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Le origini dell’età contemporanea: Inizia con due grandi rivoluzioni:

1.RIVOLUZIONE INDUSTRIALE (economica)


Agricoltura  industria (settore trainante)
Affermazione del capitalismo industriale.
 Prima rivoluzione industriale, Inghilterra, fine XVIII secolo – 1820/1830
- innovazioni tecnologiche (macchine) e nuove fonti energetiche inanimate
- 1760/1770 innovazioni nell’industria tessile del cotone:
filatrice meccanica> filatoio idraulico a cilindri> filatoio automatico> telai meccanici
- MACCHINA A VAPORE, 1775, James Watt.
- energia termica ricavata dai combustibili fossili
o diffusione anche nell’industria tessile e metallurgica
o Rivoluzione nei trasporti (battelli e locomotive- 1810, 1820, Stephenson)
o 1830 prima tratta ferroviaria Manchester – Liverpool  decollo dell’industria meccanica e siderurgica
- “Prometeo liberato”, S. Landes, 1869  la Rivoluzione industriale fu una rottura epocale, rivoluzionando:
o PIANO PRODUTTIVO: nuove macchine e materie prime
o FATTORI AMBIENTALI tipici inglesi: efficacia nell’istruzione tecnica, diffusione di una mentalità
imprenditoriale tra le classi medio-alte e il funzionamento dinamico del mercato locale
o PIANO SOCIALE: il “sistema di fabbrica” modificò l’organizzazione del lavoro, i modi di consumare e di
vivere: più merci, in meno tempo e a basso costo, grazie al potenziamento del sistema dei trasporti,
vendita a prezzi sempre più bassi.
o fu uno shock: peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro, ma – nel lungo periodo – ebbe effetti
positivi (crescita del reddito nazionale, interessando l’intera società)
- negli altri Paesi del mondo occidentale RI si manifestò in diverse forme, in un periodo più ampio, attutendo,
gli effetti sociali più perversi. Preceduta da una fase, “protoindustriale”, dal 1600, basata su un’industria
rurale, gestita da famiglie allargate, che producevano a domicilio soprattutto prodotti tessili, per sé e per i
nascenti mercati. La regione delle Fiandre è uno dei casi più importanti
 Seconda rivoluzione industriale , dall’Inghilterra, all’Europa occidentale e agli Stati Uniti, metà XIX secolo
- Nuove invenzioni e nuove fonti energetiche
- esportare le novità prodotte in Inghilterra, negli Stati europei, negli Stati Uniti, rafforzando i processi di
industrializzazione e delle comunicazioni nel mondo occidentale
- l’Inghilterra mantenne ancora a lungo il primato economico (controlla gran parte dei traffici e dei commerci
mondiale), affiancata dalla Germania, che dal 1870 ebbe una grande crescita economica:
o rafforzamento dei mercati finanziari. Le grandi imprese in pochi anni divennero i leader globali nelle
produzioni. Tra i settori più dinamici vi fu certamente quello marittimocompetizione con la Gran
Bretagna
- Fuori dall’Europa, un processo analogo (ma limitato) in Giappone. USA sviluppo dell’industria pesante,
favorita dallo Stato attraverso e da un sistema economico ultraliberista (le aziende più forti eliminarono la
concorrenza). Primi produttori nel mondo dell’acciaio
- Italia fece parte dei Paesi cosiddetti late comers (arrivati dopo alla Rivoluzione industriale) a causa
dell’arretratezza economica. Nel fine Ottocento l’Italia visse entrambe le Rivoluzioni industriali: la prima, nel
mondo tessile, la seconda, sul settore metalmeccanico,
“triangolo industriale” Genova (l’Ansaldo)-Milano (Breda, l’Edison e la Pirelli)-Torino (Fiat)
 Lavoro Mutamento della società:
- 1. URBANIZZAZIONE: Campagne  città.
Esempi: Londra, in due secoli decuplicò il numero dei suoi residenti, arrivando a più di 5 milioni di abitanti. Manchester,
che mutò in pochi decenni.
Italia, anche in piccoli centri abitati grandi insediamenti industriali. Terni, nel 1884 entrarono in funzione grandi
Acciaierie, che cambiarono radicalmente il paesaggio urbano.
Europa, dai centri della Ruhr tedesca a quelli della Lorena francesi
Stati Uniti, da Detroit a Pittsburgh
- 2. FABBRICHE: all’aumento del numero degli OPERAI SALARIATI, che per il loro lavoro ricevevano una somma
in denaro, il «salario» che dipendeva: - dall’orario di lavoro (paga ad economia) o dalla quantità di lavoro
prodotto (paga a cottimo) e che divenne il “Lavoro”, tipico, il più rappresentativo del MONDO CAPITALISTICO
Continuarono ad esistere ampie fette di lavoro autonomo e formalmente autonomo
- 3. DISCIPLINA DI FABBRICA: all’interno delle fabbriche gli imprenditori imposero ai propri dipendenti
condizioni di lavoro gravose, con regole ferree. Nonostante i «padroni» fossero raffigurati come buoni padri
di famiglia e filantropi, nelle prime fabbriche trattavano l’operaio come uno “schiavo” moderno. Il simbolo
della nuova sudditanza erano i REGOLAMENTI DI FABBRICA, documenti scritti (o orali) concessi
dall’imprenditore e basati sui doveri di obbedienza, disciplina e silenzio. Stipati spesso in grandi stanzoni, a
volte sotto-chiave, lavorando dall’alba al tramonto in modo “forzato”, 10-16 ore al giorno.
Le macchine impedivano soste e pause. Lo SFRUTTAMENTO (fisico e mentale) era tale da causare infortuni e
malattie. Distrazioni ed errori erano puniti con multe che potevano superare la paga giornaliera, ma che
arrivavano a prevedere anche umiliazioni pubbliche e punizioni corporali.
- “QUESTIONE SOCIALE”, dovuta agli elevati COSTI UMANI causati dall’industrializzazione. Denunciata da:
o SOCIALISTI «UTOPISTI», come il francese Fourier o l’inglese Owen. Nella prima metà del XIX secolo,
avanzarono ipotesi diverse e più umane, di organizzazione della produzione e della società, impatto limitato
o dalla metà dell’Ottocento, azione teorica e pratica del socialismo «SCIENTIFICO» con KARL MARX che nel
“Capitale”, analizzò e denunciò gli sconvolgimenti in atto nel mondo del lavoro:
1. la “specializzazione” del lavoro: aumentava la produttività, ma rendeva l’operaio un ingranaggio di
una macchina ampia e complessa;
2. l’“ALIENAZIONE ”: totale subordinazione derivante dal mancato controllo esercitato dall’operaio sul
processo produttivo e sul prodotto finale;
3. la “mercificazione”: la riduzione del lavoro a merce, acquistabile o vendibile a prezzi stracciati
 Le classi sociali
- grandi trasformazioni per le RI.
- Cambiamenti: lavoro, modo di consumare, modo di muoversi, mentalità e comportamenti, individuali e collettivi,
miglioramento dell’alfabetizzazione e di condizioni igienico-sanitarie  diminuzione dei tassi di mortalità e
l’allungamento delle aspettative di vita.
- Organizzazione della società in classi (grandi raggruppamenti di persone, più o meno omogenei, vicini sul piano
giuridico ma distanti sul piano economico). Due nuove classi sociali:
o borghesia industriale: artefice delle RI, prendendo il posto dell’aristocrazia. Impose il principio
dell’uguaglianza giuridica degli individui, affermandosi come “classe rivoluzionaria”. Deteneva la proprietà di
capitali e mezzi di produzione, investendoli nell’economia di mercato e nella produzione industriale
ricavandone profitti grazie alla diffusione della libera iniziativa privata.
Secondo Marx, tali profitti (plusvalore) erano realizzati grazie allo sfruttamento dei lavoratori salariati =/
l’analisi di Weber, che sottolineò “l’etica protestante”, fondata su risparmio, rischio e sacrificio personale.
La borghesia come soggetto storico: al suo interno diverse “borghesie” (professionisti, commercianti,
artigiani, impiegati - svolgendo funzioni intellettuali, venivano retribuiti attraverso stipendi maggiori). 
“ceti medi” (o classe media). Tesi del 1981, Arno Mayer da “Il potere dell’Ancien Regime fino alla prima
guerra mondiale”: secondo l’autore, la borghesia, nel corso dell’Ottocento, non fu in grado di portare a
compimento il processo rivoluzionario: alla vigilia della Grande Guerra, le strutture di potere del “vecchio
regime” feudale continuavano a persistere  “fragilità” della borghesia: desiderio di seguire l’aristocrazia.
La sociabilità: concetto-chiave per spiegare la diffusione delle idee liberali e democratiche, basato
sull’associazionismo, soprattutto nei centri urbani (meno nelle campagne) e dalle numerose confraternite
risalenti all’Ancien Régime. Fitto reticolo di associazioni, circoli e teatri, dove il “tempo libero” veniva
utilizzato in forme nuove, diffondendo le idee radicali che erano state alla base della Rivoluzione francese e
che, nella Restaurazione, si erano smarrite. Pratiche: formazione, confronto politico, per veicolare e
rafforzare le idee di libertà, democrazia, uguaglianza e solidarietà.  primi partiti politici di orientamento
moderato e conservatore.
o proletariato industriale: privo dei mezzi di produzione, andò ad affiancarsi al proletariato agricolo. La
caratteristica era il "salario”.
La composizione dei primi nuclei era variegata (artigiani, costretti a cessare la loro attività per la concorrenza,
contadini, che abbandonano il lavoro nei campi e in inverno lavorano nelle fabbriche, donne e bambini -
manodopera dequalificata a basso costo).
Le condizioni di vita e lavoro erano terribili: orari e turni massacranti, salari bassi, ambienti insalubri e pieni
di rifiuti  malattie e infortuni frequenti
Sociabilità del proletariato. I luoghi di socializzazione: quartieri di periferia, piazze, strade, e osterie. Le
pratiche: la diffusione delle notizie, il confronto e la discussione, lo svago, le prime forme di impegno
pubblico (le prime strutture associative -società operaie e di mutuo soccorso)- sindacali -leghe di resistenza-
e politiche -partiti), dove maturò un senso di identità, solidarietà e appartenenza a una comunità e a una
classe sociale.
Il socialismo. Attratti dalle idee di uguaglianza del socialismo. Dovevano rappresentare la nuova classe
rivoluzionaria, contro una borghesia ormai al potere, per realizzare una società libera dall’oppressione
dell’uomo sull’uomo. 1850, prime organizzazioni che iniziarono scioperi e sabotaggi delle macchine,
nacquero i primi sindacati (inizialmente circoscritti e impegnate nella difesa di un singolo mestiere) per poi
istituire i primi sindacati industriali e generali, più efficaci nel contrastare il potere economico delle imprese
Le Internazionali e la festa del Primo Maggio L’Internazionale fu la prima importante struttura del socialismo
a livello globale, che cercò di attuare il motto “Proletari di tutto il mondo unitevi!”, di Marx ed Engels a
chiusura del “Manifesto del partito comunista”.
Prima internazionale: Londra, 1864, iniziativa di Marx. Fu breve e vide molti dissidi interni. Sciolta nel 1876.
Seconda Internazionale: 1889, Parigi come federazione di partiti socialisti nazionali. Durante il congresso,
proclamò la Festa internazionale dei lavoratori, fissandola al Primo maggio di ogni anno e associandola alla
principale rivendicazione dell’epoca: quella per le otto ore giornaliere di lavoro, per cui ci furono violente
manifestazioni, represse. 1890, prima Festa internazionale del Lavoro. Solo in poche nazioni si svolse in
modo pacifico, in tanti altri casi (Italia) venne repressa da parte delle autorità pubbliche.
2. LA RIVOLUZIONE “OCCIDENTALE” O “ATLANTICA” (politica)
 Le idee:
- dal 1600, Inghilterra con il contrattualismo e il giusnaturalismo, al 1700 con l’Illuminismo francese,
sostenitori del primato assoluto della ragione su qualsiasi fede
- da “Lo Spirito delle leggi” di Montesquieu, 1748, teorizza la divisione del potere tra un’assemblea legislativa
(che scriveva le leggi), un governo (esecutivo) e un organo giudiziario (con il compito di farle applicare).
- e da “Senso comune” di Thomas Paine, 1776, rivendica il diritto a ribellarsi contro il potere tirannico.
 La Dichiarazione d’Indipendenza Americana (4 Luglio 1776) indipendenza degli Stati Uniti dall’Inghilterra
- Il primo atto rivoluzionario nel Nord America: tredici colonie inglesi decisero si ribellarono alla madrepatria,
per un’applicazione più estesa del concetto di autogoverno e per l’affermazione piena dell’idea di
rappresentanza. Entrambi i principi, erano nati in Inghilterra.
4 luglio 1776 dichiarazione d’indipendenza, in nome dei diritti universali di libertà, proclamata la nascita di
una nuova Repubblica, quella degli Stati Uniti d’America
- Scelto un governo repubblicano anche per rimarcare la rottura con la Corona inglese; con forma di Stato
federale, per accentuare l’autodeterminazione dei singoli Stati, lasciando alla Confederazione compiti
prevalentemente di politica estera e militare.
- Sconfitta inglese nel 1783, gli Stati Uniti poterono completare il percorso di indipendenza approvando nel
1787 la Costituzione, che fissava i principi e le regole della Repubblica presidenziale, e nel 1791 la
Dichiarazione dei diritti (Bill of rights): primi dieci emendamenti che fissavano i diritti dei cittadini americani.
 La Rivoluzione Francese, 1789fine dell’assolutismo
- I rappresentanti del “Terzo Stato” (ceti borghesi contrapposti alla nobiltà e al clero) accolsero il malcontento
popolare contro la monarchia assoluta; convocarono gli Stati generali e si autoproclamarono come
l’assemblea rappresentativa della Nazione francese, negando al re il potere di scioglierla. Da allora
un’escalation di eventi: presa della Bastiglia (14 luglio), Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino (26
agosto). Con il varo della Costituzione nel 1791, la monarchia divenne costituzionale, privata del potere
assoluto, in applicazione del principio della “separazione dei poteri”, cancellati i privilegi feudali per
aristocratici e clero e ai cittadini erano riconosciuti diritti inviolabili di libertà. La sovranità apparteneva alla
Nazione e il re manteneva la carica di capo dello Stato, non era per diritto divino, ma per volontà dei francesi
- conquiste rivoluzionarie furono difese con la guerra contro una coalizione di Stati assoluti, a capo l’Austria.
- con la vittoria francese, si ebbe il passaggio monarchia  1° Repubblica, il re e molti membri della corte
vennero giustiziati.
- Il periodo successivo fu quello del “Terrore”, dove i giacobini difesero con la violenza gli aspetti più radicali
della Rivoluzione, portando il Paese alla guerra civile
- con la svolta del Termidoro (1794), la situazione nel Paese si stabilizzò
 Conseguenze: i Diritti Universali
- Cause, modalità e sviluppi delle due rivoluzioni furono diversi, ma i risultati furono gli stessi: l’affermazione
di diritti naturali fondamentali, universali e uguali per tutti i cittadini, rivendicati dalla razionalità degli
uomini. Pur mantenendo doveri reciproci. Sudditi  cittadini
- Diritti e doveri dei cittadini, espressi in apposite “dichiarazioni”, erano inseriti all’interno di Costituzioni (atti
normativi superiori che sovrastavano tutte le altre leggi), inviolabili. Cancellazione del potere assoluto 
affermazione del potere costituzionale (legislativo, esecutivo e giudiziario)
 Lo Stato-Nazione
- La sovranità non era più volontà divina sul singolo individuo, ma apparteneva al popolo, alla “Nazione”.
- Stato assoluto  Stato-Nazione, fondato su una comunità di cittadini che, liberamente e consapevolmente,
si autodeterminava, seguendo il celebre motto “libertà, uguaglianza e fraternità”
 Dalla Restaurazione al 1848
- Gli Stati Uniti dopo la Rivoluzione
o I “lealisti” (fedeli alla Corona inglese) vennero emarginati
o esclusi dai benefici della cittadinanza: nativi indiani (sconfitti e relegati “riserve”), schiavi di origine
africana (sfruttati soprattutto nelle piantagioni di cotone del Sud)
- La Francia dopo la Rivoluzione: l'età napoleonica
o Fine 1700 sale al potere Napoleone, un giovane generale che, dopo
Belgio (sotto il controllo una serie di vittorie all’estero (dall’Italia all’Egitto), accentrò su di sé
francese) fu unificato ai tutto il potere, imponendosi come Imperatore. Impose una dittatura
Paesi Bassi. Tra i belgi, personale, ma mantenne in vita alcune delle novità emerse dalla
volevano maggiore Rivoluzione: la cancellazione di ogni residuo di privilegio feudale e il
autonomia politico, e riconoscimento dell’uguaglianza giuridica dei cittadini, tutelandone i
olandesi vi erano forti diritti individuali.
attriti religiosi: i primi, o L’“età napoleonica” protratta per 15 anni e vide la Francia imporsi in
erano cattolici, i secondi molte aree dell’Europa indebolimento della Spagna processi
protestanti.  d’indipendenza anche in America Latina
movimento o Soltanto sui mari la Francia non riuscì a sovrastare la flotta inglese,
indipendentista belga
che la piegò duramente nella battaglia di Trafalgar (1805).
che sfociò in una rivolta
o 1812, Napoleone sconfitto nella campagna di Russiadefinitivamente
a Bruxelles nel 1830,
sconfitto da un’ampia coalizione di potenze europee.
sedata dal re olandese
- La Restaurazione
Guglielmo di Orange-
o Congresso di Vienna, 1814-15 (riuniva tutte le potenze
Nassau. La Francia
sostenne la causa belga
e le potenze europee custodi dell’assolutismo, strinsero tra loro la “Santa
finirono per alleanza”, che ribadiva il legame "trono" -"altare" (tra
riconoscerne politica e religione (cristiana); il ritorno dei Borboni in
l'indipendenza. Si diede Francia (e in alcuni Stati della penisola italiana, di fatto
allora un regime a controllata dall’Austria), dopo la cacciata di Napoleone,
monarchia assumeva così un chiaro valore simbolico, oltre che
costituzionale; il suo pratico, nel segno della "restaurazione" di sistemi
primo re fu Leopoldo I. assoluti centrati sulla figura del sovrano.

antinapoleoniche) aprì l’epoca della “Restaurazione”, con


La penisola italiana l’obiettivo di riportare al potere i sovrani “legittimi”.
fu teatro della o I Paesi vincitori furono quattro:
Prima guerra  la Gran Bretagna degli Hannover  monarchia
d’indipendenza
parlamentare incamminata verso la democrazia
contro gli Austriaci,
 l’Austria degli Asburgo
la quale ebbe come
 la Prussia degli Hohenzollern
momenti salienti il
 la Russia dei Romanov
varo dello Statuto
o La Restaurazione riuscì solo a frenare, la forza del messaggio
Albertino in
rivoluzionario:
Piemonte, le
nella politica estera s’impose un sistema internazionale
“cinque giornate” di
Milano e la
gestito dalle potenze egemoni che resse per circa mezzo
proclamazione della secolo, sul piano interno gli ultras della conservazione
Repubblica di ebbero il controllo per brevi fasi e in territori limitati.
Venezia e della o I moti liberali in tre fasi:
Repubblica romana.  1820-21, nella penisola iberica e poi in quella italiana,
promossi da alcune minoranze organizzate in forma segreta
(es. Carboneria*), che voleva ottenere un potere
costituzionale
 1830-31, con epicentro in Francia, dove l’assolutismo venne definitivamente sconfitto, in
Belgio e Grecia, che ottennero l’indipendenza nazionale da Olanda e Impero ottomano
 1848 (rappresenta la prima vera rivoluzione “europea”) coinvolse buona parte dei Paesi
europei:
- Francia, nuova rivoluzione, con classi popolari (forte impronta sociale)  proclamazione
della Seconda Repubblica e suffragio universale.
- Austria, Ungheria, Prussia e molti Stati italiani (Regno di Sardegna, Lombardo-Veneto, Stato
pontificio, Granducato di Toscana e Regno delle Due Sicilie), i sovrani dovettero concedere
carte costituzionali timidamente liberali. Per il momento, i sudditi italiani non conquistarono
l'indipendenza. Nelle grandi capitali la repressione delle autorità statali ebbe la meglio.
o La “primavera dei popoli”, ampliò le libertà dei cittadini, rafforzò le esperienze costituzionali e il
ruolo dei parlamentimaggiore partecipazione delle masse popolari, potenziò il sentimento
nazionale.
o respinte le ipotesi di trasformazione radicale, ma i principi della Rivoluzione francese si
affermarono e la borghesia iniziò a gestire stabilmente il potere.
o Dal 1850 lo Stato-Nazione, basato su un sistema costituzionale di tipo liberale (anche se non
pienamente democratico) si diffuse nel mondo occidentale.
 I concetti di Nazione (collettività di persone che decideva di combattere un potere tirannico in nome dei principi
di libertà e uguaglianza, giustizia e solidarietà) e Stato-Nazione (Stati dove una Costituzione limitava e
disciplinava i poteri di capi di Stato, parlamenti, governi e giudici; e dove i cittadini -non tutti- potevano godere
dei diritti di libertà) la sovranità era materia dei cittadini che costituivano la Nazione.
o XIX secolo gran parte degli Stati si affermarono come Stati-Nazione
o Nazione volontaria – Nozione figlia della cultura francese dell’Illuminismo, progressista e universalistica, si
basava sul primato della ragione e dei diritti, immaginando una pacifica convivenza tra le Nazioni;
o Nazione naturale - dato naturale, frutto di legami “oggettivi” tra i cittadini, risultato dei vincoli di terra e di
sangue figlia della cultura tedesca del Romanticismo, conservatrice e reazionaria, anteponeva alla ragione
i sentimenti e le passioni, finendo per contrapporre tra loro le diverse Nazioni.
o L'idea di Nazione secondo gli storici  fatto ideologico
 interpretazione “etnicista”: legami di discendenza e di razza che uniscono i suoi membri – bocciata
 interpretazione “materialista” (marxista): la nascita delle Nazioni è una strategia della borghesia per
rafforzare il suo potere economico e politico.
 interpretazione “culturalista”: le Nazioni erano una costruzione mentale, culturale, che si nutrivano di
miti e di simboli, capaci di unire le persone, specie sul piano emotivo.
 Dalla Nazione al nazionalismo
o trasformazioni della RI, cambiamenti politici sorti dalle Rivoluzioni americana e franceseideologia
nazionale
o principio di nazionalità e insistenza sui tratti aggreganti degenerò nel nazionalismo (supremazia di una
Nazione sulle altre, ritenute inferiori o semplicemente nemiche)  1800-1900 tensioni tra gli Stati Grande
Guerra
o La "nazionalizzazione delle masse": fare i cittadini
o L’idea di Nazione sconosciuta a gran parte dei cittadini  le classi dirigenti avviarono un progetto
pedagogico per insegnare significato e implicazioni della parola “Nazione” “nazionalizzazione delle masse”
(Mosse)
o Educazione attraverso gli strumenti di una “nuova politica”, che parlava al cuore individui modello: la
religione, una nuova fede, civile e laica
o masse attive (senza allargare gli spazi di partecipazione democratica)
o nuova “estetica” della politica, fatta di riti e simboli, per formare un’identità nazionalemonumenti,
letteratura, arte, feste nazionali, bandiere nazionali e inni nazionali
o Scuola insegnare ai bambini a leggere e scrivere  l’istruzione elementare obbligatoria e statale
o Esercito la leva obbligatoria
o diritto di voto in direzione del suffragio universale (per il momento solo maschile)
o facilità dei trasporti agevolavano gli spostamenti all’interno degli Stati
 Figura maschile
o Il modello di cittadinanza maschile. Erano eroi-uomini: simbolismo dell’uomo in armi, come cittadino attivo,
chiamati a difendere la Nazione
o Difendere la madrepatria = proteggere chi non imbraccia le armi: la violenza dei nemici era fisica e sessuale e
minacciava l’integrità della Nazione.  ius sanguinis (appartenenza per nascita, fondamentale nella
definizione della cultura e del diritto della cittadinanza europea) la comunità nazionale era basata sulla
discendenza.
o maggiore libertà sessuale “doppia morale”: in famiglia una vita morigerata e nella vita pubblica era
concessa ampia licenza sessuale
o gestione delle funzioni “pubbliche” nella famiglia
o accostamento uomini - azione fu istituzionalizzata attraverso politiche culturali (radicato ancora oggi)
 Figura femminile
o nella dimensione pubblica era “simbolo” o “topos” di onore. La Nazione-donna era vulnerabile, necessitava
di essere difesa dalla violenza dei nemici (rappresentazione: giovane oltraggiata, a seno scoperto, svenuta).
o la Nazione era difesa se si salvaguardava la castità femminile e si disciplinava la sessualità delle donne,
funzionale alla vita familiare-comunitaria. Le donne dovevano salvaguardarsi dalla “contaminazione” del
sangue straniero
o affidata la cura dei figli
o accostamento donne – sentimenti, istituzionalizzato attraverso politiche culturali (radicato ancora oggi)
o le mogli non potevano disporre delle proprie ricchezze (la dote), la trasmissione dei beni e del cognome
avveniva sempre per linea maschile, non potevano dimorare separatamente dai coniugi sancita per legge
la subordinazione della moglie al marito. Il Codice Napoleonico fu il primo codice che definì in Europa il
concetto moderno di cittadinanza, fondato sulla distinzione fra diritti civili e diritti politici, ma escluse le
donne dei diritti politici, perché ritenute biologicamente inadatte  primi movimenti femministi
 La famiglia
o ruoli disciplinati per ragioni di ordine sociale. In atto politiche familiari, con una rigida morale e un preciso
modello coniugale. Famiglia  cellula-base per la costruzione di una comunità nazionale coesa e durevole.
Modello familiare nuovo: nucleare, matrimonio affettivo, cura dei figli, valori borghesi e buoncostume. Nella
realtà i fatti non coincidevano con questo modello. L’amore affettivo divenne un valore fondante, su cui si
basò, formalmente, il modello di matrimonio
o ruoli familiari regolati a livello giuridico: nuovo diritto di famiglia in Europa, inaugurato dal Codice
napoleonico del 1804 ed esteso agli altri Paesi dell’Europa ridefinizione della disparità di ruoli di genere,
l’incrinarsi della figura istituzionale del “pater familias”, figli maggiorenni indipendenti dal padre, consenso
genitoriale per il matrimonio necessario solo per i minorenni, istituzionalizzati il matrimonio civile e il
divorzio (con svantaggi per le donne)
3. IL RISORGIMENTO E IL REGNO D’ITALIA
 Gli albori del Risorgimento
o Guidato dal Regno di Sardegna, re Vittorio Emanuele II di Savoia e da una classe dirigente liberale, il cui
leader era Camillo Benso conte di Cavour.
o campagna militare di Napoleone in Italia durante il “Triennio repubblicano” (1796-1799) suscitò molto
entusiasmo  diffusione dell’idea di una “Nazione italiana” (comparsa del tricolore italiano)
o l’unificazione non era facile: evidente quando la Restaurazione cancellò i principi della Rivoluzione francese
 La Restaurazione e i primi moti patriottici
o Borboni nel Meridione, Austriaci che controllavano buona parte del territorio, potere temporale del papato a
Romaequilibri contrastati da alcune sette segrete (Carboneria) che vennero duramente represse dalle
autorità. primi tentativi rivoluzionari.
o 1820-21 primo moto patriottico dalla Spagna, all’Italia, a Napoli e a Palermo. Represso dagli austriaci
o fallimento dei moti  prime condanne, esecuzioni ed esilio.
o 1831 secondo moto, da importanti insurrezioni nazionali in Europa. Epicentro in piccoli ducati delle regioni
centrali e dello Stato pontificio. Represso dagli austriaci.
 Il sentimento nazionale si diffonde: 1820-1840 il movimento risorgimentale crebbe, coinvolgendo artisti, scrittori
e musicisti
 Le correnti politiche del Risorgimento:
o I democratici, guidati da *Giuseppe Mazzini, genovese, carbonaro, arrestato, esiliato, fondò la “Giovine
Italia”:
 associazione centrata sull’unificazione dell’Italia e sul governo repubblicano.
 coinvolgimento del popolo, sollecitato a mobilitarsi attraverso continue insurrezioni
 molte adesioni, soprattutto nelle città del Nord tra i ceti borghesi e i giovani studenti
 bollati come terroristi, duramente repressi tra 1830-1840, non ebbero successo.
 Esiliato, non abbandonò le sue idee rivoluzionarie, costituendo la “Giovine Europa”
(l’autodeterminazione delle comunità nazionali soggiogate dal potere arbitrario di sovrani stranieri),
appassionandosi ai problemi della nascente “questione sociale”.
o I moderati, presenti nella borghesia elitaria e nell’aristocrazia illuminata, guidati da Vincenzo Gioberti
(sacerdote piemontese) che mirava a realizzare (come Mazzini): l’unificazione nazionale e il passaggio a una
monarchia costituzionale. Per il peso della religione cattolica, il nuovo sovrano doveva essere affidato al
Papa. Da qui, tale corrente prese l’appellativo di “neoguelfa”
o Nuovo orientamento, con Cesare Balbo. Austria (cattolica)principale ostacolo dell’unità nazionale. 1848,
rafforzamento dei liberali, controllo del movimento risorgimentale nella Prima guerra d’indipendenza
 La Prima guerra d'Indipendenza, 1848, dal Sud Italia al resto della penisola
o Piemonte alla guida, il re Carlo Alberto concesse lo Statuto albertino: riconosce alcuni diritti fondamentali ai
cittadini e affidando il potere legislativo anche al Parlamento.
o I momenti più salienti: Milano, “cinque giornate” di rivolta contro gli Austriaci; Venezia, proclamazione della
Repubblica indipendente dagli Austriaci; Piemonte, inizialmente vittorioso contro l’Austria.
o Estate 1848 e marzo 1949sconfitta militare dei Savoiavecchi sovrani restaurarono il loro potere.
o Roma: fuga di Papa Pio IX  proclamazione della Repubblicaintervento francese ripristina il potere della
Chiesa.
o Sconfitta = superiorità degli eserciti stranieri e divisioni nazionali
o Valorosi volontari, intrisi di sentimento nazionale come Giuseppe Garibaldi
o Piemonte: ruolo egemoneunico Stato in grado di competere militarmente con gli eserciti stranieri.
La Costituzione rimase in vigore. Nuove leggi (es. Siccardi) chiarirono i rapporti Stato-Chiesa a favore del
primo.
Cavour introdusse importanti novità: misure economiche liberali, un modello parlamentare (il Governo
doveva ricevere la fiducia da parte dell’assemblea elettiva), con la guerra di Crimea avviò una politica estera
spregiudicata, con gli accordi di Plombières (1858), un legame antiaustriaco con la Francia
o "martiri di Belfiore"patrioti-vittime impiccati di Mantova, della repressione del governatore generale
austriaco del Lombardo-Veneto, Radetzkysimbolo della lotta alla dominazione straniera
 La Seconda guerra d'Indipendenza,1859.
o Cavour con Garibaldi e dei volontari, provocò l’Austriala Francia a intervenire a suo sostegno.
o Piemontesi vincitori a Solferino e San Martino
o Unificazione delle regioni settentrionali (ad eccezione del Veneto, rimasto in mano austriaca).
o 1860, spedizione dei Mille di Garibaldi in Meridionevittorie sui Borboni e plebisciti per l’annessione.
 L'unità d'Italia
o 1861: elezioni del primo Parlamento italiano. 17 marzo, Vittorio Emanuele II fu proclamato re d’Italia.
o In carica il primo Governo, presieduto da Cavour. Lo Statuto Albertino fu esteso al resto d’Italia.
o Torino capitale>1864, Firenze
o Mancava ancora Veneto (austriaco) Laziale (Stato della Chiesa)
 La presa di Roma e la fine del Risorgimento (1866-1870)
o 1866, con la guerra Austria-Prussia, l’Italia riuscì a prendersi il Veneto
o 20 settembre 1870, guerra Francia-Prussia (lungo conflitto culturale, politico e militare, destinato a pesare
sui destini dell’Europa e del mondo). Ingresso a Roma (breccia di Porta Pia) che divenne capitale
o Il Risorgimento per l’Italia fu una cesura rivoluzionaria, ove i borghesi diffusero quell’idea di Nazione nata
con la Rivoluzione francese e fondata sulla sovranità popolare.
o Nazionalizzazione delle masse“fatta l’Italia” occorreva “fare gli italiani” (M. D’Azeglio) attraverso simboli
(tricolore e l’inno di Mameli) e riti (feste nazionali), con continui richiami al discorso religioso.
L'unificazione tedesca e il secondo Reich
o Prussia (re Guglielmo I di Hohenzollern, 1861): Stato-guida nell’unificazione tedesca
o Otto von Bismarckpolitico conservatore, capo del governo – dal 1862.
o 1. unione doganale (Zollverein). Prussia estese la sua egemonia economica in tutta la regione.
o 2. influenza politica, orientata in funzione antiaustriaca.
o La questione dell’unificazione tedesca: Stati legati da lingua, cultura e tradizioni
o Varie città tedesche e austriache furono interessate dalla rivoluzione “europea” del 1848 diffusa l’idea di
Nazione (Francoforte, 1848-1849 in un’assemblea parlamentare costituente, fu votata una Costituzione che
fissava norme importanti in tema di istituzioni democratiche e diritti di cittadinanza)
o Due posizioni distinte:
 1. favorevole all’unificazione nazionale estesa anche all’Austria (portando a inglobare anche le tante
nazionalità che vivevano all’interno dell’Impero asburgico)
 2. unità tedesca facendo a meno dell’Austria; escludendo le numerose nazionalità dell’Europa centrale.
o La repressione della “primavera dei popoli” accantonò per il momento la disputa, limitando le possibilità
degli istituti parlamentari di incidere su un sistema di potere molto accentrato ed elitario (i ruoli politici e
militari di rilievo erano degli Junker, cioè della locale aristocrazia terriera)
 La politica estera prussiana: l'offensiva contro l'Austria
o 1870 mutazione degli equilibri geopolitici. Guglielmo I e Bismarck decisero di accelerare l’unificazione
tedesca, innescando lo scontro tra Prussia (politica estera aggressiva) e Austria.
o 1864 conquista dello Schleswig-Holstein danese in comune accordo con l’Austria
o 1866 la Prussia mosse guerra all’Austria, sconfiggendola duramente nella battaglia di Sadowa.
o Unione degli Stati tedeschi del Nord alla Prussia =/Sud (es. la Baviera cattolica) mantennero l’autonomia
o 1870 Francia sconfitta nella battaglia di Sedancede l’Alsazia e della Lorena
o 1871, proclamazione nella reggia di Versailles dell’Impero tedesco
o Il Secondo Reich, guidato dall’Imperatore (Kaiser) ed esteso anche agli Stati del Sud, nasceva pochi decenni
dopo la caduta del primo Impero, causata all’inizio dell’Ottocento da Napoleone (a quasi mille anni dalla sua
fondazione nel Medioevo).
 Il sistema politico del Secondo Reich
o Germania secondo soltanto al Regno Unito.
o Sistema monarchico costituzionale autoritario e accentrato (mitigato dalla forma di Stato federale) ma
lasciava spazi di autonomia alle diverse regioni che lo componevano. Il governo tedesco doveva avere la
fiducia dell’Imperatore
o I liberali nazionali di Bismarck ebbero la meglio sul partito cattolico e sul Partito socialdemocratico, che
subirono le leggi repressive, varate nel 1878.
o Nel caso tedesco, dunque, il concetto di Nazione era più “etnicistico”
o Bismarck fu abile a mediare tra le diverse potenze continentali, riuscendo a tutelare gli interessi tedeschi:
 1873 nascita della Lega dei tre Imperatori (tedesco, austriaco e russo).
 1878, congresso di Berlino, mediò tra russi, inglesi e austriaci per la sistemazione dei Balcani (Impero
ottomano in crisi a causa delle rivolte bulgare e serbe e per le pressioni zariste)
 1879 firma la Duplice Alleanza con l’Austria, sanando così la ferita del 1866. Questa si trasformò in
 1882 Triplice Alleanza, con l’ingresso dell’Italia, in lotta con la Francia per il controllo sulla Tunisia.
o 1888, salì al trono di Germania Guglielmo II  voleva estendere il Reich, caduta di Bismarck (1890)
o Rottura dell’alleanza con la Russia, verso cui aveva mire espansionistiche
1894, Duplice Intesa (alleanza) con la Francia
L’Europa degli Imperi si irrigidiva intorno a due poli sempre più divisi e contrapposti tra loro.
L'Europa degli imperi
o Nell’Europa occidentale il modello liberale, costituzionale e parlamentare, era radicato in modo stabile.
 La Gran Bretagna primato economico e militare, Impero globale, retto dalla regina Vittoria dal 1837 al 1901.
o monarchia parlamentare, dove il Governo era espressione della maggioranza parlamentare  aveva bisogno
della fiducia del Parlamento e non del re, il quale però manteneva il duplice ruolo di Capo dello Stato e della
Chiesa anglicana.
o le riforme elettorali allargarono il voto maschile
o la Camera dei Comuni (elettiva) assunse più poteri rispetto alla Camera dei Lord (di nomina regia).
o liberali di William Gladstone vs. conservatori di Benjamin Disraeli risolse a favore dei secondi
o a sinistra iniziava a formarsi un’area laburista (socialista di impronta riformista), vicina ai sindacati (Trade
Unions) e alle classi sociali più deboli e povere.
 La Francia
o tentativi di ritorno all’assolutismo e svolte costituzionali, sia monarchiche (come nella rivoluzione del 1830)
che repubblicane (come nella rivoluzione del 1848).
o 1851 colpo di Stato di Luigi Bonaparte (Seconda) Repubblica  Secondo Impero (il primo risaliva all’epoca
napoleonica). Nipote di Napoleone Imperatore, con il nome di Napoleone III.
o Forma parlamentare, con l’assemblea eletta a suffragio universale maschile, ma accentuò i caratteri
autoritari con il varo di una nuova Costituzione indebolimento degli organismi di rappresentanza e dal
legame diretto Imperatore-cittadini francesi.
o La Terza Repubblica
 1870Terza Repubblica. Sistema istituzionale privo di una Costituzione ma basato su leggi di rilevanza
costituzionale. Elezione diretta da parte dei cittadini del Presidente della Repubblica, che mantenne ampi
poteri; il Parlamento (che dava la fiducia al Governo) restò diviso tra partiti
 Nuova e breve, stagione rivoluzionaria della Comune (marzo-maggio del 1871)insurrezione di
impostazione socialista, soffocata nel sangue
 Istituzioni piuttosto fragili. La nuova denominazione dell’Impero
 Gli Imperi dell'Europa centrale Austro-Ungarico risaliva al 1867, dopo la
o Nell’Europa centrale e orientale le innovazioni politiche introdotte sconfitta con la Prussia
dalle “rivoluzioni borghesi” tendevano a scomparire.
o Germania: il sistema costituzionale si mantenne autoritario, centralista, elitario e antiparlamentarista
o Imperi Austro-ungarico (dinastia degli Asburgo) e Russo (dinastia dei Romanov) governati da un potere
assoluto, controllavano in modo rigido la politica e l’economia. Ma qualcosa iniziò a muoversi: es.
l’abolizione della servitù della gleba in Russia, processi di modernizzazione (reti ferroviarie e marittime, primi
poli industriali) non fu sufficiente a mascherare la situazione di arretratezza e crescenti difficoltà
o Le minoranze nazionali
 Conformazione di Imperi multinazionali abitati da numerose e diverse nazionalità (per lingua e credo
religioso), che iniziarono a relazionarsi in modo sempre più ostile, portando al declino gli imperi
 Impero austro-ungarico: austriaci e magiari, polacchi e slovacchi, cechi e tedeschi, croati e bosniaci
 Impero Russo coesistevano russi, estoni e lettoni, lituani e polacchi, moldavi e ucraini.
 La minoranza ebraica, presente in molte regioni dell’Europa centro-orientale
 attivi e dinamici in campo economicoinsofferenza crescente/aperta repulsione negli strati
popolari, con sommosse popolari antisemite (pogrom) in particolare nella Polonia e in Russia.
 reclamava maggiore autonomia, ma continuavano a essere gestite in modo rigido e oppressivo
L'Italia liberale
o Al momento dell’unificazione l’Italia era un Paese agricolo. Le industrie tessili furono le prime a nascere. In
Piemonte e in Veneto si sviluppò il settore laniero; in Lombardia si diffusero le imprese cotoniere e seriche.
o La crescita dell’industria si intrecciò con la crisi agraria disoccupazione ed emigrazione di massa
o 1888-94 crisi economica intensa
o 1893, scandalo bancarioriorganizzazione del sistema creditizio, a partire dalla costituzione della Banca
d’Italia, che favorì il decollo industriale del paese dalla fine del XIX secolo.
o popolazione era costituita da proletari contadini e braccianti.
o crescita demografica dovuta, ad alti tassi di natalità. Difficili condizioni di vita delle classi popolari
o Politica:
 1861 al 1876 alla guida del Paese la “Destra Storica”, un gruppo di politici e intellettuali liberali di
orientamento moderato, appartenenti alle fasce sociali medio-alte. Obiettivi: estensione delle istituzioni
piemontesi al resto della penisola, la conclusione del processo di unità nazionale (con la conquista di
Venezia e Roma), il risanamento economico e la modernizzazione del Paese.
Anni caratterizzati da una persistente crisi finanziaria, causata dall’alto debito pubblico e dall’aumento
del deficit statale. Le misure impopolari si susseguivano crisi superata con abilità nel 1876 con il
pareggio del bilancio. Malcontento causato dal rigido accentramento e dalla dura politica fiscale
 1876 al 1896 “Sinistra storica”, di orientamento liberale ma più progressista, aperta a strati più ampi
della borghesia cittadina, oscillando tra importanti riforme e pratiche non limpide. Innovazioni:
abolizione della tassa sul macinato, legge Coppino del 1877 (istruzione elementare obbligatoria e
gratuita per almeno due anni), riforma elettorale del 1882 (eliminava i limiti di censo, ma escludeva
analfabeti). Pratica del trasformismo, che favorì la stabilità di governo a discapito, di efficienza e moralità
 1887, Crispi al potere politica di riforme (amministrative e sanitarie), ma accompagnata da
un’impostazione repressiva (stroncare qualsiasi manifestazione del 1° maggio, Fasci siciliani 1 distacco
delle masse popolari dallo Stato.
 politica estera aggressiva:
 1888, guerra delle tariffe doganali con la Francia
 in Africa, primo tentativo di colonizzazione
 1890 conquista definitiva dell’Eritrea e più tardi della Somalia
 1896 massacro di Adua fine dell’età crispina
 1896, ritorno al potere dei conservatori, con il marchese Di Rudinì
 La repressione in Sicilia mostrò l’evidente difficoltà dei governi liberali (sia della Destra che della Sinistra)
a gestire l’emergere di una “questione sociale”, frutto dell’affermazione piena del sistema capitalistico.
 A livello parlamentare l’opposizione radicale e repubblicana (erede di Garibaldi e Mazzini) premeva per
la trasformazione democratica delle istituzioni, attraverso l’ampliamento dei poteri del Parlamento e il
ridimensionamento dei poteri della Corona.
 La propaganda del Psi 2 interessava le masse popolari, gravate da condizioni di vita e di lavoro precarie
 1898, scioperi e proteste, culminati a maggio nei tumulti per il pane a Milanoil Governo rispose con lo
stato d’assedio, la chiusura dei giornali, lo scioglimento delle associazioni socialiste e migliaia di arresti
 La “crisi di fine secolo” durò ancora alcuni mesi e generò un duro braccio di ferro tra il nuovo Governo,
guidato dal generale Luigi Pelloux, impegnato a emanare una serie di provvedimenti restrittivi in tema di
pubblica sicurezza, libertà di stampa e regolamento parlamentare, e l’opposizione, al cui interno fu
determinante l’apporto dei liberali “costituzionali” di Giovanni Giolitti.
 Lo scontro si protrasse fino alla primavera del 1900 quando le elezioni politiche sancirono la sconfitta del
disegno autoritario. Il nuovo Governo Saracco, anche se di orientamento conservatore, si sforzò di
rasserenare il clima politico, divenuto ancora più teso dopo l’uccisione del re Umberto I ad opera
dell’anarchico Gaetano Bresci, avvenuta il 29 luglio 1900.

