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Disturbi Specifici

dell’Apprendimento (DSA)

Dott.ssa Francesca Felicia Operto


UOC di Neuropsichiatria Infantile
Università degli Studi di Salerno

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Classificazione dei
disturbi di apprendimento

D A Aspecifici DA D A Specifici

D.A. aspecifici
Riguardano circa il 10-15% della popolazione scolastica e sono
legati a :

 Disabilità cognitiva;
 Borderline cognitivo;
 Disturbo dell’attenzione ed iperattività;
 Disturbo dello spettro autistico;
 Disturbi d’ansia e/dell’umore;

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Disturbi Specifici dell’apprendimento

Con il termine Disturbi Specifici dell’Apprendimento


(DSA) vengono indicate una serie di difficoltà in
ambito scolastico, presentate da bambini normalmente
scolarizzati, in assenza di patologie neuromotorie,
cognitive, psicopatologiche e/o sensoriali.

Il disturbo può interessare l’apprendimento della


lettura (dislessia), della scrittura (disortografia) o del
calcolo (discalculia).

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CHE COSA SI INTENDE CON
“SPECIFICO”?

Il Disturbo Specifico di Apprendimento


interessa uno specifico dominio di abilità in
modo significativo ma circoscritto, lasciando
intatto il funzionamento intellettivo
generale.

(Consensus Conference)
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CHE COSA SI INTENDE CON
“SPECIFICO”?

Il Disturbo Specifico di Apprendimento


interessa uno specifico dominio di abilità in
modo significativo ma circoscritto, lasciando
intatto il funzionamento intellettivo
generale.

(Consensus Conference)
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EPIDEMIOLOGIA

In Italia: 5-10% della popolazione in età scolare.

L’incidenza dipende oltre che da fattori eredo-genetici,


anche
dalla complessità della lingua (paesi lingua anglofona
incidenza 10%)

M>F : rapporto 4/1 (Galaburda et al. 1985)

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Cause
La ricerca neuropsicologica ha preso spunto da una
serie di dati rappresentati da:

1. familiarità;
2. diversa incidenza del disturbo nei due sessi;
3. anamnesi positiva per fattori potenzialmente
cerebrolesivi;
4. frequente ricorso di disturbi neurologici “minori”
(minimal brain dysfunction);
5. riscontro di variazioni morfologiche di alcune aree
encefaliche evidenziate mediante indagini
neurodiagnostiche (PET, SPECT RMN).
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Cause
Tali dati sono stati utilizzati per ipotizzare l’esistenza di
un’alterazione strutturale e/o funzionale, di natura genetica e/o
acquisita, a carico delle strutture preposte all’acquisizione e
alla automatizzazione di vari apprendimenti, la quale sembra
sostenuta nell’adulto dalla comparsa di deficit specifici (alessia,
acalculia) in conseguenza di lesioni encefaliche acquisite.

Dati empirici: l'area di Broca e le aree frontale


anteriore e temporale, che sono legate alla composizione
dei fonemi per la produzione di parole, si sono
dimostrate meno attive nei soggetti dislessici rispetto
ai normali

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I DISTURBI DELL’APPRENDIMENTO
-DSM V-

Disturbi
dell'Apprendimento

Disturbo Disturbo
della dell’apprendimento
lettura NAS
Disturbo
Disturbo
dell’espressione
Calcolo
scritta

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Disturbo dell’espressione scritta
•I disturbi della scrittura si manifestano sia nel
dettato sia nella composizione libera.

Nel dettato si rilevano inversioni, trasformazioni e


omissioni di lettere o sillabe.

La composizione libera mette in evidenza le principali


difficoltà caratterizzanti il disturbo, rappresentate
da brevità del testo, povertà del vocabolario,
inadeguata strutturazione della frase, errori
grammaticali e della punteggiatura.
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Discalculia

Il termine discalculia indica le difficoltà di apprendimento

dell’aritmetica elementare in bambini normalmente

scolarizzati, in assenza di compromissione delle altre forme

di ragionamento logico e di simbolizzazione.

