Sei sulla pagina 1di 6

Maryja w dziele odkupienia

La Madonna non è «corredentrice», non condivide dunque con Gesù la potestà di redimere
l’umanità dal peccato, e non serve «perdere tempo» con nuovi dogmi che stabiliscono nuovi
titoli. Lo ha detto Papa Francesco nel corso della Messa dedicata alla Vergine di Guadalupe, di
cui oggi cade la ricorrenza, scartando una richiesta che già il Concilio Vaticano II aveva
accantonato.

La questione del titolo di Maria «corredentrice» torna periodicamente nella storia moderna della
Chiesa. La Chiesa già insegna quattro dogmi relativi alla Vergine, ossia la sua perpetua verginità,
la sua dignità come Madre di Dio, la sua Immacolata Concezione e la sua gloriosa Assunzione in
cielo in anima e corpo. Già nel Concilio Vaticano I (1869-1870) ci fu chi sostenne l’idea di un
nuovo dogma per far partecipare Maria della potestà redentrice di Gesù. Pio XI (1922-1939) fu il
primo Pontefice che parlò di Maria corredentrice, Giovanni Paolo II lo ha fatto più volte, ma tutti
i Pontefici hanno rifiutato l’idea di un nuovo dogma. In seno al Concilio Vaticano II (1962-1965)
alcuni vescovi avanzarono anch’essi la richiesta, in particolare, ma Giovanni XXIII e Paolo VI
non la presero in considerazione, non da ultimo perché i protestanti non venerano Maria e una
simile mossa avrebbe rischiato di rovinare i rapporti fra cristiani proprio nel pieno di un concilio
ecumenico. Di recente due anziani cardinali – il messicano Juan Sandoval e l’indiano Telesphore
Toppo – e quattro vescovi si erano rivolti al Papa chiedendo di proclamare il dogma di Maria
corredentrice.
Questo, tuttavia, non nega di per sé la legittimità dottrinale del titolo di corredentrice quando
viene usato con il suo significato proprio nel riferirsi alla partecipazione unica di Maria alla
Redenzione storica compiuta da Gesù Cristo, l'unico divino Redentore.

l titolo di Corredentrice cerca di rappresentare, in una parola, la dottrina ufficiale della Chiesa
della partecipazione impareggiabile di Maria alla Redenzione compiuta da Gesù Cristo, unico
Divino Redentore, che viene ripetutamente riproposto nel Concilio Vaticano II (Lumen gentium,
56, 57, 58, 61) e dal Magistero pontificio degli ultimi tre secoli

La dottrina della corredenzione mariana


La dottrina della corredenzione mariana insegna che la Beata Vergine, per volontà di Dio,
cooperò in un modo unico e singolare nell'opera di redenzione con e sotto il suo divino Figlio.
Secondo San Tommaso d'Aquino, Dio, nella sua onnipotenza, avrebbe potuto redimere la razza
umana in molti modi, ma ha scelto di diventare uomo essendo concepito e nato da una donna.
Lui ha visto questo come il mezzo più appropriato per redimere la razza umana (Summa
theologiae [ST] III q. 1 a. 2). Poiché Dio ha scelto di redimere la razza umana diventando uomo,
aveva bisogno di una Madre per assumere una natura umana e diventare come noi in tutte le cose
tranne il peccato (cfr Eb 4, 15). La Chiesa insegna che «Dio ineffabile… fin da principio e prima
dei secoli scelse e preordinò al suo Figlio una madre, nella quale si sarebbe incarnato e dalla
quale poi, nella felice pienezza dei tempi, sarebbe nato» (Pio IX, Ineffabilis Deus, 8 dic., 1854;
Denz.-H, 2800). La Beata Vergine Maria, quindi, era «predestinata fino dall'eternità all'interno
del disegno d'incarnazione del Verbo, per essere la madre di Dio» (LG, 61). Ella era, in questo
modo, «l'alma madre del Redentore divino, l’associata singolare e piu di ogni altro generosa, e
l’umile serva del Signore» (LG, 61).
