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piccola guida.

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piccola guida
al CONSUMO CRITICO
E RESPONSABILE

a cura dell’Associazione Gaia

Edizione: Agosto 2007

ad e st d ell’equatore
EDITORE
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“Fa
ai gira
are l'economia a”
"I prodotti di marca a accompa agna ano i gra
andi momenti della a tua
a vita
a"
Ogni giorno siamo il bersaglio di innumerevoli messaggi pubblicitari
che hanno lo scopo di indirizzare le nostre scelte, condizionando così
le nostre abitudini in materia di consumo.
Messaggi che pubblicizzano non soltanto prodotti, ma soprattutto uno
stile di vita, un modello di società presentato come quello che soddi-
sfa pienamente i nostri desideri. Questi messaggi ci rivelano continua-
mente che siamo importanti per la società nel momento in cui svol-
giamo il ruolo di consumatori.
Come consumatori siamo l'obbiettivo di continui stimoli a consumare
ma abbiamo anche un grande potere nei confronti del sistema eco-
nomico.
Sembra impossibile ma è proprio ciò che accade!
Come consumatori abbiamo il dovere di riflettere sugli effetti globali
dei nostri stili di vita, sull'ecosistema e la società, sui problemi causa-
ti da un modello economico basato sulla continua accumulazione dei
beni materiali.
Cosa accadrebbe se tutti noi riflettessimo sulle conseguenze dei nostri
acquisti? Niente sarebbe più come prima.
Fare questo è difficile perché siamo colpiti ogni giorno da messaggi
pubblicitari ma anche perché molti dei prodotti di cui dovremmo
ridurre il consumo sono quelli delle aziende più conosciute al mondo
e di cui ci fidiamo di più, perché ci accompagnano spesso fin dalla
culla.
L'azione combinata tra quel bombardamento e la familiarità con i pro-
dotti, rende sicuramente difficile a noi consumatori la possibilità di
scegliere in modo consapevole e critico.
Trasformarci in consumatori critici non è facile, ma è il frutto di un
costante e graduale cambiamento. Per iniziare dobbiamo convincerci
che abbiamo un grande potere perchè, premiando o punendo le
aziende, possiamo modificare le loro politiche commerciali.
Il nostro potere cresce se non siamo soli a farlo ma lo facciamo insie-
me ad altri che la pensano come noi.
Un consumatore critico non può fare a meno di essere anche un con-
sumatore responsabile. Infatti non basta pretendere il rispetto di giu-
sti criteri nella produzione e nella commercializzazione dei prodotti,
ma ci si deve attivare anche per cambiare la società, promuovendo in
prima persona lo sviluppo di forme economiche e sociali alternative e

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decidere di consumare secondo logiche di sobrietà.


Per fare ciò, dobbiamo dotarci degli strumenti per acquistare consa-
pevolmente, valutando i prodotti e le scelte delle aziende che li pro-
ducono.
Questa guida vuole fornire un primo stimolo per una riflessione
rispetto ai temi del consumo critico e del boicottaggio, e offrire degli
strumenti per la messa in pratica di scelte critiche e per far conosce-
re quelle vie di uscita dal mercato, come i Gruppi di Acquisto solida-
le, i Bilanci di Giustizia, i Distretti di Economia Solidale, il Commercio
Equo, il Turismo Responsabile, che mettono in pratica idee di giusti-
zia e solidarietà.
Buona lettura!

L'85% delle ricchezze al mondo è in mano a meno del 10% della


popolazione mondiale.
Solo l'1% della ricchezza al mondo è in mano al 50% della popolazio-
ne più povera.
Nel 2002 al mondo erano 2,6 miliardi le persone che vivevano con
meno di due dollari al giorno, una quota pari al 50% della popolazio-
ne mondiale (in Africa è il 74,9% della popolazione).
Nove milioni sono le persone che ogni anno muoiono di malattie lega-
te alla fame e alla denutrizione. Circa 25.000 persone al giorno.
Sono circa 10,5 milioni i bambini sotto i 5 anni che muoiono ogni
anno.
1,2 miliardi sono le persone che non hanno accesso a fonti di acqua
pulita e/o potabile, mentre 3,4 miliardi di persone non hanno acces-
so a servizi igienici.

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Questi pochi dati ci danno crudamente la misura di qual è la realtà


del mondo in cui viviamo, un mondo che si sta plasmando in manie-
ra sempre più conforme al modello neoliberista in termini di compe-
titività, concorrenza, flessibilità. Un mondo che diviene sempre più
escludente e insicuro, che crea così l'humus per fenomeni come fon-
damentalismo e terrorismo.
Come si può uscire da questo mondo da incubo?
Costruendo dal basso un mondo diverso, che funzioni secondo logi-
che opposte a quelle che indirizzano oggi le scelte di buona parte
delle elite economiche e politiche. Cercando di creare un mondo che
opponga la cooperazione alla competizione, la tutela e il rispetto del-
l'ambiente al suo sfruttamento indiscriminato, l'inclusione all'esclusio-
ne. Un mondo di mondi dove si riesca a coniugare equità, rispetto
della natura e tra le persone e le culture.
Il consumo critico è una delle forme di azione, insieme alle altre
forme di partecipazione, di tutela dell'ambiente, dei beni comuni, dei
diritti umani, economici e culturali, con cui come cittadini attivi e
responsabili possiamo contribuire a costruire questo modello di socie-
tà, opponendoci alla deriva escludente che sta interessando il nostro
mondo, dove sempre più persone sono espulse dalla società, dal lavo-
ro, dalla vita.
Occorre dunque preferire quei produttori che operano secondo logi-
che di sobrietà, fratellanza, solidarietà, rispetto della natura.
Consumare criticamente, ma anche diversamente: riducendo i nostri
consumi, indirizzandoli verso modelli più sostenibili, possiamo orien-
tarci a un modello di benessere, che non sia legato solo alla soddisfa-
zione delle esigenze individuali, ma anche collettive.

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IL BOICOTTAGGIO

Il boicottaggio è uno dei principali strumenti di azione dei consuma-


tori critici. Esso indica un'azione straordinaria basata sull'interruzione
coordinata e temporanea dell'acquisto o l'utilizzo di uno o più prodot-
ti e/o beni in modo da esercitare una forte pressione sulle società,
mezzo necessario per costringerle ad abbandonare determinati com-
portamenti e adottarne altri più in linea con le scelte di chi propone il
boicottaggio.
Esso può essere di coscienza, volto a influire su scelte derivanti da
attività considerate pericolose o contrarie a principi morali; o strate-
gico, volto a modificare i comportamenti adottati da determinati sog-
getti.
Se il boicottaggio è di tipo economico esso ha lo scopo di colpire in
modo significativo al centro degli interessi di un'azienda: il profitto.
Ogni boicottaggio che non voglia essere solo una testimonianza, deve
essere condotto da gruppi diffusi e organizzati e avere l'obiettivo di
provocare cali significativi nelle vendite di un'azienda.
Come fare per ottenere questo?
1. Prima di tutto scegliere in modo chiaro l'obiettivo della campagna.
2. È sempre meglio scegliere di boicottare un solo prodotto o quan-
tomeno pochi prodotti significativi, avendo in questo modo più possi-
bilità di ottenere successo.
3. Dare un tempo limitato al boicottaggio. Se un boicottaggio dura
troppo, eventuali effetti di calo delle vendite si possono diluire nel
tempo.
4. Fare sì che il boicottaggio venga iniziato dal maggior numero di
persone contemporaneamente.
5. Dare risalto all'evento su tutti i media. In molti casi, in particolare
per i grandi gruppi, lo spauracchio di una possibile perdita può esse-
re più efficace di una perdita effettiva.

Chi decide di mettere in pratica un'azione di boicottaggio deve esse-


re consapevole delle possibili conseguenze a livello penale e civile. È
preferibile ottenere il sostegno legale e politico da parte di associa-
zioni strutturate. (Su questo argomento: "Nestlè non ama i bebé" -
parte finale - edito da Stampa Alternativa).

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Esempi di boicottaggio

Benetton
Il boicottaggio più grosso contro la Benetton è lega-
to alla campagna contro lo sgombero di una famiglia
di indigeni Mapuche da alcuni terreni di sua proprie-
tà in Argentina. Per arginare gli effetti di questa cam-
pagna la Benetton ha donato al governo della provin-
cia argentina del Chubut 7.500 ettari per destinarli alle comunità abo-
rigene locali e realizzare progetti di sviluppo sostenibile a beneficio
delle famiglie della regione.
In questo modo l'azienda cerca di mantenere intatta la propria imma-
gine di impresa responsabile.

Chiquita a , D ole, D el M onte F resh P roduce, F yffes, N oboaa


Contro queste grandi aziende di produzione e commercializzazione di
frutta fresca (in particolare banane) da anni è in atto una campagna
di boicottaggio a causa delle condizioni di lavoro nel settore bananie-
ro, notoriamente pessime, sia dal punto di vista della salute che del
rispetto dei diritti.
In questi ultimi anni le grandi compagnie hanno spesso provveduto a
reclamizzare un effettivo miglioramento delle condizioni delle pianta-
gioni a controllo diretto (ricevendo in qualche caso certificazioni di
sostenibilità sociale ed ecologica da enti come SA8000, Rainforest
Alliance, etc.), grazie alla pressione delle campagne di boicottaggio e
controinformazione, che ora rivolgono maggiore attenzione alle pian-
tagioni che hanno relazioni di sub-contratto con le grandi multinazio-
nali del settore, come nel caso dell'Ecuador.

Coca
a C ola
a
Una delle ultime campagne di boicottaggio contro la
Coca Cola è legata alla denuncia del Sinaltrainal, il prin-
cipale sindacato colombiano dei lavoratori del settore ali-
mentare, che ha denunciato la Coca Cola per essersi ser-
vita di forze paramilitari, allo scopo di esercitare pressio-
ni, arrivando al ferimento e all'uccisione di diversi sinda-
calisti, alcuni dei quali sono stati costretti a rifugiarsi all'estero.
In India la Coca Cola è sottoposta a boicottaggio per aver causato inqui-
namento, mancanza di acqua, distribuzione di rifiuti chimici come fertiliz-
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zanti, vendita di prodotti con alta percentuale di rifiuti chimici.

Nestlè
Contro la Nestlè, la principale campagna di boicottag-
gio è legata alle strategie di commercializzazione e
pubblicizzazione dei prodotti sostitutivi del latte
materno, come il latte in polvere. Le forniture gratui-
te di questi prodotti presso ospedali, sia nel nord che
nel sud del mondo, abituano il neonato al sapore del
prodotto sostitutivo, facendogli rifiutare il latte materno. La Nestlè,
come altre aziende del settore, fornisce spesso informazioni false o
incomplete sulle caratteristiche nutrizionali del latte in polvere. La
campagna di pressione ultratrentennale ha, tuttavia, costretto la
Nestlè, e le altre aziende, a dare maggiore attenzione alle proprie
strategie di comunicazione e commercializzazione.

Nike
Da diversi anni è in atto una campagna di pressione
per protestare contro le condizioni di lavoro nelle
imprese che lavorano conto terzi per la Nike. La cam-
pagna ha portato la Nike ad adottare un codice di
condotta e a monitorare, tramite i controlli effettuati
dalla F.L.A. (Fair Labour Association), creata insieme
a Puma e Adidas, le condizioni di lavoro nelle proprie imprese di pro-
duzione.
Nel 2005 si è riusciti ad ottenere per la prima volta, la pubblicazione
della lista di tutte le imprese, con cui ha rapporti produttivi.

Roya a l D utch S hell


La più grossa campagna di boicottaggio, operata nei
confronti della Shell, è relativa alle devastazioni
ambientali e sociali causate dalle perforazioni petrolife-
re nella zona del Delta del Niger e all'appoggio al
governo militare nigeriano, con l'acquisto di armi desti-
nate alla polizia locale per la difesa dei propri impianti
petroliferi.
Negli anni, sotto la pressione dei movimenti ecologisti, la Shell è stata
spinta a migliorare le condizioni dei propri stabilimenti in Nigeria, anche
se la situazione è ancora critica dal punto di vista sociale e ambientale.

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W a lt D isney C ompa a ny
Nonostante sia l'impresa del sogno, spesso si rivela
un incubo per i suoi lavoratori. Diverse sono le cam-
pagne di boicottaggio legate alle condizioni degli ope-
rai che lavorano nella produzione dei suoi gadget.
Spesso i lavoratori delle aziende che producono per la
Walt Disney si trovano in condizioni di semi-schiavitù
e con livelli salariali molto bassi.
L'ultima campagna di boicottaggio contro i prodotti della Walt Disney
è stata lanciata nel 2007 dalla SACOM (Associazione studenti univer-
sitari di Hong Kong) per protestare contro le condizioni dei lavoratori
delle ditte.
(Per maggiori informazioni su questo boicottaggio si veda il sito della
Centro Nuovo Modello di Sviluppo www.Cnms.it.)

Come si dovrebbe condurre una campagna di boicottaggio


Il c a so D el M onte R oya a l i n K enya
a
Questa campagna di boicottaggio ha raggiunto grandi risultati.
Nel 2001, nelle piantagioni di ananas in Kenya, di proprietà della Del Monte,
che producevano conto terzi per la Coop, furono riscontrati l'uso di sostanze
chimiche dannose per la salute e condizioni di vita e lavoro assolutamente inu-
mane. L'azione di boicottaggio combinata tra i sindacati e le organizzazioni non
governative del Kenya, il CNMS e la società civile italiana, esercitando pressio-
ne sulla Coop, ottenne grandi risultati, portando l'impresa a venire a patti con
le richieste dei sindacati e delle organizzazioni non governative.
La campagna ebbe successo perché la società civile keniota e quella italiana
lavorarono insieme per dare il massimo risalto alla campagna e fu subito indi-
viduato il punto sensibile su cui fare pressione, ovvero la Coop stessa, su cui si
concentrarono tutte le azioni della campagna italiana.

Come non si dovrebbe condurre una campagna di boicottaggio


Il c a so d ella
a c a mpa a g na
a S top E sso W a r
Questa campagna di boicottaggio dei prodotti Esso Exxon fu proposta dal movi-
mento contro la guerra all'Iraq nel 2003 per colpire una delle aziende che aveva
grandissimi interessi in questo conflitto.
La campagna non ebbe successo perché non aveva obiettivi ben definiti, non
fu pubblicizzata adeguatamente, non si individuò in modo chiaro cosa boicot-
tare, né le fu data una durata temporale determinata.

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IL CONSUMO CRITICO

Il consumo critico si può definire un processo di


democratizzazione dell'atto del consumo. Chi lo prati-
ca esprime attraverso l'acquisto, elemento principe
dello scambio economico, il proprio punto di vista
sulla società in generale e sulle scelte delle aziende.
Quando acquistiamo secondo i principi del consumo
critico lo facciamo perché siamo spinti dalla convinzione che la nostra
scelta si debba basare su criteri, quali il rispetto dei diritti umani fon-
damentali, la tutela dell'ambiente, delle comunità locali e delle cultu-
re tradizionali.
Quando ragioniamo in termini di consumo critico pensiamo ad un
consumatore realmente sovrano che può scegliere, in piena autono-
mia e consapevolezza, come indirizzare i suoi acquisti.
E' la conoscenza che ci rende dunque liberi anche come consumato-
ri e solo attraverso essa abbiamo la possibilità di trasformarci da meri
strumenti per il mantenimento dello status quo socio-economico, che
ricrea attraverso i consumi indotti all'infinito la base del suo dominio,
in uno strumento attivo di cambiamento.
Il consumatore si può definire critico quando diviene consapevole che
non può accampare solo diritti (ad avere accesso a prodotti di quali-
tà, non dannosi per la sua salute, ad essere informato in modo chia-
ro sulla composizione del prodotto, ecc.), ma ha anche dei doveri e
che non può rimanere inerte di fronte ai crescenti problemi riguardan-
ti il rispetto dell'ambiente, dei diritti umani, della libertà e della demo-
crazia.
Solo quando un consumatore diviene consapevole del suo ruolo ed è
informato su cosa c'è dietro i prodotti che acquista può trasformare i
suoi acquisti in un confronto con le scelte operate dalle grandi azien-
de.
E' l'accesso a quelle informazioni, che riducono la grande asimmetria
informativa esistente tra l'azienda e il singolo consumatore, che ci
permette di andare oltre le false informazioni della pubblicità e che
riesce a dare efficacia ai nostri atti di acquisto.
Gli acquisti possono rivelarsi delle vere e proprie forme di voto nei
confronti delle aziende e saranno tanto più efficaci quanto più diven-
teranno un atto collettivo e non individuale.

