro de Apibus . Il libro chia
mato Martello de' Malefici. Silueftro Pricrio
oel libro che ci fa delle mirabili operacioni do i
demoni, & Malefici. Paolo Ghirlando nel trat.
tato de Sortilegijs . Il Conte Gio . Franceſco Pi
co dallaMirandola nella ſua Strega , & molti,
altri, gli quali hanno trattato con diligenza di
queſta materia .
Della ſcienza de i demoni,& del modo col quslelace
quistano, comefieno differenti da noincl
l'imparare quella . Gap. V I.
1 On è dubbio alcuno appreffo gli fa . o
cri Theologi , che gli Angeli tanto
( N buoni,quanto rei,catciui, & triſtipoſ
fono dinuouo acquiſtare alcuna ſcienza ,& co
gnitione , & imparare alcuna coſa a loro inco
gnita , & naſcoſa . Per intelligenza della qual
propofitione è da notare, che gli demoni ſen
do fapicnti, & dotti conoſcono la verità delle
Modidi co- coſe in tre modi, cioè per iſperienza , per riuc
nofcer la ue latione,& per natura P. er l'eſperienzaconoſco
rise delle
cofe. no l'inclinationidegli huomioi, & il modo di
ſuperarli. Non cilaſcia mentire S, Cipriano il
qual
LIBRO PRIMO , 85

qual dice. Ildiauolo ha imparato collongo, &


vecchio vſo ogni genereldi centatione , & ogni
infidia, & fraudeper ſeparar l'huomo dal gran
de Iddio , & farlo cadere nel peccato . Per riue-
Perriwela
lationo conoſcono quanto a Iddio per ſe ſteſſo ,
tione cona
ò per mezo de i ſuoi ſanci Angelipiace di riue fece il demon
nio por
,
largli. Per natura parimente fanno ,& conoſco matura,
no,perche nol principio della ſua crcatione, &
inſtitutione hebbero le parciloro naturali , che
ſono l'intelletto,la memoria , & la volonta ( plé
didiſsime , & perfecce, le quali rimaſero inciere
nel loro cadimenco, ſecondo S. Dioniſio , Ma
perche habbiamo a parlare del modo della lo
ro ſcienza , però per maggior dichiaratione è
da notaro, che gli Angeli ( parlo canto dei buo
ni, quanto de i triſtı )noa riceuono, ne prendo- me
Angeli con
nicenine
nola cognitione delle coſc fenfibili come fan La comisiga
no gli huomini, il che è manifeſto per queſta me dalle.com
ragione; perche le coſe ſenſibili , Iecondo la for
natura ſua ſono atte ad eſſere imparare, & in
teſc per il ſenſo, sì come le coſe intelligibili per
l'intelletto ;, & perche ogni potenza conoſciti
ua , la quale ha da riceuere la cognitione ſenfi
tiua , ha biſogno , & gli è neceffario d'hauere
il ſenſo , & per conſeguenza l'organo corporeo ,
& il corpo che naturalmente gli fia vnito per
riceuere tal cognitione ; & concioſia che gli
Angeli non hanno i corpichegli ſiano natural
F 3 m ents
86 DELL'ARTE ESSOR C.

mente vniti ; adunque ſegue neceffariamente;


Demoni non che eglino a queſto modo non riceuono que
diſcorrono Ita cognitione intellettiua delle coſe ſenſibili.
nel'impara Ne meno intendono diſcorrendo da vna coſa
più manifefta , & nota , ad yna manco manife
ſta, ouero da vn'oggetco manifeſto , ad vno tos
talmente incognito perchenelle coſe che natu
ralmente conoſcono , non ſolamente le.cono
ſcono ſuperficialmente , ma conoſcono anco ,
& veggono tutte quelle coſe che poſſono eſſer
conoſciute in quella; come,per eſempio ſaria
quando ei voleſſe conoſcere, che coſa ſia l'huo
mo, conoſce,& vede ch'egliè animal ratiopa
le rifibile ,docibile,beatificabile , & così ditut
rel’alore fue proprieta, & códitioni, le quali ve
de , & conoſce nella cognitione dell'huomo co
me ſe immediatamente dalla propria natura
ſua habbia conoſciuto queſta perfeccione di
conoſcerle . Nè manco intendono componen
Imparano i
demoni fen- do, ò diuidendo ,come fa l'intelletto noftro , il
Ra compone- quale per la debolezza dell'intellettouale fuo
recio diui- lume, nella prima notitia , & cognitione della
dere.
coſa inteſa non può conoſcere, & intendere tut
ce quelle coſe che in eſſa ſi contengono ; il che
non accade ne gli Angeli,perche eſſendo il lo
ro lume naturale perfecto , vede ogni coſa che
fi contiene nella cofa conoſciuta, talmente che
nell'intellecro Angelico , quanto a quelle coſe
che
LIBROIPRIMO. 87

che naturalmente poſſono dalui eſſere cono- Errore non


ſciuce non può cadere errore, ò falfitade alcu cade nell in
na ; perche l'intelletto, intorno alla quiddita; ò telletto Ano
3 diffinitione della cola , è ſempre vero , & non fi
può ingannare , ficomeanco il ſenſo non ſi in
gamna circa il proprio oggetto come dice Ari
3 ftoclïe nel iij. dell'anima;& queſto è veriſsimo,
quando l'intelletto cono cele quiddica'imma
teriali talmente che,oueramente cotalmente lo
no incoſe , ò rotalmente ignorate da eſſo intel
letto . A queſtomodo adunque nell'intelletto
Angelico no può eſſere alcuno errore , ò fallica
perfe medeſimo , in quanto alla natura d'effo
Errore coo
intelletto; può nondimeno accidentalmente ca
me poſsica
derglierrore, ma per alcro modo di quello che dere nell'in
farin noische componendo, ò diuidendo ,venia- telletto An
mo in cognicione della natura, & quiddita, oue gelico.
ro diffinitione , fi come facciamo quando cer
chiaino la diffinione diuidendo , & eſplicando
con varie parole. In queſto modo dico non può
cadere errore nell'intelletto Angelico , per
che ( come habbiamo detto ) per la diffinitione
della coſa , conoſcono tutte l'altre coſe , che
a quella appartengono ; & queſto s'intende
quanto a quelle coſe , che naturalmente. lo .
noaſcritte , ò remoffe come principio d'in
tenderla , il che non è così nelle coſe , le quali
dependono immediatamente dalla diuina or
F 4 dina,
88 DELL'AATE ESSORC .

dinatione. Gli angeli dunque buoni, & fani


ſendo d'vnaretta, & ordinara volonta ,non giu
dicando circa le coſe naturali,ſe non -ſalua la di
uina ordinatione,nongiudicano , ò determina
Giudicio de no coſa alcuna fermamente,ſe non quanto pia
gli Angeli cerà al loro fatcore, & per coſeguenza nó s'in
buoni .
gannano nelle coſe naturali , ne anco nelle lo
pranaturali,ne pſe,ne accidentalmente.Magli
demoni per la lua peruerſa , & iniqua volontà
Giudicio de fottraggëdo l'intelletto loro dalla diuina volon
demonico- ta,& fapicnza alcunavolta fanno giudicio cer
me erri. CO, & aſſoluto ſecondo le condicioni naturali
della coſa , ch'ella farà cosi;& in quanto a quel
le coſe, che appartengono naturalmentea tal
giudicio non s'ingannano, ma ſono inganna
cilalcuna volta quanto alla poſsibilta , quan
to a quelle coſe che ſono ſopra la natura , si
come per eſſempio, ſe conſiderando l'huomo
morto', giudicaſſero mai più dovere refuſci
tare ,ouero ſe vedendo Chrifto effere huomo,
non lo giudicaſſero eſſer Dio , & queſto non
naſce da difetco , ò macamento dell'intellet
to Angelico, il quale per la natural ſua perfec
tione, dalprincipio della ſua conditione fùper
fetto, come quello che tutto è in atto , & non
come il noſtro , che a poco a poco piglia la
ſua perfectione da gli oggetti , conoſce tutte
le nature delle coſc naturali , le quali fi con
9
ten .
;; LIBRO PRIMO. 89
tengono ſotto l'ente , ouero eſſere intelligibile
altrimente ſe non intendeflc alcuna coſa con
tenuta ſotto l'effere, ouero ente, laria in pocen
za , & nonin atco quanto a quell'oggetto. Sotto L'esſerecom
queſto effere, ò ente intelligibile ſono conce- tiene tutte
nute cucte de nature , & ſpecie di tutte le coſe be coſe.
corporali , le quali ſono veramente enci adun
1i que gliAngeli canto mali, quanto buoni cut
te quante le conoſcono , & non ſolamente cono
ſcono tutte le ſpecie della natura corporale,ma
anco tutti i loro indiuidui,ouero ſingolari; per cognitione
che ſendo le fimilitudini delle coſe nè gl'intcl- delli Ange
letti loro più vniuerfali , & efficaci, che nó ſono geli quante
alle coſe note
ne glinoftri,però per quelle fimilicudini natu turali.
rali,no ſolamente le conoſcono ſecondo la ra
gionc generica,& ſpecifica, come fa l'intelletto
noftro,ma ancoconoſcono gli loro indiuidui,
& fingolari;& però l'incelletco Angelicocon un
folo atto intellectivo conoſce tutte quelle co
fe,che ſi poſſono conoſcere in vna fpecie, ma no
già quando ſono di diuerſeſpecie.Per propria per nietura
naturaadunquegli demoni,lendo ( come diſo- intendono i
pra habbiamo provato » fapienti , conoſco vemoni,
no immediatamente , per le ſpecie che con lo
ro furono concreate ,cutte le ſpecie delleco
ſe create da Dio, tanto corporali , quanto ſpi
rituali ; per le quali ſpecie , qualunque di lo
ro ,conſiderando la pacura ditali ſpecic, con
vaa
DELL'ARTE ESSORC.

vna diſtinta cognitione , conoſce parimerite


cutti gli loro indiuidui , come ſe pertfſempio
conſiderando , & conoſcendo la ſpecie hu
Peritiſsimi mana , conoſcefle tutti gli huomini che ſon
fono i demo- ftati, & ſono ; perche(comedicopo alcuni Theo
ni in ogni logi ) il diauolo è occimo Filoſofo , Theologo,
fcienza.
Arithmetico , Mathematico , Logico , Grāma
tico ,Muſico ;& Medico eccellentiſsimo;il quale
co poca iſperiēza mirabilmére ſuperarebbe , &
vincerebbe ogni eccellētiſsimo huomo, quátun
que pratichiſsimo in dette arti, & ſciéze ; & però
effo conoſce tutte le coſe che ſono nel modo, in
ſiemecon le loro forze , & virtù c'hanno nelle
2ature, do
Loro, virtù foglie, & radici loro . Conofee parimente tutti
conoſcono i gli animali terreftri,& le loro nature, & quali
demoni. ta rutri gli vccelli , & tutte le coſe volatili del
cielo , & cutti gl’animali aquatici: Conoſce le
forze ,& virtù di tutti gli metali , & del ſolfore,
di cutti Regnidi tutte le pietre, & breuemenco
dico , che quanto a queſte cote naturali , & quan
Oblio nöca- to à gli fecreti di natura ; in luinon cade oblio ,
de nell'intel oucro'ignorāza alcuna;perche tutte queſte co
fetto diabe- fe ſono chiariſsime,& manifeftiſsime auantigli
lico.
" occhi del ſuo intellecto . Et di qui è chiaro , &
manifeſto che qualunque demonio , quantun
que minimo, fe non è impedito , naturalmen
e
Ce conoſce tuttigli Angeli tanto buoni , quanto
Kriſtij & le loro virtù ,il medefimo dico ditutti
gli
" LIBRO PRIMO : 91

gli cieli,ſtelle ,ditutte le coſtellationi , afpecci,


& influſsi celeſti .

Come gli demoni conoſcano le coſefuture contingenti,


onc fitratta , ſe eglino poſsino conoſcere gli
ſecreti, cogitationi de' noſtri
cuori, Cap. V11.

Li demoni hanno la ſcienza , con la


G quale poſſono indouinare , & cono-.
ſcere le coſe , che contingentemente
hagno da venire, quando quelle ſono coſe na
turali,& anco le fanno inſegnare à noi . Ma per
i maggior dichiaratione di queſto fi debbe nota
re , ſecondo l'Angelico dotcore S. Thomaſo nel
l le queſtioni diſputatc, alla queſtione xvj . che le
coſe future contingenti poſſono in due modieſ
ſere conoſciute. Primamente in fe fteffe.Secoda
riamente nelle loro cauſe . In ſe ſtero non pof
. ſono eſſere conoſciute da alrro , che da Dio , & Cognitione
delle coſe in
By la ragione è queſta;perche le coſe future, come fe fteffe apo
future non hanno anco effere in ſe ſteffe ; & con partiene
cioſiache l'effere , & il vero fieno conuertibili, Dio,
perche tutto quello c'ha l'effcrcè vero che è, &
tutto quello cheè vero ha l'eſfere; cócioſia pari
menti che ogni cognitione fia riſpetto d'alcuna
coſa vera; però è impoſsibile che alcuna cogni
cione, che riſguarda le coſe future, come fucure ,
i
92 DELL'ARTE ESSORC :
de conoſce in ſe ſteiſe.Et eſſendo il preſenco,pre
cerito , & futuro differenze di tempi,le quali di
moſtrano , & denotano vn'ordine temporale,ſe
gue cho qualunche coſa che è in tempo , viene
paragonata allecoſe future ,come future,& per
queſto è impoſsibile ,che alcuna cognitione fog
getta all'ordinedel tempo,conoſca le coſe futu
re in ſe ſtelle. Tal'è la cognitione di qualunche
Creatura creatura tanto Angelica ,quāro humana ; & per
conoſcerele queſto è impoſsibile che alcuna creatura cono
coſe future ſchi le coſe future in ſe fteffe,ſendo coſa che ap
contingers. partiene a Dio ſolo , la cui cognitione è ſopra
tutto l'ordinc temporale; talmente che niuna
parte del tempo vien cóparata all'operatione
Tutto ilcor
diuina ſotto ragione di precerito, ò futuro, ma k
tutto il corſo del tempo, & tutte quelle coſe, le
ſo del tempo
preſentede quali ſono fatte in tutto il tempo , ſono pre
Dio . ſenti alla diuina preſenza , conformamente al
loro eſſere; talmente che l'intelletto diuino có
vn ſol guardo le vede, & conoſce, come ſe foſ
ſero nel proprio tempo . Nelle proprie cauſe
poſſono eſſere le coſe future in tremodi,cioè'ſe
Tre modi di condo la poſsibilita , ò potenza loro , le qua
fere delle li ſono chiamate futurecontingenti, perche
cofe future. vgualmente poſſono eſſere, & non eſſere. Alcu
ne altre coſeſono nelle lor cauſe, non ſolamen
te ſecondo la porenza , & poſsibilita', ma anco
- Secondo l'operationc, & natura della cauſa arci
wa ,
LIBRO PRIMO . ! 93
and wa,lequali non poſſono eſſere impedite dal ſuo
dio effettoregolarmente , & queſte coſe vengono
A neceſſariamence.Alçce ſono nelle loro cauſe ſe
Sect condo la potenza loro,&anco ſecondo la cau ,
por laactiua,le quali poſſono nondimeno eſſere im
clip pedite nelli ſuoi effetti, & queſte al più delle vol
fui tefogliono auenire ; & perche,ſecondo il Filo
Licha fofonelix.della mccaphiſica,qualunque coſa è
per conoſciuta in quel modo , che è in atto , & non
10 in potēza; di quì auienc,che alle coſe chepoſſo
ap ' poellere,& nó eſſere,nó poſſono eſſere cono
DIA ſciute nelle lor cauſe determinataméte ,ma diſa
giáciuaméte,verbigratia ,che ſaranno ,o nó ſa
rāno.Maalle coſe che ſono nelle ſue cauſc, &
che neceſsariaméte vengono da quelle,poſſono cognitione
cocertezza eſſere conoſciute nelle loro cauſe da dellecoſe
che di necef
gli huomini,& molto meglio da gli Angeli ,& fisàanengo
demoni, a qualiè più manifeſtola virtùdelle no.
6 cauſe naturali, che non è à gli huomini. Quel
ube L'altrecoſo,che al più dellevolte auengono,por
. ſonoeſſere conoſciute nelle proprie cauſe, non Cognitione
delle cose
giàcon vera certezza,mafibene con vna certa che al piis
12
connatural cognitione , & meglio, & co più cer delle voleo
h tezza dagli Angelibuoni , & mali, che da gli anengono.
SP huomini. Onde G debbeannotare , che la co
+ gaitione delle coſe futurenella propria cauſa
altro non è,checonoſc effecto
rione della cauſa al ere
ſuo ,&
te incli
lapreſenquelto
pro
na
am

pria
94 DELL'ARTE ESSOR C.

priamente non ſi può chiamare conoſcere la


cofa fufura, ma fi ben la preſente ; perche ( co .
me habbiamodetto di ſopra ) tal cognitione è
folamente propria di Dio. Più chiaraméte que
fto dimoſtra S. Bonauentura nelij.delle fenté
ze, alla diſtintione vij. queſtione iij.della ij.par
Cofe chan- te dicendo. Di tre forti ſono le coſe future. Al
no la cauſa cune ſono , c'hanno la cauſa loro decerminata ,
boro infalli- & infallibile , come ſono quelle che pendono
bile .
dal moto de'corpi celefti,ne i qualiè la deter
minarione della coſa , & anco è rimoſſo ogni
impedimonto , & queſte poſſono eſſere cono
(ciute non ſolo da Dio , ma anco dalla creatur
ra , & queſto nella ſua caula , come è il tempo
dell'Eccliffe,ilnaſcere del Sole, & altre coſe- 1
mili, Altre- fono c'hanno la cauſa loro determi
nata ,nondimeno fallibile ,come fono le coſe di
quefta'natura inferiore,lequali per queſto fi di
cono hauer la cauſa loro determinata , perche
l'intentione della natura le ' muoue determina ?
tamente ad infine . Sichiama anco cauſa fali
bile,percheda varij , & diuerfi impediméti pod
eflere impedirá ; come faria , s'alcuno vedondo
vna terrafermata , & conoſcendo la terra effer
buona, & graffa,& ben coltiuata , & fe vedeſſe
iltempo andargli proſpero , faceffe giudicio ,
che tal terra produrra buoniſsimo frutco ; &
queſte coſe pofſono eſſerevedute, & antiucdu
LIBRO PRIMO : 11 ! 95

ce non folamente da Dio ,ma anco dalla creatu


ra,la qual conoſce la pacura delle coſe ſuperio
ri ; & inferiori,nondimeno non così certo le co
noſce, come fa le prime. Alcun'altre ſono c'han Cauſa indo
no la cauſa loro indeterminata, & fallibile , co terminata
d'alcune com
. me ſono quelle coſe che pendono dalla noſtra feo
volóta, la qual per queſto è indeterminata, per
che può volere, & non volere; è nondimeno fal
libile , perche poſſono occorrere molti impedi
menti all'huomo cha volontà di operare tali
operationi: & queſte non poſſono eſſere fapu
- te con certezza dalla creatura in ſe ſteſſe,ma ſo
lamente da Dio , quero dalla creatura per diui Cognitione
na riuelatione; & i la ragione è queſta , perche la creata, per
de dalla com
cognitione della creatura pende dalla coſa co
fa .
noſciuta , & efſendo quella coſa incerta tanto
in fe, quanto nella propria cauſa , ſegue che la
creatura non può con certezza conoſcere quel
laoc indquinare le fara; ò nò . Ma la.cognitio Cognitione
ne di Dio non è in queſto modo, perche nó pen di Dio nunta
de dalla cofa conoſciuta janzi tutte quelle coſe pende dalla
che conoſce le conoſce ſecondo il modo della cofen,
ſua volóta ; & perche la verità ſua è certiſsima,
certiſsimamente conoſce le coſe contingenti,
tanto quanto le neceffario ; & li come le cono
fce cerciſsimamerte , con quella medeſima cer
tezza le può dimoſtrare , & riuelare quando gli
piace ; & però la cognitionedelle coſa facure có
tin
96 DELL'ARTE ESSOR C.
tingenti, ò che è di Dio, ouero che pende da
Dio; & perciò quando alcune di queſte coſe vé
gono predette,queſto predire fi chiama diuina
cione,percheè acco diuino.Et perche gli demo
Diminatione
ni,come ſuperbi,deſiderano d'efiere honorati
fi chiama at Come Dio ; però grandemence Gsforzano mo
sodiuino . ftrare d'hauere in ſc tal'atto diuino . Il dire adú
que che glidemoni per feſteſsiconoſchino , &
ſappiano con certezza le coſe future contingen
ti,altro non è,che attribuirgli quello ,che è fo
1
lo proprio di Dio ,& per confeguenza vna fal .
fa credenza , & di diretto contra la fede; & con
che fia pro la infidelta alpiù delle volte è aggionta l'idol
Diminare
bibito . tria ; & perciò il ţiuinare è prohibito àChriftia
ni dalla ſanta Romana Chieſa ; & con tutto ciò
che gli demoni non poſsipo perſe {teſsi ſapere
le cole future contingenti ſenza dubitationc , M

nondimeno alcuna volca predicono alcune co


ſe vere, & certo ,perchele conoſcono , & impa
Quattro
modi di co . rano per alcuno di queſti quattro modi polti
inofcere le co da Sant'Agoſtino del iij.libro ſopra la Geneg
fc. ad literam . Qucramente por la uiuacita, & acu
tezza del loro ingegno , o per molte eſperien
20, ò per fraudoléte cautela, ouero per l'altrui
ſcienza, & doctrina.Per la viuacita , & acutezza
d'ingegno conoſcono le ſudecte coſe , quando
veggono, & con ogni diligenza confiderano a
checoſa ſiano inclinace le poftre affettioni , &
defi
LIBRO PŘÍMO. I 97

defiderij, ouero qualifieno quelle


coſe , che ci
rimouono , ò inducono ad alcuno effetto . Con
l'eſperieze cemporaliimparano,che da tali cau
ſe ordinariaméte ſegue va calcffecio. Con frau fraude de'
dolance cautela ſogliono prcdire dette coſe; demoni nel
quando ſi propongono di fare alcuna cofa , la predire.
qual avantiche la facciano, la predicono , com
me s'alçri che eglino la doueſſe fare. Per l'altrui
] dotcrina finalmente poffono predire le ſopra
dette coſe , & queſto faria quando per giuſto
giudicio Iddio gli permeteſſe ch'imparaffero
cali coſe da gliAngeli ſanti . Da queſto è chia
ro, & manifeſto cheancorche gli demonipof
fino per gli modi predotti probabilmente , &
.conictturalmente conoſcere le coſe future con
tingenci,non le poflono però con certezza fape
rc. Conciofiadunque che il demonio con la na Demonis co
tural fua virtù , & ſcienza conoſca , & vegga la noſce la na
virtù naturale de gli elementi , & il moto dei tura de'cie
liſtelle , es
1 corpiceleftizil corto,& la congioncione de' pia clementi.
peci fra di loro , & le ſtelle fiffe , può ſapere con
2 la ſua virtù con cercezza l'auenimento di que
fte impreſsioni naturali, & anco l'impedimento
che gli può vepire,acciochecal diſpoſitione no
fi riduchuall'acco ſuo , & anco può inſegnare à Latrocinj,
noi cutte le caſe pafface , come foffero preſenci, & altre ſcel
beratezze ca
ima naſcoſte à noi; perche conoſce, & vede cutti naſce il
i furti, & latrocinij,ancorche naſcoſtiſsimi ſia- monis.
00
98 DELL'ARTE ESSOR C.

no,con gli loro ladri, & altre coſe fimili , come


ſono le coniurationi , glitradimenti , gli incen
dij , gli aſſaſsinamenti, gli homicidij ſecretis
gli facrilegij , gli ſtupri, & gli adulcerij, & altre
coſe fimili, le quali ſi fanno non ſolamente fra
noi, ma anco in parti lontaniſsime, & remotiſ
fime, per queſto che egli in vn ſubito può eſſe
re preſente a queſte coſe,delle quali può appor
carci cognitione cerciſsima. Anzi di più , dice
Scoto , & Scoto nel tiij.delle ſentenze alla diſtincionc xlv . E
fone opinios queſtione iiij riſpondendo al ſecondo argome
i fecreti dei to principale, che gli demoni poſſono natural
cuori, mente conoſcere le cogitationide'noftri cuori,
quando gli è permeſſo da Dio ,ouero da gli An
geli fanci, & perſuade queſto con queſte para ..
le. Niuna operatione intellettuale , ouero vo
lontaria ,piuna proprieca', ò conditione reale,
fia di qualunque coſa ſi voglia , è nella mcace ,
che non ſia talmente manifeſta all'Angelo pro
portionatamétc preſente, li come all'anima co
gionta appare la biáchezza preſente,mediāte il
Opinione di ſenſo.Ec ancorche queſta propoſitionedi Scota
Scoto dichia intorno alla cognitione dei demoni, para mol
re l'Auso to difficile ad alcuoi,no è però impoſsibile , ſo
Ye .
cõdo la verica , conſiderata la proportionalita
della potenza , & dell'oggetto , Ne da quella ne
ſegue crrorealcuno ; poiche per tal poſsibilica
non incende Scoco,che ne i demoni ,oc gli An
geli,
LIBRO PRIMO 99

geli,ne l'animeſeparate conoſcono iſecretide i Angeli non


cuoricome fa Dio , poiche tal cognitione à lo conoſcono i
ro conyicge per poſsibilita ', ma a Dio di fat: euori come
Dio .
co ; a quelli conuiene in debita diſtanza ,ma
Dio in ogni diſtanza conoſce i ſecreti de no
ftri cuori; & loro queſto conviene di mąnie- Dio in ogni
ra , che poſſono eſſere impediti da tal cogni- noſce i no
tioqe ,ma a Dio inimpedibilmente , per non faro cuori.
. eſſere virtù maggiore della ſua , per la quale
cgli ocçede gli Angeli , i demoni, & tutte l'al
trę creature in infinito. Finalmeaçe queſta co
gaitionc copyicne a Dio , come a quello a chi s' Conoſce Dia
i cuori como
appartiene giudicare ,noſolo le coſe manifolte , giudice uni
ma ancoglioqulçi (ecreti de' poſtri cuori , il che werfale.
poconuienc alli Angeli buoni ,ncà demoni,nc
all'anime feparace ,sēdo que o proprio di Dio.
Per le quali tutto conditioni cella ogni dubita
çione,chc i demoni pertal poſsibile cognitione Demoni nel
Gano vguali a Dio ; il che dimoſtra Scoto nel lo conoſcere nă
Sono ugalia
pracitato luogo , il qual riſpondendo a quella. Dio.
1 auctorita cheliluoladdurre coacra di queſto ,
cioè , che ſolo Iddio è ſcrutaçore de' cuori, &
ello ſolo conoſco le cogitationi , & fecreti
d'eſsi cuori , dice queſto effere veriſsimo, ch ' Diocomi
égli conoſce degti penſieri , & queſto per la pro conoſchi
pria ſua natural perfeccionc, & calmente , che ſecreti da
gliè impoſibile , ch'ei non gli conoſca , & cha swore .

gli poſsino ellere naſcoſti per qualunque fixo


G2
100 DELL'ARTE ESSORC ,
glia impedimento . Gli conoſce parimente.com
me giudice vniuerſate di tutti i penficri , cogi
tacioni,&altre coſe occulee , & naſcoſte , & có
tal modo ,che nè gli Angeli,sè l'anime ſepara
te da i loro corpi le poſſono conoſcere ; anzi
Beati võcon chegli bcati non conoſconoqueste tali cogita
tioni,&& fecreti per difetta , & mancamento del
pofcomo ini- tioni,
ticrecretide
à chori . la lontananza indebita , per la quale nó le pof
ſono conoſcere . Ma quefto fi debbe intende
te intorno alle coſe,che non appartengono alla
loro bcacitudine , & gloria, parimcpcc alla no
fra falute. Ma gli demoni non conoſcono mol
te di queſte coſe ancora che proportionatamé
te l'habbiano preſenti, impeditida Dio ; per
il cui impedimento molte coſe naturalmente
a loro poſsibili non ſanno,cheſapriano, ſe non
foffero impediti . Mà per più chiarczza dique
! ſto ſi debbe aucrtire , ſecondo Giovanni Turs
recremata ſopra il decreto, nella cauſa xxvj.
queſtione iiij.nel cap. Quodá locoa chele cogi
Conoſcere
le cogitatie
cation; humane poſſonoin dui modi eſſere co
ni humane noſciute . Primieramente per gli effetti eſterio ,
judeffere in ri , & quanto aqueſto dico, che nonſolamente
cu modi, poſſono eſſere conoſciute dal demonio , ma an
co da gli huomioi ; & tanto più ſottilmente il
demonio, le può conoſcere, quantomenogli ef
.. fetti loro ſono occulti , & naſcoſti e non ſola
mente lepofſono conoſcere per gli atticítcrio
ILIBRO PRIMO.IS jor

ri,ma'anco per i ſegni eſteriori della faccia,c


del cuore , il qual diverſamente e moſſo fecun
do la diuerfita degliafferri. L'eſfempio n'hab
biamone'medici ,i quali alcune affettioni alle
volteconoſcono per il pollo . Et ſe queſto può
1
farel'huomo, quanto maggiormente lo potra
fare l'Angelo , come quello, che èlibero da i
ferfi?Edi qua naſce ,che molte noftre cogita
tioni, & affertipoſſono eſſere conoſciuti da gli
{piriti malegni,mentre però non liano impedi
ti dalla virtù,& poſtanza di Dio . Ma queſta co Cognitione
gnitione,ſecondo S. Bonauentura più preſto'fi conieciowa
può chiamare coictturale ,che certitudinale, co be.
mie habbiamo accennato di ſopra nel preſen
te capo. Poſſono ſecondariamente le cogitatio
pi, & affetti del noftro cuore effere conoſciuti
per propria natura,come quelle , che ſi ripofa
no nell'intelletto ,& volonta ; & à queſto modo
dico,che nè gl'huomini, ne i demoni poffono Conofterede
conoſcere lecogitationi, & affetti dei cuorihu cogitationi,
fecreti
mani;ſendo ono proprio diDio . Non ſi laſcia de cupriè
meneire San Paolo nella prima a Cor.alij.ca proprio as
po, quádo dice.Neſſuno sa', che ſia nell'huomo, Dio.
fenon lo ſpirito, che è in quello . Il qual paſſo
eſponendo Sant'Ambroſio, dice. Le volonta , & Bel 9
fecreti del cuore non le può ſapere ſe'non lo ſpi
rito,che è nell'huomo, cioè l'anima dell'iſterio
huomo. Etè coſa manifefta , che le noſtre co
7
G 3 gis
for
то DELL'ARTE ESSOR C.

gitationi nó poflono eſſere conoſciute da altra


creatura naturalmente ,che dal proprio animo
noſtro,qual to queſto paſſo è chiamato da San
Paolo ſpirito. Et il dotiſsimo Agoſtino nelli
broche få de idogmi eccleſiaſtici,dice. E cofa
certiſsima , che il diacolo non può vedere le na
ſtre interne cogitationi. La ragione ce la renda
Volontà del S. Thomaſo, & è queſta. La volontà della crea
de creatura stura rätionale
è ſoggetta ſolamente à Dio , il
Lamente al quale per le ſolo in quella può operare ,adúque
Dio . quelle coſe che ſononellavolontäj & da quella
dependono , ſono manifeſte ſolamente a Dio .
Et à queſto propolito dice S. Bonauenturayche
-fi como Iddio ha dato alla volontà della ratio
inal creatura il dominio , & arbitrio , a cui altro
che la portanza diuina non è ſuperiore, così alı
Dio
periore a ſu -la potenza conoſcitiva ha dato il fecreto del
folo alla

volontà del la conſcienza, i cui ſecreti intimi non può pene


be creature crare fe non la diuina ſapieza ;e pero njunacrea
nagimeuolia
tura così Angelica ,come humana può ſapere i
ſecreti dell'humana conſcienza ,le pô per Tegniz
Secreti del- & coniecture, ouero ſe non li vengono riuelati
La
za conſcien-
ninna da Dio immediatamente, ò col mezo degli An
creatura geli,e lanci ſuoi. Altti dicono , che il demonio
pero sapere. conoſce le noſtre cogitationi,quanto alſogget
to , che è il cuore ; perche conoſce,ch'egli penſa,
& quanto all'oggetto ſopra ilquale peoſa , ma
non già quáto all'affecto ,c fine,per il quale egli
pen
LIBRO ÞRIMO : 103
penfa. Eccoti l'effempio d'uno chepenſad'una Effempio,
dona ,dicono coſtoro,ildemonio conoſce , che
coluipenfa di quella donna,manon può ſape.
re il fine di ral cogitatione,cioè, ſe colui penſi a
quella donna per libidine,oucro per qualch'al Cognitione
tro fine.Et il dotciſsimo Agoſtino nel libroche conietturale
ve i demoni.
4 fa delle diuinacionide'demoni, al capo v. dice:
Alcuna volta gli demoni non ſolamente cond
1 ſcono lo difpolicioni humane,le quali con la vo
ce ſono tſprelle, ma anco con ogni facilica im
parano a conoſcero alle , che cô la cogitatione
noftrafonocöcepute,mediante corti ſegni che
E procedono,& naſcono dalcuore. Et bencheci
habbia dopo ritratcara queſta ſentenza , qut
Ito ha fatto,accioche alcunonon credelle , che
in facro, & ſenza pocero eſſere impediró , ildia
uolo conoſca gli fecreti, & cogitationi de' no
Ari cuori. EtSilueftro Prierio del trattato che Opinione di
fådelle coſe mirabilidelle Streghe, & de glide Silueftro
moni,nel capitolo xiij.del primo libro ,dice.Po Prverio.
chiſsime effer lecogitationi,che ficnonaſcoſte
j allifpiticicatciui,pla ſagacita ', '&acurezza del
3 l'intellecco Angelico, & poi ſoggioge.Guarda
te lidebbe qualunque perſona dinon ſi fidare
nell'intime, & ſecrete cogitationi del ſuo cuo
t'escome cheil diauolo perfido,& noſtro capi
tal nemico noſappi, che coſa ſi penli l'huomo;
pche alcuna voltaci ſoggeriſce le cogitationi,
G + &d
104 DELL'ARTE ESSOR C.
Opinione
deu ilAmino, & di poi le conoſce,almeno probabilmere per
TC . popietcure. Hor fia queſta coſa come ſi voglia,
che di ciò bó voglio diſputare ,marimettermi
algiudicio della Santa Romana Chieſa,dico bc
ne che eccettuatele cogitationi deliberate de'
noſtricouți, poſſono naturalmente conoſcere
gutte l'altrecoſe , quádo gli è permeſſo da Dio .
Per queſto conoſconogli conſegli de i Princi
pi, &tutti gli trattatide gli huomini, & lor ftra
tagemi. Conoſcono parimente le diſpoſitioni
de corpi,curtiglicheſori; & finalmáte tuttequel
le coſeche ſono paſeofte ſotto la cerca , quando
nongli è prohibitocal cognitione da Dio , & an
co le larno indouinare con certezza; & conjec
f

Demoni coo
turalmente ſapranno indouinarediquellecoſe
mefappino che perdono dalle ſopradette, come verbi gra
indlouinare cia ſaria, quando egliņo conoſcendogli fecreti
fatti. de conſegli de' PrincipisRe,Imperatori,& dequae
Princips
Jiraloro,& la forıçzzadei loro foldati,ſaprant
no.indouipare che lara la tal guerra;& chail ta
le vincera; & táto ſaprāno indouinar leclôtani,
quáto õlle che fono plenti,perche tuttelecono
scono, & ívnſubito le riuelanoa chiegli piace.
Et che in effetto fia vero , che poſsino rivelare
le coſe chefi fanno in lontani pacſi, ce lo dimo
ftra Paolo Ghirlado nel trattato ,che fà DeSor
silegijs , il qual barra d'vn Mago facerdote sin
queromodo. Fùnella Citta di Perugiaja ſa
cer
.: ! LIBRO PRIMO ijos
erdote, qual pernome fi chiamaua Iacomo; Efſempio od
coſtui era pratichiſsimo , & molto eccelléte nel w Mago.
1 l'arte, magica , di maniera che faceva molte
usperienze in quella maledetta, e ſcommunicara
profeſsione. Mendre dunque , che vn giorno
lf egli celebrava:la moffa nella chieſa cathedrale
di quellaCitta che ſi chiamaua S. Lorenzo , ſen
! dopel mezo della meffa, e volendofi voltare al
popolo per dire, Orate fratres , &c. in luogo
dj di quelle parole diffe. Pregace fratelli per l'eſfer
cito della Chiefa, ilqualhora ſi ritruoua in grā
o diſsimo pericolo. Etin quel medeſimo tempo,
0 c momento il Capitano generale dell'eſſercito
Ecclefiaftico , con tutto l'effercito ſuo rendo
.venuto abattaglia con i ſuoi nemicise combat
tendo perfe la giornata,& fù rortby & fracallam
50,da quellije nondimeno il prece sera lontano
dalluogodellagiornata piùdi cinquantami
glia ; calmente ch'era impoſsibile ;ch'vn'huo
1 mo fi preſto poteſſoporcar tai nuoua,etiamdio
ſe à modo d'eccello foffe volato per aria. Sen
o dodunque interrogato il Mago dopo la meſſa
da gli aſsiſtenti,che coſa nuoua era quella, che
- haueua detto ,& c'haueua voluto dire in quelle
parole , & perche l'haueſſe derro ih uogo di
Orate fratre.Gluriſppſe,che in quell'iſteſſoté Scufato
po che egli haueva detto quelle parole , l'effer
mago
cito del Papa cra in pericolo grandiſsimo,& fing ebeja
e fant
che
106 DELL'ARTE ESSOR C.

che haueua biſogno di grand oratione , & che


perciò l'haueua raccomandato alle loro ora
tioni . Poi (endo interrogato , chi gli haueffe
rivelato cal fatto ; riſpoſe, che lo Spirito ſanto
in quell'iſteſſo tempo glielohaueua riuclato; e
che
per queſto egli lo haueua riuclato al popo
lo ,& con quefta riſpoſta gli acquictò . Nondi
meno quanto alla verica del fatto , non è dub .
bio veruno ,che fù il demonio , qual ſendo più ,
è più volte interrogato da colui intorno alle co
Te di quella guerra ,a' chi toccaria la vittoria, in
quell'hora hauendo il demonio viſto il ſucceſſo
di quella battaglia , l'haueua riuelato al Mago,
& egli al popolo , Enon è merauiglia ,che il
diauolo così preſto glielo manifeftaſſe; percio
che ſendolo ſpirito libero , & ſenza corpo ,puoi
te vedere tutte quelle coſe preſencialmente ,
in yn batcer d'occhio parlare di la' a Peru- in
: gia ,& con brcuica narrare il cutto
al detto Mago, auido di ſaper
lo ,perpoterlo poi rivela
re al popolo ,come
fece in effer
to, per
parer ſanto,& grato aDio de
gli occhi del popolo .

Che
LIBRO PRIMO . " 107

Che coſa ſia miracolo , quali coſe ſi ricerchino ad on


pero miracolo ; e ſegli demoni pofsino fare mi
vs. c racoli, oue diffuſamenteſi tratta que
1 sta materia . Cap. VIII.

CONCLVSIONE Veriſsima appreſlo


a'ſacri Theologi,che glidemoniſono
potentiſsimi,di maniera che in que
ite cole inforiorico la loro natural virtù ,e pof- Demonijos
faoža poſſono operare efferri mirabiliſsimi, no potenoj
mentre però non ſiano impediti dalla virtù , t Timis
poſſanza di Dio ,outro dälli Angeli fanthiquam
li ordinariamente reprimono il loro malope
rare, che non nuocino alli huomini quanto poi
triano .E tanto Tottilmente fogliond operare gli
effetti loro in queſte coſe qua da ballo , ch'alle
volte rendono gli huomini pieni di ſtupore, &
meraueglia ;alcunide iquali p no conoſcere il
modo diớſte diaboliche operacionizhâno attri
buito à i demoni c'habbinoğlta poteſta di fa
temiracoliyiqualianco con ragioni ,& tlleone Poteftàdi
piyefficacemete lifond 'sforzacipſuadere a'gli i astribuie
altri queſto loro errorc, nó ſapendo fare diffe- tai demonio
tenzatra le coſe mirabili, & le miracoloſe. La
prima ragione adúquc di coltoro e ğlta. Il far
parlare i cani; ele ſtatue emaggior miracolo,
che far parlare i muti ; i demoni alle volte han
ho fatto l'vno , & l'altro ; adunque poſſono far
108 DELL'ARTE ESSÓRC :
miracoli . Chcicanihabbino alle volte parla
Simon Ma toper vittà diabolica , è chiaro per quello che
go facena ſi legge pellicinerario di Clemente , di Simo.
parlare i ca ne Mago,che con l'arte ſua Magica faceua par
lare, & cantare i cani. Il medeſimo parimente
( fanno alcuni Maghi,come có gli effempi dimo
iftraremo chiaramente di ſotto nel cap. xxiij.
Sratona del
diqueſto libro.Delle ſtatue poi c'habbino par
" la Fortuna- lato ,narra ValerioMaſsimo, che la ſtaroua del
due volte la Fortuna ,all'hora poſta in Roma nella via La
parlò,sa sina, due volte parlò alle matrone Romane có
queſte parole.Rectamente voi m'hauete iveda
to , & rettamente m'hauete dedicato . Oltra di
queſto fi legge nell'Effodo ,che i Maghi di Fam
Maghi di saone conuertirono le lorobachecce , ò serghe
faraone.
in ſerpenti, & che fecero altri ſegni miracolofi,
quali ſi narrano iui,iquali cutcifurono facciper
wirtù diabolica; adunque i demoni poſſono fa
re miracoli. Piùoltra,fi legge nelle hiſtorie Ro
mane, chefendo accufata vna certa vergine del
le Veſtali di hauere comeſſo peccato di ſtuproš
prodigiofo ella in ſegno della ſua virginita' portò l'acqua
fatto, d'una del Teuerc in vn criuello fino in Campidoglio,
vergine
falso
Va ſenza ſpargeroe pur voa gocciola; il chepur fæ
miracolo , ecoſa ſopranaturale fatta ( come fi
deue credere) per virtù diabolica. Finalméte fi
sheFitonefia
fe crede legge nel primo de' Rè, che a'i preghi di Saule
fufcitare sa Red'Ifraele , vna Fitonefla fuſcitó Samuele, il
muele . qual
LIBRO PRIMO. i 109

qualfacto fu per virtù diabolica, e, pur ilſuſcita


rede imorti è cola miracolofa; adúque glide
mgni poſſono fare Miracoli. Molte altre ragio
ni, & efſempij adducono i fautori di queftcopi
Dioni a comprobare, che i demoni poſsino fa
re miracoli,quali per brevità fi laſciano . Ma.
e quanto vagliano i loro moriui, vedremo più di
forco , Per maggior chiarezza adunque di ques
fto hai da notare, ſecodo S. Thomalo nelle 49.
diſputate,deltitolo de' Miracoli ; che miracolo Miracolo
É propriamente pigliato altro non è, che yna co- che coſa side
fa ardua,& infolita,ſopra ogni yirtù ,e poflanza
naturale, qual è fatta cótra ogni humana elpet
tarione; & è vn certo diuino teſtimonio dimo ,
K| ftratiuo della diujna porenza , & verità. E tan
1 to vuol dire miracolo , quanto meraviglia,
. .
Coſe che fa
cercano ad vna vera merauiglia ; la prima è, ricercano ad
o che la cauſa di quello effetto , per il quale noi una vera
1 s'ammiriamo fia occulta ; la ſeconda è , che in meraviglia.
j quella coſa per la quale noi fi marauigliamo ap
pari qualche ragionc,che ſi moſtri, che tal'effet
to doucria effere cótrario di quello , per il qual
noi ci marauigliamo.Si comeper eſempio fa
tia quando alcuno s'ammiralle ,vedendo il fer
ro aſcendere in alto , tirato dalla Calamita, non
Sapendo la virtù di detta Calamita ; poſciache
naturalmente il ferro per la ſuagrauita ,ſempio
f
kg DELL'ARTE ESSOR C.
caufa delle fimuous al baſſo. La cauſa poi per la qualongi
meramiglia ci marauigliamo può eſſereocculca in dui mo
eneo here in diq primieramente quanto anoi,e queſto fara
duimodia
quando detra caufa non è occulta ſempliceme
te,maſolamete a qualche particolare ; & èquã
do nella coſa p la qualnoįči marauigliamono
è veraméte voa diſpoſitione cótraria all'effetto
del qualnoi cimaravigliamo,ma ſolamete que
do è nelliftimacioni di colui che s'ammira . Ec
di quanaſce ch'alle volce vną,coſa parera ma
raviglioſa ad vna perſona,e non all'altre che vc,
dranno tal coſa.L'eſſempio habbiamo a puoco,
nella calamica,percioche coluichesą per doc
trina ,ouero per iſperienza la virtù didottaca
lamica , non s'ammira ch'ella ţiri ilferroa lei,
ma benc fimarauigliaravno che non ſappider
ta virtù.In altro modo può eſſere vnącaulaoce
culta,cioè in fe fteſla, & è quãdo tal cauſa ſem
Canfeoccul pliçcméço è occulta, & chenell'effetto prodot:
ja in fefteff
qualsia , co da detta caula e yna naturale diſpoſicionc có
traria all'edietco prodotco.Et queſta noſolame
te può cfferəchiamata coſa mirabile in acco , &
in potéza,maanco miracoloſa,checoſa c'hab
bi in ſe ſteſſa la cauſa dıcalammiratióc.La cau
la poi occultiſsima, & remocifsima da noftri sé
fi,è la potenza di Dio , la quale in tutte le coſe
opera ſecretiſsimaméte.E pciò quelle coſe che
Solamétevengono fatte per viscú diuina , cótrą
l'or
LIBRO PRIMO, int
à l'ordine naturaledi dette coſe, querocontra il lwalicofa
Demodo naturale di operare õlle,ſono chiamate veramente
mitacoli.Quelle coſepoi che fa lanatura,ch’ad Suano chia
alcuno dinoi ſononaſcoſto, non poſſono vora- coli,
di mcote eſſere chiamate miracoli, ma fi bene co
só se mirabili. E per queſto nella diffinicione del
te miracolo ſi pone,cheſia coſa ardua, chc eccc
da la noſtra cognitionc,e che la coſa inſolita .
E Enota che intorno alle coſe miracoloſe alcune
ſe ne ritrouano ,cheſono chiamate ſopra oalu . Dimorfitàdi
coſe your aca
ta . Alere contra patura. Et alcun'alçre fuori di buſes
natura.Quelie coſe ſono chiamate ſopranatura
di,nellequali non puòoperare altro che Dio ; il
che può eſſere in dui modi,cioè quando quella
forma che vien'introdotta da Dio in qualche coſe ſopra
effetto, poiú modo può eſſere introdotta dalla naturali
natura;come ſarà laforma della gloria,qualda qualsfirmas
ra Iddio a'i corpi delli eletci; ouerol'voiong
della natura humana col verbo . Oueramétep
5 cheſe bene la natura può cal forma introdur
renella materia ,nódimeno nó la può introduir
re in queſta,ouero in quella particolare. Si co- Nature
mc per elsépio vediamo nella natura , la quale puofufcicne
remarin
U ancorche poſsi cauſare la vita í alcuni, come in
quelli che delcontinuoʻfono generati,nondime
no queſto non può fare in quelli che ſono mor
ti.All'hora vna coſa ſi chiama cótra natura , quá
do in eſla natura rimanecótraria diſpoſione al
l'or
112 DELL'ARTE ESSORC.
Yefettoche få Iddio.Come fuapúto quádoegli
conſeruo quei tre fanciulli illeti nella foroace
teſtádo però la vircù d'abbruggiare nel fuoco ,
Fuori di natura diciamo edere quell'effetto pro
dotto da Dio,ilqual anco può eſſere prodot
to dalla natura , ma però per altro modo di
1
quello che lo produce la natura : come per el,
Tempio fù quando Chriſto noſtro Signora con
ucreà l'acqua in vino,in S.Giouanni; il che può
Nais . Con in qualche modo fare la nacuramentre chepi
me tarifa. gliata l'acqua,che viene dataalle vitiin modri
** d'ac 14 mento ,ne i tempi conucnieşti la cóuerte in ſus
cod'vua,pervaric trafmuracioni. E queſtoda:
ſce, pche Iddio nell'opere ſuc ha più modi d'or
perare, che non ha la natura; comeſi vedi nelle
rane prodottein Egittoe anco quanto aleem
Po Iddio opera più prestä ,chero fà la natura;
comeaccade quando all'inuocatione d'alcun
fanto, qualche perſona viene ſubito riſanata. Il
Modo di coo chelanatura non puòſiprefto fare, maluccel
fia veramen fuaméte, & conqualche ſpatiodicépo.Perque
te maracolo. Ito adunque è chiaro , a chi confidera tutte que
ſte coſe,cioè il moda, il tempo, il fatto , & lafa
colta naturale delle creature, qual fia verameo
Miracolo temiracolo , & qual nò ;oue parimentesipuò
nõ puòeſſere conoſcere qualſia quella potenza, che poſsive
fatto da al raméte fare miracoli.Percioche il vero miraco
mo.che de lonopuòeſſerefatto da altro cheda Dio prin
cipal
LIBRO PRIMO, 113

dog cipalmente, ò da luoifanti in virtù di Dio ,& in


10204 terceſſoriamente;benche alle volte gli faccino
fuoco comandando , come fece fanco Pietro nei fatti
Eropuit Apoftolici, quando alle ſue parole cadettero
Todi morti Anania ,& Saffira ſua moglie; & altre vol
do o ceorando, come fece il medeſimo pur iui, ſuſci
bere tando Tabita. Li demoni poi non hanno que- Demoni non
COM Ita virtù di poter fare miracoli ; perche ſe bene hanno vir
ерии ſono potentiſsimi di propria natura, nondiine- sì di fare
miracoli.
kep no sì come agli Angeli buoni per gratia è data
-Our poreſta d'operare alcuna coſa ſopra la loro vir
in tù naturale; così per il contrario gli Angeli cac
On tiui impediti dalla poſſanza di Dio non poſſo
i d'or no operare molte coſe , chenaturalmente po
nel triano, quando da eſſo non foſſero impedici. Ec
à queſto modo diciamo gli demoni eſſere liga
cura ti. Quando poi la diuina prouidenza gli permec
cum te operare alcuna coſa, che poſſono fare con la
and naturale ſua virtù ,e poſaoza, all'hora diciamo
ссе che ſono ſciolti da Dio. Sono alcun'altre coſe coſe ſopro

I gut ſopra
1 le quali gli demoni no hanno poreſta, ao ha virtü il
e que corche ſiano permeſsi da Dio ,d'operare quan- demonio.
to poſſono, impediti dal modo d'operare dette
coſe datogli da Dio.Sopra quelle coſe adunque
pu alle quali non s'eſtende la virtù loro naturale,
SIBA niuna poteſta gli è data da Dio ,come à púto è
TAO la potefta di fare miracoli. Perche ſendo l'ope
ratione dei miracoli ( come habbiamo detto di
H ſopra
1.14 DELL'ARTE ESSORC .
Miracolo è ſopra )vn teftimonio diuino, dimoſtratiao del
--ftsmonio ta diuinavirtù, e verità , fe queſta poteſtà foſſe
en verica di dara a'i demoni,la volonca de i quali è fempre
.

intēta ,e preparata al male,Iddio faria teftimo


inio della falſita foro :il che non può cóucnire in
modo veruno alla ſua bontà , e perciò quando
allevolte permeſsida Dio )gli demoni fannoal
* cune opere, qualipaiono miracoloſc alli huo
-mini; queſte ſono opere ſopra le quali eſsi pof
fono co la natural ſoa virtù , & poffanza. Et ſo
"no cercieffetti,ch'anco poffono effere prodot
Miracoli tiper virtù naturalo , con alcune coſe naturali,
del demonia
fono effetti che ſi ritrovano in queſti corpi inferiori, quali
naturali, vbidiſcono al loro volere quanto al motolo-
cale ;di maniera che preftamente le poſſono ap
plicare per produrre detti effetci,có le quali vir
tù fi pofſono farc vere traſmutationi ne i cor
pi ; sì come vediamo per iſperienza col corſo
naturale delle coſe generarfi vna coſa ,da vn'al
tra . Poſſono anco ( fatta alcuna traſmutatio
ne corporale ) operare certe coſe , che non ſo
no in natura,e farle apparere nella noſtra ima
ginatione, col muouere l'organo della fanta
lia , ſecondo la diuerſità deiſpiritivitali, e fu
mofita'; poiche queſto poſſono anco fare certe
coſe eſteriori , quali applicate in qualche mo
do al noſtro ceruello ,faranno apparerc voa co
la per vn'altra, come diremo più diffuſamen
CE
LIBRO PRIMO , 115

te di ſotto nel capo xvj. di queſto libro . Poiſo- Coſemirabi


po adunque i demoni operare coſe mirabili in lipoſjono ope
rare i demo
noi in dui modi , cioè con vere traſmutatio
ni,
ni corporali, & con illuſioni ; ma niuna di que
fte operacioni ſi può chiamare miracolo ; e per
ciò eſsi non poſlono fare miracolo . Ma potria
direalcuno ;ſe i demoni produccono veri effec
ti naturali,dandogli le vere forme,adunque fan
.
no veri miracoli ; adunquei miracoli ſaranno
fegni fallaci,e per conſeguenza no ſaranno te
ftimonij efficaci della noſtra fede. A queſto ri
ſponde S. Bonauétura, che ſe ben ſono vere ope
re,nó per queſto ſono veri miracoli; pche i mi
racoli non ſi fanno per virtù naturale,ma libe
ne ſopranaturale ,e però redono teſtimonio del,
l'onnipotenza di Dio principale autore d'eſsi Opere delde
miracoli. L'opere poi che fanno i demoni, ſe be mono nā fo
2 ne paiono miracoli, p eſſere fatte in tépo qual no miracoli,
impercettibile,c cô modi da noi no conoſciuti,
nondimeno non ſono veri miracoli , poiche ſo
po fatti per forza , e virtù dinatura . Nè vale a
3 dire chela natura non poſsi operare così pre
- to ; perche ſe bene queſto ,ouero quell'altro 1
agente naturale non può per ſe ſteſſo operare .
inſtátaneméte, potra nondimeno di tal manie
ra eſſere aiutato dalle coſe cóuenienti a produr .
re quel tal'effetto, che in vn ſubito ,lo produrra;
come ſi vede nella generatione di quelle rane ,
на che
116 DELL'ARTE ESSOR C.

Che per la pioggia,& per il caldo ecceſsiuo de


l'iſtade alle volte ſono prodotte . Et s'alcuno
Miracoli
veri come ſi addim andaffe ;come fi poffono conoſcere i ve
poſsino conó ri miracoli da i falſi,poi che tutti cóuengono in
fcere. materiab Se gli riſponde, che in quattro modi
fi poſſono conoſcere, cioè, quanto all'agente
principale, quanto al miniſtro ch'opera cali mi
racoli; quanto al fine , & quanto al fatto . Si co
noſce primieramente quato all'Agête principa
Ne i thira- le ;poſciache ne i miracoli diuini opera l'agėte
coli del de- ch'è d'infinita potéza , & fopra la natura. Ma ne
monio opra i miracoli del demonio opera la virtù naturale,
La virtis nan
surale . aiutata in molti modi dall'altre naturè partico
lari.Si conoſcono anco dalla pte del miniſtro; p
che i miracoli di Dio fono fatti per publica fe
de , e giuſticia, ſecondo la verità . Mai miracoli
del demonio ſono fatti con pasti , e cóuentio
. E queſto è quello che di
ni priuate ,& fecrete'
Buonifanno co Agoſtino fanto ,che i buoni fanno miracoli p
miracoli per
publica gin publica giuſtitia, cioè per vera fede, la quale ve
ftitia, ramente giuſtifica ,& dalla verita' è predicata a'
tutti . Imali Chriſtiani operano tali miracoli
col mezo del ſegno della publica giuſtitia, che
è la fede c'hanno ſenza l'opere, che come Chri
ftiani doucriano hauere . I Maghi poi oprano
detti miracoli co i patti ſecreti , e con incantaa
tioni,e perciò quali ſempre l'operc. loro ſono
fatte in ſecreto ; dei quali dice Chriſto noſtro
Si
LIBRO PRIMO ..
117
Signore. Chi opera male ha in odio la luce . Differente
Sono parimente differenti quanto al fine, per- fra imiraco
cioche i miracoli di Dio ſono fattia gloriaſua, muscatiu
1. & vtilita noftra ; ma i miracoli deii demoni , Chriftiani,
1 e Malefici ſono fatti per ingannare , per vana
gloria , & oſtentacione humana; e per queſto fo
no quaſi ſempre di niuna vtilita . Sono finalmé
ce differenti quanto all'effetto ; perche i demoni
3 fanno i miracoli vili , & inutili ,ma i miracoli di
uini ſono grandi, vtili, & neceſſarij. E però i do
moni ſogliono produrre certi effetti vili, come Effetti vila
ſerpenti,ranc,& altri fimili; li quali finalmente producono i
ſono prodotti dalla natura,iquali miracoli ſo , demeni.
no permeſsi per diuino giudicio in memoria
di quel primo fatto de iMaghi di Faraone. La Tempera
onde Iddio tempera l'alturia,e poceſta diabo- Dio la pose
få del demo
Jica , permettendo che i Maghi peruerfamente nie .
imitano quelli antichi Malefici , accioche in
2 quella imitationc il demonio pofsi ingannare
i cacriui , ſecondo i loro demeriti . Poſſono an
co giti miracoli da' buoni eſſere conoſciuti,ac
cioche la fede noſtra inſieme cói miracoli hab
{ binoluogo ; perche le ſolo Dio , & iſuoi ſerui
faceſſero miracoli , pochi fariano quelli , che
non credeſſero in lui; quaſi sforzati da detci mi
racoli. Da quanto habbiamo detto diſopra è
chiaro ,chc i demoni non poſſono in modo veo
runo fare opere, che veramente fiano miracolo
H 3 fc.
118 DELL'ARTE ESSOR C.

ſe.Hora fa biſogno riſpõdere a i mottiui di quel


li che tentano prouare il cótrario . Alla prima
Parlare dê ragione dunque di coſtoro dico , che il parlare
cani può de icani può effere fiato fatto per illuſione dià
fere in dni bolica ,coi miniſtero effecrabile di Simone Ma
modi.
go , e non realmente. Ma le queſto foſſe pur ſta
ta cola vera, & reale, per queſto niuno incóue
niente ne ſeguiria ; percioche il demonio no da
ua à quei cani virtù di poter parlare ', como a i
muti è dato per miracolo ;ma l'iſteſſo demonio
formava quel ſuono col mezo di qualche moto
locale, qual haueua fimilitudine di voce artico
lata ; come anco parlò l'aſina di Balaam , open
rando a queſto l'Angelo buono.Il medeſimo di
co del parlare delle ſtatue ; percioche il demo
nio era quello che formaya quel ſuono à fimi
litudine di parlare humano . A quell'autorira
dell’Effodo, alcuni riſpondono , che iui non fu
rono veramente quelle bacchette, ò verghe co
vertite in ſerpenti, ma che queſto fu fatto ſola
mente in apparenza,con qualche ſorte di pre
Itigioſa illufione. Ma il dottiſsimo Agoſtino ſo
pra quel paſſo vuole che quelle conuerfioni fia
no ſtate vere. E ſe bene quelle vergellc ,per ope
Miracoli ratione diabolica furono conuertite in ſerpen
non i
Maghi di ti , queſto però non èmiracolo; percioche que
Faraone . fto fecero i demoni colmezo d'alcuni ſemi,qua
li haueuano virtù di putrcfare , & corrompere
quello
LIBRO ' PRIMO, 7 119

quelle verghc,edi conuertirlein ferpenti.Ilche,


no fù così nella bacchetta di Mosè,ma iuifù ve
= ro miracolo ;perche ſenza alcuna virtù natura
a le il tutto tù fatto co la ſola virtù, e poſſanza di
2 Dio. A quell'eſſempio di quella vergine Velta -i comendario
ledico , che non è inconueniente il dire che no- ne della ca.
fro Signore Dio'io lode, ecomendacione della flità d'una
vergine ve
caftica ,colmezo dei ſuoi fanti Angeli habbi Hale .
1 moſtrato quel miracolo ritenendo quell'acqua
. in quello criuello ; perchecucce le buone opero
2 che faceuano i Gerili,crano fatte da Dio.Ma ſe
queſto fù fatto pur dal demonio , non per que
fto fara miracolo ,ma cola naturale ; perche la
quiere, &ilmoto locale naſcono davno iſterto Moto,
quiete nalis
principio,percioche per quella natura ch'alcu- no da uno
na cofafi muoue davo luogo all'altro, per quel fer prins
la iſteſla Giquieta nel luogo;e perciò ,si come cipso.
- gli demoni poſſono muouere i corpi localmen
D te , cosìanco poſſono ricenergli dal moto ,nè
peròalto ſarà miracolo,poichenaſce da prin
cipijnaturali.A quell'autorità del primo dei
Rè,di Samuele ſuſcitato dalla Fitonella ; fi ri
{ponde,che ella non ſuſcitò Samuele in modo
veruno ,acmāco la vidde, ma fi bene parlò col Samuele na
demonid, chegliapparue infpecie di Samuele, dallaFiso
w qualquella Fitoneffa fi credeua di vedere ,e con nelja.
lui parlare;e però quello reſuſcitare nonfù ye
to,ma fantaſtico.La medefima riſpoſta si può
H 4 dare
120 DELL'ARTE ESSO RC .

Riſpoſta cor dare a tutti gli inconuenienti , che in fauore di


inconuenien qucfta opinione fa poſſono addurre ;percioche,
tidi queſta ſe ben gli demoni pofſono fare certe opere con
opinione. la virtù , e poflanza loro, applicando gli atciui a
i loro paſsiui;le quali parerāna coſc miracolo
fe à chi non conoſce , & ſappila loro potenza ,&
virtù , & la proprietà delle coſe , nondimeno no
poſſono fare veri miracoli .

