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SECOLO D’ITALIA 5

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DOMENICA 13 MARZO 2011
W L’ITALIA
CHE NON HA PAURA

Francesco De Gregori
ha “sdoganato”
il tricolore a sinistra

QUEL LUNGO CAMMINO


PER GRIDARE (TUTTI): VIVA L’ITALIA!
◆ Domenico Naso sto nel tricolore un simbolo unifican- se il simbolo del più grande partito di di quell’evento per l’accettazione zi di natura ideologica. Una diffidenza
te. È vero, ci fu la strage della Prima centrosinistra, il Pd, sia colorato di pressoché totale del tricolore è stata radicata che si è sbriciolata insieme
Guerra Mondiale, quindi il fascismo. verde, bianco e rosso. Una scelta con- di dimensioni storiche. al Muro, al comunismo, ai dogmi

P
aese strano, l’Italia. A pochissi-
mi giorni dal 17 marzo, ancora Ma il disamore si è radicato a lungo. divisa e per nulla traumatica che fa E oggi il problema del rapporto tra marxisti. Il problema, paradossal-
non si è colto appieno lo spirito E certe conseguenze, a sinistra, le ve- comprendere la portata del cambio di bandiera e sinistra esiste ancora? Mi- mente, oggi riguarda una frangia mi-
che animerà le contestate celebrazio- diamo addirittura oggi». prospettiva. Quindici anni prima, nuscole formazioni di sinistra radi- noritaria ma agguerrita di quella che
ni del 150° anniversario dell’Unità. Con l’avvento della Repubblica quando Silvio Berlusconi aveva pre- cale a parte, possiamo dire che no, si autodefinisce “destra” e che deve
Una confusione che non coinvolge so- qualcosa si è mosso, ma il rapporto sentato il simbolo tricolore della neo- non esiste più. La sinistra politica del fare i conti con le bizze leghiste che
lo l’identità nazionale e che non si tra sinistra e bandiera nazionale è ri- nata Forza Italia, le ironie e le criti- nostro paese è riuscita nel tentativo minacciano i simboli della nostra sto-
esaurisce esclusivamente nelle pole- masto tutt’altro che buono. L’evento che non erano state poche. E para- di superare le resistenze e i pregiudi- ria. Paese strano, l’Italia.
miche politiche che hanno accompa- che ha davvero cambiato la situazio- dossalmente, oggi che Berlusconi si è
gnato il countdown verso le celebra- ne, quantomeno nel campo socialista, quasi “leghizzato”, è stata la sinistra
zioni. È un problema antico, non cer- è stata la “crisi di Sigonella”, quando (oltre alla destra storicamente e con-
to nato con le lagnanze leghiste, che un breve ma significativo afflato di vintamente “tricolore”) a difendere le
riguarda anche, e forse soprattutto, i identità nazionale era riuscito a riu- celebrazioni, i simboli, la giornata di
simboli della nazione. A partire da nire destra e sinistra contro gli allea- festa nazionale.
quel tricolore che per troppo tempo è ti statunitensi. Oggi la situazione è Ma se le classi dirigenti della sini-
stato guardato con sospetto, quando molto diversa e forse il merito va stra politica si sono accorte del trico-
non con aperta e ostentata avversio- ascritto ad un uomo che non ha una lore e dei simboli nazionali con col-
ne, da una larga fetta della classe di- storia socialista o comunista bensì pevole ritardo, artisti e intellettuali,
rigente e della popolazione. azionista: Carlo Azeglio Ciampi. Du- come quasi sempre accade, le aveva-
È innegabile che il rapporto tra si- rante il suo settennato al Quirinale, no precedute di qualche decennio.
nistra e bandiera sia stato problema- Ciampi ha intrapreso una serrata Basti pensare a Viva l’Italia, splendi-
tico e conflittuale. A cominciare pro- campagna di sensibilizzazione nei da canzone di Francesco De Gregori
prio dagli anni immediatamente suc- confronti dei simboli della storia na- datata 1979, quando ancora la sinistra
cessivi al processo di unificazione na- zionale, a cominciare proprio dalla politica era ben distante da una con-
zionale. I socialisti preferivano, già al- bandiera, per riconciliare finalmente cezione positiva e condivisa del ves-
lora, la bandiera rossa del movimen- tutti gli italiani con l’intero patrimo- sillo nazionale. All’epoca, il tricolore
to operaio internazionale e non era- nio simbolico. Proprio negli anni di e gli slogan alla “Viva l’Italia” erano
no i soli a mostrare freddezza nei con- Ciampi, e i concomitanza con l’ascesa roba da fascisti, da esagitati naziona-
fronti del vessillo verde, bianco e ros- vertiginosa della Lega Nord, la sini- listi, erano simboli del “nemico” e
so. I cattolici post-unitari, anche se stra italiana ormai post-comunista quindi da ignorare, da combattere.
per motivi diversissimi, nutrivano la ha compiuto una trasformazione ra- De Gregori, che di destra senz’altro
stessa diffidenza. Ma mentre il rap- dicale per quel che concerne il rap- non è mai stato, in quell’inno laico al
porto tra nazione e mondo cattolico è porto con la bandiera. Non è un caso nostro paese aveva saputo mettere
andato via via migliorando, la sini- insieme pregi e difetti, virtù e vizi di
stra non è mai riuscita, tranne che in un paese che comunque doveva esse-
anni recentissimi, a riallacciare i no- re sostenuto, valorizzato. Un “Viva
di di un rapporto mai nato. C’è chi di- l’Italia” rivoluzionario nella sua poe-
ce sia colpa soprattutto del fascismo, sia e nella sua dicotomica struttura
che durante il Ventennio si era ap- tra Italia buona e Italia cattiva, un
propriato della bandiera come stru- grido che da sinistra, per la prima
mento di propaganda e identificazio- volta, non si vergognava di esaltare
ne. Vero, anche se solo parzialmente. la nazione.
Le ragioni dell’atteggiamento della si- Tre anni dopo, nel 1982, il tricolo-
nistra italiana nei confronti del trico- re rompe gli argini delle divisioni
lore poggiano anche sul carattere ideologiche. E ancora una volta non
smaccatamente “internazionalista” I SIMBOLI è merito della politica. L’11 luglio di
quell’anno, la nazionale di calcio
dei socialisti e dei comunisti del no-
stro paese. Prima, appunto, il movi- È STATA LA VITTORIA guidata da Enzo Bearzot vince il
mento operaio a cavallo tra ’800 e ’900; AL MONDIALE DELL’82 Mundial spagnolo e in quell’Italia
poi la Rivoluzione d’ottobre, la nasci- che stava faticosamente tentando di
ta dell’Unione Sovietica e la bandiera AD UNIRE TUTTO IL PAESE uscire dagli anni di piombo, milioni
rossa con falce e martello come pun- SOTTO IL TRICOLORE di persone si riversarono nelle stra-
to di riferimento simbolico. Errore de, imbracciando per la prima volta
gravissimo, e a dirlo non sono storici PER LA PRIMA VOLTA la bandiera nazionale come elemen-
di destra. È Lucio Villari a imputare to unificante. Si trattava di una vit-
alla sinistra la colpa di «non aver vi- toria sportiva, è vero, ma la portata