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RESISTORI

l resistore (anche chiamato impropriamente resistenza), è un tipo di componente elettrico destinato


a opporre una specifica resistenza elettrica al passaggio della corrente elettrica.

I resistori hanno innumerevoli applicazioni sia in apparecchiature elettriche che elettroniche. Sono a
volte utilizzati per convertire energia elettrica in energia termica.

RESISTORI IDEALI
Nella Teoria dei circuiti il resistore è un componente ideale che
risponde alla legge di Ohm. Il resistore Ideale è un bipolo passivo che
conserva una resistenza elettrica costante qualunque siano i valori
assunti dalla tensione e dalla corrente. La sua equazione caratteristica
si desume dalla legge di Ohm ed è:

V=R*I

RESISTORI REALI
I resistori reali, sono caratterizzati dal valore della loro resistenza elettrica, espressa in ohm, nonché
dalla massima potenza (ovvero energia per unità di tempo) che possono dissipare, senza
distruggersi, espressa in watt. A volte, ma più raramente, al posto del valore della resistenza, è
indicato quello della loro conduttanza (che è l'inverso matematico della resistenza).

TIPI DI RESISTORI
Resistori ad impasto: Sono costituiti da una miscela di carbone (o grafite), talco e argilla legati
insieme da resine fenoliche in proporzioni varie a seconda del valore di resistenza che si vuole
ottenere; il tutto viene pressato a caldo in forma cilindrica, i terminali metallici (reofori) sono
affogati nella massa compressa.

Indipendentemente dal valore resistivo, i


resistori ad impasto sono realizzati in
formati con dimensioni diverse a seconda
della potenza dissipabile; i tipi di impiego
commerciale hanno potenze nominali
dissipabili di 1/4; 1/2: 1; 2 Watt; per
applicazioni particolari sono anche
realizzati resistori con potenze maggiori
di 2 Watt.
I resistori ad impasto hanno il valore di resistenza con tolleranza piuttosto elevata, presentano
robustezza sia meccanica che elettrica, sono di piccole dimensioni, hanno induttanza parassita
praticamente nulla.
Resistori a filo: Sono costituiti da un filo metallico avvolto su un supporto ceramico cilindrico o
di bachelite: il tutto viene protetto mediante laccatura resistente a temperature massime di lavoro
intorno ai 150 °C, o mediante vetrificazione di uno smalto resistente o temperature fino a 350 °C; i
due estremi del filo sono generalmente fissati con fascette metalliche che fanno anche da terminali.

Le precisioni ottenibili con i resistori a filo con potenze


fino a 5 Watt sono molto elevate, quindi sono usati per
costruire strumenti di misura, apparecchiature
professionali e resistenze campioni con precisione filo
allo 0.001 %.
Nel tempo mantengono immutato il valore resistivo
nominale (stabilità).

Resistori a strato: resistori a strato sono costituiti da una sottile pellicola di materiale
resistivo (qualche mm) avvolta su un supporto cilindrico isolante: sulla pellicola viene praticato
un solco che attraversa a spirale tutto il cilindro; i terminali vengono generalmente fissati a
pressione agli estremi del cilindro che viene
rivestito da un involucro isolante. I resistori a
strato hanno precisione e stabilità elevate,
corrente di rumore contenuta e buon
comportamento alle alte frequenze. I tipi di
materiale che costituiscono lo strato sono il
carbone, l’ossido di metallo, i metalli, le
vernici metalliche.
CODIFICAZIONE DELLE RESISTENZE
Nel caso in cui i resistori non abbiano i valori numerici stampati su di esso, si utilizza un codice
a colori, che per i resistori fissi sono definiti dalla EIA, tramite la "Tabella codici colori EIA-
RS-279".
RESISTORI VARIABILI
Il resistore il cui valore di resistenza elettrica può essere regolato secondo il requisito da un
componente regolabile collegato ad esso è chiamato resistenza variabile. È un componente
elettronico. Viene applicato in un circuito elettronico per la regolazione della resistenza del circuito
per controllare la tensione o la corrente di quel circuito o parte di quel circuito. La resistenza
elettrica viene variata facendo scorrere un contatto tergicristallo lungo una pista di resistenza. A
volte la resistenza viene regolata al valore preimpostato, come richiesto al momento della
costruzione del circuito, regolando la vite ad esso collegata e talvolta la resistenza può essere
regolata come richiesto controllando la manopola collegata ad esso. Il valore di resistenza attiva
del resistenza variabile dipende dalla posizione del contatto del cursore sulla traccia di resistenza.

TIPI DI RESISTORI VARIABILI


Fotoresistenze: La fotoresistenza (o fotoresistore) è un componente elettronico la cui resistenza è
inversamente proporzionale alla quantità di luce che lo colpisce. Si
comporta come un normale resistore, ma il suo valore in ohm
diminuisce a mano a mano che aumenta l'intensità della luce che la
colpisce. Ciò comporta che la corrente elettrica che transita
attraverso tale componente è proporzionale all'intensità di una
sorgente luminosa. In tale maniera si realizza una sorta di
potenziometro attuabile tramite la luce anziché tramite forze
meccaniche o segnali elettrici. Con un fotoresistore è possibile
realizzare una sorta di potenziometro, attuabile tramite la luce
anziché tramite forze meccaniche o segnali elettrici, che può
essere integrato in dispositivi come radiosveglie, dispositivi d'allarme, lampioni stradali o, in generale, in
dispositivi automatizzati per l'illuminazione.

