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1fv ELEMENTI DI BIOCHIMICA

I MATERIALI STRUTTURALI E FUNZIONI DEL SISTEMA VIVENTE: LE BIOMOLLECOLE


Nei vari tessuti del nostro organismo possiamo rilevare: ossigeno, carbonio, idrogeno e
azoto.
Il restante 4% include una gamma di elementi come il calcio e il fosforo.
L’elemento presente in maggiore quantità è l’ossigeno, ciò deriva dalla sua presenza
nelle molecole d’acqua. Il corpo umano è composto circa dal 65% di acqua.

Le biomolecole contribuiscono a determinare le strutture e le funzioni delle cellule.


Il loro studio è oggetto della biochimica, che indaga i meccanismi molecolari su cui si
basano i processi metabolici che assicurano il mantenimento della vita.
Si distinguono 4 classi principali di biomolecole, che spesso sono biopolimeri, cioè sono
grandi:
carboidrati lipidi proteine Acidi nucleici
Funzione energetica Funzione Funzione Depositari
e strutturale energetica, strutturale, dell’informazione
strutturale e di catalitica, genetica.
regolazione energetica, di
regolazione e
trasporto

I Sali minerali costituiscono circa il 5% della massa del nostro organismo.


Una frazione è formata da carbonio e fosfato di calcio, è un componente del tessuto
osseo.
I restanti Sali sono presenti come ioni nei liquidi cellulari e intercellulari e in parte
legati a biomolecole (es. il ferro è incorporato nell’emoglobina e il magnesio lo è nella
clorofilla).

Un polimero deriva dall’unione di un numero consistente di molecole più piccole, dette


monomeri.
La policondensazione è la sintesi di polimeri a partire dai monomeri, che spesso
comprende l’eliminazione di una molecola d’acqua.
L’idrolisi è la demolizione di un polimero, per rendere disponibili le molecole di un
monomero.
Viene attuato un processo di condensazione che causa la rottura dei legami.
Specifici enzimi, le proteine, fungono da catalizzatori.
I CARBOIDRATI
Detti anche glucidi o zuccheri sono composti contenenti carbonio, idrogeno e ossigeno
(poliidrossialdeidi, poliidrossichetoni)

Formula: Cn(H2O)n’

Funzioni principali:
-energetica: approvvigionamento, immagazzinamento e uso dell’energia
-strutturale: sostegno meccanico agli organismi vegetali

-Fotosintesi clorofilliana:
usa la luce del sole per trasformare CO2 e H2O in zuccheri e O2.

-Respirazione:
usa O2 e zuccheri per produrre energia chimica sotto forma di ATP con liberazione di
CO2 e H2O.

Sono distinti in:


monosaccaridi disaccaridi polisaccaridi
Glucosio e fruttosio Saccarosio Amido e cellulosa
Non possono essere 2 monosaccaridi uniti Polimeri ricchi di
idrolizzati monosaccaridi

Possono essere scissi per idrolisi nei


monosaccaridi costituenti.

I monosaccaridi, detti anche zuccheri semplici hanno molecole con una corta catena di
atomi di carbonio e sono composti polifunzionali.
Una caratteristica strutturale è quella di essere sostanze otticamente attive, perché
contengono atomi di carbonio chirali (legati da 4 sostituenti diversi)
• Glucosio: aldoesoso, si trova allo stato libero nelle piante, nel miele, il sangue in
una persona a digiuno ne contiene da 0,8 a 1,2g/L.
• Galattosio: aldoesoso, si trova unito al glucosio, nel disaccaride lattosio. È un
componente di molti polisaccaridi, come le pectine.
• Fruttosio: chetoesoso, si trova nei frutti dolci e maturi, nel miele e unito al
glucosio, nel saccarosio. Nell’uomo viene direttamente metabolizzato o
convertito in glucosio nel fegato.
DISACCARIDI
Derivano dall’unione di due monosaccaridi.
Nella reazione si forma un legame glicosidico, in cui un atomo di ossigeno fa da ponte
tra i due anelli molecolari.

