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PROGETTO PRELIMINARE

DATA
PIANO DI SICUREZZA NOVEBRE 2016

E COORDINAMENTO
COORDINATORE IN FASE DI PROGETTAZIONE:

Arch. GIACOMO MATARRESE

Cell. 368-7479136 / e.mail: g.matarrese@awn.it


Sommario
1.0 – PREMESSA Pag 1

2.0 - GENERALITA' Pag 1

3.0 - IDENTIFICAZIONE E DESCRIZIONE DELL'OPERA Pag 6

4) Descrizione del contesto in cui è collocata l'area di cantiere Pag 6

5) Descrizione sintetica dell'opera, scelte progettuali, architettoniche, strutturali e tecnologiche


Pag 8

1)MACROFASE INIZIALE (approntamento del cantiere);


2) MACROFASE INERENTE IL CORPO ALTO
3) MACROFASE SMONTAGGIO E MONTAGGIO TORRI EVAPORATIVE
4) MACROFASE INERENTE IL CORPO BASSO
5) MACROFASE OPERE DI PREVENZIONE INCENDI E TRATTAMENTO ARIA
6) MACROFASE tarature impianti e smobilizzo cantiere e pulizia finale

6) DESCRIZIONE DELLE FASI LAVORATIVE Pag 15

7.0 - SOGGETTI COINVOLTI E COMPITI DI SICUREZZA Pag 20

8.0 - RELAZIONE CONCERNENTE L'INDIVIDUAZIONE, L'ANALISI E LA VALUTAZIONE DEI RISCHI IN


RIFERIMENTO ALL'AREA ED ALL'ORGANIZZAZIONE DELLO SPECIFICO CANTIERE, ALLE LAVORAZIONI
INTERFERENTI ED AI RISCHI AGGIUNTIVI RISPETTO A QUELLI SPECIFICI PROPRI DELL'ATTIVITA'
Pag 24

9.0 - SCELTE PROGETTUALI ED ORGANIZZATIVE, PROCEDURE, MISURE PREVENTIVE E PROTETTIVE


Pag 26

10.0 - ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE Pag 27

11.0 SERVIZI IGIENICO ASSISTENZIALE, IMPIANTI DI CANTIERE E LORO CARATTERISTICHE


Pag 32

12.LAVORAZIONI, LORO INTERFERENZE E SCHEDE TECNICHE Pag 38

13 – PROCEDURE E PRESCRIZIONI OPERATIVE PER L’IMPRESA Pag 42

14 - Procedure standard di sicurezza e coordinamento Pag 46

15 – STIMA DEI COSTI Pag 73

16- PRESCRIZIONI Pag 75

FIRME DI ACCETTAZIONE Pag 81

ALLEGATI:
 cronoprogramma dei lavori;
 computo degli oneri della sicurezza

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Piano di sicurezza e coordinamento

1.0 - PREMESSA

1.1 - LEGENDA
Le abbreviazioni utilizzate nel presente documento ed in quelli collegati od allegati sono le seguenti:

CSP - COORDINATORE DELLA SICUREZZA IN FASE DI PROGETTAZIONE

CSE - COORDINATORE DELLA SICUREZZA IN FASE DI ESECUZIONE DTC - DIRETTORE TECNICO DEL
CANTIERE PER CONTO DELL'IMPRESA DL - DIRETTORE DEI LAVORI PER CONTO DEL COMMITTENTE

MC - MEDICO COMPETENTE

RSPP - RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE

RLS - RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA

PSC - PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO

POS - PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA

DVR - DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI

2.0 - GENERALITA'
Da una stima effettuata per individuare l'entità dei lavori oggetto del presente piano è risultato
che si avrà la presenza di più imprese per cui risulta necessario realizzare il Piano di sicurezza e
coordinamento.

La struttura del presente PSC viene identificata dall'esame incrociato delle norme che
regolamentano tale materia ovvero:

D.Lgs. 81/08 e s.m.i. (art. 100 comma 1)

In tale comma al primo paragrafo sono descritti i requisiti prestazionali del PSC ovvero:

"… l'individuazione, l'analisi e la valutazione dei rischi e le conseguenti procedure …" e "… la
stima dei relativi costi …" inoltre sono richieste le misure derivanti dalla "… presenza simultanea o
successiva di più imprese …".

Al paragrafo successivo vengono definiti quali aspetti tecnici ed organizzativo/procedurali devono


essere affrontati con l'elencazione di 18 requisiti specifici per i quali si rimanda al testo del
decreto precisando che dovranno essere presi in considerazione solo quelli prettamente riguardanti
l'opera in esame.

Allegato XV D.Lgs. 81/08 - (art. 2)

- evidenzia i contenuti minimi del PSC ovvero principalmente l'identificazione dell'opera e dei
soggetti coinvolti, la valutazione dei rischi, le scelte procedurali ed organizzative con le
conseguenti misure specifiche, le misure preventive e quanto relativo alle interferenze, alle

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Piano di sicurezza e coordinamento

misure di coordinamento, alla gestione delle emergenze, alla durata delle fasi di lavoro, alla stima
dell'entità dei lavori (uomini giorno) ed infine alla stima dei costi della sicurezza.

- richiede l'analisi dell'area di cantiere con riferimento ai rischi collegati, la definizione


dell'organizzazione spaziale mediante l'individuazione delle aree funzionali, l'esame dei lavori con la
suddivisione in fasi e sottofasi.

- prevede l'analisi delle interferenze fra le fasi di lavoro.

(art. 4)

- individua come deve essere fatta la stima dei costi della sicurezza;

D.P.R. 554/99 (art. 41)

Tale articolo definisce, per il PSC, prevalentemente requisiti di tipo prestazionale come quelli
organizzativi delle lavorazioni e valutativi dei rischi derivanti dalle sovrapposizioni delle fasi di
lavoro oltre ad un disciplinare dedicato al rispetto delle norme.

L'analisi dei suddetti dettati presenta spesso ampie aree di sovrapposizione di obblighi di
contenuti del PSC per cui si riporta una tabella (Tab. A) dove nella prima colonna vengono riportati i
riferimenti dei tre decreti summenzionati mentre nella seconda colonna sono stati sintetizzati i
conseguenti elementi da sviluppare.

Tab. A

Norme Elementi da svilupparsi

I D.Lgs 81/08 Allegato XV art. 2 Identificazione e descrizione dell'opera e individuazione dei soggetti con
compiti di sicurezza, strutture presenti sul territorio al servizio
dell'emergenza;
nominativi delle imprese e lavoratori autonomi (adempimento in fase
di esecuzione);

II D.Lgs. 81/08 art. 100; Esame generale per l'area di cantiere;


D.Lgs. 81/08 Allegato XV art.2; DPR sviluppo dettagliato degli elementi di cui all'art. 100, del D.Lgs. 81/08.;
554/1999 art. 41, comma integrazioni come previste dall'allegato XV del D.Lgs. 81/08
2

III DPR 554/1999 art. 41, comma Disciplinare che contiene le prescrizioni per garantire il rispetto delle
2; norme;
D.Lgs. 81/08 Allegato XV art.2; procedure complementari e di dettagli da esplicitare nel POS
misure relative all'uso comune di apprestamenti etc.
IV D.Lgs. 81/08 Allegato XV art.2; DPR Individuazione ed analisi delle criticità per particolari tipologie di
554/1999 art. 41, comma intervento, interferenze, dislocazione del cantiere;
2 conseguenti misure e procedure di sicurezza
V D.Lgs. 81/08 art. 100; Valutazione dei rischi e disposizione delle misure di sicurezza, in
D.Lgs. 81/08 Allegato XV art.2 riferimento alle singole operazioni di lavoro
VI D.Lgs. 81/08 Allegato XV art.2; DPR Individuazione e determinazione della durata delle fasi di lavoro ed
554/1999 art. 41, comma eventuali sottofasi; determinazione presunta
2 dell'entità del cantiere per uomini - giorno

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Piano di sicurezza e coordinamento

VII DPR 554/1999 art. 41 Stima dei costi della sicurezza, con la conseguente definizione
D.Lgs. 81/08 art. 100; dell'importo da non assoggettarsi a ribasso
D.Lgs. 81/08 Allegato XV art.4;
VIII D.Lgs. 81/08 Allegato XV art.2; Elaborati grafici (planimetria ed altri, accessi, zone di carico e scarico,
zone di deposito e stoccaggio, profilo altimetrico e caratteristiche
idrogeologiche se opportuno)

L'esame di cui sopra porta alla determinazione di una struttura che è definita nella seguente tabella
B (Tab. B) ove nella prima colonna viene identificato il titolo del capitolo, nella seconda i contenuti
dello stesso (da suddividersi in paragrafi) e nella terza il riferimento alle righe della tabella A che
consente di individuare la normativa di riferimento.

Tab. B

CAPITOLI DEL Titolo Contenuti Rif.


PSC Tab. A

Sommario Elenco ordinato dei contenuti del PSC Anagrafica di cantiereIdentificazione e I


descrizione dell'opera e individuazione dei
soggetti con compiti disicurezza, strutture
presenti sul territorio al servizio dell'emergenza;
nominativi delle imprese e lavoratori
autonomi (predisposizione per il successivo
adempimento in fase di esecuzione)
Relazione Premessa generale con l'indicazione esplicitazione della conformità del piano alle II
dell'approccio usato a fronte delle norme
problematicità del cantiere; Elementi tecnici fondamentali
Esame generale per l'area di cantiere; sviluppo
dettagliato degli elementi di cui all'art. 100,
comma1, del D. Lgs. 81/08. integrazioni come
previste dal D.Lgs. 81/08 Allegato XV art.2
Disciplinar e Disciplinare che contiene le prescrizioni per individuazione da parte del coordinatore delle III
garantire il rispetto delle norme; procedure complementari e di dettagli da
esplicitare nel POS (a cura delle imprese);
uso comune di apprestamenti, attrezzature,
infrastrutture, mezzi e servizi di protezione
collettiva
Criticità Individuazione ed analisi delle criticità per sviluppo dettagliato delle misure e procedure di IV
particolari tipologie di intervento, sicurezza
interferenze, dislocazione del cantiere;
Operazioni di Valutazione dei rischi e disposizione delle V
lavoro misure di sicurezza, in riferimento alle
singole operazioni di lavoro
Cronoprogr Individuazione e determinazione della durata VI
amma delle fasi di lavoro ed eventuali
sottofasi
Costi della Stima dei costi della sicurezza, con la VII
sicurezza conseguente definizione dell'importo da non
assoggettarsi a ribasso

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Piano di sicurezza e coordinamento

Layout di Elaborati grafici, layout di cantiere con VIII


cantiere individuazione degli accessi, zone di
carico e scarico, zone di deposito e stoccaggio;
profilo altimetrico e caratteristiche
idrogeologiche se opportuno; altri schemi
grafici

Allegati, Elementi di utilità eventualmente richiamati esempi di cartellonistica da realizzarsi ad hoc per
documenta in altri capitoli del PSC lo specifico cantiere; modulistica;
zione varia fotografie del sito e/o edificio, con evidenza
delle posizioni/situazioni che possono essere
oggetto di criticità -

In relazione ai capitoli identificati in tabella B si rende necessario fare le seguenti precisazioni:

 L'anagrafica del cantiere conterrà tutte le informazioni preliminari all'espletamento della


gara con la predisposizione al completamento di quelle da inserire dopo l'affidamento dei
lavori;

 La relazione espliciterà la metodologia con cui si affronteranno le problematiche relative ai


rischi con brevi riferimenti alle maggiori criticità trattate nello specifico capitolo del
PSC; tale relazione individuerà le principali norme di riferimento in relazione alle tipologie
di lavori e svilupperà in modo sintetico al fine della comprensione del PSC anche al fine
della validazione da parte del Responsabile di Lavori ed eventualmente da parte degli enti
preposti alle verifiche ed ai controlli;

 Il capitolo Elementi tecnici fondamentali svilupperà le problematiche relative al sito ed


all'area del cantiere analizzando gli elementi di cui all'art 100 del D. Lgs. 81/08
(recinzioni, accessi, servizi igienico assistenziali, rischi presenti nell'ambiente, ecc.); inoltre
si esamineranno i rischi richiesti dall' Allegato XV del D. Lgs. 81/08 relativamente a
investimento da veicoli circolanti in cantiere, elettrocuzione, rumore ed uso di sostanze
chimiche;

 Il disciplinare individuerà le principali clausole contrattuali e procedurali oltre che tecniche


relative alla protezione e prevenzione, al rispetto del PSC e delle normative vigenti; in
sostanza un capitolato speciale della sicurezza ed igiene che tuteli l'amministrazione
appaltante stabilendo puntualmente gli obblighi a carico dei diversi soggetti.

 Verranno richiamate quindi le mansioni delle varie funzioni, le procedure complementari e


di dettaglio da esplicitare nel (Piano Operativo di Sicurezza), le azioni e le penali eventuali
per l'inosservanza dell'articolato del PSC, le modalità di contabilizzazione e pagamento dei
costi della sicurezza, le modalità tecniche e procedurali per l'uso comune di macchine od
attrezzature e per la gestione delle interferenze, le modalità di accesso a terzi in cantiere,
ecc.

 Nel capitolo Criticità si affronteranno le problematiche specifiche dipendenti dalle


lavorazioni da eseguire nel contesto cantiere per l'individuazione delle soluzioni che
gli esecutori dovranno predisporre al fine della prevenzione.

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Piano di sicurezza e coordinamento

 Il capitolo Operazioni di lavoro esaminerà le singole lavorazioni individuando i rischi e


sinteticamente le misure di sicurezza derivanti dagli obblighi di legge; tale capitolo sarà
trattato mediante l'utilizzo di schede;

 Per il cronoprogramma si inserisce quello predisposto nel progetto andando ad individuare


le misure di coordinamento spaziali e temporali.

 Il capitolo Stima dei costi riporterà il computo metrico degli apprestamenti e delle
procedure necessarie all'igiene ed alla sicurezza.

 Il layout di cantiere sarà costituito da tavole che rappresenteranno l'accantieramento


(recinzioni, segnaletica, posizionamento servizi, impianti, viabilità, zone di carico/scarico e
stoccaggio, ecc.).

 Negli allegati sarà individuata la documentazione prodotta in allegato al PSC o da produrre a


cura dei soggetti coinvolti con la precisazione di quali documenti devono essere tenuti in
cantiere piuttosto che trasmessi.

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Piano di sicurezza e coordinamento

3.0 - IDENTIFICAZIONE E DESCRIZIONE DELL'OPERA

3.1 - Indirizzo del cantiere


Cantiere: Piano Sicurezza e Coordinamento per “Lavori di adeguamento e miglioramento
dell’impianto di climatizzazione e di prevenzioni incendi nel complesso patrimoniale della
Regione Friuli Venezia Giulia sito a Gorizia in Via Roma n. 5-7-9

Indirizzo: in Via Roma n. 5-7-9

Comune: Gorizia

Provincia: Gorizia

Telefoni cantiere: da inserirsi a appalto avvenuto

Dati presunti

Inizio lavori: 01/06/2017

Fine lavori: 30/06/2018

Durata in giorni calendario: 365

Note: I lavori consistono :nella bonifica delle tubazioni degli impianti di climatizzazione
coibentati con materiale contenente amianto; miglioramento dell’impianto di climatizzazione
ed interventi necessari al rinnovo del certificato di prevenzione incendi

4.0 - Descrizione del contesto in cui è collocata l'area di cantiere


Il cantiere si inserisce in un'area di tipo centrale inserita nel pieno centro centro di Gorizia.
Si tratta di un cantiere delimitato completamente dall'involucro edilizio (opere interne).

Il cantiere interesserà l’intero edificio e le varie fasi di lavorazione sono state distribuite in
due grossi blocchi distinti fisicamente anche dalla conformazione e distribuzione dell’edificio.
Difatti saranno realizzati in fasi distinte temporalmente le lavorazioni del corpo alto e del
corpo basso dell’edificio destinato ad uffici , questo per permettere la continuità lavorativa
delle attività amministrative che all’interno dell’edificio vengono svolte. .

Le finestre del piano saranno tutte chiuse ermeticamente per ridurre il rischio interferente
del cantiere verso l'esterno.

L'accesso ai piani del corpi dell’edificio non interessato temporaneamente alle lavorazioni
sarà possibile solo da uno dei vani scala dotato di ascensore, mentre le uscite ingressi del
corpo dell’edificio interessato dai lavori saranno totalmente interdetti in modo da evitare
l'ingresso al cantiere del pubblico o dei dipendenti.

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Piano di sicurezza e coordinamento

CORPO ALTO

CORPO BASSO

Ubicazione intervento

Ubicazione del cantiere su ortofoto

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Piano di sicurezza e coordinamento

Vista di Via Roma prospiciente in cantiere

5.0 - Descrizione sintetica dell'opera, scelte progettuali,


architettoniche, strutturali e tecnologiche

I lavori oggetto del presente appalto verranno eseguiti per fasi successive allo scopo di non
interrompere i servizi generali (riscaldamento, raffrescamento, etc.) necessari per lo svolgimento
delle normali attività del personale che occupa gli edifici e comunque tutte le attività in generale (ad
es. manifestazioni nell’auditorium, etc.).

La sequenza delle operazioni è descritta nel cronoprogramma allegato al progetto. Sarà però
compito della Ditta appaltatrice di definire nei dettagli la sequenza delle lavorazioni ed
eventualmente di organizzare i lavori con modalità diverse (anche in funzione delle stagioni più
appropriate per l’esecuzione dei lavori stessi), previa approvazione da parte della D.L., in modo però
da permettere il conseguimento degli scopi previsti, ossia la realizzazione dei lavori mantenendo
operanti gli edifici, osservando le prescrizioni della normativa e degli Enti preposti, rispettando i
tempi contrattuali ed operando secondo le regole dell’arte. Il tutto sarà riportato nel
cronoprogramma che dovrà essere presentato dall’Appaltatore subito dopo la consegna dei lavori.

Per ogni fase in tutti i locali non inclusi nella fase stessa i lavori saranno eseguiti senza causare
interruzioni all’attività degli uffici; la Ditta adotterà quindi tutti gli accorgimenti necessari allo scopo.
In particolare eventuali lavori nelle zone utilizzate (corridoi, uffici, garage, etc.) saranno eseguiti
tenendo conto delle esigenze operative del personale dell’edificio, in giornate e in orari da
concordare con la Stazione appaltante ed il personale stesso (tali giornate potranno anche essere il
sabato e la domenica e gli orari potranno essere anche al di fuori di quelli normali di lavoro della
Ditta, compreso il periodo notturno, nonché in periodi di intervento non continuativi); così pure per

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Piano di sicurezza e coordinamento

lavori che comportino la sospensione di servizi necessari nelle zone utilizzate (sospensione di
riscaldamento e raffrescamento, energia elettrica, acqua sanitaria, etc.) e per lavori rumorosi. Le
lavorazioni da effettuare si dividono in 6 macrofasi:

MACROFASE INIZIALE (approntamento del cantiere);

in questa fase verranno effettuate tutte le operazioni preliminari alla esecuzione dei lavori veri e
propri in questa macrofase sono previste le seguenti fasi lavorative:

Spostamento del personale presente nel corpo alto in altra sede.

Organizzazione del cantiere.

area per lavorazioni esterne e installazione servizi

Sottomissione delle schede tecniche e caratteristiche delle apparecchiature e dei materiali relative
all’impianto di riscaldamento.

Sottomissione delle schede tecniche e caratteristiche delle apparecchiature e dei materiali relative
agli altri impianti.

Presentazione e approvazione da parte dell’ASL del piano di lavoro della bonifica da amianto.

Montaggio valvole intercettazione provvisorie nella rete ventilconvettori esistenti nelle derivazioni
dalla rete principale nel piano interrato relative ai corpi alto e basso: svuotamento circuito,
montaggio valvole, riempimento, sfiato

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Piano di sicurezza e coordinamento

Collegamento provvisorio del circuito ventilconvettori con la centrale frigorifera con spostamento di
una pompa esistente (con relativo valvolame ed accessori) dalla sottocentrale termica alla centrale
frigorifera e posa di tubi provvisori in modo da mantenere attivo l’impianto ventilconvettori del
corpo basso.

Rifacimento della sottocentrale termica (riscaldamento non in funzione):

rimozione impianti nella sottocentrale termica, spostamento della seconda pompa dei
ventilconvettori dalla sottocentrale alla centrale frigorifera (per il funzionamento provvisorio dei
ventilconvettori);

nuovi impianti nella sottocentrale termica;

collegamento definitivo del circuito ventilconvettori (durante un fine settimana).

2) MACROFASE INERENTE IL CORPO ALTO

costruzione colonna esterna a partire dalla sottocentrale termica con attestazione in


corrispondenza della parete esterna di ciascun piano. Prova di carico, tubazioni, raccordi flessibili,
isolamento termico, rivestimento in alluminio.

pendinatura corpi illuminanti, rimozione controsoffitti.

bonifica da amianto.

nuovo impianto a ventilconvettori. Rimozione tubi e ventilconvettori, nuovi tubi, nuovi


ventilconvettori, regolazione automatica, messa in funzione.

rimontaggio controsoffitti.

Rientro del personale nel corpo alto.

3) MACROFASE SMONTAGGIO E MONTAGGIO TORRI EVAPORATIVE


rimozione degli impianti nella centrale frigorifera e delle torri evaporative;

nuovi impianti e nuove torri evaporative.

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Piano di sicurezza e coordinamento

ambiente tipo con controsoffitto oggetto delle lavorazioni


delle macrofasi 2 4

4) MACROFASE INERENTE IL CORPO BASSO

Spostamento del personale dal corpo basso ad altra sede.

colonna interna a partire dalla rete principale con attestazione in corrispondenza del controsoffitto
di ciascun piano. Tubazioni, isolamento termico, rivestimento in alluminio.

pendinatura corpi illuminanti e rimozione controsoffitti.

bonifica da amianto.

nuovo impianto a ventilconvettori. Rimozione tubi e ventilconvettori, nuovi tubi, nuovi


ventilconvettori, regolazione automatica, messa in funzione.

– rimontaggio controsoffitti.

Rientro del personale nel corpo basso.

5) MACROFASE OPERE DI PREVENZIONE INCENDI E TRATTAMENTO ARIA

Locale trattamento aria dell'auditorium: umidificazione e presa aria esterna. Nel periodo estivo
(quando l'auditorium non è utilizzato).

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Piano di sicurezza e coordinamento

Installazione di Unità trattamento aria degli uffici: umidificazione e presa aria esterna.

Impianto sprinkler 1° piano interrato

Posa canali estrazione 1° piano interrato

Opere di carpenteria 1° piano interrato

Opere da muratore 1° piano interrato

Opere di riqualificazione in cartongesso

Impianto sprinkler 2° piano interrato

Posa canali estrazione 2° piano interrato

Opere di carpenteria 2° piano interrato

opere da muratore 2° piano interrato

Opere di riqualificazione in cartongesso

Opere da muratore archivi

Vano pompe antincendio e reti di distribuzione generali

Opere da pittore

Opere da elettricista

6) MACROFASE tarature impianti e smobilizzo cantiere e pulizia finale


Nella macrofase finale verranno effettuate le lavorazioni di rimozione dell’unità di
decontaminazione; rimozione delle apparecchiature sigillature e confinamento del vano
scala ; rimozione della recinzione nell’area cortile e sull’area delle scale esterne e dei
materialistoccati rimasti;la taratura e collaudo degli impianti ed infine la pulizia finale interna ed
esterna del cantiere.

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Piano di sicurezza e coordinamento

6) DESCRIZIONE DELLE FASI LAVORATIVE

6.1 -MACROFASE INIZIALE (approntamento del cantiere).

In questa macrofase saranno predisposti tutti gli apprestamenti di cantiere saranno predisposti
tutte le recinzioni di cantiere il posizionamento delle infrastrutture di cantiere come quali le
baracche e i servizi igienici, dovrà essere predisposta tutta la segnaletica di cantiere e si darà inizio
a tutte le operazioni autorizzative per la presentazione del piano smaltimento dell’amianto .

In questa macrofase si darà inizia alla predisposizione tecnica per la modifica e manutenzione degli
impianti oggetto delle successive fasi di lavorazione.

Fase lavorativa importante in questa macrofase è il rifacimento completo della sottocentrale


termica.

La sottocentrale termica sarà ubicata nel locale del primo piano interrato precedentemente adibito
a centrale termica.

Saranno rimosse tutte le apparecchiature e le tubazioni in quanto obsolete e in cattivo stato di


conservazione oppure per adeguare gli impianti alle nuove apparecchiature.

Saranno perciò rimossi: elettropompe, valvole di regolazione automatica, valvolame di


intercettazione e ritegno, regolatori automatici, quadro elettrico con le linee elettriche a valle, etc.

Saranno poi installati i nuovi impianti con ottimizzazione delle apparecchiature e dell’impostazione
impiantistica.

Saranno quindi sostituite tutte le elettropompe esistenti con altre aventi caratteristiche funzionali
similari, ma ciascuna completa di regolatore elettronico di velocità; questo regolatore consentirà di
adeguare la velocità delle pompe alle effettive portate richieste.

Infatti per i circuiti esistenti, che non verranno modificati, le caratteristiche delle pompe sono state
ipotizzate sulla base della marca e del modello delle pompe esistenti (non per tutte si è riusciti a
risalire alle caratteristiche prestazionali dato che il costruttore di tali pompe non esiste più) nonché
del diametro delle tubazioni, quindi il regolatore di velocità permetterà di evitare gli sprechi di
energia elettrica conseguenti ad un eventuale sovradimensionamento delle pompe stesse. Per le
pompe del circuito ventilconvettori invece il regolatore di velocità permetterà di variare la velocità e
quindi la portata delle pompe in funzione della portata variabile del nuovo circuito, dato che per i
nuovi ventilconvettori sono state previste valvole di regolazione a due vie; questo consentirà un
risparmio di energia elettrica durante tutti i periodi di funzionamento a regime inferiore a quello
massimo nominale.

Saranno montate nuove valvole di intercettazione, ritegno e taratura e nuovi filtri a y. Saranno
installate nuove tubazioni, che collegheranno il nuovo circuito dei ventilconvettori e tutti gli altri
circuiti esistenti. Tutte le tubazioni saranno isolate termicamente come indicato negli elaborati di
progetto.
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Piano di sicurezza e coordinamento

Saranno sostituite anche le apparecchiature di regolazione automatica: valvole motorizzate a tre


vie, sonde, regolatore a microprocessore, perché si trovano in cattivo stato e non garantiscono più
un funzionamento affidabile. La regolazione sarà a compensazione esterna per i radiatori ed a
punto fisso per i ventilconvettori.