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Quelle persone che si trasformano in consumatori critici, contribuisco-


no alla costruzione di un modello di consumo sostenibile che può
aumentare i livelli di coesione e benessere sociale e ridurre gli effetti
negativi, a livello ambientale e sociale, di strategie economiche sba-
gliate.

Quali sono le informazioni che ci servono per poter fare consumo cri-
tico?

Le informazioni che dobbiamo acquisire possono riguardare i singoli


prodotti e le aziende produttrici, o estendersi anche alle strategie dei
gruppi aziendali che li controllano.

Relativamente al singolo prodotto acquistato, sarebbe interessante


chiedere alle aziende se:
- viene realizzato con procedimenti ad alto impatto ambientale (alto
consumo energetico, presenza di prodotti tossici nella lavorazione o
nel prodotto stesso, possibilità o meno di smaltimento e sue conse-
guenze, percentuale materia prima non riciclata nel prodotto);
- vengono rispettati i diritti dei lavoratori coinvolti nella sua produzio-
ne;
- vengono pagati dei prezzi decenti per la sua produzione;
- non vi sono stati effetti negativi a livello sociale (aumento della
povertà, aumento delle disoccupazione, malnutrizione, etc.) legati alla
produzione di quel bene.

Relativamente all'azienda che produce o commercializza il prodotto,


in particolare nei riguardi di grandi gruppi multinazionali, ci si può
chiedere:
- cosa produce, oltre al prodotto che stiamo per acquistare;
- se sostiene in modo fattivo governi repressivi;
- se sostiene l'adozione di politiche ambientali dannose;
- se è coinvolta in speculazioni ambientali ed economiche;
- se è coinvolta nell'industria delle armi o sostiene governi coinvolti in
conflitti;
- se impedisce fattivamente con minacce varie l'organizzazione dei
sindacati tra i propri lavoratori;
- se ha adottato un codice di condotta riguardo ai propri dipendenti e
verso le aziende con cui ha relazioni di committenza.

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UNO SGUARDO ALLE AZIENDE

Quando facciamo consumo critico sembriamo tanti Don Quichotte,


che lottano contro i mulini a vento. I nostri avversari sono spesso
nascosti e molto potenti e noi non abbiamo riscontri così immediati
per capire se i nostri sforzi vadano davvero a segno.
Per lo più le aziende che decidiamo di colpire fanno parte di gruppi di
aziende molto grosse e potenti che operano su scala mondiale e che
sono denominate multinazionali.
Pur essendo consapevoli che non tutte le multinazionali sono uguali
e cattive, non si può dimenticare che esse sono figure centrali nel-
l'economia globale. Esse possono decidere di spostare le loro produ-
zioni in tutto il mondo gettando sul lastrico intere famiglie e comuni-
tà, possono fissare il prezzo di molte materie prime e sono implicate
in svariati casi di corruzione e inquinamento.
Molti studi, tra cui i rapporti sul commercio internazionale redatti
dall'Unctad (Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo svilup-
po) mostrano come buona parte delle attività economiche globali
passa per le mani delle multinazionali.
Per esempio Wal-Mart, nel 2005 ha registrato un fatturato di 310
miliardi di dollari, il suo PIL l'avrebbe fatta figurare al 17° posto nella
classifica delle economie globali davanti a nazioni come Turchia
Grecia, Austria. Nello stesso anno il fatturato complessivo di tutti i
paesi meno sviluppati è stato di soli 257,3 miliardi di dollari.
Le persone che hanno rapporti di lavoro con le multinazionali sono
svariate decine di milioni, se non centinaia. I casi variano da chi ha
un rapporto di lavoro diretto con la multinazionale, a chi lavora per
aziende con rapporti di sub-fornitura, a chi fornisce materie prime per
la produzione, come nel caso dei produttori agricoli piccoli o grandi.
Molti gruppi multinazionali non si accontentano di svolgere soltanto
attività economiche, ma cercano di fare pressioni in ogni modo sui
governi, da quello locale a quello globale, per determinare politiche
conformi ai propri interessi.

Vi proponiamo le schede di alcuni significativi gruppi aziendali, suddi-


visi in diversi settori per chiarificare il collegamento tra l'azienda e il
settore di azione.
Bisogna, però, tener conto che non pochi gruppi operano in diversi
settori, come nel caso della Unilever, multinazionale inglese che opera
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sia nel settore alimentare che in quello dei prodotti per la cura della
persona e della casa. I settori analizzati sono: alimentare; prodotti
per la casa e per la persona; prodotti informatici e telefonia; moda,
abbigliamento e calzature.
Abbiamo scelto di tralasciare le categorie Aziende petrolifere e Catene
di distribuzione GDO (grande distribuzione organizzata).
La scelta di non inserire le Aziende petrolifere (Esso Exxon, Q8, Shell,
Eni-Agip, Tamoil, Total Fina) è stata determinata dalla consapevolez-
za che parlare di eticità per questo tipo di aziende non è altro che un
eufemismo.
Gli effetti dell'estrazione, del trasporto, della lavorazione e dell'uso dei
derivati del petrolio sull'ambiente sono terribili. L'ultima frontiera del
business del petrolio, dopo la guerra permanente, è quella dell'estra-
zione nelle zone delle foreste tropicali, che porta sempre a devasta-
zioni sociali e ambientali, come è successo in Ecuador, dove parti
sempre maggiori di una delle foreste più ricche di biodiversità al
mondo, vengono sistematicamente devastate. Stesso destino hanno
le popolazioni indigene che vivono nelle aree di estrazione, le quali,
in cambio di salute e futuro, vengono "risarcite" dalle grandi compa-
gnie petrolifere con campi di calcio, quaderni, e altre sciocchezze di
poco conto. (Si possono trovare maggiori informazioni e documenti in
materia sui siti www.accionecologica.org e www.oilwatch.org). Di
fronte a tali scempi senz'appello, come consumatori critici e respon-
sabili, non ci resta che tendere, nei limiti del possibile, all'astensione
dal consumo di prodotti derivati dal petrolio.
Riguardo alle catene della GDO, pur ritenendo che non siano tutte
uguali (Coop non è certo Esselunga, il Gruppo Carrefour, Auchan o
Wal-Mart), pensiamo sia meglio preferire a prescindere un sistema
distributivo di prossimità, legato al piccolo commercio, con cui poter
fare anche un discorso di selezione dei prodotti, nell'ottica dell'econo-
mia solidale.
Pensiamo che la GDO sia spersonalizzante sia per chi ci lavora che per
chi acquista, il che stride fortemente coi principi del consumo critico
e responsabile.

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Settore agro-alimentare

A ltria
a e x P hilip M orris & C o
Sede Legale: Park Avenue 120 NY 10017 USA www.altria.com
Questa compagnia, poco conosciuta e dal nome misterioso, opera in
moltissimi campi. In quello alimentare opera in particolare attraverso
i marchi Kraft Food inc. e Nabisco, dei quali controlla la maggior parte
del pacchetto azionario.
Nel 2006 il suo fatturato è stato di 101,4 miliardi di dollari e la sua
forza lavoro di 175.000 unità, con un calo del 12% rispetto alle
199.000 del 2005. Il fatturato 2006 è cresciuto del 3,6%.
Una buona fetta dei suoi profitti è legata alla commercializzazione di
prodotti a base di tabacco; ed è stata condannata per aver fornito,
grazie ad azioni di lobbying, false informazioni su temi come la rela-
zione tra cancro e fumo ed aver condotto campagne pubblicitarie
ingannevoli nel nord e soprattutto nel sud del mondo. Ha inoltre atti-
vità in 17 paradisi fiscali ed è implicata in 5 casi di grave frode finan-
ziaria e in 16 atti di corruzione diretta. È coinvolta, inoltre, diretta-
mente in tre casi gravi di inquinamento. Il top management guada-
gna ben 2.438 volte il salario minimo USA (6 dollari/ora).
I prodotti non sono riconducibili direttamente al marchio Altria, per-
ché, come abbiamo detto, esso ne controlla il solo pacchetto aziona-
rio.
I prodotti più famosi commercializzati in Italia sono quelli a marchio
Kraft come: Jocca, Philadelphia, Sottilette, Mayonnaise, Mato Mato,
Susanna, i marchi di caffé Hag e Splendid, la linea di formaggi
Fattoria Osella, le linee di cioccolata Cote d'or, Toblerone, Milka, o
prodotti come Simmenthal.
Attraverso il marchio Nabisco, vengono invece commercializzati in
Italia i prodotti della linea Cameo, e i Ritz.

Chiquitaa
Sede legale: 250 East Fifth Street Cincinnati, OH 45202 USA
www.chiquita.com
Seconda multinazionale al mondo nel settore della commercializzazio-
ne e produzione della frutta fresca, controlla circa il 25% del commer-
cio mondiale delle banane, possiede proprie piantagioni in tutto il
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mondo (Panama, Costa Rica, Honduras, Messico, Australia), ma si


rifornisce anche da produttori esterni, concentrati principalmente in
centro America (Martinica, Nicaragua, Ecuador, Colombia, Costa Rica,
Panama).
Il suo fatturato nel 2006 è stato di 4.499 miliardi di dollari, con una
forza lavoro di circa 25.000 persone, dislocate in 70 paesi in tutto il
mondo.
Nonostante abbia firmato più accordi con i sindacati rispetto alle
aziende del settore, ha avuto spesso una politica antisindacale.
In Nicaragua, dove la Chiquita non ha piantagioni, ma di cui è l'unico
acquirente dal 2000, i salari del settore agricolo sono i più bassi del
paese (1,2 dollari al giorno). (Fonte: big but non beautiful www.bana-
nalink.org.uk).
Dobbiamo sottolineare, però, che tra le compagnie "bananiere"
Chiquita è quella che ha cercato di portare avanti un processo di
responsabilità sociale d'impresa: molte delle sue piantagioni in Centro
America sono state certificate come sostenibili per l’ambiente; si
conosce però poco sugli standard sociali riconosciuti.
Recentemente Chiquita è stata condannata a pagare al governo USA
una somma di 25 milioni di dollari per aver finanziato gruppi parami-
litari, inscritti nella lista dei gruppi considerati terroristi, in cambio di
protezione.

Coca a C ola
a
Sede Locale: Coca Cola Plaza Atlanta GA 30313 USA www.coca-
cola.com
Ottavo gruppo alimentare del mondo, ha filiali in più di 30 paesi.
Fattura circa 60.000 miliardi e - insieme a Cola Cola Enterprises -
impiega 29.500 persone.
Ha una politica fortemente antisindacale. Inoltre il suo prodotto prin-
cipale, la Coca Cola, contiene alcuni componenti, come l'acido fosfo-
rico, ritenuto pericoloso per la salute.

Daa none
Sede: Rue de Teheran 7 75008 Parigi Francia www.danone.com
Sede italiana: Via Alserio 10 Milano www.danone.it
La Danone è una multinazionale di origine francese, che controlla
molte imprese ed è presente oggi in più di 27 paesi. Sorta nei primi
anni Sessanta come produttrice di contenitori di vetro, oggi è divenu-

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ta uno dei colossi mondiali del settore alimentare.


Nel 2006 il suo fatturato è stato di 14.073 miliardi di euro, mentre la
sua forza lavoro nel 2005 era formata da 88.840 persone.
La proprietà del gruppo Danone è caratterizzata dalla presenza di un
azionariato diffuso dove emergono tre grandi figure: i banchieri
Lazard, la famiglia Agnelli e la società di assicurazione Axa.
La produzione del gruppo Danone è costituita da latticini e prodotti
freschi (settore in cui è leader mondiale), acque e altre bevande,
biscotti, salse e contenitori in vetro.
Recentemente, Danone è diventata leader delle acque minerali negli
Stati Uniti, in Argentina e in Cina, ed ha stipulato un accordo strate-
gico con Coca-Cola per la produzione e la commercializzazione di suc-
chi di frutta. In Italia, la Danone opera attraverso varie società:
Danone, Gelaz, Italaquae, Saiwa, Sorgente Santagata, Birra Peroni.
La Danone si trova al primo posto nella vendita di prodotti lattiero-
caseari freschi e in quello dell'acqua imbottigliata (in volume), men-
tre si trova al secondo posto di quello dei biscotti e dei cereali.
Negli ultimi anni Danone ha tagliato del 4% la sua forza lavoro glo-
bale nonostante abbia dichiarato profitti per più di 1 miliardo di dol-
lari ed ha delocalizzato la produzione in paesi con un minore costo del
lavoro.
Ha attività in 4 paradisi finanziari, è stata accusata di malversazione
finanziaria ed è implicata in tre casi di corruzione e lobbying.
Il suo top management guadagna 738 volte lo stipendio minimo USA
(6 dollari/ora).
Non ha una politica ambientale, perché è implicata in casi di inquina-
mento ed è membro di EuropaBio, associazione il cui scopo è quello
di promuovere la liberalizzazione dell'uso e della produzione di cibi
geneticamente modificati.
I prodotti legati alla Danone commercializzati in Italia sono:
Marchio Danone: Actimel, Danito, Danette, Evian, Yogurt Danone,
Vitasnella.
Gruppo Saiwa: Ritz, Oro Saiwa, Oro Ciok, Crackers Premium Saiwa,
Cipster, Biscotti Tuc, Pansaiwa, Urrà, Biscotti Vitasnella, Dolcezze del
mondo, Le frolle, Wafer Saiwa, Lu.
Le acque minerali a marchio Italaquae, come la Ferrarelle, sono state
recentemente dismesse dal gruppo.

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Del M onte F resh P roduce


Sede Legale: Sevilla ave 241 Coral Gables FL 33134 www.freshdel-
monte.com
Terzo gruppo al mondo per la commercializzazione di frutta fresca
(controlla il 16% del mercato mondiale delle banane).
Il fatturato 2006 è stato di 2.998 miliardi di dollari, mentre la sua
forza lavoro è costituita da 17.100 unità (7.500 a tempo fisso e 9.600
stagionali).
Come le altre imprese del settore sta portando avanti una politica di
dismissione delle piantagioni per concentrarsi sulle funzioni a maggior
valore aggiunto (commercializzazione, trasformazione prodotti, vendi-
ta), e meno problematica dal punto di vista della gestione della forza
lavoro, servendosi di relazioni di sub-fornitura.
Ha una politica fortemente antisindacale: una delle pratiche più usate
dalla Del Monte è stata spesso quella di licenziare i dipendenti fissi
per poi riassumerli come stagionali con contratti più bassi.
Nel 1999 Bandegua, sussidiaria della Del Monte in Guatemala, ha
licenziato 1.000 lavoratori sindacalizzati. Pur avendo messo in campo
una forte protesta, essi sono stati costretti a lasciare il loro lavoro
sotto la minaccia di 200 uomini armati con alla testa i dirigenti della
Bandegua (fonte: big but non beautiful www.bananalink.org.uk).

Dole
Sede legale: One Dole Drive Westlake Villane CA 916362 USA
www.dole.com
Principale multinazionale nella produzione e commercializzazione di
frutta fresca, legumi e fiori freschi recisi. Nel 2003 il suo fatturato è
stato di 4.773 miliardi di dollari. Gestisce attività produttive in oltre 90
paesi e una forza lavoro di 59.000 unità (36.000 lavoratori a tempo
pieno e 23.000 stagionali).
Attualmente controlla più di un quarto del commercio mondiale delle
banane, battendo di poco l'eterna rivale Chiquita.
La Dole ottiene i propri prodotti sia dalle sue piantagioni, sia attraver-
so l'acquisto presso produttori indipendenti. Anche la Dole come Del
Monte sta dismettendo strategicamente alcune attività produttive, per
concentrarsi sulle attività più redditizie.
Dole, pur presentandosi con un'immagine paternalistica, attenta
all'ambiente e alle esigenze dei lavoratori, non incentiva la formazio-
ne di sindacati all'interno delle proprie piantagioni. In Costa Rica,

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insieme alla Del Monte, è la maggiore sostenitrice di una forma sin-


dacale corporativista, chiamata solidarismo, che impedisce di fatto la
formazione di sindacati indipendenti, perché spesso tutti i lavoratori
sono spinti a far parte di essa.
Non ha una politica ambientale positiva ed è implicata in modo diret-
to o indiretto in molti casi di inquinamento. (Fonte: Dole dietro la cor-
tina di fumo www.cnms.it)

Ferrero
Sede legale: piazzale Pietro Ferrero 1 12051 Alba (CN) www.ferrero.it
Multinazionale italiana che si colloca al 4° posto al mondo fra le
imprese produttrici di dolciumi a base di cacao, dopo Nestlé, Mars e
Altria.
Fattura circa 4,4 miliardi di euro, impiega complessivamente 16.000
persone ed ha stabilimenti sparsi in tutto il mondo.
La proprietà del gruppo è della famiglia Ferrero, che opera attraver-
so la finanziaria Ferrero International SA, che ha sede in
Lussemburgo e controlla la ditta Intercandy NV, con sede nelle Antille
Olandesi, che a sua volta controlla la Ferrero SpA con sede in Italia.
Nel 2000 ha speso in pubblicità 667 milioni di dollari, posizionandosi
al 31° posto nella graduatoria mondiale. Nel 2001, in Italia, ha speso
per la pubblicità 290 milioni di euro, posizionandosi al 2° posto nel
settore alimentare.
Ha attività in due paradisi fiscali, dove si trovano le sedi delle società
che controllano la Ferrero SpA.
È appurato che appalta all'estero la produzione delle sorprese per la
linea Kinder in paesi dove non sono tutelati i diritti dei lavoratori,
come la Cina o alcuni paesi dell'Europa dell'Est.
Non acquista le materie prime per la produzione, in particolare caffé,
zucchero e cacao, a condizioni dignitose per i produttori.
Il marchio Ferrero è presente sul mercato italiano con diverse linee di
prodotti come: Kinder (snack a base di cioccolata e merendine),
Nutella (cioccolata da spalmare), Ferrero Rocher, Mon Cherì, Pocket
Coffee, Raffaello (cioccolata e cioccolatini), Estathè (aranciate, cole e
simili); Cristallina (polveri per bevande).