Formula: C12H22O11

• Maltosio: unione di 2 molecole di glucosio. È presente nel malto, che si produce


nel corso della germinazione dell’orzo, usato anche nella produzione di birra.
• Cellobiosio: isomero del maltosio, si ottiene per idrolisi della cellulosa, può
essere digerito dagli erbivori e non dai carnivori.
• Lattosio: è lo zucchero del latte, si trova per il 4-5% nel latte vaccino e per il
6-7% in quello di donna. Se il lattosio in seguito all’idrolisi non presenta l’enzima
allora non sarà digerito.
• Saccarosio: è composto da glucosio e fruttosio. È il comune zucchero da tavola
che si estrae dalla canna da zucchero e dalla barbabietola da zucchero.

POLISACCARIDI
Sono polimeri naturali derivanti dalla policondensazione di molecole di monosaccaridi
che si uniscono attraverso legami glicosidici.

• Amido: polimero del glucosio, è la riserva energetica delle piante, dove è


immagazzinato, in forma di granuli. Costituisce la maggior parte dei carboidrati.
• Amilosio: ha catene polimeriche lineari avvolte a elica, solubile
• Amilopectina: ha catene ramificate e perciò è insolubile
• Glicogeno: polimero del glucosio, polisaccaride con funzione di riserva
energetica, si accumula nel fegato e nei muscoli scheletrici (300-350g)
• Cellulosa: polimero del glucosio, costituito da catene lineari. Si formano legami
idrogeno tra le catene che mantengono uniti i legami. Ne deriva un materiale
fibroso adatto per realizzare strutture come le cellule vegetali e il legno.
• Chitina: polisaccaride derivato dalla cellulosa. Forma l’esoscheletro degli
invertebrati.
LIPIDI
Sono biomolecole chimicamente eterogenee, formate da carbonio, idrogeno, ossigeno,
fosforo e azoto. Sono insolubili in acqua e solubili nei solventi organici apolari.

Funzioni:
-di riserva energetica: trigliceridi
-strutturale: fosfolipidi e glicolipidi
-regolatrice: ormoni steroidei e vitamine

saponificabili insaponificabili
Trigliceridi: esteri del glicerolo con acidi Steroidi: lipidi con 4 anelli saturi. Negli
grassi, sono triesteri perché tutti e 3 i animali lo steroide più abbondante è il
gruppi alcolici del glicerolo sono colesterolo.
esterificati. Sono distinti in grassi e oli a È anche presente nel sangue, se si segue
seconda che a temperatura ambiente una dieta troppo ricca di grassi saturi.
siano solidi o liquidi. Gli oli vegetali I livelli eccessivi rappresentano un rischio.
possono essere acidi grassi insaturi Il colesterolo è usato dall’organismo per la
(contenenti 1 o più doppi legami) es. acido sintesi di steroidi come ormoni sessuali e
oleico (monoinsaturi), acido la vitamina d.
linoleico(diinsaturo), acido
linolenico(triinsaturo). Si possono ottenere
trigliceridi solidi mediante idrogenazione
catalitica, cioè addizione di idrogeno ai
doppi legami.
Fosfolipidi: composti di carbonio, Vitamine liposolubili:
idrogeno, ossigeno, fosforo e azoto. I -A: coinvolta nella formazione del
fosfogliceridi derivano dall’esterificazione pigmento ottico presente nella retina
di 2 ossidrili alcolici del glicerolo con 2 -D: regola il metabolismo del calcio e del
molecole di acidi grassi, mentre il terzo fosforo
atomo di carbonio è legato a un gruppo -E: svolge una funzione antiossidante
fosfato, a sua volta unito a un gruppo -K: funzione regolatrice nella coagulazione
organico. La struttura aveva una testa
polare e una coda apolare.
Glicolipidi: derivano da un amminoalcol
che sostituisce il glicerolo, legato poi a un
acido grasso e a un carbonio. Si trovano
all’esterno delle membrane cellulari.
Cere: gruppo di lipidiche derivano
dall’unione di una molecola di acido
grasso con una molecola di alcol diverso
dal glicerolo.
AMMINOACIDI
Sono composti organici bifunzionali in quanto contengono un gruppo carbossilico e un
gruppo amminico. Sono monomeri delle proteine.
Hanno almeno un carbonio chirale legato a 4 sostituenti diversi. Sono otticamente attivi.