Come gliAngeli così buoni, comerei, & tristi poſsi


noeflere, & occupare luogo. " Cap. 18 ,

I ſopra habbiamo parlato della ſcien


ben sie die za naturale degli Angeli tanto buos
D ni ; quanto rei , oue habbiamo dimo
Itraco eglino hauere la ſcienza , & cognitione
di tutte le coſe naturali, hora fa di miſtiero par
fare della loro potenza nacurale non impedita
da Dio, outro da gli Angeli ſuoi, perche que
Ito ragionare giovara affai per dimoſtrare gli
di queſte crcature danpate , &
effetti mirabili
Angelo pro reprobate da Dio . Dico adunque che l'Ange
cflere in luo lo parlò tanto dei buoni, quáto de'catciui)può
gº effere, & occupare luogo ,ma in che modo que
che vediamo . Per mag
ſto ſia poſsibile voglio
giore chiarezza di queſto haida notare, ſecon
do Aleſſandro de Ales, nella prima parte q .
xxxij. Membroj. che l'effere in luogo ſi può in
ceno
6 LIBRO PRIMO , 121
tendere in tre modi. Il primo è ſolo preſential- Eſſere inlus
métc,& queſto è quando la coſa che in queſto gº preſen
3 modo è in luogo ,gli è di tal maniera, che è im- fialmente
à poſsibile che nó ci ſia per qualunque potéza.Se che coſafico
códariaméte vna coſa ſi chiama eſſere in luogo
diffinitiuamente ,checāto vuol dire, quāco che
tal coſa ètalmeteingſto luogo,cheiquell'ina Diffinitine
te naturalmente non può eſſere in quell'altro, Il in luogo che
terzo è quádo alcuna coſa è in luogo di tal ma cofa jáa.
niera,che occupa detto luogo , empiendo quel
lo di ſorte,che nacuralmence iui non può capi
re vn'altro fimile corpo. Nel primo modo di
ciamo Iddio eſſere in ogniluogo ; percioche P Dio come fin
la lua immeoſita è talméče in ogni luogo, cheep in ogni time
qualunque potenza non può fare dinon gliel
ſere.Nel ſecondo modo diciamo l'Angeloeſſe
re in luogo,ilquale per eſſere creatura , & per Angelo.com
conſeguenza di vircùfinita, non puòeſſere pre luogo,
ſencialmente in ogni laogo , ma ſolamente la
quello oue s'eſtende la propria vircù,e poſlan
zá ſua . Nel terzo modo diciamo tutte le coſe
corporali eſſere inluogo; percioche ciaſchedu
ba di efle occupa talmére illuogo ouc litroua,
che naturalmente iuinon può capire altro cor
po naturale.Oltra diğſto ſi deuequertire,chca
fare ch'una coſa ppriaméte ſia in luogo , tre cộ Conditions
ditioni ſi ricercono.La prima è , che il luogo na neceffarie
ef
all' fere
turalmére habbi virtù di conſeruare in ſcitello
in hoogo.
r
DELL'ARTE ESSORC.)
la coſa che debbeeſſere in luogo.La ſeconda e,
ch'eſſo luogo ritëghi,e circódi-talcola. La ter
za è, che õlla coſa checôtiene,ſia più nobile del
la coſa corenuta.L'eſsépio hbbbiamo in queſta
machina mondiale; e prima ne i quatro eleme
ti; percioche vediamo, chel'acqua contienela
terra , l'aria l'acqua , ilfuocol'aria , & il cielo i
quattro elementi.Fatto queſto pſuppoſito,biſo
gna vedere come l'Angeloſia contenuto in luo
go. Et quanto a queſtodico , che l'Angeloalle
volte è in luogo corporale , antorche ſia ſpiri
to,ma in altro modo di quello che il corpo; p
Corpo matto che il luogo naturalmenteconcienc il corpo.co
conſervare me conſeruatiuo diquello,ma non così concie
l' Angelo . ne l'Angelo ,poiche niun corpopuò naturalme
te conſeruare l'Angelo. Ne anco il corpo con
ciene l'Angelo come più nobile di quello ;per
che l'Angelo fenza comparatione è più nobile
d'ognicorpo naturale. Reſta dunque, che l'An
gelo ſia contenuto dal luogo difinitiuamente.
Erancorche ne i corpi naturali firicerchi alcu
na natura,e proprieta naturale, la quale come
Modo col
più nobile poſsi contenere la coſa che ſi debbe
quale l'Ana conferuare ,& eſſere in luogo;la quale però no
gelo è in lu ſi ritruoua naturalmente nel corpo che contic.
nel'Angelo ,nódimeno ſi può dire, cheviè'vná
proprietà in queſto fatto ,la qual viene a ſuppli
re in vece di quella proprietà nacarale,Nèõſta G
LIBRO PRIMO , 123

fi può chiamare propriera , che 'naturalmente


naſchi dal luogo corporale che contiene l’An
gelo ,ma ſi bene gli è daca da Dio diuinamen
te , có la qual proprieta' per volere diuino quel
corpo contienel'Angelo . In corriſpondenza
Proprieta
3 poidiqueita actione ſopranaturale del corpo,
1 fi ritruoua vna proprietà paſsiua nell'Angelo, ia all Ange
0 mediante la quale egli viene contenuto da quel do .
corpo. Queſto ſia detto séza pregiudicio della
- verica ,cdimiglior ſentenza,poichequeſto , ne
il contrario trouiamo ſcritto nella ſacra ſcritta
ra , ne terminato da' ſanti dottori,ne da glieſpo
0 ſitori delle diuineſcritture . Nè in queſto ci la
fcia mentire il teſtimonio d'Henrico da Ganda
é uo dottore ſolenniſsimo ne'quolibeti, & Alef
ſandro de Ales , & molti altri ſcolaſtici , quafi
p breuita taccio. Per più facilita di queſta ma
ceria è da ſapere , chc Iddio in ſe ha due coſe, Dio contien
cioè, che eglicórione ogni coſa , & che è in ogni ** ogni coſa!
luogo. Queſte due cole egli comunica alle tue ein ogni
2
lsvogo.
1 creature in quel modo ch'elleno ſono capacidi
riceuerle . La virtù di potere contenere , eſſo la
comunica alla creatura,nó già ſpirituale come
è l'Angelica, poſciache ella no è capace di quel
la ;perciocho tutti gli Angeli ſono diſtintiquan
to alle loro nature, le quali ſono più , ò menop
fette,ſecondo le loro proprieta naturali datele
da Dio loro creatore.Neanco tal virtù è cócer
1a
124 DELL'ARTE ESSORC :
fa all'anime; poiche vna non è più nobile del
>
l'altra (non parlo hora dell'anima di Chriſto
la quale,ſecondo alcuni è più perfecta patural
Virtùs dipo mente nelle pocenze naturali dell'altre .) Reſta A

tere contene dunque ,che tal pocenza conuenghi allacreatu


comunicata. ra corporale,in quel modo però,che a lei è pof
fibile; percioche queſta poreſta in Dio è indi
uifibile,ma comunicata alla creatura , è diuin
bile;in Dio è infinita, ma nella creatura è fini
ta. Conuienc dico a quella creatuta corporale
particolarmente cheè compoſta, cioè a queſto
vniuerſo , il qual per propria natura ha queſta
virtù di potere contenere le coſe corporali, c
Spirituali. Et principalmente conviene al cielo,
per eſſere tra le creature corporali il più nobi
le,e poi ſucceſsiuaméte all'altre creature , più,
òmeno nobili,ſecondola loro maggiore,ò mi
Virtù di cô nore nobilca. E adunque nella creatura queſta
senere bofpi propriera di potere contenere il ſpirito, laqua
rito ha la
creatura cor le cgli non ha comecorpo ,ma come habbia
porale , modetto di ſopra, gli viene data da Dio a que
fto effecto.Iddio poicomedicémo,nó ſolame
te ha virtù di contenere tutte le coſe , ma anco
ha l'eſſere ſuoin ogni luogo. E quſta virtù an
Effere in o- co eglicomunicaalla creatura,main quel mo
gniluogono doperò ch’alla crcatura può conuenire. L'elle
conviene al rein ogniluogo per niuno modo puòconueni
re alla creatura, ma ſolo le conuiene l'effere jo
quco
LIBRO, PRIMO. I2S

queſto,ouero in qll'altro luogo . Et qſto è qllo


O
che dice fant'Ambruogio vel libro de Sacramé
ti, che ciaſcheduna crcatura, con certi cermini,
e fini è terminata. E perciò il ſpirito Angelico
ha per propria natura īſto ,che può eſſere diffi
nitivamente in luogo ; & cho talmente fia in vo
tuogo,che in quel medefimo iſtante nó fia na
turalmente altroue, e queſte due coſe baſtano
a fare che l'Angelo fia in luogo. Non è però da
dire , che l'Angelo habbi tal conuenienza col Angelo pue
luogo, che egli non habbi l'eſſere ſuo diſtinto effere ſenze
5 dal luogo ;di maniera che ſe il luogo non foſſe, luogo.
ch’anco l'Angelo no poſsi effere, anzi diciamo
che egli ha l'eſſere ancorche nó fia í luogo cor
porale ;poiche l'eſſere dell'Angelo non depéde
ܵ‫ܕܠ‬ da quella virtù, c'ha il corpo di potere contene
re l’Angeto ,ma fi bene da quella virtù , con la
2 quale diciamo che Iddio contiene tutte le co
-2 ſe. Et è coſa veriſsima, che ſe Iddio non conte- cöferua Dio
neſſe tutte le coſeinquelmodochefà, elleno ogni coſa.
16 non haueriano l'eſſere . Queſto è quello che di
ce ſan Gregorio ne i morali,che tutte le coſe ſa
riano annichilate,ſe no foſſero conſervate dal
Angeli elle
la mano del loro creatore . Che poi alle volte re stati in
gli Angeli ſiano ſtati in luogo,ce ne rende teſti- luogo se pro
uke per ia for
monio la diuina ſcrittura , quanto à gli Angeli
cra ſcritti
buoni,nella Sacra Geneſi,di qlli tre Angeli che TA.
fetcero con Abraamo in caſa ſua ; & diglliduj
chc
DELL'ARTE ESSORC .

che ftectero in caſa di Loth . Il medeſimo dico

di Thobia ,il qual in cutta la ſua perigrinatione


fù accompagnato dall'Angelo Rafaele . Que
Ito anco è chiaro in S. Matteo al iiij. ouc è ſcrit
to che gli Angeli frettero con Chrifto dopo
c'hebbe fuperato le ceptationi , e loſerueccero ,
& quaſi tutta la facra ſcrittura è piena di que
fto effere in luogo degli Angeli. Quanto poi al
li ſpiriti rciè manifeſto di qlli che poſſeggono ,
& occupano gli corpi humani , comehabbia
mo nel primo degli Rè, al xvj.del Rè Saul , del
qual dice iui la ſcrittura , che il ſpirito criſto a
SeselSpirita
gitaua Saul; & al xviij.dice che il ſpirito di Dio
cattiuo l'aflaltò , cioèil diauolo ; & íS. Marcheo
al viij. dice il teſto ,che Chriſto fcacciaua gli ſpi
riti immundi; il medemo habbiamo in San
Marco al v. & alix. in San Luca al vji al viij. &
alix. & ne i fatti Apoſtolici al xvj. & in molci
altri luogi della facra fcrittura . Quefto final .
mente è chiaro per l'eſperienza cotidiana , la
quale ci è maeſtra di quelli che poſſeggono li
co corpi humani.Non è però l'Angelo in luogo,
meja in luo
in quel modo che gliè il corpo , cioè con quan
tita molie , & grande , talmente che empilo
fpatio del luogo,ouc è contenuto ; perche non
ha tal quantita ,ſendo ſpirito ; ma ogliè in luo
go có vn'altro modo, & quãtita ,la qual fichia
ma quantita virtuale con la quale le coſe ſpiri
tuali
LIBRO PRIMO . ! 127

0 cuali toccano le corporali; sì comeper eſſem


pio , la parola che porta con eſſa ſoco il concet
co dellamente di colui che parla , tocca il cuo.
re di colui che aſcolta , & gli genera nel cuore
dolore,ouero allegrezza ; & sì come aoco fà la
Luna, la qualcoccando con la ſua virtù il capo
del lunatico , lo fà diuenire alcuna volta pazzo .
Niente altro adunque vuol dire l'Angelo eſſere
in luogo , che col contatro della ſua virtù coc
care il luogo .

Come l' Angelo così buono , come reo , co triſtoſi poſh


O wuouere , & : come poſji traſportareſe medemo,
0 gli altri da unluogo all'altro. Cap.X.
01
La Anno dubitato molti dorciſsimi, & cc
cellentiſsimi huomini , ſe l’Angelo fi Coſa imperi
H
poſsi muouere da vn luogo all'altro, sibilemuomeo
non fo
e queſto con gran ragione ; percioche leggono pué
re localmen
2 nel vi. della Fiſica ,che niuna coſa imparcibile fi te.
si può muouere localmente , l'Angelo è impartibi
le, adunque dicono coſtoro ) non ſi potrà muo
uore localmente . Olera di queſto dice Ariſto
. tile nel iij.della Fiſica ,che il moto è atto d'vna
coſa imperfetta , l'Angelo beato no è imper
fetto , adunque egli non ſi può mouere local
mente . Più oltra ( dicono eſsi ) il motto non è
fatto ſe non per biſogno di chi lo fà , gliAngeli
Sanci
128 DELL'ARTE ESS ORC.

ſanti non hanno biſogno alcuno , dunquenon fi


Angelo fi muouono localmente ;e perciò vogliono dire
puo muone queſti eleuati ſpiriti, che l'Angelo non fi muo
re ſolamen- uc da vn luogo all'altro.Altri hanno detto che
te nel corpo l'Angelo ſi può muouere sì , ma ſolamente nel
afinto. corpo aſfonto , e non altrimente ; fra quali è il
dcuoto Bernardo ,il quale ſopra la Cancica . can
v.tiene eſpreſſamento ,che almotto dell'Ange
lo ſia neceffaria il pigliare corpo ; & allega que
fta ragione . Il diſcorrere ,e paſſare da vn luo
go all'altro è propria paſsione de i corpi ; la
quale non conuiene ad altroſoggetto ,lono per
qualche conuenienza che ſia in talſoggetto ;fen
do adunque il muouerſi d'un luogo all'altro pro
pria paſsione del corpo , la qualnó conuiene al
l'Angelo ,ſe non per quella conuenienza ch'egli
ha col corpo, la qual cinon ha , nè può hauere
ſe non piglia il corpo, col quale s'vniſke ;nó già
eſſentialmente , come få l'anima col corpo ,ma
accidentalmente ; perciò dice queſto lanto ) pa
re che l'Angelo non fi poſsi muouere ſenza pi
Spirisi cele- gliare corpo . Et che gliſpiriti celeſti habbino
ftihannobi- biſogno di corpo dicecgli)cone fà certiſsimo
Sogno di cor il ſpirito ſanto per Bocca di Paolo Apoftolo a
poper muor gli Hebrei. quando dico.Non ſono forſi iſpiriti
verfi. amminiſtratori mandati da Dio di queſtimini
ſterij? E comeadempiriano il miniſtero loro
ſenza corpo : cmaſsimeappreſſo dei viueoci? E
più
3 : LIBRO PRIMO . ! ??

6 più chiaramento dice queſto contemplatiuo.io


va'alero luogo. Quattro forti di ſpiriti ſono ma quattro fut
nifeſti a noi,cioè, dio,l'Angelo ,l'anima,& il fps jeritrouano.
rito delle belie; & di queſti niuno venc ha, al
quale non fiaincceſſario il corpo, quero la fimi
litudine del corpo, ò per propria natura, outro
per altro effecto ,eccetto quello ſpirito increato gia
Lo di Dio , il quale in modo veryoo ha biſogno di
Ogni creasu
It corpojalla cui potefta ogni creatura tanto coroa ri fogger
porale, quanto ſpirituale è ſoggetta .Con le qua inaDio .
1 li parole conchiude S. Bernardo , che al moz
to dell'Angelo è neceflario il corpo .Per maga
giore intelligenza di queſto capitolo hai da la .
0 pere , ſecondo Aleſſandro de Ales, & S. Tho;
malo nella prima parte delle loro ſomme, ch
i ſenza dubbio alcuno gli Angeli buoni , & reiſi
poffono muouere localmére , & i effetto alle vol
te fimuouono ;ma sì come diciamo l'Angelo, &
il corpoeſſere diuerſamente in luogo , così Diuerfira
a
an- tre l'Ange
co diciamo che il moto Angelico è difference, L.,& incora
dal moto corporale; e per ciò si come il corpo po nell'esſere
00 è in luogo perchsè contenuto,e circondato,& ,in buogo.
20 miſucato da quello ,così il motolocale del cor
į po è miſurato ſecondo il, luogo, & ſecondo il
biſogno di queltal corpo . Di qui naſcę,che ſ ¢-.
condo la grandezza della coſa che ſi muoue, cal
Angelo com
anco è la continuità del motor Ec perche l'An mejia in luz
gelo non è in luogo;ſe ponper ilcontatto fuo. 8°
. vir
igo DELL'ARTE ESSORC.

virtuale , col quale egli tocca il luogoz ſegue ne ,


ceffariamente cheil ſuo moto no Ga altro , chc
diuerfi contatti virtuali di diuerfi luoghi ſucceſ
fivamete toccati dall'Angelo ; & non è necella
rio ,che queſti căratei fiano cotinuati dall'Ange
lo , ancorche cipoſsí continuargli quando gli
More del piace,ſendo agenrc libero . Segue parimente ,
Angelo non
che l'Angelo può fare il moto ( uo continuo , o
mifirato
dal luogo, non continuo, ſecondo gli piace. L'Angelo poi
sì come non è in luogo,talmente che ſia miſura
to , e contenuto da cflo luogo , così anco non è
ñeceſſario che il ſuomoto ſia mifurato dalluca
go. Et fi come all'Angelo nó conuicne il corpo
le non accidentalmente ; così pariméte non gli
conuiene il mouerfi ſe non accidentalmente,
cioè ,che ſimuous almoto del corpo dalui pi
gliato; si come anco diciarno ,che l'anima ratio
nale fi muque in tutto il corpo ,quando eſſa cor
po ſi muove. Ma per ſodisfare alle due opinio
ni poſte di ſopra, voglio che hora riſpondiamo
alle loro ragioni,e moriui . Alla prima ragio
Indiuifibete ne dico, ch'Ariſtotile parla iui dell'indiuiſibile
masjietisce quantitatiuo,alquale neceffariaméte corriſpo
de il luogo indiuiſibile, il qual non può conue
nire all'Angelo, perche no ha tal quantita . Poi
Ariſtotile parla del moto continuo , il quale è
fatto dal corpo quantitativo, il quale non con
viene per propria natura all'Angelo . Alta fe:
conda
.) LIBRO PRIMO . IZI
4

7:
conda ragione dico, cheilmoto ch'è inpoten- Agence de
za è atto d'vn'agence imperfe & o ; ma il moco moro in po
T. che è fattoſecondo ilcontatto , & applicatione perferro.
bonne com
della virtù Angelica non è'atto in potenza ,ma
! in atto;perche la virtù della coſa è ſecondo che
fi truoua in atto . Alla terza ragione dico , che
il motocheè in poréza,è tal per biſogno di chi
lo fàtma il moto in atto non è cal per biſogno
propriodi chi lo fa, ma per biſogno d'aleri; &
a queſto modo l'Angelo fi muoue da vn luogo
,
all'altro,no già per fuo biſogno, ma fi benc per
noſtra neceſsica Alle ragioni poi di S. Bernard Moso pro
dodico ,che egli parladelmoto propriamen: Letto nó può
te detto, qual'è fatto dal corpo naturale , e noi farelinge
parimente diciamo che tal moto non può far lo senza.com
l'Angelofenza pigliare corpo, ma il moto del pe .
quale hora noi parliamo e moto improprio ,
& fimilitudinario. Et però diciamo ancornoi,
cheall'Angelo neceſſariamentefiricerca il cor
po,quando cgli s'ha da muouere propriamen
te,ma queſto gliè neceſſario più per noftrobi
fogno, cheſuo. Et perchel'Angelo nó folamen engele si
imaionsnellfoi:
teciaiuta nell'operacioni fpirituali,maanco perat
o pelle corporali; perciò , p far qucſto, egl ha bis rituelizeicar
ſogno di pigliare corpo ,acciocheſi poſsi muo- porabi.
uere à quelto modo . Et dall’ifteffe parole di
queſto fanto è chiaro , ch'egli parla di queſto
modo dimouerfi,quando dice . Diqui naſce,
1 2 che
1
13,2 DELL'ARTE ESSOR C.
che gli Angeli fono ſtati veduti da gli antichi
padri ne'paſſati ſecoli; & che nelle loro calcio
ao entrati,ouc hãno mangiato,& lauatog ipie
di . Et chi dubitera, che queſte operationi ri
chiedino il corpo, & cheſenza eſsinon fipoſſo
no fare? Gli Angeli adunque sì come per pro
pria natura propriamente nonſonoin luogo
come è il corpo , ma diffipitiyamcatc , cosi
parimente gli corriſponde il muouerfi da vp
Anima Bio
luogo all'altro ſenza pigliare corpo . Et queſto
può muoue fi proua; perche queſtoanco può fare l'ani
Te fenga pi ma ſeparata dal corpo , la quale ſi può muo.
gliar corpo. uere, &in fatto ſimuouo ſenza pigliarcorpo;
pcioche,s'ella pigliaſſe corpo, ò chepigliariajl
proprio,ouero vn'altrocorpo.Che poſsipiglia ST
rcalicnocorpo,non pare ſe gli conuenghi,per
quello che diremo nel capo xij.del ij.libro. Che
poiellapigli il proprio corpo , èfallo,perc
èfalſo ; reſtahe
vediamo ch'egli fi ripoſa nel ſepolchro ;
adúquechel'anima fi pofsi muouere ſenza cor
po:Et ſe queſto può fare l'anima,quanto mag
giormece lo potranno fare gliAngeli,ſendo
propria natura ſeparaci da i corpi , il cuieſſere
* inmodo veruno pende dal corpo ? Et che l'ani
me fimuouinoſenza corpo, è chiaro prima del
Anime fa l'anima diChriſto,la quale ſenza corpo diſceſe til
murunofen
ra corpo.
nellimbo à liberarel'animedei fancipadri,co
me habbiamo nelsimboloApoſtolico. EE anco i
A2n
LIBRO PRIMO . V 133
manifeftoche l'anime fi muouono séza corpo ,
ELCO
quandopartendo da i proprij corpi ſe no vano :
adeno di quei quattro luoghidetti nel ſopra ci
like cao capitolo. Refta adunquequeſta concluſio
poh nefermifsima,che gli Angelifipoffonomuoue
Et pod relocalmente da vnluogo all'altro ſenza piglia
lo re corpo ; & anco fi poflono muouere neicorpi
, affonti.Puòadunque l'Angelo così buono, co
idt merrifto muouerſ locaiméte, & fucceſsiuamé Angelo fa
ettflereinvarij, & diuerfi luoghi; & nel ſuo promuone
es moro locale può l'Angelo pálfare con il mezo, go all' altro.
òn & 'anco fenza mezo . Può dico paflare per il'mc
202220,quandoil moto ch'ei fà ſia continuo , per
s'ac
clase chequeſtoricerca la naturadel moto concino Angelo
cömodaalla
uoma fe'lmoto non è continuo , l'Angelo può natura del
paffare davno eſtremo ad vn'altro , ſenza che moso.
påſsip ilmezo; perche(ſecodo l'Angelico doc
pore S. Tomaſojaltro non è il moto dell'Ange 2

loda vnluogo all'altro ,che operare prima in


Bicar vro edremo,& poi nell'altro ; & queito può
5* fare ſenza che ei opri nel mezo , ſendo libero
anti nella ſua volontà . Di qui fegue , che l'Ange
todatoluogograndemerite lontano, ad vn'al. Angelofa
può mwowe
I ero' luogo diſtante può velociſsimamonte muo re velociſsi
olitik nerfi; & conciolia che tutti queſti corpi inferio mamense .
riebediſcanoagli Angeli così buoni, cometri
Dry &i,& rciquanto almoto locale & alloro vole
helpermettendogliclo però Iddio ) al inodo che
I 3 l'anima
134 DELL'ARTE ESSOR C.

l'anima muoue vn ſol corpo.vmico con effa leis


che è il corpo humano ;così quefti fpipici, como
più nobili, & più eleuaci hanno facolca di poters
re muoucre tutte queſte coſe inferioti ;eccetto
Demonio che non poſſono muouere tutta la terra , oucro
può portare afcro elemêto, Queſto è chiaro pla facra ferita
gli hwomini cura , & anco appreſſo a' i lacri dottorisappreſſo
da un luogo de i quali no è dubbio il demonio cffere ditan
all'altro.
ca virtù, che poſsi portare no ſolamente va'huo
mo,mamolti inſieme in vn ſubito in diuerfi ,&
lótani pacſi ; & nó è coſa mitacoloſa ( lta, pohe:
gli domoni ſono eguali a gli Angeli buoni nelle
parti naturali , & anco alcuna volca maggiori,
ſendone caduti da tutti gli ordini , & fra quelli
cade il ſupremo il qualefi crede eſſere ſtaro Lu
*** cifero . Doue che appreſſo a molci Catholici
c [pofitori ſi cione che il diavolo portaſſe Chri
Ato dal deſerto al cempio , & dal tempio all'alciſ
fimo monte . Ilmedefimo fece l'Angelo bao
no , quando portò Abachuc in Babilonia , como
habbiamo in Daniele al viij. & la ſcrittura ,ouc
roli fanci dottorinon attribuiſcono queſto al.
la diuina virtù ,ma alla natura Angelica, la qua
le parimente è nc i cattiui fpiriti. Il modemo è
manifefto nella leggenda di S. Giacobo Apoſto
to di Hermogerx , & Filetto . Doue fi narra che
Hermogene predicando il pdecto Apoſtolo in Giudea ta pa
manda Fi
rola di Dio , Hermogene gli madò vn luo dilcc
polo
LIBRO PRIMO :: 13 $
e polo chiamato Filetto ,accioche con la ſua dot, betto San
trioa cófondelle l'Apoftoloin preséta dei Fati Giacobo per
conforidorbos
fei, & confuraffe la ſua dottrina come falla . Ma
l'Apoſtolo có ragioni efficaciſsimeipſenza di
turti convincendo Filetto , & in ſua prefenta fa ,
cêdo molti miracoli, il predetto ritornò ad Her
Alogene comendado , & laudádo la doctrina di
Giacobo recitando, & narrádo i miracoli,con Filetto con
31 wertito da S :
ht dire,che li voleua fare ſuo diſcepolo perfuadem Giacobo.
dogli ancora ch'ei fi voleffe fare diſcepolo del 07:3
5
Þderto Apoſtolo. All'hotà ſdegnato Hermoge de
ne, lo tece có l'arte magica calmece immobile
che p niun modo ſi pocéua müouerc,dicédoglio
Hora vedremo fe Giacobo ti ſcioglierà . Il che Tenerira
intédendo l'Apoftolo, gli mandò il Sudario ;dis d'Hermoge
cédoglizil Signore drizzi , & fortifichi i deboli, ne contra si
qualoe allo che scioglie coloro che ſono ne'cep Giacobo.
pi: Et incontinente che fù coccato da quel Suda
D rio ſciolle i ceppi có l'arte d'Hermogene, Filet :
to allegroſsì tutto & véne all'Apoftolo. Ma ſde
gnato Hermogene, chiamò i demoni, cómādā Hermiogene
8
1 do ,che glicoduceſteroGiacobo cô Filetto, ac manda i de

1W cioche no poceffo far vendetta,& chegli altri di Giácobe,


of fcopolino ha effeto à partirli da lui. Andando perche,
dunquei demoni que eća :SGiacobo, & ftando
nell'aria ,cômiciarono ad vtlaré,dicédo.O Gia
cobo Apoftolo babbi mifericordia di noi, con
ciolia che noiardiamoagāti chevaga il noſtro
‫وين به او‬ 1 tem
136 DELL'ARTE ( ESSOR C.

1.amētanfi tapo:A qualiriſpofe-S.GiacoboAscheidioclean


dim , me going tovenuti da nae ? Equali rifpoferontHermoge
seujacobo. se ci hå mandacijaccioche ti conduciamo a lui
inſieme co Filetto ,ma fubito che noi cvcduti fia
mo , fummoligati dall'Angelo di Dio con care
fe di fuoco , & hacci'molto tormentacija i qua
li diſſe Giacobo. Sciołgaui l'Angelo di Dio.Ri
tornace ad Hermogene , & menace lui legato a
acis me Partiti gli demoni, legandode mani do ,
Demoni por pò le ſpalle ad Hermogene , all'Apoftolo lo
rene e fan portarono,dicendo; Tuci hai mandaci a Giaco
Giacobo. bo per eſſere abbrug giati , & gráuemente tor
mentati v Poidiſſero all'Apoſtolo Dacci po .
teſta contra dicoſtuizaccioche poſsiamo ven
194731
dicare le tue ingiurie , & i noſtri danni taiqua
li riſpoſe l'Apoftolo . Ecco che Fileto è didad ,
* Dibuid zi a voi , perche non do legato ? Riſpoferoide
moni. Noinon potiamo toccarlo nella tua tam
Humanità mera . Diffe all'hora S.Giacobo a Filetto . Vo .

pis Giaco- glio


che rendiamo ben permale , ſecondo che
boverfo Her ciha ammaeftrato noſtro Sig: Gras vi Chri
mnene for Ecco Hermogenc legato ,ſcioglielosil she
3 od facendo Fileoco, rimaſe Hermogene tutto cófu
14:50 fo . Al qual diſſe S.Giacobo . Vattene libero
doue ti piace, perche non conuiencallaedptori
Ina noftra ,chatcuno hi cóuerti per forza. Il qua
Hermogene lo dopo c'hebbe diſtrutto iſuoi libri, ritorno
al
Chrujto . L'Apoltolo, & geccatoſegli a piedi, dille Libe
rator
LIBRO PRIMO.Ji1371

ratoridell'anime riceuiil penitence , qual alere soi- moi


volce hai ſoſteputo.come inuidiofo , & detrar- - Dios,as
core ; & così coducrtito, dopò fù perfecto nel
in timor di Dio , dimaniera che per man ſúafi fa
ceuano opere !marauiglioſe . Ilmedemo five
Maleficipor
9 de nei Maleficizi & Strigoni , li quali fpefle vol sati dal din
5. ceſono portati in parti lontaniſsime dal drauo- nolo inparci
fo ,come diremo più di ſotto nel capitolo iij. del bontane
de ſecondo libro, quando parlaremo della loroiſa hic . il .
ole crilega profeſsione ; & anco nel cap . xiij . net +4 04
quale più diffufamente trattaremo queſta naa penkit
teria . Conciofia dunque che li demoni nato so
rälmente con tanta calorica, & prettezza lipoſ
fino muouere che in vn tempo quafi impera
cerribile poſsimoandare dall'Oriente alloc
sidence, & dal cielo alla terra ; ſogue anco ;uhe 164999
poffono poprade preſtiſsimamenteno corpodo ***
úe gli piace, mentre che queſto gli ſia permel
fo da Dio . 1 oslo 1 :10 5 : 2 :09051
pozne listve. 118 Loboci
Del modocol quide gli demoni con la natural fúa vir
131* poffono pigliare corpo, e apparerem diver )
sobife forme, & fpecie . Cup , X10CW
098.8 ieriai ! $ 1537 saidia
Ossono anco gli demoni con la na
turalfva virtù , & pofſarza pigliar core!
po , & in diucrfe forme, & fimilitu ni
apparere,comedice S.Agoſtino ſoprata Game
1381 DELPARTE ESSOR C.

Corpiſogger fi'ad'liceram . Gli demoni non ſono ſoggetti altit


ci han ido loro córpi come noi mashaono quelli ſoggetti
proni .
à li loro voleri, & piaceri , & glı transformano )
in qualunque figura gli piace. Macome queſto
ſia poſsibile, voglio che vediamo. Per chiarezza
di queſto cap.fi deue auertire,che alcuni, quali
fanno preſsionenelle ſacre feritture ( parlo de
gli IſpoſitoriHebraici, come fù Rabbi Mosè,e!
ſuoi ſeguaci ) hanno detto che gli Angeli non
Angeli non poſſono prendere corpo,nemail'hanno
piglia:
poſſono pin
gliar corpo tos & che tutte quelle apparitioni, & altre coſe
ſecondo al che fileggono nelle facre ſcritoute fatte dagli
cmio
Angeli, tutte dicono effore faccésper modo di
profetica viſione,cioè imaginariamente ; e que
fto alcune volteviea fatto quâdoid'huomo: 16
Veritadella ghia ; & alereyolte dormédo .Mäib reco &perdo
Sacra ſcris , nämila riuerenza di coſtoro d efsinon faluane
tura non ſal con queſto loro modo
diparlare la verita delle
wa qa opi
wione. ſacre lettere; perciochela diaina fcriceara , cof
modo di parlare, qual in effa vſa il Spiritosaco ,
ci dà ad intendere la fignificatione delle coſe
che in cffa ſono ſtate facte , & anco il modo del
le profeciche viſioni in.effa defcritte. Quádo la
didina ſcrittura ci vuole dipigerc ,ch'alcuna ap
Ścrittura di paritionc s'habbi da intendere per modo di vi
hine come ci
dipinge le fione, pone alcune parole potriaenti a quella '
vifioni. vifione ;come geſfempiohabbiamojn Ezechie
le alviij,oucdiceil prokta Il fpirito mikuo
fra
LIBRO PRIMO : II 139
i fra il cielo, & la terra ,e mi conduſſe in Gerufa
lémo nelle viſionidel Signore. Ec però quelleco
10 ſe cheſemplicemete ſi narrano nella ſacra ſcrit
icemente anco fi deuono intendere
e cura ſempl
,
27 eftre ftate operacç , e fatte ; come in propoſito
hạbbiamo dimolte apparitioni nelvecchio.ce- Angeli fa
ftamento. Et però ſenza altra difficulta li deue Bricano allo
Evolo: alcun
concedere che alle volte gliAngeli li fabrichi corpo.
20 no alcun corpo ſenſibile ,il quale poſsieffere ve
duto dalla noſtra corporale, & clteriore viſio
fpecic nella fannoquandofabricando a:
ne, ligoneanco a

no con yna imaginaria viſione. Er quello è coſa del vecchio


1
conucnicate per çre ragioni.La prima, princi- teftaméto ..
pale è perche tutce quelleapparicionidel veca noordinarger
chio rettamento ſona ordinace a quella appari
tionc,pella quale il viſibile figliuolo di Dio apa
parue almondo, comedice Agoſtino ſanco nel
ij.libro della Trinira.La onde c'hauédo pigliam
to il figliuolo di Dio vero , & nó fantaſtico cor
po( come fifognaronoje beſtemmiano i Manis
OR
del chei) fù anco coſa conueniente , che gli Angeli *
4 pigliaflero iveri corpi,douendo apparere agli
1 huomini. La feconda ragioneG fonda ſopra le
paroledi S. Dionigio, il quale nell'epiſtola che Scritturafa
fcriuc a Tito dice.La principal caula, pla qua: crapercheco
marrii farsi
le le coſc diuine nella ſacra fcrittura ci ſono da fosso coſe si
C , c narrace lotto coſe ſengbili, caccioche cut- fibilia
16
1462 DELL'ARTE ÉSS ORC.
to l'huomo non ſolamente fia aiutato quanto
fia poſsibile dalla participatione delle coſe di
uine nell'intelletto , intendendo la intelligibile
verita ; ma anco poſsi capire le coſe ſenſibili p '
mézo delle forme fenfibili, le quali ſono come
imagini delle cöfe diuine. Et per ciò e coſa con
6 :5s sievueniente , che apparendo gliAngeli à gli huo
* mini per illuminargli non ſolamente illuminio
no il loro intelletto con la loro intellettuale vi
fione,wa che anco proueghino all'imagination
ne con l'imaginaria viſione, & al fonfo cftcriodi
da in re colmezo della viſione corporale deicorpi?
aflonti:le quali tre viſioni aſſegna S. Agoſtino
nel xij,Topra la Geneſiad literam . La terza ram
Pargratia yo gione è, perchefebene gli Angeli quanto alla
faciamo vo loro natura ci fono ſuperiori, nondimeno per
guali,agli gracia noifi facciamo eguali e compagni loro ;
Angeli.
come dicenoftro Signore in S.Marcheo ,che gli
oletti luoi nel cielo farano comeAngeli di Dio :

Et p queſto,acciocheeſsi poſsino moſtrarci la


ſua famigliarita,e compagnia , fi fanno fimilia
Simili a noi noi in quelmiglior modo che poſfono ,piglian
fi fanno gli do queicorpi, accioche pigliando quello cheè
Angeli . noftro,cioè la limiglianza de noſtri corpi, faed
ciano eleuaro l'incelletco'noftro in quelle coſe
che ſono propriamente Angeliche, fi come il
gliuolo di Dio defcendendo a noi, ci levò alle
çorc fue. Gli demoni poiquãdo G trasfigurano
ia
LIBRO PRIMO . 141

in Angeli di luce; qllo che gliAngeli buoni fan


no à noſtra vtilita.cſsi G sforzano fare per inga
parci , e por noſtra ruina . Poſſono adunque gli
Angeli buoni, & cattiui pigliar corpo , non gia Angeli nosa
per vnitgliąlla propria natura, fi comefa l'huo uniſcono i
011 mo quando piglia il cibo; ne manco per vnirgli
propria na
alla propria perſona , come fece il figliuolo di twra .
Dio affumç ndo a
da natura human ; ma per po
pl terfi moftrare , o rappreſentarſi in quelmodo,
che le coſcintelligibili, perle ſenſibili poſſono
10 eflerc-rappresetate.Et all’hora diciamo l'Ange
lo aſſumere corpo , quando che a queſto modo
forma alcun corpo atto, c conueniente alla ſua
rappreſentatione, la quale grandemente è veile
alla poſtra coſtruttiöe.Et per queſtotutte le ap
paritioni di Dio,cheſi leggono nella ſacra ſcric
tura ſono fatte per mezo de gli Angeli,i quali
formano quelle figure imaginarie ouero cor • Figu re
ginarie ing
for
porali,per ridurre l'animo dell'huomo in Dio , mano glian
Pigliarono dung quei corpi in quelle loro ap gelio
paritioni,ne i quali ſi dice, che Dio apparue; p
che ei era il fing, nel quale gli Angelico queſte
Suc rapprelenrationi corporali intédeuano ele
uare laméce dell'huomo; & p.ciò la ferittura di
uina alcuna volta dice Iddio effere ſtato in der
ce apparitioni,& altre volte gli Angeli.Necipé Angelo non
fare she l'Angelo s'ynishi al corpo in quel mo s'unifie ad
corpo come
do che fà l'anima , cioè comeforma di quello , fa Caniwa.

per
DELL'ARTE ESSÓRC .

perche fi comeóó è in poreſta dell'anima lepa


rarfi dal ſuo corpo a ſuo beneplacito' : cosi pari
mente non è in pocelta dell'Angelo l'unirſi al
corpo come forma , ma fi bene come motore
diąllo;e diinaniera, che l'Angelo a modo det
l'anima è tutto in tutto quel corpo alfonto , &
in qualunque parte di quello ,ancorcho non ſia
forma di quel corpo afonto , come è l'anima, é
nondimeno motore di quello . Et nota, che në
gli Angieli duc potenze fi ritrouano vna con
Due potenze templatiua,& l'altra amminiſtrativa |ouero el
s no nella no ſecutiua. Secodo la contemplativafi riuoltano
gelo,
à Dio, & à queſto modo no hanno bifogħo del
corpo affonto. Con l'amminiſtratiuä poi diſce
dono a noi, & à noi condeſcendono, & per me
glio poter fare queſto ,hāno biſogno del corpo
affonto.N'hanno anco biſogno per fare alcune
operationi. N'hanno bifogno per manifeftare
fe ſteſsi.N'hanno biſogno per confortare noi;
& rallegrarfi nelle cofo fpirituali.Et per queſto
aſſumono quei corpi,come iltromenti, & orga
ni per operare; & come ſegni per manifeftarf;
& comeveſtimento, & habitatione per conuer .
fare con noi.Et però il corpo affonto s'vniſſe à
Angeli per gli Angeli,comevn'iftrométo a'chi lo adopraj
inftro bilo- comc legno alſignificato fuo ; & come habita
gno pigliano cionc à chi dentro gli habita.Et queſto loro pi
carpa .
gliare corpo è fatto più por noftro biſogno , &
vtili
LIBRO PRIMO. 3 143
1 vitità , che ſúa . Ec perchè il fine ricerca diners Fine ricerca
T1 ceſsita quelle coſe che ſono 'ordinate a tal fine, le coſe ardia
& il corps organizato , & formato : Q : Gimilismatealfine
tudine dell'huomo èmolto conucnicnte all'o
perátioni delſpirito ragioneuole , & più che
preſſamente ſignifica ,&comc belliſsimovelti
5 mento ( permodo didire) adorna; per queſto
I'Angelo piglia ilcorpo più preſto formato a' G
miglianzahumana , che altro corpo . Et quello
che dico degli Angeli buoniintorno al loro be
ne operare à noftra vtilica,ilmedeſimodico de
gli Angeli catciui nelmale operare, che fanno Auidifono i
nci corpi allonci;poiche ſono tantoauididella demoni delo
la noſtrata
noftra dannatione,quanto gli buoni della no- masione s
ftra ſalute.Ne ſono manco pocenti naturalmen
2다. te nel fabricare,& pigliare detti corpi de gli An
geli buoni,mcotre che queſto gli ſia permeſſo 1

da Dio . Quelto anco fiproua có ragione natum.


rale ,pche cutto ciò che colmoto di queſti cor
pi inferiori può effer fatto dalla natura , il dia
uolo lo può fare; & perche il ſuo apparere in Apparere
f diucrſe forme, & fimilitudini nó èaltro che fin deldemonia
gere un corpo ,accioche paia humano , è leoni- Che cosas ficam
< no,ouero d'altro animale ,la qual firtione confi
fte nella figura ,& colori, & tutto queſto fi. fa có
il moto locale. Et che queſto ſia vero ce lo inſe
gna l'elperienza dell'arte del pingere , poicha
col motolocaledi Pittorilafanno, aggiongen
do ,
144 DELL'ARTE ESSOR C.
ourie suit dolébádo,mucando,& difpofiendo ,có tal dior
- do detti colori con li loro iſtromenti . Poſſono
szo . , ' * adunq ucli demoni in qualunque specie appare
re;perchefcome dice SiAgoſtino nel libro delo
le lxxxiij.qucftioni ) ildizuolofiidà alle figu.
re,fi accómoda à licolori,s'accoltaalli ſuoni;G
ſottopone à gli odori, & iſ nafdandene i faporii
ſegue dóque, cheil diauolo può fare tutto quel
lo che può farela natura creata ; percbe ſendo
cidi naturafpirituale, la qual'è piùeccelléte del
la natura corporale ,è coſa conueniente cheq ,
Marmora com Ata natura corporea ſia ſoggetta alla ſpirituale,
geita, a deo & in qualche coſa gli rédaobedienza . Queſta
monio , obedienza non la può hauereil demonio quãto
all'augumentare,oucro alcerare alcuna creatu
ra,ſi come anco non può introdurgli, ne dargli
la forma ſpecifica ;relta dunque che habbi quc
fta obedienza quáro almoco locale . Et concio .
fiache colmoto ogni corpo per condenſatios
ne,rarefatione , & applicatione delle coſe acci
** ue naturali poſsi eflere figurato , & colorato;fo
gue adanque conclufiuamente , che gli Angeli,
poffono dimoſtrarſi in tutte le fpecie. Ilcheno
eſſo alla ſacra ſcriccúra , &dotto
Apparizioni è dubbapiopr
in che modo ri Catholici;perche in varij luoghi della diuina
faano faste. ſcrittura filegge,li Angeli buoni eſſere apparſi
in varie formc.Et queſte apparitioni ſono fatte
con vnacerta tenebrofica , candalqualealle pol
ce
:: LIBRO PRIMO .' ! 145
de alcune coſe ci ſono naſcoſte, & altro volte di
moftratc , & cogita cecita erano accecati glioc
chideiduoi diſcepoli che andauano in Emaus,
quando caminando con Chriſto Giesù non lo
conobbero ; come anco fanno le Streghe appa
rédo i varie forme, verbi gratia d'un cane, d'vn
gacto ;d’un'aſino, ò d'altre fimiliforme; & fico
me apparueil diauolo à Chriſto in forma hu
mana per centarlo , & a molaj fanti in forma di
belliſsime dóne che gli accarezzauano , fino có
il coccarli la barba,come finarra nelle vice de
fanci padrid'vno Eremita, al quale apparue il Eremita
diauolo in forma d'vna bella giouane. & talmé ſchedemornito
nio
dal
te l'induſfe cóle ſue tentationi , & luſinghe, che
lo diſpoſe al ſporchiſsimo atto della luſſuria ,il
quale diſparendogli ſenza laſciargli compire
tal’acco, ſcherni l'Eremita ,à cui haueua perſua
forale ſporchitia , & leuatalila potcftà di farla.
Es come anco fece à fant'Antonio ,moſtrando
glı vna malla d'oro,& ad vna Monaca apparca
dogli in forma d'una belliſsima lattuca , come
narra S.Gregorio nçi Dialoghi ſuoi , & come
ſuolfare alcuna volta trasfigurandofi in Ange
lodiluce. Ma qui potrà auertire il benigno let
tore che il demonio in õite ſue apparitioni che Anparitio
fåa glihuomini,alpai delle volte appare in fii ni brucifsi
gurebrutciſsime,edimaniera cheſe Iddio lo fa me dei de
celle appartre nelcorpo aflanto , ſecodo ladet monio.
K formi
146 DELL'ARTE ESSOR C.

formità corriſpondente al ſuo peccato ,móſaria


huomo viuente, che poteſſe.tollerare cosihorri
bile , & ſpauentoſa viſione. E perciò dicono al
cuni contéplatiui , che la ſantiſsima Madre di
Dio Maria vergioc addimādò al ſuo vnigenico
figliuolo di non vedere queſta beſtia horribile
nella morte ſua. Et è da credere che il ſuo dol
ciſsimo figliuolo Chriſto Giesù gli haueſſc ciuc
Jato la brutezza del demonio,ſendo ella in vita.
Et per ſfto i pittori pingono gli demoni in alle
piùbrutte, & difformieffigie di beſtie che ſi por
fino imaginate , & che poſſono ritrouare , il che
ſommaméte ſpiace ad eſsidemoni.Nara a que
ſto propoſito Gulielmo Torani nel libro che fa
Eſsepio di
pitcore, il quale
pitture diuo de Bello dæmonum ,d'un certo
so di Maria ogni volta che gli accadeua pingere l'imagine
Vergine diMaria vergine ,la pingeua più bella che a lui
foſſe poſsibile. E quando gli occorreua pingere
il demonio ,lo pingtua bruttiſsimo quanto po
tcua; & in fare õſto poncua ogni ſua induſtria ,
& arte. Per il che ſdegnato il demonio contra
qfto pittoro, procurò la ſua rouina quanto puo
te,dimaniera che fece innamorare il detto pie
( torc in vna moglie d'un ſoldaco di quella citta
& 'con fi deftro modo poſe tant'ardote d'amo
re fra di loro , che s'accordorano inſieme. Et
vna notte pigliado certe gioie , & altre coſe pre
tioſe ,furtiuamente fi parcirono.Il che vodendo
ind il
LIBRO PRIMO 1: 1 147

il demonio ,faliſopra vn capanile , e cominciò Demonio


a daremarcello alla căpana,come ſi fa quando che da mer
s'accende il fuoco in qualche caſa, quero quan alla cã
do licccita il popolo ai pigliare l'armi. Vdendo pana.
qtto quelli della Citta' ſcorrendo chi qua, & chi
là ,addimādauano la cauſa di qſto fatto . A quá
di riſpoſe il demonio in formahumana ;che quel
pitcore portaua via la moglie di quel ſoldato .
E correndo tutti fuori della cicca ,pigliarono il
pictore con quella donna, & gliçóduſſero nella
cicta , ponédogli ambi dui prigione ſeparatamé
te . Et lendo il marito di qlla dona preſente à q
ſto fatto , tenendo per fermo , che il giorno ſea i
guente ambidui foffero giuſtiziati, doledoſi del
la bellezza dei capelli di ſua moglic li tagliò ,
portādogli a cala ſua. Stádo adunque ambidui
prigioniſpauentati peril fatto , ſpectado lamac
- cina d'eſſere giuſtitiati,il pittore ſi raccordò det
la madre di miſericordia Maria vergice, quale Pittore che
egli pingeua belliſsima , & fi raccomandò à lei
i divotiſsimamente pregandola ,che voleſſe libe Je racc oman
- da a Mari e
0 rare ambidui da così grā pericolo. Alli cui prie vergine .
ghi non mancò la Regina degli Angeli,la qua
le apparendogli nella prigione fligolli da’lega
mi có i quali erano legati , & aprendo le prigio
ni, gli cauò fuori, e comádò al pittore chandal
ſe a caſa ſua; il medeſimo anco fece alla donna ,
comandádogli che ſecretaméte andaſſe a cala ,

K2 & fi
148 DELL'ARTE ESSORC .
cfi poneſſe in letto appreſſo il marito ſuo.Il che
adempirono a punto y punto ambidui. Sueglia
to adunque il marito ,eritrouandofi la moglie
a laco ,ftando tutto ſtupefatto ,addimádò chiel
la fi foſſe.Al quale riſpoſe la donna chi altro vo
lece ch'io ſia, fe nó la voſtra moglie? Alla quale hu
diffe il marito . Non t'hò io pigliato hiericolta!
pittore, & ti laſciai prigione? c per tegno', ioti
tagliai i capegli con lemieproprie mani, portá
dogli con me? Riſpoſe la dona;voi vi fete fogna
to tutto queſto ſignor mio . Il quale leuandoli
n
dal letto,c cercando quei capegli,no gli pote
Miracolo di ritrouare; & la donna li moſtraua il capo coi
Maria ver- capegli ſenza alcuno mancamento. Adádodun
gine. que colui da gli altri cittadini ch’orano con lui
in tal preſaglia ,addimadogli feli raccordaua
no di Gllo tal fatto .I quali diſſero che si;& gli
parrò come la ſua coforte era in caſa fua có tut
ci i ſuoi capegli;& come ella diceua , chequeſto
cra vn ſogno .Andarono parimenti a caſa di Ql
pittore, & lo ritrouorono occupato nelle ſue pic lofa
ture, comes'ei non haueffe fatto alcun male ; c
finalmére conchiufero,che queſto fatto cra Ata
to vnſogno ;e queſto per i meriti di Maria ver
gine, la quale volſe faluare quelli dui, che có tá dice

diuoti
taSi può oneprefende
gli reera norac comandati.Di qua
nto il demonio habbi
com ,qua
Demonio de
ſiderad'efje permale l’eflere ſuilato po;iche ſianonella pro ia
pr
LIBRO PRIMO 149
lle ptia figura cerca d'effore riucrito. E quantuque re riderita
ved egli commuvemente appaia in figure brutte,& nella ppria
do ingánò ge,cioèdiſer
mi,comefipin
diforquan
might fece pente , comefigura .
ocale ódimeno (peſſe vol- .
Eua,n
brobe ice(permettendoglielo Dio)bi trasfigura in An
a quiet gelo diluce (come dice S. Paolo , & in fpecie del
illo ,ò di Mariavergine,ò d'alcro ſanto ,ò
a com Crocifper
30, lanta, effero adorato come Chriſto , & riuc
l, pues titocome lanco,per indurrel'huomo nell'idola
cele tria.Ma quì pocria dire qualche ſpiricolo intel
2019 letro;come lipuò conoſcere,che eglifia ſpirito Segnilpereo
cactiuo ch'appaia? A quelto fi riſpõde, che per nofcere. Cape
apex
ions
quattromodi,e ſegni lipuòconoſcere. Il pri- paritiõibuo
mo èchele benegliappare inſimili figure, nó time.
dimeno chicon diligenza offecua queſte appa
uration titioni, vedrà che sépre porsa ſeco qualche dif
formica' notabile,come faria corne;coda, ouch
himlle to alera:ſimile cofa.Il ſecodo ſegnoè ,che appa Segni ewida
ve
zdi
Teado egli,ſemprenelprincipiorallegra l'huo ni delle ap
mo,&quando ſi parte,iolaſcia fconſolato;ilcui paritiõi
boliche,
dia
siene cótrario fàl'Angelo buono, qual nel principio ..ifondres
maliy turba come habbiamo in Daniele al x.capo di
Del Gabriele , quãdo apparue a Daniele , & in S. Lu
pie caalprimo,quádo apparue a Maria Vergine,
kecil di cuidiceilcelto iui, Fù curbata nel parlare di Indone il
Dia quello si& nel partiteluo laſcia l'huono pieno demonia
d'allegrezza.Ilterzo, ſegno è, che egli indorra l'huomo nel
Jo duenao acl male che gli perſuade ; comedi ſuo
res
appare
K 3 chia
150 DELL'ARTE ESSORC .

chiarò il Serafico padre noftro S.Fráceſco a fra


** te Ruffino ,ſendogli farce fimili apparitioni,co
me habbiamo nelle croniche dell'Ordine. Il có
-trario fà l'Angelo bijono , il quale non indurrà
l'huomonel male,ma lo diuertiffe da quello;lo
mollifica; & l'inchina al bene. Ilquarto ſegno è ,
(che ſe quello a cui apparo gli rilpódera có qual
che brutta ,c ſporca parola detta in ſuo diſprez
Sdegmoſo è szo, e vergogna , ſubito ſpare; comchabbiamo
il demonio .
nella ſopradecra cronica, che volendo S. Fráce
pre pargivet fco liberare il predetto frare Roffino da quel
** la tertatione, fra l'altre coſe le diffe . Accioche
cu ſappiconoſcere ,che õllo che ti apparue in
forma diCrocifiſſo non è Chrifto , ma il demo
--nio , quando vn'altra volta ti apparirà , & dira
io ſono Chrifto riſpõdegli queſte parole. A pri
Ja bocca ,ch'io te l'empirò di ftercozil che ta
"Parkingas a condo frate Ruffino, fdegnato il demonio , con
gran cumulto fi parti,fracaſſando pieţre , & rup
pi ſuõlmõtelanto delle carceri , doue finaldi
Ruina fatta
daldemonio d'hoggi appare quella fi horribile rouina fatta
(come fidice ) da queſta beftia infernale, Ergſte
apparitioni, & trasformationi(ricornádo alno
ftro propofito )ſuol fare no ſolamēce in fogno,
Apparitia- ma criandio quando l'huomo veghia '; perche
ni fattesiel nó bafta al diauolo eſſere adorato quãdo l'huo
giorno..." mono hal’vſo della ragione,perche iwino può
come auiene nel ſogno ; ma ceria
effere peccato
c2
OLIBRO PRIMO,

4, ca di far queſto quando l'huomo veghia , accio


che Iddio maggiormente venga offelo , & per
hauer maggior poceſta d'incrudelire contra il
11 genere humano , permettendoglielo Iddio , &
O procurandolo effo nemico noftro . Et tutte que
Ité fittioni corporali ch'ci moſtra , come faria
quando ciſifa vedere nella forma di lupo , ò di
leonc , ò d'altre ſimili figure, fa colmoco locale; Figura il de
come habbiamo detto di ſopra ,aggiõgedo, lmi monta l'Arte
puendo,mucando,& diſponendo glicolori, in- rere nel fuoapps
,
durando , & condenſando l'aria , & colorādolo .
Et queſti ſono corpiveri quanto alla figura, &
allicolori,altrimente non potriano eſſere vedu
ci con gli ſenſi eſteriori; & anco perche gli acciais.
denti,comeè la figura , & il colore, non potria
no ftare iui ſenza ſoggetto.Et s'alcuno addimā Maſchine
daffe pche cauſa alcunidemoni apparino alle femine come
4 voltein forma d'huomini , & altri in forma di fe
mine ; fe gli riſponde, che ancorche i demoni no
11 fiano maſchi,ne femine ; nondimeno alcuni di
loro alle volte apparono in forma, & fpecie di
donnc, & altri in forma d'huomo; & la cauſa è,
perche ad alcunipiace la côpagnia de gli huo
1 mini,& ad altri quella delle donc ; & qlta diuer
C fita naſce dalle varie diſpoſitioni che eſsi ritro
vano nelli huomini ,& donne,per poter rouina
re l'vno , & l'altro ſeſſo, con le loro tentationi; &
diğſto n'habbiamo l'effempio nella facra ſcris
K 4 Chra
153 DELL'ARTE ESSOR C.
tura ,di Evaprimanoſtra madre, della Ficoner
1a,& di molte altre donne ,col mezo delle qua ,
li il demonio ha fatto gran guadagno à rouina
del genere humano. Il medefimo dico de demo
ni che s'accoſtano a gli huomini,& non alledo
ne.Per queſto egli ſi ripoſaua,più có Egea,che
con Maſsimilla ſua moglie; e più có Maffencio,
che con la ſua conforte. Nè s'accoſtata queſto
maledetto a Maria Vergine, a S. Catherina, L4
cia , & altre lapte vergini,c donc , ple quali egli
ha fatto gran perdita d'anime, che per la predi
catione loro G ſono cóucrtite a Chriſto.Et s'al
cuno addimandaſſe ſe gli demoni apparino a
Demoniſe tutti glihuomini al tempo della morte ;ſe gli ri
apparino . {póde,che intorno a queſto ſono ſtate duc opi
tutti imoriē nioni,vna delle quale ciene la parte negatiua, &
ti ordinai ia
menie . Gi sforza anco difenderla con queſta ragione.Se
gli demoni appareſsino a cutci quelli che muo
rono,ò che appareriano ſecodo la forma della
propria foſtāza loro,oucraméte nei corpi affon
ci. Quanto al primoinodo (dicono coſtoro ) no
pare che ſia poſsibile; perche l'occhio corpora
le non può naturalmente vedere la foſtanza al
Occhio ' coro ſolutamente ſpirituale, & la ragione è quelta; p
purale nun che tra la cola viſibile, & la potenza vifiua firie
può vedere chiede conueniente proporcionc , & conucnien
foftanza. za, la quale non ſi ritruoua fra la ſoftázadel der
lavirituale
monio , & l'occhio corporale . Se apparcfforo
nei
LIBRO PRIMONIO

nc i corpiaffonti;fariáno vedutida cutti; il che:


è falſocomevediamoper la concinoúa iſperié.
za, & anco per quello c'habbiamo nel ji de' Rè,
00
al xxviij. di quel demonio ch'apparuc-locco
ó la figura di Samuelle , veſtito a modo di vec
chio , quale ſolamente era veduto da quella Fi
La toneffa , & non da Saule , e fuoi feruidori , ancor
che tutti vdiſſero la voce di qllo demonio . Por
la quale rágione vogliono coſtoro affermarc,
cho gli demoninon apparono a cuttiquelli che
morono . Altri come Bartholomeo Sibilla nel Demoni cão
fuo Specchio,eſuoiſeguaci dicono, che.com munemente
muncmento i demoni apparono a cuçtiquelli apparono
quelli che
che muorono,& paffano di queſta preſente vi : muoreno.Luego
ca , & prouono queſta veriſsima conclufione có
ragionc,autorica, & eſſempi. La ragione è que
Ita.Il demonio non èmanco inchinato , & folle
cito ad ingannare, & procurare la dannatione
2 dell'huomo,che l'Angelo buono ad aiutarlo , & Angelo buco
1 cuſtodirlo ;l’Angelo buono mainon laſcia d'aiu no sépre ain
tare l'huomo, perſuadendolo ſopre al bene fisa thusmo
toall'ultimodi fua vita,quando l'anima è fuo- in queſts vil
ri delcorpojaſsiſtendogli apparendoglijaiutano
dolo, & perfuadendolo al bene;adunque il des City by
monio fara' il medefimo nel procurare la dan
Do · Qatione dell'huomo.Adducono parimehce l’au isvies,
ľ torsta della facraGenel al iij.oue Iddio parlan vivi
PO do al ferpence dice. E cu porrai l'inſidic al cals
- са •
354 DELL'ARTE E SFORC:

cagno dell'huomo. Que dice la chiofa ordinad


ria , cioè al fine della vita dell'huomo.Et neil Ec
clefiaftico alxxxviiij. dice la ſcrittura, parlādo
dei demoni. Sono fpriti che ſono ſtati crtati a
vendetta ; i quali confirmarono col furore loro
i ſuoitorméti, & nel tempo della conſumatio .
nc adoprarono le virtù . Le quali parole iſponé
do il predetto dottore nel medeſimo libro ,l'in
tede delli Angeli cattiui ch'apparono a gli huo
mini nella morte.Et ſopra quel paſſo del ſalmo
lv.Offeruaráno il mio calcagno, dice. Per il cal
Calcagno
dellihuome, cagno ,qual è il fine , & eftremica dell'huomo,
che coſtifie s'intende il fine della vita humana ;quale ilfpiri
gnifican isto malegno particolarmente oſſerua,ponendo
gli ogni forte d'inſidie, fapedo che il cadere del
l'huomo in gll'hota ne i peccati glie dānacio
ndeterna.Et S. Gregorio nel primo de iMora
li.cap.vij . dice! Quando il noſtro nemico no ci
batce, & flagella nel principio della noſtra ope
ratióe, & che nel camino dinoſtra vita nó ci am
Durifimi mazza ,nelfine ppara più duri lacci alla noſtra
Lacciprepao
ra il demo ſalute, & tanco più ſolecitamente ci pone aguai
mio alfine ti , quanto che egliconſidera , che ſolamente gli
dellöhuomo, refta il fine dell'huomo per ingannarlo . Er il me
deſimoſopra S. Luca ,al xviiij. capo dice. Il dia
Diamolo nel uolo nel fine della vita humana viene a i buoni ,
bamorte ap & ai mali ,talméte che fino a Chriſto nella mor
pareatuuri.
te ſua apparue;ma niente vi porè ritrovare del
fuo
LIBRO PRIMO " iss

