Sei sulla pagina 1di 24

STEVEN HOLL VITA Nasce il 9 dicembre del 1947 a Washinton Stati Uniti.

Ha studiato
presso la University of Washington dove si è laureato nel 1971, poi a Roma e
all'Architectural Association di Londra. Alla progettazione ha da sempre affiancato
l'insegnamento (Columbia  University, University of Washington, Pratt Institute a New
York, University of  Pennsylvania) e l'indagine scientifica, come testimoniano le sue
pubblicazioni su temi di grammatica architettonica. PRALASSE “Lo spazio è il mezzo
essenziale dell’architettura. E’ molte cose simultaneamente: i vuoti e lo spazio intorno
all’architettura, le vastità del paesaggio e della città, lo spazio intergalattico
dell’universo. Lo spazio è qualcosa di intrinseco e relazionale. La parallasse – ossia il
cambiamento della disposizione di superfici che definiscono lo spazio come risultato
del cambiamento della posizione dell’osservatore – si trasforma quando gli assi del
movimento lasciano la dimensione orizzontale. Spostamenti verticali e obliqui sono la
chiave per nuove percezioni spaziali. Le esperienze in sequenza dello spazio nella
parallasse, con il suo flusso luminoso, possono solo esaurirsi in una percezione
personale. La nostra facoltà di giudizio è incompleta senza l’esperienza
dell’attraversamento degli spazi. La motilità e il soggetto-corpo sono gli strumenti per
misurare lo spazio architettonico.” L’architettura di Holl – lontana da una ricerca
stilistica e di linguaggio e parimenti lontana da una ricerca di tipo scultoreo oggettuale
– si fonda soprattutto sulla creazione di spazi a percezione complessa e su un uso
raffinato e altrettanto complesso dei materiali, della luce, delle textures, per
raggiungere un senso percettivo multiplo, multisensoriale. “La sintesi architettonica
di primo piano, piano intermedio e sfondo, insieme a tutte le qualità soggettive dei
materiali e della luce – scrive Holl forma la base di una percezione completa. La logica
concettuale che guida un progetto è legata alla sua percezione finale. Dobbiamo
considerare spazio, luce, colore, geometria, dettaglio e materiale come esperimento
continuo. Un collegamento complesso tra tempo, luce, materiale e dettaglio, crea il
“tutto” cinematico all’interno del quale non riusciamo più a distinguere i singoli
elementi. Possiamo notare come non casualmente alcuni spazi d’interno progettati da
Holl richiamino la deformazione percettiva dello spazio che si può vivere dentro le
grandi sculture in acciaio corten di Richard Serra che utilizza lo stesso concetto
comune di pralasse come “cambiamento” ossia “il cambiamento apparente nella
posizione di un oggetto risultante dal cambio nella posizione da cui è osservato. Il
processo progettuale “Lavoro con la strategia di un ‘concetto limitato’ che si riformula
per ogni sito e per ogni specifico programma. In 20 anni ho sviluppato intenti generali,
ma in ogni progetto quello che guida è un ‘concetto limitato’.Questo penetra
violentemente nel processo e produce situazioni a volte sorprendenti. Il linguaggio
diventa il veicolo di “riconoscimento del concetto”. Il concetto è il motore che dà il via
al processo di progetto. Dall’inizio di ogni progetto, dopo aver analizzato il luogo e il
programma (e a volte dopo qualche falsa partenza) decidiamo per un concetto
centrale (o vari concetti), uniti a alcuni schizzi spaziali poco precisi. Poiché le
circostanze di ogni luogo sono uniche, cerchiamo soluzioni equilibrate e particolari. Il
concetto, espresso nel diagramma e nelle parole, aiuta a focalizzare e sintetizzare una
molteplicità di aspetti.”[…] “Cominciamo ogni progetto con uno studio del programma
e una visita al sito. Ci piace cominciare più aperti possibile: sperimentare e “testare” le
proprietà spaziali o prospettiche da cui i concetti emergeranno. Non è
necessariamente una sola idea ma un complesso di idee che formano l’ossatura del
progetto. Il significato di un’opera architettonica appare quando trovi il modo di
connettere tutti questi fili assieme.” QUINDI: • interpretazione originale dei caratteri
del luogo (anchoring) • concepimento di un’idea primaria capace di dare carattere alle
percezioni del nuovo edificio da parte di un utente che vi si muove dentro, in una
logica relazionale stringente (intertwining, parallax). KIASMA MUSEO D’ARTE
CONTEMPORANEA Helsinki, Finland, 1992 - May 31, 1998 CONCETTO DI CHIASMO
Costruito nel 1992-1998 sorge nel cuore di Helsinki. Il Kiasma – scrive l’autore stesso -
dimostra come il corpo sia la vera misura dello spazio sovrapposto. L’incrocio tra il
concept dell’edificio e l’intrecciarsi del paesaggio, della luce e della città segnano molte