Legame peptidico: si stabilisce dopo l’interazione fra il carbossile di un amminoacido e


il gruppo amminico di un altro amminoacido, con eliminazione di una molecola di acqua.

PROTEINE
Sono polimeri costituiti da lunghe catene lineari di amminoacidi uniti tramite legami
peptidici.
• Proteine semplici: contengono solo residui di amminoacidi.
• Proteine coniugate: contengono gruppi prostetici, come l’emoglobina.

La struttura delle proteine:

• Struttura primaria: rappresentato dal numero e dal tipo dei residui di


amminoacidi e dal loro ordine.
• Struttura secondaria: conformazione spaziale che assume in seguito ai legami
idrogeno. La conformazione poteva essere a elica o a foglietto ripiegato.
• Struttura terziaria: le proteine sono composte da segmenti di strutture
secondarie, unite da tratti della catena polipeptidica che sono privi di strutture
regolari. La catena si raggomitola assumendo un aspetto compatto.
• Struttura quaternaria: è l’associazione di 2 o più catene polipeptidiche tenute
insieme da interazioni deboli.

La classificazione delle proteine:


-fibrose: di forma allungata e insolubili in acqua, sono molto robuste ed
elastiche per questo sono idonee per svolgere funzioni strutturali.
-globulari: di forma sferica e solubili in acqua, svolgono molti compiti delicati
per i processi vitali (enzimi, ormoni…).

Funzioni:
-energetica: è una funzione comune. Se si esauriscono carboidrati e lipidi, l’organismo
può ricavare energia dall’ossidazione delle proteine (4kcal).
-strutturale: tipica delle proteine fibrose, la più abbondante proteina strutturale è il
collagene che costituisce il 6% del peso corporeo. Il collagene entra nella composizione
dei tessuti connettivi (derma, tendini, cartilagini e ossa). Altre proteine sono cheratine e
fibroina (seta).
-contrattile: è svolta dall’actina e dalla miosina che sono i costituenti delle fibre
muscolari contrattili.
-catalitica: è svolta dagli enzimi che agiscono da catalizzatori in grado di rendere
possibile delle reazioni chimiche che agiscono da inibitori.
-di trasporto: emoglobina che trasporta i globuli rossi, che trasporta l’ossigeno dai
polmoni ai tessuti e l’albumina presente nel plasma
-regolatrice: proteine che agiscono da ormoni, come l’insulina prodotta dal pancreas
che regola la glicemia e l’ormone della crescita prodotto dall’ipofisi
-difesa: svolta dagli anticorpi
-di riserva: fonte di nutrimento per l’embrione in via di sviluppo, come il glutine.
GLI ACIDI NUCLEICI
Sono il DNA e l’RNA, sono polimeri polinucleotidi.

Un nucleotide è formato dall’unione di 3 componenti:


• Base azotata sono citosina, timina, uracile, adenina e guanina
• Zucchero aldopentoso desossiribosio e il ribosio
• Gruppo fosfato ossidrile del carbonio dello zucchero (estere)

DNA:
• Materiale ereditario presente nel nucleo cellulare come costituente dei
cromosomi
• È a doppia elica

RNA:
• Traduce al di fuori del nucleo le istruzioni genetiche del DNA
• Singolo filamento
Tipi:
• -messaggero: è la copia del DNA che deve essere veicolata ai ribosomi.
• -trasporto: trasporta gli amminoacidi ai ribosomi.
• -ribosomale: costituente dei ribosomi dove si trova associato alle proteine.
BIOTECNOLOGIE

I CAMPI DI APPLICAZIONE DELLE BIOTECNOLOGIE

-rosse: collegate alla medicina


-verdi: applicazioni nel settore agroalimentare
-grigie: applicazioni ambientali, come rimozione di inquinanti
-bianche: uso di biocatalizzatori nei processi industriali per prodotti commerciali