+ fuo ,come egli teſtifica in S.Giouanni al xiiij. &


B queſto fece ilmalegno, perche vedēdolo mori
Fe comehuomo'mortale, fi credeua ricrovare i
Ehrifto qualche coſa del ſuo . Ma fi come egli
era venuto nel mondo ſenza peccaro , cosi pari
máte ſi parti dalla corrottione di quello ſenza
peccato. Viene parimnente a i buoni(dice S.Gre
18 gorio )ouc ritruouaeſſere ſtato alcuna coſa detippare il
fuo ,ma per queſto non gli può rubbare, & có- buoni nelles
durglià dannaciono,perché Chrifto ha pagato mortcos :
il debito per quelli, cancellando i loro pécca = ? am 3. **
EiVicne anco a icattivi ; & reprobi,oue ritroua
aſſai del ſuo, cioè gran peccati , & gli conduce
all'inferno.Poi ſegue il predetto ſanto , & dice.
Gli ſpiriti malegni angoſtiano l'anima d'ogni Angoftiano
banda nel tempo della morte, quando no ſola- ifpiriti male
1 mence gli rinfacciono gli peccati commeſsi cô gniěpo l'anima
alt della
l'opera,ma ancora con le cogitationi, & paro morte ,
le; accioche fi come prima li ſono delettati in
quelle nella vita loro , cosi'nell'eſtremo da tutti
fiano angoſtiari . Et canto più grauitentationi
pongono alpeocatore , quanto maggiormento
To veggono auicinar fi al ſuo fine. Dalli eſsepij ,
poi habbiamo il noſtro propofito , & prima nel Diamolo eso
$ la vita di S. Martino, al quale apparendo il de- pare a far
. e
monio nella ſua morte ,gli diſſe qſto S.Che coſa
fai quà ò beſtia languinolente ? Et nieleranſito
diS.Girolamo narra Cirillo , d'Euſebio diſce
polo
156 DELL'ARTE ESSOR C.
polo di S.Girolamo, che nelfine di ſua vita gri
dauaa i frati,ch'erano iuiaſsiſtenti, dicendo. O
fraci, ò frati aiutatemi acciocheio nó peritchia
Nog vedece forfi le battaglie , & ſchiere de' de
moniche fi sforzano di condurmi all'infernor
Ex per conchiudere quanto ſi può diredell'ins
fidicdiqueſto fanguinolente, & inſatiabile ho
micidiale deldiauolo contra l'huomo è dance
Furare di
care,che Lucifero ſubito che conobbe dal prin
Luciferocă- cipio delſuo cadimento d’hauereirreuocabila
tra il genere méte perdutoil poſſeſſo di quelle fedie celeſti,
humano. tocco daldolore dell'inuidia , intrinſicamente,
accio chel'huomo non Califfo la douc egli era
ſtato ſcacciato ,cominciò co tutto il sforzo del
la ſua malignita furiare contra l'huomo; di ma
niera che no folaméte nella morte,ma anco nel
la vita contutte le ſue forze fi muoue contra di
quello. Nella vira cominciòaofuriarccontrai
priminoſtri paréci nella ſacraGenefi al iij.quá
do ſotco coperta di ſerpente inganno la prima
noſtra madre, & p mezo ſuo fece peccare l'hua
mo,dimoſtrandocon le ſue parole Iddio effe
re mendace, & inuidioſo, quando diſſe . Voino
slow morirete;sa bene Iddio che in qualunque hora
Roninò ilde voi mangiarere del legno della vita , farete co
monioil ge- me Dei.Nel qual fatto non folamente infetto ,
nerehuma. & rouinò i corpi de i noſtri primi paréci ,ma an
miparensi. co i noſtri comequelli che radicalmentecraua
mo
LIBRO PRIMO. 157
mo ne i lombi loro, infettandogli con gli ſtimo
li della carne; & dopo lui tutta la ſua pofterita
con mille modi mortali corroppe. Nella morte
poi il demonio non cella di trauagliare gli huo
mini;percioche offeruá con ogni diligenza que
ſto fine dell'huomoper farlodaonare, &fiede monio
Offermailde
ilfine
come leonenella ſpelóca ſua per potere diuora dell'huomo.
Te ciaſcheduno , & ammazzare gli innocéti che
da queſta preſente vita li partono in gratia di
Dio ; Alla ragione di quelli che tengono la par
*te negatiua liriſpóde,che le apparitioni dei de
monia quelli che muorono ſono imaginarie;
perchegli demoni col muouere gli humori, & niApparitio.
deidemo
sāgue,formano certe imaginationi che rappre ni nella mor
ſeptano eſsi demoni a quelli che muorono , Et teſono ima.
quello cheè viſto imaginariamente non appa ginarie,
1 re ſeno a colui,alquale è moſtrata tal viſione,
come è manifeſto ne i Profeti; & però così può
' eſſere nelle apparitioni diaboliche. Vn'altra ri
3 ſpofta più magiſtrale ſi può darc,la quale è que
0 Ita. Gli demoni, & gli Angeli buoni haono quel Angeli, a
la medeſima potefià ſopra i corpi da loro affon animebeate
ci,ch'anco hauerāno l'anime de'beati ſopra i lo hanno una
-3 ro corpiglorificatinella cui potefta.Secodo s. fta nell'ap
Bonauentura nel iiij. deſtin . 49. art.ij. 9. ij.fa- parire .
ra ,che i loro corpiſiano veduti,o nò , &che ſia
no veduti da vno,ouero da più,& tanto da lon
3 tano ,quanto da preſſo ;di manicra che ogni at
cione
358 DELL'ARTE ESSORC.
tione corporale fara in poteſta dell'anime ,al,
Mostrar e f i trimen te ilcorpo gloriofo noſarebbe inſtromé
Angelideli toperfettamente vbidiente all'anima.Ilmedeli
huomini Je- modico delli Angeli buoni,& dei demoniche
condo gli pa in loro arbitrio è l'apparere ne i corpi afſonti,
& il non apparere, il moſtrarſi ad vno, ouero à
più ; & tanto di lontano , quanto d'appreſlo .
L'eſſempio habbiamo dell'Angelo buono in
Daniele alx.cap. & di Chriſto glorificato nei
fatti Apoſtolici,alix.il quale apparue à S. Pau
lo ,che da lui ſolo era veduto,& non da i ſuoi có
pagni, iquali ſtauano ammiraciui, vdendo la
voce di Chriſto ſenza vederlo .
Dellecoſe chefogliono vomitare glimaleficiati quan
doſiriſoluc,& diſtrugge il maleficio , ſefieno
coſi vere,ò fiticie.' : Cap. X11.
O CLionogli curiofi, & eleuati intel
Ammiratio letti ammirarſi quando veggono ,ouc
ne d'alcuni.
ro odono dire chegli ſpiricati, & ma
leficiati vomitano, & getiano fuoriper bocca ,ò
di ſotto certe coſe , le quali è impoſsibile che
l'infermole poſsi inghiottire ne intiere,ne in
Siſodisfa ' pezzi.Mainuero ſeleggerannole coſe che di
turioſoles-o ſopra habbiamo detto della ſcienza , & poten
torii za diabolica,& vorāno intédere le ragioni,con
,&
coſe ,ceſara in loro la merauiglia , & reſteran
no
. LIBRO PRIMO, 0 159
-hochiari di quello che ſi debba ritpondere in
torno à gli effetti mirabili di queſta creatura
dannaca ,& reprobata da Dio , cioè del Diauo
10, quandooccupa, & poiſede li corpi humani,
come faria vomitar chiodigroſsi, capegli, pie
od tre coltelli,ſolfore,agocchic ,& altre coſe limi
A dijoutro quando fi ritrouano ne iletci- piumein
Di genioſiſsimamente auiluppate , & acconcieľ'və s.4.4 * '
OK na nell'altra. E chiaro dico in che modo queſto Demoniome
poſsi eſſere perche, ò che ſono illuſioni del dia fra coſemais
uolo che fa apparere quello che non è , in quel rabili,
modo che nel precedente capitolo habbiamo
detto ,cioè con quella cecita ;con la quale ci mo
itra , & fàapparere quello che non è ,condenſan
do l'aria , & figurádolojouero che ſono cole ve
te, fabricate da lui inuiſibilmente , mediante il
motolocale diqueſte coie inferiori, con il me
'zo degliagentinaturali, & poi viſibilmente le Malie come
manifefta , & talmente, che alcuna volta fa en entrino np i
trare,& vſeir ovn picciolo buco vna coſa grof- corpihuma
fiſsima: perche a luo beneplacito'la ſpezza , & nie
riuniſce,ſendo inſua potcfta il muouere locale
imente tanto la cofaintiera, quanto anco le fuc
parti,comehabbiamo detto diſopra. Ma qua
to a queſti mirabili effettidel diauolo , quali di coſe vomita
de Sopra habbiamo narrati,ſono ſtate diuerſe opi tedamalefi
ciati,ſefiano
i nioni,ſe poſſono eſlere coſe verc,ònò ; &i ſe víci vere

fcono realmetoda glicorpi, ònò Voaldello qua


li dice,
( BGO DELL'ARTE ESSOR C.
li dice chedopo che gli ſpiricati, opero malefi
ciati haono riceouto il vero rimedio della loro
liberatione , vomitando per bocca, puero di
lotto agocchie, capegli , chiodi pietre , & altre
coſe limui(il che par coſa mirabilc ) dice que,
fta opinione,che Satana per poter meglio ingā
Satana co
me cerchi pare gli hyomini, fà apparere queſte coſe cosi,
d'inganna a fine chepaia coſa miracoloſa ,quando ſi vede,
re . & conſidera queſte cole eſſere dital natura, for
- ma , & qualita,che impoſsibile ſaria,che potel
ſero entrare pel corpo humano per via natura
le ,etiandio ſpezzate, ma che in verita non ſono
coſe vere, & naturali; il che appare, perche ven
gono , & yſciſcono fuori del corpo, ò per vo
mito ,oucro di ſotto , & appaiono nel principio
fra quelle materie liquide , quando vfciſcono
1
del corpo;ma ſe le ſeruarai per ſpacio di ſci,oue
ro otto giorni,vedrai che li liquefaraono , & an
botts 15 daranno in niente,ilche non fariano ſe foſſero
cole vere , & reali,ma ſi coſeryariano ncha ſua
forma. Queſta opinione ancor che dica molce
Rifiutaji
vn'opinione coſe chein vcrita poſſono cflerç vere; nondime
intorno alle no quanto à quel che dice che queſte coſe non
malie.
ſono vere,perche ſi conſeruariano nel ſuo co
re, & forma,dice coſa che manifeftaméte è fal
fa , & contra la cotidiaga iſpericoza , la qual per
che è maeſtra di cucci,io addurrè, acciò non pa
ia ch'io parli dimio capo , & non fecondo la ve
. rita .
LIBRO PRIMO 161
rita .Nella Marca d'Ancona è un certo luogo,il Mirabili
qual fichiama Monte Brandone,nel quale èfa fastidiMö
te Brädont.
ol
bricata vna Chieſa ad honore di Maria Vergi
ue , oue Iddio opra molci miracoli ad honorç
della ſua madre ,alla qual molti ſpiritati da lon
fani pacfi vēgono p poterſi liberare da tal vef
fatione ;oue è il macello del beato Giacobo del
l'ordine del padre S.Fráceſco ,il qual per gli me
2 riti di quello, non ſi toſto è poſto ſopra vo ſpiri
o stato ,che {ubicamente ſi libera; & s'egli è male ,
ficiato getta fuori tutte quelle coſc maleficiali;
1 le quali colte da i frati.di quel luogo, lono appe
el ſo a' i muri della Chieſa, le quali ( ſecondo ho in
tclo da perſone degnedi fede) fino al dì d'hog
gi anco ſtanno iui , & poſſono eſſere vedute da
Eucci,le quali ſe foſſero coſe ficcicie , come di
ce queſt'opinione, non ſi conſervariano , & ve
driano per fi longo ſpacio di tempo . Oltra
*****
di queſto addurrò due altre iſperienze acciò
meglio fia conoſciuta la verita . Nella Città di
OB Bologna fù yn certo Reuerendo Prece che fi
chiamaua Don Antonio Rettor della Chic.
Efforciſta
fa di lanto Antonino , qual morſe l'anno del mii abile nel
if Santiſsimo Giubileo 1575. huomo in vero nel La Citta di
it fcongiugare , efforcizare , & ſcacciare demoni Bologna.
po cfpertiſsimo, &terribile,come che per 30. ap
ON ni fi foffc eflorcitato nell'efforcizare , & fcaccia
re demani da'corpi humani, da qualmolci ſpie
L ritati,
163 DELL'ARTE ESSOR C.
ricati ,conl'aiuto, & gratia diuina furono libera
Fatture vos ti,appreſſo di cui molte coſe mirabili vomitace
mnitate de daeſsi ſpiritati già viddi; lequali io con le pro
fpirisasi. pricmanipiù volte ho roccato,fra quali ho via
fto due caſtagnegroſsiſsime,in vna delle quali
cra vn Paolo d'argento , che poco ſi vedeua , &
non fipoteua conoſcere come gli foſſe itato po
Ito dentro , non eſſendo ponto rotta la ſcorza
fe non quanto apparcua Il Paolo. L'altra era
piena d'agocchic da pomello, è da mazzuola ,
che crapaflauano da vna banda all'altra, & con
fi bell'artificio ,che pareuano effergli pate den .
tro ; & molte altre coſe degne di ammiratione,
le quali longo tempo ſi riſerbarono appreſo
di lui,& anco appreffo di molti altri Exorciſti
ho veduto calicoſe.' Ma che biſogna più direz
Ancorche il mio teſtimonio fia minimo, noore
ſtaròperò per queſto di direla verita. Stando
Efponiewal jo in Bologna hebbi per le wani vna giouane
dell'Auto-o di dieciſerte anni,qualeera vellata , & oppreſſa
dal diauolo,la quale io ho eſforcizato per ſpa
tio di dui anni; & anco da molti altri Efforcifti
è ſtaca (cógiurata,la qual ſpeſsilsime volte nel
la congiuratione vomitò chiodi , & agocchie le
gate inſieme con capellidi donne con mirabile
magiftero acconci; liquali ho riſerbato più di
dui anniper conoſcere la falſita'di queſta opi
nione; & molte altre eſperienze potria addur
re
LIBRO PRIMO.
163
13 te contra queſta opinione , che per breuita la
ſciarò. Hò però voluto referire queſte , accio
che ogn'uno poſsi vedere, & conoſcere quanto
queſta opinione ſia falſa.E vn'altra opinione ſo
pra dició, la qualc dice che il demonio (perché
il fatto paia miracoloſo ) nel tempo che il male
fiçiato è prouocato al vomito , ouero al biſo
00 gno del corpo per diſocco , velociſsimamente,
& inuiſibilmente porta iui queſte coſe, piglian
dole in altre parti , & ſono coſe vere , reali, &
C naturali , le quali con tal deſtrezza , & modo
con la naturale lua potenza inſeriſce nel vomi
to dello maleficiato , che piuno ( quancunque
C
cſperto ) ſe ne può accorgere . Queſta opinio Dichiarafo
ne moſtra la verica in quelto , che gli demoni una opinio
poſſono portare quelle coſe da parti lontane; ne delle ma.
.
ma ſe negafle che gli demoni non poſsino por
tare nel corpo humano quelle coſe , ſarebbe
falla, perche (comeè detto di ſopra ) le poſſo
00 à ſuo piacere diuidere, & riunire inſieme:
concioſia che poſsino muouero localmen ,
se le loro parti come gli piace , & intro
metterle nel corpo , & poi cauarle
fuori, ſe gli piacera'; & queſto
poſſono fare con la natu
rale ſua pola
ſanza .

L 3 Come
DELL'ARTE ESSÓRC
164
Comegli demoni ne i corpi aßonti poſsino
parlare. Cap. XIIK.

Parlare por On è dubbio alcuno appreffo à iſa


fano i demo cri Theologi, che gli demoni poffono
mia N parlare nei corpi affonci, & co glibuo
mini , come ſogliono fare con gli Incantatori,
Strigoni, & Streghe :ma in che modo quefto fia
poſsibile , voglio che vediamo . Per maggior
dichiarationd e unque di quefto, fi debbe auer
tire,che gli Angeli così buoni , come rei , & tri
Dui modi di Its,in duimodi poſſono parlare con noi. Vno
ſenza voce, & corpo affonto . L'ltro con lavo
parlare.
ce , & col corpo affonto . Nel primo modo gli
Angeli ,& pariméte gli demoni parlano cô noi ,
nó già come poffeffori, & fignori deinoftri cor
pi , ma con yn certo modo inufitaro ſecretamen
te s'accoſtano allo ſpirito fantaſtico che è in
noi ,entrando per qualunque fenfo gli pare , &
piace, comequelli che ſono fenza corpo , cho
gli impediſca , & fi ingeriſcono , & dicono paro
le incitatiue a colera , & luffuria , & a qualunque
altro peccato , non con il mandar fuori la voce
de conſuono che ſi oda, ma iſprimendo il loro có
parlaa ilVOCE
Senz

monio . cetto ſenza fuono . Et ſe alcuno dicefle ;in che


modo poſſono iſprimere il loro concetto à noi;
& indurci alli predetti peccati ſenza parola ? Si
riſponde, chequeſto poſſono fare facilmente;
per
LIBRO PRIMO. 165

perche sicome s'alcuno di noi voleſſe parlare Belliſsima


ad alcuno che foſſe lontano, gli biſognaria gri fimilitudine
de parlars.
dar forte per eſſere vdico da quello , & ſendoli
appreſſo gli parla con pochiſsima voce , ſuflur
08 rádoli nell'orecchia ſenza che alcuno l'oda ; ma

bu ſe fi poteſſe voire , & cõgiungere có lo ſpirito ,


OM ouero anima di colui à chi parla , per niun mo
of do haueria biſogno di fuonoroſo parlare , ma il

3 parlare conceputo nella volonta ſua,ſenza alcu


ſuono faria inteſo dall'uditore; il che anco s'at
UIT
tribuiſce da i ſacri Theologi à gli Angeli, & al- Parlare de
l'anime, quando ſono vícite dai loro corpi . In gli Angelin
queſto modo dunque dico, che gli demoni par srå diloro.
lano con noi , cioè ſecreraméte, & calmente , che
noi non poſsiamo ſencire , conoſcere , & vedere
quando il diauolo ci tenca , onde vénghi cal ten
136 tatione , ò battaglia . Ec nó credo che alcuno du
biti ſopra ciò , quádo conſiderara qllo che può
,8 occorrere nell'aria .Perche fi come l'aria illumi Similituds
ne dell'aria
ci nato dal ſole, riceuendo io fegli colori, & for illuminato
170 mcgli traduce in quelle coſe che naturalmen
te gli poſſono rịceuere, come appare ne gli ſpec
100 chi, & altre coſe traſparenti : così gli demoni
con poſſono qualunque figura,colore, & forma gli
d piace traſporre nell'animaſtico noftro ſpirito ,
od & per tal modo , & via ci pongono molti nego
tij nell'animo perſuadendoci molticonſegli, &
con moſtrandocimolte coſe; ſuſcitando nelle mens
L 3 ci 09
per
166 DELL'ARTE ESSORC .

Demoni co- ti noſtre le memorie de' peccati carnali, & fper


me s'incitio ſe volte concicando l'imagini,& paſsioni carna
no di pecca
sisprinoean li , tanto in quelli che dormono,con fogni ſpor
doci à luffer chi,quáto in quelli che vegghiano .Alcuna vol
ta anco vanno nelle parti vergognoſc, & conci
tādole,le prouocono a gli atti luffuriofi ,ammi
piſtrandogli, & ſottoponēdogli a gli amori ini
qui ,& ſcelerati; & fpecialmente fanno queſto ,
quando conoſcono gli huomini d'humore cal
Secondo me do , & humido conucnicnte à tal'effetto . Nel fe
do di parla- condo modo anco poſſono gli Angeli, & demo
ni parlare con noi. Per intelligenza della qual
coſa è da notare cheal vero , & legittimo parla
re molte coſe fono neceſſarie. Prima ſi ricerca
Coſe chefari il polmono, & l'attrattione dell'aria, la qual oó
CCT cano
folamente è neceſſaria per formar la voce , ma
parlare. anco pil refrigerio del cuore ;ilche ſi vede nel
limuti, li quali hanno queſta ateraccione dell'a
ria , & nondimeno non formano la voce artico
lata , & perfetta. Secondariamente ſi richiede,
chc la voce fia formata con la percuſsione di
qualche corpo nell'aria , come per eſſempio fi
vede, quando alcuno con vn legno percorendo
l'aria , oucro vna campana , fa vo ſuono gran
de, ò picciolo ; perche eſſendo tal materia in fe
ſonora ,quádo ella è percoſſa con qualche ſtro
mento, comeferro ,legno, ò altra coſa dura , ci
rende il ſuono grande , ò picciolo , ſecondo la
qua•
LIBRO PRIMO . 167

qualita , & grandezza di tal coſa ,il qual riceuu .


to nell'aria ,moltiplica le ſue ſpecie fino all'orec Voce neces
ok chio di colui che ode . Terzo vi è neceſſaria la faria alpar
voce ; & ſi può dire che il ſuono ne i corpi inani Care.
mati , come nella capana , & altre fimilc i oſe, fi
può chiamare voco neicorpi animacizne i qua
li è la lingua che pcuote l'aria reſpirato , & man
dato fuori nell'ittromento naturale a queſto fi
ne ordinato , & creato da Dio, il qual non ſi ri
cruoua nella campana ; & però quello iui fi chia
ma fuono, & queſto dell'huomo voce . Quar- Intendero
to fa biſogno,che quello che forma la voce per biſogna ico
cerci chi
1
iſprimere ilſuo cócetto mentale ad vn'alero me robeparla
diáte la voce ,che egli intenda primaméte talco re.
cetto , & per queſto organiza la voce,diſtingue .
dola ſucceſsivamente nella bocca ,con la lingua
percocendo li denti, & conle labbra chiuden
do , & aprendo l'aria già percorſo nella bocca,
mädandolo fuori nell'aria eftrinſeco ,il qualco
ICO
jed sì organizato, & diſtinto , ſeine va ſucceſsiuamé Labbra ne
tel & te intino'all'orecchio dell'audiéte , il qual all'ho lingua ha ib
ra intende il concetto della mente di coluiche demonio.
ando parla. Ritornando hora al noſtro propoſito;
dico , che gli demoni non hano polmone,nelin
720
Ein gua ,la qual nondimeno poſſono dimoſtrare , &
fire fingere di hauer artificioſamente, ſecondo la
conditione, & qualita' del corpo aſfonto. Ilmc
tol delimo dico de li denti, & labbra; & però quá.
CO
ue
160 DELL'ARTE ESSORC .

to a queſto nó poffono veramente parlare. Ma


perche intendono , però volendo iſprimere il
concetto della lor mente , non l'iſprimono con
Suoni quali le voci ,ma con certi ſuoni c'hanno fimilitudinc
adopra ilde di voce, & anco hanno l'aria non gia reſpirato ,
monio a par & attratto ,como negli huomini, ma rinchiuſo,
& ſerrato nel corpo affonco , il qual percuoto
no , & poi mandano fuori di quel corpo artico
latamente infino all'orecchio dell'vdiente . Et
Reſpiratio .
ne non è ne . che ſenza queſt'aria attratto, & non reſpirato fi
cellaria al poſsi formar la fimilitudine della voce. è mani
parlare .del fefto per l'eſſempio di certi animali, che con
demonio
hanno la reſpiratione,li quali nondimeno man
dano fuori la voce, & anco per certi iſtromen
ti , i quali fanno parimente il ſuono come vo
ce ; come dice il Filoſofo nel ij. dell'anima,
d'un peſce che ſi chiama Halec , il qual ſubito
che è preſo , & leuato fuori dell'acqua , man
Prodigioſo da fuori la voce , & muore , Che poi gli de.
fattodinella moni in fatto parlino, & cantino nei corpi af
fonti, ce lo dichiara , & manifeſta Silueftro
Logna .
Prierio, il qual narra hauer vdito da yn M. Gi
rolamo Viola nella Città di Bologna queſto
prodigio . Vo Negromance ſuo domeſtico, &
famigliare vdendolo più volte ſonare la Vio
la ,iſtromento muſicale eccellencemence , gli dil
ſe. Io vi voglio vn giorno far vdire , & vedere
gli miei ſonatori, & vedrete ,che in compara
tionc
LIBRO PRIMO. 169

tioneloro non ſapete piente. Et vn giorno di fe


fta fra gl'altri nel tempo di Quareſima , volen
do andare,coia S. Michele in boſco , laſciata la
via maeſtra , & paſſando per le vigne, & per cer !
ti patsi ſtretci, & difficili,nelmezo del camino , 1
ſendo noilaſsi, & ſtanchi , ci ripoſammo ; & Curioſità
ragionando io con effo lui, gli diſsi. Quan- d'uno fonas
10 do mivolete fare ydire quei voſtri ſonatori,de sore.
i quali tante volte mi bauere parlato ? Dalle
210 cui parole moſſo: il Negromante , ſubito fece Negroman
I certi caratteri io cerra , & mi diſſe , leuaté gli se , & fue
occhi , & guardare in sù; il che facendo io , vid- operationi.
di nell'aria yn certo numero d'eccelli che ра•
revano perdici , che giuocando con l'ali l'vna
con l'altravéncro d'alto al baſſo,le quali ſubico
che furono poſte in terra , apparuero quindici
bil giovani belliſsimi,che fonauano quindici ſtro .
mentimuſicali ;il che vedendo io, reſtaiItupi
do riſguardandogli con cucca l'attentione a me
poſsibile, & vdendo li loro ſuoni, parcuami, che
riſpetto di loro niente ſapeſſe in tal'arte . Poi
G per comandamento del Negromante diſparen
do queſte coſe, & di nuouo facendo certicarac
Quindici
ceri in cerra ,vn'altra volta apparuero come pri
giovini,
ma molci vccelliin numero maggiore , li quali giovinette ap
id volando a'cerra , fi viddero riuſcire parimente ,parono per
quindici giouini, fonando pur li loro ſtromen- Nigromane
sia .
12 tj, & di più quindici giouenecce cantando; delle
quali
370 DELL'ARTE E SSORC.
quali(fia detto ſenza peccato )giamai non viddi
altra più bella, no vgual a queſte in bellezza.Ne
gli huomini poi arretticij,& ſpiritati gli demo
ni có li ftrométi naturali arti alparlare dicono,
& referiſcono l'intento,& penfier loro, & alcu
na voltacoſtretti dalla poſſanza diuina ) loda
Demoni con no Dio contra la propria volonca , & alle volte
tra il loro
wolerepre predicano,trattádo gli altiſsimi miſteri della ſa
dicano. cra Theologia.Et di tali n'ho viſto belliſsimi di
icorſi in Bologna appreffo quel reuerendo Pre
ce, di cui habbiamo parlato nel capitolo prece
dente; quâcunque mai poſsino vſare queſti iſtro
menti naturali dell'huomocosì bene , come fà
il proprio , & natural motore. Onde narra San
Moto ridi.
Colofod'una
Vincenzo d'vo'huomo eccelléte nel cogiuraro,
demonio . il quale incerrogando vno demonio in lingua la
tipa in vno ofle ſlongli riſpoſe il diauolo,ma con
vn larino falſo ;il che ſentendo l'Efforcilta , & ri
prendendo quello ſpirito immodo doctiſsimo,
perche parlafle così barbaraméte ; riſpoſe il de
monioznon incolpar me,ma la lingua di queſto
villano,la quale è tanto grofta ,che io nóla por
fo volcare per bocca . Er s'alcuno curioſo dom
Lingue di
mandaffe per qual cagione gli demoni adopri
werfe ado .no la lingua di tutte quelle nacioni , alle quali
prail domo parlano . Si riſponde conciogia che non si pof
ajo .
fi ritrouare lingua alcuna, la qual fia propria a
gli deaconi,perchedi quella nó hino biſogno,
poo
LIBRO PRIMO . 571
edi potendo parlare fra loro ſenza voce. Conciofia
N parimente che li demoni in varic,& diucrſere
100 gioni, & prouincie , sìcomegli Angeli , fiano
10) pronti nel mal fare à gli huomini , per queſto
M s'eſſercitano , & parlano con le lingue di tutte
da quelle genci; ancorche li demoni c'habitano tra
noi Italiani polsino parlare con cuccel'altre lin
gue, ma queſto fogliono fare di rado , & con
grandiſsima difficulta.
Comegli Angeli cosibuoni , come rei ne icorpi aſon
ti poſsino mangiare. Cap. XIIII .
Ossono ancora li demonimangia. Mangiare
be ſecondo
re , & beuere ne'corpi da loro aflonti, poffene i de.
i ſacri Thcologi, & ſcholafti- moni,
ci m
: a perche appreſſo d'alcunipare coſa im
poſsibile, però perloro incelligenza è da no.
tare, ſecondo S. Bonauentura nel ij. delle fen .
tenze, nella diſtincione viij. alla queſtione j.ar
ticolo iij. che quattro cole ſi ricercano al vero
mangiare,cioè la diuifion del cibo nella bocca, Coſe che firi
l'inghioccirlo nel corpo, la virtù del corpo che vero
cercanomāgia
al
poſsi digerire cal cibo, & la potéza naturale da
conucrtire parte di quel cibo nel nutrimento
neceſſario al corpo nutrito, & chepoſsi mädar
fuori il ſuperfluo. Gli Angeli così buoni, co
me rei poſlon maſticare il cibo nei corpi afſon
172 DELL'ARTE ESSORC.
ei,& ancoinghiotcirlo , & mādarlo giù nello ſto
maco di cal corpo,manon poſſonogià con la
Digerire nö lor poſſanza digerire quel cibo,ne côuertir par
puo il demo te di quello in nutrimento di talcorpo, ne anco
nio il cibo. il-fuperfluo cibo mandar fuori, ma in luogo del
la virtù digeſtiua ,nutritiua, & expulfiua hanno
vp'altra virtù , con la quale tal cibo ſubito firi
folue , & conuerte nella preiacente materia .
Et s'alcuno diceſſe; adunque il mangiare che fe
ce Chriſto dopo la rolurrectionc non fù vero
mangiare, poiche tal cibo non fi poceua con
ucrtirenel ſuo corpo , ſendo glorificato 2 Si ri
Mangiare ſponde che fù veriſsimo non che vero cal man
di Chriftofio giare in tuttele coſe,perche egli haueua la vir
veriſsimo. cù nutritiua, & anco la conuerfiua , le quali
ſendo glorificate ,ſecondo alcuni , non con
ucrtcuão talcibo nel glorificato corpo di Chri.
ſto ,ma calcibo ſi riſolueua inſtāçaneaméte nel
ſuo corpo ,sìcome fi vede quando alcuno getta
vn poco d'acqua in vn gran fuoco . Vn'altra ri
ſposta da il dottore ſottile Scoto nelij. delle ſen
tenze , alla diſtincione viij. queſtione voica, il
qual dico , che quello mangiare era ordinatoa
vero nutrimento ,perche no è incóueniente ale
Chriftore cuno ,che vo corpo gloriofo poſsi conuertire in
diMangia
ere ordina- ſe ſteſſo vn'altro corpo non glorioſo ,sì come
to ento
trim veronu
.
anco può ſtare inſieme con vo corpo non glo
riolo ;nc però tal corpo fara corrottibile , da
to
:: LIBRO PRIÑO : 173
'to'che poſſa conuertire in ſe vn'altro corpo';
perche può fare Iddio vo corpo glorioſo di
picciolaquantita, & poi aggomentarlo col ci
bo à poco a poco, nondimeno non fi corrom
1 pera parte alcuna di tal corpo nutrito in tal mo
do . Nei corpi adunque affonti da gli Angeli,
& demoni(dice Scoto) non è nutrimento , ma ſo
lamente additione,ouero appofitione. E dun
3 qué manifeſto da quanto habbiamo detto, co
2 me gli demoni polsino mangiare ; ma quanto
poi al digerire tal cibo , & conuertirlo a nutrić
mento del corpo affonto , non lo poſſono fare.
Degli eſſempi che in fatto gli Angeli buoni ne
i corpi affonti habbino mangiato , n'è piena la
ſacra ſcritcura. E prima habbiamo l'effempio Mangiaro
nella ſacra Geneſial xviij. di quelli cre Angeli, nogli Ange
ch’apparuero ad Abraamo,& in caſa ſuaman- tichipadria
giarono, & beuetero ; &parimente di quelli dui
ch’apparucro a Loth , i quali anch'eſsi mad
giarono gli azimi in caſa lua ,come dice iui il te
Ito al xix . Il medeſimo dico dell'Arcangelo
Rafacle,il quale nel corpo ch'egli haueua pre
ſo più voltemangiò conThobia , ſendoſegli fat
to compagno nella ſua peregrinatione ; come
è manifeſto nel libro di Thobią. Che poi gli
Angeli catciui alle volte habbino mangiato, Effempio di
n'habbiamo l'eſſempio nella leggêda di S. Ger S. German
mano ,oucfilegge, che ſendo ilpredecto ſanto rio.
vna
174 DELL'ARTE ESSOR C.

vna notte albergato in vna caſa , vedendo che


dopo cena i padroni di caſa va'altra volta pre
parauano la menſa,ammirandoſi, addimado a
quelli di caſa per chi preparaſero quella men
ſa ; gli fù riſpoſto , che la preparaua per certi
huomini, c donne che la notte andauano intor
no. Queſto intendendo il ſanc'huomo, determi
nò di vigilare quella notte ; il che facendo vid
de voa multitudine di demoni che veniuano à
menſa in forma d'huomini , e di donne; à i qua
li commandādo che non ſi partiſfero di là , chia
mo tutti quelli della famiglia , & le addimādò
ſc conoſceuano quelle perſone ; i quali riſpone
dendo, ch'erano i loro vicini, & vicine , mandò
à caſa di cadauno di queſti vicini, & fucci gli ri
trouò nelle loro caſe, & letti; & ſendo congiu
rati dal predetto ſanto quelli huomini , & don
ne in apparenza ,cófeſſarono, ch'erano demo
ni,ch'a quelmodo ingánauano l'anime, procu
rādo có queſto modo l'eterna loro dānatione.

Come gli demoni ſi faccinoincubi, &fuccubi tanto al


gli buomini,quanto alle donne , come poſsi
no vſare gliatti vencrei , & generare.
Cap. XV .

Atri venco Li demoni nc i corpi aſfonti, quando


rei puffino non ſono impcdici immediatamente
vare i de
da Dio , oucro da i ſuoi lançi Angeli,
por
LIBRO PRIMO . 175
3
poiſono vſare gli atti venerci con gli huomini
& donc, & gencrare figliuoli in detri atti;ma in
che modolo pofsino fare,voglio che vediamo,
Per intelligeoza di queſto hai da notare , ſecon
do Ricardo de Media Villa nelij. alla diftiatio

ne viij.queftione vj articolo ij. che il demonio
può pigliare vo corpo fimile a quello d'vna bel
liſsima donna.Et fe per caſo trouera col luote
tarequalche huomo che vfi con eflo lui,può rio Dcmonio co.
다.
cevere aciſporchiſsimi atti venerei il féme viri mepofsi
nerare .
ge
lc, & per ſpazio di qualche poco dicempo con
feruarlo nella ſuavirtù , & calidità naturale;poi
può mutarc quel corpo a Gimiglianza di quello
I'vn'huomo, ouero aſſumerne voo dital limili
tudinc, & forma;c fe trouerà alcuna donna che
gli conſenti nelli atti venerci, la qual natural
mencepoſsigencrare , può infondere tal ſeme
nella matrico di quella donna,calmente che có
quelleme, concorrendo quello della donna ia
debita proportione ,ſipuò in tal donna genera
te il figliuolo . L'iſteſſo paredichi la chiola nel
la Gentfi al vj.lopra quel paſſo.Vedendo gli fi
gliuoli di Dio le figliuole deglihuomini;&cc
tera , ouc dicc.Non è coſa incredibile, cerci huo
minuefter ſtaci generaci da certi demoni, gli
quali ſono improbi, & tediofi alle donne . Per
quelto modo , & via tiene la commune opinio
ac delacri TheologicſerItatogenerato Merli
10 .
176 DELL'ARTE ESSOR C.
Merlinoge- no.Queſto Merlino (ſecodo alcuni ſcrittori) fù
ne demonio figliuolo d'vna Monaca figliuola d'un corto Re
Alogi dicono che non era monaca,ma fi bene al
leuata , & nodrita fra le monache; alla quale il
demonio apparédo ſpeſſe volte in forma d'ya
belliſsimo giouinc,parlaua;più volte baſcian
dola,& finalmente conoſcendola carnalmente,
la laſciò grauida.Macome queſto ſia venuto a
luce, diuerſamente vien narrato ; & laſciando le
molte opinioni,ſolo recitarò quáto dicano l'hi
Bortegerio ſtorie di Britania ;nelle quali ſi narra , che cflen
Rè di Erita do in Britania vo Rè chiamato Bortegerio ,grā
mia,ofuo demente da tutto il popolo , & regnoodiato;
Succeffo.
ſto confiderando cgli, & volendo aſsicurare la
vita ſua,con conſeglio de ſuoi ſapienti decermi
nò di fabricare un caſtello fortiſsimo ; & voleg
do porre in effetto queſta ſuadeterminatione,
comandò che tuttigli artefici conueneſſero ab
la detta fabrica ;il cheincontinéte fù cffequitg;
ma rouinado ſubito quátoda eſsi era fabrica
Conſeglio de toera inghiottito dallaterra ; & cercado il Rè
imaghia
Borregerio.
conſeglio ſopra ciò,li fù perſuaſo da ccrtiMa 1

ghi, che cercaſſe vn'huomo che ſenza padrefor 1

ſe nato , & che vccidendolo ,col ſangue di quest


lo ſpruzzaſſe , & lineſſe le pietre, & bitume di
detto edificio ,che a queſtomodo detta fabrica
ftaria in piedi. Fù adunque cercato , & ritroua
to Merlino , che in quellacta cca gato nelmor
do
J LIBRO PREMOS
À Koſopradetto ;& fù condotto inſieme con luar
E
madre àuântiilRè.Et addimandando Merlino
.
alRe la cauſa perche foffe ftato códotto iui,in Riporte del
Re Bortech
1 filerneconla madré;rifpole AResthe lui hauca rio aMeili
3
úacomandaro che folle edificata vnafortezza no.
nel talfibgo,&chic iui no poceuano fermareli
fondamenci;perchetuttoquelloche nelgiorno
fi fabricaua, la notte etainghiðrtito dalla terá
ra ;& addimādando fopraciò a Maghi , & ſuoi
conſiglieriin che modo li poteffe porrimedio
à quelta touina; riſpoſero,che per altro modos
con fi poteua rimediare a queſto incoueniens
re ,ſegon col fitrouare yno che foffe dato ſenza.
padre delcui Pangue foſſero linite le piccre, &
bitütit didettafabrica:Etperche fecodo lidí
cefdiffe il'Reytu ſcinato in queſto inodo; pciò
Chio fattoricercare.A qſte parole riſpoſeMerRifpofta di
liño.Sappiligfore,che queſticuoi Maghi,& có Merlino ab
ſiglieri t'hanno detto il falſo? Eelimanifeftò la Rè Borrege
caufa perche coſa noli poteva fábricare quel trio.
la fortezza ,ch’akro non erà,che vo lago, che la
di ſotto ſi naſcondeua ilqualerouinaua quãto
dalliàrtcheiera tabricato.Et cadandoſi per co
mandamento delRèpiù da ballo; fu ritrouato
quanto Merlino haueua detto ;il qual lago fena
do per induſtria di Merlino leuato di quel luo- l
go ,fu fabricata tuila fortezza delignata dal Rem
Nelqualiçmpo Morlinó comincio a manifesta .
M re
17 % DELL'ARTE ESSOR C.
Merlino con ne molte coſec'haueuano à venire;come ſi può
mincia a pre vedere nella collectione dell'hiſtoric di fra Gio
airo molie yaani dal Poggio, Nop fi deue ammirare dun .
sule.
quealcuno quando ode dire, ch'alcunihuomi
niſiano generari da'demoni incubi , & fuccubi
ancorche queſto rarevolçe fi ritryoui, dato che
Speffe volcealcune donc di ſanta vita, diuore, «
dedicate a Dio fiano trauagliate da queſti de.
monij incubi pelli atti carnali,i quali alle volce
le lcuado di letto mentre che veghiano, & ftan
do all'oracioge ,l'abbracciano, le baſiapo , & có
yna certa dolcezza di ſogno dormendo , nel ſuc
gliarli ſi ritrouano pollute, comeſe carnalmcn .,
te haueffero vſato con huomini , & dicono non
ritrouare altro rimedio per refiftere atal vel
Sazione, cheil vero legnodella Croce, nella qua,
Je Chriſto noſtro Signoro fù crocifillo , & mor
to ; che tanto narrano alcune donne , ch'al di
d'hoggi ſono da queſtiſpiriti trauagliari. Nó ci
Jarcia anco mentire il dottore ſottile Scoto , il
qual parlando di queſta materia nel ij.delle ſco
teoze,alla diſtintione vij.queftione vaica , dice
Como il de: in queftomodo.Quanto alllageneratione fatta
monio poſsi
generare.
da ipiriti immondi fi debbe dire ,che quella... 3

fatta per virtù del ſeme deciſo dall'huomo nel


la femioa,nelquale si ſalua la virtù delpadre, fi
comc fi dice communcmente ; & fcu demonio
può riccuere quel fcmc dell'huomo , ſendogli
for
LIBRO PRIMO . 199
ſottopoſto in forma di donna, & feruarlo nella Modo che
fua naturalqualica cóueniente alla generation time. il.de
ne naturale,fio canto che lo poſsi trasfondere, generari.
egli pionte altro fà ,ſe no che primariceue quel
lo ſemenel corpo affonto , il quale dopo muo
$
pe localmente,trasfondendolo in quella dona,
5
alla quale ſifa incubo; & fel cal ſeme non perde
la ſua qualita,& calidita' naturale , auäri che ſia
1
ricevuto dalla donna nella matrice , fi può fare
con eſſo lageneratione, comeſe foſſe trasfufo,
& deciſo da colui di chi è. Et à queſto modo fi
atcribuiſce il generare non già all'Angelo buo
no (perchenon piace à Dio che queſto s'intri
chi jo tali ſporchicie)ma al demonio , perche ci
prima ſuccubo all'huomo piglia il ſeme del:
l'huomo, & poi facendofi incubo alla donna , lo
frasfonde nella matrice di quella. Ec noca che Cafe neceffa
nell'atto della vera generatione ſecondo S. Bo- rie alla geno
Daučtura nel ij.alla diſtin.viij.art.iij.q.j. due co Patione,
ſe li ricercano ,cioè,che il ſeme ſia deciſo natu
ralmense ſecondo i nerui, virtù,& calori natura
li covenienti a cal ſpecie; & che cal ſeme sia traf
fuſo , & pofto nei luoghi conuenienti alla genc
ratione ; & anco il valo a tal generatione conue
picate. Quanto al primo, cioèal potere decide
re il ſemeſecondo inerui, virtù,& calore raru .
rale dico,cheſolo conviene a quello , a cui Id
dio ha dato lapotenza , & vìsùpropagaciua , &
M. Quc.
180 DELL'ARTE ESSÓRC .
Point queſto per niun modo poſſono faregli demon
neicorpi afſonti.Ma quantoal ſecondo , cioè
altrasfondere,ouoro riccuere il lomo dico ,che
lo poſſono fare; perche (come habbiamodetto
-più volte)ſoggiaccionoa' gli huomini in forma
Sagacita didonna,da qualiriccuono il predetto feme,
'del demonio
melcöſerua- & con vna certa fagacita lo riſerbano , & cu .
weil
feme. Estodiſcono nella ſua naturale virtu ;& calidi
ta , & dopo (permettendoglielo Iddio )fifanno
incubi, & lo trasfondononellivafinaturalidel
Jc donnc atti alla gèacratione ,dalla quale tral
fufioné fi poflono generaregli huomini.Et que
fta è opinione di S.Bonauétura ;nel ij.delteſena
tenze,alta diſtincione viij. queſtione primadel
Opinione dil'articolo ij. Queſta opinione fauoriſce anco il
S.Agoſtino. doctiſsimo Agoſtino nel xv.libro della citta di
Dio ;ncl cap.xxiij. il qual determinado queſta
queſtione dice.E fama vulgatiſsima, & molti ha
no eſperimentato, & anco inteſo da quelli che
erano eſperti,della cui feda non ſi debbe dubi
tare ,hauer vdito confeffaro, & affermare , certi
ni ani
filme Fauni , & animali filueftri chiamati dal vulgo
Incubi,efſere ſtatiimprobi, & tedioficalmente
alle dóne, chehanno deſiderato dormire , & vſa
rocon effe loro gliatti venerei. Affermano pa
rimente (dice queſto fanto )eſſere certi demoni
chiamati da Francefi,Duſij,iquali aſsiduamen
LeSogliono centare le donne di tal immoditia,
&
3X LIBRO PRIMO
Bcalpiù delle voltecompirlacon effe, loro;cal ** :49
méte che il yolçre negare queſto ècoſa da huo ***
3 moimprudenec ,Et quaſituttigli dottori,tanco
i engono in
Scholaſtici,quanto Canoniſtconu 14
o queſto Niúno ſauio adúque potra negaregſto
4 fenopriprovando , & negando l'eſperiéze, qua
li pongono Henrico Infțicore, & Iacobo Spron
ger nel libro chiamato Marcello de'Malefici,
5 oue, dicono ,che più volce ſono ſtate vedute le Streghe che
Streghe ne'campis & felue ftarefteſe in terra,fy vanocô gli
pinc, comericerca a púto l'artoyeņerco , le qui demonio
Elifi moueuano co glidemoni incabi,i quali vla
yano con effeloro ,inuiſibilmente però quanto
al.yçdçcc de'circonſtanci,ancorche pci nel fine
di cal'atto si vede fie leuare nell'aria vn rapore and its
j bruttiſsimo, & fpauentoſo, farco,alla Atatura, & Donne cola
업 grandezza dva huomo.Et poiſoggion gono, quali ufah
cola certa queſto cửprooccorſo piùvolte ,chę demonio.
gļi mariti hannoveduto glidemoni incubi vſa ,
rc taliacci co le lor mogli, & credendofi che fol
i fero huomini,pigliando l’armi pferirgli,& am
-0 mazzagliſubitodiſpariuano,facendofi inuiſi,
bili.Laonde le mogliperdifenderſi dalla mor
ceſtédédo le braccia , & manijancorche alcuna
volta foſſero ferice,gridauano nondimeno co
trailor matiti con villanic, kícherại , có dir
I
gli,feorano ſenz'occhi,oygro s'erano ſpiritaci,
1
diuenuti pazzi, Che più ?narrang d'vna cer ,
M 3
DELL'AKIT E ESSOR C.

Demonio ea giouanemonaca ,cheparlado col ſuo padre


fa con una ſpirituale,gli diffe, che ſpelle volte il diauolo vſa
manica com
ua cô effa lei carnalmére contra ſua volonta; &
srafna doo
soma. il confeffore conftringendola coố grandi mi
haccie della ſua ſalute, finalmente con molte la
grime confeſsò hauere prima confentito al dia
golo con la mente,che col corpo ;la qual quan
cunque ogni giorno li confeffaite con gran do
ni slogom ? lore, & lagrime, & cercarſe co ogni ſtudio , inge
gno, & arte liberarſi, non però mai da quello fi
puotè liberare, ne col ſegno della Croce , ncc
di
l'acqua bencdecca,ne anco 'col lacto corpo
Chriſto benedetco. Queſta pouerella lamcocan
dofi la vigilia della Pensecofte con vn'altra mo
Chriftina naca chiamata per nome Chriſtina , che non
ciforta una ardiua di communicarſi per rimore di cal vella
moniaca.
tione , diffegli Chriftina per compaſsione ;vat
cenc à ripoſare figliuola mia ficuramento ,che ci
prometto ,che domacina ti communicarai ſene
za faſtidio alcuno; & io pigliarò ſopra di me Q
Ata cua pema . Partendoſi dunque quella poucrel
la allegramente, ſe n'andò a letto,dormendo gl
la notte in pace, & feriza faftidio verano , & la
mattina levandoſi per cempo , con gran quicte,
& tranquillita d'animo fi comunico . MaChri
Christina
meneca tra- ſtina non cöfiderando , ne ponderádo la pena,
magliata dal & il pericolo che haueua pigliatoſopra di sè,la
demonio . lera andando à dormire , incominciò ad vdire
Sopra
LIBRO PRIMO 183

fopra il letto vna cola a modo di vn vento che


oker muoueua, &l'agitaua , inquiecandola ; la qual
pon credendo che foffe il demonio , & pigliado
dit quello per il collo, ſi sforzaua ſcacciare da ſe tal
Ct coſa ,foſſe quello che ſi voleſſe . Si collocò vn'al
tra volta per dormirc , mna modo di prima tra
alo uagliata ,le biſognò leuarfi, & queſto fece più
ra01 volto quella nocte ;finalmêre vidde, & conobbe,
Og che ella era veflata da tentacione diabolica. Le
wandoſidunque,& abbandonando illecto , Itec
que
te la notre ſenza dormire , & volendo fare ora . Chriflinarika

opp tionc, era diſturbaca da gli affalci del diauolo; moneta bi foo
mo & la mattina ſeguence crouando quell'altra gli
Iceland diffezio ti rinontio quçſta cua pena,perchein 4.
fta nocce a pena ho fuggito nonſenza perico
lo della vita ) la violenza del peſsimo tentacore.
all
Si leggeanco nella leggenda diSanto Berpar . Denna libos
Het do,d'vna donna che ſei annifu con incredibile raa de San

il vſo di luſſuria veſſata dal diauolo , la qual final Bernardo .


mente da lui fu libcrata.Aflaiſsime altre ſperic
at
se li potriano addurre, le quali per brcuitala
obi ſciarcmo. Ma quiui potria dire alcuno ; come
pud il diauolo incubo, d fuccubo vſare gli acci
Libidinoſi cô queſti cali cötra loro volóta , ſens yfeil deres
ill
do in loro liberta il conſentirgli,òrò ? A que- nio Vatso
*
ot Ito ſi riſponde chequando li demoni vſano cali camale come
acci libidinofi contra la volonca d'eſsi pacienti, maideparien
$t
prima gli louano succi gli ſentimenti; di tal maa Me
pieta
184 DELVARTE E SQRC :

nierache po poſſono,ne parlare,ne geiddare ,ne


imạnco muouerſima a modo di ftacus fenena
ing immobili,ſenza porergli fare refiftepza, &
iſto per diuiva permiſsiõe, Et perche in queſt'o
peretta , oltra le ragioni,addurremo molti eſse
ipi in copfirmacione della veriça pigliati da que
Iti dui Autori cioe Henrico Infticore olaco
& bo spreogce nel ſopradetto libro , però aceio
che il benigno lettore ſia chiaro per l'aucnire,
zauęrtira, che ognivolta ch'io nelli, seguenti ca
Starting pitobidirò gli prederci Autori agli noftri Ay
apri, & c. Sempre fidebbe incederedi quefiduj.
***** i Ne fi deue ammirare alcuno chjotantormiſer
spide gli eftompi loro poſciache.jlfutrofiscom
Papa Immo- ligne.in vna bolla ,diPapa Innocentio vijjoella
centio appro qualeil predesto Pontefice concede facolta a
ba l'eſſere. Queſti dui Autoridi eftirparengle parti di Ger
deimaleficij
42.2 alisin madja queſta generatione di Maghij,& Malefic
andthat in the ficome ſi puòvedere nelprincipio delpredet
libro. Etſe alcuno addimandante perchecau
Sagli demopi ſi facciano incubi, & fucckabi,me
fcolandoſi ne' ſporchiſsimi atsidi ufupia cop
Demoni per gli huomini, & donne, Si riſpondroghs que to
skersfinagli non fannoper dilettarione, perche ſono fpiriti,
ai carrinho she no hanno oſsi, ne carne,come dice Chriſto
me giorni in S.Giovanni,oue conGifts taldilettatione, ma
Pole solenni.
inquesta è la pociſsimacauſa , accioche 'cpl, yitio
della lufuria poſsino offendere l’yna , & l'altra
‫ܬܐ‬ naj
LOBRO PRIMOd 18 $

A1 nacuradell’huqtaoicioè l'apima, & it corpo; &


13 4qoche gli þuomini ſiano più prontiv & incli
,4 nacijacucui gli vitij;& queſto fanno quando gli
Us giorgi ſono più folenni comenel giorno della Demoni va
Nativita di Chrifto ,nella Paſcha di Rufereti no ani car
nali ne'giore
sigm ,dellaPentecofte & altrigiorni feftiui;c & mi folennia
guckte per più ragioni . Er prima accioche lo
Maghe , & Malefici fiano più ipuilupasi media
colpa del peccato , i quali olcra l'apoſtaſia con
che li parconodalla fede , & le ſporcidio xaner
reech'vſano conseſsidemoni, commercano an
co peccato di facrilegio, &di quincriene mag
gior danno all'honor di Dio ancorche niun dā Dio cauaba
no , & dishonor gli poſsi auenire , che dopo la di ne d'ognice
uipa giydicia non parcoriſchia Dia gloria ,& foros
horsi & oltra di queſto slendo più graucmen
As offefo Iddio, padredi tutti, quindi,cipoffaco
{ cguiremaggior licenzad'incrudelire, & furias
je s,contra ilgenere humano, quando Iddiocoj
PG mezo fuo punjfcele nokre fceleraggipiu -sanu
con farcader molti altrime i pçccaci; & accio
che limoltiplichino glhugminiche s'accoſtino
erb aldiayolo.Ec dicono alcuni, chegli demani int Demoni tra
cubi ſoglio no aſſai più veſfare le donne chāno uagliano la
più belli capegli dell'altre,perqueſta caula,
h- donne chã
che quafi ſemprefi gloriano nell'ornamēto dej no belles cartes
peglio
forgerini, & perche fidilettano di far innamo ,
carc, & infiammaregli huomini con decriloro
belli
+86 DELL'ARTE ESSOR C.

belli capegli, & in quelli fi gloriano; però la di


uina bontà queſto gli permece , acciò' fi fpaa
uentino d'infiammare , & prouocare gli huo
c mini à gli amori diſordinaci per mezodi quel
lecofe , per le quali anco il diavolo cerca , &
vorria indurghi alla loro dannatione , & le la .
ſcino , ſolamente atcendendo a ſéruira Iddio lo
ro vero Creatore ,

Come glidemoni poſsino operate ne i noſtri fanitafuri;


one ſitratta come eglino poſsino incicare le men
si bumane all'odio , oucro all'amore di
E..!! fordinato . Cap. XVI.

Piegare gli ONO molte l'opinioni ſopra di quan .


animi allic
more to fi tratta in queſto preſente capico
oats . lo circa al piegare le menti humane
all'odio ,quero all'amore diſordinato ; ma per
dichiaratione di queſto è da noćare , ſecondo
l'Angelico dottore S. Thomalo nella prima par
ic,qucftione cxiiij. articolo iij.chc in dui modi
Y me copain può vna coſa eſſere cauſa d'vo'altra. Prima indi
du modi reccamence, & queſto è quando vo'agence cau
puo flere fa alcuna difpofitione ad vno qualche effetto ;
caufediuino
& calc agence fi chiama occaſionalmére , & in
direttamente cauſa di queſto effecco. Si come g
effempio diciamo ,che coluichecaglia le legos
e caufa , ò pdir ancglio occafionc che fiano ab
brug :
2 LIBRO PRIMO , 18y

braggiacc;a quello modo ſipuò dite, che'rdiaa Dianabo co.


me ja CAN
uolo dcauſa di tutti i noſtri peccati, perche in Ja de' noftri
Atigo il primo noftro padre à peccare ; dal cui peccatis
peccato'n'è poiſeguita in cucca l'humana gene
tationc vna cerca prontezza , & inclinacione a
turti gli altri peccari.Secondariamente può eſ sic immor,
16 fert ýna coſa cauſa d'vn'altra directaméte, cioè il bunda
ini quáto cheella opera direttamente per tal'ef Caufa nond
fetto , & a queſto modo il diauolo non è cauſa i demonio
d'ogni peccato, perche non cutti gli peccati low do susis i per
ao comeſsi da gli huomini per ſoggeſtione, & calda
inſtigationc diabolica ,ma alcuni pcedono dal
ta libcrra della volonca noſtra , & dalla corror
ca noſtra carne ; perche come dice Origene, :
il diauolo non foſſe, haurebbono nódimeno gl
huomioi l'appetito de' cibi', & delle coſe vence
rcc ,circa le quali molte vole fogliono occor
rere molte diſordinationi , ſe tal'appetito non
rafrenato dalla ragione; & il frenare tal'apper!
co , quanto a queſte coſe ,appartiene alla liberta
della noſtra volonta , ſopra la qualo no ha il de
monio poteha. Olcra di queſto hai da ſapere,
che il diauolo con la ſua natural virtù , & porran irsi dipio
za può grandemence piegare glihuomini all'a . Garigliani
more carnale d'alcuna perſona , & anco all'oli odio ho
dio ; perche non è dubbio, che il diauolo , quan- demonio.
cunque non poſsi coſtringerc , &sforzare la noa
fra rolonta ,ſendo il cuore dell'huomo ſolame

1
18:8 DELL'ARTE BASIQRC :
ost* daS. :1-4**
Ort
ce nelle mani diDio puònopdimso-efficace
Bressol mence perſuaderglital'amore & odio , & quor
to può fare in duimodi, cioè vilbilmente , &
inuiſibilmente. Viſbilmente può far qucfto,fi
come faquãdo appare all'huomo in forma ſen
Demonio in fibile,parlandoglicome fece àmadonn'Evain
forma difer formadi Serpente, perſuadendola amangiaro
pene. il vegatopomo, & come anco,fece a Chriſtoiq
Lironade formahumana apparendoglipertērarlo,digo
** la,di yanagloria, & d'auaritia ,& à queſto mom
fin . do Gpuò anco ridurre quel modo colqualçci
eſtrinſicamereſpinge, & fà cadere l'huomo na
ipeccati,no perſuadendolo con parole , maing
aitandolo conluſinghe al peccato; ( comecopy
Mempiofimoftraffe ad vngioujog in forma
Avna belliſsimagiouinetta, piente perfuadenci
Bogligeconparoleape con fuil comefecs,
Demonioin quando indufle quellamonaca a caderenelvia
formadilas
SUCA .
lio dellagolagapparendogliin forma dibelliſm
lima latçaca,comeoarra S.Gregorio nei dialo,
ghi fuoi.Inuifibilmente può ance,il diauoleing
chinarglihuominiall'amore & all'odio,& que
2. 4. in Itoparimêrepuò fare in duimodi Prima a gui
**** fad’yno che diſponga,fi come quando vnaſofa
Muouere fia nelle braggia ,diciamocheegli accēdeilfuo
puoil dema, co ,cosìildiauolocome quellochepuòmuoue
wo iSpiritus reicorpi localmenęç ,entrando neinoſtri cors
dell'home. pi,può commouere gli ſpiriti,&humori ,&có
ORLIBRO PRIMO, I
'calmouinteto ci fa'più difpontanira,& allecoming
To veneree,cheho crauamoprimacKero è dub
-bio alcuno cherendo il corpo diſpoſto da qual ritime
che paſsione,& qualità , che glihuomini ſono
piùpronti, & inchinati a certe coſeche 'no era
no prima,& confeguentemente più facili a con
•ſentirea tal cofe:Secodariamente a guila d've
1 110 che perſuada; ficome faquando s'appreſen
taallavirtù noftraconoſcitiva ſotto ſpecie di
ibene, chedanoptidebbe fåre,il che può eſſere
in duimodi,cioè quantoall'intelletto, & quan
to alfenlointeriore, &eftcriort.Puð il diauolo Demonio no
operarecirca álPintelletto, ilquale bêchenó fta illumina la
telletto nom
-illuminato da lui,che per laſua mala velóra , & ftro.
intentioneopráquanto può ne i noſtrifantaf
5 * thijnon gia con intentioncd'aiutar l'huomo al
$l'intelligenza dellecoſe pertinenti alla fua falu
te ,maſi beneperfargli imparare , & intendere
Jc dubitationigrandi le qualipoi non ſappi, &
poſsidiſciogliere, & dichiarare,comealle vol
te accade in queſtiſcropololi, o per dir smeglio Groppolos
* groppolofijiquali fottiliſsimamente fanno du qualiſichia
bitare mapoigoffamente,& groſſamente ſciò mano.
gliono, &giudicano,comequelliche non han
o no pušto digiudicio nellepropriecoſe .Nondi
menopercheil demonio puòmuóuctelocal
mentegli ſpiritizhe i quali firipofano gli fantaſ
moi,però gliponeauantiFiocchetto , perche,fi
come
DELL'ARTE ESSOR C.
Camſa del come refifica Ariſtotile nellibro de fomno , &
Pipparisso • vigilia,alegnando le cauſe dell'appariționi,&
mifermento fogni,dice che quando dorme l'animale,deſce
dendo aſſqi langue al principio ſenſitiuo ,che è
il ſenſo commune,parimentedeſcendono anco
gli moti,oueroimpreſsionilaſciaregli dalle mo
zioni ſenſitiuc,cóſeruate nelle virtù ſenſibili in
fcriori,cioè nellafantaſia, quantoalle coſe ſea
face, ouero fantaſmi, & della conoſcitiua quao
to alle coſe non ſearace , con lequalila pecora
conoſce l'injaicitia che è f a lei,& il lupo, non
con il ſenſo, ma con la eſtimatiua , & cosi live
dono lecoſe in ſogno ,come ſe foſſero preſenti,
Et ſe la parura può far queſto mediante il mo
to localeanimale, quantopiù lo potrà fare il
diavolo,ſendo fagaciſsimo nelle ſue operacio
Apparitioni
imoriori , pišQuáto poi alli(enfiinteriori; è la medelima
ragione,perche no può il diauolo moſtrare co
Sa alcupa all'intelletto ,che il medefimo anco
non fiamoſtrato alla fantaſia , & alla cogitati.
va;cóciofache lo intelletto no conoſca in quc
sto ſtato ſe non per mezo degli fancaſmi, come
prouiamo tutto'l di,& comeafferma il Filoſoto
nel iij.dell'anima.Quanto poi appartieneal ſen
ſo eſteriore,è manifeſto che il diavolo può fa
re la detta motione de'fantaſmi , & queſto non
ſolamentein quelli che dormono, come fapari
mente la iftçda patura , maancoin quelli che
rego
LIBRO PRIMO 190
. vegghiano; & queſto può fare con la ſua natu
rale virou , li come criandio può far l'huomo
- che veggia, il quale dalle coſe che prima ha
3 urà viſto ,& coccato có gli ſenſi, formara'a luo
beneplacito con la virtù -fantaſtica, ouero fanta
TI fia vofimulacro , &idolo dalli fantaſmi di calco
Sc ; & tanta , &così vehemente potrà eſſere cal
2 motione , & impreſsiqac,iche Giao a gliſeng ia
ceriori pareragiungere tal fimulacro , come fi
può vedere per iſperienzane i frenetici i Polo. Indurre por
no adunquegli demoni efficaciſsimamente in fonoidemu.
trodurre l'amore ſenſuale oe i cuorihumani; nil'amore
nel cuori huo
primainfiammando interiormente la concupi. mani,
ſcenza,verbi gratia,ponendo qualche coſacite
1 riore nel corpo,comequelli che poſſono a fuo .
piacere muouere glicorpi localmente , como
habbiamo decco diſopra; poſſono dico quádo
50 l'huomo dorme,ò per altro modo, porrene gli
co ftomachi noftri alcuna coſa che muoui l'ira,
ouer concupiſceozanoſtra, come farianovino,
canella ,pepere,& altrecoſe aromatice , muo
pere gli ſpiriti vitali cheſono nelcorpo ; & an
to coefteriormente perfuadendo ,colmoltrargli Effempiowi
alcuna coſa,verbigracia,vno che vadialla Chio
fa fà incontrare in voa bella donna, oucro lo fa
yederc , & vdire qualche coſa dishoneſta; il che
molte volte fà ſenza leuargli il lume naturale,
& l'rſo della ragione ,come auiencà quelli, li
quali
196 DELL'ARTECESSOR C :
Lumedira- quali non folofi precipitano negliamoridifor
gione poljo-o umacijmaancora cercanotar procipitio & at
mo anale
benarei ne
demoni.
re yolteleuandogliillume dellaragio
naturalešil che ancora fanno il vino , & hus
mori, ficome fi vede ne gli wbriachi , &ferne
tici,che puriono agenti naturali.Etſe lofanno
le coſenaturali, quanto maggiormente lo poá
trà fare il diauolo che come habbiamodetto
di ſopra e doctiſsimo, & potatiſsimo ;& in quel
14 grosse caſo talifono chiamatiArrecicij.perche da via
ocesai più alca natura ſono robbaci,& per forza leuar
ti fuoridi ſe ſteſsi. Eccutte queſte coſe può fare
il demonio per fe medeſimo ſenza alcun malo
Demonio co ficio,perche il perfido coſtronemico conoſce
moſcele paſ despaſsioni deglihuomini,che ſonocorporali,
froni huma &chedagliatti humanipoſſono offer conoſciu
te; & ļecomouc,& poi cosi moſſe le abufa,ſua
dendosi'huomo, & cirandolo con cuttele forze
fue logetta ;& fa cadere ital'odio , oueroamor
diſordinatoj i medefimo ancoalcuna volta
ſuol far cobmaleficios }& queſto è quãdoalle p
ghiete,& cõjurationi fatcegli da'Malefici per
il patto eſplicito ouero implicito chei tienc con
císi loro;få diuenire glihuomini dell'amore , &
odio amodo dipazzsit che quadro fpeffe vot
ceifid fartoyocil'inſegna l'eſperienza , conla qua
le vediamo che gli marici,ſprezzare le loro no *
bili; &belliſsime mogli, ſeguonoaltre viliſsia
ilo me
LIBRO PRIMO. 193
me , & bruttiſsimedonnenegli amori ſporchi, Dio perche
& dishoneſti. Er s'alcuno addimandaſſe perche permettitan
ta virtis al
Iddio permetci tanta virtù & poſſanza aldiauo diavolo.
lo ;ſe gli riſpondeche lo fà per due ragioni. La
prima è queſta ,che Iddio permette quelli mali
efler fatti,pergli quali il diavolo è cruciato, &
cormentato grandemence, & da'quali riceue
ſommo diſpiacere.E anco coſa chiara , che egli
grandemente è tormentato , & cruciato , men
tro conoſce che Iddio cótra la ſua volonta ado
pra ,& vſatutti gli mali a gloria ſua, a comenda Adopra
tione della fede, a purgatione , & aggomento Dio: mali è
delli meriti de'ſuoielecti. E poi cola certa ,che gloriaſua.
fra tutto l'altre diſplicenze che il diauolo ha p
la ſuperbia ſua, con la quale ſempre combatte
contra Dio, queſta è la maggiore , & principa
le, che ſommamente gli ſpiace, che Iddio con
uerti tutti gli ſuoi machinamenti, fraodi, & in
gaani a gloria lua . La ſeconda ragione è que Dio baſcia
ita,perche è coſa conueniente alla diuina ſapié operare le co
za ,la qual calmente di tutte le coſo diſpone,che je ſecondo a
la laſcia operare ſecondo gli proprij moci , & loro mori,
nature loro ; però non conuiene alla diuina ſa
$ pienza totalmente impedire la malitia del dia
uolo ; ma più preſto gli conuiene laſciare ope
rare quella quanto s'aſpetta al bene , & conler
uatione dell'vniuerſo:quantuque continuaméte
Gia rafrenato col mezo de'ſanti Angeli , accio
N che
194 DELL'ARTE ESSOR C.
che non nuoca tanto à gli huomini, quanto fa
ria il ſuo delio .

