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N.06 FEBBRAIO 2004
RIVISTA ELETTRONICA DELLA CASA EDITRICE WWW.ALLENATORE.NET
REG. TRIBUNALE DI LUCCA N° 785 DEL 15/07/03
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T A T T I C A

Ottimizzare la contrapposizione
tattica: affrontare il 4-4-2.
A cura di LUCA PRESTIGIACOMO

Le possibili soluzioni per mettere in difficoltà un avversario che gioca con il 4-4-2,
in relazione alle esigenze della partita.

La scelta del modulo “ideale”.

Nel corso della partita possono verificarsi una serie di situazioni critiche, che l’allenatore deve sapere affrontare in
maniera ottimale, al fine di poter poi raggiungere un risultato positivo. Quando si sta vincendo o perdendo, è importante
dare alla squadra delle indicazioni di vario tipo per mantenere il risultato (nel primo caso) o per ribaltarlo (nel secondo
caso). In questi casi, a seconda della situazione tattica, il tecnico potrà comportarsi in diversi modi. Lo “strumento” più
semplice a disposizione dell’allenatore è quello di dare semplici consigli e raccomandazioni ai suoi giocatori. Potrà
altresì apportare delle modifiche tattiche al proprio modulo. Senza variarlo, si può infatti chiedere ai giocatori di
comportarsi in maniera differente in fase offensiva, preferendo certi movimenti e schemi a discapito di altri, puntando
maggiormente sulla profondità piuttosto che sull’ampiezza o viceversa, etc; in fase difensiva, ad esempio, si possono
variare i movimenti a scalare, o la linea di inizio pressing. Altri modi attraverso cui l’allenatore può affrontare una
situazione critica, è l’interscambio di posizioni fra due o più giocatori presenti in campo e la sostituzione di questi con
delle riserve. Infine, si può intervenire per “portare a casa” il risultato cambiando il proprio sistema di gioco,
adottandone uno attraverso il quale mettere in difficoltà offensiva o difensiva quello avversario. Tutti questi strumenti
naturalmente possono essere adottati congiuntamente: ad esempio si può cambiare modulo inserendo nello stesso tempo
nuovi giocatori in campo.
Ovviamente, tanto più la situazione tattica vede la nostra squadra in crisi, tanto più occorre agire in maniera decisa. Se si
sta vincendo ma l’avversario non pare metterci minimamente in difficoltà, basterà dare qualche raccomandazione ai
nostri giocatori. Se viceversa stiamo vincendo e la squadra avversaria ci sta mettendo in seria difficoltà, oppure stiamo
perdendo e non c’è modo di renderci pericolosi, può addirittura essere opportuno modificare il modulo di gioco iniziale.
Ciò dipende anche da quanto tempo manca al termine della gara: è ovvio che se il tempo a disposizione è poco vi è un
naturale incentivo ad apportare dei cambiamenti via via sempre più radicali.
Affrontiamo ora le modalità attraverso cui l’allenatore deve decidere che modulo scegliere, a gara in corso, contro un
determinato avversario. Partiamo però dal presupposto che, essendo il cambio di modulo una modalità d’intervento da
usare con cautela, è meglio attuarlo solo in situazioni di grande difficoltà. Infatti, soprattutto se la squadra è stata
organizzata alla perfezione sulla base di un determinato modulo, variandolo si rischia di togliere ai giocatori importanti
punti di riferimento sul campo.
Il sistema di gioco da contrapporre a quello rivale per metterlo in difficoltà deve essere scelto basandoci sui suoi punti
deboli e i suoi punti di forza , al fine di esaltare i primi e limitare i secondi. Tutto ciò dipende ovviamente non solo dal
modulo adottato dall’avversario, ma soprattutto da come lo interpreta nelle due fasi, ossia dagli specifici movimenti
attuati dai giocatori in fase offensiva e dagli specifici movimenti a scalare attuati in fase difensiva.
Determinanti sono poi le caratteristiche dei giocatori avversari: il sistema di gioco ottimale va scelto anche in base al
principio che vanno limitate le loro individualità più pericolose, cercando altresì di mettere in difficoltà quelle più
“deboli”.
Il nuovo modulo va scelto anche cercando di non scombussolare troppo quello di partenza: i due moduli devono essere
in qualche modo compatibili, sarebbe rischioso se il cambiamento fosse troppo radicale. Chiedere movimenti totalmente
sconosciuti alla squadra non gioverebbe sicuramente al fine di “portare a casa” il risultato. Il nuovo modulo deve poi
essere tale da esaltare le caratteristiche dei nostri giocatori presenti in campo. Comunque, vale il discorso fatto prima:
quanto meno manca al termine e quanto più la situazione è critica, tanto più è lecito apportare cambiamenti
rivoluzionari.
Per ricapitolare, il sistema di gioco ottimale da opporre a quello rivale va scelto in base ai seguenti fattori:

