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e-POD banca dati documentale RFI - download effettuato il 21/12/2020 14:08:45 - stato di vigenza: IN VIGORE - livello di riservatezza Uso

pubblico
SOSPENSIONE A MENSOLA ORIZZONTALE IN
ALLUMINIO PER LINEA AEREA DI CONTATTO
25 kV c.a.
Foglio
SPECIFICA TECNICA DI FORNITURA Codifica: RFI DTC ST E SP IFS TE 162 A 2 di 35

INDICE
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PARTE I - GENERALITÀ 4
I.1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE 4
I.2 DOCUMENTAZIONE CORRELATA 4
I.3 ABBREVIAZIONI 6
PARTE II - REQUISITI DEL QUALITA’ 6
II.1 FORNITORI 6
II.1.1 Assicurazione di Qualità 6
PARTE III - PRESCRIZIONI E REQUISITI DEL PRODOTTO 7
III.1 CONDIZIONI DI RIFERIMENTO 7
III.1.1 Ambientali 7
III.2 DATI TECNICI 7
III.2.1 Dati generali della linea 7
III.2.2 Dati della linea di contatto 8
III.2.3 Dati elettrici 8
III.3 TIPOLOGIE E CARATTERISTICHE GEOMETRICHE 8
III.4 CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE 9
III.4.1 Attacchi al sostegno 9
III.4.2 Morsetteria 9
III.4.3 Mensola 10
III.4.4 Tirante mensola - palo 10
III.4.5 Attacco del tirante alla mensola 10
III.4.6 Supporto per morsetto di sospensione 10
III.4.7 Braccio di poligonazione con attacco del tirante di poligonazione 11
III.4.8 Tiranti di poligonazione 11
III.4.9 Isolatori 12
III.5 IDENTIFICAZIONE DELLE SOSPENSIONI 12
PARTE IV - IDONEITA’ TECNICA DEL PRODOTTO 13
IV.1 RICHIESTA D’IDONEITA’ TECNICA DEL PRODOTTO 13
IV.2 PROVE DI TIPO 14
IV.2.1 Generalità 14
IV.2.2 Prove di tipo sui componenti 15
IV.2.3 Prove di tipo sulle sospensioni complete 15
IV.2.4 Certificato relativo alle caratteristiche della materia prima 15
IV.2.5 Controllo visivo e dimensionale 16
IV.2.6 Controllo della zincatura 16
IV.2.7 Prove di carico meccanico sui componenti 16
IV.2.8 Prove di carico meccanico statico delle sospensioni 18
IV.2.9 Prova a fatica 21
IV.2.10 Prova di invecchiamento 22
IV.2.11 Prova di corto circuito 23
IV.2.12 Prova d’appello 24
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PARTE V - ACCETTAZIONE DEL PRODOTTO 25


V.1 CONDIZIONI DI ACCETTAZIONE 25
V.2 PROVE DI ACCETTAZIONE 25
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V.3 PROVA DI COMPATIBILITA’ GEOMETRICA E RESISTENZA AL SERRAGGIO 27


V.4 PROVE D’APPELLO 27
V.5 PROVE DI SELEZIONE 27
V.6 IMBALLAGGI, PROTEZIONI E MARCATURE 28
V.7 ISTRUZIONE IN CASO DI NON CONFORMITÀ 28
ALLEGATO A - SCHEMI DI CARICO PER PROVE SUI COMPONENTI 29
ALLEGATO B – PROVE DI CARICO MECCANICO SULLE SOSPENSIONI 32
ALLEGATO C - SCHEMA DI CARICO PER PROVA A FATICA 35
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PARTE I - GENERALITÀ
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I.1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE

Scopo della presente Specifica Tecnica di Fornitura è quello di definire le caratteristiche tecniche,
costruttive e funzionali delle sospensioni in alluminio a mensola orizzontale isolate a 25 kV c.a.
utilizzate per il sostegno della linea di contatto AV/AC sulle linee della Rete Ferroviaria Italiana
S.p.A., nonché di disciplinare le procedure per le prove d’idoneità tecnica e di accettazione a cui
le stesse devono essere sottoposte.
La presente specifica tecnica disciplina la fornitura delle sospensioni sopra citate definendo tra
l’altro:
 le caratteristiche generali;
 le normative di riferimento;
 le modalità di imballaggio.

I.2 DOCUMENTAZIONE CORRELATA

Le sospensioni in questione devono essere conformi a quanto prescritto dalla presente specifica
tecnica di fornitura, mentre, per gli aspetti non disciplinati dalla presente specifica si dovrà fare
riferimento alle sotto elencate Norme vigenti alla data dell’offerta:

Identificativo Norma Titolo Norma

 RFI DMAIM TE SP IFS 015 Morsetto in CuNi2Si per l’attacco del filo sagomato sez. 100 – 150
mm2;
 RFI DPR PD IFS 020 A Prescrizioni per la gestione di fornitura di materiali eseguite in
assicurazione della Qualità;
 RFI DMA SP IFS 44 Verifica di requisiti di affidabilità, manutenibilità e disponibilità
nelle fasi di omologazione di prodotto;
 RFI DTC ST E ST IFS TE 161 A Isolatori per sospensioni a mensola orizzontale in alluminio per
linee aeree di contatto a 25 kV c.a.;
 CEI 7-6 ed. 1997 Norme per il controllo della zincatura a caldo per immersione;
 CEI EN 50125-2/EC ed.2018 Applicazioni ferroviarie, tranviarie, filoviarie e metropolitane -
Condizioni ambientali per gli equipaggiamenti - Parte 2: impianti
elettrici fissi;
 CEI EN 50367 ed.2013 Applicazioni ferroviarie, tranviarie, filoviarie e metropolitane –
Sistemi di captazione di corrente – Criteri tecnici per l’interazione
tra pantografo e linea aerea (per ottenere il libero accesso);
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 CEI EN 50367/A1 ed.2017 Applicazioni ferroviarie, tranviarie, filoviarie e metropolitane –


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Sistemi di captazione di corrente – Criteri tecnici per l’interazione


tra pantografo e linea aerea (per ottenere il libero accesso)
(Addendum;
 CEI EN 50367/EC ed.2018 Applicazioni ferroviarie, tranviarie, filoviarie e metropolitane –
Sistemi di captazione di corrente – Criteri tecnici per l’interazione
tra pantografo e linea aerea (per ottenere il libero accesso)
(Errata Corrige);
 CEI EN 50119 ed. 2010 Applicazioni ferroviarie, tranviarie, filoviarie e metropolitane -
Impianti fissi - Linee aeree di contatto per trazione elettrica;
 CEI EN 50119/A1 ed. 2014 Applicazioni ferroviarie, tranviarie, filoviarie e metropolitane -
Impianti fissi - Linee aeree di contatto per trazione elettrica
(Addendum);
 IEC 61109 ed. 2008 Insulators for overhead lines – Composite suspension and tension
insulators for a.c. systems with a nominal voltage greater than 1
000 V – Definitions, test methods and acceptance criteria;
 IEC 61952 ed.2008 Insulators for overhead lines – Composite line insulators for A.C.
systems with a nominal voltage greater than 1000 V – Definitions,
test methods and acceptance criteria;
 IEC 62217 ed. 2012 Polymeric insulators for indoor and outdoor use with a nominal
voltage >1000 V- General definitions, test methods and
acceptance criteria;
 UNI EN 1090-3:2008 Esecuzione di strutture di acciaio e di alluminio - Parte 3:
Requisiti tecnici per le strutture di alluminio;
 UNI EN 586-2 ed. 1996 Alluminio e leghe di alluminio – Fucinati – Caratteristiche
meccaniche ed altre caratteristiche richieste;
 UNI EN 755-2 ed. 2016 Alluminio e leghe di alluminio – Barre, tubi e profilati estrusi –
Parte 2a: Caratteristiche meccaniche;
 UNI CEI EN ISO/IEC 17025 Requisiti generali per la competenza dei laboratori di prova
ed. 2018 e taratura;

 UNI CEI EN ISO/IEC 17025/EC1 Requisiti generali per la competenza dei laboratori di
ed. 2018 prova e taratura – Errata corrige 1;

 EN 10088-1 ed. 2014 Lista degli acciai inossidabili.