Come il fuoco dell'inferno poſsi cruciaregliſpiriti,


anime dannate . Cap. XVII .

Spiriti dan Cosa chiariſsima appreſſo i ſacridot


nasi puniti tori, che gli ſpiriti , & anime dannare
mell inferno ſono cruciati,& puniti nell'interno di
pena di fuoco;poiche l’ifteſla bocca della veri
ta per ſe ſteſſa ce ne dà certezza in S. Matteoal
25.Ma in che modo poi il fuoco predecto ,sedo
coſa corporale poſsifar l'operatione ſua natu
l
rale negli ſpiriti dannati, queſto apporta gran
D
diſsimadifficoltà a gli eleuati intellecti.Nle en
0
za ragione i ſacri Thcologi ſopra ciò muouo
ll
no diuerſe queſtioni ; percioche da vn canto ſo
noaſtretti dalla verità infallibile di queſta pro 0

poſitione;dall'altro leggono il doctiſsimo Ago


Nobiltà de! Itino nel xij libro ſopra la Geneſi, cap. xxiiij. il
l'agente firi qual dice chel'agente è ſempre di più nobil na A
cerca .
tura, che non è il patiente. Poi veggono, che lo A
ſpirito naturalmente è più nobiledi qualúque
0
corpo;di maniera che per täte difficultadi che
in queſta materia s'offeriſcono à gli humani in
19
celletti,molti hanno dubitato,comeſia poſsidi
ic,che il fuoco dell'inferno sendo corporale por IQ

fi affliggere,cruciare, & cormetare gli ſpiritida


nati,
LIBRO PRIMO . 195
naci,eſſendo egli più ignobile di loro . Varie
adunque,& diuerie ſono ſtate l'opinioni ſopra
ciò , quali ſi sforzano di ritrouare modi come
queſto ſiapoſsibile. Alcuni hanno detto, che
ancorche ľanina ſeparata non ſia corpo nódi
.
meno tiene in ſe ſteſſa fimilitudine di corpo, nel Anima lepa
quale ella può riceuere l'operatione di quel fuo rata tiene fa
militudine
co.Et li fonda queſta opinione ſopra l'autorità di corpo.
di S.Agoſt. nelij. libro che fa dell'immortalità
dell'anima ,oue egli dice. Nó ti pēlare gia ch'io
queſto diſputi(cioè che l'anima nonſia corpo)
cone ch'io negaſſe eſſere poſsibile che l'anima
del morto,ficome quella d'uno che dormi nel
la ſimilitudine del corpo ſuo ſenta tanto il bea
ne quanto il Male.E p :ù di ſotto dice . Et s'alcu
na coſa ſimile è tatta nell'inferno , queſto cono
ſcono eflere fatto non gia ne'corpi, ma fi bene
nelle ſimilitudini de'corpi. Percioche , ficome Triftitia che
quando noi nel ſogno patiamo qualche criſti- Si parte nel
tia ,benche quella fia fimilitudine de’mébricor fugno,
porali, & non gliiſteſsi membri; nondimenola'
10
pena è vera , & non fimilitudinaria . Ma al mio
giudicio coſtoro s'ingannano , perche le ſimili
1 tudini de'corpinon ſono le non nella parte ſen- 'Simil
ni dcitud
corpsi
fitiua imaginatiua , mediante le quali l'anima fono nella
s'inganna nel ſogno , iftimando le fimilitudini parte ſenſei
de corpi eſſere gli iſteſsi corpı ;come per effem na imagina
pio , iltimando la fimilitudine del fuoco el t'ua.
Na ſere
196 DELL'ARTE ESSORC .

fere fuoco . Hora l'anima non ha la poteo


za imaginatiua ſe non nell'organo corporale ,
Animalepa
rata non ha e per conſequenza come quella che è congion
potenzaima ta alcorpo, & non come ſpirito ſeparato . Et
ginatina. poi cal paſsione non procede ſe non dall'effe
reingannata , iltimandoſi d'eſſere corporea,
& di patire pena da quel fuoco ;il che no è coſa
reale, ma ſolo imaginaria , qual può ceſſare,
ceffardo tal'imaginatione. Et poi quando an
co queſto concludeſſe nell'anima ſeparata, con
concluderia però dell'Angelo , nel qual non li
truoua potenza ſenſitiua, nè corporea, nè ima
Potenza nel ginaria. Altri dicono,che nell'anima evaa cer
l'anima ca- ta potenza , mediante la quale ella può natural
pace della mente eſſere capace , & patire la paſsione del
paſsione del
fuoco , quando è congionta al corpo , nel qual
finoce.
corpo ella per le medefima paco realmen-
te il dolore del fuoco ; ne il corpo punto pati
ſce,ſe non quando egliè animato .Et fi fonda
queſta opinione ſopra l'autorità di S. Agoſtino
nel xxj . libro della Città di Dio , capo lij , ouc
Dolore più egli dice. Il dolore, che il corpo pariſce più ap
appartiene partiene all'anima,che al corpo iſteſſo perche
;
cheal corpo. (diceegli )all'anima s'appartiene dolerfi, e non
al corpo.Etſe queſto per virtù di Dio è fatto, il
quale opera nell’anima mediāte il corpo, anco
lo potra fare ſenza eſſo ; percioche in tutte l'at
Dio può ri- tioni egli può leuare, & rimouere il mezo delle
cauſe
LIBRO PRIMO, 197
cauſe ſeconde; & però dicono i fautori di que- mouere il
fta opinione;con quella medeſima potenza co case mez fece-
che ella naturalmente pate nel corpo la pena de.
del fuoco, con l'iſteſſa può anco patire , ſendo
ſeparata da effo quaſi ſopranaturalmente . Ne
1
quefta opinione parimēte è vera fimpliceméte, Anima pan
perchel'anima nó può patire ſe nó quanto alla tenella po
potenza ſenſitiua, la qual actualmente ſia diſpo senza ſerijisi
Ita à riceuere l'attione del fuoco mediáre l'iſtro wa .
mento corporeo, qual per piun modo può ha
uere quando è ſeparatadal corpo. Ec però al
tri hanno detto , che lo ſpirito ſeparato è tal
mence rinchiuſo , altretto, & legato dal fuoco,
che per piun modo può da quello ſepararfi , & Spirito liga
so dalfuoco.
allontanarſi; & che da qllo è impedito di manie
ra,che no può operare quanto egli deſidera, &
vorrebbe , & in queſto egli è fomvamente afm
Aitco; & queſto (dicono coſtoro ) è quello che
intende S. Gregorio , quädo dice;che dal fuoco Inconnenigna
naſce l'ardore inuiſibile . Se quelto foſſe vero , se di queſta
ſeguirebbe che lo ſpirito non patirebbe la paſ opinione.
fione del fuoco,ſe non occaſionalmente; & che
egli per ſe medeſimo eccitarebbe tal dolore , ò
triftitia in ſe ſteſſo ; sì come alle volte fà l'huo
mo,qual eccita in ſe ſteſſo la paſsione dell'ira
per la preſenza dell'oggetto contrario . Altri
vogliano che lo ſpiritoparilca il dolore del fuo
co ,non come.coſa che naturalmete gli ſia af
N 3 flicciua ,
RTE
198 DELL'A ESSOR C.

fictiua,macome iſtromento della giuſtitia di


gli dia palsione , al
Iliromento Dio , che in qualche modo
della diuina la quale lo ſpirito è fogetto per volere , & co
giuſtitia è il mandamento di Dio; la qual di propria natura
fuoco . non potrebbe offendere eflo ſpirito . Queſta
opinione anch'ella porta con ſeco grandiſsima
difficolta; perche s'ella foſſe vera , ſeguirebbe,
che non più patirebbe lo ſpirito , nè più ſareb
be cruciato , & tormentato dal fuoco come ca
lido, che dall'aria; anzi che l'aria iſteſſo táto po
trebbe anch'egli eſſere ſtromento della diuina
giuſtitia nell'affliggere lo ſpirito , quanto il fuo
co; nè per alcun modo ſarebbe vero che il fuo
co come calido affliggefſc lo ſpirito ;al che pare
che contradichino molte autorita de iſanti. E
Fuoco come
calido afig vn'altra opinione, qual tiene,cheil fuoco afflig
gelo Spirito. ge lo ſpirito come calido , & di quella medesi
ma affliccióc, che anco affligge i séſi corporali ;
ma perche non è alcuno atciuo, al.qual non cor
riſponda il ſuo paſsiuo , perciò il fuoco con la
natural ſua attione non può operare nello ſpiri
to affliggendolo, ſe eſſo ſpirito non è capace di
potere patire quella vera paſsione che patireb
be , & riceuerebbe il ſenſo corporale dal fuoco .
Nature di
parire l'at. Et è coſa chiara, che la natura di poter patire
ti ne corpo. queſta paſsione altro non è che il ſenſo ; & che
rale è il jen l'operationi de gli agéti no ſono ſe non ne' ſog
fo ,
getti ben diſpoſti. E parimente cofa manifc
ſta ,
LIBRO PRIMO . 199

fta , che il diauolo non ha potenza ſenfitiua;pe


rò ( dice queſta opinione)ci reſta queſta difficol
ta , cioè di vedere come lo ſpirito poſsi riceuere
in ſe la paſsionc,la qual gli viene fatra dal fuoco
Nó è da dire, che queſto ſia in lui naturalmére; Natura di
T! percioche a queſto modo táto patirtbbe lo ſpi coPatire
non èilcom
fuo
rico buono, ſe foſſe mandato da Dio nell'infer mune e gli
po a qualche effetcò,nó eſſendo dannato , quan Angeli.
to anco il cacciuo, & dannato; & tanto faria cru
ciato vno che haueſſe commeſſo pochi peccati,
quáto vno che ne haueſſe comeſſo infiniti; nó ef
ſendo il peccato diſpoſitione alla pena ſe nó de
meritoriamente; il che è falliſsimo, & contra S. Fuoco delo
Gregorio nel iij.de i Dialogi cap. xxxxiij. ouc l'inferno v
cgli dice. Il fuoco dell'inferno non crucia ,& tor gpalměte no
méta tutti i dánati ad vn modo ; ma ciaſchedu- cruci a.spoti
i dannati,
no peccatore dánato nell'inferno tāto iui ſente
dipena,quanto richiede la colpa . Ne manco
ON fi può dire, che in queſta punitione Iddio mu
-la ti la natura dello ſpirito, perchea queſto modo
111 quello che ha commeſſo la colpa & peccato,nó
ed patirebbe la pena . Parc dunque ad alcunialtri
EL di dire, che Iddio imprime nella natura dello Potenza for
CG ſpirito Angelico, & humano ſopranaturalmen pranaturana
irt tevna potenza commune,mediante la quale e kecapace di
che glino poſſono pacire,& riceuere in ſe medefimi pasire.
105 l'attione del fuoco corporale, a noi naſcoſta , &
Elite incognica,la qual calmére è temperata da Dio,
N 4 accion
200 DELL'ARTE ESSOR C.

accioche per queſto mezo lo fpirito ſia capace


di ſoſtenere, & riceuere in ſe la pena corriſpon
déte a ' ſuoi peccaci ,accioche ſi verifichiil detto
di S. Gregorio nel ix.de i morali, qualdice. An
Detto ni tabi corche la natura de gli Angeli, & quella de gli
le diS.Gre- huomini ſia diſsimile,nondimeno vna iſteſſa pe
gorio. na inuolge, &trioge quelli, che vno iſteffo pec
cato liga. Queſta opinione anchorche più s'ac
coſti alla verita dell'altre , nondimero patiſſe
molte inſtancie, quali per breuita laſcio di ſcri
uere . Ma per più fodisfattione de gli eleuati
{piriti, & per più chiarezza di queſta materia fi
deue notare, ſecondo Scoto nel iiij . delle feren
Differenza ze , alla diſtintione xxxxiiij. queftione ij. che
trait dolore
gran differenza fi ritruoua tra il dolore , & la tri
percioche il dolore conſiſte nella parte
114 .la criftia ftitia ;
ſenfitiua, & la triftitia nell'intellectiua ., ouer nel
la volontà. Non ſi laſcia mentire il doctiſsimo
Agoſtino nel libro xiiij.della Citta di Dio, cap :
xv.qual diffinendo l'vno, & l'altro dice . Il do
lore della carne è ſolamente vn'offenſione del
l'anima , qual prouiene dalla carnc ; sì come il
dolore dell'anima , il qual è chiamato triftitia ,
naſce da quelle coſe che ſi occorrono contra il
Dolore pro- voler noſtro . Il dolore propriamente chiama
Arianente to, non ſi può dire che ſia ne gli ſpiriti, & ani
ritiſepara me ſeparate;perche queſto conuiene ſolamen
ti . te alla parte ſenfitiua ,come habbiamo detto.
Quan
LIBRO PRIMO . 203

Quanto alla triſtitia dico, che cauſandoſi nella


volonta per la preſenza dell'oggetto diſconue
niente , & criſtabile,biſogna vedere qual ſia que
to oggetto diſconueniente, che da le ſteſſo , &
naturalmente poſsi cauſare queſta triſtitia ne
gli ſpiriti, & anime ſeparate; & parimére ſe que
Ita prouiene dalla natura dell'oggetto, ò pur al
tronde . Quanto al primo dico , che l'oggetto Ogerto ,
diſconueniente,qual caufa la triſtitia ne i dan - caufa iadelle
triſtit è il
nati,e il fuoco infernale, il quale per due cauſe fuoco infer
vien odiato da eſsi dannati ; primieramente co- nale .
me quello che in ſe ſteſſo li ritiene diffinitiua
mente ; & poi come oggetto offenfiuo, & immu
tatiuo del loro intelletto . Gli ſpiriti dannati Pernerſa ***
hanno ſempre in ſe ſteſsi queſta peruerſa voló . lonta deiſpi
risi dannati
ta , che non vorrebbono cílere ricenuti , ne per
petuamente, nè per alcun tempo da quel fuo
0 co , & maſsime per ſentenza , & voler di Dio; &
à queſto loro volere ſono inchinati dall'affectio
ne del proprio commodo, ſecondo la quale eſſi vſare la pro
deſiderano di poter vſare la propria volonta, & pria voloca
potenze fue come gli piace, cioè di poterſi fa- defiderano
dannati. i
re preſenti in qualunque luogo, & à qualunque
corpo gli piace . Et à queſto gli ſprona la pro
pria ſuperbia , per la quale eglino deſiderano
d'vſare la ppria potefta , & virtù naturale. L'in Inuidia dei
uidia poi gli rodde, & conſuma, per la quale e- dannasi.
glino mai vorrebono eſſere ritenuti nel fuoco
per
1902 DELL'ARTE ESSOR C.

per ſentenza , & volere diuino . Veggono poi


che ſono iui ritenuti contra la propria volonta,
& conoſcono ,che queſta loro detentione è cer
tiſsima, infallibile, & perpetua; & però da qué
Ita cognitione gli naſce , & ſuccede vna perpe
tua ; & intenſifsima triftitia . Quanto al ſee
Effettiuame condo queſito dico,che il fuoco infernale non
tenon ritie- riciene in ſe effettivamente lo ſpirito , come in
ne il fuoco luogo per propria virtù , & natura ; ne anco
infernale i
dannati. l'impediffe chenon ſi poſsi trasferire da vn luo
go ad vn'altro; percioche niun luogo corporale
può per propria natura ritenere l'Angelo ; ma
gli è Iddio che l'impediſce, & lo ritieoc iui con
tra il proprio volere. Oltra diqueſto , l'Ange
lo ,ò ſpirito dannato non ſolamente ha in odio
Odio de iſpi d'effere ritenuto attualmente , & perpetuamen
risi dänati.
te , come coſa fatta pervolonta , & imperio di
Dio ,maanco ha in odio fommanéte l'eſſere ri
tenuto dal fuoco ,come ſtromento della diuina
giuſtitia. Nè lo ſpirito dānato cófidera alta ſua
Spirito dan ritentione con la quale egli è ritenuto , & incar
nato come cő cerato dalfuoco fimplicemente,ma fi bene con
. queſta codicione,che Iddio così vuole , & per
fideri la ſua
che egli ha in odio queſto volere di Dio , & nó .
dimeno conoſce che quefto volere è immutabi
le , & perpetuò , anzi eterno, però perpetuamé.
ce s'attriſta,& affligge.L'oggetto poi triftabile,
qual'altro non è che il fuoco , come ftromento
della
LIBRO PRIMO . 203
0 della diuina giuſtitia è propriamente cauſa di
queita aflittione,& triftitia Neti credere, che
fia in ſuo arbitrio il contriftarfi, & il non contri Dio conftrin
TI
LV ſtarfi;perche egli è conſtretto dalla potenzadi alcuni fpiriti
Dio a conoſcere il fuoco come oggetto da lui confideratio
táto odiato , & come ſtromento della giuſtitia na dell'og
di Dio;dalla quale cognitionepoi ne viene cru gesso .
ciato, in quel modo però che lo ſpirito può eſſe
re cruciato . Il fuoco anco offende lo ſpirito in
vn'alèro modo,cioè nell'intellecco ; perche co
me oggetto lo cötrifta , & affligge, & la ragione
è quelta ; perche ſendo l'intelletto dell'Ange- Aflictiona
lo dipropria natura libero , egli grandemen- indei dana
7 te è inchinato dall'affictione del proprio com nati.
modo ad vfare la ſua libertà . E poi ritenu
to, & sforzato dalla poſſanza , & volere di Dio
à cooliderare intenGisimamente , & perpetua
1 mente il fuoco come oggetto tanto da lui odia
1 to. Oltra diqueſto conoſce, che egli per diuin confideratio
volere è ritenuto,& imprigionato in vna confia neodiofiſsi
gi deratione commanente da luiodiata,però ha nato .
in odio & l’vno, & l'atro ; percioche egli vede,
che non ſi può rimouere da tal conſideratione,
& che non può riuolgere l'intelletto ſuoalla có Prigionis
fideratione delli oggetti a lui dilecteuoli, & co dell' intelles
noſce,che perpetuamente gliconuiene ſtarein sode'danna
quella conſideretione, oue finalmente gli naſce * .
grandiſsima afflittione,& triftitia. Ma potreb
be
1
204 DEL L'ARTE ESSORC .

be dire qualch'eleuato intelletto . Il fuoco ha


egli in ſe ſteſſo , & per pria natura queſta virtù ,
& poſſanza di potere pdurre nell'intelletto An
Fuoco del. gelico queſta afflictione, & triſticia ? A queſto fi
L'inferno no
riſponde cheno ;perche come dice il dottiſsi
produce nao
turalmente mo Agoſtino ne' libri della Trivita . La volontà
triftutia ne i volge ,& riuolge l'intelligenza fua oue gli pare,
Spiriti dan- & piace . Oltra di queſto dico, che quel fuoco
nari.
non è di tanta virtù , & poffanza , che poſsi tene
rel'incolletto Angelico si,che non conſideri tuc
Prigionią
de demoni to quello che gli piace; & però dico, che quella
melfuoco pë decentione,& prigionia con la qual l’Angelo è
de da Dio. sforzato ſtare nella conginoua , & perpetua co
fideratione del fuoco, contra il proprio volere,
è fatta dalla volóta, & poſſanza di Dio , la qual
l'impediffe,ch'ei non poſsi conſiderare ſe non
queſto oggetto del fuoco tanto da lui odiato .
Qual.com Et più ha in odio il demonio la perpetua decea
ſpirito danh tione del proprio intelletto nell'iſteſſa conſide ,
ndio . ratione del fuoco ,che non ha letlere detenuto
localmente dal fuoco , & perciò egli fente mag
gior criſticia nell'eſſere impedito dalle ſue incel
letcioni,chenon fa nell'eſſere ritenuto in luogo
particolare. Queſto modo di dire quantunque
Damaso să fia difficile a pufilli ,è nódimeno il più vero mo
pre porsa fe- do di cucci. Da quanto habbiamo detto , ſi vede
co l'inferno. chiaramente che lo ſpirito dannato , vada oue
cgli fi voglia , ſempreporta con eſſo ſeco le pe
DC
LIBRO PRIMO 205

ne dell'inferno ,come habbiamo detto di ſopra


nel v.cap.di queſto primo libro, per la contino
ua conſideratione, che sforzatamenta egli ha
dell'oggetto tanto da lui odiato . Erè ben co
ſa conueniente; perche fi come la gloria ecerna Gloria de
de gli Angeli buoni ,quanto al premio eſſencia beati mai
PS le, ouero accidentale giamai ſi ſminuiſce, quan- ſminuiffe.
UI do alle volte ſono mandati da Dio fuori delle
* porte del Paradiſo ,a gloria ſua, & à noſtra ſalu
te;così parimente la pena de gli dannaci maifi
ſminuiſſe , quando per diuino volere, & diípofi
tione ſono permeſsid'vſcire fuori dell'interno;
poſciache ſempre vedono il fuoco eterno eſſer
gli preparato per ſua pena , nella cui conſidera
tione ſono detenuti , & condannati come à per
Dannati сти
petuo carcere,& pregionia . Conchiudo adun ciati dalfuo
que , che il fuoco dell'Inferno , ſendo fuoco cor . co in quat
porale affligge gli (priti dannati , nó come cor . tro módi.
po ,ma fi ben ſpiritualmente, & queſto fà in va
rij modi,cioè, ritenendogli,impedendogli ,ſog
grogandogli , & nemicãdoſegli. Primicramente
gli affligge ricenendogli in ſe, ma queſto falo
us pra naturalmente , & come ſtromento della
giuſtitia di Dio , il qual gli ritiene , comeſe à
quello foſſero legati; & quanto a queſto il fuo- Impediſſe il
vet co infernale è veramente nociuo allo ſpirito fuoco lo fpe
ON dannato.Seco il fuoco affliggelo rito dannz
ndariame e
ſpirito , impedendolo ntda ll'effecutione della Lensä .
pro .
206 DELL'ARTE ESSORC .

propria volonta ,perche ficome ; per eſſempio


l'huomo s'affligge quando vien ligato, ò ritenu
to , che non vadioueegli vorrebbe , così pari
mente lo ſpirito dannato ſendo ritenuto , & im
pedico da quel fuoco ,comeſtromento della giu
ſtia di Dio, che non poſsi eſſeguire il proprio
volere d'operare come vorebbe, & oue gli pia
ce , grandiſsimamente s'attriſta . Non ti laſcia
mētire il dotciſsimo Agoſtino nel libro xxj.del
la Citta' di Dio,il qual parlando à quelto pro
polito dicc. Si come nella congiontione dell'a
Amore tra pima al proprio corpo naturale ſi genera , & oa
l'anima, a ſce in eſſa vn grandiſsimo amore;così parimen
il corpo . te nell'anima ligata , & ritenuta dal fuoco naſce
grandiſsimo horrore , & dolore. Terzo , il fuoco
Soggioga il affigge lo ſpirito ,facédolo foggetto a ſe ſteſſo
fuoco lo ſpin per diuin volere;pcioche ſi come l'anima, oue
ito
to . danna ro ſpirito vien premiato di premio eſſenciale,
quando è congionto con Dio , così per il cótra
rio , quando vico priuato della viſione beatifica
di Dio , & fatco Togetto alle coſe vili, & iofi
me come è il fuoco , & ritenuto in luogo abier
tiſsimo, cioè nel centro della terra , grandiſsi
maméte s'ffligge,& s'attriſta . Vltimamente il
Contr ario , fuoco affligge lo ſpirito come coſa à lui pemi
il fisoco al ca , & alſuo voler contraria ;perche , quado lo
poler de i ſpirito vede , & confidera quel fuoco come fare
menco della diuina giuſtitia , & come coſa a ſe
LIBRO PRIMO . 207

nociua, & per cófequenza nemica, è affitto in


teriormente da vna ſomma criſtiria , nó già per
che il fuoco come naturale , & intelligibile og
getto offenda l'intelletto dello ſpirito , perche à
queſto modo non gli può nuocere, ma lo con
triſta ,come coſa ripugnance al ſuo volere . Da
quanto habbiamo detto fi caua manifeſtamen
te , che coſa s'habbi da riſpondere all'autorità Nobile è il
di S.Agoſtino ſopra allegata; percioche ſe ben foco più che
all'eſſere della propria natura lospirito dă
lo ſpirito quanto
è più nobile del fuoco,comecoſa corporea , & naio .
materiale; nondimeno , come miniſtro , & iltro
mento della giuſtitia di Dio , per virtù della qua
te cgli opera,è più nobile dello ſpirito .

Se gli ſpiriti , & anime dannate poſsino ragioncuol


mente deſiderare di non eſſer per fuggire le
pene dell'inferno. Cap . XVIII.

ANN o dubitando alcuni ſpiritoſi in


telletti, & con ſottigliezza cercando Sporitidan
ſe gli ſpiriti dannati poſsino,ſecodo il nati fe poſsi
vero giudicio , & retto ditcame di ragione defi- re di non ef
derare di non eſſere per fuggire le pene infer- fere.
nali;moſsi primieramente dalle parole di Chri
fto noftro Saluatore,ilqual in fan Matteo par
lando di Giuda traditore dice. Era meglio a co
lui,che non foſſe mai nato , Et nell'Apocaille
al
208 DELL'ARTE ESSORC .
alix.dice ilteſto ; che i dannati deſiderano la
morte, & ella ſe nefuggira da eſsi. Poi odono
alla giornaca i demoni, che per diuina pmiſsio
Spiriti dan ne polfeggono i corpi humani gridare , & di
nasinei cor re,che vorriano più preſto eſſere annichilati,
pi humani. cheftar eternalmente in tante pene,come fono
quelle dell'inferno.Ne queſto dubbio comen
cia ſolamente in queſta noſtra era a trauaglia
re le menti humane;poſciache prima d'hora ha
trauagliato le menci de'padri , & Theologi anti
chi ,i quali variamente hanno ragionato lopra
ciò . Alcuni come fant'Anſelmo nel ſuo Mono
logion ,cap.xvij. & Scoto nel iiij. delle ſentenze ,
Dannarini diſtincione vltima , e ſuoi ſeguaci hanno dec
p:Jono defi- to ,cheidannati ,ſecondo il vero giudicio , &
derare ilſuo retto dictame di ragione non poffono deſidera
non effere. rejdi non eſſere per fuggire le pene infernali; &
prouano coſtoro l'intento loro có varie, & bele
liſsime ragioni, la prima delle quali è queſta.
Deſiderare
Niuno ragioneuolmére può defiderare yo mag
nonje debbe giormale per fuggire vn minore; il fuggire le
maggior ma pene dell'inferno è minor male , che non è il no
beperfungsi
re il minure. effere,ilqual licua,& diſtrugge tutta la natura
del dánato;adunque non si può ragioneuolmé
te deſiderare p fuggire dette pene. Oltra di que
fto,niuno può rettamente deſiderare di nó effe
re per fuggire quella coſa che è giuſta , & buo
1
nas la pena è giuſta , & buona , adunque niu
no
LIBRO PRIMO 209
no può deſiderare di no eſſere por fuggirla.Poi
ſappiamo,che niuno con ragione può deſide
recoſa côtra la inclinatione, quãdo quella è có
forme al diuino volere; & parimente è chiaro , ognicoſade
che ogni coſa naturalmente deſidera l'ellere, il fidera l'effe
quale è conforme alla diuina volonta, per eſſe- ".
re da Dio non ſolamente cauſato nella creatu
ra rationale,ma anco conferuato .E parimente
cola manifeſta che la pena dei dannati è cõfor
mo al voler di Dio , poiche eſſo gliela da; adun
que per fuggire quella non ſi può ragioneuol
mente deſiderare il non eſſere. Vn'altra ragio
ne forma Scoto dicendo. Niuno può rettamen Peccare non
li debb
te,ne debbe commettere peccato per fuggire fuggi per
reelepe
le pene dell'inferno ; queſto deſiderare dinon nedell'infer
cffere è peccato,perche è cotra il voler di Dio, no,
il qual,come habbiamo detto ,conferua l'eſſere
perpetuo nelle creature rationali; adunque con
ragionenon ſi può defiderare. E parimente co Odiare il
4 fa manifefta ſecondo l'ordine della carita , che proprio elje
re
fi come dopo l'eſſere di Dio,io ſono tenuto grā beni. uno deb
demente amar l'effere mio ; così per il côtrario
o dopo il fuggire l'odio dell'effere di Dio , fonte
nucofuggire l'odio del proprio effer mio;adun
que deſiderando il mio non eſſerepecco mor
talmente;adunque in modo alcuno i dannati
C
aon poſſono defiderare di non cflere, per fuggi
rele pene; & però dice il predetto dorcore , per
0 als
210 DELL'ARTE ESSOR C.

altra via giuſtamente non poſſono deſiderare il


fuo non eſſere,che per fuggire il peccato . Nono,
Damnatide
Aderano di d meno quanto al fatto,io credo che contino
non eſſere. uamente eſsi deſiderano il ſuo non eſſere , non
già per fuggire il peccato ,percioche in quello
Ion oſtinati ,ma ſibene per fuggire le pene, qua
li continouamente ſopportano. Allegano pari
mente i fautori di queſt'opinionc l'autorità di
Sant'Agoſtino nel libro che fa del libero arbi.
trio ,oue cglidice . Conſidera quanto bene fia
l'eſſerc,il qual'è deſiderato tanto da i dannati,
Meglio ale quanto dalli beati, & però (diceegli) è meglio
Seremiferos
che il non ef l'effere miſoro ,che il no eſſere. L'etsépio n’hab
fere. biamo di quelli che ſono condannati a perpe
tua prigionia , & con ceppi , catene , & altre
forti ditormentiſono mal trattati . Il medefi.

mo ſi vede negli infermi, decrepiti , trauaglia


ci da varie infirmita ,miſerie, & calamitadi,qua
li nondimeno turci cleggono più preſto di ſtar
così, che di morire; & quantunque alle volte có
la bocca chiamino la morte , nondimeno col
cuore la fuggono. Altre ragioni adduce Ricar
do de Media Villa neliiij.delle ſentenze ,alla di
ſtinciono vlcima,all'art. iiij.queſt.ij.il qual riſpo
Effere med dendo a queſto dubbio dice.Il male nel qual ſe
peccato non ritruouano i dannati ſi può conſiderare in dui
defiderabi modi,prima come coſa ch'offendeDio,il qua
ko
le da lacri dottori fi chiama mal di colpa ; &
quan
LIBRO PRIMO , 211

quanto a queſto dice il predecto dottore) che i


Nay
dannati più preſto deuono deſiderare di non eſ
Okty ſere , che di eſſere nel peccato ; & fortifica que
Ita ſua opinione con belliſsime ragioni.La pri- volõpå crez
que ma è ,che ſecondo il giuſto , & recto dictame di ta debbefug
nella ragionc ogni volóta creata è più tenuta da fug gire il pecca
to.
a pie gire quelle coſe che ſono contra Dio , che quel
le che ſono cótra di ſe ſteſla; perche è anco più
arb tenuta d'amar Dio,che fefteffa; dimaniera che
edila ſe la volonta creata poteffe amar Dio d'amor
infinito ,dı talamor faria tenuta d'amarlo; & p
ney il contrario , ſendo la creatura oggetto finito ,
O'hi non può amar ſe fteſla ſe non d'amor finto .
Concioſia poi ,che il peccato fia contra di Dio , Deſiderio
Der? deidannati
& nó contra ilproprio eſſere , perciò debbono qual eſſere
i dannati più preſto deſiderare dino eſſere nel dowebbe .
peccato, che di hauere il proprio eſſere ; & non
potendo hauer l'eſſere ſenza peccato nello ſta
to oue fi ritrouano ,per queſta cauſa par che do
ueriaoo defiderare dinon eſſere. Oltra di que
Peggio è l'ef
fto è chiaro , che gli è peggio l'eſſere in pecca- ſerenel pec,
to che non è il non eſſere ſemplicomente ; pero caso,che il
che il primo ,cioè , l'eſſere in peccato è offeſa di non esſere.
Dio ,qual perogni modo ſiamo obligati fuggi
re, ilche non è così del nó eſſere ; altrimente
fto faria ſtato peccato quanto la creatione del
módo ; & chi ſarà così priuo digiudicio,chenó
{ appi,che qualunque volontà è obligata di fug
O 2 gire
212 DELL'ARTE ESSORC .

gire ilpeccato ? & però (dice Ricardo ) i dánati


Pena de i doueriano più preſto defiderare di non eſſere ,
dänati agino che di eſſere nelpeccato . Ma ſe noi vogliamo
fia. hauere l'occhio alla loro pena , la quale è giu
ſta , & giuſtamente gli è data da Dio ; dice ' il
predetto dottore, che non poſſono ragione
uolmente deſiderare di non eſſer per fuggire
Più nobile la pena, perche ſecondo San Dionigio nelli
participatio bro de'diuini nomi cap.v.è più nobile participa
ne di Dio
qual fia. tione diDio l'eſſere , che non è la beatitudine;
Fra tutte le diuine participationi ( dice egli ) la
più nobile fia l'eſfere;pigliando però l'altre par
ticipacioni ciaſcheduna nell'eſſere ſuo , perche
l'eſſere è ſoſtanza , & la beatitudine è accidente
nell'anima; & ſappiamo beniſsimo ,che la ſuſtā .
za è più nobile ſenza comparatione dell'accidé
te, parlando genericamente; & chi ſarà quello ,
che con ragione poſsi defiderare di perdere la
più nobile participationedi Dio per fuggire la
Gloriae me pena ,la quale è contra alla gloria ,che è mé no
nonobile del bile? Conciofia dunque, che il non eſſere fia co
bisfere. ' trario all'eſſere , & la pena ſia cótraria alla glo
ria ,perciò niuno ragioneuolmete puo , ne deue
deſiderare di non ellere per fuggire la pena. Se
poi in facci i danoati deſiderano il non eflere
per fuggire le pene, ò nò , varie ſono l'opinioni
ſopra ciò . Per dichiaratione di queſto fi deue
notare, ſecodo S.Bonauentura nel iiij.delle len
tepze,
LIBRO PRIMO 213
10
MIUN
eenze alla diſtintione 5o . art. primo , queſtione Ilnon effere
WWW ij.che il non eſſere per niuno modo fi deue deli perniun ma
oderare ,ſecondo il retto dictame , & vero giudi- defiderarse
tio di ragione;nemanco ragioneuolmēte fi può
deſiderare di eſſere dănato , & infelice; anzi che
to naturalmente l'ono , & l'altro ſi debbe fuggire,
00 più, ò meno , però, ſecondo che à i danatileuas
no maggior , ò minor doni , cioè l'eſſere natu
ralo, & l'eſſere beato . Il non effere più ſi deue
fuggire dalli dannati, perche ieua totalmente fuggire per
- il bene cheè l'eſſere, & la pena leua parte di che ſi debbe
E quello che è la beatitudine.Se adunque noi vo ilnow effere,
I gliamo parlare ſecodo l'appetito del cómodo,
nó è dubbio veruno ,che ſe foſſe in poteftà loro
3 deleggere il nó effere, ò la miſeria ,chepiù pre
fto s'eleggerebbono di non eſſere , che d'eſfere
nelle pene eternali. Ma ſe poi parliamo quáco
1 all'appetito ragioneuolc, ſendo la lor pena ordi Appetita
nata a gloria diDio ,più pito doueriano defide qual dowia
fare di ſtar nelfuoco eterno per gloria del loro sfere ne idão
fattore,cheper annichilatione fuggire la mano
fua, Altri come Ricardo nei luoco ſopracitato
q.iij.dicono che ſto volere de'dánati fipuò có
liderare in dui modi,cioè ſecodo la volontà na volontà nam
7. turale, & a queſto modo no ſolaméte no deſide turale ne i
rano il non effere, ma ne anco lo poſſono defi- danasi qual
nellepene ,che sian
derare; perchè è meglio l'eflere
ü non effere; poſciache nel non effere non è al .
3 cy
214 DEL L'ARTE ESSOR C.
cuna force di bonca. Queſto conferma il Filoſo
fo nel ij.libro della generatione,dicédo. In tuc
te le coſe , il meglio ſia deſiderare la natura,
Ogni coſa cioè l'eſſere. Et di queſto n'habbiamo l'effem
cercaconſer pio in tutte le coſe naturali,le quali con ogni lo
nareil pro- to sforzo cercano la conferuatione del proprio
prioeffere,
eſſere.Secondariamente queſto loro volere può
eſſere ſecondo vna volóra deliberatiua , la qual
in dui modi può volere vna cofa , cioè , perche
la cola le piaccia per propria natura; come per
Volomà in eſſempio ſaria quando la volonta noftra ama
dnimodipno
wolero una
Iddio, perche ella sa,che egli per propria natu
cofa. ra è degno d'eficre amato, per hauerein ſe cut
te quelleproprietà che fi conuenghino à ter
minare tal'amore.Secondariamente può la vo
lonta volere vna coſa ,nó perche tal coſa le piac
cia,ma p fuggirnc vn'altra ;che più lepiaccia.
Volontàde La
nonvolonta
deſideraaduoque
non deliberatiua
eſſere perche dc'dannati
effo per pro
liberativa
il ,
dei dannaij pria natura ſia appetibile, ma lo deſidera co
come defide- me quello che potria por fine alle loro pene; p
riilnon effe che conoſcono chedei ſuo eſſere non poſſono
riportare alcuna forte di diletto,ne vtilita, per
che hanno tanta pena in ſe ſteſsi,che in loro no
puòcapire punto di vera allegrezza; ne perl'el
Allegrezze fereloro poſſono acquiſtare alcun benc . Inol
non puoccra ſono fogettiad ogni ſorte di vergogna, mi
nati, ſeria , & calamita ; & però no è maraucglia ſe de
lide.
LIBRO PRIMO , 215
fiderano di non eſſere,per fuggire tante pene,
tormenti,vergogne,& affittioni dell'inferno.
E vn'altra opiniono , & è di S. Thomaſo , la qual
tienc,che i dannati poſſono defiderare il ſuo no
eſſero per fuggire le peno dell'inferno ; la qual
anch'eſſa è fortificatacon belliſsime ragioni, &
autorità de'lanti,le quali perche cutte conchiu
dooo c, he i dannati poſſono deſiderare il ſuo
non eſſere, non principalmente, perche il no er
ſerc,non è coſa eligibile , ma accidentalmente,
in quanto che li ſpiace la miſeria, la qual ſegue
all'eſſereloro, perciò non l'addurrò altrimen
c.Et quantunque tal'opinione para cótraria a Concorda
quella di Scoto,di Ricardo,& di S. Bogauentu- l'Autorealla
ra in prima viſta ,nondimeno no ècosì,perche cune
ni.
opinio:
tutte le ragioni che fanno Scoro,Ricardo , & S,
Bonauentura prouano dell'eſſere principale có
ſiderato p ſe ſteſſo; & quelle diS.Thomaſo pro
Jo uano dell'eſſere miſero , & però no ſono contra
Alon eſſere
Du
rie.Riſpondendo dunque all'autorità di Chri- diGindaco
fto intorno al fatto di Giuda dico ,ch'ella li può meferiasta
intendere in dui modi,primaquanto allo ſtato so meglio.
del peccato; &à queſtomodo ſenza dubbio ve
runo era meglioa giuda di nonhauer l'eſſere
principale,che dipeccarc,come habbiamo dec Meglio ore
codi ſopra nelle ragioni della prima opinione. Giuda il
1. Ma le noi vogliamointédere ,che foſſemeglio che beffero
che non foſſe nato quanto allo ſtato della pena mifere .
4 che
216 DELL'ARTE ESSORC .
che gli doucua patire, in tal caſo detta autori,
ta ſi debbe intendere del naſcere fuori del vens
tre materno; percioche ſarebbe ſtato meglio,
cioè manco male ch'ei fofle morco nel ventre
di ſua madre dopo l'infuſione dell'anima , per
che a qlmodo no haurebbe ſentito ſe nó la pe
Pene delsão
fo, y del dä
na del dáno;la onde che hora paciſce , & l'vna,
rio qualifia & l'altra,cioè,& la priuatione della viſióe della
no . diuina eſſentia , & le peneinfernali, quali fecodo
i ſacri Theologi fi chiamano pena del ſenſo,la
qual corriſpondealpeccato mortale . A quella
Volere de i autorita dell'Apocaliffe dico, che i dannatidefi
dânari qual derano di non eſſere,ma ilſuo volere non è ra
fia .
gioneuole,anzi fregolatiſsimo, diſordinato ,in
diſcreto, & fantaſtico, per eſſergli nociuo ques
:, fto effere nelle pene;fi come anco fà il peccato
re,il quale ingannato nella ragione , alle volte
laſcia difare un minor male , & ne fà vo mag
gior per qualche particolare dilettatione che
Inganno dei in quello ritruoua : cosìidannati inganpati,&
annati ,
offuſcati nell'intelletto,deſiderano di non effcm ;
reiſtimandoſi d'hauere qualche ſorte di quie
te quando non haueſſero l'eſſere. Reſta dunque
Dannati ret queſta veriſsima concluſione nel ſuo eſſere; che
anienie non i dannati ſecondo il vero giudicio , & retto dit
cfjino deje tamedi ragione non poſſono, nedeuono defi.
erare
fire.
ilno derare il ſuo principale non eſſere per fuggire
le pene infernali ;ancorche ſempre faccino il:
cons
LIBRO PRIMO . 317
contrario per eſſere loro difformi dalla diuina
volóta,qual gl'infligge tal pena à gloria fua, &
LOg à punitione della loro peruerſa volontà , la qua
lefi come perpetuamente haurebbe peccato ,
quando per petua vita le foſſe ſtata donata da
Dio ,così anco perpetuamence vien punita , ac
cioche la diuina giuſtitia habbi il ſuo luogo, Pena de i
& dia a ciaſcheduno il premio , ò pena ſecon dänati pche
do imeriti , ò demeriti , c'hanno operato in ſya eterna så
queſto mondo . do il peccato
temporales
finito .
Perche caufa gli ſpiriti dannatinon poſsino pentirſi
de i loro peccati, & ritornando alla penitenza,
raconciliarſi con Dio ; que ſi tratta del
loro libero arbitrio, Cap. Xix ,
OGGLIONO allo volte alcunicleuari
Spirit idubitare,qual fia la cauſa che Damatiper
gli ſpiriti dannáti non poſsino couer- che no li pos
cirfia Dio , & ritornare alla penitenza; il che al fine pentire.
la giornata s'ode affirmare da gli ſpiriti male.
gni,qualioccupano i corpi humani , i quali a
Aretti con le congiurationi da gli Efforciſti', &
richieſti perche non laſciano di far male ritor
nando a Dio ,dicono non poterlo fare , & che
+ troppo lo farebbono le poteſſero. Et tanto più
nalce à coſtoro cauſa di dubitare , & cercare la
cauſa di queſta impoſsibilita ', quanto chenega
gono,
218 DELL'ARTE ESSOR C.

Libero arbi gono,che in tutte le creature capaci di ragio


trio è in snt
sele creatu ne ſi ricruoua il libro arbitrio , i cui atti ſono il
re espacidi volere , & il non volere, ſecondo S. Agoſtino.
ragione. Per dichiarazione dunque di queſta curioſa du
bicacione fidebbe notare,rocondo S. Thomaſo
nelle qq. difputate ,nel titolo che fa delli demo
ni, che molti ſono caduti in errore , & nell'here
Ignoranza fic per l'ignoranza loro , non potendo capire
cauſa d'ero in che maniera il libero arbitrio habbia pote
rore, dhe
refice ſtà così nel bene, come nel male . Fra quali fù
Origene, il qual ſi pensò che il libero arbitrio
di qualunque crcatura , in qualunque ſtato , &
tépo fi poteſſe riuolgere , & inchinare al bene,
&al male , ſecondo il ſuo beneplacito ; & per
ciò diccua, che i demoni col mezo di queſto lic
Irrore dio
bero arbitrio anco vna volta doucuano ritorna
rigone intor
mai demo re al bene, & alla penitenza; & per la miſericor
dia di Dio potere conſeguirela remiſsione de i
loro peccati.Dice parimente queſta opinione,
che gli Angeli ſanti , & li beati , che hora ſono in
cielo , per la liberta del libero arbitrio loro por
ſono peccare , & per conſequenza poſſono cade
re dalla eterna bcacitudine, & dannarſi. Il che
quanto ſia crroneo, ce lo dimoſtra il doctiſsimo
Agoſtino nel xxj.della Citta' di Dio dicendo ,
Origene per Per queſta, & molt'altre cauſe la S. Catholica,
che Jim fiato & Romana Chieſa ha códannato Origine ,per
dannato.
chc volendo cgli con queſto modo clalcare la
ming
LIBRO PRIMO . 219

miſericordia di Dio, faceua i fanci miſeri, volen


ODO do che dopo il peccato che poteuano fare per
100 la liberra loro, pateffero &
, ſofteneſſero le pe
ne ,có le qualipurgaſſero detto peccato ; il che
Jim immediatamêre è cótra la diffinicióe della bea
der citudine, qual dice;ch'ella altro none , che vna Diffinitione
della bestia
her allegrezza certa, ſempiterna , & ficura , ſenza ci tudine.
30 more veruno , qual nalce al beato dalla fruitio
Don ne della diuina effenza. Contradice parimence
li alderco di Chriſto in S. Matteo , il qual parlan
do delli dannati dice. Andrāno i dannati in vn
70
Oj! tormento eterno , & i giuſti nella vita eterna . Et
nacque queſto errore d'Origene da qſto, ch'ei Errore deo
rigine done
non conſiderò bene, & con tutta quella diligen se nate.
za cheſi conueniua , quali coſe foſſero di effen
za , & fi conueneſſero alla poreſta del libero ar
bitrio, ſenza la quale l'huomo in ſtato veruno
mai Gritroua.Per più chiarezza dunque di que natura del
fto G deuo auertire,che alla natura propria del libero srbie
libero arbitrio s'appartiene , che egli poſsi fo trio ..
pra diuerſe coſe;& paſto quelle coſe che ſono
priue di cognitione, le cui accioni ſono cermi
nate ad vn fot fine,niente oprano per volonta;
come faria il fuoco , ouoro alera fimile coſa , le
quali oprano ſolamente ſecondo l'impero di na

E tura , & quanto poſſono . Gli animali poi irra- Volontà de


cionali oprano sì per volontà' impropria però , gli animali
ma non già libera ; perche quello, giudicio col mani libera.

quals
220 DELL'ARTE ESSORC )
quale eſsi ſeguono,ouero fuggono alcune coſe
gliè inſerto dalla natura ; di maniera che nó pof
fono farealtrimente di non ſeguire quello ; co
mc per eſſempio fa la pecora , la qual vedendo
il lupo, non può fare che non temi, & fugga.
QualicócoſeÅ Tutte quelle coſepoi c'hanno l'intelletto,& la
oprino
libero arbi- ragiono oprano col liberomezo
arbitrio , quale
in quan
trio . tochel'arbitrio loro , col del om
prano, ſegue l'apprenſione dell'intelleco , &
della ragione, la qual hi eſtende ſopra molto
coſe , & però come habbiamo detto , la natu
ra del libero arbitrio è di potere ſopra molto
Diuerſità di coſe. Et queſta diuerſita' li può conſiderare ia
coſeſoprale più modi;primieramente quanto alla differen
quali puòla
volontà. za di quelle coſe che ſono elette , & ordinate al
fine;percioche a tutte le coſe coruiene il ſuo fi
ne,al qual con vna naturale neceſsita ſono in
chinate; percioche la natura ſempre pretende
Alfinefimolo
tecofe pof ad yn fine.E perche molte coſe ſi poſſono ordi
sono ordina . nare ad vn fine, & l'appetito intellettouale,oue
re . ro rationale della natura può voltarſi a diuerſe
coſe , & eleggere quelle, che appartengono alfi
ne,però a queſto modo Iddiocome proprio fi
ne naturale vuole la ſua bonta, ne può fare di
Molti ordi- non volerla . Ma perche alla bontà di Dio fi
o di cose ſi poſſono ordinare molti modi,& ordini di coſe;
posſono ordi però la volontà di Dio non è talmente ordina
ja di Dio . sanc i ſuoi effetti ad va fine, ch'ella quanto non
à ſc .
LIBRO PRIMO,
no poſsi rivolgerſi ad vn'altro; &quanto a que fine della
fto à Dio cóuicne la libertà del libero arbitrio . dell'huomo
Angelo , o
Similmente dico ,che l’Angelo , & l'huomo per la beatitu
loro fine hanno la beatitudine determinatagli dine.
da Dio , & però naturalmente deſiderano quel
la,fi come pilcótrario nó poſſono volere lami
ſeria ,comedice il padre Agoſtinonel libro viij.
della Trinita.Maperche molte coſe poflono eſ- Beatitudine
1 ſere mezo pacquiſtare detta beatitudine, però zip molti me
può aco
la volontà tanto dell'huomo , quanto dell'Ange amtare .
lo buono, ò reo nell'eleggere quelle coſe che lo
no pertinenti alfine, può eſſere ſopra diuerſe
coſe.La ſeconda diuerfica ſopra la quale il libe
ro arbitrio ha poteſtà sì può conſiderare ſecon
do la differenza del bene,& del male ; ma que- Potere opra
Ita diuerſità nonappartiene propriamente al- remale non
la liberta del libero arbitrio, ma accefforiamen alla libertà
, accidentalmente, in quãto,che gli è in voa del liberoare
ce &
natura, la quale può mancare dal retro dittame bitrio.
di ragione;cócioſiache la volontà per propria
natura ſia ordinata al bene, come al proprio og
getto.S'ella poi elegge il male,ąſto non gli può
auenire le non per queſta cauſa , che ella ap Volontà co
prende ilmalc ſotto qualche colore di benc, il me elegga il
male.
che naſce da difetto dell'intelletto , ouero dalla
ragione,oue fi cauſa la libertà del libero arbi ,
trio. Ne è coſa pertinente alla ragione, ne ad al
cra potenza il mancare ne gli atti ſuoi, li come
an
0
232 DEL L'ARTE ESS ORC.

anco non è connaturale alla potenza viſiua , che


alcuno habbia la viſta offuſcata , oucro che ſia
guerzo , ò loſco; ec però dico, che no è inconue
Libero arbi niente che ſi truoui vn libero arbitrio , qual cal
srio che non mente clegga il bene che per niun modo poſsi
può cleggere
ilmak . cleggere il male, & queſto per propria natura ,
come è quello di Dio;ouoro per ſpecial gratia ,
come è quello che ſi troua nc gli Angeli,& huo
mini bcati.La terza diucrſica nella quale può il
Mutatione libero arbitrio , fi conſidera ſecondo la differen
del libero ar za della mutationc, la quale non conſiſte in que
bitrioin che ſto che alcuno voglia diuerſe coſe; percioche
confifta .
anco Iddio vuole che ſiano fatte diuerſe coſe ,
1 ſecodo che fi conuiene farle in diuerſi tempi, &
da diverſe perſone; ma la mutatione del libero
arbitrio conſiſte in quſto , che alcuno non vo
glia quell'iſteſſa coſa , & in quello iſtoffo tépo ,
che prima volcua,ouero quello che prima non
Diuerfisa voleua. Et queſta diuerſità non è d'effenza del
che nõ ecoer libero arbitrio ,ma come habbiamo detto , gli
ſensiale al li auiene per la condicione della natura mutabi
srio . arbio le ,nella quale ſi ritruoua detto libero arbitrio;
bero
fi come anco non è coeffentiale alla potenza vi
fiua ,che vno diuerſamēte vogga ; ma queſto oc
corre alle volte per le diverſe diſpoſitioni di co
lui che vede , l'occhio del quale alle volce fara
puro , & altre volte turbato . Il medeſimo dico
della mutabilità; perchefi muta in noi il libero
LIBRO PRIMO :
. 223

and arbitrio, ò o qualche cauſa che in noi ſi ritruo- Mutabilita


dei ua , cioè per la ragione;come faria quando alcu nonèd'eſſen
TCOM no primanon ſapeua qualche coſa ,qualpoico za del libe.
qualu noſce ;ouero per l'appetito, il quale alle volte ſa
ra calmente diſpoſto per qualche paſsione, oue
Copy
to habito ,che s'immerge, & profonda in qual

grat che oggetto all’hora a lui conueniento , che poi


& - ceſſando quella tal paſsione, quell'oggetto più
COLO non gli ſarà conueniente.Ouero che queſto fa- Caufa effe
ra per qualche eſterior cauſa come ſaria quan- musabilità
do Iddio col mezo della gracia ſua immuta la del lib . arbi
volontà dell'huomo di malin bene , di cui dice trio,
cia
la ſapiêtia ne i Prouerbij al xxj.che il cuore del
C0
Rè è nelle mani di Dio, & lo voltará oue gli pa
re , & piace. Queſte due cauſe ceffano nelli An

ON geli dopo la prima cleccione, perche quelle co


leche naturalmente appartengono all'ordine
della loro natura , eſsi immobilmente oprano ;

& alla natura Angelica apparticae ,che gli Aue Angeli com
geli habbino notitia di tutte quelle coſe ,
turalmére poſſono fapere; ſi come anco ch nate na le cose nesu
ural rabi.
méte noi habbiamo la notitia de'primi princi
pij,piquali diſcorrédo potiamo venire icogni
tione delle cóclufioni;ilcho nó occorre negli
a
Angeli,pche come habbiamo detto nel vj. cap . Cognitione
a
di queſto primo libro, eſsi veggooo ne i princi dell'Angelo
pij iſteſsi cutte le conclufioni ch'appartengono coſenatura
alla loro naturale cognitionc ., Eperò fi come bio
na.
324 DELL'ARTE ESSOR C.
naturalmente noi habbiamo la cognitionede i
primi principij,così l'intelletto Angelico ope
ra immobilmenco intornoa tutte quelle coſe,
che naturalmente conoſcc. Et perche la volona
vclontà del ra loro è proportionata all'intelletto , però di
L'Angelo a
è quì naſce,ch'ella naturalmente ſia immobile in
proportion torno a quelle coſe ch'appartengono all'ordi
ia all'intelo ne della natura.E ben vero, che ſono in potcli
lette.
za riſpetto al moto nelle coſe ſopranaturali,
tanto nelriuoltarſi a quelle, quanto nel fuggir
le. Queſta ſola mutatione può eſſere in loro,
mutatione che dal grado loro naturale poſſono eſſere mof
qual puòef- fi a quellecoſe,che ſono ſopra natura , volcan
fere ne gli doſi a quelle, ouero (prezzandole. Ma perche C

Angeli. tutto quello cheauiene ad alcuno, gli auiene ſo


condo la capacita, & modo della propria natu
ra, però è coſa conueniente,che gli Angeli im
mobilmente perſeuerino nella loro conuerlio
ne,oùero auerfione del bene ſopranaturale , &
Immobiltà queſto quanto alla cauſa intrinſeca . Quāco poi
delli Angeli alla cauſa eſtrinſeca ſono įmmobili, ò nel bene
mal bene,
nel ò ò nelmale dopo la primaeleccione; perche al
opare . l'hora ficiſce in loro lo ſtato del viatore ; ne ap
partiene alla diuina ſapienza , che più Iddio in
fondi la gratia fua a gli ſpiriti dannati ; per la
qual eſsi ſiano riuocati dal male della prima
auerfione,nella quale immobilmente perſeue
rano; & però ancorche i demoni elegghino di
yerſe
LIBRO PRIMO
225
uerſe coſe per il libero arbitrio loro, nondime
no in ognicoſa peccano ;perche ſempre li ftan
no nella via della loro prima electione . Per que
fta cauſa adunquedice l’Angelico dottor )i de
moni ,& anime dannate non poſſono pentirfi,
& ritornare alla penicenza , ne per conſeguente
ricociliarſi con Dio .Etperciò dice S. Anſelmo Demoniime
w nel libro che fa della libertà del libero arbia socabilmen
crio,che il demonio irrecuperabilmente ha per duolare
te hanno iti
per
duto la rectitudine della giuſtitia . Alcuni altri sudine della
aſſegnano aitre ragioni, da'quali non diſcorda giusticia.
S. Bonaucncura nel ij. libro delle ſentenze , alla
diſtintione vij. art.primo, queſtione prima,il Perche i de
qual dopò l'hauer citato molte . opinioni dico, moni nõpoſ
che la ragione perche i demoni non poſſono ri fino ritorna
tornare alla penitéza ,è il tempo , & ftato di me re alla penia
ritare,il qual gli fu prefiſſo daDio, qual duraua tenza .
ſolamente fino allaloro prima operatione,foſ
ſe buona o ria ;& però fi comel'huomo paſſan
do il ſuo ſtato di meritare ,ancorche pecchi po
co , purcho mortalmente , & mora in eſſo
pecca
to,nonpuò raquiſtare la buona volontà ; cosi Ragailtere
parimente auienc à gli Angeli; & queſto è quel mo dopo le
lo che accenna Damaſeno quando dice. Qucl- morte la bue
lo che à glihuomini èmorte
cóferma,àgli
Angeli
è ca- na volonté.
diméro.Ilmedeſimo il dotciſsimo Ago
ftino nel libro che fa de Fide ad Petrum , dicen 1

do.Iddio ha talmente creato gli Angeli,che al..


