Sei sulla pagina 1di 3

DISABILITÀ INTELLETTIVA

La disabilità intellettiva (disturbo dello sviluppo intellettivo) è un disturbo con esordio nel periodo
dello sviluppo che comprende deficit del funzionamento sia intellettivo che adattivo negli ambiti
concettuali, sociali e pratici.
L’incidenza generale della disabilità intellettiva nella popolazione varia tra l’1% e il 3% (circa 2
persone su 100 presentano un QI inferiore a 70).
Il DSM-5 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) individua tre criteri necessari per
effettuare una diagnosi di disabilità intellettiva:
 Criterio A: Deficit delle funzioni intellettive, come ragionamento, problem solving,
pianificazione, pensiero astratto, capacità di giudizio, apprendimento scolastico e
apprendimento dall’esperienza, confermati sia da una valutazione clinica sia da test di
intelligenza individualizzati, standardizzati.
 Criterio B: Deficit del funzionamento adattivo che porta al mancato raggiungimento degli
standard di sviluppo e socioculturali di autonomia e di responsabilità sociale. Senza un
supporto costante, i deficit adattivi limitano il funzionamento in una o più attività della vita
quotidiana, come la comunicazione, la partecipazione sociale e la vita autonoma, attraverso
molteplici ambienti quali casa, scuola, ambiente lavorativo e comunità.
 Criterio C: Esordio dei deficit intellettivi e adattivi durante il periodo di sviluppo.

La diagnosi dei Disabilità Intellettiva si effettua sulla base di una valutazione in due domini: QI
(Quoziente intellettivo) e funzioni adattive. I livelli di gravità vengono definiti sulla base del
funzionamento adattivo e non sui punteggi di QI, poiché è stato giudicato che sia il funzionamento
adattivo, nelle aree della concettualizzazione, della socializzazione e delle abilità pratiche, a
determinare il livello di supporto necessario a mantenere una condizione di vita accettabile.
Il Quoziente intellettivo medio di un individuo con sviluppo tipico è 100 (DS 15). Un livello
cognitivo è nella norma se il suo valore è compreso fra 85 e 115 cioè se si colloca fra la media e la
prima DS. Un livello cognitivo compreso fra 70 e 85 (cioè fra la prima e la seconda DS) viene
definito come “funzionamento intellettivo limite” In presenza di un QI inferiore a 70 si parla di
disabilità intellettiva.
Il termine funzionamento adattivo fa riferimento all’efficacia con cui i soggetti fanno fronte alle
esigenze comuni della vita e al grado di adeguamento agli standard di autonomia personale previsti
per la loro fascia di età, retroterra socioculturale e contesto ambientale. La disabilità intellettiva
comporta impairment nelle abilità mentali globali che incide sul funzionamento adattivo in tre aree
o domini:
1. Dominio concettuale: include le abilità di linguaggio, lettura, scrittura, matematica,
ragionamento, conoscenza, memoria
2. Dominio sociale: si riferisce a consapevolezza dei pensieri e sentimenti altrui, empatia, giudizio
sociale, capacità nelle relazioni interpersonali, la capacità di fare e mantenere amicizie
3. Il dominio pratico: include autogestione come ad esempio la cura personale, le responsabilità
lavorative, la gestione del denaro, attività ricreazionali, organizzazione compiti scolastici e
lavorativi Per la diagnosi almeno un dominio del funzionamento adattivo deve essere compromesso
1
in modo da rendersi necessario un supporto al soggetto in un ambito (scuola, lavoro, casa,
comunità). I problemi di adattamento sono più suscettibili di miglioramento con tentativi di
riabilitazione, mentre, il Q.I tende a rimanere un attributo più stabile.

