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COME PREPARARE LE TRACCE

PER IL MISSAGGIO

Fade In e Fade Out


Quando esporti i tuoi brani, e in questi prevedi che sia presente una
dissolvenza in ingresso o in uscita (all’inizio o alla fine del brano),
evita di applicarla in mixaggio.

È una regola non vera in modo assoluto, ma nella stragrande


maggioranza delle situazioni sarà conveniente seguire questa
prassi.

Clip
Prima di consegnare i brani verifica che non contengano distorsioni.

Se in esportazione vedi la spia del clip accendersi sul master,


fermati, rimetti mano ai fader e riporta il volume a un livello che
evita al segnale di superare gli 0dB.

Fortunatamente praticamente tutte le DAW odierne hanno un


indicatore di clip che ti consente di renderti conto facilmente della
sua presenza.
Volume
Verificare che il volume di picco del segnale non raggiunga mai 0dB
non è sufficiente. Devi anche tenere presente che non puoi
consegnare un brano che suona a -30dB, così come potrebbe
essere sconveniente consegnarne uno il cui volume sta intorno a
-1dB.

Anche qui non c’è una regola ferrea da seguire, piuttosto una linea
di massima che prevede che i brani abbiano un volume compreso
tra i -6dB e i -3dB.

Se il brano dovrà subire un mastering analogico, è plausibile che i


livelli richiesti dal fonico siano anche più bassi, vice versa per un
mastering digitale potrebbe non essere necessario seguire questo
accorgimento.

Effetti
Prima di esportare i tuoi brani togli tutti gli effetti che hai messo nel
canale master del tuo progetto. Se hai fatto l’intero mix senza mai
metterne, meglio ancora, è questa la prassi.

In tanti sono soliti seguire tutto il mix con un limiter, un


equalizzatore o un compressore attivi. Consiglio vivamente a
queste persone di evitare di farlo.
Risoluzione
Una risoluzione NON vale l’altra.

Consegna i tuoi mix alla massima risoluzione possibile, in base a


quella che hai utilizzato per il mix. Non consegnare mai file in MP3
o formati compressi lossy in generale, usa sempre WAVE o AIFF.

Se hai mixato a 44,1 KHz, consegna a quella risoluzione.

Se hai mixato a 96 KHz, consegna a quella risoluzione, non


esportare a 44,1 KHz.

È estremamente importante anche tenere un’adeguata profondità di


bit. Evita i 16bit, stai almeno sui 24bit. In ogni caso, evita di ridurre il
bitrate, anche per minimizzare eventuali artefatti introducibili in fase
di dithering.

Silenzio
Se hai scritto e composto il tuo brano completamente al computer,
è plausibile che abbia iniziato a farlo dalla battuta numero 1, che
corrisponde sulla timeline temporale al secondo 0.

Se hai seguito la stessa logica anche in mix, allora il tuo brano


inizierà esattamente all’istante 0.

Questo non è un bene, dovrebbe sempre esserci un minimo di


silenzio prima dell’inizio del brano (eccezion fatta ad esempio per
brani facenti parte di concept album senza interruzioni).
Verifica quindi che sia presente, in alternativa sposta leggermente
tutte le tracce affinché compaia.

Stesso discorso vale per la fine del brano, non chiudere


l’esportazione esattamente nel punto in cui il brano termina, ma
lascia un secondo o più di silenzio dopo la sua conclusione.

Rumore di fondo
Tieni a bada il rumore di fondo!

In base al genere del brano, al fatto che abbia registrato degli


strumenti reali microfonati o abbia usato per il mix outboard
analogico, o digitale che lo emula, è possibile che sia presente un
certo rumore di fondo o un fruscio diffuso.

Se è così, in seguito alla fase di mastering potrebbe diventare molto


più avvertibile e magari fastidioso.

Controllarlo in fase di mix evita un bel mal di testa a chi dovrà


masterizzare i tuoi pezzi!

Clic e pop
I clic e i pop sono quei fastidiosi rumori che si sentono in un brano e
sono causati da un errato processo di editing (taglio degli eventi in
punti nei quali l’onda sonora non è alla posizione 0), o da alcuni tipi
di micofonature ravvicinate (es. sbuffi di fiato su tracce vocali).
In alcuni casi è possibile intervenire per eliminarli o ridurli anche in
fase di mastering, ma non sempre. Inoltre l’operazione potrebbe
richiedere parecchio tempo, mentre se eseguita sulla sessione di
mix potrebbe richiedere solo pochi secondi.

Esportazione dei file


Alcune DAW permettono (alcune costringono) di esportare offline,
ovvero impiegando un ammontare di tempo inferiore alla durata del
brano stesso.

È tendenzialmente una modalità da evitare, poiché aumenta il


rischio di introdurre degli errori di calcolo, che si traducono, per dirla
in maniera più semplice, in un suono diverso del file esportato
rispetto a quello che si sentiva prima dell’esportazione.

Per quanto sia un’eventualità remota, e considerando che ormai i


computer recenti non hanno più grossi problemi a renderizzare
offline senza intoppi una sessione anche complessa, sarebbe
comunque meglio evitare questa pratica.

Quando è possibile quindi esporta in tempo reale.

Nome file
Sia che debba consegnare i tuoi file online sia che li debba
consegnare in uno studio fisico, nominali sempre con
attenzione.Ogni studio ha le sue linee guida al riguardo, ma in linea
di massima una struttura tipo potrebbe essere come questa:

NomeArtista_NomeBrano_VersioneMix_FreqCampionamento_Bitra
te
Riferimento
Buona norma vuole che insieme ai tuoi brani, consegni allo studio
di mastering anche un riferimento.

Un riferimento non è altro che un brano già edito al quale desideri


che il tuo brano si avvicini, per sonorità e/o altre caratteristiche.

Tantissimi fonici di mastering lo richiedono, a meno che non


abbiano un loro “stampo” che coincide esattamente con quello che
vuoi ottenere tu stesso.

Suggerimenti
Non lesinare in suggerimenti!

Un riferimento audio certo aiuta, ma non sempre è sufficiente a far


capire al fonico quello che stai cercando.

Non perché il fonico è duro a capire, sia chiaro, ma piuttosto perché


specie in produzioni piccole, aspettative e realtà non sempre
coincidono. Proprio per questo è bene mettere sempre in chiaro le
proprie richieste nel modo più dettagliato possibile. Sarà poi la tua
controparte a dirti se quello che suggerisci è o non è tecnicamente
fattibile in base al materiale che gli hai fornito.
Stem
Nel caso in cui hai scelto di seguire la strada del mastering stem in
luogo di quella del più tradizionale mastering stereo, valgono tutte
le regole che hai già letto in questo articolo.

La differenza sta nel fatto che, a seguito di un colloquio con


l’ingegnere di mastering, potresti dover creare un numero di stem
diverso da quello che ti aspettavi.

Ad esempio è possibile lavorare su soli tre stem:

• Sezione Ritmica (batteria, percussioni, basso…)


• Sezione Armonica (tastiere pad, chitarre, cori…)
• Sezione Melodica (voce principale, assoli…)
Ma è possibile lavorare anche su molti più stem. In base ai generi
musicali potrebbe essere necessario fare un esportazione separata
per il solo kick, oppure in un brano potrebbero servire solo due
stem, uno per la voce e uno per tutto il resto del brano.

Insomma le possibilità sono davvero tante e diverse tra loro, ecco


perché è importante il contatto diretto e preliminare con il fonico che
si occuperà dei tuoi brani.

https://claudiomeloni.it