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Discalculia
Criteri diagnostici per Disturbo del Calcolo:

A) La capacità di calcolo, misurata con test standardizzati


somministrati individualmente è sostanzialmente inferiore a
quanto previsto in base all’età cronologica del soggetto, alla
valutazione psicometrica dell’intelligenza e a all’istruzione
adeguata all’età.

B) L’anomalia descritta al punto A interferisce notevolmente con


l’apprendimento scolastico o con le attività della vita quotidiana
che richiedono capacità di calcolo.

C) Se è presente un deficit sensoriale, le difficoltà di calcolo


vanno al di là di quelle di solito associate con esso.
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Discalculia
Le difficoltà riguardano:

•Inizialmente la capacità di operare anche su piccole


quantità, con la necessità di aiutarsi con le dita.
•L’acquisizione del concetto di numero risulta sempre
difficile, così come la capacità di scriverlo correttamente
e di effettuare anche semplici operazioni.
•Talora si riscontra scrittura speculare dei numeri.
•Difficoltà, infine, si rilevano nella risoluzione di problemi,
anche quando le quattro operazioni sono state apprese.

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Dislessia
Criteri diagnostici per Disturbo della Lettura
DSM V:

A) Il livello raggiunto nella lettura, come misurato da test


standardizzati somministrati individualmente sulla precisione o
sulla comprensione della lettura, è sostanzialmente al di sotto
di quanto previsto in base all’età cronologica del soggetto, alla
valutazione psicometrica dell’intelligenza e a un’istruzione
adeguata all’età.
B) L’anomalia descritta al punto A interferisce in modo
significativo con l’apprendimento scolastico o con le attività
della vita quotidiana che richiedono capacità di lettura.
C) Se è presente un deficit sensoriale, le difficoltà di lettura
vanno al di là di quelle di solito associate con esso.
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La Dislessia Evolutiva
non deve essere considerata come
l’incapacità di leggere,
ma come l’incapacità di farlo in modo
fluente
(Savelli, 2004)

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COME SI MANIFESTA
Le caratteristiche generali del Disturbo della Lettura sono tre:
La capacità di lettura è inferiore rispetto a quanto previsto per l’età,
il livello di intelligenza e l’istruzione ricevuta.
Queste difficoltà solitamente condizionano anche in modo pesante le
prestazioni scolastiche.

I bambini con dislessia:

 sono intelligenti
 non hanno problemi visivi o uditivi

ma
NON APPRENDONO A LEGGERE IN MODO
SUFFICIENTEMENTE CORRETTO E FLUIDO
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Il problema di lettura può riguardare:

o VELOCITA’ (lettura molto lenta e stentata)


o CORRETTEZZA (lettura caratterizzata da errori frequenti)
o COMPRENSIONE ( gravi difficoltà a capire il significato del testo
letto)
Quindi la LETTURA può essere:

Piuttosto veloce, ma presentare Nel complesso sufficientemente


numerosi errori: corretta, ma molto lenta (non viene
omissioni di parole o parti di parola; automatizzata la decodifica
Confusioni; grafema-fonema)
inversioni sostituzioni di parti di
parola o di intere parole;

SPESSO I BAMBINI DISLESSICI MANIFESTANO


DIFFICOLTÀ NEL COMPRENDERE QUANTO
LEGGONO E NELLE MATERIE DI STUDIO
DEVONO RILEGGERE PIÙ VOLTE IL BRANO PER
CAPIRE IL CONTENUTO. 18
Con il termine LETTURA si possono si intendono,
generalmente, almeno due cose:

LETTURA STRUMENTALE COMPRENSIONE

Capacità di riconoscere e Capacità si


denominare velocemente e rappresentarsi
correttamente le parole di un il contenuto di quello
testo che si sta leggendo

Lo scopo principale della lettura è comprendere ciò che


si legge.
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La mancata acquisizione della lettura
strumentale/decifrativa è stata molte volte associata
alle difficoltà di comprensione; in realtà come la ricerca
ha evidenziato, i processi di decodifica e di comprensione
sono due processi distinti.

