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Appendix A

Richiami di meccanica
quantistica

A.1 Stato di un sistema


Speci…cato da una funzione d’onda . Per una particella singola

= (r; t)

Sviluppo temporale di dato da una equazione del moto

meccanica quant. non rel. ! equazione di Schroedinger

Tutte le informazioni su un sistema ad un certo istante possono essere derivate


da . Per una particella nello stato (r; t)
2
P (r; t) d3 r = j (r; t)j d3 r (A.1)

è la probabilità di trovare la particella nel volume d3 r all’istante t.


Z
2
j (r; t)j d3 r = 1 (V …nito o 1) (= funz. d’onda normalizzata
V

2
La A.1 lega l’osservabile P (r; t) = j (r; t)j (densità di probabilità) alla fun-
zione d’onda che non è osservabile.
Vale il pricipio di sovrapposizione: se 1 e 2 sono due stati del sistema,

= c1 1 + c2 2 (c1 e c2 complessi)

è anche uno stato del sistema. Si ha


2
P (r; t) = j (r; t)j
2 2 2 2
= jc1 j j 1j + jc2 j j 2j + 2R fc1 c2 1 2g ( interferenza

La fase relativa tra 1 e 2 è importante; una fase comune arbitraria (ei con
reale) è irrilevante (non produce e¤etti osservabili).

309
310 APPENDIX A. RICHIAMI DI MECCANICA QUANTISTICA

A.2 Osservabili
Sono quantità misurabili (per es.: posizione, momento o energia di una par-
ticella). In MQ sono rappresentate da operatori (operano su una funzione
d’onda dando una nuova funzione d’onda)

A^ opera su (r; t) dando A^ (r; t)

Operatore posizione r=r


^ r (r; t) = r (r; t)
^
Operatore momento ^ = i~r
p ^ (r; t) = i~r (r; t)
p
ove ~ = h=2 e h è la costante di Plank.
L’operatore corrispondente ad una funzione F (r; p) è dato da

F^ = F (^
r; p
^ ) = F (r; i~r)

Per esempio, alla funzione hamiltoniana


1 2
H (r; p) = p + V (r)
2m
corrisponde l’operatore energia (hamiltoniano)

^ = H (^ ~2 2
H r; p
^) = r + V (r)
2m
Postulato. Per un sistema descritto dalla funzione d’onda normalizzata (r; t)
il valore di aspettazione al tempo t di un osservabile A, rappresentato dall’operatore
^ è dato da
A,
D E Z
A^ = (r; t) A^ (r; t) d3 r (A.2)

L’ordine dei fattori sotto integrale è importante e, in generale, non può essere
cambiato (per esempio ( i~r) 6= i~r ( ))
In generale, gli operatori sono non-commutativi.
Esempio: Z
2
h^
ri = r j (r; t)j d3 r

in accordo con la A.1.


Osservazione importante. La A.2 ha signi…cato statistico: predice la media
su un gran numero di misure (nelle stesse condizioni) ma non il risultato della
singola misura.
Poiché una quantità osservabile è reale deve valere la relazione
Z Z Z
^ 3
A d r= ^
A 3
d r= A^ d3 r (A.3)

Un operatore A^ che soddisfa la A.3 è detto hermitiano o autoaggiunto. Si


può dimostrare che un operatore A^ è hermitiano se, dati due stati generici 1
e 2 , vale la condizione
Z Z
^ 3
1A 2d r = A^ 1 3
2d r (A.4)
A.2. OSSERVABILI 311

A.2.1 Autostati e autovalori


Se
A^ = a (a reale)
è autostato (o autofunzione) di A^ con autovalore a. La misura di A sullo
stato porta sempre allo stesso valore a
D E Z
A^ = A^ d3 r = a

Sia
A^ n = an n e A^ m = am m con an 6= am
vale la relazione di ortogonalità
Z
3
m nd r=0

Può accadere che un autovalore a di un operatore hermitiano corrisponda a più


di una autofunzione. Se 1 e 2 sono autofunzioni di A^ con lo stesso autovalore
a, tale è anche
= c1 1 + c2 2
L’autovalore a è s-volte degenere se esistono in tutto s autofunzioni linearmente
indipendenti che appartengono ad a. Ogni altra autofunzione appartenente ad
a si potrà scrivere come
n=s
X
= cn n
n=1

