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Comparsa in Appello ex artt. 167 e 347 c. p. c.


In tema di revocatoria ordinaria, il momento in
cui deve essere verificato il pregiudizio alle
ragioni creditizie è quello in cui viene compiuto
l'atto di disposizione dedotto in giudizio.

Traccia

Tizio, Caio e Sempronio, con atto di citazione ritualmente notificato in data 24.06.2002, espongono di essersi resi fideiussori
solidali, unitamente a Calpurnia, per somme pari a circa 4 milioni di euro, a favore della società Zeta S. p. a., negli anni
1985/1995.
Gli stessi aggiungono, nel predetto atto che: a) sin dal 21.12.1997, a seguito di ingenti perdite subite, la società Zeta era stata
messa in liquidazione; b) essi avevano messo a disposizione degli istituti di credito tutti i loro beni; c) Calpurnia aveva, invece,
sottratto buona parte dei propri beni personali, alienandoli in data 02.03.1997 alla Beta S. r. l., di cui era amministratore unico
il marito di sua figlia Penelope.
Deducendo di vantare ragioni di credito, in via di regresso, verso la condebitrice solidale, Tizio, Caio e Sempronio, nell'atto di
citazione depositato presso il Tribunale di Cosenza, chiamano in causa Calpurnia e la società Beta S. r. l. per sentir dichiarare la
inefficacia, nei loro confronti, della compravendita tra loro intercorsa, avente ad oggetto vari appartamenti (tra i quali uno a
Cortina d'Ampezzo), un ufficio e tre garage.
In esito al giudizio, il Tribunale adito rigetta in toto la domanda formulata dagli attori con azione revocatoria ordinaria,
compensando le relative spese di giustizia tra le parti.
Avverso tale decisione sfavorevole Tizio, Caio e Sempronio propongono appello dinanzi la Corte territorialmente competente.
Calpurnia, intenzionata a contestare le pretese degli appellanti, si rivolge ad un avvocato.
Il candidato, assunte le vesti del legale di Calpurnia, rediga l'atto giudiziario più idoneo a tutelare le ragioni della propria
assistita nel giudizio di gravame instauratosi.

Giurisprudenza

· Cassazione Civile, sez. III, 14 novembre 2011, n. 23743 per la quale, in tema di revocatoria ordinaria, il momento
storico in cui deve essere verificata la sussistenza dell'eventus damni, inteso come pregiudizio alle ragioni del creditore,
tale da determinare l'insufficienza dei beni del debitore ad offrire la necessaria garanzia patrimoniale, è quello in cui
viene compiuto l'atto di disposizione dedotto in giudizio e può apprezzarsi se il patrimonio residuo del debitore sia tale da
soddisfare le ragioni del creditore, restando, invece, assolutamente irrilevanti al fine anzidetto le successive vicende
patrimoniali del debitore, non collegate direttamente a quell'atto di disposizione;
· Cassazione Civile, sez. III, 23 febbraio 2004, n. 3546 per la quale le condizioni per l'esercizio dell'azione
revocatoria ordinaria consistono nell'esistenza di un valido rapporto di credito tra il creditore che agisce in revocatoria e
il debitore disponente, nell'effettività del danno, inteso come lesione della garanzia patrimoniale a seguito del
compimento da parte del debitore dell'atto traslativo, e nella ricorrenza in capo al debitore, ed eventualmente in capo al
terzo, della consapevolezza che, con l'atto di disposizione, il debitore diminuisca la consistenza delle garanzie spettanti ai
creditori.

Svolgimento
ECC. MA CORTE di APPELLO di CATANZARO
CAUSA R. G. N.____
COMPARSA di APPELLO ex artt. 167 e 347 c. p. c.

Per Calpurnia, nata a__________, il_________________, (C. F._______________) residente in__________________,


Via________________, n°___, elettivamente domiciliata presso lo studio dell'Avv._______, del foro di__________________,
C.F._______________________, alla Via________, n°____, dal quale è rappresentata e difesa giusta procura in calce al
presente atto, il quale dichiara di voler ricevere gli avvisi e le comunicazioni di cui agli artt. 133, comma 3, 134, comma 3 e
176, comma 2 c.p.c., al n. di fax_______________o all'indirizzo di posta elettronica
certificata_______________@_______________,

- Appellata-

Nei confronti di: Tizio, nato a_____________il______________ (C.F._____________), residente in___________,


Via____________________, n°______; Caio, nato a_________________il______________ (C.F._____________), residente
in___________, Via___________, n°___; Sempronio, nato a_____________il______________ (C.F._____________),
residente in___________, Via____________________, n°______, elettivamente domiciliati presso lo studio dell'Avv._______,
del foro di__________________, C.F._______________________, alla Via________, n°____,
- Appellanti-