4. LE NUOVE POTENZE EXTRAEUROPEE


 Gli Stati Uniti
o Nel XIX iniziarono a costruire il loro Stato-Nazione.
o 1° passo: la conquista del West, quei territori che si estendono da Occidente, alle coste dell’Oceano Pacifico.
o “Ordinanza del Nord-Ovest”, varata dal Congresso nel 1787, stabilì che raggiunto un numero minimo di
abitanti (bianchi), si poteva dare vita a un nuovo Stato, dotato di una propria Costituzione, da aggregare agli
altri Stati dell’Unione.
o Alcune aree vennero espugnate dall’esercito (es. guerra contro il Messico), altre regioni furono acquistate
(da Francia, Russia e Spagna), altre furono sottratte in modo violento ai nativi indiani (le cui tribù
costituivano delle vere e proprie “Nazioni”, però assai deboli sul piano militare), che subirono atroci
massacri, finendo relegati in apposite riserve.
o 2° passo riguardò la schiavitù: dal XVI milioni di neri erano stati deportati per essere sfruttati nelle
piantagioni di cotone.
o in applicazione dei principi di libertà e uguaglianza, gli Stati del Nord, impegnati a costruire un’economia di
tipo industriale, scelsero di rinunciare allo schiavismo=/ Stati del Sud, dove i proprietari terrieri
consideravano indispensabile l’impiego indiscriminato di tale forma disumana di lavoro forzato scontro tra
le due economiche e politiche sempre più aspro La Guerra Civile (1861-1865)
 effetto della secessione operata dagli Stati del Sud nel 1861 di fronte alla volontà del nuovo Presidente
Abraham Lincoln di abolire la schiavitù in tutta l’Unione. Primo esempio di guerra moderna.
 si fronteggiarono eserciti di massa. Le truppe unioniste del Nord poterono usufruire di un sistema
industriale, efficace per la produzione di armi, equipaggiamenti, per il trasporto dei soldati (tramite le
ferrovie) e per le comunicazioni (attraverso il telegrafo)
 1865 (pochi giorni prima dell’assassinio di Lincoln da parte di un fanatico sudista), il successo arrise agli
Stati del Nord, più ricchi e popolosi, ma soprattutto meglio attrezzati sul piano industriale.
 “Proclama di emancipazione”, varato nel 1863 e poi recepito nel 1865 dal XIII emendamentofine della
schiavitù
 la dimensione industriale del conflitto si vide anche nel computo delle vittime: 600 mila, il 2% dell’intera
popolazione
o La Questione Razziale
 guerra civilefine della schiavitù
 ma i neri continuarono a essere oggetto di discriminazione e segregazione, specie nel Sud del Paese, con
condizioni di vita e di lavoro penose
o L’Eccezionalità Americana
 Fine XIX- inizio XX “età progressista”  crescita intensa, che li condusse tra le grandi potenze mondiali.
 Quattro fattori:
1. il tipo di capitalismo (dinamico e senza vincoli) trainato da grandi industrie (corporations), favorito
dall’azione dello Stato e da una grande disponibilità di materie prime e fonti di energia;
2. i massicci flussi immigratori da tutto il mondo (in particolare dall’Europa più povera), provocando
tensioni e ghettizzazioni, ma determinando anche un Melting Pot, che nel tempo vennero integrate;
3. la marginalità dei socialisti, nonostante la presenza di una drammatica “questione sociale”, innescata
dallo sviluppo industriale tumultuoso, dalla conflittualità di classe;
4. la solidità del sistema istituzionale, che nel corso degli anni subì al massimo qualche aggiustamento
(arrivando praticamente integro fino ai giorni nostri), e l’efficacia del bipartitismo, che si stabilizzò
intorno ai due poli dei repubblicani e dei democratici
o La Politica Estera e Militare
 crescita economica, stabilità politicaripercussioni nella politica estera divenendo in breve tempo una
vera e propria potenza militare.
 1823 il Presidente Monroe formulò una “dottrina” che prevedeva la futura egemonia statunitense in
tutto il continente americano; tuttavia, ci vollero ancora alcuni decenni
 1898, guerra contro la Spagna (ex impero in forte declino)sottratte le Filippine e Cuba
o L’Imperialismo Informale
 modello inedito di imperialismo, “imperialismo informale”, basato su una penetrazione di natura
economica, finalizzata a conquistare l’egemonia sui mercati.
 Nei primi tempi controllarono soprattutto l’America centrale (es. canale di Panama, avviato nel 1903,
completato nel 1914 di collegare l’Atlantico e il Pacifico)
 La Grande Emigrazione (1870-1914)
o XIX-XX rivoluzioni economiche, politiche e demografiche  spostamento in massa di milioni persone
o Dalle mobilità di età preindustriale, concentrate all’interno del continente europeo all’apertura delle
grandi rotte transoceaniche verso le Americhe.
o 1830 l’emigrazione oltreoceano coinvolse i Paesi dell’Europa nord-occidentale
o 1870 circa si allargò anche ai Paesi dell’Europa mediterranea e orientale
o LE MACRO-CAUSE: SISTEMA PRODUTTIVO, DEMOGRAFIA E POLITICA
 FATTORI MACROECONOMICI che risalivano alla prima Rivoluzione industriale: industria moderna e
urbanizzazione cambiarono gli equilibri del mercato del lavoro, mutando le prospettive lavorative degli
abitanti. Agricoltura (in crisi per una prima globalizzazione del mercato agricolo)industria =
Campagne città industriali: “inurbamento”.
 RIVOLUZIONE DEMOGRAFICA, aumento della popolazione del 60%, da 120 milioni a 190 milioni circa di
persone, grazie a scoperte medico-scientifiche. La pressione demografica spinse masse di forza-lavoro
fuori da quei Paesi europei con un’economia ancora debole: fattori di “push” (spinta) e “pull”
(attrazione)
 I nuovi mezzi di trasporto (per la cui costruzione ci fu un enorme bisogno di manodopera) facilitavano gli
spostamenti da un Paese all’altro e all’interno di essi, rendendo i costi dei viaggi più sostenibili anche per
le classi più povere. Più sicurezza dei trasporti
 Emigrazione verso Paesi con grandi disponibilità di terre incolte (es. West degli Stati Uniti) e con leggi che
facilitavano l’avviamento dell’imprenditoria agricola (es. Sudamerica). Qui si affermarono le
monocolture, per soddisfare le richieste del mercato internazionale. I Paesi in crisi agricola, con
un’economia più arretrata dei nuovi “colossi” industriali (es. Stati Uniti) attivarono politiche di espulsione
controllata del surplus di manodopera, agevolando la partenza dei propri concittadini con varie forme di
tutela e sussidi.
 POLITICHE MIGRATORIE. Stati che investirono in politiche migratorie di reclutamento di manodopera
dall’estero, da dove richiamarono masse di lavoratori a basso costosviluppo di grandi compagnie di
navigazione che pubblicizzavano i vantaggi del viaggio per mare e creavano un grande giro d’affari (es.
Francia, Stati Uniti e dell’America Latina, che videro giungere dall’Europa quasi 30 milioni di persone. La
Francia fu l’unico Paese d’immigrazione in Europa).
 EMIGRAZIONE ECONOMICA E POLITICA. Fenomeni già di inizio Ottocento.
 Gli Stati Uniti con la guerra d’indipendenza, erano diventati un simbolo di libertà, chi incorreva nella
repressione post-rivoluzionaria si ritrovava spesso senza lavoro, additato come nemico della
Nazioneprimi esuli europei.
 Nella belle époque emigrarono molti ebrei dell’Europa orientale, vittime dei pogrom
 Primi insediamenti ebraici in Palestina, con l’acquisto di terre e finanziamenti da parte di banchieri
tedeschi, e si fondarono le prime città, come Tel-Aviv.
 PRINCIPALI DIRETTRICI DEI FLUSSI
 La migrazione più significativa fu dall’Inghilterra agli Usa; fu il periodo del mito della “caccia all’oro”
 Dopo il 1890 i maggiori flussi partirono dall’Italia verso Nord e Sud America (in Argentina e Brasile).
Avevano una bassa densità demografica chiamarono immigrati a lavorare e popolare i loro territori.
Apportando circa 14 milioni di migranti. Si contraddistinse per: circolarità (andata e ritorno) e
temporaneità; gli italiani mantenevano legami con la comunità di partenza: inviavano denaro per la
famiglia.
 Nelle regioni alpine, accanto alla migrazione transoceanica, continuò la mobilità transfrontaliera
 Il Giappone nuova potenza industriale e militare
o Fino alla metà del XIX ancorato a una visione tradizionale dell’economia, della società e della politica, di
stampo feudale, fondata sul potere assoluto di una casta piramidale, dominata a livello centrale dai
governatori militari (shogun) e a livello locale dai feudatari (daimyo) e dall’antica nobiltà guerriera (samurai)
o L'Era Meiji (1868), guidata dall’Imperatore Mutsuhito accentrò su di sé i poteri per costruire uno Stato
nuovo
 Dal 1850 modernizzazione grazie a una nuova classe dirigente composta da burocrati e militari
 Accostata solo in parte alle “rivoluzioni borghesi” dell’Occidente, in Giappone la borghesia rimase
debole, sviluppandosi in un secondo momento
 1871 eliminazione dei vecchi privilegi feudali declino della vecchia aristocrazia terriera
o Le riforme
 Centralizzazione dell’amministrazione pubblica
 1873 introdotta l’istruzione obbligatoria e la leva obbligatoria
 nacquero le prime industrie pubbliche, soprattutto nei settori pesanti crescita dell’esercito
 1871 imposta una nuova valuta, lo yen, che sostituì le diverse monete dell’epoca feudale
 1882 istituita la Banca del Giappone gestione e il controllo del sistema creditizio
 industrie pubbliche dismesse o cedute a imprenditori privati formazione di potenti cartelli di imprese
private dominio totale sui mercati
o La Costituzione, 1889
 introduceva il Parlamento (Dieta), che però aveva compiti limitati ed era eletto con un sistema che
escludeva per motivi di censo la quasi totalità dei cittadini.
 Istituzione di una monarchia costituzionale, il Governo doveva avere la fiducia soltanto dell’Imperatore,
la cui figura restava “sacra e inviolabile”. Simile al modello tedesco
 politica protezionista e nazionalista
o La politica estera
 Cina: obiettivo principale per l’ampiezza e la ricchezza del suo territorio
 L’“Impero celeste”, che era in declino era una preda ambita da tutti
 1894, conquista dell’isola di Formosa (Taiwan), nel Mar Cinese, controllo della Corea, incorporata nel
1910
o La guerra tra Giappone e Russia
 l’attivismo del Giappone destò allarme in Russia (estesa dall’Europa Orientale fino alle coste del Pacifico)
 1904 attacco nipponico a sorpresa contro la flotta russa, a Port Arthur guerra russo-giapponese, per
circa un anno; si trattò di un conflitto particolarmente violento
 1905 la pace di Portsmuth, Giappone affermò un imperialismo aggressivo e guerrafondaio

5. L’ETÀ DELL’IMPERIALISMO politica tesa ad assoggettare tutti i popoli del mondo, a impadronirsi delle loro
ricchezze, a soggiogarli non solo sul piano militare ed economico ma anche culturale
o Alcuni vecchi Imperi, in crisi da tempo (Spagna, Portogallo e Paesi Bassi), avevano già perduto all’inizio del
XIX secolo il controllo di territori e zone d’influenza, specie nell’America Latina
o le potenze emergenti (Germania, Giappone e Stati Uniti) e, in misura minore, altri Stati (Belgio e Italia),
iniziarono alla fine del XIX la loro avventura “imperialista”.
o Imperi europei alla conquista del mondoprocesso di espansione coloniale
o Primato restò a Francia e alla Gran Bretagna.
 L'imperialismo in Africa preda più ambita, per la debolezza delle comunità e la ricchezza di materie prime
o 1881 e il 1882, Francia s’impossessò della Tunisia (ambita anche dagli italiani); Inghilterra controllò l’Egitto
(collocazione strategica tra Occidente e Oriente esaltata dall’apertura del Canale di Suez nel 1869)
o Belgio: con il re, Leopoldo II, riuscì a imporre il suo dominio nel vasto territorio centrale del Congo
o Tutti questi territori vennero sottratti all’Impero ottomano, ormai epicentro della “questione d’Oriente”
processo di logoramento, del quale cercavano di approfittare gli altri grandi Imperi
o Francia: direttrice Ovest-Est, da Dakar (Senegal), attraverso il Sahara algerino (l’Algeria era colonia
transalpina dal 1830), i territori dell’Africa occidentale e equatoriale (fino all’attuale Ciad), arrivando fin quasi
al fiume Nilo, nella regione del Sudan
o Gran Bretagna: direttrice Nord-Sud, dalle sponde egiziane sul Mediterraneo, attraverso il Sudan, il Kenya e gli
altri possedimenti dell’Africa orientale, la Rhodesia, l’Africa centrale, per arrivare fino in Sudafrica
o 1898 incidente di Fascioda (in Sudan). Francia e Gran Bretagna furono sul punto di scontrarsi, ma la
questione si risolse sul piano diplomatico
o La guerra anglo-boera, 1899-1902, nel cuore dell’Africa australe, area ricca di miniere d’oro e diamanti
grandi interessi economici
 inglesi vs. boeri (coloni olandesi presenti dal Seicento, che nel XIX avevano dato vita a due importanti
repubbliche autonome (Orange e Transvaal)
 guerra durissima con costi umani molto elevati, campi di concentramento
 vittoria inglese
o La rivalità anglo-tedesca
 I possedimenti inglesi erano prevalenti in Africa; una lunga scia di terra univa il protettorato sull’Egitto al
Sudafrica, trasformato nel 1910 in dominion, cioè in una colonia dotata di una maggiore autonomia
politica (come era già accaduto al Canada nel 1867, all’Australia nel 1901, e alla Nuova Zelanda nel 1907)
 continuità territoriale interrotta in Tanzania, dove nel 1885 la Germania aveva insediato una delle sue
prime colonie con altri possedimenti sulla costa atlantica (Camerun, Namibia e Togo)
o Le colonie italiane
 Le prime colonie furono l’Eritrea e la Somalia (1890)
 1896 battuta d’arresto in Etiopia massacro di Adua. Le truppe italiane furono travolte dall’esercito locale,
causando la morte di circa ottomila soldati
o Colonie di sfruttamento, tipiche dell’età contemporanea=/colonie d’insediamento dell’età moderna
 la potenza dominante controllava soprattutto l’economia utilizzando potenti società commerciali e
impiegando, spesso in modo forzato, il lavoro delle comunità locali.
o L'imperialismo in Asiaricca di materie prime e strategica per le rotte commerciali e per gli equilibri
geopolitici si mossero gli Imperi europei, gli Stati Uniti e il Giappone
o L'Impero inglese
 Esteso in India, Pakistan e Birmania
 1857, moti indipendentisti
 1858 ristrutturazione degli assetti di potere, riducendo il peso della Compagnia delle Indie orientali e
accentrando sulle stesse autorità imperiali britanniche, rappresentate dal viceré, la gestione
dell’imponente territorio (British Raj).
 influenza sull’Afghanistan, tentativo di interferire anche negli affari interni della Persia reazione
dell’Impero russo (l’altro protagonista del “Grande Gioco” che, nel XIX secolo, vide contrapposte le due
potenze nei vasti territori del Medio Oriente e dell’Asia centrale)
o Gli altri Imperi europei
 Indie olandesi (Indonesia), la cui occupazione da parte dei Paesi Bassi era stata avviata già nel XVI secolo
 Indocina (ora Cambogia, Laos e Vietnam), conquista dalla Francia, a danno della Cina, nel 1887
o Il declino della Cina (l’obiettivo più ambito in Asia)
 “Impero celeste”, retto sin dal 1600 dalla dinastia Manciù, aveva straordinarie ricchezze e la popolazione
più numerosa del pianeta. Ma da tempo era in grave declino
 1840-1850“guerre dell’oppio” contro gli inglesi, i quali avevano inaugurato la pratica dei “trattati
ineguali”:
- Trattato di Nanchino, 1842, inglesi penetrarono nella regione, ottenendo agevolazioni per i commerci
marittimi e il controllo di Hong Kong
 Da allora la Cina dovette firmare accordi con altre potenze sopportando ulteriori disposizioni con cui
rinunciava alla sovranità su parti del proprio territorio
 1894 aggressione del Giappone
 1900, la rivolta dei Boxer ribellione xenofoba nel popolo cinese. La rivolta popolare, nata come una
protesta contadina nelle campagne ebbe l’epicentro a Pechinobase di un lungo percorso politico,
culminato nella nascita del primo partito moderno, il Partito nazionale del popolo (Guomindang),
d’impronta repubblicana e nazionalista, guidato dal leader Sun Yat-sen
 1911 e il 1912, Rivoluzione portò alla caduta dell’Impero e alla nascita della Repubblica cinese, per opera
del nuovo movimento politico
o L'ascesa del Giappone
 affermato come l’unica potenza orientale in grado di competere con i grandi imperi occidentali
 1905, vittoria militare contro la Russia per la prima volta una potenza europea era uscita sconfitta da
un conflitto contro una potenza extraeuropea segnale importante
 La "grande emigrazione" in Asia e in Africa
o Le macro-cause:
 abolizione della schiavitù dai Paesi coloniali europei e delle politiche che ne conseguirono nelle colonie.
 inglesi, francesi e olandesi investirono nello sviluppo dei propri possedimenti coloniali attraverso forza-
lavoro regolare (anche se sottopagata e a condizioni disagiate) spostamenti intercontinentali
 cause principali furono politiche ed economiche
 vittoria dell’Inghilterra richiesta di manodopera cinese nelle regioni meridionali più colpite dalle
guerre verso altre colonie britanniche e non
o popolazioni asiatiche integrate nel mercato mondiale, anche se in subordine
o rapidi scambi di persone, idee, tecnologie e merci che rivoluzionarono il mondo asiatico“nascita del
mondo moderno” in Asia
o Grande emigrazione cinese verso gli Usa dove, incontrarono politiche restrittive di discriminazione etnica
o Le migrazioni giapponesi: mobilità interne
 mobilità verso il Sud-Est asiatico, in continuità con l’età moderna
 dal 1870, verso gli Stati Uniti per lavorare nelle piantagioni da zucchero delle isole Hawaii
 verso l’America Latina e in particolare il Perù
 XX, con la chiusura delle frontiere americane verso gli immigrati, 1 mln di giapponesi si installò in Brasile
o Le mobilità africane  dinamiche discontinue e anche contrarie rispetto a Europa e Asia
 In Africa, invece, la Grande emigrazione presentò
 migrazioni massicce durante la tratta coloniale degli schiavi (età moderna)
 età contemporanea: Usa e Brasile, dove le popolazioni africane erano state deportate in massa dai coloni
europei, si verificò un ritorno massiccio di ex schiavi neri, soprattutto verso l’Africa occidentale
migrazioni interne fra Paesi africani in mano alle potenze coloniali europee, dall’Africa subsahariana
verso i grandi centri urbani in via di formazione
 Anche in Africa iniziava, in ritardo rispetto all’Occidente, l’urbanizzazione moderna

6. L’EUROPA DEI NAZIONALISMI


o XX Europa l’epicentro delle tensioni internazionali, rivalità Germania-Gran
Impero ottomano: dal 1850 i turchi
Bretagna
avevano perduto il controllo di
 Triplice Alleanza e Triplice Intesa numerosi territori a favore dei
o La Germania grandi Imperi europei nel Vecchio
continente, nell’area dei Balcani, in
Africa e nelle regioni sul
Mediterraneo
 i vertici governativi e militari tedeschi, guidati dal Kaiser Guglielmo II, accrebbero le ambizioni
espansionistiche
 sforzi concentrati verso l’Impero ottomano, considerato strategico oggetto di attenzioni economiche e
diplomatiche da parte della Germania
 accordi significativi: “ferrovia delle tre B” collegamento diretto Berlino- Costantinopoli- Baghdad
 potenziamento della flotta navale (commerciale e militare) per sostenere gli interessi economici ed
espansionistici
o La Gran Bretagna
 introduzione di dazi doganali per difendere le proprie merci sui mercati internazionali
 nuove alleanze militari (dopo un secolo di isolamento): la Triplice intesa
o La Triplice Intesa, 1904
 alleanza con la Francia - reciproca volontà di non ostacolarsi sul terreno delle conquiste coloniali
 via libera da parte inglese al progetto francese di acquisizione del Marocco, territorio dell’Africa nord-
occidentale situato in una zona strategica tra Mediterraneo e Atlantico. La scelta era orientata anche in
funzione antitedesca, poiché la Germania nutriva analoghi propositi di controllo del Paese africano
o Le crisi marocchine
 I crisi, 1905. Guglielmo II si recò in Marocco, suscitando la reazione francese conferenza di Algeciras,
1906 risoluzione diplomatica (Germania ancora debole a livello diplomatico)
 II crisi, 1911. Kaiser invia una nave militare alle coste marocchineFrancia ottenne il protettorato sul
Marocco, mentre la Germania riusciva ad ampliare i suoi possedimenti nell’Africa centrale
 1907, alleanza con la Russia (fino ad allora era sempre stata nemica con la Gran Bretagna) la sconfitta
contro il Giappone nel 1905 aveva indebolito l’Impero zarista, costretto a rivedere i propri disegni
espansionistici Persia divisa tra inglesi e russi
 Imperialismo e nazionalismo l’Europa era solcata da profonde tensioni economiche e militari
o Lo sviluppo economico, con misure protezionistiche per la difesa della produzione industriale, accentuò la
concorrenza tra gli Stati, all’interno dei quali burocrazie pubbliche e imprese private agivano per rafforzare la
potenza della Nazione“guerre doganali”.
o corsa agli armamenti
o prime manifestazioni di “nazionalismo integrale”, alimentate dalla stampa. Protagoniste alcune minoranze
aggressive e belliciste, le quali finirono per condizionare la politica dei governi.
o Imperialismo e nazionalismo divennero così le due facce della stessa medaglia
 La crisi dell'Impero ottomano e la "polveriera balcanica"
o Balcani: regione europea dove si trovavano gli ultimi possedimenti europei dell’Impero ottomano, ormai
prossimo al collasso rivoluzione dei “giovani turchi”, 1908, gruppo di civili e militari che ambivano a
rinnovare in modo radicale le vecchie istituzioni del sultanato indebolimento ulteriore dell’Impero
o decisione dell’Impero austro-ungarico di annettere la Bosnia (già protettorato austriaco dal congresso di
Berlino del 1878) Balcani divennero una “polveriera”, pronta a esplodere per l’incompatibilità tra interessi
geopolitici ed economici profondamente divergenti:
 Impero russo voleva raggiungere uno sbocco nel Mediterraneo
 Impero austriaco puntava a contrastare l’ascesa del nazionalismo serbo
 Impero tedesco voleva aprirsi un varco verso l’Oriente
 Impero inglese voleva mantenere le rotte commerciali con l’Asia
 Francia (per la sconfitta del 1870) puntava a ostacolare con ogni mezzo l’ascesa della potenza tedesca
 Impero tedesco faceva affidamento anche su nazionalismi, come quello bulgaro, in funzione antirussa
 La guerra italiana in Libia
o 1910 l’Impero ottomano perse definitivamente tutti i suoi territori nell’Africa settentrionale
o 1911 l’Italia aggredì i turchi in Libia Giolitti raggiunse l’apice dei consensi
o 1912, pace di Losanna l’Italia conquista la regione
 Le guerre balcaniche
o 1912, I guerra balcanica coalizione di Stati (la Lega tra Bulgaria, Grecia, Montenegro e Serbia) contro
l’Impero ottomano per spartirsi l’ultima grande regione europea in suo possesso, la Macedonia
o 1913, pace di Londra, Macedonia venne divisa prevalentemente tra Serbia e Bulgaria, mentre la Grecia
ottenne la città di Salonicco
o 1913, II guerra balcanica rivalità tra la Serbia e la Bulgaria, la quale insoddisfatta della spartizione della
Macedonia, dichiarò guerra alla Serbia, perdendo
o agosto 1913, pace di Bucarest compromesso che favorì Serbia, Grecia e Romania
o interessi e antagonismi era tale da impedire una pacificazione completa della regione
o La crescita della Serbia preoccupava l’Austria, che cercò di impedire lo sbocco al mare del Paese slavo, con la
formazione del Principato di Albania
o 28 giugno 1914, l’erede al trono d’Austria, l’arciduca Francesco Ferdinando, fu ucciso da uno studente
nazionalista serbo, Gavrilo Princip, innescando un’escalation di reazioni che condussero allo scoppio della
Prima guerra mondiale

L'Italia giolittiana svolta politica


o dicembre 1900, primo sciopero generale nella storia d’Italia, svolto a Genova per la riapertura della Camera
del lavoro crisi del Governo Saracco affermazione della parte progressista del liberalismo italiano
o Giovanni Giolitti al potere (prima come ministro degli Interni del Governo Zanardelli, dal 1903, come
presidente del Consiglio) svolta liberale, democratizzare le istituzioni statali, nascita delle prime industrie,
diffusione dell’industria pesante
o mirava a risolvere la “questione sociale”, agevolando il benessere economico delle masse con la
collaborazione di riformisti presenti del Psi e nella Cgdl 3
o fino al 1913 (con l’eccezione della crisi del 1907)trasformazione dell’Italia in paese agricolo-industriale
o liberazione delle forze imprenditoriali grazie allo sviluppo economico, soprattutto al Nord
o biennio di elevata conflittualità sociale:
 Psi, guidato dai riformisti, sostenne il Governo, fornì un contributo rilevante per la legge finalizzata alla
tutela del lavoro di donne e bambini: escluso al di sotto dei 15 anni e fissati limiti di orario
 Le lotte sociali rafforzarono la minoranza intransigente del Psi e la corrente sindacalista rivoluzionaria
battaglia tra riformisti e rivoluzionari i secondi conquistarono il Psi nel 1904
 Il sistema di potere giolittiano
o motivi di polemica tra i due gruppi socialisti (riformisti e rivoluzionari): critiche a Giolitti per l’atteggiamento
repressivo delle lotte sociali, soprattutto al Sud, lasciato in mano alla malavita
o settembre 1904, di fronte agli “eccidi proletari”, in Sardegna e Sicilia, le forze radicali della sinistra
proclamarono il primo sciopero generale nazionalespaventò i moderati, avvicinamento tra Giolitti e i
cattolici: nelle elezioni politiche di novembre i cattolici contribuirono alla sconfitta dei socialisti
o l’equilibrismo giolittiano creò malumori sia a sinistra, che a destra, dove avanzarono i nazionalisti
o Giolitti fallì nella risoluzione dell’annosa “questione meridionale”, mentre la sua spinta riformista subì un
evidente rallentamento
o Superata una fase di incertezza e grazie al nuovo sostegno dei riformisti, tornati alla guida del Psi nel 1908, si
visse l’ultima stagione riformatrice di Giolitti, culminata nel 1912 con la costituzione dell’Ina (Istituto
nazionale assicurazioni) e il varo della legge elettorale che istituiva il suffragio universale (maschile)
o Le nuove norme concedevano per la prima volta il diritto di voto a tutti i maschi, senza limitazioni di censo e
di istruzione, purché avessero compiuto i 30 anni; in tal modo la percentuale dei votanti passò dal 9 al 23%.
 La guerra in Libia e le elezioni del 1913
o Se le scelte di politica interna sembrarono favorire i rapporti con la sinistra riformista, nella politica estera la
direzione fu esattamente contraria
o La campagna di Libia, avviata nel 1911 e conclusa con la vittoria italiana nel 1912, esaltò i nazionalisti e
rinsaldò i rapporti tra il Governo e i “poteri forti” della finanza e dell’industria
o Giolitti aveva cominciato a declinare; così, una volta ridimensionato il valore economico dell’impresa libica,
tornarono a crescere le accuse contro l’“Italietta” giolittiana, mosse soprattutto dai nazionalisti
o Per la sinistra la guerra di Libia rappresentò un terremoto: un gruppo minoritario, favorevole alla campagna
militare, si staccò dai riformisti, che tornarono nuovamente in minoranza nel Psi, guidato dai massimalisti.
Inoltre, lo sciopero generale proclamato nel 1911 da Psi e Cgdl contro la guerra coloniale ebbe scarso seguito
o L’aggressività crescente dei nazionalisti, le spaccature della sinistra, le debolezze dei liberali, le difficoltà
economiche e le tensioni sociali resero incerto il voto del 1913, il primo a suffragio universale; nonostante il
discreto seguito tra le masse popolari ottenuto dal Psi, ancora una volta l’alleanza tra Giolitti e i cattolici,
sancita nel Patto Gentiloni, permise la vittoria delle forze governative.
 La fine del giolittismo
o nel marzo 1914 l’avvicendamento con il conservatore Antonio Salandra non preoccupò Giolitti
o A giugno, però, il nuovo Governo dovette affrontare la “settimana rossa”, una rivolta popolare, partita da
Ancona e diffusasi soprattutto in Romagna, che ebbe come protagonisti anarchici, repubblicani e sindacalisti
rivoluzionari; il moto insurrezionale, venne represso nel sangue
o alla vigilia della Grande Guerra, Salandra divenne il leader delle destre: sia della destra tradizionale, legata
agli ambienti più conservatori delle forze armate e della corte sabauda, sia di quella moderna dei
nazionalisti; nonostante le differenze, infatti, entrambe avevano l’obiettivo di rafforzare il Governo a danno
del Parlamento