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I.3 ABBREVIAZIONI
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Ai fini della presente Specifica Tecnica di Fornitura, valgono le seguenti abbreviazioni:


 FdC Filo di Contatto;
 LdC Linea di Contatto;
 RFI Rete Ferroviaria Italiana S.p.A.;
 Sospensione Sospensione in alluminio a mensola orizzontale;
 STF Specifica Tecnica di Fornitura.

PARTE II - REQUISITI DEL QUALITA’

II.1 FORNITORI

II.1.1 Assicurazione di Qualità

I Fornitori del materiale, oggetto della presente STF, devono operare con un Sistema di Gestione
per la Qualità certificato da un Organismo accreditato ACCREDIA e conformemente a quanto
previsto dalle Prescrizioni per la Gestione di Forniture di Materiali eseguite in Assicurazione della
Qualità secondo la Procedura Operativa Direzionale RFI DPR PD IFS 020 A.
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PARTE III - PRESCRIZIONI E REQUISITI DEL PRODOTTO


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Le sospensioni devono essere verificate meccanicamente e definite geometricamente tenendo conto


delle “Condizioni di riferimento” e “Dati tecnici” (vedi Parag. III.1 e III.2).

III.1 CONDIZIONI DI RIFERIMENTO

III.1.1 Ambientali

In accordo con CEI EN 50119 – CEI EN 50119/A1 e CEI EN 50125-2 i dati ambientali assunti
come riferimento per la determinazione dei carichi e sovraccarichi da considerare per il calcolo
statico delle sospensioni sono:
 Caso A: Temperatura minima .............................................................. -20 °C;
 Caso B: Temperatura ............................................................................ 5 °C;
Velocità del vento (classe W4) .............................................. 36 m/s (130 km/h);
 Caso C: Temperatura ............................................................................ - 5 °C;
Carico del ghiaccio (classe media) ......................................... 7 N/m;
 Caso D: Temperatura ............................................................................ - 5 °C;
Velocità del vento (*) ............................................................ 36 m/s (130 km/h);
Carico del ghiaccio (classe media) ......................................... 7 N/m.
(*) Secondo le indicazioni della CEI EN 50119, nel caso D viene considerata una spinta del vento
pari alla metà di quella derivante dal vento a 36 m/s. Tale condizione corrisponde ad una
velocità del vento pari a 36/2 m/s ( 91,6 km/h).

III.2 DATI TECNICI

III.2.1 Dati generali della linea

 Velocità nominale di progetto della linea ............................................ 300 km/h;


 Scartamento .......................................................................................... 1435 mm;
 Distanza palo–rotaia ............................................................................. 2400 mm;
 Raggio nominale minimo di curva........................................................ 3000 m (*);
 Sopraelevazione massima ..................................................................... 160 mm;
 Deviatoi ................................................................................................. tg 0,022 ÷ 0,074.

(*) Le casistiche con raggio di curva da 2000 m non sono previste dal progetto, ma sono analizzate a titolo
conoscitivo e allo scopo di fornire elementi di valutazione per l'impiego delle sospensioni in punti
singolari della linea (interconnessioni, …).
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III.2.2 Dati della linea di contatto


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La linea di contatto con corda portante e filo di contatto verticalmente complanari e senza freccia
positiva, è costituita come di seguito riportata:
 Una corda portante
- sezione: ....................................................................................................... 120 mm2
- tiro: .............................................................................................................. 1625 daN
 Un filo di contatto
- sezione: ........................................................................................................ 150 mm2
- tiro: ............................................................................................................. 2000 daN
 Lunghezza della campata ....................................................................... massima: 61 m
 Altezza del piano di contatto ................................................................................ 5300 mm
 Ingombro normale della catenaria ....................................................................... 1250 mm
 Poligonazione (fili di contatto e corde portanti)
- normale in piena linea: .............................................................................. 200 mm
- massima (R.A. – P.S.S.): ............................................................................ 250 mm
 Larghezza archetto (profilo standard archetto Europeo) ...................................... 1600 mm
 Spazio per il sollevamento libero e non limitato del filo di contatto ................... 200 mm

III.2.3 Dati elettrici

 Tensione nominale .............................................................................................. 25 kV c.a.


 Livello di isolamento:
- tensione di tenuta a impulso atmosferico a secco - 1,2/50 μs: .................... 250 kV
- tensione di tenuta a frequenza industriale sottopioggia: ............................. 125 kV
 Linea di fuga degli isolatori (valore nominale minimo) ...................................... 1250 mm
 Distanza nominale in aria tra conduttori e terra (CEI EN 50119):
- statica: .......................................................................................................... 270 mm
- dinamica: ..................................................................................................... 150 mm

III.3 TIPOLOGIE E CARATTERISTICHE GEOMETRICHE

Le sospensioni sono del tipo a mensola orizzontale in alluminio con isolamento agli attacchi al
sostegno, pertanto la mensola orizzontale e il tirante di sostegno risultano in tensione.
Le sospensioni “base” previste sono le seguenti:
- Tipo N disegno E 71548 sospensione normale di piena linea;
- Tipo N..xi disegno E 71549 sospensione asse di punto fisso;
- Tipo R disegno E 71550 sospensione per fili inattivi nelle sovrapposizioni (posti
di R.A. e sottosezionamento);
- Tipo S disegno E 71551 sospensioni d’asse nelle sovrapposizioni isolate (posti
di sottosezionamento).
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Ciascuna delle suddette tipologie può assumere due configurazioni di montaggio:


- T configurazione tesa
- C configurazione compressa
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III.4 CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE

Le sospensioni devono essere costruite con profilati estrusi e componenti di collegamento stampati
entrambi in lega di alluminio EN AW-6082 (Al Si 1 Mg Mn) stato T6 (norme UNI EN 755-2 e
UNI EN 586-2).
Le membrature delle sospensioni devono essere collegate con spine o bullonerie in acciaio inox.
In tutti i collegamenti dove i componenti della sospensione sono soggetti a movimenti relativi, e
cioè:
- attacco della mensola al sostegno;
- attacco del tirante al sostegno;
- attacco del tirante di poligonazione al braccio di poligonazione;
- morsetto filo di contatto / tirante di poligonazione;
- morsetto di sospensione / supporto;
gli accoppiamenti devono essere realizzati con contatti inox/inox o inox/lega di rame.

III.4.1 Attacchi al sostegno

Le sospensioni si interfacciano con il sostegno mediante attacchi stampati in lega d’alluminio EN


AW-6082 (Al Si 1 Mg Mn) stato T6, e corredati di bulloni a gancio in acciaio zincato.
La “cerniera di collegamento” che consente la rotazione in senso orizzontale della mensola deve
essere realizzata mediante l’impiego di perni, boccole montate a forza nel corpo mobile di
alluminio e rondelle di appoggio, tutti in acciaio inox al fine di ottenere una buona sensibilità alla
rotazione, oltre a evitare usure per attrito dei componenti in alluminio.
Gli attacchi ai supporti penduli e\o alle traverse devono essere costituiti da un corpo fisso in
acciaio zincato e una parte mobile in lega d’alluminio.
Gli attacchi degli isolatori al sostegno devono permettere:
- una rotazione della sospensione di ± 90° rispetto all’asse trasversale della linea;
- una regolazione della posizione in senso verticale sul palo senza soluzione di continuità;
- l’eventuale pre-montaggio della mensola e del tirante palo-mensola in posizione verticale.