Dato un autovalore s-volte degenere è sempre possibile scegliere s autofunzioni


ad esso corrispondenti che soddis…no la condizione di ortonormalità
Z
3
m n d r = mn

La totalità delle autofunzioni linearmente indipendenti di un operatore hermi-


tiano formano un set completo. Questo signi…ca che, se è un qualunque stato
di un sistema e A è un osservabile del sistema, può sempre essere espresso
in temini delle autofunzioni linearmente indipendenti di A^
X
= cn n
n

con Z
cn = n dr

(…n quì ci siamo riferiti ad operatori con uno spettro discreto di autovalori;
esistono anche operatori con spettro continuo).
Il valore di aspettazione di A sullo stato sarà
D E X
2
A^ = jcn j an
n
312 APPENDIX A. RICHIAMI DI MECCANICA QUANTISTICA

2
Se l’operatore A^ ha solo autovalori non degeneri, jcn j rappresenta la probabilità
che il risultato della misura sia an ; infatti
Z 2
2 3
P (an ) = jcn j = n d r

e la condizione Z
d3 r = 1

implica, coerentemente con il concetto di probabilità,


X 2
jcn j = 1
n

Osservazione importante: una misura di A può dare come risultato soltanto un


autovalore (questo è diverso dalla …sica classica).
(Nel caso an sia s-volte degenere e diciamo

ar+1 = ar+2 = ::::: = ar+s = a

allora
n=r+s
X 2
P (a) = jcn j
n=r+1

A.3 Equazione di Schroedinger


Lo sviluppo temporale di un sistema può essere espresso in diversi modi. Nella
rappresentazione di Schroedinger le funzioni d’onda che rappresentano lo
stato dipendono dal tempo mentre, se il sistema è isolato, le osservabili non
hanno una dipendenza esplicita dal tempo.
(Per un sistema non isolato un’osservabile può dipendere dal tempo. Per
esempio, per una particella carica in un campo elettromagnetico oscillante, il
termine di energia potenziale dipende dal tempo).
Nella rappresentazione di Schroedinger
@ (r; t) ^
i~ =H (r; t)
@t
ovvero omettendo, come in genere si fa1 , il simbolo di operatore,
@ (r; t)
i~ =H (r; t) eq. di Schroedinger (A.5)
@t
Consideriamo il caso in cui H non dipenda dal tempo e cerchiamo soluzioni del
tipo
(r; t) = (r) e iEt=~ (A.6)
Sostituendo la A.6 nella A.5 otteniamo
^
H (r; t) = E (r; t)
1 In questi richiami di MQ abbiamo indicati gli operatori apponendo un "cappello" al sim-

bolo relativo. Normalmente, non si usa alcun particolare segno per distinguere una grandezza
…sica dall’operatore associato, lasciando che emerga dal contesto il signi…cato di un particolare
simbolo.
A.3. EQUAZIONE DI SCHROEDINGER 313

o, equivalentemente
^ (r) = E (r)
H (A.7)
L’eq. A.7 ci dice che una soluzione della forma A.6 dell’eq. di Schroedinger è
autofunzione dell’hamiltoniano con autovalore E. L’eq. A.7 è detta equazione
di Schroedinger indipendente dal tempo.
Gli autostati dell’energia costituiscono gli stati stazionari del sistema. Per
un sistema nello stato stazionario n (r; t) = n (r) e iEn t=~ , il valore di aspet-
tazione di un osservabile A al tempo t è
Z Z
3 3
hAit = n (r; t) A n (r;t) d r = n (r) A n (r) d r

=) Se A non dipende da t; hAit e costante del moto:

Un arbitrario stato del sistema può essere espanso in termini del set di aut-
ofunzioni dell’energia
X
(r) = cn n (r)
n

Se (r) = (r; t0 ), la soluzione generale dell’eq. di Schroedinger è


X
iEn (t t0 )
(r; t) = cn ne
n

A.3.1 Densità di corrente


Consideriamo l’eq. di Schroedinger dipendente dal tempo (A.5)

