Sei sulla pagina 1di 4

GOTICO IN FRANCIA

si considera come prima opera gotica il coro della chiesa dell'abate Suger di Saint-Denis. Egli intende l'attività mondana come mezzo
per raggiungere Dio. Naturalmente non è proprio lui che fonda il barocco in Francia, ma non fa altro che rendersi interprete delle
esigenze di una nuova età.
NOTRE DAME XII-XIV PARIGI
La cattedrale francese ha preminente sviluppo verticale, coperta da volte a crociera, ma cambia il rapporto fra la lunghezza e l'altezza,
accentuando il senso di elevazione. La linea prevale sulla massa e il vuoto sul pieno.
L'architettura francese si basa sull'arco a sesto acuto, che risulta dall'intersezione di due archi di cerchio di uguale raggio. Questo arco
scarica di più sui pilastri le due forze risultanti della forza di gravità e ciò permette una grande elevazione della navata centrale,
mentre le navate laterali sono più basse e strette.
All'interno viene accentuato il senso di elevazione perché di formano delle linee sottili che, ripetendosi, danno forma al verticalismo.
Inoltre i fasci di pilastri generano un'ideale unto di fuga che aumenta la distanza fra osservatore e copertura. Lo spazio gotico risulta
illimitato. Anche all'esterno l'edificio gotico risulta ricco e complicato perché si orna di nicchie e di statue. Tutto rientra in uno
schema triangolare che sale fino al punto terminale che è il tiburio. Infine l'equilibrio delle strutture portanti fa si che le pareti
possano essere adornate da vetrate colorate.
GOTICO IN INGHILTERRA
è caratterizzata dall'espansione dell'edificio mediante varie strutture esterne.
CATTEDRALE XII-XIII WELLS
accanto alla cattedrale troviamo varie costruzioni.
La facciata si estende in orizzontale, ma la presenza delle torri gli conferisce un senso verticalizzante. Al centro si trova una grande
trifora che si orna di varie sculture che ne muovono la superficie insieme ai pilastrini.
All'interno la navata centrale è interrotta da un grande arco invertito che conferisce alla costruzione snellezza e movimento.
GOTICO IN GERMANIA
spesso le cattedrali tedesche sono collocate su un'altura e dominano tutte le città sottostanti.
CATTEDRALE DI SAN PIETRO XIX COLONIA
La cattedrale domina il fedele con l'altezza e l'immensità delle su strutture. L'opera subisce un intervento ottocentesco che le
conferisce freddezza e monotonia per le ripetizioni dei motivi decorativi. La cattedrale rispetta i motivi fondamentali del gotico in
tutte le sue parti. All'interno i pilastri compositi e la luce soffusa generano nel fedele un senso di smarrimento e di inferiorità.
NOTRE DAME 1194(dopo un incendio finì nel 1260) CHARTRES
la perfetta armonia delle forme della chiesa è il risultato di una confluenza con l'arte romanica.
Al di sopra del triplice portale e delle te finestre viene collocato il rosone, une degli spetti più antichi dell'architettura gotica. La
navata centrale raggiunge i 16 metri di larghezza e successivamente vi si aggiunsero due navate laterali. La copertura dell'edifico è
fatta con volte ad ogiva e ciò ha richiesto un massiccio utilizzo di contrafforti e di archi rampanti.
La robustezza esterna fa pensare una viva espressione di leggerezza interna. All'incrocio della navata maggiore e del transetto si
innalzano 4 piloni su cui si appoggia tutta la costruzione. Sopra il triforio in ogni campata le finestre gemelle sono separate da una
crociera e sopra di esse c'è un rosone. Le tre porte che fanno da accesso alla navata centrale sono decorate con un piano ben definito:
– quella di destra, detta porta della vergine, raffigura l'ingresso di Cristo nel mondo
– quella a sinistra, detta l'ascensione, raffigura la fine del suo soggiorno tra gli uomini
– quella centrale, raffigura l'ultima venuta di Cristo quando presiederà al Giudizio Universale.
La vita terrena di cristo è stata scolpita nei capitelli delle colonne, mentre negli archivolti sono stati scolpiti molti soggetti , come i
dodici angeli, i 24 dell'apocalisse, i lavori dei mesi, i segni dello zodiaco e le 7 arti liberali. Infine ai lati delle porte sono allineate 19
statue colonne che forse sono tratti dall'Antico Testamento.