7. LA PRIMA GUERRA MONDIALE“rivoluzione globale”, dai Balcani, si estese al “fronte occidentale”, confine
Francia-Germania e il “fronte orientale”, confine Germania-Russia, poi sui mari, con contrapposizione tra la flotta
inglese e quella tedesca. Implicati gli Imperi, la mobilitazione coinvolse anche le colonie. L’ingresso del Giappone fu
rilevante in Estremo Oriente e nell’area del Pacifico. L’ingresso degli Stati Uniti nel 1917 mostrò in modo ancora più
evidente, sul piano militare e geopolitico, la dimensione globale della Grande Guerra
 L’economia e la società
o “rivoluzione globale” radicali trasformazioni nel sistema economico, affermazione della produzione
industriale e con i conseguenti mutamenti sia a livello finanziario che commerciale
o modificò radicalmente la societàcambiò la vita materiale, le relazioni di genere uomini-donne, i rapporti
lavoratori-imprenditori e cambiarono le coscienze, a livello individuale e collettivo
 La guerra di massa
o Fu la prima guerra di massamobilitò eserciti enormi nei campi di battaglia e intere popolazioni sui diversi
“fronti interni”;è stata definita anche “guerra totale” perchè mobilitò militari e civili
o circa sedici milioni di morti, di cui poco più della metà militari, cioè una quantità mai vista prima.
 Le cause
o Imperialismo la sfida tra i diversi Imperi, portata su scala globale
o Nazionalismo la lotta tra le diverse nazionalità per assicurarsi ciascuna il proprio “spazio vitale”, al di fuori
dei propri confini più o meno naturali
o la guerra scoppiò nel cuore dell’Europa, nei Balcani – dove “vecchie” nazioni, impegnate a estendere il
proprio dominio, e nuove Nazioni, intenzionate ad autodeterminarsi, aveva innescato la miccia
 Le vicende belliche
o attentato di Sarajevo escalation di tensioni, mobilitazioni e ultimatum, segnata dall’uso smodato della
propaganda, della religione e delle retoriche patriottiche dirette contro i nemici.
o fine di luglio e l’inizio di agosto del 1914guerra: Triplice Intesa, Francia e Russia, cui si aggiunse subito
l’Inghilterra e il Giappone (alleato dall’inizio del secolo), il cui ingresso in guerra nell’agosto 1914 evidenziò la
dimensione mondiale del conflitto vs. la Triplice Alleanza (rimase “duplice”, per la scelta italiana di
mantenersi neutrale), con Austria e Germania affiancate dall’Impero ottomano dall’autunno del 1914
 La guerra di trincea battaglie micidiali, con l’impiego di forze imponenti, che si equivalevano; così, la “guerra-
lampo”, che doveva durare solo alcune settimane, divenne una logorante “guerra di trincea”
o 1915, Governo Salandra e il re Vittorio Emanuele III, con un patto segreto firmato a Londra ad aprile,
invertirono le alleanze l’Italia in guerra a fianco della Triplice Intesa, più generosa nelle promesse per il
dopoguerra
 Le grandi carneficine armamenti sempre più devastanti (lanciamine, lanciafiamme, carri armati, cannoni
pesanti, armi chimiche), che causarono moltissime vittime
o battaglia di Verdun territorio francese, tra febbraio e dicembre, morirono circa 600mila soldati
o “battaglia degli altipiani” o “spedizione punitiva” austriaci in Italia, tra maggio e giugno, concluse con il
fallimento austriaco e con il rilancio dell’offensiva italiana, fino alla conquista di Gorizia, avvenuta nell’agosto
1916 durante la sesta battaglia dell’Isonzo
o scontro dello JutlandMare del Nord, la più importante battaglia navale dell’intero conflitto, combattuta da
inglesi e tedeschi tra maggio e giugno, e conclusa con la vittoria inglese
 L'anno decisivo: il 1917
o Triplice Intesa perdita della Russia (per la Rivoluzione d’Ottobre), ad aprile entrarono gli Stati Uniti, guidati
dal democratico Wilson, il cui programma – espresso nei famosi “14 punti” – rappresentava un manifesto in
difesa delle libertà aiuto economico e militare, che finì per orientare in modo decisivo le sorti della guerra
o Caporetto ritirata sul fronte tra il monte Grappa e il fiume Piave, densa di conseguenze militari e politiche
 La fine del conflitto 1918, quando venne piegata l’accanita resistenza tedesca
o armistizio del 4 novembreL’Austria si arrende all’Italia dopo la battaglia di Vittorio Veneto. Con la
conquista delle “terre irridente” di Trento e Trieste, il “lungo” Risorgimento poteva dirsi concluso
o 11 novembre Germania, fuga del Kaiser Guglielmo II, anche per i tedeschi scoccava l’ora della Repubblica
L'Italia nella Grande guerra
 Lo scoppio della guerra (1914), sconvolse gli equilibri politici: neutralisti e interventisti
o Da giugno 1914 e il maggio 1915 riuscì a tenersi fuori dallo scontro
o polarizzazione tra due campi contrapposti:
- forze neutralistegran parte della popolazione e delle forze politiche (cattolici, socialisti e i liberali)
- interventisti sostenuti da alcuni importanti gruppi bancari e industriali (guerra=profitti)
o I nazionalisti
 minoranza di democratici irredentisti, favorevoli alla guerra contro gli Austriaci
 minoranza di sindacalisti rivoluzionari, che auspicavano la trasformazione del conflitto mondiale in una
“guerra rivoluzionaria” contro le forze capitalistiche
 campagna di mobilitazione a favore dell’ingresso italiano nel conflitto fu egemonizzata dai nazionalisti,
sostenitori dell’imperialismo più aggressivo e contrari ai neutralistirovesciamento della maggioranza
parlamentare, controllata ancora da Giolitti (neutralista); lo strumento principale venne dalla
mobilitazione della piccola e media borghesia
 Le "radiose giornate di maggio", 1915, (definite così da D’Annunzio, uno dei principali protagonisti)

o la brama di profitto dei grandi gruppi economici, il nazionalismo politico e i timori sociali dei ceti
medialleanza eterogenea a sostegno della nuova politica bellica, promossa da: re Vittorio Emanuele III,
presidente del Consiglio Salandra, ministro degli Esteri Sidney Sonnino e dal generale Luigi Cadorna,
Comandante delle forze armate
o La pressione della piazza sul Parlamento si fece sempre più forte, grazie all'azione di prefetti e forze
dell’ordine, pronte a reprimere qualsiasi eccesso dei socialisti, ma inerti di fronte alla violenza dei nazionalisti
o ingresso dell’Italia in guerra a fianco dell’Intesa e votando i pieni poteri al Governo fu una drammatica
forzatura compiuta dal re e dal governo contro le regole ormai consolidate di una monarchia parlamentare
 L'Italia in guerra, 24 maggio 1915 l’Italia entrava in guerra.
o l’opposizione si spense e lo stesso Psi, guidato dai massimalisti e il più attivo tra i partiti politici antibellici, si
ritirò su una linea difensiva, riassunta nello slogan “né aderire, né sabotare”
o Benito Mussolini veniva espulso dal partito per aver abbracciato la causa degli interventisti
o Molti sperarono in una guerra breve, ma con il passare dei mesi questa divenne un’illusione subito si
diffuse la percezione di una tragedia, che avrebbe prodotto solo morte e distruzione
o 1° agosto 1917, papa Benedetto XV, la definì “inutile strage”, nella sua famosa “Lettera ai Capi dei popoli
belligeranti”
o l’esercito italiano subì perdite enormi
o Il popolo fu travolto dalla scarsità dei beni di prima necessità, dalla crescita dei prezzi, dalla diffusione delle
malattie e dallo sfruttamento del lavoro, stabilito dalle regole ferree della “Mobilitazione Industriale”
o il Governo del conservatore Salandra terminò il suo mandato nel giugno 1916, nel pieno della
Strafexpedition austriaca contro l’Italia subentrò Paolo Boselli, un liberale di tendenze più moderate, a
capo della compagine di “Unità nazionale”
o Governo durò oltre un anno, ma fu costretto a capitolare nell’ottobre 1917 di fronte alla disfatta di
Caporettosostituito dall’Esecutivo di Vittorio Emanuele Orlando, il governo della “vittoria” finale
 La fine del conflitto, novembre 1918
o L’Italia riuscì a sedere al tavolo dei “grandi vincitori”, insieme a Francia, Inghilterra e Stati Uniti
o la Grande Guerra rappresentò uno spartiacque decisivo anche per la storia nazionale:
 economia: decretò il primato dei colossi dell’industria pesante (su tutti Ansaldo, Fiat e Ilva), più coinvolti
nello sforzo bellico grazie al sostegno decisivo dello Stato attraverso le commesse
 società: crebbe il peso dei mezzi di comunicazione di massa e dove si affacciarono nuovi protagonisti,
come le donne, che avevano sostituito a lavoro gli uomini partiti per il fronte
 politica: l’esperienza della guerra rafforzò il peso delle masse e il ruolo dei grandi soggetti, come partiti e
sindacati, schiudendo le porte a scenari inediti
L’esperienza di guerra
o  laboratorio per gli storici: dopo aver ricostruito gli eventi militari, politici ed economici, dal 1970 si è
iniziato ad analizzare soprattutto il tema della cosiddetta “esperienza di guerra”.
o Mario Isnenghi nel 1970, aveva introdotto interessanti novità sul piano interpretativo, grazie all’utilizzo
originale di numerose fonti letterarie. Approccio sviluppato dall’americano Paul Fussell (con il volume La
Grande guerra e la memoria moderna, del 1975), anch’egli intenzionato a restituire attraverso gli strumenti e
le fonti della “storia culturale” tutto il dramma della condizione (dis) umana vissuta in tempo di guerra. Egli
sottolineò soprattutto l’evidente omologazione della mentalità dei soldati, che fu il risultato della clamorosa
distanza manifestatasi in breve tempo tra le aspettative di liberazione da un lato, nutrite dalla propaganda
prima della partenza per il fronte, e la vita concreta nelle trincee, segnata al contrario da atroci sofferenze
Tale divario, così stridente, alimentò una radicale contrapposizione tra chi aveva vissuto direttamente gli
effetti devastanti della guerra e chi era riuscito a sottrarsi alla tragedia: la disparità dell’esperienza per creare
una forte identità di gruppo tra i soldati, che si mantenne poi anche nella memoria della guerra tra i reduci.
o  Prima guerra mondiale, esempio di modernità tecnologica e industriale, generò sul piano culturale una
regressione aumentando l’odio verso i nemici, sia stranieri che interni alla patria.
o Tale approccio “culturalista”, aperto anche alle suggestioni della psicanalisi, fu ripreso dall’americano Eric
Leed nel suo celebre volume No Man’s land del 1979.
 L’immagine della “terra di nessuno” (la porzione di terreno compresa tra due trincee), venne utilizzata
dallo storico per descrivere quel luogo “mitico” in cui si rifugiò la gran parte dei soldati, per trovare
riparo e sottrarsi così all’ossessione nevrotica della guerra.
 fu talmente sconvolgente da rendere vano qualsiasi tentativo di spiegarla, per questo i soldati presero a
costruirsi una nuova trincea astratta, che restava chiusa a chiunque non avesse vissuto la loro stessa
esperienza tra soldati esisteva un legame di solidarietà che nessuno era in grado di comprendere. Tale
separatezza finì per aumentare le divisioni nella società.
o Le classi dirigenti (responsabili della guerra) si organizzarono per mettere in campo, durante il conflitto, una
strategia affinché la guerra apparisse accettabile agli occhi delle masse. Mosse, libro sul “mito dei caduti” (Le
guerre mondiali. Dalla tragedia al mito dei caduti). Dall’idea della “nuova politica”, la guerra venne
“sacralizzata”. Si elaborò il “mito dei caduti”: una religione civile, con propri martiri (i soldati uccisi), propri
monumenti, luoghi appositi (cimiteri e sacrari) dove coltivare il culto dei caduti, celebrare la loro
“resurrezione” e rendere onore al loro nobile sacrificio
 Nascita dei “parchi della rimembranza”, giardini pubblici costruiti intorno a monumenti, lapidi e cippi,
spesso ricchi di riferimenti a immagini religiose per chi aveva vissuto la guerra e la morte
 Per chi non aveva vissuto la guerra, venne “banalizzata”, con un’operazione propagandistica e
commerciale (es. i primi giocattoli, giochi da tavolo e gadget attinenti proprio al tema della guerra)
o L’officina della guerra, del 1991, di Antonio Gibelli, dove i traumi della guerra, individuali e collettivi, fisici e
mentali, venivano indagati anche attraverso le fonti psichiatriche.
8. LA RIVOLUZIONE RUSSA destinata a condizionare la storia del Novecento a livello globale
o Russia: uno degli ultimi Imperi a essere dominato da un potere assoluto, quello dello zar, in un contesto
economico e sociale piuttosto arretrato, per quanto solcato da timidi processi di modernizzazione
 Cause
o potere assoluto degli zarXIX secolo l’Impero russo si presentava come un regime assoluto, segnato dal
potere incontrastato dello zar, la cui sovranità era considerata di origine divina, sancendo una stretta
alleanza tra il potere politico dell’aristocrazia e il potere religioso della Chiesa cristiana ortodossa
o numerose nazionalità all’interno del vastissimo territorio le ambizioni indipendentistiche dei singoli popoli
erano represse dall’autorità centrale
o condizioni economiche e sociali depresse Rivoluzione industriale molto flebile, mentre i rapporti tra i ceti
sociali, specie nelle sterminate campagne, seguivano le regole rigidamente piramidali del sistema feudale
o cambiamenti economici e politici iniziale processo di modernizzazione: abolizione della servitù della gleba,
formazione di un iniziale sistema industriale nascita e lo sviluppo di una moderna classe operaia
o cambiamenti politicii gruppi liberal-costituzionali avevano iniziato a prendere le distanze dagli ambienti
più reazionari, comparvero i primi partiti moderni (Partito operaio socialdemocratico e il Partito socialista
rivoluzionario)
o Partito operaio socialdemocratico, 1903, importante scissione:
 moderati (menscevichi) esponente principale fu Georgij V. Plechanov
 radicali (bolscevichi) guidati da Vladimir I. Ulianov, detto Lenin
 La rivoluzione del 1905
o concessione della Costituzione da parte dello zar e alla costituzione del Parlamento (Duma), eletto solo dalla
parte più ricca dei cittadini russi
o fu la principale conseguenza della sconfitta militare contro il Giappone, che rappresentò il declino militare,
avviato – dopo la vittoria d’inizio secolo contro Napoleone – con la guerra di Crimea (1853-1856) e
testimoniato soprattutto dalla difficoltà russa di espandersi nei Balcani
o in questa fase rivoluzionaria che comparvero i primi Soviet, strutture inedite di rappresentanza popolare che
praticavano forme di autogoverno
o dopo alcuni mesi, lo zar riuscì a reprimere la rivolta e a ripristinare il potere assoluto; venne agevolato anche
dal sostegno proveniente dal mondo contadino, tradizionalmente conservatore, e in particolare dalle sue
fasce più benestanti (chiamate dai lavoratori più poveri con l’appellativo dispregiativo di kulak, cioè usurai)

 La Russia nella Grande guerra
o in due anni di guerra, il tributo di sangue pagato, in particolare dai contadini, era diventato enorme: il
numero di soldati uccisi sul fronte orientale ammontava infatti a circa due milioni di vittime
o tributi economici, l’aumento del numero e dell’entità delle tasse, nonché l’imposizione da parte centrale
della pratica degli ammassi, con cui sostenere gli sforzi dell’esercito
 La Rivoluzione di febbraio 1917
o scoppiò la prima rivoluzione “borghese”abdicazione di Nicola II, caduta della dinastia dei Romanov e la
fine dello zarismo
o A Pietrogrado (ora Mosca) e in diverse altre città, le rivolte popolari delle classi lavoratrici e dei soldati, riuniti
nuovamente nei Soviet, favorirono la nascita di una Repubblica costituzionale, che ebbe nei liberali, guidati
dal principe L’vov, e nei socialisti rivoluzionari, diretti da Kerenskij, le formazioni politiche più rilevanti
o la scelta di continuare la guerra a fianco dell’Intesa, aumentò il malcontento popolare, rafforzando le
simpatie per i bolscevichi, schierati all’opposizione del Governo ma presenti e attivi nei SovietPer le loro
idee radicali, favorevoli a una rivoluzione socialista e all’uscita dalla guerra “imperialista”, furono messi fuori
legge dall’estate; tale scelta, tuttavia, finì per renderli ancora più graditi a larga parte del popolo russo
o Le “Tesi di Aprile in esilio a causa della repressione politica dello zarismo, Lenin, dal 1903 a capo della
corrente dei bolscevichi, riuscì a tornare in Russia soltanto durante la Prima guerra mondiale, grazie all’aiuto
indiretto dei tedeschi, che non ostacolarono il viaggio dalla Svizzera attraverso il loro territorio, sperando, in
questo modo, di indebolire il nemico alimentando il conflitto politico interno
 tornato in patria, Lenin scrisse e diffuse un importante documento: “Le tesi di aprile”, nelle quali l’autore
sosteneva alcuni principi radicali: il diritto all’autodeterminazione, che spettava a ciascuna nazionalità;
attirando l’attenzione e l’interesse delle numerose minoranze nazionali, volontà di abbandonare la
guerra “imperialista, all’alleanza tra la classe operaia industriale e i contadini, questi ultimi
particolarmente numerosi nel Paese, ritenuta necessaria per procedere a una rivoluzione di stampo
comunista, specie in un Paese come la Russia non ancora sviluppato sul piano industriale; quest’ultimo
aspetto, in particolare, si poneva in aperta contraddizione con la previsione marxista di una rivoluzione
socialista in grado di scoppiare soltanto all’interno di un’economia industriale matura
 La Rivoluzione d’Ottobre
o tra l’estate e l’autunno del 1917, dopo il tentativo di colpo di Stato messo in atto dal capo dell’esercito
Kornilov, i bolscevichi videro crescere i consensi, soprattutto nelle grandi città: il popolo russo era provato
dalla guerra  era incline a sostenere chiunque avesse favorito la cessazione delle operazioni belliche
o ottobre (secondo il calendario giuliano), decisero di provare a dare la spallata decisiva contro il governo
“borghese”, nato con la Rivoluzione di febbraio
o tra il 6 e il 7 novembre (calendario gregoriano), i bolscevichi s’impossessarono a Pietrogrado del Palazzo
d’Inverno, la residenza ufficiale degli zarsimbolo della vittoria delle forze rivoluzionarie comuniste,
sostenute da tanti operai e soldati, rappresentati dai Soviet
o Il governo provvisorio, composto dai “commissari del popolo” (tra i quali spiccavano Trotsky, incaricato di
seguire la politica estera, Dzugasvili, detto Stalin, commissario per le nazionalità e Aleksandra, commissaria
per la solidarietà statale), fu capeggiato da Lenin
o giunti al potere, i bolscevichi vollero subito ribadire la validità del principio di autodeterminazione, sostenuto
da tempo; esso, infatti, venne ribadito in un’apposita “Dichiarazione dei diritti dei popoli della Russia”, a
voler sottolineare la distanza con le Dichiarazione dei diritti sancite dalle “rivoluzioni borghesi”, che
tutelavano il singolo individuo
 Il Potere Bolscevico
o da un lato, si puntava a seppellire il potere assoluto; dall’altro, un territorio così vasto, in un momento così
complesso, richiedeva un controllo centralizzato e dispotico
o era stato Marx a teorizzare la “dittatura del proletariato”, una fase di transizione durante la quale esercitare
il potere in forme violente, allo scopo di difendere il processo rivoluzionario
o A novembre ci fu l’elezione dell’Assemblea costituente, votata a suffragio universale, che vide l’affermazione
dei socialisti rivoluzionari e la sconfitta dei bolscevichi; i bolscevichi, erano una minoranza
 La pace di Brest-Litovsk, 3 marzo 1918
o firmata con la Germania, uscendo dalla guerra il popolo russo continuò a guardare ai bolscevichi in modo
positivo, nonostante gli eccessi liberticidi nella politica interna. Negli altri Paesi europei, parte degli strati
popolari, videro un esempio da seguire“mito della rivoluzione”, permeato da uno spirito religioso (canoni
della “nuova politica”), di fede assoluta verso gli ideali comunisti, iniziò a diffondersi in Occidente soprattutto
nel dopoguerra, quando i bolscevichi fondarono la Terza Internazionale, dopo il fallimento di quella
socialista, la Seconda, naufragata nell’estate del 1914, di fronte allo scoppio della Grande Guerra.
 Dalla guerra civile alla costituzione dell'Urss
o complessa transizione tra due sistemi inconciliabili di potere, cercando di rimuovere e cancellare qualsiasi
richiamo all’epoca zarista
o gennaio 1918, Lenin decise lo scioglimento dell’Assemblea, accentrando tutto il potere su di sé e sul partito
 La complessa transizione dallo zarismo al comunismo
o eliminazione dei Romanov, a partire dall’ultimo zar Nicola II, con collaboratori e membri della sua famiglia
 La guerra civile, dal 1918 al 1920
o “Rossi”(sostenitori del nuovo regime) vs. “Bianchi” (gruppi composti da forze reazionarie, nostalgiche del
regime assolutistico) supportati dalle potenze dell’Intesa (UK, USA, Giappone e Italia), durante e dopo la fine
della guerra
o contrapposti duramente, mentre la popolazione assisteva passivamente allo scontro. Vinsero i Rossi, ma i
costi umani, sociali e politici, furono enormi
o leva obbligatoria, rafforzando l’Armata Rossa, creando la Čeka, per soffocare l’ opposizione al partito unico
o colpirono le popolazioni contadine con la requisizione dei prodotti agricoli, soffocando ogni
rivoltal’ossessione di mantenere il potere politico aveva già preso il sopravvento sulla volontà e
sull’ambizione di riscattare le classi sociali più bisognose
o i bolscevichi spensero sul nascere gli sforzi avviati da alcune minoranze nazionali (in particolare gli ucraini),
per raggiungere l’indipendenza
 Il comunismo di guerra
o fino al 1921, anche a causa di una guerra combattuta e perduta dall’Armata rossa contro la Polonia,
ricostituita (dopo la sua scomparsa nel Settecento) in seguito alla sconfitta della Germania
o destinato a terminare con la fine della guerra civile,  Governo bolscevico iniziò a costruire un sistema di
potere autoritario, inasprito nel tempo
 La militarizzazione
o 1920, culmine della centralizzazione autoritaria  i bolscevichi promossero una “militarizzazione” di tutta la
società russa, per rafforzare il proprio potere ed eliminare i “nemici interni”.
o 1921, repressione dei marinai ammutinati della Kronstadt e soppressione della rivolta contadina di Tambov
o introduzione del “lavoro forzato”
 La Nep: la Nuova politica economica
o 1921, il governo decise il varo della Nuova Politica Economica (Nep), assicurando una maggiore libertà di
azione, specie ai contadini, che poterono tornare a produrre liberamente, senza requisizioni forzate
o 1921, prima grande carestia complice la siccità, fino al 1922 circa un milione e mezzo di vittime
o le proteste contadine tesero a diradarsi, fino a cessare totalmente
 La nascita dell'Urss, 30 dicembre 1922
o primo Stato socialista nella storia, guidato dai bolscevichi attraverso la dittatura violenta del partito unico,
che manteneva un controllo totale sulla società e sull’economia; dato l’elevato numero di nazionalità che
abitavano il Paese, l’Unione Sovietica assumeva il sistema federale, concedendo limitati spazi di autonomia
o gennaio 1924, Lenin muore
o 1923 lotta per la successione Trotskij (intenzionato a esportare la rivoluzione comunista a livello mondiale)
vs. Stalin (sostenitore del “socialismo in un solo paese”  concentrare tutti gli sforzi nella difesa della patria
del comunismo)

9. IL DOPOGUERRA E IL FASCISMO
 I trattati di pace e la Società delle Nazioni
o Prima guerra mondiale  cesura decisiva dell’età contemporanea
o dieci milioni di vittime militari, cinque milioni di vittime civili; venti milioni di feriti, tra militari e civili
o Germania: maggior numero di decessi, fu la principale potenza uscita sconfitta e sottomessa dal conflitto; la
Russia: due milioni circa di perdite; Austria, Francia e Gran Bretagna raggiunsero ciascuna oltre un milione di
vittime; l’Italia, la cui partecipazione alla guerra durò dal 1915 al 1918, superò i seicentomila soldati morti.
Gli Stati Uniti, infine, entrati nel conflitto solo nel 1917, ne contarono oltre centomila
 La conferenza di Parigi, gennaio 1919, due mesi dopo la firma degli armistizi
o si ritrovarono solo i Paesi vincitori, agli sconfitti non fu riconosciuta alcuna trattativa, tutte le responsabilità
del conflitto vennero addossate a chi aveva perduto la guerra
o “parte del leone” venne fatta da quattro potenze: Stati Uniti, con Wilson (rieletto per il secondo mandato
proprio durante la guerra, alla fine del 1916), la Francia e la Gran Bretagna rappresentate dal presidente del
Consiglio Clemenceau, radicale, e dal Primo ministro George, liberale; e l’Italia, rappresentata dal presidente
del Consiglio Orlando, che in questo modo incassò il “voltafaccia” del 1915 a sostegno dell’Intesa, escogitato
per sconfiggere il nemico di sempre, cioè l’Austria
 Il trattato di Versailles, 28 giugno 1919
o tedeschi costretti ad accettare ogni decisione, anche la più penalizzante: ecco perché il trattato di Versailles
passò alla storia per i tedeschi come il “diktat” di Versailles
o ampie amputazioni territoriali: perdita di Alsazia e Lorena, che tornarono alla Francia, e la separazione della
Prussia dalla Germania, divise dal cosiddetto “corridoio di Danzica”, passato sotto la sovranità polacca
o decisioni economiche: la Germania dovette rinunciare alla quasi totalità dei giacimenti di ferro e carbone; se
a questo si aggiunge l’entità delle “riparazioni di guerra” da pagare ai paesi vincitori, si comprende la volontà
di questi ultimi di piegare e umiliare il nemico, impedendogli di risollevarsi almeno in tempi brevi
o forze armate smantellate: riduzione dell’esercito 100mila unità e della marina a sei navi da guerra
 Gli altri trattati di pace
o Italia l’intesa più importante fu quella a Saint-Germain il 10 settembre 1919, l’Austria (trasformato in una
piccola Repubblica) ridotta e privata dello sbocco al mare, perdita della città di Trieste, passata all’Italia
o Ungheria legata all’Impero austriaco dal 1867, ridotta dal trattato del Trianon del giugno 1920 a un piccolo
Stato, senza accesso al mare
o accanto alla Polonia nacquero due nuovi Stati: la Cecoslovacchia, costituita mettendo insieme i boemi, i cechi
e gli slovacchi; e la Jugoslavia, dove si creò un’unione piuttosto eterogenea tra croati, serbi e sloveni
o Bulgariatrattato di Neuilly novembre 1919, subì penalizzazioni economiche, militari e territoriali
o Impero ottomano trattato di Sèvres nell’agosto 1920: perdita dei possedimenti nel Medio Oriente, il
territorio turco si riduceva alla sola penisola anatolica, con la piccola ma significativa appendice europea di
Istanbul. I vecchi domini ottomani in Asia furono trasformati in quattro “mandati” (Libano, Siria, Iraq e
Palestina): i primi due furono affidati alla Francia, gli altri due alla Gran Bretagnain tale scenario, reso
instabile dalla lunga guerra contro la Grecia (1919 e il 1922) la Turchia nel 1923, divenne una moderna
Repubblica laica, guidata da Mustafa Kemal Atatürk
 La Società delle Nazioni un organismo sovranazionale, il primo nella storia globale, che si poneva l’obiettivo di
allentare le tensioni ed evitare le guerre tra gli Stati nazionali
o Costituita alla Conferenza di pace di Parigi, già prevista tra i 14 punti di Wilson
o vennero esclusi gli sconfitti e la Russia, con il l’obiettivo di emarginare il governo bolscevico
o 1920, elezioni presidenziali statunitensi affermazione dei repubblicani, ritorno all’isolazionismo, impedì
l’ingresso degli Usa proprio in quella che era stata una creatura concepita da Wilson
o La Grande Guerra aveva certificato l’inizio del declino europeo, a causa delle profonde divisioni che
solcavano il Vecchio continente. Né la Francia né la Gran Bretagna erano in grado di gestire la Lega delle
Nazioni; così, alla prova dei fatti, questa finì per rivelarsi una sfida troppo ambiziosa
 Il dopoguerra: il trattato di pace e la “questione fiumana”
o “questione fiumana” (dal nome della città di Fiume, contesa tra l’Italia e la neonata Jugoslavia)
o spinta nazionalista alimentò il mito della cosiddetta “vittoria mutilata”, grazie all’azione dei Fasci di
combattimento (nuova organizzazione costituita a Milano dall’ex socialista Benito Mussolini nel marzo 1919)
o La caduta di Orlando, la sua sostituzione con Nitti, la spedizione di D’Annunzio a Fiume e l’occupazione della
città per circa un anno, precedettero la risoluzione temporanea della questione, ottenuta con il trattato di
Rapallo del novembre 1920, quando Fiume venne dichiarata “città libera”
 La politica interna: le elezioni del 1919 e i partiti di massa
o la mancanza di alternanza al potere condusse alla crisi definitiva dello Stato liberale
o Il passaggio dal sistema elettorale maggioritario al proporzionale, deciso nel 1919, indebolì lo schieramento
liberale, rompendo il rapporto clientelare candidato-territorio; e favorì la prima affermazione dei grandi
partiti di massa (il Psi e il Ppi, il Partito Popolare Italiano, fondato da Luigi Sturzo dopo la guerra)
o non riuscì a offrire stabilità al sistema istituzionale. Il contrasto tra socialisti e popolari, indusse questi ultimi
ad allearsi con i liberali per arginare il “pericolo rosso”.
o I fascisti, nonostante l’atteggiamento violento contro i socialisti, nelle elezioni del 1919 ottennero pochissimi
consensi; sbarrata la strada a sinistra, Mussolini si posizionò a destra, individuando negli agrari e nei ceti
medi i potenziali sostenitori, tutti impauriti dalla crescita del proletariato
 Il biennio rosso, 1919 e il 1920 forti agitazioni sociali che vide coinvolti soprattutto i braccianti
o La guerra aveva allargato il divario tra chi si era arricchito grazie alla produzione bellica e la gran parte della
popolazione che aveva ricevuto a povertà aggravato la distanza tra le masse e le classi dirigenti
o Ai danni della guerra, si aggiunsero le notizie provenienti dalla Russia e l’impennata dei prezzi lotte sociali
o giugno iniziarono a La Spezia i primi moti contro il caroviveri e le agitazioni si estesero poi a tutto il territorio
nazionale, soprattutto nelle campagne, dove iniziarono le prime occupazioni delle terre
o L’agricoltura era uscita provata dalla I guerra mondiale; la povertà dilagava e il senso di frustrazione dei
contadini, alimentava l’inquietudineLa presenza cattolica era maggiore, ma questo non limitò la carica
combattiva del movimento. Anzi, furono le stesse Leghe “bianche” a gestire le lotte
o le Leghe “rosse” si imposero per l’intensità dello scontro e per la radicalità delle rivendicazioni.
o Le dure vertenze che seguirono videro braccianti, mezzadri e contadini ottenere importanti risultati (aumenti
salariali, “il collocamento di classe”, “l’imponibile di manodopera”).
o la violenta reazione degli agrari annullò le vittorie; nelle campagne i proprietari terrieri invocarono la
soluzione forte, che ridusse al silenzio il movimento sindacale
o nelle città del Nord industriale, in particolare a Torino, dall’autunno del 1919 si diffusero i primi Consigli di
fabbrica, nuovi organismi di rappresentanza eletti da tutti gli operai e costituiti per controllare la produzione
e contestare l’organizzazione capitalistica del lavoro e della società. Il modello di riferimento erano i Soviet
o In Italia il gruppo promotore si riunì intorno al giornale “L’Ordine Nuovo”, diretto da Antonio Gramsci
o aprile 1920, “sciopero delle lancette”, scontro promosso dai Consigli di fabbrica con epicentro nella Fiat, ma
che si risolse in una sconfitta dei lavoratori.
o Settembre 1920, in seguito alla serrata di alcuni stabilimenti di Milano e Torino, molte fabbriche vennero
occupate forte impatto emotivo il Governo, con Giolitti, intervenne direttamente nella disputa. Siglato un
accordo sindacale che poneva fine alle occupazioni in cambio della concessione di strumenti di controllo
operaio sulla produzione (presto annullati)
 Il biennio nero, 1921-22 violenze dello squadrismo conquista del potere da parte di Mussolini
o Nel campo socialista, fallito il sogno di “fare come in Russia”, il risveglio fu molto brusco.
o Le elezioni amministrative del 1920 segnarono il primo arretramento socialista e l’avvio dello squadrismo
o Bologna, strage di Palazzo d’Accursio, determinata dall’assalto alla sede dell’Amministrazione comunale
socialista mise in luce la pericolosità del fenomeno fascista, fino ad allora sottovalutato
o I fascisti ottennero il sostegno degli agrari e di alcuni industriali i prefetti e le forze dell’ordine offrirono
spesso coperture decisive che, impedirono l’arresto delle violenze
o il fascismo aggiunse un acceso antisocialismo, facendo breccia nella piccola borghesia
o L’arma vincente di Mussolini fu la violenza politica, l’odio verso il nemico, esaltato da interventisti e
nazionalisti.
o lo squadrismo crebbe tra il 1920 e il 1921, soprattutto in Val Padana e nelle Puglie, dove più forte era il
movimento bracciantile e contadino
o bersagli privilegiati: Camere del lavoro, Case del popolo, leghe sindacali, circoli di partito, cooperative,
amministrazioni locali. Spedizioni punitive morirono molti dirigenti, militanti, sindacalisti, politici,
lavoratori; a migliaia furono oggetto di agguati, attentati
o il fascismo riuscì a ridimensionare i suoi oppositori, fino quasi a cancellarli
 La scissione socialista e la nascita del Partito comunista
o PCd'I4 nacque nel gennaio 1921 con la scissione dal Psi, colpevole, di non voler aderire ai 21 punti richiesti
dalla Terza Internazionale (cambio del nome, espulsione dei riformisti, sostegno alle direttive bolsceviche)
o La minoranza comunista era piccola; la statura dei dirigenti (Gramsci, Togliatti, Bordiga, Terracini) e il valore
simbolico della rottura lo resero fondamentale
 La crisi dello Stato liberale
o alla crisi del dopoguerra, la classe dirigente liberale non si mostrò all’altezza della sfida. Giolitti, pensò di
poter “normalizzare” i fascisti, svuotandone le componenti più eversive che furono alleati con la
maggioranza di governo, come accadde con i “blocchi nazionali” preparati per le elezioni politiche del 1921
o campagna elettorale del 1921  violenza fascista che provocò oltre cento morti in poche settimane. Era una
“guerra civile” che il Governo ignorava, per sfruttare fino in fondo l’alleanza elettorale con Mussolini
o situazione confusa e sempre più polarizzata. I governi fallirono nel tentativo di arginare la violenza squadrista
o estate 1922, fallito lo “sciopero legalitario” contro la violenza fascista, per Mussolini si aprì la strada per la
conquista del potere. Mentre i socialisti si dividevano (l’espulsione dei riformisti di Turati e Matteotti, riuniti
nel Partito Socialista Unitario), fu preparata la “marcia su Roma” L’evento poteva essere facilmente
contenuto con la proclamazione dello stato d’assedio, ma il re si rifiutò di firmarlo
o 28 ottobre 1922, si svolgeva la parata che condusse alla formazione del primo Governo Mussolini, con
liberali e popolari, e all’instaurazione della dittatura fascista
La Repubblica di Weimar
o Nonostante la grave sconfitta militare, la Germania restò l’ago della bilancia in Europa
o 1919, Weimar, un’Assemblea costituente, votata a suffragio universale, redasse una Costituzione
repubblicana innovativa, avanzata sul piano sociale, cui contribuirono in particolare quei gruppi politici
(cattolici, liberali progressisti e socialdemocratici), rimasti più ai margini durante l’epoca guglielmina
o Il primo Presidente fu Ebert, socialdemocratico, che rifiutò di prendere il potere attraverso un moto
rivoluzionario di stampo comunista contro la borghesia
o due importanti partiti di opposizione:
 estrema sinistra i comunisti, promotori di un tentativo rivoluzionario nel dopoguerra, represso
dall’esercito, col sostegno dei Freikorps (milizie paramilitari composte da reduci nazionalisti)
 estrema destra, i nazionalsocialisti, sostenitori di una linea ultranazionalista e razzista, guidati da Hitler,
nel 1923 a Monaco tentò un colpo di Stato, che fallì; durante la successiva prigionia Hitler iniziò la
stesura del suo libro “manifesto”, il Mein Kampf (“La mia battaglia”), in cui espose le sue tesi sanguinarie
 Il diktat di Versailles e la crisi economica del 1923
o Il problema era la politica estera, l’umiliazione subita con il diktat di Versaillesimpossibilità tedesca di
rispettare le clausole economiche, stante una situazione produttiva troppo sfavorevole
o Tale impotenza, veniva alimentata dai Paesi vincitori, in primis dalla Francia, che nel 1923, di fronte al
mancato pagamento, occupò militarmente la regione della Ruhr, epicentro del sistema economico tedesco.
o inflazione che ridusse il valore del marco a livelli infimi, minando la credibilità internazionale della Germania.
 I Piani Dawes e Young
o dopo il 1923, la situazione iniziò a migliorare, grazie al sostegno economico dei capitali americani, che
favorirono un riequilibrio nei conti pubblici tedeschi e rilanciarono l’economia della Germania.
o 1924, Piano del finanziere americano Dawes, permise la ripresa di pagamenti più agevoli da parte tedesca.
o 1929, Piano dell’economista statunitense Young migliorò le possibilità tedesche di rispettare il trattato
o In entrambi i casi si aumentava il numero delle rate annuali e se ne riduceva l’importo; il tutto era agevolato
da prestiti americani, decisivi per sostenere l’intera impalcatura finanziaria e istituzionale di Weimar
 Le relazioni internazionali
o ripresa economicarapporti diplomatici tra gli Stati. Nonostante l’unilateralità dei trattati di pace, le
soluzioni territoriali, gli spostamenti massicci e la scelta isolazionista degli americani, nel corso degli anni
Venti le relazioni internazionali conobbero una fase di stabilizzazione
o accordi significativi della prima metà del decennio
 1920, la firma della cosiddetta Piccola Intesa tra Cecoslovacchia, Jugoslavia e Romania
 1921, conferenza di Washington su: riduzione di armamenti navali e sull’integrità territoriale della Cina
 1922, l’indipendenza dell’Egitto dalla Gran Bretagna
 1923, la risoluzione definitiva della questione turca avvenuta con il trattato di Losanna
 Dal patto di Locarno al patto Briand-Kellogg
o 1925, grazie al ministro degli esteri tedesco Stresemann, venne siglato il patto di LocarnoGermania
riconobbe i confini stabiliti a Versailles nel 1926 il Paese poté entrare nella Società delle Nazioni.
o il presidente del Consiglio e ministro degli esteri francese Briand, con la politica di apertura e dialogo
rappresentò una cesura rispetto al recente passato premio Nobel per la pace del 1926.
o 1928 firma del patto Briand-Kellogg tra le principali potenze  evitare la guerra in caso di crisi internazionali.
 ll "corporatismo"
o all’interno degli Stati, necessario metabolizzare le trasformazioni causate dalla Guerra, per “rifondare” su
basi parzialmente nuove il proprio potere.
o processo di rifondazione analizzato da Maier, che comparava Francia, Germania e Italia:
 Nel primo dopoguerra all’interno della “società di massa” fu edificato un inedito sistema di potere,
destinato a durare in Occidente per alcuni decenni, piuttosto diverso da quello elitario dell’anteguerra.
 contrastò e impedì l’affermazione del modello sovietico, rafforzando le posizioni più moderate; difesa
degli interessi economici, difesi e promossi da un sistema “triangolare” gestito dagli apparati dello Stato.
 il nuovo modello di potere fu definito “corporatismo” forte compenetrazione tra sfera pubblica e
privata, ridimensionando il ruolo del parlamento a vantaggio dei ministeri statali e degli enti parastatali,
 conflitto sociale più radicale, sostituito da una rete sempre più stabile e diffusa di contrattazione
collettivaLa triangolazione tra governi moderati, industriali illuminati e sindacati riformisti favorì una
politica inflativa, che penalizzò soprattutto i ceti medi
o Corporatismo pluralista e corporatismo autoritario
 In Germania di Weimar si creò un laboratorio di “codecisione” tra Stato, imprese e sindacati,
impersonato da Rathenau, favorevole al dialogo con i lavoratori, ministro della Ricostruzione nel 1921 e
ministro degli Esteri nei primi mesi del 1922, quando venne assassinato da terroristi di destra.
 Il sistema tedesco (come quello francese della Terza Repubblica) si sviluppò in un contesto democratico e
pluralista, dove gli attori istituzionali, politici, economici e sociali avevano piena libertà di movimento,
con la possibilità di aderire o meno al nuovo corso.
 in Italia dopo la conquista fascista del potere nel 1922, il “corporatismo”, venne declinato in una forma
autoritaria, con riduzione e cancellazione degli spazi di autonomia, specie per il movimento operaio. 
crescente consenso di massa dei ceti medi (ma anche degli industriali) per la dittatura mussoliniana.
9.4 L'Italia fascista
o Dopo la marcia su Roma il presidente del Consiglio Mussolini, rafforzò il suo controllo sullo “squadrismo”
o la violenza politica restò l’elemento centrale di un disegno politico teso ad assorbire la società civile nello
Stato autoritario.  uso indiscriminato della violenza contro gli oppositori. Dicembre 1922, Torino, furono
incendiati alcuni circoli operai e la Camera del lavoro
o L’opposizione politica e sociale era difficoltà. I primi a pagare furono i comunisti, il cui Comitato centrale fu
cancellato con gli arresti del 1923; in molti, dopo il processo, andarono all’esteroTeresa Noce, dirigente
del Pcd’I, si rifugiò in Francia e continuò a organizzare dall’estero l’attività antifascista e il movimento
femminile
o I socialisti ed anche a molti popolari, sempre meno protetti dal Vaticano (aveva apprezzato il varo della
riforma Gentile, che introduceva l’insegnamento della religione cattolica); dimissioni di Sturzo le
aggressioni alle leghe “bianche” crebbero. I liberali democratici divennero oggetto di intimidazioni e
violenze.
o LA LEGGE ACERBO E LE ELEZIONI DEL 1924 opposizione antifascista. La legge Acerbo prevedeva un premio di
maggioranza – i 2/3 dei seggi della Camera – per chi avesse vinto le elezioni superando la soglia del 25%. 
strumento per il Partito nazionale fascista. Mussolini ricevette il sostegno decisivo di esponenti importanti
del liberalismo conservatore – da Salandra a Orlando – che entrarono nel cosiddetto “listone” con i fascisti.
o La campagna elettorale del 1924 fu la più sanguinosa e violenta della storia italiana. Alla fine, la lista
governativa ottenne i 2/3 dei seggi, gran parte controllati dai fascisti. Sfondamento del fascismo nel Sud
dove fino ad allora, il movimento non aveva attecchito. L’opposizione vide dimezzati i deputati
o LA CRISI MATTEOTTI Il socialista riformista Matteotti, nella seduta inaugurale del nuovo Parlamento,
denunciò, le violenze e i brogli che avevano accompagnato il voto. Il 10 giugno fu rapito a Roma e ucciso da
un gruppo di fascistiiniziò la crisi più grave del fascismo
o L’opinione pubblica fu scossa, settori complici del fascismo, iniziarono a prendere le distanze. I comunisti
erano favorevoli a un’azione per abbattere il regime, il resto dei partiti scelse la via istituzionale, confidando
nell’intervento del re, che tuttavia non arrivò
o LE "LEGGI FASCISTISSIME", il 3 gennaio 1925.
 Mussolini pronunciò un discorso con il quale si assumeva la responsabilità “politica, morale, storica” del
delitto Matteotti, annunciando un salto di qualità nella natura della dittatura. Le istituzioni liberali
subirono il definitivo tracollo: una serie di decreti-legge stabiliva: il divieto di manifestazione, lo
scioglimento delle associazioni “sovversive”, la drastica limitazione della libertà di stampa.
 L’opposizione sbandò; in molti ripararono all’estero
o idea che solo attentando alla vita del duce si potesse porre fine all’involuzione in atto. Dopo alcuni tentativi
falliti, a Bologna nell’ottobre 1926 l’anarchico Zamboni quasi riuscì nell’impresa, ma finì linciato dalla folla. 
pretesto per Mussolini di liquidare definitivamente le opposizioni. Le “leggi fascistissime”, elaborate dal
giurista del regime Rocco, stabilirono: lo scioglimento di tutti i partiti e le associazioni di opposizione, pene
dure per chi contravvenisse le nuove disposizioni, confino di polizia e pena di morte per chi attentasse alla
sicurezza dello Stato, Tribunale speciale per la difesa dello Stato, avente il compito di giudicare i reati politici
senza alcuna possibilità di appello.
o LA COSTRUZIONE DELLO STATO TOTALITARIO
 Istituita l’Ovra, la polizia segreta incaricata di sorvegliare e reprimere qualsiasi oppositore del regime.
 Gli arresti si susseguirono; molti comunisti, nonostante godessero dell’immunità, vennero ugualmente
catturati (es. Antonio Gramsci)
 1925-1926 svolta totalitaria del regime. I grandi quotidiani, finirono sotto il controllo della dittatura,
perdendo alcune delle firme più prestigiose, come Einaudi e Salvatorelli.
 Gli intellettuali, a parte qualche eccezione – es. Croce – aderì al “Manifesto” del 1925
 propaganda curata nei minimi particolaricreazione dell’Istituto Luce (L’Unione per la Cinematografia
Educativa) e dell’Eiar (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche).
 Il controllo sulle masse divenne capillare attraverso una serie di organizzazioni che gestivano la vita
privata degli italiani: - dall’Opera Nazionale Dopolavoro - all’Opera Nazionale Balilla, - all’Opera
Nazionale Maternità e Infanzia.
 La militarizzazione dell’infanzia  se ne occupò l’Opera Nazionale Balilla, che impartiva un’educazione
militare e una rigida disciplina del corpo
 Lo Stato totalitario, il cui emblema divenne il fascio littorio, era una realtà.
 Dal 1925 il fascismo iniziò a costruire la sua “macchina del consenso”: propaganda e le organizzazioni di
massa assicurarono alla dirigenza del regime il controllo quasi totale sulla popolazione.
 scuola e l’università subirono il processo di fascistizzazione rigida selezione dei testi e l’obbligo da
parte di maestri e professori del giuramento di fedeltà al fascismo. Le tessere del partito e del sindacato
divennero la principale forma di accesso al mondo del lavoro
o I PATTI LATERANENSI  rapporto con la Chiesa (non ostilenemico era il socialismo, ateo e anticlericale)
 11 febbraio 1929, firmati i Patti lateranensi. Il Vaticano riconosceva lo Stato italiano, ricevendo un
sostanzioso indennizzo per le perdite territoriali subite.
 religione cattolica: culto ufficiale del Paese, esonerò i sacerdoti dal servizio militare e riconobbe valore
giuridico ai matrimoni celebrati con rito cattolico.
 successo politico per il regime. Il plebiscito di marzo – indetto al posto delle libere elezioni – che vide il
98% dei votanti favorevole all’unica lista prevista dalla consultazione.