Premesso in fatto
· che Tizio, Caio e Sempronio, con atto di citazione ritualmente notificato in data 24.06.2002, convenivano in giudizio,
innanzi al Tribunale di Cosenza Calpurnia, unitamente alla società Beta s. r. l., in persona del legale rappresentante pro
tempore, per sentir dichiarare la inefficacia, nei loro confronti, della compravendita tra loro intercorsa, avente ad oggetto

1 di 3 09/12/2014 22:30
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vari appartamenti (tra i quali uno a Cortina d'Ampezzo), un ufficio e tre garage;
· che gli odierni appellanti, con l'azione revocatoria ordinaria ex art. 2901 c.c. esercitata con l'atto di cui sopra,
esponevano di essersi resi fideiussori solidali, unitamente a Calpurnia, per somme pari a circa 4 milioni di euro, a favore
della società Zeta S. p. a., negli anni 1985/1995;
· che gli stessi precisavano, nel predetto atto che: a) sin dal 21.12.1997, a seguito di ingenti perdite subite, la società
Zeta era stata messa in liquidazione; b) essi avevano messo a disposizione degli istituti di credito tutti i loro beni; c)
Calpurnia aveva, invece, sottratto buona parte dei propri beni personali, alienandoli in data 02.03.1997 alla Beta S. r. l.,
di cui era amministratore unico il marito di sua figlia Penelope;
· che, radicatosi regolarmente il contraddittorio ed istruita la causa con l'escussione dei testi, il Tribunale di Cosenza, con
sentenza n°_____, emessa il _________, rigettava la domanda attorea, compensando le spese tra le parti;
· che Tizio, Caio e Sempronio, ritenendo ingiusto e contraddittorio il decisum di I° grado, proponevano appello nei
confronti di Calpurnia e della società Beta S. r. l., convenendoli in giudizio per l'udienza del_______;
· che la società appellata Beta s. r. l. non si costituiva nel presente giudizio.

Considerato in Diritto

Con il presente atto questa difesa contesta la domanda di riforma della sentenza impugnata in quanto il Tribunale di Cosenza
ha correttamente tenuto in considerazione – con specifico riguardo all'elemento del pregiudizio derivato dall'atto di disposizione
– il momento a cui va riferito l'eventus damni, corrispondente a quello in cui viene effettivamente compiuto l'atto di
disposizione, dal quale deve derivare direttamente la lesione della garanzia patrimoniale, essendo invece irrilevanti le
successive vicende del patrimonio del debitore.
Occorre innanzitutto premettere che, secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza del Supremo collegio di
legittimità (Cfr. Cass. Civ., sez. III, 06.04.2006, n. 8096; Cass. Civ., sez. I , 06.08.2004, n. 15257), in tema di azione
revocatoria ordinaria, a fondamento dell'azione, è richiesto il compimento di un atto che renda più incerta o difficile la
soddisfazione del credito e che può consistere non solo in una variazione quantitativa del patrimonio del debitore, ma anche in
una variazione qualitativa di esso. Il pregiudizio alle ragioni del creditore, che la norma dell'art. 2901 c. c. mira ad evitare e
che, in definitiva, si concretizza nella sopravvenuta insufficienza dei beni del debitore ad offrire la necessaria garanzia
patrimoniale, può essere quindi arrecato anche da un singolo atto di disposizione ove di per sé sia idoneo a determinare
l'accennata variazione del patrimonio del debitore rendendo più difficile o comunque più incerta l'esazione del credito. Ciò
premesso, non è dubbio che il pericolo di danno, derivante dalla modifica della situazione patrimoniale del debitore, tale da
compromettere la fruttuosità dell'esecuzione coattiva del credito, debba derivare dall'atto di disposizione oggetto della richiesta
di revocatoria, come sua conseguenza diretta. Ne deriva che deve aversi riguardo ai soli effetti di tale atto sulla posizione
patrimoniale del debitore. Pertanto, una volta escluso che la situazione patrimoniale abbia subito deterioramento per effetto
dell'atto di disposizione, le successive vicende patrimoniali del debitore, non collegate all'atto di disposizione, non hanno
rilevanza.
Ciò posto, nel caso di specie, mette conto di sottolineare che gli appellanti, nel proprio atto d'impugnazione, ai fini della
considerazione della capienza del patrimonio residuo della Sig. ra Calpurnia, hanno ritenuto a priori di non prendere in
considerazione l'appartamento ubicato a Cortina d'Ampezzo pur essendo pacifico tra le parti che tale immobile fosse stato
alienato successivamente all'atto di disposizione oggetto della richiesta di revocatoria.
E ciò, in contrasto con il principio di diritto secondo cui, “in tema di revocatoria ordinaria, il momento storico in cui deve essere
verificata la sussistenza dell'eventus damni, inteso come pregiudizio alle ragioni del creditore, tale da determinare l'insufficienza
dei beni del debitore ad offrire la necessaria garanzia patrimoniale, è quello in cui viene compiuto l'atto di disposizione dedotto in
giudizio e può apprezzarsi se il patrimonio residuo del debitore sia tale da soddisfare le ragioni del creditore, restando, invece,
assolutamente irrilevanti al fine anzidetto le successive vicende patrimoniali del debitore, non collegate direttamente a quell'atto
di disposizione” (Cass. Civ., sez. III, 14.11.2011, n. 23743).
Pertanto, l'azione proposta dagli stessi appellanti, a parere di questa difesa, risulta del tutto inopportuna e priva di fondamento,
in quanto non si è configurata, nei loro confronti, alcuna lesione della garanzia patrimoniale attribuibile alla volontà della
odierna convenuta in appello: non a caso la giurisprudenza di legittimità ha statuito che: “In tema di condizioni per l'esercizio
dell'azione revocatoria ordinaria, è necessaria la consapevolezza nonché l’animus di arrecare pregiudizio agli interessi dei
creditori; tale pregiudizio si realizza anche quando l'atto dispositivo determina una variazione solo qualitativa del patrimonio, se
essa rende più difficile la soddisfazione dei creditori” (Cass. Civ., sez. I, 26.02.2002, n. 2792).
Inoltre, è da rimarcare come gli appellanti non abbiano fornito alcun elemento probatorio, necessario a legittimare la esperita
azione ordinaria di cui all’art. 2901 c.c. e concernente da un lato l'esistenza di un valido rapporto di credito, come elemento
costitutivo della fattispecie e come presupposto dell'azione stessa, tra essi stessi e la Sig. ra Calpurnia, dall'altro l'effettività del
danno, inteso come lesione della garanzia patrimoniale del credito conseguente al compimento dell’atto dispositivo. Dette
condizioni dovevano per l’appunto essere provate dagli attori del presente giudizio di appello, sui quali incombeva il relativo
onere, per cui correttamente, in carenza di qualsiasi prova al riguardo, il giudice del merito di I° grado ha giustamente rigettato
la loro domanda (Cfr. Cass. Civ., sez. III, 23.02.2004, n. 3546).

