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PROGETTAZIONE E GESTIONE

ECOLOGICA
DI
AREE VERDI URBANE

Marco Dinetti
Responsabile Ecologia urbana Lipu
Direttore scientifico Ecologia Urbana
marco.dinetti@lipu.it
www.ecologia-urbana.com
Questa presentazione viene concessa
soltanto per la consultazione personale.

Non può essere:


• ceduta ad altri, in tutto o in parte.
• riprodotta, in tutto o in parte.
• proiettata in ambiti pubblici o fruibili al pubblico.

® Tutti i diritti riservati dell’Autore.


PIÙ DI 150 SLIDE
SPIEGANO COME APPLICARE

il DECRETO MINISTERIALE sui CAM

nella GESTIONE ECOLOGICA


delle AREE VERDI URBANE
INDICE
BIODIVERSITÀ NEGLI ECOSISTEMI URBANI – da 7 a 15
SERVIZI ECOSISTEMICI – da 16 a 22
LA PROGETTAZIONE
PRINCIPI DI BASE DELLA PROGETTAZIONE ECOLOGICA - da
23 a 36
HABITAT REALIZZABILI IN PARCHI E GIARDINI URBANI – da
37 a 42
SCELTA DELLE SPECIE ARBOREE E ARBUSTIVE – da 43 a 48
LA GESTIONE
PARLIAMO DI AMBIENTE, SICUREZZA E SALUTE – da 49 a 57
SOSTITUIRE O CONSERVARE? – da 58 a 72
GLI INTERVENTI GESTIONALI E LE PROBLEMATICHE PIÙ
COMUNI – da 73 a 98
GESTIONE DEI CORSI D’ACQUA – da 99 a 104
RIFERIMENTI NORMATIVI – da 105 a 145
CONCLUSIONI – da 146 a 155
NOTA

Si precisa che le sottolineature nelle slide che


riportano i riferimenti normativi sono state
aggiunte come NdR, per evidenziare alcuni
passaggi ritenuti di particolare rilevanza.
Nazioni Unite:
2020
“Anno internazionale della salute delle piante”

prima volta che organismi vegetali sono


considerati in sé stessi, e non solo perché
forniscono cibo e materie prime per l’uomo

https://www.unric.org/it/ricorrenze/31090-anni-internazionali
BIODIVERSITÀ NEGLI
ECOSISTEMI URBANI
edifici strade

fiume

laghetto

prato
caratteristiche:
- struttura eterogenea e “mosaicizzata”
- topografia modificata
- suolo livellato e impermeabilizzato
- importazione materiali, energia, acqua
giardino
- esportazione rifiuti e inquinanti
- immissione di animali e piante esotiche boschetti
- presenza elevata persone e edifici
HABITAT URBANI
classificazione tipologie ambientali urbane:
Edificato
· centro storico
· abitato del dopoguerra
· zone ruderali, archeologiche
· zone industriali, commerciali, stazioni ferroviarie
Aree verdi alberate
· parchi di vecchio impianto (incluso cimiteri, orti botanici, ville storiche)
· parchi di recente impianto
· giardini alberati
· boschi periferici
· coltivi alberati (oliveti, frutteti, vigneti, pioppeti, ecc.)
Aree verdi non alberate
· coltivi aperti o a seminativo (cereali, ortaggi, ecc.)
· prati, aeroporti
· verde incolto (inclusi i cespugli delle scarpate)
· macchia mediterranea
Zone umide
· corsi d’acqua con rive antropiche
· corsi d’acqua con rive naturali
· specchi d’acqua con rive antropiche
· specchi d’acqua con rive naturali
Coste marine
· coste marine antropizzate (porti, banchine, lungomare)
· coste marine naturali (falesie, spiagge)
Discariche
INURBAMENTO AVIFAUNA

caratteristiche che rendono un uccello selvatico


“adatto” alla vita urbana:

flessibilità e opportunismo
confidenza con gli esseri umani
taglia medio-piccola
habitat di origine rupestre o forestale
abitudini sedentarie
dieta onnivora o vegetariana
disponibilità a vivere in territori piccoli e frammentati
strategia “r” di riproduzione
DUE MODALITÀ DI INURBAMENTO:

ATTIVO
Colonizzazione delle città da parte di un animale.
Insediamento stabile e nidificazione avvengono -di solito-
dopo presenza in inverno (stagione favorevole per clima,
abbondanza di cibo, assenza caccia).

Esempi:
Gabbiano reale Larus michahellis
Tortora dal collare Streptopelia decaocto
Merlo Turdus merula
Gazza Pica pica
Cornacchia grigia Corvus cornix
Storno Sturnus vulgaris
PASSIVO
La specie vive in città “involontariamente”.
Habitat gradualmente accerchiati da espansione urbanistica.
Si verifica nelle periferie.
Coinvolge specie di ambiente: arbustivo, rurale, boschivo,
steppa, zone umide.
La specie riesce a sopravvivere, “adattandosi” all’ambiente
urbano, se rimane una porzione minima di habitat.
Esempi:
Saltimpalo Saxicola torquatus
Beccamoschino Cisticola juncidis
Occhiocotto Sylvia melanocephala
Picchio muratore Sitta europaea
Averla piccola Lanius collurio
AVIFAUNA E ECOSISTEMA URBANO
Le aree verdi giocano ruolo importante nella conservazione
dell’avifauna.
Diversità dei popolamenti di uccelli dipende fattori quali
struttura della vegetazione e ampiezza dei parchi (incide su
ricchezza e numero di coppie).
Aree verdi urbane “non gestite” hanno più specie e coppie.
Copertura vegetazionale: gli alberi offrono siti di nidificazione,
idonei per molte specie.
Cespugli e siepi sono importanti per nascondere i nidi dai
predatori, per offrire rifugio e risorse alimentari.
Connettività tra aree verdi influenza le comunità di uccelli.
(Jokimaki et al., 2014)
Oltre a risorse naturali, in città gli animali sfruttano:
vegetazione, cibo offerto tramite mangiatoie, rifiuti.
Questo:
- aumenta la capacità portante degli ecosistemi urbani.
- Porta ad alte densità delle specie “exploiters”.
(Partecke, 2014)

Distribuzione specie sensibili: condizionata negativamente


da presenza di piante esotiche invasive.
(Rodewald, 2012)

La vegetazione esotica influenza l’avifauna: ricchezza e


diversità diminuiscono.
Densità uccelli alieni correlata con la vegetazione esotica.
Al contrario, la vegetazione autoctona si correla con
ricchezza e diversità degli uccelli nativi.
(Jokimaki et al., 2014)
DOVE TROVARE CONSULENZE UTILI
In generale: Musei di Storia naturale
Avifauna:
Gruppi ornitologici
Associazioni ambientaliste
Erpetofauna (anfibi e rettili):
Societas Herpetologica Italica
http://www-3.unipv.it/webshi/

Pipistrelli (chirotteri):
gruppi di ricerca, es. Museo La Specola - Università
di Firenze (Dott. Paolo Agnelli):
https://www.isprambiente.gov.it/contentfiles/00006700/6769-28-qcn-linee-
guida-chirotteri.pdf
SERVIZI ECOSISTEMICI
SERVIZI ECOSISTEMICI

Classificazione TEEB – The Economics of Ecosystems and


Biodiversity.

Servizi di approvvigionamento: fornitura di materiali e


energia dagli ecosistemi.

Servizi di regolazione:
funzionamento degli ecosistemi.

Servizi culturali: associati ai


benefici per usi ricreativi.
SERVIZI ECOSISTEMICI
DEL VERDE URBANO
BENEFICI AMBIENTALI – ossigeno, riduzione inquinamento,
miglioramento climatico, stoccaggio carbonio.

BENEFICI SOCIALI – ricreazione,


salute e benessere per cittadini.

BENEFICI ECONOMICI – risparmio


energetico, valore immobiliare
(+ 3-33%).

Bolund P. e S. Hunhammar, 1999. Ecosystem services in urban areas.


Ecological Economics 29: 293-301.
Ferrini F. e A. Fini, 2017. Amico albero. Ruoli e benefici del verde nelle
nostre città (e non solo). Edizioni ETS, Pisa.
FUNZIONI dei GRANDI ALBERI
Ricchezza specie invertebrati nei giardini urbani:
dipende da densità grandi alberi (autoctoni e non).
(Shanahan et al., 2014)

Per le specie che


nidificano in cavità,
queste sono
il fattore limitante
principale,
che porta alla
competizione.
(Duckworth, 2014)
Paesaggio: caratterizzazione luoghi, ombra, microclima.