strade attraverso il museo, implicano spostamenti del corpo e la parallasse di spazi
che si aprono.” I concetto l di chiasmo su cui si fonda il progetto prevede l’intreccio tra
la massa dell’edificio e la geometria della città e del paesaggio che si riflettono nella
forma dell’edificio stesso.  Il sistema di relazioni con il contesto urbano e paesistico
non solo decide della collocazione dell’edificio ma impronta la forma stessa
dell’edificio, imprimendole una torsione determinante nel costituirsi sia dell’oggetto
architettonico d’esterno sia dell’articolazione spaziale di interno. Il rapporto
dell’edificio con il paesaggio è dunque decisivo, ma non si tratta di una semplice
considerazione “contestualista”, si tratta di un fattore costitutivo della forma stessa:
l’edificio introietta e rappresenta dentro di sé, quasi in un’operazione sincretica, le
complessità del paesaggio urbano e naturale che lo circonda.  AMPLIAMENTO DEL
CRANBROOK INSTITUTE OF SCIENCE Bloomfield Hills, MI, United States, 1993 - 1998
STRANI ATRATTORI Concetto-base: Una forma a U slittata, simile al diagramma
scientifico degli “strange attractors”, innesca differenti percorsi all’interno
dell’esposizione. Con questo trermine sviluppato da Lorenz esprime potenzialità più
geometriche quanto sperimentali. Prendendo questo concetto come metafora, si è
realizzata una struttura libera e aperta, facilmente adattabile al cambiamento, capace
di esprimere qualità nei suoi vari circuiti e percorsi. Ogni incontro è stimolante,
imprevedibile. Si sviluppa attorno a un parco interno, nel quale vari fenomeni
scientifici vengono esposti a cielo aperto. L’ampliamento realizzato è quindi un edificio
di completamento: U contro U dell’esistente, con corte-giardino centrale, ma la nuova
U ha un andamento ascensionale e una spinta dinamica particolare e la corte-giardino
diventa l’occasione di un evento scientifico nodale caratterizzante l’istituto. Il
laboratorio scientifico – l’exhibit della dimostrazione scientifica – diventa il nucleo
dell’invenzione spaziale-architettonica, assieme ai percorsi intrecciati del movimento
dei visitatori che mettono in opera il concetto degli  strange attractors. PROGETTO PER
IL MUSEO DELLE CONFLUENZE LIONE 2001 Il concetto-base programmatico prende in
considerazione 4 aspetti geofisici (cfr schizzo): • la MATERIA – le peculiarità dei
materiali fisici espositivi • l’ENERGIA – l’atrio principale d’ingresso • la
CONFIGURAZIONE – l’auditorium  e l’orientamento dominante • la CORRELAZIONE – la
torre con le aule didattiche  Ne scaturisce un edificio dinamico, fortemente centrifugo,
che letteralmente tende a proiettarsi verso i punti notevoli del paesaggio circostante e
a sfruttare la possibilità panoramica e di landmark attraverso la torre verticale. E’ una
versione riveduta e corretta degli edifici spiroidali sperimentati in un vecchio progetto
teorico dello stesso Holl nel deserto americano.  L’edificio trae forma da uno sviluppo
continuo e fluido che fa in modo che gli spazi fluiscano letteralmente nell’architettura. 
Le esposizioni si sviluppano all’interno di muri, con attraversamenti di percorsi
trasversali. Le sezioni dell’edificio stabiliscono rapporti a partire dalla radice, dove gli
elementi si fondono assieme.  La struttura reticolare è in acciaio, rivestita di lamina di
rame color oro.  In questo caso è forse prevalente il rapporto col sito che è molto
forte e caratterizzato dalla dinamica dei fluidi. Proiezione dell’edificio verso le vedute
esterne e dinamica dei percorsi interni secondo la dinamica dei fluidi divengono gli
aspetti prevalenti della configurazione. Ad essi si aggiunge – attraverso
l’attorcigliamento, la turbolenza – lo spazio “energetico” della hall. Il museo diventa
una turbina.   \ e “The Soul Has GREATER UEED F Ù% The LDEAL Tham sf The REAL
FAUADE resto phar CAVES i Line Son Th STONE & mu EcaTheg ULLLLI = Lia A 1933 € m
ot Pifcsted sicula Pi oper Ciltola hi Bevaded —— Vr dors aed n VE e a LAfndicane quit
tar dry de
Steven Holl: vita, studi, metodi
costruzione, idee, progetti principali,
Appunti di Architettura e ambiente
Architettura e ambiente
STE
VE
N
HO
LL
VITA
Nasce il 9 dicembre
del 1947 a Washinton
Stati Uniti.Ha
studiato presso la
University
of Washington dove
si è laureato nel(1971,
poi a(Roma(e
all'Architectural
Association
di(Londra. Alla
progettazione ha da
sempre
affiancato
l'insegnamento
(Columbia(
University,
University of
Washington,
Pratt Institute a(New
York, University of(
Pennsylvania) e
l'indagine scientifica,
come
testimoniano le sue
pubblicazioni su temi
di grammatica
architettonica.
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!
SCARICA
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!