~2 2 @
r +V = i~
2m @t
e la sua complessa coniugata

~2 2 @
r +V = i~
2m @t
Moltiplichiamo da sinistra la prima per e la seconda per , quindi sottraiamo
membro a membro; otteniamo

i~ @
r ( r r ) + ( )=0
2m @t

Questa ha la forma di una equazione di continuità

@
rj + =0
@t
con
i~
j = ( r r ) ) densita di corrente di probabilita
2m
= ) densita di probabilita
314 APPENDIX A. RICHIAMI DI MECCANICA QUANTISTICA

Figure A.1: Buca di potenziale.

A.4 Esempi
A.4.1 Buca di potenziale unidimensionale
Consideriamo (…gura A.1)

V (x) = V0 (< 0) per jxj < a


V (x) = 0 per jxj > a

Secondo la meccanica classica distinguiamo due casi

E<0 particelle con…nate nella buca

E>0 particelle dentro o fuori senza restrizioni

Consideriamo il caso con E < 0. L’eq. di S. non dipendente dal tempo

~2 d 2
+ V (x) (x) = E (x)
2m dx2

ha la forma
d2 2
= 0 per x < aox>a (A.8)
dx2
d2
+ q2 = 0 per jxj < a (A.9)
dx2
con r r
2m 2m
=+ jEj e q=+ (V0 jEj) (A.10)
~2 ~2
La soluzione generale della A.8 è una sovrapposizione di esponenziali reali

e x, e x

mentre quella della A.9 è una sovrapposizione di termini oscillanti

cos qx, sin qx


A.4. ESEMPI 315

Cominciamo con la soluzione nella regione esterna con x > a


x
= Ce + C 0e x
(x > a)
2
C 0 = 0 altrimenti densità di prob. j (x)j ! 1 quando x ! 1. Allora
x
= Ce (x > a) (A.11)
Con ragionamento analogo si ha
x
= Ae (x < a) (A.12)
In ambedue le regioni
2
j (x)j ! 0 per x ! 1
dunque, la funzione d’onda rappresenta uno stato localizzato; abbiamo a che fare
con uno stato legato.
Possiamo generalizzare questo risultato dicendo che: risolvere l’eq. di S. con
la condizione al contorno
(x) ! 0 per x ! 1
fa trovare gli stati legati del potenziale V (x).
Osservazione importante. Le funzioni d’onda A.11 e A.12 conducono ad una
densità di probabilità non nulla nelle regioni esterne alla buca
2 2 jxj
j (x)j = cost e (A.13)
) la particella può penetrare nelle regioni classicamente proibite.
Maggiore è l’energia di legame jEj, più forte è il legame e "meno lontano"
arriva la particella nelle zone proibite.
Nella regione interna alla buca, jxj < a, la soluzione generale è
(x) = B sin qx + B 0 cos qx (jxj < a)
0
Le quattro costanti A, B, B e C vengono determinate "raccordando" le funzioni
d’onda ai limiti della buca (per x = a).
Osservazione. La necessità di "raccordare" si manifesta soltanto in prossim-
ità di discontinuità nel dominio di de…nizione della funzione d’onda.
Considerando che (coerentemente con l’interpretazione probabilistica) la fun-
zione d’onda deve essere sempre …nita e che d2 =dx2 è …nita, sebbene discon-
tinua, nei punti in cui x ha una discontinuità …nita, integrando l’eq. di S. at-
traverso la discontinuità si mostra che d =dx e (x) sono continue per x = a.
Possiamo, quindi, a¤ermare in generale che:
in un punto x in cui il potenziale V (x) ha una discontinuità …nita
d
(x) e sono continue (A.14)
dx
Sono queste le condizioni di raccordo della funzione d’onda2 .
2 Quanto detto si estende al caso tridimensionale dicendo che, se V (r) ha una discontinuità

…nita su una super…cie S, (r) e @ (r) =@n lungo la normale n alla super…cie sono continue
in ogni punto P di S. Poiché le derivate di (r) nel punto P nel piano tangente a S sono
continue (in quanto V (r) è continuo in tali direzioni), le condizioni di raccordo diventano
(r) e il gradiente r (r) sono continui
in ogni punto di S.
316 APPENDIX A. RICHIAMI DI MECCANICA QUANTISTICA