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Heinz C o
Sede legale: 600 Grant Street Pittsburgh pa151219 www.heinz.com
Multinazionale alimentare presente in 20 paesi. Nel 2006 ha fattura-
to 8.643 miliardi di dollari e impiega circa 36.000 persone, con un
calo del 12,2% rispetto ai 41.000 del 2005.
Il 56% del suo fatturato è realizzato negli Stati Uniti, il 29% in Europa
e il 12% in Asia.
La Heinz non si differenzia dalle altre multinazionali alimentari per il
suo comportamento spregiudicato, sia nei confronti dei lavoratori suoi
dipendenti, sia verso i cittadini che acquistano i suoi prodotti.
In particolare ha adottato politiche spregiudicate riguardo la commer-
cializzazione di prodotti sostitutivi del latte materno in tutto il mondo.
Ciò ha portato in Italia alla sua condanna - insieme ad altre aziende
del settore - da parte dell'antitrust, con l'accusa di pubblicità ingan-
nevole e formazione di un cartello per tenere alto il prezzo di quei
prodotti. Essa ha anche attività in diversi paradisi fiscali.
I prodotti Heinz commercializzati in Italia sono:
Latte David Dieterba, Nipiol, Plasmon (prodotti per l'infanzia); Fattoria
Scaldasole, Teddi (succhi yogurt e dessert); prodotti in scatola
Mareblu; Ketchup Heinz (condimenti e varie); Free Aglut (pasta, pane
e sostituti del pane).

Nestlè
Sede legale: Avenue Nestlè 55 ch 1800 Vevey CH www.nestle.com
Sede italiana: via G. Richard’s 20143 Milano www.nestle.it
La Nestlè è una multinazionale attiva principalmente nel settore agro-
alimentare. Essa si occupa di tutto il ciclo di vita dei prodotti, dalla
produzione all'acquisto e commercializzazione delle materie prime,
fino alla distribuzione e vendita dei prodotti finiti.
Nel 2006 ha registrato un fatturato di 15,84 miliardi di euro e impie-
ga 265.000 persone, di cui 137.000 che lavorano nelle 481 fabbriche
di proprietà della Nestlè e 128.000 in attività amministrative e di ven-
dita.
Svolge un'intensa attività di acquisizione e dismissione di aziende in
tutto il mondo, oltre a sottoscrivere accordi di commercializzazione
insieme ad altre aziende del settore.
Nei primi mesi del 2007 ha annunciato di aver raggiunto un accordo
con la Coca Cola Company per la creazione della Beverage Partners
Worldwide (BWP), impresa che si occupa della commercializzazione di

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bevande a base di tè in tutto il mondo, tranne gli USA. Nell'ambito di


questo accordo Nestlè ha concesso la licenza dei marchi Nestea e
Enviga alla Coca Cola, per gli Usa, e a BWP, nel resto del mondo.
Inoltre ha acquisito per 5,5 miliardi di Dollari dalla Novartis, la Gerber,
ditta specializzata in prodotti alimentari per l'infanzia.
Essa si può sicuramente considerare un attore molto importante nel
campo della commercializzazione di alcune materie prime alimentari
(cacao e caffé), insieme ad altri operatori globali (come KJS, afferen-
te al gruppo Altria, Sara Lee, Procter & Gamble), ed ha la forza di
determinarne l'andamento del prezzo.
In questi ultimi anni è entrata in modo molto aggressivo anche nel
settore della commercializzazione delle acque minerali con il marchio
Nestlè Waters. In Francia, ad esempio, la quota del mercato delle
acque minerali controllata dalla Nestlè è passato dal 15,5% del 2000
al 34,5% del 2006 (Fonte: Liberation).
La Nestlè è attiva anche in altri settori come quello della cosmesi,
attraverso il controllo di parte delle azioni del gruppo Gesparel, che a
sua volta controlla la maggioranza delle azioni de L'Oreal.
E' stata coinvolta in 5 processi di violazione dei diritti dei lavoratori e
in ben 2 di violazione dei diritti umani fondamentali. Ha attività in ben
25 paradisi finanziari, è coinvolta in attività di corruzione e lobbying.
Il top management guadagna 1.109 volte lo stipendio minimo USA (6
dollari/ora).
È coinvolta in ben 6 casi di grave inquinamento ambientale.
Abbiamo già accennato, riguardo la Nestlè, alle sue politiche irrespon-
sabili di vendita di prodotti sostitutivi del latte materno ed alla richie-
sta di risarcimento all'Etiopia per il mancato guadagno legato
all'espropriazione di uno stabilimento negli anni '70. A tutto questo va
a sommarsi la sua implicazione, insieme alla Coca Cola, nell'appoggio
ai gruppi paramilitari in Colombia per fiaccare la resistenza dei lavo-
ratori del settore alimentare, provocando l'uccisione o il ferimento di
diversi sindacalisti del SinalTrail.
I prodotti a marchio Nestlè sono tantissimi, ecco alcune delle linee di
prodotti più conosciute: Antica Gelateria del Corso, Alemagna, Berni,
Buitoni, Fido, Friskies, Mare Fresco, Motta, Perugina, Recoaro, Sasso,
Vera, Valle degli Orti.

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Noboa a G roup
Sede legale: Calle Ora 101 y La Ria Guayaquil EC www.bonita.com
È il più grande conglomerato di compagnie in Ecuador ed opera in
moltissimi settori.
Nel campo agricolo opera con il marchio Bonita. E' il più grande pro-
duttore ed esportatore di banane dell'Ecuador, e controlla il 12% del
settore.
Ha una politica fortemente anti-sindacale. Nel 2002, pur di evitare la
formazione di un sindacato, nella sua più grande piantagione Los
Alamos, ha creato 25 compagnie fantasma con rapporti di sub-forni-
tura, tutte con meno di 30 dipendenti (numero minimo per formare
un sindacato in Equador). Sempre nel 2002, nella stessa piantagione,
un gruppo di 300 paramilitari intervenne per bloccare uno sciopero
ferendo 19 persone.
L'anno dopo ha licenziato 333 lavoratori delle proprie piantagioni per-
ché avevano partecipato a seminari di formazione sulla legge sul lavo-
ro e su come formare sindacati.
Inoltre Noboa sistematicamente non rispetta il costo minimo per
cassa di banane, stabilito dal governo pari a 3 dollari, pagandone
spesso 0,8 dollari, cifra molto più bassa del costo di produzione pari
a 2/2,5 dollari alla cassa. (Fonte: big but non beautiful www.banana-
link.org.uk)

Paa rmaa la
at
Multinazionale alimentare con sede in Italia, presente in 16 paesi con
75 stabilimenti e 39.000 persone impiegate. Opera in 4 settori: latte,
prodotti freschi, prodotti da forno, succhi e conserve.
Negli ultimi anni è stata al centro di un grave scandalo finanziario che
ha portato il gruppo ad una bancarotta di cui si aveva sentore, per il
crescente indebitamento dell'azienda. Questa condotta ha danneg-
giato moltissimi risparmiatori, cui erano state vendute obbligazioni e
azioni societarie.
La Parmalat è stata accusata, in diversi paesi del Sud America e in
Sud Africa, di mantenere un clima di sottomissione della forza lavoro
e di adottare metodi sleali per annientare i propri concorrenti, basati
su abbassamenti transitori dei prezzi, e sul tentativo di far fallire i
contadini che non accettano di sottostarle. Nel 2000 i suoi stabilimen-
ti sono stati chiusi dal governo ecuadoriano, con l'accusa di specula-
re sul prezzo del latte aumentandoli quasi quotidianamente.

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Prodotti per la casa e per la persona

Baa yer A G
Sede legale: Werk Leverkuse d-51368 Leverkusen Germania
www.bayer-ag.de
Sede italiana: Viale Certosa 130 20156 Milano www.bayer.it
Multinazionale chimica e farmaceutica. Ha stabilimenti in tutto il
mondo.
Nel 2006 le sue vendite sono state pari a 28.956 milioni di euro con
circa 106.000 impiegati. I settori di attività principali sono farmaceu-
tico, agricolo, chimico e della produzione di polimeri. L'acquisizione di
Aventis, azienda leader nel campo delle biotecnologie, ha rafforzato
la sua posizione in questo campo, non solo nella vendita di prodotti
chimici di sintesi (pesticidi, fertilizzanti) ma anche nello sviluppo,
commercializzazione e vendita di produzioni OGM.
Essa fa parte di una serie di associazioni che operano azione di lob-
bying a favore delle grandi aziende.
La Bayer ha una lunga storia di pratiche scorrette fin dalla sua nasci-
ta. Essa è stata implicata nella produzione di armi chimiche per lo
sterminio di massa, come il famoso Zyklon B, usato dai Nazisti nelle
camere a gas, o i pericolosi gas nervini Sarin e Soman.
La produzione dei pesticidi ha creato molti gravi problemi perché
nonostante fosse stata constatata la loro pericolosità, e ne fosse vie-
tata la vendita in Europa, si è continuato a commercializzarli nei paesi
del Sud del mondo, causando malattie e morte.
Inoltre è stato appurato che la H.C. Starck , una sussidiaria della
Bayer, ha acquistato ben l'80% del Coltan, minerale fondamentale per
la produzione di microprocessori, estratto in Congo dai diversi gruppi
militari, contribuendo e finanziando una guerra che ha provocato più
di 250.000 morti e un milione di rifugiati.
(Questi sono solo alcuni esempi, per un'informazione più completa
sulle attività della Bayer: www.corporatewatch.org.uk)

Henkel K Ga aA
Sede legale: HenkelStrasse 67 d 40191 Dusseldorf Germania
www.henkel.com
Sede italiana: via Barrella 6 20157 Milano www.henkel.it
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Azienda tedesca produttrice di detersivi e cosmetici. In Europa è al


terzo posto per la vendita di detersivi.
Nel 2005 le vendite sono state pari a circa 11.974 miliardi di euro, con
profitto netto di 770 miliardi. Le persone impiegate in tutto il mondo
erano 51.724 (Fonte: rapporto annuale 2006 Henkel).
La Henkel ha spostato alcune produzioni in paesi come l'Irlanda, dove
i vincoli ambientali sono più bassi. E' accusata di scarso rispetto
ambientale e di essere il principale produttore di ftalati (sostanze dan-
nose per la salute, usate per ammorbidire la plastica) utili nella pro-
duzione di profumi e di pellicole per uso alimentare. Inoltre è stato
provato che molti dei suoi prodotti sono testati su animali.

Johnson & J ohnson


Johnson & Johnson Plaza New Brunswick NJ 08933 USA www.jnj.com
Principale distributrice mondiale di prodotti sanitari, attiva anche nel
settore farmaceutico.
Nel 2006 le sue vendite sono state pari a 53,3 miliardi di dollari, men-
tre il numero dei suoi impiegati era pari a 262.200 (Fonte: Rapporto
annuale 2006 johnson & johnson).
Nonostante si dipinga come una grande famiglia felice, è stata accu-
sata di violare sistematicamente la legislazione sul lavoro e di pagare
salari bassi, in particolare in Messico, dove i salari corrisposti sono al
limite della sussistenza. Inoltre è stata accusata da IBFAN di violare
sistematicamente il codice OMS sulla commercializzazione di latte in
polvere. È accusata di svolgere esperimenti sugli animali e nel 2004
ha rifiutato di sottoscrivere una risoluzione - proposta dall'associazio-
ne animalista PETA (Persone per un trattamento etico degli animali)
- che la impegnava a non effettuarne.

L'Oreaal
Sede legale: Rue Royale 17 75008 Parigi Fr www.loreal.com
Multinazionale del settore cosmetico di origine francese, opera anche
nel settore farmaceutico. Nel 2006 ha effettuato vendite per 15.790
miliardi di euro.
L'Oreal è controllata attraverso la società Gesparel dalla famiglia
Bettencourt e dalla Nestlè.
Nel settore della cosmetica commercializza i marchi: Kerastase,
l'Oreal professione, Matrix, Redken; in quello della cosmesi i marchi
commerciali: Maybelline, L'Oreal, Garnier; nella cosmesi attiva i mar-

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chi: Vichy, La Roche-posay; in quello dei prodotti di lusso i marchi:


Lancome, Bio-therm, Cacharel, Ralph Lauren, Giorgio Armani Parfum,
Helena Rubinstein, Shu Uemura, Kiehl's.
Nel 2006 ha assorbito sia Sanofiore, azienda di cosmetici naturali cer-
tificati come biologici, sia The Body Shop azienda di cosmesi natura-
le, attenta agli aspetti etici della produzione e che utilizza materie
prime del commercio equo. Inoltre The Body Shop è azionista di Day
Chocolate Company, azienda inglese, che produce e commercializza
cioccolato equosolidale con il marchio Co-operative Group.
L'Oreal è accusata di utilizzare il PVC - composto plastico che un volta
smaltito produce diossina - per i contenitori dei propri prodotti.
Inoltre è sottoposta da anni ad un forte boicottaggio dall'associazio-
ne Naturewatch, per i continui test sugli animali, nonostante le dichia-
razioni de L'Oreal affermino il contrario (Fonte: www.naturewatch.org).

Procter & G a mble


Sede legale: One Procter & Gamble Plaza Cincinnati OH 45202 USA
www.pg.com
Multinazionale leader nel settore della ricerca, della produzione e
della commercializzazione di beni di largo consumo, detergenti,
cosmetici, fragranze e prodotti farmaceutici.
Nel 2006 il suo fatturato è stato di 68.222 miliardi di dollari.
Opera in oltre 180 paesi e dispone di 100 stabilimenti di produzione,
18 centri di ricerca e oltre 98.000 lavoratori, anche se dal 1998 ha
tagliato la sua forza lavoro del 27%.
Opera anche nel settore alimentare, in particolare si può ritenere uno
degli operatori globali del caffé, insieme a Sara Lee, Nestlè, Kraft, che
hanno letteralmente gettato sul lastrico numerosi piccoli coltivatori,
danneggiando le economie di alcuni stati africani e centroamericani.
Ha attività in 20 paradisi fiscali, è implicata in 14 atti di corruzione e
lobbying e ha un'accusa per grave frode finanziaria.
Il suo top management guadagna fino a 2.038 volte il salario minino
USA (6 dollari/ora).
Non ha una politica ambientale positiva ed è implicata in 4 casi di
inquinamento.
La Procter & Gamble produce e commercializza numerosi medicinali,
nonché i prodotti per la casa e la persona più diffusi e pubblicizzati al
mondo.

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Unilever
Sede legale: Unilever House Blackfriars London www.unilever.com
Sede italiana: via N. Bonnet 10 20154 Milano www.unilver.it
Multinazionale inglese, operante nel settore alimentare e in quello dei
prodotti per la pulizia e per la persona. Essa è presente in tutto il
mondo. Nel 2006 il suo fatturato è stato di 39.942 miliardi di euro,
mentre la sua forza lavoro era di 179.000 persone, con un calo,
rispetto al 2002, del 27,5%.
La Unilever Italia occupa il primo posto tra le imprese alimentari ita-
liane, essendo leader nel mercato degli olii d'oliva, dei surgelati, del
tè, delle margarine e dei gelati. È il più grande trader al mondo di tè
di cui è anche un grande produttore attraverso la propria filiale
Brooke Bond. Pertanto Unilever si può considerare come uno dei mas-
simi responsabili delle gravi condizioni in cui versano milioni di conta-
dini del sud del mondo, con i suoi criteri commerciali totalmente ispi-
rati ad una logica di profitto.
Ha attività in 14 paradisi fiscali, è implicata in 9 atti di corruzione e
lobbying e ha un'accusa di frode finanziaria. Il top management gua-
dagna fino a 432 volte il salario minino USA (6 dollari/ora). Non ha
una politica ambientale positiva ed è implicata in 4 casi gravi di inqui-
namento.
I prodotti e i marchi Unilever più diffusi sono Algida, Findus, Bertolli,
Lipton, Calvè, Knorr, Santa Rosa, Svelto, Coccolino, Cif, Lysoform,
Dove, Sunsilk, Mentadent, Axe.