SCARICA
PRALA
SSE
“Lo(spazio(è il mezzo essenziale
dell’architettura. E’ molte cose
simultaneamente: i vuoti e lo
spazio
intorno all’architettura, le
vastità del paesaggio e della
città, lo spazio intergalattico
dell’universo. Lo spazio è
qualcosa di
intrinseco e relazionale.
La(parallasse(– ossia il
cambiamento della disposizione
di superfici che definiscono lo
spazio come
risultato del cambiamento della
posizione dell’osservatore – si
trasforma quando gli assi del
movimento lasciano la
dimensione
orizzontale.
Spostamenti verticali e obliqui
sono la chiave per nuove
percezioni spaziali.
Le esperienze in sequenza dello
spazio nella parallasse, con il suo
flusso luminoso, possono solo
esaurirsi in una percezione
personale.
La nostra facoltà di giudizio è
incompleta senza l’esperienza
dell’attraversamento degli spazi.
La motilità e il soggetto-corpo
sono gli strumenti per misurare
lo spazio architettonico.”
L’architettura di Holl – lontana
da una ricerca stilistica e di
linguaggio e parimenti lontana
da una ricerca
di tipo scultoreo
oggettuale – si fonda soprattutto
sulla creazione di spazi a
percezione complessa e su un
uso raffinato e
altrettanto complesso dei
materiali, della luce, delle
textures, per raggiungere un
senso percettivo multiplo,
multisensoriale.
“La sintesi architettonica
di(primo piano, piano intermedio
e sfondo, insieme a tutte le
qualità soggettive
dei materiali e della luce
– scrive Holl forma la base di
una percezione completa. La
logica concettuale che guida un
progetto è
legata alla sua
percezione finale.
Dobbiamo considerare spazio,
luce, colore, geometria, dettaglio
e materiale come esperimento
continuo.
Un collegamento
complesso tra tempo, luce,
materiale e dettaglio, crea il
“tutto” cinematico all’interno del
quale non
riusciamo più a distinguere i
singoli elementi.
Possiamo notare come non
casualmente alcuni spazi
d’interno progettati da Holl
richiamino la
deformazione percettiva dello
spazio che si può vivere dentro le
grandi sculture in acciaio corten
di Richard Serra che utilizza lo
stesso
concetto comune di
pralasse come “cambiamento”
ossia “il cambiamento apparente
nella posizione di un oggetto
risultante
dal cambio nella
posizione da cui è osservato.
PRALA
SSE
“Lo(spazio(è il mezzo essenziale
dell’architettura. E’ molte cose
simultaneamente: i vuoti e lo
spazio
intorno all’architettura, le
vastità del paesaggio e della
città, lo spazio intergalattico
dell’universo. Lo spazio è
qualcosa di
intrinseco e relazionale.
La(parallasse(– ossia il
cambiamento della disposizione
di superfici che definiscono lo
spazio come
risultato del cambiamento della
posizione dell’osservatore – si
trasforma quando gli assi del
movimento lasciano la
dimensione
orizzontale.
Spostamenti verticali e obliqui
sono la chiave per nuove
percezioni spaziali.
Le esperienze in sequenza dello
spazio nella parallasse, con il suo
flusso luminoso, possono solo
esaurirsi in una percezione
personale.
La nostra facoltà di giudizio è
incompleta senza l’esperienza
dell’attraversamento degli spazi.
La motilità e il soggetto-corpo
sono gli strumenti per misurare
lo spazio architettonico.”
L’architettura di Holl – lontana
da una ricerca stilistica e di
linguaggio e parimenti lontana
da una ricerca
di tipo scultoreo
oggettuale – si fonda soprattutto
sulla creazione di spazi a
percezione complessa e su un
uso raffinato e
altrettanto complesso dei
materiali, della luce, delle
textures, per raggiungere un
senso percettivo multiplo,
multisensoriale.
“La sintesi architettonica
di(primo piano, piano intermedio
e sfondo, insieme a tutte le
qualità soggettive
dei materiali e della luce
– scrive Holl forma la base di
una percezione completa. La
logica concettuale che guida un
progetto è
legata alla sua
percezione finale.
Dobbiamo considerare spazio,
luce, colore, geometria, dettaglio
e materiale come esperimento
continuo.
Un collegamento
complesso tra tempo, luce,
materiale e dettaglio, crea il
“tutto” cinematico all’interno del
quale non
riusciamo più a distinguere i
singoli elementi.
Possiamo notare come non
casualmente alcuni spazi
d’interno progettati da Holl
richiamino la
deformazione percettiva dello
spazio che si può vivere dentro le
grandi sculture in acciaio corten
di Richard Serra che utilizza lo
stesso
concetto comune di
pralasse come “cambiamento”
ossia “il cambiamento apparente
nella posizione di un oggetto
risultante
dal cambio nella
posizione da cui è osservato.
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!
SCARICA
1 / 26
INGRANDISCI
Prepara al meglio i tuoi esami
Registrati a Docsity per scaricare i documenti e allenarti con i Quiz
REGISTRATI
e ottieni 20 punti download
Recensisci per primo questo documento