Nella sotto centrale verranno installati i sistemi di trattamento dell’acqua per l’impianto di
riscaldamento e per le torri evaporative.

Nella sotto centrale termica verranno inoltre montati i vasi di espansione, il quadro elettrico a
servizio della sotto centrale stessa e le linee elettriche a monte e a valle, l’impianto di illuminazione
normale e di emergenza e la presa FM di servizio, termometri, manometri, il regolatore a
microprocessore RM-1 (compresa la modifica / integrazione delle pagine grafiche), etc.

Verranno inoltre previsti tutti gli apparecchi e gli accessori richiesti dalla normativa vigente o
comunque necessari per dare la sottocentrale termica completa e funzionante.

6.2 MACROFASE INERENTE IL CORPO ALTO

In questa macrofase verranno fondamentalmente sostituite gli impianti di riscaldamento e


condizionamento del corpo alto.

Verrà dapprima costruita una colonna montante per la distribuzione di fluidi questa sarà
realizzata nella parte retrostante l’edificio e per la realizzazione della stessa verrà usato un
ponteggio provvisorio opportunamente calcolato e realizzato per l’esecuzione dei lavori.

All’interno degli uffici verranno smontati tutti i contosoffitti accatastati per un successivo
ricollocamento in modo da realizzare le opere di asporto delle vecchie tubazioni e montaggio
delle nuove. Con l’occasione dello smontaggio del controsoffitto verranno pendinati tutti i
corpi illuminanti in modo da renderli più sicuri in caso di sisma.

Nella realizzazione delle nuove tubazioni l’operazione più delicata è la rimozione selle
tubazioni esistenti che risultano coibentate con materiale contenente amianto.

Preliminarmente dovrà essere predisposto il Piano di lavoro (D.L.vo 277/91 art. 34), specifico
per i lavori da eseguire, che verrà presentato all’Organo di vigilanza (A.S.S.).

6.3 - MACROFASE SMONTAGGIO E MONTAGGIO TORRI EVAPORATIVE

Questa macrofase interessa il rifacimento della centrale frigorifera e la sostituzione delle torri
evaporative poste sulla copertura del corpo alto.

La centrale frigorifera resta ubicata nel locale del primo piano interrato ove si trova
attualmente. Le torri evaporative saranno riposizionate sulla copertura dell’edificio.

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Piano di sicurezza e coordinamento

Nella centrale sono presenti tre gruppi frigoriferi: due sono di recente installazione, mentre il
terzo risale al periodo di costruzione dell'edificio. Sulla copertura sono ubicate due torri
evaporative, in cattivo stato di conservazione e sottodimensionate rispetto al fabbisogno
termico richiesto dai condensatori dei gruppi frigoriferi.

Verranno allora rimossi il gruppo frigorifero obsoleto, le elettropompe dell'acqua refrigerata


con il valvolame, le torri evaporative con il relativo valvolame, nonché tutti gli altri materiali
ed apparecchiature non riutilizzati nella nuova sistemazione degli impianti.

Al fine di realizzare le opere sulla copertura (rimozioni, nuove apparecchiature e tubazioni,


struttura metallica, etc.) senza utilizzare la copertura stessa quale zona provvisoria di
appoggio e deposito dei materiali verrà utilizzata un gru a torre. Si vuole evitare il più
possibile che l’appaltatore utilizzi la copertura per l’appoggio dei materiali sia per non
danneggiare l’impermeabilizzazione sia soprattutto per non pesare sul solaio di cui non si
conosce la portata.

Verrà installato un nuovo gruppo frigorifero, completo di elettropompa primaria e di


serbatoio d’accumulo.

Saranno sostituite le elettropompe con altre aventi caratteristiche funzionali similari, ma


ciascuna completa di regolatore elettronico di velocità in modo da variare le prestazioni delle
pompe in funzione delle reali portate da mantenere nei circuiti. Saranno montate nuove
valvole di intercettazione, ritegno e taratura e nuovi filtri

A seguito delle nuove installazioni dovranno essere modificate le tubazioni di collegamento


tra le apparecchiature e le reti esistenti. Inoltre verrà installato un nuovo circuito dell'acqua
di torre.

Saranno installate nuove tubazioni, che collegheranno il nuovo circuito dei ventilconvettori e
tutti gli altri circuiti esistenti.

Saranno sostituite anche le apparecchiature di regolazione automatica: valvole motorizzate a


tre vie, sonde, regolatore a microprocessore, etc. perché si trovano in cattivo stato e non
garantiscono più un funzionamento affidabile.

Sulla copertura verranno installate le nuove torri evaporative, nonché una struttura metallica
di supporto per le nuove apparecchiature. L’attuale grigliato di mascheramento delle torri
verrà rimosso con cura e poi nuovamente installato dopo il montaggio delle torri; esso dovrà
essere parzialmente modificato e parzialmente ampliato in modo da racchiudere
completamente le torri.

Le tubazioni verticali di collegamento tra la centrale frigorifera e le torri (circuito dei


condensatori, acqua fredda, linee elettriche di potenza e bus) saranno poste all’interno dei
due cavedi costituiti dai camini, che sono stati dismessi dopo la messa in funzione della nuova
centrale termica. Si è deciso di riutilizzare i camini in quanto dalla videoispezione effettuata
da codesta Amministrazione nel giugno 1999 essi risultano rettilinei e senza strozzature ed
hanno dimensioni sufficienti.

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Piano di sicurezza e coordinamento

Le tubazioni del circuito delle torri nei tratti verticali saranno in polietilene rigido le altre
tubazioni saranno in acciaio nero per l’acqua refrigerata e in acciaio zincato per l’acqua di
torre e l’acqua fredda.

Considerato che le torri evaporative da installare sulla copertura del corpo alto degli uffici
hanno un peso abbastanza rilevante Si è proceduto ad impostare una nuova struttura di
distribuzione del carico accidentale utilizzando i soli appoggi sicuri, cioè due colonne in ferro
poste lungo il perimetro dell’edificio e la gabbia degli ascensori.

Inoltre visto che la terrazza dove sono ora presenti le torri evaporative e dove saranno riposte
le nuove è priva della protezione di caduta dall’alto sarà installata un’idonea protezione
costituita da un parapetto autoportante che garantisca le lavorazioni di installazione e
successiva manutenzione delle macchine delle torri evaporative.

balaustra autoportante per la protezione delle cadute dall’alto

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Piano di sicurezza e coordinamento

17
Piano di sicurezza e coordinamento

6.4 - MACROFASE INERENTE IL CORPO BASSO

La macrofase relativa ai lavori da effettuarsi all’interno del corpo basso riprendono le stesse fasi
lavorative previste per il corpo alto .
Visto la tipologia degli interventi e la stessa struttura edilizia le lavorazioni riprenderanno la
successione e tipologia di quanto previsto nel corpo attigui. Le lavorazioni saranno differite nel
tempo per poter permettere agli uffici regionali presenti nell’edificio di avere una continuità
lavorativa, pertanto visto che i due corpi sono divisi fisicamente le lavorazioni di manutenzione
saranno realizzate in tempi diversi ma con la stessa tipologia.

Planimimetria della copertura del corpo alto dove vanno installate le torri evaporative e la balaustra
autoportante per la protezione delle cadute dall’alto

6.5 MACROFASE OPERE DI PREVENZIONE INCENDI E TRATTAMENTO


ARIA

La macrofase concerne nell’esecuzione di tutti i lavori e forniture necessarie al


completamento delle opere relative all’adeguamento di prevenzione incendi del complesso
immobiliare al fine di pervenire all’ottenimento del certificato di prevenzione incendi. Gli
interventi previsti in progetto prevedono l’esecuzione di opere: idrauliche; elettriche; edili.

Le opere idrauliche comprenderanno sommariamente la realizzazione di impianto di


spegnimento automatico nell’autorimessa; la realizzazione di nuova impianto di
pressurizzazione idrica antincendio a servizio della rete sprinkler; e la realizzazione di un
impianto di estrazione forzata autorimessa;

l’impianto delle tubazioni per il completamento della rete sprinkler saranno installate a vista
e avranno caratteristiche dimensionali come riportate nel progetto esecutivo

L’installazione delle tubazioni di distribuzione principale saranno ancorate alle strutture del
fabbricato a mezzo di adeguati sostegni, e avranno la pendenza necessaria a garantire il
completo svuotamento di tutto l’impianto. Per i dettagli riguardanti le altezze di installazione
degli erogatori, la superficie specifica di installazione, le distanze dalle pareti perimetrali si
rimanda alle tavole grafiche progettuali.

Sarà installato un nuovo gruppo di pressurizzazione esclusivo dell’impianto sprinkler in


conformità alla normativa. Il gruppo di pressurizzazione a servizio dell’impianto sprinkler sarà
installato in un locale esistente in prossimità della riserva idrica antincendio, e da questa
separata da una parete in calcestruzzo.

Il vano pompe è ricavato in un locale sottostante alla rampa di accesso all’autorimessa e il cui
accesso è in prossimità dell’accesso carraio di via Rotta e l’accesso al suddetto locale è
garantito con ogni tempo.

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Piano di sicurezza e coordinamento

A servizio dell’autorimessa verrà installato un impianto d’estrazioni fumi L’impianto di


ventilazione forzata entrerà in funzione solo in caso che uno dei qualsiasi rilevatori di fumo e
calore esistenti all’interno dell’autorimessa rilevi una situazione di allarme.

L’impianto sarà anche dotato di una nuova centralina di rilevazione di CO, in modo che non si
formino eventuali accumuli di gas all’interno di uno dei locali facenti parte dell’autorimessa al
primo o al secondo piano interrato.

Saranno realizzate anche opere elettriche al fine di rendere conformi alla norma vigente
l’impiantistica a servizio dei rilevatori incendi e delle centrali , le aree destinate all’intervento
sono le seguenti:

 Cabina di trasformazione;

 Autorimessa al I° interrato;

 Autorimessa al II° interrato;

 Vano tecnico al I° interrato;

 Area esterna all’autorimessa.

Le opere edili consisteranno nella realizzazione di pareti resistenti al fuoco, vani filtro, scale
metalliche, riqualificazioni di pareti e l’installazione di porte resistenti al fuoco. Oltre alle
opere precedentemente descritte, saranno necessarie anche le seguenti lavorazioni:

formazione fori a parete e pavimento per il passaggio delle tubazioni impianto sprinkler, per
l’installazione del gruppo autopompa dei vigili del fuoco e per il passaggio dei canali di estrazione
dell’autorimessa.

ripristino fori, intonaci e tinteggiature.

rimozione e riposizionamento di tutto il mobilio presente negli archivi e necessario per la


riqualificazione delle pareti

6.5 MACROFASE tarature impianti e smobilizzo cantiere

Nella macrofase finale sono previste le seguenti lavorazioni:

1) rimozione dell’unità di decontaminazione;

2) rimozione delle apparecchiature sigillature e confinamento del vano scala e dell’area al


paino terra;

3) rimozione della recinzione nell’area cortile e sull’area delle scale esterne e dei material
istoccati rimasti;

4) taratura e collaudo degli impianti

5) pulizia finale interna ed esterna;


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Piano di sicurezza e coordinamento

7.0 - SOGGETTI COINVOLTI E COMPITI DI SICUREZZA

7.1 - Soggetti Coinvolti


7.1.1 - Committente

Responsabilità e competenze:

E' il soggetto per conto del quale l'intera opera viene realizzata, indipendentemente da
eventuali frazionamenti della sua realizzazione.

Si attiene ai principi e alle misure generali di tutela.

Al fine di permettere la pianificazione dell'esecuzione in condizioni di sicurezza dei lavori o delle fasi
di lavoro che si devono svolgere simultaneamente o successivamente tra loro, prevede nel

progetto la durata di tali lavori o fasi di lavoro.

Valuta il PSC ed il FIS.

Designa il coordinatore per la progettazione e per l'esecuzione.

Comunica alle imprese esecutrici il nominativo del coordinatore per la progettazione e quello del
coordinatore per l'esecuzione.

Verifica l'idoneità tecnico-professionale dell'impresa affidataria, delle imprese esecutrici e dei


lavoratori autonomi in relazione alle funzioni o ai lavori da affidare, con le seguenti modalità:

1. Ai fini della verifica dell'idoneità tecnico professionale le imprese dovranno esibire al

committente o al responsabile dei lavori almeno:

a) iscrizione alla camera di commercio, industria ed artigianato con oggetto sociale inerente alla
tipologia dell'appalto

b) documento di valutazione dei rischi di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a) o

autocertificazione di cui all'articolo 29, comma 5, del decreto legislativo 81/08

c) specifica documentazione attestante la conformità alle disposizioni di cui al presente decreto


legislativo, di macchine, attrezzature e opere provvisionali

d) elenco dei dispositivi di protezione individuali forniti ai lavoratori

e) nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, degli incaricati


dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione, di

primo soccorso e gestione dell'emergenza, del medico competente quando necessario

f) nominativo (i) del (i) rappresentante (i) dei lavoratori per la sicurezza

20
Piano di sicurezza e coordinamento

g) attestati inerenti la formazione delle suddette figure e dei lavoratori prevista dal presente
decreto legislativo

h) elenco dei lavoratori risultanti dal libro matricola e relativa idoneità sanitaria prevista dal

presente decreto legislativo

i) documento unico di regolarità contributiva

l) dichiarazione di non essere oggetto di provvedimenti di sospensione o interdittivi

2. I lavoratori autonomi dovranno esibire almeno:

a) iscrizione alla camera di commercio, industria ed artigianato con oggetto sociale inerente alla
tipologia dell'appalto

b) specifica documentazione attestante la conformità alle disposizioni di cui al presente


decreto legislativo di macchine, attrezzature e opere provvisionali

c) elenco dei dispositivi di protezione individuali in dotazione

d) attestati inerenti la propria formazione e la relativa idoneità sanitaria previsti dal


presente decreto legislativo

e) documento unico di regolarità contributiva

3. In caso di sub-appalto il datore di lavoro committente verifica l'idoneità tecnico-


professionale dei subappaltatori con gli stessi criteri di cui al precedente punto 1.

Chiede alle imprese esecutrici una dichiarazione dell'organico medio annuo, distinto per
qualifica, corredata dagli estremi delle denunce dei lavoratori effettuate all'Istituto nazionale

della previdenza sociale (INPS), all'Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro (INAIL)

e alle casse edili, nonché una dichiarazione relativa al contratto collettivo stipulato dalle
organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, applicato ai lavoratori
dipendenti.

Trasmette all'amministrazione competente, prima dell'inizio dei lavori oggetto del permesso di

costruire, il nominativo delle imprese esecutrici dei lavori unitamente alla documentazione di
cui ai due precedenti punti.

Prima dell'inizio dei lavori, trasmette all'azienda unità sanitaria locale e alla direzione
provinciale del lavoro territorialmente competenti la notifica preliminare secondo il seguente

modello nonché gli eventuali aggiornamenti:

1. Data della comunicazione.

2. Indirizzo del cantiere.

21
Piano di sicurezza e coordinamento

3. Committente (i) (nome (i), cognome (i), codice fiscale e indirizzo (i)).

4. Natura dell'opera.

5. Responsabile (i) dei lavori (nome (i), cognome (i), codice fiscale e indirizzo (i)).

6. Coordinatore (i) per quanto riguarda la sicurezza e la salute durante la progettazione


dell'opera (nome (i), cognome (i), codice fiscale e indirizzo (i)).

7. Coordinatore (i) per quanto riguarda la sicurezza e la salute durante la realizzazione

dell'opera (nome (i), cognome (i), codice fiscale e indirizzo (i)).

8. Data presunta d'inizio dei lavori in cantiere.

9. Durata presunta dei lavori in cantiere.

10. Numero massimo presunto dei lavoratori sul cantiere.

11. Numero previsto di imprese e di lavoratori autonomi sul cantiere.

12. Identificazione, codice fiscale o partita IVA, delle imprese già selezionate.

13. Ammontare complessivo presunto dei lavori (€).

Trasmette il piano di sicurezza e di coordinamento a tutte le imprese che saranno coinvolte


nell'esecuzione dei lavori.

Sospende i lavori, allontana le imprese o i lavoratori autonomi dal cantiere o rescinde il


contratto con le imprese su motivata richiesta del CSE.

7.1.2 - Responsabile dei lavori


Responsabilità e competenze:

E' un soggetto di cui il committente può facoltativamente avvalersi, come di un alter-ego, se lo


desidera o se ne ha necessità.

Le sue responsabilità sono quelle derivanti dall'incarico ricevuto dal committente fra quelle

individuate per il committente stesso.

Nel caso di Lavoro Pubblico il RL viene automaticamente individuato nel Responsabile Unico
del Procedimento ma non assume di fatto tutte le responsabilità individuate in capo al
committente se non tramite un incarico che abbia i crismi della delega.

7.1.3 - Coordinatore in fase di progettazione


Nome: Architetto Giacomo Matarrese

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Piano di sicurezza e coordinamento

Indirizzo: Via G. Verdi, 2 – 33078 San Vito al Tagliamento (PN)

Posta elettronica: g.matarrese@awn.it

Responsabilità e competenze:

Il CSP è chiamato a confrontarsi con i progettisti al fine dell'individuazione dei processi costruttivi
in modo da proporre quelle varianti e/o integrazioni necessarie all'eliminazione all'origine dei
pericoli ed al miglioramento delle condizioni di sicurezza dei lavoratori che dovranno procedere
all'esecuzione e/o alla successiva manutenzione dell'opera.

Le sue responsabilità sono previste nella legislazione corrente ed in particolare sono quelle di
redigere i piani di sicurezza ed il fascicolo informativo dell'opera secondo le indicazioni degli
specifici articoli del D.Lgs. 81/08.

7.1.4 - Coordinatore in fase di esecuzione


Nome: Architetto Giacomo Matarrese

Indirizzo: Via G. Verdi, 2 – 33078 San Vito al Tagliamento (PN)

Posta elettronica: g.matarrese@awn.it

Verifica, con opportune azioni di coordinamento e controllo, l'applicazione, da parte delle


imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, delle disposizioni loro pertinenti contenute nel
piano di sicurezza e di coordinamento e la corretta applicazione delle relative procedure di
lavoro.

Verifica l'idoneità del piano operativo di sicurezza, da considerare come piano


complementare di dettaglio del piano di sicurezza e coordinamento, assicurandone la
coerenza con quest'ultimo, adegua il piano di sicurezza e di coordinamento e il fascicolo.

In relazione all'evoluzione dei lavori ed alle eventuali modifiche intervenute, valutando le


proposte delle imprese esecutrici dirette a migliorare la sicurezza in cantiere, verifica che le
imprese esecutrici adeguino, se necessario, i rispettivi piani operativi di sicurezza.

Organizza tra i datori di lavoro, ivi compresi i lavoratori autonomi, la cooperazione ed


il coordinamento delle attività nonché la loro reciproca informazione.

Verifica l'attuazione di quanto previsto negli accordi tra le parti sociali al fine di realizzare il
coordinamento tra i rappresentanti della sicurezza finalizzato al miglioramento della
sicurezza in cantiere.

Segnala al committente e al responsabile dei lavori, previa contestazione scritta alle imprese e
ai lavoratori autonomi interessati, inosservanze, mancato rispetto delle prescrizioni del piano
di sicurezza e coordinamento e propone la sospensione dei lavori, l'allontanamento delle
imprese o dei lavoratori autonomi dal cantiere, o la risoluzione del contratto.

Sospende, in caso di pericolo grave e imminente, direttamente riscontrato, le singole


lavorazioni fino alla verifica degli avvenuti adeguamenti effettuati dalle imprese interessate.

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Piano di sicurezza e coordinamento

8.0 - RELAZIONE CONCERNENTE L'INDIVIDUAZIONE, L'ANALISI E LA


VALUTAZIONE DEI RISCHI IN RIFERIMENTO ALL'AREA ED
ALL'ORGANIZZAZIONE DELLO SPECIFICO CANTIERE, ALLE
LAVORAZIONI INTERFERENTI ED AI RISCHI AGGIUNTIVI RISPETTO A
QUELLI SPECIFICI PROPRI DELL'ATTIVITA'
5.1 - GENERALITA'
Il cantiere è temporaneo e di tipo fisso e circoscrive l'area interessata dai lavori completamente
in relazione allo stato di avanzamento.

Infatti verrà immediatamente recintata l'area di cantiere interna ed esterna comune a tutte le
lavorazioni fin dalla consegna dei lavori.

Come indicato espressamente dal D. Lgs. 81/08 bis, si procede con l’individuazione e l’analisi degli
elementi essenziali di cui all’allegato II in relazione a:

a) caratteristiche geomorfologiche dell’area di cantiere:

Le lavorazioni riguarderanno la manutenzione dell’intero edificio destinato ad uffici si realizzerà


all’interno dell’area scoperta una ZONA, delimitata da idonea recinzione, per lo stoccaggio del
materiale e per il passaggio e la sosta dei mezzi di cantiere; per i lavori da effettuare nell’unità
attualmente usata per uffici, si provvederà a concordare modalità e tempi, con la Committenza,
delle fasi lavorative in modo da non creare interferenze.

b) presenza di fattori esterni che comportano rischi per il cantiere:

Le linee elettriche sono sufficientemente distanti e non compromettono lo svolgimento in sicurezza


delle operazioni.

Nel caso di utilizzo di attrezzature con bracci telescopici, verranno adottate le prescrizioni di
sicurezza riportate nell’All. IX del D. Lgs. 81/08 e successive modificazioni relativo alle distanze di
sicurezza da parti attive di linee elettriche e di impianti elettrici non protette o non sufficientemente
protette da osservarsi, nell’esecuzione di lavori non elettrici, al netto degli ingombri derivanti dal
tipo di lavorazione, dalle attrezzature utilizzate e dei materiali movimentati, nonché degli
sbandamenti laterali dei conduttori dovuti all’azione del vento e degli abbassamenti di quota dovuti
alle condizioni termiche.

Durante l’esecuzione dei lavori, le imprese dovranno tenere presenti le seguenti misure di
prevenzione e protezione:

 le attività in prossimità delle linee elettriche dovranno essere consentite solamente a seguito di
predisposizione di ostacoli fissi (va specificata la tipologia degli ostacoli) secondo le indicazioni
del Titolo III Capo III del D. Lgs. 81/08 bis Impianti ed apparecchiature elettriche.
 Per tutti i sottoservizi, linee elettriche media e bassa, fognature bianche e nere, condotte acqua
calda e fredda ecc, l’Ufficio Tecnico fornirà le mappature per procedere in sicurezza nei lavori
Procedure operative: le Imprese provvederanno ad esplicitare tali specifiche lavorazioni nel POS,
evidenziando le fasi critiche e le situazioni di rischio aggravato o particolare.

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Piano di sicurezza e coordinamento

c) presenza di rischi che le lavorazioni di cantiere possono comportare per l’area circostante:

I rischi che il cantiere può trasmettere all’esterno sono legati essenzialmente alla caduta di oggetti
dall’alto durante l’utilizzo della piattaforma elevatrice e all’emissione di agenti inquinanti, quali
polvere e rumore.
Durante le attività in genere di cantiere si dovrà procedere alla recinzione dell’area di caduta oggetti
ed all’abbattimento delle polveri prodotte proteggendo con teli e quant’altro necessario e
provvedendo immediatamente alla pulizia dei prodotti di risulta.

Procedure operative: le Imprese provvederanno ad esplicitare tali specifiche lavorazioni nel POS,
evidenziando le fasi critiche e le situazioni di rischio aggravato o particolare.

Organizzazione del cantiere

Si effettua l'analisi degli elementi essenziali di cui all'allegato XV .2 del D. Lgs. 81/08 bis, in relazione
ai seguenti punti riferiti all'organizzazione del cantiere ed alla tipologia del cantiere:

a) le modalità da seguire per la recinzione del cantiere, gli accessi e le segnalazioni;


b) i servizi igienico - assistenziali;
c) la viabilità principale di cantiere;
d) gli impianti di alimentazione e reti principali di elettricità, acqua, gas ed energia di
qualsiasi tipo;
e) gli impianti di terra e di protezione contro le scariche atmosferiche;
f) le disposizioni per dare attuazione a quanto previsto dall'articolo 91 per
l’applicazione del PSC;
g) le disposizioni per dare attuazione a quanto previsto dall'articolo 82, comma 1,
lettera c Lavori in tensione);
h) le eventuali modalità di accesso dei mezzi di fornitura dei materiali;
i) la dislocazione degli impianti di cantiere;
j) l) la dislocazione delle zone di carico e scarico;
k) m) le zone di deposito attrezzature e di stoccaggio materiali e dei rifiuti;
l) n) le eventuali zone di deposito dei materiali con pericolo d'incendio o di esplosione.

Delimitazione dell’area di cantiere ed esposizione del cartello di cantiere

La recinzione dovrà impedire l’accadimento di rischi interferenziali con l'accesso agli estranei e
dovrà segnalare in modo inequivocabile la zona dei lavori. Dovrà essere costituita con delimitazioni
robuste e durature corredate da richiami di divieto e pericolo. Recinzioni, sbarramenti, protezioni,
segnalazioni e avvisi devono essere mantenuti in buone condizioni e resi ben visibili.

25
Piano di sicurezza e coordinamento

9.0 - SCELTE PROGETTUALI ED ORGANIZZATIVE, PROCEDURE,


MISURE PREVENTIVE E PROTETTIVE

9.1 - AREA DEL CANTIERE


9.1.1 - FATTORI ESTERNI CHE COMPORTANO RISCHI PER IL CANTIERE E RELATIVE
CONTROMISURE
Non esistono fattori esterni che trasmettano rischi al cantiere fatto eccetto per le operazioni di
carico e scarico ove la normale viabilità può interferire con le operazioni di carico e scarico dei
materiali.

Per quanto riguarda i rischi della normale attività di lavoro degli uffici si considera che i rischi
trasmessi al cantiere sono minimali.

Occorre comunque che l'azienda prenda visione del DVR aziendale e del piano di evacuazione

in modo da essere a conoscenza dei rischi propri del luogo di lavoro e soprattutto di essere
informata sulle procedure di evacuazione dello stabile.

9..1.2 -RISCHI TRASMESSI ALL'AREA CIRCOSTANTE DERIVANTI DALLE


LAVORAZIONI DEL CANTIERE E RELATIVE CONTROMISURE
9.1.2.1 - INCENDIO
Presentando i lavori da eseguire fonti di innesco di incendio, considerato che gli stessi avvengono in
adiacenza a locali che sono utilizzati da persone estranee e/o che ospitano materiali da
salvaguardare, l'impresa appaltatrice, prima di iniziare i lavori, dovrà indicare nel POS quali
procedure di lavoro effettuerà per ridurre al minimo tale rischio.