10. LA CRISI ECONOMICA DEL '29


o seconda Rivoluzione industriale Stati Uniti potenza globale, sul piano economico e militare
o la supremazia americana divenne talmente evidente che l’età contemporanea può essere definita come il
“secolo americano”, che arriva di fatto fino ai giorni nostri.
o Gli avvenimenti del XX secolo, avrebbero rafforzato l’egemonia statunitense nel mondo; il modo di vita
americano, caratterizzato dall’industrialismo e dal consumismo, s’impose a livello globale
 Il taylor-fordismonuovo modo di produrre, lavorare e consumare, che ebbe il suo simbolo nell’automobile
(rappresentazione di libertà e di benessere)
o “fordismo” derivi proprio dal nome di Ford, un industriale a capo di un “impero” economico, fondato
sull’industria automobilistica
o Il taylorismo metodo di organizzazione scientifica della produzione industriale introdotto all’inizio del XX
dall’ingegnere americano Taylor primo dei pilastri essenziali del fordismo
 scomporre nel modo più semplice l’attività di lavoro, per renderla elementare e ripetitiva, affinchè
potesse essere più compiuta da chiunque. L’operazione poteva essere misurata in modo scientifico, per
calcolare la durata e quindi per accelerarne l’esecuzione, per ottenere la modalità migliore di produzione
o La catena di montaggio, introdotta nel 1914
 Ford decise di applicare su larga scala il nuovo metodo di lavoro nelle sue aziende automobilistiche.
 nastro trasportatore che portava direttamente all’operaio, fermo nella sua postazione, i singoli pezzi su
cui lavorareil lavoratore non perdeva tempo nello spostamento migliorando le sue prestazioni.
 duplice meccanismo del taylor-fordismo, aumentò in misura l’efficienza del lavoro industriale
o La Ford T
 sistema applicato sull’automobile, la Ford T, che divenne la vettura più venduta nel mercato americano.
 L’aumento della produzione industriale (ormai, di massa), la riduzione dei costi di produzione, permise
agli imprenditori di ridurre i prezzi dei loro prodotti
 anche i membri della classe media potevano di acquistare prodotti sempre più vantaggiosi.
o Gli alti salari e i consumi di massa
 operai si trasformarono in consumatoriil secondo pilastro del fordismo riguardò le retribuzioni dei
dipendentiFord guardò i suoi operai come acquirenti dello stesso prodotto da loro realizzato. Perché
l’operaio potesse arrivare a comprarsi l’automobile occorreva modificare la politica salariale
 1914, decise di raddoppiare i salari dei propri dipendenti, innalzando da 2,50 a 5 dollari la paga
giornaliera.  inizio dei “consumi di massa”, peculiarità del capitalismo industriale novecentesco
o Luci e ombre del fordismo
 Ford migliorò le condizioni economiche dei suoi dipendenti grazie a un sistema di benefit aziendali
 nelle fabbriche le regole sulla disciplina si fecero severe: utilizzo di una “polizia” interna che controllava e
puniva chi violasse le norme dell’organizzazione produttiva divieto di svolgere attività sindacale
 altrove iniziavano i primi scioperi contro i metodi alienanti e soffocanti del taylorismo (il primo avvenne
nel 1911), a lungo nelle aziende della Ford non si registrarono casi di astensione collettiva dal lavoro.
 La Grande crisi del ‘29
o fine anni Venti in Germania, nonostante i progressi diplomatici ed economici dalla metà del decennio, le
principali forze politiche continuavano ad apparire deboli e divise.
o Il centro della scena era dei liberali del Partito nazionale popolare e dal partito cattolico dello Zentrum, la
formazione che deteneva la maggioranza relativa, il Partito socialdemocratico, incalzato a sinistra dai
comunisti (in continua ascesa), era stato costretto all’opposizione, dove rimase fino al 1928, quando tornò a
far parte di un governo di coalizione. Nelle elezioni di quell’anno, il Partito di Hitler era riuscito a entrare in
Parlamento, con pochi consensi.
o Il “giovedì nero
 Il 24 ottobre 1929, si ebbe il crollo della Borsa americana di Wall Street, a New York
 shock enorme e il panico si diffuse in modo incontrollabile.
 Iniziò così la Grande Crisi, la più grave e profonda recessione del mondo capitalistico occidentale
 Negli anni precedenti, gli Usa erano stati i protagonisti di una crescita economica, diventando in pochi
decenni i primi nella produzione industriale. La Prima guerra mondiale aveva certificato tale primato
 Gli americani erano diventati i principali creditori, verso i Paesi vincitori (ricorso ai capitali statunitensi
per sostenere lo sforzo bellico) e verso i Paesi sconfitti, la cui ripresa era dipendente dagli USA
 Le grandi corporation americane detenevano delle ricchezze immense. Mentre si allargava il divario tra
Stati Uniti ed Europa, il potere economico dei primi non si tradusse in una leadership politica. 1920 al
1932, i repubblicani alla guida accentuarono l’isolazionismo degli Stati Uniti; che si rifiutarono di
assumere un “ruolo guida” della politica creditizia e monetaria a livello mondiale
 autunno del 1929, esplose una gigantesca bolla speculativa, segno di una distanza maggiore tra
l’universo della finanza e il mondo della produzione reale, determinando una serie impressionante di
fallimenti. In pochi giorni, mentre la ricchezza accumulata da grandi gruppi sui mercati finanziari si
riduceva notevolmente, il risparmio accantonato da moltissimi piccoli azionisti evaporò. In poche
settimane saltarono grandi banche e piccoli esercizi commerciali, importanti aziende industriali e piccole
imprese artigiane. Disoccupazione provocò ulteriore povertà, impedendo la ripresa dei consumi.
 La conseguenza immediata fu il ritiro dei capitali statunitensi. Questo travolse anche i conti pubblici degli
stati, tutti trasformati dalla Grande Guerra in Paesi debitori degli Stati Uniti.
 Inizio 1930, la crisi era ormai diffusa in Europa e continuò a peggiorare nel biennio successivo effetti
laceranti, sul piano finanziario e produttivo
o Le conseguenze più gravi, si verificarono in Germania
 Con la fuga dei capitali americani, i tedeschi non erano più in grado di pagare le ingenti riparazioni. 1930-
1932 la produzione industriale si dimezzò, mentre il numero dei disoccupati quadruplicò.
 i nazisti si trovarono spianata la strada verso la conquista del potere
 elezioni anticipate del 1930, essi si affermarono come il secondo partito della Germania, con oltre 6
milioni di consensi. Nel 1932, quando il partito di Hitler conquistò il doppio dei suffragi (oltre 13 milioni
di voti), affermandosi come primo partito.
 Il New Deal negli Stati Uniti e le risposte alla crisi economica
o Di fronte a una crisi economica straordinaria, erano necessarie risposte altrettanto straordinarie.
o Occorreva modificare i meccanismi di funzionamento dei mercati, per tornare in tempi rapidi ai livelli di
produzione e consumo precedenti all’ottobre 1929 e per evitare analogie in futuro.
o Bisognava uscire dalle logiche liberiste, che affidavano alle sole forze del mercato il raggiungimento dei punti
di equilibrio tra domanda e offerta di beni o servizi, e inaugurare nuove modalità
 Gli Stati Uniti di Roosevelt
o dagli Stati Uniti partì la “riscossa” attraverso un “cambio di paradigma”, in cui la politica tornasse a dettare le
regole e a fissare i vincoli per il mercato.
o elezioni presidenziali del novembre 1932 i democratici tornarono al potere con Roosevelt
 forte sterzata all’economia americana; nei “primi cento giorni” di governo egli inaugurò un vasto
programma di riforme La politica economica keynesiana
 contro un ciclo economico negativo occorreva una politica pubblica “anticiclica” in grado di contrastare
la crisi e invertire il trend, utilizzando alcune leve fondamentali di politica economica:
- la politica monetaria, tramite la svalutazione della moneta;
- la politica creditizia, immettendo nel mercato una quantità più ampia di soldi;
- una politica di aumento della spesa statale, attraverso un programma di lavori pubblici in grado di
dotare il Paese delle necessarie infrastrutture e di combattere la piaga della disoccupazione.
 L’insieme di tali politiche avrebbe stimolato la ripresa dei prezzi e la crescita dell’occupazione; l’aumento
del lavoro e dei salari avrebbe rilanciato i consumi e favorito il consolidamento dei profitti.
 “moltiplicatore keynesiano”, avrebbe così innescato un movimento generale di crescita.
 Il New Deal
o Roosevelt decise:
 di svalutare il dollaro e andare incontro ai risparmiatori varando una moratoria bancaria.
 emanò il “National Industrial Recovery Act” (Nira), per sostenere le imprese in difficoltà
 essenziale il sostegno che le associazioni datoriali e i sindacati dei lavoratori potevano fornire in termini
di stabilità e fiducia, per aumentare i salari e sostenere i profitti
 1935 il Wagner Act inaugurò nel Paese un sistema di “relazioni industriali”, basato sul sistema efficace
della contrattazione collettiva.
 piano di lavori pubblici per combattere la disoccupazione (si rischiava la “questione sociale”)
 Le risposte alla crisi economica in Europa
o anche altri Paesi (sia democratici sia dittatoriali) si incamminarono sulla medesima strada, caratterizzata dal
maggiore dinamismo dello Stato in campo economico, con l’eccezione dell’Unione Sovietica, dove il ruolo
economico dello Stato era talmente pervasivo da impedire qualsiasi libera iniziativa da parte di privati
 Lo Stato imprenditore nell’Italia fascista e nella Germania nazista
o L’Italia dopo il consolidamento al potere del fascismo, visse una stagione difficile sul piano economico.
Nonostante il rigido controllo della dittatura sulle masse, la crisi del ‘29, con il suo carico di fallimenti e
licenziamenti, aveva suscitato grandi preoccupazioni e forti malumori.
o 1931, istituzione dell’Istituto Mobiliare Italiano (Imi) per sostenere le aziende in difficoltà
o 1933, accelerare sul terreno della politica economica: il simbolo divenne l’Istituto per la Ricostruzione
Industriale (Iri) Stato italiano entrava in possesso di importanti aziende, attive in settori strategici
o In Germania dopo la presa del potere nazista, di fronte alla situazione economica disastrosa, anche il Fuhrer
affidò allo Stato il compito di risollevare la produzione e sconfiggere la disoccupazione.
o I propositi dei regimi fascisti erano destinati a una politica di riarmo finalizzata ad aggredire i nemici e a
conquistare nuovi territori
 Gli esordi dello Stato sociale
o Le principali democrazie europee non ambivano ad alimentare le rivalità nazionalistiche.
o La crescita economica doveva essere rivolta soprattutto verso la cittadinanza, per assicurare a tutta la
popolazione un tenore di vita adeguato e soddisfacente.
o In alcuni Paesi del Nord Europa, iniziò ad affermarsi un modello inedito di Stato, impegnato a favorire la
crescita economica e anche a tutelale il benessere sociale dei propri cittadini.
o 1930, soprattutto in Svezia, i provvedimenti sociali vennero contrattati liberamente all’interno di un sistema
democratico. Il “welfare scandinavo” era il frutto di una collaborazione tra governi, imprese e sindacati, i
quali discutevano una politica sociale in grado di offrire risposte concrete per le classi lavoratrici.

11. I TOTALITARISMI
La Germania nazista
 Nella crisi di Weimar
o anni Venti, il Partito nazionalsocialista di Hitler non aveva ottenuto consensi significativi
o la crisi economica del ’29, mutò gli equilibri
o 1930-1932, la propaganda nazista sempre più aggressiva, con spedizioni punitive
o i nazionalsocialisti divennero il primo partito
o il presidente della Repubblica von Hindenburg, nel gennaio 1933, affidò a Hitler il ruolo di Cancelliere
o il Fuhrer cancellò tutti i partiti, ad eccezione di quello nazionalsocialista, che rimase l’unico
o dopo aver eliminato tutti i nemici “esterni”, decretando la fine della democrazia, si rivolse contro i “nemici
interni”, per impedire qualsiasi forma di opposizione al suo potere assoluto30 giugno 1934 – “notte dei
lunghi coltelli” –Hitler comandò alla sua guardia personale, le SS, guidate da Heinrich Himmler, di distruggere
le S.A. di Ernst Röhm
o quando Hindenburg morì, Hitler assunse su di sé anche la carica di capo dello Stato
o Il nazismo era un regime totalitario, caratterizzato dal ritorno al potere assoluto, ma in una società di massa
 L'ideologia nazista
 Antidemocratica rifiutava tutte quelle che fornivano un’immagine plurale della Nazione.
 Il nazionalismo nasceva da una visione organicistica della realtàla società funzionava come un corpo
umano, in cui tutti gli organi dovevano essere in armonia, pena la decadenza dell’intero organismo
 ossessione per il concetto di “razza ariana”. La selezione dei giovani era un aspetto essenziale nella
costruzione dello Stato totalitario nazista
 alle nazioni più forti (caratterizzate dalla presenza di “razze” più sane), spettava il compito di conquistare
e dominare il mondo, eliminando le “razze” inferiori (comunisti, disabili, omosessuali, rom, slavi, ecc.).
o L'antisemitismo
 La “razza inferiore” più colpita fu quella ebrea, per motivazioni biologiche, politiche ed economiche
 Da secoli (dalla “diaspora”), gli ebrei erano stati costretti a sopravvivere in contesti molto ostili e
discriminatori vittime dell’antisemitismo, anche da parte della Chiesa, accusati della morte di Cristo.
 con l’ascesa del nazionalismo, era cresciuto anche l’antisemitismo, che individuava negli ebrei il simbolo
per eccellenza di un popolo senza patriagli ebrei divennero il bersaglio privilegiato della propaganda
nazista; e il razzismo antisemita divenne la principale peculiarità del nazismo
 La discriminazione verso gli ebrei, inaugurata con le leggi di Norimberga del 1935, che negarono loro i
più elementari diritti di cittadinanza, si trasformò presto in una vera e propria persecuzione, come
documentò il grande pogrom della “notte dei cristalli”, avvenuto tra il 9 e il 10 novembre 1938.
 La politica estera
o si dedicò a destabilizzare il quadro internazionale uscito dai trattati di pace del 1919-20
o 1933, uscì dalla Società delle Nazioni
o iniziò a lavorare alla riunificazione di tutti i territori tedeschi sottratti dal diktat di Versailles
 La Germania nazista nel 1933
o I passaggi essenziali, in ordine cronologico, furono:
- il sostegno alla guerra fascista in Etiopia nel 1935-36;
- la formazione dell’asse Roma-Berlino con l’Italia nel 1936;
- la rimilitarizzazione della Renania, decisa nello stesso anno;
- l’appoggio al colpo di Stato di Francisco Franco, proseguito fino alla vittoria del dittatore spagnolo nel 1939;
- la firma del Patto anticomintern con Italia e Giappone nel 1937;
- l’annessione dell’Austria (Anschluss) nel 1938;
- la successiva annessione della regione cecoslovacca dei Sudeti, sancita dal patto di Monaco;
- 1939, invasione della Cecoslovacchia nel mese di marzo e la firma del “patto d’acciaio” con l’Italia a maggio.
o 23 agosto 1939, patto Molotov-Ribbentrop, “non aggressione” con il nemico per eccellenza, l’URSS di Stalin

Lo stalinismo
o Morte di Lenin il 21 gennaio 1924.
o Per la successione si ebbe uno scontro duro che vide contrapposti:
 Trotsky, sostenitore della necessità di esportare il processo rivoluzionario comunista a livello mondiale;
 Stalin, che divenne il paladino di una linea politica, riassunta dallo slogan “il socialismo in un solo Paese”,
che puntava a concentrare tutti gli sforzi nella difesa della patria del comunismo.
o smentito le previsioni marxiste sulla diffusione del socialismo nei Paesi capitalistici occidentalimolti
dirigenti bolscevichi, pensarono a consolidare il giovane regime, isolato e accerchiato dalle altre potenze.
o Con questo programma Stalin riuscì a stringere importanti alleanze, specie con la “destra” di Bucharin, grazie
alla quale, ottenne la sconfitta dei trotzkisti (la “sinistra” bolscevica), costretti a fuggire in esilio
o Inizio dello “stalinismo”, un’ideologia totalitaria, che presentò non poche analogie con il nazismo
 L'economia sovietica: collettivizzazione e pianificazione
o Quando Stalin arrivò al potere l’economia sovietica era in una fase di grave difficoltà.
o tra il 1922 e il 1927, la NEP riuscì parzialmente a invertire la rotta, concedendo un po’ più di libertà
soprattutto nelle campagne e allentando molti dei vincoli imposti brutalmente nel periodo bellico.
o nella mente di Stalin, l’ossessione di dare vita a una grande potenza industriale, relegando l’agricoltura in
una posizione secondaria restrizioni ai contadini
o 1928, Stalin impose una “rivoluzione industriale” per l’Unione Sovietica.
o Ripropose vecchi provvedimenti che, avevano penalizzato il mondo delle campagne; e ordinò alle forze
militari e di polizia una violenta repressione di tutti coloro che si opponevano alle nuove misure
o l’agricoltura venne collettivizzata grazie alla diffusione dei kolchoz (imprese statali incaricate della
produzione e distribuzione delle derrate agricole), ai contadini non rimase che obbedire.
o sterminati milioni di contadini, soprattutto quelli più benestanti (i vecchi kulaki di cui si era servito il regime
zarista); che non erano di nazionalità russa, poiché appartenevano ad altre minoranze nazionali
o due milioni di contadini furono costretti alla deportazione in campi di internamento e lavoro, i gulag, gestiti
dalla polizia politica e ubicati nelle zone più impervie e ostili del paese, soprattutto in Siberia.
o I più fortunati rimasero, ma dovettero accettare passivamente la nuova situazione. In questo contesto
o 1932 tragica carestia, che fece tra 6 e 7 milioni di morti.
o 1928 primo “piano quinquennale”, per potenziare l’industria pesante e quindi anche le forze armate.
o Imponenti investimenti pubblici permisero di costruire grandi fabbriche, di aumentare in modo notevole il
numero di operai e di dotare il Paese di importanti infrastrutture.
o nonostante il grande impiego di soldi, anche nel campo industriale non mancarono provvedimenti restrittivi,
che peggiorarono la condizione dei lavoratori nelle aziende di Stato: le norme approvate dopo la Rivoluzione
a favore della classe operaia vennero modificate o cancellate; il sindacato divenne uno strumento di
consenso nelle mani del partito unico; e il lavoro forzato, fece la comparsa anche nelle fabbriche.
o costi umani e sociali dei processi economici di collettivizzazione furono molto elevati.
 Le “grandi purghe”
o Eliminata la sinistra di Trotskji e messa da parte la destra di Bucharin, Stalin iniziò a colpire anche i gruppi
dirigenti allargati del regime comunista, compresi alcuni tra i suoi più stretti collaboratori.
o Dai primi anni Trenta il clima di terrore si diffuse in tutti gli ambienti
o 1934, misteriosa uccisione di Kirov, il capo del partito comunista di Leningrado (la vecchia Pietroburgo)
o Stalin accusò due dirigenti bolscevichi della prima ora, con i quali aveva gestito la transizione durante la
malattia di Lenin. Il primo processo delle “grandi purghe” si chiuse nel 1936 con la loro condanna a morte
o dal 1937, si susseguirono accuse e processi, che portarono alla condanna e all’esecuzione capitale di
moltissimi dirigenti e funzionari, semplici militanti e cittadini, in un clima di crescente paranoia.
o circa un milione e mezzo le persone processate e la metà giustiziate (compreso Bucharin).
o Trotskji, nel 1940 egli venne raggiunto da un sicario di Stalin in Messico e ammazzato.
 La politica estera
o l’isolamento sovietico durò fino quasi alla metà degli anni Trenta, a causa soprattutto delle chiusure della
comunità internazionale.
o l’ascesa al potere di Hitler, nemico del bolscevismo (considerato internazionalista e pacifista) la prima
alleanza “naturale” dell’Urss fu quella con la Francia. L’accordo fra i due Paesi vene raggiunto nel 1935
o 1935, congresso dell’Internazionale comunista (il VII, svoltosi a Mosca) deliberò per tutti i partiti comunisti la
necessità di un’alleanza con le forze democratiche e socialiste contro il comune pericolo nazifascista;
cesura importante rispetto al passato
o nonostante l’impegno sovietico a sostegno della Repubblica spagnola durante la guerra civile, nel 1939 Stalin
firmò una tregua con il nemico nazista, in attesa dei futuri scenari bellici. Il patto Molotov-Ribbentrop fu
vissuto come un trauma da tanti comunisti, alcuni dei quali gridarono esplicitamente al tradimento.

L'Italia totalitaria
o Dopo i Patti lateranensi il regime totalitario poté dispiegarsi in Italia, affermandosi nei primi anni Trenta
o crisi economica del ‘29, che fece tragedie sociali e militari, non incise sulla popolarità di Mussolini.
o 1930: crisi il sistema bancario, produttivo, industriale e agricolo centinaia di migliaia di disoccupati.
o L’Italia era appena uscita dalla stretta economica causata dalla scelta di “quota 90” – la rivalutazione della
lira sulla sterlina inglese – quando l’occupazione operaia, i salari dei lavoratori, gli stipendi degli impiegati e i
risparmi della piccola borghesia iniziarono a ridursi drasticamente.
 Il capitalismo pubblico
o Lo Stato dovette correre in soccorso dei “giganti” della finanza e dell’impresa.
o Nel 1931 fu costituito l’Imi (Istituto Mobiliare Italiano), per sostenere le banche e risollevare la produzione.
o Nel 1933 fu la volta dell’Iri (Istituto per la Ricostruzione Industriale), questa volta con il compito non solo di
finanziare la ripresa, ma anche di entrare nel capitale azionario di banche e industrie.
o Inizio del capitalismo pubblico, che permise allo Stato di controllare istituti come il Credito italiano, la Banca
commerciale italiana e il Banco di Roma, e aziende del ramo meccanico e siderurgico
 Il mondo del lavoro durante il fascismo
o I lavoratori, duramente colpiti dalla crisi, vissero una fase molto difficile.
o le decurtazioni salariali, consistenti nella riduzione degli orari e una maggiore intensificazione dei carichi di
lavoro, non bastarono a favorire il recupero dei livelli precedenti alla crisi.
o Privi per legge, di esprimere il loro dissenso attraverso lo sciopero insubordinazione individuale
o La vittoria del regime contro il “pericolo rosso” era piena: il numero degli oppositori in clandestinità, quasi
tutti comunisti, era sceso ormai a poche centinaia in tutta Italia; il fascismo aveva colpito i simboli operai più
importanti, dal Primo Maggio, al posto della quale si celebrava dal 1923 il “Natale di Roma” (21 aprile).
 La “macchina del consenso”
o Gli strumenti principali:
 l’assistenza, gestita dalle organizzazioni di massa, con la quale si avviò anche un sistema innovativo di
assegni e sussidi;
 campagna di lavori pubblici con l’obiettivo di rilanciare l’economia e combattere la disoccupazione.
 in alcune zone del Paese, si ebbero importanti interventi di bonifica, arrivando anche alla costruzione di
nuovi agglomerati urbani, in molte città si procedette con lavori nei centri storici e nelle periferie, con cui
si affermò una nuova concezione dello spazio fatta di razionalità e di richiamo alla classicità romana
 nei primi anni Trenta l’adesione al regime raggiunse i livelli più alti, tanto che nel 1934, in occasione del
nuovo plebiscito, raggiunse la quota del 99,8%.
o La campagna di Etiopia
 il fascismo, pur presentando in campo internazionale un volto nazionalista e aggressivo, aveva dedicato
una minore attenzione alla politica estera, limitandosi a un atteggiamento di favore
 dopo l’arrivo al potere di Hitler in Germania nel 1933, per alcuni mesi Mussolini non aveva modificato
una linea che prevedeva il dialogo con le altre grandi potenze europee
 l’aggressione all’Etiopia, Stato membro della Società delle Nazioni, rappresentò un passaggio centrale
nella storia del regime.
 una volta repressa l’opposizione interna, Mussolini poté approfittare dello scompiglio portato nel mondo
dal nazismo per realizzare il suo disegno di espansione coloniale.
 La campagna d’Etiopia (1935-36) fu oggetto di un’intensa propaganda da parte del regime fascista
 L’attacco militare, condotto senza preavviso, avvenne nell’ottobre 1935.
 suscitò un grande sdegno per i modi brutali, ma anche una reazione piuttosto debole della comunità
internazionale che si limitò, con la Società delle Nazioni, a stabilire delle sanzioni economiche, il cui
effetto fu debole e che furono utilizzate dal duce, alimentandi una campagna propagandistica
 Dopo mesi di battaglie, nel maggio 1936 l’Etiopia fu conquistata;
o L’alleanza con il nazismo
 La campagna di Etiopia rappresentò il momento in cui si saldò l’alleanza politico-militare tra la Germania
nazista e l’Italia fascista analogie e una comune ideologia fondata sul nazionalismo e sul bellicismo
 Le tappe che fecero precipitare l’Europa e il mondo verso il baratro della guerra sono note:
o guerra civile spagnola, avviata con il tentativo di colpo di Stato del generale Franco nel luglio 1936,
o 1936 firma, dell’Asse Roma-Berlino;
o patto anti-Comintern tra Italia, Germania e Giappone del 1937
o Anschluss (annessione) dell’Austria da parte della Germania nel 1938;
o “falsa pace” di Monaco del 1938
o invasione italiana dell’Albania, che precedette di pochi giorni
o “patto d’acciaio” tra Germania e Italia (maggio 1939), intesa raggiunta in vista della guerra imminente.
o Le leggi razziali
 l’Italia rompeva ogni scambio commerciale con i Paesi stranieri considerati nemici, causando disagi a un
sistema produttivo fortemente dipendente dai rapporti con l’estero.
 mutuava dalla Germania la politica antisemita, culminata nelle leggi razziali contro gli ebrei del 1938.
 scelta inedita per le classi dirigenti nazionali, che spiazzò il popolo italiano, abituato alla convivenza con il
popolo ebraico, che incontrò la complicità della monarchia; la Chiesa cattolica non fu d’accordo, ma si
limitò a un’opposizione passiva, ancora più flebile dal marzo 1939, quando salì al soglio pontificio Pio XII.
 Precedute dal “Manifesto degli scienziati razzisti”, pubblicato sul primo numero del periodico “La difesa
della razza”, le leggi imponevano l’espulsione degli ebrei, cancellavano la cittadinanza per gli ebrei
italiani, allontanando i giovani e gli insegnanti dalle scuole e dalle università, dall’esercito, dalla pubblica
amministrazione e dal commercio; infine, venivano proibiti i matrimoni misti.

