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PROPOSIZIONE CONSECUTIVA:

La proposizione consecutiva latina è una frase subordinata che esprime la


conseguenza di ciò che è indicato nella reggente, esattamente come quella italiana.
In latino sono introdotte dalla congiunzione ut, se sono positive, altrimenti da ut non
se negative.
Si trova una consecutiva, quindi, se nella frase principale c’è un elemento
anticipatore che può essere:
sic = così
ita/eo= a tal punto
tam= talmente
tantum= così tanto
la consecutiva si forma così ut/ut non + congiuntivo presente/imperfetto/perfetto
(è raro il congiuntivo piuccheperfetto)
PROPOSIZIONE FINALE:
In latino la proposizione finale è costituita da: ut ( se positiva ) o ne ( se negativa )
seguiti da un verbo al presente se nella frase principale ci sono verbi al tempo
presente, o da un verbo imperfetto se nella principale ci sono verbi al tempo passato
( più frequente ).
PROPOSIZIONE RELATIVA:
La proposizione relativa è una subordinata legata alla sua reggente da un
pronome relativo (qui, quae, quod e derivati) + INDICATIVO.
«Id quaesivi ex Lucio, qui certe scibat.» «Lo chiesi a Lucio, che di sicuro lo sapeva.»
PROPOSIZIONE TEMPORALE:
La proposizione temporale indica la circostanza di tempo in cui avviene il fatto
espresso dalla reggente. ... In latino le proposizioni temporali possono essere
introdotte dalle congiunzioni cum/ut, dum, quoad, donec, antequam, priusquam +
INDICATIVO.
PROPOSIZIONE CIRCOSTANZIALE:
La proposizione completiva circostanziale o “di fatto” è una subordinata
dichiarativa, così chiamata perché constata appunto un fatto o registra una
circostanza. È introdotta da ut (se affermativa) oppure da ut non (se negativa) +
verbo al congiuntivo presente o imperfetto ( più frequente ).
Si riconosce per i verbi di accadimento, come:
fit ut
accidit ut
evenit ut
PROPOSIZIONE VOLITIVA:
Le proposizioni volitive esprimono una volontà, un desiderio o un comando. Si
costruiscono con ut ( se positiva ) o ne ( se negativa ) + congiuntivo. Si traducono
con “Che” e non con “Affinchè” ( che è una finale ).
Si riconoscono perchè anticipate da verbi di volontà e di sentimento come:
moneo
persuadeo.
COMPLEMENTO DI FINE:
Il complemento di fine o scopo si esprime in latino con ad + accusativo (più
frequentemente); più raramente si esprime anche il dativo.
PRONOMI DIMOSTRATIVI:
● hic,haec,hoc (questo, questa, questa cosa) indica una persona o cosa
vicina a chi sta parlando;
● ille,illa,illud (quello,quella,quella cosa) indica persona o cosa lontana da chi
parla e da chi ascolta;
● is, es, id (quello,quella,quella cosa) determina la persona o la cosa cui si fa
riferimento senza tener conto della sua presenza;
● iste,ista,istud (codesto,codesta,codesta cosa), determina la persona o la
cosa lontana da chi parla e vicina a chi ascolta
● hic,haec,hoc, questo

PARTICIPI:
PASSATO:
si forma dal tema del supino - si toglie ‘UM’ e si aggiunge US/A/UM.
ha un valore passivo e si trova spesso con complemento d’agente ( a/ab + ablativo )
o di causa efficiente ( ablativo semplice )
si traduce con il participio passato italiano.
PRESENTE:
Si forma dal tema del presente
si crea con:
tema del presente + ANS/ ANTIS ( verbi della prima declinazione )
ENS/ENTIS ( verbi della seconda/terza declinazione )
IENS/IENTIS ( verbi della quarta declinazione )
ha valore attivo.
si traduce con il gerundio italiano se è in nominativo o con una frase relativa.
FUTURO:
si forma dal supino + URUS / URA / URUM
si ttraduce con :
con l’intenzione di…
destinato a…
sul punto di...