9.1.2.2 - AGENTI INQUINANTI

9.1.2.2.1 – POLVERI
Essendo le lavorazioni fonte di propagazione di fibre di amianto alle aree limitrofe ove sono presenti
lavoratori e pubblico degli uffici regionali, l'impresa appaltatrice dovrà provvedere all'installazione
di teloni fissati a solida struttura portante al fine di creare delle barriere che evitino la
propagazione all'esterno del cantiere.

Il POS dovrà riportare le tipologie delle barriere che saranno utilizzate e le modalità operative di
installazione.

Il CSE dovrà verificare che l'apprestamento scelto venga adottato.

L' imprese esecutrici durante le lavorazioni stesse dovranno procedere a periodica bagnatura dei
materiali al fine di un loro distacco. Le imprese esecutrici dovranno evidenziare nel POS con quali
frequenze e modalità procederanno alla bagnatura a mezzo di nebulizzazione.

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Piano di sicurezza e coordinamento

10.0 - ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE

10.1 - MODALITÀ DA SEGUIRE PER LA RECINZIONE DEL CANTIERE, GLI


ACCESSI E LE SEGNALAZIONI
10.1.1 - GENERALITA'
La recinzione ha come scopo di impedire fisicamente l'entrata in cantiere alle persone estranee
anche durante il fermo del cantiere stesso. Si ricorda la sussistenza della responsabilità del titolare
dell'impresa se non predispone opere precauzionali che impediscono l'agevole accesso

dall'esterno da parte di chiunque in cantiere.

Nel caso in questione la recinzione, che sarà realizzata a mezzo di teli in polietilene, deve impedire
la dispersione di fibre all'esterno del cantiere tramite porte e finestre che per tale motivo saranno
chiuse e sigillate ermeticamente.

10.1.2 - CONFINAMENTO STATICO E DINAMICO DEL CANTIERE CONFINAMENTO STATICO


L'area di lavoro deve essere interamente confinata.

Tutte le aperture di ventilazione, le attrezzature fisse e gli infissi, devono essere sigillati sul posto,
uno per uno, con fogli di plastica ( di spessore di circa 0,1 mm.) chiusi da nastro

adesivo fino a che il lavoro, pulizia compresa, non sarà completato. Tutte le pareti della zona

di lavoro saranno ricoperte con fogli di polietilene di spessore adeguato e sigillate sul posto con
nastro a prova di umidità.

In particolare: · per le pareti può essere sufficiente un solo foglio di polietilene, salvo il caso in cui
questo funge anche da parete divisoria; per i pavimenti sono sufficienti due fogli, salvo i casi in cui
si prevede una certa usura per via della lunga durata dei lavori, della movimentazione di grosse

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Piano di sicurezza e coordinamento

quantità di materiali e della natura non uniforme e liscia del pavimento sottostante ( ad
esempio tavolato del ponteggio) per cui può essere opportuno posizionarne tre.

Le giunzioni saranno unite con nastro impermeabile; la copertura del pavimento dovrà estendersi
alla parete per almeno 500 mm. Tutte le barriere di fogli di plastica e l'isolamento

della zona vanno mantenuti durante tutta la preparazione del lavoro.

Bisognerà effettuare ispezioni periodiche per assicurare che le barriere siano funzionanti.

Tutti i cavedi e le altre possibili comunicazioni per il passaggio di cavi, tubazioni, ecc. devono essere
individuati e sigillati.

I bordi delle barriere temporanee, i fori e le fessure vanno tamponati con silicone o schiume
espanse.

Porte e finestre vanno sigillate applicando prima nastro adesivo sui bordi e coprendole
successivamente con un telo di polietilene di superficie più estesa delle aperture.

Deve essere predisposta un'uscita di sicurezza per consentire una rapida via di fuga, realizzata con
accorgimenti tali da non compromettere l'isolamento dell'area di lavoro (ad es. telo di polietilene da
tagliare in caso di emergenza).

Deve essere installato un impianto temporaneo di alimentazione elettrica, di tipo stagno e collegato
alla messa a terra. I cavi devono essere disposti in modo da non creare intralcio al lavoro e non
essere danneggiati accidentalmente.

CONFINAMENTO DINAMICO
Per realizzare un efficace isolamento dell'area di lavoro è necessario, oltre all'installazione delle
barriere (confinamento statico), l'impiego di un sistema di estrazione dell'aria che metta in
depressione il cantiere di bonifica rispetto all'esterno (confinamento dinamico).

Il sistema di estrazione deve garantire un gradiente di pressione tale che, attraverso i percorsi di
accesso al cantiere e le inevitabili imperfezioni delle barriere di confinamento, si verifichi un flusso
d'aria dall'esterno verso l'interno del cantiere in modo da evitare qualsiasi fuoriuscita di fibre.
Nello stesso tempo questo sistema garantisce il rinnovamento dell'aria e riduce la
concentrazione delle fibre di amianto aerodisperse all'interno dell'area di lavoro.

L'aria aspirata deve essere espulsa all'esterno dell'area di lavoro; quando è possibile fuori
dall'edificio.

L'estremità del condotto di uscita dell'estrattore deve attraversare le barriere di confinamento;

l'integrità delle barriere deve essere mantenuta sigillando i teli di polietilene con nastro adesivo
intorno all'estrattore o al tubo di uscita.

L'aria inquinata aspirata dagli estrattori deve essere efficacemente filtrata prima di essere emessa
all'esterno del cantiere. Gli estrattori devono essere messi in funzione prima che

28
Piano di sicurezza e coordinamento

Qualsiasi materiale contenente amianto venga manomesso e devono funzionare

ininterrottamente (24 ore su 24) per mantenere il confinamento dinamico fino a che la
decontaminazione dell'area di lavoro non sia completa. Non devono essere spenti alla fine del turno
di lavoro né durante le eventuali pause.

In caso di interruzione di corrente o di qualsiasi altra causa accidentale che provochi l'arresto degli
estrattori, l'attività di rimozione deve essere interrotta; tutti i materiali di amianto già rimossi e
caduti devono essere insaccati finché sono umidi.

Caratteristiche e requisiti degli estrattori:

Sono estrattori d'aria ad alto volume che consentono di realizzare portate dell'ordine di 3000 m3 /h.
In considerazione delle particolari esigenze da soddisfare in un cantiere di decontaminazione da
amianto, è opportuno che tali estrattori posseggano almeno le seguenti caratteristiche:

a) cassa di contenimento:

 solida e resistente agli urti;

 a tenuta per evitare la fuoriuscita di fibre;

 di dimensioni tali da consentire un agevole passaggio attraverso le porte, ecc.;

 di facile accesso per la sostituzione dei filtri;

 montata su ruote o carrello;

 facilmente pulibile all'esterno;

b) Ventilatore

 ¨ deve essere di tipo centrifugo;

 ¨ deve assicurare la portata richiesta : P ( mc/min) = Vol.amb. x n. ricambi/ora 60

c) Filtri - Il treno di filtrazione deve essere costituito da tre stadi rispettivamente a bassa, media ed
alta efficienza (assoluto) in modo da allungare il tempo di vita di quest'ultimo:

 ¨ prefiltro = a bassa efficienza (fino a 10 micron);

 ¨ filtro intermedio = a media efficienza (fino a 5 micron);

 ¨ alta efficienza (cosiddetti "assoluti"): filtro HEPA= (efficienza filtrante 99.97 DOP), di
dimensioni corrispondenti all'alloggiamento, fissato tramite guarnizioni in gomma. Ogni
elemento filtrante deve essere corredato di certificazione del fabbricante che ne attesti le
caratteristiche;

d) strumentazione:

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Piano di sicurezza e coordinamento

 ¨ l'unità deve essere munita di un sistema di misura della variazione della resistenza al
flusso d'aria (dovuta al progressivo intasamento dei filtri) che indichi la necessità di
sostituire i filtri stessi (manometro differenziale);

 ¨ deve essere previsto un preallarme ed un allarme in caso di superamento delle relative


soglie di perdita di carico per fornire l'indicazione sulla necessità di sostituire gli
elementi filtranti;

e) parte elettrica:

 ¨ l'unità di aspirazione deve essere collegata a terra ;

 ¨ i cavi collegamento devono essere disposti in modo da non creare intralcio al lavoro e non
essere danneggiati accidentalmente;

 ¨ sarebbe opportuno che ogni estrattore fosse munito di un interruttore automatico per
impedire il funzionamento in assenza di filtri HEPA;

 ¨ avvisatore acustico di allarme in caso di avaria e di superamento della resistenza al flusso


d'aria (intasamento).

Calcolo della portata richiesta

Per assicurare un'efficace depressione dell'area di lavoro si richiedono almeno quattro ricambi
d'aria per ora (in alcune circostanze, per difficoltà nell'isolamento dell'area, la depressione si
realizza solo con un numero di ricambi maggiore).

La portata totale può essere assicurata tramite uno o più estrattori.

Nel calcolo dei volumi di estrazione e nella taratura dei sistemi di controllo devono essere previsti
dei margini i sicurezza in base alle perdite di carico previste (dovute all'intasamento dei filtri, alla
lunghezza dei tubi in uscita e all'eventuale avaria di un estrattore.

A tal fine può essere utile, a seconda del volume complessivo del cantiere, disporre di uno o

più estrattori di riserva già installati da azionare all'occorrenza.

In caso di interruzione della corrente elettrica, devono essere previsti appositi generatori di
corrente in modo da assicurare il mantenimento della depressione nell'area di lavoro.

Collocazione degli estrattori

Gli estrattori devono essere collocati in modo che l'aria pulita entri principalmente tramite l'unità di
decontaminazione e attraversi il più possibile l'area di lavoro.

Per questo motivo si devono collocare gli estrattori alla massima distanza dall'Unità di

Decontaminazione (U.D.) e dalle altre eventuali aperture per l'ingresso dell'aria. E' inoltre preferibile
che gli estrattori siano posizionati sul pavimento.

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Piano di sicurezza e coordinamento

Le bocchette degli estrattori dovranno essere disposte , a seconda della conformazione

geometrica del cantiere, in modo da creare dei flussi unidirezionali d'aria che investano il maggior
volume possibile dell'area di lavoro, evitando la formazione di cammini preferenziali e di sacche
d'aria stagnante.

Per creare la depressione, l'aria aspirata deve essere espulsa all'esterno dell'area di lavoro,
preferibilmente fuori dall'edificio e, ovviamente, non riciclata.

Gli estrattori devono essere posizionati, se tecnicamente possibile, dentro il cantiere in quanto la
sostituzione dei filtri comporta l'apertura di parte dell'estrattore fortemente contaminata.

Per facilitare le operazioni finali di pulizia degli stessi è opportuno proteggerli dalla polvere con un
rivestimento di polietilene.

Cambio dei filtri

Durante l'impiego, i filtri si saturano progressivamente di polvere riducendo la portata degli


estrattori, con conseguente caduta del gradiente pressorio. La durata di un filtro dipende dalla
concentrazione di polvere nell'aria. Il cambio dei filtri deve avvenire all'interno dell'area di
lavoro ad opera di personale munito di mezzi di protezione individuale. La presenza di un
manometro sull'estrattore, che indichi la differenza di pressione a monte e a valle del filtro,
consente di determinare con precisione quanto il filtro deve essere cambiato. Quando la differenza
di pressione indicata dal manometro supera indicativamente i 2,5 cm/acqua (1 inche) deve essere
cambiato il prefiltro. Se tale provvedimento non riporta l'estrattore nelle normali condizioni di
funzionamento, deve essere cambiato anche il filtro intermedio.

I filtri HEPA vanno sostituiti quando sono danneggiati o quando, dopo aver cambiato prefiltro e
filtro intermedio, la differenza di pressione indicata sull'estrattore non è tornata ai valori normali.
Durante la sostituzione del filtro assoluto è necessario spegnere prima l'estrattore per impedire
l'emissione in atmosfera dell'aria non filtrata. La sostituzione dei prefiltri potrà avvenire con
l'estrattore in funzione in quanto l'eventuale polvere di amianto che si libera o che è presente
nell'area di lavoro viene captata dal filtro HEPA . Tutti i filtri usati devono essere insaccati e trattati
come rifiuti di amianto.

31
Piano di sicurezza e coordinamento

11.0 SERVIZI IGIENICO ASSISTENZIALE, IMPIANTI DI CANTIERE


E LORO CARATTERISTICHE

11.1 - Delimitazione, accessi e segnalazioni


L’intera area prospiciente le strade di traffico cittadino e la zona residenziale interessata al
cantiere deve essere recintata con rete plastificata allo scopo di garantire il divieto di accesso ai
non addetti. In ingresso devono essere apposti: il cartellone che descrive l’opera in realizzazione e
cartelli riportanti le indicazioni di pericoli, divieti e obblighi in conformità alle normative vigenti. Le
indicazioni generali riportate sui cartelli all’ingresso non si possono ritenere sufficienti. La
segnaletica deve essere presente anche nei punti dove esiste l’esposizione al rischio, deve essere
limitata alle reali necessità informative e essere continuamente aggiornata al progredire dei lavori.
In nessun caso la segnaletica può essere ritenuta sostitutiva della presenza dei dispositivi di
sicurezza richiesti.

Prima delle fasi iniziali di realizzazione dell’opera occorre formare, informare ed educare gli
addetti sulla corretta disposizione della segnaletica e sul rispetto. I lavoratori e gli eventuali
visitatori del cantiere dovranno essere informati dei rischi residui presenti in cantiere anche
attraverso la segnaletica di sicurezza, che deve essere conforme ai requisiti del D. Lgs. 81/08. E'
bene ricordare che la segnaletica di sicurezza deve risultare ben visibile e soprattutto, per svolgere
bene il suo compito, deve essere posizionata in prossimità del pericolo.

A tal proposito si richiede la collocazione in cantiere, da parte dell'impresa appaltatrice che dovrà
altresì riportare nel POS una tavola grafica esplicativa dei carteli da inserire nel cantiere che siano
conformi alla normativa vigente

L’impalcatura deve essere eseguita e permanere per tutti i lavori necessari sulla parete Ovest
verso in cortile interno e servirà al montaggio del montante per l’impianto termico.

L’accesso agli uffici è garantito in sicurezza da un percorso recintato e compartimentato che va


dall’ingresso di via Rotta sino alle scale che vanno nel seminterrato (vedi Lay out allegato)

11.2 - Viabilità di cantiere


Si è individuato un rischio specifico dovuto alla presenza di traffico veicolare su via Roma. Tale
rischio può essere eliminato o comunque ridotto segnalando con opportuna segnaletica che tale
zona è soggetta al passaggio di mezzi di cantiere e assumendo da parte dei conducenti di tali
mezzi un comportamento adeguato alla situazione.

Inoltre, per tutta la durata dei lavori, le imprese dovranno garantire:

una continua pulizia della sede stradale;

la presenza di un addetto che consenta l’effettuazione in sicurezza delle manovre dei mezzi,
soprattutto nella zona nelle immediate vicinanze all’accesso del cantiere. Tutte le imprese

32
Piano di sicurezza e coordinamento

dovranno segnalare per tempo mediante il proprio referente al CSE l’arrivo di mezzi pesanti o di
trasporto eccezionali affinché possano essere adottati tutti i provvedimenti e le cautele del caso.

L’accesso agli uffici è garantito in sicurezza da un percorso recintato e compartimentato che va


dall’ingresso di via Rotta sino alle scale che vanno nel seminterrato (vedi Lay out allegato)

11.3 - Aree di deposito


L’area di stoccaggio del materiale e il ricovero dei mezzi sarà ubicata al di fuori delle vie di transito,
sarà posizionata nella parte scoperta in prossimità dell’ingresso da Via Rotta in area definita in
accordo con il Committente, in modo razionale e tale da non creare ostacoli. I materiali e le
attrezzature devono essere disposti o accatastati in modo da evitare il crollo o il ribaltamento;
sarà cura del referente di ogni impresa controllare la situazione di dette aree.

Particolare attenzione nell’individuazione di aree destinate al deposito di carburanti, materiali


infiammabili e/o bombole per operazioni di saldatura.

I POS delle imprese dovranno contenere le indicazioni sulle corrette modalità di stoccaggio e
deposito.

11.4 - Smaltimento rifiuti


Il materiale di risulta degli scavi e delle demolizioni, quando non necessario per un ulteriore
utilizzo, sarà prontamente trasportato e smaltito in discarica autorizzata.

A seguito delle lavorazioni di cantiere si può prevedere la produzione dei seguenti “rifiuti
pericolosi”:

Rifiuti di scavo.

I POS delle imprese dovranno contenere le procedure di gestione dei rifiuti prodotti in cantiere,
con particolare riguardo per la rimozione dei materiali pericolosi.

11.5 - Servizi logistici ed igienico – assistenziali


saranno posizionata nella parte scoperta in prossimità dell’ingresso da Via Rotta in area definita in
accordo con il Committente

11.5.1 - Servizi messi a disposizione dal Committente


Servizi messi a disposizione dal committente saranno delle stanze da definirsi in fase dei lavori
dove potranno essere svolte riunioni di coordinamento.

11.5.2 - Servizi da allestire a cura dell’Impresa principale


I servizi, la stanza ufficio e la stanza spogliatoio saranno predisposti dall’impresa principale e curati
per l’intero svolgimento dei lavori.

Sarà cura dell’impresa principale:

Assicurarsi che i servizi e i box siano tenuti costantemente puliti;

33
Piano di sicurezza e coordinamento

assicurarsi che i servizi e i box siano adeguatamente illuminati e sia presente un’illuminazione di
sicurezza di sufficiente intensità ove vi sia particolare rischio a seguito di guasto dell’illuminazione
artificiale;

difendere idoneamente i servizi e i box e i luoghi di passaggio contro la caduta o l’investimento di


materiali.

11.6 - Impianti di cantiere


11.6.1 - Impianti messi a disposizione dal Committente
Non ci sono impianti messi a disposizione dal Committente.

11.6.2 - Impianti da allestire a cura dell’Impresa principale


L’Impresa principale deve progettare e realizzare a regola d’arte gli impianti elencati, rispettando
inoltre le prescrizioni di seguito riportate:

Impianto elettrico di cantiere comprensivo di messa a terra;

Impianto idrico-fognario.

11.6.3 - Impianti di uso comune


IMPIANTO IMPRESA FORNITRICE IMPRESE UTILIZZATRICI

Impianto elettrico Impresa principale Tutte le imprese presenti in


cantiere

Impianto idrico-fognario Impresa principale Tutte le imprese presenti in


cantiere

Tutte le imprese utilizzatrici devono preventivamente formare le proprie maestranze sull’uso


corretto degli impianti di uso comune.

11.6.4 - Prescrizioni sugli impianti


Tutti gli impianti dovranno rispettare le normative vigenti. In particolare, l’impianto elettrico e di
messa a terra sarà realizzato utilizzando esclusivamente personale specializzato in conformità a
quanto richiesto dalla L.46/90; la ditta che realizzerà l’impianto dovrà rilasciare apposita
dichiarazione di conformità, così come previsto dalla stessa legge. Per l’impianto elettrico di
cantiere dovrà essere rispettato quanto segue:

Impianto elettrico conforme alla norma CEI 68-8 fascicolo 11 per cantiere edili;

Le misure della resistenza di terra al termine dell’installazione dell’impianto;

La verifica, almeno mensile, del funzionamento dei differenziali.

Tali verifiche saranno a cura dell’impresa principale.

34
Piano di sicurezza e coordinamento

L’impianto elettrico e l’impianto di messa a terra saranno realizzati nel pieno rispetto della legge
del 01.03.68 n°186 “Disposizioni concernenti la produzione di materiali, apparecchiature,
macchinari, installazione e impianti elettrici ed elettronici”, delle norme C.E.I. 64-8 e della legge
n°46/90. L’impianto di messa a terra, a protezione delle tensioni di contatto, sarà eventualmente
comune con quello di protezione delle scariche atmosferiche, al quale saranno connesse tutte le
masse metalliche di notevoli dimensioni. Questi saranno verificati prima della messa in servizio da
un tecnico competente per conto dell’impresa proprietaria dell’impianto e denunciato, entro 30
giorni, al competente ufficio dell’I.S.P.E.S.L.. Copia delle denunce (Modello A e Modello B) e del
certificato di conformità, nonché degli esiti delle verifiche periodicamente compiute, saranno
tenuti in cantiere a disposizione degli organi di vigilanza.

L’eventuale richiesta di allacciamento delle imprese sub-appaltatrici sarà fatto al referente


dell’impresa proprietaria degli impianti, il quale indicherà il punto d’attacco delle varie utenze;
tale fornitura sarà subordinata alle seguenti condizioni:

fornitura tramite allacciamento al quadro del sub-appaltatore dotato come minimo di interruttore
di linea e interruttore differenziale;

esecuzione dell’impianto elettrico del sub-appaltatore in conformità alle norme di buona tecnica
ed eseguito a regola d’arte;

dichiarazione di conformità.

Saranno assolutamente vietati allacciamenti di fortuna o difformi dalla buona tecnica.

11.7 - Segnaletica
La segnaletica dovrà essere conforme alla normativa vigente in particolare per tipo e dimensione,
deve essere ben curata e mantenuta in condizioni di buona visibilità in quanto deve attirare in
modo rapido e comprensibile l’attenzione su situazioni che possono provocare pericolo. I cartelli
vanno posizionati nei seguenti modi: tenendo conto di eventuali ostacoli, nelle immediate
vicinanze di un rischio specifico o dell’oggetto che si intende segnalare, in un posto facilmente
visibile. Il cartello va rimosso solo quando non esiste più la situazione che ne giustifica la presenza.
Anche per i segnali gestuali si dovranno rispettare le prescrizioni di legge

11.8 - Gestione dell’emergenza


11.8.1 - Indicazioni generali
Sarà cura dell’impresa principale organizzare il servizio di emergenza ed occuparsi della
formazione del personale addetto. Indicativamente, è stato identificato come luogo sicuro lo
spazio antistante l’accesso al cantiere. In caso di allarme, che verrà dato inevitabilmente a voce,
tutti i lavoratori si ritroveranno in questo spazio e il referente di ciascuna impresa procederà al
censimento delle persone per verificare l’assenza di qualche lavoratore. L’eventuale chiamata ai
Vigili del Fuoco verrà effettuata esclusivamente dal Capo cantiere o da un suo delegato.

35
Piano di sicurezza e coordinamento

L’impresa principale dovrà assicurarsi che tutti i lavoratori presenti in cantiere siano informati dei
nominativi degli addetti e delle procedure di emergenza; dovranno inoltre essere esposte in
posizione visibile le procedure da adottarsi, unitamente ai numeri telefonici dei soccorsi esterni.

11.8.2 - Assistenza sanitaria e pronto soccorso


Dovrà essere predisposta a cura dell’impresa principale, in luogo facilmente accessibile ed
adeguatamente segnalato con cartello (rif. cap. F.7), la cassetta di pronto soccorso. L’impresa
principale, o comunque ogni impresa appaltatrice, garantirà la presenza di un addetto al primo
soccorso durante l’intero svolgimento dell’opera, a tale figura faranno riferimento tutte le imprese
presenti. Per gli interventi di pronto soccorso non eseguibili da parte del personale interno, il POS
dovrà prevedere la chiamata del servizio di pronto soccorso di urgenza. Il PSC riporta i riferimenti
telefonici delle strutture previste sul territorio a servizio del pronto soccorso:

PRONTO SOCCORSO DELL’OSPEDALE DI GORIZIA

Ospedale di GORIZIA Via Fatebenefratelli, 34, 34170 Gorizia Telefono: 0481 5921

NEL TERRITORIO OVE E’ INSERITO IL CANTIERE E’ ATTIVO IL NUMERO DI TELEFONO

118

DEL SERVIZIO DI URGENZA ED EMERGENZA MEDICA (SUEM)

In qualsiasi caso di emergenza sanitaria (incidenti, malori, ecc.) è importante mantenere la calma,
esporre il motivo della chiamata e rispondere con la maggiore precisione possibile e con
tranquillità alle domande poste dall’operatore; i pochi secondi necessari per le risposte
consentiranno poi la scelta del mezzo più idoneo e l’accertamento del luogo in cui intervenire, in
modo da soddisfare nel modo più rapido ed efficace le esigenze del caso. Le domande più
importanti poste dall’operatore saranno:

le generalità e il numero telefonico del chiamante;

il luogo di provenienza della chiamata;

il nome (se possibile) e le condizioni dell’infortunato;

il luogo dove si è verificato l’evento;

il numero delle persone coinvolte;

lo stato di coscienza o di inconscenza;

eventuali emorragie visibili in atto, eventuali persone incastrate;

eventuale presenza di incendio o gas.

11.8.3 - Prevenzione incendi


L’impresa principale garantirà:

36
Piano di sicurezza e coordinamento

- la presenza di un addetto all’emergenza antincendio durante l’intero periodo di svolgimento


dell’opera, al quale faranno riferimento tutte le imprese presenti; l’addetto dovrà essere in
possesso di documentazione comprovante la frequenza di un corso conforme al D.M. 10/03/1998.

- N°1 estintore posizionato nella zona delle baracche in luogo facilmente accessibile ed
adeguatamente segnalato con cartello.

- N°1 estintore a polvere in prossimità delle lavorazioni di asfaltatura e delle operazioni di


saldatura o che comportano l’uso di fiamme libere o la formazione di scintille.

Il PSC riporta i riferimenti telefonici delle strutture previste sul territorio a servizio della
prevenzione incendi:

COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO di Gorizia

Via Paolo Diacono, 50, 34170 Gorizia Telefono: 0481 596311

NEL TERRITORIO OVE E’ INSERITO IL CANTIERE E’ ATTIVO IL NUMERO DI TELEFONO

115 DEL SERVIZIO DI SOCCORSO AI VIGILI DEL FUOCO (SOS)

Il 115 consente un accesso veloce alla struttura operativa di zona, ma per un intervento efficace e
tempestivo c’è bisogno di:

descrivere con calma al centralinista la natura e l’entità del sinistro, telefonando anche
nuovamente se la situazione ha subito mutamenti sostanziali;

comunicare l’indirizzo o la località con eventuali riferimenti per una sicura e veloce individuazione
del sito e, se necessario, andare incontro alle squadre di soccorso per indicare la giusta direzione;

segnalare eventuali difficoltà di viabilità ed accesso al luogo del sinistro.