P li
226 DELL'ARTE ESSARC .
Determina• li che voleuano,porcuano perpetuamente efle.
sionedi Dio
re buoni ; & quelli che non voleſſero , la diuina
intorno agli ſapiéza determinò di mai riparargli,& però gli
Angeli.
prefiſſe il cépo,& ſtato, qual fù fino alla prima
battaglia. Per maggior chiarezza di queſto fi
deue notare,che il diauolo è talmenteoſtinato ,
che non può ricuperare la buona volonta'; il
Oſtinctione medeſimo dico diGiuda,& di qualúque altro
de dannati peccatore dannato ; & è chiaro che queſto non
ouenaſchi, naſce dalla natura,ne anco dal modo del pec
care,perchetutti quelli che peccano ſarebbo
no dannati. Se dunque non ſi truoua altro mo
do commune al demonio , & all'huomo, cheil
ſtato ;poi che qualunque di queſti,cioè, & l’huo
mo, & l'Angelo fono fuoridel ſtato di potere
Cauſa della meritaro,ſegueche queſtalarà potiſsima cau
oftinasiõede la perche i demoni, & dannati nó poſſono ritor
į dannati nare alla penitenza . Queſto più chiaramente fi
qualfia . può comprendere nel peccato dell'huomo;
percioche ilpeccato di Giuda nel principio nó
ieuò à Giuda la poſsibilita' di ritornare alla pe
nitenza , ma ſi bene gli fù leuata tal poſsibilica ,
fubito che paſsò il fato ,& tempo di potere me
ritare, dopo il quale nacque ſubito queſta im
Dio offeriffe poſsibilità di potere ritornare alla penitenza;
la gratia fie perche Iddio ha dererminato di offerire la gra
mentre ètě• tiamentre che è tempo di meritare ;il qual paſ
po di meri.
1art ,
lato che ſiapoſciache ei no fa contra la ſua ter
mina.
LIBRO PRIMO . 227

ominatione più non offeriſſe la gratia che peruě


ghi la volóta, & l'induchi alla peniteoza ; & per
di ciò ella fi fta nell'eceroa impenitenza ,& conſe
i Die perche
guentemente nel peccato. Ma podria dire quals habb, serimi
SH che ſpiritoſo intelletto.Se Iddio haueua preuea nato si breue
duto cheil demonio doueua peccare , perche tempo di me
cauſa gliterminò,& prefiſſe sì breue tempo di vitarea gli
e ricornare alla penitenza ? A queſto queſito firi Angeli.
-01 fponde chenella creatione delle creature rófi
conſidera principalméte la miſericordia,ò giu
ftitia diuina , ma fi bene la ſapienza di Dio ; la
qual decerminò creare in queſta machiva mon
diale due ſorti di creature ragioneuoli, accio . Due forti di
che il mondo foffe perfetto ;vna delle quali for deciro del
ſe vnita al corpo ,che è l'anima rationale; l'altra l'uniuerfo.
: cutta ſpirituale , che è l'Angelo ; la qual cotal
1 mente è ſpiritoale, incorrottibile; & ingenera
bile ; poſciache yn'Angelo non può efler proi
dotto da v'altro : & pciò fi come tucti itfieme
ſono ſtati creati ,così pariméte tutti inſieme do
ucuano eſſere glorificati; & perche ſono ſpirito ſieme
Angeli tuti
in
uali , incorporei, & incorrottibili , & non hanno ſono ſtati
coſa che gli ritardi albene, però furono creati creasi.
nel cielo Empireo , ppinquiſsimi a Dio , & di
ſpoſti alla gloria ,tāto p riſpetco della loro na
cura, quãto anco in riſpetto alluogo ; & per quo Tempo dime
fta caufa gli fù terminaro , & aſsignato il tépo ritaredegli
di meritare conucncuole alla loro natura, che Angeliquz?
foffe.
P 2 fü
228 DELL'ARTE ESSORC .

fù fino alla prima auerfione , ò conuerfione a


Dio . All'huomo poi,perche era ſtato creato nel
corpo animale à fine di poter procreare la pro
Huomoper- le , & multiplicare huomini al ſeruigio di Dio
che ſiaſtato
crea to ciò anco gli fu dato luogo più lontano dalla glo
Dio . ria di Dio ,che fù il Paradiſo cerreftre ; & pari
mente gli fu dato più longo termine ,& cēpo , &
perciò peccando l'Angelo, ſubito vſcì fuori del
tempo ftatuitoli di potere meritare ; il che non
fù fatto all'huomo, & però peccando l'huomo,
pocè ritornare alla penitenza , & non il demo
njo. Queſto è quello ch'accenna Agoſtino fan
to nel primo libro de Mirabilibus facræ ſcriptu
rę, quádo dice; L'Angelo pche cadè dal ftato fu
blime del ſuo ordine, perciò non potè rileuar
fi.Altri( come Ricardo , & ſuoi ſeguaci ) nel ij.
delle ſentenze,alla diſtincione vij . art.ij.queſtio
ne prima, aggiongono altre ragioni, & dicono,
che ancorche gli ſpiriti ſeparati auanti la loro
Angelo do
po la prima eleccione poſsino eleggere tutto quello che gli
electione nő piace ò ſia bene , ò male ,nondimeno dopò det
può volere ta clettione non poffono volere ſe non quello
feno quanto c'hanno eletto nel primo loro volere, per que

ſta cauſa ,che con ogni loro sforzo ſi ſono acco


ftati , & rivolti a tal oggetto, & fi forteméte, che
da quello non ſi poſſono partire. La medefima
ragione aſſegnano coſtoro dell'oſtinatione del
l'anime che si partono dal corpo in peccato
mor
LIBRO PRIMO, 229
mortale; percioche nell'ultima patria loro, ſe- Ostinatione:
condo l'eſsigenza di quel peccato sì fortemente dell' anime
fimuouono,cheper modo alcuno non fipoſto weproceda
dannase do
no partire dacal peccato . Altri dicono , che la
cauſa dell'oſtinatione negli ſpiriti dannati,è la
fotcracció : della diuina gratia; & allegano que Sostratione
ſta ragione.Niuna coſa creata può giongere al della gratia
ſuo pfecto, & quieto fine, & termine, ſenza qual qual effetso
produchine
che generale,o particolare aiuto che la diſpon idamnati :
5 ga ,asuri, & inchini al decco fine, & termine ſuo;
idannari nó háno,ne ſono per hauere cal aiu
co che gli diſponghi, & aiuti,& inchini alla giu- Njunacrea
ftitia , & gratia,la qualeè il proprio termine deltura senza
la vera penicenza;dunqueper niun modo poſ- colare può
ſono pentirſi,neritornarea Dio. Et ſappiamo giungere al
di certo , che la gratia che ci få gratiaDioè
niun'al
fuo fines
dono ſopranaturale di Dio;& che per
( tra potenza;ſia qual ſi voglia ,nó laporiamo ha
uere,che da ello Dio ,la qual inchina la creacu
s ra rationale, ordinando la cognitione ſua , oue
ro eccitando, & mouendo la volontà , & affer
to rationale.Se adunque i dannati non hāno ne Dammari a
poſſono havere queſto aiuto ſopranaturale nie poffonoba
rela gratis
ceffario alla giuſtificatione, legue che per niu- di Dio .
no modo poſſono ritornare alla penitenza .Ole
tra di queſto (dicono coſtoro ) il demonio è di
tal maniera habituato nella ſuperbia, & fi fatta
mense ſommerſo in quella , che per niuno mo
d
P 3 o
230 DELL' ESSOR .
ARTE C
do ſe ne può leuare ; & ſi come gli Angeli buoni
Angeli buo-, con ogni loro sforzo naturale nella prima elec
ni con ogni cione s'accoſtarono a Dio , così i demoni có tuc
sforzo s'aco
coſtarine à ta la forza della volontà loro , abbandonando
Dio. Dio loro fattore , fi voltarono all'amor diſor .
dinato di ſe ſteſsi,mouendoſi con quella mag .
More dsfue gior forza,che a loro foſſe poſsibile; di manie
perbia nei ra che tal moto di ſuperbia fù intenfiſsimo , &
demoni fu calmente in quello s'habicuarono , che più inté
imenfifsimo, famente non ſi poceuano inſuperbire . Et ſendo
la ſuperbia contraria alla gratia che ſi få grati
a Dio ,per queſto eglino non poſſono kauere al
cun'aiuto ſopranaturale,che gli inchini alla pe
nicerza ,nc maital'aiuto per l'aucnire gli lara
Ordinatione dato . Et queſto ha ordinato la diuina puidéza
giuftifsima
della diuina cógruaméte,prefigendoli, & ftatuédogli il tépo
di potere meritare fino alla prima fua elletrio
prouidenza .
ne;percioche ſendo ftati creati in cáta nobilità
nelle parci naturali , & ſenza alcuna inchinatio .
ne al male, & nódim eno có ogni ſua forza fi pro
fondarono nella propria malitia ; nè per il ca.
dere ſuo tutta l'Angelica natura era pſa , como
pel pria o ceppo dell'humana natura ; però no
è coſa conueniente , che gli ſia dato queſto lo
pranaturale aiuto , col qual poſsino ritornare
allo ftato della penitenza , & del potere merica
re, Da quanto dunque habbiamo viſto di fo
pra conchiudo , che ibcati iu cielo hanno illi
bero
LIBRO PRIMO . 231
OM
bero arbitrio , & più perfetto del noſtro , per el Beati inCie.
lo hāno illic
ſere confirmaci in gratia ; di maniera che più bero arbitrio
non poſſono peccare. Oue ſi deue notare;che paùs perfecto
variamente da dottori ſcolaſtici vien'aſsignata del noſtro.
la cauſa porche l'Angelo buono non poſsi pec
care . Alcuni dicono , che la cauſa è , perche il Angelibus
ſao libero arbitrio é mutabile auāri l'eleccione, ni perche no
TA
ma che dopo vié facto im murabi'e da quell'og poſsino
care .
pec
gerço a cheprima ei s'è conuertito, & rivoltato;
& cócioſia che l'Angelo non habbi coſa veruna
che lo ritardi nella ſua eleccione, perciò l'Ange Angelo non
lo con tantaforza, & intenſo affetto ſi profon- he cosache
da nell'oggetto,che poi daquello non ſi può le dal bene .
uare , & però (dicono coſtoro ) gli Angeli nella
ſua conuerfione à Dio così fortemente ſi ſono
accoſtati, &con tanto affetto, che da quello nó
ſi poſſono di ſtorre,ne leuare,& per queſto non
3 poflono peccare. Queſta opinione ( lalua la ſua Errore dial
riuerenza) s'inganna;& la ragione è queſta per cumsan
f chie à queſto modo,fegli Angeli buoni per pro
pria naturajauanciche eſsi eleggeffero Iddio,
haueffero eletto qualch'altro bene inferiorea
o Dio , comeporeuano eleggere, in quello iſteſſo
Sariano ſtaticonfermari, & così non ſi ſarebbo
no potuci rileuare , ſecondo queſta opinione,
ne riuoltarli a Dio;il che nega ſant'Iſidoro ,co ,
mediremopiù di forto. Ec perciò dico altrimé
ti,ſecondoRicardo di Media Villa nel ij. delle
P 4 ſen
132 DELL'ARTE ESSORC
fencéze, alla diſtintione vij. articolo primo,que
Angeli bros
ſtione prima, che gli Angeli buoni per queſta
ninon poſſo ragione non poſſono peccare; perche si come
no eleggere la volonta loro non può fare electione veruna,
altro che il che nolia di coſa buona, & ſotto colorc, & fpe
bene.
cie di bene,comedice Dioniſio nel libro de Di
uini nomi,cap.iiij.così parimente no può ſprez
zare coſa alcuna ,ſe non forto fpecie, & ragiona
In Dio non fi di male ;ouero come coſa alla qualemachiqual
troua alcun che parte di bonta. E pche gli Angeli buoni có
male. téplando Iddio ,in lui nó poſſono ritrovare par
te alcuna di male,ne mancaméto veruno dibó
ta,anzi tutto quello che dalla creatura ragione
uolmente può eſſere deſiderato , con piùeceel
lente, & perfetto effere veggono , & contempla
no nel ſpecchio della diuina effenza , perciòno
poſſono no amare Dio,& l'altre coſe in ordine
Angelibuon à lui. E queſto è quello che tocca. S.Apfelmo
nihanno at- nel libro chefà de Calu diabolizouedice; che i
quiſtatozut. buoni Angelifono talmente ftatieffalcati, & ele
poremenoac- uati,chehāno acquiſtatotutto gllo che poteua
quiſtare. no acquiſtare; & di maniera che veggono tutto
quello che poteſsino volere giuftaméte, & per
queſto nó poffono peccare. Et fane Ifidoro nel
primo libro ch’ei fà De fumo bono cap.x. di
ce,che ancorche gli Angeli fiano mutabili per
natura ; nondimeno la diuina contemplations
non li laſcia mutare . Nè per queſto fi può di
re ,
LIBRO PRIMO. 233
te, ched'alcuna neceſsita Gano sforzati,nè che
il dominio del loro libero arbitrio fia minuico ;
perche,come dice il deuoto Bernardo nel libro
che fa del libero arbitrio ;la libertà della volon Libertà del
tà rimane,e ſi conferua tanto negli Angeli buo libero arbi
pi,quanto catciui. Et S. Anſelmo parlando di trio rimafia
quefta libertà dice;che quella volonta' che non libuoni,co
ſi può partire dalla recticudinc, èmolto più libe rei.
ra,che non è quella che può peccare, Par an
co coſa ragioneuolcil dire ,che illibero arbia
trio ſia tanto più libero, quanto maggiormen- Liberoarbi
ce ſi raſſomiglia al libero arbitrio fommamen- trio de gli
te libero,che èquello di Dio; illibero arbitrio ſomAngelifiras
iglia
. negli Angeli,dopo la confirmatione,s'affomi quello di
glia a quello di Dio ;perche è per gratia impec bio.
cabile ,sì come quello di Dio è impeccabile per
natura ; & però è più ſtabile ,che non era prima,
LO & per coſeguenza più libero , & perfetto che no
C
era prima;percioche prima poteua ſeruire al
peccato , il che per gratia non può hora . Per Impeccabile
afto diceua il dottiſsimo Agoſtino nel ſuo En- è il liberoar
11 chiridion,cap.lxiij.che molco più è libera quel bitrio de gli
anna la liberta',cheonninamente non può peccare, Angeli buo
ni.

& ſeruire al peccaco.Ecchi dubitera che quella


liberta'fia più libera, che non può cadere nella
miſeria,di quella che gli buò cadere ? Dique
fta liberta diceua S.Bernardo nel libro del libe Liberia
del
ro arbitrio.La liberta del libero arbitrio ficon libero arbia
4 viena
134 DELL'ARTE ESSORC .
trio uguale viene a tutte le creature capaci diragiõe vigual
nabuoni,e mente , & nó è minore ( quanto ſia dal cáto ſuo)
cattiui An
geli nei buoni,chene i catciui ſpiriti, & tanto è per
fetta queſta libertà nell'altro ſecolo , quanto nel
preſente;percioche(diceegli) ogni libero arbi
trio in ogni ſtato , & tempo ha queſta natura,
che pirniun modo può eſſere sforzato. Gli An
gelidunque buonip propria & fpótanea volon
ta,aiutatiperò dalla diuina gratia , eleggono il
bene, & fuggono il male , & peccato. Oltra che
ſappiamoche la facolca ,ouero pocelta di pote
re peccare ſecondo S.Anfel,nel primo cap. del
Poteftà di libro che fadella libertà del libero arbitrio ,nó
peccare non ſolaméte nó è liberta,ma ne anco parte diliber
èlibertà,ne ta.Dico pariméte,che i ſpiriti dánari hāpoilli
parte di lie bero arbitrio, colqual(abbādonati dalla diui
bertà.
na gratia ) p ppria volóra,sēdo oſtinaci, & idura
ti nel peccato ,sépre ſeguono,et elleggono il ma
le, & fuggono il bene, & però il loro libero arbi
crio è dimaniera ripllo,debole,et corrotto,cho
omezo di qllo no li poſſono leuare dal pecca.
Come gliſpiritipoſsino muouere un corpo da on luo
go all'altro colfoloimperio del'intelletto,
a volontà loro. Cap. XX .
ERChe nel x.capo delij. libro hab
every one Pd mente)comei demoniincidental
biamoa parlare(benche
poſsino offen
dere
LIBRO PRIMO 235
dere vna creatura ,quancunque ſia lontana a re m ancorche
quiſicione de i Malefici,mentre però , che que- randoilmio
fto gli ſia conceſſo ,ò permeflo da Dio, portan- Le per arias a
do quelle buffe, ferite, ò baſtonate , ouero al
tro nocuméto che il Mago vuol introdurre nel
corpo d'alcuna perſona ,peraria; il che parc dif
ficile a molti; perciò nel preſente capitolo vo
glio che vediamo come queſto fia pofsibile .
3. Per maggior chiarezza dunque di queſto ſide
ue notare, ſecondo S. Thomaſo nelle qq. diſpu
tate,nel titolo de i demoni; che quanto all'ope
rationi delle ſoſtanze ſeparate da i corpi, niuna
di loro opera attione veruna intorno alle coſe Operationi
efteriori,le nó culmezo dell'intelletto , & pro- efteriori del
be ſoſtanzeſe 1

pria loro volonta'; & nel loro operare eſtrinſe parate.


co oprano ſecondo il modo,& ordine naturale
delle coſe ; il qual modo ſi può conſiderare non
ſolamente ſecondo le loro nature; ma anco ſe
condo i loro moti , i quali anch'eſsi hanno vn
0 cert’ordine tra di loro . Er queſto può eſſere in
. dui modi; primieramente ſecondo la propria comparatio
natura; & quáto a queſto il moto locale ſi può locale a gli
comparare à gli altri moti in dui modi ; prima altri mosi.
come quello che primo tra tutti i moti; ouera
mente comequello che fà manco varietà nella . '
coſamolla di tutti gli altri moti;percioche per
gli altri moti alle volce ſi varia alcuna parte in
cinſeca della coſa molla , come faria la quali..
ta ,
1
236 DELL'ARTE ESSORC .

ta , ò quantica , & alle volte la forma ſoſtantiale;


ouo che pil moro locale ſolaméte fi varia il luo
corpi poſlo- go.Er quaco ad ambidua qiti modi dico , che i
o Localmere
effere mos corpi poſſono eſſero moſsi dalle coſtāze ſpirito
lalle fojtan uali diğlto moto locale, meglio , & più imme
< ſeparate. diatamere che d'altri moti per ſito , che le coſe
più vili fono fatte perfette col mezo delle più
perfecte. Er però gli altri moti fono cauſati dal
le ſoſtanze ſpirituali mediante il moto locale ;
& fi vede per iſperienza , che gli effecti deboli
poſſono eſſere fatti immediatamente da va'agé
te rimoro , & lontano con maggior facilita ,che
gli effetci forti, & gagliardi. Sappiamo poi, che
Minime ve la minima variatione corporale ,è quella che ſi
riatione è
fà per mezo del moto locale;la qual può eſſere
quella del
noto locale , fatta immediatamente dalla ſoſtanza ſpiritous
le, come da vn'agente rimoto, ma non gia può
far talſoſtanza altra maggior variationc, co
me quella delli altri mori. Secondariamente po
ciamo cófiderare queſt'ordine dei motii copa
racione all'ordine delle coſe mofle ,come per el
ſempio ſaria quando noi faceſsimo compara
tione tra il moco del cielo, & quello d'un corpo
elementare; vno de'quali ſenza dubbio veru
no è più nobile dell'altro . Et quanto a queſto
cóuicne alle ſoſtanze ſpiritouali ſuperiori muo
uere il corpo ſuperiore,di maniera che, il moco
rc del ciclo di Sacurno nó potria muouere il cie
lo
LIBRO PRIMO. 237

lo ſtellato ;ne anco il motor d'eſſo cielo ſtellaro


potria muouere detto ciclo, quando egli hauer
le più ſtello di quanto ha;come dice il Filofofo
neiij.libro del cielo. Si come adunque le ſoltan Softăza fpi
ze ſpiritouali ſuperiori muouono i corpi celeſti ritualimuo
ſuperiori; così parimente le ſoltanze fpiritoua nono i cieli.
li inferiori poſlono localmente muouere queſti
corpi inferiori ; & queſti ſono i demoni , i quali
hanno tal virtù, ò ha dalla conditione della pro
.pria natura,ſecondo l'opinione di quelli che di
cono ,che i demoni non erano di quelli Angeli Angeli po
fuperiori,ma di quelli che furono poſti da Dio ſi al gouer
al dominio,gouerno,& reggiméto di queſto or nodi queſto
dine terreſtre,ſecondo la proportione , & con- fire quali
ditione della loro propria natura . Quero che fano.
queſto gli ſia ſtato dato in pena del loro pecca
to , per il qual ſono ſtati ſcacciati dalle celeſti
ſedie , & imprigionati in queſto noſtro aere,ca
liginoſo, ſecondo S. Gregorio, il qual vuole ,che
alcuni de gli Angeli ſuperiori, & ſupremi ſiano
caduti dal cielo per il peccato. E poi coſa chia
ra, & manifefta,ſecondo Ricardo nel iiij . delle Animaſepa
sétéze,diſtintione l.art.ij.qq.j. & ij. che l'anima rata fi puo
feparata ſi può muouere da vo luogo all'altro. muonere da
un luogo al
1 Ma per più chiarezza di queſto fi deue auerti- Plero .
re , che fra tutte l'anime che ſi partono da quc
1
ſto noſtro mortal corpo . Alcune di loro fi par
0
cono con il peccato mortale,e queſte ſe ne van
no
338 DELL'ARTE ESSOR C.
no all'inferno . Altre ſi partono da noiin cari
ca,ne portano con ſeco alcune pene da purga
re ; & queſte ſe ne volano al cielo Empireo,& al
la vita eterna.A lire ſi partono di queſta vita in
gratia di Dio;ma perche hāno da purgare qual
che pena corriſpondente a ilo peccati, però
communemente queſte ſe ne vāno al purgato
Traslations
rio, & purgate che ſono , al paradiſo . Le quali
dell ' anime traslationilono tutti motti locali, aduque l'ani
ſono mori lo me ſeparate alle volte fi muouono da un luogo
cali . all'altro. Poi ſappiamo,che maggior forza firi
cerca a traſmutare vna cola ad vna forma,ctia
Anime ſepe dio accidentale, chetraſmutarla da yn luogo al
rate perſe l'altro; l'anime ſeparate per le ſteſſe-fi poflono
Sie jejuposlio muouere à qualche forma accidentaria, come
nomuonere. faria à diuerfe affertioni, & voleri;adunque po
tráno anco p propria loro naturale virtù muo .
ucre ſe ſteſſe da vn luogo all'altro , & con mag
gior facilia , Oltra diqueſto , hauendo l'anima
jeparata l'intelletto,col qual fi può regolare nel
muouerfida luogo a luogo , & la volontà libe
ra , con la qual può comandare tal moto, è coſa
tinaha rice ragionevole, probabile, & conucniente,che da
uuto l' ani- Dio habbia riceuuto vna potenza motiua , col
ma da Dio. mezo della quale ,ella poſsi operare tal moto;
& la ragione è queſta, ò fimile . L'anime che ſi
partano da'corpi in charita , ò gratia di Dio sé
za alcuna pena da purgare,ſanno chegli è voló
LIBRO PRIMO 239
tà diDio che ſubito ſe ne volino da queſta val
le di miſeria alla beatitudine , & eterna quiete
del ciclo Empirco; ſapendo adunque che le có
uiene muouerfi per andare à quelluogo;è coſa Anime per
probabile, & veriſimile,che per le ſtelle fimuo lė Stelle" ja
0 uino per andare là sù à quella eterna fruitione andar
muquone oper
ab
della faccial viſione di Dio ,ancorcheda gli An cielo .
geli lanti ſiano per maggior riuerenza accom
2 pagnace.Ilmedeſimo dico di quelle che ſipar
tono di qua,pur in carita, ma con qualche pe
na dapurgare corriſpondere alla colpa di qual
che
peccato,percheanch'eſſe ſanno che è volo
ca di Dio,che ſe ne vadino al purgatorio . Con.
cioſia dunqueche ſappino queſto , & lo poſſo
no , & vogliono fare per eſſere vbidienti alla
diuina,& giuſtiſsimavolóta di Dio , però pare
coſa credibile , che per feſteſſe fi-muouinoper
andare a quel luogo ; ancorche per qualch'al
tra ragioneuole cauſa a noi naſcoſta , ſiano có .
docte quagiù da gli Angeli fanci. Ma perche ģ- Lazaro co
ſto noſtro propofito par che contradichi all’ -mefoſse por
autorità di Chriſto in S. Luca al xvj.cap. il qual rate da gli
dice,che ſendo morto Lazaro médico fù , porta Angelio
to da gli Angeli ſanti nel ſeno d'Abraamo; pe
rò à queſta autorità breuemente ſi riſponde,
che quel portare del quale parla iui noitro Si
gnore Giesù Chriſto ,è yn parlare d'voa cerca
riucréza;licome anco s’yſa frá gran perſonag
gl,
240 DELL'ARTE ESSORC .
gi,iqualiquantunque poſsino caminarc coip
Comparatio prij piedi,nódimeno alle volte ſono portati da
me, & i ſin perſone honoratiſsimeda vn luogo all'altro p
ignori sempo ſegno di grand'amore, & riueréza .Vedil'effem
rali.
pio nei Signoriche nuouamente pigliano il do
minio,& poffeffo di qualche ſtato, città, ò re
gno,i qualida più nobili ſono portati a quc
ito modo; tutto queſto fia decco dell'anima quá
to al muouere di ſe ſteſſa.Ma quanto al potere
muouere vn'altro corpodico(ſecondoil predet
to dottore ) che l'anima ſeparata può con la
Anima lepa ſua natural virtù , & poffanza muouere alcú cor
were alcun po da vn luogo all'altro , mentre però ch'ella
corpo daun non ſia impedita da vna virtù , & poffanza a lei
Imago
tro.
all'al ſuperiore;percioche nell'anima è vna virtù mo
tiua,comehabbiamodetto di ſopra ,con la qua
le effa fi può muouere d'vn luogo all'altro ;con
la qual poflanza anco fi può fare preſente ad al
Animafi cun corpo ; perche ella può eſſere inſieme con
può fare pie vna pietra,ouero con altro fimile corpo.Poi ſo
ſente ad ab no molti corpi,iquali no hanno tanta virtù ,&
cun corpo. poflanza nel fare refiftenza,quanto ha l'anima
nel muouergli da vn luogo all'altro; il che è ma
nifefto;perche l'anima ha maggior virtù quan
do è ſeparata ,che quando è vnita al corpo cor
rottibile. Non ci laſcia meorire il diuin oraco
lo nella ſapienza al ix.quädo dice. Il corpo che
fi corrópe aggraua l'anima;c nódimeno quan
do
LIBRO PRIMOI" 245
do'è congiontaal corpo corrotcibile , ha mago
3 gior virtù nel mouerlo ,& farlo farea' fuo mo
dochenon ha egli nel fare regiftéza allanimad!
concioſia adunqua, che almoto locale tre coat
fe fi ricercano, cioèche nel mouente fiá la vira Coſeano
chefare
ab
cerc
cù motiua ; & ch'eglifipoſsi fare preſente , & moto tocaleo
vnirſi con la coſa moffa ;& poiche il mouente
fia di maggior virtù ,& poflanza che nõ èlaçom do
famoffa ,feguo che l'anima ſeparata pyölconia
naturalſua virtù muouere alcun corpo davń
Juogo all'altro ; & fi.vede d'alcuni ;che allevolca
Panimamnouealcun corpo.Narra S.Gregorio:.Efſempiodel
l'anima di
Act jiij. de'Dialogi,cheS.Germano Voirono di Paſcafio.
Gapua ritrouò Paſcafio Diaconoqual crammor
to in vn bagno , & che iui ſtandopareuafitavat
fa. Etne èda credere, che quell'anima informal
ſe qaclcorpo,ſendo vna volca feparata da quel
los& nodimeno lo amopcuajui;perciò è chiaro so .
che alle volte l'anima ſeparata muoue alçúcorosos
po da vn luogo all'altro.Nepár coſa credibile ,
. chequello foffę l'Angelo buono , ò reo in fora Penitengo
madi Paſcaliopcioche il predetto Paſcafio fta jamina
do jui faceua la penitenza deluoi peccati. Non diPifcaſso
era pero talcorpo ilvero corpo di Paſcafio ,di
cui quell'anima era ſtata forma: perche, métre prohibicot
che l'anima èfeparata dakiwpprio corpo gli èp all'axima se
bibito dalla virtù , & poſsâza diDio iaformace, cun
formarcore al
ao ſolamente ilproprio corpo dichi dlae fan o po
340 DELLOARTE ESSOR C.

ta forma',mäånco qualunque altro corpo chd,


fiäftatganimato d'anima tationo; & no ſoloq
ftq ,ma atico gliè prohibito di potere informa
reicorpi.deglianimali brátti , per non dare oc
215909 caſionc à gli-huomini dicadere in quello per
Erroredei nitipto , perucrfo , & horreado erroredi quelli
Pitagorici che credono ,che l'intelecto poſsi paffare d'un
intorno alb . carpalállaltro, calmente cheſucceſsiuamens
anima.
tgifia jlóproprio motora di diverfi corpi ; &
che qualunquc animapoſsi entrare ii quan
lunique corpo ;itiche'altro non è che vna first
himenea cronos & faäola de Picagorici .Eben vero cha
propos
lànima Aparata ( ritornandoal noſtro
2015 ,
fitos) on può moucto alcun corpoper vit
thi ,2 paſſanza naturale da un luogo all'altro in
Animucome
rate sepa quel modo , ehello-rodoux fendo congiontz
ројзі тиове na li come feņda fepa rarapaltro modo ode ;
realcun cor & iirende le ope; di quello che fa congion
poda vn luo at corpo ;cobiparimeme speralero modo mua
all'altro.
yeſil corpo ; perche quando è cogionta colcop
po don può comda batugal ſua vittu mouerlo
Moda sol tutto inſieme da vn luogo all'altro ; percioche
fenomeno vediamoper iſporienza",che quandoThomos
quale
da un luogomuoued’vă luogo all'altroymentre chinapa
alkaloren i sefi maoue , l'altra ſi ripoſa ', accioche la parte
Mina'ls che liripofa per virtù dell'anima moua l'altra
parc: Ma quando è ſeparata non muoueà que
ttomiodo il corpo ,anzilo muque curto infieme
.
Hos
LIBRO PRIMO, 5 I 74%

Hor ſe queſto può far l'anima ſeparata dal cor - isotopes


po , quantò più lo potra far l'Angelo tanto buo Angelo può
no , quanto catciuo é poſciache, oltra la nobiltà nuonere fun
* con la qual l'Angelo eccedel'anima in poſlan- luogoallala
za , & virtù , queſto è fatto modiante l'intelletto sro .
& volontà , quali potentie, tanto ſi ritrouano
nell'Angelo , quanto nell'anima. Riſpondendo
adunque al queſito del preſente capitolo dico , Natura que
che fendo la natura corporale quanto alla com oal mondo
mune influentia diDio ſoggetta quanto almo: Lucale e logo
getta al
volonta la
to locale all'imperio della volontà degli Ange rily
li, comediceil dottiſsimo Agoſtino,non èdub gli Angeli,
7 bio verupo , che gli ſpiriti Angelicitavomali ,
- quanto buoni poſsino muouere il corpo a mur
ſcoli , & organi corporali, a' i qualipellenza aff
aftono . Ma perche il dubio è ſe gli Angeli Angeli ſe

pofsino muouere icorpi col ſolo intelletto s pollino muo


imperio della loro volonta ', ſenza farfa preſen- corpo ſenza
ti alla coſa moffa ; perche ſe lo poſſono farea se farſegli pro
gue cheildemonioItandolontano ,& fuori del ſense,
corpo humano , potrà a ſuo beneplacito muo -...
ucre localmente canto le parti, quanto eſſo cor
po ; anzi di più ſeguirebbe, che ftando nell'inferenssi
po potria vgualmente con l'imperio della ſua sra
volonta perturbare , & muovere gli ſpiritiania
3
maſtici nella fantaſia humana ; il che non par
I
effere conceſſo à gli ſpiriti Angelici, coşibuoni,
come rei. A queſta oggettione si riſponde che
Q : an
$44 DELL'ARTE ESSOR C.

Proportione ancorche la natura corporale ordinariamente


Jo ricerca trà vbidiſca all'impero , & volere de gli ipiriti quan
la coja moji to al moto locale, queſto nondimeno è fatto co
Slia.itacione; dimaniera che , non poſſono far
fa .
queſto in ogni lontananza , magli conviene el.
fere vna certa vnione ,conuenienza , & approſt
matione preſencialetra eſsi, & i corpi, quali vo
Angeli pof gliono muouere. Oltra di queſto, biſogna con
ſono influire cedere,c'habbino poreſta di potere influire ne
nelle coſe i corpi immediatamere certe qualità alteratiuc
vaimo aleg come calidita , frigidita , humidità , et ficcita ; &
qualità

parimente de qualità che ſi ricercado al moto


locale, ceme ſono impeto , impulfionc , & altre
motiue qualita; che a queſto modo li faluano
ragioneuolmente ne gliſpiriti cucci gli effetti,
c'hanno fatto , & faono nelle traſmutationi dela
le cofe temporali. Et ſe il fatto foffe altrimco
to, co the pocrianó ſuſcitare tempeſte fubitance
como fanno come( dico ) potriano fare quelle
mirabili apparitioni, & operare quelle mirabi
Getsarepico li traſmutationi delle coſe:come gettariano pio
tre che fan tre da lontano, fe con l'imperio della loro volő
no i demoni cà no cauſäffero del moto della pietra quell'im
come .fiapor pulfione , & impeto comeſiparra d'ona pietra
fubike
focaia d'vna mirabile rocodica ,la qual fù get
tata dal diauolo ſopra il capo di S. Domenico,
ſtádo egli all'oratione,la qual nondimeno p mi
facolo non toccò il capo del predetto ſanto,
Comec
LIBRO PRIMO :
345
Come fioalmente potria il demonio voirli con
1 alcuo corpo, di maniera che quello fi moueſſe
0 accidentalmente, ſecondo il velociſsimo moco
dell'Angelo,s’ei no haueſſe in ſua poceſta quel
de qualità motine , & il poterle introdurre ne i
corpi? Cóchiudo adunque,che gli demoni por
fono muouere i corpi non ſemplicemente , & in Angelo good
OG ogoi longa diſtanza ,ma con quella limitatione muunereabo
0 qualhabbiamo detto di ſopra, conucniente al cun corpo
l'špemio del
grado,tato , & códitione della loro natura da- havelontano
tagli da Dio nella ſua creatione,la qual pondi
meno è rafrenata dalla poffanza , & volere di
Dio ,il qualecanto di poteſtà permette alli de
moni , quanta egli vede, & giudica eſſere ilpos
5 diento a gloria ſua,& à noſtra ſalute .
Dellefrodiconle quali i demoni fogliono ingănare gli
buomini tanto nelle ſue operationi , quanto
1
nel parlare, Cap. XXI.
NCORCHE il demonio ( ſecondo S.
A Agostinoshabbia
Agoſtino )habbia mille,& mille modi Mille modi
con i quali ſuol'ingānare gli huomini hauldemes
per farglicadere nel baracro della loro dannaa mio.
di nuocere

tione ; oondimeno nel preſente capo voglio


che vediamo chemodo egli tiene per inganna
are gli Efforciſti,& quelliche ſono preſenti alla
congiuratione; & parimentecome poſsi ingana
‫ܕܘ‬ nard
246 DELL'ARTE ESSORC:

Demonio co- bare gliIdolatri, & Maghi canto nell'operation


me inganni ni , quanto nel ragionare con eſsi. Per più chia
Macb parbare. Tezza adunque di queſto fi debbe notare , che il
demonio , oltra a quei modi c'habbiamo poſti
più di ſotto nel viij.cap.delij.libro , dui altrimo
di adopra per ingannare gli huomini . Il primo
fiè ſotto ſpecie di qualche bene apparénte; per
che quantonquei demoni ordinariamente fia
no bugiardi, & mendaciſsimi nelle loro riſpo
Mendazzi fte ; nondimeno con grandiſsima diligenza fi
ſono i demo
nie sforzano di non ſcoprirſi bugiardi a quelli che
fi conſegliano có eſsi, come fono Maghi, & Ide
lacri,accioche ſotto queſta coperta di verita,
pofsino coprirela loro iniquita , & dare ad in
tédere a gli huomini d'eſſere veraci nel loro par
lare come Dio ; per poter poi finalmente più
more on grauemente opprimergli ſotto il giogo del pec
fere verace. cato con queſta fua fallacia · Percioche effendo
i demoni perfectiſsimi logicł , nó è dubbio veru
no,che ſappino paralogizare per tutti quei mo
Logici per
festifsimifon di poſti dal Filoſofo nelle ſue fallacie ; & fofiſti
noidemoni., camente ingannare gli huomini ragionando có
eſsi. Er che ſia il vero , leggi la ſacra Genefi, &
Falacita d'e vedrai come il maledetto (erpo ingannò la pri
quiuocatio - ma noſtra madre con quefta fallacia d'equiuo
ne uſata dal catione ſotto queſta parola ( morirece. ] Perche
demonio . hauendo comandato Iddio à i'noftri primipa

renti, che non mangiaffero del retaco pomo, gli


O LIBRO PREMQ.AZ
minaccið incoatinente , che in qualunque
hora
ne magiaſſero , morirebbono , cioè di morte
ſpirituale, & eterna ; il demonio gli perfuafeíl
cótrario , & diffegli [ nonmorirere Jintondendo . . .
della morte temporale per all'hora. A queſto
medelimo modoinganna gli huominiche cen
gono famigliarica', & domeſtichezza con eſso
lui; come a punto ingannò il Re Manfredo nel Rè Manfrom
l’Apuglia,del quale ſidice, chemērre eglifi pre todaldemo
paraua percombatcere cótra Carlo Re diFran nio.
cia,havendo vn demonio cóſtretco,ficonſiglio
con lui, & gli addiinandò ſe luiſaria vincitore, -
o pditore intal gucrrazrilpoſegli il demonio l'acias
namệte có quelteparole Nónóluperabit Gai
lus Apulum. Et parlò il fceleraro cord fallegally
vſandoperò il modo de parlare ch'al di d'hog
gi filool'vfare quando ch'alcunovol negare et
ficacemete alcuna coſa,replicata due volteque
fta parola: [Nò nò] per dimoſtrare la falſità di
quello che lidice. Nelle quali parole confidan
dofiil prodotto RèManfredo , & credédog der
fere vincitore,andòa combateere,&fù vinto ,&
ſuperato dalpredetto Re Carlo . E queſto gli
auérie pernon intendere la falacia dell'equi:
uocatione,qual ĝli vso ildemonio nel replicat
gliquel[ no( due volto,ilqual, ſecondo iloğls Duonegai.
ci , due volte replicato ,in luogo dinegática,fa nifannoun
vna affirmativas. Et- volle direil demone si affirmasima,
24 che
248 DELL'ARTE ESSORC.
cheſarai viðto , & ſuperato da Franceſi tuoinga
Ingamiail mici. Il medeſimoinganno vsò yn demonio
Signore nel ad vn'altro Signore, che gli addimandaua ſei
riſpõdergli. Juoi nemiciverrebbono a lui a dimādargli pa
<ce,conqueſta riſpoſta. Gli tuoi nemici verrano
a te foauemente ; nel qual parlare eglipreſe
queſta parola(ſoauemente )come ſe voleſſe dire
benignaméte ; & ildemonio l'inteſc per preſta
mehrc, & fretcolofaméte,& però l'ingannò có
queſta fallacia d'equiuocatione. Con queſto
iſteffo inganno fù fraudato vn'altro , il quale(fe
Dersoni in condo Valerio Maſsimo)conſigliandoliconun
ganna un idola d'Apollinc,ſe andando contraſuoi nemi
edobaira . ci faria vincitore,ouero ſuperato da loro;riſpo
fegli il demonio.Anderai tornerai;, no morirai
in baccaglia.Et fù coſtuiingannato có vno mo
do fofiſtico ,chefichiama fallacia di compoſia
tionc porciocheil demonio fece ponto nelfuo
parlaredopo quel nõ,vütendo inferire.no,tora
perái;& quelloche l'interrogaua fece poto aua
ti à quel non,& per queſtomodo ſendo ingan
pato ſe n'andò in battaglia , & fù ammazzato
ſwoi
Seguaci
comeingan da' ſuoinemici. I demoni adunquenon ingan
na il demo nano iſuoi ſeguacimanifeſtamente, ne allaſco
nio .
perta gli dicono lą bugia;ma fi bene Cotro co
perta, &colore diqualche bora , & veritàal più
delle volto gliígānano,Eçs'alle, volte occorre
shefucceda ilfatto contrario a quello ,cheil
des
2 LIBRO PRIMO , 3 ' 349
demonio ha predetto nel riſpondere, perno pa
O
sere bugiardo, & ignorante & falua beniſsimo oDemoni che
21 nell'opinione contraria con dire che colui non meſo Sal na
d'i
l'ha inteſo, & lo riprende gnorantia , & della nelle bugia
ncgligenza, che ha vfaco per non ſapere inten- che dice.
dere lcfue parole ; &che ledoueua incendere à
queſto modo, & nó a quello . Con queſti aduna Inganna il
que ,& altri varij ſofiſmi , & falſo apparitioni demonio in
con predirgli coſe marauiglioſe , quero c'haq vari modi
no à venire,ò con riuclacioni , & fantaſtiche, &
falſe perſuafioni inganna glihuomini , immutā
- do alle volte lapotenza, o virtù fantaſtica loro .
Etdi queſta varietà di modico i quali il demo
nio con l'afturia luainganna gli huomini dice
la diuina fcrittura nella Genefialij. capo , che
il ſerpente era più afturo di cúcti gli altri anima serpente do
li creatida Dio ſopra la cerra . Et Chriſto no- chiama la
ftro Signore in S. Luca alix.chiama il demonio ſcrittura il
force armato ,EtIob al xxxxj.dice ,chenó è po demonio.
teftà ſopra la cerra ,che ſipoſsi vguagliare ağl
la del demonio . Ec nella xvj.cauſa queſtione ij.
50 pel cap.Viſis.habbiamo che il diauolo ha mil
2014 lemodi, &arti da ' nuocere al genere humano
con l'aftutia ſua ,di maniera, che queſto abbar Pericoloso
uméto è molto terribile, & pericoloſo , hauédo abbasımēra
voi à combattere non contra gli huomini,ma fi habsamo cod
benocontra l'aſtucia de i prencipi, &potefta di demonio .
queſte caliginoſe tenebrc. Et perciò l'Angelo
acle
150: DELL'ARTE ESSOR C.

nell'Apocalipſe atxij.capeci minaccia dique


ſta grand'altutia , & poſsanza dicendo , Guaia
voi terra, & mare parcioche il diauolo deſcens
dea voi con grand'ira ,cioè con grao potefta ,
Inganna il
demonio gli aftutia, & malitia.Etentciğſti ingāni, comehab
huomini më biamo detto, fa il demonioa gli huominimen
tre che ven tre veghiano, per farglitraboccare in maggior
ghiano, grauezza di poccato . In yo'altro modo anco il
perche.
*** demonio inganna gli huomini ,cioè nel fogno.
Percioche alcuna volta mediante l'operationo
del diauolo appaiono alcune fancafie a quelli
Dimoftræ il che dormono, per le quali ildemonio gli riue
demonio ala la atcunecoſe vere, & alle:volce fpirituali, como
cune coſe nel narra ſant'Agoſtino pel xviij. libro della città
ſogno. di Dio ,d'vn Filoſofo, il quale dichiarò certi'det
ci di Placone ad.vn'altro nel ſogno ;il che dice il
predetto ſanto , ſenza dubbio verunofù fatto
operatione diabolica : Altre volce dimoſtra il
demonio alcune'altre coſe corporali pur nella
Afutia del gro ,& táco fucure,quanto preſenti.Etcyccequo
demonio nel ite coſeriuela il demonio precipuamente agl
cune corectali,coi quali egli ha patri,& conuentioni; a qua
gli huomini. lialle volte riuela quelle coſe che lui opra , oue
ro vuole fare operaread altri, & alle volce gliri
uela alcune altre colę ; quali per certe naturali
coniecture conoſcer.c'hanno à venire , nafcolto
però à gli intelletti noftri. Alcune altre volte gli
demonipongono in quelliche dormono alcu
LIBRO PRIMO.

ni ſogni falfi,& gl’ingānano ;come narra S.Gre- Pericolo che


ſo troua nel
gorio nel viiij. do Dialogi ſuoi , cap. xlix . di l'ofjeruar fit
vno , il quale aſſai fi dilettaua nell'offeruāza de' fogni.
ſogni; il che conoſcendo il demonio , vna notte
in Togoo gli prediffe , che egli haurebbe longa Longa vita
vita . Vdendo quefto quel poucro meſchino, promette un
& credédo alle falſe promeſſe del demonio fac demonia ad
vno oljerua
cegli nel ſogno , cuminciò per vic illicite à con sore di fogna
gregare danari , & robba perſoſtentamento di
fi löga vita , & frapochi giorni morēdo di mor
te fubicanca , laſciò quello , cho ingiuſtamente ,
& malamenco s'haueua acquiſtato , ingannato Effempia
dalla promiſsione del demonio. Vn'altro eſsé
pio a queſto propoſito ſi legge nelle vice de să
ci padri, di uno che vdendo imiracoli facci da
Mosè, gli parcua che foſſe maggior di Chriſto;
al quale apparendo nel ſogno il demonio , por
confirmarlo in quel ſuo errore , gli dimoſtrò
Chriſto veſtito di nero , che ftauaacl choro più
baffo'doue ſtanno gli huomini , & Mosè veſtito
di bianco , che ſtaua nel choro degli Angeli; p
il cheingannato nel ſogno daldemonio , ſi par- Fabricare
ON tì dalla fede;ma conoſcendo poil'inganno dia. comepoßii
bolico; & l'error fuotitornò a Chrifto. Ma co- demonio !
reuelation;
meil demonio poſsi fabricare queſte riuelatio
ni, & finitionine gli huiorniniche dormono , ol
tra a quanto : habbiamo detto nelxvj. capo di
quefto libro, vogga il benignolectoreil capitoá
lo
252 DELL ESSOR .
'ART C
E
lo ſeguente,que diffuſamente fi ragiona de i fos
gni;delle lor caule ; & altre coſe aſſai vtili, & di
letteuoli. Ritornando al noſtro propofito , con
chiudo, che per eſſere il demonio aſtutiſsimo
inganna gli huomini con varij modi, & cáto ocl
Preftare fe veghiare, quanto nel ſogno';& per queſta cat
de difogni fa ordinariamence le riuclationi, & riſpoſte no
non fi debbe. fi debbono defiderare ,ac preſtargli fede veru
na, anzi ſi debbono fuggire, & ( prezzare, prima
perche al più delle volte ildemonio riuela coſe
falſe,per eſſere egli padre dello bugie ; & anco
Demonie
perche preſuppoſto , & conceſſo che alle vol
che riweli al
rune coſewe ceriueli coſa alcuna di vero , nondimeno quce
ſto ſempre fà per condurre l'huomo alla dan
nacione; & però predice alle volte coſe.vero per
aflucfare gli huomini à credergli per potergli
poi finalmente condurre a credere coſe con
trarie alla loro ſalute,& cirargli nel baratro del
la loro dannatione.

Come il demonio poſsi caufare fogni fantaſtici, & illos


fioni nelle creature rationaliz oue diffuſamente
fi tratta delle varie cauſe de i fegni .
Cape * XXII .

EL cap . precedente habbiamo viſto


come il demonio alle volte ingãoa gli
V
huomininel fogao , & gli riacla in der
fo
LIBRO PRIMO ; 253

toſogno alcune coſe yere, per affuefarli a cre


dorgli, & moftrarlegli verace nelle ſue riſpoſte,
per condurglifinalmente alla loro dannatione
o Jorco ſpecie di famigliarita;horavoglio che ve
diamo come queſto ſia poſsibile; & ouei noſtri
fognipofsino haucre origine,& cautarfi. Per Prewedere
maggiore dichiaratione del preſento capo fide le coſe chão
ue notare,ſecondo Ricardo nc i coliberi, che il no à venire
preucderc delle coſe c'hanno à venire , & mals ewe naſce.
fime nel ſogno, può naſcere da diuerfe cauſe;
perché ſono certe coſc future, c'hanno la cauſa
loro nacuralefuori di coluicheſogna; alere l'hā
no in coloi che ſogna;alcun'altrehanno la cau
fa loro voluntaria in colui che ſogna ; & altre
hanno la loro cauſa fuori di quello che ſogna. Cole. s'han
Quelle coſe c'hanno la cauſa loro vaturale fuo no la cauſa
ri di colui che dormendo ſogna , ſono quel- naturale fuo
leche nalcono , & prouengono d'alcuna parti- vidicolui
chefogna ,
colare , & determinata influenza deicorpi ce
lefti; come pereſſempio faria quando l'huomo
fogoafſe gran ficcita nell'aria , ouero grande
-abondanza, & inondationc d'acque, & altri fi
-mili coſe. Quelle coſe poi c'hanno la cauſa loro
- naturale in colui che ſogna, ſono quelle che na Caufa natu
rale de fogni
ſcono da certe cauſe,che ſono nell'huomo ; co nell'huomo
1
me faria quando l'huomo fognale d'hauere la
febbre , la qual naſce da yna ſopr'abondáte,
& intenfiſsima colcra , qual Gricryoua in colui
che
354 DELL'ARTE ESSORC .
che ſogna. Quell'altre coſe c'hanno la cauſalo
ko volontaria nell'huomo che ſogna, ſono quel
le che naſcono , & pendono dall'operationi, &
Caufa volon volonta di colui cheſogna; sì come faria quan
de Son do alcuno fi fognaffodi fabricare vna caſa , ò
sarianell'hmo
gni
me , palazzo , qual veghiando prima s'era termina
to di fabricare. Quelle coſe finalmente c'hanno
... la cauſa loro volontaria fuori di colui che ſo
Caufa volon
saria efterio gna , ſonoquelle ch’altri hanno terminato difa
re di che fo- re ; come faria quando alcuno fi fognaffe, ch'al
gna. cuni fabricaſſero vna fortezza per combattere
contra a i ſuoi nemici. Non ci laſcia mentire A
uicéna nel vj. libro delle coſe naturali , nelcap.
Diuerficà di ij.qual parlãdo a queſtopropofico dice. Alcuni
fogni fecon fogni ſononaturali, & alcuni volontari.I ſogni
do
* naturali naſcono dalla temperanza delle virtù
1 . ** de gli humori, & dacerti ſpiriti vitali, qualicau
*** ſáno i ſogni nella virtù, oucro potenza imagina
tiua. Il ſogno adunquenaturale nó tappreſonta
la cofa, ſe nonper queſto modo naturale,& allo
Eſempio del volte la rappreſenta in quelmodo che ſi ritruo
ba virtuofo
ne uanel corpo di coluiche logna ; eccotilefſem
Sogni pio. Alle volte la virtù eſpulſiua che in 'nai 6 ri
truoua fimuoue à maudare fuori il fome, ſuper
fuo nel ſogno; & la virtù imaginatiua in quello
iſteffo tépo rappreſenta quella forma, & imagi
ne di quella donna, qualcolui ſuolamare, con
la quale per auéiura forſe era folico d'vfare car
nal
... LI BRIQIPRIMO, I ૧૬૬
nalmiêre; oue poi ne ſegue quel bentro,& difone Rappreſena
Ito fogno . Il medefimo fa à colui che ha fame , ra
sa lanat
cibi nelu
rappreſentadoli nol fogno molti cibi ; & ſendo fogno à chi
glineceſſario il biſogno dinatura , gli rappsetä hafame.
il luogo cóueniente. L'iſteſſo dico potrà occor
rerc in varijaltri fögni ; verbi gratia à quello
che in qualche parte del corpo ſara di natura
calido, à frigido,ſendoriſcaldato , ouprórafred
dato dafouerchio caldo , è freddo fi ſognara ,
chequcha parte , oueromembro gli fia gertato
nel fuocojouero acquafredda. Etpar cola ma- Sogni ſpor.
rauiglioſa ,che ſi comela naturavolédofi'alleg chi, cor
getire tellecoſenaturali del ſoverchio ,glide turale ono
edereakuna inimaginationc,che ancotalima naſca,
ginatione al piùdelle volte ſia diqualche perſo
cia da füifamata,&defiderata ; &cheperquefta.
1 caufa la natura ſia molli per congiungere , &
& synire quello ſome louerchio a quella perſona
defiderata; & per queſto riſpetto muoue quello
parti atceallageneratione;& alle volte li ſcaria
ca del Couerchio quando nel ſogno , & quando
'veghiando , ancorchetal perſona non gli pen- Sogni volone
fi. Alcuni altri ſogniſono volontari , & queſto ar como
nel
auicne quando l'huomo veghiando fi diletta l'huomo.
nella cogitatione di qualch'oggetto , & di ripor
te, & conferuare alcunacoſa nella memoria ,
poterſela poi ſognare dormendo. Et quando ei
dorme, la potézaimaginatiua rappreſenta a co
lui
DEL L'ARTE ESSORC )
I lui tutto quello che è pertinente , & fi richiede
per formare tal ſogno ilche altro non è, che re
liquie della paſſata cogitatione;ma queſte ſono:
Sogni caufa cucce illuſioni fatte nel ſogno . Et alcune volte,
sida dimerle queſtiſogni ſono fabricatidall'operacioni dei
cauſe quis
MAITANO . corpi celefti, quali alle volte operano queſtes
& altrefimili forme nella potentia imaginati,
ua.Erdi quifi comprende,& conoſcequali ſias
no i ſogni c'hanno la cauſa loro naturale in con
lui che ſogna, & quali ſiano quelli che l'hanno
fuori, & parimente quali ſiano quellic'habbi,
no la caafa loro volocaria in quello che ſogna.
Que anco ſi poſſono ridurre quoi ſogni e'han,
-no la cauſa loro volontaria fuori di quello che
Cofe che sfogna.Secondariamente fà biſogno di vedere
svedere nel fo qualiſiano quellecoſeche ſipoſſonoprouedere
gnocolme- nel ſogno colmezodelle cauſo naturali;& qua
zo delle camsco a queſto dico ,che quelle coſe c'hanno lacan
Je narmalio la loro naturale determinata nell'huomo, alle
volte fi poſſono prcucdere nel ſogno ; percio ,
Rappresētachel'iſteſſa naturarappreſenta all'anima nel ſo
Jogno all's gno alcune diſpoſitioni,qualiſono nel corpo ,
nimaalcune le quali ſigenera alcuna infirmica in quelcon
diſpoſitioni po comepereſſempio faria quando occorrel
corporali. fe , che nell'huomo abondalle alcuna materia
fredda,dalla quale poi ne leguiffe quell'infirmi
ca chiamata Paraliha; & perche la cauſa dique
ta infirmita' ènel corpoiftęſto,perciò allevol
LIBRO PRIMO. 257
te fi rappreſenta all'anima nel ſogno l'imagine
di ,quellainfirmita c’ha da venire.Et di quial
le volte alcuni medici poco dorci ſono aiutati
+ da gli infermi colmezo del ſogno a conoſcere Medici or
l'infirmita per venirein cognitione della diſpo- ſeruano i ſ
ficontdel corpodell'infermo. Et di queſtodi- gni percono
ce il Filoſofo nel libro de Somno, &vigilia; che sonorerede infor
alcuni medici inſegnauano a'i loro diſcepoli,
che grandemente doveſſero ofſeruare i ſogni, Effempiodi
Et ſi narra d'vno ,il qual patendo graui dolori, medicochos
ſeruana ifog
ne ſapédoi medici trouare la cauſa delſuo ma- gni.
le, gli addimandarono ,che coſa egli Gſognaſſe;
à quali riſpoſe colui , che ſpeſſe volte ſognaua
di farfi cauar ſangue dalla mano , & daquella
vena che è fra il dito minimo , & l'annulare ; il
che intendendo i medici, & conoſcendo , che al
la era la vena della milza , gliela fecero apriro ,
3 perche conobbero , che tal'infirmita procedo
ua dalla milza . Er nó è dubbio veruno che tali Sollecitudin
ſogni proccdino, & naſchino da vna certa nattu nedinatura
rale ſollecitudine di natura,la qualtiene parti quanto siamo
colar cura della coſeruatione del corpo. E adú- corpi.
que coſa manifefta , che quelle coſec'hanno la
loro cauſa naturale nell'huomo,allo volce ſono
prcuiſte nel ſognoper la medeſima caula natu
rale; percioche quella medeſima cauſa , chefå
na (cere l'infirmita nell'huomo , l'ifteffa anco
può eſſere cauſa di ſognarli quelle coſe, dalle
R quali
RTE
258 DELL'A ESS OR C.

Sogninonſo quali ſi preconoſce tal’infirmita. Ne però quoi


no cauſa ne ſogni ſono caufa neceffaria di quelle coſe , che
ceffaria del ſeguono nell'huomo . Quelliſugni poifuturi , i
le coſe chefe quali hanno la cauſa loro fuori di colui che ſo
guono.
gna, alle volte fipreueggono nel ſogno per cau
ſa naturale ;come faria per l'influenza de'cieli ,la
qual'èpur creatura ,che fa vna certa impreſsio
ne nel corpo humano , per la qual uiene rappre
ſentata nel ſogno all'anima vno idolo , ouero
imagine di quello effetto c'ha da venire; per a
fto, che quella impreſsione naſce da quella cau
ſa, che ſi ritroua nell'huomo , dalla quale poi
ne viene fuori dell'huomo la verità di talſo
gno; & perche gli effetti virtualmente ſono nel
Effetti vire le loro cauſe, perciò l'effetto che provieneda
sualmente lo voa cauſa naturale in vno , ha fimilitudine , &
nu nelle loro cóuenienza con vn'altro effetto , che naſca dal
came. la medeſima cauſa in vn'altro . Er diquì naſces
che quella impreſsione fatta nel corpo dalle
influenze de'cieli, & degli elementi, dalle quali
poi naſce la pioggia , ha fimilitudine con quel
la pioggia che debbe venire , la qual può eſſere
rapreſentata all'anima nel ſogno; il che occor
redo,fi chiamara ſegno dellapioggia, et no cau
2 on sempre fa. Et ancorche queſti,& altri ſogni, de'quali di
aiſogni fer ſopra habbiamo parlato ſiano ſegni delle coſe
guono i ſuoi cháno à venire ,non è però necoſſario che ſem
Significati
pre ncſegua il loro fignificato ; perche poſſono
el
LIBRO PRIMO . 259

effere impediti da qualche altra più potete cau


ſa; fi come per eſſempiovediamo nelle coſe hu
mani, che alle volte alcuni huomini propongozi
no di fare alcune coſe , & poi mutano conſelio
per qualche cauſa , che gli ſoprauiene.Et per q
Ita cauſa alle volte l'huomoper la grand'abon- Abondanze
Li colera fa
danza della colera , che nelſuo corpo ſi ritruo fognaredhe
ua, ſi ſogna d'hauere la febbre, ne p queſto gli sereba feba
ſegue lafebbre, per qualche altra cauſa natura bre,
le,che gli ſoprauiene , la qual tépera detta cole
ra ; come faria la medicina , la qual porge rime
dio contra detta colera . Il medeſimo dico del
la diſpoſitione de'cieli , & de gli elementi , i qua Sognare la
2 li quanto ſia dal canto loro p, reſto doueriano pioggia
naſce,
owe
produrre la pioggia , cauſano tal'impreſsione
nell'huomo,perla qual egli ſogna la pioggia,ne
per tal diſpoſitione poiſegue tal pioggia , impe
dica da qualche altra ſopraueniente cauſa . Ne
Ei para coſa ſtrana quello c'habbiamo detto del Influězed.
l'influenze de'cieli, & elementi, che poſsido in- cięli caufa
fluire ne i corpi humani tal impreſsione,ch'alle defogni.
volte rappreſenti all'anima nel ſogno l'effetto ,
che prouenga , & palca da cal'influenza , quando
non è mpedico da altra fo praueniente caula ;
poſciache la medeſima impreſsio anco ve
diamo eſſere facta nelle beſtie , perne
la qual con Lestie come
liſtinto loro naturale preſſentono le pioggie , & preſle tona
venti chāno da venire; l'efſempio vediamo nel la pioggia.
R 2 Ic
260 DELL'ARTE ESSORC .
lo formiche,qualiportano i granelli ne i buchi
loro, auanti che pioua;&ne gli vccelli, quali al ;
le volte ci predicono co i loro canti le mutatio
ni de'tėmpi. Terzo fà biſogno vedere ſe ſiano
alcune coſe future, le quali non ſi poſsino prc
cose chenon vedere nelſogno;& quãto a queſto dico , che lo
poflono efle , no alcune coſe c'hanno la cauſa loro volontaria
re freueduo fuori di colui cheſogna , & in parti lontane; &
se nelfogno, queſte non poffono effere preuedute nel ſogno
palcuna naturale , & determinata cauſa.Et però.
s'alcuno preſognaffe alcune di queſte coſe , le
quali poi occorrefſono in lontani paeſi; queſto
fara fatto da qualche cauſa volontaria , & ca
ſualmente fara ſognata da colui. A queſto pro
poſito dice il Filoſofo nel libro fopradecco, che
fi come quei ſogni ,de quali di ſopra habbiamo
Sogni cauſa parlato , ſono chiamati ſogni , cosi queſti ſono
li,co fortui chiamati accidenti, ouero cafi fortuiti, Et quem
n.
ſto s'intende quando tali coſe non foſſero riue
late a colui che dorme , p mezo di qualche cau
ſa volontaria eſtrinfeca ; come faria per diuina
riuclatione immediatamente , ouero col mini
ftero degli Angeli,ò de' ſpiritimalegni,lequa
Riue lationi li riuelationi l'anime di quelli che dormono ſo
faitenei jo no più diſpoſte a riceuere, che quandoveghia
gri dell’ain no ; & queſto per la quiere de'morieſteriori , &
TUTA . maſsime intorno all'aurora, quando compiuta
la digeſtione) ſono quicti i moti delle fumofica
di;
LIBRO PRIMO. 261

di;percioche ſendo l’Angelo virtù limitata , & fi


nita , biſogna che nelle ſue operationi habbia il
foggetto nel quale vuole operare, ben diſpoſto;
& però gli ſogni fatti in tal hora ſono più veri
di quelli che ſono fatti auanti la digeſtione . Di
queſti dice Auicéna nel vj. libro de' ſuoi natura
Sogni fetei
11;che ordinariamente non ſono veri ſe no quei nell'aurora
fogni ch’apparono nell'aurora ; perche in quel ſono più ve
tempo tutte le cogitationi ſono quiere, & imo- ri ordinaria
ti delle fumofica ſono finiti ; Nódimeno quan- mente
altri. degli
do l'Angelo buono ci riuela nel ſogno alcuna
coſa , ò ſia auāri la meza notte , ò fia auanti l'au
rora,ſemprerivela coſe vere . Coſi quelle coſe
che non hanno la cauſa loro volótaria in colui Cofe chenin
hansla calle
che ſogna,no ſono preuedure nel ſogno per me fa in colui
chennſogna,na
zo d'alcuna cauſa determinata naturale,maal- ha
le volte caſual ;come faria quan l'hu o cauſa
mente do o determinais
mo debbe fare alcuna coſa, qual mai ha penſa- naturale.
co di farla , ne mai hebbe volontà di farla , nc
mai hebbe inclinatione à cal coſa , ſe fi ſognara
di farla,queſto fi ſognara a caſo, ſe però queſto
non foſſe fatto perriuelatione. Alcuna volta fi
preuéggono le coſe future nel ſogno per alcuna
cauſa determinata,non già naturale,macauſa
ta dalla propria volóra ;come faria quãdo l'huố
nel giorno farà ſtato ſollecito nel fare qualche
operationc,& con grande afferto , & deſiderio }
haura cercato il modo per farla,ne l'hauerà po.
R 3 tut @
262 DELL'ARTE ESSORC:
tuto ritrouare, & finalmente fi addormēta ingi
defiderio , & ſollecitudine; da tutto queſto viene
Diſpoſitione alle volte cauſata vna diſpoſitione nell'anima,
cauſa d'al per la qual li ſogna di far talcoſa ; &occorre tal
uni fogni volta cheper non eſſere fatta la debita prepa
volontarija ratione, & diſcorſo per ritrouare il modo di fa
re tal coſa nel giorno che poi nel ſogno , ſendo
quieti i moti interiori, & eſteriori in torno all'
aurora viérappreſentato all'anima quel modo,
che ella nel giorno nó ha potuto ritrouare, oue
che poi ſuegliato ſi pone a fare quell'operatio
ne che altre volte non haueua ſaputo fare , per
non hauere fapuco trouare i modi di farla ve
ghiando . Et queſto fegno è veramente cauſa
Atuttii cor di quell'effetto,c'ha da eſſere fatto da colui.Da
e darefede quanto habbiamo detto ſi può conchiudero ,
ne ruttifide che non a tutti i ſogni fi debbe preſtare fede,
meno ſprez: ne anco tutti ſidebbono (prezzare ; poiche an
co la diuina ſcrittura alle volte ci prohibifie l'of
fervanza deiſogni,& altre volte approba l'of,
feruatione d'alcune viſioni fatte nel ſogoo ; &
però per maggior chiarezza di queſto li deb .
be notare,fecondo l'Autore de ſpiritu, & litce
ra , nel cap. xxj.che di cutte quelle coſe , che
fano vedute nel ſognoda quelli che dormono ,
ſi riducouo ad voodi queſti cinque modi ; per
Oracolo , che cioche , ò che egli è oracolo , ò vifione , ò
cofafia. ſogno , ò inſogno , quero fantaſma. Oracoa
lo
LIBRO PRIMO . 263