Elettronica e telefonia

Telecom
Multinazionale operante nel settore delle telecomunicazioni, in parti-
colare nel campo delle telefonia fissa e mobile. Attiva principalmente
in Italia, possiede partecipazioni anche in paesi come Serbia e
Turchia.
La Telecom è leader del settore della telefonia in Italia, in virtù della
sua precedente posizione monopolistica, come unico gestore telefo-
nico.
Attualmente il pacchetto azionario della Telecom è detenuto dalla
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Olivetti per il 54% e dalla Pirelli per il 17%, il restante 29% è in mano
di altri investitori e di piccoli azionisti. Nel 2006 il suo fatturato è stato
pari a 31 miliardi di euro, mentre la sua forza lavoro è stata di 83.209
unità. Si noti che mentre la forza lavoro è calata di 2.275 unità, pari
al 2,7%, il fatturato è cresciuto del 4,53% rispetto al 2005.
La Telecom, come altre aziende del settore della telefonia mobile e
fissa, è accusata di utilizzare forza lavoro precaria. Le aziende avvia-
no processi di esternalizzazione, in particolare per la Telecom c'è un
contratto molto stretto con la ditta Atesia, azienda, in precedenza del
gruppo Telecom, che impiega alcune migliaia di lavoratori che hanno
pochissimi diritti e ritmi di lavoro impossibili. Dal 1998 la Telecom ha
tagliato il 9% della propria forza lavoro, nonostante un fatturato
annuo medio di 33 miliardi di euro.
È stata implicata in alcuni casi di corruzione e in uno di grave frode
fiscale, inoltre è stato appurato che il sistema della Telecom sia stato
utilizzato, con la collusione di un gruppo di dirigenti, da alcuni servizi
segreti (Sismi e CIA), per poter controllare il traffico telefonico di
alcuni nodi considerati centrali per la cosiddetta lotta al terrorismo e
per controllare alcuni personaggi in vista. Le aziende controllate da
Telecom sono: Alice (fornitura di servizi adsl), TIM (telefonia mobile),
Telecom (telefonia fissa), Telecom Italia Media (produzione di pro-
grammi mediatici). La Telecom possiede buona parte delle azioni del
canale televisivo LA7.

Ericsson
È uno dei principali produttori di sistemi telefonici al mondo, sia nel campo
della telefonia fissa che di quella mobile, in particolare con la ditta control-
lata al 50% Sony Ericsson. Si occupa sia della vendita di sistemi telefoni-
ci, che della fornitura di tecnologie per i gestori di Telecomunicazioni.
Nel 2006 il suo fatturato è stato di 16,3 miliardi di euro con una forza lavo-
ro di 56.055 persone. Dal 1998 ha effettuato tagli considerevoli alla sua
forza lavoro, in particolare nel 2002 ha eliminato ben 20.000 posti di lavo-
ro. Negli ultimi tre anni la forza lavoro sta lentamente crescendo, ma non
ha ancora raggiunto le 64.621 unità del 2002. Ha attività in 6 paradisi
fiscali, è accusata di casi di corruzione e/o lobbying e di due casi di frode
finanziaria.
In Italia, dove è presente dal 1918, oltre ad aziende per la commercializ-
zazione di prodotti, ha installato un'azienda, da essa controllata, che si
occupa dello sviluppo di nuove tecnologie.

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Intel
Azienda leader mondiale nel mercato della produzione dei micropro-
cessori, di cui controlla l'85% del mercato globale e attiva anche nella
produzione di componenti di rete, chipset per motherboard (scheda
madre), chip per schede video e molti altri circuiti integrati. Si occu-
pa anche dello sviluppo delle innovazioni nel campo dell'hardware.
Il suo fatturato nel 2006 è stato di 35,4 miliardi di dollari mentre la
sua forza lavoro è di 941.000 unità. Nonostante sia riuscita ad accu-
mulare dal 1998 profitti per 20 miliardi di dollari, ha tagliato il 21%
della propria forza lavoro, solo nel 1996 sono stati tagliati 5.800 posti
di lavoro, un taglio del 5,8% .
Ha attività in 4 paradisi fiscali, è accusata di 5 casi di frode fiscale e
di 6 casi di corruzione diretta e/o lobbying.

Microsoft
One Microsoft Way Redmond WA 98052 www.microsoft.com
Azienda leader a livello globale nel campo del software e dei sistemi
operativi.
Il suo fatturato nel 2006 è stato di 44,3 miliardi di dollari e una forza
lavoro di 71.000 unità.
Opera in una situazione di reale monopolio ed è stata condannata per
violazione della normativa antitrust sia negli Usa che in Europa, situa-
zione legata al fatto che la maggior parte dei sistemi operativi al
mondo, installati sui personal computer sono di proprietà della
Microsoft. È anche accusata di ben 12 atti di frode finanziaria e 8 casi
di corruzione diretta e/o lobbying.

Motorola a
Sede legale: 1303 E.Algonquin Road Motorola Center Schaumburg Il
60196 Usa www.motorola.com
Altro colosso mondiale della telefonia fissa e mobile.
Il suo fatturato nel 2006 è stato di 42,9 miliardi di dollari, mentre la
sua forza lavoro è di 66.000 unità. Dal 1998 ha tagliato il 49% della
propria forza lavoro globale, nonostante abbia cumulato profitti per
ben un miliardo di dollari.
Il suo management guadagna salari superiori fino a 1.328 volte il
salario minino USA (6 dollari/ora).
Ha attività in 5 paradisi fiscali, è accusata di 6 atti di corruzione e/o
lobbying.

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Inoltre ha dei forti interessi nell'industria militare, anche perché molte


delle tecnologie sviluppate hanno un'origine militare.

Nokia a
Sede legale: Keilalahdentie 4 po box 225 Fin 00045 FIN www.nokia-
com
Nokia è un ulteriore colosso mondiale delle telefonia fissa e mobile.
Ha aziende e stabilimenti in tutto il mondo. La sua forza lavoro nel
2006 è stata di 68.438 unità. Le vendite nette per il 2006 sono state
più di 41 miliardi di euro con un profitto netto di 4 miliardi.
Nonostante abbia cumulato dal 1998 profitti per 20 miliardi di dolla-
ri, ha tagliato la sua forza lavoro del 12%.
Nel 2006 ha venduto il 32% dei cellulari in tutto il mondo, ben 349
milioni di pezzi.
Il suo top management guadagna fino a 322 volte il salario minimo
USA (6 dollari/ora).
È stata accusata di aver violato in almeno un caso i diritti fondamen-
tali dei lavoratori.
Ha attività in 6 paradisi fiscali ed è accusata di 6 casi di corruzione.

V odaa fone
Sede legale: The Courtyard 2-4 London Rd Newbury Berkshire rg14
1JX EN www.vodafone.com
La Vodafone ha il controllo diretto o partecipazioni in ditte di telefo-
nia in tutto il mondo. Nel 2006 il suo fatturato è stato pari a 51 miliar-
di di dollari con una forza lavoro di circa 60.000 unità.
In Italia ha acquisito il controllo di Omnitel, il secondo gestore di tele-
fonia mobile. Dal sito di Vodafone Italia si evince come essa conti a
dicembre 2006 ben 26.188.000 clienti e che nell'anno fiscale 2005-
2006 ha conseguito ricavi totali per 8.324 milioni di euro.
Attualmente l'azienda ha circa 7.123 dipendenti, 8 call center distri-
buiti sull'intero territorio nazionale e più di 2.000 punti vendita. Come
nel caso della Telecom, buona parte dei lavoratori dei call center
Vodafone sono precari. Ha attività in 5 paradisi fiscali, è accusata di
5 casi di corruzione e di 1 caso di frode finanziaria.
Il suo top management guadagna mediamente 499 volte il salario
minimo USA (6 dollari/ora).

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Moda

A didaas
Sede legale: Adi-Dassler-Strasse 1 2 91074 Herzogenenahurach D
www.adidas.com
E' una multinazionale a controllo tedesco specializzata nella progetta-
zione e nella commercializzazione di abbigliamento, calzature e
attrezzature sportive. Attualmente, dopo l'acquisizione di Reebok
International, Adidas detiene il secondo posto nel mercato mondiale
delle calzature sportive, con il 24,9%. Il suo fatturato nel 2006 è stato
di circa 10 miliardi di euro. La maggior parte della produzione viene
da fabbriche esterne, localizzate in particolare in Asia, da cui provie-
ne il 94% delle calzature e il 77% dell'abbigliamento. La forza lavoro
diretta e indiretta è di 430.000 unità.
Le condizioni di lavoro in molte delle fabbriche legate all'Adidas sono
critiche: la maggior parte di esse si trova, infatti, in paesi dove si vie-
tano o si ostacolano le libertà e le tutele sindacali. Alcune ricerche,
condotte da vari enti, hanno mostrato come in diversi casi ci siano
state violazioni più o meno gravi dei diritti dei lavoratori, nonostante
Adidas abbia adottato un codice di condotta per il rispetto dei diritti
minimi dei lavoratori, valido per tutta la filiera.
Ha attività in 12 paradisi fiscali ed è accusata di 2 casi di corruzione
e/o lobbying. È accusata di 25 violazioni gravi dei diritti dei lavorato-
ri.
Il management guadagna 234 volte il salario minimo USA (6
dollari/ora).
I marchi legati all'Adidas sono: Adidas, Bonfire, Maxfli, Reebok,
TaylorMade.

Baa sicnet
Sede legale: largo M. Vitale 1 10152 Torino www.basicnet.com
www.basicnet.it
Gruppo multinazionale che fa capo alla ditta italiana BasicNet S.p.A. Esso
si occupa della progettazione, dello sviluppo e della commercializzazione
di abbigliamento, calzature e attrezzature sportive, mentre esternalizza,
attraverso società d'intermediazione - come la LF Basic ltd (comparteci-
pata fino al 30 settembre 2006) - che svolgono tutte le funzioni di pro-
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duzione e rapporti con le aziende terziste, poste in tutto il mondo, e che


sono scelte solo perché garantiscono buona qualità a prezzi competitivi.
Anche riguardo alla vendita, BasicNet fornisce i propri prodotti in licenza
ad alcune aziende che pagano royalties alla Basic per venderli con il suo
marchio.
Secondo il bilancio 2006 le vendite sono state di 238 milioni di euro men-
tre la forza lavoro è di 337 unità.
L'azienda non ha un proprio codice di condotta, in quanto non si interes-
sa direttamente della produzione; c'è l'ha, invece, la LF Basic ltd, anche
se esso, pur riguardando molti aspetti, viene considerato lacunoso non
contenendo riferimenti alle convenzioni dell'ILO (Ufficio Internazionale
del Lavoro) e non definendo in modo chiaro cosa sia un salario dignito-
so.
La produzione viene spesso esternalizzata in paesi che ostacolano e/o
non tutelano l'azione sindacale. L'azienda stessa è stata sottoposta ad
una campagna di boicottaggio perché aveva stabilito relazioni con alcu-
ne aziende di Myanmar (ex Birmania), Stato il cui governo militare non
autorizza alcuna forma di dissenso politico. Diverse analisi delle condizio-
ni di lavoro in varie aziende, con cui BasicNet ha relazioni commerciali,
hanno mostrato come, in moltissimi casi, si verifichino violazioni dei dirit-
ti dei lavoratori.
I marchi di riferimento di BasicNet sono Robe di Kappa, Kappa, Jesus, K-
way; essa, inoltre, possiede in licenza il marchio Superga, su cui ha
un'opzione per l'acquisto definitivo.

Benetton
Sede legale: Via Villa Minellli 1 31050 Ponzano Veneto TV
www.benettongroup.com
Gruppo multinazionale a controllo italiano che opera nel campo del-
l'abbigliamento casual e dei tessuti. Il gruppo consiste in 55 società,
con a capo la Benetton S.p.a., controllata dalla famiglia Benetton per
il 67%, attraverso la società Edizione Holding S.p.a, con cui i
Benetton partecipano anche in società come Telecom, Autogrill S.p.a,
Autostrade italiane, etc.
Il gruppo ha società che si organizzano in tre settori: società commer-
ciali, società tessili, società per il confezionamento.
Nel 2006 il fatturato del gruppo è stato di 1,91 miliardi di euro, men-
tre la forza lavoro direttamente impiegata è pari a 8.894 unità. Le
persone che lavorano per le ditte in sub-appalto sono 27.000.

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La maggior parte della produzione dei capi Benetton è fatta attraver-


so l'utilizzo di terzisti che si trovano in tutto il mondo: Asia, America
latina, Europa dell'Est, Africa del Nord. In molti casi i siti produttivi si
trovano in paesi che vietano o ostacolano la libertà e le tutele sinda-
cali.
Ha adottato un proprio codice etico e di condotta che però non pre-
vede, come condizione vincolante nella scelta dei fornitori, il rispetto
dei diritti dei lavoratori.
Subisce da anni il boicottaggio per il succitato caso in Patagonia.
I marchi legati a Benetton sono: United Colors of Benetton, Sisley,
Playlife, Killer Loop, Undercolors.

Coin
Sede legale: via Terraglio 17 30174 Mestre VE www.gruppocoin.it
Gruppo italiano specializzato nella commercializzazione di abbiglia-
mento e accessori.
Il suo fatturato nel 2006 è stato di circa 1 miliardo e 57 milioni di
euro.
Occupa circa 5.600 persone, con un'incidenza di contratti part-time
del 36%.
Pur essendo un catena distributiva da diversi anni, la Coin è coinvol-
ta nella produzione di capi a marchio proprio attraverso una propria
catena di fornitura gestita da una società controllata, la Sirema ltd,
insieme alla consociata Oriental Buying Service ltd, con sede a Hong
Kong.
Le aziende si trovano in molti casi in paesi che ostacolano o vietano
l'attività sindacale e i lavoratori sono sottoposti a vessazioni. Vi sono
stati alcuni casi di licenziamenti illegali. L'azienda ha portato avanti un
piano di ristrutturazione con la chiusura di alcuni punti vendita, licen-
ziamenti e riorganizzazione dei turni per gli altri.
I marchi legati a Coin sono Coin e Oviesse.

Nike
Sede legale: One Bowerman drive Beaverton OR 97005 USA
www.nike.com
È un gruppo multinazionale a controllo statunitense, che progetta e
commercializza calzature e abbigliamento per lo sport e il tempo libe-
ro.
Nel 2004 deteneva il primo posto nel mercato mondiale delle calzatu-

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re sportive con una quota del 33,2%.


Nel 2006 il suo fatturato è stato di 15 miliardi di dollari. La forza lavo-
ro legata alla Nike è di 24.000 unità, mentre circa 600.000 sono i
lavoratori che producono per la Nike attraverso relazioni di sub-appal-
to.
Secondo il modello reso noto proprio dalla Nike, la maggior parte
della produzione viene da fabbriche esterne, localizzate per lo più in
Cina e Vietnam. Molto poche sono le fabbriche direttamente control-
late dalla Nike.
Le condizioni di lavoro in molte delle fabbriche legate alla Nike sono
negative, trovandosi la maggior parte di esse in paesi dove si vietano
o si ostacolano le libertà e le tutele sindacali.
Dopo anni di boicottaggio intensivo, nel 2005 la Nike ha finalmente
pubblicato la lista di tutte le aziende con cui ha rapporti di sub-con-
tratto, nel tentativo di riabilitarsi con l'immagine di azienda trasparen-
te.
Ha attività in 7 paradisi fiscali ed è implicata in un caso di delinquen-
za finanziaria; inoltre svolge un'intensa attività di lobbying.
Essa è inoltre implicata direttamente o indirettamente in 22 casi di
gravi violazioni dei diritti fondamentali del lavoro.
Alcuni dei marchi riconducibili alla Nike sono: Nike e Converse, oltre
a Asphalt, Cole Haan, Bauer, Starter.