• Livello di “criticità” della situazione


• Tempo rimanente al termine della gara
• Punti deboli e punti di forza del sistema avversario, in base a come lo interpreta
• Caratteristiche giocatori avversari: individualità “forti” e “deboli”
• Livello di compatibilità del nuovo sistema con quello di partenza (ampiezza del cambiamento)
• Livello di compatibilità con le caratteristiche dei nostri giocatori (esaltarne le caratteristiche)

Dal punto di vista di come attuare il cambio di modulo, c’è da dire che vi sono due modalità: lo spostamento dei
giocatori già presenti in campo o l’inserimento di nuovi giocatori dalla panchina più adatti al nuovo sistema di gioco. Il
tecnico deve poi essere chiaro e rapido nel dare indicazioni ai suoi circa la nuova disposizione in campo e i movimenti
richiesti.

Ipotizziamo ora di stare affrontando una squadra schierata col 4-4-2 nei due casi in cui si sta perdendo e vincendo, e di
essere costretti a cambiare modulo per via della situazione tattica che ci vede in netta difficoltà. Ovviamente, questa
analis i non può tenere in considerazione alcuni dei fattori visti sopra. Infatti, si deve per forza prescindere dal modo in
cui l’avversario interpreta il modulo e dalle sue individualità. Allo stesso tempo si deve per forza presumere che il
modulo scelto sia compatibile con quello di partenza, e che esso sia sufficientemente compatibile con le caratteristiche
dei nostri giocatori. Quindi, questa analisi va interpretata dal punto di vista strettamente teorico, e le proposte che
verranno fatte non hanno nessuna pretesa di oggettività.

Attaccare un avversario disposto con il 4-4-2.

Nel caso in cui si stia perdendo contro una squadra disposta con un 4-4-2, un sistema di gioco ideale per metterla in
difficoltà potrebbe essere il 4-2-3-1 (fig.1).
In linea di massima, le situazioni numeriche che si verranno a creare in campo sono le seguenti:

• 4 contro 2 dei nostri difensori nei confronti delle loro punte (2 contro 2 quando avanzano i terzini)
• 2 contro 4 dei nostri mediani nei confronti dei loro (4 contro 4 quando avanzano i terzini)
• 4 contro 4 in attacco
• 2 contro 2 su ciascuna fascia
• 2 contro 2 in mezzo al campo
• 2 contro 2 in mezzo alla difesa rivale (quando il nostro trequartista si inserisce in avanti)
• 2 contro 2 dei nostri difensori centrali nei confronti delle loro punte

Dato che occorre ribaltare il risultato, bisogna che i due terzini giochino molto avanzati, partendo quasi a livello dei due
mediani interni, e che siano sempre pronti alle sovrapposizioni ed agli sganciamenti sulle fasce. A seguito di ciò, i due
difensori centrali si troveranno in parità numerica con le punte rivali, ma ciò è ovviamente un rischio che bisogna
accettare in questi frangenti. Chiedendo ai due terzini di giocare alti, aumenta però il nostro grado di pericolosità sulle
corsie esterne, dove occorre cercare di sfondare quando la squadra avversaria si chiude nella propria metà campo a
difesa del risultato (dobbiamo infatti partire dal presupposto che siamo riusciti a prendere in mano il pallino del gioco,
schiacciando l’avversario nella sua area attraverso un pressing ultraoffensivo e costante e ad una buona circolazione di
palla).

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Come si può notare in fig.2, ciò che rende il 4-2-3-1
particolarmente pericoloso nei confronti di un 4-4-2 è il
posizionamento dei quattro giocatori avanzati: le due ali e
soprattutto la punta e il trequartista. Punta centrale e trequartista,
disposti fra loro ad asse, possono mettere in seria difficoltà la
coppia di centrali difensivi avversaria. La mezzapunta, disposta
nelle spazio neutro fra le seconda e la terza linea rivale,
costringerà infatti un difensore centrale ad uscire per chiuderla:
lo spazio che si verrà a creare potrà essere aggredito da una
delle due ali tramite taglio dall’esterno verso l’interno. Il
trequartista potrà anche inserirsi in avanti affiancando la punta
centrale. In tal modo si viene a creare una coppia di attacco
disposta in linea: il 2:2 nei confronti della coppia centrale della
difesa rivale potrà di conseguenza essere sfruttato attraverso
combinazioni fra le due punte stesse.
Punta e trequartista potranno quindi interagire secondo una
vasta gamma di movimenti. Importante è soprattutto che i due
eseguano dei movimenti uno va-uno viene, per mettere in crisi i
centrali difensivi rivali, come illustrato in fig.3. Con palla in
possesso di un mediano interno, la punta viene incontro, mentre
la mezzapunta si getta nello spazio venutosi a creare, e viene
N. 1 appunto servita dal portatore di palla in profondità.
Le ali hanno il compito primario di partire larghe, in modo da
tenere occupati i terzini rivali dilatando la difesa, e obbligando
quindi i due difensori centrali a trovarsi due contro due nei
confronti della nostra punta e del nostro trequartista. Poi, le ali dovranno essere pronte ad aggredire, attraverso dei tagli
ad entrare, gli spazi creati dai movimenti della punta.