La guerra civile spagnola, 1936-39


o evidenziò la minaccia nazifascista che incombeva sul Vecchio continente e, nello stesso tempo, la debolezza
della risposta, messa in campo dai Paesi democratici;
o combattuta dopo la firma degli armistizi del 1918; fu la prima che vide contrapposte forze antifasciste alle
potenze nazifasciste, anticipando i futuri schieramenti della Seconda guerra mondiale.
 La spagna dalla repubblica democratica alla dittatura franchista
o La Spagna attraversava da molto tempo una fase di decadenza. Dalla sconfitta del 1898 contro gli Stati Uniti,
accelerando la caduta della monarchia che nel 1931, era stata sostituita dalla Repubblica.
o nuove istituzioni s’impegnarono subito per la modernizzazione del Paese, favorendo l’avvio di un consistente
programma di riforme, a partire dalla riforma agraria e dalla laicizzazione dello Stato.
o rigida opposizione delle forze conservatrici che puntarono sul potere dei militari per bloccare l’evoluzione
politica in corso.
o elezioni del 1936 si affermò il Fronte popolare, la coalizione delle forze progressiste e radicali (compresi i
comunisti) che presentava un programma di riforme ambizioso. Le forze reazionarie ruppero gli indugi e il
generale Francisco Franco avviò un tentativo di colpo di Stato, che sfociò in una guerra civile
 La guerra civile
o sostegno da Hitler e Mussolini, che inviarono consistenti aiuti militari;
o le democrazie europee – Francia e Gran Bretagna su tutte – si mostrarono contrarie all’intervento diretto,
nel timore che ciò favorisse l’allargamento della guerra. A rendere ancora più complicato l’intervento franco-
inglese vi fu l’appoggio (indiretto) che l’Urss di Stalin volle accordare ai repubblicani spagnoli, in nome della
svolta politica sancita dal Comintern nel 1935; l’aiuto sovietico suscitò anche contrasti, scontri e persino
violenze all’interno del fronte unitario antifascista
o a sostenere lo sforzo maggiore nel campo democratico non furono gli Stati, ma un movimento antifascista,
raccolto nelle “Brigate internazionali”, di cui fecero parte militanti provenienti da ogni parte del mondo, che
ricevettero il sostegno prezioso anche da parte di tanti importanti intellettuali
o molti antifascisti italiani combatterono in Spagna; la speranza era che, dopo il Paese iberico, lo stesso slancio
antifascista potesse giungere in Italia e causare la fine della dittatura fascista.
o nonostante il generoso impegno di tanti volontari, nel marzo 1939, dopo quasi tre anni di duri
combattimenti (che fecero non meno di 250 mila vittime), le truppe franchiste ebbero il sopravvento
conquistando Madrid. Anche la Spagna entrava nell’orbita del nazifascismo

Il fallimento dell'appeasement
o Mentre la Spagna viveva il dramma della guerra civile, in Europa molti statisti pensavano di poter ancora
dialogare con Hitler, nella speranza di frenarne almeno gli eccessi più clamorosi.
o La politica dell’appeasement (pacificazione con i nazisti) impersonata dal premier inglese Chamberlain, si rivelò
inadeguata: il nazismo non era un interlocutore, i fascismi non avevano soltanto l’obiettivo di annientare i
“rossi”, ma anche quello di distruggere la democrazia.
o Francia si era costruita una rete di alleanze in Europa orientale, che si arricchì nel 1935 con l’accordo con l’Urss.

L'estremo Oriente
o il Giappone, dopo essersi assicurato le colonie tedesche in Asia e nel Pacifico, aveva continuato a coltivare
mire espansionistiche nella regione, soprattutto ai danni della Cina.
 La Cina
o instabilità politica.
o 1927, guerra civile tra due forze: nazionalisti del Kuomintang, eredi di Sun Yat-sen (morto nel 1925) e ora
guidati da Chiang Kai-shek, vs. comunisti, in ascesa nel dopoguerra, guidati da Mao Zedong e presenti
soprattutto nelle prime città industriali.
o Il Partito comunista cinese, dopo il fallimento di alcuni tentativi rivoluzionari negli anni Venti, aveva iniziato a
puntare soprattutto sui contadini; ma continuò a subire la repressione dei nazionalisti.
o 1934 e il 1935, Mao fu costretto a intraprendere con i suoi una “lunga marcia” (di circa diecimila chilometri)
verso il Nord del paese, che decimò le file dei comunisti ma che ne permise la sopravvivenza
 L’attacco del Giappone alla Cina e l’inizio della “guerra-mondo”
o favorì il riavvicinamento (per quanto temporaneo) tra nazionalisti e comunisti
o in Giappone, la crisi economica del ’29 innescò una grave crisi industriale, con pesanti ricadute a livello
sociale. Uscì dalla crisi attraverso l’inasprimento della vita politica, sempre più dominata dai militari
o 1931 alla decisione nipponica di invadere la Manciuria, una regione strategica della Cina collocata nella zona
nord-orientale.  Stato fantoccio del Manciukuò
o fine del sistema parlamentare; capo del governo, Tsuyoshi, assassinato nel 1932 durante un colpo di Stato.
o 1933 i giapponesi abbandonarono la Società delle Nazioni
o 1937, nello stesso anno in cui veniva siglato con Germania e Italia il Patto anticomintern, il Giappone
decideva di attaccare in modo definitivo la Cina. Iniziava così la cosiddetta “guerra-mondo”, con due anni di
anticipo rispetto al fronte europeo

12. LA SECONDA GUERRA MONDIALE


o 1939-40
o 1 settembre 1939, la Germania attaccò la Polonia con l’obiettivo di riunificare il territorio tedesco, diviso in
due dal trattato di Versailles.
o l’Urss si mosse da Est, avviando la spartizione del territorio polacco tra i due regimi totalitari.
o Francia e Gran Bretagna si videro costrette a reagire, dichiarando il loro ingresso nel conflitto
o dopo la “guerra-lampo” ai danni della Polonia, le operazioni belliche si fermarono nei mesi invernali.
o primavera del 1940 la Germania riprese l’avanzata, conquistando Danimarca e Norvegia, per poi rivolgersi a
Ovest contro la Francia. L’offensiva tedesca partì il 10 maggio; il 14 giugno Parigi era nelle mani dei nazisti.
o La parte settentrionale del Paese fu occupata dai tedeschi, mentre nel meridione nasceva il regime
“collaborazionista” di Vichy, guidato dal maresciallo Philippe Pétain.
o l’Italia fascista – rimasta fino ad allora fuori dal conflitto– volle approfittare della situazione favorevole,
entrando in guerra a fianco dell’alleato tedesco.
o Da luglio l’aviazione tedesca prese a bombardare l’Inghilterra. Qui, il 10 maggio, Chamberlain era stato
sostituito dal nuovo premier Winston Churchill, anch’egli un conservatore, ma deciso a combattere in
maniera strenua il nemico nazista.
o battaglia aerea non impedì la distruzione di intere città e di interi quartieri della stessa capitale Londra, ma
impedì lo sbarco dei tedeschi nell’isola. Fu così che i nazisti subirono la prima battuta d’arresto.
o I bombardamenti aerei dei civili rappresentarono la vera novità della nuova tragedia bellica, trasformandola
nel primo esempio concreto di “guerra totale”, in cui il fronte militare era di fatto in ogni luogo.
o Prima della pausa invernale, ci fu ancora tempo per l’attacco italiano alla Grecia, avviato il 28 ottobre
Mussolini, di fronte all’imprevista prosecuzione della guerra, aveva necessità di combattere e individuò nel
vicino Paese mediterraneo un facile obiettivo; la realtà, invece, fu molto diversa e le truppe italiane non
riuscirono a sfondare le linee nemiche, mostrando gravi limiti.
o 1941
o aggressioni tedesca e giapponese all’Urss e agli Usa
o aprile 1941 Hitler dovette muoversi in aiuto dell’alleato fascista, conquistando rapidamente sia la Grecia che
la Jugoslavia. Questo ritardò l’attacco tedesco sul fronte orientale, l’operazione Barbarossa,
 scattata contro l’Urss il 22 giugno.
 La natura dell’aggressione era duplice: da un lato, il nazismo dichiarava guerra al comunismo; dall’altro
lato, la conquista dell’Urss era decisiva per completare il disegno di dominio sull’Europa.
 La mobilitazione fu enorme poiché il fronte, che correva dal Mar Nero al Mar Baltico, era di dimensioni
smisurate; la violenza dello scontro fu terribile, tanto che le perdite umane furono da subito immani.
 I tedeschi avanzarono fino a raggiungere le città sovietiche; tuttavia, il sopraggiungere del terribile
inverno russo e l’accanita resistenza dell’Armata rossa riuscirono a frenare l’attacco nazista.
o Estremo Oriente
 il Giappone, approfittando dei successi tedeschi, proseguì la sua avanzata, conquistando l’Indocina
francese. Per rafforzare il controllo nel Sud-est asiatico e nel Pacifico, esso decise di aggredire gli USA
 L’attacco fu scagliato a sorpresa contro la base navale di Pearl Harbour, nelle isole Hawaii, il 7 dicembre
1941, causando l’ingresso in guerra anche degli americani; questi, fino ad allora, si erano ritagliati il ruolo
di “arsenale delle democrazie”, fornendo armi e soldi soprattutto all’alleato inglese.
 L’attacco giapponese colse di sorpresa il gigante americano che, inevitabilmente, per alcuni mesi non fu
in grado di contrastare l’avanzata nipponica. Così, il Paese del Sol Levante poté estendere il suo Impero
anche ad altri territori, come le Filippine, l’Indonesia e tutto il Sud-est asiatico
o Il legame privilegiato con l’Inghilterra era stato poi ribadito nell’incontro svoltosi nell’isola di Terranova
dell’agosto 1941 tra Churchill e Roosevelt, dove i due statisti avevano sottoscritto la “Carta atlantica”, con cui
ribadivano la comune volontà di difendere e diffondere gli ideali della democrazia e della libertà.
 La risposta delle forze antifasciste (1942-44)
o 1942, momento di maggiore estensione dell’Impero giapponese e del Reich tedesco; ma esso rappresentò
anche l’anno in cui gli equilibri in campo iniziarono a rovesciarsi.
o I primi successi militari furono ottenuti dagli Stati Uniti nel Pacifico, in particolare con la battaglia del Mar dei
Coralli (maggio) e poi con quella successiva delle isole Midway (giugno).
o Africa settentrionale gli inglesi sconfissero i nazifascisti nella battaglia di El Alamein, Libia ed Egitto.
o L’evento permise agli Alleati (inglesi e americani) di organizzare un fronte unitario (sanzionato dalla
conferenza di Casablanca del gennaio 1943 tra Churchill e Roosevelt), che, attraverso l’Italia, puntasse verso
la Germania. Nella primavera del 1943, gli Alleati sbarcarono in Sicilia e presero a risalire lo stivale,
accelerando la (prima) caduta di Mussolini, avvenuta il successivo 25 luglio.
o Stretta della Germania in una tenaglia:
 Ad Est la battaglia di Stalingrado, combattuta dal luglio 1942 al febbraio 1943 e vinta dai sovietici a
prezzo di gravi perdite prima sconfitta militare subita dai tedeschi, i quali iniziarono una rovinosa ritirata
che non si sarebbe più arrestata.
 Ad Ovest lo sbarco in Normandia, quando americani e inglesi, anch’essi a prezzo di terribile perdite,
riuscirono a riconquistare la Francia, accelerando la marcia verso Berlino.
o 28 novembre-1° dicembre del 1943 si era tenuta a Teheran il primo incontro tra Churchill, Roosevelt e Stalin,
in cui si discusse di strategie militari, ma s’iniziò anche a trattare il tema dei futuri scenari postbellici.
 La vittoria dell’antifascismo (1945)
o l’ultimo inverno di guerra, tra il 1944 e il 1945, vide un rallentamento delle operazioni belliche;
o i sovietici raggiungono il campo di concentramento di Auschwitz, in Polonia, e lo liberano il 27 gennaio 1945.
o Dal 4 all’11 febbraio, a Yalta, in Crimea, i tre “Grandi”, impostarono la successiva divisione del mondo in zone
d’influenza. Il 12 aprile Roosevelt – rieletto nel 1944 per la quarta volta – morì.
o 25 aprile gli Alleati, con l’aiuto prezioso dei partigiani, liberarono l’Italia dal fascismo; Mussolini, catturato
proprio da una banda di ribelli antifascisti, venne giustiziato.
o tra l’8 e il 9 maggio l’Armata rossa liberò la Germania dal nazismo; Hitler si suicidò con alcuni collaboratori.
o La Seconda guerra mondiale, conclusa in Europa, proseguì tuttavia ancora alcuni mesi in Asia.
 Estremo Oriente
o il Giappone continuava a opporsi agli Stati Uniti, ad esempio attraverso gli attacchi suicidi dei kamikaze.
o per porre fine alla guerra, il Presidente americano Truman sganciò su due città giapponesi la bomba
atomica,. Hiroshima fu colpita il 6 agosto, mentre Nagasaki venne raggiunta tre giorni dopo.
o I morti, in un colpo solo, furono oltre 150 mila.
o Anche il Giappone, come la Germania, fu costretto alla resa “senza condizioni”.
o La “guerra-mondo”, un orrore che causò la morte di ben 50 milioni di persone, era conclusa.

LA SHOAH  “catastrofe”, e l’“olocausto”, vale a dire il “sacrificio”


o la politica antisemita perpetrata dai nazisti raggiunse un livello di ferocia mai toccato in precedenza
o programma di sistematica discriminazione, da realizzare attraverso apposite misure legislative
o si attuò il tentativo di eliminare fisicamente l’intero popolo ebraico Il progetto, si affacciò nel momento in
cui i tedeschi iniziarono a occupare aree sempre più vaste del Vecchio continente
o si concretizzò a partire dal 1941, l’anno nel quale i nazisti iniziarono a conquistare l’Europa orientale, dai
Balcani all’Unione Sovietica. Di fronte alla necessità di governare territori molto vasti, abitati da popoli
profondamente diversi, i nazisti accelerarono la costruzione del “nuovo ordine europeo”, dando vita a una
complessa macchina burocratica, militare, industriale e politica.
o La “Soluzione Finale” l’espressione scelta dai nazisti per definire, all’inizio del conflitto, il piano di sterminio
degli ebrei
 Tra il 1941 e il 1942 iniziò a muoversi la macchina del “genocidio”, cioè dell’annientamento dell’intero
popolo ebraico per motivi innanzitutto di carattere biologico. In questo senso il nazismo rappresenta un
unicum nella storia dell’umanità, per la sua specifica volontà di cancellare dalla faccia della terra gli ebrei
in quanto tali
 Per i nazisti alcune “categorie” andavano eliminate per la loro natura “inferiore”; la loro stessa esistenza,
infatti, metteva a rischio la salute delle razze superiori.
 vollero eliminare ebrei, malati, disabili, omosessuali e tutti coloro che presentavano una “natura” diversa
o I Campi di Concentramento
 L’Europa orientale divenne il teatro della carneficina. Inizialmente intensificarono la repressione,
cercando di colpire gli ebrei nelle loro comunità, come nei “ghetti” delle grandi città
 In un secondo momento, decisero di procedere in modo più “scientifico”, attraverso una pianificazione
“razionale” dello sterminio, che venne affidato nelle mani delle spietate SS. Così, dalla Germania all’Urss,
dall’Austria alla Polonia, iniziarono a operare a pieno regime i famigerati “campi di concentramento”.
 prevedeva l’uso dei prigionieri come manodopera fino allo sfinimento e alla morte
 In alcuni casi, come a Dachau, si trattò soltanto di vecchi campi di internamento, destinati ai prigionieri
politici. Nella maggior parte dei casi, le costruzioni furono edificate appositamente. Il campo più noto fu
quello di Auschwitz, costruito in Polonia dal 1941. Venne eliminato il più alto numero di persone; fu qui
tra sperimentazioni inedite di sterminio, camere a gas e forni crematori. Ogni giorno a migliaia,
arrivavano nei campi, dopo viaggi estenuanti, ammassati per giorni all’interno di vagoni piombati in
condizioni disumane. Giunti a destinazione, i più deboli – bambini, donne e anziani – venivano subito
eliminati; gli altri venivano impiegati nei lavori forzati e sfruttati crudelmente fino all’ultimo istante
 alla fine della guerra si stima che siano stati uccisi circa sei mln di ebrei dai nazisti

Antifascismi e resistenze: il caso italiano


o La Seconda guerra mondiale fu particolarmente penosa e fatale per le sorti del fascismo.
o arrivò al conflitto impreparato militarmente ed economicamente; il duce scelse la “non belligeranza”,
decidendo l’ingresso in guerra solo dopo la sconfitta francese del 1940, quando la guerra al termine.
o In realtà, non solo la guerra proseguì, ma dal 1942 fu più complicata per i nazifascisti, fino al loro collasso.
o L’Italia, agli occhi dell’alleato tedesco, si mostrò non all’altezza della situazione:
 nel fronte balcanico, dove non riuscì a sconfiggere la Grecia;
 in Africa, dove nel 1941 perse Etiopia, Somalia ed Eritrea, per poi perdere anche la Libia nel 1942;
 sul fronte sovietico, dove la spedizione dell’Armata italiana in Russia (Armir) si rivelò disastrosa.
o Così in Italia, dal 1942 gli equilibri iniziarono a mutare e lo “spirito pubblico” crollò a causa del costo della
vita, in vertiginoso aumento, e dei bombardamenti nemici.
o criticare apertamente il regime, si cominciò a pensare alla caduta del duce, soprattutto dopo gli scioperi del
marzo-aprile 1943 che mobilitarono circa centomila operai nelle grandi fabbriche del nord.
 L’opposizione antifascista
o Durante le agitazioni sociali riapparve l’opposizione politica, specie comunista.
o Il Pci strinse nell’ottobre 1941 a Tolosa un patto con il Psi e “Giustizia e libertà”, per dare vita a un “Comitato
unitario per la lotta in Italia”.
o Tra il 1942 e il 1943, poi, il Psi, guidato da Pietro Nenni, si fuse con il Movimento di unità proletaria di Lelio
Basso; negli stessi mesi, dal movimento di Giustizia e Libertà nasceva il Partito d’azione.
o i liberali, il piccolo gruppo di Democrazia del Lavoro (diretto da Ivanoe Bonomi) e la nuova formazione
politica cattolica della Democrazia Cristiana, erede del Ppi.
 La caduta di Mussolini e l’8 settembre
o Mentre l’antifascismo era in fase di ricomposizione, iniziò l’attacco degli Alleati all’Italia. Tra giugno e luglio
1943 fu conquistata la Sicilia.
o il 24 e il 25 luglio 1943, il Gran Consiglio del fascismo destituì Mussolini con il voto sull’ordine del giorno
presentato da Grandi. Ampi poteri tornavano nelle mani del capo dello Stato; così Vittorio Emanuele III fece
arrestare Mussolini e affidò il compito di formare il governo al maresciallo Badoglio.
o “piazza”, che esultò alla notizia della caduta del regime, fu repressa duramente, con decine di morti; inoltre,
Badoglio gelò tutti con la scelta di proseguire la guerra a fianco della Germania.
o Fu con gli angloamericani che il Governo intavolò una trattativa segreta per giungere all’armistizio.
o 3 settembre, firma tra i generali Castellano e Eisenhower, resa pubblica – in modo imprevisto – l’8
settembre. L’Italia rompeva l’alleanza con i nazisti, arrendendosi senza condizioni.
 La firma dell’armistizio dell’8 settembre
o Temendo la dura reazione del vecchio alleato tedesco, i Savoia e il governo abbandonarono Roma, fuggendo
nel Sud liberato dagli Alleati; essi ripararono a Brindisi dove nacque il Regno del Sud.
o Fu una pagina buia della storia nazionale, con le massime cariche dello Stato impegnate a mettersi in salvo,
abbandonando l’esercito in balia dei nazisti.
 Inizia la Resistenza
o primi episodi di resistenza nell’isola greca di Cefalonia dove migliaia di uomini della Divisione Acqui furono
trucidati per il rifiuto di arrendersi.
o il Paese, diviso in due tra il Sud, nelle mani degli Alleati, e il Nord, nelle mani dai nazifascisti.
o A Nord, a settembre, veniva insediata da Mussolini, liberato dai tedeschi dalla prigione di Campo Imperatore
sul Gran Sasso, la Repubblica Sociale Italiana (Rsi), con sede a Salò: nei fatti si trattava di uno Stato fantoccio
nelle mani del Führer.
o La vita a Nord della linea Gustav –lungo cui si stabilizzò il fronte tra il 1943 e il 1944 – fu drammatica:
rastrellamenti di italiani inviati nelle fabbriche tedesche, violenze sui civili da parte dei repubblichini
(organizzati nella Guardia nazionale repubblicana e nelle brigate nere), persecuzioni degli ebrei.
o Il 16 ottobre, dal ghetto di Roma furono deportate nei campi di sterminio circa mille persone; in pochi
riuscirono a salvarsi.
o Nella risiera di San Sabba, a Trieste, dove era attivo l’unico forno crematorio in Italia, perirono in tanti. Alla
fine del conflitto furono più di ottomila gli ebrei italiani deportati e uccisi dai nazisti.
o la guerra partigiana, una guerra civile combattuta tra italiani, condotta senza esclusione di colpi, ma che
riaccese le speranze di un futuro di libertà.
o Dopo l’armistizio, i sei partiti antifascisti dettero vita al Comitato di Liberazione Nazionale (Cln), con
l’obiettivo di fornire una direzione politica alla lotta armata dei partigiani.
o La Resistenza attraversò quasi tutto il Paese.
o Napoli la rivolta popolare delle quattro giornate (28 settembre-1° ottobre 1943) costrinse i tedeschi alla fuga.
o nelle regioni del Nord, specie sulle “montagne”, che si assistette alla crescita altalenante del movimento
partigiano. Gli inizi furono stentati, pieni di difficoltà e densi di incognite.
o A Boves, vicino a Cuneo, il 19 settembre si ebbe la prima rappresaglia nazista; per vendicare l’uccisione
partigiana di un soldato tedesco, furono fucilati 23 civili e il paese fu dato alle fiamme. Analoghi episodi
avvennero nelle città.
o A Roma, nel marzo 1944, in seguito all’attentato partigiano di Via Rasella – una bomba uccise 33 tedeschi – i
nazisti ordinarono una punizione esemplare, culminata nell’eccidio delle Fosse Ardeatine, dove morirono
335 persone tra soldati, prigionieri politici, ebrei, gente comune.
o Sul piano militare la primavera del 1944 portò lo sfondamento della linea Gustav e la risalita dello stivale da
parte alleata, fino alla Liberazione di Roma a giugno.
o In questo clima si assistette a un aumento della violenza fascista nel Nord, con episodi sempre più cruenti di
torture e uccisioni, e a una intensificazione della lotta partigiana, che ricevette linfa vitale dai grandi scioperi
del marzo 1944, ancora più partecipati delle precedenti agitazioni del 1943.
 I tre volti della Resistenza
o Come ha scritto in modo efficace lo storico Pavone, la guerra partigiana fu insieme:
- guerra civile tra italiani,
- guerra di liberazione nazionale dai tedeschi,
- guerra di classe, nel tentativo di liberarsi dallo sfruttamento capitalistico.
o A seconda della prevalente impostazione politica, ogni formazione partigiana propendeva per
un’interpretazione della Resistenza più consona alle proprie idee.
o La guerra civile implicò eccidi e uccisioni efferate di partigiani ma anche di civili
o I cattolici ebbero un ruolo più defilato nella lotta armata ma non mancarono importanti eccezioni.
o Il partito più influente, perché col numero di partigiani più alto, fu il Pci, che nel marzo 1944 fu protagonista
della cosiddetta “svolta di Salerno”.
o Con il ritorno di Togliatti da Mosca, i comunisti mettevano da parte ogni disegno rivoluzionario per il
dopoguerra, dichiarando la piena disponibilità a costruire la democrazia in Italia. Il Pci s’impegnava a rinviare
al dopoguerra la soluzione della questione istituzionale (monarchia o repubblica) e decideva l’ingresso nei
governi di unità nazionale: dapprima nel II Governo Badoglio (marzo-giugno 1944), quindi nel Governo
Bonomi, nato dopo la liberazione di Roma.
 La Liberazione
o Nell’autunno del 1944 l’offensiva degli angloamericani si bloccò nuovamente, questa volta lungo la linea
Gotica, che tagliava in due l’Italia, percorrendo l’Appennino tosco-emiliano.
o L’ultima fase della guerra fu segnata da nuove agitazioni operaie e dall’azione di alcune repubbliche
partigiane; per alcuni mesi intere zone furono così sottratte al controllo nazifascista.
o le atrocità dei nazisti in fuga e dei loro alleati fascisti si diffusero in modo dilagante, causando migliaia di
morti tra i civili innocenti: ad esempio a Sant’Anna di Stazzema, in provincia di Lucca, dove il 12 agosto 1944
furono trucidate centinaia di persone (l’elenco ufficiale, ancora incompleto, conta 393 vittime); e a
Marzabotto e in tutta l’area di Monte Sole, in provincia di Bologna, dove tra il 29 settembre e il 5 ottobre,
una drammatica serie di attacchi e violenze causò 770 morti.
o Con la fine dell’inverno l’avanzata degli Alleati riprese con rinnovata forza, mentre i partigiani moltiplicavano
gli attacchi nonostante le gravi perdite subite (alla fine del conflitto i partigiani caduti durante la Resistenza
sarebbero stati quasi cinquantamila).
o Mussolini cercò di fuggire in Svizzera. Le ultime ore del dittatore furono drammatiche, con i partigiani ormai
vicini alla sua cattura.
o Il 25 aprile migliaia di lavoratori, di Torino, Genova, Milano, portavano a compimento lo sciopero
insurrezionale, proclamato per la spallata finale al regime sanguinario.
o Fu la Liberazione: le fabbriche furono occupate dai lavoratori, le prefetture dai partigiani.
o La Seconda guerra mondiale aveva termine in Italia.
o Mussolini venne catturato e fucilato nei pressi di Como. Il suo corpo, insieme a quello dell’amante Claretta
Petacci e di altri gerarchi, fu portato a Milano, a Piazzale Loreto, luogo simbolo dell’antifascismo milanese,
dove il 10 agosto 1944 erano stati giustiziati 15 partigiani e i loro cadaveri esposti al pubblico come monito
per chiunque avesse scelto la guerriglia antifascista. Una sorte analoga toccò anche al duce. Appeso a testa
in giù, egli fu lasciato per ore in balia della folla, che si accanì sui loro corpi.
 Le foibe
o Nei giorni successivi alla fine della guerra, lungo il confine orientale che divideva l’Italia dalla Jugoslavia, in
particolare nelle regioni del Carso, dell’Istria e di Trieste, si verificò un ulteriore dramma, quello delle “foibe”.
In tali cavità naturali, infatti, tipiche di quel territorio, nel maggio 1945 partigiani jugoslavi, prevalentemente
comunisti, gettarono molti italiani, vittime di esecuzioni collettive in cui finirono per mescolarsi motivazioni
sia di carattere politico che etnico.
o le stime più attendibili parlano complessivamente di circa cinquemila caduti, buona parte dei quali, però,
morti nei campi di prigionia jugoslavi.
o durante la guerra si era avuto un episodio analogo. Nel settembre 1943, infatti, subito dopo l’armistizio, il
movimento partigiano jugoslavo, particolarmente solido e combattivo, aveva intensificato la sua guerra di
liberazione nazionale, procedendo al primo “infoibamento” di circa sei-settecento italiani.
o Questi pagarono con la vita la terribile occupazione fascista della regione (a partire dalla primavera del
1941), che aveva provocato in pochi mesi migliaia di casi di fucilazioni, deportazioni e torture a danno delle
locali popolazioni slave. Si era trattato, di una vendetta politica contro una vera e propria “bonifica etnica”
messa in campo precedentemente dai fascisti. Dall’ottobre 1943, i nazisti avevano ripreso il pieno controllo
dell’area, capovolgendo nuovamente gli equilibri in campo, nel pieno di una delle guerre civili più cruente tra
quelle combattute nei diversi contesti nazionali durante la Seconda guerra mondiale.
o al termine della guerra, una nuova e ancora più drammatica ondata di violenza si abbatté sugli italiani
“sconfitti”. Questa volta l’esito fu ancora più tragico, non solo per il numero più elevato di vittime, ma anche
e soprattutto per le motivazioni del massacro: non più soltanto di carattere “politico” (la vendetta contro i
fascisti, per i loro crimini di guerra), ma anche di carattere “etnico”, contro gli italiani in quanto tali.
o Solo dopo alcune settimane gli Alleati pretesero dai vertici jugoslavi la cessazione delle violenze.
o Quanto alla delicata questione territoriale, essa venne risolta dapprima con la divisione della regione in due
zone d’occupazione; quindi con la firma del trattato di pace a Parigi, che assegnò l’Istria alla Jugoslavia
(mentre Trieste sarebbe tornata definitivamente italiana solo nel 1954).
o L’effetto immediato fu l’ampio esodo di circa 250 mila giuliani e dalmati che, in pochi anni, lasciarono la loro
terra per essere "distribuiti" nel territorio nazionale, tra grandi disagi e molta improvvisazione. Dopodiché,
sul confine orientale e sulla questione delle foibe, calò per lungo tempo un velo di silenzio, conseguenza
soprattutto della necessità di non turbare equilibri internazionali e nazionali già fragili e delicati.

13. LA GUERRA FREDDA


Il blocco occidentale
o Dopo la Seconda guerra mondiale l’alleanza tra Stati Uniti e Unione Sovietica, costruita faticosamente nel
corso del conflitto in nome della comune opposizione al nazifascismo, fu breve.
o nelle relazioni internazionali si affermò uno stato di tensione e di scontro permanente tra i due “blocchi”,
quello occidentale e quello orientale, che è passato alla storia con la definizione di “guerra fredda”; termine
fu coniato da un giornalista americano, Walter Lippman
o considerando l’enorme potenziale distruttivo dei rispettivi armamenti atomici, lo scontro non sfociò mai in
una guerra aperta, ma il “bipolarismo” la politica internazionale, ma anche la vita all’interno dei singoli Stati,
specie in quelli che si trovavano al confine delle rispettive zone d’influenza (come la stessa Italia).
 L’Organizzazione delle Nazioni Unite costituita nella conferenza internazionale di San Francisco nel 1945
o L’Onu puntava a superare l’esperienza fallimentare della Società delle Nazioni, occorreva, mettere da parte
la vendetta e assicurare, la partecipazione dell’intera comunità internazionale alla vita del nuovo organismo.
o andavano rispettati i nuovi equilibri usciti dalla guerra; nell’Assemblea generale veniva riconosciuta pari
dignità a tutti i paesi, ma al vertice dell’Onu si posizionava il Consiglio di sicurezza, in cui i cinque membri
permanenti (Usa, Urss, Cina, Francia e Gran Bretagna) mantenevano un fondamentale diritto di veto.
o Nonostante una certa farraginosità dell’organismo e la sua frequente paralisi di fronte alle principali
controversie durante l’epoca della guerra fredda, il valore politico dell’operazione era innegabile; ciò fu
evidente, ad esempio, quando il 10 dicembre 1948 l’Assemblea generale approvò la “Dichiarazione
universale dei diritti umani”, un documento di portata rivoluzionaria che sanciva i principi fondamentali della
convivenza umana.
 La “questione tedesca” sistemazione territoriale e giuridica del Paese responsabile della guerra
o La Germania era stata liberata a Ovest dagli Alleati angloamericani e a Est dall’Armata rossa
o a Potsdam, tra luglio e agosto del 1945, una conferenza tra Gran Bretagna, Stati Uniti e Unione Sovietica
stabilì, la suddivisione del Paese in quattro zone d’occupazione, invitando anche la Francia a partecipare
all’iniziativa; lo stesso trattamento fu riservato a Berlino, pur’essa divisa in quattro zone.
o Tra il 1946 e il 1948, però, le zone occidentali vennero riunificate sotto un’unica amministrazione; era questo
il primo effetto di quella “cortina di ferro” che iniziava a calare sull’Europa e sul mondo.
 Dottrina Truman, Piano Marshall, Nato
o I passaggi che portarono gli Stati Uniti a esplicitare la loro nuova posizione nei confronti dell’(ex) alleato
sovietico furono tre: il primo politico-ideologico, il secondo economico e il terzo militare.
o l’inizio della guerra fredda viene fatto risalire a un celebre discorso tenuto dal Presidente statunitense Harry
Truman davanti al Congresso americano il 12 marzo 1947 in cui fu presentata al mondo la cosiddetta
“dottrina Truman”, o “politica del contenimento” volta a contrastare e limitare al massimo grado
l’espansione del comunismo, sia a livello internazionale che nei singoli Stati.
 si riferiva alla complessa situazione vissuta nel Mediterraneo orientale, dove occorreva normalizzare le
relazioni tra la Grecia e la Turchia. Il messaggio era rivolto a tutto il mondo, a causa della portata globale
della sfida comunista
 Il secondo passaggio fu il celebre European Recovery Program (Ero), il Piano di ricostruzione europea, del
Segretario di Stato americano Marshall il 5 giugno 1947  Piano Marshall si poneva con l’obiettivo di
non abbandonare a se stessi i Paesi europei, ma di accompagnarli nella ripresa economica; stanziando
aiuti e somme considerevoli di denaro
 Militare: “prima crisi di Berlino”, tra il 1948 e il 1949. Il 24 giugno 1948 i sovietici avviarono il “blocco”
della capitale, impedendo gli accessi alla zona di occupazione americana. Gli Usa reagirono dando vita a
un “ponte aereo” che continuò a rifornire incessantemente la città per molti mesi dopo undici mesi
l’Urss rimosse il blocco maggio 1949 nascita a Ovest della Repubblica federale tedesca (Rft), alleata
degli Usa, e a Est della Repubblica democratica tedesca (Ddr), alleata dell'Urss
o 4 aprile, a Washington gli Stati Uniti siglarono con altri undici paesi il trattato costitutivo della Nato (North
Atlantic Treaty Organisation), che univa anche militarmente le due sponde dell’Atlantico: da un lato, accanto
agli americani, vi era anche il Canada; dall’altro lato, firmarono l’intesa alcuni dei principali paesi dell’Europa
occidentale, tra i quali Francia, Gran Bretagna e la stessa Italia.