La chiesa paleocristiana ha consegnato fedelmente il ruolo unico di Maria nella redenzione
contenuto nella Scrittura e nella tradizione apostolica. La Chiesa post-apostolica del II secolo ha
trasmesso il ruolo corredentore di Maria all'interno del modello primitivo della «Nuova
Eva» rivelato in Genesi 3:15. Proprio come Eva aveva partecipato con Adamo alla perdita della
grazia per la famiglia umana (Genesi 3: 1–7), così Maria, la Nuova Eva, partecipò con Cristo, il
Nuovo Adamo alla restaurazione della grazia per la famiglia umana. Il Vaticano II, in Lumen
gentium, 56, fa riferimento a questa analogia citando Sant'Ireneo, che identifica Maria come
«causa di salvezza per se stessa e per l'intera razza umana» (Adversus haereses, III, 22, 4). Anche
San Girolamo (347–420) riassume sinteticamente l'insegnamento dicendo: «Morte per Eva, vita
per Maria».
La chiesa medievale sottolinea il ruolo della Madonna nella redenzione. San Bernardo di
Chiaravalle (1090-1153) parla della compassione di Maria con Gesù al Calvario e della sua
«offerta di suo Figlio» per la nostra redenzione (Sermo 3 de purificatione); mentre il suo
discepolo, Arnoldo di Chartres (+ 1160), si riferisce alla «co-sofferenza» e alla «co-morte» di
Maria con suo Figlio al Calvario (De Laud. BVM).
La Chiesa insegna anche che Maria ai piedi della croce, «soffrendo profondamente col suo
Unigenito e associandosi con animo materno al suo sacrifico, amorosamente consenziente
all'immolazione della vittima da lei generata» (LG, 58). Perciò, sebbene Cristo sia l'unico
Salvatore della razza umana, Maria, per volontà di Dio, si è associata alla sua offerta sacrificale
in un modo unico e singolare.
Il riconoscimento dell'unione materna di Maria con il sacrificio di Cristo sulla Croce si sviluppò
durante il Medioevo e gradualmente venne insegnato dal magistero della Chiesa. San Pio X,
nella sua enciclica del 1904, Ad diem illum, insegnava che, a causa della singolare associazione
di Maria con Cristo, nel «lavoro di salvezza umana» (humanae salutis opus), «ella ci procura per
merito di partecipazione (de congruo)… ciò che il Cristo ci ha procurato per merito di giustizia
(de condigno)» (Denz.-H, 3370). Il successore di Pio X, Benedetto XV, nella sua lettera del
1918, Inter sodalicia, scrisse che Maria, rinunciò ai suoi diritti materni e, «per quanto dipendesse
da lei, offrì a suo Figlio di placare la giustizia divina; quindi possiamo ben dire che lei, con
Cristo, ha redento l'umanità» (AAS 10 [1919] p. 182). Nella sua lettera apostolica del 1984,
Salvifici doloris, Giovanni Paolo II afferma che «fu sul Calvario che la sofferenza di Maria
Santissima, accanto a quella di Gesù, raggiunse un vertice già difficilmente immaginabile nella
sua altezza dal punto di vista umano, ma certo misterioso e soprannaturalmente fecondo ai fini
dell'universale salvezza» (no. 25).
Questi papi non significano che Cristo, come divino Salvatore, avesse bisogno dell'offerta di
Maria in alcun senso assoluto. Tuttavia, credono che Dio abbia scelto liberamente di associare
Maria all'opera di redenzione in un modo che trascende la cooperazione del resto dei fedeli (cfr
Col 1:24, 2 Cor 4: 9-12 e CCC, 2008 ). Nella sua enciclica del 1954, Ad caeili Reginam, Pio XII
insegna che Maria ha assistito alla nostra redenzione «somministrando la sua sostanza e
offrendola volontariamente per noi, desiderando, chiedendo e procurando in modo singolare la
nostra salvezza» (Denz.-H, 3914). Pio XII continua descrivendo Maria come a Cristo
«associata nella redenzione del genere umano» (redimendi generis humani consors)”(Denz.-H,
3915). Il ruolo cooperativo della Madonna con Gesù nell'opera di redenzione è teologicamente
fondato sul principio cattolico centrale di «partecipazione» in cui noi, come discepoli di Gesù,
condividiamo veramente la sua divina vita di grazia, ma senza aggiungere o sottrarre nulla dallo
stesso Gesù.