Applicando le condizioni di continuità A.14, troviamo quattro eq. lineari


omogenee in A, B, B 0 e C
a
Ce = B sin qa + B 0 cos qa (A.15)
a
Ce = qB cos qa qB 0 sin qa (A.16)
a
Ae = B sin qa + B 0 cos qa (A.17)
a
Ae = qB cos qa + qB 0 sin qa (A.18)

A parte la soluzione triviale A = B = B 0 = C = 0, questo sistema ammette


soluzione se
t2 + 1 BB 0 = 0 (A.19)
con3
sin qa
t=
cos qa
La A.19 ha due soluzioni B = 0 e B 0 = 0 e solo per questi valori il sistema
A.15 A.18 possiede soluzioni non banali. Ci sono così due tipi di soluzione:

Per B 0 = 0 =) soluzioni dispari ( ( x) = (x))

(x) = B sin qx per jxj < a


(x) = Ce x per x < a (A.20)
(x) = Ce x per x > a

Per B = 0 =) soluzioni pari ( ( x) = + (x))

(x) = B 0 cos qx per jxj < a


(x) = Ce x per x < a (A.21)
x
(x) = Ce per x > a

Queste soluzioni devono soddisfare le condizioni di raccordo A.14 a x = a.


Per le soluzioni dispari si ha
a
Ce = B sin qa (A.22)
a
Ce = qB cos qa

Per soddisfare queste due condizioni dobbiamo considerare come incognite l’energia
ed il rapporto C=B. Facendo il rapporto si ha

tan qa = q (A.23)

Se questa eq. vale, le A.22 danno lo stesso valore per C=B. Le ampiezze singole
saranno, allora, determinate imponendo la normalizzazione
Z +1
2
j (x)j dx = 1
1

L’eq. A.23 determina E. Le soluzioni della A.23 sono gli autovalori dell’energia
per gli stati legati della particella nella buca; le corrispondenti autofunzioni sono
le A.20.
3 Si ottiene dividendo A.15 per A.17, A.16 per A.18 e uguagliando.
A.4. ESEMPI 317

q
2
Figure A.2: Soluzione gra…ca dell’equazione A.24 nel caso 2mV0 a2 =h/ = 7.

Introduciamo i parametri adimensionali

= qa = a

legati tra loro dalla relazione

2 2 2m
+ = V0 a2
~2
La relazione di consistenza A.23 si scrive
r
2m 2
tan = = V0 a2 (A.24)
~2
E’ un’eq. trascendente da risolvere numericamente o gra…camente. La …gura
A.2 mostra le curve
r
2m 2
y = tan e y= V0 a2
~2
p
in funzione di , tracciate per uno speci…co valore del parametro 2mV0 a2 =~2 =
7. Le intersezioni delle due curve danno gli autovalori dell’energia per il valore
prescelto del parametro 2mV0 a2 =~2 . Vediamo che per
r
2m
V0 a2 <
~2 2
non esiste alcun stato legato. Ne esiste uno per
r
2m 3
< 2
V0 a2 <
2 ~ 2
318 APPENDIX A. RICHIAMI DI MECCANICA QUANTISTICA

Figure A.3: Prime tre autofunzioni n (x), rappresentate per autovalori crescenti
dell’energia: E0 < E1 < E2 . n (x) ha n nodi interni alla buca.

e così via

=) si hanno stati legati solo per certi valori dell’energia


ovvero l’energia degli stati legati è quantizzata.