III.4.2 Morsetteria

Con i conduttori della linea di contatto l’interfaccia deve essere realizzata con morsetti in lega di
rame CuNi2Si per il filo di contatto e CuAl10Fe2-C-GM EN 1982 per la corda portante, connessi
alla sospensione per mezzo di un contatto lega di rame/acciaio inox al fine di evitare fenomeni di
corrosione.
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III.4.3 Mensola
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La mensola orizzontale deve essere costituita da un profilato cavo chiuso con due scanalature
esterne, estruso in lega di alluminio EN AW 6082 (Al Si 1 Mg Mn) stato T6 (UNI EN 755-2).
La mensola deve essere fissata rigidamente all’isolatore che è collegato all’attacco al sostegno
mediante una cerniera che consente la completa rotazione della mensola nel piano verticale, allo
scopo di permettere la regolazione in opera dell’altezza della linea di contatto senza dover spostare
gli attacchi al sostegno.
L’estremità libera della mensola deve essere chiusa da un tappo sagomato in nylon di colore nero
montato a pressione, ma che comunque consente lo scarico dell’acqua.

III.4.4 Tirante mensola - palo

Il tirante mensola – palo deve essere costituito da un profilato cavo chiuso nel quale, ad una
estremità, è inserita e collegata con spine in acciaio inox un’asta in profilato pieno che, mediante
una foratura a passo, consente una variazione della lunghezza del tirante con passo di 100 mm.
L’asta in profilato pieno a sua volta deve essere collegata a un tenditore, in acciaio inox
X5 CrNi18-10 (EN 10088-1), che permette di realizzare una variazione in opera della lunghezza
del tirante di ± 50 mm, ottenendo così, se necessario, un regolazione dell’altezza della linea di
contatto senza dover intervenire sugli attacchi al sostegno. L’altra estremità del tirante deve essere
fissata all’isolatore del tirante.
Entrambi i profili devono essere estrusi in lega di alluminio EN AW 6082 (Al Si 1 Mg Mn) stato
T6 (UNI EN 755-2) e su ciascun tirante deve essere indicato il “range” di lunghezza che il tirante
può realizzare (L minima – L massima).

III.4.5 Attacco del tirante alla mensola

L’attacco del tirante alla mensola deve essere costituito da un corpo stampato in lega d’alluminio
EN AW-6082 (Al Si 1 Mg Mn) stato T6. La sagoma dell’attacco deve essere tale che, con l’attacco
montato sulla mensola, sia possibile ripiegare il tirante parallelamente alla mensola al fine di
facilitarne il trasporto.
Il collegamento al tirante deve essere realizzato mediante spina in acciaio inox X5 CrNi18-10
(EN 10088-1) e il fissaggio dell’attacco sulla mensola deve essere ottenuto per mezzo di due viti
speciali in acciaio inox e relativi dadi autobloccanti, che si inseriscono nella scanalatura esterna
della mensola e che consentono di regolare la posizione dell’attacco lungo tutta la lunghezza della
mensola stessa senza soluzione di continuità e senza “distacco accidentale” dell’attacco dalla
mensola.

III.4.6 Supporto per morsetto di sospensione

Il supporto per morsetto di sospensione deve essere costituito da un corpo stampato in lega
d’alluminio EN AW-6082 (Al Si 1 Mg Mn) stato T6.
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Il fissaggio del supporto alla mensola deve essere ottenuto per mezzo di due viti speciali in acciaio
inox e relativi dadi autobloccanti, che si inseriscono nella scanalatura esterna della mensola e che
consentono di regolare la posizione dell’attacco lungo tutta la lunghezza della mensola stessa
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senza soluzione di continuità e senza “distacco accidentale” dell’attacco dalla mensola.


In caso di distanze filo-fune diverse da quelle standard sono previsti supporti di “tipo alto”.

III.4.7 Braccio di poligonazione con attacco del tirante di poligonazione

Il braccio di poligonazione è costituito da:


 un attacco stampato in lega d’alluminio EN AW-6082 (Al Si 1 Mg Mn) stato T6, che
garantisce l’accoppiamento con la mensola;
 un tubo compresso in lega di alluminio EN AW-6082 (Al Si 1 Mg Mn) stato T6, che
determina la lunghezza del braccio di poligonazione;
 un terminale stampato in lega d’alluminio EN AW-6082 (Al Si 1 Mg Mn) stato T6, collegato
al tubo mediante compressione, nel quale è a sua volta compresso un perno M14 in acciaio
inox;

Al braccio di poligonazione è connesso l’attacco del tirante di poligonazione, costituito da uno


snodo occhiolo-forcella in acciaio inox e relativa bulloneria anch’essa di acciaio inox.

Il fissaggio del braccio di poligonazione alla mensola deve essere ottenuto per mezzo di due viti
speciali in acciaio inox e relativi dadi autobloccanti, che si inseriscono nella scanalatura esterna
della mensola e che consentono di regolare la posizione dell’attacco lungo tutta la lunghezza della
mensola stessa senza soluzione di continuità e senza “distacco accidentale” dell’attacco dalla
mensola.

Sono previste diverse lunghezze del braccio di poligonazione in funzione della distanza tra fune
portante e filo di contatto e della geometria della sospensione.

III.4.8 Tiranti di poligonazione

I tiranti di poligonazione devono essere costituiti da un tubo estruso in lega di alluminio


EN AW 6082 (Al Si 1 Mg Mn) stato T6 (UNI EN 755-2) con alle estremità inserti in acciaio inox
connessi a compressione.
In piena linea è previsto un solo tirante di poligonazione di lunghezza 1200 mm e altezza h della
cerniera di attacco sul piano di contatto è pari a 200mm.
I tiranti di poligonazione devono permettere un libero sollevamento del pantografo fino a 200 mm.
Nelle sovrapposizioni (Posti di R.A. e P.S.S.) e negli scambi, in funzione delle condizioni di
utilizzo delle sospensioni, devono essere utilizzati ulteriori tipi di tiranti di poligonazione aventi
profilo e dimensioni appropriate.
Le caratteristiche meccaniche dei vari tipi, sono riportate sui relativi disegni.
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III.4.9 Isolatori

Nelle sospensioni è previsto l’uso di due tipi di isolatori per collegare la mensola e il tirante ai
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rispettivi attacchi al sostegno.


Gli isolatori devono essere realizzati secondo quanto indicato nella RFI DTC ST E SP IFS TE 161
vigente.