Varistori: Il varistore è un componente elettronico che serve a proteggere gli altri componenti di un
dispositivo elettronico da fenomeni transitori di sovratensione. Il suo
comportamento può essere rappresentato da un resistore (non lineare) che,
superata la tensione caratteristica per cui è progettato, abbassa bruscamente
la sua resistenza in modo che il disturbo venga fortemente attenuato (sono
infatti chiamati anche VDR, sigla di Voltage Dependent Resistor: resistore
variabile con la tensione) scaricandolo a terra. Il comportamento dei varistori
risulta simmetrico: valgono le stesse caratteristiche sia con tensioni positive sia
negative. Il loro comportamento assomiglia a quello di due diodi zener in
antiserie (due diodi zener in serie ma collegati con polarità opposta).
CONDENSATORI
Nella teoria dei circuiti il condensatore è un componente ideale che può mantenere la carica e
l'energia accumulata all'infinito. Nei circuiti in regime sinusoidale permanente la corrente che
attraversa un condensatore ideale risulta in anticipo di un quarto di periodo rispetto alla tensione
che è applicata ai suoi morsetti. Un condensatore (indicato abitualmente con C) è generalmente
costituito da una coppia di conduttori (armature o
piastre) separati da un isolante (dielettrico). La carica
è immagazzinata sulla superficie delle piastre, sul
bordo a contatto con il dielettrico. Quindi all'esterno
si avrà un campo elettrico pari a zero a causa dei due
campi, uno positivo e uno negativo, che hanno per
l'appunto stesso modulo ma segno (verso) opposto,
mentre all'interno del dispositivo due volte il campo
elettrico perché entrambi i campi, sia quello positivo
sia quello negativo, hanno stesso modulo e stesso
verso. L'energia elettrostatica che il condensatore
accumula si localizza nel materiale dielettrico che è
interposto fra le armature

TIPI DI CONDENSATORI

Condensatori a film plastico: Le pellicole in film plastico possono essere prodotte con
spessori inferiori a quello della carta impregnata, e presentano una minore probabilità di punti
difettosi. Si possono quindi fabbricare condensatori che utilizzano queste pellicole come
dielettrico, dello spessore di pochi µm soltanto, in grado di resistere ad una tensione abbastanza
elevata. I condensatori a film plastico vengono prevalentemente utilizzati nei circuiti a
transistori. Nei condensatori in poliestere come strato elettroconduttore si può utilizzare una
lamina metallica, oppure il
metallo può essere depositato
direttamente sul film per
vaporizzazione sotto vuoto,
con uno strato dello spessore di
0,02 - 0,05 µm. Questi
condensatori vengono prodotti
con capacità fino ad alcuni µF
e con tensioni di lavoro fino a
1000 V. Sono da preferire nei
circuiti a bassa frequenza.
Condensatori elettrolitici: Quando sono necessarie capacità estremamente elevate si
devono utilizzare condensatori elettrolitici, perchè i tipi finora descritti assumerebbero
dimensioni proibitive. I condensatori elettrolitici sono composti da un elettrodo (anodo), sul
quale viene formato uno strato di ossido con elevata costante
dielettrica che funge da isolante. L'altro elettrodo (catodo) è
costituito da un elettrolita, un fluido elettricamente
conduttore di solito formato da una soluzione salina od
acida, e da un secondo elettrodo metallico che, nella
maggior parte dei casi, coincide con il contenitore stesso. In
quest'ultimo caso, l'involucro metallico esterno stabilisce il
collegamento tra l'elettrolita ed il terminale negativo del
condensatore. Lo spessore dello strato di ossido varia in
funzione della tensione di lavoro, e normalmente assume
valori dell'ordine degli

Condensatori ceramici: Il dielettrico dei condensatori ceramici è costituito generalmente


da una massa ceramica la cui costante dielettrica può essere
variata tra 10 e 10.000 mediante opportune composizioni. I
condensatori ceramici a bassa costante dielettrica si
distinguono per la stabilità del valore capacitivo e per le
perdite molto basse, e quindi sono i preferiti per l'utilizzo nei
circuiti oscillanti e ad alta precisione. I condensatori ad
elevata costante dielettrica permettono di ottenere capacità
elevate con scarso ingombro. I condensatori ceramici hanno
in generale piccole dimensioni, e vengono utilizzati di
preferenza nella tecnica delle alte frequenze. a seconda delle
necessità sono disponibili in molte forme costruttive. La
forma di condensatore ceramico più diffusamente utilizzata è
quella a disco, formata cioè da un dischetto di ceramica metallizzato sulle due facce, sulle quali
vengono saldati i terminali.

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