Il ruolo della Madonna come corredentrice è il modello umano perfetto che tutti i cristiani
devono seguire partecipando alla grande opera di redenzione di Gesù. Questo viene fatto quando
rispondiamo correttamente alle parole di San Paolo per completare «quello che manca ai
patimenti di Cristo, in favore del suo corpo che è la Chiesa (Colossesi 1:24)», o come Papa San
Giovanni Paolo II ci istruisce «essere corredentori dell’umanità» (Discorso al personale
dell’Ospedale Fatebenefratelli 5 aprile, 1981).
Papa Francesco e la corredenzione mariana
Non c'è nulla nell'omelia di papa Francesco del 12 dicembre che respinga la corredenzione
mariana. Dalle sue precedenti dichiarazioni, è chiaro che afferma questa dottrina. Nella sua
meditazione mattutina per la solennità dell'Annunciazione nel 2016, afferma Papa Francesco:
«Oggi è la festa del “sì”… nel “sì” di Maria c’è il “sì” di tutta la storia della salvezza e
incomincia lì l’ultimo “sì” dell’uomo e di Dio: lì Dio ricrea, come all’inizio con un “sì” ha fatto
il mondo e l’uomo, quella bella creazione: con questo “sì” io vengo per fare la tua volontà e più
meravigliosamente ricrea il mondo, ricrea tutti noi». Papa Francesco riconosce il «sì» di Maria
come espressione del suo ruolo attivo nella storia della salvezza, un ruolo che possiamo
descrivere come corredentore. Durante la sua veglia del 26 gennaio 2019 con i giovani a
Panama, il Santo Padre parlava di Maria come «la donna che ha avuto la maggiore influenza
nella storia». Si riferiva anche alla Beata Vergine come la «influencer di Dio». Maria influenzò
Dio dicendo sì al suo invito e confidando nelle sue promesse.
Papa Francesco afferma anche l'unione di Maria con la missione salvifica di Cristo fino alla sua
morte sulla Croce e nella vita della Chiesa. Nella sua udienza generale del 23 ottobre 2013, lui
nota che ogni azione della Beata Vergine «era compiuta sempre in unione perfetta con Gesù.
Questa unione raggiunge il culmine sul Calvario: qui Maria si unisce al Figlio nel martirio del
cuore e nell’offerta della vita al Padre per la salvezza dell’umanità. La Madonna ha fatto proprio
il dolore del Figlio ed ha accettato con Lui la volontà del Padre, in quella obbedienza che porta
frutto, che dona la vera vittoria sul male e sulla morte».
Il Santo Padre dice anche che «Il “sì” di Maria, già perfetto all’inizio, è cresciuto fino all’ora
della Croce. Lì la sua maternità si è dilatata abbracciando ognuno di noi, la nostra vita, per
guidarci al suo Figlio».
Qui vediamo che Papa Francesco afferma non solo la fruttuosa partecipazione di Maria alla
sofferenza e al sacrificio di Cristo sulla Croce, ma anche la sua maternità spirituale e universale
che abbraccia ognuno di noi.
Altre dichiarazioni di Papa Francesco mostrano che riconosce il ruolo centrale di Maria nella
storia della salvezza. Nel suo discorso del 21 novembre 2013 ad alcune monache benedettine
camaldolesi, esclama: «Dobbiamo molto a questa Madre! In lei, presente in ogni momento della
storia della salvezza, vediamo una testimonianza solida di speranza. Lei, madre di speranza, ci
sostiene nei momenti di buio, di difficoltà, di sconforto, di apparente sconfitta o di vere sconfitte
umane».
In un discorso a braccio ai Servi di Maria il 25 ottobre 2019, Papa Francesco afferma il ruolo
centrale di Maria nell'opera di redenzione. Dice ai Servi di Maria che i loro fondatori «hanno
lasciato tutto per farsi servi, servi della Madonna, perché hanno capito il ruolo della Madonna
nella redenzione, ruolo che tante volte le teologie cosiddette “moderne” dimenticano. Ma la
Madonna ci ha portato Gesù! E i vostri Fondatori hanno capito questo, hanno capito e si sono
fatti servi».
Anche Papa Francesco afferma il ruolo di Maria nella mediazione della grazia. Nella sua
preghiera dell'8 dicembre 2017 si riferisce alla Beata Vergine come «Madre di grazia e di
Misericordia» le cui mani aperte «lasciano scendere sulla terra le grazie del Signore». Ha anche
parlato di Maria come «ausiliatrice» e come la «Regina dei santi e Porta del cielo».