Biodiversità:
- area basale e numero di alberi con diametro ≥ 38 cm
correlato con specie uccelli nidificanti in cavità.
- area basale specie vegetali autoctone correlata con diversità
specie uccelli “non-urbani” (Dinetti e Ascani, 1985)
- età alberi influenza ricchezza specie di uccelli
(Sanesi et al., 2009; Sorace e Gustin, 2014)

Codirosso comune Cinciarella


mantenere alberi longevi,
di grandi dimensioni e in salute

Permettere agli alberi di arrivare a maturità e scegliere


specie che raggiungono grandi dimensioni attraverso la
manutenzione, il monitoraggio e il controllo fito-sanitario
massimizza l’assorbimento di carbonio.

Non solo nuovi impianti, ma anche mantenimento e gestione


del patrimonio arboreo già esistente, sono fondamentali per
sostenere la mitigazione della CO2.

Consiglio regionale del Veneto, 2015. La forestazione urbana. Strumento


di miglioramento ambientale e contrasto ai cambiamenti climatici.
GRANDI ALBERI

Alberi maturi rimuovono inquinanti atmosferici circa 70


volte più di quelli giovani (Nowak e Dwyer, 2007).

Accumulo CO2 da 4-16 kg/anno per piccoli alberi (8-15 cm)


a circa 360 kg/anno per alberi grandi (Ferrini, 2013).

ACCUMULO DI CARBONIO AUMENTA


CON DIMENSIONE ALBERO

Thus, large, old trees do not act simply as senescent carbon reservoirs but
actively fix large amounts of carbon compared to smaller trees.
Stephenson N.L. et al., 2014. Rate of tree carbon accumulation
increases continuously with tree size. Nature 507: 90-93.
LA PROGETTAZIONE
PRINCIPI DI BASE
DELLA PROGETTAZIONE
ECOLOGICA
di aree verdi urbane
NON USARE L’APPROCCIO
DEL FOGLIO BIANCO
La condizione che si verifica pressochè nella totalità dei casi
è che quell’area non è affatto un foglio bianco, come
immaginano i progettisti dei giardini; ma al contrario, di
solito è uno scrigno ricco di preziose presenze.

In questa fase si abbattono o si sradicano alberi, si


estirpano arbusti o intere aree di prato spontaneo. Si fa
tabula rasa di ogni presenza botanica, con mezzi meccanici
e una guerra chimica senza quartiere.

Barison T., 2017. Il manuale del Giardino Naturale. Amazon Fulfillment,


Wroclaw.
Occorre progettare cercando di entrare nella testa (e
nelle esigenze) di cardellini, usignoli, ricci, farfalle &
Co…..

Pettirosso
Criteri di progettazione
ecologico-naturalistica
delle aree verdi urbane

Gli elementi principali per progettare


parchi, giardini e altre aree verdi
“wildlife friendly” sono i seguenti.
Conoscere il contesto ambientale

Elementi principali da conoscere prima di iniziare la


progettazione:

- composizione del terreno.


- paesaggio.
- clima (venti dominanti, temperature minime).
- presenza di strutture e servitù.
- vegetazione potenziale del territorio.
La zonizzazione
Armonizzare la presenza di natura con gli esseri umani che
fruiscono l’area verde.
Individuare zone a uso diversificato, secondo il concetto di
area polifunzionale.
Prevede tre fasce compenetrate:
-“residenziale”, fruizione più intensa (es. aree sportive) con
prati mantenuti bassi da sfalci frequenti.
-“transizione”, frequentazione estensiva (passeggio, relax,
attività ricreative quali disegno e fotografia): gestione più
informale, sfalci saltuari che permettono le fioriture. Sono
presenti alberi e macchie di arbusti intervallate.
-“selvatica”, zone più tranquile (rifugio della biodiversità) con
manutenzione minima e sviluppo spontaneo della
vegetazione arbustiva e arborea. Usi limitati a osservazione
della natura e educazione ambientale (si può prevedere un
accesso regolamentato).
Principio della diversità

Un paesaggio diversificato mette a disposizione molte


“nicchie” (ospita un maggior numero di piante e animali
selvatici).

Esiste una relazione positiva tra la diversità strutturale


dell’ecosistema (strati verticali della vegetazione, varietà
specie floristiche) e la diversità della fauna.

In base allo spazio disponibile, occorre tutelare/ripristinare il


maggior numero di habitat: laghetti, pozze d’acqua, fossati,
prati con gestioni diversificate, macchie di arbusti, boschetti,
filari di alberi, terrapieni, muretti a secco, pergolati e
rampicanti.
Principio delle successioni ecologiche

In natura tutto si trasforma.

Parchi e giardini cambiano nelle stagioni.

Il progetto non deve essere statico, bensì dinamico,


lasciando spazio all’imprevedibilità della natura.

Assecondando il naturale evolversi della vegetazione


risparmieremo in manutenzione e limiteremo le interferenze
ambientali.
Dimensione e spaziatura delle aree

Nella scienza della conservazione, uno dei quesiti principali


è se sia preferibile tutelare poche aree di grandi dimensioni,
oppure molte ma piccole.

Soluzione migliore: mix di aree grandi e piccole.

Queste ultime possono essere frammenti di habitat semi-


naturali: funzione di stepping stones (pietre di guado) delle
reti ecologiche, che permettono agli animali di spostarsi nel
territorio.
Limitare impermeabilizzazione del suolo
…con cemento e asfalto.

Questa è una delle principali caratteristiche di squilibrio degli


ecosistemi urbani.

Soluzioni:
• attorno al piede degli alberi
mantenere una “ciotola” di
terra (senza asfaltare).
• usare autobloccanti a griglia.
Portare la natura in città

Adottare approccio delle


oasi naturalistiche.

Guardare agli ambienti


(urbani e periurbani) con il
criterio del restauratore.

Usare il “pennello fine”,


piuttosto che il rullo e
la pennellessa.
COINVOLGERE LA GENTE:
PROGETTAZIONE PARTECIPATA

Dobbiamo essere contenti se i cittadini si preoccupano degli


alberi e dell’ambiente.

Gli esperti devono informare e guidare


l’opinione pubblica, in modo
razionale e scientifico.

Le campagne informative dovrebbero


essere più assidue, e gestite meglio.
HABITAT REALIZZABILI
IN PARCHI E GIARDINI
URBANI
HABITAT PRINCIPALI
DELLE AREE VERDI URBANE
• laghetto
• prato
• macchia di arbusti
• boschetto e alberature
• giardino roccioso

Lungo il perimetro impiantare siepe folta:


- schermo visivo e acustico.
- filtro per inquinamento e polveri.

Essenze spinose utili come


recinzione, quelle sempreverdi
come frangivento, e sito di nidificazione
per l’avifauna.
LAGHETTI e STAGNI
sponde poco ripide
Piante sommerse: ceratofillo, miriofillo.
Piante galleggianti: ninfee, ranuncolo.
Piante marginali: carice, giunco.

Iris pseudacorus
PRATI

fiori spontanei
SCELTA DELLE SPECIE
ARBOREE E ARBUSTIVE
SELEZIONE DELLE ESSENZE
Scelta delle piante caratterizza:
- paesaggio.
- fisionomia del luogo.
- funzioni ecologiche.

Prima regola: non cadere nella “trappola” delle


monoculture (tutti alberi della stessa specie,
sesti di impianto geometrici).

Progetti ecologico-orientati:
preferire essenze autoctone e adatte alla
situazione climatico-ambientale locale.
Potenziare lo strato di vegetazione inferiore
(arbusti, rampicanti) che in genere è carente:
fondamentale per la biodiversità faunistica.