IL GOTICO IN ITALIA : GLI INIZI
in Italia l'architettura gotica elabora caratteristiche originali rispetto a quella francese.
ABBAZIE CISTERCENSI
l'ordine cistercense è un ramo dei monaci benedettini che ha sede principale in Borgogna.
Il gotico che essi importano non è il gotico ricco ed esuberante, ma seguono l'insegnamento di S. Bernardo, che sostiene la ricerca di
un'ideale nella bellezza razionale nella semplicità e nella volumetria pura.
Il gotico delle loro abbazie è quindi grandioso ma spoglio, ha tendenze verticali, ma moderate e razionali.
L'ARCHITETTURA FRANCESCANA
la costruzione della basilica in onore a S. Francesco si deve a frate Elisa da Cortona e poiché lo spazio che era disponibile per questa
era molto poco, si decise si sovrapporre i due edifici.
Questa eccezionale disposizione assume un significato simbolico : come il santo è diventato il sostegno della Chiesa cristiana, così il
suo corpo sostiene gli edifici.
Abbiamo un edificio inferiore che, con il suo aspetto basso e buoi quasi a forma di cripta, preparava i pellegrini alla discesa verso il
sepolcro sotterraneo, mentre in quello superiore, alto e luminoso, i fedeli ascoltavano le parole dei predicatori e vedevano dipinte le
storie di S. Francesco.
BASILICA INFERIORE 1228 ASSISI
appare quasi romanica nella sua struttura : è priva di elevazione, le crociere sono larghe, i costoloni hanno una sezione quadrangolare,
i pilastri sono bassi e grossi per sostenere il peso della chiesa superiore. Forte stacco dei costoloni dalle vele, che fa risaltare l'ossatura
della chiesa e che fa notare che ormai siamo nel periodo gotico. La pianta originale comprendeva una sola navata a croce commossa
e con abside semicircolare sporgente. Proprio per l'assenza delle navate laterali lo spazio della navata è unitario : l'uomo torna ad
essere padrone e misura dell'ambiente che lo circonda e le masse dei fedeli si trovano egualitaria mente disposte per ascoltare le
parole del predicatore.
BASILICA SUPERIORE META' DEL XIII ASSISI
anche qui le campate sono quadrate, che permette di moderare l'angolo acuto delle grandi arcate. La luce perciò è ampiamente
diffusa, serena e resa calda dalle vetrate e dal riflesso degli affreschi, dei quali i francescani se ne servono per lezioni didattiche, ma
non solo, infatti questi affreschi essendo colpiti dalla luce, diminuisce l'effetto di aggetto della chiesa e ciò impedisce che la loro
presenza interrompa la continuità della grande aula.
La facciata richiama la tradizionale forma monofamiliare romanica, con il solo inserimento della rosa e del portale binato e anche la
struttura della torre richiama precedenti edifici romanici.
La fiancata alterna le superfici piane delle pareti alle superfici convesse dei contrafforti semi cilindrici. Non si conosce l'architetto,
che però ha creato un archetipo di altissimo valore. Il complesso edificio si erge sul colle di assisi e completamente e armonicamente
inserito nell'ambiente naturale.
IL GOTICO IN ITALIA : GLI SVILUPPI
in Italia il gotico non è solo presente nelle chiese e nelle cattedrali, ma anche negli edifici pubblici.
Nel panorama italiano la regione che si mette particolarmente in risalto è la toscana.
FIRENZE
SANTA MARIA NOVELLA XIII-XIV FIRENZE
l'edificio ha pianta a croce commissa con coro rettangolare fiancheggiato da cappelle che si aprono lungo il transetto. Ha volte a
crociera archiacute, pilastri polistili, profondità spaziale. È spoglia di ornamenti, così da fare risaltare l'ossatura della strutture
portanti, ed è illuminata equamente.
La chiesa ha unità spaziale e vastità di respiro, le arcate di comunicazione sono così alte da eliminare la divisione in tre navate.
La facciata, compiuta da Leon Battista Alberti nel '400, riprende il romanico fiorentino.
SANTA CROCE XII-XV FIRENZE
anche questa ha pianta a croce commissa e presenta cappelle rettangolari lungo il transetto, che però ha l'abside poligonale. L'interno,
sebbene ci siano 3 navate, risulta ugualmente unitario per l'elevazione delle navate laterali e per l'altezza e l'ampiezza delle arcate di
comunicazione. Ne nasce quindi una calma solenne, un'esatta definizione dei volumi e dello spazio. La tradizione è solita attribuire
l'opera ad Arnolfo di Cambio.