Tutti questi riferimenti - che possono essere moltiplicati - mostrano che papa Francesco accetta e
afferma l'insegnamento cattolico sulla corredenzione mariana e sulla mediazione della grazia.
Lui vede chiaramente il «sì» di Maria come un momento centrale nella storia della salvezza e
riconosce la sua unione con il sacrificio di Cristo sulla Croce come spiritualmente fruttuoso.
Nella sua lettera del 13 agosto 2019 ai genovesi nel primo anniversario del terribile crollo del
Ponte Morandi, li indica a Maria sotto la Croce soffrendo con suo Figlio: «Ma vorrei anche dirvi
che Gesù sulla croce non era solo. Sotto quel patibolo c’era sua madre, Maria. Stabat Mater,
Maria stava sotto la croce, a condividere la sofferenza del Figlio.Non siamo soli, abbiamo una
Madre che dal Cielo ci guarda con amore e ci sta vicino. Aggrappiamoci a Lei e diciamole:
“Mamma!”, come fa un bambino quando ha paura e desidera essere confortato e rassicurato».
Il titolo «Corredentrice»
Durante il Medioevo Maria cominciò ad essere identificata come la «redemptrix». Nel X secolo,
un innario francese includeva queste parole rivolte a Maria: «Redemptrix santa del mondo prega
per noi». Il termine «redemptrix» era capito in subordinazione a Cristo, il Redentore, proprio
come la mediatrice era capito in subordinazione a Cristo, l'unico mediatore (cfr. 1 Tim 2, 5).
Santa Caterina da Siena (1347 – 1380) parlava di Maria come «la redemptrix della razza
umana» perché la Beata Vergine forniva carne alla Parola di Dio che ci ha redenti con la sua
passione mentre Maria condivideva la sua passione con la «tristezza di corpo e mente» (Oratio
XI).
Durante il XIV e il XV secolo, tuttavia, fu aggiunto il prefisso «co» dal latino cum (con) per
chiarire che il ruolo di Maria nella redenzione era con e sotto Cristo, il Redentore. Il
gesuita Alfonso Salmeron (1515 – 1585), per esempio, credeva che Gesù, sebbene non avesse
bisogno dell'aiuto di sua madre, voleva tuttavia che ella condividesse la sua opera di redenzione
come «Corredentrice» (Commentarii, vol. 10, tr.41).
Durante il pontificato di Pio X (1903 – 1914) il titolo mariano di corredentrice ha ricevuto
l'approvazione magistrale ufficiale. Nel 1908 la Sacra Congregazione per i Riti si riferiva a
Maria come «la misericordiosa corredentrice del genere umano» (Acta Sanctae Sedis [ASS] 41
[1908], p. 409). Nel 1913, il Sant'Uffizio approvò una preghiera che invocava Maria come
«nostra corredentrice» (Acta Apostolicae Sedis [AAS] 5 [1913], p. 364). Nel 1914 lo stesso
Sant'Uffizio approvò una preghiera che si appellava a Maria come «corredentrice del genere
umano» (AAS 6 [1914], p. 108). Papa Pio XI si riferì pubblicamente a Maria come corredentrice
in tre diverse occasioni e Giovanni Paolo II usò il titolo almeno sei volte. Per esempio, nella sua
udienza generale del 10 dicembre 1980, invitò i malati a trasformare il loro dolore «in amorosa
offerta, ad imitazione della Madonna, la Corredentrice». Altri riferimenti a Maria come
corredentrice» di Pio XI e Giovanni Paolo II possono essere trovati qui.
Sebbene Pio XI e Giovanni Paolo II si riferissero a Maria come «corredentrice» in contesti
pubblici, altri papi recenti non lo hanno fatto. Papa Pio XII, come cardinale Pacelli, si riferiva a
Maria come «corredentrice» durante l'Ora Santa a Lourdes nel 1935, ma non ha mai usato
pubblicamente il titolo durante il suo pontificato. C'è una differenza, tuttavia, tra il non utilizzo
del titolo e il rifiuto del titolo. Il titolo di Corredentrice fa parte della Tradizione della Chiesa dal
XIV secolo ed è stato usato correttamente per identificare l'impareggiabile cooperazione della
Madonna nella Redenzione da parte di papi, santi, mistici, vescovi, clero, teologi e fedeli del
Popolo di Dio, compresi i santi recenti come San Pio da Pietrelcina, San Massimiliano Kolbe,
Santa Teresa Benedetta della Croce, San Josemaría Escrivá, Santa Teresa di Calcutta, San
Giovanni Enrico Newman, e ancora, Papa San Giovanni Paolo II. La grande veggente di Fatima,
suor Lúcia, usa e spiega in modo sublime il titolo di corredentrice per Maria in sette occasioni
nella sua ultima scrittura, «Gli appelli del messaggio di Fatima».