Gli animali gradiscono:


- alberi e arbusti che producono frutti, bacche e
nettare.
- piante sempreverdi che offrono rifugio e riparo
invernale, mentre quelle spinose e dense sono utili
agli uccelli per costruire il nido in sicurezza dai
predatori.
Arbusti consigliati

sorbi (Sorbus aucuparia, S. domestica, S. aria)


Nocciolo Corylus avellana
Agrifoglio Ilex aquifolium
Alloro Laurus nobilis
Biancospino Crataegus monogyna
Corniolo Cornus mas
Crespino Berberis vulgaris
Frangola Frangula alnus
Fusaggine Euonymus europaeus
Pallone di maggio Viburnum opulus
Ligustro Ligustrum vulgare
Prugnolo Prunus spinosa
Sambuco nero Sambucus nigra
Sanguinella Cornus sanguinea
Spino cervino Rhamnus catharticus
Tino Viburnum tinus
Corbezzolo Arbutus unedo
Alaterno Rhamnus alaternus
Fillirea Phillyrea latifolia
Mirto Myrtus communis

Fillirea
Alberi consigliati

Betulla Betula pendula


Albero di giuda Cercis siliquastrum
Carpino bianco Carpinus betulus
Ontano nero Alnus glutinosa
querce (Farnia Quercus robur, Roverella Q. pubescens)
Leccio Quercus ilex
Orniello Fraxinus ornus
pini (Pinus halepensis, P. pinea)
salici (Salix alba, S. cinerea, S. triandra, S. purpurea)
Acero campestre Acer campetsre
LA GESTIONE
PARLIAMO DI AMBIENTE,
SICUREZZA E SALUTE
ALBERI PERICOLOSI ?

Numero accadimenti fatali intorno a 5-6 morti l’anno.


(Ferrini, 2016)

Avere paura degli alberi e agire come fossero pericoli


pubblici è del tutto irrazionale, e fuori da quello che le
statistiche ci descrivono: per caduta alberi in Italia
ci sono meno di 10 morti all’anno, mentre per incidenti
stradali si hanno circa 10 morti al giorno.

Caduta di alberi e danni relativi non assume rilevanza


statistica, tale da motivare abbattimenti su vasta scala.
Gli Enti pubblici devono garantire la sicurezza.

Ancor prima, devono assicurare un ambiente vivibile, insieme


ai servizi necessari alla qualità urbana.

1) gli alberi hanno un valore in quanto tali.


2) sono essenziali per la nostra esistenza (es. ossigeno).

Gli alberi non sono un optional.

Altrimenti non si dovrebbe svolgere nessuna attività, basti


pensare a quanto rischioso è il mondo dei trasporti.

…come se una compagnia aerea dicesse “gli aerei possono


cadere, allora non li faccio volare”.
“Safety is but one of the many goals to which we aspire; the
mistake is often made is to focus on safety as if it is the only
goal”.
Ci sono più probabilità di essere uccisi da un fulmine o di
vincere la lotteria nazionale, che di morire per la caduta di un
albero.
National Tree Safety Group, 2011. Common sense risk management of
trees. Forestry Commission, Edinburgh.

Occorre razionalità,
soprattutto da parte
dei media.
INQUINAMENTO ATMOSFERICO:
MORTI IN ITALIA
da 65.700 a 76.200 vittime/anno (Agenzia europea per l’ambiente).

91.000 vittime/anno (Relazione annuale 2019 del Comitato per lo


sviluppo del verde pubblico, Ministero dell’Ambiente).

Italia: primo paese UE per morti da biossido azoto (NO2).


rilevamenti 2016: valore più alto decessi prematuri per biossido azoto
(NO2 - 14.600), ozono (O3 - 3000) e secondo per particolato fine
(PM2,5 - 58.600).
UE a 28: smog responsabile di 372mila decessi prematuri.
Agenzia europea per l'ambiente (Aea)
Rapporto annuale sulla qualità dell'aria
https://www.eea.europa.eu/publications/air-quality-in-europe-2019
https://www.eea.europa.eu//publications/air-quality-in-europe-2020-report
760 a 10
ovvero: prima di avere paura degli alberi...

Se gli alberi salvassero solo il 10% della mortalità, sarebbero


più di 7600 vittime, contro 10 (travolte da cedimenti).
Con 1% farebbe 760 vittime contro 10.
Applicando le percentuali di Chen et al. (2014) la forbice
sarebbe tra 3810 e 21.336 vittime risparmiate.

CONFRONTIAMO QUESTI NUMERI:


con neppure 10 morti all’anno per caduta di alberi.

Chen D., Wang X., Thatcher M., Barnett G., Kachenko A. e R. Prince,
2014. Urban vegetation for reducing heat related mortality. Environmenral
Pollution 192: 275-284.
SALUTE, INQUINAMENTO
E VERDE URBANO: emergenza Covid
Distruzione della Natura è alla base della crisi coronavirus
Una buona politica di conservazione della Natura è una misura di
prevenzione vitale.
https://ambiente.tiscali.it/sospianeta/articoli/distruzione-natura-base-crisi-
coronavirus/

Nel 2020 in Italia ci sono stati 74.159 morti per Covid:


http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/homeNuovoCoronavirus.jsp

Inquinamento atmosferico e CoViD-19


https://www.snpambiente.it/2020/04/14/inquinamento-atmosferico-e-covid-
19/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=inquinamento-
atmosferico-e-covid-19
Il Covid si lega alle polveri sottili

Setti L., Passarini F., De Gennaro G., Barbieri P., Perrone M.G., Borelli
M., Palmisani J., Di Gilio A., Torboli V., Fontana F., Clemente L.,
Pallavicini A., Ruscio M., Piscitelli P. e A. Miani, 2020. SARS-Cov-2RNA
found on particulate matter of Bergamo in Northern Italy: First evidence.
Environmental Research 188: 109754.

Gli alberi rimuovono le polveri sottili


dall’atmosfera

Fares S., Sanesi G., Vacchiano G., Salbitano F. e M. Marchetti, 2020. Le


foreste urbane ai tempi del COVID-19 ci proteggono dalle polveri sottili.
Forest@ 17: 48-51.
SOSTITUIRE
O
CONSERVARE?
ALBERI IMMORTALI ?
Una volta raggiunta la dimensione massima, gli alberi
potrebbero mantenere questo status virtualmente per un
tempo infinito.

Anfodillo T., 2005.


Invecchiamento e
senescenza negli alberi:
nuove evidenze e nuove
domande. Forest@ 2 (4):
316-318.
Fonte della perenne giovinezza
Cellule staminali multi potenti: continuano a produrre cellule,
emettendo nuovi elementi che sostituiscono quelli dell’anno
precedente.

Accrescimento degli alberi: può durare per un tempo


indeterminato, contrariamente agli animali dove lo sviluppo
del corpo si arresta a una età predefinita geneticamente.

Ogni anno il germoglio e l’apice radicale si allungano,


producendo nuove foglie e tessuti, e così per un tempo
indefinito.

Accordi S.M., 2018. L’albero vita e morte di un immortale. Edizioni


Altravista, Broni (PV).
Accordi S.M., 2019. L’albero invecchia e muore? Arbor 1: 4-11.
“fine vita” e “turno” per gli alberi in città?

Errata trasposizione degli approcci produttivi,


di gestione forestale.
Verde urbano: obiettivi completamente diversi.

Non c’è corrispondenza tra età cronologica di un


albero e suo sviluppo.
Un albero plurisecolare può essere in perfetta salute.
Ci sono centinaia di alberi secolari e monumentali,
anche in città (294 in elenco MIPAAF).
Drénou C., 2016. Di fronte agli alberi. Il Verde Editoriale, Milano.
ALBERI -ANCHE IN CITTÀ-
SONO “ETERNI” ?
Orto Botanico di Pisa: 8 alberi di oltre un secolo, il più
vecchio un Platano piantato nel 1808.
Orto Botanico di Padova:
Palma di S. Pietro,
messa a dimora nel 1585.

Trento: Platani davanti Tribunale,


piantati all’epoca
di Francesco Giuseppe.

Fratus T., 2017. I giganti silenziosi.


Gli alberi monumento delle città
italiane. Bompiani, Milano.
ALBERI CON CAVITÀ

La cavitazione (…) nella fase di maturità e di vecchiaia,


appare integrata nella fisiologica evoluzione dell’esemplare,
divenendo strutturalmente irrilevante, almeno nell’albero
vigoroso.

Affrontare l’analisi della stabilità degli alberi


senza la consapevolezza della complessità
morfologica a essa sottesa, espressione
di un millenario processo evolutivo di
adattamento nei confronti delle contingenze
ambientali, appare del tutto irrealistico.

Morelli G. e S. Gasperini, 2019. Quando il fusto parla. confronto con


Acer 5/19: 27-35. strutture reticolari
Prima di arrivare a questo..
..valutare sistemi agronomici e gestionali:
- tiranti.
- pali di sostegno.
- recinzioni protettive.
SOSTITUZIONE DEGLI ALBERI
IL CASO DEI PINI DOMESTICI

Qui siamo in un cortile condominiale.