Il blocco orientale
 Le “democrazie popolari" nell’Europa dell’Est
o Unione Sovietica intensificò la pressione su tutti quei Paesi dell’Europa orientale che erano stati liberati
dall’Armata rossa, al fine di inserirli pienamente nella sua sfera d’influenza.
o edificare un sistema “chiuso”, senza legami commerciali e produttivi con il mondo capitalistico, organizzando
lungo la “cortina di ferro” un blocco di “Stati cuscinetto” che mettesse la “patria del socialismo” al
o gli Stati dell’Europa orientale – Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, Romania e Bulgaria – persero qualsiasi
residuo di autonomia politica nei confronti del gigante sovietico.
o in Cecoslovacchia, nel febbraio 1948 un colpo di Stato portò alla cancellazione di tutti i partiti, ad eccezione
del locale Partito comunista, che da allora poté governare indisturbato.
o Le cosiddette “democrazie popolari”, erano regimi a partito unico, “sovietizzati”, cioè dipendenti
direttamente dalle direttive politiche e dai finanziamenti economici di Mosca; i gruppi dirigenti nazionali
aderirono alle pratiche repressive dello stalinismo, seminando il terrore nelle popolazioni civili.
 Il caso della Jugoslavia
o Il solo Paese del campo orientale che riuscì a differenziarsi
o possibile poiché il Paese era riuscito a liberarsi dal nazifascismo senza l’intervento diretto dell’Armata rossa,
ma grazie a un ampio e partecipato movimento di liberazione nazionale, egemonizzato dai partigiani
comunisti, guidati da Tito.
o attraverso l’instaurazione di un regime autoritario, seppe mantenere l’unità tra le diverse popolazioni del
suo Paese (serbi, croati, sloveni, bosniaci, ecc).
o giugno 1948, rottura definitiva tra l’Urss e la Jugoslavia, la quale venne accusata di “eresia”; il regime
comunista di Tito decise allora di assumere una collocazione neutrale rispetto ai due blocchi,
rappresentando per lungo tempo un’anomalia nel mondo bipolare.
 Dall’Europa all’Asia: l’atomica sovietica
o l’Unione Sovietica che, nel mese di agosto, riuscì a effettuare il suo primo test atomico, raggiungendo la
parità in campo nucleare con la potenza americana
o Iniziava l’epoca del cosiddetto “equilibrio del terrore”: entrambe le super-potenze detenevano ordigni
potenzialmente in grado di annientare il nemico; nello stesso tempo, però, il livellamento militare faceva
scattare un meccanismo di reciproca “deterrenza”, per cui sia gli americani che i sovietici finivano di fatto per
escludere l’impiego di tali armi, il cui utilizzo su larga scala avrebbe portato alla distruzione stessa del genere
umano e del pianeta.

La Repubblica Popolare Cinese


o 1° ottobre 1949, al termine di una lunga e sanguinosa guerra civile tra comunisti e nazionalisti (avviata negli anni
Venti, interrotta negli anni Trenta a causa dell’aggressione giapponese, ma subito ripresa alla fine della Seconda
guerra mondiale), nasceva –con la vittoria dei primi – la Repubblica Popolare Cinese, guidata da Mao Zedong.
o Gli sconfitti si ritirarono nell’isola di Formosa, dove diedero vita alla Repubblica di Cina, che strinse un’alleanza
militare con gli americani.
o L’avvento al potere dei comunisti allarmò grandemente gli Stati Uniti; dal trattato di San Francisco del 1951 il
governo americano stabilì una sorta di protettorato sul Giappone e pianificò la rapida ripresa economica e
militare del Paese del Sol Levante, che da allora divenne l’alleato più fedele e importante nell’Estremo Oriente.
o gli Usa furono avvantaggiati dalla debole cooperazione che si venne a realizzare tra l’Urss e la Cina,
contrariamente a quanto sancito dal trattato di amicizia siglato dai due Paesi nel febbraio 1950.
o nonostante il richiamo alla comune ideologia comunista, le differenze tra i due Paesi erano evidenti: tanto sul
piano economico, per la diversa centralità che Stalin e Mao attribuivano rispettivamente al sistema industriale e
al mondo delle campagne; quanto a livello geopolitico, per le analoghe ambizioni di potere nel continente
asiatico che entrambi i dittatori nutrivano.
o nella fase iniziale prevalse uno spirito di collaborazione, destinato tuttavia a declinare nel corso del tempo.

La guerra di Corea
o dalla fine della Seconda guerra mondiale, era stata divisa in due parti: al Nord si era instaurato un regime
comunista, che beneficiava degli aiuti sovietici; al Sud operava un governo filo-occidentale.
o 25 giugno 1950 l’invasione dell’esercito del Nord diede avvio alla guerra di Corea; l’intervento americano,
stabilito in applicazione della “teoria del contenimento”, fu immediato nel frenare e respingere l’attacco.
o la Cina optò per l’intervento militare, provocando un’ulteriore escalation bellica. La situazione andò
appianandosi e il fronte militare si attestò lungo il 38° parallelo, dove tuttora resiste, dall’armistizio, firmato nel
1953
o conseguenze rilevanti: spostare l’attenzione sull’Asia, conferire grande visibilità alla Cina comunista, nuova corsa
agli armamenti su entrambi i fronti; le principali potenze aumentarono in modo massiccio le spese militari per
ampliare i propri arsenali. In questi anni che anche la Gran Bretagna riuscì a munirsi della bomba atomica,
 Il maccartismo
o all’interno dei singoli Stati, il conflitto allarmò molto le opinioni pubbliche nazionali, all’idea dello scoppio
imminente di una nuova guerra mondialeuna parte delle classi dirigenti, pensò di utilizzare a proprio
vantaggio tali paure, alimentando un clima di “caccia alle streghe” nei confronti di tanti oppositori, in quanto
considerati fiancheggiatori, se non veri e propri agenti del nemico.
o negli Stati Uniti, nei primi anni Cinquanta, un’apposita commissione parlamentare d’inchiesta, era incaricata
di vagliare l’orientamento politico di migliaia di cittadini, allo scopo di scovare e punire i “comunisti
o “crociata anticomunista”, incompatibile con le regole della democrazia, finì per restringere le libertà in un
paese che poneva la libertà degli individui al centro del discorso pubblico.

La “destalinizzazione”
o morte di Stalin, avvenuta il 5 marzo 1953.  suscitò nel mondo occidentale la speranza di un mutamento nelle
relazioni diplomatiche tra Est e Ovest;
o 14 maggio 1955l’Urss e le democrazie popolari, il cui legame si era già cementato sul piano commerciale nel
1949 con l’istituzione del “Comecon” (il Consiglio di mutua assistenza economica), firmarono insieme il “Patto di
Varsavia”, un’alleanza militare che voleva costituire il contraltare della Nato.
 Il “terribile” 1956: i crimini di Stalin e la repressione ungherese
o Il successore Krusciov, si trovò a gestire una fase molto delicata, il passaggio dal sistema di potere staliniano
– un totalitarismo “perfetto”, fondato sul terrore e su un vero e proprio “culto della personalità” – a un
nuovo ordine, privo di quegli eccessi e di quella crudeltà che aveva segnato indelebilmente lo stalinismo.
o febbraio 1956, durante i lavori del XX congresso del Pcus (il Partito Comunista dell’Unione Sovietica), quando
in un “Rapporto segreto” Krusciov denunciò i crimini di Stalin, rivelando ai delegati tutto l’orrore dei suoi
misfatti. Il documento divenne di dominio pubblico grazie alla sua pubblicazione sulla stampa americana, che
suscitò vasto clamore, specie nel movimento comunista internazionale, e anche tante sofferenze nella base.
o in alcune “democrazie popolari”, la destalinizzazione fu vissuta come un’occasione per allentare i vincoli con
l’Urss. Già alcuni scioperi, in Germania orientale e in Polonia, avevano mostrato la crescente volontà degli
operai di riappropriarsi di un loro diritto fondamentale per poter rivendicare e ottenere migliori condizioni di
vita.
o Ungheria, ottobre 1956, ampio movimento di protesta, che sfociò in una insurrezione popolare di operai,
studenti e vari cittadini, che reclamavano l’apertura di concreti spazi di democrazia e l’allentamento del
legame di ferro con Mosca (ad esempio con l’uscita dal Patto di Varsavia). Il leader riformatore Nagy venne
arrestato e poi giustiziato. A sedare la rivolta intervennero per la prima volta i carri armati sovietici
o soffocata sul nascere la speranza che il comunismo potesse essere riformato dal suo interno.

14. LA "GOLDEN AGE” IN OCCIDENTE 1945-1975


o crescita senza precedenti della produzione e dei consumi nel mondo occidentale, trainato dagli Stati Uniti
o l’Unione Sovietica e le democrazie popolari registrarono tassi di crescita ben più contenuti
o i dati economici più positivi si ebbero in Europa occidentale, che beneficiò degli aiuti del Piano Marshall, e in
Giappone, anch’esso sostenuto dagli Stati Uniti
 Le premesse e le cause dello sviluppo economico
o sul finire della Seconda guerra mondiale vennero poste le basi dell’“età dell’oro”. Le potenze dell’Occidente,
Stati Uniti in testa, decisero di intraprendere il rilancio immediato della collaborazione internazionale.
o a livello politico nascita dell’Onu
o a livello economico  fondazione del nuovo ordine capitalistico con la conferenza di Bretton Woods, svoltasi
nella località del New Hampshire – negli Stati Uniti – nel luglio 1944.
o le delegazioni americana e inglese raggiunsero un accordo decisivo per il rilancio economico del dopoguerra,
basato su due principi.
 stabilità monetaria sostituzione della sterlina con il dollaro quale valuta di riferimento negli scambi
internazionali, l’unica a essere convertibile in oro.
 cooperazione multilaterale stabilì la costituzione del Fondo monetario internazionale (Fmi), con il
compito di assicurare la stabilità dei cambi e lo sviluppo del commercio, e della Banca internazionale per
la ricostruzione e lo sviluppo, con l’obiettivo di agevolare anche la crescita dei paesi più poveri.
o gli Usa assunsero una leadership indiscutibile, in ogni campo (monetario, finanziario, industriale,
commerciale, ecc.), innescando e garantendo un circolo virtuoso di crescita della produzione, degli scambi e
dei consumi.
o Con il Piano Marshall il governo americano assicurò un flusso massiccio di soldi, attrezzature, macchinari e
merci che permisero ai Paesi alleati di uscire in tempi relativamente brevi dalla crisi bellica.
o 30 ottobre 1947 – pochi mesi dopo il lancio dell’Erp – a Ginevra veniva firmato il Gatt (General Agreement on
Tariffs and Trade), allo scopo di favorire tra i Paesi firmatari i meccanismi di import-export.
o 1948, nacque l’Organizzazione per la cooperazione economica europea (Oece), considerata tra gli organismi
antesignani del processo d’integrazione europea, incaricata di distribuire gli aiuti americani in Europa.
 Le caratteristiche e gli effetti dello sviluppo economico
o 1950-60 la ricchezza prodotta all’interno dei singoli Stati e, più in generale, nel mondo occidentale
(compreso il Giappone), aumentò in modo considerevole.
o I tassi di crescita di questi Paesi furono persino superiori a quelli statunitensi il divario diminuì.
o l’inflazione, nonostante la forte crescita, si mantenne a livelli bassi proprio grazie alla stabilità monetaria.
o A livello sociale si raggiunse la “piena occupazione”, con tassi di disoccupazione irrisori.
o l’aumento della ricchezza favorì anche una maggiore e migliore redistribuzione della stessa tra le diverse
classi sociali, a vantaggio delle fasce meno abbienti, le quali migliorarono di molto le condizioni materiali di
vita
o Il fordismo in Europa l’aspetto peculiare dell’età dell’oro
 Favorito dalla notevole disponibilità di manodopera a basso costo, si espanse in modo capillare anche in
Europa: i mercati vennero inondati da quantità enormi di beni prodotti in serie, nelle catene di montaggio
delle grandi fabbriche e acquistati anche da individui e famiglie appartenenti alle fasce sociali più basse
o Lo Stato sociale l’aumento della ricchezza economica favorì il Welfare State
 collegato all’idea keynesiana, venne teorizzato in Gran Bretagna durante la Seconda guerra mondiale
dall’economista e deputato Beveridge: come lo Stato doveva intervenire attivamente per contrastare gli
effetti negativi dell’economia capitalistica, doveva attivarsi per migliorare la condizione sociale dei suoi
cittadini, specie dei più bisognosi ricchezza andava creata e redistribuita tassazione, proporzionale ai
livelli di reddito
 Quello che è stato definito successivamente il “modello sociale europeo” – diverso dal sistema americano,
dove lo Stato ha sempre avuto un ruolo sociale più marginale – puntava a sostenere gli individui e le famiglie,
in modo “universalistico”,
o Gli effetti negativi
 crescita delle disuguaglianze a livello globale: infatti, nonostante la decolonizzazione, il cosiddetto “Sud del
mondo”, si allontanò dalle aree più ricche del pianeta, e in particolare dall’Europa, epicentro del “boom”.
 inquinamento ambientale, innescato da uno sviluppo industriale senza precedenti
 la coscienza di tali problemi sarebbe emersa più tardi, quando in Occidente la stagione della crescita “senza
limiti” sarebbe stata solo un lontano ricordo.

L’Italia repubblicana: nazione e sviluppo


o “Ricostruzione”, economica, istituzionale e politica, gravemente compromessa dal ventennio fascista.
o si dedicarono i governi di “unità nazionale”, espressione del Cln: dopo la Liberazione, dapprima l’Esecutivo
presieduto dal capo partigiano Parri, in carica fino al dicembre 1945, quindi i Governi guidati da De Gasperi,
leader della DC, videro la partecipazione di tutte le principali forze antifasciste.
o 2 giugno 1946, risolvere, tramite referendum, la “questione istituzionale”: mantenere, la Monarchia, con i
Savoia, o istituire la Repubblica.  Repubblica, con uno scarto significativo di circa due milioni di voti, anche se
nel Sud e in alcuni settori sociali e politici prevalse il voto monarchico.
o votare per la prima volta anche le donne, fu eletta l’Assemblea costituente, incaricata di redigere la Carta
fondamentale della Repubblica italiana.
o La maggioranza relativa andò alla Dc, anche se la somma dei voti ottenuti da socialisti e comunisti era superiore.
o dicembre 1947, venne approvato il testo finale, entrato in vigore il 1° gennaio 1948. La Costituzione repubblicana
era un testo avanzato sul piano giuridico, come mostrano i principi fondamentali sanciti nei primi 12 articoli.
o Nella prima parte, accanto ai doveri e ai diritti, civili e politici, dei cittadini, essa riconosceva anche importanti
diritti sociali; nella seconda parte, invece, si disciplinava l’ordinamento della Repubblica parlamentare.
 Il centrismofino al ‘50
 Essendo stata liberata dagli Alleati, l’Italia rientrava nella sfera d’influenza americana due mesi dopo la
dottrina Truman, si ruppe l’alleanza antifascista, con l’allontanamento dal governo del Pci e del Psi.
 L’Italia trovò una collocazione stabile nel mondo occidentale, ricevendo gli aiuti del Piano Marshall e
aderendo al Patto atlantico.
 la presenza del Partito comunista più grande dell’Occidente, in un Paese posto al confine della “cortina di
ferro”, inasprì ulteriormente lo scontro politico;  la guerra fredda produsse una democrazia “anomala”,
“speciale”, “incompiuta”, poiché i delicati equilibri internazionali impedivano l’alternanza al potere tra
maggioranza e opposizione.
 Ascesa e crisi del centrismo
 elezioni politiche del 18 aprile 1948, segnate da un conflitto aspro tra le sinistre, unite nel Fronte
democratico popolare, e la Dc, sostenuta in modo decisivo dagli Stati Uniti e dal Vaticano, furono vinte in
modo netto dal partito cattolico; in questo modo, la formula centrista venne legittimata anche dal voto
popolare.
 Nella prima legislatura (1948-53), nonostante il clima di scontro frontale tra i due blocchi e la rude
repressione del conflitto sociale, i Governi De Gasperi riuscirono a ottenere importanti risultati: ad esempio
con la riforma agraria, varata nel 1950, che pose fine alla piaga del latifondo; quindi, con la partecipazione
italiana alla Comunità economica del carbone e dell’acciaio (Ceca), istituita nel 1951; infine, con l’istituzione
nel 1952 della Cassa del Mezzogiorno, con cui si cercò di risolvere l’annosa “questione meridionale”.
 Dagli anni Cinquanta. l’economia italiana, iniziò a crescere, ma alcuni delicati nodi sociali, primo fra tutti la
persistente arretratezza del Sud, non furono sciolti, come mostrarono gli imponenti flussi migratori che, di lì
a poco, iniziò a muoversi verso le regioni più ricche del Nord industriale.
 al Nord si diffusero pratiche assai discriminatorie nei confronti dei nuovi emigranti
 Nel 1953 il Paese tornò al voto con una nuova legge elettorale – bollata dalle opposizioni come “legge truffa”
– la quale prevedeva un premio di maggioranza per la coalizione vincente; in questo modo la Dc sperava di
poter rafforzare il potere del governo rispetto al parlamento.
 l’esito elettorale, non soddisfacente, e la morte di De Gasperi nel 1954, assestarono due forti colpi al sistema
di potere della Dc (guidata da Fanfani), non più in grado di governare da sola una situazione economica e
sociale sempre più dinamica e complessa.
 Così, la seconda legislatura (1953-58) vide una lenta agonia del centrismo.
 Il miracolo economico e la nascita del centrosinistra
 1950-60, “boom”, che in pochi anni trasformò il Paese in una potenza mondiale.
 Il Pil crebbe trainato dai settori della metalmeccanica e della chimica, con un incremento delle esportazioni.
 non fu sufficiente a superare alcuni gravi squilibri sociali, primo fra tutti il basso costo del lavoro, mentre le
nuove condizioni di lavoro, dominate dalle regole del taylorismo, finirono per peggiorare la salute degli
operai.
o dopo le elezioni del 1958 iniziò a consolidarsi il dialogo tra la Dc e il Psi, quest’ultimo sempre più distante dal Pci,
Ma l’“apertura a sinistra” incontrava numerosi ostacoli sulla sua strada.
o nel 1960 quando, pur di evitare la formazione di una embrionale coalizione di centrosinistra, si decise la
costituzione di un governo monocolore della Dc, guidato da Tambroni, che in Parlamento ricevette il sostegno
decisivo del Msi, il partito dell’estrema destra, nostalgico del fascismo.
o ampia mobilitazione antifascista in tante piazze. il governo scelse la strada della repressione violenta
o la reazione politica generale costrinse Tambroni alle dimissioni.
o nacque il Governo Fanfani delle “convergenze parallele” – la formula fu coniata dal nuovo segretario della Dc
Aldo Moro – che vide il Psi astenersi nel voto parlamentare di fiducia.
 Il centrosinistra
 1962, Dc e Psi raggiunsero l’intesa per il varo del primo governo di centrosinistra, ancora una volta affidato a
Fanfani; il Psi assicurò l’appoggio “esterno”, cioè votò la fiducia ma rinunciò a incarichi ministeriali.
 Il programma di governo rappresentò una vera e propria accelerazione sul terreno delle cosiddette “riforme
di struttura”: riforma della scuola media, che venne unificata, e la nazionalizzazione delle industrie elettriche.
 1963, Dc e Psi raggiunsero l’intesa per il centrosinistra “organico”, con l’ingresso dei socialisti nel governo;
nel dicembre 1963 il leader del Psi Nenni divenne il vice del nuovo Presidente del Consiglio, il leader della Dc
Aldo Moro.
 scissione nel Psi, con la nascita del Partito socialista italiano di unità proletaria (Psiup), nel gennaio 1964.
 Da allora i problemi principali per il centrosinistra vennero dal peggioramento tanto della situazione
economica, quanto del clima politico.
o 1963 e il 1964 si visse una prima battuta d’arresto che non agevolò la svolta politica.
o estate del 1964 si visse il primo episodio “oscuro” nella storia repubblicana, con il “caso Sifar”, di cui si venne a
conoscenza solo tre anni dopo. Durante le consultazioni al Quirinale per la formazione del nuovo governo, il
Presidente della Repubblica Segni ricevette anche il comandante dell’Arma dei carabinieri, De Lorenzo, in
precedenza a capo dei servizi segreti, incaricato di preparare un piano – il “Piano Solo”, in quanto affidato ai soli
carabinieri – con cui progettare un’eventuale stretta autoritaria nel Paese, da realizzare attraverso l’arresto dei
gruppi dirigenti dell’opposizione e il controllo di alcuni centri strategici del potere.
o rappresentò una pressione formidabile per raffreddare la spinta riformista del centrosinistra. Non a caso, infatti,
dopo il 1964 i Governi Moro si limitarono a una gestione ordinaria della vita pubblica, senza più varare riforme
particolarmente incisive.

Il processo d’integrazione europea


 La crisi dell’Europa metà del XX secolo
o La Gran Bretagna, piuttosto distante dalle vicende continentali, aveva sì vinto il conflitto, ma ciò era potuto
accadere soprattutto per l’intervento degli Stati Uniti; inoltre, nel dopoguerra, la perdita di importanti
colonie accentuò una parabola discendente che allontanava il Paese dai fasti imperiali del XIX secolo.
o Francia, vittima per circa settant’anni delle aggressioni tedesche, ma anch’essa certamente responsabile
dello sfascio europeo; perdendo, una dopo l’altra, tutte le principali colonie, dall’Asia all’Africa.
o Italia, dopo la vittoria nella Grande guerra, essa era finita travolta dall’ambizione guerrafondaia del fascismo.
o la determinazione della Germania a espandersi, sperimentata una prima volta nel 1914 e poi replicata, negli
anni Trenta, era stata bloccata soltanto grazie all’alleanza anomala tra Stati Uniti e Unione Sovietica, la quale
infatti era naufragata in breve tempo all’indomani della Seconda guerra mondiale
o Nel 1945, dunque, la situazione dell’Europa appariva disperata.
o già nel periodo tra le due guerre, in alcuni ambienti politici e diplomatici, si era affacciata l’ipotesi di unire i
Paesi europei, per costruire un nuovo soggetto simile, per molti aspetti, al modello federale degli Stati Uniti.
o L’idea riprese a circolare in alcuni gruppi antifascisti durante la Seconda guerra mondiale
o L’esempio più noto è quello del “Manifesto di Ventotene”, redatto nel 1941 da Spinelli, con la collaborazione
di Rossi ed Colorni
 L’avvio del processo d’integrazione. La Dichiarazione Schuman
o 1948 dell’Organizzazione per la Cooperazione Economica Europea (Oece) e dopo la breve ma significativa
esperienza nel 1949 del Consiglio d’Europa, un organismo semplicemente consultivo che però riuscì a
elaborare un’importante Convenzione per la difesa dei diritti dell’uomo, nel 1950 il processo entrò nel vivo.
o Il 9 maggio 1948 il ministro degli esteri Schuman fece una celebre dichiarazione alla stampa con cui illustrava
per la volontà francese di inaugurare insieme alla Germania occidentale, una politica comune dai temi
economici.
o si cercava di porre fine alla rivalità tra i due Paesi, che si trascinava da decenni, almeno dai tempi della guerra
franco-prussiana del 1870, e che era stata alla base delle due guerre mondiali.
 Dalle Ceca alla Cee
o Alla Francia e alla Repubblica Federale Tedesca si unirono l’Italia, Belgio, Olanda e Lussemburgo.
o questi sei Stati a firmare il 18 aprile 1951, a Parigi, il primo trattato, che portò all’istituzione della Ceca, la
Comunità Economica del Carbone e dell’Acciaio.
o A livello politico, il processo vide come protagoniste quelle forze liberali e cristiane che guidavano i governi
dei Paesi firmatari.
o Negli anni seguenti furono operati alcuni tentativi per accelerare il legame anche a livello politico e militare;
tuttavia, come mostrò il fallimento della Comunità Europea di Difesa (Ced) nel 1954, il percorso restava
complesso e richiedeva grande pazienza e capacità di mediazione.
o l processo riprese, anche grazie alla spinta italiana, che divenne sempre più efficace, come indicarono i lavori
della conferenza di Messina del giugno 1955.
o 25 marzo 1957, infatti, a Roma, i sei Paesi siglavano il Trattato costitutivo della Comunità Economica Europea
(Cee), cui si affiancò l’Euratom, cioè la Comunità Europea per l’Energia Atomica.
o Il mercato comune europeo, l’assemblea consultiva, la Corte di giustizia, i tre Consigli dei ministri e le tre
Commissioni (una per ciascuna delle tre Comunità) iniziarono a svolgere un prezioso lavoro per uniformare i
diversi ordinamenti.
o Per alcuni anni il tema centrale sui cui si concentrò l’attenzione dei Paesi membri fu la politica agricola.
o Varata nel 1962, la Pac (Politica agricola comune) assorbì infatti gran parte del bilancio comunitario,
rappresentando dunque il cuore del confronto e anche dello scontro politico.
o Negli anni Sessanta, a rallentare il cammino della Comunità contribuì soprattutto la politica di De Gaulle, il
quale puntava alla costruzione di una Europa delle “patrie” e per questo tendeva a bloccare qualsiasi
iniziativa che riducesse il peso dei governi nazionali; inoltre, proprio il veto francese bloccò per circa un
decennio l’ipotesi di un ingresso nel Mercato comune della Gran Bretagna, tradizionalmente più vicina agli
interessi americani.
o Il momento di maggiore crisi si ebbe nel 1965, quando De Gaulle portò avanti per alcuni mesi la cosiddetta
“politica della sedia vuota”, non partecipando ai lavori comunitari.
o compromesso di Lussemburgo, gennaio 1966, pur snellendo le istituzioni con la nascita di un’unica
Commissione e di un solo Consiglio, ridimensionava il ruolo della prima a vantaggio del secondo, più vicino
alle posizioni dei governi nazionali.
o uscito di scena De Gaulle, nei primi anni Settanta il processo di allargamento poté ripartire, raggiungendo un
primo importante risultato nel 1973 con l’ingresso di Gran Bretagna, Irlanda e Danimarca.
o Da allora il cammino dell’integrazione prese ad accelerare, favorito dal peso sempre più rilevante assunto
dalla Repubblica Federale Tedesca.  se i Paesi del “Vecchio continente” volevano recuperare un ruolo di
primo piano in un mondo sempre più globale, dominato dalle due superpotenze e caratterizzato
dall’emergere del Terzo Mondo, l’unità europea era la sola strada da percorrere.

15. LA DECOLONIZZAZIONE NEL "TERZO MONDO"


o “Terzo Mondo” altre aree del pianeta che difficilmente potevano essere collocate all’interno di uno dei due
schieramenti occidentale e orientale
o La quasi totalità di queste regioni erano state o continuavano a essere delle colonie
o Infatti, l’ampio processo di decolonizzazione, vissuto tra la fine della guerra e la metà degli anni Sessanta, portò
alla “liberazione” e all’indipendenza di numerose comunità nazionali dal dominio straniero.
o gli Stati-Nazione, si diffusero anche in Asia e Africa;
o l’industrializzazione fu un fenomeno per lungo tempo assente, a causa di uno sfruttamento coloniale che
favoriva soltanto le potenze imperialiste. Così, quando scoccò l’ora dell’indipendenza, la condizione economica
delle ex colonie era molto debole e critica, poiché si reggeva prevalentemente sull’agricoltura, gestita peraltro
con modalità ancora tradizionali.
o dal dopoguerra, il mondo non industrializzato cominciò a giocare un ruolo sempre più autonomo e rilevante. Ciò
fu dovuto non solo all’azione politica delle élite indipendentiste, che vollero così imitare quanto realizzato in
Occidente all’epoca delle “rivoluzioni borghesi”; ma anche a cambiamenti strutturali economici e sociali, quali la
crescita demografica e l’urbanizzazione, che si consolidarono a partire dagli anni Cinquanta.

In Asia
o primo consistente processo di decolonizzazione fu l’Asia. Già nell’immediato dopoguerra, infatti, Francia e
Inghilterra persero buona parte dei loro possedimenti, segno evidente della minore influenza delle potenze
europee nello scacchiere internazionale.
o In Medio Oriente, terminò la stagione dei mandati, da cui nacquero gli Stati sovrani di Giordania, Iraq, Libano e
Siria (i primi due erano stati assegnati all’Inghilterra, gli altri due alla Francia).
o nella regione esplose la “questione palestinese”, a causa della volontà degli ebrei – reduci dal dramma della
Shoah – di tornare nella “Terra promessa” per edificare il proprio Stato, Israele; in breve tempo, da un lato le
pressioni del sionismo, cioè del nazionalismo ebraico, sostenute soprattutto dagli Stati Uniti, dall’altro l’azione
del nazionalismo arabo, che vide crescere il sostegno dell’Urss, portarono nel 1948 allo scoppio del primo
conflitto tra arabi e ebrei.
o La guerra fu vinta da questi ultimi, i quali poterono dare vita finalmente al loro Stato nazionale; il prezzo più
salato, invece, venne pagato dai profughi palestinesi, costretti ad abbandonare la propria terra e le proprie case.
o La crisi delle potenze coloniali europee: i casi di India e Indocina
 l’India ottenne l’indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1947 grazie al movimento guidato dal Mahatma
Gandhi, basato sui principi rivoluzionari della “disobbedienza civile” e della “non violenza”.
 l’egemonia induista nella regione portò subito alla separazione dei territori a maggioranza musulmana, dai
quali nacque il Pakistan, e al conseguente spostamento di milioni di profughi.
 1948 scoppiò la prima guerra tra India e Pakistan per il controllo del Kashmir e degli altri territori contesi.
 Indocina, dominio coloniale francese fino al 1954, quando la potenza europea venne sconfitta nella battaglia
di Dien Bien Phu dai guerriglieri comunisti locali, i “Viet Minh”.
 La sistemazione successiva dell’area – che presentava un’evidente analogia con la situazione coreana – fu
stabilita dagli accordi di Ginevra del 1954, che riconoscevano due Stati: il Vietnam del Nord, un regime
comunista alleato dell’Urss e della Cina, e il Vietnam del Sud, filo-occidentale e dunque inserito nella sfera
d’influenza americana.
o La seconda guerra arabo-israeliana, tuttavia, si concluse con la sconfitta delle potenze occidentali,
rappresentando un colpo pressoché definitivo per le ambizioni colonialiste dei due Paesi europei.
 Tornando al Medio Oriente, la nascita di Israele ebbe l’effetto di rilanciare un diffuso sentimento nazionalista
nel mondo arabo, accrescendo le tensioni con il mondo occidentale.
 Nel 1952, ad esempio, il governo persiano di Mossadeq decise la nazionalizzazione della locale industria
petrolifera, suscitando però la brusca reazione di Gran Bretagna e Usa, che avevano forti interessi economici
in Iran; le pressioni occidentali portarono così alla caduta del governo e al ritorno dall’esilio del monarca, lo
Scià Reza Pahlavi, che garantì a inglesi e americani il ripristino delle precedenti condizioni economiche.
 Egitto, si verificò un significativo cambio di regime, che questa volta avvenne a vantaggio dei nazionalisti
arabi; infatti, un colpo di Stato condotto dai militari portò alla caduta della monarchia filo-occidentale di
Farouk I e alla nascita di una Repubblica, presto dominata dalla figura di Gamal Abdel Nasser.
o Nell’autunno del 1956, proprio nei giorni drammatici della rivolta ungherese, l’Egitto si trovò al centro delle
tensioni internazionali; infatti, dopo la decisione assunta da Nasser di nazionalizzare il canale di Suez, Francia e
Gran Bretagna, insieme a Israele, decisero di intervenire militarmente per colpire il regime egiziano.
o Ormai, la logica della guerra fredda (con il corollario della palese marginalità dell’Europa) si era allargata anche
nel Medio Oriente: qui, infatti, anche grazie al sostegno dell’Urss, si andò rinsaldando un’alleanza tra alcuni Stati
arabi (in particolare Egitto, Iraq e Siria), impegnati a contrastare Israele, che godeva dell’appoggio americano.
o Questi ultimi, peraltro, furono molto abili nel tessere una rete di alleanze con altri Paesi arabi – ad esempio con
la monarchia tradizionalista dell’Arabia Saudita – per ostacolare la formazione di un unico fronte arabo,
orientato contro Israele e l’Occidente.

In Africa
o In Africa il processo di decolonizzazione entrò nel vivo con qualche anno di ritardo rispetto all’Asia.
o l’Algeria, possedimento francese sin dal lontano 1830. Dal 1954 si combatté una dura guerra di liberazione, che
non risparmiò la popolazione locale e che assunse i caratteri di una vera e propria guerra civile a causa
dell’elevato numero di francesi che nel corso dei decenni si erano stabiliti nella colonia.
o Dopo la perdita francese della Tunisia, avvenuta nel 1956, il conflitto divenne particolarmente cruento, come
mostrò la “battaglia di Algeri”, vinta nel 1957 dai francesi a prezzo di un lungo assedio alla capitale algerina e di
violenti scontri.
o La guerra – l’ultimo grande conflitto combattuto nell’epoca della decolonizzazione – si concluse nel 1962.
o Nel frattempo, la Francia, con la fine della Quarta Repubblica (parlamentare), nata dopo la Seconda guerra
mondiale, e la nascita della Quinta repubblica (semipresidenziale), guidata dal generale ed eroe della Resistenza
transalpina Charles De Gaulle. Fu proprio quest’ultimo, grazie alla sua autorevolezza e intraprendenza, a
condurre i negoziati finali, culminati negli accordi di Evian, che riconobbero l’indipendenza algerina.
o Congo, giunto all’indipendenza (dal Belgio) nel 1960, ma anch’esso a prezzo di un percorso particolarmente
sanguinoso, che non si arrestò con la liberazione.
o Nel gennaio 1961, infatti, ci fu il feroce assassinio di Patrice Lumumba, l’eroe della resistenza congolese e Primo
Ministro della Repubblica Democratica, ucciso da militari ribelli con la complicità dei sevizi segreti belgi e
americani.
o Kenya, invece, dove negli anni Cinquanta si era sviluppato il movimento rivoluzionario dei Mau Mau, duramente
represso dagli inglesi, arrivò al traguardo dell’indipendenza nel 1963.
o Gli inglesi, inoltre, in alcuni territori dovettero gestire anche la delicata questione dell’apartheid, cioè della
segregazione razziale operata dai coloni bianchi nei confronti della comunità nera locale. Significativo, a tale
proposito, fu il caso della Rhodesia del Sud, che decise di sganciarsi dalla madrepatria nel 1965 per continuare la
stessa politica discriminatoria già intrapresa e sviluppata da tempo nel vicino Sudafrica.
o Il cammino per l’indipendenza nazionale coinvolse anche altri Stati europei, come ad esempio il Portogallo,
l’ultimo Stato a cedere, che perse le colonie dell’Angola e del Mozambico soltanto negli anni Settanta, dopo
essere stato costretto a fronteggiare un lungo periodo di guerriglia.
o Per tanti altri Paesi africani, invece, il percorso si concluse fortunatamente in modo pacifico. Il colonialismo,
ormai, era un vecchio arnese, inservibile e anacronistico.