SANTA MARIA DEL FIORE XIII-XV FIRENZE
un documento del 1300 prova che la costruzione della chiesa fu affidata ad Arnolfo si Cambio, e che quando morì erano state iniziate
la fiancate e la facciata, che però dovette essere demolita a causa di un incendio. Malgrado la morte di Arnolfo all'inizio dell'opera ,
adesso essa rispetta quasi del tutto il suo progetto : una basilica a 3 navate, in cui la parte terminale delle croce è formata da 3 absidi
poligonali disposte a trifoglio. Quando Francesco Talenti ingrandì la chiesa, si limitò ad allungarla rispettandone la pianta, lasciano lo
stesso numero di campate, ma rendendole quadrate da che erano rettangolari. L'intercolumnio è aumentato, conferendo alle arcate
maggior respiro e accentuando l'unità fra navata centrale e navate laterali.
L'esterno della cattedrale è rivestito da una decorazione a tarsie marmoree che riecheggia quella romanica, anche se non ha niente a
che fare con questa perché è semplicemente una fitta rama ornamentale.
All'interno la severità del grande vano e la fermezza della luce, escludono ogni ornamento accattivante. La sua validità artistica difatti
è affidata esclusivamente alla perfetta rispondenza fra le funzioni portanti e le linee di pietra.
IL CAMPANILE
fu progettato da Giotto e portato avanti negli ultimi anni della sua vita. Non poteva spingersi troppo in alto, ma già il basamento era
sufficiente a condizionarne la forma con 4 pilieri ottagonali. Andrea Pisano continuò l'opera e costruì il piano successivo
aggiungendo due lesene per ogni facciata che però avrebbero appesantito la torre.
Quindi fu esonerato e Francesco Talenti abolì le lesene, accoppiò due bifore alle pareti dei piani superiori e in cima piazzò una grande
trifora. Rinunciò alla guglia che c'era nel progetto di Arnolfo e la sostituì con un cornicione sporgente.
PALAZZO VECCHIO 1298/99-1314 FIRENZE
costruito da Arnolfo di Cambio, è un fortilizio creato per la faziosa rivalità tra le famiglie di Firenze.
Venne incorporata una torre, detta della Vacca, che divide la linea del ballatoio in due segmenti calcolati in sezione aurea. La forma
del palazzo è fortemente stereometrica, ed è definita con esattezza dagli spigoli verticali e dal ballatoio molto sporgente. I merli del
ballatoio sono quadrati, mentre quelli della torre a coda di rondine. Gli archetti che sostengono i due ballatoi sono più larghi e bassi
sotto e più stretti e alti sopra. La pesantezza viene eliminata dall'animazione chiaroscurale e per mezzo del protendersi delle
sporgenze di alcune strutture. Dal corpo principale sporge il ballatoio sul quale si appoggia la torre che in alto presenta un altro
ballatoio a sostegno della cella campanaria.
SIENA
città antica di origine etrusca. Pur possedendo la misura toscana, è fondamentalmente gotica. Tende a concepire la superfici
bidimensionali. Civiltà del colore della linea elegante e della raffinatezza decorativa.
PALAZZO PUBBLICO 1298-1310 SIENA
si compone di tre corpi : uno centrale più alto e due laterali più bassi disposti ad angolo ottuso. La differente altezza dei tre corpi
accentua il verticalismo di quello centrale che un tempo doveva essere ancora più accentuato prima che i laterali venissero alzati di
un piano. E questo slancio lo riceveva anche la torre che sembrava più alta, pur non essendolo, di quella di Firenze. Manca però il
senso della massa, manca la nuda evidenza della pietra, manca la forza delle sporgenze. Tutto si alleggerisce elegantemente per le
numerose aperture : dagli archi sbarrati tipici di Siena alle trifore dei piani superiori. Ciò che domina è la giustapposizione di colori :
il rosso dei mattoni, il grigio della pietra in basso, gli stacchi degli scudi bianconeri, il vivo candore della torre campanaria bianca
contro il cielo azzurro.
DUOMO XII-XIV SIENA
nell'interno a tre navate, predominano le decorazioni a fasce di crome orizzontali che diminuisce l'esattezza delle forme e dei profili.
Essa prelude al colorismo senese ben diverso dal disegno fiorentino.