Ci sono state anche comunità religiose approvate che si dedicano a Maria come corredentrice. Si
può menzionare la Congregazione Figlie Maria SS. Corredentrice, fondata a Catania, in Italia nel
1953 e approvata nel 1964; la Pia Associazione di Maria SS. Corredentrice, approvata
dall'Arcivescovo di Reggio Calabria, nel 1984; l'Hijas de Maria Immaculada y Corredentora
(Lima, Perù), fondata nel 1978 e approvata nel 1980; l'Instituto de Misioneras de Maria
Corredentora (Ecuador), fondato nel 1964 e approvato nel 1969; e la Associación de Fieles al
Servicio de María Corredentora e Reina de la Paz (Venezuela), fondata e approvata nel 1992
dall'arcivescovo di Barquisimeto, Venezuela. Va anche notato che il seminario della Società di
San Pio X (SSPX( situato a Moreno, Buenos Aires, Argentina si chiama Seminario Nuestra
Señora Corredentora (Seminario di Nostra Signora Corredentrice). Come è noto, Papa Francesco
ha sempre mantenuto un rapporto cordiale con la Società di San Pio X nella sua nativa
Argentina, e si impegna a integrare ufficialmente la Compagnia nella vita della Chiesa cattolica.
Per quanto ne sappia, non ha mai obiettato al nome di questo seminario SSPX.
Alcune persone rifiutano il titolo di «corredentrice» perché credono che suggerisca l'uguaglianza
tra Gesù e Maria nell'opera di redenzione. Nulla, tuttavia, potrebbe essere più lontano dalla
verità. Gesù non viene mai definito come il «Corredentore» con Maria, ma solo come «il
Redentore». Il prefisso «co» deriva dal latino, cum (con) e, in questo contesto, non suggerisce
equivalenza. I genitori sono chiamati «co-creatori» con Dio, ma la loro collaborazione nel far
nascere una nuova vita non li rende «creatori» uguali a Dio. Allo stesso modo, San Paolo afferma
che siamo «collaboratori» di Dio in 1 Cor 3: 9, ma ciò non significa che il nostro lavoro sia
comunque equivalente a quello di Dio.
Alcune persone credono anche che Papa Francesco abbia respinto il titolo mariano di
corredentrice come follia nella sua omelia del 12 dicembre 2019. Questo, tuttavia, non era il
caso. Nel testo dell'omelia, il riferimento alla follia arriva a sei paragrafi dopo il riferimento alla
«corredentrice». Il Santo Padre dice: «Quando vengono da noi con storie su come dichiarare
questo, o fare questo o quell'altro dogma, non perdiamoci nella follia. Maria è donna, lei è la
Madonna, Maria è la Madre di suo Figlio e della Santa Madre Chiesa Gerarchica...» (« Cuando
nos vengan con historias de que había que declararla esto, o hacer este otro dogma o esto, no nos
perdamos en tonteras: María es mujer, es Nuestra Señora, María es Madre de su Hijo y de la
Santa Madre Iglesia jerárquica…). Papa Francesco desidera avvertirci di non perderci nella follia
essendo così preoccupati per i nuovi dogmi mariani che dimentichiamo ciò che è essenziale in
Maria come donna, madre e Madre della Chiesa. Papa Francesco vuole accentuare Maria come
nostra Madre e Madre della Chiesa. Ciò è dimostrato dal libro intitolato «È mia madre (incontri
con Maria)», basato su alcune interviste del Santo Padre di p. Alexandre Awi Mello, ora
segretario del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita.