III.5 IDENTIFICAZIONE DELLE SOSPENSIONI

Su ogni componente, escluso la bulloneria della sospensione (es. isolatori, morsetteria, attacchi al
supporto, tiranti di poligonazione, mensola, tirante mensola – palo, ecc.), devono essere riportate
in modo indelebile le seguenti indicazioni:

 nome e marchio del Fornitore;


 mese ed anno di fabbricazione;
 categoria e progressivo.
La modalità di applicazione delle marcature (etichette autoadesive, incisioni, inchiostro indelebile,
scrittura serigrafata con impianto laser, ecc.) deve essere approvata da RFI.
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PARTE IV - IDONEITA’ TECNICA DEL PRODOTTO


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IV.1 RICHIESTA D’IDONEITA’ TECNICA DEL PRODOTTO

La fornitura delle sospensioni è subordinata alla preventiva idoneità tecnica del prodotto da
effettuarsi attraverso la Struttura Tecnica competente di RFI.
Il processo d’idoneità tecnica ha lo scopo di dimostrare la rispondenza del prodotto alla presente
STF nonché di verificare la capacità complessiva del Fornitore, la bontà dei materiali impiegati e
l’adeguatezza dei cicli produttivi.
I costi conseguenti allo svolgimento dell’attività del suddetto processo sono completamente a
carico del Fornitore.
Le società interessate alla fornitura dei materiali, oggetto della presente STF, dovranno presentare
la seguente documentazione in duplice copia:
 certificazione relativa al sistema di qualità o dichiarazione dell’Impresa che opera in regime di
Assicurazione di Qualità secondo quanto previsto al punto II.1;
 documento descrittivo del processo produttivo (piano di fabbricazione e controllo) che ha lo
scopo di descrivere:
- le modalità e le fonti di approvvigionamento dei materiali necessari per la realizzazione
dei componenti che compongono la sospensione;
- le principali fasi di fabbricazione, controllo e collaudo fino all’imballaggio del prodotto.
Detta documentazione, esaminata e vistata da RFI, rimarrà presso il Fornitore a disposizione per
eventuali controlli e verifiche.
Nel caso di valutazione preliminare favorevole del progetto da parte della Struttura Tecnica
competente di RFI, il Fornitore dovrà presentare la certificazione attestante il superamento delle
prove di tipo di seguito previste.
Tutta la documentazione di cui sopra deve essere redatta in lingua italiana.
Nel caso in cui il Fornitore ritenga necessario apportare modifiche ancorché migliorative al
materiale, è obbligato a comunicarle tempestivamente alla Struttura Tecnica competente di RFI per
l’approvazione.
L’acquisizione dell’idoneità tecnica per la fornitura delle sospensioni da parte del Fornitore, potrà
essere sospesa nei casi di:
 malfunzionamenti evidenti e/o ripetuti;
 variazioni sostanziali delle condizioni d’impiego;
 monitoraggi del prodotto che comportino valutazioni insufficienti;
 modifiche del prodotto non comunicate secondo le prescrizioni precedenti;
 modifiche importanti al ciclo produttivo;
 scostamenti significativi dello standard qualitativo del prodotto;
 variazione nei cicli di manutenzione che comportano aumenti significativi dei costi di
esercizio.
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IV.2 PROVE DI TIPO


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IV.2.1 Generalità

Le prove di tipo devono essere eseguite presso laboratori terzi accreditati ACCREDIA, o da enti
facenti parte dell’Accordo di mutuo riconoscimento ILAC-MRA. Qualora il laboratorio non sia
accreditato per un specifico test è necessario che la prova sia condotta con la supervisione di un
Organismo di certificazione, riconosciuto da RFI, che redige il rapporto della prova.
Nell’ambito del processo d’idoneità tecnica, RFI si riserva di presenziare a tutte o parte delle
prove.
Le prove di tipo vanno ripetute in seguito a modifiche dei criteri di progettazione e/o di
fabbricazione e/o di materiali impiegati, ovvero su richiesta di RFI.
Esse si intendono eseguite su prodotto finito ed alle condizioni ambientali previste e dovranno
essere effettuate secondo le modalità previste dalle Norme richiamate, in vigore alla data di
presentazione della richiesta d’identità tecnica.
Qualora le sospensioni da fornire, sia già stata oggetto di analogo procedimento da parte di altro
Ente, se completamente rispondente alla presente STF, è facoltà di RFI accettare la
documentazione relativa all’esecuzione delle prove di tipo di seguito indicate, sempre che detta
documentazione risulti esaustiva e sia rilasciata da laboratori legalmente riconosciuti operanti
secondo la Norma UNI CEI EN ISO 17025.
A conclusione del procedimento dell’idoneità tecnica, in caso di esito positivo, RFI restituirà una
copia vistata di tutta la documentazione approvata.
RFI si riserva comunque, a propria cura e spese, la facoltà di richiedere l’effettuazione di ulteriori
prove e/o verifiche anche non comprese fra quelle specificate nella presente STF.
Dopo l’analisi e l’approvazione della documentazione tecnica, il Fornitore dovrà realizzare i
campioni che dovranno essere sottoposti alle prove di tipo.
Al materiale oggetto della presente STF sarà rilasciata l’idoneità tecnica a seguito dell’esito
positivo delle prove di tipo, in deroga a quanto previsto dalla procedura RFI DMA PS IFS 44 A.
Condizioni ambientali di prova
Se non diversamente specificato, le prove devono essere eseguite alle condizioni ambientali di
laboratorio come appresso indicato:
 temperatura ......................... : 15 °C ÷ 35 °C
 umidità relativa ................... : 25% ÷ 75%
 pressione atmosferica ......... : 86 ÷ 106 kPa
Le effettive condizioni ambientali di prova devono comunque essere riportate sui documenti
relativi.
Le prove di tipo sono previste:
- sulle sospensioni complete;
- sui componenti delle sospensioni.
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IV.2.2 Prove di tipo sui componenti

Gli isolatori della sospensione ed il morsetto per l’attacco del filo di contatto al tirante di
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poligonazione dovranno essere sottoposti a prove di tipo secondo le modalità indicate


rispettivamente nei documenti di seguito indicati:
- RFI DTC ST E SP IFS TE 161 per gli isolatori;
- RFI DMAIM TE SP IFS 015 per i morsetti di attacco del filo di contatto.
Nel caso di utilizzo di isolatori e di morsetti che hanno già superato l’iter d’idoneità tecnica, le
prove di tipo non saranno ripetute ed è necessario indicare, nel Piano di Qualità il produttore
dell’isolatore e la documentazione necessaria che ne attesti l’idoneità tecnica di entrambi i
materiali.
Per gli altri componenti della sospensione, le prove previste e il numero di campioni da sottoporre
alle prove sono indicati nella Tabella 1
Tabella 1

Tipo Prova Metodo di Prova N° di campioni


Certificato relativo alle caratteristiche della materia
A IV.2.4
prima
Tutti i campioni
B Controllo visivo e dimensionale IV.2.5 della prova D
C Controllo della zincatura IV.2.6
D Prova di carico meccanico sui componenti IV.2.7 3

IV.2.3 Prove di tipo sulle sospensioni complete

Sulle sospensioni complete, le prove previste e il numero di campioni da sottoporre alle prove
sono indicati nella Tabella 2.
Tabella 2

Tipo Prova Metodo di prova N° di campioni


Prova di carico meccanico statico delle 1 per ogni tipologia
E IV.2.8
sospensioni prevista nel par. IV.2.8
F Prova a fatica IV.2.9 1
G Prova di invecchiamento IV.2.10 1
H Prova di corto circuito IV.2.11 1

IV.2.4 Certificato relativo alle caratteristiche della materia prima

Il Fornitore deve presentare i certificati delle caratteristiche della materia prima relativi ai
materiali impiegati per la costruzione dei vari componenti e gli eventuali trattamenti superficiali.
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IV.2.5 Controllo visivo e dimensionale


Tutte le dimensioni fondamentali e le relative tolleranze indicate sui disegni costruttivi delle
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sospensioni e dei singoli componenti dovranno essere verificate.


I pezzi andranno esaminati controllando che:
 le loro superfici siano omogenee e di colore uniforme;
 le loro superfici siano esente da cricche, cavità e mancanza di materiale tali da pregiudicare la
loro funzionalità;
 la marcatura, posta ove richiesta, dovrà essere chiara e leggibile;
 non siano presenti bave o parti taglienti/appuntite tali da pregiudicarne la funzionalità o da
poter recare danno alle persone durante la manipolazione del pezzo.

IV.2.6 Controllo della zincatura


Per i componenti zincati a caldo, quali gli attacchi interfaccia della sospensione al supporto
pendulo e i bulloni a gancio degli attacchi al supporto, il controllo dovrà essere secondo quanto
indicato nelle norme CEI 7-6.