11.8.4 - Evacuazione
Vista la morfologia del cantiere e le attività che in esso si svolgono, si richiede attenzione e
particolari misure di evacuazione in particolare nelle fasi di realizzazione delle fondazioni e delle
demolizioni: deve esserci sempre una via di fuga segnalata, protetta e sicura verso l’esterno.
L’impresa esecutrice stabilirà con il CSE le procedure corrette in fase di lavoro.

37
Piano di sicurezza e coordinamento

12.LAVORAZIONI, LORO INTERFERENZE E SCHEDE TECNICHE

12.1 - PIANIFICAZIONE ELLE FASI

Le fasi di lavoro relative sono state valutate nel DIAGRAMMA DI GANT e sono state relazionate fra
di loro, con riferimento alla variabile tempo, considerando, ove possibile in virtù delle esigenze
tecniche di costruzione, di non avere o di ridurre al minimo le sovrapposizioni spaziali di lavori
eseguiti da imprese diverse.

Qualora l'impresa appaltatrice non ritenesse applicabili le ipotesi di pianificazione effettuate ed


identificasse sovrapposizioni temporali e spaziali di attività eseguite da imprese diverse dovrà
richiedere la modifica del presente PSC in merito alla problematica stessa.

Si riportano di seguito l’elenco delle FASI DI LAVORAZIONE di cui all’allegato FASI DI LAVORAZIONI
e di COORDINAMENTO con i riferimenti alle mansioni svolte.:

12.2 SEQUENZA DELLE FASI DI LAVORAZIONE


ipotesi di inizio del cantiere = 1/5/2017
CA = corpo alto = Via Roma 7
CB = corpo basso = Via Roma 9

1) Spostamento del personale presente nel corpo alto in altra sede.


2) Preparazione e organizzazione del cantiere. Presentazione del cronoprogramma dettagliato.
Due settimane.

3) Sottomissione delle schede tecniche e caratteristiche delle apparecchiature e dei materiali


relative all’impianto di riscaldamento.
Due settimane.

4) Sottomissione delle schede tecniche e caratteristiche delle apparecchiature e dei materiali


relative agli altri impianti.
Sei settimane.

5) Presentazione del piano di lavoro della bonifica da amianto.


Due settimane.

6) Approvazione del piano di lavoro della bonifica da amianto da parte dell’ASL.


Tre settimane.

7) Collegamento provvisorio dei circuiti ventilconvettori e batterie di riscaldamento con la


centrale frigorifera con spostamento del gruppo di pompaggio esistente (pompe, valvole a tre
vie, valvolame ed accessori) dalla sottocentrale termica alla centrale frigorifera e posa di tubi
provvisori in modo da mantenere attivi l’impianto ventilconvettori del corpo basso e l’impianto
delle batterie di riscaldamento. Svuotamento circuito, montaggio valvole, riempimento, sfiato.
Un fine settimana.

8) Rifacimento della sottocentrale termica (riscaldamento non in funzione):


- rimozione impianti nella sottocentrale termica;
38
Piano di sicurezza e coordinamento

- nuovi impianti nella sottocentrale termica;


- collegamento definitivo dei circuiti ventilconvettori e batterie di riscaldamento e
ricollegamento degli altri circuiti (durante un fine settimana).

9) CA - colonna esterna FC-1 a partire dalla sottocentrale termica con attestazione in


corrispondenza della parete esterna di ciascun piano. Prova di carico, basamento, tubazioni,
raccordi flessibili, isolamento termico, rivestimento in alluminio.
Quattro settimane.

10) CA – sezionamento e chiusura dei canali di mandata e ripresa dell’aria primaria.


Un fine settimana.

11) CA – pendinatura corpi illuminanti, rimozione controsoffitti con pulizia dei pannelli.
Tre settimane.

12) CA - bonifica da amianto dei tubi nel controsoffitto.


Quattro settimane.

13) CA – restituibilità per cad. piano.


Cinque settimane.

14) CA – nuovo impianto a ventilconvettori. Rimozione tubi e ventilconvettori, nuovi tubi, nuovi
ventilconvettori, regolazione automatica, messa in funzione.
Dodici settimane.

15) Reti nell’autorimessa del piano primo interrato relative ai ventilconvettori e impianto a
ventilconvettori all’interno della Sala mostre.
Due settimane.

16) Reti relative ai ventilconvettori a soffitto del porticato nella zona “ingresso sala mostre” e nella
zona limitrofa fino all’ingresso del corpo alto, compresi rimozione e rimontaggio controsoffitto.
Due settimane.

17) CA – verifiche funzionali.


Tre settimane.

18) CA – bonifica e igienizzazione dell’unità di trattamento aria, montaggio della nuova sezione di
umidificazione (tutto l’impianto di aria primaria degli uffici non sarà in funzione).
Una settimana.

19) CA – bonifica e igienizzazione dell’impianto ad aria (eccetto l’unità di trattamento).


Due settimane.

20) CA – rimontaggio controsoffitti con pendinatura incrementata e staffaggi sismici.


Quattro settimane.

21) CA – bonifica da amianto del cavedio C1 e restituibilità.


Cinque settimane.

22) CA – cavedio C1: opere propedeutiche e di ripristino.


Quattro settimane.

23) Locale trattamento aria dell'auditorium: nuovi umidificatori e impianto di presa aria esterna.
Nel periodo estivo (quando l'auditorium non è utilizzato).

39
Piano di sicurezza e coordinamento

Quattro settimane.

24) Montaggio della gru a disposizione per i lavori sulla copertura.


Otto settimane.

25) Periodo invernale (raffrescamento non in funzione): lavori sulla copertura (strutture, torri
evaporative, tubi nei cavedi)
Otto settimane.

26) Rifacimento della centrale frigorifera (raffrescamento non in funzione):


- rimozione impianti nella centrale frigorifera;
- nuovi impianti nella centrale frigorifera;
- collegamento definitivo dei vari circuiti (durante un fine settimana).
Quattro settimane.

27) Rientro del personale nel corpo alto.


Due settimane.

28) CB - Spostamento del personale dal corpo basso ad altra sede.


Due settimane.

29) CB – sezionamento e chiusura dei canali di mandata e ripresa dell’aria primaria.


Un fine settimana.

30) CB – pendinatura corpi illuminanti e rimozione controsoffitti con pulizia dei pannelli.
Tre settimane.

31) CB - bonifica da amianto dei tubi nel controsoffitto.


Cinque settimane.

32) CB – bonifica da amianto dei cavedi C2, C3, C4, C5, C6.
Cinque settimane.

33) CB – bonifica da amianto - restituibilità per cad. piano.


Quattro settimane.

34) CB – cavedi C2, C3, C4, C5, C6: opere propedeutiche e di ripristino.
Quattro settimane.

35) CB – bonifica e igienizzazione dell’impianto ad aria.


Due settimane.

36) CB - colonna interna FC-2 a partire dalla rete principale con attestazione in corrispondenza del
controsoffitto di ciascun piano. Tubazioni, isolamento termico, rivestimento in PVC.
Una settimana.

37) CB – nuovo impianto a ventilconvettori. Rimozione tubi e ventilconvettori, nuovi tubi, nuovi
ventilconvettori, regolazione automatica, messa in funzione.
Undici settimane.

38) CB – rimontaggio controsoffitti con pendinatura incrementata e staffaggi sismici.


Quattro settimane.

39) Rientro del personale nel corpo basso.

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Piano di sicurezza e coordinamento

Due settimane.

40) Posa canali estrazione 1° piano interrato


Una settimana

41) Impianto sprinkler 1° piano interrato


Quattro settimane

42) Opere di carpenteria 1° piano interrato


Due settimane

43) Opere da muratore 1° piano interrato


Due settimane

44) Opere di riqualificazione in cartongesso


Quattro settimane

45) Posa canali estrazione 2° piano interrato


Due settimane

46) Impianto sprinkler 2° piano interrato


Cinque settimane

47) Opere di carpenteria 2° piano interrato


Due settimane

48) Opere da muratore 2° piano interrato


Tre settimane

49) Opere di riqualificazione in cartongesso


Tre settimane

50) Opere da muratore archivi


Tre settimane

51) Vano pompe antincendio (edificio con impianto antincendio non attivo)
Una settimana

52) Interventi nella cabina elettrica


Un fine settimana

53) Rete di distribuzione generale


Tre settimane

54) Opere da pittore


Tre settimane

55) Opere da elettricista e impianto di rilevamento CO


Quattro settimane

56) Messa a punto - tarature


Quattro settimane

Alcune fasi sono sovrapponibili.


Il tempo complessivo dei lavori sarà di 365 giorni.
I giorni necessari per lo spostamento e il rientro del personale non saranno considerati
come giorni di sospensione.

41
Piano di sicurezza e coordinamento

13 – PROCEDURE E PRESCRIZIONI OPERATIVE PER L’IMPRESA

13.1 - Misure generali di prevenzione e protezione

13.1.1 - Rischio di caduta dall’alto


Affinché sia limitato il rischio di caduta dall’alto, devono essere utilizzate strutture provvisionali
allestite allo scopo. Le opere provvisionali devono essere mantenute in buono stato di
manutenzione e non devono essere alterate le caratteristiche di sicurezza.

13 1.4 - Rischio sbalzi temperature


Quando la temperatura è prossima al valore di 0° C, devono essere forniti i dispositivi di protezione
individuale (guanti foderati) per la movimentazione del materiale e l’utilizzo di apparecchiature.

13 1.5 Urti - colpi - impatti - compressioni


Le attività che richiedono sforzi fisici violenti e/o repentini devono essere eliminate o ridotte anche
attraverso l’impiego di attrezzature idonee alla mansione. Gli utensili, gli attrezzi e gli apparecchi
per l’impiego manuale devono essere tenuti in buono stato di conservazione ed efficienza e quando
non utilizzati devono essere tenuti in condizioni di equilibrio stabile (es. riposti in contenitori o
assicurati al corpo dell’addetto) e non devono ingombrare posti di passaggio o di lavoro. I depositi
di materiale in cataste, pile e mucchi devono essere organizzati in modo da evitare crolli o
cedimenti e permettere una sicura e agevole movimentazione e non ostacolare la normale viabilità.
Gli arredi e le attrezzature dei locali comunque adibiti a posti di lavoro, devono essere disposti in
modo da garantire la normale circolazione delle persone.

13 1.6 - Punture - tagli - abrasioni


Deve essere evitato il contatto del corpo dell’operatore con elementi taglienti o pungenti o
comunque capaci di procurare lesioni. Le apparecchiature devono essere protette contro i contatti
accidentali. Dove non sia possibile eliminare il pericolo o non siano sufficienti le protezioni collettive
(delimitazione dell’area a rischio), devono essere impiegati i DPI idonei alla mansione (calzature di
sicurezza, guanti, grembiuli di protezione, schermi, occhiali,).

13.1.7 - Vibrazioni
Gli addetti alle specifiche lavorazioni devono essere informati circa le metodologie da
adottare per ridurre i rischi. Devono essere forniti idonei dispositivi di protezione individuale
quali otoprotezioni, scarpe antinfortunistiche.

13 1.8 - Scivolamenti - cadute a livello


I percorsi e i depositi dei materiali devono essere realizzati in modo sicuro e tale da evitare pericolo
per gli addetti che operano o transitano in luogo. Devono essere forniti agli addetti dispositivi di
protezione individuale (scarpe antinfortunistiche) con le relative informazioni sull’uso.

Nei percorsi non devono essere presenti ostacolati quali attrezzature o materiali.
42
Piano di sicurezza e coordinamento

13 1.9 - Protezione da contatti elettrici


L’alimentazione delle apparecchiature deve essere fornita tramite regolamentare quadro elettrico
collegato elettricamente a terra. I cavi elettrici di alimentazione delle apparecchiature devono
essere rispondenti alle norme CEI e adatti per posa mobile e protetti meccanicamente.

Deve essere verificare lo stato di conservazione dei cavi elettrici.

13 1.10 - Radiazioni non ionizzanti


I posti di lavoro in cui si effettuano lavori di saldatura, taglio termico e altre attività che comportano
l’emissione di radiazioni e/o calore devono essere opportunamente protetti, delimitati e segnalati. I
lavoratori presenti nelle aree di lavoro devono essere informati sui rischi in modo tale da evitare
l’esposizione accidentale alle radiazioni suddette. Gli addetti devono essere adeguatamente
informati, dotati di DPI idonei e, ove del caso, essere sottoposti a sorveglianza sanitaria.

13 1.11 - Protezione dal rumore


Durante il funzionamento gli schermi e le paratie delle attrezzature devono essere mantenute
chiuse. Quando il rumore di una lavorazione o di una attrezzatura non può essere eliminato o
ridotto, si devono porre in essere protezioni collettive quali la delimitazione dell’area interessata
e/o la posa in opera di schermature supplementari della fonte di rumore. Se la rumorosità non è
diversamente abbattibile è necessario adottare i dispositivi di protezione individuali conformi a
quanto indicato nel rapporto di valutazione del rumore e prevedere la rotazione degli addetti alle
mansioni rumorose.

13 1.12 - Cesoiamento - stritolamento


Il cesoiamento e lo stritolamento di persone tra parti mobili di macchine e parti fisse delle
medesime o di opere, strutture provvisionali o altro, deve essere impedito limitando con mezzi
materiali il percorso delle parti mobili o segregando stabilmente la zona pericolosa. Qualora ciò non
risulti possibile deve essere installata una segnaletica appropriata e devono essere osservate
opportune distanze di rispetto; ove del caso devono essere disposti comandi di arresto di
emergenza in corrispondenza dei punti di potenziale pericolo.

13 1.13 - Caduta di materiale dall'alto


Il sollevamento del materiale deve essere eseguito da personale competente. Prima delle
operazioni di sollevamento deve essere verificata l’idoneità dei ganci e delle funi che devono avere
impressa la portata massima. Deve essere verificata l’efficienza del dispositivo di sicurezza sul
gancio, per impedire l’accidentale sganciamento del carico.

13 1.14 - Investimento
Creare idonee vie di transito per i mezzi di trasporto.

Vietare l’avvicinamento alle macchine a tutti coloro che non siano direttamente addetti a tali lavori
e vietare la presenza di persone nelle manovre di retromarcia.

Tenersi a distanza di sicurezza dai mezzi operativi in movimento e prestare attenzione alle
segnalazioni acustiche o luminose ed alla segnaletica di sicurezza.
43
Piano di sicurezza e coordinamento

13 1.15 - Movimentazione manuale dei carichi


Impartire tempestivamente agli addetti le necessarie informazioni per la corretta movimentazione
di carichi pesanti e/o ingombranti. Rispettare le istruzioni ricevute per un’esatta e corretta
posizione da assumere nella movimentazione dei carichi.

Per carichi pesanti e/o ingombranti la massa va movimentata con l’intervento di più persone al fine
di ripartire e diminuire lo sforzo.

13 1.16 - Polveri - Fibre


Nelle lavorazioni che prevedono l’impiego di materiali in grana minuta o in polvere oppure fibrosi e
nei lavori che comportano l’emissione di polveri o fibre dei materiali lavorati, la produzione e/o la
diffusione delle stesse deve essere ridotta al minimo utilizzando tecniche e attrezzature idonee. Le
polveri e le fibre captate e quelle depositatesi, se dannose, devono essere sollecitamente raccolte
ed eliminate con i mezzi e gli accorgimenti richiesti dalla loro natura. Qualora la quantità di polveri o
fibre presenti superi i limiti tollerati e comunque nelle operazioni di raccolta ed allontanamento di
quantità importanti delle stesse, devono essere forniti ed utilizzati indumenti di lavoro e DPI idonei
alle attività ed eventualmente, ove richiesto, il personale interessato deve essere sottoposto a
sorveglianza sanitaria.

13 1.17 - Fumi, nebbie, vapori e gas


13 1.18 - Getti - schizzi
Nei lavori a freddo e a caldo, eseguiti a mano o con apparecchi, con materiali, sostanze e prodotti
che danno luogo a getti dannosi per la salute devono essere adottati provvedimenti atti ad
impedirne la propagazione nell’ambiente di lavoro, circoscrivendo la zona di intervento.Gli addetti
devono indossare adeguati indumenti di lavoro e utilizzare i DPI necessari.

131.19 - Catrame - Fumo


Durante le lavorazioni per asfaltatura strade devono essere a disposizione tutte le schede di
sicurezza dei materiali utilizzati e l’esposizione ai fumi dei lavoratori deve essere impedita con l’uso
di maschere filtranti e con interventi da parte dei lavoratori con turni nell’arco della giornata
lavorativa .

13 1.20 - Materiali allergizzanti


Tra le sostanze utilizzate in edilizia , alcune sono capaci di azioni allergizzanti (riniti, congiuntiviti,
dermatiti allergiche al contatto). I fattori favorevoli l’azione allergizzante sono: brusche variazioni di
temperatura, azione disidratante e lipolitica dei solventi e dei leganti, presenza di sostanze
vasoattive. La sorveglianza sanitaria va attivata in presenza di sintomi sospetti anche in
considerazione dei fattori personali di predisposizione a contrarre questi tipo di affezione. In tutti i
casi occorre evitare il contatto diretto di parti del corpo con materiali resinosi, polverulenti, liquidi,
aerosoli e con prodotti chimici in genere, utilizzando indumenti da lavoro e DPI appropriati (guanti,
maschere, occhiali).

44
Piano di sicurezza e coordinamento

13 1.21 - Utilizzo di macchine ed attrezzature


Tutte le macchine operanti in cantiere dovranno essere conformi, per le caratteristiche
tecniche e stato di manutenzione, alle direttive previste dalle normative vigenti. Inoltre esse
debbono sempre essere usate in modo conforme a quanto previsto dalle indicazioni del
fabbricante.

Il preposto dovrà periodicamente controllare che le macchine operanti nel settore di propria
competenza non siano state in qualche modo modificate o manomesse (es. asportazione di
carter a protezione di parti meccaniche in movimento, manovellismi non funzionanti,
interruttori rotti

13 1.22 - Mezzi personali di protezione D.P.I.


In relazioni ai rischi specifici connessi con le varie lavorazioni, il personale sarà dotato dei
corrispondenti dispositivi di protezione individuale (d.p.i.) D.Lgs.81/08, tali d.p.i. saranno
dati in consegna a ogni singolo addetto; all’atto della consegna sarà raccomandato
l’impiego del mezzo stesso in tutti quei casi in cui le condizioni di lavoro lo imporranno,
facendo così opera di formazione ed informazione ai sensi di quanto previsto dal
D.Lgs.81/08.

131.23 - Attrezzatura personale


I lavoratori devono avere la propria attrezzatura personale fornita dalla propria impresa in base alla
mansione. Tale attrezzatura non può essere prestata o scambiata con altri lavoratori.

45
Piano di sicurezza e coordinamento

14 - Procedure standard di sicurezza e coordinamento

Di seguito vengono definite alcune procedure standard di sicurezza che devono essere
ottemperate durante le varie fasi lavorative.

- Procedura standard n. 1: Recinzione


Obiettivo delle recinzioni è quello di ridurre i possibili danni a terzi derivanti dalla loro presenza in
prossimità dell’area del cantiere o della postazione del lavoro.

I piazzali ove dovranno essere stoccati provvisoriamente i materiali e ove saranno le basi operative
dell’impresa, sono di per se già riportate. In tale stazione dovranno essere posti in opera cartelli di
divieto d’ingresso ai non autorizzati nonché apposite segnalazioni per ingombri e fonti di pericolo in
particolare nelle aree dove dovrà avvenire la movimentazione dei materiali.

Nel caso risulti insufficiente la illuminazione esistente, questa dovrà essere opportunamente
integrata.

Nel caso di interventi in prossimità dei P.L. i lavori potranno avvenire solo dopo aver ottenute le
autorizzazioni necessarie, ed i luoghi di lavoro dovranno essere sufficientemente protetti.

- Procedura standard n. 2: Illuminazione di cantiere


L’obbiettivo a cui deve tendere una buona illuminazione del cantiere è quello di ridurre i rischi per
lavoratori derivanti da un cantiere e non adeguato livello di illuminazione sia nelle zone ove si
svolgono i lavori, in particolare nelle zone a rischio (scavi, montaggi, scarico materiali, ecc…) sia
nelle zone di stoccaggio provvisorio dei materiali in genere.

Dovranno pertanto essere adeguatamente illuminati:

 le zone ove si svolgono le singole lavorazioni

 i percorsi pedonali necessari in corrispondenza di tali zone o che collegano più zone

 le postazione delle macchine e delle attrezzature

 I vari impianti di illuminazione devono essere realizzati ottemperando alle normative di


legge in vigore, inoltre devono essere progettati e realizzati in modo tale da evitare
l’abbagliamento dei lavoratori o la creazione di zone d’ombra.

 I corpi illuminanti dovranno essere dotati di diffusori o altri sistemi atti ad evitare fenomeni
d’abbagliamento.

Devono essere inoltre ben segnalati il posizionamento dei quadri di comando e la tensione
d’alimentazione ed il percorso dei cavi.

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Piano di sicurezza e coordinamento

Gli impianti di illuminazione non devono presentare rischio d’infortunio per i lavoratori e
vanno pertanto utilizzate fonti di luce protette contro gli urti.

Le zone di lavoro devono avere livelli di illuminazione non minore di 100 lux.

Il livello generale di illuminazione del cantiere deve essere almeno il 30% del livello di
illuminazione ottenuto con impianti localizzati sulle singole aree di lavoro.

- Procedura standard n. 3: Illuminazione di cantiere


L’obiettivo di tale procedura è quello di ridurre i rischi derivanti dall’attività di scavo, che nel caso di
rifacimento dell’armamento viene eseguito tramite macchine operatrici.

Vengono anche usati i caricatori meccanici idraulici provvisti di opportune benne.

I rischi connessi sono legati alla modalità d’uso della risanatrice o dalle altre attrezzature di scavo,
alla movimentazione dei materiali di risulta, ad errate manovre, a contusioni, schiacciamento delle
macchine con gli operai, ad abrasioni varie.

Per tale motivo prima dell’inizio dell’attività di scavo devono essere prese le misure necessarie ed
individuare la presenza di cavi.

La zona dove dovrà eseguirsi lo scavo dovrà essere adeguatamente segnalata e dovrà essere
impedito l’avvicinamento degli operai non addetti alla risanatrice o altri mezzi quando gli stessi
sono in funzione.

I conducenti e gli operatori delle macchine che eseguono scavi, movimentano materiale, dovranno
avere una adeguata formazione.

I materiali di risulta devono essere stoccati in modo da non creare pericolo agli altri operatori che
lavorano nelle vicinanze e inoltre non devono ostruire i camminamenti del cantiere.

- Procedura standard n. 4: Movimentazione manuale dei carichi


L’obiettivo di tale procedura é quella di ridurre i rischi derivanti da attività lavorative effettuate
tramite movimentazione manuale dei carichi (lesioni dorso lombari).

I rischi in esame dipendono:

- dalle condizioni ambientali e di cantiere dove avviene la movimentazione

- dalla modalità di esecuzione dei lavori

- dalle possibilità di presa degli oggetti

- dalle procedure di movimentazione (modalità di sollevamento e posizionamento)

- dalle distanze percorse e dei tempi dedicati al sollevamento

47
Piano di sicurezza e coordinamento

- dal peso dei materiali e del loro baricentro gravitazionale

- dalle condizioni fisiche dei lavoratori e dei tempi delle varie fasi del lavoro che implica l’attività di
sollevamento.

I carichi che più frequentemente vengono movimentati nel cantiere in esame sono, rotaie, traverse
in legno e in c.a.p. e materiale minuto ferroso, bombole di gas.

Durante le fasi di lavoro la movimentazione manuale deve essere ridotta al minimo facendo ricorsi a
sistemi di movimentazione meccanica.

Nei casi in cui sarà necessario movimentare a mano i carichi si dovrà:

- rendere brevi sia i tempi di movimentazione che le distanze entro i quali i carichi dovranno essere
spostati. Bisognerà inoltre lasciare adeguato periodo di riposo agli addetti.

Per migliorare i sistemi di presa e per poter garantire una movimentazione in sicurezza ove possibile
é necessario dotare i materiali da movimentare di sistemi di agganciamento.

I lavoratori debbono essere adeguatamente formati ed informati sui rischi delle operazioni
movimentazione dei carichi e sul modo corretto di eseguire tali fasi lavorative.

Bisognerà organizzare il lavoro in modo che carichi da movimentare devono in genere trovarsi in
posizione tale da non richiedere di dover essere maneggiati a distanza dal tronco o con una
torsione/inclinazione dello stesso. E’ necessario infatti che lo sforzo fisico necessario alla
movimentazione non deve presentare rischi di lesioni dorso lombari, richiedere torsioni del tronco,
movimenti bruschi, assunzioni di posizioni instabili del corpo.

Nel sollevamento di un carico, devono essere adibiti un adeguato numero di addetti, tenendo
presente che il peso di carico che un uomo può movimentare deve essere inferiore a 30 kg e 20 kg
per gli adolescenti maschi.

Le aree ove dovranno essere movimentati i carichi dovranno essere mantenute per quanto
possibile, sgombre in modo che gli addetti dispongono di sufficiente libertà di movimento.

Il livello di illuminazione dei posti di lavoro deve essere adeguato alle attività di movimentazione e
deposito che vi si dovranno svolgere.

I lavoratori dovranno essere dotati di guanti di protezione, scarpe antinfortunistiche ed altri


dispositivi di protezione individuali idonei.

- Procedura standard n. 5: Movimentazione meccanica e macchine del


cantiere
Scopo di tale procedura é quella di ridurre i rischi derivanti dalle attività lavorative mirate alla
movimentazione dei carichi effettuati tramite l’impiego dei mezzi e macchine da cantiere.

In particolare i rischi sono legati:

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Piano di sicurezza e coordinamento

alla presenza di ostacoli nel raggio di azione delle macchine;

alla natura ed alle condizioni del terreno ove le macchine operano;

alle modalità e le prassi seguite per l’uso delle macchine e dei mezzi di cantiere;

alle modalità di imbracatura, sollevamento e posizionamento dei componenti;

alla possibilità che gli operai possono essere contusi, investiti, schiacciati dalle macchine o da
materiali trasportati dalle macchine stesse e non correttamente sistemati e messi in sicurezza;

dalla cattiva manutenzione delle macchine e dei mezzi.

Per tale motivo l’impresa dovrà dare opportune disposizioni, e controllare che esse siano
ottemperate, affinché:

Prima dell’inizio di fasi che prevedono movimentazioni di carichi, sia controllati che non vi siano
ostacoli nel raggio d’azione delle macchine.

Che le varie fasi siano coordinate con gli altri lavori che vengono svolti alle immediate vicinanze.