Sebbene il Santo Padre abbia attualmente una certa posizione sui nuovi dogmi mariani, non c'è
nulla che possa impedire un ulteriore sviluppo del suo atteggiamento. Questo era chiaramente il
caso della sua posizione sulle apparizioni di Medjugorje. Dal suo precedente atteggiamento un
po’ negativo, Papa Francesco ha recentemente deciso di concedere un permesso senza precedenti
per i pellegrinaggi ufficiali a Medjugorje, anche prima che sia stata determinata la parola finale
sull'autenticità delle apparizioni.
La devozione mariana di papa Francesco
Papa Francesco ha fortemente ribadito, nella sua omelia del 12 dicembre, la legittimità del titolo,
«Madre di Tutti» (Madre de todos), che è stato proposto nel secolo scorso (a partire dal 1915)
come titolo generale e dottrina per una potenziale definizione mariana, visto che attualmente
nessuno dei quattro dogmi esistenti (Madre di Dio, Verginità perpetua, Immacolata Concezione,
Assunzione) si riferiscono alla relazione diretta e materna di Maria con l'umanità, come nostra
Madre Spirituale.
L'autentico carattere mariano del pontificato di Papa Francesco è evidente, per esempio: nella sua
approvazione del memoriale obbligatorio di Maria, «Madre della Chiesa», con il suo profondo
significato pneumatologico il lunedì dopo la Pentecoste; la sua diffusione della potente
devozione di Maria, che scioglie i nodi, a livello globale; la sua elevazione della celebrazione
liturgica di Nostra Signora di Loreto al calendario universale; il suo ripetuto insegnamento
sull'importanza del Rosario; la sua testimonianza devozionale mariana iniziando e terminando
ogni viaggio internazionale portando fiori e pregando davanti alla famosa icona «Salus Populi
Romani» della Madonna a Santa Maria Maggiore a Roma; la sua fervida devozione e il
pellegrinaggio a Nostra Signora di Fatima; il suo motto ripetuto (e potenzialmente
ecumenicamente minaccioso) secondo cui «Un cristiano senza Maria è un orfano», i suoi recenti
ripetuti riferimenti a Nostra Signora come «Madre di tutti i popoli» (20 ottobre 2019; 8 dicembre
2019), che la dottrina mariana generale richiedeva di essere solennemente definita come dogma.
Il cuore di Papa Francesco è aperto alla Madre. Questo è il motivo per cui gruppi come Vox
Populi Mariae Mediatrici continueranno a pregare e presentare una petizione per la solenne
definizione di maternità spirituale della Madonna, inclusiva delle sue tre funzioni materne come
Corredentrice, Mediatrice di tutte le grazie e Avvocato, ma sempre in completa obbedienza,
fedeltà e rispetto per l'attuale Romano Pontefice, che è il Vicario supremo di Cristo sulla terra.
Nella sua recente omelia per la solennità di Maria, Madre di Dio, Papa Francesco spiega come
anche la maternità della Beata Vergine sia legata al suo ruolo di «donna della salvezza». Lui
sottolinea che «nel primo giorno dell’anno celebriamo queste nozze tra Dio e l’uomo, inaugurate
nel grembo di una donna. In Dio ci sarà per sempre la nostra umanità e per sempre Maria sarà la
Madre di Dio. È donna e madre, questo è l’essenziale. Da lei, donna, è sorta la salvezza e dunque
non c’è salvezza senza la donna. Lì Dio si è unito a noi e, se vogliamo unirci a Lui, si passa per
la stessa strada: per Maria, donna e madre».
Nella sua omelia per i vespri per la solennità di Maria Madre di Dio, il Santo Padre riconosce
anche il ruolo di Maria sotto la Croce come l’Addolorata la cui tenerezza materna raggiunge tutte
le persone quando dice: «E anche la Madre di Dio, che sotto la croce è l’Addolorata, sta per
estendere a tutti gli uomini la sua maternità. La Madre di Dio è la Madre della Chiesa e la sua
tenerezza materna raggiunge tutti gli uomini». Per Papa Francesco, Maria è la Madre di Dio e la
Madre della Chiesa che sotto la Croce è stata rivelata come la Madre Addolorata, la «Donna
della salvezza», la Signora di tutti i popoli.

*STD, Professore e St. John Paul II Chair in Mariology, Franciscan University of Steubenville,
Ohio, Stati Uniti
** Ph.D., Professore di Teologia sistematica, Sacred Heart Major Seminary, Detroit, Michigan,
Stati Uniti