N. 2 N. 3

In alternativa, le ali possono posizionarsi negli interspazi fra i terzini e i difensori centrali, per poi aggredire la
profondità scattando verso la porta al momento opportuno.
Con palla in possesso di un terzino, compito dell’ala sarà quello di dargli profondità sulla fascia, scattando verso il
fondo o venendo incontro a secondo di cosa sia più conveniente.
Le due ali devono anche interagire con la punta e il trequartista, in modo che vi sia una concatenazione nei loro
movimenti di creazione e aggressione degli spazi. In fig.4 a pagina successiva, vi è un esempio di questi movimenti
coordinati che creano problemi alla retroguardia rivale. In questo esempio, il portatore di palla è la mezzapunta; la punta
e l’ala destra si incrociano effettuando due tagli opposti: la punta libera lo spazio centrale scattando verso la zona
esterna dell’area di rigore, mentre l’ala aggredisce lo spazio creato dal compagno con un taglio ad entrare. Nello stesso
momento, l’ala opposta, quella sinistra, viene incontro al portatore di palla, offrendogli la possibilità di un passaggio
sicuro, e liberando lo spazio sulla fascia per l’inserimento dell’esterno difensivo sinistro.

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Per quanto riguarda il comportamento dei due centrali di centrocampo, essi dovranno cercare di far circolare palla con
velocità, privilegiando il passaggio verso il trequartista o la punta al fine di mettere in difficoltà la coppia di difensori
interni avversari; nel caso in cui il passaggio centrale sia sconveniente, per via dell’ottimale chiusura degli spazi da
parte degli avversari in queste zone, i due centrali dovranno optare per l’apertura verso le fasce a favore dei terzini o
delle ali.
Comunque, dovendo cercare di scardinare il
sistema difensivo di un 4-4-2, è meglio non
puntare troppo sullo sfondamento nelle corsie
esterne, dis ponendo questo modulo di una
coppia di laterali per fascia, che rende agevole
per gli avversari le chiusure e i raddoppi di
marcature in queste zone. Essendosi
l’avversario chiuso nella sua metà campo
occorre però ribadire che dilatarne il sistema
difensivo tenendolo occupato sulle corsie
esterne è sempre importante, così come
l’esecuzione di continui e rapidi cambi di
gioco e di un incessante movimento senza
palla generale.
E’ però importante, al fine di conquistare il
N. 4 possesso palla e di schiacciare l’avversario
nella sua metà campo, applicare un pressing
alto e costante: da ciò ne deriva che i giocatori
devono anche sapere applicare in maniera
esauriente la fase difensiva del nuovo modulo. A tal riguardo il 4-2-3-1 si trasforma con naturalezza in un 4-4-2 in fase
di non possesso, con lo scivolamento delle due ali ai lati degli interni di centrocampo. Se però si vuole puntare su una
veloce ripartenza una volta riconquistata palla, è meglio rischiare qualcosa in più in fase difensiva (soprattutto se manca
poco alla fine del match), lasciando le due ali in posizione avanzata.
Quindi, contro un 4-4-2 occorre in generale cercare di sfruttare gli interspazi fra un difensore e l’altro e la zona neutra
fra la seconda e la terza linea, e il 4-2-3-1 può essere il mo dulo adatto ad ottenere ciò.

Imbrigliare una squadra che attacca con il 4-4-2.

Ipotizziamo ora che il risultato ci veda in vantaggio, con la squadra rivale che ci sta però schiacciando nella nostra metà
campo mettendoci in seria difficoltà tattica, senza possibilità di riuscire a riprendere in mano il pallino del gioco con un
efficace pressing alto. In tale situazione, in cui si può reputare opportuno modificare il sistema di gioco per limitare la
fase offensiva rivale, il modulo di gioco più opportuno per contrapporsi a un 4-4-2 può essere il 5-4-1 (fig.5).
Questo modulo permette infatti una ottimale copertura di tutte le zone difensive; infatti, le situazioni numeriche che si
vengono a creare nelle varie zone sono le seguenti (considerando che in fase offensiva, il 4-4-2 avversario, dovendo
ribaltare il risultato, si trasforma in un 2-4-4 con l’avanzata di terzini ed esterni di centrocampo):

