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Il principale operatori del sistema economico e la famiglia, per liquori il sistema stesso si costituisce e opera, Le

famiglie possono essere nuclei famigliari comunità, convivenze e single.

Le funzioni economiche delle famiglie: forniscono fattori produttivi (risorse umane e capitali) ottenendo flussi di
redditi (salari, interessi, profitti), consumano beni e servizi, spendendo parte del reddito per soddisfare bisogni,
risparmiano una parte del reddito per consumi futuri, pagano le imposte all’erario e ricevono trasferimenti dallo
stato (disoccupazione).

I consumi determinano il livello di attività delle imprese, in cui il risparmio è la fonte principale del loro finanziamento.

Il lavoro che le famiglie prestano è ricompensato da un salario (entrata principale), forniscono anche i risparmi per i
quali percepiscono rendite e ricevono dallo stato trasferimenti in denaro e in servizi. Il reddito delle famiglie consiste
in consumi, risparmi e imposte.

Il risparmio è la parte di reddito non spesa per aumentare il benessere futuro, successivamente investito per poter
aumentare le capacità produttive. I risparmi possono essere investiti per attività finanziarie destinati alle banche o alla
borsa o per beni reali, un bene di valore sicuro è detto bene rifugio. Il risparmiatore cerca liquidità, redditività,
sicurezza, ma nessuno può assicurarle. Nelle economie arretrate il risparmio è detenuto in forma
liquida o in beni reali improduttivi, è detto tesaurizzazione.

*file reddito*

Lo Stato comprende:

- lo stato propriamente detto, costituito dal governo che prende le decisioni di politica economica;

- gli enti territoriali, Regioni, Province e Comuni;

- gli enti centrali e locali, che si occupano del campo sanitario, previdenziale e assistenziale.

I compiti dello stato riguardano la produzione di servizi pubblici, soddisfano i bisogni pubblici e non sono destinati alla
vendita. La garanzia della crescita dell’economia, essendo il mercato instabile (fase di espansione e di depressione) lo
Stato deve creare una situazione di stabilità. La redistribuzione del reddito, lo Stato deve garantire uno standard
minimo di vita, quindi redistribuisce le ricchezze fra i cittadini, utilizzando anche le scarse risorse disponibili.

Le entrate dello Stato sono ottenute tramite famiglie e imprese attraverso il prelievo fiscale,

- imposte dirette, versate da famiglie e imprese in base al reddito;

- imposte indirette, riscosse dallo stato tramite scambi sul mercato (IVA);

e attraverso il prelievo parafiscale, quindi tramite contributi sociali, ovvero quote pagate da lavoratori e da imprese
(previdenza e assicurazione), oppure ci possono anche essere entrate diverse, come redditi di capitali e vendita di beni
e servizi dalla Pubblica Amministrazione.

Le spese dello Stato comprendono invece, consumi collettivi, prestazioni sociali, interessi passivi, investimenti lordi e
altre spese diverse.

Nel momento in cui entrate < spese si tratta di disavanzo dello Stato ed è finanziato mediante l’emissione di monete e
il debito pubblico.

Inizialmente lo Stato doveva garantire la protezione delle persone e dei beni e l’offerta di beni pubblici indispensabili
alla collettività, successivamente le competenze dello Stato si estesero grazie al pensiero keynesiano e dovette
attuare una politica di regolamentazione economica (stimolare la crescita), assicurazione dei diritti della persona (ex.
istruzione), intervenire per correggere gli squilibri nella distribuzione del reddito (ex. pensioni sociali) e la protezione
dell’ambiente con uno sviluppo sostenibile.

interventi a favore dei cittadini più deboli = Welfare State = Stato del benessere = Stato sociale

*operatore stato schemi*

Per poter raggiungere i suoi obiettivi (ex. sviluppo del reddito) la politica economica si basa su:
- politica industriale;

- politica fiscale di cui obiettivi sono di assicurare la piena occupazione, attuare la redistribuzione dei crediti e
stabilizzare l’economia tramite la manovra delle entrate e delle spese pubbliche, divisa tra politica fiscale
espansiva (riduzione imposte e aumento spesa pubblica) e restrittiva (aumento imposte e riduzione spesa
pubblica);

- politica monetaria.

I sistemi economici hanno diverse forme di partecipazione dello stato e devono rispondere a 3 domande: quali beni,
come, per chi produrli.

Il sistema liberista è basato sui principi della scuola classica, in particolare dell’economista scozzese Adam Smith, il
principio fondamentale su cui è basata è la libertà di iniziativa privata, dove ogni soggetto è libero di decidere quale
risposta dare alle 3 domande. L’imprenditore è la figura centrale, ha il massimo profitto assumendosi il rischio della
produzione e dall’altra parte i consumatori sono liberi di scegliere quali prodotti acquistare. La libertà di iniziativa
presuppone la proprietà privata dei mezzi di produzione. Nel mercato i prezzi sono gli strumenti per l’ottima
allocazione delle risorse del sistema, si formano spontaneamente dall'incontro tra la domanda e l’offerta di beni e
servizi, la domanda assorbe l'offerta, per cui il mercato si trova in una posizione di equilibrio e il sistema economico
non va incontro a crisi di sovrapproduzione.
Il sistema liberista prevede che debba essere escluso l'intervento dello Stato nella vita economica.
Solo con l’affermarsi dei sindacali e il formarsi di una diversa coscienza sociale si ha una efficace difesa dei lavoratori e
una tutela della loro dignità.

Il sistema collettivista nasce dall’elaborazione scientifica di Karl Marx, come reazione al sistema liberista che era
responsabile dello sfruttamento di massa. La priorità di soddisfare i bisogni collettivi rispetto a quelli individuali rende
necessario l'assunzione delle decisioni di politica economica da parte dello Stato che deve rispondere alle 3 domande,
da qui nasce la necessità di abolire la proprietà privata dei mezzi di produzione. La figura dell’imprenditore è
sostituita da quella del funzionario. La scomparsa del profitto porta ad una società senza classi, in cui sono distribuiti i
prodotti in base ai bisogni. Le scelte fondamentali della politica economica vengono effettuate dal governo centrale.
Le risposte alle 3 domande sono date attraverso la pianificazione (=programmazione centralistica).
Questo sistema non è in grado di realizzare gli obiettivi imposti e la libertà dall’uomo è sacrificata dal totalitarismo
politico, offre beni a prezzo politico per questo si son formati mercati paralleli a prezzi elevati non rispettando la
giustizia sociale.

Il sistema di economia mista porta uno sviluppo regolare e continuo del sistema ed è garantito solo da una serie di
interventi dello stato (economia di intervento), caratterizzato da un elevato livello di spesa pubblica. I rapporti fra
imprenditori e forze lavoro sono regolati da una normativa intesa a tutelare i lavoratori. Con la programmazione
pluriennale e con la politica fiscale diretta sono assicurate le entrate, l’attività produttiva e la redistribuzione del
reddito. Ha portato alla riduzione del ruolo dello Stato che opera nell’economia sociale di mercato, garantendo
equità ed efficienza. In questo sistema Stato e mercato convivo e le famiglie sono al centro dell’organizzazione.

*file recessione e polita fiscale espansiva*