La facciata, progettata da Giovanni Pisano, è stata iniziata dallo stesso artista nella parte inferiore, ma questa contrasta con la parte
superiore che è stata fatta solo nel XIV secolo. Nel 1339 mutò profondamente il progetto, pensando di trasformare l'edificio nel
transetto di una nuova immensa cattedrale. Al nuovo progetto lavorò Lando di Pietro, ma dopo poco tempo ci si rese conto
dell'enorme costo e della fragilità dell'opera stessa.
ORVIETO
nel suo periodo di maggiore prosperità la città conobbe una trasformazione della città con molti edifici, tra cui il duomo.
DUOMO XIV ORVIETO
la facciata è opera di Lorenzo Maitani : ogni singola parte è coordinata all'insieme. I portali strombati e cuspidati ricordano quelli di
Siena, ma hanno un diverso rapporto fra altezza e larghezza. I 4 pilastri che li inquadrano si spianano pacatamente e allo stesso tempo
si muovono leggermente per le figure rappresentate sopra. La struttura non sfugge verso l'alto grazie ad elementi orizzontali
ribassati o rientranti. La grande facciata tricuspidata riceve riceve particolare significato dall'orientamento verso occidente : il sole
pomeridiano l'accende, ne esalta le forme i colori e la va vivere nello spazio.
ITALIA MERIDIONALE
CASTEL DEL MONTE 1240-1250 ANDRIA
questo edificio nasce da un modulo geometrico ben calcolato. Le misure e le proporzioni dell'edificio sono calcolate in sezione aurea
e in relazione alle ombre determinate da sole al suo ingresso nei vari segni zodiacali. La pianta dell'edificio è ottagonale, mentre
quella dell'interno è trapezoidale. L'edificio è possente ed essenziale. Ne percepiamo l'esistenza volumetrica perché la presenza degli
angoli convessi ne manifesta la tridimensionalità. La forza della struttura è appena ingentilita dal portale di breccia rosata. In ciascun
lato dell'edificio si aprono monofore o bifore, ma il tratto gotico dell'edificio è dato dalla linea orizzontale in alto e dalla cornice che
separa esternamente i due piani dell'edificio.
DIPINGERE LA LUCE
l'uso del vetro colorato si diffuse solo a partire dall'età romana, epoca in cui probabilmente si scoprì il vetro soffiato. Anche in oriente
si iniziò a fare uso di questo vetro colorato anche se con metodi diversi.
Queste vetrate venivano utilizzate a scopo didattico e durante questo periodo aumentarono molto. Le vetrate erano anche utilizzate
come parti integranti degli edifici perché costituiscono una sorta di prosecuzione della parete in pietra. Esse proteggevano gli interni
dalla pioggia e dal vento, lasciando passare la luce, e allo stesso tempo rappresentavano l'illuminazione delle sacre scritture che
allontana l'uomo dal male. Ed è infatti proprio la luce a costituire l parte principale di questo genere di opere perché a differenza della
tavoletta di legno o della tela, la materia traslucida della vetrata è al contempo luce, colore e supporto.
La tecnica era strutturata in più fasi : si iniziava col preparare un modello in scala 1:1 su una tavola di legno ricoperta di gesso, poi su
di questa si poggiavano i vetri colorati che poi venivano tagliati con una punta di ferro incandescente e montati su una cornice. Per
dipingere poi si utilizzava la grisaille, una tinta di colore scuro per modificare la tonalità di alcuni vetri e per sfumare il contrasto fra
due vetri.
In Italia le vetrate più importanti sono quelle della basilica di S. Francesco ad Assisi. Tra il XII e il XIV secolo anche grandi pittori
cominciarono ad occuparsi di questo nuovo tipo di pittura e i mutamenti stilistici che modificarono la pittura ebbero influenza anche
su questa pittura.
GOTICO TARDO
eredita e accentua l'eleganza, la ricchezza e il movimento delle decorazioni dal gotico precedente, perciò viene chiamato “fiorito”,
“tardo” perla sua collocazione cronologica, “cortese” perché è tipico delle corti, “internazionale” in quanto è presente i tutta Europa.
Essendo arte delle classi dominanti è quindi meno soggetto a subire trasformazioni dovute a tradizioni locali. Trova un grande mezzo
espressivo nella pittura, ma anche nell'architettura, per cui viene detto “fiammeggiante” per la ricca decorazione che si agita in curve
e contro curve.
MILANO
il gotico milanese non è quello definito semplice e misurato, ma è il gotico ricco frastagliato, dagli spazi ricchi e illimitati che
simboleggi il prestigio del sovrano.