IV.2.7 Prove di carico meccanico sui componenti


Devono essere sottoposti alla prova di carico meccanico n. 3 campioni per ogni componente
indicati nella tabella 3 di seguito riportata.

Tabella 3

N° Componente Schema di carico


Allegato A
1 Attacco della mensola al sostegno Fig. A1
2 Attacco del tirante al sostegno Fig. A2
3 Braccio di poligonazione e attacco del tirante di poligonazione Fig. A3
4 Attacco del tirante alla mensola Fig. A4.1 – A4.2
5 Tirante regolabile mensola-palo Fig. A5
6 Tiranti di poligonazione Fig. A6

Componenti N° 1-2-5

Per l’esecuzione della prova gli attacchi al sostegno (N°1-2) devono essere montati come in
esercizio, su uno spezzone di profilato UPN appropriato nel caso di attacchi al palo o su opportune
staffe negli altri casi. Lo schema di prova è indicato nelle fig. A1 – A2.
Il tirante regolabile mensola/palo (n° 5), di lunghezza variabile, deve essere montato nella
lunghezza massima di variabilità e di regolazione prevista dal disegno. Lo schema di prova è
indicato nelle fig. A5.
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Il carico (o combinazione di carichi) deve essere applicato gradualmente e senza interruzioni:


- da 0 al 50% del valore del carico di prova prescritto per i componenti N° 1 – 2;
- da 0 al 75% del valore del carico di rottura per il componente N° 5;
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e mantenuto per 1 minuto; quindi ritorno a zero.


Si controllerà che non si siano prodotte né inizi di rotture né deformazioni tali da comprometterne
la funzionalità rispetto:
- alla rotazione per gli attacchi al palo e l’attacco dei tiranti di poligonazione
- alla possibilità di regolazione del tirante filettato (tirante mensola / palo).
Quindi il carico (o combinazione di carichi) deve essere nuovamente applicato e aumentato
gradualmente fino al raggiungimento del valore del carico di prova prescritto che deve avvenire in
un tempo compreso tra 30 e 90 secondi. Il carico deve essere ulteriormente aumentato fino alla
rottura e il valore del carico raggiunto deve essere registrato.

Componente N° 3

Per l’esecuzione della prova i pezzi devono essere montati come in esercizio, ossia su uno
spezzone della mensola in profilato di alluminio.
Lo schema di prova è indicato nella figura A3.
Il carico deve essere aumentato gradualmente fino al raggiungimento del valore del carico di
rottura prescritto che deve avvenire in un tempo compreso tra 30 e 90 secondi. Il carico deve
essere ulteriormente aumentato fino alla rottura e il valore del carico raggiunto deve essere
registrato.

Componente N° 4

1 - Verifica del carico di scorrimento (schema e carico di prova secondo figura A4.1)
L’attacco del tirante alla mensola deve essere montato su uno spezzone di mensola e i bulloni
serrati alla coppia di serraggio prevista (indicata negli elaborati). Il carico deve essere applicato
gradualmente e senza interruzioni da 0 fino al raggiungimento del valore del carico di prova
prescritto e mantenuto per 1 minuto. La prova risulta superata se non c’è uno scorrimento
superiore a 3 mm.

2 - Verifica del carico di rottura (schema e carico di prova secondo figura A4.2)

Su due attacchi montati secondo lo schema di prova di figura A4.2 il carico deve essere applicato
e aumentato gradualmente fino al raggiungimento del valore del carico di prova prescritto che
deve avvenire in un tempo compreso tra 30 e 90 secondi. Il carico deve essere poi ulteriormente
aumentato fino alla rottura. Il valore del carico raggiunto deve essere registrato.
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Componente n°6

I tiranti di poligonazione devono essere sottoposti ai carichi indicati sui relativi disegni.
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Lo schema di prova è indicato nella figura A6.


Per l’applicazione del carico si deve montare sul tirante il morsetto per filo di contatto e procedere
secondo quanto indicato di seguito:
- applicare il carico di lavoro ammissibile per 1 minuto. Misura e registrazione
dell’allungamento e della freccia sotto carico. Scarico e ritorno a zero. Non deve avvenire
nessuna deformazione permanente accettabile.
- applicare il carico al limite della deformazione permanente per 1 minuto. Scarico e ritorno a
zero. L’eventuale deformazione residua (allungamento) non deve superare il 20% di quella
riscontrata sotto carico.
- il carico deve essere nuovamente applicato e aumentato gradualmente fino al raggiungimento
del valore del carico di rottura prescritto, in un tempo compreso tra 30 e 90 secondi. Il carico
deve essere aumentato fino alla rottura e il valore raggiunto deve essere registrato.

IV.2.8 Prove di carico meccanico statico delle sospensioni

Le prove di carico meccanico sono da eseguirsi sulle sospensioni elencate di seguito, secondo le
geometrie e le condizioni di carico previste nell’elaborato “Allegato B” - “Prove di carico
meccanico delle sospensioni”:
- Sospensione normale “N” - configurazione tesa;
- Sospensione normale “N” - configurazione compressa;
- Sospensione “N..x” - configurazione compressa;
- Sospensione “R” - configurazione compressa.

Tutte le sospensioni oggetto delle prove devono essere montate con distanza catenaria - faccia
palo Dc pari a 4200 mm.
Di ogni tipo di sospensione deve essere provato un solo campione.

La tabella dei carichi di prova deriva dalle condizioni di utilizzo delle sospensioni elencate di
seguito:
1 - Rettifilo, campata 61 m;
2 - Raggio di curva 3000 m, campata 61 m;
3 - Raggio di curva 2000 m, campata 61 m;
4 - Rettifilo, campata 30 m;
5 - Raggio di curva 3000 m, campata 30 m
6 - Raggio di curva 2000 m, campata 30 m.

Le casistiche con raggio di curva da 2000 m non sono previste dal progetto, ma sono analizzate a
titolo conoscitivo e allo scopo di fornire elementi di valutazione per l'impiego delle sospensioni in
punti singolari della linea (interconnessioni, …).
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I dati della catenaria utilizzati per la determinazione dei carichi di prova, sono riepilogate di
seguito:
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Corda portante:
- Materiale CuETP;
2
- Sezione nominale – (sezione teorica) mm 120 – 117;
- Diametro mm 14;
- Formazione 19 x 2,8;
- Massa kg\m 1,071;
- Carico di rottura daN 4679;
- Tiro in esercizio daN 1625.

Filo di contatto:
- Materiale CuMg0,5;
2
- Sezione nominale mm 150;
- Designazione BF 150 EN 50149;
- Massa kg\m 1,35;
- Carico di rottura daN 6840;
- Tiro in esercizio daN 3000 (Nota 1).

Pendinatura:
- Massa kg\m 0,05.

Strallo di punto fisso (Nota2)


- Materiale Acciaio;
2
- Sezione mm 65,81;
- Diametro mm 10,5;
- Massa kg/m 0,514;
- Tensione daN 700 a 15°C;
- Coefficiente °C-1 19.4 x 10-6;
- Modulo elastico kg/mm2 20000.

I carichi previsti per la sospensione tipo R sono determinati considerando la condizione di palo
interno curva.