Questo significa che una cattiva decodifica non implica


necessariamente una scarsa comprensione, così come una
difficoltà di comprensione non sempre è legata ad una
difficoltà nella decodifica

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IL MODELLO A DUE VIE DELLA LETTURA
Coltheart, Rastle, Perry, Langdon & Ziegler, 2001

Il modello che spiega processo di lettura è


stato elaborato per la lingua inglese
prevede tre vie:

•via lessicale
•via lessicale semantica
•via non lessicale (fonologica)

Le due vie hanno in comune la prima componente


e l’ultima
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Il processo di lettura nell’adulto
 Il bambino impara a leggere prima attraverso la
via Fonologica e poi attraverso la via Semantico-
Lessicale
(Cornoldi,1999)
L’ADULTO

 Utilizza prevalentemente la via lessicale

 Ricorre alla via fonologica per le parole nuove


(lessici speciali)

 Ricorre ad una verifica per via fonologica quando


coglie incongruenze nella ricostruzione del
significato
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Il deficit di Automatizzazione
nella Dislessia Evolutiva

Secondo numerosi autori, il deficit


“nucleare” della Dislessia Evolutiva,
consiste in una mancanza di
AUTOMATIZZAZIONE
dei processi di “decodifica”
(e, in qualche misura di quelli di
“accesso lessicale”)
(Gerson-Wolfensberger & Ruijssenars, 1997;
Stella, 2004; van der Leij
23& van Daal, 1999)
Il deficit di Automatizzazione
nella Dislessia Evolutiva

Anche quando, infine, la lettura dei dislessici


diventa abbastanza corretta, essa rimane
lenta e faticosa, a causa di una mancata
automatizzazione dei processi di decodifica.

Questo fenomeno è particolarmente evidente


nei sistemi ortografici “trasparenti” come
l’Italiano o il Tedesco, e ha condotto a
coniare il nome di “Speed Dyslexia”
(Wimmer,
24 1993)
Disturbi associati
Le ricerche condotte sui bambini con DSA hanno permesso
di individuare la frequente presenza di disturbi associati
quali:

• Alterazioni del linguaggio (dal 30% al 70% dei casi.


Comprendono forme diverse, dal Ritardo Semplice del
Linguaggio ai Disturbi Specifici del Linguaggio);

• Disordini della lateralizzazione (in circa il 30% dei DSA);

• Difficoltà nell’orientamento spaziale e temporale (disturbi


che riguardano le abilità visuo-percettive-motorie,
l’organizzazione dello spazio grafico, l’orientamento del
corpo nello spazio, l’organizzazione di sequenze);
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I DISTURBI DELL’APPRENDIMENTO
-DSM V-

Manifestazioni e disturbi associati


Demoralizzazione, scarsa autostima, e deficit nelle capacità sociali
La percentuale di bambini o adolescenti con Disturbi
dell'Apprendimento che abbandonano la scuola è stimata intorno al
40% (circa 1,5 volte in più rispetto alla media). Gli adulti con Disturbi
dell'Apprendimento possono avere notevoli difficoltà nel lavoro o
nell'adattamento sociale.

Molti soggetti (10-25%) con Disturbo della Condotta, Disturbo


Oppositivo Provocatorio, Disturbo Depressivo Maggiore, o Disturbo
Distimico, sono affetti anche da Disturbi dell'Apprendimento.