DUOMO iniziato nel 1386 MILANO
il duomo fu voluto da Gian Galeazzo Visconti dopo il suo matrimonio Isabella di Valois. La costruzione, che iniziata nel 1386 si
concluse nel '800, ha tutta l'esuberanza decorativa del gotico fiorito. All'esterno si arricchisce di pilastri, archi rampanti, gattoni fino a
culminare in alto con il tiburio sormontato dalla statua della madonna vergine. L'edificio è unitario, sena rinunciare alla tradizione
lombarda come si vede nella facciata a due spioventi larga e grave. Le pareti perdono la funzione di struttura portante per fare posto
alle vetrate policrome che fanno entrare la luce nella chiesa. Le luci e le ombre si alternano e si disperdono e la decorazione prende il
sopravvento sulle strutture architettoniche.
VENEZIA
non accoglie molto le forme sostanziali, le idee, le audacie strutturali, quanto la decorazione fiorita nel periodo tardo.
PALAZZO DUCALE XIV-XV VENEZIA
è squadrato ma non ha le caratteristiche di stabilità delle forme geometriche. È aperto nella parte inferiore dal porticato e dal loggiato
superiore. La zona superiore è invece costituita da un'ampia superficie in cui si aprono grandi finestre archiacute e si dispone un
motivo di losanghe in marmo. al vertice del palazzo la serie dei merli costituisce un ornamento che elimina la linea orizzontale.
CA' D'ORO 1422-1440 VENEZIA
l'edificio pare intagliato da trine marmoree con archi di varie forme sovrapposti così da occupare la facciata. Si crea quindi un
diaframma sottile fra esterno e interno in una reciproca integrazione fra il canale e l'edificio.
NICOLA PISANO
Nicola è detto quasi sempre Pisano, tranne qualche volta che viene detto “De Apulia”, forse perché era nato nel meridione anche se è
attestato che lui fosse nato a Pisa. Resta comunque il fatto che la sua formazione riprende una parte quella dell'Italia settentrionale e
l'altra parte l'Italia meridionale.
PULPITO DEL BATTISTERO DI PISA 1260 PISA
a pianta esagonale, è basato su colonnette coronate con eleganti capitelli dalle foglie accartocciate goticamente e sostenenti archetti
trilobi. il parapetto del pulpito si orna di 5 pannelli, divisi da pilastrini rastremati e di colore diverso rispetto ai pannelli figurativi, nei
quali sono rappresentate le Storie di Cristo (natività, adorazione dei magi, presentazione al tempio, crocifissione e giudizio
universale).
PULPITO DEL DUOMO DI SIENA 1265-1268 SIENA
ci lavorò insieme al figlio e ai suoi discepoli Arnolfo di Cambio e Donato Lapo. L'idea era più o meno come quella di Pisa: un
pulpito isolato sostenuto da colonnette con le storie di cristo scolpite sul parapetto, ma oppone il movimento alla calma statica del
primo pulpito. Il pulpito è ottagonale, più vicino quindi alla perfezione del cerchio e i pannelli sono separati soltanto da statuette, in
modo da rendere l'animazione plastica più continua.
Intorno al corpo di Cristo troviamo uno spazio vuoto che lo incornicia e lo potenzia. Non è collocato al centro della composizione ma
è decentrato verso destra così da opprimere in uno spazio ristretto i sacerdoti ebrei che fuggono verso il basso.
CONFRONTO
la natività a Pisa è dominata dalla figura della madonna che è serena, composta e idealizzata come una statua antica: più piccoli in
basso le ancelle e a sinistra Giuseppe.
A Siena invece, mediante la fluidità del marmo e la varietà dei passaggi, si interpretano i diversi sentimenti.
Gli studiosi si sono chiesti che cosa abbia determinato questa evoluzione nel giro di pochi anni e le ipotesi sono molteplici: si pensa
che iniziò a conoscere di più l'arte francese, oppure fu l'influsso dei monaci benedettini, oppure ancora solo per il fatto che gli
ambienti del duomo di Siena e del battistero di Pisa sono differenti.
ARNOLFO DI CAMBIO
nato a Colle Val d'Elsa, lavorò a Roma per Carlo I d'Angiò. Approfondisce lo studio della cultura classica e conosce le opere dei
marmorei laziali, ricavandone il senso del colore.