MEDICINA: LE BIOTECNOLOGIE ROSSE


-miglioramento della produttività
-lo studio dei meccanismi cellulari
- la ricerca e la produzione di molecole attive dal punto di vista farmacologico
-la diagnostica
-la terapia genica
-l’uso delle cellule staminali

Prodotti medicinali:
-produzione di ormoni come l’insulina (pag.210) o l’ormone della crescita per curare
diabete e disturbi della crescita
-interferoni per combattere virus e far regredire i tumori
-interleuchine molecole proteiche che fungono da messaggeri chimici

Settore diagnostico:
-diagnosi precoce importante per molte patologie come i tumori o infezioni
-metodiche molecolari più accurate e meno invasive
-i nuovi test codificano la proteina e amplificano la porzione di DNA interessata
-ricerca di oncogeni nei tessuti tumorali che subiscono mutazioni

Vaccini ricombinati:
-quando il nostro corpo viene a contatto con un agente estraneo, produce anticorpi
contro quel virus.
-una parte degli anticorpi prodotti da l’immunità
-somministrando virus precedentemente uccisi, il nostro organismo produce anticorpi
senza ammalarsi
-i vaccini inattivi non conferiscono un’immunizzazione duratura nel tempo

-vaccini attenuati, i microorganismi vengono somministrati da vivi, ma dopo aver usato


un trattamento per attenuare la patogenicità
-presenta qualche rischio di infezione

-vaccini ricombinati prodotti con le biotecnologie superano i problemi dei vaccini


tradizionali
-isolano il gene che nel microorganismo codifica la proteina che suscita la risposta
immunitaria
-Il gene viene poi inserito in un batterio coltivato in vitro
-si somministra una miscela di proteine

-vaccini polivalenti, miscele di proteine

Terapia genetica:
-approccio terapeutico basato sulla modificazione del patrimonio genetico di una cellula
-scopo di correggere un difetto genetico
-o di conferire una nuova funzione alla cellula trattata per combattere una patologia

Delle cellule germinali Delle cellule somatiche


Trasferimento del materiale genetico Si attua intervenendo sulle cellule
all’interno di cellule germinali o staminali somatiche.
totipotenti e la modifica si trasmette Gli effetti sono limitati all’individuo e non
anche alla prole. Si temono manipolazioni si riscontrano nella prole non ponendo
eugenetiche. problemi etici. Viene diviso in ex vivo (in
provetta) e in vivo (direttamente
nell’organismo del paziente).
Terapia ex vivo consiste nel prelevare le
cellule somatiche della persona
interessata e metterle in coltura. È
applicabile solo ai tessuti che si possano
prelevare dal corpo, modificare
geneticamente e reintrodurre nel
paziente.
Terapia in vivo le cellule non possono
essere coltivate in provetta o prelevate e
reimpiantate. Il gene viene inserito
nell’organismo tramite un vettore per via
locale o sistematica.
SETTORE AGROALIMENTARE: LE BIOTECNOLOGIE VERDI
La metà del raccolto mondiale viene distrutto in un anno da malattie delle piante
provocate da parassiti che attaccano le coltivazioni o compromesso dalle avversità
ambientali, come mancanza di acqua e fertilizzanti.
Il continuo aumento della popolazione pone anche il problema dell’incremento delle
produzioni alimentari.
L’uomo ma sempre operato il miglioramento genetico delle specie coltivate sia negli
aspetti agronomici che nelle caratteristiche merceologiche.
Nell’ultimo secolo le biotecnologie hanno ideato l’ OMG ovvero organismi geneticamente
modificati a scopo alimentare. Il successo e lo sviluppo di questi prodotti è dovuto al
miglioramento genetico di piante e animali per il sostentamento dell’uomo.

