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JOHANN SEBASTIAN BACH

Johann Sebastian Bach nacque a Eisenach, il 21 marzo (31 marzo secondo il calendario
moderno) del 1685 dalla famiglia di musicisti tedeschi più nota ai suoi tempi.

La forma tipicamente bachiana è la fuga, composta da un’armonia moderna. Nelle sue


fughe, Bach, fa sentire molto la sua interiorità religiosa, la forza della sua fede,
escutendo ogni forma psico- drammatica. La fuga rappresenta la sua situazione storico-
spirituale. Bach ebbe due mogli e una ventina di figli, dei quali 10 sopravvissutigli, tutti
musicisti e almeno tre da occupare un ruolo importante nella storia. Era una famiglia
improntata su una fede religiosa robusta. Le amarezze della sua vita derivarono
dall’insorgere di una concezione del mondo che portava con sè e il tramonto dello stile
contrappuntistico della musica. Con l’abolizione del contrappunto, si fece risentire la
monodia accompagnata tipica del melodramma. Bach venne considerato il
conservatore, come colui che conserva i valori del passato.

LA FUGA
È una composizione polifonica vocale, strumentale o mista che raggiunse il massimo
splendore nella prima metà del settecento, grazie a opere quali “Clavicembalo ben
temperato” e “Arte della fuga” di Bach. La fuga rappresenta il modello “tecnico” della
forma, ed è composta di 3 “momenti” fondamentali:

1. L’esposizione: è la parte che presenta gli elementi tematici fondamentali, che


sono:

a. Il soggetto, cioè il tema principale, impostato in un determinato tono (può


modulare solo alla dominante) e deve essere breve e incisivo;
b. La risposta, che è il soggetto portato al tono della dominante. Può essere “reale”,
quando mantiene inalterata la configurazione melodica del soggetto, o “tonale”, se
qualche intervallo viene mutato;
c. Il controssoggetto, che è il contrappunto al Soggetto, cioè un tema che lo
accompagna e che ha con esso un rapporto di “rovesciabilità”, ovvero deve sempre
“funzionare” nei rapporti armonici col soggetto;
d. La coda, non sempre presente, è una breve risposta al Soggetto che entra
insieme alla risposta e fa sì cbe non ci sia una rottura fra soggetto e controssoggetto;
e. Le parti libere, che sono contrappunti integranti i disegni delle singole voci.

2. Il diverimento: Durante lo svolgimento, il soggetto viene trasposrtato ai toni


vicini, e fra un trasporto e l’altro si snodano veri e proprio divertimenti, che consistono
in progressioni modulanti sempre più ampie e sviluppate. Non esiste un modello fisso di
divertimenti: imitazioni, aggravamenti, diminuzioni, canoni ecc. L’ultimo divertimento
sfocia sul pedale di dominante del tono principale.

3. Gli stretti, che sono di solito almeno tre collegati da divertimenti sempre più
brevi, poiché altrimenti renderebbe esigua la parte conclusiva della Fuga. L’ultimo
stretto, se possibile, è un Canone tra soggetto e risposta, e la Fuga concluderà col Pedale
di tonica.

Nel “Clavicembalo ben temperato”, salvo rare eccezioni, Bach non usa gli stretti e li
sostituisce con alcune semplici riprese di soggetto, naturalmente nel tono base. L’ultima
ripresa è di regola sul pedale di tonica.

Fuga in do minore da J.S: BACH,Clavicembalo ben temperato, vol. I


La fuga è a tre voci, che potremmo definire come soprano, contralto e basso, ognuna
delle quali ha una propria indipendenza e integrità che vengono mantenute sino alla
terzultima battuta, quando vengono introdotti degli accordi per ottenere pienezza e
senso conclusivo.
Una voce sola, il contralto, dà inizio alla fuga affermando il soggetto. Il soggetto è nella
tonalità della tonica.
Quando il soggetto è stato interamente affermato, la seconda voce (il soprano) entra
con lo stesso soggetto, ma trasposto nella tonalità della dominante. Questa seconda
affermazione viene detta risposta. La trasposizione spesso richiede, come avviene in
questo caso, dei cambiamenti degli intervalli del soggetto allo scopo di mantenere la
risposta vicina alla tonalità della tonica.
Mentre la voce 2 enuncia la risposta, la voce 1 continua contrappuntandola. Questo
contrappunto può, come accade nel nostro caso, essere un materiale che ritorna
frequentemente nel corso della fuga, di norma come contrappunto al soggetto, o può
anche presentare del materiale che non viene più riutilizzato. In particolar modo nel
primo dei due casi, questo materiale tematico viene definito controssoggetto.
L’ultima voce entra con il soggetto (nella sua forma originale, non come risposta)
all’inizio della battuta 7, accompagnato poi dalla risposta al tenore.
A partire dalla battuta 9 la fuga in do minore di Bach procede come segue: vi sono
quattro episodi (divertimenti) (battute 9-10, 13-14, 17-19 e 22-26). Ognuno di essi trae il
proprio materiale tematico dal motivo di apertura di cinque note del soggetto a dai
passaggi scalari in crome e semicrome dei due controsoggetti. Questi due motivi
vengono generalmente trattati in progressione. In più i primi due episodi modulano alla
e dalla tonalità del relativo maggiore (Mib). Le enunciazioni complete del soggetto che
appaiono fra un episodio e l’altro comprendo in ogni caso il soggetto e i due
controsoggetti distribuiti fra le tre voci. Nelle battute 11-12 il soggetto è affidato al
basso, nelle batt. 14-15 al contralto, nelle batt. 16-17 di nuovo al soprano.

Dopo un breve passaggio connettivo l’enunciazione finale del soggetto, nella sua forma
e registro originali, è data al soprano su di un pedale di tonica al basso e accompagnata
da alcuni accordi pieni al contralto. La maggior parte degli elementi di una fuga da
manuale scolastico sono effettivamente presenti nella fuga in do minore di Bach. Una
delle caratteristiche più interessanti di questa fuga è la sua unitarietà tematica, vale a
dire la presenza di materiale tratto dal soggetto o da uno dei due controsoggetti in quasi
ogni voce e in quasi ogni punto della fuga. Vi è anche una modulazione alla tonalità
relativa con l’enunciazione del soggetto in tale tonalità.