MONUMENTO A CARLO D'ANGIO' 1277 ROMA
il volto esprime icasticamente la forza del carattere del sovrano attraverso la levigata massa plastica dalla quale emergono gli
elementi indispensabili. Tutto è semplificato, quasi in un recupero di arcaismo per ottenere stabilità ed esprimere la sicura
determinazione.
Il mantello è un tentativo di panneggio, riferimento iconografico agli egizi, per alcuni aspetti si avvicina alla scultura greca arcaica,
volumetria solida che ne accentua la monumentalità classica.
CIBORIO 1285 ROMA
malgrado il goticismo delle sue cuspidi dei gattoni, delle guglie, degli archi lobati, Arnolfo definisce con chiarezza le forme ,
mostrando quella concezione architettonica che è alla base di tutta la sua scultura.
Archi acuti trilobi e nei pennacchi ci sono delle sculture. Ra i pinnacoli ci sono le ghinberghe. Gli abachi impostano delle sculture ad
alto rilievo. Le colonne sono di porfido rosso.
VERGINE DELLA NATIVITA' 1296-1302 FIRENZE
calma e maestosa. Semi sdraiata e appoggiata su un gomito, generava una linea silente che si collegava immaginariamente alla
madonna con il bambino, seduta nella lunetta centrale e che che finiva nella lunetta di destra dove era collocata la dormitio virginis.
La composizione doveva assumere un aspetto unitario e le singole statue sono costruite per blocchi sovrapposti.
GIOVANNI PISANO
figlio del grande Nicola, prende spunto proprio da lui. È un anticlassico perché evita l'idealizzazione e il superamento delle passioni e
in lui c'è una specie di espressionismo, l'urgenza di proiettare al di fuori del proprio mondo interiore.
PULPITO DELLA CHIESA DI SANT'ANDREA 1298-1301 PISTOIA
gli archetti sono acuti : modificano quindi il rapporto tra altezza e larghezza che si trasmette ai lobi taglienti. I capitelli si alzano e le
foglie si proiettano verso l'esterno i rilievi brulicano di un'umanità bruciata.
Fra le figure compaiono le superfici lisce del fondo che fanno loro da contrapposto. Usa frequentemente il sottosquadro, così che le
figure vengono colpite dalla luce. Nella crocifissione deforma coscientemente i corpi, così quello del cristo è quasi spezzato in due.
PULPITO DEL DUOMO DI PISA 1302-1310 PISA
la visione drammatica di Giovanni è esasperata. L'impianto ottagonale e le leggera convessità dei pannelli gli conferiscono un
andamento quasi circolare. Gli archi sono sostituiti da mensole ornate e le colonne sono sostituite da statue o gruppi statuari.
GIUDIZIO UNIVERSALE 1310-1330 ORVIETO
facciata del Duomo fatta da Lorenzo Maitani. I dannati si ammassano in modo sgradevole e mostrano agitazione, ma l'autore non si
rappresenta.
PORTA DI BRONZO 1330 FIRENZE
fatta da Andrea Pisano, è una porta di legno con bronzo. Scene vetero o neo testamentarie. Rettangolo formato da due quadrati. Sui
bordi abbiamo sculture a basso e alto rilievo che trattano temi antropico-naturali.
FONTE MAGGIORE 1275-1278 PERUGIA
monumento simbolo di Perugia. Costruita da Nicola e Giovanni Pisano, fra Bevignate e Maestro Rosso.
24 statue, 50 rilievi, 24 colonne, 48 lastre con cornice .
La fontana è fatta da due vasche di marmo concentriche e da una tazza bronzea. Sembra che sia inserita in un triangolo immaginario
che ha come base il gradine più basso e vertice dove zampilla l'acqua. Lungo la vasca inferiore troviamo sui pannelli binati una serie
di sculture :
– personaggi della storia dell'umanità
– il ciclo della natura con i dodici mesi affiancati ai segni dello zodiaco
– le scienze rappresentate dalle 7 arti liberali
– gruppi di animali che separano i diversi cicli.
In corrispondenza dei 24 spigoli sono collocate altrettante statue, tra le quali spiccano : a nord Euliste, il mitico fondatore di Perugia,
a sud la personificazione di Perugia, a ovest la personificazione di Roma e a est Salomone.
È complicato distinguere lo stile di Nicola da quello di Giovanni, ma sembra che si possano attribuire a Nicola la concezione
architettonica della fontana e le parti scolpite in maniera più sobria, quelle più dinamiche a Giovanni.