Alcune persone vorrebbero farli abbattere, perché:


- le radici danneggiano la pavimentazione.
RISPOSTA: esistono tecniche innovative di gestione, e si
può decompattare il terreno.
- si ha paura che crollino.
RISPOSTA: evento statisticamente
improbabile, può essere fatta perizia
di stabilità, e interventi agronomici
per migliorare la salute e
messa in sicurezza.
ALCUNE PERSONE GUARDANO SOLO AI
DISVALORI E AI RISCHI IPOTETICI.

E NON CONSIDERANO I MOLTI


BENEFICI, SICURI E QUOTIDIANI:
- produzione ossigeno.
- riduzione inquinanti (polveri sottili).
- miglioramento microclima.
- incremento del valore immobiliare.

Giurisprudenza: afferma che l’abbattimento di un albero


condominiale è una innovazione vietata (codice civile,
articoli 1120-1121) e serve l'unanimità dell'assemblea (non
basta la maggioranza).
CALCOLO DEI SERVIZI ECOSISTEMICI

Pino domestico Pinus pinea

Altezza: 16 metri circa.


Circonferenza: 220 cm (misurata a petto d’uomo).
Diametro: 70 cm.
Piantati negli anni 1951-1953.
Età: circa 70 anni.
Ciascun pino:
• ha accumulato 2.236 kg di CO2 nel legno.
• sequestra annualmente 101 kg di CO2 con la fotosintesi.
• intercetta 0,9 m3 di acqua all’anno (avoided runoff).
• produce 73,6 kg di ossigeno per anno.

Rimuove annualmente:
• 492 gr di O3
• 176 gr di NO2
• 21 gr di PM2,5

VALUTAZIONE PIANTE ORNAMENTALI


(Metodo Svizzero)
Valore pianta = 5,7 x 9 x 8 x 21 = € 8618,4
Arrotondato a € 8.600,00
CALCOLO DELLA PERDITA
DI SERVIZI ECOSISTEMICI
Cosa succederebbe se i pini venissero sostituiti ?

Servizio Pino domestico Tamerice Differenza % perdita


ecosistemico presente attualmente (ipotesi sostituzione) (perdita netta benefici)
Sequestro annuale
CO2 101 Kg 6 kg 95 kg 94,1
Rimozione annua
PM2,5 21 gr 1 gr 20 gr 95,2
Rimozione annua NO2176 gr 4 gr 172 gr 97,7
Acqua intercettata
per anno 0,9 m3 0,01 m3 0,89 m3 98,9
Produzione ossigeno
per anno 73,6 kg 4 kg 69,6 kg 94,6

I calcoli, incluse le prestazioni (modello i-Tree) sono stati realizzati da:


Dr. Rita Baraldi - Istituto per la BioEconomia (IBE) – CNR.
Dr. Fabrizio Cinelli - DESTeC Ingegneria - Università di Pisa.
Stato di fatto.

Ipotesi di sostituzione
con giovani tamerici.

Fotoinserimento: Ing. Agnese Amato.


GLI
INTERVENTI GESTIONALI
E LE PROBLEMATICHE
PIÙ COMUNI
TRAPIANTI:
NON SEMPRE CORONATI DA SUCCESSO
ASFALTATURE E LAVORI
CHE DANNEGGIANO LE RADICI
POTATURA

FINALITÀ (dopo la fase giovanile):


• aumento produzione (non si applica a verde urbano).
• riduzione pericolo di caduta rami.

La potatura dovrebbe essere:


- azione straordinaria.
- mirata e selettiva.
- sia rispetto alle piante, che ai
rami su cui intervenire.
Prassi impiegata in molte zone in Italia è ben diversa:
capitozzature, sbrancature, speronature.

Interventi pesanti, che sfigurano sistematicamente tutti gli


alberi dei viali e dei parchi.
Gli alberi si “nutrono” attraverso le foglie: con potature
drastiche la pianta si indebolisce e perde tutte le funzioni
(servizi ecosistemici).
POTATURE DISTRUTTIVE
Gli interventi che provocano lesioni o modifiche della massa
fotosintetizzante, alterano l’equilibrio interno.

Nell’asse apicale vengono concentrati gli ormoni della


crescita, le auxine, sintetizzate a livello delle foglie.

Accordi S.M., 2018. L’albero vita e morte


di un immortale. Edizioni Altravista,
Broni (PV).

Accordi S.M., 2019. L’albero invecchia


e muore? Arbor 1: 4-11.
SECONDO GLI ESPERTI,
UNA SIEPE EFFICACE PER RIDURRE LE POLVERI SOTTILI
DOVREBBE ESSERE ALTA ALMENO 2 METRI

...il doppio di queste !

POLVERI SOTTILI (particolato - PM10 PM2,5):


- principale inquinante atmosferico.
- molto pericoloso per la salute
(in Italia fino a 91.000 morti all’anno per patologie respiratorie).
- veicolano i virus (Covid incluso).
Barwise Y. e P. Kumar, 2020. Designing vegetation barriers for urban air pollution abatement: a practical review
for appropriate plant species selection. Climate and Atmospheric Science 3: 12.
CONSEGUENZE SULL’AMBIENTE

La vegetazione retrostante inizia a seccare, perché non è più protetta


dalle siepi frangivento lungo il mare.
EFFETTI DELLE CAPITOZZATURE /
SPERONATURE
Si noti la differenza (ritardo) nello sviluppo delle nuove foglie:
- tra alberi recentemente potati (nel dicembre 2019).
- e quelli con chiome meno alterate.
INDEBOLIMENTO DELLA PIANTA
PERDITA DI SERVIZI ECOSISTEMICI

Nelle foto: Platani, Livorno


19 aprile 2020, Viale Petrarca. 2 maggio 2020, Viale Alfieri.
TECNICA CORRETTA:
TAGLIO DI RITORNO
LA GESTIONE DEGLI ALBERI
IN ALCUNE CITTÀ EUROPEE

Londra

Lugano Madrid

Vienna Tallinn
Relazione inversa tra “gestione” e servizi ecosistemici.
Considerare e pesare pro e contro (servizi e disservizi).

disegno di
Martina Binosi
SCENARI GESTIONALI
E LORO CONSEGUENZE
OPZIONE GESTIONE SICUREZZA SERVIZI BIODIVERSITÀ
ECOSISTEMICI

1 Opzione zero: si tolgono


tutti gli alberi dalle città,
e non se ne ripiantano più ++ -- --

2 Gestione drastica: potature


pesanti e molti abbattimenti + - -

3 Gestione ecologica: potature e


abbattimenti mirati + + +

4 Assenza di gestione: nessuna


potatura né abbattimento - ++ ++
SPAZI INCOLTI:
SPESSO NON VENGONO VALORIZZATI
Paesaggio non per usi umani: terreni “abbandonati”,
spesso di piccole dimensioni.

Terreni dove crescono piante, erbe e fiori spontanei:


presenze negative, luoghi di incuria, privi di funzioni
utili?

Diritto di abitazione sul Pianeta Terra: solo per


Homo sapiens?

Ciascun essere vivente ha proprie esigenze e un suo


modo di stare al mondo.
Valore ecologico e naturalistico
dei terreni incolti

Presenza di incolti è importante:


• equilibri ambientali, ad esempio per fronteggiare i rischi
idrogeologici (casse di espansione).
• situazioni di emergenza (necessari spazi aperti).
• le foglie degli alberi catturano le polveri sottili (molto
pericolose per la salute - veicolano i virus, Covid incluso).
• permettono la sopravvivenza a numerose specie di
piante, fiori e animali tra cui piccoli mammiferi, uccelli, rettili,
anfibi come rane e rospi, farfalle e altri invertebrati.
Il paesaggista francese Gilles Clément
definì “terzo paesaggio” l’insieme delle aree
disabitate, rifugi per la biodiversità.
Rappresentano un territorio per specie che
non trovano spazio altrove.
Includono: aiuole spartitraffico, incolti,
parcelle agricole, zone industriali dismesse,
terreni prima sfruttati e oggi abbandonati.
“Il Manifesto del Terzo paesaggio” mette
da parte la contrapposizione tradizionale tra
rurale e urbano, sostituendola con una
definizione tra spazi più o meno gestiti.

Clément G., 2005. Manifesto del Terzo paesaggio.