Si può vedere in modo nalogo che gli autovalori dell’energia per le soluzioni pari
sono determinati da
q tan qa =
e, ancora una volta, si trova quantizzazione dell’energia con un mumero …nito
di stati legati.
Nella …gura A.3 sono rappresentate le prime tre autofunzioni n (x) (n pari
) soluzione pari, n dispari ) soluzione dispari), rappresentate per autovalori
crescenti dell’energia: E0 < E1 < E2

A.4.2 Buca di potenziale in…nita


Per estrapolare i risultati ottenuti al caso della buca di potenziale in…nita, con-
viene misurare l’energia dal fondo della buca (E) invece che dall’alto (E), come
abbiamo fatto …nora. Così (vedi …gura A.4)

E = V0 jEj = V0 + E
A.4. ESEMPI 319

Figure A.4: Misuriamo l’energia dal fondo della buca (E), invece che dall’alto
(E), per estrapolare al caso della buca in…nita i risultati della buca di potenziale.

La A.10 diventa r r
2m 2m
= 2
(V0 E) e q = E
~ ~2
quindi ! 1 per V0 ! 1. Vediamo, allora, dalla A.13 che (x) si annulla
nelle regioni esterne quando la buca ha profondità in…nita. Dalla A.22 segue
che, nel limite ! 1,
sin qa = 0 per le soluzioni dispari
In modo simile, la continuità delle soluzioni pari (A.21) a x = a dà, nel limite
! 1,
cos qa = 0 per le soluzioni pari
Così le autofunzioni soddisfano sempre le condizioni al contorno
( a) = (a) = 0 (A.25)
Il problema è dunque ridotto alla soluzione dell’eq. di S.
d2
+ q2 = 0
dx2
con le condizioni al contorno A.25 ( è lo stesso problema di una corda vibrante
di lunghezza 2a con gli estremi …ssati). Le autofunzioni normalizzate sono
1 n x
n (x) = p cos (n = 1; 3; :::) (A.26)
a 2a
1 n x
n (x) = p sin (n = 2; 4; :::)
a 2a
I corrispondenti autovalori dell’energia sono
~2 n 2
En = (n = 1; 2; 3; ::) (A.27)
2m 2a
Le autofunzioni A.26 sono ortonormali
Z +1
m (x) n (x) dx = mn
1

e formano un insieme completo: lo sviluppo di una funzione in termini di esse è


proprio uno sviluppo in serie di Fourier. L’autofunzione n esima possiede n
nodi interni.
320 APPENDIX A. RICHIAMI DI MECCANICA QUANTISTICA

Figure A.5: Barriera di potenziale.

=) Una particella in una buca in…nita è necessariamente con…nata in jxj <


a.
=) Possiede un set in…nito di stati legati discreti.
Invece, come abbiamo visto, nel caso della buca …nita, gli stati legati sono
ancora discreti ma in numero …nito ( mentre sono in…niti e continui gli stati non
legati).

A.4.3 Barriera di potenziale unidimensionale


Consideriamo un potenziale unidimensionale della forma indicata in …gura A.5,
ovvero de…nito da
V0 (> 0) per jxj < a
V (x) = [ =) pot. repulsivo; no stati legati.
0 per jxj > a

Per jxj > a l’eq. di S. è


r
d2 2mE
+ k 2 = 0 con k= (E > 0)
dx2 ~2
Le sue soluzioni sono sovrapposizioni di

eikx ed e ikx

Queste soluzioni di onda piana si estendono …no a x = 1 con ampiezza non


decrescente e, quindi, non sono normalizzabili per cui l’interpretazione prob-
abilistica viene meno. Un modo di interpretarle è quello di pensare che esse
descrivano una situazione idealizzata, la cui descrizione realistica implica l’uso
di pacchetti d’onda4 .
Le onde piane

(x) = Aeikx
(x) = Ae ikx
d
con A costante sono autofunzioni dell’operatore momento p^x = i~ dx con au-
tovalori ~k rispettivamente (si veda il paragrafo A.7). Sebbene non possano
4 Sono una sovrapposizione di onde piane. Si rimanda ad un qualunque libro di MQ.
A.4. ESEMPI 321

essere normalizzate a 1 su tutto lo spazio, si può pensare che esse rappresentino


(approssimativamente) un fascio collimato monoenergetico di particelle, con
2
densità uniforme di jAj per unità di volume, che viaggiano con impulso ~k,
in un caso nella direzione di x crescente e nell’altro nella direzione opposta.
Con questa interpretazione il problema della barriera unidimensionale è il
problema della di¤ usione in una dimensione.
=) Classicamente, le particelle sarebbero:

tutte di¤ use all’indietro se E < V0 ,


tutte trasmesse se E > V0 .