Puma
Sede legale: Wuerzburgerstrasse 13 91074 Herzogenaurach D
www.puma.com
Gruppo multinazionale tedesco che nel 2004 si trovava al quarto
posto nel settore delle calzature sportive, con una quota del 6,8%.
Anch'esso si occupa principalmente di progettazione e commercializ-
zazione di calzature, abbigliamento e attrezzature sportive, mentre
esternalizza totalmente la produzione.
Il suo fatturato nel 2006 è stato di 2,75 miliardi di euro.
Le persone impiegate direttamente da Puma sono 3.910 e quelle che
lavorano per le ditte sub-appaltate sono 190.000, concentrate per lo
più in Asia. Molte delle imprese sub-appaltatrici si trovano in paesi che ostaco-
lano o vietano l'attività sindacale e, secondo alcune ricerche, sono state accer-
tate numerose violazioni dei diritti dei lavoratori.
I marchi legati a Puma sono: Puma, Tritorn e, in licenza, alcuni pro-
dotti Ferrari.

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Settore finanziario
La dubbia eticità del sistema bancario ci spinge a consiglia-
re di limitare il più possibile le relazioni con esso.
Non possiamo non segnalare che alcune banche, dette anche Banche
Armate, hanno implicazioni in fenomeni gravi come la commercializ-
zazione delle armi.
Oggi esistono tuttavia esperienze come Banca Popolare Etica (la
banca Gren Banch) che lasciano intravedere un possibile cambio di
rotta del sistema valoriale delle settore.

Nel 2006 la lista delle banche armate era la seguente:

Istituti di Credito 2006

Gruppo Bancario San Paolo Imi 446,7


Bnp paribas 290,5
Unicredit 86,6
Banca Nazionale Lavoro 80,4
Deuttsche Bank 78,4
Banca di Brescia 76,0
Commerz Bank 74,3
Banca popolare italiana 60,6
Banco Bilbao Vizcaya Argentaria 52,5
Banca Intesa 46,9
Credito Valtelllinese 42,5
Banca di Roma 36,8
Società generale 30,9
Banca Popolare di Milano 17,7
Altre Banche 71,8

(Fonte: F.Vignarca "Armi boom per l'export" nel 2006 disponibile sul
sito www.altreconomia.it)

Dall'analisi della tabella del 2006 risultano alcuni aspetti importanti: il ruolo cre-
scente delle filiali di istituti di credito stranieri e l’uscita di scena di alcuni gruppi
bancari, come Capitalia. Desta, invece, un po' di preoccupazione la presenza in
essa della Banca Popolare di Milano, partner di Banca Etica in Etica sgr, socie-
tà che si occupa di gestire i fondi di investimento etici proposti da Banca Etica
(Potete trovare maggiori informazioni sulle banche armate sui siti www.ban-
chearmate.it, www.altreconomia.it).
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I PRODOTTI

In questa sezione vi forniremo gli elementi per valutare i prodotti.

Leggenda
Abbiamo diviso la tabella in tre parti:
da preferire sono quei prodotti la cui valutazione è risultata mediamente posi-
tiva;
non trasparenti quei prodotti le cui valutazioni non sono definite in senso
negativo o positivo per mancanza di informazioni;
da evitare quei prodotti di cui non si può che dare una valutazione negativa.

I prodotti equosolidali saranno indicati col termine P r o d o t t i C E e S (commer-


cio equo e solidale), oltre che coi nomi delle singole realtà.
Si sottolinea che i prodotti del commercio equo e solidale si trovano con facili-
tà negli oltre 500 punti vendita delle Botteghe del Mondo che si trovano in tutta
Italia. (Vedi Sitografia).

I prodotti da agricoltura Biologica sono indicati con P r o d o t t i B i o.

Ecco la lista, fatene buon uso!

Acque minerali
da preferire non trasparenti da evitare
L'Acqua del proprio rubi- Rocchetta, Uliveto (ULI- Boario, Evian, Ferrarelle,
netto; ma se non riuscite VETO); Alisea, Norda, (DANONE); Flaminia,
a farne a meno Fabia, Lynx (NORDA); Crodo, Nocera Umbra, Lidia,
Fiuggi, Sangemini, (SAN- Lisiel (CAMPARI); S. S.Andrea, S. Antonio, S.
GEMINI); Aura. Benedetto, Valle Reale, Francesco (SPUMADOR);
Guizza (SAN BENEDET- Claudia, Giulia, Levissima,
TO); Lete, Prata (LETE). Panna, San Pellegrino, Vera
(NESTLE').
Bevande gasate e simili
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti CEeS (CTM Oransoda, Lemonsoda, TèAti (CIRIO); CocaCola,
A l t r o m e r c a t o ; Crodino (CAMPARI); Fanta, Sprite (COCACO-
Commercio Alternativo; Virgin (SANGEMINI); LA); Pepsi Cola, Mirinda,
LiberoMondo). Briosi, Elisir di Rocchetta Seven-Up, Gatorade
(ULIVETO); Schweppes, (PEPSICOLA); Chinò, Beltè,

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Energade (SAN BENEDET- Nestea, One-o-One,


TO); Enervit (ALSO). SanPellegrino, SanBitter
(NESTLE'); Lipton Ice Tea
(UNILEVER); Estathè (FER-
RERO).
Succhi di frutta
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti CEeS (CTM Derby, Cirio, Jolly Fattoria Scaldasole (HEINZ);
A l t r o m e r c a t o ; Colombani, Valfrutta, SantaRosa (UNILEVER);
Commercio Alternativo; Yoga (CONSERVE ITA- Santàl (PARMALAT); Valsoia
L i b e r o M o n d o ) LIA); Skipper, Zuegg (VALSOIA); DelMonte,
Prodotti Bio (Ecor, Baule (ZUEGG). MangiaeBevi Hero (NABI-
Volante, La terra Madre). SCO ALTRIA).
Biscotti
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti CEeS (CTM Colussi, Granturchese Grisbì, MisterDay (PAR-
Altromercato, Commercio (COLUSSI). MALAT); Mulino Bianco,
Alternativo, Equomercato, Pavesi, Ringo. Togo
Equomercato, Macondo). (BARILLA); Lu, Oro
Prodotti Bio (Ecor, Baule Saiwa, Prince (DANONE);
Volante). Bahlsen ; Balocco; Le Ore Liete (NESTLE');
Doria; Galbusera; Loacker; Valsola.
Amaretti di Saronno;
Lazzaroni (CITTERIO);
Bistefani (BISTEFANI).
Snack dolci
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti CEeS (CTM- Bounty, Mars, Milky Way, KitKat, Lion (NESTLE'); Milka
A l t r o m e r c a t o , Snickers, Twix (MARS). Tender (ALTRIA); Oro Ciok
Commercio Alternativo, (DANONE); Mister Day
Equoland, Equomercato, (PARMALAT); Brioss, Duplo,
Liberomondo) . Fiesta, Kinder Brioss (FER-
Prodotti Bio. RERO); Mulino Bianco
(BARILLA).
Budini
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti CEeS (Ctm- Agnesi (COLUSSI). Royal (CIRIO). Bertolini,
Altromercato, Commercio Cameo, Paneangeli,
Alternativo, Lberomondo). Torta Margherita
Prodotti Bio (Ecor, Baule (Nabisco altria).

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Volante) Elah (ELAH


DUFOUR).
Marmellate e confetture
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti CEeS (CTM - Sorba (MALGARA). Santarosa (UNILEVER).
Altromercato Commercio Valfrutta, Jolly Colombani Hero (Nabisco).
Alternativo, Equoland, (CONSERVE ITALIA). Valsoia (VALSOIA).
Equomercato, Liberomon-
do); Prodotti Bio (Ecor,
Baule Volante, La Madre
Terra). Mielizia (CONAPI).
Menz & Gasser (MENZ &
GASSER). Zuegg (ZUEGG).
Prodotti da ricorrenza
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti CEeS (CTM - Pernigotti (AVERNA). Motta, Alemagna
Altromercato Commercio Sperlari (CSM). (NESTLE'); Le Tre Marie
Alternativo, Equoland, (BARILLA).
Equomercato, Liberomon-
do); Prodotti Bio (Ecor, Baule
Volante). Bauli, Melegatti,
Paluani; Balocco; Pineta
(DECO).
Cacao
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti CEeS (CTM- Ciobar, Cameo (Nabisco
Altromercato Commercio altria) Cacao Perugina
Alternativo, Equoland, (NESTLE'); Cacao Ferrero
(Liberomondo). Prodotti (FERRERO).
Bio. Mondovero (MON-
DOVERO).

Cioccolata da spalmare
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti CEeS (CTM - Lindt (LINDT). Nutella (FERRERO).
Altromercato Commercio Valsoia (VALSOIA).
Alternativo, Equoland,
Liberomondo). Prodotti
Bio (Ecor). Novi (ELAH
DUFOUR). Loacker.

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Cioccolata e cioccolatini
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti CEeS (CTM - Pernigotti, Pepitas Bittra Suchard, Cote D'Or,
Altromercato, Commercio (AVERNA); Sperlari Milka, Toblerone (ALTRIA);
Alternativo, Equoland, (CSM). Caffarel, Lindt After Eight, Alemagna, Baci,
Liberomondo, Quetzal). (LINDT). M&M's (MARS). Cioccoblocco, Galak, Motta,
Prodotti Bio (Ecor). Ciocorì, Nestlè, Perugina, Smarties
Biancorì (BISTEFANI). Novi (NESTLE'). Ferrero Rocher,
(ELAH DUFOUR); Ritter Mon Cheri, Pocket Coffee,
Sport (RITTER). Raffaello (FERRERO).
Carne in scatola
da preferire non trasparenti da evitare
Spuntì, Simmenthal (ALTRIA);
Manzotin (BOLTON); Montana
(CREMONINI).
Pollame
da preferire non trasparenti da evitare
Pollo Arena, Chirichì, Vallespluga (VALLESPLU- Amadori, Campese
Garbini (ARENA). GA). Aia, Cok, Palladio, Pavo, (AMADORI).
Montorsi (VERONESI).
Salumi e wurstel
da preferire non trasparenti da evitare
Negri, Marsili (ARENA). Beretta, Wuber (BERETTA); Corte Buona, Cuor di
King's, Casa Modena, Citterio Gli Irresistibili, paese, Hot One, Ibis,
Senfter, Unibon (ITALIA Sofficette, Wuoi (CITTERIO), Montana, (CREMONINI).
SALUMI); Granbiscotto. Casa Romagnoli, Galbani Fiorucci, Suillo, Time
(ROVAGNATI); Wulevù, (GALBANI). Montorsi, Wudy, Out, Pollì (FIORUCCI).
Principe (SAN DANIELE). Fini, Golosino, Negroni,
(VERONESI).

Tonno e Sardine
da preferire non trasparenti da evitare
Insuperabile, Libertas (DE Nostromo (CALVO). Carlos Primero, Rio Mare
LANGLADE). Alma Brand, Star (STAR). (BOLTON).
Capri, Golden Lion,
Maruzzella, Nataline,
Peschereccio, Sigillo Oro
(IGINO MAZZOLA). Alco,
Palmera, (PALMERA).

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Frutta secca
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti CEeS (CTM - Dole (DOLE). Cameo
Altromercato, Commercio (Nabisco altria);
Alternativo, Equoland, Diamond, Sunsweet
Equomercato, Liberomon- (SUN-DIAMOND).
do); Prodotti Bio (Ecor, Baule
Volante, La Madre Terra,
Alce Nero). Noberasco
(NOBERASCO).
Frutta e verdura in scatola
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti bio (Ecor, Baule Star (STAR); Cirio, De Santa Rosa (UNILEVER).
Volante); Bonduelle (BON- Rica Jolly Colombani,
DUELLE); Coelsanus (COEL- Valfrutta (CONSERVE
SANUS). La Doria (LA ITALIA).
DORIA).
Pomodori e Passate
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti bio (Ecor, Baule Star (STAR); Agnesi Santa Rosa (UNILEVER);
Volante). De Cecco (DE (COLUSSI); Cirio, D Rica Pomì, Pomito (PARMA-
CECCO). Di Vella (DI Jolly Colombani, Valfrutta, LAT).
VELLA). La Doria, La (CONSERVE ITALIA).
Romanella, Valledoria (LA
DORIA).
Sottoli e sottaceti
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti bio (Ecor, Baule Valfrutta (CONSERVE Berni.
vlolante, La Madre Terra, ITALIA).
Coelsanus (COELSANUS).
Polli, Biolì (POLLI).
Peperlizia, Ponti (PONTI).
Condiverde, Saclà (SACLA').
Banane e Ananas Freschi
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti CeeS (Ctm Chiquita (CHIQUITA);
Altromercato, Transfair). Bajella, Bouba, Dole (DOLE).
Del Monte (FRESH DEL
MONTE). Fyffes, Hoya (FYF-
FES). Bonita (NOBOA).

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Carne surgelata
da preferire non trasparenti da evitare
Arena (ARENA). Aia (VERONESI). Amadori (Valsoia ).
Pesce surgelato
da preferire non trasparenti da evitare
Mare Pronto (ARENA). Aia (VERONESI). Buitoni, Mare Fresco,
Orogel (FRUTTADORO). Surgela (NESTLE'). Findus,
Igloo (UNILEVER).
Piatti surgelati
da preferire non trasparenti da evitare
Arena, Garbini, Mare Barilla, Montana (CREMONI-
Pronto (ARENA). Orogel NI). Americans, Cameo,
(FRUTTADORO). Costa, Dr Oetker (NABISCO
ALTRIA). Buitoni, Surgela
(NESTLE'). Valsoia (VALSO-
IA); Findus (UNILEVER).
Verdure surgelate
da preferire non trasparenti da evitare
Arena (ARENA). La Valle degli Orti,
Orogel (FRUTTADORO). Surgela (NESTLE').
Findus (UNILEVER).
Gelati e Snacks surgelati
da preferire non trasparenti da evitare
Cremeria del Lattaio, Bounty, Mars (MARS). Sanson; Softy Croc (BARIL-
Duca di Salaparuta LA). Pinguì (FERRERO).
(ARENA); Orogel (FRUT- Alemagna, Antica Gelateria
TADORO). Sammontana. del Corso, La Cremeria
Motta, Motta (NESTLE').
Valsoia. Algida, Carte d'Or,
Eldorado, Solero, Sorbetteria
di Ranieri (UNILEVER).
Burro
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti Bio (Ecor); Galbani (GALBANI); Chef, Giglio, Optimus
Prima natura bio Cademartori (BEL). (PARMALAT).
Granarolo (GRANARO-
LO). Prealpi, Zangola
(PREALPI).

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Formaggi Confezionati
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti bio (Ecor); Apericube, Babybel, Brie, Gim, Invernizzi, Invernizzina,
Roccaverde (ARENA); Cademartori, Dolci Fette, La Jocca, Linderberger,
Fattorie Italia (COOPERLAT); Vache Qui Rit, Le Roitelet, Lunchables, Mozary, Osella,
Prima natura bio, Granarolo Leerdammer, Tariner (BEL). Philadelphia, Sottilette Kraft,
(Granarolo). Bridel, Le Petit, Bel Paese, Certosa, Galbani, Susanna (ALTRIA).
Locatelli, Prèsident, Societé, Galbanino, Santa Lucia, Vitasnella (DANONE). Mio
Sorrento, Valmont (LACTA- Vallelata (GALBANI). (NESTLE'). Optimus (PAR-
LIS). MALAT).
Latte Uht
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti bio (Ecor); Fattorie Fattoria Scaldasole, Teddi
Italia (COOPERLAT); Prima (HEINZ). Giglio, Matese,
natura Bio Granarolo Polenghi, Latte Sole, Torre in
(Granarolo). Bridel, Le Petit, Pietra (NEWLAT). Vitasoya
Locatelli, Prèsident, Societé, (NUMICO). Ala,Berna
Sorrento, Valmont (LACTA- Bonlat, Centr. Latte Roma,
LIS). Dietalat, Latte Brianza, Latte
Oro, Parmalat, Stella, (PAR-
MALAT). Valsoia.
Panna e Bresciamella
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti bio (Ecor, Baule Agnesi (COLUSSI). Chef, Optimus, Elena
Volante); Fattorie Italia, (PARMALAT). Creme
Hoplà, (COOPERLAT). Prima Cuisine (UNILEVER).
natura Bio Granarolo
(Granarolo). Condipanna
(STERILGARDA).
Yogurt e Dessert
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti bio (Ecor) Galbi (GALBANI). Actimel, Activia, Dan'up,
Prima Natura bio, Yomo Danette, Danito, Danone,
(Granarolo). Esprit, Vitasnella, Yogoloso (DANO-
Mandriot, Più&Più, Torre NE). Fruttolo, Galak, LC1,
in Pietra, Sterilgarda Mio, Nesquik (NESTLE').
(STERILGARDA). FattoriaScaldasole, Plasmon,
Teddi (HEINZ). Nutricia (NUMI-
CO); Ala, Joy, Kyr, Parmalat
(PARMALAT); Valsoia.