Quodlibet, Macerata.
Ministero dell’ambiente, 2017
Linee guida per la gestione del verde urbano e prime
indicazioni per una pianificazione sostenibile

https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/comitato%
20verde%20pubblico/lineeguida_finale_25_maggio_17.pdf

pagina 57
Verde incolto: aree verdi in ambito urbanizzato di qualsiasi
dimensione all’interno dei confini comunali non
soggette a coltivazione o ad altra attività agricola ricorrente
o a sistemazioni agrarie, per le quali la
vegetazione spontanea non è soggetta a manutenzioni
programmate e controllo;
In alcune città sta avvenendo una
distruzione sistematica del
paesaggio preesistente
all’urbanizzazione.

…fino all’ultimo
metro quadrato…

rifiuti triturati col trinciastocchi


e lasciati per terra !!
Le piante hanno valore,
anche se non
le abbiamo messe noi.
“SPORCO” ?

“PULITO” ?
GESTIONE DEI PRATI
Progetto Wildflowers
…evitando di farlo finire così..
GESTIONE DI PRATI E ARGINI
Trinciastocchi non è il
mezzo idoneo.

Soprattutto se prima
non vengono tolti
i rifiuti.
GESTIONE
DEI CORSI D’ACQUA
FIUMI “PULITI” ?

Dossier:
“Fiumi in fumo” – Emilia-Romagna.
“Fiumi distrutti” – Toscana.

www.lipu.it/news-natura/notizie/16
-comunicati-stampa/1260-quando-l-
acqua-si-ribella-all-uomo
- primavera 2018: in Toscana sfalciati quasi 10.000
km di corsi d’acqua.

- stima: oltre 100.000 nidi avifauna distrutti.

Gallinella d’acqua
Evidenze scientifiche su ruolo positivo della vegetazione, per
prevenzione del rischio idraulico:
- consolidamento sponde e riduzione erosione.
- regimazione delle piene (aumento scabrezza).
- miglioramento qualità delle acque.
- paesaggio, corridoi delle reti ecologiche, biodiversità.

Guarnieri L. e F. Preti, 2007. Modellazione idraulica degli effetti dovuti


alla gestione della vegetazione riparia. Quaderni di Idronomia Montana
27: 1-13.
Solari L., Paris E., De Cicco P.N., Piccoli F., Francalanci S. e F. Gabellini,
2014. Relazione tecnica finale attività “E1”. Interazione vegetazione in
alveo e corrente: studi sperimentali e indirizzi operativi. Accordo di
collaborazione scientifica tra Regione Toscana e Dipartimento di
Ingegneria civile e ambientale dell’Università degli Studi di Firenze,
Firenze. http://www.regione.toscana.it/-/studi-sull-interazione-
vegetazione-in-alveo-e-corrente
Negli ambienti ripariali disturbati e sfalciati drasticamente ricrescono
densi canneti della esotica e invasiva canna Arundo donax.
IL FIUME “NATURALE” È PIÙ BELLO,
FUNZIONALE E SICURO
RIFERIMENTI NORMATIVI
Distruggere i nidi degli uccelli è un
reato penale
Legge 11 febbraio 1992, n. 157

Art. 1 - La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello


Stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale ed
internazionale.

Art. 3 - È vietata in tutto il territorio nazionale ogni forma di


uccellagione e di cattura di uccelli e di mammiferi selvatici,
nonché il prelievo di uova, nidi e piccoli nati.

Art. 21 - È vietato a chiunque: (..) distruggere o danneggiare


deliberatamente nidi e uova, nonché disturbare
deliberatamente le specie protette di uccelli.
Strategia europea per la Biodiversità
European Commission, Brussels, 20.5.2020 COM(2020) 380 final
COMMUNICATION FROM THE COMMISSION TO THE EUROPEAN
PARLIAMENT, THE COUNCIL, THE EUROPEAN ECONOMIC AND
SOCIAL COMMITTEE AND THE COMMITTEE OF THE REGIONS

EU Biodiversity Strategy for 2030


Bringing nature back into our lives

Global efforts are needed and the EU itself needs to do more and better
for nature and build a truly coherent Trans-European Nature Network.

In addition, in order to have a truly coherent and resilient Trans-European


Nature Network, it will be important to set up ecological corridors to
prevent genetic isolation, allow for species migration, and maintain and
enhance healthy ecosystems.
2.2.8. Greening urban and peri-urban areas

Green urban spaces, from parks and gardens to green roofs and urban
farms, provide a wide range of benefits for people. They also provide
opportunities for businesses and a refuge for nature. They reduce air,
water and noise pollution, provide protection from flooding, droughts and
heat waves, and maintain a connection between humans and nature.

The recent lockdown due to the COVID-19 pandemic have shown us the
value of green urban spaces for our physical and mental wellbeing.
While protection of some urban green spaces has increased, green
spaces often lose out in the competition for land as the share of the
population living in urban areas continues to rise.

This strategy aims to reverse these trends and stop the loss of green
urban ecosystems. The promotion of healthy ecosystems, green
infrastructure and nature-based solutions should be systematically
integrated into urban planning, including in public spaces, infrastructure,
and the design of buildings and their surroundings.
Legge 14 gennaio 2013, n. 10 Norme per lo sviluppo
degli spazi verdi urbani (G.U. n. 27 dell'1 febbraio 2013).
Art. 1. Disposizioni in materia di Giornata nazionale degli alberi.
Art. 2. Modifiche alla legge 29 gennaio 1992, n. 113.
Art. 3. Monitoraggio sull'attuazione della legge 29 gennaio 1992, n. 113
1. Presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare è
istituito un Comitato per lo sviluppo del verde pubblico. Con decreto del Ministro
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare sono definite la
composizione e le modalità di funzionamento del Comitato.
Art. 4. Misure per la salvaguardia e la gestione delle dotazioni territoriali di
standard previste nell'ambito degli strumenti urbanistici attuativi dal
decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444.
Art. 5. Modifica alla legge 27 dicembre 1997, n. 449
(assorbimento delle emissioni di anidride carbonica).
Art. 6. Promozione di iniziative locali per lo sviluppo degli spazi verdi
urbani.
Art. 7. Disposizioni per la tutela e la salvaguardia degli alberi monumentali,
dei filari e delle alberate di particolare pregio paesaggistico, naturalistico,
monumentale, storico e culturale.
Art. 8. Clausola di salvaguardia.
Ministero dell’ambiente, 2017.
Linee guida per la gestione del verde
urbano e prime indicazioni per una
pianificazione sostenibile.
https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivi
o/allegati/comitato%20verde%20pubblico/lineeguid
a_finale_25_maggio_17.pdf

Ministero dell’Ambiente e della Tutela del


Territorio e del Mare.
Comitato per lo Sviluppo del Verde, 2018.
Strategia nazionale del verde urbano.
https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivi
o/allegati/comitato%20verde%20pubblico/strategia_
verde_urbano.pdf
UN IMPORTANTE PASSO IN AVANTI
Decreto n° 63 del 10 marzo 2020 del Ministero
dell'Ambiente, sui criteri ambientali minimi per il servizio
di gestione del verde pubblico (CAM)
Gazzetta Ufficiale anno 161 numero 90.
- Team progettazione multidisciplinari, con esperti in materia naturalistica e
ambientale.
- Articolo 9 dedicato al “Rispetto della fauna”.
- Evitare di praticare la capitozzatura e la potatura drastica (indebolisce gli alberi e
li rende instabili).
- Criteri premianti: promozione di attività educative per le scuole.
- Piano di comunicazione, con coinvolgimento attivo dei cittadini e dei portatori di
interesse.
- Monitoraggio periodico della comunità animale (vertebrata).
- Opera a verde vista come un frammento dell’infrastruttura “green” della città
(Nature-Based-Solution).
- Promozione di corridoi ecologici e di zone con vegetazione spontanea.
- Occhio di riguardo alle specie di piante autoctone.
- Ingegneria naturalistica nella sistemazione idrogeologica di scarpate
e corsi d’acqua.
Visto l’art. 34 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50,
recante «Criteri di sostenibilità energetica ed ambientale»
che stabilisce che le stazioni appaltanti contribuiscono al
conseguimento degli obiettivi ambientali previsti dal «Piano
d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel
settore della pubblica amministrazione» attraverso
l’inserimento, nella documentazione progettuale e di gara,
almeno delle specifiche tecniche e delle clausole contrattuali
contenute nei criteri ambientali minimi adottati con decreto
del Ministro dell’ambiente, della tutela del territorio e del
mare;

