Sei sulla pagina 1di 3

L’evoluzione è uno dei principi fondanti della biologia e spiega come gli organismi, seppure molto diversi, sono

tutti imparentati perché derivano da


un antenato comune. La nascita dell’evoluzionismo moderno è legata al lavoro del naturalista inglese Charles Darwin nell’Ottocento. Lo scienziato
francese Georges-Louis Leclerc de Buffon nel Settecento fu tra i primi a pensare che le specie potessero cambiare nel tempo. Secondo Buffon, i
diversi organismi derivavano dalla degenerazione delle creature perfette iniziati.

Secondo lo scozzese James Hutton, la Terra sarebbe stata modellata non da eventi improvvisi e violenti, ma da processi lenti e graduali. Questa
teoria, chiamata attualismo, è importante per tre motivi:

• la durata della storia della Terra risulta molto più lunga;

• propone l’idea di un cambiamento graduale;

• propone una lettura alternativa della Bibbia.

L’inglese William Smith fu tra i primi a studiare in modo scientifico la distribuzione dei fossili. Con il suo lavoro propose che i fossili tipici di ogni
strato roccioso (fossili guida) potessero identificare i diversi strati. All’inizio dell’Ottocento il francese Georges Cuvier propose la teoria del
catastrofismo, secondo cui sulla Terra sono avvenute, nel tempo, diverse catastrofi naturali che hanno causato l’estinzione di molte specie. Il
francese Jean-Baptiste de Lamarck nel 1801 ipotizzò che tutte le specie, Homo sapiens incluso, discendessero da altre specie.

Secondo Lamarck, le forme più complesse degli organismi viventi derivano da forme più semplici, seguendo due principi:

• teoria dell’uso e del disuso;

• ereditarietà dei caratteri acquisiti durante la vita.

Il geologo Charles Lyell si oppose alla teoria delle catastrofi di Cuvier. Lyell sosteneva la teoria del gradualismo, secondo cui i cambiamenti del
pianeta nel corso del tempo sono la somma dei lenti e costanti effetti prodotti delle forze naturali. Tra il 1831 e il 1836 Darwin viaggiò intorno al
mondo a bordo del brigantino Beagle, raccogliendo osservazioni su piante e animali. La teoria dell’evoluzione di Darwin si basa sul concetto di
selezione naturale: gli individui con caratteristiche ereditarie favorevoli sopravvivono e si riproducono, mentre altri con caratteri ereditari non
idonei sono eliminati. L’ipotesi di Darwin della selezione naturale, secondo cui la natura seleziona gli organismi più adatti a lasciare discendenti, si
può inquadrare in quattro punti fondamentali:

• i membri di una popolazione possiedono una gamma di variazioni ereditabili;

• una popolazione produce più discendenti di quanti l’ambiente ne possa sostenere;

• soltanto alcuni membri di una popolazione sopravvivono e si riproducono;

• la selezione naturale ha come risultato l’adattamento delle popolazioni al proprio ambiente.

La biogeografia è la scienza che studia la distribuzione delle piante e degli animali nelle diverse regioni del mondo. Lo studio dei fossili
permise di dimostrare che gli organismi più semplici dal punto di vista evolutivo comparvero prima di quelli più complessi, perché si trovavano
in strati rocciosi più profondi e quindi più antichi. Le strutture omologhe sono parti del corpo di organismi diversi con un’origine comune.
Mostrano una certa somiglianza, anche se svolgono funzioni differenti. Alcuni fenomeni evolutivi possono avvenire su piccola scala e in tempi
relativamente brevi dal punto di vista geologico: sono noti come microevoluzione. Un esempio di microevoluzione è quello dalla falena
punteggiata delle betulle, Biston betularia.

Un altro esempio di fenomeno evolutivo che avviene in tempi rapidi è lo sviluppo di resistenza agli insetticidi in alcuni insetti e di resistenza
agli antibiotici nei batteri. Una specie è un gruppo costituito da quegli organismi che possono incrociarsi tra loro e dare origine a una prole
fertile. Il mulo deriva dall’incrocio tra due specie diverse (una cavalla e un asino) ed è sterile.

Secondo il sistema di nomenclatura binomia, il nome scientifico di un organismo è costituito da due parti: il nome del genere più un termine
specifico, che indica la specie all’interno di quel genere.

• Il dominio Bacteria – i batteri rappresentano un gruppo di procarioti assai diversificato e abbondante. Essi si trovano praticamente
ovunque sulla Terra;

• il dominio Archaea – anche gli archei sono procarioti, ma dal punto di vista biochimico sono più affini agli eucarioti che ai batteri. Essi
vivono in ambienti estremi;

• il dominio Eukarya – gli eucarioti comprendono sia forme unicellulari sia organismi pluricellulari, tutte con cellule dotate di un nucleo
racchiuso da una membrana. La riproduzione degli eucarioti è sessuata e si osservano diversi tipi di ciclo vitale.