Deve essere predisposta una adeguata segnalazione delle aree e delle postazioni.

Nelle aree dove vi sono le macchine in movimento deve essere impedito l’avvicinamento degli
operai.

Deve essere predisposta una adeguata segnalazione delle vie di transito dei mezzi di trasporto.

Devono essere previste vie sicure per penetrare e circolare nelle aree e nelle postazioni dove siano
presenti ed operino macchine e mezzi.

Deve essere predisposto idoneo posizionamento ed alloggiamento delle macchine e degli attrezzi
onde evitare il reciproco intralcio durante le fasi di lavoro o di transito degli addetti.

Durante l’utilizzo di macchine é obbligatoria la segnalazione sonora e luminosa in caso di


retromarcia o quando interferiscono con aree di lavoro o di passaggio.

Qualsiasi apparecchio di sollevamento o qualsiasi accessorio di sollevamento, compresi i loro


elementi costitutivi, i loro ganci, i loro ancoraggi ed i loro sostegni devono essere:

Ben progettati e costruiti ad avere una resistenza sufficiente per utilizzazione cui sono destinati

Correttamente montati e utilizzati e mantenuti in buono stato di funzionamento

Verificati e sottoposti a prove e controlli periodici in base alle vigenti disposizioni di legge

Manovrati da lavoratori qualificati che abbiano ricevuto una formazione adeguata

Qualsiasi apparecchio e accessorio di sollevamento deve recare in modo visibile, l’indicazione del
valore del suo carico massimo.

49
Piano di sicurezza e coordinamento

Le modalità di impiego degli apparecchi debbono essere riportate in avvisi chiaramente leggibili.

La velocità dei mezzi di trasporto deve essere regolata secondo la natura del percorso, la natura del
carico e la possibilità di arresto del mezzo.

Durante la fase di sollevamento o posa dei carichi, ed in base alle schede tecniche fornite dai
costruttori, deve essere prevista una specifica imbracatura idonea alle caratteristiche dell’elemento
da sollevare.

Durante la fase di sollevamento o posa dei carichi, deve essere designato un soggetto posto alla
sorveglianza dell’azione che ne guidi le fasi e la precisione, che si occupi di allontanare personale
temporaneo non richiesto dalla manovra.

Gli organi di sollevamento delle funi o catene devono essere munite di idonei dispositivi di sicurezza
che evitino la fuoriuscita o l’esercizio oltre le posizioni limite stabilite.

I diametri delle funi, dei tamburi e delle pulegge debbono essere conformi o quanto previsto negli
art. 177/178 del DPR 547/55 e rispettare i coefficienti di sicurezza predetti dall’articolo 179.

Le funi e le catene debbono essere sottoposte a verifica trimestrale e relativo programma di


manutenzione.

Gli apparecchi di cantieri devono essere dotati di libretto di macchina in cui devono essere registrati
gli interventi di verifica e manutenzione effettuati secondo la normativa vigente (Direttiva
Macchine).

- Procedura standard n. 6: Manutenzione e verifica delle macchine da


cantiere
L’obiettivo di tale procedura é quello di ridurre i rischi derivanti dalle attività lavorative effettuate
tramite l’impiego di macchine.

Detti rischi sono legati a:

Tipologia e caratteristiche dei mezzi,

Modalità di utilizzo.

Alle fasi ed ai procedimenti del cantiere in cui sono inseriti.

Ai soggetti che le utilizzano.

A possibilità di contusioni, abrasioni, investimento, elettrocuzione, schiacciamento degli operai con


le macchine.

Al rumore ed alle vibrazioni che le macchine producono.

Per tale motivo l’impresa dovrà dare disposizioni e controllare che esse siano ottemperate affinché:

50
Piano di sicurezza e coordinamento

Siano ottemperate le prescrizioni già’ inserite alla procedura n.5 ai punti 6-9-11-18.

Deve essere effettuata una adeguata segnalazione delle aree e delle protezioni dove avverranno le
attività con l’uso di macchine. Il luogo di stoccaggio dei carburanti deve essere idoneo e ben
segnalato.

Le procedure di installazione, manutenzione, utilizzazione, riparazione e regolazione delle macchine


dovranno avvenire secondo quando stabilito nel loro manuale di istruzione; in particolare gli
operatori addetti alle macchine dovranno essere addestrati conformemente quanto eventualmente
richiesto dal manuale di istruzioni.

Le macchine devono essere dotate di dispositivi di protezione che impediscono il funzionamento


degli elementi mobili nel caso in cui l’operatore possa entrare in contatto con essi. I dispositivi di
protezione, inoltre debbono garantire la incolumità contro gli elementi mobili ad altre persone non
addette o non autorizzate.

Le macchine operatrici devono essere adeguate a prevenire i rischi da ribaltamento del mezzo con
opportune protezioni dell’operatore a bordo.

Le macchine dotate di motore e combustione interna debbono essere dotate di manovelle per
l’avviamento diretto costruite in maniere da disinnestarsi automaticamente per evitare il
contraccolpo.

Devono essere adottati tutti gli idonei provvedimenti affinché la messa in moto e l’arresto dei
motori delle macchine possa avvenire con procedure facilitate ed in piena sicurezza, inoltre gli
organi di azionamento e di arresto dei motori debbono essere chiaramente visibili ed identificabili.

Devono essere previsti avvisi chiaramente visibili che facciano esplicito divieto di pulire, oliare,
ingrassare, riparare e registrare a mano gli organi e gli elementi delle macchie se guaste o sono in
funzione.

Devono essere adottati tutti i possibili dispositivi sulle macchine tale da diminuire l’esposizione del
lavoratore allo inquinamento acustico e alle vibrazioni. In assenza di questi dispositivi é obbligatorio
fornire al lavoratore i D.P.I. conformi alle norme vigenti.

- Procedura standard n. 7: Distribuzione e utilizzo dei D.P.I.


L’obiettivo di tale procedura é quella di ridurre i danni diretti alla salute dei lavoratori derivanti dalle
attività effettuate in cantiere.

Per tale motivo l’impresa dovrà fare in modo che:

La scelta e l’acquisto di D.P.I. da utilizzare nel cantiere deve essere fatta in modo che essi
siano adeguati alle fasi lavorative a cui sono destinati.

I D.P.I. sono personali e quindi devono essere adatti alle caratteristiche anatomiche dei
lavoratori che li utilizzano.

I lavoratori devono essere adeguatamente informati e formati circa la necessità e le


procedure per il corretto uso dei D.P.I.
51
Piano di sicurezza e coordinamento

Dopo l’informazione e la formazione deve essere approntato un controllo effettivo dell’uso


corretto dei D.P.I. da parte del personale interessato, rilevando eventuali problemi nella
utilizzazione.

Deve essere assicurata l’efficienza e l’igiene dei D.P.I. mediante adeguata manutenzione,
riparazione o sostituzione, inoltre devono essere predisposti luoghi adeguati per la
conservazione ordinata, igienica e sicura dei D.P.I.

In caso di saldature, gli addetti devono essere obbligatoriamente dotati di schermi facciali e
delle protezioni del capo onde evitare il contatto con le scintille o il danneggiamento della
perdita dell’occhio.Dispositivi di protezione della testa

Nelle circostanze in cui si riscontri la possibilità di caduta di materiale o di attrezzature


dall’alto o la possibilità del rischio di urti contro ostacoli fissi ad altezza d’uomo deve essere
utilizzato il casco di protezione, tale obbligo verrà manifestato mediante affissione del
relativo cartello segnaletico.

Dispositivi di protezione degli occhi


Nelle lavorazioni che possono provocare la proiezione di particelle solide; ad esempio eventuale
utilizzo di dischi abrasivi o da taglio attraverso l’uso di smerigliatrici, è prescritto l’impiego degli
occhiali.

Dispositivi di protezione delle mani


L’utilizzo dei guanti protettivi è previsto in tutte le operazioni che comporteranno manipolazione di
attrezzature o contatto con materiali taglienti, abrasivi o corrosivi. Fra queste l’eventuale carico e
scarico materiale

Dispositivi di protezione dei piedi

L’impiego delle scarpe antifortunistiche del tipo con suola antichiodo e dotate di puntale
contro lo schiacciamento è da considerarsi obbligatorio per tutte le operazioni di cantiere.

Dispositivi di protezione del corpo


L’impiego delle opportune tute di lavoro è da considerarsi generalizzato. Nel caso di particolari
operazioni devono essere utilizzate opportune cinture di sicurezza (per esempio nelle operazioni di
manutenzione straordinaria del tetto) o appositi grembiuli.

Dispositivi di protezione delle vie respiratorie


In tutti i casi eventuali di possibile diffusione di polveri o sostanze tossiche, si provvederà alla
predisposizione di un sistema di controllo e di utilizzo di appropriati mezzi di protezione individuale
(d.p.i.) delle vie respiratorie.

indumenti di protezione contro le intemperie


Da utilizzare nelle fasi di sistemazione della copertura in caso di lavorazione con clima freddo.

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Piano di sicurezza e coordinamento

- Procedura standard n. 8: Istruzioni per la bonifica dell’amianto


Per quanto riguarda strutture in presenza di amianto deve essere effettuato lo smaltimento previa
predisposizione del piano di sicurezza per lavori con presenza di amianto, a cura e a carico della
ditta smaltititrice. Il piano di sicurezza per lavori con presenza di amianto dovrà essere trasmesso
per approvazione alla A.S.L. competente. La bonifica di strutture dalla presenza di componenti
industriali contenenti amianto floccato o in matrice friabile dovrà essere eseguita secondo le
prescrizioni della legge 27 marzo 1992, n. 257 e del D.M. 6 settembre 1994. In particolar modo si
seguiranno le prescrizioni di cui al punto 5 del decreto per l'esecuzione concreta del lavoro, del
punto 6 per la restituibilità degli ambienti bonificati e del punto 7 sulle coperture in cemento-
amianto.

Le imprese che svolgono attività di smaltimento e di bonifica dall'amianto devono essere iscritte
all'albo di cui all'art. 10 della legge 29 ottobre 1987, n. 441. Prima di eseguire qualsiasi
manutenzione nei blocchi di edifici, le imprese sono tenute ad acquisire, presso le aziende unità
sanitarie locali, le informazioni necessarie per l'adozione di misure cautelative per gli addetti,
richiedendo, per l'edificio di cui al presente appalto, l'estratto del censimento degli edifici nei quali
sia presente amianto, di cui all'art. 10, c. 2, lett. i) della legge 257/1992.

I materiali interessati alla bonifica sono:

– materiali di rivestimento eseguiti a spruzzo (floccati) o cazzuola;

– rivestimenti isolanti di tubi, caldaie e condotti;

– pannelli ad alta densità (cemento-amianto), pannelli a bassa densità (cartoni), tessili.

La bonifica sarà preceduta dal campionamento ed analisi dei materiali, consistente


nell'individuazione della zona del prelievo, nell'adottare le misure di sicurezza e le attrezzature
necessarie, nel prelievo del campione, nell'invio al centro di analisi. Qualora vi sia effettiva presenza
di amianto si procederà alla valutazione del rischio in relazione alla dispersione delle fibre
nell'ambiente di lavoro durante le operazioni di trattamento.

- Procedura standard n. 9: Impianto elettrico di cantiere ed elementi in


tensione
L’obiettivo della procedura é quello sia di ridurre i rischi derivanti dalle attività lavorative effettuate
tramite l’impiego di macchine e di mezzi da cantiere alimentati ad energia elettrica, sia evitare i
rischi derivanti dalla progettazione e la costruzione, non a norma, dell’impianto elettrico e la rete
per i punti distribuzione dell’energia ad esso collegati.

Per tale motivo l’impresa dovrà attenersi alle seguenti prescrizioni:

L’impianto elettrico dovrà essere concepito, realizzato ed utilizzato in modo da non costituire un
pericolo d’incendio o di esplosione e da proteggere in maniera adeguata le persone contro i rischi
da folgorazione per contatti diretti o indiretti.

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Piano di sicurezza e coordinamento

L’impianto anche se temporaneo, deve essere considerato come un impianto elettrico a tutti gli
effetti e pertanto allestito da un professionista abilitato, il quale dovrà rilasciare dichiarazione di
conformità. Di norma l’impianto elettrico di cantiere non richiede progetto.

I componenti elettrici utilizzati devono essere muniti di un certificato di qualità o di una


dichiarazione di conformità.

Gli impianti esistenti prima dell’inizio del cantiere devono essere identificati, verificati e
chiaramente segnalati. Le eventuali linee elettriche aeree devono essere, per quanto possibile,
deviate al di fuori dell’area del cantiere o messe fuori tensione. Se ciò non fosse possibile, si devono
provvedere barriere o avvertenze affinché i veicoli e gli impianti vengano mantenuti a distanza.
Adeguati avvertimenti ed una protezione sospesa devono comunque essere previsti nel caso in cui i
veicoli del cantiere si trovino a dover passare sotto le linee in tensione.

Le procedure di installazione, manutenzione, utilizzazione, riparazione e regolazione dell’impianto


devono avvenire secondo quanto stabilito nei documenti di certificazione dello stesso; inoltre gli
operatori addetti all’impianto dovranno essere adeguatamente addestrati.

Le macchine, gli apparecchi elettrici presenti in cantiere devono riportare l’indicazione delle
caratteristiche costruttive, della tensione della intensità e del tipo di corrente.

L’impianto deve disporre di idonea protezione contro i contatti accidentali con conduttori o
elementi in tensione, di protezione contro le sovratensioni e contro i sovraccarichi e contro le
scariche atmosferiche.

Gli organi di interruzione, manovre e sezionamento dell’impianto devono essere alloggiati in idonei
quadri elettrici chiusi, mentre gli impianti di distribuzione di energia elettrica debbono essere
protetti contro i contatti indiretti.

Le deviazioni a spina presenti nel cantiere devono essere provviste di interruttori a monte per
permettere l’inserimento o il disinserimento a circuito aperto.

L’impianto di cantiere deve essere dotato di apposito libretto in cui devono essere registrati gli
interventi di verifica e manutenzione effettuati secondo le normative vigenti.

Devono essere previsti avvisi chiaramente visibili che facciano esplicito divieto di intervenire
sull’impianto quando lo stesso é sotto tensione.

Nel cantiere, in caso di presenza di macchine, trasformatori, apparecchiature funzionanti a


tensione superiore a 1000 volt, devono essere installati in locali o recinti muniti di sistemi
d’accesso controllati.

- Procedura standard n. 10: Pronto soccorso e sorveglianza sanitaria


L’obiettivo di tale procedura e quello di ridurre i rischi di danni diretti alla salute dei lavoratori
derivanti da procedura non corrette di soccorso in situazioni di emergenza, o derivanti da un non
adeguato programma di prevenzione e di sorveglianza sanitaria .

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Piano di sicurezza e coordinamento

Per tale motivo l’impresa dovrà provvedere affinché:

All’interno del cantiere deve essere predisposto il Servizio di Pronto Soccorso, nei casi e nelle
modalità previsti dalla legislazione vigente, tenuto conto delle dimensione del cantiere e del parere
del medico competente ( D.P.R. 19-3-1956 N°303 capo III art. 27 e seguenti)

Il servizio di pronto soccorso é obbligatorio nei cantieri nei quali si effettuano lavorazioni per le
quali é prescritta la Sorveglianza Sanitaria a norma delle vigenti leggi, (DPR 303/56 - DPR 185/67 -
DPR1124/65 - DPR 962/82 - DL 277/91 - DL 77/92 – D.Lgs. 626/94 – D.Lgs. 494/96 – D.Lgs. 528/99 -
D.Lgs.81/08).

La sorveglianza sanitaria, nei casi prescritti, deve comprendere:

Accertamenti preventivi al fine del giudizio di idoneità alla mansione specifica.

Accertamenti periodici per il controllo dello stato di salute dei lavoratori.

Aggiornamento periodico delle cartelle sanitarie dei lavoratori.

Per il cantiere deve essere predisposto un piano d’emergenza che comprende oltre al Piano
Antincendio, all’eventuale Piano di Evacuazione, anche il Piano d’Intervento e Pronto Soccorso. Il
Piano di Emergenza deve provvedere la designazione dei lavoratori incaricati di attuare le misure di
pronto soccorso, salvataggio, prevenzione, incendi, gestione delle emergenze. Il piano d’emergenza
deve contenere istruzioni e misure adeguate affinché i lavoratori siano in grado di comportarsi
correttamente ed autonomamente in caso di emergenza. Per tale motivo devono essere effettuati
adeguati e specifici corsi di formazione per lavoratori. Il piano di emergenza deve essere
adeguatamente divulgato.

Devono essere effettuate verifiche periodiche del Piano d’Emergenza mediante simulazione di
addestramento da svolgersi all’interno del cantiere. Nel caso in cui, per il pronto soccorso, si farà
capo alla locale organizzazione sanitaria A.S.L., in cantiere dovranno essere esposti i recapiti di
pronto intervento (Croce Rossa, Vigili del Fuoco ecc.). Una cassetta di pronto soccorso completa
dovrà essere disponibile sia nel cantiere principale, sia nelle varie zone di lavoro. Poiché inoltre le
zone di lavoro sono di difficile accesso in quanto situate lungo la linea ferroviaria, l’impresa dovrà
avere a disposizione un motocarrello o altro idoneo mezzo ferroviario che all’occorenza serva a
garantire il collegamento col cantiere principale.

Controllo Sanitario (D.Lgs.81/08)

La sorveglianza sanitaria é effettuata dal medico competente nei casi previsti dalla vigente
normativa ( DPR 303/56; Dlgs 277/97; Dlgs626/94; D.Lgs.81/08).

I controlli come precedentemente detto prevedono, visite preventive e visite periodiche per
controllare lo stato di salute dei lavoratori. Il medico competente dovrà fornire ai lavoratori
ogni informazione circa gli accertamenti sanitari a cui deve sottoporsi, li dovrà informare dei
risultati e rilasciare loro, a richiesta, copia della documentazione sanitaria. Dovrà inoltre
effettuare visite mediche, a richieste dei lavoratori, quando queste siano giustificate da
rischi professionali.

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Piano di sicurezza e coordinamento

- Procedura standard n. 11: Prevenzione incendi


La presente procedura a come obbiettivo quello di eliminare o ridurre il rischio d’incendio sempre
presente in quanto i lavori si svolgono in zone che, durante il periodo estivo, si prestano molto a
tale tipologia di eventi.

Per tale motivo l’impresa dovrà dare le seguenti opportune disposizioni, e dovrà controllare che
siano ottemperate ed inoltre dovrà osservare le prescrizioni che seguono.

E’ vietato fare uso di mezzi ed apparecchiature non omologate per riscaldare, accendere ecc. E’
vietato conservare e manipolare liquidi infiammabili e le altre sostanze pericolose in genere. I
materiali suddetti debbono essere sempre conservati e manipolati o in appositi locali per
infiammabili, o in zone ove sicuramente non esiste il rischio d’incendio.

E’ vietato lasciare abbandonati stracci imbevuti di olio o di grassi ecc.

Sia nel cantiere principale che nei posti di lavoro, devono essere sempre presenti un numero
sufficiente di estintori idonei per la classe d’incendio prevedibile e pronti all’uso.

Nelle zone particolarmente favorevoli all’innesco dell’incendio gli addetti devono portare calzature
ed indumenti che non consentono l’accumulo di carichi elettrostatiche o la produzione di scintille e
devono astenersi dal fumare.

Nelle zone di cui al punto precedente devono essere posti scritte e segnali ricordanti il pericolo
d’incendio.

Durante le operazioni di taglio e saldature deve essere impedita la diffusione di particelle di metallo
incandescente al fine di evitare ustioni e focolai d’incendio. E’ vietato procedere a tagli o saldature
nelle immediate vicinanze di cumuli di traverse in legno. Gli addetti devono fare uso degli idonei
dispositivi di protezione individuali.

- Procedura standard n. 12: Rumore


L’obbiettivo di tale procedura é quella di ridurre i rischi di danni diretti alla salute dei lavoratori
soggetti ad ambienti o attrezzature rumorose.

Il rumore può essere stazionario (macchinari) discontinuo (martello pneumatico, martelli


rincalzatori ecc. ) impulsivo (battitura delle viti, ecc. ) molto elevato (scoppio di mine, ecc.).

Il rumore elevato può portare dopo vari anni di esposizione a diminuzione dell’udito (ipoacusia).

L’esposizione prolungata può causare anche disturbi all’apparato cardiocircolatorio; gastrointerico,


nonché disturbi psicologici.

Per tale motivo l’impresa deve ottemperare alle seguenti prescrizioni:

I macchinari rumorosi devono essere insonorizzati (DL. 277/97) fino a ridurre il rumore a livelli i più
bassi possibili. Livelli di rumore inferiore a 85db(A) sono da considerarsi tollerabili. Qualora non sia
tecnicamente possibile ridurre il rumore alla fonte, si devono dotare gli addetti di idonee protezioni
56
Piano di sicurezza e coordinamento

personali (tappi auricolari o cuffie) e ridurre il tempo di esposizione (DL 626/94 art. 40-46) - (DPR
347/55 art.3739) - (D.Lgs.81/08).

Per livelli fino a 85db(A) l’esposizione può essere fino ad 8 ore giornaliere, ogni 3db(A) di aumento il
tempo d’esposizione deve essere dimezzato.

Prima dell’inizio della lavorazione dovrà essere effettuata una valutazione preventiva delle
esposizioni relative ai gruppi omogenei dei lavoratori.

Può inoltre risultare valido, in alternativa, il riferimento a misurazioni effettuati in altri cantieri (non
necessariamente della stessa impresa) utilizzanti macchine, attrezzature e metodologie di lavoro
similari a quelle che saranno utilizzate in cantiere. In tali casi il rapporto di valutazione dovrà
esplicitare le fonti di riferimento ed indicare i criteri utilizzati dal redattore del rapporto.

Procedura standard n. 13: Vibrazioni


Scopo di tale procedura é quella di ridurre i rischi di danni diretti alla salute dei lavoratori derivanti
dalle vibrazioni, ad essi trasmesse da alcuni utensili o macchine operatrici (martelli pneumatici;
gruppi rincalzatori; piattaforme vibranti; ecc. )

Le vibrazioni localizzate possono causare nausea, vertigini, gastroduedenite, cefalee, irritabilità e


dolori dorso - lombari.

Le vibrazioni localizzate possono causare angioneurosi (formicolii alle mani, pallore improvviso e
dolori alle dita delle mani), artrosi alle articolazioni delle spalle, dei gomiti e dei polsi; facile
stancabilità degli arti superiori, disturbi compiformi e riduzione della sensibilità delle mani e
dell’avambraccio fino a compressione dei tendini delle mani.

Per tali motivi l’impresa dovrà ottemperare alle seguenti prescrizioni:

Dovranno essere utilizzate macchinari, utensili, attrezzature ecc., dotati di dispositivi che
ammortizzano le vibrazioni (DPR 303/56 art:24)

I lavoratori, in ogni caso, dovranno essere dotati di guanti idonei per l’uso di strumenti vibranti
portatili (DPR 547/55 art. 377; DL 626/94 art. 40-46; D.Lgs.81/08)

Gli operai che fanno uso, anche saltuariamente di strumenti vibranti devono essere sottoposti a
sorveglianza sanitaria annuale (DPR 303/56 art. 33 voce 48 tab. ).

Deve essere prevista una rotazione tra gli operatori addetti a macchine o utensili che trasmettono
vibrazioni.

- Procedura standard n. 14: Operazioni di saldatura


Scopo di tale procedura é quella di ridurre i rischi di danni diretti alla salute dei lavoratori derivanti
da lavorazione che prevedono l’esecuzione di giunzioni saldate (es. saldature di rotaie con metodo
alluminotermico o metodo elettrico od a scintillio.

57
Piano di sicurezza e coordinamento

I rischi comuni a tali tipo di lavorazioni possono derivare da ritorno di fiamma, scoppio, ustioni o
schiacciamento piedi, offese alle mani, offese agli occhi, gas tossici, elementi sotto tensione
elettrico.

Per tale motivo l’impresa dovrà dare al personale che effettua saldature o manipola l’attrezzatura
per saldare le seguenti prescrizioni e dovrà controllare che le stesse vengono ottemperate.

1) L’operazione di saldatura dovrà essere fatta da personale allo scopo formato ed addestrato
seguendo le disposizioni di legge vigenti.

Per le Saldature con Cannello Ossiacetilenico ( DPR 547/55 – D. Lgs 626/97 - D.Lgs.81/08)

1. Prima dell’Uso del Cannello

Bisogna verificare l’assenza di gas o materiale infiammabile nell’ambiente o su tubazione e/o


serbatoi sui quali si effettuano gli interventi.

Bisogna verificare la stabilità ed il vincolo delle bombole nel carrello porta bombole.

Verificare l’integrazione dei tubi di gomma e le connessioni tra le bombole ed il carrello.

Controllare i dispositivi di sicurezza contro il ritorno di fiamma, in prossimità della impugnatura,


dopo i riduttori di pressione e nelle tubazioni lunghe più di 5 cm.

Verificare la funzionalità dei riduttori di pressione e dei manometri.

Se le operazioni di saldatura devono essere fatti in locali chiusi, bisogna prevedere un sistema di
aerazione.

Durante l’Uso del Cannello

Trasportare le bombole con apposito carrello

Non usare la fiamma libera in corrispondenza delle bombole e delle tubazioni del gas.

Non lasciare le bombole esposte ai raggi del sole o altre fonti di calore

Nelle zone di lavoro spegnere la fiamma e chiudere l’afflusso del gas.

Tenere un estintore sul posto di lavoro.

Non esaurire completamente le bombole ma cessare l’utilizzazione quando la pressione in


essa é di 1 bar .

Il personale deve essere dotato dei seguenti D.P.I.: guanti, occhiali, calzature di sicurezza,
maschere e filtri, grembiuli di cuoio.

Dopo l’Uso del Cannello

Spegnere la fiamma chiudendo le valvole d’afflusso del gas.

Riporre le bombole nei luoghi ad essi assegnati.

58
Piano di sicurezza e coordinamento

Le bombole devono:

Essere contraddistinte da una fascia, di colore bianco per l’ossigeno e di colore arancione per
l’acetilene.

Avere le valvole protette dall’apposito cappuccio metallico da porre in opera tagliando il riduttore.

Le bombole devono essere custodite in locali non interni ed abbondantemente arieggiate. In tali
locali dovrà essere vietato fumare o usare fiamme libere.

Le bombole di ossigeno devono essere tenute in locali separati dalle bombole di acetilene.