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FATICA FRUSTRAZIONE

ANSIA

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Frustrazione

Rabbia
Insofferenza
Fuga dal compito

Comportamenti Comportamenti
“iperattivi” o di ritiro
di disturbo di chiusura

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autostima

per sopportare la fatica


devo vedere dei vantaggi

devo sperimentare il successo

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PROBLEMI
EMOTIVO-MOTIVAZIONALI
I bambini con Disturbo dell’Apprendimento sviluppano spesso
una cattiva immagine di sé, perdono la fiducia nelle loro
possibilità di miglioramento, finiscono per credere che non ci
siano soluzioni al loro problema

COMPORTAMENTI POCO ORIENTATI AL CAMBIAMENTO

Se questi bambini pensano che


“Qualunque cosa faccia io resto un cattivo lettore”
si comporteranno di conseguenza e non
cercheranno neppure di darsi da fare per
affrontare e cercare di risolvere il problema

PROBLEMA
DAL PUNTO DI VISTA
TERAPEUTICO30
!
La diagnosi
e la riabilitazione

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Chi fa la diagnosi?

•Le figure che fanno diagnosi sono il


neuropsichiatra , lo psicologo e il logopedista.

•Per la diagnosi deve essere applicato il protocollo


diagnostico dell’ AID.

•Richiedere alla fine della consultazione una


relazione scritta dettagliata.

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Disturbi Specifici dell’apprendimento

L’entità di tali disturbi è quantificabile attraverso

tests standardizzati per età e frequenza

scolastica, che sono significativi di patologia

quando il risultato è inferiore alla seconda

deviazione standard rispetto alla media.

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Diagnosi
Strumenti di valutazione
Lettura
• Prove MT di velocità, correttezza e comprensione
• Batteria per la valutazione della dislessia e disortografia evolutiva
Scrittura
• Batteria per la valutazione della scrittura e della competenza
ortografica nella scuola dell’obbligo
• Valutazione delle abilità di scrittura dalla I° alla V° elementare
Matematica
• Batteria Emme + per la scuola elementare
• Test di matematica per la scuola dell’obbligo
• Valutazione delle abilità matematiche dalla I° alla V° elementare
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Diagnosi
L’esame della lettura viene eseguito attraverso la
lettura di un brano standardizzato. Vengono quindi
valutati:
• numero e tipo di errori commessi;
• velocità di lettura;
• comprensione del testo.
Il riferimento a tali elementi permette di stabilire
un livello di lettura, espresso con un punteggio
(lessimetria).
La diagnosi è basata sul criterio della discrepanza
fra efficacia cognitiva e abilità di lettura (indice di
discrepanza).
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Diagnosi
L’esame della scrittura viene eseguito mediante dettato e
composizione libera.
1.Il dettato di un brano standardizzato è volto a valutare:
• numero e tipo di errori commessi;
• velocità di scrittura.
2. La composizione libera permette di valutare lunghezza del
testo, adeguatezza del vocabolario, correttezza della
punteggiatura e strutturazione della frase.
Il riferimento agli elementi emersi dal dettato e dalla
composizione libera permette di valutare il livello di scrittura.
Anche per il calcolo vengono utilizzate prove standardizzate che
permettono di valutare il livello prestazionale.

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DSA- DIAGNOSI

 PRECOCE E TEMPESTIVA
 FATTA BENE…

QUANDO ???
 A metà della I elementare è possibile individuare ritardi
di automatizzazione della decodifica e della transcodifica
dei processi di letto-scrittura. Ciò permette di iniziare
un processo “abilitativo” specifico per ridurre le
difficoltà. Il trattamento logopedico dovrebbe già
cominciare!!!
 Al termine della II elementare è possibile fare una
diagnosi precisa di dislessia, disortografia, disgrafia
 Al termine della III elementare è possibile fare una
diagnosi precisa di discalculia
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PROGNOSI

L'evoluzione dei diversi tipi di prognosi può essere


differente ai diversi livelli considerati ed influenzata
da fattori diversi
quali :

 la gravità iniziale del DSA,


 la tempestività e adeguatezza degli interventi,
 l’associazione di difficoltà nelle tre aree (lettura,
scrittura, calcolo),
 la presenza di comorbilità psichiatrica
 tipo di compliance ambientale.

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Come diventa il dislessico evolutivo
da adulto ?

Compensati (45% ca.)

Recuperati (20% ca.)


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Persistenti (35%ca.)
Fonte: Littyinen ‘98