Nota 1 – Si considera un tiro del filo di contatto pari a 3000 daN (maggiore di quanto previsto
al paragrafo III.2.2) stante il possibile utilizzo della sospensione su linee AV/AC con
queste caratteristiche.
Nota 2 – Si considera uno strallo di punto fisso in acciaio in quanto determina dei carichi più
gravosi sulla sospensione.
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Per ciascuna condizione di utilizzo sono considerati quattro casi di carico previste dalle norme
CEI EN 50119:
- Caso A Carichi permanenti;
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- Caso B Carichi permanenti + carichi variabili dovuti al vento con velocità 36 m/s (130
km/h);
- Caso C Carichi permanenti + carichi variabili dovuti al ghiaccio (7 N/m);
- Caso D Carichi permanenti + effetto combinato del carico variabile dovuto al ghiaccio e
del 50% di quello dovuto al vento.
I valori dei carichi di prova sono riportati nell’Allegato B – Tabella B1.
Lo schema dei carichi e i punti di riferimento per la verifica degli spostamenti sono indicati
nell’Allegato B - figure B1 ÷ B3.
Le modalità e la progressiva applicazione dei carichi dovranno essere le seguenti:
 applicazione dei precarichi, rilascio dei carichi e registrazione degli spostamenti dei punti di
riferimento;
 applicazione di 1x carichi permanenti A2, verifica degli spostamenti, della idoneità
funzionale;
 applicazione di 1x carichi permanenti B2, verifica degli spostamenti, della idoneità
funzionale;
 applicazione di 1x carichi permanenti C2, verifica degli spostamenti della idoneità
funzionale;
 applicazione di 1x carichi permanenti D2 e D3, verifica degli spostamenti, della idoneità
funzionale; rilascio dei carichi e registrazione degli spostamenti dei punti di riferimento;
 applicazione di 1,5x carichi e sovraccarichi per il caso di carico B2; verifica degli
spostamenti, rilascio dei carichi e registrazione degli spostamenti dei punti di riferimento;
 applicazione di 1,5x carichi e sovraccarichi per il caso di carico C2; verifica degli
spostamenti, rilascio dei carichi e registrazione degli spostamenti dei punti di riferimento;
 applicazione di 2x carichi permanenti per il caso di carico A2; verifica degli spostamenti,
rilascio dei carichi e registrazione degli spostamenti dei punti di riferimento;
 applicazione di 1,5x carichi e sovraccarichi per il caso di carico D2; verifica degli
spostamenti, rilascio dei carichi e registrazione degli spostamenti dei punti di riferimento;
 a titolo informativo applicazione di 1,5x carichi e sovraccarichi per il caso di carico D3;
verifica degli spostamenti, rilascio dei carichi e registrazione degli spostamenti dei punti di
riferimento.
I carichi applicati devono essere mantenuti per un minimo di 2 minuti.
Dopo ogni prova con conseguente rilascio dei carichi non si devono verificare:
- cedimenti strutturali o evidenti deformazioni residue tali da compromettere la funzionalità della
sospensione;
- cricche, fessurazioni o altre anomalie nei collegamenti compressi;
- scorrimenti degli elementi fissati sulla mensola;
- qualsiasi altro segno premonitore di potenziali futuri cedimenti.
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IV.2.9 Prova a fatica


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La prova a fatica sulla sospensione deve essere eseguita per simulare i passaggi del pantografo
sotto la catenaria e quindi gli effetti di un prolungato esercizio sull’apparecchiatura.
La prova deve essere eseguita sulla sospensione normale in configurazione compressa (E 71548)
con distanza faccia palo – catenaria Dc = 3320 mm, come indicato nell’allegato C.
Sono assunti i seguenti parametri:
 vita dell’impianto in anni.................................................................... 30
 frequenza media dei passaggi in treni/giorno ..................................... 230
 giorni di passaggio all’anno................................................................ 365
 n° cicli di oscillazione per ogni passaggio ......................................... 2
La catenaria utilizzata è la stessa ipotizzata per la prova di carico meccanico statico (vedi
paragrafo IV.2.8).
La condizione di carico utilizzata è quella con raggio di curva 3000 m e campata 61 m senza
sovraccarichi di vento e ghiaccio, e determina i seguenti carichi:

- V carico verticale 148 daN;


- Hcp carico orizzontale sulla fune portante 33 daN;
- Hfc carico orizzontale sul filo di contatto 61 daN.

Il massimo sollevamento ammesso del pantografo è 200 mm per un’altezza del fdc ≥ 5m.
Secondo la norma CEI EN 50119 §5.10.2 il sollevamento di progetto è uguale alla metà del
massimo sollevamento ammesso, pertanto è uguale a 100 mm, che corrisponde nelle condizioni
simulate ad un tratto di fdc sollevato pari a circa 42,6 m.
La variazione del peso della catenaria agente sulla sospensione è pari al peso di un tratto di fdc di
42,6 m, ossia circa 58 daN.
Pertanto la prova deve essere eseguita variando il carico verticale applicato al morsetto di
sospensione tra 148 daN e 90 daN, con frequenza circa 2 Hz, e mantenendo applicato al tirante di
poligonazione un carico radiale di 61 daN (vedi Allegato C - Figura C1).
Per aumentare la sollecitazione nella sospensione non viene invece applicato nessun carico
orizzontale al morsetto della fune portante.
Prima dell’inizio della prova devono essere registrate le quote verticali della posizione del
morsetto di sospensione (punto di riferimento 1) e dell’attacco del tirante di poligonazione (punto
di riferimento 2) nella condizione di carico prevista.
I bulloni dei componenti della sospensione devono essere serrati alla coppia di serraggio minima
prevista sui rispettivi disegni.
Il numero totale “n” di cicli previsti nella vita dell’impianto è quindi:
n = 230x365x30x2 =5x106 cicli
La durata totale della prova a fatica (vita dell’impianto di 30 anni), tenendo conto che viene
eseguita con una frequenza di 2 oscillazioni al secondo, è pari a:
d = n / (2x3600x24) = 29 giorni circa
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Valutazione dei risultati della prova:


Al termine della prova:
1 –si procederà al controllo della deformazione dei fori dei collegamenti a cerniera (attacco
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tirante/mensola, attacchi al palo). Si ritiene tollerabile un valore di deformazione dei fori del
3%, rispetto al loro valore iniziale.
2 – si controllerà il mantenimento della geometria iniziale della mensola nelle condizioni di carico
prevista per la prova, verificando le quote verticali del morsetto di sospensione (1) e
dell’attacco del tirante di poligonazione (2). Si ritiene accettabile una variazione massima di
10 mm per il morsetto della fune portante e di 15 mm per la cerniera di attacco del tirante di
poligonazione.
A titolo informativo, la geometria della mensola dovrà essere controllata, registrando le quote
suddette, ogni 1 x106 cicli, corrispondenti a circa 6 giorni di prova.
3 – si controlleranno le coppie di serraggio dei dadi di fissaggio sulla mensola dell’attacco del
tirante alla mensola, del braccio di poligonazione e del supporto del morsetto di sospensione.
E’ ammessa una diminuzione della coppia di serraggio del 20%.
4 – si ripeterà la prova di carico meccanico di cui al punto IV.2.8 con l’applicazione dei carichi e
sovraccarichi della condizione di carico “D2” della Tabella B1 - Allegato B. Non dovranno
verificarsi cedimenti strutturali o evidenti deformazioni residue tali da compromettere la
funzionalità della sospensione.