Visto il decreto 13 dicembre 2013 del Ministro dell’ambiente


e della tutela del territorio e del mare, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 13 del 17 gennaio 2014, con il quale
sono stati adottati i «Criteri ambientali minimi per il servizio di
gestione del verde pubblico e per l’acquisto di ammendanti,
piante ornamentali e impianti di irrigazione»;
Ritenuto opportuno procedere alla revisione del citato
decreto 13 dicembre 2013 in ragione dell’evoluzione della
normativa nel frattempo intervenuta sulla protezione del
capitale naturale e sul valore dei servizi ecosistemici e
della necessità di adottare un approccio sistemico,
integrato affrontando la gestione del verde pubblico
nell’ambito di una visione strategica del ruolo che lo stesso
può avere per l’ambiente urbano e per la collettività;
Art. 1. - Oggetto e ambito di applicazione

1. Ai sensi e per gli effetti dell’art. 34 del decreto legislativo


18 aprile 2016, n. 50, sono adottati i criteri ambientali minimi
di cui all’allegato 1, parte integrante del presente decreto,
per i seguenti servizi e forniture:

a) servizio di progettazione di nuova area verde o


riqualificazione di area già esistente;

b) servizio di gestione e manutenzione del verde pubblico;

c) fornitura di prodotti per la gestione del verde.


Art. 2. - Definizioni

1. Ai fini del presente decreto si applicano le seguenti


definizioni:

a) servizio di progettazione di nuova area verde o


riqualificazione di area già esistente: selezione delle specie
vegetali adeguate alle caratteristiche pedoclimatiche
regionali, soluzioni di impianti che riducano il consumo delle
risorse e l’emissione di CO2 e di arredo urbano che soddisfi
criteri di sostenibilità, individuazione delle migliori pratiche
ambientali per la gestione del cantiere e programmazione e
pianificazione delle attività di manutenzione post
realizzazione dell’area verde;
Allegato I

B. APPROCCIO DEI CRITERI AMBIENTALI MINIMI PER IL


CONSEGUIMENTO DEGLI
OBIETTIVI AMBIENTALI.

L’attuale revisione ha l’obiettivo di incrementare e valorizzare


il patrimonio del verde pubblico, considerati i noti e importanti
benefici sulla salute umana e sull’ambiente, mediante un
approccio sistematico, integrato ed innovativo alla gestione
del verde intesa sia come manutenzione dell’esistente e sua
valorizzazione e sia come realizzazione del nuovo,
applicando una logica di sistema con una visione olistica
proiettata sul lungo termine piuttosto che mirata
all’immediato e alla gestione delle emergenze.

Tale approccio deve avvenire in tutte le tipologie di gare di


appalto, anche in quelle che riguardano solo l’affidamento di
singoli servizi.
C. RACCOMANDAZIONI PER LE STAZIONI APPALTANTI.

Per garantire l’approccio strategico di medio-lungo periodo,


è essenziale che le stazioni appaltanti, in particolare le
amministrazioni comunali, siano in possesso e applichino
concretamente strumenti di gestione del verde pubblico
come il censimento del verde, il piano del verde, il
regolamento del verde pubblico e privato e il bilancio
arboreo che rappresentano la base per una corretta
gestione sostenibile del verde urbano.

Il Piano del verde rappresenta lo strumento necessario


integrativo della pianificazione urbanistica generale, che
stabilisce, in base alle priorità determinate dalle esigenze
del territorio, gli obiettivi previsti in termini di miglioramento
dei servizi ecosistemici, gli interventi di sviluppo e
valorizzazione del verde urbano e periurbano a lungo
termine, le risorse economiche da impegnare e le modalità
di monitoraggio degli obiettivi raggiunti (previsti dal Piano
stesso) e di coinvolgimento delle comunità locali.
Oltre all’utilizzo di idonei strumenti di gestione che
consentano una corretta pianificazione e gestione del
territorio, un elemento di grande importanza è la garanzia
che i servizi di progettazione e di manutenzione delle aree
verdi vengano commissionati a personale dotato di
competenze tecniche idonee ad effettuare i corretti
interventi sul territorio, evitando interventi qualitativamente
scarsi e persino dannosi che compromettono lo stato di
salute delle piante con conseguente aggravio di costi per la
comunità. Va sottolineato che una corretta manutenzione e
gestione, oltre a migliorare la qualità del verde, riduce la
necessità di interventi di emergenza e previene possibili
eventi pericolosi per le persone e le cose. A tal fine appare
opportuno prevedere requisiti minimi di competenza
posseduti dal personale che svolge il servizio e di
formazione continuativa degli operatori che garantisca la
qualità del servizio nel tempo.
La progettazione per le nuove realizzazioni o per le
riqualificazioni delle aree già esistenti dovrà considerare
come fattore prioritario il loro inserimento nel sistema del
verde urbano esistente, allo scopo di costituire un elemento
integrato della rete di spazi verdi e integrarsi
nell’infrastruttura verde urbana. L’organizzazione spaziale
delle nuove realizzazioni dovrà favorire il massimo
accorpamento delle superfici evitando frammentazione e
collocazioni residuali delle singole aree.

La progettazione dovrà perseguire la qualità estetica e


funzionale ottimizzando costi della realizzazione e della
futura manutenzione. In particolare, per raggiungere
l’obiettivo prefisso di riduzione degli impatti ambientali ed
economici di gestione, dovrà privilegiare specie vegetali
autoctone e rustiche (..)

Gli elementi da considerare nella progettazione e nel


censimento sono riportati rispettivamente nella scheda A) e
nella scheda B) contenute nel documento.
Le aree si devono integrare
nell’infrastruttura verde urbana.

Privilegiare specie vegetali


autoctone e rustiche.
D. CRITERI AMBIENTALI MINIMI PER L’AFFIDAMENTO
DEL SERVIZIO DI PROGETTAZIONE (3) DI NUOVE
AREE VERDI E DI RIQUALIFICAZIONE DI AREE
ESISTENTI (4)

1. Team di progettazione.

Il progetto è elaborato da un team multidisciplinare di


professionisti, con competenze adeguate alla dimensione
dell’area oggetto dell’appalto e alla complessità del
progetto. In particolar modo, per progetti significativi di
nuove aree verdi o di riqualificazione di quelle esistenti, è
assicurata la presenza delle capacità tecniche professionali
fondamentali come quelle relative al campo ambientale,
paesaggistico, naturalistico, forestale, ingegneristico,
geologico e urbanistico (..)
b. Specifiche tecniche.

1. Contenuti del progetto.

Il progetto, alla luce degli obiettivi ambientali definiti dalla


stazione appaltante, che riguardano in particolare gli
aspetti floristici, vegetazionali, paesaggistici, culturali e
sociali, tiene conto degli elementi richiamati nella scheda
A) relativa alla progettazione, di seguito elencati:
criteri di scelta delle specie vegetali (arboree, arbustive e
erbacee) da selezionare e i criteri per la loro messa a
dimora;
soluzioni adottate per la conservazione e la tutela della
fauna selvatica ove pertinente;
(..) eventuali interventi di ingegneria naturalistica atti alla
sistemazione idrogeologica di scarpate o alla
riqualificazione dei versanti o corsi d’acqua, ove pertinente;
NO

SI
E. CRITERI AMBIENTALI MINIMI PER L’AFFIDAMENTO
DEL SERVIZIO DI GESTIONE E MANUTENZIONE DEL
VERDE PUBBLICO (5).

c. Clausole contrattuali.

4. Rapporto periodico.
In base ai servizi richiamati nell’oggetto dell’appalto,
l’aggiudicatario ogni anno deve presentare una relazione
contenente la documentazione che dimostra il rispetto dei
requisiti previsti di seguito per l’esecuzione delle attività
come ad esempio registrazioni sulla formazione e
aggiornamento professionale somministrati al personale (..),
relazione tecnica con descrizione delle attività previste per il
rispetto della fauna, per l’esecuzione di interventi meccanici
senza danneggiare la vegetazione circostante, (..)
6. Piano della comunicazione.

L’aggiudicatario deve proporre e condividere con


l’amministrazione un piano di comunicazione avente lo
scopo di promuovere il coinvolgimento attivo dei cittadini e
dei vari portatori di interesse e di garantire la corretta
informazione dei cittadini e degli operatori in caso di richieste
specifiche al fine di migliorare la valorizzazione delle aree
verdi gestite.