Il movimento dei “paesi non allineati”


o Dalla metà del XX secolo le relazioni internazionali iniziarono ad articolarsi intorno a tre poli.
 Il “primo” capitalista, aveva come punto di riferimento gli Stati Uniti
 il “secondo comunista, guidato dall’Urss, a cui si era affiancata la Cina
 il “terzo”, composto da numerosi Stati, alcuni dei quali avevano dinanzi a sé un grande potenziale di
sviluppo. Alcuni, come l’Egitto, avevano ottenuto la piena sovranità sul loro territorio già nel periodo
compreso tra le due guerre mondiali; altri, come l’India e l’Indonesia, avevano raggiunto l’indipendenza
soltanto in tempi più recenti, dopo la Seconda guerra mondiale.
o Tali Paesi, dotati di grandi ricchezze naturali e con popolazioni in continua crescita, si presentavano sullo
scacchiere internazionale con l’ambizione di giocare un ruolo nuovo, diverso da quello succube vissuto nel
passato e in grado di condizionare gli equilibri a livello globale. Essi non si riconoscevano nella divisione bipolare
del pianeta, frutto di una storia che li aveva relegati in condizioni di subordinazione e sfruttamento.
o Il problema non era soltanto economico e politico, ma anche culturale: il principio dell’autodeterminazione dei
popoli, affermatosi tra Ottocento e Novecento nel mondo occidentale, ma presto recepito anche dall’ideologia
comunista, aveva un valore universale; per questo esso andava applicato a livello generale, riconoscendo piena
legittimità e uguale dignità a tutti gli Stati nazionali, ciascuno dotato di una propria storia, di una cultura ricca e
plurale, fatta di usi e costumi, lingue e confessioni religiose diverse, che spesso affondavano le radici in una lunga
vicenda secolare.
o D’altronde, la presunta superiorità delle civiltà più “avanzate” aveva prodotto in pochi anni ben due guerre
mondiali, che avevano riempito il mondo di macerie.
o Anche per questo occorreva voltare pagina.
 La conferenza di Bandung, 18 al 24 aprile 1955, in Indonesia
o prima conferenza dei Paesi del Terzo Mondo, i quali decisero di incontrarsi per iniziare a discutere alcuni
temi generali di politica internazionale al di fuori della logica rigidamente contrapposta della guerra fredda.
o parteciparono 29 Paesi dell’Asia e dell’Africa, cioè dei due continenti che stavano vivendo in modo intenso e
partecipato i processi di decolonizzazione. L’anticolonialismo, infatti, era il punto di partenza da cui partire
per elaborare un programma comune fondato sulla convivenza pacifica dei popoli, a partire da quelli più
poveri ed emarginati.
o Al “padrone di casa”, il leader indonesiano Sukarno, artefice dell’indipendenza del suo Paese dai Paesi Bassi,
ottenuta nel 1949, si affiancarono altri importanti protagonisti, come l’egiziano Nasser, il ministro degli esteri
cinese Chou En-lai e il Primo Ministro indiano Jawaharlal Nehru.
o I capi di Stato e di Governo presenti a Bandung si ponevano, nel medio periodo, l’obiettivo ambizioso di fare
dell’Organizzazione delle Nazioni Unite l’effettivo promotore di un governo “politico” del pianeta.
o occorreva una riforma profonda dell’organismo: infatti, così come era stato concepito nell’immediato
dopoguerra, esso affidava un potere troppo ampio al Consiglio di sicurezza, spesso paralizzato dai veti
reciproci tra le grandi potenze.
o Per questo i Paesi del Terzo Mondo puntavano a rafforzare il peso dell’Assemblea generale dell’Onu,
cercando di conquistare al suo interno una posizione egemone. Tale disegno divenne chiaro nel 1960,
quando essi riuscirono a strappare un voto storico (la Risoluzione n. 1514 del 14 dicembre), che condannava
per la prima volta in maniera inequivocabile la pratica del colonialismo.
o Dagli anni Sessanta, poi, la battaglia si trasferì sul tema del “sottosviluppo”, che continuava ad attanagliare
molti degli Stati di recente costituzione, a causa del persistente sfruttamento imposto dalle potenze
occidentali.
 La conferenza di Belgrado, 1961
o La scelta della capitale jugoslava non era casuale: essa, infatti, era posizionata nel cuore dell’Europa,
praticamente al confine tra i due blocchi; in questo modo si voleva lanciare un messaggio esplicito sia
all’Ovest che all’Est. Inoltre, la Jugoslavia di Tito era riuscita a sottrarsi nel recente passato all’“abbraccio”
soffocante di Mosca, mantenendo nello stesso tempo una marcata autonomia dal mondo occidentale.
o sancì la nascita ufficiale del movimento dei “Paesi non allineati”, i quali espressero apertamente la volontà di
restare neutrali nel conflitto tra Usa e Urss. La scelta aveva un valore simbolico innegabile.
o faticarono a trovare una piattaforma comune d’azione, convergendo soltanto su singole questioni.
o L’unica eccezione di rilievo venne dai Paesi produttori di petrolio, riuniti nel “cartello” dell’Opec
(Organization of the Petroleum Exporting Countries, fondata a Baghdad nel 1960 dai governi di Arabia
Saudita, Iran, Iraq, Kuwait e Venezuela), che riuscirono in diversi momenti a influenzare l’agenda politica ed
economica globale.
o la sola esistenza del movimento dei “Paesi non allineati”, per quanto eterogeneo, finì inevitabilmente per
rendere più complesse le relazioni internazionali nell’epoca della guerra fredda.

16. LA CRISI DEL BIPOLARISMO


o fase di “coesistenza pacifica”; che venne rafforzata nel 1958 dall’elezione di Giovanni XXIII, il “papa buono”
o tra l’inizio e la fine del pontificato giovanneo l’“antagonismo” tra le due superpotenze si fece sempre più
“globale”; così, tra gli anni Sessanta e Settanta, al posto della coesistenza pacifica, finì per affermarsi una
stagione di “disordine bipolare”, che accomunò entrambi i blocchi.
 La guerra fredda in Europa. Il Muro di Berlino
o inizio anni Sessanta la Germania tornò improvvisamente al centro della scena internazionale:
 Berlino, divisa in due parti da oltre un decennio, tra il 12 e il 13 agosto del 1961 le autorità sovietiche e
tedesche, che controllavano la zona Est, decisero di erigere un muro, per separare la zona Ovest, gestita
dagli americani nuova crisi di Berlino, la seconda dopo il blocco sovietico del 1948-49
o Le tensioni tra i due schieramenti crebbero  il democratico Kennedy, eletto nel 1960 si recò nella città
tedesca, dove il 26 giugno 1963 tenne un famoso discorso, reso celebre dalla frase “ich bin ein berliner”
o In quasi trent’anni (1961-1989) le vittime che persero la vita nel tentativo di superare il Muro furono
parecchie decine; dramma di migliaia di famiglie che vennero separate, impedendone il ricongiungimento.
 Dall’Ostpolitik agli accordi di Helsinki
o Dalla costruzione del Muro, nonostante il livello di allarme restasse elevato, il continente visse una lunga
fase di distensione, ben rappresentata dal riavvicinamento tra Germania Est e Germania Ovest.
o Nella Repubblica Federale Tedesca, dopo oltre quindici anni di governo cristiano-democratico (Cdu) (dopo la
messa al bando del Partito comunista nel 1956 per decisione della Corte costituzionale), nel 1966 si era
sperimentata per la prima volta la “grande coalizione” tra Cdu e Spd; possibile dopo che i socialdemocratici
rinunciarono definitivamente al marxismo, aderendo pienamente al sistema capitalistico.
o Spd, nel 1969, sotto la guida di Brandt, riuscì a conquistare il governo, in politica estera venne inaugurata la
stagione della “Ostpolitik”, culminata tra il 1970 e il 1971 nel reciproco riconoscimento tra Rft e Ddr.
o 1975 accordi di Helsinki, siglati al termine della Conferenza sulla sicurezza e sulla cooperazione in Europa,
avviata nel 1973: con la nascita dell’Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa), tutti i
Paesi europei, riconoscevano i confini fissati dopo la guerra ed escludevano il ricorso alla forza, optando per
la risoluzione pacifica di eventuali controversie future
 La crisi dei missili di Cuba1962, momento di maggiore tensione nelle relazioni tra Usa e Urss
o 1959, la guerriglia comunista, guidata dal cubano Fidel Castro e dall’argentino Ernesto Guevara (detto il
“Che”), portò alla caduta del dittatore Batista, sostenuto dagli Stati Uniti, e alla instaurazione di un regime
comunista a pochi chilometri dalle coste statunitensi.
o 1961 la Cia aveva organizzato lo sbarco nella Baia dei Porci, effettuato da un gruppo di esuli cubani per
rovesciare il governo castrista, che fallì.
o Castro aveva intensificato i rapporti con Mosca, stabilendo in accordo con i sovietici il posizionamento di
batterie missilistiche sul proprio territorio, puntate contro gli Stati Uniti.
o ottobre 1962, Kennedy avviò un blocco intorno all’isola, onde impedire l’arrivo delle navi sovietiche. La
tensione salì e le due superpotenze arrivarono a un soffio dallo scontro diretto, che avrebbe causato un
nuovo conflitto mondiale.
o la crisi rientrò: l’Urss rinunciò ai propri missili, ottenendo in cambio l’impegno americano a non invadere
l’isola e a chiudere alcune basi missilistiche in Turchia.
o al termine della crisi si affermò uno spirito costruttivotrattative per la limitazione e il congelamento di
alcuni armamenti atomici; i primi accordi – il Npt (Non Proliferation Treaty), firmato da Urss, Usa e Gran
Bretagna, e il Salt I (Strategic Armaments Limitations Talks), siglato da Usa e Urss – furono raggiunti
rispettivamente nel luglio 1968 e nel maggio 1972
 Il “disordine bipolare”. La crisi tra Cina e Urss
o Urss e Stati Uniti continuarono a essere coinvolti in conflitti delicati di dimensione “regionale”.
o fine degli anni Cinquanta, peggioramento relazioni URSS-Cina
o La crisi sino-sovietica riguardò diversi piani:
 Geopoliticobraccio di ferro sulla posizione da assumere nei confronti del regime jugoslavo di Tito (che
si riavvicinò a Mosca) e della dittatura albanese di Enver Hoxha (più vicina a Pechino);
 Ideologicoaccuse di “revisionismo”, che si rinfocolarono soprattutto dopo il lancio da parte di Mao nel
1966 del progetto di “Rivoluzione culturale”;
 Militare1969 si ebbero alcuni scontri armati lungo la frontiera
 La guerra del Vietnam
o Vietnam del Sud, oggetto di continui attacchi da parte della guerriglia comunista dei vietcong, gli USA
decisero l’intervento militare diretto nella regione.
o decisione presa dal Presidente democratico Johnson
o 1964, primi bombardamenti
o 1965, inviate truppe di terra, costrette a combattere in un territorio impervio, specie nelle foreste tropicali
che favorivano la guerriglia e penalizzavano l’esercito statunitense incubo per gli americani:
 oltre 50 mila morti e più di 300 mila feriti
 governo, incapace di uscire dal pantano vietnamita e sempre più in difficoltà anche in patria, a causa
della crescita di un movimento giovanile che si opponeva alla guerra, diffuso nei campus universitari.
o 1968 i democratici persero le elezioni e i repubblicani, guidati da Richard Nixon, tornarono al potere.
o la situazione militare era compromessa, specie dopo l’offensiva del Têt, lanciata dai guerriglieri comunisti nel
gennaio 1968. La guerra si fece più cruenta, con crimini terribili commessi ai danni della popolazione civile.
o Nei primi anni Settanta, finalmente, partirono i negoziati di pace, che portarono nel 1973 agli accordi di
Parigi, in cui si stabilì il ritiro dei militari americani. La strada per la vittoria finale del Nord era spianata; essa
giunse nel 1975, con la riunificazione del Vietnam sotto il regime comunista.
 Il sessantotto“movimento del Sessantotto”
In Occidente
o prese forma un vasto movimento “politico” che vide per la prima volta come protagonisti soprattutto i
giovani studenti e i giovani operai
o lotte, che si caricarono della profonda trasformazione dei sistemi di potere, di qualsiasi potere nel nome di
un’utopia antiautoritaria, egualitaria e libertaria
o poteva essere raggiunta soltanto attraverso pratiche conflittuali estreme, basate sull’azione diretta.
o I caratteri peculiari del movimento:
 dimensione internazionaletutto il mondo occidentale, aree del “secondo” e del “terzo” mondo;
 dato generazionaleanimare le lotte fossero soprattutto le giovani generazioni.
o ottenne risultati significativi: cambiamenti a livello sociale e culturale
o Sul piano interpretativo esistono tra gli storici due letture, solo apparentemente in contrasto.
 chi sottolinea uno scuotimento improvviso che ebbe il valore di una vera e propria cesura.
 chi lega a un “processo” più lungo, partito negli anni Sessanta, culminato nelle lotte di quell’anno e
proseguito anche oltre.
o a seconda dei contesti, può prevalere una o l’altra interpretazione.
Negli Stati Uniti
o epicentro del capitalismo industriale fordista. Oltreoceano le proteste sociali assunsero un carattere
particolarmente acceso ben prima del ’68.
o la guerra del Vietnam molti mossi anche da un sentimento pacifista si rifiutarono di andare a combattere
o dai campus universitari iniziò un movimento di opposizione, che raggiunse il culmine nel 1967
o movimento a favore del riconoscimento dei diritti civili per gli afroamericani e per tutte le minoranze;
o pastore protestante Martin Luther King, leader del movimento, sostenitore del principio della “non violenza”
e premio Nobel per la pace nel 1964, assassinato il 4 aprile 1968, vittima di una cospirazione mai chiarita
o 6 giugno 1968, omicidio di Robert Kennedy, fratello di JFK, candidato democratico per le elezioni
presidenziali e tra i politici più impegnati proprio nella campagna per i diritti civili promossa da Martin Luther
King. Per tante persone, in America e altrove, questi assassini significarono la fine del “sogno americano”.
Nell’Europa dell’Est
o Il ‘68 arrivò, in modo ridotto, anche nel blocco comunista, dove le possibilità di azione erano ridotte.
o Nelle università polacche, nel ’68 si sviluppò un movimento studentesco dinamico e intraprendente
o Gli eventi più importanti, si verificarono in Cecoslovacchia: la “primavera di Praga”
 riforme, avviata all’inizio del ’68 e promossa dal leader comunista locale Alexander Dubcek, che puntava
ad ampliare gli spazi di democrazia nel Paese, allargando la sfera dei diritti individuali e decentrando, in
parte, il potere amministrativo.
 represso tramite un intervento “esterno”; infatti, come accaduto nel 1956 a Budapest, le truppe del
Patto di Varsavia, guidate dai carri armati sovietici, arrivarono nell’agosto del 1968 a soffocare la
speranza di dare vita a un “socialismo dal volto umano”.
o Ormai la fiducia che alcune élite al potere, con l’eventuale consenso di settori dell’opinione pubblica,
riuscissero a riformare dall’interno quel sistema brutale di potere, stava tramontando definitivamente
In Francia
o la spinta maggiore venne dagli studenti universitari, che dall’inizio del 1968 occuparono scuole e atenei.
o La caratteristica principale fu il forte livello di scontro che si registrò tra i giovani e le forze dell’ordine,
chiamate ad arginare i disordini.
o L’apice del conflitto si raggiunse a maggio, con epicentro a Parigi, dove alla sede della Sorbonne, comparvero
anche le barricate, una modalità di ribellione ricorrente nella storia della città.
o sciopero generale del 13 maggio che bloccò l’intero Paesetrattative tra sindacati e imprese fino a
raggiungere un’importante intesa – gli accordi di Granelle del 27 maggio – che miglioravano le condizioni
economiche e normative dei lavoratori
o mentre il conflitto sociale si riduceva, la crisi continuò a protrarsi a livello politico-istituzionale, con il
Presidente della Repubblica De Gaulle intenzionato a “cavalcare” la paura suscitata nell’opinione pubblica
dalle lotte sociali. Nell’immediato, la ragione sembrò dalla sua parte, poiché egli ottenne un’importante
vittoria elettorale; dopo la sconfitta nel referendum per la riforma costituzionale, nell’aprile del 1969, egli
decise di dimettersi, abbandonando definitivamente, la scena politica.
In Italia
o il movimentò partì dalle scuole e dalle università, tra gli studenti, come mostrarono le numerose occupazioni
avviate già alla fine del 1967 in alcuni atenei
o efficace collaborazione tra il movimento studentesco e quello operaio, non priva di asprezze, ma cementata
dalla parola d’ordine dell’“antiautoritarismo”, che favorì una crescita generale della mobilitazione
o il ’68 durò più a lungo, soprattutto per volontà degli operai delle grandi fabbriche, in gran parte emigrati dal
Sud nelle grandi città del Nord, che vivevano una condizione salariale e normativa particolarmente difficile
o La spinta operaia si mantenne molto elevata fino all’“autunno caldo” del 1969, quando una lotta sindacale
senza precedenti portò alla firma di alcuni rinnovi contrattuali, che sancirono il più ingente spostamento di
reddito e di potere a favore delle classi lavoratrici mai registrato nella storia italiana; inoltre, tale spinta
proseguì ancora nei primi anni Settanta, con ulteriori miglioramenti
o movimento sindacale  “soggetto politico”, l’unico capace di confrontarsi con i temi della contestazione
giovanile, riuscendo a strappare risultati rilevanti a livello economico e politico:
 negli anni della “supplenza sindacale”, tra il 1968 e il 1970, furono abolite le “gabbie salariali”, cioè le
differenze di paga tra le diverse zone del Paese;
 importante riforma delle pensioni, che rappresentò il primo pilastro dello Stato sociale in Italia;
 conquistato lo Statuto dei diritti dei lavoratori, grazie al quale “la Costituzione varcava finalmente i
cancelli delle fabbriche”

17. LA CRISI ECONOMICA DEGLI ANNI SETTANTA


o avvenimenti importanti che provocarono effetti rilevanti, soprattutto in campo economico, tali da incidere
anche sui delicati equilibri geopolitici
 il mondo comunista vide aumentare sempre di più il divario con l’Occidente, dove libertà politica e
benessere economico avevano migliorato nettamente il tenore di vita dei cittadini.
 il mondo capitalista iniziò a vivere profondi mutamenti, con un rafforzamento delle attività speculative a
discapito dell’economia reale e una minore attenzione rivolta ai processi di redistribuzione della
ricchezza nella società
o “crisi di sistema”, ancora più epocale della Grande depressione del ’29 i due pilastri basilari dell’“età
industriale” iniziarono a mostrare le prime crepe: sul piano economico, venne sempre più accantonato il
sistema di produzione fordista; sul piano politico, gli Stati nazionali faticarono sempre di più a contrastare gli
effetti della crescente globalizzazione dei mercati.
o mentre il sistema di potere sovietico iniziava a “franare”, l’egemonia degli Stati Uniti cominciò a subire un
progressivo appannamento
o agosto 1971, di fronte ai costi eccessivi della guerra in Vietnam e alla sconfitta delle truppe americane, il
presidente Nixon prese la decisione di porre fine agli accordi di Bretton Woods, siglati nel 1944 erano stati
essenziali per la ricostruzione economica dopo la Seconda guerra mondiale, per la stabilità dei cambi
valutari, per la crescita degli scambi commerciali e per la golden age occidentale.
o fine della convertibilità del dollaro in oro e svalutando la moneta americana, si aprì una stagione segnata da
oscillazioni nel mercato dei cambi e da una concorrenza che penalizzò i soggetti meno competitivi
o 1973, lo scoppio della crisi petrolifera complicò ulteriormente le prospettive di rilancio economico.
o L’epicentro del terremoto fu nuovamente il Medio Oriente
Il Medio Oriente
o Dopo la vittoria di Israele nella prima guerra arabo-israeliana del 1948-49 e dopo la vittoria dell’Egitto nella
seconda guerra arabo-israeliana del 1956, la situazione nel Medio Oriente restò molto tesa
o dopo circa un decennio di quiete, dalla metà degli anni Sessanta l’ansia riprese a salire
o 5 giugno 1967, Israele, di fronte alla scelta di Nasser di ostacolare il passaggio delle sue navi nel Mar Rosso,
decise di sferrare un attacco militare
o terza guerra arabo-israeliana – durò appena sei giorni, fino al 10 giugno, e si concluse con una umiliazione
per i Paesi arabi: l’Egitto fu costretto a cedere la striscia di Gaza e la penisola del Sinai, la Siria perse le alture
del Golan, alla Giordania venne sottratta l’area sulla riva occidentale del fiume Giordano (Cisgiordania)
o Il conflitto acuì il dramma dei profughi alimentare tra gli arabi il desiderio di vendetta contro Israele
o 1973, l’Egitto, guidato da Anwar al-Sadat, decise che era giunto il momento del contrattacco.
o approfittando di un’importante festività ebraica (Yom Kippur), esso sferrò un attacco a sorpresa, insieme
all’alleato siriano, anch’esso deciso a recuperare i territori perduti.
o dopo l’inevitabile sbandamento iniziale, Israele riuscì a bloccare l’offensiva, respingendo l’assalto. Il conflitto
poté terminare nel giro di pochi giorni. Questa volta, pesarono gli effetti economici della crisi bellica
 durante le ostilità i Paesi dell’Opec decisero la riduzione della produzione di petrolio e il rialzo del suo
prezzo. Tale mossa colpì duramente l’economia del mondo occidentale, già in fibrillazione per le scelte
americane sul dollaro.
 Rallentamento e ristagno della produzione industriale, innescando una seria recessione economica;
 impennata del prezzo dell’energia si riverberò anche su altri beni e servizi, causando una crescita
impetuosa dell’inflazione.
 “stagflazione”. Il sistema capitalistico occidentale, così dipendente dal petrolio e così esposto alle
imprevedibili vicende politiche e militari nel Medio Oriente, iniziò a cambiare.
o dopo la fine della guerra del Kippur le relazioni diplomatiche nel Medio Oriente mutarono sensibilmente.
o Egitto e Israele, protagonisti di un lungo periodo di conflitti, scelsero la strada del dialogo, favorito dagli Stati
Uniti, la cui mediazione si fece ancora più efficace dopo la vittoria dei democratici nelle elezioni del 1976, che
portarono alla guida del Paese Jimmy Carter
o 17 settembre 1978, il presidente egiziano Sadat e il primo ministro israeliano Begin firmarono degli accordi
che vennero poi sanzionati in un apposito trattato siglato l’anno seguente: il Sinai tornava sotto il controllo
dell’Egitto, che riconosceva la sovranità di Israele; entrambi ricevettero aiuti economici da parte americana
o In Iran nelle stesse settimane scoppiò la rivoluzione islamica, che nel gennaio 1979 costrinse lo Scià di Persia
ad abbandonare il Paese.
 Al posto della monarchia filo-occidentale venne costituita una Repubblica teocratica, fondata cioè sul
primato del potere religioso, impersonato dalla “suprema guida spirituale”, l’Ayatollah Khomeyni
 Nel Paese si radicalizzò un forte sentimento anti-occidentale, con proteste che culminarono nell’assalto
all’ambasciata americana e nella presa di alcuni ostaggi, innescando una grave crisi diplomatica che
venne risolta solo nei mesi successivi.
 secondo shock petrolifero, che contribuì ad alimentare le tensioni economiche
In Giappone
o ascesa del Giappone che, dopo aver beneficiato del vigoroso sostegno americano per un paio di decenni,
dagli anni Settanta visse una stagione di impetuoso sviluppo industriale
o si affermò un vero e proprio modello produttivo, il toyotismo, che prese il nome dalla più importante azienda
automobilistica locale, la Toyota; tale modello rappresentò, un’alternativa del fordismo
o teorizzato un nuovo metodo di lavoro, basato sulla “produzione snella” (just in time) all’interno della
“fabbrica integrata”, una comunità in cui tutti, lavoravano per ottenere la “qualità totale”.
o toyotismo puntava a adeguare i ritmi di aziende e lavoratori alle esigenze del mercato,
o puntava a eliminare le scorte per le imprese, i “tempi morti” per i lavoratori e i tempi d’attesa per i clienti
o Toyota riuscì a diventare la prima casa automobilistica a livello mondiale, superando i giganti americani
o 1970-1980 nuovo tipo di capitalismo, più flessibile e globale

Nel continente asiatico: comunismi in lotta


o Nel corso degli anni Settanta la Repubblica Popolare Cinese riuscì a compiere progressi sul piano politico
o riconoscimento ufficiale da parte dell’Onu, nell’ottobre 1971 a danno della Cina nazionalista (Taiwan) la
Cina comunista (guidata da Mao Zedong fino alla sua morte, avvenuta nel 1976) divenne uno dei cinque
membri permanenti del Consiglio di sicurezza (insieme a Urss, Usa, Francia e Gran Bretagna), dotata dunque
del potere di veto, ottenendo un successo diplomatico fondamentale.
o posizione rafforzata con i negoziati bilaterali Cina-Stati Uniti, con cui gli americani puntavano a isolare i
sovietici;
o la visita di Nixon a Pechino nel febbraio 1972 inaugurò la cosiddetta “diplomazia del ping-pong”, con cui il
governo di Washington migliorò i rapporti con i cinesi
o il presidente americano era impegnato soprattutto a trovare una via d’uscita dall’incubo vietnamita e
occorreva dialogare con entrambe le potenze comuniste, sfruttandone a proprio vantaggio l’accesa rivalità.
 L’ascesa del Vietnam
o 1975 si concluse la guerra del Vietnam, con la vittoria del Nord e la riunificazione del Paese; in breve tempo,
si trovò a combattere due nuove guerre:
 La prima, scoppiata nel 1977 per una disputa sui confini con la Cambogia, contrappose il regime di Hanoi
alla dittatura di Pol Pot, leader dei guerriglieri comunisti cambogiani artefici di un terribile genocidio ai
danni della locale popolazione civile, che causò oltre un milione e mezzo di vittime.
Il conflitto si concluse nel gennaio 1979 con la vittoria dei vietnamiti, i quali riuscirono a penetrare in
Cambogia conquistandone la capitale e ponendo fine alla sanguinaria dittatura di Pol Pot.
 ottenuta la vittoria, il Vietnam, alleato fedele dell’Urss, dovette scontrarsi con la Cina, sostenitrice dei
Khmer. La guerra durò tra il febbraio e il marzo del 1979; si trattò di meri atti di forza, puramente
dimostrativi, che tuttavia evidenziavano la forte contrapposizione esistente all’interno del complesso
mondo comunista

Nel continente americano


o Se l’Unione Sovietica non sembrava più in grado di controllare e dirigere il movimento comunista
internazionale, anche gli Stati Uniti, dagli anni Settanta, cominciarono a manifestare segnali di
indebolimento.
o processo evidente soprattutto in campo economico, a causa del crescente deficit del bilancio federale (a
causa delle ingenti spese belliche), gli shock petroliferi contribuirono al depotenziamento dell’industria
statunitense.
o Le difficoltà economiche, ben presto, si trasferirono a livello politico:
 La presidenza Nixon ebbe il merito di ritirare le truppe dal Vietnam. Inoltre, la “diplomazia del ping-
pong” con la Cina e la firma del Trattato Abm (anti-missili balistici) con l’Urss nel 1972.
 Nixon rimase incagliato nello “scandalo Watergate”, scoppiato a causa della scoperta di intercettazioni
illegali effettuate da ambienti repubblicani a danno dei democratici. Dopo una resistenza durata circa un
biennio, nell’agosto 1974 il presidente fu costretto alle dimissioni per evitare l’impeachment
o nonostante le difficoltà economiche e politiche, i governi americani continuarono a sostenere alcuni regimi
dittatoriali, ritenuti funzionali per sconfiggere il “comunismo”. Soprattutto in America Latina
 nel corso del Novecento, soprattutto tra gli anni Venti e Cinquanta, si era vissuta la stagione di maggiore
diffusione del “populismo”: ideologia, basata sul ruolo carismatico del capo e sul suo rapporto diretto
con le masse, che mirava a esaltare il popolo, in modo demagogico e idealizzato.
 Argentina, con il generale Peron, presidente dal 1946 al 1955; ma regimi populisti si erano avuti un po’
ovunque, dall’Ecuador al Messico, dalla Bolivia al Brasile.
 tra gli anni Cinquanta e Sessanta, mentre il resto dell’Occidente viveva una poderosa crescita economica,
nel Sud America i ritardi della modernizzazione, oltre a favorire la diffusione del malcontento popolare,
fornirono alle forze armate il pretesto per intervenire, con violenza, nella battaglia politica.
 i colpi di Stato dei militari si moltiplicarono: ad esempio in Paraguay, dove nel 1954 iniziò la lunga
dittatura di Stroessner; in Argentina, dove nel 1955 finì l’epoca peronista; in Brasile, dove nel 1964 gli
americani sostennero esplicitamente il golpe militare
 Cile, 1973, un colpo di Stato portò al potere la giunta militare di Augusto Pinochet.
 Il golpe eliminò in modo violento il governo di Unidad Popolar, una coalizione di centro-sinistra guidata
dal socialista Allende, in carica dopo la vittoria elettorale del 1970. Tale esperienza, per quanto
duramente contrastata dagli avversari tramite un vero e proprio boicottaggio economico, aveva suscitato
grande entusiasmo a livello popolare, ma aveva allarmato gli americani, timorosi che il socialismo – dopo
Cuba – si stesse espandendo nel continente.
 gli Stati Uniti, avevano finito per approvare gli esiti del golpe che, l’11 settembre 1973, portò alla morte
di Allende, alla fine della democrazia cilena e all’instaurazione di un regime criminale, simpatizzante del
fascismo, dedito alla tortura e impegnato nell’eliminazione fisica di migliaia di avversari politici.
 Uruguay, dove l’agrario Bordaberry aveva inaugurato una delle dittature più spietate dell’America Latina,
 nel 1976 fu nuovamente la volta dell’Argentina, dopo una breve parentesi peronista, dove s’impose la
dittatura militare di Videla, responsabile dell’orribile fenomeno dei “desaparecidos”, cioè dei circa 30
mila oppositori del regime che in quegli anni scomparvero nel nulla.
 Solo negli anni Ottanta la prassi dei golpe militari si sarebbe finalmente ridotta nell’America del Sud.

Nel continente europeo


o Nei primi anni Settanta anche in Europa si raggiunse l’apice della distensione, grazie ai nuovi rapporti nel
mondo tedesco e alla firma degli accordi di Helsinki. Inoltre, l’ingresso nella Cee di Danimarca, Irlanda e
Regno Unito rilanciò il processo d’integrazione europea, dopo una fase di rallentamento.
o la guida della Comunità venne assunta sempre di più dalla Germania Ovest, protagonista di una stagione
eccezionale di crescita economica e industriale.
o Sul piano istituzionale, verso la fine del decennio alcune innovazioni permisero di accelerare il progetto
comunitario. Innanzitutto, la prima elezione popolare del Parlamento europeo, avvenuta nel 1979, rafforzò
la democrazia nella Comunità.
o entrò in funzione il Sistema monetario europeo (ancorato intorno alla valuta più forte, il marco tedesco), che
permetteva alle singole monete nazionali soltanto lievi fluttuazioni, in modo da limitare il ricorso a
svalutazioni competitive, le quali non favorivano il processo d’integrazione.
o cessarono di esistere in Europa gli ultimi regimi autoritari di stampo fascista.
 Portogallo, governato dal dittatore Salazar dai primi anni Trenta fino al 1970, anno della sua morte. Da
allora il regime, si era progressivamente indebolito; di fronte al crescente malcontento popolare si
mossero ancora una volta i militari con l’obiettivo di traghettare il paese nella delicata transizione verso
la democrazia: si trattò della cosiddetta “rivoluzione dei garofani”, avvenuta il 25 aprile 1974, con cui il
Portogallo voltava finalmente pagina.
 Grecia, la dittatura dei “colonnelli”, giunti al potere sette anni prima, nell’aprile 1967. Il modello di
riferimento dei militari era il fascismo, si accanirono contro i nemici politici, attraverso la tortura e la
repressione poliziesca.
Dopo una delicata crisi politica nell’estate del 1974, che rischiò di far precipitare il Paese in una guerra
contro la Turchia, a novembre il popolo greco poté tornare a votare in libere elezioni democratiche che
stabilirono la sostituzione della monarchia con la Repubblica e assegnarono la vittoria al partito
conservatore.
 Spagna, dopo la morte del dittatore Francisco Franco, avvenuta nel novembre 1975, iniziò un cammino
verso la democrazia, che durò alcuni anni. Durante la delicata transizione giocò un ruolo importante il
capo dello Stato, il re Juan Carlos di Borbone, che nel 1981 si sarebbe opposto a un nuovo tentativo di
golpe militare. Nel dicembre 1978, con l’entrata in vigore della nuova Costituzione, il percorso poteva
dirsi ultimato: la guida politica venne assunta dapprima dal partito cattolico centrista, per poi passare nel
1982 ai socialisti.
o Negli anni Ottanta i tre Paesi entrarono a far parte della Cee, che arrivò a contare 12 Stati: la Grecia fece il suo
ingresso nella Comunità nel 1981, il Portogallo e la Spagna nel 1986.

L’Italia repubblicana: Nazione e crisi


o consolidamento della democrazia repubblicana, costretta a respingere i duri attacchi del terrorismo e a
contrastare gli effetti pesanti di una grave crisi economica, e da un indebolimento dei suoi principali
protagonisti, quei partiti politici non più in grado di escogitare una formula di governo che potesse coesistere
con gli equilibri delicati della guerra fredda.
o traguardi a livello sociale, culturale e giuridico, specie per quanto riguarda i diritti dei propri cittadini
o il quadro economico tendeva a deteriorarsi sia sul piano internazionale che nazionale, provocando il
progressivo appannamento del fordismo
o crescente violenza politica “anni di piombo”
 Lo stragismo “nero”
o Il 12 dicembre 1969, nel centro di Milano, a Piazza Fontana, una bomba scoppiò presso la filiale della Banca
nazionale dell’agricoltura, facendo ben 17 morti e quasi un centinaio di feriti; si trattò del primo episodio
della cosiddetta “strategia della tensione”, il tentativo di creare il caos nelle istituzioni e il panico
nell’opinione pubblica, operato da gruppi neofascisti e da settori deviati dello Stato (annidati nei servizi
segreti, nel ministero dell’Interno e in quello della Difesa), con la complicità di oscuri ambienti internazionali
e con la partecipazione attiva di pezzi della criminalità organizzata con l’obiettivo di agevolare una svolta
autoritaria nel Paese.
o Nonostante il fallimento politico dell’iniziativa, lo stragismo “nero” continuò a colpire ancora negli anni
successivi:
- Gioia Tauro, 22 luglio 1970 una bomba fatta esplodere su un treno fece 6 morti;
- Peteano, il 31 maggio 1972 vennero uccisi 3 carabinieri, attirati in un’imboscata;
- Milano, alla Questura, 17 maggio 1973, in una manifestazione in ricordo del commissario Calabresi
(assassinato esattamente un anno prima da un commando di terroristi di sinistra), un’altra bomba uccise 4
persone;
- 1974, Brescia, in Piazza della Loggia, 28 maggio, durante una manifestazione sindacale antifascista, un
potente ordigno ammazzò 8 persone;
- 4 agosto 1974, quando l’ennesima bomba, in stazione causò 12 vittime.
- agosto 1980, strage alla stazione di Bologna, 85 morti e circa 200 feriti
- 23 dicembre 1984, con la strage del rapido 904, nella tratta ferroviaria tra Bologna e Firenze, che fece 16
vittime.
 Negli ultimi due casi, le circostanze e le motivazioni degli attentati furono diverse dalle precedenti; tuttavia,
le modalità erano in evidente continuità con la stagione stragista del 1969-74: segno inequivocabile che
mandanti ed esecutori avevano gli stessi obiettivi politici.
 La crisi economica aumentò le tensioni sociali e indebolì il mondo della politica
o la fine degli accordi di Bretton Woods, nel 1971, aveva reso più fragile il sistema creditizio italiano, più
esposto alle fluttuazioni dei mercati valutari, con ricadute evidenti sul terreno della produzione industriale.
o colpo duro con la crisi petrolifera del 1973, che provocò una marcata recessione e un’impennata dei prezzi.
o La crisi del petrolio portò a nuove ondate di violenza, fra cui alcuni attentati agli oleodotti in segno di
protesta contro i Paesi occidentali, considerati “imperialisti”
o Il fenomeno inedito della “stagflazione” comportò una cesura (anche) nella storia del capitalismo italiano:
non solo per gli effetti negativi che si registrarono sul Pil, sui redditi e sui tassi di disoccupazione, specie
giovanile, la quale – dopo il periodo del “boom” – tornò a essere un fenomeno “di massa”; ma soprattutto
perché la crisi economica innescò un vero e proprio mutamento, basato sull’innovazione tecnologica e sul
decentramento produttivo, assestando un colpo mortale al fordismo e avviando l’epoca della cosiddetta
“società post-industriale”, fondata su una più efficiente flessibilità produttiva ma anche su una maggiore
precarietà del lavoro.
 La fine della “Prima Repubblica”. Il “compromesso storico”
o Il centrosinistra, dopo circa dieci anni di governo, andò in crisi: nel 1972, dopo le prime elezioni politiche
anticipate della storia repubblicana, si formò il nuovo Governo Andreotti-Malagodi, i liberali presero di
nuovo il posto dei socialisti; quindi, dalla metà del decennio prese forma un nuovo disegno politico teso a
risolvere il problema della fragilità delle istituzioni.
o L’idea del “compromesso storico” tra le principali forze politiche popolari – democristiani, socialisti e
comunisti – fu lanciata dal leader del Pci Enrico Berlinguer nel 1973, all’indomani del colpo di Stato di
Pinochet in Cile, che aveva sostituito il governo democratico del socialista Allende con la dittatura militare.
o Onde evitare un pericolo simile anche in Italia, dove lo stragismo neofascista veniva sostenuto da forze
“antisistema”, la proposta mirava a cementare un fronte unitario antifascista tra le forze che avevano
sconfitto il fascismo durante la Resistenza e che avevano scritto insieme la Costituzione.
o Tale ipotesi, che tuttavia incontrava numerose resistenze in taluni ambienti sia internazionali che nazionali,
prese consistenza dopo le nuove elezioni anticipate del 1976, quando il Pci raccolse i benefici dell’ondata di
lotte sociali avviata nel ’68, aumentando i consensi, a fronte di una sostanziale tenuta della Dc.
o Iniziò così l’epoca dei “governi di solidarietà nazionale”, presieduti da Giulio Andreotti, in carica tra il 1976 e
il 1979 grazie al peso parlamentare dei comunisti.
o Dopo l’esito del primo referendum nel 1974 a favore del divorzio e dopo il varo del nuovo diritto di famiglia
nel 1975, tali governi proseguirono il cammino delle riforme, con la legge sull’aborto e con l’istituzione del
Servizio sanitario nazionale, il secondo pilastro essenziale (accanto alle pensioni) dello Stato sociale.
o Inoltre, contro l’alleanza tra Dc e sinistre, ben presto si scatenò l’offensiva del terrorismo, questa volta di
matrice “rossa”, fino al tragico episodio del rapimento (16 marzo 1978) e dell’uccisione (9 maggio 1978) di
Aldo Moro, il Presidente della Dc e l’uomo del dialogo con il Pci.
o I “55 giorni” del “caso Moro” furono certamente la pagina più oscura della storia repubblicana: le Brigate
Rosse, artefici dell’efferato delitto, furono anche “manovrate” da pezzi deviati delle istituzioni, in un quadro
inquietante di trame internazionali e nazionali, ancora oggi avvolte nel mistero
 Il pentapartito e la crisi degli anni Ottanta
o Sbarrata la strada a destra sin dai tempi del Governo Tambroni, i successivi insuccessi del centrosinistra e
della “solidarietà nazionale” impedirono il superamento dell’“anomalia” italiana: quella, cioè, di una
democrazia “speciale”, senza possibilità di alternanza al potere, all’interno di un quadro internazionale
vincolante.
o Così, negli anni Ottanta, l’unico sentiero stretto condusse alla formazione di un’ampia coalizione – il
“pentapartito” tra Dc, Psi, Psdi, Pri e Pli – che spaziava dai socialisti ai liberali; inoltre, la stessa leadership
democristiana venne messa in discussione dal leader del Psi Bettino Craxi, il quale puntava a rafforzare il
ruolo baricentrico dei socialisti.
o In ogni caso, nonostante una situazione economica che mostrava evidenti segnali di rilancio (con lo sviluppo
impetuoso dei servizi e della cosiddetta “Terza Italia” dei “distretti industriali”), la politica restò debole;
infatti, al di là di singoli provvedimenti che pure contribuirono a modernizzare il Paese, il sistema politico-
istituzionale risultava “bloccato” e ciò alimentava la diffusione del clientelismo e della corruzione, a tal punto
che la “questione morale” divenne una vera e propria emergenza nazionale.
o Così, nei primi anni Novanta, dopo la caduta del Muro di Berlino e l’implosione del mondo comunista,
l’intero sistema politico italiano crollò in pochi mesi, travolto dagli scandali giudiziari, dalle debolezze
strutturali dell’economia e dai colpi della criminalità organizzata.
o Tra il 1992 e il 1993, con la fine di tutti i partiti dell’arco costituzionale, finiva anche la cosiddetta “Prima
Repubblica” e iniziava una delicata fase di transizione verso nuovi approdi, guidata da altri soggetti politici,
all’interno di un inedito quadro internazionale segnato dalla fine della guerra fredda e dalla nascita
dell’Unione europea.