IV.2.10 Prova di invecchiamento

La prova deve essere effettuata in accordo alla norma IEC 62217 par. 9.3.3.1 “1000 h salt fog test”
sulla sospensione tipo N – configurazione tesa T - di dimensioni opportunamente ridotte.
La lunghezza della sospensione sopra citata (intesa come distanza faccia sostegno-asse catenaria)
non dovrà essere inferiore a 1000 mm e la distanza tra i due attacchi al palo non dovrà essere
minore di 500 mm. Tuttavia, stante la disponibilità di laboratori con camere a nebbia di dimensioni
più ampie, il Fornitore potrà realizzare mensole aventi maggiore ingombro.
In particolare, gli oggetti “ridotti” sono costituiti dagli elementi tubolari o profilati di alluminio
(mensola, tirante mensola–palo, tiranti di poligonazione, braccio di poligonazione), mentre tutti gli
altri componenti devono essere gli stessi normalmente a corredo della sospensione.
Ai morsetti del filo di contatto e funi devono essere montati e serrati due spezzoni di filo sagomato
e corda portante. Fili e funi devono avere all’estremità degli spezzoni un collegamento
equipotenziale costituito da un filo di rame.
La sospensione in scala deve essere montata su un sostegno (tipo supporto pendulo e/o spezzone di
palo) opportunamente verniciato. La tensione deve essere applicata ai conduttori, mentre i due
attacchi al palo devono essere a terra.
La tensione di prova applicata dipende dalla reale linea di fuga degli isolatori. Se i due isolatori
hanno linee di fuga diverse , quella maggiore deve essere artificiosamente ridotta
parzializzandola. Il suo valore in kV è determinato dividendo il valore della linea di fuga in mm
per 36,4 (in conformità al par. 9.3.3.1.1.6 della norma IEC 62217).
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Valutazione dei risultati della prova:


1 - la superficie degli isolatori non deve presentare perforazioni e/o tracce carboniose; l’erosione
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non deve superare 3 mm di profondità e non deve raggiungere la barra di vetroresina;


2 - le parti metalliche della mensola non devono presentare erosioni fra superfici di contatto di
materiali diversi per composizione chimica e caratteristiche;
3 - la mensola dovrà mantenere la sua funzionalità, in particolare dovrà poter ruotare
liberamente.

IV.2.11 Prova di corto circuito


La prova deve essere eseguita sulla sospensione normale in configurazione compressa (L03100
tipo N-37B) con distanza faccia palo – catenaria Dc = 3320 mm.

La sospensione deve essere montata su un sostegno simulante la configurazione di esercizio (si


veda figura 1) e caricata al doppio dei carichi normali di lavoro derivanti dalle seguenti condizioni

- raggio di curva 3000 m


- campata 61 m
- sezione catenaria 270 mm²
- tiro filo di contatto 3000 daN
- tiro fune portante 1625 daN

Pertanto i carichi da applicare sono:


V carico verticale 148 daN x2= 296 daN;
Hcp carico orizzontale sulla fune portante 33 daN x2= 66 daN;
Hfc carico orizzontale sul filo di contatto 61 daN x2= 122 daN.

Figura 1
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La sospensione deve essere completa, con i conduttori (filo e fune) serrati negli appositi morsetti;
il circuito di alimentazione deve essere collegato da un lato ai conduttori, di lunghezza ~ 4 m e
posti in parallelo tra loro, dall'altro alle parti fisse degli attacchi al sostegno.
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Alla sospensione devono essere applicati in sequenza n°2 cortocircuiti: il primo sarà realizzato
innescando l’arco sull’isolatore del tirante, il secondo sull'isolatore della mensola; l’arco sarà
innescato mediante l’utilizzo di un filo fusibile.
Le caratteristiche dell’arco sono:
- valore efficace della corrente di cortocircuito 15 Ka;
- durata dell'arco 120 ms.

Valutazione dei risultati della prova:


La prova si considera superata con esito positivo se dopo l'applicazione dei due archi di potenza
1 - la mensola sostiene senza cedimenti i carichi applicati;
2 - la mensola mantiene la sua funzionalità, in particolare può ruotare liberamente;
3 - gli accoppiamenti a cerniera mantengono i propri gradi di libertà;
4 - gli isolatori superano le verifiche meccaniche ed elettriche indicate di seguito:

a. verifica del carico meccanico specificato a trazione (STL) per l’isolatore della
mensola – E71532 (IEC 61952 §10.4.2);
b. verifica del carico meccanico specificato (SML) per l’isolatore tirante – E71531 (IEC
61109 §12.4 b;
c. verifica del valore residuo di tenuta a frequenza industriale sottopioggia per entrambi
gli isolatori, montati orizzontalmente: deve essere maggiore o uguale a 75 kV
(IEC 61109 §11.1).

Sono ammesse:

1 - fusioni parziali dei terminali metallici degli isolatori, bruciature e rotture parziali della
copertura isolante;
2 - fusioni parziali delle parti metalliche della sospensione.

IV.2.12 Prova d’appello


Nel caso in cui una delle prove di tipo sopra citate abbia esito sfavorevole è concessa una prova
d’appello consistente nel ripetere tale prova applicata ad un numero doppio di campioni di quelli
previsti nelle tabelle 1 e 2 (Par. IV.2.2 e IV.2.3). Rimane comunque invariato il numero di
campioni per le prove di corto circuito e di invecchiamento.
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PARTE V - ACCETTAZIONE DEL PRODOTTO


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V.1 CONDIZIONI DI ACCETTAZIONE

Tutte le prove di seguito indicate devono essere eseguite su tutti i particolari, nuovi e puliti, che
costituiscono le sospensioni.
I materiali oggetto della fornitura, oltre a possedere i requisiti richiesti nella presente STF, devono
essere del tutto identici ai prodotti approvati nel processo d’idoneità tecnica.
I costi delle prove elencate al punto V.2 (strumentazioni, materiali, ecc..) sono completamente a
carico del Fornitore.
Affinché la fornitura possa essere dichiarata accettabile il Fornitore deve:
 presentare una dichiarazione di conformità che attesti la rispondenza del prodotto a quello
approvato nel processo d’idoneità tecnica;
 superare le prove previste al punto V.2, eseguite da collaudatore RFI o dal Fornitore stesso
così come previsto nel piano della Qualità in caso di fornitura in Assicurazione di Qualità.
Il Fornitore è tenuto ad informare per iscritto con almeno 15 giorni di anticipo la data d’inizio
delle prove per consentire, ove ritenuto necessario, la partecipazione di un incaricato RFI.
RFI si riserva il diritto di:
 sorvegliare la lavorazione dei materiali in questione e delle parti che lo compongono sia nello
stabilimento del Fornitore che in quello di eventuali subfornitori;
 prelevare, in qualsiasi momento ed a loro insindacabile giudizio, campioni dei materiali
utilizzati nella fornitura per eseguire prove e verifiche presso laboratori di RFI o altri istituti;
 richiedere sostituzioni e/o varianti che in base alle suddette prove e verifiche fossero ritenute
necessarie;
 su tutti i componenti delle sospensioni, ad esclusione degli isolatori, verranno eseguite le
prove di accettazione di seguito indicate, utilizzando il piano di campionamento indicato al
punto V 2. Per gli isolatori della sospensione dovranno invece essere eseguite le prove di
accettazione secondo le modalità indicate nella specifica “RFI DTC ST E SP IFS TE 161 A”

V.2 PROVE DI ACCETTAZIONE

Le prove di accettazione previste sono riportate nella tabella 4:


Tabella 4
Tipo Descrizione Metodo di prova
A Certificato relativo alle caratteristiche della materia prima IV.2.4
B Controllo visivo e dimensionale IV.2.5
C Controllo della zincatura IV.2.6
D Prova di carico meccanico sui componenti IV.2.7 - V.3
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I componenti delle sospensioni da sottoporre alle prove di accettazione e le certificazioni richieste


sono indicate nella Tabella 5.
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Tabella 5

Tipo di prova
Componenti A B C D
IV.2.4 IV.2.5 IV.2.6 IV.2.7 V.3
Mensola x x
Attacchi al supporto x x x x
Braccio di poligonazione x x x
Attacco del tirante alla mensola x x x
Tiranti mensola / palo x x x
Tiranti di poligonazione x x x
Morsetto di sospensione x x x
Isolatori Secondo: RFI DTC ST E ST IFS TE 161
Morsetto per attacco filo di contatto al tirante Secondo: RFI DMAIM TE SP IFS 015
di poligonazione

Il numero di campioni da prelevare per le prove di accettazione è indicato nella Tabella 6.