Nel sistema gerarchico della classificazione biologica le specie tra loro correlate vengono raggruppate in generi, i generi in famiglie, le famiglie
in ordini, gli ordini in classi, le classi in phyla, i phyla in domini. Gli embrioni di diverse classi di vertebrati presentano somiglianze (omologie)
durante le prime fasi dello sviluppo. I viventi sono classificati in tre domini: Archaea, Bacteria, Eukaria.

• Archeobatteri: procarioti, vivono in condizioni ambientali estreme (per esempio ambienti molto salati, molto caldi o molto acidi).

• Eubatteri: procarioti, a vita libera o parassiti, per lo più eterotrofi ma alcuni autotrofi.

I procarioti sono unicellulari e sono privi di un vero e proprio nucleo e di organuli complessi. Il nucleoide è un’area del citoplasma più
addensata, dove si trova un unico cromosoma costituito in larga parte da un filamento circolare di DNA. La parete cellulare che circonda la
membrana plasmatica è rinforzata da peptidoglicano. Nei procarioti ricorrono tre forme principali: i cocchi, che sono tondeggianti; i bacilli, a
bastoncello e gli spirilli, spiraliformi e elicoidali. i procarioti autotrofi producono da sé le molecole complesse. Essi possono essere:

• fotosintetici – utilizzano l’energia solare per produrre composti organici;

• chemiosintetici – prendono elettroni dai composti inorganici, come il metano (CH4) e l’ammoniaca (NH3), usandoli per ridurre il CO2 in
molecole organiche.

La maggior parte dei procarioti è eterotrofa, ossia deve acquisire dall’esterno i nutrienti organici. Questi procarioti sono anche aerobi
saprotrofi, cioè secernono enzimi digestivi nell’ambiente per degradare le macromolecole in molecole più piccole che possono assorbire. Negli
ecosistemi i batteri saprotrofi giocano il ruolo cruciale di decompositori, riciclando la materia e rendendo disponibili molecole organiche agli
organismi fotosintetici.

I cianobatteri (un tempo chiamati alghe verdi-azzurre) sono importanti dal punto di vista ecologico perché producono ossigeno tramite la
fotosintesi, fissano l’azoto atmosferico e stabiliscono rapporti di simbiosi con molti organismi; per esempio, in associazione con i funghi, essi
formano i licheni. Spesso gli archei vengono presentati secondo il tipo di habitat particolare in cui vivono:

• metanogeni - si trovano in ambienti anaerobici e producono metano;

• alofili - sono adattati a vivere in ambienti con elevata concentrazione salina;

• termoacidofili - vivono in ambienti estremamente caldi e acidi.

I protisti presentano una tale diversità e complessità strutturale e funzionale da rendere difficile la ricostruzione di un albero evolutivo del
gruppo. Essi sono tradizionalmente raggruppati secondo le modalità di nutrizione, e vengono suddivisi in:

• protozoi e funghi mucillaginosi, eterotrofi per ingestione (come gli animali);

• muffe d’acqua, eterotrofe per assorbimento (come i funghi);

• alghe, autotrofe fotosintetiche (come le piante).

Alcuni protozoi e muffe d’acqua sono parassiti

I protozoi sono protisti eterotrofi, poiché perlopiù ingeriscono il proprio cibo. Mostrano sistemi di locomozione assai vari. Ne esistono di vari
tipi: zooflagellati; euglenoidi; ameboidi; foraminiferi e radiolari; ciliati; spoozoi.

I funghi mucillaginosi plasmodiali di solito si trovano sotto forma di plasmodio, cioè una massa citoplasmatica plurinucleata racchiusa in una
guaina viscida, che si fessura fagocitando materiale vegetale in decomposizione. I funghi mucillaginosi cellulari sono protisti microscopici e si
trovano sotto forma di singole cellule ameboidi. Le muffe d’acqua vivono solitamente nell’acqua, dove formano dei feltri simili a muffe quando
parassitano pesci o insetti e ne decompongono i resti (saprofiti), ne sono state descritte circa 500 specie.

Le diatomee sono le più abbondanti alghe unicellulari e formano una parte sostanziale del fitoplancton; si trovano sia in acque dolci sia in
ambiente marino.La parete cellulare è composta da due valve vetrose ornamentate. I dinoflagellati sono anch’essi fotosintetici e vivono in
ambiente marino. Essi sono dotati di due flagelli e sono di solito circondati da una piastra protettiva di cellulosa impregnata di silicati.

Le alghe rosse e le alghe brune comprendono un numero elevato di specie; le alghe rosse vivono perlopiù in mari caldi, le alghe brune variano
da piccole forme filamentose a complesse forme frondose. Le alghe rosse e le alghe brune rivestono una certa importanza economica e sono
usate anche nell’industria farmaceutica e alimentare. Le alghe verdi presentano forme molto variate: possono essere unicellulari, filamentose,
coloniali, laminari e simili a piante. Sono organismi fotosintetici e condividono molte caratteristiche con le piante; tuttavia, non sviluppano un
embrione protetto all’interno dell’organismo e non possono quindi riprodursi in ambiente terrestre.