Verifica: proposta di piano di comunicazione nel quale siano


definiti gli argomenti che si intendono comunicare e le attività
di comunicazione con i relativi tempi, modalità e costi di
realizzazione, mirati a garantire la condivisione con i cittadini
e i vari portatori di interesse delle informazioni sugli interventi
previsti favorendo la costruzione del senso di appartenenza
al territorio.
9. Rispetto della fauna.

Le attività di manutenzione, soprattutto dei parchi suburbani


e di aree a forte valenza ambientale, devono essere eseguite
creando il minore disturbo e danno alla fauna presente
nell’area. In particolare, le operazioni di gestione del verde
devono essere svolte prevedendo:
tecniche di taglio del prato che favoriscano vie di fuga per la
fauna presente;

interventi di capitozzatura delle specie arboree ove sia


strettamente necessario, per non ridurre in modo drastico gli
habitat per la fauna (rifugio, nidificazione);

facilitazione alla formazione della lettiera per favorire lo


sviluppo di una ricca coltre di residui organici, ove ciò sia
tecnicamente plausibile o congruente in funzione della
destinazione d’uso dell’area e della tipologia di vegetazione;
il rispetto di quanto previsto dal criterio relativo all’impiego di
prodotti fitosanitari;

fertilizzazione del terreno con sostanze naturali (compost,


letami, un mix di stallatico, stallatico in pellet, etc.);

il rispetto della programmazione prevista dal progetto che


tiene conto di pratiche manutentive del verde e delle opere,
come la pulizia delle fontane, nei periodi di minor disturbo
alla fauna.

Verifica: relazione tecnica (da inserire nel rapporto periodico)


contenente le attività e le tecniche utilizzate per arrecare il
minor danno possibile alla fauna presente nell’area oggetto
dell’appalto. La stazione appaltante programma le opportune
verifiche in sede di aggiudicazione e/o nel corso
dell’esecuzione dell’appalto.
Ridurre il disturbo alla fauna: es. anfibi in città.

Rospo smeraldino Bufo viridis,


si riconosce anche per il tipico canto:
https://www.google.it/search?source=hp
&ei=gDgZX_SvMZCNlwTh1JygDA&q=
rospo+smeraldino+canto&oq=rospo+
smeraldino+can&gs_lcp=CgZwc3ktYWIQ
AxgBMgIIADICCAA6CAgAELEDEIMBOg
UIABCxAzoFCC4QsQM6AgguOggILhCx
AxCDAToICC4QsQMQkwI6BQguEJMCO
gYIABAWEB5QwjdY0WhgynZoAHAAeAC
AAaUEiAGfIZIBDDAuMTUuMy4wLjEuMZ
gBAKABAaoBB2d3cy13aXo&sclient=psy-ab

Rospo comune
11. Manutenzione del patrimonio arboreo e arbustivo.
Gli interventi di potatura devono essere svolti unicamente da
personale competente, in periodi che non arrecano danni
alla pianta e non creano disturbo all’avifauna nidificante ed
effettuati solo nei casi strettamente necessari. (..)
In particolare, l’aggiudicatario deve evitare di praticare la
capitozzatura, la cimatura e la potatura drastica perché
indeboliscono gli alberi e possono creare nel tempo
situazioni di instabilità che generano altresì maggiori costi di
gestione.
La potatura delle siepi e degli arbusti deve prevedere
interventi di manutenzione mirati a tutelare la specifica
funzione delle specie presenti (estetica, difensiva, protettiva
del suolo e della fauna).
Gli interventi di abbattimento degli alberi, quantitativamente e
qualitativamente importanti, devono essere preventivamente
concordati con la stazione appaltante.
Non effettuare potature drastiche
(capitozzature, cimature, speronature).
12. Manutenzione delle superfici prative.

Le attività di manutenzione e cura delle aree verdi orizzontali


(sfalcio e diserbo) devono essere predisposte in base alle
tecniche di gestione differenziata secondo cui la frequenza e
l’attività di intervento viene stabilita in funzione della
tipologia, della destinazione d’uso e della modalità di
fruizione dell’area con il vantaggio economico per la
diminuzione di interventi e ambientale con la crescita di prati
selvatici o fioriti che favoriscono l’aumento della biodiversità
locale e la riduzione dell’impiego di sostanze chimiche, ai
sensi di quanto specificato nelle linee guida elaborate dal
Comitato per lo sviluppo del verde pubblico.
Dove possibile favorire
lo sviluppo di prati selvatici o fioriti.
d. Criteri premianti.

La stazione appaltante, laddove utilizzi il miglior rapporto


qualità prezzo ai fini dell’aggiudicazione del contratto, deve
introdurre uno o più dei seguenti criteri premianti nella
documentazione di gara, assegnandovi una significativa
quota del punteggio tecnico attribuibile.

1. Educazione ambientale.

Si attribuisce un punteggio tecnico premiante nel caso in cui


l’offerente si impegni ad eseguire attività educative rivolte
alle scuole, di ogni ordine e grado del territorio. Tali attività
possono riguardare progetti da svolgere presso le sedi
scolastiche, istituzionali, associative e presso le aree verdi
pubbliche oggetto dell’appalto.
SCHEDA A) - CONTENUTI PER LA PROGETTAZIONE DI
NUOVE AREE VERDI E DI RIQUALIFICAZIONE E
GESTIONE DI AREE ESISTENTI.

Caratteristiche generali per scelta delle specie vegetali.

Ogni opera di verde urbano rappresenta un frammento


della complessa rete dell’«Infrastruttura verde della città».
Affinché tale struttura sia efficace sul piano della fornitura di
servizi ecosistemici, è necessario che risponda ad un
approccio «che copia» criteri e regole di natura (Nature-
Based Solution).

In tale contesto la scelta delle specie impone che:


conformemente agli obiettivi ambientali, paesaggistici,
culturali, sociali, e naturalistici previsti dal progetto il pool di
specie introdotte sia coerente con il sito sia sotto il profilo
floristico che vegetazionale;

le specie selezionate siano autoctone, al fine di favorire la


conservazione della natura e dei suoi equilibri. Laddove si
ravveda che tale caratteristica non sia adeguata all’area
specifica, deve esserne data valida motivazione scientifica
inserita nel progetto, basata su principi di riduzione degli
impatti ambientali e di efficacia dell’operazione di
piantagione, considerando i vincoli paesaggistici
eventualmente esistenti, i limiti stazionali di spazio per la
chioma e per le radici della futura pianta, i sostanziali
vantaggi attesi dall’utilizzo della eventuale specie alloctona
selezionata;
(..)

siano tenuti in debito conto i cambiamenti climatici in corso


nell’area geografica interessata dalla piantagione, e dei
principali fattori di inquinamento presenti, partendo dalle
principali forme di stress rilevabili su piante già esistenti
nell’area interessata;

le nuove realizzazioni, evitando, ove possibile e opportuno,


ogni motivo di monospecificità, comprendano pool di specie
afferenti ad associazioni vegetali coerenti con la serie della
vegetazione potenziale del luogo e con le condizioni
ecologiche specifiche;
Tra gli approcci principali da rivedere:
monotonia progettuale e gestionale.
Conservazione e tutela della fauna selvatica.

È garantita la conservazione e la tutela della fauna


selvatica attraverso il rispetto dei seguenti requisiti:
realizzazione di punti in cui è disponibile acqua;
promozione della connessione del territorio al sistema dei
giardini e delle aree verdi della città attraverso la
realizzazione di corridoi ecologici laddove l’area verde sia
interrotta da infrastrutture viarie;
inserimento di zone con vegetazione permanente
spontanea con assenza di interventi, qualora le
caratteristiche del progetto e dell’area lo consentano;
inserimento di strutture per favorire la
nidificazione/riproduzione (esempio nidi artificiali);
Nidi artificiali.

Punti acqua.
scelta delle specie vegetali in funzione della creazione di
zone per alimentazione, accoppiamento e rifugio per la
fauna;
utilizzo di specie arboree e arbustive caratteristiche della
zona;
utilizzo di specie nettarifere ecc.;
incentivazione della stratificazione della vegetazione
(cespugli bassi, cespugli medi, cespugli grandi e alberi) al
fine di favorire habitat differenziati;
utilizzo in modo equilibrato di specie decidue e specie
sempreverdi con lo scopo di creare rifugi e zone di
occultamento;
inserimento nell’area, qualora sia possibile, di componenti
arbustive per creare macchie e zone di difficile accesso
alle persone.
Incentivare stratificazione
della vegetazione e
presenza di cespugli.
Piano di gestione e manutenzione delle aree verdi.