. lo ſi chjama, quando nel ſogno ci appare alcu


na perſona graus , & ſanta , comeDio, ò altro
fanco per riuclarci con certezza qualche coſa
c'habbia à veniro, ò non babbia à vonire, oucro
quel che ſi habbi da fare, è da fuggire. Vifione Vifione',for
poi è, quando alcuno vede quell'iſtefio facto nel gno,& info
modo che l'oracolo l'ha dimoſtrato . Il ſogno è genoche
fiane. coſa
quello che con figure è coperco ,ne ſenza inter
pretacione può ellere inceſó . L'inſogno è , quan
do quella coſa intorno alla quale alcuna veghia
do s'è affaticato , gli appare nel ſogno , come fa
ria la crapula ,il troppo bere , & altri ſtudij , &
arti humane,ouero infirmita ;perche ordinaria
mente i fogni naſcono da quelle coſe , intorno
alle quali l'huomo ſi eſſercita, & ſeconda l'infir
mità, diuerfi ſono i ſogni ; & parimente ſecodo
la variera de coſtuini, & de gli humori , èlava
riera de logni ;percioche altre coſe veggono i
fanguigni nel ſogno ,alere i colerici, altre ime
lanconici, & altre i Alemmatici ; pche alcuni di
queſti veggono coſe roſſe, & digran variera , & Fantaſme
alcuni altri coſe nere, & bianche . Fantaſma ſi checola fice
chiama,quando a pena l'huomo ha comincia
to à dormire , & ſi penſa veghiare , & crededi
vedere coſe bruttiſsime, terribili , difformi , &
ſpauentoſe che l'aſſaltino , & gli pare di eſſere
oppreffo , & aggrauato da quellezil che altro no
è ,che yna fumofita che ſi parte dallo ſtomaco ,
R 4
264 DELL'ARTE ESSOR C.
& dal cuore, & aſcende in fino al ceruello , oc
cupando iui la potentia animaſtica.
Che gli demoni ad inftanza de'Malefici poſsino fare
parlare le beſtie. 6 come questoſia poſsibile.
Cap. x X111.
Demoni fan OGLIONO anco alle volte i demoni
no parlare al volere,& inſtāza de'Malefici, & Stre
Le bestie.
S ghe far parlare le beſtie,per rendergli
più celeberrimi,& nominati;& anco per ſodis
fare alla loro curioſita ,pla quale vorrebbono
far parere al mondo difar miracoli. Ma come
queſto fia poſsibile voglio che vediamo, ſendo
coſa,che molto trauaglia non ſolo gl'intelletti
Poſsibilità rozzi ,& ignorantizma anco gli cleuati ſpiriti.
difare par- Per maggior chiarezza dunque di queſto ſide
bare lebeffie ue notare chela poſsibilità di quefto noftro P
fi cana dal pofitofi caua chiaramentedalla diuina ſcrittu
la .
ra nella facra Geneſi,aliij. capo , oue habbia
mo , che il ſerpente con longo ragionare par
lò à madon'Eua , & di maniera col fuo ragiona
Demonio
re la perſuaſe,che la fece cadere nella diſgratia
parlo p boce di Dio, facendola mangiare il vetato pomo. So
Ca delferpë pra il qual paſſo dice il Maſtro delle sentenze
te à i noſtri nel ij. libro ,alla diſtincione xxj.cheil demonio
primi paren fù quello che parlò per bocca del ſerpête (quá
tunque ignorante) alla primanoftra madre, &
uel.
LIBRO PRIMO. 265
ICH nell'iſteſſo modo che anco parla per bocca de
gli ſpiritati.Ma potria dire alcuno ;come è pof
libile ,che il demonio poſsi formare le parole,
& iſprimere i concetti per bocca d'un ſerpen
te, & altri animali, come fa per bocca de gli
fpiritati;poſciache il demonio muoue gli ſpiri
tati al parlare col mezo della potenza ſenſibile Demonio co.
imaginatiua, come quella cheè capace del par mefaciapar
lare, & ragionare, qualnon ſi ritruova nel ſerpé tati,
larei fpirie
te;có qual virtù dunque poceua ,& può egli for
mare quel parlare nel ſerpente, & nell'altre be
ſtie ? Li fù forſi data noua potefta in quell'atto
di tentatione per potere formare quello ragio
namento ? ò pur fù miracolo queſto ? Per chia
rezza di queſto fi deue notare ſecondo S. Bona
uentura ſopra gſto paſſo del Maltro , che al for
mare delle parole,oltra à quáto habbiamo det Cofe neceffa
to di ſopranel xiij.ca.di queſto primo libro,tre rieà forma
coſe ſi ricercano ,cioè l'atricudine, & conuenien re la parolco
za degli inſtromenci;la virtù motiua, & la poté
za direttiva,mediante il cui reggimento è for
mata la voce articulata , & perfetta ; le quali tre
coſe fi ritruouano nell'huomo perfettamente,
come quelle che gli ſono inſerte dall'iſteſſana Animali igno
tura. Si ritruouano anco in alcuni animali irra- ragionevoli
gioneuoli,ma imperfeccamente,comenel papa atti a parle
gallo,& altri ſimili animali,iquali hanno que
di organi cóuenienti al ragionare, ma ſono im
pers
266 DELL'ARTE ESSORC .
perfecti quanto al formare della voce, & paro
la. Hanno parimente la potēza ſenſitiua , & mo
tiua;& fimilmente hanno la virtù imaginaci
Poteſtà di
ua,col mezo della quale ſono ammaeſtrati nel
prononciare alcune voci; matal virtù , & pocon
ragionare è
impfetta ne za è molto imperfetta in detti animali. Mado
glo animali ue ſi ritruoua la potenza , & virtù rationale , la
brutti.
qual poſsi reggere, &muouere; all'hora quella
potenza imperfetta fi riduce all'atto , colme
Amaua il zo d'effa potenza ragioncuole ; & queſta a pun
diauolo la co ſi ricruouòin quella prima tentacione;percio
virtùs moti, che il diauolo eccitaua la virtù mociua del fer
senel parla pente aiutandola , & regolandola per formare
re d 'nostri quelle voci , & parole articolatamente.Et però
primiparen dico,che in queſto fatto non fu data noua po
teſta al ſerpente,ma ſolo iui era aſsiſtente la po
Miracolo
tcfta diabolica, qual regolaua il cutco per diui
non für nel pa permiſsione. Neiuiper queſto fù miracow
parlare del lo veruno propriamente decco , ancorche ra
Serpente. gionevolmente alcuno inqueſto fatto fi po
ammir
ceffe are , ſendo coſa ſopranaturale al
la creatura irragionevole il formare tali paro
le.Et benche fa maggior couenienza nc gli ſpi
ritati , per eſſere iuila porenza motiua , & la di
{poſitione de gli organi nel parlare, che all'ho
ra non eranel ſerpente, & hora ne gli altriani
mali brurti , nondimeno perche la virtù princi
palo, che muoue, & ordina tal parlarc ocl for
mare
LIBRO PRIMO. 267
Om mare delle parole è la virtù diabolica , perciò Pirti dia
bolica ordi
dice il Maltro , che il demonio nel medemo mo
naua il pa
do patlò per bocca del ſerpéte, nel qual modo larenel fer
parla per boccade gli ſpiritati. Ne vale a dire, pente.
che la virtù imaginatiua del ſerpente non foſ
ſe capace di parlare; perche quátunque queſto
- fia vero quanto all'inte dere il fignificato del
parlare,per il qual il concetto viene ordinato
da colui che parla;nondimeno era capace quá
to all'iſprimere delle parole . Aiutaua dunque
il ſerpente il demonio nel ragionare quanto al Demonio
l'iſprimere delle parole,ma non gia haueua co me aiutafſe
ferpente
gnitione diquello ch'ei diceua ; & però talco ilnelparlare
gnitione era neldemonio , come habbiamo der
to di ſopra.E quello che dico del raggionamen
to fatto tra la donna , & il ſerpente, dico anco
del ragionarechefa il demonio al di d’hoggio
bocca degli animali brutti; poiche egli anco
opra pel medeſimo modo che fece all’hora, per
ingannare quella noſtra prima madre . E adun A petitione
que coſa chiara , che il demonio à petitione de deiMalefi
i Malefici,& Streghe può fare parlare le beſtie, ci il demo
mentreperò queſto gli ſia permeſſo da Dio; & nio re lefabeſtie,
parka
di queſto n'habbiamo varij eſſempi narrati da
varij autori, frà quali,duoi n'addurremo ,accio
che meglio appara la verità di qſto noftro pro
cie poſito . Narrafiprimieramente nell'Itinerario
OM di Clemente,cheal tempo, che i ſanti Apoſto
li
268 DELL'ARTE ESSORC .

li Pietro, & Paolo predicauano la fantiſsima fc


de nella Città di Roma , iui era vno folenniſsi
Arroganza
di SimóMa mo, & ſceleratiſsimo Mago , chiamato per no
go contra di me Simone, il qual era diuenuto tanto ſuper
Dio. bo, & arrogante, cheſi gloriaua d'effere la pri
ma verita;figliuolo di Dio ; & d'eſſere lo Spirito
fanto , & altre infinite pazzie. Coſtui haueua tā.
to comercio con i demoni , che faceua fargli co
ſe mirabiliſsime; & fra l'altre fi, dice, che face
ua ridere le ſtatue di metallo, & pietre, & face
ua parlare, & cantare i cani. Narra ſimilmonte
Paolo Ghirlando nel trattato che fa de 1 Sorti
legij vn'altro eſempio occorſo a giorni ſuoi có
õſte parole.Nó è anco (dice egli)paſſato vn'an
nella Città di Ro
no , che queſto caſo è occorſo
ma , oue ſi ritruouaua vna certa vecchia Maga,
Fräceſca Se & eſperciſsima nell'arte della Nicromātia ,chia
neſe Mage mata per nome Franceſca Seneſe.Coftei haue
menaua

un cane . . ua vn cane grande, & tutto pero , qual
parlare
ſeco ouunque ella andaſſe ; & alle volte, dopoi
cerci prieghi, & finte orationi ,quali con riueren .
za ella diceua ,lo faceua parlare , & di maniera,
che có voce quaſi humana articolataméte pro
feriua le parole,in modo tale , che da più perſo
ne furono vdite.La qual coſa eſſendo peruenu.
ca all'orecchie del Gouernatore di Roma ,er del
Sommo Pontefice ,per loro comiſsione fù pre
La la Maga; & dal luogotenenco del Vicario di
ſua
:: LIBRO PRIMO 7 269
fua Santità,preſenteil detto Gouernatore( qual
in queſto caſo haueua per collaterale ( & molti
altri huomini literati, & ciperciſsimi , fù ſolen
pemenceeſaminata; & trouando queſto facto
eſſere veriſsimo; fecero la detta ſtrega abbruc
ciare. Et ſe alcuno addimandaffe come il demo
nio facefle queſto ? Segli riſponde, che lo pote
ua fare in dui modi , ſecondo S. Thomaſo nelle
Demonio
dui modi
in
..q.difputate nel citolo de i Miracoli,nell'artico può farepar.
bare le bre
lo v. prima pigliando vo corpo in formadi ca- ftie.
ne, ben proporcionato in tutte le ſue parti, & in
allo parlare.Queramente che era un canereale
& naturale,nel qual il demonio col moto loca
le,&pèrcuſsione dell'aria formaua vn ſuono ar
ticolato,fimile alla voce humana ,Né ti maraui
gliaro di queſto,come di coſa impoſsibile; poi
che anco nell'iſteſſo modo ,ſecondoil predetto Angelo buo
dottore; parlò l'Angelo buono per bocca del moparlòper
l'aſina di Balaam , come habbiamonei numeri bocca della
fina di Ban
다 al cap.xxij. ouc ſi parra, che caualcando il pre- 'laamo.
0. decto Balaam al Rè Balac, qual l'haueua addi
mandato per-maledire yo certo popolo , ſopra
l'alinaſua,ella vedendol'Angeloche glifaccua
60 reſiſtēza,& sopponcua nel camino a Balaamo,
1
laſciando ildritto camino , andaụa per i campi.
d Il che vedendo Balaamo,& volendola far anda
re per la viamaeſtra,la battè di tal maniera ,che
la fece caderein cerra.All'hora (diceiui il teſto
che
)
1
270 DELL'ARTE ESSOR C.

che il Signore aperſe la bocca dell'aſina ,la qual


Balaamo parlando a Balaam glidifle. Che cola t'ho fatto
parla cóbao io, & perche cauſa mi batti ? A cui difle il pro
fona fua, feta . Perche cosi hai meritato , & mihai fatto
ingiuria; & Dio voleffe,ch'io haueſſe vn colcel
lo , che hora ti ſcanarei. Al qual diflc l'afioa Nó
ſon'io il tuo animale, il qual da principio fin'ho
ra ſempre hai caualcato ? Dimmi ſe giamai al
tra volta vna fimile coſa hò fatto io a te ?Le qua
li parole furono ſi ben formare, & così articola
tamcote proferte dalla detta afina ,come le for
ſero ſtare dette, & proferte da huomo. Il che fù
Per diuino fatto , come habbiamo detto ,dall'Angelo buo
polere parlò no per diuin volere ; di cui dice l’Angelico dot
laamo , e tore; che egli fù quello che moſſe la lingua del
come. l'afina , & per la ſpeſſa ripercuſsione dell'aria
& proferſe quelle parole articolaraméte , qualie
rano ſimili al parlare humano. Da quanto hab
biamo detto ficochiude la verita di queſto pre
Entrano gli fente capo, che i demoni poflono , & alle volco
demoni
Co lle fanno parlare le beftic, al comandamento , &
rpi denei
bejtie per volere de i Malefici; ercrando neicorpi loro ,&
farle par- mouendo la lingua di quelle; oueramente aſſu
Lare.
mendo corpo proportionato & , fimile a quello
.
di quelle beltic. Nel qual modo fogliono anco
riſpondere negl'Idoli, quando d'alcunivengo
no interrogati; & tutto queſto fanno perſmidui
re il culto, & feruitù diuina, & per accreſcere gé
LIBRO PRIMO, 270

te, che come Dio l'adorino, per potergli poi vl


cimamente condurre alla loro perpetua danna .
tionc .

che Come il demonio à petitione de' Malefici poßi fare


apparere fatti d'armi, & della poſibilità
DE di questo fatto. Cap . XXIlI.

Hi fidaffe ad intendere faper , & po


LA
tere narare l'aſtutia ,i modi, & lema. Nismo può
a fufficienza
1 niere co che il demonio può inganna- narrare glo
reilgeoere humano , oprando coſe mirabili in iuganni del
apparenza, ipucro coſtui più meritaria d'effere demonio.
riputato pazzo ,che ſapiente; poiche come hab
biamo nolla cauſa xvj. alla queſtionc ij . nel cap .
Viſis. il demonio ha mille modi, & atti per rui
Dare il genere humano . Per queſto non ceſſail
maledetto tentare l'huomo co queſti modi,per
tirarlo all'eterna dannatione; & non è maraui
glia che molte volte gli venghi fatto quanto egli
deſidera ; poiche , oltra alla tcotatione con che
cgli ſtimula tutti,anco fi ſerue della curioſità hu
mana; con oſſeruare l'inclinationi degli huomi Demonio
ni; porgendo a ciaſcheduno coſe conuenienti al ferme della
guſto delleloro curioſità. Di queſto n'habbia- curiofusa bu
mo l'eſſempio nelle vite de'fanti padri , oue fileg ferna le in
ge, che ſanto Macario, vedendo il demonio cir- clitationi su
Are
condato di molte ampolle, quali ci portaua in
fora,
272 DELL'ARTE ESSORC.
corno alla cintura ;gli addimādò, che coſa ſigni
Beweraggidi
merſi porge'l ficaffeto tanc'ampolle;a cui rispoſe ildemonio.
demonio de Sono beutraggi diuerlich'io porto a i tuoi mo
glihuomini. nachi,& fe non gli piace vno,lene porgodi più
ſorti, fin cheio neritrouo vno che gli gulta;co
sì anco fà egli alla giornata, oprádo ,come hab
biamo detto, operemirabili quando per fe fteſ
d'aryil lo, & quando col miniſterio de i Malefici; al cui
Fattimoſtra
me
demonio à volere accóſentendo , fà alle volte apparere a
gliluomini. gli huomini curioſi fatti sarmi preſtigiolamen
ce, dimoſtrandoli,eſſerciti copioſisſimi di fante
ria, & caualleria, fornitiſſimi d'ogni ſorte di ſtro
menti militari.Ma perche queſto cap.porta có
ſeco gran difficulta,cioè come ſſtopolli fare il
demonio ; percioche par coſa impoſsibile, che
il demonio poſsi dimoſtrare all'huomo tanta ge
)
neratione di coſe, ſe prima nó le fabrica ,& pro
duce, il che anco parimente par impoſibile alla
potéza,& virtù diabolica. De glihuomini , &ca
ualli,echiaro che non lo può fare; come adun
que è poſsibile queſto ? Per dichiaratione dige
fto hai da notare , ſecondo S, Bonauentura nel
ij. delle ſentenze ,alla diſtincione vij.art. ij. que
ſtione ij. che il fabricare , ò produrre vna coſa
in effere ,dandogli la propria formafi puo inten
dere in dui modi,cioè, che queſto ſi faccia p pro
pria virtù dell'agente ſemplicemente; queramé
co che con il mezo delle coſe naturali produchi
cal
LIBRO PRIMO , ; 273
caf coſa nel ſuo eſſere proprio , Quanto al pri
2016 mo modo dico , che per modo alcuno il demo- Dare nõpud
ab demonio
Din mio non può produrre, ne dar l'eſſere alle crea- leſſere alle
de ture. Et la ragione è queſta ; perche la forma na creature.
turale di queſti tali animalinon può eſſere pro
dorca da altro chedal creatore della natura, 0
le uero dall'iſteſſa sacura da eſſo creata ; la qual
coopera in detta productione per modo di na
tura: Quanco poial ſecondo modo di produr Demonio
re dico , che il demonio può con il mezo , & vir- col mezo del
tu delle coſe naturali, qualiegli può voire inſie le virtù na,
c.me applicando li attiuià i ſuoi paſsiui,può dico produ
suralirrepuo
ale
produrre alcune coſe,introducendo la forma in cune coſe.
cffe , poiche anco l'homo può far queſto . L'ef
ſempio habbiamo delli agricoltori , iquali con
il mezo del grano, & altri ſemi gettati,con l'a
iuto della terra , & dell'acqua , qual terigando ,
31 aiuto il naſcere delle biade , fanno fruttare dete
ediche ta terra , & è coſa chiariſsima, che queſto fanno
non per propria virtù , ma con l'aiuto di dette
coſe; perche come arcefici oprano nell'agricol
tura, & aiutano la natura in quel tal effecco, ma
7.CO2
Demoitrodu
non producono gia' eglino per le ſteſsi quei ta- fono ni po
Tall lieffetti.Dico adunque, che i demoni poſſono re alcun e

il introdurre in queſti effetti inferiori alcune for- formene


me naturali,maper mezo d'altra virtù ,cioè, col ralı in
in
mezo delle cauſe ſeconde, come habbiamodel feriori
ftiefe tri
oluri to . Per vn'altra ragione anco il demonio non ,
al S può
974 DELL'ARTE ESSORC .

può introdurre per propria virtù le formo naru


rali ne gli effetti, percioche egli in queſto opera
Matura non permodo d'artefice; & non per modo di naru
puòprodur- ra. Et si come la natura non produce , ne può
alcuna
produrre alcuna forma artificiale, così pari
forma artifi
ciale , mente l'arte non può produrre alcuna forma
naturale . Nè altra cauſa ſi può aſſegnare di
queſto , ſe non l'ordine di Dio , qual’hà ordie
Ordine mi.
fabile :di naco le potenze , & virtù di qneſti agenti crca
Die. ti di maniera , che non poſſono operare ſe non
nel tal, quero calmodo, & ſecondo le loro natu
rc produrre il tale , ouero tal'effetto ; poi che co
sì a punto ricerca l'ordine della diuina ſapiéza.
Tre forti di Et nota che tro ſorti d'agēri ſi ritrouano , cioè,
agenti firic Iddio ,la natura , & l'intelligenza ,iquali ſono tal
yruowano .
mente ſubordinati, che il ſecondo preſuppone
il primo,& il terzo il ſecondo ; ſono nondimeno
differenti nell'oprar loro ; perche Iddio opera
di niente; il che non può fare la natura , qual nel
ſuo operare preſuppone l'eſſere almeno in po
Intelligéze tenza , per poterlo poi ridurre all'atto . L'intel
me operi ligenza poi,qual in queſto luogo ſi piglia pl'ar
! te ;non produce l'effetto ſuo dalla potenza all'at
ght effetti
wo. to,come fà la natura ; ma preſoppone l'operacio
ne d'eſſa natura ; & opera ſopra le coſe c'hando
l'effere loro perfetto , come per eſſempio ſi vede
nelli architeccoriji goali volendo fabricare vno
palagio, ouero altro edificio ,non fanno naſcere
alberi,
LIBRO PRIMO : 275
alberi , & altre coſe neceffarie a tar fabrica, ma
adoprano di quelli che gia ſono in eſſere ,conuc
niēti adetto edificio. Et però sì come la natura Naturanel
nó può vgualiarſi all'operationi di Dio, quale non si può
il produrre di niente,così l'arte non può gion- uguagliare
gere all'operacioni della natura . La terza ragio a Dio.
ne perche ildemonio nó pofsi introdurrele for
menaturaliè queſta ; pcioche ogni agente che Agenteng .
opera per natura,producel'effetto ſimile à ſc,ſe surale pro
condo la proprianatura, il che nonfà l'agente duce lieffer
fomile
artificiale; ma produce l'effetto ſuo ſimileall'i-, seftello.
dea che ha nella mente, quero ſecon l'eſſe
do m
plare; come a punto fanno i Pittori, i qualiral
ſomigliano quanto poſſono le loro figure al
figurato fuo . Er perche nella produttionc del- Agentena
le forme naturali,ľagente naturale dona quel- turale dons
la parte eflentiale all'effetto fuo , con la quale suo l'esere
anch'egli ha l'eſſere attuale , ſecondo la verita: effentiale.
perciò niunopuò introdurre ſimili forme,ſe nó
quello agente che opera per modo naturale .
Agent,e arti
Nelle coſe poi artificiali l'agente non dona al- ficiale che
l'effetto,ſuo coſa che gli fia conſoſtantiale , ma coſa doni ab
ſolamente leua,pone, & muta lamateria ,appli- b'effetto fuo.
Candola , & diſponendola come più gli piace, p.
formar quel tal'effetto. Et di quinaſce ,che niu
n'altro artefice per propria virtù può produrre
Ic forme naturali , ſenon quello che è asto pie
Qo, puriſsimo, & perfettiſsimo ſopra tutte le com
S a fe,
2.76 DELL'ARTE ESSOR C.

ſe, tanto nel conoſcere,quanto anco nell'opra


te , quai'altro non è che Dio creatore del cucco ,
Demoni pof Dico adunquebreuemente, che idemoni poſ
mutare le cono veramente traſmutare queſte forme natu
forme natw . rali, non per propria ſua natural virtù , ma con
rali, e con l'aiuto d'ella natura,come habbiamo detto ; &
me ,
in queſto ſono ſolamente miniſtri, & coadiuto. ,
ri , & non principali agenti; perche ſe foſſero a
genti principali , producendo l'effetto naturale
fimile in natura, & fpecie,lo produrriano como
creatori; il che è coſa fallísima ,impoſsibile,&
direttamente cótra la fede Cattolica ; & impro
Demoni pos bata dal doctiſsimo Agoſtino, & da tutta la ſco:
fone incro la de i dottori Cattolici.Poflono parimente i de
durre alcun moni per propria loro virtù introdurre ia que
ne forme ac fti effecti inferiori le forme artificiali,meglio , &
sidentali.
più perfettamente di qualunque arcefice del mó.
do ; mentre però che queſto le fia perineſlo da
Dio ; di maniera che, piuno quâcunque peritiſsi
Fabricare mo ſia in qualunque arte , potria vgualiarli a lo
- wò il demo ro . Fatto aduque queſto pluppofico,che il demo
20 warij cer nio poſsi ( come può in eftetto ) fabricare varij
pi.
corpi di quelle materie che Dio gli permetce , di
coche no è merauiglia ,ch'egli poſsi dimoſtra
re tacti d'armi, & ejercici copioſiſſimi p dar pa
Aura a i curiofi che lo ſeguono ; pche in vn ſubi
to può fingere di formarc quei corpi humani ,
& d'altri animali, facendogli apparere à glioc .
chi
LIBRO PRIMO. " 217
> chi dichigli piace, come le foffero veri. Il mea
defimo dico anco de gl'iſtromenti militari , co
me trombe,tamburi,archibuggi, artigliarie, 86
altre ſimili. E: di queſto n'habbiamo i'eſſem
SV pio , qual narra Silueftro Pricrio nel lib.ij. ch'ei
fà delle mirabili operationi de’demoni, & del
le Streghe, nel v. capo con queſte , ò ſimili paro
le. Ritrovandoſi nella Città diBologna gl’illu
ſtriſsimi, & Eccellentiſsimi capitani Giovanni
Benciuogli, & Roberto Sanſeuerini, occorre
ch'anco nell'iſteffo tempo , & Città ſi ritrouaua
vn Mago,ilquale in ogni ſorte di Necromantia
era eccellentiſsimo, ò per dir meglio ſceleratiſ
fimo; di cui habbiamo fatto mentione di ſopra
nel xiij.capo del preſente libro . Coſtui vna not
Efſempio
te sù la piazza del mercato,alla preſenza de’ſo diun Mago
pradetti ſignori (non ſo ſe pregato da eſsi , ò le chefa appare
pue lo faceſſe per propria curiolita ) fece appa- rere vn fat
tere yno terribiliſsimo , & ſpauentoſo abbat- o, darmi
cimento ,o vogliamo dire fatto d'armi, per arte di Bologna.
diabolica fabricato ; & era tanto grande lo ſtre
-pito delle crombe , tamburi , & altri ſtromenei
militari, che faceua riſonare , & ftrepitare ogni
cola d'intorno ;di maniera che per il gran rumo
re ch'iui s'udiua ,dubitarono quei Signori che
tutta la Città no li moueffe a romore, & concor
le reſſo iui.A i quali diffe il Necromante. Non cc
metc Signori di queſto, percioche queſto romo
S 3 FC ,
E
'ART R .
778 DELL ESSO C
re,quale a voi par ſigrando ,no è vdico fuori di
queſta piazza, chevoi vedete qua. Ma qui po
tria dire qualche curioſo. Come può il demo
nio fare, ch'un ſigrā romore di trombc ,& cam
buri,come era quello,no foſſe vdito datutta la
Dwi modi di
fabrica re,et Cicca ,ò almeno daqualche parte di quella ?A
mostrare fa queſta curioſa dubitatione riſponde il predet
si d'armihà to dottore ,che tal'abbattiméto in dui modi po
il demonio . ceua eſſere fatto da i demoni,cioè có preſtigio
fo artificio ,facédo apparere à gli occhi, & orec
chie di quei Signori,quello che non era; ouero
mouendo quei corpiprima da lui, a ſimigliāza
d'huomini, & iſtromenti militari d'aria fabrica
ti da vn luogo all'altro , come a punto richiede
l'arte militare. Se nelprimo modo,cioè cô pre
ſtigioſa arto queſto fùfatto ,quiui ceſſa ogni dif
Modo prefti ficulta;percioche il demonio preſtigioſamente
gioſo del de- può moſtrare vna coſa ad vno , non moſtrādo
monioi que ia all'altro,ſendo agente libero , che opera co
tofatto . me, & quãdo gli piace ;& tanto più , quanto che
queſte coſe erano ſolamente ne iſenſi di quelli,
a ' quali il demonio voleua communicare que
fto fatto.Maſe queſto fù fatto colmezo delmo
Demonio co
to locale de i corpi,dico ,che quei fuoni poteua
mepoſsiim- : no eſſere veri, & reali,& nondimeno lolamente
pedire l'udi effere vditi iui da quei Prencipi; perche poteua
so huomi il demon
deiſuoni
negli
io impedire i ſenſi diquellich'ci no vo
leua ch’vdiſſero, & vedeſſero quell'abbattimen
LIBRO PRIMO . 279
to,facédoli dormire,ouero ingannandoli, onem
ramente impedendo l'aria , che col moco fuo
non portaffetal ſuono,ſenza il quale l'altro ac
re contiguo non poteua eſſere immutato dal
ſuono . Quero che queſto fu fatto per l'inter
poſitione di qualche corpo ,ch'impediua, che Srige ilde.
detto ſuono non trapeſſafle all'orecchie d'alori; wole quando
come ſaria ſtringendo le nuuole, ouero inter- vuoleimpe
fonendoli qualche ferro ,piombo,ò altro cor dire il from
po ; co i quali il demonio ,col moto locale in
yn ſubito può circondare gran ſpatio di
pacíe ,& impedire che l'aria non
traſporti detto ſuono ,
Te non a quelle
orecchie , ch'a
lui pare , &
piace .
t

IlFinedelprimo Libro.

COM
380

LIBRO SECONDO
Del Compendio dell'arte
Ellorciſtica .
Doue ſi tratta delle mirabili , & ftupende
operationi de' Malefici, fatte con
l'aiuto diabolico .

Che coſa ſia fortilego , & Malefico ; dell'ethimologia


di questi nomi; & di certeopere diaboliche
fabricate dacoſtoro .
Cap . 1 .

L principio del primo libro fin


Intentione hora habbiamo parlato d'alcu
deli. Autore
intorno ago ne operationi, lequali poſſono
fto ſecondois fare gli demoniper le feſsi,ſco
bro . ža ilmezo , & aiuto de Malefici,
& Sortileghi; ma pche ſono molte altre opera
tioni che poſſonoeſſere facce da eſsi demoni,
tanto per le ſteſsi,quanto col mezo de Malefi
ci;acciò dunque che ſenza neceſsità d'vna me.
defima coſa non trattiamo due volte, della qua
le habbiamo la medeſima doctrina , per queſto
(laſciate altre varie operationi,che da demoni
im
.LIBRO SECONDO , 181
immediatamente poſſono eſſere fatec ) voglio
che in queſto ſecondo libro parliamo de'Male
o fici,Sortileghi, & Maghe, & loro operationi;le
quali benche ſiano quaſi innumerabili,nódime
Bo alcune ne raccotaremo , dalle quali aperta
méte ſi potrà conoſcere quanto graue peccato
fia il laſciar viucre qſti ſcelerati ſopra la terra .
Auanti dunque che più oltre procediamo in q
ſto ſecondo libro,primafà biſogno vedere che
coſa ſia Sortilego , & che coſa ſia Malefico ; ac
cioche con queſta intelligenza li poſsi conoſce
re la maluagita , & fceleratezza quale vſano co
ſtoro nell'opere loro,quali ſotto colore di be
ne oprano tantimali nel genere humano . Sor- Sortilego
tilego adunque,pigliato nel ſuo proprio ſignifi checoſafia.
cato, ſecondo S.Ifidoro nell'ottauo libro delle
fue ethimologlie ,ſi chiama colui che ſotto no
medi finta religione s'eſſercita, dand'opera al
la ſcienza dell'indouinare , col mezo di certe for
ci,quali gli profeſſori di queſta ſcienza chiama
no lorci delli fanci, ouero de gli Apoſtoli; i qua
li ſotto un certo falſo , & finto nome di religióe
de gli Apoftoli, oprano i ſuoi maleficij. Er di Copronos
qui auiene,checoſtoro nelle ſue incantationi, fortileghile
& ſortilegij, al più delle volte comandano al loro fcelera
di infermi, & maleficiari, che ad honore ,& riue se operating
renza di qualche Apoftolo , ouero altro fanco
dichino il Pater nofter,& l'Aus Maria , quere
men
38 % DELL'ARTE ESSOR C.
méte qualch'altra oratione ;accioche paia, che
il tutto faccioo col fauore, & aiuto di quei fan
ci; & per qſto modo poſsino coprire queſta lo
Santità fin- ro fcelerata ,et diabolica arte;le quali cutte co
gono iMale ſe ſono finte,& falſe; ne ſono fatte con vera ,ma
faci, copero fi ben finta, & peruerſa intétionc, & diuotione;
che,
ne manco ſono a riuerétia di quei fanci, ma fot-,
coğlla falſa dimoſtratione di religione,fanno,
& oprano le predette cole,con l'aiuto, & favor
diabolico ,offerédo il tutto ad honor , & riucré
zaſua. Ma perche la ſopradetta diffinicionepa
renó abbraccia ſe nó yna ſpecie diSorrileghi,
Sortileg po quali ſi chiamano Diuinatori;perciò dico , che
priamente Sortilego ſi puòchiamare quello c'ha fatto
che cofa feſsione nella diabolica fetta de' Malefici , &
fiao opra qualunque cola ſuperſtitioſa, nociua, & il
luforia col fauore, aiuto , & ammaeſtramento
diabolico. Ecſotto queſta diffinitione ſi coren
Superftitio gono tutte le ſpecie de'fortilegij;percioche ſor
ne nocina. to queſta parola (Nociua] licontengono tutto
quelle coſeche perarte diabolica fi faono per
cccicare l'amore nci cuori, & corpi humani.Ec
pariméto cutte quelle coſe chesioprano per of
fendere gli huomini,canto nell'anima , & vica ,
quanto neibeni temporali. Socco queſta paro
allowforia fou la[Illuſoria ]Gicótiene quella ſpecie,che ſichia
perftitione.
madiuinatoria.Etfocco quella parola [ſuperfti
ciofa ]li.concengono tutti queifortilegij,& vani
LIBRO SECONDO
rimedij,che ſi fanno per fanare i maleficiati, &
aleri infermi. Et quátunque tutte queſte tre ſpe
cic ſubalcerne (per dir così) ſotto le qualſi con
cégono tutti i ſortilegij, ſiano triſte,peſsime, &
ſcelerate, come quelle che rinóciano la fede di
Chriſto , & adorano il diauolo in fernale; nondi
meno la venefica, ò per dir meglio la malefica Malefica fua
( che megliogli couiene queſto nome)èpiù pni perftitione
ciofa, &nociua di cucce l'altre.Percioche da gl- to pernicio,
la ne paſcono grandiſsimi, & quafi innumera- sa dell’alsre
bili mali, qualiiprofeſſori di quella commetto
no, procurando col mezo diabolico varic infir Mali procu
mita ,miſeric, & calamità, táto ne gli huomini, ratida Me
quanto anco ne gli animali, & altri beni della lefici.
fortuna ;dalle quali ifirmità ne ſegue molte vol
telamorte ne gli huomini ; de' quali alcuni ne
muoiono ſubito , & qſto gli auiene per l'atroci
ta' dei veneni,quali coſtoro pongono naima
leficij. Alcuni altridopò longhequerelle,gemi- Si fruggono
ti , & lagrimoſi lamenti,& pianti, a poco a poco alcuni ma
ſtruggendofi, & debilitādoſi, miſeramente qua leficiati a po
toalcorpo ſe ne paſſano all'altra vita , benche co a poco.
diſpoſtilsimi quanto all'anima nel patire quel
le pene maleficiali per amor di Dio.Et per que
fta cauſa queſta ſpecie è chiamata malefica; p Nemici det .
che, comehabbiamo detto di ſopra ,i profeffo- Phuman a fe
ri di quella ſempre attédono a far male al prof Lute funci
fimo.Etperciòla legge chiama coſtoro nemici Malefici,
del
284 DEL L'ARTE ESSORC.
del genere humano ,e dell'humana ſalute; come
habbiamo pella legge.Et fi accepta C.de Male
ficis,& Mathematicis.Ma hai da notare checo
ſtoro ſono molto differenti fra di loro ; percio
che ſono alcuni di queſti che có quella ſua dia
bolica, & facanica profeſsione in breue tenipo
Malefici fanano ogni ſorte d'infirmita' maleficiale,quan
eheCanano tunque grauiſsima Gia;di maniera che in appa
infirmità réza par coſa miracoloſa il vedere in così breue
maleficiale. tempo ſanare vn corpo humano , condotto a fi
mal termine.Nóci penſare però, che queſte cu
re ſi instantaoce Gano fatte fepza l'interuenime
to dell'arte magica , & ſenza inſtructionc dia
Infirmità bolica;polciache quelle infirmitadi non ſi gua
maleficiali riſcono le poo col miſterio de'Malefici, & pro
fofanano co
Taimto die feffori di detta arte, fi come anco non l'iottodu
bolico . cono nei corpi sēza l'aiuto ,& fauor diabolico.
Er queſto è quello che vuole dire il dotiſsimo
Agoſtino pellibro della Citta di Dio, segiftra
to nella cauſa xxvj.q.v.cap.Nec mirum ; ouedi
ce; che tal forte di remedij , & tal modo di ſana
re non è ameffo , nc cómendato dall'arte dela
Arse medi la medicina ,come quella che non conoſce fimi
cinale non
può guarire li forte di rimedij. Ec però l'arte della naturale
gli malefic medicina,ne tutta la ſcola de'Fiſici mai faria ba
shari,
ſteuole à riſanare i corpi da derse infirmita in
trodotteivi da demonio . No fi nega pero che
je quelle infirmica fotlero ſolamente cauſate da
cay
LIBRO SECONDO , ? 285
caufe naturali, come ſaria veneno , & altre fimi Sanare B
li coſe , ch'anco non ſi poſsino ſanare con altre poſſonoima
com
Lificarij nas
cole naturali contrarie alle prime, ſenza l'aiuto rimed
del demonio , mentre però,chel'huomo per fc rali.
medeſimo, ſenza altro aiuto diabolico poſsi co
noſcere perfettamente la virtù , & polanza di
quelle coſenaturali,cótrarie a tal’infirmica ,co
me fà il demonio , perche quelle coſe che naſco Sifaneno ?
-no colmezo delle coſe naturali, anco col mezo infirmità col
de'ſuoi contrarij naturali fi poſſono ſtrugere , mezo de'ſuoi
contrary.
& disfare. Ma perche le virtù , & poffanze di
te
fte cofe naturali ordinariamen ſono naſcoſte
à glihuomini,& l'arte medicinale nó lepuò co
noſcere, però non là anco applicarei rimedij a Demonio a
queſte infirmita maleficiali. Il demonio poi ef- ſottiliſsimo
ſendo ſottiliſsimo , & perfecciſsimo in cutte le in tutte le
ſcienze, & arti, comehabbiamodetto diſopra Scienze,
crti.
nelcap.vj. del primo libro , conoſce meglio di
tutti le virtù naturali di tutte queſte coſe ; &
l'inſegna a ſuoi ſeguaci, & profeſsori. Et per il
contrario con ogni ſua arte, & poſſanza cerca
impedire che daaltri non ſiano conoſciute. Per Detso
queſta cauſa volgarméte fi dice, che queſte in vlga verif
firmita' maleficiali communemente non poſſo fimo.
no effere ſanace da medici naturali, ma ſolamé
te da i profeſſori di queſta Maledecca,& ſcom
municata fetta de'Malefici,quali ſogliono opra
.re detti maleficij, così ammaeſtrati daldemo
nio ,
286. DELL'ARTE ESSOR C.

Infegna z nio qual le inſegna detta virtù di guarire, & faa


guarire l'in nare tali infirmita. Il che non vuole inſegnare a
firmità a quelli chenon ſono ſuoi ſeguaci , & profeffori,
Maleficia Ma perpiù chiarezza di queſto hai da notare,
che in dui modi ſi poſſono fanare dette infirmi
ta, fi come anco in dui modi fi fabricano . Il pri
momodo fiè quando dano à mangiare, ò bere
qualche coſa velenatà;ouero vngano con qual
che liquore fabricato per opera diabolica alcu
na perſona. Et queſte infirmita ſi poſſono guari
offendono i re.come habbiamo detto , p l'applicatione de'
Maleficigli ſuoi concrarij. Il ſecondomodo è ,quando con
be perſona , qualche iſtromento maleficiale offendono al
come , cuno nella perſona ; come ſaria per efſempio ,
quando alcuno ſi vol vendicare contra vn fuo
nemico , andrà da vn Malefico , & lo pregara'
che offenda quel ſuo nemico , facendo tal, oue
ro tal lefionenella perſona di quell'huomo . Il
Maleficio fabricara voa figura, & gli ficcara ya
ago , quero altro ſtromento in quella parte oue
Patto che colui vuole oftendere quel ſuo nemico ; poi chia
fail Malefa mara il demonio, & gli dira. Io voglio chetu fa
wio nel male ci di modo , che mentre queſto ago ſtara fitto
ficiare. nel capo ( verbi gratia) di qſta figura , il cal mai
poſsi hauer bene, ne quicte;anzi voglio ,cheegli
ſenti grauiſsimi dolori di capo ;& ſubito ch'io,
Quero altro leuera di qua queſt'ago, incótinen
te ceſsi il dolore, & reſti libera quella perſona.
Chi
LIBRO SECOND.O . 287

Chi dubita. che leụando quell'ago , & celando Diſfrunze


il demonio, per queſto patto da quella leſione, il parte ; ſp
ftriogge il
il maleficiato non refti libero , & ſano ? Et non meleficio.
dimeno ſecolui che ha fabricato cal figura la na
ſcondeffe in modo , che ella mai foſle ritroua
DC Mago non è
ta , mai ceſſaria detta lefione. Non è adunque il quell o che
Mago che fana il maleficiato , ma è il demonio Sana,ma è il

Om che ceffa ,d'offenderlo per virtù del patto c'han demonio che
ho cofra d'offen
-no fra di loro ; et nódimeno par che ſia l'opera dere .
del Malefico . Il che per dar ad intendete al
volgo , & cauarne danari, fingono queſti Malefi
ci d'applicarglicerti rimedijnaturali,quali njé
te giouano ſe non per coprire le loro ſceleratez
ze;
& queſto è che fa parere le loro opere quali
miracoloſo. Er chi non ſi marauigliaria nel ve . Coſa flupene
dere,ch'unaperſona fia ſtata alle volte vinticin dain appa
o' renza .
quc,ò trēt'anni inferma, & ſtroppiata, et poi in
vn ſubito riſanarficol mezo diqueſti ſcelerati ?
Queſto maleficio può anco eſſere diſtrutto da
vn' altro Malefico con arte però diabolica ,
ctiamdio contro il volere di chi l'ha fabricato ,
mentre che il demonio , qualſcrue a chi lo vuol Contra il vo
od
diſtruggere ſia ſuperiore, ce di maggior poffan lerede' Ma
za di quello che faceua detta leſione; pche sfor ghi alle vor
zarà quel demonio a leuarſi da tal'impreſa . Et il maleficio.
0,01
di quì naſce la differenza , qual di ſopra habbia
UNI
mo detto eſſere fra di loro; percioche ſono alcu
ras
ai di queſti, che lagano tutte l'infirmita malefia
ciali,
288 DELL'ARTE ESSORC .

Differenza ciali , ftruggendo'cüttiquelli maleficij , che gli


che furieruo altri fabricano , & contro il loro volere , Altri
wa fra Ma
lefici.. fanano dette infirmità , ma col conſenſo di
chi ha fabricato il maleficio . Alcuni altri leſa
nano comandare ilmale adoflo a chi ha fabri
cato il maleficio . Altri ne fanano alcune ; & al
tri fingono di ſanare , ne le ſanano . Ma percho
di queſto ne parlaremopiù di fotto nel ij . capo
del iij.libro, però qui voglio ſopraſedere,rimet
ſopradetro luogo. Er nota,,
Malefici ha tendo il lettore nel
mo il demo- che queſti Malefici, & Streghe col patto , & con
mis paratif uentione che tengono col demonio fuo, l'han
Simu ad ogni .no ad ogni ſuo beneplacito, & volere ; perche il
fwo volere. demonio vienechiamato da eſsi con certe pa

role , & oſſeruati certitempi , & ſegni decermina


Imagini con ti.Oue anco queſti ſcelerati glifabricado,& có
Leficial de lagrano certe imagini, le quali ſogliono porta
monio . ' re a i luoghideputatiper i ſacrificij diabolici, i
quali finiti che ſono, fanno vn grandiſsimo fuo
co ( bateczate prima dette imagini nel nome
del gran diauolo prencipe de'demonicon cer
te dishoncſte parole , quali per modeftia ſi tac

Domade ciono) & accoſtano derte imaginial fuoco , do


che fanno i mandando tutto ql male, & infirmità che voglio
Maleficios no operare, & fare nella perſona , qual gli rap
i demoni preſenta la tal, ouero talimagine; & comc hab
biamo detto di ſopra, con aghi, & altri ſtromen
tilc forano il capó , le coſte;il corpo , il petto,
Quero
.LIBRO SECONDO : 289
ouero altra parte del corpo , oue deſiderano Leſionifatte
che naſca l'infirmita alla perſona maleficia all'imagine
offendonu it
ta , pregando il demonio , che faccia fenti, fatturato.
re à quella tal perſona quell'iſteſſe pontures
T
pene , & dolori , che ſentirebbe ſe foſſe pon
ta , & lacerata con quelli iſteſsi ſtromenti.
Non è però da credere , che dette imagini
habbino queſta virtù , & pofſanza d'introdur
Imagini
re nei corpi infirmita ſubitanee, ma è il demo- non ſola
hanno
nio che fatal leſione ; oue anco interuiene la pollanzadi
factura miſta con veneno , qual fogliono porre offendere l'i
nel corpo del maleficiato , dandogli qualche maginaso.
coſa a mangiare , ò bere ; oucro.col mezo di
qualche ontione ; ouoramente che pongono
tal fattura nel letco , ò ſotto la ſoglia dell'eſcio
ouequella perſona habbia a paffäre , oue che
toccando con piedi , ò pannidetta fattura, ſut Fabricare
bico viene affalica da crudeliſsimi dolori . Ne imaginiche
per queſto ſi può dire che il fabricare di det, gionaal ma
lefico .
caimagine fia fouerchio , ſe ben per ſe fola im
mediatamente non produce tal lefione nel ma
leficiato ; perche la produce almeno mediata .
mente ; perche fra tutti gli altri defiderij c'ha
il demonio , queſto èil maggiore , & più arden,
cs, che ſommamente egli deſidera d'eſſere ador Adora
rato come Dio; &perconſeguire piùfacilmen- voria eſſere
il demDios
te queſto ſuo deſiderio , ha inſegnato a queſti come onia
fceleraci di fare ,& battezare dette imagini a
T gui.
DELL'ARTE ESSOR C.
guiladi facerdoti, con certe parole , & preghi,
& di farſele offerire per aggomentare il culto
della ſua adoratione ; & ſotto queſto colore di
volere fare quanco gli vien domandato, ingan
na queſtimeſchini,con farli fare imagini, lacri
ficij, & mille altri peccat!. Nes'accorgono co
Maleproeu Itoro,che il maleche fano nella perſona del ma
sato da Ma leficiato, ordinariamente naſce dai veneni me
lefici
(uno dodidals
ute fcolati nell'ontioni,beucraggi, & altre fatture;
naſce. benche ſenza fattore il demonio polla píefter
ſo offendere l'huomo nelle medeſime parti del
Demonio in
corpo ,come fa ne gli fpiritati. Et da qito li può
figna difa vedere quaoto il demonio fia ſottile nell'ingan
reimalefi. nare con queſti ſegni, iſtromenci, caratteri, fis
cij dostocope gure , ligature, miſture, & compofitioni, quali
ta di sărita. egli inſegna aqueſti Maghi, per fare diuerſi ma
n! Ieficij, & p conſeguir i loro vani,et diabolici in
tenti ; & per potergli meglio ingannare; alpiù
delle volte gli inſegna far dettimaleficij ſotto
coperta di ſantita, & vera diuotione ; accioche
il fatto non para peccato ,ma coſa fanta ,& di
uota . Et per queſto coſtoro che ſeguono queſta
diabolica arte , nello ſtruggere de i maleficij,
quaſi ſempre, come habbiamo detto di ſopra ,
Afuria del fanno dire at maleficiato il Pater nofter , & l’A
wemonio ueMaria , a riuerenza di qualche ſanto Apoſto
angänare
maghi.
i 10., Martire , ò Verginczma nó croucraiche gia
mai lo faccino diread honore di Dio ,ac di Ma
ria
LIBRO SECONDOJ I 196
Fia vergine; nemai trouerai che faccipo direil
Credo in Unum Deum . Percioche per quello fi.co
. foffa , & dimoſtra l'offeruanza del vero culto di
uino, & li da bando al culto ; et profefsione dia
7
bolica . Da tutto queſto è chiaro, che coſa ſide
uc riſpondere ad vno queſito d'un caſo, che ſper caſoche nz
La volte ſuol occorere fra contadini. Sara voo srå córadini
di loro che s'infermara di qualchesaturale in
firmita ; & in vece di medico, qual non può con
modamente hauere ,vice chiamata alcuna di g
Ite Malefiche, la qual promette con certe paro
le ,& rimedij volere in breuiſsimo tempo lana
cc cal infirmita. Quello infermo che è di buona
conſcienza le dice. Guardatidi non fare qual+ salle
Proteftafc
Ma.
che rimedio fupftitiofo,& riprouato dalla chiç ghe da’simo
ſa fantasperche io non intendo di conſentire a rasi diDion
ſimilforte di rimedjj; & più preſto
vogliopati.
re que infirmit che offend Dio l'an
ſta a, ere ,& iq
mamia.Dicela Strega ;non dubitare punto,
ciocheio ti voglio fanarecon orationi, & prie
ghi lantiſsimi, & conrimedij eccleſiaſtici, & jo
comincia a fare cerce ligature,& ſegni, coma.
. dando allo infermo che dichiil Pacer noſter, &
l'Auc Maria diuotamente;& eſſa ſimilaence sg
parole, & vocc intelligibilc comincia a dire cer
ceſue diuorioni; & poiſegretamcoceſoggiones Quigiace
4 alcune parole,che niente appartégono all’ofler ıhmale.
uanza del culo , & feruitu diuina.Et quacunque
T noo
296 DELO ARTE ESSORC

no fiá chiaro ,che per ello fichiamiil demonio ;


hondimeno per modo veruno fi poſſono acco le
modare attento delle precedenti, come quello &
che grandemête s'allontanano dalle prime. Ho in
ra ſi cerca Te queſti rimedij fiano vani , fuperſti
tiofi , & riprouati. Etpar ad alcuni in prima vi
Groærdati ſta , che nò ; poiche non confta , che quiui fia al
da questa cuna cofa dimalo,ma che iltutto in apparenza E
rifoia. fía bene, Per tipofta di queſto hai da notare(ol F
tra a quanto diremo più di ſotto nel viij . capo 1
delij libro ,oue fi dà perfetta dottrina per co
noſcere iveti rimedij dalli'fupſticiofi, & vani) 0
ſecondo S. Thomaſo nella ſeconda fecundę , al C
Ja queſtione xcvj. arc. ij. nel titolo delle ſuperſti
Confideratio
pie the deba tioni , che in queſti, & altri ſimili rimedij biſo
huwere goia conſiderare ſe queſti rimedig tiaturalmen с
chehada eö ee poſsino cauſare qüei tali effetti ; il che facil
filjare,
méte fi può conoſcere dalla prudenza de'figno
ri Medici,i quali ſe giudicheranno che sì, fouza
dubbio no fideuono giudicare feperftitiofi,ma
veri, & naturali; poiche l'arte inedicinale gli ap
proba per tali. Maſe per il contrario non poſſo
no naturalmente produrre queſti effetti , fi de
udno giudicare pervani, ſuperſtitiofi, & daona
ti tëmequelli ch'appartengono à qualchepale g
Modo di co to tacito , & diabolica cóuencione;& queſto ſpe
refere le co tialmchte li potrà conoſcere ,ogni volta chete ป
je feper fti.
hufes gli aggiongono alcuni caratconi, & nomi incos te
goiti;
LIBRO SECONDOJE 298

goitisqueroqualch'altra offeruanza,della quar


le è chiaro,che naturalmente non ha efficacia ,
56 & virtù di ſcacciare tal'infirmica da i corpin,
introdurgli la ſanita .Et fe meglio ,e co piùchia
rezza il curioſo lettore vorca vedere queſta dot
is
trina ,vegga il ſopracitato luogo, ouc haurà pię
na intelligenza di queſto ;percioche qui n'hab , wari sol se
biamo ragionato incidentalmente . Exqueſto
DIA potra giouare per regola vniuerſale,non ſolo al ‫دے دو‬،
li Eſforçifti, ma ancoa quelli c'banno cura d'at
pime,a' quali conuiene aſcoltare le confeſsiot
ni, per poter conoſcere quali rimedij lano leg
citi, & quali fuperftitioli . Singal

on sigui
Che coſa fa Strega, ouer Strigimaga; dell'ethimolo ,
gia, & natura di queſto nome; & delli modo
coni quali gli demoni cercano aggomen .
fare queſta perfida , fcelevata wa
sui Setta loro. Cap. Ih L
9512
ERCHE noihabbiamo a parlare più
dabaffo delle ſtreghe, & delle loro tri
R fte, & fcelerate operacioni squali fos
gliono eſſercitare intorno à gli huomini , & al
tre cofe santo animate, quanto inanimate, con
il mezo della loro diabolica profeſsionc , & ar
ce ; però per maggiore dishigracione si debbe
T 3 por
194 DÉLL'ARTE ESSO R C.
notareiche ancor cheaffagénératione'Q’huo2
mini,& donne,i qualiirdiauolo , comeiftromé
ei adopra amorte,& damnationedell'anime no
ſtre con varij nomiſemplici fia chiamata ,& no
minata,Hondimeno njuno diquelli perfectamē
Niunnome teci ſcuopre, &dichiara tutta la loro malitia ;
pore mal pércioche alcunavolta ſono chimareStreghe
magita delle metaforicamente,då vno certo vccello, il qua
Streghe. 4e,sicometa'notte vagandahor qua, & hórla
ſtridecontfpauentoli gridi ;cosi parimente el
teno particolarmente fogliono la portedilectat
finei loro malèficij.Altrevolte ſono chiamate
Lamie,non gia dalla voluttuoſa, & ſporca vita
che tégono có gli demoni incubi, & ſuccubi; de
i quali habbiamoparlato di ſopra nel cap .XV:
del pritið hbto;mali bene dallacrudelta, che
fogliono vfare ne i loro maleficij, & fcclera
te operationi. E così fono detce dalle pro
Lamieper pricta d'una beſtiä moſtruoſa ,ſecondo la chio
hoe de Saree fa ſopra Iſaianel capitolo liiij. che ha gli piedi
ghe. a mododi quelli d'vn cauallo , & nel reſto del
corpo dimoltta laſpecie , & forma humana;
& è tanto crudele , & inhumana , che ſtrac
cia. & ammazza gliproprijfigliuoliſouoche can
to vuol dir lamia , quanto lania , cioè coſa che
ſtraccia, & lacera. Ma perche niano di queſti ſo
praderti nomi,come habbiamo detto , cfprime
fufficientemente tutta la naturadi quchiſcele
rati
LIBRO SECONDO . 295:
rati huomini; conciolia che totalmence fono in Infedeli fon
fedeli, & apoſtaci dalla fede, pieni di luſſuria, & ci,
no,malefi
Ssre.
talmente fono inhumani , che ſin contea i pro ghe.
prij figliuoliincrudeliſcono, effercitando incl
file loro triſtitic, & ſceferiradi; & giorno,& not
te dān'opra a'gli incanceſmi; però più rctcamé
te da qil'uccello notturno,& dalli maleficij che
fanno, & elfercitano ,debbono eſſere chiamare
Strigimaghe; & anco perche aſlai più donne, Primo effet
chehuomini dann'opra a queſta peruerfita. to delle Stre
primo effetto di queſte ſcelerate, è il partirfi, & ghe.
alienarli dalla fede Chriſtiana , la quale rinon
ciano totalmente infieme col Batteſimo , & gli
aleri facramenti Ecclefiaftici ;talmente che con
culcano la Croce lanta, & adorano il diavolo ,
dedicandoſegli afatto , & facendo profeſsione
nelle ſue maqi, come à punto ſogliono fare gli
religioſi nelle mani de iſuoi prelati. Et notà Modo dife
che duiſono gli modi della profeſsione loro; reprefefsin
vpo ſi chiaina priuato; l'altroſolenne, It pris festa.
neinquefte
tato è quello con che poſſono farela profelsio
ne loro inogni luogo, in ogni tempo , & condi
uerfi mezi . Alcuna volta ildiauolo s'appreſent
ta aqllicheſono talmenre trauagliati dalla for Appreſente
tuna , che qual li danno alla diſperatione, a'i hildemonia
quali parla ildemonio , ò per fe ftello viſibilmé ane difperasi
te,ouero permezo di qualche Maga, perſuadé
dogli che ſidia in fuo dominio ;& ſe vede chei
T 4 tal
296 DELL'ARTE’ESSOR.C .
tal perfona fia diſpoſta a fare quanto gli perſua
de.con gli conſegli ſuoi, egli all'incontrogli pro
Promefje metce difargli ſuccedere tutte le coſe proſpere
chefa il de- àfuo volere; & con queſto mezo ,co vo cert'or
monio à dine l'induce;a far cutte quelle coſe che diremo
frooiprofeſſo nel ſeguente capo;incominciando da certe cos
feminime,come ſaria a' dire, che quando fi le
ua il facratiſsimocorpo di Chriſto , ſputino in
cerra , ò che chiudino gli occhi, ouero dicano
qualche parola juutile; come ſaria quando il
facerdorefalutando il popolo nella meſſadico;
Dominus vobiſcum ;oueroche nella confeſsio ,
óc dopo l'affolutióe dichino ſimili parole,oues
ramente che mai s'habbino a cõfeffare intiera
mente , & maſsime de' peccati mortali; & da
Perſuaſione queſte coſeminimc incomincia a poco apoco,
ai ſuoife- per indurgli poitotalmente apegare la fede
gitaci,os &alla: facrilega loro profeſsione. Er queſto
steps come habbiamo detto ) fà alcuna volto il
*
**** diauolo da ſe ſteſſo , & alçun'altro volte col mc-,
zo di qualche Maga, la quale fà profeſsione
nelle mani diaboliche,promettendogli co ogni
ſua forza procurargli queſto per aggomenta
ro queſta maledetta ſetta ,a dannatione perpe=;
cua dell'anima ſua.Di queſto habbiamo l'eſſen;
Agneſe Bad pio ,il qualnarrano gli Autori ſopradetti d'vna
neairiceMa certa Maga , ouero Serega chiamata per 80" }
84,dfue -
mc Balncatrice;la quale ſondo preſa , & incera,
ro
LIBRO SECONDO ? 297

rógata nelli torméti , & fuori, frà l'altre coſeche perätioni.


confeſsò ,queſta fù vna ,che haueua patito mol
te , & grādi ingiurie dal diauolo per queſto, che 3
BE hauendoglicamādato che douelle ſedurgli vna 14 .
molto diuota virginella figliuola d'un ricchiſ- Tenni ildes
fmo huomo(qualnon accade nominare,ſendo monio
lare codipar
una
21 ella gia' morta ,così diſponondo la Diuina ſapié vergine.
za ,accioche lamalitia nó gli cangiaſſe il cuore)
talmente che l'inuiraffe ad vn certo luogo ,a da
žárcjaccioche egli informa di giouine poteſſe
parlare có lei amoroſamente. Narrò anco, che
béche ſpeſsiſsime volte attētaffe di farõſto ,no
dimeno mai potè fare coſa alcuna perche ogni Giouine che
volta che voleua parlarc có quella , ella fiſegna della Croce
ua col ſegno della Fanda :Croce, inſpirata ſenza ſcaccia il de
dubbio veruno dall'Angelo ſanto,per diſtrug- monio.
gere l'operc del diauolo . Narrano parimento
d'vn'altra vergine nella Dioceſe d'Argentina ,
la quaraftermò,che ſtando un giorno di Domi
nica fola in caſa ſua , vi andò vna certa vecchia
di quell'iſteſſo luogo,ſotto fpecie di viſitarla , la Maiga cha
qual fra cutte l'altre ſporche parole che gli dila sēta unagio
[c, finalmente ſoggionfc queſte,che piacendole nane,e suas
fucceffo.
la condurebbe in vn certo luogo ,oue fi troua
panocerti giouini no conoſciuti, i più belli che
maifi sedeflero. Alla qual conſentendo la gio
uare ,& co eſſa andando ,gionſero alla caſa,oue
crańo moltidiavoli in forma humana ; & volta !
tag
198- DELL'ARTE ESSORC.

taſi la vecchiaalla giouane le diffe. Ecco quifi


Gionementa gliuola la ſcala per la quale aſcendiamo nella

che li fegna Itanzadoue habitanoquelli gouini, ma guarda


col ſegno del ci di non ſegnarci con illegao della Croce; à cui
hosCreces promeſſe la giovane di offeruare. Aodado dun
que la vecchia ionanzi sù per la ſcala,& ſeguen
dola la giouane, naſcoſamente ſi fece il ſegno
della Croce ; & eſſendo gionte ambeduc fu la ci
ma della ſcala , ſtando auanti la camera , & guar
dando in quella, nè vedendogli alcuno di quelli
diauoli(perche s'erano fpauentati , & fuggiti af
ſegno della Croce) volcata ſila vecchia alla gio
uane, & con faccia horribile, & ſpauétola guar
dandola , gli diſſe. Sia cu maledecta ,percheci ſei
fegnata col ſegno della Croce ? partici di qua,
& vattene nel nome del diauolo; sì che partea
dofila giouanc ,ſe ne tornò a caſa ſua feoza le
fione alcuna. L'iftefla Balnearice prima che fol
foarfa , & abbruggiata, affermò eſſere ſtata ſe
Ina Maga dorra in queſto modo; ellendo nādimeno la ſua
come viene compagoa con altro modo cirata , & iodotta a
fedossa . queſta malcdecca ( etca; perche'aadado vn gior
no à vificare yo fuo ipoamorato , por eſſer con
lui nc gli acti venerei,trovò ildiauolo per la via
in forma humana ,con ilquale yſando ella ſen
za conoſcerlo , & interrogata da eſſo ſe lo cono
fceffe ,gli riſpoſe la donna di nò ; alla quale dife
ſe. Io lono il demonio , & ſe cu vorrai, lorfarò sé
pro
LIBRO SECONDO . 199

pre preparato a tuo beneplacito, ne maitaba yfa il demo


Badonerò in ogni tua neceſsita ; alquale colen- nio decsotto
tendo ella ,deciotto anni,cioè fino al fine di fua anni cē una
Mage ,
vita vsò con lui li ſporchiſsimi atti venereizha
uendo però prima in tutto , & per cutco rinega
33 ta la fede Chriſtiana. Queſto è il ſecodo modo,
con che il diavolo trahe gli haomini a queſta
fetta . Vn'altro modo è,co il quale egli ſuole in
1 uitare , & codurre gli huomini, & donne a quo
Ata diabolica fetta , cioè p via d'afflictione, ouc
& ,&
cuna volta occorre,nzache cerci huomini
no priui to
talmente di coſcie , incomincia ad inna- Terzo modo
co che il des
morarſi con qualche giouenetta ; & co promeſ- monio tira à
fe, & luſinghe tanto le follecitano a gli atti vene ſegli Maghi
fei,promettendo loro di prenderle permoglie,
chevintedall'amore , & dalle lufinghe, ſe gli da
no in preda, & balia; i quali poiche ſono ſatiati
con effe loro ,non ſolamente le laſciano , ſprez
zandole,ma anco per ogni luogo le infamano;
& vedendoſi queſte poñere; & meſchineeffere
ingánate da eſsi, priue dell'honore , & fama più
cara d'ogoi altra coſa, fi voltano al diauolo d
, o
mandandogli aiuto , & fauore per poterli vendi per vindi.
care contra di coſtoro ; dandoli però prima in carſi alcuni
anima, & corpo nelle ſue mani,maleficiadoilo se danno al
dianole ,
To amanti, ouero ,quelle donne à cui fi cogion
gono in matrimonio ; & per meglio poterfare
que
309 DELL'ARTE ESFORC

queſto, ſiſottopongono al diąuolo nelle ſpordi


tic carnali. Da tutte queſte coſe ſi può vedere,
&conoſcere quante ſiano l'aſtutic, & ingāni vla
ti dal diauolo contra il genere humano ,per ac
creſcere queſta ſua maledetta , &fcömunicata
ſetta , in vituperio , ſcherno, & diſtruttionc dels
l'honor diuipo , & morte dell'anime redente
con ilprecioſo ſangue di Chriſto Giesù poftro
Redentore . Die

Del modo della Sacrilega profeſsione , con la quale


quefti fcelerati Malefici, & Streghe posſono
operare cofe mirabili , & fupende .
3: Cap . 111,

I ſopra habbiamo decco ,che dui ſong


D glimodi,con li qualifi fà profeſsione
A inglta ſetra. Vno priuato , di cui hab
biamo parlato nel precedente capitolo.L'alero
Modo dif- fichiama foléne, ilquale ſi fa in queſto modo,
me profeſsion Qualunque huomo,ouero donna che in queſta
sa deiMa fetta vuoi far profeſsione,primicramenceè có ,
ghi. dotto dal ſuo maeſtro auãtiil tribunale del de
monio, il quale à guiſa di Rè fięde in vn finto
ſeggio regale , moſtrandoſi a quello in forma
viſibilç,& humana , facendogli vedere , & mo .
ſtrandogli la finta, & falla ſua macfta , & impe
rio cóſegni Ginti, & pieni difraude.Sendo dun.
que
LIBRO SECONDO 301
que condottoauanti il dia uolo colui che vuol Propoſte
far tal profeſsione in queſta ſecca , egli gli inti- chefä il de
ma,chè incótinente gli conuiene rinegare il Bat lowwolfe.
ecfimo , & tutti gli altri documenti , & precetti guire.
2 della ſanta fede laſciare;oltra di queſto biſogna
ch'egli rineghi tutti gli altri ſacramenti Eccle
fraftici. Biſognali parimente laſciare, &' man
-dare ad oblio non ſolo la ſanta Croce , & tutte
l'altre imagini tanto dei ſanti, quanto diMaria
Vérgine;mà anco conculcarle, calpeſtrandole
con li piedi, quádo gli verra l'occaſione. Il qual
ſe troua il nouitio eſſere preparato a fare tutte
queſtecoſe ,gli ſoggionge non eſſere a baſtan
za queſto ;mache biſogna che gli faccia il giu
tamento della fedelta ,ilquale è ſlto,ch'eiſe gli Giuraměsa
dia ,& fia fuo ererpalméto in corpo, & anima ; & che ſi fa al
demonio,
no ſolo qſto ,ma che ancora gli prometti di pro
curareco tutte le fue forze di tirare quanto po
tra a talſetta ogn’vno, & maſsimamente leſan
te vergini, & vedouc che fi ſono dedicate a Dio ;
aggiongendoglianco , che procuri di farſi cer
ti vnguenti, con li quali tutte le ſue volontadi, &
opere poſsi compire có l'aiuto, & preſenza dia
EM
bolica . Fatto queſto , il nouitio fi dà in potefta Huomini ſi
di queldiauolo , che a guiſa di Prencipe ,lò Rè dano in pre
fiede in quefcribunale , promettendo d'effergli da al demo
perpetuamente ſeruo , & obligato, facendo vo- endelimol
1
to nelle ſue mani, & promettendogli cutre que te cose.
it
Atc
‫ܪܘܹܐ‬ DELL'ARTE ESSOR C.
ftę cofe, come ſogliono fare li religioſi quando
fanno voto nelle manide'ſuoi prelati , & glip
mette d'eſſergli fideli, & d’vbidirgliin tutti gli
ſuoi comandamcati.Dopo queſto, toccando al
cune ſcritture ſopra vo libro che contiene cer
te carte negre,& incognite , col giuramento p
Giura il 10 metce al diauolo di non tornare mai più alla fe
witrio di non de diChriſto ,& di non feruare li diuini precet
sornarealla
fede. ti, ma ſolamente quelli che gliſaranno coman
dacidal demonioſuo prencipe,& lignore. Pro
mette parimente di conuenire atutte le congre
gationi notture , qualunque voltafara chiama
to; & di fargli il ſolito facrificio che in quell'ho
re notturnevedra far'a gl'altri, & mandare prie
ghi a quello ;promettendogli ancora d'adorar
lo comeſuo Dio; & finalmente di fare cutte !
le coſe,ch'iuivedrà fare agli alcri. Fatto queſto
voto , & giuramento dal nouitio , incontinente
quel demonjo che nel ſeggio regale a guiſa di
Promette il Rè fiede, fi moſtra allegro , lieto , & giocondo,
demonio promettendogli dare perpetua felicità , & con
gran coſe. gran fefta , & allegrezza; la quale ci non ha per
le ſteſſo, &tuttigli altricontenti chein queſto
modo defidera hauere,& finalınence dopo alta
vica gliprometce dar maggior cola. Oltra di
queſto gli da vn diauolo chelocuftodiſchi, &
ammaeſtri; il qual ſempre l'habbi da accompa
goare , & feruire in tutte le coſe ; & chegli dia
tutto
LIBRO SECONDO , 1 303
tutto quello, che ciſaprà deſiderare . Er queſto officio del
demonio che glièdato in ſuo aiuto , fra cucce l'al demonio ai
tre coſe c'ha da fare , quetta è la principale ,che ſuoi nowiti
qualunque volia gli biſognera' andare a gligiuo
1
chi notturni, lo debbe nunciare al ſuo cliento
lo, & portarlo al luogodoue ſi fà qlta ſcelerata
loro congregatione. Queſto demonio , il quale
comepatrone,& pectore gli è dato p guardia ,
gli,pfefforidi qlta diabolica arteſogliono chia Martinet,
mare per nome ( ſecondo ch'io incendo ) Marti toget fuoof:
netro , ouero Martinello; il quale qualúque not ficio.
te li ha da fare la lorogenerale congregatione
à gligiuochi, & voluttuoſi piaceri carnali, dui
giorniauantiil denútia al ſuo clientolo , dichia ,
randoli pariméte l’hora , & il luogo oue fi deb
ba fare ; accioche giongendo il tempo , & l'ho
ra ſia preparato d'andare. Appropinquandofi
poi l'hora d'andare ,fubito alto demonio chia
ma il ſuo cliqotolo con vna uoce fimile alla vo
ce humana; la quale vdita da quello c'ha d'an
dare, pigliavo vaſo pieno d'vna opcione, & s'on
gein cerce partidelcorpo. Fatto queſto , ſe no Caualcano
và fuori dell’vſcio , & iui ritroua appreſſo la por Sopragli mõ
sonii Male
ca quelſuo Martinetto che l'aſpetta in forma fisi
d'vn Móronc ſopra il quale ( come dicono eſsi)
caualca qllo che debbe eſſere portato alla con
gregatione, & giuochi loro, appigliandoſi for
temcoce con le maninel pelo, & crisi di queſta
1 finta
304 DELL'ARTE ESSORC .