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Aceto
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti bio (Ecor, Baule Volante, Carapelli (B&S); Cirio Cereal (NOVARTIS).
la Madre Terra). Ponti (PONTI). (CONSERVE ITALIA).
Dadi
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti bio (Ecor, Baule Liebig (COLUSSI); Star Maggi, Buitoni (NESTLE').
Volante). (STAR). Cereal (NOVARTIS). Knorr
(UNILEVER).
Maionese e salse varie
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti bio (Ecor, Baule Legeresse, MatoMato,
Volante); Saclà (SACLA'). Mayonnaise (ALTRIA). Tomato
Ketchup, Rubra (CIRIO).
Ketchup Heinz (HEINZ).
Sassonaise (NESTLE'). Calvè,
Hellmann's, Mayò, TopDown
(UNILEVER).
Sughi
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti CEeS (Com- Liebig, Agnesi (COLUS- Montana (CREMONINI).
mercio alternativo, SI); Sugo casa, Tigullio Buitoni (NESTLE').
Eqomercato. Prodotti bio (STAR). Cirio (CONSERVE Barilla.
(Ecor, Baule Volante, la ITALIA). Valsoia
Madre Terra, Alce nero). Pais (PARMALAT).
Vogliazzi (GRANAROLO). Knorr (UNILEVER).
Gastronomia Saclà (SACLA').
Margarina
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti Bio (Baule volan- Vallé (UNIQ). Foglia d'oro, Gradina, Maya,
te). Rama (UNILEVER).
Olio d'oliva
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti CEeS Carapelli (B&S); Monini Bertolli, Dante, Rocca
(Liberomondo). Prodotti (MONINI). dell'Uliveto, San Giorgio
bio (Libera, Ecor, Baule (UNILEVER).
Volante, la Madre terra).
De Cecco (DE CECCO).

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Olio non d'oliva (semi, etc.)


da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti CEeS (Equomerca- Carapelli (B&S). Gico, OIO, Mazola (ABF). Valsoia
to). Prodotti bio (Ecor, Baule Topazio (MALGARA). Cuore (VALSOIA). Friol, Maya
Volante). Semper, Zeta, (MONTENEGRO). Riso Scotti (UNILEVER).
Zenit (ZUCCHI). (SCOTTI). Olita (STAR).
Miele
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti CEeS (CTM- Valfrutta, Jolly Colombani Langnese (Nabisco
Altromercato Commercio (CONSERVE ITALIA). altria); Cereal (NOVAR-
Alternativo, Equoland, Sorba (MALGARA). TIS).
Equomercato, Liberomon-
do); Prodotti Bio. Ambrosoli.
Mielizia (CONAPI);
Mondovero (MONDOVERO).
Zucchero
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti CEeS (CTM- Sucrital (SFIR); Eridania,
Altromercato, Commercio Sadam (MACCAFERRI).
Alternativo, Equoland,
Equomercato, Liberomon-
do); Prodotti Bio (Ecor, Baule
Volante).
Cereali
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti CEeS (CTM- Misura (COLUSSI). Cerealix (BARILLA). All-Bran,
Altromercato); Prodotti Bio Frosties, Corn Flakes, Rice
(Ecor, Baule Volante La Crispies (KELLOGG'S). Vitalis
Madre Terra, Alce Nero); (Nabisco Altria). Cheerios,
Kornland; Bahlsen Chocapic, Fibre1, Fitness,
(BAHLSEN); Weetabix Nesquik Cereali (NESTLE').
(WEETABIX).
Caffè
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti CEeS (CTM- Kimbo, Kosè (CAFE'DO Hag, Splendid (ALTRIA);
A l t r o m e r c a t o , BRASIL); Mauro Nescafè (NESTLE').
Commercio Alternativo, (MAURO DEMETRIO);
Equoland, Equomercato, Segafredo (SEGAFRE-
Liberomondo); Prodotti DO).

41
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Coop; Illy ; Lavazza, Bour


Bon, Paulista, Suerte
(LAVAZZA); Mondovero
(MONDOVERO).

da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti CEes (CTM- Infrè (MONTENEGRO). Twinings (ABF).
Altromercato, Commercio Star Tea (STAR). Lipton, Tè Ati (UNILE-
Alternativo, Equoland, VER).
Equomercato, Liberomon-
do). Prodotti Bio (Baule
Volante); Sir Winston Tea
(TEEKANNE). Mondovero
(MONDOVERO).
Camomilla e infusi
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti CEeS (CTM- Mellin, Sogni d'oro Star Twinings (ABF). Lipton,
Altromercato Commercio (STAR); Bonomelli Plasmon (HEINZ)
Alternativo, Equoland, ( M O N T E N E G R O ) ; Montania (UNILEVER).
Equo-mercato, Maraviglia (CSM).
Liberomondo); Prodotti
Bio (Ecor, Baule Volante);
Pompadour (TEEKAN-
NE); L'Angelica (GUA-
BER); Kelemata (KELE-
MATA).
Orzo
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti CEeS (CTM- Orzobimbo (STAR). Orzoro (NESTLE').
Altromercato, Libero-
mondo); Prodotti Bio
(Ecor, Baule Volante).
Solubili prima colazione
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti CEeS (CTM- Ovomaltina (ABF). Milka
Altromercato Commercio Slurp (ALTRIA).
Alternativo, Equoland, Cappuccino, Ecco, Malto
Liberomondo); Prodotti Kneipp, Nesquik, Vero
Bio (Ecor, Baule Volante). Frank (NESTLE').

42
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Pane, sostituti del pane, Crackers e fette biscottate


da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti CEeS (CTM- Audusio, Colussi, Misura Essere, Gran Pavesi, Mulino
Altromercato, Libero- (COLUSSI); Euvita (ALFA Bianco, Forno della Rotonda,
mondo) Prodotti Bio WASSERMANN). Panem, Wasa (BARILLA).
Ecor, Baule Volante, la Vitasnella (DANONE). Free
Madre terra, Alce Nero). Aglut (HEINZ). Buitoni
Doriano (DORIA). (NESTLE'). Premium Saiwa,
Loriana (DECO). Saiwa, Céréal (NOVARTIS).
Galbusera (GALBUSERA). Focaccia, Prontoforno (PAR-
MALAT). Delgrossi, Pan
Brace, Pan D'Oro, San Carlo
(UNICHIPS).
Snack salati
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti CEeS (CTM-Altro- Pringles (PROCTER &
mercato Commercio Alter- GAMBLE). Cipster, Ritz
nativo, Equoland, Libero- Saiwa, Tuc (DANONE).
mondo); Prodotti Bio (Ecor, Autentica Trattoria, Pai,
Baule Volante, la Madre San Carlo (UNICHIPS).
Terra); Chio, Chips-letten
(BAHLSEN). Bell'Italia, Crik-
Crok, Le Contadine, Puff
(ICA FOODS).
Pasta
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti CEeS (CTM Agnesi, Audisio, Misura, Barilla, Voiello (BARIL-
Altromercato, Liberomondo) Ponte (COLUSSI). LA). Buitoni, Pezzullo
Prodotti Bio (Ecor, Baule Corticella, Pasta (NESTLE').
Volante, la Madre terra, Alce Combattenti (EURICOM).
Nero). De Cecco (DE Fini, Paf (MALGARA).
CECCO). Di Vella (DI
VELLA). La Molisana (LA
MOLISANA). Bmc, Nonna
Amelia, Rana (RANA).
Riso
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti CEeS (CTM- Cristallo, Erik, Eurico,
Altrome-cato Commercio Flora, Gariboldi, Misura
Alternativo, Equoland, (COLUSSI). Campiverdi,

43
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Equomercato, Liberomon- Curtiriso, Pigino (EURI-


do); Prodotti Bio. Riso Gallo COM). Uncle Ben's
(FRUGONE&P); Riso Scotti (MARS).
(SCOTTI).
Biscotti e pappe
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti da agricoltura Humana (HUMANA); Milupa (NUMICO);
biologica (Ecor; Baule Mellin (STAR). Montefiore, Nipiol, Plasmon
Volante). (HEINZ); Gerber (NOVAR-
TIS); Nestum (NESTLE').
Latte in polvere e alimenti sostitutivi
da preferire non trasparenti da evitare
Coop. Similac (ABBOTT). Latte
David (HEINZ). Humana
(HUMANA); Mio, Nidina
(NESTLE'). Milupa,
Nutricia (NUMICO);
Parmalat. Mellin (STAR).
Omogeneizzati
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti Bio (Ecor, Baule Mellin (STAR). Dieterba, Nipiol, Plasmon
Volante). (HEINZ). Gerber (Nestle').
Milupa (NUMICO).
Bagnoschiuma, docciaschiuma, shampoo
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti CEeS (CTM Baby Roberts, Nivea Borotalco Roberts, Neutro
A l t r o m e r c a t o , (BEIERSDORF). Roberts (BOLTON). Nidra,
Commercio Alternativo) ; Palmolive (COLGATE-PAL-
Prodotti Bio (Ecor, Baule MOLIVE). Antica Erboriste-
Volante); L'Erbolario; ria, Neutromed (HENKEL);
Bionsen, L'Angelica Baby Shampoo, Johnson's
(GUABER). Mantovani pH 5.5 (J&J); Elvive, Fructis,
(CICCARELLI). Kelemata, Garnier, Jean Louis David,
Perlier, Venus (KELEMA- Neutralia, Studio Line, Body
TA). Lycia (ARTSANA). Shop (L'OREAL). Experience,
Lush. Cleo, Felce Azzurra Head & Shoulders, Infasil,
(PAGLIERI). Keramine H, Pantene, Wella,
Zest (PROCTER & GAMBLE);
Badedas, Fissan, Monsavon,

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Radox (SARA LEE). Axe,


Clear, Dimension, Dove,
Timotei (UNILEVER).
Creme protettive
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti CEeS (CTM Atrix, Labello, Nivea Kaloderma, Neutromed
A l t r o m e r c a t o ; (BEIERSDORF). (HENKEL); Delial, Fissan
Commercio Alternativo, Baby, Glysolid (SARALEE);
Equomercato); Prodotti Johnson's Baby Olio, Neutro-
Bio (Ecor, Baule Volante). gena, Penaten, Piz Buin
Lycia (ARTSANA). Cera di (J&J); L'Oreal, Sinergie,
Cupra (CICCARELLI); BodyShop (L'OREAL);
Lush. Perlier, Venus Pond's (UNILEVER); Oil of
(KELEMATA). Cleo Olaz PROCTER & GAMBLE);
(PAGLIERI). Glicemille (COLGATE-PAL-
MOLIVE); Lancaster (REC-
KITT BENCKISER); Acqua
alle Rose (BOLTON).
Dentrifici
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti CEes (CTM- Oral-B (GILLETTE). Aqua-
A l t r o m e r c a t o ) fresh, Iodosan, Macleens,
Prodotti bio (Baule Sensodyne (GLAXO SMI-
Volante) H12 (ARTSA- THKLINE). Colgate, Planx
NA). Pasta del Capitano (COLGATE - PALMONIVE).
(CICCARELLI); Blanx Antica Erboristeria, Denivit
(GUABER). (HENKEL). AZ (PROCTER &
GAMBLE). Mentadent,
Pepsodent (UNILEVER).
Prodotti igiene intima
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti Ecologici (Ecor, Nivea (BEIERSDORF). Baby Roberts, Intima
Baule Volante). Lycia Roberts, Neutro Roberts
(ARTSANA); Mantovani (BOLTON); Lactacyd (GLA-
(CICCARELLI); Bionsen, XO - SMITHKLINE); Douss
L'Angelica (GUABER); Douss (COLGATE-PALMOLI-
Venus (KELEMATA); Cleo VE); Aveeno, Carefree,
(PAGLIERI). Johnson's pH 5.5 (J&J);
Neutralia, Body Shop
(L'OREAL); Infasil Intimo,
Lines Lei (PROCTER&GAM-

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BLE); Karinzia, Veet (REC-


KITT BENCKISER). Depilze-
ro, Fissan, Sanex (SARA
LEE).
Saponi e Lozioni da Barba
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti CEeS (Natyr by Nivea (BEIERSDORF). Palmolive (COLGATE-PALMOLI-
altromercato). Prodotti VE); Squibb (HENKEL). Mennen
Bio (Baule Volante). (L'OREAL). Noxzema (PROCTER
Dimensione Uomo (CIC- & GAMBLE); Gillette-Aqua Velva,
CARELLI). Lush (LUSH). William’ s (SARA LEE). Axe,
Denim (UNILEVER).
Saponi mano e viso
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti CEeS (CTM Altro- Fresh&Clean (B&S). Borotalco, Neutro Roberts
mercato, Commercio Alter- Nivea (BEIERSDORF). (BOLTON). Donge, Douss-
nativo, Equoland, Equomer- Douss, Palmolive (COLGATE
cato, Liberomondo); Prodotti - PALMOLIVE). Johnson's
Bio (Ecor, Baule Volante). Baby, Johnson's pH 5.5,
Mantovani (CICCARELLI); Neutrogena (J&J). Natura,
Bionsen, L'Angelica (GUA- Neutromed (HENKEL). Body
BER); Spuma di Sciampa- Shop (L'OREAL). Atkinsons,
gna (ITALSIVA); Lush Camay, Infasil (PROCTER &
(LUSH); Cleo, Felce Azzurra GAMBLE). Sanex, Super-
(PAGLIERI). soap Badedas (SARA LEE).
Dove, Lux, Lysoform,
Rexona (UNILEVER).
Assorbenti e tamponi
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti ecologici Baule Nuvenia, Tena (SCA); Kotex (KIMBERLY-CLARK).
Volante). You di Licia (ARTSANA). Carefree, Johnson & John-
son, O.B., Silhouette (J.&J.).
Intervallo, Lines, Tampax
(PROCTER & GAMBLE).

Carta assorbente
da preferire non trasparenti da evitare
Azalée, Cigno, EcoLucart, Jolly, Tenderly, Tutto Panno Carta
Lucart, Prima, Smile (CARTIERA (GEORGIA P.). Scottex (KIM-
LUCCHESE); Nicky, Regina (SO- BERLY-CLARK). Bounty
FIDEL); Foxy (TRONCHETTI). (PROCTER & GAMBLE).

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Carta igienica
da preferire non trasparenti da evitare
Azalée, Cigno, EcoLucart, Tenderly (GEORGIA P.);
Jolly, Lucart, Prima, Smile Scottex, Scottonelle
(CARTIERA LUCCHESE); (KIMBERLY-CLARK).
Alis-Alouette, Ecolution,
Florex, Piumel, Regina,
Tiffany (SOFIDEL). Foxy
(TRONCHETTI).
Fazzoletti di carta
da preferire non trasparenti da evitare
Azalée, Cigno, EcoLucart, Fresh&Clean, (B&S). Lotus, Tuttacqua (GEORGIA
Jolly, Lucart, Prima, Smile PACIFIC). Tenderly, Tutto
(CARTIERA LUCCHESE); Kleenex, Scottex (KIMBER-
Regina (SOFIDEL). Foxy LY-CLARK). Senz'acqua
(TRONCHETTI). Lines, Tempo, Pampers
(PROCTER & GAMBLE).
Pannolini
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti ecologici (Ecor, Chicco, Serenity (ARTSA- Lines Huggies, Huggies, Pull
Baule Volante). NA). Ups (KIMBERLY-CLARK)
Dignity, Linidor, Pampers
(PROCTER & GAMBLE).

Tovagliolini
da preferire non trasparenti da evitare
Azalée, Cigno, EcoLucart, Jolly, Scottex (KIMBERLY-
Lucart, Prima, Smile (CARTIERA CLARK). Lotus, Tenderly
LUCCHESE). Regina (SOFI- (GEORGIA PACIFIC).
DEL); Foxy (TRONCHETTI).

Ammorbidenti
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti Ecologici, (Casa Omino Bianco (BOLTON).
Gaia, la città Ecologica, Fabuloso, Soflan (COL-
Officina Naturae) Soffil G AT E - PA L M O L I V E ) .
(DECO). Morbido Silva, Vernel (HENKEL). Lenor
Spuma di Sciampagna (PROCTER & GAMBLE).
(ITALSILVA). Ava, Sole (RECKITT BEN-
CKISER). Cocco-lino
(UNILEVER).