Per la programmazione e la pianificazione delle operazioni di


manutenzione si devono utilizzare schemi che riportano le
singole operazioni/processi con i periodi ottimali in cui
eseguire gli interventi.

(..)

Inoltre, nella pianificazione del servizio ordinario oltre alle


principali attività quali la conservazione dei tappeti erbosi, la
manutenzione di siepi e arbusti, la manutenzione del
patrimonio arboreo, lo sfalcio dei cigli stradali e gli interventi
di diserbo, sono contemplati:

(..)

il monitoraggio periodico della comunità animale (vertebrata);


ACCORDO STATO-REGIONI

Conferenza permanente per i rapporti tra lo


Stato, le Regioni e le Province autonome di
Trento e di Bolzano

Accordo, ai sensi dell’art. 4 decreto legislativo 28


agosto 1997, n. 281, sul Documento relativo allo
Standard professionale e formativo di manutentore del
verde, predisposto in attuazione dell’articolo 12,
comma 2, della legge 28 luglio 2016, n. 154.
Allegato B – standard formativo
Competenza 1.Curare e manutenere aree verdi, parchi e
giardini (ADA 1.242.806)
Conoscenze: Elementi di botanica generale.
Contenuti/Materie: conoscenze essenziali su morfologia e
fisiologia delle piante e loro importanza negli ecosistemi
naturali.
Competenza 2. Costruire aree verdi, parchi e giardini
(ADA 1.242.805)
Conoscenze: Elementi di coltivazioni arboree.
Contenuti/Materie: elementi di arboricoltura ornamentale,
salvaguardia della biodiversità vegetale ed interazioni tra
le diverse specie e la nutrizione della fauna selvatica.
Conoscenze: Elementi di progettazione del verde.
Contenuti/Materie: conoscenze della progettazione con
riferimento agli aspetti paesaggistici e alla valutazione
degli aspetti legati agli ecosistemi urbani.
CODICE CIVILE

Articolo 892 Distanze per gli alberi

Chi vuol piantare alberi presso il confine deve osservare queste distanze:
- 3 m per alberi di alto fusto.
- 1,5 m per alberi di non alto fusto.
- 0,5 m per viti, arbusti, siepi vive, alberi da frutto di altezza non maggiore
di 2,5 m.

Le distanze anzidette non di devono osservare se sul confine esiste un


muro divisorio, purché le piante siano tenute ad altezza che non ecceda
la sommità del muro.

Art. 893 Alberi presso strade, canali e sul confine di boschi.


Art. 894 Alberi a distanza non legale.
Art. 895 Divieto di ripiantare alberi a distanza non legale.
Art. 896 Recisione di rami protesi e di radici.
PER RIASSUMERE

Mantenimento e valorizzazione degli alberi esistenti


(ovunque possibile – necessità attuale di beneficiare dei
servizi ecosistemici).

Nuove piantagioni e forestazione urbana/periurbana


(attenzione che non tutti i terreni sono idonei – esistono
habitat da conservare, che non sono di tipo forestale:
es. zone umide, prati-pascoli, arbusteti).

Piani di sostituzione graduali e mirati


(ove opportuno).

Incentivo a presenza di alberi maturi e monumentali


(anche senescenti).
cerchiamo insieme dei percorsi per:
1) mantenere le alberature in città (essenziali per qualità urbana).

2) gli alberi (con la A maiuscola) non vanno messi in discussione.

3) nuovi impianti: mettere la pianta giusta al posto giusto.

4) gestione arboricolturale adeguata (controlli regolari, interventi selettivi).

5) miglioramento della sicurezza (sostegni, tiranti, recinzioni, ecc.).

6) togliere alberi in classe D (a patto che perizie siano rigorose e “laiche”).

7) pianificare percorsi di sostituzione graduale, ove opportuno, e con


approccio olistico.

8) coprire inconvenienti che possono capitare, pur gestendo come il


“buon padre di famiglia” (pagamenti per i servizi ecosistemici - PES).

9) forme di accettazione del rischio da parte della società.


PROPOSTA di LEGGE
Tredici associazioni nel giugno 2019 hanno proposto al
Ministero dell’Ambiente una legge integrativa alla 10/2013
“Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”
- normare strumenti dei Comuni: censimento alberi, regolamento, piano del verde,
rete ecologica locale nella pianificazione urbanistica.
- valorizzazione infrastrutture verdi.
- buone pratiche gestionali.
- messa al bando azioni scorrette (potature drastiche: capitozzature).

Le 13 associazioni che hanno proposto la legge:


Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio Onlus - CONALPA
Federazione Nazionale Pro Natura
Lipu - BirdLife Italia
Respiro Verde Legalberi
Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio
Gruppo di Intervento Giuridico Onlus GrIG
Stop Consumo di Territorio
Associazione Medici per l’Ambiente - ISDE
Gruppo Unitario Foreste Italiane - GUFI
Associazione Italiana Professionisti del Verde - AIVP
Erythros (Trapani)
Terra Nuova edizioni
Comitato per la Bellezza
PUNTI QUALIFICANTI
DELLA NOSTRA PROPOSTA di LEGGE

• riconoscimento dei diritti degli alberi, come esseri


viventi.
• gestione del verde privato.
• tutela generale degli alberi, e disciplina degli
abbattimenti.
• impianto sanzionatorio, per chi non rispetta le
norme.
L’ULTIMA SFIDA:
RICONOSCERE I DIRITTI ALLE PIANTE

articolo del Prof. Marcello Di Paola, LUISS, Roma


Acer 5/20
ALBERO: ESSERE VIVENTE E “SENZIENTE”
DOTATO DI “INTELLIGENZA”
Capace a suo modo di prendere
decisioni complesse, comunicare,
stringere alleanze.
Presenza fondamentale per garantire
la vita e le risorse necessarie per l’esistenza
degli animali (esseri umani compresi).

MERITEVOLE DI DIRITTI E DIGNITÀ A PRIORI


Mancuso S. e A. Viola, 2013. Verde brillante. Giunti, Firenze.
Trewavas A., 2016. Plant intelligence: an overview. BioScience 66 (7):
542-551.
Viola A., 2020. Flower Power. Le piante e i loro diritti. Einaudi, Torino.
Convegno online
sul verde urbano
15 maggio 2020

http://www.lipu.it/news-
natura/conservazione-fauna/11-
conservazione/1506-convegni-sul-verde-
urbano-ecco-tutti-i-materiali

https://drive.google.com/drive/folders/1oHW4-
GlsF8mw-
AODhWK_ioP85vgEFMLL?usp=sharing
INDICE
Fabrizio Cinelli (Università di Pisa) - Introduzione
Marco Dinetti (Lipu) - Verde urbano: grande risorsa per la
biodiversità e per le persone
Mario Bencivenni (Italia Nostra) - Il verde urbano: un
patrimonio e un bene comune della città contemporanea,
oggi a serio rischio di sopravvivenza
Alberto Colazilli (Conalpa) - La proposta di
legge: «norme per la tutela e la conservazione degli alberi
e delle infrastrutture verdi in area urbana e periurbana».
Cosa vogliamo proporre e quali sono gli obiettivi e finalità
Ulrike Buratti, Paolo Abram & Katia Zanoner - Intervista
alla Giardineria del Comune di Bolzano sulla gestione del
verde urbano
Lorenzo Orioli - Il verde pubblico in Toscana: la
distruzione sistematica dei monumenti naturali
Servizi ecosistemici del verde urbano
Una proposta di legge per il verde urbano
No alle capitozzature
Rita Baraldi, Fabrizio Cinelli & Agnese Amato - Benefici
ecosistemici degli alberi: Pino domestico
Info e richieste:
Il convegno sul verde urbano di Massa
www.ecologia-urbana.com Barbara De Cesare - Alberi sotto attacco
DOCUMENTO LIPU su VERDE URBANO
e ALBERI in CITTÀ

www.lipu.it

presentato su 4/18 (pagine 31-35)

www.lipu.it/news-natura/notizie/16-comunicati-stampa/1039-natura-in-
citta-le-10-regole-della-lipu-per-salvare-salute-e-biodiversita
FOTO DI:
Paola Ascani
Marco Dinetti
Daniele Selmi

DISEGNO DI:
Martina Binosi

FOTOINSERIMENTO DI:
Agnese Amato

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