Per le Saldature Elettriche

D.P.R. 547/55; D.P.R. 303/56; D. Lgs 626/94 D.Lgs.81/08 Direttiva Macchine CEE 392/89-Norme CEI

1. Prima dell’Uso della Saldatrice

Bisogna verificare l’integrità dei cavi e delle spine di alimentazione.

Bisogna verificare l’integrità della pinza porta elettrodo.

Non effettuare operazioni di saldatura in presenza di materiale infiammabile.

2. Durante l’Uso della Saldatrice

Non intralciare i percorsi con il cavo di alimentazione.

Allontanare il personale non addetto alle operazioni di saldatura.

Nelle pause di lavoro interrompere l’alimentazione elettrica.

Dotare il personale dei seguenti D.P.I.: guanti; calzature di sicurezza; elmetto; maschere; grembiule
protettivo.

3. Dopo l’Uso della Saldatrice

Staccare il collegamento elettrico della macchina.

Segnalare eventuali mal funzionamento.

Norme di prevenzione sanitaria.

Per gli addetti alla saldatura vige l’obbligo di visita medica trimestrale con eventuale prescrizione di
esame oculistico e prove di funzionalità respiratoria (D.P.R. 303/56 Art. 3 voce 18 tab.).

- Procedura standard n. 15: Informazione e formazione


L’obiettivo di tale procedura é quello di ridurre i rischi di danni diretti alla salute dei lavoratori
derivanti sia dalla non conoscenza dei rischi e dei pericoli derivanti da specifiche attività lavorative
espletate nel cantiere, sia da un non adeguato programma di formazione per il corretto e sicuro
espletamento di specifici lavori nel cantiere.

Per tale motivo l’impresa dovrà attenersi alle seguenti prescrizioni:

59
Piano di sicurezza e coordinamento

I lavoratori ed i rappresentanti per la sicurezza devono ricevere adeguate informazioni circa i rischi
per la salute e la sicurezza relativi alle attività svolte nel cantiere e circa le misure ed i programmi di
prevenzione e protezione applicati.

I lavoratori, il medico competente, il responsabile della sicurezza, gli incaricati del servizio di primo
soccorso di evacuazione e antincendio devono ricevere prima dell’apertura del cantiere adeguate
informazioni del piano di sicurezza e coordinamento.

Tutti i lavoratori devono ricevere una formazione sufficiente ed adeguata sui metodi di lavoro e la
prevenzione dei rischi in occasione dell’esecuzione o del cambio di mansioni o quando viene
introdotta una nuova tecnologia.

E’ obbligo normativo una formazione ed informazione strutturata in programmi di coordinamento


con i soggetti in sub appalto e lavoratori autonomi che si dovranno succedere in cantiere.

La formazione dei lavoratori deve essere specificatamente incentrata sui rischi relativi alla mansione
che essi ricoprono, inoltre la formazione deve essere aggiornata all’evoluzione dei rischi e/o al
sopraggiungere di nuovi rischi.

L’impresa in caso di affidamento dei lavori all’interno del cantiere ed imprese sub appaltatrice o a
lavoratori autonomi deve:

Verificare, anche attraverso l’iscrizione alla camera di commercio industria ed artigianato,


l’indennità tecnico professionale delle imprese e/o dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori da
affidare in appalto o contratto d’opera.

Fornire agli stessi soggetti dettagliate informazioni sui rischi specifici orientati nell’ambiente in cui
dovranno operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate.

I datori di lavoro delle imprese dovranno coordinare e cooperare all’attuazione delle misure di
prevenzione e protezione, informandosi reciprocamente anche al fine di eliminare rischi dovuti alle
interferenze tra i lavoratori delle diverse imprese coinvolte nella esecuzione complessiva
dell’opera.

La formazione deve essere periodicamente ripetuta in relazione all’evoluzione dei rischi o


all’insorgenza di nuovi rischi. All’avvio dell’attività in cantiere dovrà essere già’ tutto organizzato per
portare a conoscenza del personale i principali contenuti delle operazioni pianificate in funzione dei
rischi già individuati.

Dovranno intanto essere fatte:

Riunioni periodiche con capo cantiere, preposti e addetti per l’esame delle condizioni di sicurezza
del cantiere e/o in presenza di lavorazioni interferenti.

Verifica di sicurezza, prima dell’inizio dei lavori, della buona conservazione degli apparecchi e delle
attrezzature di cui il cantiere sarà dotato e della loro idoneità e possibilità d’impiego.

60
Piano di sicurezza e coordinamento

- Procedura standard n. 16: Cartelli di sicurezza in cantiere (D.Lgs 833/96)


L’obiettivo di tale procedura é quello di ridurre i rischi dei danni diretti alla salute dei lavoratori,
tramite un richiamo costante della loro attenzione ai pericoli connessi alla lavorazioni che espletano
ed al rispetto di forme di prevenzione.

Nel cantiere pertanto dovranno essere poste adeguate segnalazioni in relazione ai rischi che le
lavorazioni comportano ed alla necessità di informare il personale.

Dovranno usarsi cartelli unificati. Si ricorda che la segnaletica di sicurezza non sostituisce le misure
di protezione necessarie, ma serve ad integrarle. I messaggi che dovranno essere trasmessi con
cartelli di sicurezza sono:

1) Messaggi di Avvertimento

I cartelli di avvertimento dovranno essere usati per segnalare un pericolo. Sono di forma
triangolare, fondo giallo, bordo nero e simbolo nero. Potranno essere completati con segnale
ausiliari.

2) Messaggi di Divieto

I cartelli di divieto devono essere utilizzati quando c’è la necessità di vietare determinati atti,
comportamenti o azioni che possono essere a rischiosi. Il segnale é di forma rotonda, pittogramma
nero su fondo bianco con bordo e banda rossi. Può essere completato con segnale ausiliario con
scritte che chiariscono l’esatto significato del messaggio.

3) Messaggi di Prescrizione

I cartelli di prescrizione devono essere usati quando si deve prescrivere qualcosa: uso di
D.P.I.; abbigliamento e modalità finalizzate alla sicurezza. Il segnale é di forma rotonda,
colore azzurro con simbolo bianco. Può’ essere completato con segnale ausiliario con
scritte.

4) Messaggi di Salvataggio

I cartelli di salvataggio deve essere usato quando vi é necessità di indicare informazioni che
servono, in casi di emergenza, per la salvezza individuale e/o collettiva. Indicano le uscite di
sicurezza e le vie di evacuazione.

5) Messaggi Antincendio

I cartelli antincendio sono di forma quadrata o rettangolare, fondo rosso e simbolo bianco.
Dovranno essere usati per trasmettere indicazioni relativamente alla posizione dei
dispositivi antincendio.

- Dislocazione dei Cartelli

I cartelli dovranno essere esposti nei luoghi opportuni, che saranno individuati in funzione
della finalità del messaggio che si vuole trasmettere. Poiché in cantiere possono presentarsi
le più svariate situazioni, a titolo indicativo e non esaustivo, si considerano di seguito i
cartelli che saranno necessari in cantiere; oltre ai cartelli appresso indicati.
61
Piano di sicurezza e coordinamento

Dovranno inoltre essere esposti:

- sulle varie macchine, le rispettive norme di sicurezza per l’uso.

- nell’officina e presso gli impianti di saldature, le norme di sicurezza per fabbri e saldatori,
le norme per l’uso e la manutenzione delle bombole di gas compreso, le norme per la
saldatura elettrici.

- sulle macchine di scavo di movimento di terra, sui sollevatori, gru ecc., il cartello di divieto
di passare e di sostare nel raggio d’azione dell’apparecchio.

G.2.17 - Procedura standard n. 17: Gestione dei rifiuti


Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti l’impresa assume la figura di soggetto responsabile.

L’obiettivo della procedura é quello di assicurare una elevata protezione dell’ambiente e


favorire le attività di riciclaggio e reimpiego in attuazione delle Direttive CEE recepite dal
Decreto Legislativo N° 22/97 del 05/02/97.

Per tale motivo l’impresa dovrà attenersi agli obblighi previsti dal D.Lgs N°22/97 in materia
di gestione di rifiuti ed in particolare:

a) Il quantitativo di Rifiuti Pericolosi il cui elenco é allegato al citato D.Lgs, per un


accantonamento, sia pure temporaneamente, non deve superare i 10 mc e qualora tale
quantitativo dovesse superato i rifiuti stessi dovranno essere asportati con cadenza almeno
bimestrale.

Il quantitativo di Rifiuti non Pericolosi accantonati sia pure temporaneamente non deve
superare i 20 mc e qualora tale quantitativo dovesse essere superato i rifiuti stessi devono
essere asportati con cadenza almeno trimestrale.

Il deposito temporaneo deve essere effettuato per tipi omogenei di rifiuti.

Presso l’impianto di stoccaggio, sia pure temporaneo, é obbligatoria la tenuta dei registri di
carico e scarico dei rifiuti prodotti o stoccati.

All’atto del prelievo dei rifiuti la parte di Ditte autorizzate dovrà essere compilato il formulario
di identificazione.

- Procedura standard n. 18: Assistenza sanitaria e pronto soccorso


Accertamenti sanitari periodici
I lavoratori devono essere sottoposti a visite mediche secondo protocollo sanitario del medico
competente.

Primo soccorso
Stante l’ubicazione dei vari cantieri operativi, per l’intervento a seguito di infortunio grave, si farà
capo alla struttura pubblica necessariamente più vicina (Ospedale di Gorizia).

62
Piano di sicurezza e coordinamento

Pronto soccorso
I datori di lavoro, tenendo conto della natura dell’attività e delle dimensioni del cantiere ovvero
dell’unità produttiva, sentito il rispettivo medico competente ove previsto, prende i provvedimenti
necessari in materia di pronto soccorso e di assistenza medica di emergenza, tenendo conto delle
altre eventuali persone presenti sui luoghi di lavoro e stabilendo i necessari rapporti con i servizi
esterni, anche per i lavoratori infortunati.

I datori di lavoro, qualora non vi provvedano direttamente, designano uno o più lavoratori incaricati
dell’attuazione dei provvedimenti di cui al precedente punto.

Comportamento in caso di infortunio


All’interno del cantiere deve essere presente un presidio sanitario necessario per sopperire agli
interventi di primo soccorso in attesa dell’arrivo dei soccorsi e per la medicazione di lievi lesioni.

La persona infortunata deve essere subito soccorsa, spostata dalla zona se in presenza di eventuali
pericoli di crollo di materiale o di terreno circostante e devono essere immediatamente chiamati i
soccorsi.

Attenersi comunque sempre alle seguenti prescrizioni:

In caso di infortunio sul lavoro, il direttore di cantiere, od un suo delegato, provvederà a prendere
nota del luogo, l’ora e la causa di infortunio, nonché dei nominativi di eventuali testimoni, quindi in
relazione al tipo di infortunio provvederà a dare le eventuali istruzioni di soccorso e a richiedere una
tempestiva visita medica o fornito di codice fiscale dell’azienda accompagnerà l’infortunato al più
vicino posto di pronto soccorso.

Si segnala che con il D.Lgs. 242/96 sulla sicurezza del lavoro e nel D.Lgs.81/08 devono essere
segnati sul registro anche gli infortuni che comportano l’assenza di almeno un giorno di lavoro.

Qualora l’infortunio sarà tale da determinare una inabilità temporanea dell’infortunato superiore a
tre giorni, il direttore di cantiere provvederà a trasmettere entro 48 ore dal verificarsi dell’incidente
la denuncia di infortunio sul lavoro debitamente compilata a:

Commissario di P.S. o in mancanza al Sindaco territorialmente competente

Alla sede INAIL competente, evidenziando il codice dell’impresa.

Entrambe le denunce dovranno essere corredate da una copia del certificato medico.

In caso di infortunio mortale o ritenuto tale, il direttore di cantiere deve entro 24 ore dare
comunicazione telegrafica alla sede INAIL competente facendo quindi seguire le regolari denunce di
infortunio come sopra al Commisariato di P.S. od al Sindaco territorialmente competente ed alla
sede INAIL competente.

Si dovrà quindi provvedere alla trascrizione dell’infortunio sul registro degli infortuni seguendo
attentamente la numerazione progressiva ( il numero deve essere quello della denuncia INAIL ).

63
Piano di sicurezza e coordinamento

La persona infortunata deve essere subito soccorsa, spostata dalla zona se in presenza di eventuali
pericoli di crollo di materiale o di terreno circostante e devono essere immediatamente chiamati i
soccorsi.

- Procedura standard n. 19: Formazione e informazione dei lavoratori e


POS
Tutti i lavoratori presenti in cantiere devono essere formati e informati dalla propria azienda sulle
fasi lavorative di cantiere e devono partecipare alle riunioni periodiche di formazione indette dal
CEL con la presenza dei relativi RSPP di ogni azienda, in particolare prima delle fasi più a rischio.

Il Piano operativo di sicurezza

Ogni impresa almeno 10 giorni prima dell’inizio dei lavori deve trasmettere alla Committenza ed al
Coordinatore per l’Esecuzione dei lavori il proprio P.O.S. redatto ai sensi dell’Allegato XV, Comma 3
del Dlgs 81/08.

Contenuti minimi del POS


I POS da sottoporre a verifica del CSE dovranno presentare i seguenti elementi, essenziali per la
successiva verifica ed approvazione:

i dati identificativi dell’impresa esecutrice, che comprendono:

il nominativo del datore di lavoro, gli indirizzi ed i riferimenti telefonici della sede legale e degli uffici
di cantiere; la specifica attività e le singole lavorazioni svolte in cantiere dall’impresa esecutrice e
dai lavoratori autonomi subaffidatari;

i nominativi degli addetti al pronto soccorso, antincendio, ed evacuazione dei lavoratori e,


comunque, alla gestione delle emergenze in cantiere, del rappresentante dei lavoratori per la
sicurezza , aziendale e territoriale, ove eletto o designato;

il nominativo del medico competente ove previsto; il nominativo del responsabile del servizio di
prevenzione e protezione; i nominativi del direttore tecnico di cantiere e del capocantiere;

il numero e le relative qualifiche dei lavoratori dipendenti, dell’impresa esecutrice, e dei lavoratori
autonomi operanti in cantiere per conto della stessa impresa;

le specifiche mansioni, inerenti la sicurezza svolte in cantiere da ogni figura nominata allo scopo
dell’impresa esecutrice;

la descrizione dell’attività di cantiere, delle modalità organizzative e dei turni di lavoro;

l’elenco dei ponteggi, dei ponti su ruote a torre e di altre opere provvisionali di notevole
importanza, delle macchine e degli impianti utilizzati nel cantiere;

l’elenco delle sostanze e preparati pericolosi utilizzati nel cantiere con le relative schede di
sicurezza;

64
Piano di sicurezza e coordinamento

l’esito del rapporto di valutazione del rumore;

l’individuazione delle misure preventive e protettive, integrative rispetto a quelle contenute nel PSC
quando previsto, adottate in relazione ai rischi connessi alle proprie lavorazioni in cantiere;

le procedure complementari e di dettaglio, richieste dal PSC quando previsto; l’elenco dei dispositivi
di protezione individuale forniti ai lavoratori occupati in cantiere; la documentazione in merito
all’informazione ed alla formazione fornite ai lavoratori occupati in cantiere. Ove non sia prevista la
redazione del PSC, il PSS, quando previsto, è integrato con gli elementi del POS.

Modalità di trasmissione del POS

L’impresa appaltatrice dei lavori deve entro 30 giorni dalla data di aggiudicazione dell’appalto e
comunque prima dell’inizio dei lavori consegnare il proprio POS al CSE che dovrà provvedere alla
verifica e successiva accettazione.

Verifica del POS delle imprese esecutrici

L’appaltatore è tenuto all’obbligo di presentazione del POS al CSE ed all'osservanza di tale


adempimento egli deve provvedere nei trenta giorni successivi all’aggiudicazione dell’appalto e
comunque prima della consegna dei lavori.

G.2.20 - Procedura standard n. 20: Segnaletica di sicurezza su strade aperte al pubblico

Delimitazione zona lavorazione (caso in cui il traffico viene mantenuto attraverso una strettoia)

a) Trattasi di cantiere stradale ad avanzamento giornaliero l’area di lavoro deve essere sempre
delimitata in modo da garantire il passaggio di eventuali mezzi di soccorso.

Il tratto interessato ai lavori di scavo e dal posizionamento dei mezzi viene opportunamente
delimitato e segnalato in modo da garantire sia l’incolumità agli addetti che la fluidità della
circolazione.

Le segnalazioni dovranno essere mantenute in perfetta efficienza sia di giorno che di notte.

I segnali devono rispettare le modalità dell’art. 30 del Regolamento del Codice della Strada.

Di conseguenza ogni segnale sarà coerente alla reale situazione in cui viene posto.

Non dovrà inoltre esistere contrasto tra i segnali temporanei installati e tra questi e la segnaletica
permanente, che se necessario dovrà essere coperta, rimossa od oscurata ( con permesso dell’ENTE
proprietario della strada ) per il periodo della durata dei lavori.

65
Piano di sicurezza e coordinamento

La segnaletica permanente dovrà essere ripristinata alla fine dei lavori, dopo la tempestiva
rimozione dei segnali temporanei.

L’apposizione della segnaletica temporanea da parte dell’esecutore dei lavori è consentita solo
dopo l’emanazione di una ordinanza da parte dell’Ente Proprietario della strada, emanata su
richiesta dell’interessato. I segnali da utilizzarsi per ottenere un segnalamento adeguato alle
velocità consentite ai veicoli, alle dimensioni della deviazione, alle manovre da eseguire all’altezza
del cantiere, al tipo di traffico ed alle situazioni di traffico locale, sono quelle elencate nell’Art. 31
del Regolamento del codice della strada, commi 3 e 4, che devono essere conformi agli schemi
segnaletici di cui all’art. 30.

Essendo presente una situazione ritenuta pericolosa per la circolazione essendo presenti sulla
carreggiata veicoli operativi di cantieri mobili, le modalità del posizionamento dei segnali devono
avvenire in conformità agli art. 38,39,42 del Regolamento del codice della strada.

Si sottolinea inoltre che la velocità in prossimità del cantiere stradale deve essere di 30 Km/h

(art. 41) con limiti a scalare ad opportuna distanza per consentire una effettiva decelerazione in
prossimità ed in corrispondenza del cantiere stesso.

Possono essere utilizzati i seguenti segnali:

a) segnali di prescrizione di inizio e di fine ( divieto di sorpasso, limiti di velocità, direzioni


obbligatorie ) aventi stessa forma e stesso colore della normale segnaletica;

b) segnali di pericolo ( strettoia, strada deformata ) aventi stessa forma e simboli della segnaletica
normale, ma fondo giallo;

c) segnali di indicazione ( chiusura di una o più corsie, carreggiata chiusa, deviazione consigliata ),
anch’essi a fondo giallo.

Nel posizionare i segnali si dovrà rispettare la distanza minima prevista dall’Art. 79 del
Regolamento, che per i segnali di pericolo, in genere, è di 100 m, per le strade extraurbane e 50 m
per le strade urbane

Il cantiere dovrà essere presegnalato dal segnale “ LAVORI “, integrato da pannelli aggiuntivi
indicanti l’estensione del cantiere , se il tratto di strada interessato è più lungo di m. 100.

Tale segnale deve essere posizionato con un sostegno in modo da non venire ribaltato ( trattasi
sempre di segnale mobile, per cui deve essere solo appoggiato sulla carreggiata ). E’ opportuno se il
segnale non è visibile a distanza ripetere il segnale.

Dovendo rimanere posizionato anche durante le ore notturne, o comunque in ogni caso di scarsa
visibilità, il segnale deve esssere integrato da apposito apparato luminoso di colore rosso a luce
fissa.

b) Chiusura alla circolazione di carreggiata:


66
Piano di sicurezza e coordinamento

Le strade, saranno interdette alla circolazione veicolare.

L’intera strada sarà interdetta anche nel caso di riduzione della carreggiata libera a distanze inferiori
a 2,75 m.

La chiusura della strada, comporterà la deviazione del traffico.

L’ente proprietario o concessionario della strada interrotta può decidere o autorizzare qualsiasi
deviazione che ritenga necessaria.

Se l’itinerario deviato coinvolge altri enti proprietari o concessionari occorrono l’accordo e l’intesa
preventivi di tutti gli enti interessanti (art. 43, comma1).

La segnaletica da impiegare necessariamente per i suddetti casi di deviazione d’itinerario sono:

segnaletica d’indicazione:

PREAVVISO DEVIAZIONE da porre a 100metri sulla viabilità ordinaria e da porre a 300metri ed a 150
metri sulle autostrade o sulle strade extraurbane principali;

SEGNALI DI DIREZIONE da porre in corrispondenza delle intersezioni;

In caso di limitazione di sagoma o di massa sull’itinerario normale, devono essere installati, alla
intersezione che precede il cantiere, PREAVVISI DI DEVIAZIONE sui quali sono inseriti i simboli
relativi alle limitazioni, per segnalare l’itinerario deviato;

Una deviazione obbligatoria solo per una o più particolari categorie di veicoli deve essere segnalata
col segnale di DIREZIONE OBBLIGATORIA integrato dal simbolo o dai simboli delle categorie veicolari
escluse;

Una deviazione facoltativa solo per una o più particolari categorie di veicoli deve essere segnalata
col simbolo di DIREZIONE CONSIGLIATA integrato dal simbolo delle categorie veicolari escluse;

segnaletica di indicazione sulle strade a carreggiate separate con due o più corsie per senso di
marcia per la disponibilità e l’uso delle corsie:

il segnale CORSIA O CORSIE CHIUSE, deve essere impiegato quando, su una carreggiata a due corsie
o più corsie, si riduce il numero di quelle disponibili nel senso di marcia. La chiusura di due o più
corsie deve essere sfalsata nello spazio in modo da operare la chiusura di una corsia per volta. La
rappresentazione grafica del simbolo varia secondo la situazione stradale ed il numero di corsie
interessate. Il segnale può essere preceduto dal preavviso, costituito dallo stesso segnale corredato
da un pannello integrativo indicante la distanza dal punto in cui è localizzata la chiusura;

il segnale CARREGGIATA CHIUSA deve essere impiegato quando su una strada a carreggiate
separate, una di esse viene chiusa al traffico;

il segnale RIENTRO IN CARREGGIATA deve essere impiegato per indicare il ripristino delle condizioni
viabili normali;

67
Piano di sicurezza e coordinamento

il segnale USO CORSIE può essere impiegato per indicare l’utilizzo delle corsie disponibili per le
diverse categorie di veicoli;

segnaletica di prescrizione:

segnali DARE PRECEDENZA oppure FERMARSI E DARE PRECEDENZA (secondo le indicazioni di


visibilità) a tutte le intersezioni del percorso deviato, qualora la strada interrotta abbia diritto di
precedenza;

segnali DIVIETO DI TRANSITO, DIREZIONE OBBLIGATORIA, barriere direzionali nel numero


necessario;

segnalamento del possibile accesso ai residenti lungo la strada interrotta, ma in modo da escludere
dubbi od esitazioni per il traffico a transito veicolare.

Delimitazione cantiere

In prossimità della testata del cantiere deve essere posto un pannello a fondo giallo, prev. dall’Art.
30 c. 6 del Regolamento indicante:

a) l’ente proprietario o concessionario della strada

b) gli estremi dell’ordinanza relativa alla segnaletica temporanea collocata

c) denominazione dell’impresa esecutrice dei lavori

d) inizio e termine dei lavori

e) recapito e numero telefonico del responsabile del cantiere.

I mezzi di delimitazione del cantiere sono:

1) barriere obbligatorie sui lati frontali di delimitazione del cantiere e sulle testate di approccio, che
non possono essere sostituite con altri possibili mezzi delimitatori in quanto non garantiscono a
sufficienza la sicurezza dei soggetti in transito nell’area; i nastri di pellicola plastica con strisce
oblique fissati a paletti non sono consentiti perché non affidabili e perché facilmente asportabili.

Lungo i lati longitudinali invece occorre posizionare recinzioni colorate in rosso od arancione
stabilmente fissate, costituite da teli, reti o altri mezzi di delimitazione.

In prossimità dello scavo devono essere posizionati idonei parapetti di altezza di 1 mt.

Le barriere sono di tipo normale a strisce alternate oblique bianche e rosse, devono essere
posizionate secondo le modalità dell’Art. 32. del Regolamento.

2) I delineatori speciali, quali i paletti di delimitazione e i delineatori modulari di curva provvisoria -


art. 33 del regolamento - devono essere usati per evidenziare i bordi longitudinali e di approccio alle
68
Piano di sicurezza e coordinamento

zone di lavoro i primi mentre i secondi devono evidenziare il lato esterno delle deviazioni con curve
provvisorie di raggio inferiore od uguale a 200mt.

3) Apposizione di dispositivi retroriflettenti luce gialla (Art. 35) e segnaletica orizzontale temporanea
sempre di colore giallo, per guida dei conducenti nel caso di anomalie planimetriche.

Visibilità notturna

La visibilità del cantiere nelle ore notturne e nei casi di scarsa visibilità deve essere garantita

(art. 36 c. 6) nelle barriere da integrazioni con apparato di colore rosso a luce fissa

Lo sbarramento obliquo che precede la zona di lavoro deve essere integrata con dispositivi a luce
gialla fissa (Non sono ammesse lanterne o altra fonte luminosa a fiamma libera).

- Procedura standard n. 21: Procedure di manutenzione e di verifica delle


attrezzature
Le attrezzature devono essere verificate secondo quanto prescritto dal libretto d’uso e
manutenzione in possesso e comunque secondo un registro delle manutenzioni che l’impresa deve
predisporre per le proprie macchine e mezzi.

Procedure di carattere generale

Ogni macchina deve essere verificata secondo il programma stabilito dal libretto di manutenzione

Procedure di manutenzione meccanica

Controllo dispositivi di manovra e di arresto,

Procedure di manutenzione elettrica

Controllo cavi di alimentazione, controllo protezione differenziale, isolamento cavi, stato


manutenzione cavi, revisione periodica impiantista elettrico sul cantiere.

Procedure di manutenzione dei mezzi di sollevamento

Sono obbligatorie le verifiche periodiche effettuate dall’Arpav competente per territorio per
apparecchiature di sollevamento superiori ai 200 Kg.

- Procedura standard n. 22: Procedure per la prevenzione incendi


Ubicazione dei materiali facilmente infiammabili e combustibili
I materiali combustibili e infiammabili devono essere posti in area apposita o in appositi contenitori
lontano da fonti di calore o da luoghi in cui siano presenti fiamme libere (es. aree con presenza di
lavorazioni di saldatura). Tali zone devono essere controllate con ispezione almeno giornaliera e
devono essere posizionati estintori a polvere del tipo portatile minimo da 6 Kg . Nel caso di deposito

69
Piano di sicurezza e coordinamento

di ampie dimensioni posizionare almeno un estintore a polvere ABC del tipo carrellato da minimo
30KG.