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Detersivi Bucato a Mano e lavatrice


da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti CEeS (Lympha) Dinamo,Soflan (COLGATE-
Prodotti ecologici (Casa PALMOLIVE). Dato, General,
Gaia, la città Ecologica, Dixan, Perlana (HENKEL).
Officina Naturae); Lava Ace, Ariel, Bolt, Dash, Tide
Lana, Scala, Soffil (DECO). (PROCTER & GAMBLE). Ava,
Grey, Tendaviva (GUABER). Lanza, Lip, Sole, Woolite
Bio Silva, Spuma di (RECKITT BENCKISER). Bio
Sciampagna (ITALSILVA). Presto, Omo (UNILEVER).
Detersivi e Additivi per Lavastoviglie
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti ecologici (Casa Pril (HENKEL). Calfort,
Gaia, la città Ecologica, Finish, Calgonit (RECKITT
Officina Naturae). Splendy BENCKISER). Svelto (UNI-
(DECO). Qubì (ZOBELE). LEVER).
Detersivi Piatti a mano
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti CEeS (Lymphia) Last (BOLTON). Dixan,
Prodotti ecologici (Casa Nelsen (HENKEL). Lanza,
Gaia, la città Ecologica, Sole (RECKITT- BENCKI-
Officina Naturae); Splendy, SER). Svelto (UNILEVER).
Scala (DECO). Silva (ITAL-
SILVA).
Detersivi Bucato a Mano e lavatrice
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti CEeS (Lymphia) Carolin, Dor, Fornet,
Prodotti ecologici (Casa Palmidor, Smac, Tot, Vetril,
Gaia, la città Ecologica, WC-Net (BOLTON). Aiax,
OfficinaNaturae); Splendy, Fabuloso (COLGATE-PAL-
Lughesina (DECO). Drago MOLIVE). Bref (HENKEL).
(GUABER). Anitra WC, Idraulico Liquido,
Mr Muscolo (JOHNSON
WAX). Ace, Baleno, Mastro
Lindo, Mister Verde, Spic &
Span, Tuono, Viakal (PROC-
TER & GAMBLE). Glassex,
Harpic, Sole (RECKITT BEN-
CKISER). Cif, Lysoform, Vim,
Vim Clorex (UNILEVER).

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Sapone per bucato


da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti CEeS (Lymphia) Omino Bianco (BOLTON
Prodotti ecologici (Casa Ava, Perla, Lanza, Sole, Sole
Gaia, la città Ecologica, di Marsiglia (RECKITT BEN-
Officina Naturae); Spuma di CKISER).
Sciampagna (ITALSILVA).
Additivi e smacchianti
da preferire non trasparenti da evitare
Prodotti ecologici (Casa Omino Bianco (BOLTON). Sil
Gaia, la città Ecologica, (HENKEL). Bio Shout (JOH-
Officina Naturae); Mago NSON WAX). Ace Gentile,
delle Macchie, Coloreria Febreeze (PROCTER &
Italiana, Grey (GUABER). GAMBLE). Lavasbianca, Na-
pisan, Calfort Calgon, Vanish
(RECKITT BENCKISER).
Cera per pavimenti
da preferire non trasparenti da evitare
Grey (GUABER). Pronto (JOHNSON WAX).
Cera per scarpe
da preferire non trasparenti da evitare
Class (PAGLIERI). Nuggett (RECKITT BENCKI-
SER). Kiwi Guttalin, Pratico
Kiwi (SARA LEE).

Deodoranti per ambienti


da preferire non trasparenti da evitare
Glade (JOHNSON WAX).
Air Wick (RECKITT BEN-
CKISER). Ambi-pur
(SARA LEE).
Guanti e spugnette
da preferire non trasparenti da evitare
Sirio (ZOBELE). Vileda (FHP). Actibel, Scotch Brite
(3M); Bravo (COLGATE-
PALMOLIVE). Swiffer
(PROCTER & GAMBLE).
Mapa, Spontex (TOTAL-
FINA-ELF).

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Lucidanti
da preferire non trasparenti da evitare
Argentil, Fabello, Overlay
(BOLTON). Sidol (HEN-
KEL). Pronto (JOHNSON
WAX); Duraglit (RECKITT
BENCKISER). Guttalin
(SARA LEE).
Pellicole per alimenti
da preferire non trasparenti da evitare
Cuki, Domopak (SAIAG).
Scope e stracci
da preferire non trasparenti da evitare
Hi Clin, Kioto, Marisa (CSC). Vileda (FHP). Tonkita Lysoform (UNILEVER).
Scopa Gomma (MELICONI). (SAIAG).
Pippo (SALVIATO).

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SEMPLICI CONSIGLI PER UN CONSUMO RESPONSABILE

Con consumo responsabile non ci riferiamo soltanto ad un consumo


attento a istanze di solidarietà e di rispetto dei diritti, ma anche ad un
consumo che si ponga il problema della sostenibilità ambientale. Una
pratica che si ponga la sobrietà come metodo e come obiettivo.

A cqua
a
Questo bene vitale viene troppo spesso utilizzato nei paesi
occidentali in maniera sconsiderata. Mentre in molti paesi
la popolazione non ha possibilità di accesso all'acqua pota-
bile, in occidente si sprecano mediamente più di 200 litri
di acqua potabile al giorno, anche perché non si differenzia l'acqua
per uso potabile da quella per gli altri usi. In Italia solo l'1% dei 213
litri medi di acqua consumati ogni giorno sono utilizzati per bere.
Ecco alcuni consigli per ridurre questo spreco:
- Fai la doccia anziché il bagno, bloccando il flusso dell'acqua mentre
t'insaponi.
- Chiudi il rubinetto mentre t'insaponi, ti lavi i denti o fai i piatti. Si
calcola che una famiglia di 3 persone può evitare in questo modo di
sprecare ogni anno ben 8.000 litri di acqua.
- Lava frutta e verdura a bagno in un contenitore, non sotto l'acqua
corrente. Non buttare l'acqua di lavaggio di frutta e verdura, ma riu-
sala per altri scopi: innaffiare piante, scaricare il bagno, ecc.
- Applica ai rubinetti dei sistemi per ridurre i flussi dell'acqua.
- Se proprio devi usare lavatrice e lavastoviglie, fallo solo a pieno cari-
co.
- Se puoi, scegli di installare per il water un sistema a rubinetto o
manovella, o, almeno, un sistema di getto a quantità differenziata.
- Evita, nel possibile, di buttare carta nel wc, ma buttala nella spaz-
zatura.
- Se devi lavare un mezzo di locomozione, fallo con acqua non pota-
bile.
- Se hai un giardino, non tagliare l'erba troppo corta e lascia che sotto
le piante ci sia uno strato di foglie secche.

Un altro discorso è legato al consumo di acque minerali rispetto all'ac-


qua del proprio rubinetto perché ritenute più sicure. Ma sarà proprio
vero?
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L'uso dell'acqua potabile è consigliabile perchè:


1. E' più economica di qualunque acqua minerale.
2. Ha un impatto ambientale molto più basso della bottiglia di acqua
minerale più etica.
3. Viene controllata mediamente il doppio delle volte di qualunque
acqua minerale e sicuramente fino alle condutture di casa.
Se non siete sicuri della qualità della vostra acqua, invece di cambia-
re le condutture di casa, potete utilizzare per bere una brocca di fil-
traggio dell'acqua o un purificatore.

Detersivi
Sicuramente costituiscono una delle principali voci di spesa per un
consumatore e, allo stesso tempo, una delle principali fonti di inqui-
namento.
La loro capacità pulente è legata a sostanze come tensioattivi e
fosfati, sbiancanti ottici, che sono molto inquinanti.
Cosa fare per ridurre gli effetti devastanti dell'uso dei detersivi?
Consumare meno e con oculatezza.
Per l'utilizzo dei detersivi (di cui difficilmente si può fare a meno) si possono sce-
gliere quelli che presentano le minori quantità di tensioattivi in etichetta. Una
scelta migliore è rappresentata dai detersivi ecologici, prodotti con sostanze
rispettose dell'ambiente, in vendita presso molti negozi di prodotti biologici e di
commercio equo e solidale.
Inoltre, un sistema che può ridurre l'impatto ambientale dei detersivi è quello
di approvvigionarsi di prodotti alla spina, per ridurre gli imballaggi: riutilizzando
più volte il contenitore si può comprare del detersivo risparmiando sul prezzo e
riducendo la produzione di rifiuti.
Ecco alcune indicazioni per un consumo responsabile di detersivi:

Piatti
Per lavare i piatti, fai a meno della lavastoviglie e lava tutto il possi-
bile con sola acqua, subito dopo l'uso delle stoviglie. Per ridurre il
consumo del detergente conviene metterne qualche goccia diretta-
mente sulla spugnetta e non nell'acqua di rigovernatura.
Per chi volesse spingersi oltre, ricordiamo che una volta si usava, per
questa operazione, del semplice sapone unito a bicarbonato di sodio
o sale, con l'ausilio di una spugnetta metallica per i pezzi più difficili.
L'acqua di cottura della pasta ci risulta essere un ottimo
sgrassante.

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Bucato
Per il bucato a mano conviene usare del semplice sapone di Marsiglia
(che non contiene additivi inquinanti) o sapone a scaglie. In lavatrice
è bene usare prodotti con il maggior grado di biodegradabilità possi-
bile. In alternativa, possiamo autoprodurre il nostro detersivo (vedi il
sito www.biodetersivi.altervista.org, dove è scaricabile il "manuale
detersivi bioallegri"). In ogni caso si consiglia di effettuare i lavaggi
solo a pieno carico e seguire la dose consigliata, anche in base alla
durezza dell'acqua.

Superfici dure
Un'alternativa possibile ai prodotti a base d'ammoniaca, comunemen-
te utilizzati per le superfici dure, è una miscela di acqua, sale e aceto;
per la pulizia dei sanitari si può provare acqua e bicarbonato di sodio.

Energ g ia
a e lettricaa
Installare a casa sistemi solari, eolici, ecc. sarebbe molto
utile per ridurre l'impatto sull'ambiente e risparmiare sulla
bolletta, attraverso contratti di conto energia con il vostro
gestore. Tuttavia, anche se non potete fare queste cose, è
possibile ridurre lo spreco di energia con poche accortezze: sostituite
le lampadine ad incandescenza con quelle a basso consumo; spegne-
re le luci ogni volta che uscite da una stanza; staccare lo scaldaba-
gno quando non lo utilizzate.

Mobilità
Anche se godiamo dell'estrema libertà che i mezzi di tra-
sporto personali ci danno, non sempre siamo consapevoli
del tempo che ci rubano.
Siamo spesso portati a lamentarci dei ritardi dei mezzi
pubblici, ma scarsamente delle ore passate imbottigliati nel traffico.
In molte città, esso rappresenta una vera e propria emergenza
ambientale e gestionale, tanto da richiedere frequenti misure di con-
tenimento come le targhe alterne, il blocco della circolazione, le
domeniche ecologiche.
Cosa possiamo fare?
Possiamo utilizzare di più il trasporto pubblico. Non dimentichiamo
che le ore passate su un treno o un autobus, possono essere utili per
leggere, fare amicizia, rilassarsi, cosa che in macchina difficilmente si

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può fare, dovendo sempre stare attenti alla strada.


Possiamo valutare, in base alle nostre esigenze, se è conveniente o
meno utilizzare o possedere una macchina. Con strumenti come il
car-pooling (condivisione di un gruppo di persone di uno stesso
mezzo per fare uno stesso percorso) e il car-sharing, possiamo ridur-
re il nostro impatto ambientale, senza rinunciare alla voglia di libertà.

TEST
DELL'ASPIRANTE CONSUMATORE RESPONSABILE
Dal sito dei Bilanci di Giustizia, ecco il famoso "test di
Mafalda", un metodo facile facile per sapere se e quanto
siamo consumatori responsabili…
…una sola avvertenza: rispondi sinceramente alle domande... poi
guarda le soluzioni!

1. Quando comperi un prodotto al supermercato, guardi l'etichetta


per sapere dove è stato prodotto o coltivato?
SI' ? NO?
2. Ti è capitato di preparare la pizza, il pane o i dolci in casa, invece
di acquistarli già preparati?
SI' ? NO?
3. Scegli abitualmente di acquistare i prodotti locali che non sono stati
trasportati da lontano?
SI' ? NO?
4. Acquisti il tè e il caffé del commercio equo e solidale, che garanti-
scono un prezzo giusto al produttore?
SI' ? NO?
5. Usi regolarmente la bicicletta, i mezzi pubblici o i piedi... in alter-
nativa all'auto privata?
SI' ? NO?
6. Scegli bevande o altri prodotti confezionati in bottiglie di vetro
vuoto a rendere, invece che in plastica, lattine o tetrapak?
SI' ? NO?
7. Prima di buttare un oggetto rotto o vecchio, cerchi di ripararlo o di
vedere se si può ancora riutilizzare?
SI' ? NO?

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8. Scegli di fare i tuoi acquisti nei piccoli negozi locali, invece che
andare nei centri commerciali o nei grandi supermercati?
SI' ? NO?
9. Acquisti frutta e verdura biologica (coltivata senza uso di prodotti
chimici)?
SI' ? NO?
10. Pensi che con meno oggetti materiali e più tempo a disposizione
potresti essere più felice?
SI' ? NO?

RISULTATI:
Da 0 a 3 sì: Consumatore critico sì, forse più in teoria che in
pratica...
Per diventare "sostenibile" il tuo stile di consumo ha bisogno di ritoc-
chi. Come cittadini di questo mondo e come consumatori siamo in
parte responsabili dei problemi ambientali. Se lo scegliamo, i nostri
stili di consumo possono contribuire a un cambiamento di rotta e
costruire un modello economico sostenibile.
Ne guadagneremmo anche in gusto e gioia!
Se ti va di concretizzare... puoi trovare suggerimenti pratici nel mate-
riale raccolto durante la Campagna Bilanci di Giustizia, dalle esperien-
ze di persone e famiglie che hanno "messo in revisione" i loro consu-
mi, persone e famiglie che, come te, hanno voglia di diventare più
"sostenibili"!

Da 4 a 8 sì: Si può dire che sei un consumatore "sostenibi-


le"...
Potrai confrontare le tue esperienze con altre famiglie, riflettere e
soprattutto sperimentare nuovi stili di vita che rendano più gioiosa la
vita e che contribuiscano a rendere questo mondo un po' meno inqui-
nato e più giusto. Per cambiare, bisogna essere in tanti!

Da 8 a 10 sì: Ma come fai?! Vieni a raccontarci la tua espe-


rienza!
Siamo in cerca di confronti, di idee, di concretezza, per rendere i
nostri stili di vita tutti un po' più sostenibili! Ti aspettiamo ai nostri
appuntamenti (puoi contattarci via telefono o via mail).

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NUOVI STILI
Una scelta di consumo critico e responsabile è propriamente la scel-
ta di uno stile di vita, è "diventare il cambiamento che vogliamo vede-
re", come testimonianza e soprattutto come contributo reale alla
costruzione di un mondo basato sui principi di fratellanza, cooperazio-
ne, solidarietà e rispetto della natura.
In questa sezione vi presentiamo alcuni degli stili di vita legati al con-
sumo critico e all'economia solidale.

Bilaa nci d i g iustizia


a
Nati su proposta dell'associazione Beati i costruttori di pace, rivolta
alle famiglie, i bilanci di giustizia hanno lo scopo di indirizzare i con-
sumi verso un'ottica di solidarietà e sobrietà, in modo graduale e
costante.
Ogni famiglia, o comunità, riorganizza i propri consumi eliminando
gradualmente prodotti e attività considerate insostenibili per l'am-
biente o lesive per la dignità umana, sostituendoli con altri più rispet-
tosi della dignità delle persone e dell'ambiente, seguendo una linea di
sobrietà.
I Bilanci di Giustizia sono organizzati per obiettivi periodici. Con la
compilazione di un bilancio mensile, ogni nucleo familiare indica i pro-
pri consumi e i risultati raggiunti nel conseguire gli obiettivi prefissa-
ti.
I bilanci mensili sono poi inviati al coordinamento nazionale che li pre-
senta pubblicamente per sottolineare l'impatto complessivo della
campagna e l'ammontare totale dei consumi "spostati".
(Maggiori informazioni sul sito www.bilancidigiustizia.it.)