Tabella 6

Numero di campioni
Numerosità del
lotto Tipo di prova
(N)
A B C D
N ≤ 25 Tutti i campioni 1
25 < N ≤ 100 Riferito a tutti i prelevati per le 2
componenti prove di
100 < N ≤ 500 della fornitura accettazione 3
500 < N ≤ 1000 (C - D) 4

Per numerosità del lotto si intende la quantità di componenti uguali risultanti dalla scomposizione
delle sospensioni oggetto della fornitura.
Ai fini della definizione della numerosità del lotto, sono considerati uguali tra loro i seguenti
componenti:
- mensole di lunghezze diverse
- tiranti mensola/palo di lunghezze diverse
- tiranti di poligonazione per fili inattivi di lunghezze diverse
- bracci di poligonazione di lunghezze diverse
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Se il lotto risulta composto da più di 1000 unità, i componenti delle sospensioni costituenti il lotto
devono essere suddivisi in lotti uguali ciascuno formato da non più di 1000 unità.
I campioni dovranno essere scelti a caso dal lotto ed il Cliente ha il diritto di effettuare la
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selezione.

V.3 PROVA DI COMPATIBILITA’ GEOMETRICA E RESISTENZA AL SERRAGGIO

La verifica della compatibilità geometrica e della resistenza al serraggio deve essere effettuata sul
morsetto completo serrato su un spezzone di corda nuova avente dimensioni e caratteristiche
equivalenti a quelle della corda per la quale l’impiego del morsetto è previsto.
I bulloni presenti nel morsetto, devono essere prima serrati ad un valore della coppia pari a quello
specificato nei disegni costruttivi e poi detta coppia deve essere incrementata fino ad un valore
pari a 1,2 volte la coppia di serraggio specificata e mantenuto per almeno tre minuti,
successivamente il morsetto deve essere smontato.
L’esito della prova viene considerato soddisfacente se:
- non si sono verificate difficoltà nel serraggio del morsetto sulla corda;
- all’esame visivo non si rilevano lesioni, rotture e incisioni:
 nelle parti costituenti il morsetto;
 nelle zone della corda interessata dal serraggio.
- sono assenti deformazioni tali da impedire un agevole smontaggio e rimontaggio del morsetto.

V.4 PROVE D’APPELLO

Se un solo campione non soddisfa una qualsiasi delle prove di accettazione, è concessa una prova
d’appello consistente nel ripetere tale prova applicata ad un numero doppio di campioni indicati
nella Tabella 6.
Se due o più campioni non soddisfano una qualsiasi delle prove di accettazione, o se anche un solo
risultato delle prove di appello sui campioni o parti di esse non è soddisfacente, l’intero lotto deve
essere considerato non conforme alla presente specifica e deve essere ritirato dal Fornitore.

V.5 PROVE DI SELEZIONE

Il Fornitore, su tutti i particolari che costituiscono le sospensioni, deve eseguire le prove


dell’esame a vista. Tale esame consiste nel visionare accuratamente tutti i particolari della
sospensione ed è finalizzato all’esclusione di quelli affetti da eventuali difetti di fabbricazione.
I terminali metallici non devono presentare sporgenze o bave di qualsiasi tipo.
Gli isolatori della sospensione dovranno invece essere sottoposti alle prove di selezione secondo le
modalità indicate nella specifica “RFI DTC ST E SP IFS TE 161 A”
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V.6 IMBALLAGGI, PROTEZIONI E MARCATURE


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I materiali componenti le sospensioni devono essere imballati in modo tale che venga assicurata
una idonea protezione durante il trasporto e movimentazione.
I loro imballi dovranno essere in accordo ad eventuali prescrizioni tecniche se presenti e/o tali da
garantirne l’integrità durante il trasporto e lo stoccaggio.
All’esterno dell’imballo devono essere riportate le seguenti indicazioni:
- Numero completo dell’ordinazione di RFI;
- Categoria e progressivo dei materiali contenuti all’interno della confezione;
- Nome del Fornitore;
- Denominazione completo del prodotto.

V.7 ISTRUZIONE IN CASO DI NON CONFORMITÀ

Nel caso in cui risultassero difformità tra quanto riscontrato e quanto dichiarato dalla ditta
fornitrice, il lotto di fornitura contestato deve essere sostituito a cura e spese della ditta fornitrice
stessa che, a giudizio insindacabile di RFI potrà essere esclusa dalle future gare di fornitura per un
periodo non inferiore a cinque anni.
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ALLEGATO A - SCHEMI DI CARICO PER PROVE SUI COMPONENTI


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Fig. A1 – Attacco del tirante al sostegno

F = 70 kN

Fig. A2 – Attacco della mensola al sostegno

V H
Caso
kN kN
I -4 75
II 2 -20
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Fig. A3 – Braccio di poligonazione e attacco per tirante di poligonazione


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F: carico di rottura a flessione indicato a disegno

Fig. A4 – Attacco del tirante alla mensola

A4.1 - Verifica carico di scorrimento A4.2 - Verifica carico di rottura

F = 35 kN T = 70 kN
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Fig. A5 – Tirante regolabile mensola\palo


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T = 70 kN

Fig. A6 – Tirante di poligonazione

T: carichi a trazione indicati a


disegno
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ALLEGATO B – PROVE DI CARICO MECCANICO SULLE SOSPENSIONI


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Fig. B1 – Sospensione tipo N - Configurazione tesa T - sigla N-37B/T


Geometria e schema di carico.

Fig. B2 – Sospensioni tipo N e N..x - Configurazione compressa C – sigle N-42B/C


e N-42Bx/C
Geometria e schema di carico.
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Fig. B3 – Sospensione tipo R - Configurazione compressa C – sigla R-42B/C


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Geometria e schema di carico.


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Tabella B1 – Carichi di prova sulle sospensioni


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CONDIZIONI
DI CARICO
SOSPENSIONE
Condizione di utilizzo

Tipo N-37B/T
Tipo N-42Bx/C Tipo R-42B/C
Tipo N-42B/C
CEI EN 50119

V Hcp Hfc V Hcp Hfc V Hcp Hfc

daN daN daN daN daN daN daN daN daN


1 148 21 39 179 235 39 148 128 236
2 148 33 61 179 277 61 148 150 277
A 3 148 50 92 179 308 92 148 167 308
4 88 495 80 73 260 480
5 88 483 30 73 255 470
6 88 499 45 73 263 485
1 148 126 141 179 368 141 148 233 338
2 148 138 163 179 403 163 148 255 379
B 3 148 154 193 179 431 193 148 272 410
4 88 428 130 73 312 530
5 88 411 80 73 306 520
6 88 424 95 73 314 535
1 233 21 39 307 203 39 233 128 236
2 233 33 61 307 241 61 233 150 277
C 3 233 50 92 307 270 92 233 167 308
4 151 398 80 115 260 480
5 151 383 30 115 255 470
6 151 397 45 115 263 485
1 233 150 168 307 497 168 233 257 364
2 233 162 189 307 540 189 233 279 406
D 3 233 179 220 307 573 220 233 296 436
4 151 553 143 115 323 543
5 151 540 93 115 318 533
6 151 554 108 115 326 548

I casi di carico più significativi e gravosi sono stati evidenziati in verde, e devono essere oggetto
della prova di carico statico; gli altri sono forniti a titolo informativo.
I carichi di prova previsti per le sospensioni derivano dalle condizioni di utilizzo e dai casi di
carico indicati nel paragr. IV.2.8.
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ALLEGATO C - SCHEMA DI CARICO PER PROVA A FATICA


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Fig. C1 – Sospensione tipo N - Configurazione compressa C - sigla N-37B/C


Geometria e schema di carico.