Demonio finta beftia ; accioche per il velociſsimo corſo


porta alcuni
& motto di quello , per ſua ſciagura no foffe ger
alla congre
guione. tato in terra . Pigliandolo dunque il demonio
ſopra di fe nella predetta forma , velociſsima
mente lo porta per l'aria fino al luogo della co
gregatione, & iui lo pone;oue cócorre vna gran
de, & frequente moltitudine d'huomini , & don
ne auanti quello demonio ch'a guiſa di Rè fic
de nel regal ſeggio . Sendo dunque qualunque
Riverenze di loro gionto iui , primieramente fa riuerenza
che
me cögre a quel demonio , per altro modo, però di quel
llafi.fanno
lo che noi ſogliamo fare ; perche non volcano
gatione.
la faccia al diauolo , ma fi bene le ſpalle ; ne an
* co piegano il capo verſo il petto , ma adietro
verſo le ſpalle ; talmente che leuando il menco
verſo il cielo , piegano il capo verſo le ſpalle.
Ne parimente piegano le ginocchia , & gambe,
come noi ſogliamo fare à dietro , ma dauanti ,
Sacrificijfà leuandogli dalla terra in sů ,Fatra queſta rive
noſi al demo -rēza , alcuna volta gli offeriſcono gli ſacrificij,
m50 .
non però fempre; & hauendo fatto tutte queſte
coſe , quel demnoio che fiede nel ſeggio della
ſua finta inaeftà , comanda a tutti che debbano
midi danzare ; & con allegrezza pigliare gli amoroſi
i i che ciaſcuno demonio pi
Balli, & cö piacer carnal ; Que
eriti ſi fanno glia la ſua donna , alla cui cuſtodia , & gouerno
nellacongre -eltato depurato ,& con ella danza ,& falta. Fi
gasione,
Soute le danze; vanno alle menſe, le quali ſi ritro
uano
a
LIBRO SECONDO .
305
Fa uano piene, & ornare di lauciſsimi cibi, & viuan
de , oue ciaſcuno mangia , & beuc quáto gli pia
ce : Finito ilconuito s'ammorzano glilumi , &
ciaſcuno demonio in forma d'huomo piglia la Atti carna
fua donna; & fe iui ſono huomini, hanno ilſuo li fi fanno
demonio in forma didonoa , & così ſe ne ſtan- nella cögre 3
gatione ,
no inſieme. Finite tutte queſte coſe, tntti ritor
pano alle proprie caſe, caualcando ſopra quel
le finte beſtie ,dalle quali furono prima portaci
alla detta congregatione. Et mentre che opra
no tutte queſte coſe, grandemente biſogna che
fi guardino, che andando a tal congregatione,
ftádo iui, oucro ritornando a caſa no chiamino
ò no nominano il nome di Dio , quero nó fi fac Guardaſi di
cino il ſegno della Croce; pche s'alcuna di que nominare il
faceſſero, il diauolonó lo pocendo col nomedi Dio
ſte coſe
lerare, ſubito ſe ne fnggirebbe; & cutce quelle il
lufioni faſce per arte diabolica'andariano in
niente, comecon gli eſſempi diremo più di fot
to parlando di queſto loro portaro ,nel xiiij . ca
podel preſente libro. Sono oltradi queſtomol
te altre ſceleratezze , & flagitiofe operationi, lo
quali ſogliono commettere, & farequeſti ſcele
rati, & peſsimiMalefici, & Streghe ; perche non
760
3 gli pare aflai, che perleuarſi la voglia della li
bidine, fidiano in preda al demonio ,feruendo
gli , & adorādolo comeſuo dio;ma anco fr sfor
zano quanto poſſono di leuare gli huomini dal
V di
DELL'ARTE ESSORC
diuino feruigio, ſollecitandogli a fare profeſsio
ne in queſta loro ſetta , por aggomentargli col
ſuo magiſterio gente che gli ſerua , & l'adori co
me dio loro . Queſte adunque più crudelido.
Primafcele gnifiera ſeluagia contra l'inclinatione dell’hu
ratezzadel mana natura diuorano, & mangiano i fanciulli
ke Maghe della propria ſpecic; & quelli che nó mangiano
quádo ſono in ſua poteſta,gli offeriſcono al dia
uolo, ouero gli ammazzano, & maſsime quan
do no ſono bactezzati; acciocheno pigliando il
Batteſimo , noa posſino andare alla gloria del
Maghe on Paradiſo .La notte entrano nelle caſe, & camere
trano nell' .
altrui cafe. ( quantunque fiano benisſimo ſerrate,)facendo
gli la via il diauolo;ſuggono il ſangue de'ban
bini;& quelli che mangiano ſono battezzati; &
queſto fanno permettendoglielo Iddio . Soglio
no gettare gli fanciulli che vanno dietro l'ac
que, in quelle alla preſencia de’loro padri ſen
za eſſere vedute. Sanno fare gli caualli frenetici
ſotto anelli che li caualcano . Sanno da vn luo.
go all'altro per aria corporalmente, & imagina
Silentio in
troducono le
riamente crapaffare. Sanno con le loro arti in
Maghe ne trodurre talmente il Glentio in ſe ſteſſe , & negli
glihuomini altri , che neigraui tormenti ſtanno comemu
coli , ſenza confeſſare cola veruna . Sanno an
cora manifeſtare le coſe occulce , & predir
er infor
nc alcune di quelle c'hanno à venirepper
mationc diabolica , le quali poſſono hauere
qual
LIBRO SECONDO .
307
qualche cauſa naturale. Vedono le coſe così ab
fenti, come preſenti. Poſſono cangiare le menti
humane all'odio ,& all'amore diſordinato , ma
indirettamente ,come habbiamo detto di ſopra
nel xvj. capo del primo libro. Ammazzano col Maghe inne
pediſcono la
fulgore alcuna voltagl'huomini, & le beſtic.Im potenza
pediſcono la potenza generatiua, & anco il po- nerasinage
.
tere vſare con la propria moglie. Sanno procu
rar l'aborſo. Ammazzare gli fanciulli nelli ver
tre materni col Colò tatto eſteriore ; col ſolo
guardo ſenzail tatto. Alcuna volta ſanno male
ficiare gli huomini, & le beſtie,dandoglila mor
te . Sogliono dedicare, & couſecraregli proprij
figliaoli al diauolo .Suſcitano, & eccicano tem
pefte , & venci nociui.Et breuemente ſanno,p
curare, & operare tutte le peftifere, & nefande
operacioni;delle quali diſtintamente parlare
remo più di ſotto ne'proprij luoghi, dando gli
effempi per ciaſcheduna di loro ,acciò non paia
che queſte coſe ſiano dette ſenza ragione.
Cheglimaleficü poßßino eßere realmente nel mondo
& non nella ſola eſtimatione humana, como
alcuni fi fonosforzati di difendere ..
Cap. ( III.
ARIE ſono iſtate l'opinioni circa à
glimaleficij,de'quali diſopra habbia
mo fatto mentionc. Alcuni hanno dec
V 2 to ,
308 DELL'ARTE ESSOR C.
to , che il maleficio è vna coſa finta , & che non
Errore di al fi ritruoua alcuno maleficio ſe non nella opinio
li chenega ne, & eftimatione degli huomini; i quali no co
nos malefi. noſcendo le cauſe d'alcuni effettinaturali,per
cij. eſſere occulce , attribuivano tali effetti all'ope
racioni degli huomini. Ma quanto s'inganna
no gli huomini di tal'opinione, ſi può conoſce
re per queſto; perche ella contradice a molte
autorica della ſacra ,& diuina ſcrittura; conrra
dice à gli facri Canoni; a gli ſacri Theologi;al
le leggi Imperiali jall'opinione del volgo; &fi
nalmente a moltiſsimeiſperienze , le quali ad
Sacra ſcrita ' durremo più di ſotto. Ripugna primieramente
süra condan alla legge diuina , la quale ſpeſſe volto in varij
na i Malefi luogi comanda,che non ſolanjente fi debbafug
Gi .
gire,& euitare gliMaghi, & Iucantatori, ma ao
co che ſi debbano vccidere; il che non farebbe,
ſe non foſſe vero che egliņo à gli danni, & eftet
ti reali con l'aiuto diabolico non cooperaſsino
con gli loro maleficij. Nell'Eſodo alxxij. hab
biamo comandamento d'vccidere turti gli Ma
y lefici, & Incantatori. Non laſciarai (dice Iddio )
viucre gli Malefici ſopra la terra ; & nel Leuiti
co al xix. L'anima la quale anderà da gli Ma
ghi, « Arioli, & ſárafornicata con eſsi loro, io
porrò la facciamia contra di quella , & l'vccide
Tò, levádola dalmezo delpopolo mio ; oue che
fi piglia quefto nomeMagoper il Malefico , &
vn'als
LIBRO SECOND 0.1 309

vn'altra volta dice il Signore iui al xx.L'huomo,


ouero donna, ne' quali farà lo ſpirito Fitonico,
D ouero diuino, ſia lapidado ,& ammazzato có le
1. pietre.Sono chiamati Fitoni qlli, che ſono poft Fisoniquali
ſeduti dalli diauoli,che p mezo loto indouina . sano.
no , li quali dalla diuina legge fono condannati
alla morte,quando perpropria colpa,& cófen
fo loro ſono poſſeduti dal diatolo.Etnell'Effo .
do al vij.habbiamo de'Maghi di Farabe, liqua
li con le loro incantationi, & co altri loro ſecre
-ti,conuertirono le ſuc bacchetce in ſerpenti; &
poco dipoi cóuertirono l'acque in ſangue. Dal
le qualiautorita' è chiaro , & manifeſto, glima
leficij effer fattida queſti Incāratori, col mezo
del patro c'hanno facto col diauolo tacito oue
to eſpreſſo.Contradiceanco queſta opinicne à Canoni che
gli ſacri Catroni ,come appare nel Decreto al- cötradicono
cla xxxiij.caufa ,queſtione prima,nelcap. Si per diMalefici
D 3
fortiarias.doue ficfſortano gli maleficiati , che
debbanoricorrere a gli veri, & ſanti timedij del
fa fanta Catholica , & Romana Chieſa , li qua
li ſono la vera , & cordial conttritione de' ſuoi
peccati;la vocal confeſsione; ilfär limoſine, &
altre opere pictofe,& il digiuno. Et nelDecre
tale, nel titolo de Frigidis ,& Maleficiatis ; oue
B tutti gli dottori Canonici, concordeuolmére di
* ftinguono del maleficio,s'egli è perpetuo , ò té
Di poraleziquali non hāno maidubitato le ilma
V 3 lcficio
310 DELL'ARTE ESSORC :
Jeficio fia coſa vera, &reale,ouero fitricia,fanta
ftica, & imaginaria.Contradiceparimence à gli
facri Theologi,li qualidicono, & affermanoac
gli loro fcritti ilmaleficio effere coſa reale , &
non fitticia,& imaginaria. Et prima habbiamo
l'autorita di fant'Iſidoro nel viij.libro delle fuc
Theologi că Ethimologie , nel capo.ix. il qual diſcriuendo
dannano i che cofa Gia Malefico , dico ; Gli Malefici fono
Malefici.
chiamati di tal nome dalla grandezza delle lo
so ſccleritadi, cioè perche operano coſefopra
tutte l'altre triſtiſsime.Queſti(dice il ſopradec
to fanto )commouono gli elementi ;turbano le
menti humane ;& con la forza delle loro parom .
le,ſenza beuçraggio d'alcun veneno vccidono,
& ammazzano glihuomini;& ſonoparole di S.
Agoſtino nel librodella Città di Dio, regiſtra
ce da Gratiano nel Decreto alla xxvj.caula ,que
E infidelia ftione v.nel cap.Nec mirum . Etl’Angelicodoc
il negare i tore S. Tomaſo nel iiij. delle ſentenze alladiſtin
demoni, tione xxxiiij.queſtione iii.dice ,che queſta opi
nione procede da vna radice d'infidelta , ouero
incredulitade; perche fi crede che gli demoni
no fieno ſe nó ſecodo l'imaginatione del volgo
& non realmente; il che è coſa che contradice
alla fede,la qualtiene che gli Angeli Gano ca
duti dal cielo ; & anco all'autorità de'fanci, li
qualidiconoche gli demonihanno poteftaſo
pra gli corpi, & ſopra l'imaginationide gli huo
mi
LIBRO SECONDO. zu
311

mini,quando gli è permeſſo da Dio , col mezo


de'quali gli Malefici, & Incantatori poſſono fa Dottori che
re alcuni ſegni, & operacioni mirabili.Col qua. affermano il
le s'accordano Ricardo de Mediauilla , S, Bona maleficia .
uentura,Giouani de Baſolis, gli Autori ſopra
detri,Silueftro Prierio nel libro delle mirabili
operationi delle Screghe, & degli demoni, & il
dottor Sottile Scoto nel iiij delle ſentenze , alla
diſtint.xxxiiij. queſtione voica ,il quale parlādo
dell'imporenza all'atto carnale,dice; La ſecoda
impoſsibilita è fatta per mezo de'malegoi ſpiri Demonihan
tili quali hauendo patto con gli huomini, ſer- no pasta.com
' uano le promeſſe,non percheſiano veraci ,ma glihuomini,
accioche gli altri ſe gli accoſtino,& adheriſchi
no; percho s'eglino non ſeruaſſero gli patti, niu
no gli ſeruirebbe; & anco gli ſeruano per eſſere
adorati da gli huomini;perche come ſuperbiſsi
mi, grandemente deſiderano gli honori diuini.
Iddio anco permette ,che effercitino la loro po
efta ,per impedire alcuni huomini da certi at
ti,ne'qualipotriano ſe non foſſero impedici; &
queſto fa è per gli peccati, ouero per qualche
altra cauſa baſcoſta; & à queſto modo il Mago,
ò Magahauendo pacco col demonio , procura
che eßo impediſca quefto , oucro quell'altro
huomo che nó pofsi vſare l'atto venereo có cal
donna ,mentre che durera tal maleficio . Ecl'voi Scola maj.
werfale de
uerfal ſchola tanto de' Theologi,quanto de Ca Thcologipe
V 4 noni
312 DELL'ARTE ESSOR C.

Logi pone l'eļ noniſti afferma queſto ;liquali diſputando ne?


fiſtenza dei ſuoi detti delle pene de i Malefici, diſtinguono;
demoni.
che ſe il Malefico ſarà nocorio , gli fia negata la
communione; ſe ſarà ſecreto glifi diano
quará
ta giorni di digiuno in panc, & acqua , nel De.
creco ,nel tit.de Confecra.alla diſtintione ij . nel
cap. Pro dile & ione. & di più nella cauſa xxvj.
Pene de Ma q.v.cap. Non oportet, habbiamo,che ſe il Ma.
defici impo- lefico lara laico, Giaſcomunicato ; & ſe fara chic
fte da cano
rico , Gia depoſto da gli atci chiericali, & conden
nato à carcere perpetua. Ripugna parimente
alle leggi Imperiali, le quali dicono di queſto
modo ;A niuno ſia permeſſo l'indouinare; altri,
mente ſara decapitato con la vitrice { pada in
gonocchiaco ; & ſoggiunge iui l'Imperatore;So
no certi altri,che col'arci magiche infidiano al
la vita de gli innocenci, & inchinano gli animi
pudichi delle donne alla libidinc, & queſti fono
Leggi impee dati ad cflere deuorati alle beſtie; come è mani
riali contra
feſto per la legge Nemo ,nel Codice de Malefi
Malefici.
cis & per la legge Multi , nel medeſimo Codi
ce. Determinano anco le leggi , che ciaſcheda
no ſia ammeſſo all'accufatione di quelli , ficou
me ancora fa il Canone nel vj.nel titolo de Hę
recicis, nel capitolo In fauorem.dicendo. A que
fta accuſatione ogn’vno ſia ammello , come an
co al peccato chiamato di leſa maieſta ; & qua
lunque di coſtoro ,nó oftante qual fi voglia di
gais
LIBRO SECONDO 313

che ignita, è poſto a'cormenti; & fe confeffa d'eſfere


" Mago, Gia cruciato con gli yncini di ferro ; co
me ſi ha nel ſopradeto Codice, nella legge Nul
OG lus auruſpex ;oue dice la legge, che a queſti tali
non è permeſſo d'andare nell'altrui caſe , & fe Pene Impe
e gli andaranno, fiano arſi, & abbruggiati;& quel riali contra
121 lo che gli conſiglia ,ouero gli riccuc in caſa ſua, di Malefici.
debbe eſſere bandito , & confiſcatogli i ſuoi be
2021 ni;le quali pene nó imponeriano le leggi tanto
COS Canoniche, quato Ciuili, ſe non foſſe vero , che
cócorreſſero col demonio realmēte à gli effec- Teſtimonia
D ci , & leſionireali . Et che ſia vero che ſi ritroui: dėl vulgo in
no Maghi, & Maghesēza numero ,ce lo teſtifica forno a ima
CA
il volgo ; & quaſi tucci gli popoli, li quali in gran
de numero patiſcono varic, & diuerſe infirmita
maleficiali. Nó ci laſciano mentire gli libri pic
ni di queſtimaleficij ,come appare nel Precet + Dottori che
corio di Giouani Nider, & nel ſuo Formicario , ſcriuopodei
nel libro diBeda de Geſtis Anglorum , nel li maleficj.
bro di Guglielmo Pariſienſe intitolato De stametro ?
vniuerſo , quero de Apibus , neHibro chiamato
Martello de'Malefici,nel libro di Selueſtro Prio
rio nominato di ſopra nel preſente capitolo , &
nel tratcato di Paolo Ghirlando ch'ei fà de Sor
rilegijs,il teſtimonio de'quali piuno dotto, & la
uio ſenza biaſimo pocra ſprezzare. Da tutto
Ito c'habbiamo decco appare quanto queſt'opi

nionc, ò per dirmeglio errore ſia lontano dalla


yerita
314 DELL'ARTE ESSORC .

verita,alqual ſono contrarij tanti teſtimonij tá


Coſa veriſsi to diuini, quanto humani. Conchiudendo adun
ma è il male que da tutte queſte coſe,dico effer coſa veriſsi
fisio. ma, che ſi ritrovono queſti Malefici realmente;
li quali co l'aiuto deldemonio, per il patto che
tiene con eſsi loro, poſſono procurare queſti ef
fetti maleficiali realmente , permettendoglielo
Iddio.Non voglio però negare, che non poſsi
no produrre certi effetti preſtigiofi, & fantaſti
ci, co’mezi preſtigioſi, come ſogliono fare gli
Rifpofta da maeſtri di bagatelle con la deſtrezza delle ma
darbo a chi ni. Riſpondendo dunquea quelli cheſono del
negail male la contraria opinione , non gli dirò altro che il
ficio .
detto del Filoſofo , il quale parlando di quelli
che negano il moto , & l'eſperiéza dice , c'han
no biſogno d'eſſere battuti,così dirò io a quelli
che negano gli effecci maleficiali , gli conuerria
prouare quello che occorſe nelle parti di Bali
lea,in vna villa ſopra ilRheno poſta , chiamata
Pienano che Oberuuiler ad vn Pieuano , di cui narrano gli
non credido ſopradetti Autori, che con cucco che foſſe di
lo prmonaà honeſta conuerfationc, & vita , era nondimeno
fuocorto. inuolto in queſt'opinione, & errore, cheil ma
leficio non fofie cofa reale nel mondo ; ma ſolo
coſa imaginaria , & fitticia, con che gli huomi
ni attribuiuanoqueſti effetci maleficiali acerca
feminuccie;il qual volle Iddio con quefto mo
do purgare da queſto ſuo errore . Va giorno
dun .
LIBRO SECONDO 315

dunque mentic che'l predetto Picuano per va


fuo negotio ,caminaua con gran fretta ſopra va
ponte , s'incontrò in vna vecchia, la quale con
non manco fretta gli veniua all'incontro; alla
quale non valendo , o potendo dar luogo , ma
con importunita paſſando , à caſo la gettò nel
fango; la quale Idegnata, incominciogli a dire
villania ,con dirgliztu non n'andrai impunito.
Laſcia purfare à me . Et ancor che il Picuano Pienene me
leficiase.
più che tanto non curaffe le ſue parole, nondia
meno ſendo la notte à dormire , & volendo le
uarfi dal letto , fi fenti talmente eſſere malefi
ciato nelmezo della vita fotto la cintura , che
d'indi in poi,fio che ftette in tal infirmita, glibi
fognò ſoſtentarſi con l'altrui braccia , quando
voleua viſitare la Chicfa ; & per treanni ftette
così ſotto la cura domeſtica della ſua madre
carnale . Sendo dunque finiti gli tre anni , in
fermandoſi quella vecchia (la quale per haucra
gli con parole ingiurioſe minacciato , ſempre
haueua hauuco in ſoſpetto che non gli haueffe
fatto tal maleficio )occorſo che lo mandò à di
mandare , che egli la veniſſe à confeſſare ; & il
facerdote con colera riſpondendo al meſſo di
ceua ;digli che fi confeſsi al Diauolo ſuo mae
Itro ;nondimeno a prieghi di ſua madre,ſoſten
cato fra le braccia didui contadini, andò a ca..
fa di qnella; & ſedendo a capo del letto nel qua
le
316 DELL'ARTE ESSOR C.
le ftaua quella maledetta Stiegla , quei con
tadini ſtando di fuori appreffo d'unafineſtra ,
aſcoltauano s'ella fi cófefiaffo d'hauer fatto tal
maleficio aldetto Picuano ; & non facendo el
la mencione nella confeſsione dital maleficio ,
nondimeno dopo la confeſsionegli diffe . Sai
tu ò Paff (che così in lingua loro ti chiamauail
Prete) chi ſia ſtatoquello , che ci habbimalefi
ciato ? Ermentre che con luſinghe gli riſpondea
di non ſaperlo; ſoggions'ella . Tum’hai hauu
to ſoſpetto, & non fenżacauſa. Voglio che ſap
pi ch'io ſon ſtata quella , che c'ho acconcio in
tal guiſa per lacauſa detta di ſopra. Et mentre
Maga che cheegli la pregaua chegli rendeſſe la ſanità,
predice la diſs'ella. Ecco che s'approſsima il tépo ftatuito
ſua morte. & mi couiene morire ;ma farò in talmodo,che
fra pochi giorni dopo la mia morte ſarai fana
to , & così auenne;perche giuſto il termi.
ne ftatuitogli dal demonio ſimori;
& frá lo ſpatio di trenta giore
ni , voa notce ſi ritrouò
totalmente effere
fanato .

che
" LIBRO SECONDO 317
Che il maleficio ſia coſa volontaria , & non fatale;
che venghi dagli influſsi celesti, come hanno detto
alcuni ; oue ſi tratta diffuſamente del Fan
10 ; & della ſua virtù , & polan
* 34. Cap. V.
N CORCH Eper le divine lettere , & of
&
ri ſia coſa chiariſsim a, che l'huomo è Huomo èlie
libero nelſuo operare, cosìcreato dalladiuinil beroniel
operare.
ſuo
fimamano di Dio;& che tutto il bene , ò male
ch'egli opera venghi principalmente dalla pro
pria volontà ,ancorche nel bene fia aiutato dal
la diuina gratia,ſenza della quale niente di bug
: no può meritoriamente oprare ; non ſono però
mancatihuominiſceleratiſsimi , c'hanno volų
- co affermare percinacemente ; che i maleficij na Maleficio
ſcono in queſto mondo dall'influencio delle ſtel- naſcere dal
le, pianeti, & corpi celeſti, leuando perciò la li dele influenz
icorpice
e
berta alle creature ragioneuoli; & con certe ſue
lefli hanno
fitrionicoprendo la loro maluagita , con il vo- detto alcu
lere attribuire la colpa delle loro ſcelerate ope- mi,
rationi , & misfatti al Fato , qual fingono che
ſia vna ſpecie di demoni , che da altri è chiama
ta Parche ; che altro non ſono che certe femi
Parche, che
oc, le qnali danno il ſpirito alla creatura noua
mente nata ; delle quali parla Seneca nella pri cofafiano.
ma Tragedia , Choro primo ; la proprieta , &
na
318 DELL'ARTE ESSOR C.
natura delle quali più di ſotto nel preſente ca.
po ſi trattaranno, benche incidentalmente.Ma
in vero quelli che tengono queſta opinione ſo
no in grand'errore;contra de i qualidice Ago
Itino ſanto nel iij. ſermone ſopra S. Giouanni.
Quelli che credono, & perfuadono alli altri il
Parchenon credere queſto Fato, cioè cheſiano femine,ouc
e vita bw . rodec che diſpõghino lo vite humane,diuengo
NANA 。 no pazzi ne i cuori loro. Percioche dice il mede
fimo fanto nel v. libro della Citta' di Dio , cap .
viij. Se queſto nome di Faco con verità fi tro
ua , non ſi può veritcuolmente attribuire ad al
tro , che alvolere di quel ſommo , & vero Dio, il
qual veramcatc vede, & conoſce tutte le coſe 2
uanti che ſiano ; la cui prouidenza è quella che
regge , & gouerna il cutto , con il mezo però
delle ſeconde caufe , l'ordine delle quali pen
de da Dio ; & da molti viene chiamato Fato.
Ma per maggior chiarezza di queſto preſen
te capo hai da ootare , ſocondo ſanc'agofti.
Fato inteſo è no nel v, libro della Citta' di Dio, che altrimen
wariamente
da'ſapienti, te parlando di queſto Fato i Poeti,Filoſofi,Scoi
ci, & Aſtronomi; & altrimente i lacri Thcologi.
Percioche i Poeti hāno detto , che Fato ſono tre
forelle chiamate da loro ( come diſopra )Pará
che , le quali hanno il nomecontrario a i farci;
poichc no perdonano a perſona veruna; gli par
ticolari nomi loro ſono Cloto,Lacheſis, & Al
tropos,
LIBRO SECONDO. " 319
tropos : la prima de le quali ( dicono coſtoro ) Perchesche
porta la rocca da filare il filo di noſtra vita , la coſa oprino
ſeconda lo fila , & la terza lo taglia ; vogliono intorno alla
vita hama
dire più chiaramenteche la prima ci rappreſen na.
ca le coſe c'hanno à venirc , la foconda ce le fa
preſenti , & la terza le diſpenſa nel tempo c'ha
da venire; di maniera che la prima da la vita al
le coſe , la ſeconda la và conſeruando , & la ter
za lo tronca. Ec è talmente creſciuta queſta fit
tione nella mente di molti, ch'alauoi hanno af Parzia a
alcuni MO
fermato , che gfte Dee ſogliono apparere à gli dernie
huomini, dandogli riſpoſte , & promeſſe infalli
bili ; le quali coſe pereſſere tutte fictioni Pocci
che, non comportano, che ſe gli ſpendi intorno
nè tempo ,nè fatica, & perciò laſciando da can
to queſte fictioni, voglio chevediamo che coſa
fia queſto Fato apprelo de i Filoſofi.Fato adun
que ſecondo coſtoro) altro nun è, che vn'ordi- Fatto, che
ne,ouero diſpoſitione delle ſeconde cauſc ,cioè docoſafa feco
alcuni
delle ſtelle,pianeti,& influſsi de cieli, ſotto de i Filoſofi.
qualıè conceputo ,& naſce qualunque di noi,il
quale determina,regola,& neceſsita' cutti glief
fetti inferiori buoni,ò rei che prouégono da gli
huomini. Così lo diffiniſco Tolomeo, Seneca ,
Democrito, Epicuro, & Criſippo Stoico, i qua Effettiche
li tucci inſieme attribuiſcono alFato tutti gli ef- s'attrib
cono al uito
tecci naturali, & volontarij ; tutte l'inclinacioni
vitij, ò virtù; cutte lepaſsioni degl'animi; tutte
le
320 DELL'ARTE ESSORC.

le concupiſcenze, & deſideri; tutte le coſe di for


tuna c'hảno a venire, ſiano buone, ò cacciue; cúc
te le cogitationi, & tétationidegli huomini. Et
affermano alcuni di coſtoro ,chetutte queſte co
ſe ſono neceffariaméte ordinate , & immobilmé
te prouengono da queſto Fatto , ſenza il volere
di Dio, & degli huomini , di maniera che nivoa
di queſte coſe è in noſtra libertà . Et prouano
coſtoro queſto ſuo errore con ragioni, & auto
Fato è cayo rita , la prima delle quali è queſta. Poſta la cau
Sa fufficiéte ſa ſufficiente, neceſſariamente ne ſegue l'effec
de glieffetti to; il Fato, & l'ordine delle ſeconde caule è ſuf
inferioriſ? ficiente cauſa di cutii gli effetti volontarij , & pa
codo alcuni.
turali qua da baffo; adunque tutte le coſe necel
ſariamente naſcono , & prouengono dal Faco.
Prouano la minore con l'autorità di Boetio , il
qual nel iiij. libro de conſolationc dice : L'ordi
ne del Fato muoue il cielo , & le ſtelle ; compra
gli elementi l'vno con l'altro ; & poco più da bar
lo ſoggionge; Gli atti poi humani, & le loro for
tunc con vno indiſſolubile legame delle cauſe le
ga ; & più oltra dice cgli; Noi non potiamo mu- .
tare i Fati,pche ſono duri, & ineſorabili. Addu
cono parimente l'autorita di Tolomeo , qual par
lando a queſto propoſito neliij. del ſuo quadri
partito dice; I corpi celeſti sforzano l'huomo a
peccare, & à far bene. Aflegnano parimence al
trc ragioni,autorita, & eflempi per le quali con
chiu
LIBRO SECONDO, 321
Et chiudono,che tutte le coſe ſono ſottopfte, & rec
te dal Fato, & cheniuno può fuggire l'influenza Prefontione
di queſto Fato . Et di qui naſce ch’alcuniAltro- d'alcúi huo
logi lipógow a giudicare delle coſe c'hanno à mini nelgius
veoire a' glihuomini, come ſaria il pdirela mor dicare..
M
ce, ò lóga vita dei Rè, & Prencipi; della pace,ò
guerra do popoli;delle ricchezze,ò pouerca de
gli huomini; della fecondita , ò fterilita delle do
nc ,animali,ouero del raccolto; delle dignita ,&
honori de' prelati; delle quali alcuna volta pre
dicono la verita. Le quali tutte coſeperche ſo
no dannoſc alſtato humano canto ſpiritouale, Coſe dinose
quanto corporale, & tomporäle, perciò fàbilo man
al ftashu
o "pone
gno con ragioni moſtrare la falſità di così per- queſta opas
uerſa , & peftifera doctrina. Il primo errore a- nione.
dunque di coſtoro è , che il Fato neceſsita tutti
gli effetti poſti ſotto la luna, leuando in turto , &
per cucco la prouidenza di Dio ; coprendo que
sto loro errore con l'autorita' di S. Agoſtino nel Fato difini
sodas.ago
· v.libro della Circa di Dio,il quale dice,che'l fa jtimi
to è un cert'ordine, & diſpolitione delle fecode
cauſe per produrre gli effetti in queſtecoſe ġe
nerabili, & corrottibili, ſenza la volóca di Dio ,
& de glihuo nini .Queſta doctrina li proua el
fere fålliſsima con ragione , & autorità . La ra
gione è queſta . Perche è coſa impoſsibile, che
quelle coſe, che non conoſcono il fine , oprino comfcered
per quelfinc, & ordinatamenteХperuenghino à fognailfine
quel :
322. DELL'ARTE ESSOR C.

a chi vuole quello ſe no ſono regolare, & moſse da chi hab


peruenire
bi cognitione di tal fine ; tutte le coſe naturali,
quelloo;
le ſtelle , & pianeci oprano à qualche fine , fi
mouono , & conſeguiſcono il fine , ancorche no
lo conoſchino ;adunque biſogna che tutte le lo
ro operationi siano ordinate , & regolate da
vn'altro agente ; & queſto ſarà quello che noi
chiamiamo prouidenza diuina ;di cui dice il Sa
piente ,parlando a Dio. La tua prouidenza ,ò pa
dre,dalprincipio gouerna ogni coſa ; & in altro
luogo dice il medeſimo. La tua prouidenza ab
Prowidenza braccia da vo fine all'altro fortemente , diſpone
di Dio gou er
na ogni com do il tutto ſoaueméte ; & più da baffo ſoggiõge.
Non è altro Dio che tu, c'hai cura di tutte le co
ſe. Et il doctiſsimo Agoſt.ncl iij. libro della Tri
sita , cap.iij. dice,Niente è fatto viſibilmen
ce in queſto mo.ro, che non venghi coman
Ogni coſa dato ,ò permeſlo da quel ſommo, inuiſibile, &
viene da
Dio. incomprenſibile Imperatore , quale ſecon
do l'ineffabilo giuſtitia fua da i premij, ò poc ,
gratie, ò retributioni. Dalle quali ragioni, & au
torita ſi conoſce la falfita di queſto loro primo
errore. Il ſecondo errore è,che tuttequelle co
ſe che ſono ſoggette al Fato ,neceffariamente
auengono. Queſto parimente è falſo , & fi proua
primicraméte quáto alle coſe humani; percio
Atsi huma che gli atti humani non ſono ſoggetti all'accio
mi non ſono ni deicieli,talmentechel'actioni dei corpi ce
lefti
LIBRO SECONDO. 323
3 lefti non poſsino eſſere impedite dall'attioni vo soggetti ei.
lontaric son ſolamente ne gli huomini, ma an- l'astionidei
co nelle altre coſe oue li ettendono l'operacioni cielio
de gli huomini. Oltra di queſto fi proua la falti
tà di queſta conclufione ; percioche ſono certe
cauſe che ſono ordinate a'i loro efferri nó neceſ
fariamére;na al più delle volce; le quali alle vol
te mancana in qualche picciola parte per man
caméto d'alcuno principio; come peſſempio fa
ria quãdo la natura,pdocelle qualche moſtro; Moffro in
il quale ſecondo il Filoſofo ècaſo fortuito. Et natura èca
nel libro de fomno, & vigilia dice il medeſimo, fofortuito
chei corpi celeſti non sépre producono gli luoi
effetti inqueſte coſe inferiori inanimate, & que
Ito per le contrarie diſpoſitioni ch'impediſco
no ;percioche (dice egli) Ipeſſe volte apparono
• ſegni di pioggia , & venti ,lequali nondimeno Effetti che
poi non vengono per le contrarie diſpoſitioni naceffaria--
più forti. Segue adunque da quanto habbiamo mente non
detto che ne quanto alle effecci volontarij , ne awengono .
quanto a glinaturali che ſono ſoggetti diretta
mente al Fato , neceſſariamente tutre le coſe
auengono . Poi ſidimoſtra queita doctrina
efferc erronea per gli inconuenicnci grandi che
oc ſeguono;percioche lc, foſſe vero che il Fa
co poneſſe neceſsita,ſeguirebbe che Mosè ha
uello detto il falſo ,quandoparlando delle itelle
fabricate nel quarto giorno,diſſe. Vidde Iddio
X 2 cho
324 DELL'ARTE ESSOR C.
che queſto era buono ,cioè il reggimento d'effo
Vitiofi non ſtelle ; perche ſe dal fato , & dalle ſtelle queſto
fano gl hwo fofle ladro, queſt'altro auaro, quello luſfurioſo,
mini
k.
depelo & quell'altro vbriaco, queſto non ſaria buono ,
ma coſa peſsima.Più oltra. Se il corſo deicieli,
& delle ſtelle faceſſe quelto , non aiutariano gli
huomini illuminando la terra , per giungere al
debito finc,mada quello gli diſtorriano.Segui
taria anco , che il Signor Dio ,cheha datotal
Inconuenien potefta , & influéza a ipianeti, haurebbe dato
si grandifsi grand'occaſione agli huomini di leuarſi, & ab
michenaſco
so da queſte
bádonare quelle coſe chela fede noſtra ci pro
opinions. pone di credere; & che no ſarebbe alcuno pec
cato nel mondo; poiche il Fato (ſecondo coſto
ro) leua'la liberta della volonta, con la quale li
cómettono tutti i peccati.Seguirebbe ch’ Iddio
ſaria contrario a ſe medeſimo , poiche eglico
manda il bene,& sforza al male; & che gli huo
mini ingiuſtamente ſariano puniti; poſciache
niuno pecca in Glle coſe che egli non può fuggi
re; & che séza giuſtitia i buoni verriano premia
ti;poſciache la volóra è cauſa de i meriti Segui
rebbe che dei fatti de gli huomini niuno giudi
cio fi laſciaria a Dio ,& che la Theologia,le Ar
ti, la Filoſofia morale, & la Medicinafarebbo
Pruffatorse no ſcienze fruſtatoric . Che biſogna inſegnare
Sono le.Scien ſcriucre, perſuadere, ne medicare, ſe tucco le co
<a, etproui- fe pendono dalla neceſsità del Fico ? Er fe cut
CO LIBRO SECONDO . 325

te le coſe nell'huomo ſono gouernate dal Fa- denza huna


to , non ſara cofa degna di laude nell'huomo , na ſecondo
,
ne di biaſmo ; poiche niunomerica laude, o queſta opinia
EM biaſmo nelle coſe che procedono dalla natura .
Segue che non è neceſſario.conſigliarſi ; poi
pi , che in quelle coſe che non poſſono aucoirealtri
Cöfigliari
menti , è ſuperfluo ogni conſiglio ; perche niue non é necesja
no farà tanto pazzo , che ſi conſegli che il ſole rio ſecondo
E queſta ſera non tramonti; ò che domattina non sofforo.
fi leui;poſciache poſto ogni ſorte di conſeglio ,
non è in arbitrio , & poceſta noftra il fare che
24 queſta ſera il ſole tramonti , ò nò , & domateina
non fi leui . Non ſara parimente biſogno di co
60 battere contra i vitij , anzi ſara vano tal combat
ad cimento, ma biſognara aſpettare oue il Fato ci
conduchi, al quale l'huomo non può fare refi- Fruftasorie
fari ano l'or
ſtenza ſendogli(come dicono coſtoro ) ſogget fortazioni,
ti. Adunque fara fruſtatorio perſuadere l'huo
mo al bene, & ritrarlo dal male ;' & ſarà vano il
decto del ſalmo, che ſi comanda che ſi leuiamo
dalmale , & facciamo bone . Hora qual fara
quello che perſuadera di far quello che non è
in ſuaporeta ? Chi ſara' chi voglia perſuadere
ad alcuno che diſtrugga , ò peruerti l'ordine de Fato diffring
cieli? Etſe gli huomini ſono
ſoggecti al Faco,nó geogma bega
ſarà neceſſaria legge alcuna. Percho mrè coma g “.
daca la pace,ſe il Fato mi conftringe alla guer ,
ra ? Ingiuſtamcąte mie interdetto il robbare,
X 3 fe
326. DELL'ARTE ESSOR C.
ſe il fatto mi sforza a quello. E ſefideue impu
tare ad alcuno il bene, ò male s'attribuirà al Fa
to,ilqual sforza l'huomoal bene,ouero al ma
Astribuiſce le.Poi ſendo il Fato ( ſecodo Priſcilliano ).vn cer
imali a Dio
questa opre
to ordine delle ftelle , & pianeti in cauſare, &
nione . influire qua' da baſſo, il qual'ordine ſia da Dio
ordioaro , & da eſſo dato a quelle ſtelle , ſeguo
che queſti mali che fà l'huomo faráno attribui
tià Dio,il qual talmére ha ordinaco quoſto Fa
tolche sforza gli huomini a far male ; il che cal
mente è coſa empia da dire,che l'orecchie non
poſſono aſcoltare,che Dio ſij principal autore
de'noſtri vitij.E ſe queſta lorodottrina è vera ,
Schernile perche permettono che gli agricoltori lavori
quella opie noi căpi, & non aſpeccino gli frutti ſenzaaltro
wione. lauorare da queſto loro priuilegiato , & neceſſa
rio Fato ,cmpiendo i loro granari di quantogli
porgera il Fato con quella ſua neceſsita;poicha
cglino ſono nati per eſſere facti ricchi in queſto
mondo ? Perche fi pongono i mercanti a tanti
pericoli delmare per arricchirſi co le loro mer
cātie,ſe con il loro Fato poſſono arricchirſi ſtā
do nelle loro caſe,& patric?Et perche gli huo
mini pongono tanta ſollecitudine nell'acquiſta
re robba, ò virtù , ſe queſto hanno da loro fa
tal deſtino , poiche tutte queſte coſe non s'ac
quiſtano (ſecodo coſtoro )per volontà, ma per
che ſono date da ilor Fati.Ouce vna certa ne
cel
LIBRO SECONDO: 327

ceſsita , iui è vna dishonorata induſtria ,anzi paz Dishonore


za ſollecitudine, dice S. Ambruogio nel ſuo Er- sa induria
è doue ſe tro
ſamtrone. Queſti incóuenionci,& alori aſſai che WA una cere
fi potriano addurre ,quali per breuita' fi laſcia- saneceſsitado
no, ſono tanto aperci che non fa biſogno ſpen
dere più tempo,ne fatica per dimoſtrargli.ci
baſtara che noi aſcoltiamo la ſanta catholica ,
& Romana Chieſa, la quale cerminādo queſto
ü articolo nel primo côcilio Braccarenſe, al capo Cenfura del
viij. dei ſuoi decreti dice. Chi credera , che l'a la sāra Chie
hu nime , & corpi humani fiano coſtretti da i ſe- ja Casholi .
gni Fatali ,come dicono i Pagani, & Priſcilliano ca.
lia (comunicato . Et S. Leone Papa primo in vna
Epiſtola che egli ſcriue ad Aſtoricenſe Veſco
uo , la quale è la lxxj.diće. L'vndecima Biaſte
ma de'Priſcillianiſti , & ſuoi ſeguaci,è che credo
no che l'anime, & corpi humani Gano coſtret
ti dalle ſtelle ; per la qual pazzia ſono coſtretti
( inuiluppati ia cucci gli errori de'Pagani) adora
1 re gli pianeti che gli ſono fauoreuoli , & quelli
che gli ſono contrarij placare. Ma niuno di que
ſti che ſeguono queſti errori hanno luogo nella
fanca Cacholica Chieſa ( dice queſto ſanto )per
che colui che ſi è dato a queſte perſuaſioni,to
talmente fi è ſcoltato , & affentato dal miſtico
corpo di Chriſto.Non è adunque veroche que Faso non na
cefs ita lloso
ſto Fato ci poſsi neceſsitare nelle noſtre opera
tioni,comebeſtémia Priſcilliano hececico infie
X 4
328 DELL'ARTE ESSORC.
me con i pagani.Ne ci laſcia mentire Damalce
no nelij.delle ſentenze, il qual parlando à quo
Ito propoſito dice. Non è vero che i corpi cele
fti ſiano caufa dei noſtri atci , ma si come noi
ſiamo fatti liberi dal Creatore ,così reftiamo Si
gnori dei noſtri atti.Et S.Gregorio dice.Stia ló
tano da glicuori dei fideli il dire,ò credere al
cuna coſa del Faco, f.che quel ſolo creatore am
miniſtra la vita de gli huomini che l'ha creata.
Et Tolomeo nel ſuo Almageſto dice che l'huo
Giudicio mo ſapiéte dominarà alle ſtelle.L'eſsépio n'hab
d'uno Aftro biamo d'vn' Aftrologo, il qual vedendo Plato
logo conrra ne,logiudicò dedito al vitio contra natura. Al
Platone. qual riſpoſe egli. Io hò vinto l'inclinationede
pianeti có la ſapienza. Percheipianeti nó fan
no gli huominiladri,ouero adulceri,ma fi bene
dimoſtrano le loro inclinationi,le quali poſſo
no ſuperarſi da gli huomini mediante laliber
tâ humana datagli daDio . Ma perche molti
Sanci dottori neiloro ſcritti hanno poſto que
ſto nome di Fato ,perciò fabiſogno wedero co
me l'intendono, accioche dai loro detti il be
nigno, & chriſtiano lettore non pigli qualche
ſiniſtra opinione.Fato adunque, ſecondo facto
Bonauentura nel ij. alla diſtincione xiiij. que..
Fato diffini- ftioneylcima, &altri facri Thcologi, alçronon
todeiTheu
logi.
è,che vna diſpoſitione che vien porta nelle coſe
mobili,la quale la divina prouidenza aggionge
10
LIBRO SECONDO 329
intutti gli ordini fuos;ouero è vn'ordine delle
fecode cauſe nel produrre glieffecti loro in quc
Ite coſe inferiori,ſecondo la dipendenza c'han
no da Dio. Queſto ordine fi puo conſiderare in
dui modi,cioè in quãto che gli è vnito nellamé
tc di Dio che l'ordina, & diuide tutte le coſe ſe
condo i tempi,modi,luoghi, forme, & moti; &
così cófiderato il Fato altro non è,che la volon
ta',quero prouidéza diuina, In altro modo è có
fiderata queſta ordinatione ,cioè in qnanco che
nei tempi conuenienti col mezo delle cauſe le
code èordinata da Dio a produrre iproprij ef
fetti,ſecondo la dependenza c'hanno da Dio,ec
Volonra da
à queſto modoèchiamata da ſacri Theologi Dioli chia.
Fato .E adunque cauſalmente la volóta di Dio ma Falo .
chiamata Fato ,maquella diſpoſitione delle ſe
conde cauſeagliefferti loro, qualedepende da
44
Dio ſi può chiamare Fato effentialmente , Et è
tanto a dire Fato (ſecondo i Theologi)quanto
effecto della diuina prouidenza preordinato,ſe
condo S. Thomaſo nel iij.libro contra gentili,
cap.lxxxxiij. & nelprimodelle ſentenze alla di
Mincione xxxviij.dice;che Iddio con la ſua pro Parls Die
uidenzaparla per il Fato, come l'huomo iſpri per meze
cal mei concetti del cuore con le parolc ; & sico- del Faso
. me l'artefice manifeſta la coſa che prima hauc
ua cóceputa nella méte co l'opera , & cffecco em
fteriore ;così Iddio con la ſua providenza ſem
pli
330 DELL'ARTE ESSORC :
!
plicemente diſpone quelle coſe che s'hāno a fa* 1
re , & per il Fato ei in molti modi temporalmea
te le amminiſtra.Di qua ſi può vedere qualifia
cafefosgeto no quello coſe che ſono ſoggette al Fato, & qua
s ab Fato
wali fsano. linò,percheſolamente quelle coſe ſono ſogger
çe al Fato, che ſono ſoggette alle ſeconde cau
fe.Se poi ſono alcune coſc, le quali ſiano imme
diatamente ſoggette, & fatte da Dio; conciofia
coſe che non cho nó ſiano ſoggette alle cauſe ſeconde , quem
ono soggero fte parimente non ſaranno ſoggette al Faco.co
sal Fato .
me ſono gli Angeli ,i corpi celeſti, il cempo , la
materia deiquattro elementi;fla glorificatione
delle ſoſtanze ſeparate, cioè fpirituali , la giu
ſtificatione dei peccatori , & l'anime che ſono
create da Dio;le quali cucce immcdiataméte ſo
no create da Dio ;nè altrimente poſſono cflere
prodotce;quefte dico non ſono ſoggette al Fa
to; perche quelle coſe che ſono fatte da quella
potenza ſuperiore, nó fono mutate dalle porca
tie inferiori. Per queſto dice Boetio ,che quelle
coſe che ſono propinque alla prima diuinita ,lo
no calmente fifle, & ftabili, che eccedono l'ordi
ne della mobiltà. Ma quelle coſe che ſono lóra
ne dalla prima cauſa , tanto più ſono ſoggetcea
i legami del Fato , & canio più ſono mobili,quá
to più s'allontanano dalla prima cauſa . Quelle
coſe adunque che ſono fatte da Dio ,folamētc
qulo ſono ſoggettc .Glialtri effetti poi particola
LIBRO SECONDO . 331

ri, & naturali ſono ſoggetti al moco degli ele


menci , de i corpi celefti , & al moto del primo
mobile, & finalınéte alla prouidenza del primo
Mócore, dal qual ogni coſa riceue ogni lụa fta
bilica ,ſenza la quale niente può conſeruarſi nel Fato da cota
ed spprio ſuo eſſere.Diqua fi caua come noi Chri tholici comc
ſtiani poſsiamo cócedere l'eſsiſtenza del Fato; fe conceda.
percioche ſe ſi piglia queſto nome di Fato per
2,0 la diſpoſitione delle ſtelle , & pianeti, nella quam
le l'huomo è conceputo , oucro naſce , la qual

130 produce neceſſariamente tutti gli effetti inferio


ri ſenza il cócorſo della diuina , & humana volo
ica
ta, ſenza dubbio veruna dobbiamo negarlo in
,
he ſieme co S.Gregorio. Ma ſe fi piglia per la di
amer { poſitione delle ſeconde cauſe, & ordine degli
atti humani,riferédo al cutto in Dio, & alla ſua
700
e ali prouidenza ,come ordinata da quello , all’hora Doctori fara
ſara' lecito di concedercil Faro ; ancorche i fan- ti perche ab
daca
ti dottori non habbino voluto vſare queſto no horriſchino
quefto frome
me, per riſpetto di quelli che lo pigliauano ma Faso.
checo
lamente ; perciò diceua il dotiſsimo Agoſtino
unit
nel v, libro della Citca di Dio ,cap.primo. Se al
onol
cuno vuole attribuire al Fato queſte coſe huma
fonai
ni,chiamando la diuina volóra , & potefta forco
ogg କ nome di Faco , cenghi la ſentenza ,ma correga la
Difference
uobila lingua . E adunque gran differenza trala provi srala priamo
fa. denza , & il Fato:perchela diſpofitione delle co denza.com it
FASO
Colah se che s'hanno a produrre, gouernare , & con
ipar fer
332. DELL'ARTE ESSOR C.

Seruare ,nell'intelletto , & mente diuina fichia


ma prouidenza .Quella iſteffa difpofitione poi
nelle cauſe mezane ordinate da Dio alla pdut
tionc d'alcuni effetti, & cfplicata ne i tempi con
uenienti,è chiamata Fato ,Sono parimente dif
Cofa neceffam
rieset contin ferenti; perciochetanco le coſe neceffarie, quan
gěti fona fog to le contingenti ſono ſoggette alla diuina pro
gette alle di uidenza,anzi l'iſteſſo Fato'gli è soggetto ;ma al
una promí Faro ſono ſoggette ſolamento le coſe mobili.Ci
Senz 4 .
è vn'altradifferenza;perche la diuina prouiden
za ſendo dall'iſteſſa ragione , & dal ſommo Pré
cipe di tutte le coſe conſtituita , ſolamente firi
truoua in Dio; ma il Fato è nelle ſeconde cauſe.
Vn'altra differenza ſi ritruoua; perche le coſe
che ſono in Dio per modo di prouidenza, fono
jui vnite, & identificate con eſto;ma quelle che
ſono ſoggette al Fato ſono diſunite, di maniera
che per queſto ſichiamano diuerfi Fati; perciò
diccua vn poeta ;Glicuoi facicicirano. Sono fie
nalmente differenti;perche la diuina prouiden
Diuina pro- za fi chiama Fato cauſalméte, in quâto che l'or
sidenza co. dine Fatale deſcende, & pende dall'ordine del
mefichiami
FAfg . la diuina prouidéza ;ma quella diſpofitióe del.
le ſeconde cruſcio ſe ſteſſa fi chiama Fato effen
cialmente; di anco perche la diuina prouidenza
è immobile ; & ſempre ſtabile,che da a cutte le
coſe ilmoto ;mail Faro ritrouandofi pelle coſe
mobili,è anco lui mobile.Da quáro habbiamo
gecto
LIBRO SECONDO . 333

detto di ſopra è chiaro , & manifeſto , che no tur


ce le coſe ſono ſoggette al Fato , & in particola- Tutte le co
re parlādo de gli atti humani,&volontari; per- soggette med
Jd
cioche la diuina prouidéza ha di maniera ordi- ' Fidto .
OM .
nato glta machina mondiale , chefa che le coſe
ed
più ignobili ſiano rette , & gouernate dalle più
ngu
nobili , & le coſe infimo dalle ſuperiori,comedi
ce il doctiſsimo Agoſtino nel iij. della Trinità .
mal
Nell'huomo poi due coſe principali ſi ritroua Pue coſe
no , l'anima, & il corpo, il quale per eſſere al pre principali
ſente paſsibile, & mortale , è inferiore a i corpi ſono neilo
huomo .
celetti , & perciò è ſoggetto a qlli , i quali opra
no ne i corpi humani (ccodo quella virtù, & có
pleſsione, ſotto la quale ſono formati. L'anima
poi , perche è aſſomigliata à Dio ſendo l'vno, &
l'altro ſpirito , & l'effetto è táto più nobile , quàm
co s'aſſomiglia alla cauſa , perciò direttamente
non è ſoggetta a'icieli, & pianeti ſendo ella più Anima obno
nobile di quelli,
& conſeguentemente non ſara' soggetta a
buona, ò cattiua per cauſa del Fato, nè de icie cielo,espies
neti ,
li, & pianeti, ma per propria volonca . Poi ciè
vn'altra ragione ; percioche ogni volta che ſo
no dui motori che fanno qualche moto in vna
ifteſa coſa , ſe vno di queſti fara più nobile , &
potente dell'altro , & che più s'appropinqui alla
coſa moſſa, larà anco più efficace ad imprimc
re l'effetto; il corpo noftro è ſoggetto alli corpi
colefti, & all'anima rationale, la quale è più no
bile,
334 DELL'ARTE ESSORC .

bile,& potente di eſſo cielo , come habbiamo


detto di ſopra;adúque ſarà più efficace nell'im
primere in eſſo corpo le ſue operacioni , ſendo
fra, & per . congionta con eſto che non ſono i cieli ; & per
surbasione ciò le Marte, per eficmpio , moue il corpo alla
oue nafcho
perturbatione, & ira ,mouendo , & perturbādo
il ſangue,nódimeno potra' più l'anima ordina
ta cô la teperaza luain efo corpo, quierado il
sāgue,doue ne potrà riportar allegrezza , & má
ſuccudine. Tacciano adunque dice S. Ambruo
gio )gli aſtronomi col tanto loro ragionare di
quelto Fato , & fappino ,che il ſole non è auto
re delle coſe che naſcono , ma ſolo Iddio con la
clemenza ſua ,ilquale per ſua piera fà naſcerei
Sole non ciè frutei,E buono il ſole( dice queſto sáto ) qual ci
dato perSi è dato in aiuto,ma nõ gia per Signore;buoro è
gnore.
il ſole, qual'aiuta. la natura a produrre i fruc
ci,ma nó gia è Creatore di quelli;ei produce gli
effetti sì di natura ,ma no come autore di quel
li.Queſte, & altre ragioni dimoſtrano, che qſto
Fato no può sforzare l'huomo,come hanno be
ſtémiaco
alcuni Poeti , Pagani, & Heretici.Hora ·
Corpi celefti fà biſogno riſpondere alle loro ragioni, & auto
come ſiano rita . Alla prima loro ragione ſi riſponde, chei
canle dello corpi celeſti ſono cauſa de gli effetti inferiori,
particola
riori, infé- con l'aiuto però , & mezo delle cauſe
effetti
ri inferiori, le quali come habbiamo detto di ſo
pra,potlono mancare in qualche parte .All'au
to .
LIBRO SECONDO .
335
torità di Boetio dico ch'egli intende, che il tnt
to ſia fatto dalla prouidenza di Dio colmezo
delle cauſe ſeconde, quali da Boetio ſono chia
mare locco nome di Fato. A quella autorira di
ſanto Agoſtino dico ,ch'egli non parla di pro
pria mente ; ma fecondo l'opinione de i Scoi
ci,quale recita iui . All'autorità di Tolomeo ,
& altri Filoſofi dico ,che ſe pigliano il Fato per
quella vnione , & legame delle cauſe fezonde,
eſcludendo la diuina prouidenza , ſi debbono
negare ; perche le ſeconde cauſe non opri .
no ſe non in virtù della prima. E per porre fine Autorita
à quelta materia dico , che tutte l'autorita'che che dimoſtra
dimoſtrano la neceſsità del Fato , che ponghi no delneceſ
ra la Farosi,
in noi habiti , & conſuetudini corporali , tutte come s'inten
fi deuono intendere quanto all'inclinatione ; dine .
percioche cucci i pianoti inchinano , ma niuno
può sforzare gli huomini al bene,oyero al ma
ic.Et s'alcuno adducefſeeſsépi di quelli che co
noſcédo i proprij figliuoli douere morire di ma
la morte , & ponédo in ciò ogni induſtria pche Aftrologo
cuitaſſero tal morte, nó gli hāno potuto aiuta- nella Città
re in fimilicafi.Come ſinarra'd'un grā legiſta, di Bologna.
c Aſtrologo della Città di Bologna,il qual pue
dédo ch’un ſuo figliuolo doueua eſſere impicca
0 , & volēdo ſoccorrere, & rimediare a qſto ca
ſo , le fece pigliare gli ordini ſacri, & lo fece am
maeſtrare , & imparare lettere, & aloré virtù.Ma
con
E
'ART RC
336 DELL ESSO :

con tutto ciò egli non potè cuitare quelto ſuo


facal deſtino ; percioche eſſendo egli mandato
da i Signori Bologneſi ambaſciatore ä Papa
Martino per comporre la pace fra di loro, ci fe
ce ogni coſa alla riuerſa in rouina della propria
patria ; ' di maniera che per il proprio intereſſe
tradila patria alPontefice . Il cho intendendo
quei Signori dopo il ſuo ricorno , vna notte lo
fecero impiccare. La mattina ſeguente veden
dolo il padre così impiccato , piangendo dice
ua . Ohime figliuolo mio , tu non hai potuto ſu
perare , ne vincere il tuo infeliciſsimo deſtino
ne con l'aiuto delle lettere , ne con gli miſterij ,
Deſiderij so
fiyerino có & ordini Ecclefialtici. Se gli riſponde, che co
ha ragione. lui'noa potè vincerc queldeſtino , ò Fato ; per
che con ragione non volfa roprimere la paſsio
ac, & digiderio incenGiſsimo che egli haueua di
regnare , il qual deſiderio poteua egli ſaperare
con la ragione, & liberta del libero arbitrio .
Non è adunque vero, che i maleficij fiano pro
dotti dall'influenze delle ſtelle , cieli, & piane
i ti, come hanno voluto dire coſtoro , ma naſco
no dalla volonta noftra , colmezo però dell'i
ſtigationi diaboliche , & con l'aiuto d'eflo de
monio , il quale per rouinare l'honorc diuino ,
& precipitare il genere humano nella danna
tione eterna , opera col malefico ogni forte di
( celerita .
Per
LIBRO SCENODO , 337
Pershe caufa glidemoni vſino, adoprino il miniſte
rodi queſtefcelerati buomini, & donne,per
fare suttigliſeguenti mali .
i Cap. VI..
Er dichiaratione di queſto preſente. Forze della
notare , ſecondo ilſerafico sentatione
Pe capo
capoèè dadanotar e
dottore S. Bonaucotura nel ij. delle diabolica.
ſencenze, alla diſtinzione xxviij.parteij.qitione
ij.che cãto è la forza della céracionc diabolica ,
chel'huomo nó gli può far reſiſtēza,ſenza l'aiu
to della diuina gratia;non già perche ei fia sfoc
zato à peccare dal diauolo , & queſto per la po
celta del libero arbitrio che tiene , «anco pla
gratia della paſsione di Chriſto Giesù;ma per-:
che alcuna volta è tanta l'inclinatione dell'hyo
mo al mate,& alpeccato , che ſe non haueſſe chi
l'aiucaffe, & foftentalle,colmoco della ſua volo
tà , alcuna volta ſaria come sforzato à carcare
nel peccato .Ec neliij.lib.alla diſtincione xviiij. Diavolose
queſtione iij.dice che non è coſa che più tema , megrande
& grādemére abhorriſca il diavolo ,che il legno menteil fe
della Croce, & la memoria della paſsionedino gno della
croce .
kro Signore Chriſto Giesù ,& la ragione è que
(ta . Perche quanti l'auenimento , & paſsione di
Ehrifto , il diauolo haueua vna mirabile, & grā
diſsima potefta ſopra gli huomini ;perche egli
haueua duemani , vna delle quali ſi chiama ma
Y no ,
RTE
338 DELL'A ESSORC .