Commercio e quo e s olida a le


Il commercio equo è la relazione tra consumatori sensibili e gruppi di
produttori del sud del mondo, che non riescono ad accedere al mer-
cato, se non a condizioni svantaggiosissime.
Non basandosi essa sul profitto, ma su dignità, solidarietà e relazioni
trasparenti tra le persone, questa forma alternativa di commercio
tende a ridurre gli anelli della catena commerciale, allo scopo di evi-
tare le speculazioni.
Essa ha l'obiettivo di creare un'economia solidale attraverso un com-
mercio giusto, perché basato sui seguenti principi:
- Pagare un prezzo equo per materie prime, prodotti semilavorati e
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finiti, un prezzo che serva a coprire i costi di produzione e a soddisfa-


re i bisogni fondamentali dei produttori e delle loro comunità di base.
- Offrire ai produttori pre-finanziamenti o anticipi sul pagamento, per
evitare che si indebitino nell'approvvigionarsi di materie prime,
sementi o attrezzature.
- Favorire una costante cooperazione tra importatori e produttori.
- Favorire l'inclusione di soggetti svantaggiati (portatori di handicap,
soggetti appartenenti a gruppi sociali emarginati).
- Favorire le pari opportunità di lavoro tra i sessi.
- Favorire le produzioni a basso impatto ambientale e l'agricoltura bio-
logica.
- Favorire prodotti e tecniche tradizionali.

Gli attori principali del commercio equo sono:


1. Produttori organizzati su diverse scale.
2. Le ATO (alternative trade organizations - organizzazioni di com-
mercio alternativo) che svolgono una funzione di importazione, tra-
sformazione e commercializzazione dei prodotti alimentari e/o artigia-
nali.
3. Le organizzazioni che svolgono la funzione di vendita dei prodotti.
Questa, soprattutto in Italia, è affidata alla rete delle Botteghe del
Mondo (BdM) che sono anche luoghi di azione, sperimentazione, e
diffusione delle idee del commercio equo, dell'economia solidale e del
consumo critico.
Talvolta i prodotti equosolidali sono venduti anche nelle reti di distri-
buzione tradizionale, come la GDO (Grande distribuzione organizza-
ta).
(Per maggiori informazioni sul commercio equo si vedano i siti
www.agices.org, www.assobdm.it, www.commercioequo.org,
www.equonomia.it e www.equo.it).

I G ruppi d i A cquisto S olida a le ( GA


AS)
I gruppi di acquisto solidale rappresentano l'applicazione del principio
della solidarietà all'atto dell'acquisto. Non si limitano, infatti, all'inte-
razione tra persone col comune interesse di acquistare merci a prez-
zi vantaggiosi, ma cercano di ottenere qualcosa in più. I GAS tenta-
no di creare un sistema di scambio basato sulla conoscenza, il rispet-
to e la solidarietà. I partner commerciali vengono scelti in base alla
conoscenza, alla vicinanza territoriale e al rispetto di criteri quali la

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tutela ambientale, dei diritti umani e dei lavoratori.


Il concetto di solidarietà inteso dai GAS si estende dai piccoli produt-
tori locali, al rispetto dell'ambiente sino ai popoli del Sud del Mondo
che, a causa dello spreco e dell'ingiusta ripartizione delle ricchezze,
subiscono le conseguenze inique del nostro sistema economico.
(Per avere più informazioni si veda il sito www.retegas.org).

I D istretti d i E conomia a S olida


a le ( DES
S)
I distretti di economia solidale sono reti costituite da diversi soggetti,
accomunati dall'idea della possibilità di costruire un'economia soste-
nibile, che contribuisca a salvaguardare la società e l'ambiente per le
prossime generazioni. Nei DES si cerca di creare soggetti economici
che basino il proprio operato sui criteri dell'economia solidale, ovve-
ro:
- cooperazione;
- giustizia e rispetto tra le persone;
- partecipazione diffusa ai processi decisionali;
- valorizzazione dei territori e delle tradizioni locali;
- destinazione degli utili ad azioni di utilità sociale.

Gli obiettivi principali dei soggetti che fanno parte dei Distretti sono:
- uso comune dei beni e dei servizi, forniti dagli stessi membri del
Distretto;
- investimento degli utili nelle imprese che fanno parte del Distretto;
- la promozione e la diffusione sinergica della cultura dell'economia
solidale, degli stili di vita sobria e del consumo critico.
(Maggiori informazioni si possono raccogliere sul sito
www.recosol.org).

Laa F ina
a nzaa e tica
a
La finanza etica si può definire come l'organizzazione e la gestione dei
servizi d'intermediazione finanziaria, basate sul rispetto di determina-
ti vincoli (tutela ambientale, rifiuto del commercio di armi e del soste-
gno a regimi totalitari) e volte a raggiungere determinati obiettivi, in
linea con questi stessi vincoli.
Le organizzazioni di finanza etica sono nate quando una serie di sog-
getti, titolari di risparmi ed investimenti, hanno voluto scongiurare
che i propri risparmi fossero destinati ad usi che ritenevano non-etici,
come il sostegno ad industrie produttrici di armi.

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Le organizzazioni di finanza etica propongono ai risparmiatori sensi-


bili, una finanza al servizio della comunità, del rispetto dell'ambiente,
della pace e della solidarietà.
Le prime esperienze di finanza etica, in Italia, sono state le MAG
(mutue auto gestione), cooperative di risparmio auto-gestite, nate
con lo scopo di raccogliere risparmi tra i soci e finanziare progetti di
utilità sociale, secondo i principi di trasparenza e partecipazione.
Nel tempo, anche in risposta a cambiamenti nella legislazione italia-
na, alcune MAG, con l'apporto di associazioni del terzo settore, hanno
dato vita ad un processo di convergenza che ha portato alla nascita
della Banca Etica. Attualmente solo alcune MAG (in particolare MAG6
di Reggio Emilia, Mag2Finance di Milano e MAG4 di Torino), continua-
no a svolgere attività di finanziamento e raccolta fondi. La finanza
etica è attiva anche nella creazione di fondi d'investimento etici.
Alcune banche convenzionali hanno seguito questi esempi abbando-
nando attività socialmente deplorevoli, come il commercio delle armi
(nel caso del Monte dei Paschi di Siena) e dando vita a fondi d'inve-
stimento socialmente responsabili.
Un altro campo nel quale si può destinare il proprio denaro ad usi etici
è quello delle assicurazioni, del quale forse il solo gestore etico in
Italia è CAES.
(Maggiori informazioni sulla finanza etica, le MAG e Banca Etica si
possono trovare sui siti www.mag6.it, www.mag4.it, www.mag2.it,
www.bancaetica.it, www.caes.it, www.finanza-etica.it, www.finan-
zaetica.org).

Il T urismo r esponsa a bile


Il turismo responsabile è un modo sostenibile di viaggiare. Il suo
scopo è di ridurre al minimo l'impatto ambientale, salvaguardando le
culture delle popolazioni con cui si entra in contatto. Esso consiste in
un modo di viaggiare consapevole, che cerca di favorire l'incontro tra
i viaggiatori responsabili e le comunità locali. Un scelta di viaggio
responsabile che tende a scongiurare la distruzione dell'ambiente e lo
sfruttamento delle comunità locali, che si fa portatore di principi uni-
versali: equità, sostenibilità e tolleranza.
(Per maggiori informazioni consultare il sito dell'associazione italiana
turismo responsabile www.aitr.it).

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L'aa uto-- produzione


Da bravi consumatori critici e responsabili, dovremmo tener conto che
molti dei prodotti che noi compriamo possono, in realtà, essere auto-
prodotti.
Molti consumatori sono già, inconsapevolmente, auto-produttori:
quando fanno i dolci o la pasta in casa. Anche se questa pratica può
apparire uno scoglio insormontabile, troppo faticosa e dispendiosa in
termini di tempo, dovremmo tener presente che trasformarsi in pro-
duttori è una questione di testa e volontà a fronte di tanti vantaggi
per la salute, l'ambiente e per la sua funzionalità al boicottaggio di
produttori iniqui.
Le possibilità dell'auto-produzione sono molto vaste: si va dalla pasta
al pane, ai prodotti da forno (biscotti e dolci), dai detersivi ai cosme-
tici, dalle erbe aromatiche alla creazione di un piccolo orto sul balco-
ne di casa.
Inoltre l'auto-produzione può essere anche la scelta di un gruppo di
persone che decide di unire le forze per coltivare un orto comunita-
rio, fare il pane assieme, ecc., tendendo più efficacemente a liberarsi
dal mercato, anche attraverso queste piccole pratiche quotidiane, e
recuperando, in tal modo, il contatto con la natura e la gioia di
un'azione consapevole e responsabile.

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Bibliografia

Globalizzazione
CNMS, Nord Sud predatori predati opportunisti, EMI, Bologna, 2005
Bauman, Dentro la Globalizzazione, Laterza. Roma-Bari, 2007
Latouche, Il pianeta dei Naufraghi; Bollati Boringhieri, Torino, 1992
Shiva, Biopirateria, Cuen, Napoli, 1999

Economia solidale
Bonaiuti M. (a cura di,) Obiettivo decrescita, EMI, Bologna 2005
Cacciari P., Ripensare la decrescita, Carta Intra-Moenia, Napoli 2006
Laville J.L., L'economia solidale, Bollati Boringhieri.Torino 1998
Laville J.L., Cattani A., Dizionario dell'altra economia, Sapere2000, 2006
Saroldi A., Costruire economie solidali, EMI, Bologna, 2003

Consumo critico
Adiconsum la Scelta etica, scaricabile dal sito www.consumoetico.info
A.a.v.v., Invito alla sobrietà felice, EMI, Bologna, 2000
A.a.v.v., Fa la cosa giusta, Terre di mezzo, Milano, Diverse edizioni
CNMS Guida al consumo Critico, EMI, Bologna, 2003, prossima edizione 2008
CNMS, Guida al vestire critico; EMI, Bologna, 2006
Codeluppi, La vetrinizzazione sociale, Bollati Boringhieri, Torino, 2007
Cooperativa Pangea-Nientetroppo, Guida al consumo consapevole, Roma, 2006
Correggia M., Cambieresti; Altreconomia Terredi mezzo, Milano, 2006
Gesualdi F.; Manuale per un consumo responsabile, Feltrinelli Milano 2003
Gesualdi F., Sobrietà, Feltrinelli, Milano, 2005
Klein N., No logo, Baldini Castaldi Dalai, Milano, 2007
Luppi P, Tutto da Rifare, Terre di Mezzo, Milano, 2006
Mondo Nuovo, Detersivi bioallegri scaricabile dal sito www.biodetersivi.altervi-
sta.org
Poggio A.., Vivi con stile, Terre di Mezzo, Milano, 2007
Valera L., GAS Gruppi di Acquisto Solidale, Terre di Mezzo, Milano, 2005
Valera L., Bilanci di Giustizia, EMI; Bologna, 2000

Finanza Etica
Adiconsum, Guida alla finanza etica, scaricabile dal sito www.consumoetico.info
Bacciotti E. (a cura di), Dare Credito, Altreconomia Terre di mezzo, Milano, 2007
Baldessone E., L'euro solidale, EMI, Bologna, 2000
Baranes A., Responsabilità e finanza, scaricabile dal sito www.crbm.org
CNMS, Guida al risparmio responsabile, EMI Bologna, 2002
Stitz G., Guida alla finanza critica, EMI Bologna, 1999
.
Commercio equo
Becchetti L. Il commercio equo alla prova dei fatti, Bruno Mondadori, Milano

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2006
Becchetti L., La felicità sostenibile, Donzelli, Roma, 2005
Becchetti L., Paganetto, Finanza Etica e Commercio Equo, Donzelli, Roma, 2005
Perna T. Fair Trade Bollati Boringhieri, Torino, 1998

Software libero
Barale P., Come passare al software libero e vivere felici, Altreconomia Terre di
Mezzo Milano, 2004
Berra M., Informatica solidale 2, Bollati Boringhieri, Torino 2006

Turismo Responsabile
Aime, L'incontro mancato, Bollati Boringhieri, Torino, 2005
Canestrini D., Andare all'altro mondo, Feltrinelli, Milano 2003
Canestrini d., Non sparate sul turista, Bollati Boringhieri, Torino, 2004
Garrone, Turismo Responsabile, Associazione RAM, Recco di Camogli , 2006
Garrone, M, Povero outgoing, Associazione RAM, Recco di Camnogli, 2005
Di Maria U. Turisti responsabili, Terre di Mezzo, Milano, 2004
Di Maria U, Vacanze contromano, Terre di mezzo, Milano, 2004

Riviste
Aamterranuova.
Altreconomia.
Altroconsumo.
Carta.

Sitografia

Globalizzazione
www.attac.it, sito dell'organizzazione ATTAC.
www.beati.org/wto parte del sito dell'associazione Beati i costruttori di pace
relativa all'analisi della Wto e del commercio internazionale.
www.focusweb.org, sito dell'associazione Focus on the global south, che si
occupa di analizzare i diversi aspetti della globalizzazione.
www.twnside.org.sg sito dell'organizzazione Third world network, che si occu-
pa di analizzare gli effetti del commercio internazionale.
www.undp.org, sito del programma di sviluppo delle Nazione Unite, che edita il
rapporto sullo sviluppo umano.

Economia solidale
www.retecosol.org sito delle Rete di economia solidale.
www.decrescita.it sito del Movimento per la decrescita felice.
www.nuovomunicipo.org, sito dell'Organizzazione Nuovo Municipio.

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Consumo critico
www.cnms.it sito del Centro Nuovo Modello di Sviluppo.
www.bilancidigiustizia.it sito dell'associazione Bilanci di giustizia.
www.biodetersivi.altervista.org sito dedicato all'auto-produzione di detersivi
ecologici gestito dall'associazione Mondo nuovo.
www.cambieresti.net, sito del progetto Consumo Ambiente Risparmio energe-
tico Stili di vita (Cambieresti) del comune di Venezia.
www.compraverde.it sito del programma acquisti verdi dell'Assessorato
all'Ambiente della provincia di Cremona.
www.consumoetico.info, sito dell'Adiconsum, dedicato al consumo critico e alla
responsabilità sociale di impresa.
www.corporatewatch.org.uk, sito della rivista Corporate Watch di analisi sulle
multinazionali.
www.ethicalconsumer.org, sito della rivista Ethichal Consumer.
www.greenpeace.it, sito dell'associazione ambientalista Greenpeace, che ha
condotto tra l'altro molti studi sulla presenza di sostanze chimiche dannose in
molti prodotti di uso comune, come cosmetici, scarpe, giocattoli, etc.
www.retegas.org sito nazionale dei gruppi di acquisto solidale.
www.transationale.org, sito dove si posso trovare informazioni su molti gruppi
multinazionali.

Finanza etica
www.bancaetica.com, sito della Banca popolare etica.
www.caes.it, sito del Consorzio assicurativo etico solidale.
www.finanza-etica.it, sito sulla finanza etica in Italia.
www.finanzaetica.org, sito dell'Associazione Finanza etica.
www.mag2.it, sito della Cooperativa finanziaria mag2 finance.
www.mag4.it, sito del Consorzio Cooperativa mag4.
www.mag6.it, sito dell'associazione Mag6 di Reggio Emilia.

Commercio equo
Associazioni di Rappresenzanza:
www.agices.org, sito dell'associazione che gestisce la carta dei criteri italiana
del commercio equo e solidale, che comprende buona parte delle associazioni
italiane del comes.
www.assobdm.it, sito dell'Associazione italiana Botteghe del Mondo, che rap-
presenta parte delle botteghe del mondo italiane.
www.equo.it, sito del consorzio di certificazione Transfair italia.
Centrali di importazione:
www.altraq.it, sito della centrale Altraqualità
www.associazioneram.it, sito della centrale Associazione RAM
www.altromercato.it, sito della centrale CTM Altromercato
www.commercioalternativo.it, sito della centrale Commercio Alternativo
www.equoland.it, sito della centrale Equoland

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www.equomercato, sito della centrale Equomercato


www.liberomondo.org, sito della centrale Liberomondo
roba.coop, sito della centrale Roba dell'altro mondo

Prodotti Biologici
www.alcenerocooperativa.it, sito della cooperativa Alce Nero
www.b-io.it, sito del distributore Ecor
www.baulevolante.it, sito del distribuite Baule volante
www.liberaterra.it, sito che delle cooperative sociali Libera terra, che commer-
cializzano prodotti coltivati su terreni confiscati alla mafia
www.lamadreterra.com, sito della cooperativa La madre terra

Turismo responsabile
www.aitr.it, sito dell'Associazione italiana Turismo Responsabile, che raccoglie
quasi tutti gli operatori italiani di turismo responsabile.
Alcune organizzazioni:
www.ilvagabondo.org, sito dell'associazione culturale il Vagabondo
www.pindorama.it, sito dell'associazione Pindorama
www.ramviaggi.it, sito dell'associazione RAM
www.viaggisolidali.it, sito dell'associazione Viaggi solidali
www.viaggiemiraggi.it; sito dell'associazione Viaggi e miraggi.

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