Già da quanto visto in precedenza, è evidente che


=) quantisticamente la situazione è ben diversa; ci aspettiamo che, sia nel
caso E < V0 che nel caso E > V0 ,

parte delle particelle siano ri‡esse,


e parte siano trasmesse.

Le soluzioni dell’eq. di S. nelle regioni esterne sono

= Aeikx + A0 e ikx
per x < a (A.28)
= Ceikx per x > a (A.29)

Il secondo termine della A.28 corrisponde alle particelle ri‡esse all’indietro; non
c’è termine analogo nella A.29 in quanto abbiamo considerato la sorgente a
x = 1.
Nella regione jxj < a la funzione d’onda ha carattere oscillatorio o esponen-
ziale secondo che E > V0 oppure E < V0 , rispettivamente. Scriviamo

= Beiqx + B 0 e iqx per jxj < a se E > V0 (A.30)


= Be x + B 0 e x per jxj < a se E < V0 (A.31)

dove r r
2m 2m
q=+ 2
(E V0 ) =+ (V0 E)
~ ~2
Le ampiezze A, A0 e C nelle A.28 e A.29 sono legate alle correnti di particelle.
La densità di corrente per il fascio di particelle incidenti è
~k 2 2
jI = jAj ( v jAj )
m
Le densità di corrente dei fasci ri‡esso e trasmesso sono similmente de…nite da
~k 0 2 ~k 2
jR = jA j jT = jCj
m m
La conservazione delle particelle è espressa da

jI = jT + jR

Possiamo de…nire i coe¢ cienti di ri‡essione R e di trasmissione T come


jR jT
R= T =
JI jI
322 APPENDIX A. RICHIAMI DI MECCANICA QUANTISTICA

e scrivere
R+T =1
Data l’ampiezza A dell’onda incidente, per determinare i coe¢ cienti A0 ; B; B 0 ; C
bisogna imporre le condizioni di continuità della funzione d’onda e della sua
derivata prima in corrispondenza delle due discontinuità del potenziale, con-
siderando separatamente i due casi E > V0 e E < V0 . Tali condizioni forniscono
quattro equazioni non omogenee che possiedono una soluzione per tutti i valori
dell’energia E (> 0).
Nel caso E < V0 si trova
C i2ak 2k
=e
A 2K cosh 2a i (k 2 2 ) sinh 2a

e, quindi,
2 2
C (2k )
T = = (A.32)
A (k 2 + 2 )2 sinh2 2a + (2k )
2

Inoltre
2 2 2
A0 k2 + sinh2 2a
R= = (A.33)
A (k 2 + 2 )2 sinh2 2a + (2k )
2

in accordo con T + R = 1.
Il coe¢ ciente di trasmissione, ovvero la probabilità che una particella penetri
attraverso la barriera di potenziale, decresce al crescere dell’altezza V0 o dello
spessore 2a della barriera. Per 2a >> 1 la A.32 si riduce alla piccola probabilità
2
16 (k ) 4a
T ' e (per 2a >> 1) (A.34)
(k 2 + 2 )2

L’andamento di T è dominato dal termine esponenziale, che è molto sensibile


allo spessore della barriera 2a epall’altezza della barriera sopra l’energia della
particella (ricordiamo che / V0 E). La …gura A.6 mostra l’andamento
qualitativo delle parti reale e immaginaria della funzione d’onda nel caso della
penetrazione della barriera.

A.5 Momento angolare


L’operatore corrispondente al classico momento angolare l = r p è dato da

^l = ^ @ @ @ @ @ @
r ( i~r) i~ y z ;z x ;x y
@z @y @x @z @y @x

E’preferibile trattarlo in coordinate polari sferiche (…g. A.7) Si ha

^lx @ @
= i~ sin + cot cos (A.35)
@ @
^ly @ @
= i~ cos + cot sin (A.36)
@ @
^lz @
= i~ (A.37)
@
A.5. MOMENTO ANGOLARE 323

Figure A.6: Andamento qualitativo delle parti reale e immaginaria della fun-
zione d’onda nel caso della penetrazione della barriera.