Livelli di gravità della disabilità intellettiva


Disabilità intellettiva lieve: si osservano frequentemente difficoltà dell’apprendimento in ambito
scolastico. Negli adulti sono compromessi il pensiero astratto, la funzione esecutiva e la memoria a
breve termine. Rispetto ai coetanei con sviluppo regolare, l’individuo è immaturo nelle interazioni
sociali. Vi possono essere difficoltà nel controllare emozioni e comportamento in modo adeguato
all’età. Gli individui possono avere maggiormente bisogno di supporto nelle attività complesse della
vita quotidiana rispetto ai coetanei. Nell’età adulta, il supporto riguarda generalmente il fare
acquisti di alimenti, l’utilizzo dei trasporti, la gestione della casa o dei bambini, la preparazione dei
pasti, la gestione delle finanze. Nell’età adulta spesso raggiungono una autonomia lavorativa,
relazioni sociali soddisfacenti, e risultano in grado di contribuire al benessere della società
Disabilità intellettiva moderata: Si associa a marcati ritardi dello sviluppo durante l’infanzia. Nei
bambini in età scolare si osservano difficoltà scolastiche; negli adulti, lo sviluppo delle abilità
scolastiche è tipicamente fermo a un livello elementare. Possono sviluppare un certo grado di
indipendenza nella cura di sé, con supervisione. Da adulti di frequente hanno difficoltà nel rispettare
le norme sociali. L’indipendenza lavorativa può essere raggiunta in lavori che richiedono limitate
abilità concettuali e comunicative ma è necessario un notevole sostegno da parte dei colleghi e
supervisori.
Disabilità intellettiva grave: Scarse capacità di comprendere il linguaggio scritto e nei concetti
riguardanti numeri, quantità tempo e denaro. Supporto esteso per tutta la vita da parte dei
caregivers. Linguaggio in produzione molto limitato (singole parole o frasi semplici, può essere
supportato da tecniche aumentative). Linguaggio e comunicazione focalizzati sul “qui”ed “ora”.
Comprendono linguaggio semplice e comunicazione gestuale. I rapporti con i familiari sono fonte
di piacere. Supporto e supervisione continua per tutte le attività della vita quotidiana (pasti,
abbigliamento, igiene). Non in grado di prendere decisioni per sé e per gli altri. In età adulta
partecipazione ad attività familiari, ricreative richiede supporto continuo. Comportamenti
disadattivi con autolesionismo possono presentarsi
Disabilità intellettiva profonda: Spesso dipende da una condizione neurologica. Vi è una grave
limitazione nella cura di sè, nella continenza, nella comunicazione e nella mobilità.
DIAGNOSI
La diagnosi si avvale di test psicometrici. Si tratta di strumenti appropriati per l’età, standardizzati
in un campione di popolazione, che permettono una misura:
 Quoziente intellettivo: Scale Wechesler: WPPSI-III (età 2.6-7.3 anni); WISC IV (età 6-16
anni); WAIS (sopra i 16 anni)
 Funzionamento adattivo: Vineland Adaptive Behvior Scale (VABS)

2
EZIOLOGIA

 Cause genetiche
o cromosomopatie, altri disordini genetici ereditari o erri congeniti del metabolismo:
sindrome di Down, sindrome dell’X-fragile, sindrome di Prader willi, sindrome di
Rett etc.;
 Cause acquisite
o Pre-natali: infezione da rosolia, citomegalovirus, toxoplasma, HIV, malnutrizione
materna, tossicità in gravidanza da uso di tabacco, alcool farmaci e droghe;
o Peri-natali: trauma da parto, anossia, traumatismi ostetrici;
o Post-natali: infezioni, traumi, epilessia, vasculopatie etc.;
 Fattori psicosociali: carenza gravi e precoci di cure materne e/o insufficienze prolungate di
stimolazione ambientale (carenza di accudimento, patologia mentale dei genitori,
abbandono, abuso);
 Nel 20-40% dei casi non è comunque possibile riscontrare una causa certa.

COMORBILITA’
I più comuni disturbi mentali e del neurosviluppo concomitanti sono: disturbo dello spettro
autistico, disturbo da deficit di attenzione/iperattività, disturbo della coordinazione motoriaa,
disturbi del linguaggio, disturbi d’ansia, disturbi dell’umore, disturbi del controllo degli impulsi.

RITARDO GLOBALE DELLO SVILUPPO


Questa diagnosi è riservata agli individui di età inferiore ai 5 anni quando la gravità clinica non può
essere valutata in modo attendibile durante la prima infanzia. Questa categoria viene diagnosticata
quando un individuo non raggiunge le tappe attese dello sviluppo intellettivo, e si applica a
individui incapaci di sottoporsi a valutazioni sistematiche del funzionamento intellettivo, compresi i
bambini che sono troppo piccoli per partecipare a test standardizzati. Questa categoria richiede una
rivalutazione diagnostica dopo un certo periodo di tempo.