Manigaliar no che tira a ſe ; l'altra ſi chiamamano che qua ?


diſsime del fi sforza. Lamano chetiraua , era ölla poceſta ,
diavolo .
con la quale queſto maledetto ſérpe ciraua cut
tigli ſanti, & giuſti buominial limbo . La ma
no poicó che quafi sforzaua, cra quella poſlao
za, con la quale precipitaua gli huomioinel pec
cato , con quella violenza c'habbiamo detto di
ſopra ,ouero con fallacic , & inganni; perche gli
tcntaua comeſerpéte , & drago , & come leone;
& queſta prima mano gli era di tanta poſſanza,
che niuno gli poteua far forza,nerefiftéza, che
Paffione di morendo non andaſſe al limbo . Queſta gli fuz
troncato 'le tagliata, & troncata per la paſsione,& morte di
mani al die Chriſto, conciofiache hora non può tirare piu
wolo . no giuſto al limbo . La feconda mano etagli di

cáca forza , & vigore, che con grandiſsimadiffi


colta gli fi poteua fare reſiſtenza; & queſta poſs
fanza gli fù grandemente indebolica per la dec
ta paſsione, & morte;per la quale, quel lume di
Chomisho ha verità Chrifto Giesù ſcoperſe gli aperti, & ma
Scoperto gli nifefti ingandi, & ifraudolenze diaboliche, & ci
ingami dia diede l'aiuto della verita contra la virtù diaboli
bolici. ,
ca, col mezo della cuſtodia , & patrocinio Ana
gelico ,co il qual reprimele poteftà diaboliche,
& auerſe con la virtù della detta palsione; col
merito della quale ci è mandaco lo Spiritoſan
to , & anco ci ſono mandati quelli Angelici ſpiri
si, acciò queſto maledetto auerfario fia da noi.
ſu
O
RO NOD
LIB SCE . 339
i
ſup erato con il loro aiuto , & fau ore.D qui auio Abhori
ſce
l o e r o
TH e
ac, ch il di a u o ſo p r a tu t t e l' a l t r co ſ e ab h o il de ni
m o
c e m o r ia l a e d e t ta ſ s i o ne la memoria
ri ſ la m e de l p r p a , & la fi
e della paſsig
gura , & ſegno della Croc , per la quale ſia- ne diChris
a t i t a
mo ſtati liber dalla ſua potel ; & anco per- fto.
o e b o l ita
a
che, per eſſ gli è ſta in t d la ſua grā por
mente tuite le
{anza ; & pari a noi ſono ſtate reſti
e ſ t à r o t r i o ndis
help z
for , & pot e del lib e arbi più gra .
a e dett o iſsi
di prim . Et perch il male vede , & cono- Ardent ,
e g l i c a t e ſ t e e n i n a
ſce eſſ ma n que du ma , & ch no modefi . del e
può hauer tanta autorita , & pofſanza ſopra gli
i huomini per ſe ſteflo , quanto hauea prima ; &
çonciofia che niuna coſa Gia al mondo che con
maggior adidiça ,& cupidigia deſideri, quanto
gli honori diyini,& l'animenoſtre; perqueſto ,
900, ogni modo à lui poſsibile , cerca di leua
relhonore , che ſolo a Dio fi conuiene , & at
tribuirlo a fetelo ; & parimence cerca indur
i feil genere humano in tuttigli peccati à lui pol
fibile. Et perche ci conoſce di non poter far
i queſto per lefeflo ,perciò lo procura col mezo
di quelti ſcelerati huomini, & donne, & queſto
3 per più cauſe. La prima è,acciochegli Malefici Demonio -
non lolamente diuenghino più
triſti,h&
e perfidi si fermie
, che Mag
ioc incor
ri hi.
5 Tesc
no & caſchino nel peccato di ſacrilegio ,nel qua
le eſsi demoni ſono auiluppati ; & accioche Id
dio ne venga più grauemente offeſo , & eſsi Ma
Y leo
340 DELL'ARTE ESSORĆ .

lefici ſiano nelle proprie anime codēnaci dalla


divina giuſtitia ; & anco p far caſcare più anime
nc i peccati , & ſpecialmente le giovinette , che
fidano all'otio , & alla curioſità . La ſecoda cau
ſa è, accioche ſendo più grauemente offeſo Id
dio , gli dịa maggior poteſtà d'incrudelire ne gli
& , ò
Giuffo puni propri corpi, oueto nelli'loro beni temporali;
Lo pell pecca calmére , che alle volte il giuſto è punito per gli
sore . peccati del reo peccatore ,& il figliuolo perli
peccati del padre , di punizione però tempora
le ; Gr comedice Iddio benedetto nell'Eſodo al
xx.Io ſono Iddio forte, & geloſo , che vifito gli
peccati de'paréti fio nella terza, & quarta gence
ratione , come appare ne gli figliuolfde glı huo
Simile alla mini di Sodoma, sómerfi p gli peccati de loro
fimiz è il paréci.Cócioſia poi, che il diauolo ſia come una
diavolo . limia ,la quale fi sforza- d'imitare quãto puo gli
huomini in qualunque loro operatione, & ogni
cofa che vede fare à gli altri , tena anch'effa di
fare; così parimente fa qüeſto maledetto auerla
rio di Dio,& nemico del genere humano , cono
4. 453 , fce Iddio hauer poteftà ſopra tutto l' vniuerſo ,
is. & etiandio ſopra cſsidemoni contra il loro vo
lere; vede che egli ha creato ogoi coſa con la
Dio aſsiſte a propria virtù , & poffanza ;conoſce ch'egli ha in
tutti gli far iticuito tutti gli ſacramenti della Chieſa a qua
in li per il patto ,& conuentione c'ha con cffa lei ,
fem
LIBRO, SECONDO 341
ſempre èpreſente; talmente che qualúque s'hu firmiti da
miliara apigliare queſto ,cuero quell' altrofa-Lui.
cramento ,riceuerà la tal,ouerotal gratia ; ſarà
leuato dalle mani, & potefta diabolica; ſara fat
to ſoldato di Chriſto ; fara ſcritto nel Cielo , &
fatco herede della vita eterna. Conciofia anco ,
che egli conoſca l'huomo qual da lui era ftato
gestato dalla gratia nel peccato , eſſere di nouo
reftituito al cielo col mezo de i ſacramenti , &
-per conſeguenzaveda il diuino culto aggomen
carli così i ciclo ,come in cerra, & il ſuo ſminuir
- fi , & qualianaichilarli;p queſto accioche por
fi citrahcre gli huomini dal vero culto, & ferui
!
gio diuino,& dalla vita eterna, dalla quale per
la ſua ſuperbia, &impieca caſcò ; & accioche no
manchino huomini, & donne che ľadorino , ſi
sforzá con tuttigli modi à lui poſsibili di conci
tare Iddio contragli huomini, & di tirare quel
li alſuo volere , & ſeruigio; per queſto dúque ha segni inftis
inſtituito certi ſegni diabolici, colmezo de'qua suiti dalde
ligli huomioi abbandonando Iddio loro taico monio .
rc,& çreatore,ſeguono eſſo diauolo; con i quali
ſegni queſti ſcelerati huomini ſogliono opera ;,
-re coſe mirabili in apparenza, con la preſenza
però, & virtù diabolica ,peril parco, & conuen
stione cheha co eſsi loro, medikçe il quale,quae
Junquc huomo, ò donna che fara cale,ouero cal
cola,adepta il ſuo delo,& volerc. Ecnota, che
1. diela 3 dui
342 D'EL- L'ARTE ESSOR C.
dui ſono gli pacti,& cõuentioniche ſi fanno col
Pasto efpres demonio ;vdoſi chiamapatto eſpreſſo,&l'al
ſoqualsia'. tro tacito. Il paccoeſpreſſoſi fa quando alcuno
fi offeriſce, & fiobliga al diauolo in corpo, & in
anima ; & il diauolo all'incontro gli prometce
ogni coſa proſpera , obligandofinon ſolamen
*te d'eſſere preſence a quello che fa' cal patto có
(tal ſegno, ma anco a tutti quelliche vſaranno ;
& adopraranno tal ſegno. Il pacto poi tacitot
Patto raciso quãdo alcuno,ſenza alcuna parola ;& pmiſsio
qual fia . "ne vſağl ſegno chegia' è ſtato patuito da- vo’al
tro nel principio della ſua inftitutione; & quel
lo che ſcientemente vſa tal ſegno , tacitamente
s'obliga ne più nemeno al dia uolo, & è poſto in
ſua potefta, come qllo che ha fatto tal patto col
diauolo; come per eſſempio, colui che è battez
zato, è fatto ſoggetto alla legge di Chrifto,non
per virtù della propria volontà , & intencione ,
maſsime quando è picciolo , & ſenza ragione,
(perche altrimento auicnenelli adulti battezza
ti quando ſono fani della méte) ma in virtù del
Scula friuo patto fatto fra Iddio ,& la Chiclaſua ſpoſa
.
lad alcuni. Queſto dico cótra quelli,li quali ſcufandofi me'
fuoi peccati, fogliono ſendo ripreſidire , vſan
doqueſti fegni,io non dico, ne faccio coſa alcu
nache ſia ſuperſtitioſa contra Dio ,ne contra la
Santa Chiclajadunque no faccio peccato ; &nó
veggono che per virtù del patto delprimo in
ſticuen
LIBRO : SECONDOLT 343
ftituente di tal ſegno s'offeriſcono al diauglo in
corpo , & anima;comeèchiaro pla profeſsionc
che fanno, qual habbiamo ſcritta di ſopra nel
cap.iij. del preſente lib. Queſte fcelerate adun
que,& maladecte Streghe con queſta patto , &
facrilega fua profeſsione poſſono operar quafi
+ infinitimali,quandoIddio glielo permette, con
l'aiuto ,& fauore deldiauolo.Poſlono prima tal Maghiingia
mano gli ao
mente'infiammare, & indurre gli huomini àgli mimi
illeciti, & diſordinati amori, & aftecrioni, facen more .

dogli impazzire, che qualineceſſariamente al


tempo dellanoroelono sforzati dicaminare, &
vagare per longo ſpatiodi via ,per andare a ri
trouarc le loro innamorate ,inuiſchiati , & illa
queati col viſchio diqueſti amori carnali . Di
queſto habbiamo l'effempio narratoci da gli ſo
pranominati Autori d'vna Maga, la qual talmé
tohaueua affatturato quattro Abati , checome
pazzi erano diuenuti nell'amore di quella ; di Abari ipar
manierach'ella publicamente confeſſava, & dipitiper via.
non ſi vergognava di dire,io ho fatto,io faccio ,
& farò tanco, che non ſi potranno leuare dall'a
mor mio,comeqlli c'hānomágiato tanto dello
ſterco mio moſtrando la longhezza d'vn brac
cio .) II medeſimonarraS. Gregorio ne'ſuoi Dia
loghi d'vn monaco Negromante,ilquale calmé Monaco No
te haueuacon le ſue incantacioni, maleficij, & gromane.
arte diaboliche tirato ynavergine monaca nel
Y 4 l'amor
344 DELL'ARTE ESSORC.
l'ator ſuo, che gridava efforemorta,s'ellanon
cra vificata daqueſto monaco ; il quale per que
fta cauſa fu fcacciato dal monaſtero.Quilipo
triano applicare cutte quelle coſe, che di Sopra
habbiamo trattato ocl xvj. cap. del primo lib.
cioè in che modo li demoni pſe medefimi, oue
ro culmezo de'Malefici poſsio incitar le men
ti humaneall'odio ,ouero all'amore diſordina
Maleficij
fanno induiſi to; però leggail benigno Lettore (ſeglipiace)
medsper a- tutto quel capitolo . Ec quando fi fanno queſti
marescon
diere .
maleficij, & fatture pluſcicare gli amoridiſore
: dinati ne gli huomini, & donne pudiche,& per
inchinargl'animiloro alla libidine , all'hora ſi
poffono fare in dui modi,cioènel corpo , & fuo
iti del corpo . Nel corpo regolarmente fono fac
ti neicibi, & bcucraggi. Fuori del corpo ,cioè
fuori de gli inteſtini ſono fatti per mezo di cer •
te miſture, & compofitioni facie di foglie, & ra
dici d'herbe , di metalli della terra , di piume ,
... d'inteftini, & d'altri membri d'vccelli, & dipe
fci, & d'altre fimili coſe naturali;le quali alcuna
..volta inferiſcono nelle veſti di qlla perſona che
vogliono affatturare , ouero l'aſcondono ſotto
il capo del letto , ſopra il quale quella perſona
dorme,ouero ſotto la ſoglia dell'vfcio della ca
Imagini fas mera, ò in altro luogo oue quella perſona hada
tepermate. paſſare. Altri fogliono ponerevna imagine di
ficiare ,
cera appreſſo il fuoco ardente,compiuti glila .
cri.
LIBRO SECONDO 345
crificij che fogliono fare al diauoto , & gli agr
giongono certi prieghi ncfandiſsimi , & paro
le ſporcheimprecatiue, ch: fi come quell'imae in
. gincfi confuma, & { ſtrugge al fuoco , in tal
70. guiſa fe infiammi , & abbruggi osll'amore videos
dicaldonna , ò huomo il cuor dical perſona .
-Ma quando ſi fanno per offendere alcuno, que
fto fogliono fare con cerciliquori ,coa acque , Liquori amo
ouero con certi graſsi , & altre fimili oncioni Lenasi,
meſcolati con varij veneni , con i quali alcu
na volta ongono le reni , alle volte il ventre ,
Quero il capo,ò gola, ò petto,puero alcun'altra
parte del corpo di quella perſonache vogliono
fatture, & maleficiare, la quale dormendo nien
ce sére. Er queſto fanno alpiù delle volte la not
,te , entrando nella camera di quella , cciandio
37 quando le porte, & fineſtre ſonoferrafes & étá
f -ta la virtù,& poffanza di quella oncione, che a
poco a poco ,durando i calori dei ſpiriti dico
juiche dorme,entra dentro nelle carni, & paſſa
fino all'incimo delle viſcere del cuoredi quel fat
-curato,ouepoi naſcono grandiſsimi doloriagi
la tal pſona ,quanto prima cal maleficio, ò fatçu
- -ra tocca il cuore del maleficiato , è fatturato ,
& fuccedono graodiſsimigridi, & lamepei. Et Effetti del
$
s'alcuno domandaſle, oue procedono queſtief maleficio de
fettimaleficiali,ò dall'opere delAalefici, o d'al we procedi.
tronde.Sc gli riſpondeche non prouengono fo
la
3:46 DELL'ARTECESSOIR C.
lamepredall'opere deiMalefici, ma dall'opera
Pasti vec tionc de i demoni, li quali ſubito che veggono
chi ha ildesilſegno delmaleficio ,immediatamente,per
monioconi pattochic vecchiamente nelprincipio delmon
Malefici. do, o nel tempo della vecchia Idolatria hanno
contratto co’Malefici , ſannoqual'effetto deb
bono procurare,percompire l'intento deMale
fici;verbigratia,fara vna Strega,oucro Malefi
... ca ,che volendo eccitarla pioggia ,ouero tcmpe
ſta, bagnarà vna ſcopa nell'acqua, accioche pio
ua ;qüel mettere,ò bagnare laſcopanell'acqua,
non ècauſa della pioggia ;ma ſi bé il demonio :
il qual veduto tal ſegno ( permettendoglielo Id
dio )ha porcità ( comepiùvoltehabbiamoder
to )in tutte le coſe corporee,incomincia lubica
mente à comuouere l'aria ,liventi, &lepuuolc,
talmére che procura le ſopradette coſc. La Ma
Segno del ga certamentegli dà il ſegno per mezo di quel
maleficio. la ſcopa , ma il diauolo gli procura cal'effetto
col mezo di quel demonio ,a cui laMaga coma
la fede, & opra ſerue ,& fida al ſeruigio ſuo .
Così parimente dico,quando la Maga per ma
leficare alcuno fa vnaimagine di cera , oueroal
tra coſa ſimile ,ouero quando col maleficio al
cuno forma l'imagine d'vn'altra perſona nell'ac
qua, oucro nel piombo ; & è ſtatoiſperimentato
da Malefici,chequalunque moleſtia fifàà quel
la imagine,tal’e tatta all'imaginato, cioè allar
fona
LIBRO 5
fonamaleficata; verbigratia ,fe con vno ago, ò
g altro ferro foraffe, òtrapaffalſe ladecra imagi
1 De in qualche luogo del corpo, ouero gli faceffe
qualche altra leſione, la qual realmente è fatra Offende ilde
alla figura, & imagine dal Malefico , ouero per monio inuifa
bilmente il
mezo d'altra perſona, ma inuifibilmente , il de maleficiaso.
monio offende il maleficiato con quelmedefi
mo,& ifteſſo modo,per diuina permeſsione, fe ...
queſto haurà demeritato quell'huomo,ò dóna;
fouero per altra cauſa naſcoſta a noi,giuſtiſsima
nondimeno appreffo di Dio. Sofinalmentealcu
"no addimandaffe, oue prouenghino quelleco
fe , le quali ſoglionovederegli fanciulli, & fan
ciulle verginine gli ſpecchi, ampolle,ouero nel
vnghie de'Malefici per ritrouare le coſe rubba
te,ouero altre ſimili coſe ; & perche caufa eſsi
Malefici più preſto cercano gli fanciulli vergi
Fäciullineg
ni, cheglialtri.Gli riſpõdeGuglielmo Pariſien gon o coſe mi
fo nell'vltimaparte del libro , che fa devoiuer rabilia
-fo; & alprimo dubbio dice ,che õlle coſe ſono
1 .. fatte per arrediabolica, palcuno diquellimo
dipoſtipiù di ſotto nel cap.viij. del preſente li
bro. Al ſecondopoi dice,chcildianolo folamé
< ce vſa il miniſtero ,& opra di queſti fanciulliver
gini, & verginelleper tre cauſe a, ncorchepoſsi
monftrarele medeſime coſe aquelliche non fo Hainodio il
fno vergini. Laprima cauſa è,per fingere diama caftisa .
* tcla caltica,la quale ſommamente hainodio;
per
348 DELL'ARTE ESSOR C.
perche ſommamente,odiala caltiſsima Vergi
neMaria, laquale glihaſpezzato il capo .La ſe
conda è,accioche per quello modo poſsiingan 8
nare glianimi de Malefici che gli credono,& ſo
no inchinaciall'amicitia diabolica colvicio , &
Guando hem peccato dell'infidelca, ſotto ſpecie di bene ,& .
ribilehanno nondi male.La terza è, acciocheei , ſe non l'a
alcuni fara nime,almeno gli corpidegli innocéti poffa offe
siulli, dere;& ècoſa cerca ,per l'eſperienza,che queſti
tali fanciulli al più delle volte hanno il guardo
horribilo , & ſpauencoſo, perlıſegui che li demo
oi gli hanno laſciati nelli occhi,oucro nella face
cia . Eç intutti gli fortilegij, & faccure chefifor
gliono fare per eccitare l'amore ,quaſi ſempre
gliſono meſcolati gli ſacraméti , oucrocerimo
nic della Chicfa, più preſto degne d'effer cacciu
te, che d'efferquiui ſcritre,pernon dare occaſio
nc di fcandalo a i femplici, Et queſtecoſe anco
Ingram for- al più delle volte ſi fanno nei giorni più ſolen
soliſsimodel ni, &fanti perqueſta caula, acciochegli facrae
demonio. menti,cerimonie, & fefte ſolleni fiano profana
-te,& accioche focco ſpecie di bene apparente,
più facilmente poſsiingannare gli ſemplici; li
quali vedendo cali maleficij efferefatti co loco
fe diuine,penſingc'habbiano riceuuto qualche
$ ** "! virtù ,& rantita da quelle que ſolamente fi ſono
comeſsi grauiſsimi peccati. Nei giorni fancian
co fannocalſcelerita,per ingannare gli huomi
ni
· LIBRO SECONDO CI 349
.

ni , li quali mentreche cóſiderano queſte coſe


effere permeſſo daDio ne i più ſolenni,& ſanti
giorni,nó l'eſtimano,&giudicano eſferetanto Felle piis A
graui,cómo ſariano , ſe in talitempi non le po- violano co i
teffero fare ; & anco perche le feſte più fi rom peccati che
. pano', & macchiano coglipeccati mortali,che conl'opére.
con l'oper'e mecaniche,ſccodo il padre S.Agot sa bytua cas
ftino nel libro de decem cordis . Er conciofia . (44
chela ſuperſtitione , &maleficij ſiano delle più
grandopere del Diavolo che ſipoſsino fare có
tra la divinamaefta , & riucréza; per queſto (co
- me habbiamo detcoy fa cadere gli huomini più
> profondamente,accioche Iddio anco più gra
ucméte fia offelo. Molci eſlempi fi potrianoqui:
ui addurre in confirmatione di quanto habbiat
s mo detto in queſto capitolo ,liqualiperbreuita
flafciano;ſolamente addurrò quello ,che nar: Scelerat
ze d unaets
ranoglidetti Autori d'una certa Malefica , Ò Maga
Maga ,laquale piglio il sátiſsimo corpodi Chri
fto , & inchinandoG fubito ,comeſogliono fare
a queſte ſcelerate Streghe quando ſicommunicą
no;fipofoil drappo alla bocca ,& cavandoſi ii
faociſsimo Sacramento di bočca, lo poſe nel faz
zoletto ; & giont'à caſalo gecrò in vn'olla, è va
fe, nel quale haueua anco poſto vo roſpo ( cosi
ammaeſtrata dal diaublo ) & facendo vnafolla
in terra nella ſtalla appreſſo il granaro della ca
fáfúa,lo'naſcoſecon molte altre coſc,có le qua
li
350 DELL'ARTE ESSOR Ç .
1
li poteſſe operare gli fuoimaleficij;ma aſsiſten
doiui la diuina pieta , tanto graue peccato nog
9.97 puore ſtare occulo,ma fi ſcoperſe in tal modo,
ܰá‫ ܘ‬minste , ; Caminando il giorno ſeguére va feruicore, per
Slauoraro appreſto quella ſtalla ,vdi yna voce co
. Miracola
me d'en fanciullino , & approſsimandofi alquan
del Santiſsi
mo corpo di to a quelluogo oue era quell'olla , ò vaſe palco
Chrifto . fto, più chiaramente ſentiua talvoce ; & creden
dofi che foffe vp puttino ſepolto da qualche do
na, andò alGiudice, & gli parrò la coſa come.fi
credeua che foſſe ; il quale tantoſto mandando
gli miniftriſudi,trouò eſſere ilvero quanto gli
hancua narrato colui. Et cor aftutia volédo tro
uare il malfattore, non volle che ſi caualcio al
luogo , ma ponendo da lontano certe perſone ,
impoſe loro che con ogni diligenza guardalle
seatshni
ro ſe alcuna dópa godaſſe a quelluogo ( perche
ei pon ſapea che iui fofig paſcoſto il corpo di
Chriſto )li qualiftando fu larguardia , eccoti la
maledetta Magas che andando aldetto luogo)
pigliò il vale; Bolo naſcoſe ſotto ilmantello og
culcamente. Et ſcoprédoligliminiſtri della giu
ſticia ;la prçféro , & per comandamento del giu
dice polta alli cormenci,ſcoperſecal fceleratez
za, confeflando.dhauer naſcoſto il ſantiſsimo
corpo di Cbrifto có quel #olpoin quel vaſe ,ac
cioche con quelle polueri poteſſe afuo piacere
offendere gli huamini, infieme con l'alege crea:
ture ,
LIBRO SECOND OUT
357

mure.
No èperò dacredere, che la fola miftione Effettimale
di queſte coſe lia fufficiéte à cauſare gli predes , ficialiproně
di effettidell'amore,ouer'odio , ſe no gli foſſero sacióne die
certe parole, & congiurationi diaboliche,infic- kelisoua
mc con l'inçentione , & mcóte del:Malefico , il
3 qual'offeriſce cucteölte coleali diauolo in ſacris
KO ficio , & oblatione p poter poi operare tutte q
le ſcelerato , & trifteoperationi ;ist come per
il vero ſacerdote.è facrificata l'hoſtia : la quale
s'offeriſce a Dio Creatore có diuotione;cosìpa
riinente per il mezo di queſti Maleficis & Sorti, imita ilder
leghisimitando,& violando il divino culto,que manie.Dia
fiſcelerati ſacrificij fono facrificati; liqualiof- facrific
brele cercaria
ijos
ferti, & fattegli le predi ,lubito fona dal.demo
nio conſecraci, à perdirmeglio eflecrati. Et fi
debbe avertire che lefi trova alcuno maleficia
to che peruega aglieffetti, peri qualifono far
ei gli predecimaleficij , queftonon prouiene lo
lamente dalla virtù , & pofſanza deimaleficij,
quero foreilegij,maſsimamente quando Gi fan
no per fucicare l'amore, oucro odio nelle men
ci humane; perchio bauendo l'huomo la potefta
del libero arbitrio,può volere no
,& volere qua
lúque cofa gli piaco,tendogliatti dellibero ar ,
bitrio il volere,& ipon voleros ſecondo il doctiſ
fimo Agoſtino. Perche faria pur.cofa troppoter
ribile , & crudele,che vna dona caſta di propria
natura , & honefta fuffc violencemicace tirata al
pec
DECLARTE ESSOR C.
i peccato; & ad amar quello che la natura della
$ : 144 perche
sce conditione fua non può patirt ; & anco
Nimoë for piunoè sforzatoapeccare ,ſenon qllo , ilqual
zatoa pesca curioſamente,& ſpontancamére va a peccaro,
ne
come habbiamo nella cauſa xxvj. queſtione vo
nel capit. Necmirum ; ma queſto auiéne per la
virtù della ccacationc debdiauolo ; ilquale , ac
cioche có più facilita poſsi ingannare l'huomo
& l'anime de ifedeli, & farli credere fermamen
to che i Maleficifaccianomiracoli, & che ſiano
Modi di fac vere le loro operationi, egli ſteſſograndemento
cadere centera ,ſtimolara , & infeſtera quella donna có
Eluomo heit
peccato . le ſue tentationi, & perfuafioni il giorno , & la
notte, & di tal manicra, che non la lafciara per
alcun ſpatio di compo quecare gnè dormendo ,
Rèveghiando, & talmente, chemolecxolceage
giongendoli lopra, & minifterio cſtrinfeco del
Malefico , ilqualeeſtrinſecamentecoopera, co
lettere' amoroſo, conpreghiere, & promeſſe grá
di,chc ellacome di fragil feflopreſa da gite co
te; cade nelpeccato . Et quefto non prouiene
folamente ( come habbiamo decco ) dalla poten
za, &virtùdelmaleficio m, adalleteotationi, &
operacioni diquello che cftrinſecaméte coope
raicodiauolo, il qualſegue quella dópa, come
il cacciatorela fiera,& talmente,che è quafi nc
ceſſariq cheella, dopo il longo cóbattere, fi dia
oclle manidelfuo nemico, & comcvinta glicó
ſenci
LIBRO SECONDO.
353
ſenti p la ſua debole natura , & forze che hà nel
fare reſiſtenza al diauolo ; auzi è facile del cre- Dormefaci
6 dergli, come quella che apperiſce , & deſidera binel crede.
C voloncieri le coſe nuoue cosi cattive, come buo " .
ne. Ne per queſto ſi può dire cheella fia violena
tata ,ma ſpontaneamente conſentiffe ,perche eſ
ſa volontariamēte incomincia à riſcaldarſi nel
l'amore di quell'huomo , & queſto per propria
natura , & volonta , & non perla forza del forti
iegio . Ec queſta è la più facile via per piegare
gli animi pudichi alla libidine, & maſsimamen
3 ec ſe facendoli queſta tentatione ſono mandate
ambaſciate, lettereamoroſe, & altre simili coſc
à caldonna. Et l'effetto di queſto ſortilegio ri. Libera vo
cerca la pura , & libera volóra ; quancunque que Lonca ricer
fti huomini del volgo ſogliono confeffare d'ao sa loeffetto
mare contra la loro volóta, quando gli vien da- del forule.
ta qualche coſa fatturata a mangiare,ò beuere; giosemad. amos
& dicono che ſono sforzati di ſeguire cal perſo
na ; il che è falliſsimo , ſe vogliamo parlare di
3 neceſsità aſſoluta ,& precila, con la quale l'huo
- moè sforzato nella ragionc, & volontà,perche
quefto no permette Iddio, acciò non fia leuata
la pocetta del noſtro libero arbitrio .Et ſe alcu
no diceſſe; l'huomo è sforzato có le diaboliche
perſuaſioni; gli riſpondo , & dico ,che nő è sfora
zato nella ragione, ma fi bene nella concupiſce
za della carne; perche egli è fragile, & le forte
Z mente ,
354 DELL'ARTE ESSORC.
mente, & deliberatamente non fa reſiſtenza, o
fugga , trabocca nel peccato .
Comegli Malefici, onero Streghefogliono maleficiare
gli huomini, impedendogli ne gliatti carna
li , ctiandio con le proprie mogli .
Сар.. VII.

Ossono anco queſti ſceleratiMale


Impediſcono fici, & Streghe fatturare gli huoniini,
i Maghi gli
atti carnali impedendogli che non poſsino vſare
gli acti carnali,non ſolamente con meretrici,&
altre donne ,ma anco con le proprie mogli; &
queſto impedimento poflono farein dui modi,
ſecodo Pietro di Palude pel jiij. delle ſentenze,
alla diſtincione xxxiiij. cioè interiormente , &
Impedimëti eſteriormére. Interiormence anco in due modi.
interioridel
li atti ca. Il primo modo è,quando directaméte reprimo
mali . no il vigore, & forza conueniente alla fortifica
tione di quel membro atto alla generatione;ne
ti para queſto coſa impoſsibile, cóciofachean
co pofsino impedire altrimente il moto natura
le delle coſe . Secondariamente prohibendo la
miſsione degli ſpiriti a glimernbri ,nc i qualiè
la virtù mociua ,chiudedo le vie del ſeme,accio
che non deſcenda à gli luoghi, & vafi della ge
neratione,ouero non ſia deciſo,& mandato fuo
Kmpedimošto ri.Eſteriormente poi poſſono far quefto , & lo
pro.
LIBRO SECONDO 355

procurano o per mezo d'imagini ; ò col fargli eſteriore del


mangiare herbe , ouero qualch’altra coſa cíte- l'atto carnu
le .
riore ; non già per virtù di quelle coſe , ma fi
ben per virtù diabolica rondono , & fanno gli
huomini impotenci , acciò non poſsino vſare il
matrimonio con le proprie loro mogli ; oue ..
ro che la donna non poſsi concipere . Alcu- s ' interpone
na volta ancora impediſcono gli huomini da. il demmio
tal'atto, interponendoſi il diauolo nel corpo ala ne gli ,ata
carnali
fonco fra l'huomo , & la donna , sì comefaceua
a colui ,di cui nárra il predetto dottore, che has
uendo ſpoſato vn'ldolo , & pigliando poi p ma
glie vna bella giouane , mai la potè conoſcere
carnalmente , per cauſa del diauolo , il quale
ſempre ſe gli interponcua nel corpo affonto ..
Alcune altre volte l'impediſce , rafreddando. Refredila
l'huomo da quell'atto col mezo di qualche vir- demonia .
Eù , la quale conſiſte nello coſe naturali , quá .
le ei ottimamente conoſce eſſere valida à que
ſto effetto . Ec con altri quali infiniti modi può
far quoſto ,li quali per breuita laſcio di ſcriuere
& alcuna volta procurano ch : vno ſia impedito ,
in queſto acco con vna dópa , & non có l'alcrca
Et le alcuno dicelle ; come è poſsibile queſto ,
che voo ſiaipedito nelli atti carnali co vna dó
na , & nó có l'altre ? Gli riſpõde S.Bonauentura
nel iiij.delle fentéze, alla diſtincione xxxiiij.nel
la queſtionc ij all'articolo ij. che quelto è fatto:
2 2 per
356 DELL'ARTE ESSOR C.

per mezo del diauolo , il quale aſsiſte iui , & s'ac


cómoda ſecondo il volere, & pecitione de' Male
fici ,li quali con la loro infedelca impetrano que
La federim ito dal diauolo ,sìcome la fede impetra che id
petra ilfare dio aſsiſti nel far miracoli ;così il Malefico , oue
de i miraco .
hi . ro Sortilego, ò Maga fà il maleficio, ò fatture ri
ſpetto d'una perſona determinata , & il diauolo
aſsiſte à quell'atto , & non à gli altri . Et all'hora
con la propria virtù , è col mezo d'herbe , ò di
pietre, ò d'altra coſa impediſce quella potenza ,
che non rieſca nell'atto ſuo . Non aſsiſtedico
riſpetto dell'altre donne con che ci vſa , perche
a queſto non è ſtato chiamato , quero perche
Iddio non glielo permette , & quiui è naſcoſto
il giudicio diDio . Et che alle volte facciano
queſto le Maghe, ce lo dimoſtrano gli ſopradet
Zffempio ti Autori , li quali fra tutte l’alore cole maraui
un gran glioſe che dicono , narrano d'vo gran Conte ne
Signore me. i confini della dioceſe d'Argentioa , che pigliò
Loficiata ,
per moglic vna Signora non men nobile di lui;
il quale dopò ch' ei hebbe celebrato le foncuo
fiſsime nozzo, fino al terzo annomai la potè co
noſcere carnalmente, impedito da fattura, oue
ro impedimento maleficiale , come ſi vidde nel
fine del fatco. Sendo dunque queſto Signore po
ſto in queſta anſieta', ne ſapendo che coſa douel
fe farſi :& continuamente pregando Iddio , &
gli ſuoi ſanti che l'aiutaſſero gli occorſe andare
alla
LIBRO SECONDO 381

alla Citta' di Meſsi per certi.ſuoi negocij; per la


quale caminando accompagnato dalla ſua cor
te , s'incontrò in vna donna , che già era ſtaca
ſua concubina , la quale vedendo , mencre che
egli ſenza penfiero-liftaua ſopra lefarcure , &
maleficij fattigli, improviſamente, per l'amici
tia che era ſtata fra loro con parole amoreuo
11 , & benigne la ſalurò , domandandogli come
Itaua, & s'olla era ſaoa ; la qual mirando la cor
cefia , & pieca del Conte , medeſimamente falu
-collo, domandandogli della ſanita , & ſtato ſuo
il quale riſpódendogli dilfe, che cutce le coſe p
fperamente gli ſuccedeuano ; ella ſtupefatta fi
tacquc alquanto . Et vedendola il Conte ftare
tutta attonita,con più dolci parole l'inuitò con
cffo ſeco a far collatione . La qualcon gran dili
genza inueftigando, & domandado del ſtato , &
effere della ſua conſorte , le fece riſpoſta fimile
alla prima,che ella ſtaua beniſsimo; & cóſola
tiſsima in tutce ke cofe.Ec domandandogli la do
na fe eſſa gli haueua fatto figliuoli;riſpore il Co
te ; ellane ha facci ere maſchiin tre anni,ogo'an
go vno.All’hora più ſtupefatca di prima, fitace
quc alquanco ; & il Conse diſſe. Tiprego cariſsi
ma à dirmi, perchecauſa con tanta diligenza tu
cerchi queſte coſe; io non dubico già puaco che
inó ti rallegri della mia felicita . Alqualriſpos'el
da ; veramente mi rallegro d'ogni roſtro bene ,
2 3
358 DELL'ARTE ESSORC .

ma ſia pur maladetta alla vecchia, la qual s'of.


ferſe di voler maleficiare , & fatturare il corpo
voftro, accioche nó potefti vſare có voftra mo
glie ; & in ſegno diqueſto , nel fondo del pozzo
che è in mezo della voſtra corte , ha poſto va
vale pieno di varie cofe maleficiali per queſto
Istromenti "effetto ,accioche ſtando iui quelle coſe, & fegni
maleficiali. maleficiali, foſti priuo dipotere bauere tal'inté
to ; ma ecco chetutto è ſtato vano , & fruſtato
* T10 ;delche mi rallegro geandemente. Nontar .
dò il Cote , ma tornato a caſa fece votare il det
to pozzo, & trovato il vaſe pieno di dette coſe ,
& abbruciandole , fubito ſi ricuperò della per
dura poſſanza di potere vſare il matrimonio .
Nótacerò anco vn'altro prodigiofo fatto , qual
Darra Paolo Ghirlando nel trattato che fa de
Sorrilegijs,in queſto modo. Vn certo gétil huo
mo liccerato, & dibuona códitione ,& famanar
vin ' Gentia romi,che ſendo nel fiore della ſua giouentù ,nel
Eſempi di
L'huomoma' tempo che cipreſe moglie, dopo l'hauerla con
leficiato. folennita , & fauſto condotta a caſa,fù calmente
- maleficiato , & fatturato da vna Malefica , & ri
-preffo da tal maleficio , che volendo cooluma
-re il matrimonio con ſua moglie, la notte fegué
te,mai potè ,impedito da tal fattura , il che du
rò più, & più giorni; di forte che ci non poteua
permodo alcuno rendere alla detta moglie il
debito coniugale; del che haueua grandiſsima
yer
LIBRO SECONDO . 359

vergogna, ne mai ceſſaua in lui la merauiglia ;


di modo che la poucra ſua moglie , inſieme con
ſuoi parenti incominciarono priuatamento
à lamentarfi;determinando nell'animo loro' , le
tal impedimento longo tempo duralle, di ſepa
rare tal matrimonio; dimaniera che lo ſpoſo , p
la gran vergogna , & dolore inſieme che nc ha -
ucua, era diuenuto comediſperato , & pazzo; &
cercando diuerſi remedij , chiamò molti Medi
ci per liberarſi da cale infermita, & impedimen

> to , & niente gli giouaua . Finalmente fù cóſiglia


to da vn certo vecchio , che mandaffe à cercar
:
vn'huomo ch'era chiamato Maltro di grande , Mago che
iſperienza , il quale in vero era un ſolenne Ma- rana un ma
go , & Malefico; & venendo , ſubito che vidde lo beficiate.
( poſo ,conobbe la ſua infermita, & gli promiſe
di liberarlo in breue tépo, cioè in vna ſola not
ce , & gli comando chela notce ſeguete dormiſ
fe con la moglie, dandogli però prima che an
daſſe in letto vn certo beueraggio; & lauisò in
fieme con la ſua moglie , che quella notte non
fi ſegnaſſero col ſegno della Croce ;ne anco per
alcú modo temeſſero ſe quella notte vedeſſero ,
ouero vdiſſero alcuna coſa ,perche non gli pote
ua nuocere coſa veruna.Ec defiderando grāde .
mente il maleficiato d'eſſere liberato da calma
leficio, ogni coſa minuta mére offeruò. Et ecco
ti,che ſtandoaci lecco alle cinque hore di noc .
2 4 CC ,
360 DELL'ARTE ESSORC :

te, cominciò vdire grandiſsimi cuoni , folgori,


pioggie tempeftofe , & terremoti tanto terribi
li , che tutta la caſa cra conquaffata da quelli,
ne più ne meno, come vn'arbore è conquaſfato
Abbattimë da venti.Oltra di queſto vdì con voco homana
so di Streo certi vili, lamendi , & gridil; & volgendo gli oc
ghe
chi, vidde apparere nella camera più di mille
perſone che combatteuano infieme l'vno con
l'altro , & con pugni, calci, & vnghic crudelmen
te fi lacerauano , & ftracciavano l'vo l'alcro lo
faccie , & vefti foro ; frà quali vidde vna donna
d'vn'altro caſtello vicino ,la quale era tenuta da
cucci Maga, dicui lo fpofo foſpicaua grandemé
ce che no l'haueffe fatturato ; & queſta più di tut
ti gridando , con maggior tormenti cra crucia
ta , & con l'voghie s'haueua (tracciato cutti gli
capegli, & la faccia ; per le quali cofe il malefi
ciato alquäto li ſpautėò nel principio ,dubicado
che non gli occorreſſe qualche male ,maraccor
datoſi delle monitioni del Mago , ripreſo vigo
rescenendo però ſempre naſcolta la moglie lot
to li panni, accioche ella non vedeffe queſte co
fe. Dopò c'hebbero cosi combatturo per fpatio
di meza hora ,entrando il Mago nella detta ca
mera , tutte quelle perfone inſiemecon la Ma
ga fubito diſparuero , & andarono via ; & acco
Itacoſi il Mago al maleficiato, coccogli te ſpalle
con mano, & fregandoglicle alquanto glidinle,
chc
LIBRO SECONDO . 361
che più non dubitaſſe ,perche già era liberato
da cal maleficio, & fi partì; dopò la cui parten
za , lo ſpoſo a poco a poco fi ſenti un certo calo
re nelle reni , & ne'lombi , di maniera che reſe
il debito coniugale quella notte alla moglie, &
per l'avenire fino alla vecchiezza ; dalla quale
3 hebbe figliuoli , & figliuole ; & io ( dice il pre
decco dotcore ) ho conoſciuto alcuni de' ſuoi fi
gliuoli, & ho parlaco có la prodecca moglie ſua ,
ſendo all'hora vecchia , la quale parimente cut
9 te queſte coſe mi narrò ; ſoggiongendo , che
mai ne' giorni ſuvi hebbe il maggior cimore, &
paura diquella notte.

Delle preſtigioſe operationi degli demoni , delle


Maghe. Cap. VIII .

ERChI goi habbiamo a parlare più


di ſotto delle preſtigioſe operacioni
Road
del diauolo , & delle Maghe ; peròper
maggior dichiaratione fi debbe notare, ſecodo
1 Aleflandro de Ales ,nella ſecoda parte della ſua

ſomma, che preſtigio propriamēce pigliato acl Preftigii;


al ſua fignificatione,niente alcro è,chevnaille che cosa fara
Gione del demonio , la quale non ha cauſa dalla
parte della mutatione della coſa , ma folamen
te dalla parte di colui che conoſce tal coſa , il
quale è delufo, & beffeggiato dal diavolo, Oute
ro
362 DELL'ARTE ESSORC.
Beffeggiare, ro da altro, & quanto à gli ſeng interiori; & 20
comepoſsi il
She
deminio i
co quanto a gli eſteriori. Oue generalméepar fic
noſtri ſenſ , laodo etiandio dell'arte preſtigioſa humana, fi pra
può fare in tre modi. Il primomodoGi fà ſenza CIO
operatione diabolica , & glta debbe eſſere chia no

mata più preſto illuſione,che preſtigio ; perche de


G fà artificiolamence có l'agitatione de gli huo cu
mini che alcuna volta moſtrano , ouero palcoa
dono alcuna coſa a gliocchi poſtri, comeli ve C

de nell'atteggiare di queſtimaſtri di bagatelle.


Il ſecodo modo anco ſi fa ſenza la virtù deldia
polo,ma nacuralmére ,& p virtù de'corpinatura
li , a'quali Iddio ha dato tal natura di poterecó
la lor virtù fare apparere la coſa in altra forma
Fomo d'her & maniera di quello che è ;fi come ſi dice d'voz
bache fa ap certa herba, la qualſendo abbruciata , col ſuo
pærereferpé
si , fumo fà apparer glitraui della cala a guiſa di
ſerpenti. Ilterzomodo di far illuſione èquello
che è fatto da glidemoni ,ò dalleMaghecó ľa
iutodiabolico , quando però gli è permetſo da
Dio;perche gli demoni hanno per propria nach
ra voa certa potefta ſopra certe coſe inferiori,
la qual poflono eſſercitare circa quelle,quando
• 10 Iddio glielo permette, per fare che quelle coſe
Cinque mon :appaiono altrimente diquello che ſono. Ecpe.
ed illuſio- rò hai da ſapere,che il demonio può in cinque
wi . modideludere,& ingannarealcuno, & farsi,
che giudichi vna cola in altro modo di quelloa
ch
LIBRO SECONDO 863

. chè è.Ilprimo modo, li fa con l'atteggiare arti:


$ ficioſo ,delquale habbiamo parlato poco di fo :
pra; & queſto lo può fare anco il diauolo ; pers
cioche egli meglio può ſapere le coſe che li fan
no per arte, che non ſanno glihuomini . Il ſecon
} do modo ſi fa con l'applicatione naturale d'al
cuna coſa; ſi come habbiamo decto diſopra nel
capitolo precedente, per l'interpofitionc d'alcú
corpo che ſe interpone fra l'occhio , & la coſa
} veduta ,con la quale alcuna volta il demonio ci
naſconde alcuna coſa , & ce nefà apparere vn'.
1 altra ;quero col ſturbare le fantaſie do gli huo
mini, li queli ſendo in colera , non conoſcono la
coſa nel modo ch'ella è. Il terzo modo e ,quan
do nel corpo affonco ſi moſtra d'eſſer yna coſa si molbrait
quale non è;come narra S. Gregorio nel primo demonio in
libro de' dialoghi ſuoi d'vna Monaca , la qual varie coſe .
mangiò vna lattuca ,chcin vero ( li come diſſe il
diauolo ) non era laccuca , ma G benc vn demo
nio in forma di laccuca,ouero ch'egli era in gli
la lactuca ; come anco apparue a'S. Antonio in
3 forma d'vna malla d'oro nel deſerto : & come
parimence fa quando coprendo vn vero huo
21 mo, lo fa apparere vn'altro animale, d beſtia.
Il quarto modo è , quando cicurba l'organo vi: Tumba il de
fiuo ,facendogliapparere vna coſa per vo'altra, monia l'ora
-verbigratia ,vna coſa oſcura facédola apparere gano vilino.
shiara , & vn'altra chiara facédola apparere ny

bilo
364 DELL'ARTE ESSORC.

bilofa; ilche puo anco efferecoſa naturale, co


me per iſperienza di vede in quelli che piango
no, chedopò il pianto , per gli humori iui con treso
gregaci, alle volce la luce gli appare altrimente gnia
di quello cho parcua per avanti; ouero che vna fonc

vecchia appaia giouine . Il quinto , & vltimo mo que


do e , quando ildemonio oprá nella noſtra po
tenza imaginatiua; & queſto fa con la commo ba
cione degli humori, con il traſmutare le ſpecic do
feofibili, accioche cali coſc appaiano freſche, & le
nuoue in effe poteoze ( coficiuc ; come faria ver bo
bigracia , quãdo quelle cofe che ſono ignec, oue
Modo artif ro acquatichefaceffe apparere terreſtri , ouero
cioſo d'illu- ſecche ; & come anco fanno alcuni , che con
frone . queſto modo qualche volta faranno ſpogliare
tutti quelli che ſono in voá caſa , facendogli ap
parere che ogni coſa sia acqua , credendoſi di
doucrc nuocare in quella . Er con queſto vlcimo
modo non ſolamente ſono delufi , & immutati
Illuſione ne
Senſi interio ti fenfi eſteriori, ma ancoliinteriori, quando
Pues ofterio- occorre che ha moſtrata ypa coſa ad alcuno ,
ri che in verita' non è , quero naſcoſta alcun'altra ,
che è realmente ; & queſto tanto può fare il dia
uolo, quando l'huomo voghia , quanto anco ei
dorme. Veghiando lo fa , quando limoſtra vna
coſa in alero modo di quello che è , come faria ,
quando vno vedeſſe vn'altro che inghiocciffe, &
diuoraffc vn cauallo infieme con vn'huomo ar
mate
다. LIBRO SECONDO -365
mato , ò quando lo vedeſſe eſſere trasformato
in vna beſtia, ouero quando egli credeffe çſſerç
trasformato in beſtia , & douerandare in copa
gnia con le beſtie ; & all' hora gli ſenſi eſteriori
ſono delufi,& occupati da gli inceriori; perche
- quelle ſpecie fenfibili, che già erano riſerbate
e nellamemoria (nó gia intellettiua,in cui li riſer
bano le ſpecie intelligibili, ma ſi beac in quella
doue fi conſeruano dette specie ſenGbili)la qua
le ènella parte poſteriore del capo ,p virtùdia. Demonio co
me deluda i
bolica ſono cauate fuori, & portato al ſenſo có fenfi efterio .
mune , cioèalla potenza imaginativa ; & tanto 'ri.
fortemente l'imprime in quella, che ſi come ne
ceffariamente gli conviene imaginare vo ca
uallo , ò altra beſtia , per l'impecuolo atto col
quale il demonio cava fuori della detta memo
ria la ſpecie , & fimilitudine del cauallo , è be
ftia , così neceſſariamente gli conuicne iſtima,
re di vedere con gli occhi cſteriori ſolamente
quella tal beſtia , la qual in verità eſtrinſeca
mente non è bottia , ma così gli pare per l'im
petuoſa operatione del diauolo, mediante quel
le ſpecie ſenſibili. Ne ti paia coſa marauiglioſa
'che il demonio poſsi far queſto, poicheanco l'i Puilamata
re deludere
ſteſſa natura può fare il medeſimo ; come peri i fenfi ince
ſperienza ſi vede ne gli huomioi frenetici , ma- riori, e
ninconici, alicnati dimére , & vbriachi, li qua steriori .

linó poſſono diſcernere il vero ; & gli frenetici



366 DEL L'ARTE ESSOR C.

fipenſano alle volte di vedere coſe mirabilis ver


bigratia , beſtie horrende, & fpatentoſe , & nó.
dimeno niente vedono in verita'. Et le alcuno
cercaſſe oue ſia quella forma di quella beſtia
che alcuna volta il diauolo preſtigioſamente ci
Que ſia quel moſtra, ò nel ſenſo, ò ia ſe leffa , ouero nell'a
La forma che ria circonſtante ; gli ſi riſponde, che non è ſe
moſtra il de non nel ſenſo interiore principalmente; la qual
usonio .
nondimeno per la forte imaginatione riſulta ad
vn certo modo nel ſenſo eſteriore; come habbia
mo detto di ſopra , Er che per diabolia opera
tione ſi poſsi far queſto , può eſſere in dui modi.
Vno è quando verbigratia , le ſpecie de gli ani
mali che ſono riſeruate nella potenza imagina
tiua , per operatione diabolica corrono agli or
ganide'fenfi interiori, come accade nel ſogno ;
però quando quelle ſpecic toccano liorgani
dei fenfi eſteriori,come faria del viſo , fono vi
ſte nè più ,nèmeno come ſe foſſero preſenti , &
attualmente foſſero viſte. L'altro modo può ef
Immutati ſere per l'immutatione degli organiinteriori ,
gli organi in li quali ſendo immutati, il giudicio del ſenſo er
teriori,erre razsì come ſi vede piſperienza in Gllo che ha il
il giudicio gulto corrotto ,& guaito ,a' cui tutte le coſe dol
ce paiono amare . Et che li demoni poſsino íter
porre alcun corpo da loro fabricato fra il ſen
lo del viſo, ouero del tatto ,& quel menbro che
preſtigioſamente è leuato dal corpo , celo di
chiara
LIBRO SECONDO. 367

chiara beniſsimo l'Angelico dottore S. Tomaſo


nella prima parte della ſomma , alla queſtione
cxiiij.articolo iiij.dicendo. Quantunque la na .
tura corporale non obediſca à gli Angeli così
buoni ,comemali come loro piace, accioche il
demonio con la natural ſua poſſanza poſsi tral
mutare quella d'vna forma in vn'altra, poſſono
nódimeno aggiungere certi ſemi , li quali ſi tro
uano ne gli eleméti di queſto mondo per com
pire queſti ſuoi effetti , come dice S. Agoſting
nel iij.libro della Trinità ,cap. vj. & ſopra la Ge
neſi al vij.dice,che menete che gli Malefici con
le loro incantacioni fi sforzano di fare alcuna Aiutano i
demoni gli
coſa , li demoni vanno ſcorrendo per il mondo , Maghi.
& ſubito gli portano õlle coſe che gli biſogna
no , con le quali per diuina permiſsione produ
cono alcuna cola nuoua ; & però ( dice queſto
dotcore) ſi debbe dire, che tutte le traſmutatio
ni delle coſe corporali, le quali poſſono per al
cuna virtù naturale eſſere fatte, alle quali appar
tēgono gli detti ſemi, poflono p operatione dia
bolica effere fatte con gli aiuti diqueſti predet
ti ſemi; sì come ſi fa quando alcune coſe ſono
traſmutate in ſerpenti, ouero'rane , le quali fi
poſſono generare per putrefactione. Ma quelle Traſmuta:
traſmutationi delle coſe corporal che per vir- tioneSofian ;
tù naturale non poſſono eſſere fatte , per niun male no può
modo poſſono anco effer fasce per virtù diabo - wo,
lica i
368 DELL'ARTE ESSORC .

lica; come faria verbi gratia , che vn corpo hu


mano ſia mutato nel corpo d'vna beſtia , ouero
che va corpo morto reſuſciti . Et ſe alle volte
alcune di queſte coſe per operatione diabolica
pareſſero eſſer fatte , queſto non è ſecondo la
verità della cola, ma ſolamente ſecondo l'appa
renza eſteriore , la quale in molti modi può cl
ſere, come di ſopra habbiamo detto .

In che modo gli Malefici, ò Streghe poſsino leuare


da i corpi gli membri genitali.
Cap. VIIII .

A quanto habbiamo detto di ſopra è


Leware gli chiaro,& manifeſto , che gli Malefici,
membri ge
& Screghe,ouero gli demoni ad infta
nitali da i
corpi come za d'eſsi Maleficipoſſono cogliere , & leuare da
fra poßibile. gli huomini li loro membri genitali , non già có
verica ſpogliando li corpi humani di quelli ,
ma con l'arte ſua preſtigioſa naſcondendogli ;
verbigratia , con la propria operatione inter
ponendo va qualche corpo non membruto , ac
cioche tale illuſione preſtigioſa ſia fatta in co
Illuſione de
i ſenfe efte- lui che vorria toccare tal parte . Et non è coſa
riori . marauiglioſa che il demonio ad inſtanza d'una
Malefica poſsi ingannare gli ſenſi cſteriori hu
mani , poiche può anco ingannare gli ſenſi in
teriori , cavando fuori comehabbiano detto 1
della
LIBRO SECONDO 369
della memoria , ouero potenza imaginatiua le
forme, & fimilitudini delle coſe, & cõducédole
à gli ſuoi principij ( enfitiui, & gl'inganna nella
ſua operacionenaturale,moſtrandogli,& facen
dogli apparere la coſa che è viſibile inuiſibile ,
la tangibile incãgibile,l'vdibile inudibile, & co
si degli altri ſendi. Et come habbiamo detto di Membrigo
ſopra della potenza generatiua ,che l'impediſco Lenino da i
no perl'interpofitione d'alcun'altro corpo del corpi i Me.
l'iſtello colore,figura,& apparenza ; cosi paria befici.
mére pofono quiui interporre alcun corpo pia
no , & vguale , figurato di colore dicarne fra il
vifo , & tatto de gli occhi, & dellemani, & l'iſtef
So vero corpo del paciente , talmente che a giu.
dicio ſuo niente alcro gli parera poter toccare ,
che vn corpo piano,& vguale da niuo membro
interrotto. Ec acciochequeſto non ti para coſa
impoſsibile , addurremoalcuni teſtimonij , ac
cioche queſta verità Gia confirmata , & fortifica
ta in più modi ,cioè congli effempi, & con la ra
gione.Narrano dunque gli ſopranominati Au
tori che nella citca di Rauenfpurgo nella Ger- Giowine che
mania , fù vn certo giovine , che s'innamorò di Ji lamente
yna giovinetta , la qual poi volendo laſciare , soilmembro
glifu talmente leuato il membro geoitale congenitale .

la ſopradetta preſtigios'arte ,cheniéte altro po .
teua nè vedere , nè coccare in quelle parti,che
va çorpo piano , & vguale ; ilqual così anfiato ,
AA aadò
370 DELL'ARTE ESSO RC.
andò ad yna cantina per comprar del vino , &
jui fermatoſi alquanto , vennero due done ; vna
delle quali le domandò perche cauſa foſſe così
di mala voglia; a cui riſpoſe egli , narrandogli il
tutto , moſtrandogli anco la coſa eſſere così in
fatto . Et quella ,come aſtutiſsima,le addiman
dò , ſe egli haueſte ſoſpetto a niuna perſona :a
cui riſpoſe il giouine ; io ho:ſoſpetto alla tale,&
gliela nominò per nome, narrandole anco del
l'amore che cra ſtato fra di loro; al qual diſſe la
donna. Biſogna che cerchi con lufioghe di fare
Modo di cey in modo ch'ella ei riſani ; & ſe queſto non ci gio
ta da ima uera', fà che lo facci per forza. Vdendo que to
ghi, il giouine, nella meza notte andò à quella via ,
doue quella giouane Malefica ſoleua paſſare ,
& iui l'aſpecto ; la qual gionta, mentre che con
preghi la ſupplicaua che glireſtituifle la ſanita ,
& ella gurava eſſere innocéte , & dinon ſapere
coſa veruna d'intorno a queſto fatto ; la pigliò ,
& con vn drappolegandole , & ftringédole gra
demente il collo, & la gola, le diffe . Se non mi
reſticuirai la lanita , farai morta per lemie ma
ni; il che vedendo ella , & non potendo gridare,
cſlendoſele gia gófiáralafaccia , & diuenuta no
gra ,gli diffe ;laſciamiviua, ch'io ci fanarò ; & al
lentando il giouine la mano , & il nodo con che.
la Itringeva;ella co le mani toccandolo in quel
de partifra le coſcic, gli diffe; hora hai quel tan
to
1 LIBRO SECONDO . 371

to che deſideri . All ' hora il giouine ſentieller


gli reſtituito quel membro a , vanti che col ve
dere, & tatto licertificaſſe , che per il ſolo tatto
di quella Malefica foſſe riſanato . Narrano pa Giovine

rimente d'vn'altro giouinc,il quale andando al membro


s'ha perſoil
la confeſsione, tra l'altre coſe che narrò al con gen
nitade ..
feffore , Gi lamétò di hauer perſo il membro pre
detto ; il che vdendo quel venerando padre , gli
addimandò s'egli haueffe ſoſpetto a perſona al
cuna che gli haueſſe fatto tal maleficio, & fattu
ra ; a cui difíc ilgiouine hauerne vna ſoſpetta ,
ma lótána da quel luogo, cioè in Vormacia Cit
tà della Germania. Alhora diſſegli il confeflo
re; io t'eſforto ,che quanto prima la vadi a ritro
uare ,& con promiſsioni, lafinghe, & parole be
nigne, quanto potrai ti sforzid'indurla che ci
reftituiſca la ſanita ; il che å punto per punto fe
ce ilgiouine, Et dopò pochi giorni ritornando
con allegrezza à quel padre, gli narrò eflere ſta
to riſanato da quella. Molte altre iſperiés
ze fi potriano addurre , per confer
mare queſto noftro propofito ,
lo quali per breuita fi
se laſciano.

AA Chc
1372 DELL'ARTE ESSORC .
-Ebe gli Malefici, & Streghe poſsino trasformare fe
Steffe, gli altri buomini, donnein varic
forme. Cap. X.22:17

O
No anco queſti ſcelerati Ma
C
!
Trasforma ſtigioſa arte traſmutare, & trasforma
re ſi poſſono
iMaghi. re gl'huominiin forma di beſtie; & non ſolame
te gli altri, ma anco ſe ſtelle ; ma perche queſto
capicolo patiſce grandiſsima cótrarieta', però
ci fa biſogno dichiarare voa autorita, dalla cui
dichiaratione ſarà manifefta la verità dellaqua
le parliamo . , Habbiamo pella cauſa xxvj. alla
queſtione vinel capitolo. Epilcopi. queſte paro
le . Qualunque perfona che credo , che alcuna
creatura poſsi effer fatta ,ouero in meglio ,o
peggio immutata , ò trasformata in alcuna fi
militudine da altro che dal loro Creatore , che
ha creato ogni coſa , & per il quale tutte lo co
ſe ſono ſtate fatte , feoza dubbio veruno è infi
dele,& più prauod'vo Pagano . Dalle qualipa
role vogliono alcunipertinacemente difende
re , & affermare, chequeſte Maghe non poſsi
Dottrina no no ne ſe ſteſſe,ncaltri trasformare. A qualiri
tabile cano- ſponde S. Antonino nella prima parte della ſua
nice .
ſomma,citolo ij.capitolo vj.paragrafo v.dicen
do . Il diauolo alle volte per ingannare , opera
nella fantaſia dell'huomo; & ſpecialmente illu
dendo
: LIBRO SECONDO ! 373

dendo gli fenſi; il che dichiara con la ragion oa


turale , & anco con varic [peritoze . Primiera
mente có ragione in queſto modo.Le coſe cor
porali naturalmére ſono ſoggette, & obcdiſco
no alla natura Angelica quäto al moto locale
( come più volte habbiamo detto , & prouato di
føpra .). Lidemonipoi, quantunque habbino
mé perduca la gracia nel ſuo cadimento , non hāno
sto però perduca la virtù oacurale ; perche ( come virsis nasa
só dice S. Dion, nel libro dei diuini nomi,al cap . rale degli
ui iiij. ) leloro parci naturali ſono rimaſto intiere , demonis
12 & fplendidiſsime: & cociofia che la potéza fao
Ja taſtica , ouero imaginaciua noſtra ſia corpora
TO le , però naturalmente è ſoggetta a gli Angeli
Ja quãto alle traſmutacioni da loro procurate ; có
À le quali poſſono cauſare varie fantaſie per il de
ſcedere degli humori , & fpiriti al principio ſen
fitiuo . Queſto criandio è manifeſto dalle pa
role dell’ifteflo Canone di ſopra allegato , ouc
fi dice .Non è anco da eſſere tralaſciato, che cer
te -fcelerate donne dopò fatana caminando
fedotte dalle illuſioni , & fantálmi diabolici , &
credono , & confeffano di caualcare nel tem .
po della notte con Diana dea de i Pagani, ouces
ro con Herodiade , & con innumerabile mol.
titudine di donne ſopra certe beſtic , trapal
lando gli grandi ſpacij della terra . Ec più
di forco dice . Per queſta caufa il ſacerdoce.
AA 3 debb
374 DELL'ARTE ESSOR C.

debbe predicare al