Tanto considerato, in fatto e in diritto, la convenuta, come in epigrafe rappresentata, difesa e domiciliata, confida
nell’accoglimento delle seguenti
CONCLUSIONI
Voglia l’Ill.ma Corte di Appello adita, disattesa ogni contraria istanza, eccezione e deduzione, così proveddere:

- Rigettare l'appello proposto da Tizio, Caio e Sempronio, in quanto infondato in fatto e diritto;

- Per l’effetto, confermare la sentenza impugnata;

- Condannare, infine, gli appellanti alla rifusione delle spese giudiziarie del presente giudizio, oltre diritti, onorari, rimborso
forfettario per spese generali (12,5%), CPA ed IVA, come da legge, con clausola di attribuzione al sottoscrivente procuratore in
funzione anticipatoria.

2 di 3 09/12/2014 22:30
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Si offrono in comunicazione, mediante deposito in cancelleria, i seguenti atti e documenti:

· _________________________;

· ____________________;

· ____________________.

____________, lì____________ Avv.____________ (firma)

PROCURA
La sottoscritta Calpurnia, nata a __________, il _________ residente in _______, via ___, (C.F.____), delega
l’Avv.____________, del Foro di _________, a rappresentarla e difenderla nel presente giudizio e in ogni successiva fase e
grado, compresa la fase esecutiva, conferendo allo stesso ogni più ampia delega e procura consentita dalla legge, quale, a titolo
esemplificativo e non esaustivo, conciliare, transigere, quietanzare, incassare somme, chiamare in causa terzi, spiegare
domande riconvenzionali, nominare sostituti in udienza ed indicare domiciliatari,
ELEGGE DOMICILIO

presso lo studio dello stesso avvocato in ___, via ___,


DICHIARA
inoltre di aver ricevute tutte le informazioni previste dagli artt. 7 e 13 del D.Lgv. 30 giugno 2003, n. 196 e presta il proprio
consenso al trattamento dei dati personali per l’espletamento del mandato conferito.
_____________, lì______________
Calpurnia (firma)
E' vera ed autentica
Avv._______ (firma)

(di Giuseppe Potenza)

3 di 3 09/12/2014 22:30