Prescrizioni generali
A cura del capocantiere deve essere predisposto un registro dei controlli periodici relativi
all’efficienza dei presidi antincendio, degli impianti elettrici, delle aree a rischio specifico ( depositi
combustibili e infiammabili) e deve inoltre essere osservata la limitazione dei carichi d’incendio
nelle varie aree di lavorazione del cantiere. Almeno settimanalmente deve essere relazionato al CEL
sulle situazioni di rischio incendio presenti nel cantiere.

Mezzi di estinzione
Devono essere presenti per ogni area di cantiere mezzi di estinzione mobili in numero di almeno 1
estintore del tipo 34A,289B,C da 6 Kg a polvere. Presso attrezzature e quadri elettrici almeno n° 1
estintori a Co2 minimo da 5 Kg.

Servizio per la gestione dell’emergenza


A fini degli adempimenti di cui all’art. 4, comma 5, lettera q) del D. Lgs. 626/94, D.Lgs.81/08, i
datore di lavoro in collaborazione con il Responsabile della sicurezza della propria impresa ed il
coordinatore in fase di esecuzione:

organizzano i necessari rapporti con i servizi pubblici competenti in materia di pronto soccorso,
salvataggio, lotta antincendio e gestione dell’emergenza;

designano i lavoratori incaricati di attuare le misure di pronto soccorso, salvataggio, prevenzione


incendi, lotta antincendio e gestione dell’emergenza;

informano tutti i lavoratori che possono essere esposti ad un pericolo grave ed immediato circa le
misure predisposte ed i comportamenti da adottare;

programmano gli interventi, prende provvedimenti e da istruzioni affinché i lavoratori possano, in


caso di piccolo grave ed immediato che non può essere evitato, cessare la loro attività, ovvero
mettersi al sicuro, abbandonando immediatamente il luogo di lavoro;

prendono i provvedimenti necessari affinché qualsiasi lavoratore, in caso di pericolo grave ed


immediato per la propria sicurezza ovvero per quella di altre persone e nell’impossibilità di
contattare il competente superiore gerarchico, possa prendere le misure adeguate per evitare le
conseguenze di tale pericolo, tenendo conto delle sue conoscenze e dei mezzi tecnici disponibili;

I lavoratori non possono, se non per giustificato motivo, rifiutare la designazione. Essi devono
essere formati, essere in numero sufficiente e disporre di attrezzature adeguate, tenendo conto
delle dimensioni ovvero dei rischi specifici dell’azienda ovvero dell’unità produttiva;

I datori di lavoro devono, salvo eccezioni debitamente motivate, astenersi dal chiedere ai lavoratori
di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed
immediato.

Diritti dei lavoratori in caso di pericolo grave ed immediato

70
Piano di sicurezza e coordinamento

1. Il lavoratore che in caso di pericolo grave, immediato e che non può essere evitato, si allontana
dal posto di lavoro ovvero da una zona pericolosa, non può subire pregiudizio alcuno e deve essere
protetto da qualsiasi conseguenza dannosa.

2. Il lavoratore che, in caso di pericolo grave e immediato e nell’impossibilità di contattare il


competente superiore gerarchico, prende misure per evitare le conseguenze di tale pericolo, non
può subire pregiudizio per tale azione, a meno che non abbia commesso una grave negligenza.

- Procedura standard n. 23: Programma riunioni di coordinamento


Sono previste riunioni di coordinamento con le imprese a cadenza stabilita dal CEL.

La convocazione alle riunioni di coordinamento può avvenire tramite semplice lettera, fax o
comunicazione verbale o telefonica. I convocati delle Imprese dal CSE sono obbligati a:

- partecipare alla riunione o indicare un proprio delegato

- dare conferma con fax alla partecipazione.

Prima Riunione di Coordinamento

Nella prima riunione di coordinamento dovranno essere valutate le prime fasi di lavorazione e le
procedure generali per la costruzione dell’opera, va verificata la documentazione obbligatoria che
deve essere presente in cantiere e precedentemente elencata e inoltre vanno verificate le seguenti
documentazioni per ogni singola impresa: Presenza del POS, elenco del personale in cantiere per
ogni singola impresa, documentazioni e attestati riguardanti le figure RSPP, addetti antincendio e
primo soccorso, ecc.

Seconda Riunione di Coordinamento

Nella seconda riunione di coordinamento va verificato l’andamento dei lavori nelle singole fasi con
l’organizzazione di cantiere e il rispetto del Gant.

Riunione di coordinamento ordinaria

Va verificata con i RSPP delle singole imprese l’andamento dei lavori nelle fasi costruttive con
formazione generale sui rischi di cantiere nelle singole fasi.

Riunione di Coordinamento straordinaria

In casi di particolare difficoltà lavorative o di pericoli derivanti dall’andamento dei lavori.

Riunione di Coordinamento "Nuove Imprese"

Ad ogni arrivo in cantiere di una nuova impresa va indetta con la stessa prima dell’inizio dei lavori
una riunione di coordinamento per esaminare le fasi di interesse e i rapporti con le altre imprese
presenti.

71
Piano di sicurezza e coordinamento

- Procedura standard n. 24: PROGRAMMA SETTIMANALE DEI LAVORI


L’impresa dovrà trasmettere settimanalmente al CSE e alla DL il programma dettagliato della
lavorazioni previste per la settimana a venire nonché il resoconto delle lavorazioni eseguite nella
settimana appena terminata.

Il programma dovrà essere fatto pervenire al CSE e alla DL il venerdì mattina della settimana
precedente le lavorazioni in esso contenute e dovrà contenere almeno i seguenti riferimenti:

Fasi previste, n° imprese impiegate e per ogni impresa n° operai, con mansioni , mezzi d’opera
impiegati.

H - DOCUMENTAZIONE

Fermo restando l’obbligo delle imprese di tenere in cantiere tutta la documentazione


prevista per legge, al CSE ciascuna impresa deve consegnare per sé e per le imprese sue
subappaltatrici la seguente documentazione:

piano operativo di sicurezza (POS);

piano del montaggio, uso e smontaggio ponteggio (PIMUS);

L’impresa principale dovrà affiggere in cantiere, in posizione visibile, copia della notifica
preliminare trasmessa all’ente di controllo a cura del Committente o del Responsabile dei
lavori.

Deve inoltre essere tenuta in cantiere, a cura del referente di ciascuna impresa, la seguente
documentazione:

copia del presente PSC debitamente sottoscritto.

A tale documentazione si aggiunge quella tenuta da ciascuna impresa.

72
Piano di sicurezza e coordinamento

15 – STIMA DEI COSTI

Premessa
Nel presente capitolo si dà indicazione dei criteri applicati e le modalità di calcolo per la stima del
costo della sicurezza.

Le fonti normative per la stima del costo della sicurezza


Gli oneri economici imputati a spese per la sicurezza sono determinati assumendo a riferimento di
ogni stima per il calcolo del costo della sicurezza le disposizioni prescritte dalle norme che
disciplinano la materia; in particolare è considerata sicurezza sul lavoro tutto quanto espressamente
previsto e rigorosamente prescritto dalle norme che disciplinano la prevenzione degli infortuni e la
tutela della salute dei lavoratori.

Più specificatamente, quanto è sicurezza sul lavoro è contemplato nel Dlgs. 81/08 Allegato XV,
Punto 4.

Sono norme quelle sopra richiamate di natura tecnica, ossia recanti misure di prevenzione e di
protezione che si ha obbligo di adottare in presenza di quei rischi lavorativi considerati ed additati
dalle norme medesime.

Di tali misure occorre valutare ed evidenziare, al di fuori del costo di realizzazione dell’opera,
quanto incide economicamente la loro attuazione ogni qualvolta che, nelle previsioni progettuali
per la eliminazione dei rischi lavorativi, ne è prescritta l’adozione durante l’esecuzione dei lavori.

I criteri di calcolo del costo della sicurezza


Il costo della sicurezza è stato da tutto quanto previsto nel Piano di Sicurezza e Coordinamento ed in
particolare:

apprestamenti, servizi e procedure necessari per la sicurezza del cantiere, incluse le misure
preventive e protettive per lavorazioni interferenti;

 impianti di cantiere;

 attrezzature, infrastrutture,

 mezzi e servizi di protezione collettiva;

 coordinamento delle attività nel cantiere;

 coordinamento degli apprestamenti di uso comune;

 eventuali interventi finalizzati alla sicurezza e richiesti per lo sfasamento spaziale o


temporale delle lavorazioni interferenti;

73
Piano di sicurezza e coordinamento

 procedure contenute nel PSC e previste per specifici motivi di sicurezza

Si prevede che la stima dei costi delle misure di prevenzione e protezione contenute
nel presente piano, possa incidere di Euro 60.000,00 (sessantamila,00) L’importo degli
oneri per la sicurezza sopra determinato deve ritenersi compreso nell’importo dei lavori e lo
stesso non è assoggettabile a ribasso d’asta.

Si allega in calce al P.S.C. il computo metrico relativo agli oneri della sicurezza

74
Piano di sicurezza e coordinamento

16 - PRESCRIZIONI

Prescrizioni generali per le imprese appaltatrici


Alle imprese appaltatrici competono i seguenti obblighi:

consultare il proprio Rappresentante per la sicurezza dei lavoratori prima dell’accettazione del
presente Piano e delle modifiche significative apportate allo stesso;

comunicare prima dell’inizio dei lavori al CSE i nominativi dei propri subappaltatori;

fornire ai propri subappaltatori:

comunicazione del nominativo del CSE, nonché l’elenco dei documenti da trasmettere al CSE;

copia del presente PSC e dei successivi aggiornamenti, in tempo utile per consentire tra l’altro
l’adempimento del punto 1 da parte delle imprese subappaltatrici;

adeguata documentazione, informazione e supporto tecnico-organizzativo;

le informazioni relative al corretto utilizzo di attrezzature, apprestamenti, macchinari e dispositivi di


protezione collettiva ed individuale messe a disposizione;

verificare che i propri subappaltatori trasmettano al CSE in tempo utile e comunque 15 giorni prima
dell’effettivo inizio dei lavori, la documentazione di cui al capitolo I;

fornire collaborazione al CSE per l’attuazione di quanto previsto dal PSC.

Prescrizioni generali per i lavoratori autonomi


I lavoratori autonomi dovranno rispettare quanto previsto dal presente PSC e rispettare le
indicazioni loro fornite dal CSE. Dovranno inoltre partecipare alle riunioni di coordinamento se
previsto dal CSE e cooperare con gli altri soggetti presenti in cantiere per l’attuazione delle azioni di
coordinamento.

Prescrizioni per tutte le imprese

Le imprese hanno l'obbligo di dare completa attuazione a tutte le indicazioni e prescrizioni


contenute nel presente PSC.

Il presente PSC deve essere esaminato in tempo utile (prima dell'inizio lavori) da ciascuna impresa
esecutrice; tali imprese, sulla base di quanto qui indicato e delle loro specifiche attività, redigono e
forniscono al CSE, prima dell'inizio dei lavori (art.13 comma 3 del Decreto) il loro specifico POS.

Le misure di sicurezza relative a eventuali lavorazioni a carattere particolare, le cui modalità


esecutive non siano definibili con esattezza se non in fase di esecuzione, dovranno comunque
75
Piano di sicurezza e coordinamento

essere inserite nel POS prima di iniziare le lavorazioni stesse. In particolare, in questo caso,
l’impresa interessata dai lavori dovrà integrare il suo POS e presentarlo così aggiornato al CSE. Solo
dopo l’autorizzazione del CSE l’impresa potrà iniziare la lavorazione.

Qualsiasi variazione, richiesta dalle imprese, a quanto previsto dal PSC (quale ad esempio la
variazione del programma lavori e dell’organizzazione di cantiere), dovrà essere approvata dal CSE
ed in ogni caso non comporterà modifiche o adeguamenti dei prezzi pattuiti.

Allo scopo di assolvere agli adempimenti previsti dal PSC, prima dell’inizio dei lavori, ciascuna
impresa dovrà depositare in cantiere i moduli contenuti nell’allegato 3 “Modulistica” debitamente
compilati e firmati (con firma e timbro).

Tutte le imprese esecutrici (appaltatrici o subappaltatrici) dovranno quindi:

comunicare al CSE il nome del Referente prima dell’inizio dei lavori e comunque con anticipo tale da
consentire al CSE di attuare quanto previsto dal PSC;

fornire la loro disponibilità per la cooperazione ed il coordinamento con le altre imprese e con i
lavoratori autonomi;

garantire la presenza dei rispettivi Referenti alle riunioni di coordinamento;

trasmettere al CSE almeno 15 giorni prima dell’inizio dei lavori i rispettivi POS;

disporre in cantiere di idonee e qualificate maestranze, adeguatamente formate, in funzione delle


necessità delle singole fasi lavorative;

assicurare:

il mantenimento del cantiere in condizioni ordinate e di salubrità;

idonee e sicure postazioni di lavoro;

corrette e sicure condizioni di movimentazione dei materiali;

il controllo e la manutenzione di ogni impianto che possa inficiare la sicurezza e la salute dei
lavoratori.

L’eventuale sospensione dei lavori o delle singole lavorazioni, a seguito di gravi inosservanze,
comporterà la responsabilità dell’impresa per ogni eventuale danno derivato, compresa
l’applicazione della penale giornaliera, prevista contrattualmente, che verrà trattenuta nella
liquidazione a saldo.

Si ritiene “grave inosservanza”, e come tale passibile di sospensione dei lavori, anche la presenza di
lavoratori non in regola all’interno del cantiere.

76
Piano di sicurezza e coordinamento

Prescrizioni generali per impianti macchine ed attrezzature


I datori di lavoro delle imprese esecutrici curano la manutenzione, il controllo prima dell’entrata in
servizio e il controllo periodico degli impianti e delle attrezzature al fine di eliminare i difetti che
possono pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavoratori.

Va tenuta presso gli uffici del cantiere, a cura del referente di ciascuna impresa, la seguente
documentazione:

indicazione dei livelli sonori delle macchine ed attrezzature che verranno impiegate dedotti
dall’applicazione del D.Lgs. 277/91

libretti di omologazione degli apparecchi di sollevamento ad azione non manuale di portata


superiore a 200 Kg;

copia denuncia al PMP per gli apparecchi di sollevamento non manuali di portata superiore a 200
Kg;

verifica trimestrale delle funi e delle catene riportata sul libretto di omologazione degli apparecchi
di sollevamento;

verifica annuale degli apparecchi di sollevamento non manuali di portata superiore a 200 kg;

copia di autorizzazione ministeriale e relazione tecnica per i ponteggi metallici fissi;

disegno esecutivo del ponteggio firmato dal responsabile di cantiere per ponteggi montati secondo
schemi tipo;

progetto del ponteggio ad opera di ingegnere o architetto abilitato per ponteggi difformi da schemi
tipo o per altezze superiori a 20 m;

dichiarazione di conformità legge 46/90 per l’impianto elettrico di cantiere;

segnalazione all’ENEL per le operazioni effettuate a meno di 5 metri dalle linee elettriche aeree;

denuncia all’ ASL e all’ISPESL competente per territorio degli impianti di protezione dalle scariche
atmosferiche (DPR 462/01);

copia della verifica dell’impianto di terra effettuata prima della messa a terra in esercizio da parte di
di ditta abilitata in cui siano riportati i valori della resistenza di terra e denuncia all’ASL e all’ISPESL
competenti per territorio degli impianti di messa a terra (DPR 462/01);

copia delle schede di sicurezza delle sostanze che saranno utilizzate in cantiere;

libretti d’uso e manutenzione delle macchine.

77
Piano di sicurezza e coordinamento

D.P.I., sorveglianza sanitaria e valutazione del rumore per i lavoratori


Il POS dovrà riportare l’elenco dettagliato dei DPI consegnati nominalmente ai lavoratori e le
modalità di consegna e di gestione; in particolare dovrà prevedere che tutti i DPI devono essere
marcati CE ed essere conformi alle prescrizioni del D.Lgs 475/92 e successive modificazioni e
integrazioni e che dovrà essere preventivamente fornita informazione e formazione ai lavoratori
sull’uso dei DPI (per i DPI di 3^ cat. è obbligatorio anche l’addestramento).

La sorveglianza sanitaria dovrà essere attuata in conformità alla legislazione vigente. Il POS dovrà
riportare il nome del medico competente ed i lavoratori sottoposti a sorveglianza. In caso l’attività
non sia soggetta a sorveglianza sanitaria, tale circostanza dovrà essere esplicitamente riportata nel
POS.

L’esposizione quotidiana personale dei lavoratori al rumore è stata valutata in fase preventiva
facendo riferimento ai tempi di esposizione ed ai livelli di rumore standard individuati da studi e
misurazioni riconosciuti dalla commissione prevenzione infortuni.

Si prevede “rischio rumore” significativo per i lavoratori impegnati in cantiere:

- fascia di esposizione compresa tra 80 ed 85 dB(A) per gli addetti all’utilizzo di utensili elettrici
portatili, per i quali si richiede adeguata informazione su rischi, misure, DPI;

- fascia di esposizione compresa tra 85 e 90 dB(A) per gli addetti all’utilizzo di macchine operatrici,
flessibile e sega da banco, per i quali si richiede adeguata informazione su rischi, misure, DPI,
nonché la disponibilità degli idonei DPI, la formazione sul loro corretto uso ed i provvedimenti
sanitari previsti dal D.Lgs 277/91.

Non potendo ridurre tali emissioni, si raccomanda comunque l’uso di otoprotettori a tutti gli addetti
a tali attrezzature, nonché a tutto il personale che si trovasse costretto ad operare nelle immediate
vicinanze. Si raccomanda inoltre di evitare, il più possibile, altre lavorazioni nelle vicinanze di tali
fonti di rumore.

I POS delle imprese dovranno integrare le valutazioni sull’esposizione dei lavoratori.

L.6 - Modalità per l’attuazione del coordinamento e la cooperazione

In attuazione dell’art.5 comma 1 lettera c del decreto, per il coordinamento e la cooperazione sono
previste le seguenti riunioni fra le imprese esecutrici ed i lavoratori autonomi. Il CSE convoca la
riunione invitando le imprese appaltatrici a convocare i propri subappaltatori già individuati.

Le riunioni verranno indette dal CSE e verbalizzate.

Sono previste le seguenti riunioni:

prima dell’apertura del cantiere con le imprese appaltatrici e i relativi subappaltatori già individuati.
In tale riunione tutte le imprese esecutrici (appaltatrici e subappaltatori) dovranno consegnare al
CSE i relativi POS ed altra documentazione richiesta a loro carico dal PSC;

78
Piano di sicurezza e coordinamento

prima dell’ingresso in cantiere di nuove imprese esecutrici e lavoratori autonomi;

riunioni periodiche in base all’evoluzione dei lavori e presumibilmente con frequenza media
settimanale.

Nel caso si verificasse la necessità di intervento di altri soggetti non previsti, sarà cura del CSE
individuare le relative misure di coordinamento e sarà comunque obbligo di tutte le imprese e dei
lavoratori autonomi attenersi a tali misure.

Requisiti minimi del POS


Il POS deve contenere in dettaglio i seguenti elementi previsti al allegato XV, comma3 del
D.Lgs.81/08:

i dati identificativi dell’impresa esecutrice, che comprendono:

il nominativo del datore di lavoro, gli indirizzi ed i riferimenti telefonici della sede legale e degli uffici
di cantiere;

la specifica attività e le singole lavorazioni svolte in cantiere dall’impresa esecutrice e dai lavoratori
autonomi subaffidatari;

i nominativi degli addetti al pronto soccorso, antincendio ed evacuazione dei lavoratori e,


comunque, alla gestione delle emergenze in cantiere, del rappresentante dei lavoratori per la
sicurezza, aziendale o territoriale, ove eletto o designato;

il nominativo del medico competente ove previsto;

il nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione;

i nominativi del direttore tecnico di cantiere e del capocantiere;

il numero e le relative qualifiche dei lavoratori dipendenti dell’impresa esecutrice e dei lavoratori
autonomi operanti in cantiere per conto della stessa impresa;

b. le specifiche mansioni, inerenti la sicurezza, svolte in cantiere da ogni figura nominata allo scopo
dall’impresa esecutrice;

c. la descrizione dell’attività di cantiere, delle modalità organizzative e dei turni di lavoro;

d. l’elenco dei ponteggi, dei ponti su ruote a torre e di altre opere provvisionali di notevole
importanza, delle macchine e degli impianti utilizzati nel cantiere;

e. l’elenco delle sostanze e preparati pericolosi utilizzati nel cantiere con le relative schede di
sicurezza;

f. l’esito del rapporto di valutazione del rumore;

g. l’individuazione delle misure preventive e protettive, integrative rispetto a quelle contenute nel
nel PSC quando previsto, adottate in relazione ai rischi connessi alle proprie lavorazioni in cantiere;

79
Piano di sicurezza e coordinamento

h. le procedure complementari e di dettaglio, richieste dal PSC quando previsto;

i. l’elenco dei dispositivi di protezione individuale forniti ai lavoratori occupati in cantiere;

l. la documentazione in merito all’informazione ed alla formazione fornite ai lavoratori occupati in


cantiere.

Modalità di consultazione del RLS


Ciascuna impresa prima dell'accettazione del piano consulta il proprio RLS (rappresentante dei
lavoratori per la sicurezza) e gli fornisce eventuali chiarimenti. E' facoltà del RLS formulare proposte
sui contenuti del piano .

In caso di mancata nomina del RLS, ogni impresa deve mettere a disposizione dei propri lavoratori il
PSC e il POS.

80
Piano di sicurezza e coordinamento

FIRME DI ACCETTAZIONE

In fase di offerta:

Il presente Piano, composto da n° 82 pagine numerate in progressione e da n° 3 allegati con


numerazione progressiva propria di cui all’indice, con la presente sottoscrizione si intende letto,
compreso ed accettato in ogni sua parte.

Il Coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione dei lavori:

arch. Giacomo Matarrese

…………………………………………………………………………

Il Responsabile dei Lavori

…………………………………………………………………………

IMPRESA Legale Rappresentante

…………………………………………………………………………

81
Piano di sicurezza e coordinamento

ALLEGATI

cronoprogramma dei lavori;

computo degli oneri della sicurezza.

82
REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA - COMPLESSO PATRIMONIALE DI VIA ROMA 5/7/9 A GORIZIA
INTERVENTI DI ADEGUAMENTO E MIGLIORAMENTO DELL'IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE E DI PREVENZIONE INCENDI

CRONOPROGRAMMA
LAVORAZIONE SETTIMANE
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54

1 CA - SPOSTAM. PERSONALE DEL CORPO ALTO IN ALTRA SEDE


2 ORGANIZZAZ. CANTIERE E CRONOPROGRAMMA DETTAGLIATO
3 SOTTOMISSIONI APPARECCHIATURE E MATERIALI RISCALDAM.
4 COMPLETAM. SOTTOMISSIONI APPARECCHIATURE E MATERIALI
5 CA+CB - PRESENTAZ. PIANO DI LAVORO BONIFICA DA AMIANTO
6 CA+CB - APPROVAZ. PIANO LAVORO BONIFICA DA PARTE DI ASL
7 COLLEGAM. PROVVISORIO FANCOIL E BATTERIE IN SOTTOCENTR.
8 RIFACIMENTO SOTTOCENTRALE TERMICA
9 CA - COLONNA ESTERNA FC-1
10 CA - SEZIONAMENTO IMPIANTO AD ARIA
11 CA - PENDINATURA CORPI ILLUM.E RIMOZIONE CONTROSOFF.
12 CA - BONIFICA DA AMIANTO TUBI NEI CONTROSOFFITTI
13 CA - BONIFICA DA AMIANTO - RESTITUIBILITA' PER CAD. PIANO
14 CA - NUOVO IMPIANTO A VENTILCONVETTORI
15 CA - RETI NELL'AUTORIMESSA + VENTILCONVETTORI SALA MOSTRE
16 CB - RETI A SOFFITTO DEL PORTICATO
17 CA - VERIFICHE FUNZIONALI
18 CA - BONIFICA E IGIENIZZAZ. UTA + NUOVO UMIDIFICATORE
19 CA - BONIFICA E IGIENIZZAZ. IMPIANTO AD ARIA
20 CA - RIMONTAGGIO CONTROSOFFITTI
21 CA - BONIFICA CAVEDIO C1 E RESTITUIBILITA'
22 CA - CAVEDIO C1 - OPERE PROPEDEUTICHE E DI RIPRISTINO
23 TRATTAMENTO ARIA AUDITORIUM - A.E. + UMIDIFICATORI
24 GRU A DISPOSIZIONE PER LAVORI IN COPERTURA
25 TORRI EVAPORATIVE - TUBI NEI CAVEDI - LAVORI IN COPERTURA
26 CENTRALE FRIGORIFERA
27 CA - RIENTRO DEL PERSONALE NEL CORPO ALTO
28 CB - SPOSTAM. PERSONALE DEL CORPO BASSO IN ALTRA SEDE
29 CB - SEZIONAMENTO IMPIANTO AD ARIA

1
REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA - COMPLESSO PATRIMONIALE DI VIA ROMA 5/7/9 A GORIZIA
INTERVENTI DI ADEGUAMENTO E MIGLIORAMENTO DELL'IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE E DI PREVENZIONE INCENDI

CRONOPROGRAMMA
LAVORAZIONE SETTIMANE
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54