18. IL CROLLO DEL COMUNISMO E LA FINE DELLA GUERRA FREDDA


 La guerra In Afghanistan
o dicembre 1979 l’Unione Sovietica decise l’invasione dell’Afghanistan, Paese da sempre nelle mire dei russi in
quanto collocato in una posizione strategica nel cuore dell’Asia, tra Medio Oriente, subcontinente indiano e
Cina
o 1973, un golpe aveva decretato la fine della monarchia e la nascita della Repubblica
o 1978, un nuovo colpo di Stato aveva portato al potere il locale partito comunista e il legame con l’Urss ne era
uscito rafforzato. Gli equilibri interni al nuovo regime erano fragili; le sorti del Paese erano rese ancora più
incerte da un’azione di guerriglia, organizzata da combattenti islamici, i mujaheddin, finanziati dagli
americani
o Quando Breznev comprese il rischio d’implosione del regime comunista, decise l’occupazione del Paese da
parte dell’Armata Rossa, avviata negli ultimi giorni del 1979. Da allora, l’Afghanistan divenne teatro di una
guerra cruenta, combattuta tra sovietici e guerriglieri islamici, che provocò un numero molto elevato di
vittime e milioni di profughi. La conformazione del territorio favorì le azioni di guerriglia. Il conflitto durò
dieci anni, accompagnando il declino dell’Urss, fino alla caduta finale; nel febbraio 1989 le truppe sovietiche
si sarebbero ritirate, subendo di fatto una sconfitta pesante
 La rivolta degli operai polacchi
o Nello stesso periodo l’Urss iniziò anche a perdere il controllo sulle “democrazie popolari” dell’Europa
orientale. I sovietici non avevano più la forza militare, economica e politica per bloccare il lento processo di
distacco. Polonia, il Paese storicamente più distante dal mondo comunista; basti pensare al peso tradizionale
della religione cattolica, che venne ulteriormente rafforzato nel 1978 dall’elezione dell’arcivescovo di
Cracovia, Karol Wojtyla, al soglio pontificio, con il nome di Giovanni Paolo II
o Già in passato, aveva visto svilupparsi alcuni movimenti di protesta che reclamavano più diritti e libertà; era
accaduto, con gli scioperi di Poznan del 1956 e col movimento studentesco nel ’68. Nel 1980, l’epicentro
delle nuove proteste operaie furono i cantieri navali di Danzica. Gli scioperi, iniziati ad agosto, ebbero un
vasto seguito e condussero alla firma di veri e propri accordi sindacali che stabilivano il miglioramento della
condizione economica dei lavoratori e riconoscevano il diritto di sciopero e il principio della libertà sindacale
o dicembre 1981 il generale comunista Jaruzelski avviò un colpo di Stato, con per recuperare il controllo. La
repressione durò per qualche tempo, ma poi si allentò; anche questo era un segnale eloquente che i tempi
stavano cambiando

La reazione del blocco occidentale e la “seconda” guerra fredda


o Di fronte all’evidente declino del potere sovietico gli Stati Uniti si mossero con l’obiettivo di assestare un
colpo definitivo all’Urss. Dopo l’invasione russa dell’Afghanistan, la reazione americana fu affidata al nuovo
presidente, il repubblicano Ronald Reagan, uscito vincitore dalla competizione elettorale del 1980
o Reagan vinse le presidenziali con un programma ultraliberista, che divenne subito il manifesto della destra
conservatrice occidentale. Nel 1979, infatti, era divenuta Primo Ministro in UK la conservatrice Margaret
Thatcher, la cosiddetta “lady di ferro”, la quale in poco tempo spazzò via le principali conquiste sociali varate
in precedenza nella “patria” del Welfare State.
o Il conflitto sociale divenne subito molto acceso: la vertenza sindacale più importante si ebbe nel 1984,
quando la Thatcher riuscì a piegare la resistenza a oltranza dei minatori, impegnati in un drammatico braccio
di ferro con il governo
o Un episodio in parte analogo si era avuto anche negli Stati Uniti, nel 1981, quando Reagan aveva vinto una
vertenza altrettanto dura nel settore del trasporto aereo. In generale, l’offensiva neoliberista puntava a
ridurre drasticamente l’intervento dello Stato in campo economico, poiché le forze del mercato dovevano
essere lasciate libere di muoversi e agire; se, nel breve periodo, ciò finiva inevitabilmente per avvantaggiare
le classi più ricche, in un tempo più lungo i benefici della crescita si sarebbero propagati anche alle fasce
sociali più povere.
 La “seconda” guerra fredda
o Sul piano internazionale, in particolare dopo l’intervento russo in Afghanistan, Reagan decise di replicare con
durezza alle mosse sovietiche. Egli non si limitò a sostenere, con soldi e armi, i movimenti di guerriglia
anticomunista, dall’Asia all’America centrale (come ad esempio avvenne in Nicaragua, dove gli Stati Uniti
sostennero i contras, cioè gruppi controrivoluzionari in lotta contro il governo sandinista, di orientamento
socialista, al potere dal 1979).
o il presidente americano mise in campo un vasto programma di riarmo nucleare, come non si vedeva da
tempo; così, il mondo tornò a vivere l’incubo di una guerra atomica, i cui effetti sarebbero stati disastrosi
o la Thatcher riesumò la vecchia politica “imperiale”, abbandonata da tempo: il riferimento è alla guerra delle
Falkland, combattuta contro l’Argentina nel 1982 per il controllo del piccolo arcipelago al largo della costa
sudamericana. Alla fine, gli inglesi, mossi da un rinnovato orgoglio patriottico, ebbero la meglio sugli
avversari, accelerando la caduta della giunta militare argentina

Il crollo dell’Unione Sovietica


o Le relazioni internazionali tornarono a normalizzarsi soltanto alla metà degli anni Ottanta, grazie a un
cambiamento decisivo avvenuto al vertice dell’Unione Sovietica. Infatti, dopo la scomparsa di Breznev nel
1982, la fase successiva di transizione si chiuse nel 1985 con la salita al potere del nuovo segretario del Pcus
Michail Gorbacev.
o in pochi mesi, avviò nel Paese un programma ambizioso di riforme, passato alla storia con il termine di
perestroijka, condotto all’insegna di una maggiore trasparenza (glasnost).
o in politica estera, avviò una serie di importanti negoziati con gli Stati Uniti per avviare una revisione
sostanziosa degli armamenti nucleari; così, dopo gli accordi di Reykjavik del 1986, le due superpotenze
arrivarono alla firma del Trattato Inf sulla riduzione dei missili a medio raggio.
o La speranza nutrita da Gorbacev di un’autoriforma interna del comunismo, finalizzata alla nascita di uno
Stato di diritto socialista, si consumò rapidamente; ormai, taluni meccanismi burocratici di potere erano
talmente radicati, e i risultati economici così deludenti, che il destino della dittatura appariva segnato
o la Cina di Deng Xiaoping mostrò tutta la brutalità di un regime violento, reprimendo nel sangue la rivolta di
massa di Piazza Tienanmen, a Pechino, nella primavera del 1989, con un bilancio di migliaia di vittime,
l’Unione Sovietica si avviò a chiudere la sua parabola, circa settant’anni dopo la Rivoluzione d’ottobre
o Dall’autunno del 1989, infatti, la mobilitazione anticomunista all’interno delle “democrazie popolari” crebbe
a dismisura e iniziarono le manifestazioni di piazza, che si trasformarono presto in un’onda inarrestabile.
L’evento più eclatante si verificò a Berlino, dove il 9 novembre 1989 si ebbe il crollo fragoroso del Muro, il
simbolo principale della guerra fredda sin dalla sua costruzione nel 1961
o In poche settimane caddero, uno dopo l’altro, tutti i regimi dell’Est Europa, dalla Repubblica Democratica
Tedesca alla Polonia, dalla Cecoslovacchia all’Ungheria, dalla Bulgaria alla Romania (l’ultimo governo ad
arrendersi, finché, nel giorno di Natale, il dittatore Nicolae Ceausescu venne giustiziato). L’Unione Sovietica
non poté che assistere impotente al crollo del comunismo nei “Paesi satelliti”. Quando due anni dopo,
nell’agosto 1991, un tentativo di golpe tentò di mettere fuori gioco Gorbacev, si capì che era giunto il
momento della resa dei conti. In pochi mesi, a partire dai Paesi baltici, tutti gli Stati che costituivano l’Urss
proclamarono la loro indipendenza da Mosca
o In poche settimane caddero, uno dopo l’altro, tutti i regimi dell’Est Europa, dalla Così, nel dicembre 1991
finiva l’esperienza storica dell’Urss e al suo posto veniva costituita la Federazione russa, guidata dal nuovo
leader Boris Eltsin
o Con la fine dell’Urss terminava la guerra fredda, cioè una lunga stagione di scontro ideologico e politico di
dimensioni planetarie tra capitalismo e comunismo, avviata dopo la Seconda guerra mondiale e conclusa con
la vittoria del blocco occidentale; e si chiudeva il “secolo breve”, iniziato con la Prima guerra mondiale e la
Rivoluzione d’ottobre, segnato dall’influenza del comunismo, l’unica ideologia capace di competere per
decenni a livello globale con il capitalismo.

L’Unione europea
o Con l’entrata in funzione del Parlamento e del Sistema monetario nel 1979 e con i nuovi ingressi di Grecia,
Portogallo e Spagna tra il 1981 e il 1986, il processo d’integrazione europea riprese slancio e vigore.
o Nonostante l’azione di freno posta dalla premier inglese Thatcher durante tutto il decennio, l’“asse franco-
tedesco”, impersonato dal presidente della Repubblica francese, il socialista François Mitterand, e dal cancelliere
tedesco, il cristiano-democratico Helmut Kohl, prese a marciare nuovamente a pieno regime.
o Verso la metà del decennio vi erano in campo due proposte principali sul futuro della Comunità.
 La prima, lanciata da Spinelli, uno dei “padri nobili” dell’Europa, puntava ad assegnare al Parlamento un vero
e proprio ruolo “costituente”, per elaborare una Costituzione da porre a fondamento di un’Unione politica.
 La seconda, sponsorizzata dai principali leader nazionali, continuava ad affidare il destino della Comunità ai
governi dei singoli Stati e alla loro rete di rapporti diplomatici, seguitando a procedere per piccoli passi.
 la terza, rappresentata dal nuovo presidente della Commissione europea, il francese Jaques Delors,
economista di formazione cristiana e dirigente socialista, in carica dal 1985. Questi rimase alla guida della
Commissione per un decennio, dal 1985 al 1995, e il suo ruolo si rivelò prezioso per i numerosi progressi
realizzati durante i suoi mandati.
o febbraio 1986, firma dell’“Atto unico europeo”, un ambizioso documento che operava una revisione dei Trattati
di Roma del 1957, fissando la realizzazione dell’Unione europea entro il 1992 attraverso l’abbattimento di tutte
le barriere tra i diversi Paesi della Cee.
o riprendeva e ampliava anche i contenuti dell’accordo di Schengen, siglato nel 1985 da cinque dei sei Paesi
fondatori (Belgio, Francia, Germania ovest, Lussemburgo e Paesi Bassi), con cui si stabiliva la libera circolazione
dei cittadini all’interno dei confini dei paesi firmatari.
o Tra il 1990 e il 1992 avrebbero aderito alla Convenzione di Schengen anche Italia, Spagna, Portogallo e Grecia.
o L’Atto Unico, dunque, prevedeva una serie di provvedimenti che i singoli Paesi avrebbero dovuto adottare per
accelerare il processo d’integrazione e centrare l’obiettivo del 1992.
o Tuttavia, per il processo d’integrazione europea l’accelerazione più forte venne dagli accadimenti rivoluzionari
del 1989, avviati con la caduta del Muro di Berlino e proseguiti con il crollo del comunismo nell’Europa orientale.
o La conseguenza più rilevante fu certamente la (ri)unificazione tedesca, che si realizzò il 3 ottobre 1990, dopo
alcuni mesi di trattative; se la Germania Ovest era stata tra le principali artefici del processo d’integrazione,
assumendo nei fatti dagli anni settanta la leadership della Comunità, con l’annessione della Germania Est il Paese
assumeva un peso ancora più rilevante.
o Certo, l’assorbimento di un’ampia regione che presentava gravi problemi sociali, dovuti al pessimo
funzionamento dell’economia collettivista, richiedeva sforzi eccezionali; tuttavia, superati gli inevitabili momenti
di difficoltà, con la fine della cortina di ferro la strada verso l’unità del Vecchio continente si fece meno
accidentata.
o mentre il governo inglese, affidato nel novembre 1990 al conservatore John Major, proseguiva la politica
thatcheriana di freno allo sviluppo comunitario, gli altri undici Paesi intensificarono le trattative per giungere,
entro i termini stabiliti, all’istituzione dell’Unione europea.
o L’Unione Europea nacque ufficialmente con la firma del Trattato di Maastricht, avvenuta nella città olandese nel
febbraio 1992.
o Il salto di qualità fu notevole: se è vero, infatti, che i tempi dell’unità politica non erano ancora maturi, la
semplice integrazione economica non appariva più sufficiente.
o Innanzitutto, fu stabilito di preparare un’effettiva integrazione monetaria, attraverso un complesso percorso di
adeguamento e uniformazione che si sarebbe concluso soltanto dieci anni più tardi, con la nascita della moneta
unica, l’Euro, nel 2002.
o con il Trattato si decise di dare vita a un vero e proprio sistema di politiche comunitarie, non limitate alle sole
materie economiche, che fornissero un aiuto concreto ai Paesi membri attraverso un apposito Fondo di
coesione, a partire dagli Stati che avevano al loro interno zone più arretrate e disagiate.
o si cominciò a ragionare della possibilità di arrivare ad avere una sola politica estera e di difesa, per riuscire a
competere in maniera più efficace in un mondo globalizzato e multipolare.
o A oltre 25 anni di distanza dal Trattato di Maastricht il bilancio dell’Unione europea non può che essere
complesso, poiché presenta inevitabilmente tante luci ma anche parecchie ombre, che continuano a generare
non pochi timori per il futuro del continente.
o Di certo, l’Unione ha raccolto egregiamente il testimone che le è stato lasciato dalla Comunità, la quale, pure in
tempi di guerra fredda, ha assicurato all’Europa un periodo di pace piuttosto lungo.
o Inoltre ha rappresentato un argine formidabile di fronte alle acque sempre più agitate della globalizzazione,
mettendo al riparo da eventuali shock economici e politici soprattutto le nazioni più deboli a causa dei loro limiti
strutturali.
o ha confermato il valore universale della cultura giuridica europea, basata sul primato dei diritti umani e di
cittadinanza Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, varata a Nizza nel 2000, rappresenta di certo
uno dei documenti più avanzati nella storia della civiltà umana
o Nel frattempo si è allargata ampiamente, arrivando a contare 28 Stati membri (che sono diventati 27 nel 2016 a
causa della Brexit, cioè l’uscita del Regno Unito dall’Unione, stabilita dal referendum del 23 giugno).
o Se, sul piano economico, l’allargamento ha comportato un ulteriore rafforzamento generale del continente, sul
piano politico esso ha comportato notevoli problemi, soprattutto a causa della volontà di alcuni Paesi dell’Est (si
pensi al gruppo di Visegrad, costituito nel 1991 e composto da Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria)
di sottrarsi ad alcune scelte vincolanti dell’Unione, ad esempio in tema di immigrazione.
o Lo stesso processo di consolidamento delle istituzioni europee ha subito continui stop and go: infatti, dopo i
progressi registrati con i Trattati di Amsterdam e Nizza, siglati rispettivamente nel 1997 e nel 2001, si è assistito
tra il 2002 e il 2005 al fallimento della “Convenzione sul futuro dell’Europa”, un organo straordinario dell’Unione
incaricato della stesura di una Costituzione europea, il cui impegno tuttavia è stato vanificato dalla bocciatura nei
referendum popolari in Francia e Olanda.
o il Trattato di Lisbona del 2007 ha rilanciato il cammino unitario, ma la grave crisi economica abbattutasi
sull’Europa nel 2010-2011 ha costretto i governi sulla difensiva (come ha mostrato la firma nel 2012 del Fiscal
Compact, un vero e proprio “patto di bilancio” sulle regole della finanza pubblica improntato a una politica
economica di austerità).
o In ogni caso, al di là dei nodi politici del presente, il futuro dell’Unione appare strettamente collegato al dibattito
pubblico sui valori culturali del progetto europeo, a partire dalle sue radici storiche: se l’idea di Europa, cioè, sia
stata il frutto della comune fede religiosa cristiana, già professata largamente durante il Medievo; oppure, se
essa sia sorta con il principio illuminista del primato della ragione e della laicità, introdotto nell’età moderna; o,
più semplicemente, se tale idea sia nata e si sia sviluppata nell’epoca contemporanea, in particolare nel
Novecento, per porre fine alla competizione imperialista e allo scontro nazionalista tra gli Stati e tra i popoli del
Vecchio continente.

L’epoca della globalizzazione


o La vittoria del capitalismo sul comunismo fu innanzitutto di natura economica.
o Venuto meno il “pericolo rosso”, il sistema di produzione e consumo nato e sviluppatosi in Occidente tra età
moderna e contemporanea poté così estendersi più facilmente a livello globale, finendo per coinvolgere anche il
Terzo mondo, o meglio quei Paesi del Terzo mondo più solidi sul piano demografico e politico.
o tante regioni del pianeta, soprattutto in Africa e in Asia, restarono in condizioni di estrema povertà, con intere
popolazioni ridotte alla fame da un sistema economico spesso iniquo, alimentato anche da classi dirigenti locali
corrotte. Si trattava del cosiddetto “Quarto mondo”, nel quale si susseguivano continue carestie ed epidemie,
che proseguono ancora oggi, causa di vere proprie crisi umanitarie, con decine di milioni di vittime.
o Questa è certamente la faccia oscura di una globalizzazione che, negli ultimi trent’anni circa, ha permesso
tuttavia a una fetta consistente della popolazione mondiale di raggiungere finalmente condizioni decenti di vita.
o Già dagli anni Ottanta, quando ormai s’intravedeva la caduta del blocco sovietico, i negoziati e gli scambi
commerciali tra molti Paesi, in diverse aree del mondo, presero a intensificarsi, dando vita a nuove istituzioni e a
mercati sempre più grandi. Basti citare i casi:
 Apec (Asia-Pacific Economic Cooperation), un organismo costituito nel 1989 per favorire il libero scambio
nell’area del Pacifico, tra America e Asia;
 Mercosur (Mercado Comùn del Sur), il mercato comune che lega gran parte dell’America Latina, nato nel
1991;
 Nafta (North American Free Trade Agreement), il trattato di libero scambio firmato da Usa, Canada e
Messico nel 1992.
 1994, si chiuse l’“Uruguay Round”, cioè il complesso negoziato all’interno del Gatt, avviato nel Paese
sudamericano nel 1986 con l’obiettivo di fare del mondo un unico enorme mercato.
 Wto (World Trade Oragnization), l’Organizzazione mondiale del commercio, entrata in funzione nel 1995 e
incaricata di sviluppare gli scambi a livello globale, dettando le regole e controllandone l’applicazione.
 La centralità dell’Asia e l’emergere di nuove potenze
o Un primo significativo mutamento nell’ambito del Wto si è avuto nel dicembre 2001, quando anche la Cina è
entrata a farne parte; ciò ha rappresentato una grande novità sul piano politico, permettendo al Paese di
realizzare in pochi anni una crescita economica impetuosa.
o dalle riforme economiche imposte da Deng Xiaoping negli anni Ottanta, la Cina ha dato vita a un modello
assolutamente anomalo: quello, cioè, di una dittatura comunista, molto rigida sul piano politico, che tuttavia
risulta pienamente inserita nel contesto capitalistico globale.
o Alla Cina si è presto affiancata anche un’altra grande potenza, l’India, dotata di una tale forza demografica ed
economica, da farne in breve tempo il secondo polo del continente asiatico; tanto che alcuni commentatori
hanno coniato il neologismo “Cindia”, proprio a indicare la principale area economica del pianeta.
o La crescita di Cina e India, dunque, ha ulteriormente rafforzato la centralità dell’Asia nell’epoca della
globalizzazione. Già dagli anni Settanta il caso del Giappone aveva sorpreso il mondo per la forza e rapidità
della sua crescita economica. Più tardi, negli anni Novanta, si sarebbero aggiunte nuove realtà, come le
cosiddette “tigri asiatiche” (Sud Corea, Hong Kong, Singapore e Taiwan), mentre, in tempi più recenti, anche
altri Paesi (come Filippine, Thailandia e Vietnam) hanno fatto registrare progressi notevoli.
o in altri continenti si sono affacciati ulteriori protagonisti; in ambito economico, ad esempio, è noto il termine
“Brics”, l’acronimo con cui si indicano alcuni di essi (oltre a Cina e India, anche il Brasile, il Sudafrica e la
Russia). Quest’ultima, peraltro, dopo il trauma del crollo sovietico, soprattutto nell’era di Vladimir Putin (al
potere, ininterrottamente, dal 1999) ha vissuto una fase di notevole ripresa economica, tanto da entrare a
far parte nel 2000 del G8, il vertice tra le economie più avanzate al mondo (nato come G7 nel 1975).
o Considerato, però, il repentino accorciamento delle distanze tra vecchie e nuove potenze, negli ultimi anni
ha acquisito sempre più importanza un nuovo “forum”, il G20 dei paesi industrializzati, aperto anche ai nuovi
giganti dell’economia mondiale.
 Il movimento no-global e le sfide del presente
o anche nell’epoca del trionfo della globalizzazione, facilitato dalla straordinaria innovazione di internet (la
rete di telecomunicazione disponibile a tutti, che ha collegato in tempo reale praticamente tutto il pianeta), il
capitalismo non ha cessato di generare crisi economiche e di alimentare tensioni sociali; il default argentino
del 2000-2002 è solo uno dei tanti esempi
o Non è un caso che proprio negli anni di crescita economica più intensa, a cavallo tra i due secoli, si sia
sviluppato anche un ampio movimento di contestazione, soprattutto giovanile, divenuto visibile in occasione
della conferenza del Wto svolta a Seattle nel 1999, tornato al centro delle cronache proprio in Italia, nel
2001, in occasione del drammatico G7 di Genova, e presente, puntualmente, negli appuntamenti più
importanti dell’agenda economica globale.
o La fondatezza di talune critiche, anche radicali, rivolte all’attuale modello di sviluppo, hanno trovato
conferma nelle due recenti crisi internazionali: quella immobiliare del 2008, partita dagli Stati Uniti, e quella
dei debiti sovrani del 2010-11, che ha interessato soprattutto l’Europa, provocando un aumento della
disoccupazione e della povertà.
o Insieme allo sviluppo “sostenibile”, l’unico in grado di contrastare la grave minaccia del “riscaldamento
globale” che sta compromettendo la salute del pianeta, la sfida principale che hanno di fronte le classi
dirigenti, specie del mondo occidentale, è quella di sconfiggere la crescita della precarietà del lavoro e
dell’emarginazione sociale.
 Le crisi politiche
o Mentre l’economia cresceva a ritmo sostenuto, nel mondo le crisi politiche sembravano moltiplicarsi, con
grande sorpresa di chi – dopo la fine del comunismo – aveva pronosticato l’inevitabile “fine della storia”.
o la scomparsa dell’Urss non facilitò il processo di assestamento delle relazioni internazionali; anzi,
nell’immediato, essa sembrò alimentare nuove tensioni.
o Un primo esempio si ebbe nel 1990, quando l’Iraq sunnita di Saddam Hussein, appena uscito dalla lunga
guerra contro l’Iran sciita (1980-1988), decise di invadere il Kuwait per risolvere alcune questioni territoriali.
o i forti interessi economici ed energetici presenti nell’area spinsero gli Stati Uniti di George Bush a intervenire
nel 1991. Si trattò della (prima) “guerra del golfo” (Persico), che gli Usa vinsero facilmente grazie alla netta
superiorità tecnologica-militare.
 Le guerre jugoslave
o Poco tempo dopo, in Europa, la caduta del comunismo – che aveva prodotto una transizione
(insperatamente) pacifica nei Paesi dell’Est – provocò effetti laceranti nella zona occidentale della penisola
balcanica, con epicentro nella Jugoslavia.
o dopo la morte di Tito nel 1980, si era aperta una delicata fase di transizione, che finì per risolversi in modo
drammatico proprio dopo la scomparsa dell’Urss.
o Dal 1991, infatti, iniziò un processo di disgregazione del Paese, le cui radici storiche risalivano agli sviluppi
della Grande Guerra. Se l’indipendenza della Slovenia si realizzò in breve tempo senza particolari traumi, dal
1992 si accese il conflitto tra serbi e croati, storicamente divisi da motivi culturali e religiosi.
o Iniziarono così le “guerre jugoslave”, destinate a seminare terrore e morte nel cuore del Vecchio continente
dopo un lungo periodo di pace.
o ad aggravare la situazione, intervenne anche una dolorosa guerra civile in Bosnia, dove viveva un’ampia
comunità musulmana. Il lungo assedio della capitale Sarajevo e altri episodi inquietanti – come il massacro di
circa ottomila musulmani a Srebenica da parte serba – provocarono migliaia di vittime.
o Il conflitto si chiuse soltanto nel 1995 con l’accordo di Dayton, che prevedeva la divisione in due della
regione tra serbi e croati-bosniaci.
o Ma un’ulteriore appendice si ebbe con la guerra del Kossovo del 1996-1999, chiusa dai bombardamenti della
Nato sulla Serbia, colpevole di una terribile repressione ai danni della locale comunità albanese.
 Dall’Africa all’Asia
o In Africa, ad esempio, nel 1994 si verificò in Ruanda un drammatico genocidio, alimentato dall’odio etnico
tra hutu e tutsi, che alla fine vide soccombere questi ultimi; il massacro fu talmente violento che, in pochi
mesi, le vittime arrivarono a sfiorare il milione di persone.
o Ma altre guerre e carneficine si registrarono un po’ ovunque, dal Congo alla Liberia, dal Darfur al Corno
d’Africa.
o Alcuni processi conobbero anche un esito positivo: in Sudafrica, ad esempio, dopo la liberazione di Nelson
Mandela, il leader storico del movimento anti-apartheid, l’odiosa forma di segregazione razziale venne
finalmente cancellata con le libere elezioni del 1994, che videro una netta maggioranza a favore dell’Anc
(African National Congress), il più importante partito della locale comunità nera.
o Anche in Asia, accanto all’onnipresente “questione mediorientale”, si svilupparono nuovi focolai “caldi”:
dalle guerre cecene nel Caucaso, scoppiate dopo l’implosione dell’Urss, alla questione del Tibet, soggiogato
dalla potenza cinese; dalla guerra civile nello Sri Lanka alla lunga contrapposizione, che prosegue ancora
oggi, tra le due Coree.
o L’effetto più vistoso delle molteplici crisi politiche e umanitarie degli ultimi tre decenni è stato l’aumento
esponenziale del numero dei profughi e le conseguenti migrazioni da parte di milioni di esseri umani, in
viaggio verso le zone più ricche del pianeta alla ricerca di condizioni di vita dignitose.
o Così oggi, insieme ai problemi ambientali ed economici, il tema dell’immigrazione si è posto inevitabilmente
al centro dell’agenda politica internazionale.
 Il terrorismo islamista
o Negli ultimi anni un tema di grande rilevanza ha riguardato la crescita del terrorismo islamista.
o Per quanto tale fenomeno interessi soprattutto i Paesi musulmani, divisi tra loro (e al loro interno) sia dal
contrasto religioso tra sunniti e sciiti, sia da interessi economici e geopolitici, negli ultimi tempi esso ha
iniziato a diffondersi anche nel mondo occidentale, dagli Stati Uniti all’Europa.
o Le responsabilità dell’Occidente sono fin troppo evidenti: fra tutte, continua a pesare in modo determinante
la “questione palestinese”, la quale, anche dopo gli accordi di Camp David, non si è mai risolta.
o Da un lato le azioni terroristiche di numerose organizzazioni arabe rivolte soprattutto contro Israele,
dall’altro le politiche di occupazione e le azioni militari promosse da Israele (ad esempio nella guerra del
Libano del 1982), hanno generato un clima di costante allarme e di frequenti scontri armati, come mostrato
dalla prima “Intifada” (rivolta) dei palestinesi nel 1987.
o Soltanto nei primi anni Novanta il conflitto sembrò trovare uno sbocco positivo: nell’estate del 1993, infatti,
gli accordi di Oslo, siglati dal premier israeliano Yitzhak Rabin e dal capo dell’Olp (l’Organizzazione per la
Liberazione della Palestina) Yasser Arafat, con la mediazione decisiva del nuovo presidente americano Bill
Clinton, sancirono la pace tra i due schieramenti, in applicazione del principio dei “due Stati per due popoli”.
o Tuttavia, dopo appena due anni, l’assassinio di Rabin, avvenuto il 4 novembre 1995 da parte di un estremista
della destra sionista, fece precipitare nuovamente la situazione.
o La “seconda Intifada”, scoppiata nel 2000, non avrebbe fatto altro che certificare la nuova situazione di
emergenza nella regione.
 L’11 settembre
o All’inizio del nuovo millennio gli Stati Uniti pagarono duramente il loro ruolo di potenza leader di
quell’Occidente che tante colpe aveva agli occhi del mondo arabo.
o Così, l’11 settembre 2001 avvenne un fatto eclatante, di quelli che segnano in modo indelebile l’immaginario
collettivo e la storia di un’epoca. Infatti, durante quella drammatica giornata, quattro aerei di linea vennero
dirottati contemporaneamente da terroristi islamici e scagliati contro le Torri gemelle a New York e verso il
Pentagono a Washington (il quarto venne intercettato e abbattuto mentre si dirigeva verso altri obiettivi
sensibili, probabilmente la Casa Bianca o il Congresso).
o Il mondo rimase attonito: era la prima volta nella sua storia che gli Usa subivano un attacco “militare” sul
loro territorio, condotto peraltro in modo “spettacolare”, in diretta tv, che si concluse con un bilancio di
tremila vittime.
o Il regista dell’operazione venne individuato in Osama Bin Laden, membro di una potente famiglia saudita e
leader del gruppo terroristico di “Al Qaeda”.
o La reazione americana non si fece attendere: già nell’ottobre 2001 il presidente repubblicano George W.
Bush ordinò l’attacco militare all’Afghanistan, guidato dai Talebani, un gruppo fondamentalista di studenti
islamici giunto al potere nel 1996 dopo una sanguinosa guerra civile, considerati dagli americani i protettori
dei responsabili dell’11 settembre.
o Destituiti i talebani, nel 2003 l’ira americana si rivolse contro il vecchio nemico irakeno, quel Saddam Hussein
accusato (senza prove) di collusione con i terroristi e detenzione di armi distruzione di massa; sconfitto il
dittatore, questi venne in seguito arrestato e condannato a morte per impiccagione alla fine del 2006.
o La guerra in Afghanistan e la “seconda guerra del Golfo”, peraltro, inaugurarono la cosiddetta “dottrina
Bush”, o “dottrina della guerra preventiva”, tesa appunto a eludere eventuali pericoli per gli americani,
colpendo chiunque nel mondo fosse sospettato di cospirare contro gli Usa.
o Di fronte al nuovo corso statunitense gli alleati si spaccarono, specie in Europa, dove una “coalizione di
volonterosi” (tra cui Regno Unito, Spagna e Italia) decise di schierarsi a fianco degli Usa, mentre altri Paesi
(come Francia e Germania) ne restarono fuori.
 Gli ultimi eventi e il terrorismo in Europa
o Al di là delle divisioni belliche, comunque, tutto l’Occidente tornò nel mirino del terrorismo islamista.
o A pagare, inizialmente, furono proprio quei Paesi che avevano sostenuto da subito gli Stati Uniti, come la
Spagna e l’Inghilterra, rispettivamente con gli attentati di Madrid nel 2004 e Londra nel 2005.
o Più di recente, dopo le “primavere arabe” del 2010-2011, vale a dire un’ondata di proteste popolari
finalizzate a innescare un processo di modernizzazione superando qualsiasi forma di radicalismo politico e
religioso, l’intera regione compresa tra l’Africa del Nord e il Medio Oriente appare in fibrillazione.
o Dalla guerra civile in Siria, iniziata nel 2011 tra gruppi di guerriglieri e il regime di Assad (sostenuto in modo
decisivo dalla Russia), al colpo di stato militare di Al-Sisi in Egitto, realizzato nel 2013 contro il governo dei
Fratelli Musulmani; dalla parabola dell’Isis, il sedicente Stato islamico istituito nel 2014 dal nuovo “califfo” Al-
Baghdadi, alla recente svolta islamista della Turchia di Tayyip Erdogan, la situazione resta esplosiva.
o In un mondo sempre più globale, le ripercussioni sull’Occidente non si sono fatte attendere, specialmente in
Europa, dove, tra il 2015 e il 2017, una serie di sanguinosi attentati ha colpito numerose città (da Barcellona
a Berlino, da Bruxelles a Londra, da Manchester a Nizza, da Parigi a Stoccolma), facendo centinaia di morti e
seminando il terrore.
o In tale situazione complessa l’idea di un “nuovo ordine mondiale” appare una chimera.

1
organizzazioni democratiche e socialiste di lavoratori (contadini, minatori, pastori, operai) che imposero all’attenzione del paese, oltre al
problema della “questione agraria”, anche il nodo della “questione meridionale”. Per soffocare il movimento, accusato di cospirare contro
lo Stato, il Governo varò nel 1893-94 leggi eccezionali e proclamò lo stato d’assedio. L’intervento militare causò decine di morti, migliaia di
arresti e lo scioglimento dei Fasci dei lavoratori .
2
Partito Socialista Italiano, nato a Genova nel 1892
3
la Confederazione Generale del Lavoro, costituita a Milano nel 1906
4
PCd’I= Partito Comunista d’Italia

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