• 5 contro 4 in difesa
• 4 contro 4 a centrocampo
• 1 contro 2 in attacco
• 2 contro 2 su ciascuna fascia
• 3 contro 2 al centro della difesa
• 2 contro 2 al centro del campo

Come si vede, le loro punte si trovano ad affrontare i nostri tre difensori centrali, mentre le loro coppie di esterni si
troveranno contro le nostre coppie: ciò permette a noi di gestire al meglio questi giocatori basilari nei temi offensivi di
una squadra schierata col 4-4-2. Ovviamente, dei tre difensori, quello in mezzo dovrà staccarsi dagli altri arretrando di
qualche metro, fungendo da libero per una migliore copertura degli spazi. L’applicazione del fuorigioco deve essere
infatti fortemente limitata in frangenti in cui la squadra è in difficoltà tattica. In queste situazioni il dispositivo difensivo
deve garantire la massima sicurezza e deve basarsi su movimenti e scalate semplici che si adattino alla disposizione
dell’avversario. Anche il pressing alto deve essere tentato solo se la squadra è in grado di attuarlo senza rischi, e perché
ciò si verifichi è necessario che i nostri giocatori non sia in difficoltà tattica e psicologica.

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Riguardo all’applicazione del 4-5-1 contro il 4-4-2, occorre che
il tecnico dia indicazioni ai suoi circa le modalità delle scalate
difensive. Con palla centrale, i quattro centrocampisti devono
stringersi, in modo da chiudere gli spazi ai due interni di
centrocampo rivali. Limitarne la libertà significa infatti
annullare buona parte del gioco avversario, essendo i due
centrocampisti interni degli importanti punti di riferimento per
la manovra. Con questa disposizione infatti, i nostri mediani
potranno agevolmente attuare dei raddoppi di marcatura nei
confronti dei centrocampisti centrali, una volta che questi
abbiano ricevuta palla.
Di facile applicazione saranno inoltre i raddoppi da parte della
nostra coppia di esterni nei confronti dei centrocampisti laterali
rivali, se il portatore di palla opterà per una apertura del gioco
indirizzando loro la sfera. La disposizione della squadra con
palla centrale è mostrata in figura 6.
Nel caso in cui il portatore di palla avversario posizionato
centralmente trasmetterà la sfera a un terzino, il meccanismo a
scalare relativo è mostrato in figura 7. Nella figura si può vedere
come il nostro mediano laterale vada a chiudere il nuovo
portatore di palla, mentre il nostro terzino avanza pronto a
N. 5 contrastare l’esterno rivale. Tutti gli altri 4 membri della difesa
completano il movimento a scalare. Si noti come vi sia sempre
una situazione di 3 contro 2 nei confronti delle punte avversarie
anche su palla laterale. Anche gli altri 3 mediani scalano verso il
lato forte, creando anche qui una situazione di 3 contro 2 nei confronti dei centrocampisti interni rivali: se la palla
dovesse essere trasmessa a uno di quest’ultimi, il raddoppio di marcatura sarà di facile esecuzione.
Per il resto, il tecnico deve chiedere alle coppie di esterni di stare sempre piuttosto vicini per essere pronti a raddoppiare
sui laterali rivali, e a tutta la squadra di rimanere corta e stretta all’interno della propria metà campo.

N. 6 N. 7

Una volta riconquistata palla, occorre cercare di ribaltare immediatamente il gioco, avendo come punto di riferimento la
punta avanzata che deve venire incontro per dare alla squadra i tempi per salire. La punta potrà poi fare sponda agli
inserimenti dei mediani. Dato che in copertura preventiva gli avversari disporranno probabilmente dei soli due difensori
centrali, è consigliabile che la punta cerchi di smarcarsi verso le fasce (rimaste libere), in modo da portare uno di essi
fuori zona. Il 5-4-1 può al limite trasformarsi in un 3-4-3 in fase offensiva, con la salita delle coppie di esterni.

In definitiva, le proposte fatte in relazione a come affrontare un 4-4-2 in situazioni critiche sono soggettive, ma sono
state finalizzate a far capire i criteri e le modalità attraverso cui un tecnico può operare per raggiungere un risultato
positivo nel corso del match che si sta disputando.

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LUCA PRESTIGIACOMO E’ NATO A MILANO IL 07/06/1982.

STUDIOSO ED APPASSIONATO DEGLI ASPETTI TECNICO-TATTICI


DEL GIOCO DEL CALCIO, AUTORE DI DIVERSI CONTRIBUTI
APPARSI SU ALLENATORE.NET. HA SCRITTO IL LIBRO “STRATEGIA
E TATTICA DI GARA”.

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