30 CB - PENDINATURA CORPI ILLUM.E RIMOZIONE CONTROSOFF.


31 CB - BONIFICA DA AMIANTO TUBI NEL CONTROSOFFITTO
32 CB - BONIFICA CAVEDI
33 CB - BONIFICA DA AMIANTO - RESTITUIBILITA' PER CAD. PIANO
34 CB - CAVEDI - OPERE PROPEDEUTICHE E DI RIPRISTINO
35 CB - BONIFICA E IGIENIZZAZ. IMPIANTO AD ARIA
36 CB - COLONNA INTERNA FC-2
37 CB - NUOVO IMPIANTO A VENTILCONVETTORI
38 CB - RIMONTAGGIO CONTROSOFFITTI
39 CB - RIENTRO DEL PERSONALE NEL CORPO BASSO
40 PI - POSA CANALI ESTRAZIONE 1° PIANO INTERRATO
41 PI - IMPIANTO SPRINKLER 1° PIANO INTERRATO
42 PI - OPERE DI CARPENTERIA 1° PIANO INTERRATO
43 PI - OPERE DA MURATORE 1° PIANO INTERRATO
44 PI - OPERE DA RIQUALIFICAZIONE IN CARTONGESSO
45 PI - POSA CANALI ESTRAZIONE 2° PIANO INTERRATO
46 PI - IMPIANTO SPRINKLER 2° PIANO INTERRATO
47 PI - OPERE DI CARPENTERIA 2° PIANO INTERRATO
48 PI - OPERE DA MURATORE 2° PIANO INTERRATO
49 PI - OPERE DA RIQUALIFICAZIONE IN CARTONGESSO
50 PI - OPERE DA MURATORE ARCHIVI
51 PI - VANO POMPE ANTINCENDIO
52 PI - INTERVENTI NELLA CABINA ELETTRICA
53 PI - RETE DISTRIBUZ. GENERALE
54 PI - OPERE DA PITTORE
55 PI - OPERE DA ELETTRICISTA E IMPIANTO CO
56 MESSA A PUNTO - TARATURE

2
pag. 1

DIMENSIONI IMPORTI
Num.Ord.
DESIGNAZIONE DEI LAVORI Quantità
TARIFFA
par.ug. lung. larg. H/peso unitario TOTALE

RIPORTO

LAVORI A MISURA

1 Fornitura e posa in opera di cartello in lamiera d'acciaio


71.3.MH2.01. zincata con segnale di indicazione, rivestito con pellicola
E rifrangente con dimensioni figure e caratteristiche tecniche
09/09/2016 conformi al Nuovo Codice della Strada (D.Lgs. 30/04/92 n.
285) ed al Regolamento di Attuazione (D.P.R. 16/12/95 n.
495), con attacchi universali a corsoio saldati sul retro;
compreso palo tubolare in acciaio zincato di diametro 48 mm
e lunghezza 3 m, collare antirotazione di fissaggio, blocco di
calcestruzzo di base, scavo e rinterro. Rettangolare formato
normale
2,0000

SOMMANO cad 2,0000 280,04 560,08

2 Fornitura e posa in opera di cartelli segnaletici di sicurezza a


71.5.MH4.01. norma D.Lgs. 493/96 e UNI 7543 del tipo serigrafato su
E supporto in alluminio compresi i materiali di fissaggio.
09/09/2016 Quadrato -monofacciale - distanza massima di percezione 25
m
20,0000

SOMMANO cad 20,0000 37,84 756,80

3 Fornitura e posa in opera di cartelli segnaletici di sicurezza a


71.5.MH4.01. norma D.Lgs. 493/96 e UNI 7543 del tipo serigrafato su
F supporto in alluminio compresi i materiali di fissaggio.
09/09/2016 Rettangolare - monofacciale - distanza massima di
percezione 4 m
20,0000

SOMMANO cad 20,0000 8,90 178,00

4 Fornitura e posa in opera di cartelli segnaletici di sicurezza a


71.5.MH4.01. norma D.Lgs. 493/96 e UNI 7543 del tipo serigrafato su
G supporto in alluminio compresi i materiali di fissaggio.
09/09/2016 Rettangolare - monofacciale - distanza massima di
percezione 6 m
20,0000

SOMMANO cad 20,0000 10,45 209,00

5 Fornitura di pacchetto di medicazione rispondente all'art. 29


99.1.AB1.01 del D.P.R. 303/56 e art. 1 D.M. 28/07/58 contenente: 1
09/09/2016 flacone di sapone liquido, 1 flacone di disinfettante da 250
cc, 1 pomata per scottature, 2 bende garza di altezza 5 cm, 1
benda garza di altezza 7 cm, 10 garze sterili 10x10 cm, 1
flacone di pomata antistaminica, 1 paio di forbici, 2 sacchetti
di cotone da 50 g, 5 garze sterili 18x40 cm, 2 confezioni da 2
paia di guanti in vinile, 2 flaconi di acqua ossigenata, 1
flacone di clorossidante elettrolitico, 1 pinzetta sterile da 9
cm, 1 rocchetto di cerotto da 2,5 cm per 5 m, 20 cerotti 2x7
cm, 2 lacci emostatici, 1 confezione di ghiaccio istantaneo, 2
sacchetti di polietilene monouso, 1 termometro clinico e 1
elenco del contenuto.
1,0000

SOMMANO cad 1,0000 50,12 50,12

6 Fornitura e posa in opera di cassetta di pronto soccorso


99.1.AB1.02 rispondente all'art. 29 del D.P.R. 303/56 e art. 1 D.M. 28/07/
09/09/2016 58 contenente: 1 flacone di sapone liquido, 1 flacone di
disinfettante da 250 cc, 1 pomata per scottature, 1 confezione
da 8 bende garza assortite, 10 garze sterili 10x10 cm, 1
flacone di pomata antistaminica, 1 paio di forbici, 5 sacchetti
di cotone da 50 g, 5 garze sterili 18x40 cm, 2 confezioni da 2

A RIPORTARE 1´754,00

COMMITTENTE: Regione Friuli Venezia Giulia


pag. 2

DIMENSIONI IMPORTI
Num.Ord.
DESIGNAZIONE DEI LAVORI Quantità
TARIFFA
par.ug. lung. larg. H/peso unitario TOTALE

RIPORTO 1´754,00

paia di guanti in vinile, 2 flaconi di acqua ossigenata, 1


flacone di clorossidante elettrolitico, 1 pinzetta sterile da 13
cm, 1 pinzetta sterile da 9 cm, 2 rocchetti di cerotto da 2,5
cm per 5 m, 2 confezioni da 20 cerotti 2x7 cm, 2 lacci
emostatici, 1 confezione di ghiaccio istantaneo, 5 sacchetti di
polietilene monouso, 1 termometro clinico, 4 teli triangolari
96x96x136 cm, 1 bisturi monouso sterile, 1 bacinella
reniforme, 4 stecche per frattura, 1 confezione da 10 siringhe
sterili da 10 cc, 2 mascherine con visiera, 1 confezione di
benda tubolare a rete, 1 coperta isotermica oro/argento, 1
apribocca, 1 cannula e 1 elenco del contenuto.
1,0000

SOMMANO cad 1,0000 88,94 88,94

7 Recinzione provvisoria realizzata con tavole di legno


18/11/2016 dello spessore non inferiore a 1,5 cm, fornita e posta in
opera con un’altezza massima di 4,00 metri, sorretta da
pali in legno
dalle dimensioni minime di 10x10 cm e controventature
in legno fissate stabilmente al terreno anche con eventuale
base d’appoggio. Sono compresi: l’uso per la durata dei
lavori al
fine di assicurare un’ordinata gestione del cantiere
garantendo meglio la sicurezza dei lavoratori; i montanti
di sostegno dei pannelli delle dimensioni minime di cm 10 x
10;
l’infissione dei montanti nel terreno o incastrati in
adeguata base di appoggio; le tavole sottomisure poste
sul basso, in sommità ed al centro del pannello,
inchiodate o avvitate al pannello medesimo e ai montanti
di sostegno comprese le controventatura; le tabelle
segnaletiche ad alta visibilità, la manutenzione per tutto
il periodo di durata dei lavori,
sostituendo, o riparando le parti non più idonee;
losmantellamento, l’accatastamento e l’allontanamento a
fine opera. Tutti i materiali costituenti la recinzione sono e
restano
di proprietà dell’impresa Misurata a metro quadrato
di pannello posto in opera per l’intera durata dei lavori.
per delimitazione della gru 1,00 5,00 6,000 2,500 75,00

SOMMANO m2 75,00 20,00 1´500,00

8 Esecuzione di recinzione prefabbricata da cantiere costituita


99.1.AH2.07. da pannelli di rete elettrosaldata (dimensioni 3,50x1,95 m) e
A basi prefabbricate in cemento. Compreso il montaggio, lo
09/09/2016 smontaggio e il ripristino dell'area interessata dalla
recinzione. Prezzo primo mese
100,00 100,0000

SOMMANO m² 100,0000 10,79 1´079,00

9 Esecuzione di recinzione prefabbricata da cantiere costituita


99.1.AH2.07. da pannelli di rete elettrosaldata (dimensioni 3,50x1,95 m) e
B basi prefabbricate in cemento. Compreso il montaggio, lo
09/09/2016 smontaggio e il ripristino dell'area interessata dalla
recinzione. Prezzo per ogni mese e frazione di mese
successivo al primo
12,00 100,00 1´200,0000

SOMMANO m².mese 1´200,0000 3,54 4´248,00

10 Esecuzione di delimitazione di percorso pedonale costituita


99.1.AH2.14 da ferri tondi da 20 mm infissi nel terreno, da due correnti
09/09/2016 orizzontali di tavole di legno dello spessore di 25 mm e da
rete di plastica stampata. Compreso il fissaggio delle tavole e
della rete ai ferri tondi,la formazione di gradini in tubi e
tavolame e la copertuta del percorso come indicato dal

A RIPORTARE 8´669,94

COMMITTENTE: Regione Friuli Venezia Giulia


pag. 3

DIMENSIONI IMPORTI
Num.Ord.
DESIGNAZIONE DEI LAVORI Quantità
TARIFFA
par.ug. lung. larg. H/peso unitario TOTALE

RIPORTO 8´669,94

coordinatore in fase di esecuzione, lo smontaggio e il


ripristino dell'area interessata dalla delimitazione.
80,0000

SOMMANO m 80,0000 13,40 1´072,00

11 Esecuzione di accesso di cantiere a 1 o 2 battenti, realizzato


99.1.AI1.03. con telaio di legno d'abete controventato e chiusura con rete
B di plastica stampata. Compreso il fissaggio della rete e lo
09/09/2016 smontaggio. Prezzo per ogni mese e frazione di mese
successivo al primo
1,000 1,0000

SOMMANO a corpo 1,0000 800,00 800,00

12 Applicazione di segnaletica e delimitazione per cantiere


99.1.AX1.02 temporaneo su sede stradale, conformemente a quanto
09/09/2016 previsto dal Codice della Strada D.Lgs. n. 285/92 e al
Regolamento di esecuzione ed attuazione D.P.R. n. 495/92,
con restringimento della carreggiata, costituito da cartello
con segnale "lavori" corredato da cartello integrativo
indicante l'estensione del cantiere (cantiere lungo più di 100
m) e lampada a luce rossa fissa, divieto di sorpasso e limite
massimo di velocità, obbligo di direzione, strettoia a doppio
senso di circolazione, segnale di fine prescrizione, barriere
mobili con lampada a luce rossa fissa, coni segnaletici,
lampade a luce gialla lampeggiante e impianto semaforico
mobile per cantieri fino a 200 m.
1,000 1,0000

SOMMANO cad.mese 1,0000 739,88 739,88

13 Fornitura e posa in opera di estintore portatile a polvere,


99.1.QX1.01. avente costruzione, dispositivi di sicurezza, indicatori di
A pressione, supporti, contrassegni, colore e omologazione
09/09/2016 rispondenti al D.M. 20/12/82. Adatti allo spegnimento di
fuochi di Classe A, B, C, capacità minima di estinzione
indicata nei sottoarticoli, completi di dichiarazione di
conformità al documento di omologazione emesso da parte
del M.I., rilasciato dal Costruttore, di staffa per montaggio a
parete e cartello di segnalazione; compresa la manutenzione
periodica prevista dalla legge. Carica da kg 6 - Capacità di
estinzione 34 A-233B-C
24,000 24,0000

SOMMANO cad.mese 24,0000 5,50 132,00

14 Fornitura e posa in opera di estintore portatile ad anidride


99.1.QX1.02 carbonica di capacità 5 kg avente costruzione, dispositivi di
09/09/2016 sicurezza, supporti, contrassegni e colore rispondenti al D.M.
20/12/82, adatti allo spegnimento di fuochi di Classe B,
corredati di certificato di omologazione da parte dl M.I.-
C.S.E.A., completo di staffa per montaggio a parete e cartello
di segnalazione; compresa la manutenzione periodica
prevista dalla legge.
5,00 24,000 120,0000

SOMMANO cad.mese 120,0000 7,31 877,20

15 Fornitura e posa in opera di box di cantiere uso spogliatoio


99.1.XB1.01. realizzato da struttura di base, sollevata da terra e in elevato
A con profilati di acciaio pressopiegati, copertura e
09/09/2016 tamponamento con pannello sandwich costituito da lamiera
interna ed esterna e coibente centrale (minimo 40 mm),
divisori interni a pannello sandwich, infissi in alluminio,
pavimento in legno rivestito in PVC, completo di impianti
elettrico, idrico e fognario, termico (radiatore elettrico),
dotato di 6 armadietti a due scomparti e 6 seggiole.

A RIPORTARE 12´291,02

COMMITTENTE: Regione Friuli Venezia Giulia


pag. 4

DIMENSIONI IMPORTI
Num.Ord.
DESIGNAZIONE DEI LAVORI Quantità
TARIFFA
par.ug. lung. larg. H/peso unitario TOTALE

RIPORTO 12´291,02

Dimensioni orientative 2,4x6,4x2,4 m compreso trasporto,


montaggio, smontaggio e formazione della base in cls armata
di appoggio. Prezzo primo mese
1,000 1,0000

SOMMANO cad 1,0000 679,17 679,17

16 Fornitura e posa in opera di box di cantiere uso spogliatoio


99.1.XB1.01. realizzato da struttura di base, sollevata da terra e in elevato
B con profilati di acciaio pressopiegati, copertura e
09/09/2016 tamponamento con pannello sandwich costituito da lamiera
interna ed esterna e coibente centrale (minimo 40 mm),
divisori interni a pannello sandwich, infissi in alluminio,
pavimento in legno rivestito in PVC, completo di impianti
elettrico, idrico e fognario, termico (radiatore elettrico),
dotato di 6 armadietti a due scomparti e 6 seggiole.
Dimensioni orientative 2,4x6,4x2,4 m compreso trasporto,
montaggio, smontaggio e formazione della base in cls armata
di appoggio. Prezzo per ogni mese e frazione di mese
successivo al primo
24,000 24,0000

SOMMANO cad.mese 24,0000 258,89 6´213,36

17 Fornitura e posa in opera di box di cantiere uso servizi


99.1.XB1.05. igienico sanitari realizzato da struttura di base, sollevata da
A terra e in elevato con profilati di acciaio pressopiegati,
09/09/2016 copertura e tamponamento con pannello sandwich costituito
da lamiera interna ed esterna e coibente centrale (minimo 40
mm), divisori interni a pannello sandwich, infissi in
alluminio, pavimento in legno rivestito in PVC, completo di
impianti elettrico, idrico (acqua calda e fredda) e fognario,
termico (radiatore elettrico), dotato di una doccia, un WC, un
lavabo, boiler elettrico ed accessori. Dimensioni orientative
2,4x2,7x2,4 m compreso trasporto, montaggio, smontaggio e
formazione della base in cls armata di appoggio. Prezzo
primo mese
1,000 1,0000

SOMMANO cad 1,0000 549,21 549,21

18 Fornitura e posa in opera di box di cantiere uso servizi


99.1.XB1.05. igienico sanitari realizzato da struttura di base, sollevata da
B terra e in elevato con profilati di acciaio pressopiegati,
09/09/2016 copertura e tamponamento con pannello sandwich costituito
da lamiera interna ed esterna e coibente centrale (minimo 40
mm), divisori interni a pannello sandwich, infissi in
alluminio, pavimento in legno rivestito in PVC, completo di
impianti elettrico, idrico (acqua calda e fredda) e fognario,
termico (radiatore elettrico), dotato di una doccia, un WC, un
lavabo, boiler elettrico ed accessori. Dimensioni orientative
2,4x2,7x2,4 m compreso trasporto, montaggio, smontaggio e
formazione della base in cls armata di appoggio. Prezzo per
ogni mese e frazione di mese successivo al primo
24,000 24,0000

SOMMANO cad.mese 24,0000 233,34 5´600,16

19 Fornitura e posa in opera di pozzetto per impianto di terra


99.2.GQ4.01. prefabbricato in calcestruzzo completo di coperchio
B carrabile, compreso scavo e rinterro. Dimensioni 40x40 cm
09/09/2016
1,000 1,0000

SOMMANO cad 1,0000 220,00 220,00

20 Fornitura e posa in opera di fossa di raccolta acque luride e


99.2.GQ4.03. di lavorazione costituita da elementi prefabbricati in

A RIPORTARE 25´552,92

COMMITTENTE: Regione Friuli Venezia Giulia


pag. 5

DIMENSIONI IMPORTI
Num.Ord.
DESIGNAZIONE DEI LAVORI Quantità
TARIFFA
par.ug. lung. larg. H/peso unitario TOTALE

RIPORTO 25´552,92

A calcestruzzo, compreso getto di calcestruzzo per formazione


09/09/2016 di piano di posa e allaccio alla condotta di scarico del
cantiere, compreso scavo e rinterro. Capacità 3 m³
1,000 1,0000

SOMMANO cad 1,0000 1´997,17 1´997,17

21 Realizzazione di rete di distribuzione acqua potabile per i


99.2.IH2.01. servizi per il personale realizzata con tubazione a vista in
A acciaio zincato UNI 8863-S serie media, compreso gli
09/09/2016 allacci, le giunzioni e i pezzi speciali; è ammesso il riutilizzo
di tubazioni purché adeguatamente pulite. Diametro 3/4"
70,000 70,0000

SOMMANO m 70,0000 10,03 702,10

22 Realizzazione di rete di scarico realizzata con tubazione a


99.2.IN6.02. vista in polietilene ad alta densità conforme UNI EN 1519,
A compreso le giunzioni, i pezzi speciali i tappi di ispezione a
09/09/2016 perfetta tenuta; è ammesso il riutilizzo di tubazioni.
Diametro esterno 110 mm
70,000 70,0000

SOMMANO m 70,0000 32,49 2´274,30

23 realizzazione al piano interrato di varchi delle dimensioni di


costruzione 90 cm di larghezza per 220 di altezza, mediante la
varco demolizione di paramenti murari rifinitura dello stesso
12/10/2016 smaltimento in discarica del materiale di risulta e posa di è
porta tagliafuoco REI 120. al fine di rendere usufruibili i
locali deposito posti al piano interrato da entrambi i corpi del
fabbricato interessati dai lavori di manutenzione
1,000 1,00

SOMMANO a corpo 1,00 2´576,37 2´576,37

24 Compenso per l'utilizzo di quadri elettrici di distribuzione da


99.2.QZ1.09. cantiere conformi alle norme CEI 17.13/1 (EN 60439-1) e
G CEI 17.13/4 (EN 60439-4) con grado di protezione IP55,
09/09/2016 costituiti da involucro in materiale isolante, antiurto e
autoestinguente per installazione a parete o per il fissaggio su
cavalletto autoportante, dotati di porte con chiave triangolare
per impedire l'accesso al quadro a persone non autorizzate,
adatti ad essere chiusi a spine inserite, con installate al suo
interno cassette con morsettiera, gruppi presa IP55 di tipo
interbloccato, cassette complete di interruttori di protezione
magnetotermici con potere di interruzione da 6 kA e di tipo
differenziale tarato a 0,03 A, incluso il collegamento della
linea di alimentazione mediante spina fissa esterna al quadro
o mediante morsettiera, pulsante luminoso di emergenza
installato sulla carpenteria del quadro all'esterno completo di
bobina di sgancio sull'interruttore generale, certificazione
CEI 17.13/4 (EN 60349-4), cablaggio, collegamenti
elettrici, opere accessorie e di finitura. Compreso il lievo alla
fine dell'utilizzo. Supporto in tubo metallico verniciato
3,00 24,000 72,0000

SOMMANO cad.mese 72,0000 15,40 1´108,80

25 Esecuzione di parapetto provvisorio, da montare lungo il


99.3.AH2.08. perimetro di coperture piane o su solai intermedi o scale in
A costruzione, costituito da aste metalliche ancorate al supporto
09/09/2016 con blocco a morsa montate ad interasse di 180 cm, dotato di
tavole fermapiede e di due correnti di legno, di cui quello
superiore ad un'altezza di 100 cm dal piano da proteggere.
Compreso il montaggio e lo smontaggio. Prezzo primo mese
66,000 66,0000

A RIPORTARE 66,0000 34´211,66

COMMITTENTE: Regione Friuli Venezia Giulia


pag. 6

DIMENSIONI IMPORTI
Num.Ord.
DESIGNAZIONE DEI LAVORI Quantità
TARIFFA
par.ug. lung. larg. H/peso unitario TOTALE

RIPORTO 66,0000 34´211,66

SOMMANO m 66,0000 8,22 542,52

26 Esecuzione di ponteggio costituito da struttura a tubi e giunti


99.3.AH2.14. per manutenzione, dotato di impalcato realizzato con tavolati
B in legno, di tavola fermapiede, di due correnti di cui quello
09/09/2016 superiore ad un'altezza di 100 cm dal piano da proteggere e
di controventatura. Compreso il montaggio e lo smontaggio.
Prezzo per ogni mese e frazione di mese successivo al primo
2,00 10,00 13,000 260,0000

SOMMANO m².mese 260,0000 5,10 1´326,00

27 Fornitura e posa in opera di schermo a tre ante di protezione


99.3.AN6.04 per saldatura, costituito da struttura in tubolare metallico
09/09/2016 trattato con vernice antiurto e strisce in materiale plastico per
l'assorbimento dei raggi, larghezza 4100 mm e altezza 1950
mm, completo di piedini con rotelle e freni.
1,000 1,0000

SOMMANO a corpo 1,0000 1´200,00 1´200,00

28 Fornitura e posa in opera di gruppo elettrogeno per garanzia


99.3.QZ1.01 del funzionamento ininterrotto dell'impianto di estrazione
09/09/2016 dell'aria da aree di lavori di bonifica dall'amianto
(confinamento dinamico), da 10 kVA compreso il consumo
di combustibile.
6,000 6,0000

SOMMANO cad.mese 6,0000 620,05 3´720,30

29 Compenso per la redazione del piano operativo di sicurezza


99.5.AA3.01 (POS) dell'Impresa Appaltatrice in relazione al singolo
09/09/2016 cantiere interessato, quale piano complementare di dettaglio
del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) allegato al
contratto.
1,000 1,0000

SOMMANO cad 1,0000 1´065,46 1´065,46

30 Compenso per la redazione del piano di lavoro per la


99.5.AA3.04 demolizione o la rimozione di manufatti contenenti amianto,
09/09/2016 da trasmettere all'A.S.S. territorialmente competente ai sensi
dell'Art. 34 del D.Lgs. 277/71. Esclusa eventuale
manodopera di assistenza da compensarsi a parte.
1,000 1,0000

SOMMANO cad 1,0000 913,26 913,26

31 Compenso per la redazione del piano di emergenza per


99.5.AA3.05 cantiere di medie dimensioni.
09/09/2016 1,000 1,0000

SOMMANO cad 1,0000 410,71 410,71

32 Compenso per la predisposizione della documentazione


99.5.AA3.11. dell'impianto elettrico di cantiere secondo norme CEI di
B settore, predisposizione della dichiarazione di conformità ai
09/09/2016 sensi della legge 46/90 completa di allegati obbligatori e suo
deposito presso Enti di controllo ed ISPESL, compresa una
copia da conservare nella baracca di cantiere. Potenza
installata da 11 kW a 30 kW
1,000 1,0000

SOMMANO cad 1,0000 598,35 598,35

A RIPORTARE 43´988,26

COMMITTENTE: Regione Friuli Venezia Giulia


pag. 7

DIMENSIONI IMPORTI
Num.Ord.
DESIGNAZIONE DEI LAVORI Quantità
TARIFFA
par.ug. lung. larg. H/peso unitario TOTALE

RIPORTO 43´988,26

33 Compenso relativo alla istituzione e alla tenuta del registro


99.5.AA8.01 antincendio.
09/09/2016 1,000 1,0000

SOMMANO a corpo 1,0000 324,38 324,38

34 Compenso relativo alla sorveglianza sanitaria svolta dal


99.5.AA8.02 medico competente secondo quanto previsto agli artt. 16 e 17
09/09/2016 del D.Lgs. n. 626/94 per i lavoratori per i quali è previsto
l'obbligo.
24,000 24,0000

SOMMANO lav.mese 24,0000 13,39 321,36

35 compenso per riunioni di coordinamento ed istruzione delle


Riunioni varie squadre di lavoratori interessatre alla realizzazione
04/11/2016 delle opere.
(par.ug.=5,00*12) 60,00 3,000 180,00

SOMMANO h 180,00 28,00 5´040,00

36 Compenso relativo agli accertamenti sanitari obbligatori per i


99.5.AA8.03 lavoratori addetti alla bonifica dall'amianto.
09/09/2016 5,00 24,000 120,0000

SOMMANO lav.mese 120,0000 31,05 3´726,00

37 Fornitura e posa di parapetto autoportante realizzato in


parapetto profili di alluminio 6106T5, certificato secondo la norma
linea vita ISO-EN-14122-3 da posizionare come da elaborato tecnico
09/09/2016 allegato.

Parapetto in alluminio autoportante con contrappeso in


cemento rivestito di PVC:
•montante con sezione ovale 70x30x2 con giunto a terra in
PVC e suoletta di gomma.
•corrimano realizzato in profilato di alluminio diametro 40
mm.
•corrente inferiore realizzato in profilato di alluminio
diametro 30 mm.
•elementi d’angolo sagomati in pressopiega o con giunti
regolabili.
•assemblaggio senza raccordi e viteria, solo innesti
telescopici rivettati.
•terminali dei montanti e dei corrimano chiusi con rifiniture
in PVC.
•contrappesi in cls rivestiti interamente di PVC con innesto
senza fissaggi al braccio del montante.
•altezza minima del parapetto pari a 1100 mm in rapporto
alla superficie calpestabile.
•interasse tra i correnti non superiore a 500 mm.
•fascia fermapiede obbligatoria in assenza di cordolo
perimetrale di altezza inferiore a 150 mm.
•peso massimo al metro lineare: 25,5 kg.
•ingombro in pianta del montante: 1411 mm x 596 mm.
•garanzia di 10 anni sul materiale.
nel prezzo è compreso ogni onere ed accessorio per dare il
lavioro finito ad opera d'arte , compreso anche l'eventuale
smontaggio e smaltimento della rinchiera di protezione
presente ora sul terrrazzo
66,000 66,00

SOMMANO m 66,00 100,00 6´600,00

Parziale LAVORI A MISURA euro 60´000,00

T O T A L E euro 60´000,00

A RIPORTARE 60´000,00

COMMITTENTE: Regione Friuli Venezia Giulia