Come si realizza una pianta transgenica:


-il presupposto è la totipotenza della cellula vegetale, la capacità di una singola cellula
vegetale di riprodurre un organismo intero
-non tutte le specie vegetali sono rigenerabili a partire da una sola cellula

-infezione con l’agrobatterio si usa per introdurre le molecole di DNA nella cellula
vegetale scelta e farle integrare con il DNA proprio della cellula
-il batterio che causa una proliferazione incontrollata delle cellule e la produzione di
tumori deve la sua patogenicità al plasmide Ti che contiene i geni virulenti.

-il metodo balistico serve quando le piante non riescono ad essere infettate
dall’agrobatterio
- si bombarda la pianta con microproiettili metallici ricoperti col DNA che lo vincolano
dentro le cellule dove avverrà l’integrazione del genoma vegetale.

Proprietà delle piante transgeniche:


-le prime piante transgeniche dette di prima generazione furono ad esempio il pomodoro
a marcescenza ritardata ottenuto trasferendo nel DNA un gene che ritarda la
degradazione della pectina
-mais resistente alla piralide (una falena) inserendo nel DNA dei geni batterici
producenti proteine tossiche per i parassiti
- per difendere i raccolti si sono quindi inseriti nella pianta geni presi da batteri
insensibili alla molecola erbicida, ciò rende la pianta più resistente.

Biopharming:
-un sistema di produzione di molecole d’interesse farmacologico attraverso l’uso di
piante transgeniche
- offre vantaggi per la sicurezza del prodotto
-non possono essere attaccate da agenti patogeni animali impedendo contaminazioni
-le biotecnologie usano le piante come bioreattori in grado di produrre vaccini
AMBIENTE: LE BIOTECNOLOGIE GRIGIE
-Giocano un ruolo importante per quanto riguarda l’inquinamento
-smaltimento rifiuti
-biorisanamento suolo e acque
-diagnostica ambientale

Biorisanamento: due strategie principali


-aumentando le capacità degradative dei microorganismi presenti nell’ambiente
inquinato, modificando i parametri fisico-chimici dell’ambiente stesso tramite vari
espedienti
-apportando un aggiustamento di nicchia tramite microorganismi che favoriscono la
trasformazione degli inquinanti presenti. Può essere realizzato attraverso la
biostimolazione che favorisce la crescita di batteri autoctoni e la bioaugmentation che
aumenta la capacità di demolizione
INDUSTRIA: LE BIOTECNOLOGIE BIANCHE
I progressi sono stati fatti grazie ai biocatalizzatori costituiti da organismi viventi o dai
loro enzimi, utili come sostituti dei catalizzatori.
I biocatalizzatori inoltre catalizzano reazioni migliori a temperature basse.
A volte sono necessari dei bioreattori dove la matrice inquinata viene trasferita per il
trattamento e da cui una volta bonificata sarà estratta e rimessa nell’ambiente.

Biorisanamento dei metalli Biorisanamento da uranio impoverito


La tattica usata per il biorisanamento dei Alcuni funghi riescono a bloccare l’uranio
metalli prevede l’impiego di batteri in in una forma di minerale difficilmente
grado di rendere solubili alcuni metalli. assimilabile da animali, piante e falde
Anche far crescere alcune specie di piante acquifere.
in terreni contaminati è d’aiuto. Producono alcuni acidi organici che
convertono l’uranio in una forma che i
funghi riescono a riassorbire.

Industria alimentare:
-si usano enzimi di tipo idrolitico (carboidrati, proteasi e lipasi) impiegati nella
trasformazione del mais, dei latticini, della carne e nella produzione di bevande
-alfa-amilasi, glucoamilasi e glucosio isomerasi per la lavorazione delle materie perime
-lipasi per la degradazione dei grassi
-lattasi per la trasformazione del lattosio nei suoi componenti base
-prodotti a ridotto contenuto di colesterolo

PROSPETTIVE E RISVOLTI ETICO-SOCIALI DELLE BIOTECNOLOGIE


-Biodiversità è l’insieme delle varietà biologiche a livello di specie, di geni e di
ecosistemi.
-biodiversità di
Geni La varietà si riferisce a piante derivate da un antico ibrido . il termine
tecnico che le indica è cultivar
Specie
Ecosistemi