Figure A.7: Coordinate polari.


324 APPENDIX A. RICHIAMI DI MECCANICA QUANTISTICA

da cui

^l2 = ^lx2 + ^ly2 + ^lz2 = 1 @ @ 1 @2


~2 sin + (A.38)
sin @ @ sin2 @ 2
Gli operatori momento angolare A.35 A.38 non dipendono da r, per questo
le rispettive autofunzioni dipenderanno da e ed avranno una dipendenza
arbitraria da r. Quindi la dipendenza radiale di tali autofunzioni è irrilevante
per la discussione del momento angolare. L’equazione agli autovalori per ^l2 è
^l2 Y ( ; ) = ~2 Y ( ; ) (A.39)

Le funzioni Y ( ; ) si chiamano armoniche sferiche. Abbiamo scritto gli


autovalori di ^l2 in termini del parametro adimensionale esplicitando il fattore
~2 ; in questo modo le Y ( ; ) sono soluzioni dell’equazione angolare

1 @ @ 1 @2
sin + Y ( ; )= Y ( ; ) (A.40)
sin @ @ sin2 @ 2
Gli autovalori di questa equazione sono

= l (l + 1) con l = 0; 1; 2; ::::

ad esse corrispondono gli autovalori di ^l2

~2 l (l + 1) con l = 0; 1; 2; ::::

Gli autovalori l (l + 1) sono (2l + 1)-volte degeneri; cioè, esistono 2l + 1 funzioni


linearmente indipendenti che sono soluzioni dell’equazione angolare con autoval-
ore l (l + 1), ovvero esistono 2l + 1 autofunzioni di ^l2 con autovalore ~2 l (l + 1).
Indichiamo queste autofunzioni con

Ylm ( ; ) ove m = l; (l 1) ; :::; (l 1) ; l e l = 0; 1; 2; :::

e,quindi, la A.39 può essere scritta

^l2 Ylm ( ; ) = ~2 l (l + 1) Ylm ( ; ) m= l; (l 1) ; :::; (l 1) ; l


con [
l = 0; 1; 2; :::
(A.41)
Le armoniche sferiche Ylm ( ; ) sono date da
jmj
Ylm ( ; ) = Nlm Pl (cos ) eim (A.42)

con

Nlm costante di normalizzazione


jmj
Pl funzioni associate di Legendre

La degenerazione di (2l + 1)-volte dell’autovalore ~2 l (l + 1) di ^l2 signi…ca che le


corrispondenti autofunzioni Ylm ( ; ) non sono univocamente determinate. Le
funzioni A.42 sono scelte perché esse sono anche autofunzioni della componente
z del momento angolare. Si ha infatti

^lz Y m ( ; ) = @ m
l i~ Y ( ; ) = ~mYlm ( ; ) (A.43)
@ l
A.5. MOMENTO ANGOLARE 325

cioè Ylm ( ; ) è autofunzione di ^lz con autovalore ~m.


Le equazioni A.41 e A.43 esprimono la quantizzazione del momento angolare
l2 e della componente lz . Il primo può assumere uno dei valori dell’insieme
discreto
~2 l (l + 1) con l = 0; 1; 2; ::::
mentre il secondo può assumere, dato l, solo uno dei 2l + 1 valori

~m con m= l; (l 1) ; :::; (l 1) ; l

Inoltre, uno stato


(r) = R (r) Ylm ( ; ) (A.44)
con R (r) arbitraria funzione radiale è autostato simultaneo di ^l2 e ^lz . l e m
sono chiamati, rispettivamente, numero quantico di momento angolare e
numero quantico magnetico. Normalmente si parla di una particella p in uno
stato di momento angolare l piuttosto che dire di momento angolare ~ l (l + 1).
Per ragioni storiche, gli stati con

l = 0; 1; 2; 3 sono detti stati s; p; d; f

("notazione spettroscopica"). Per l = 4; 5; :: si continua con l’ordine alfabetico

l = 4; 5; ::: g; h; ::

Abbiamo visto che le armoniche sferiche sono autofunzioni simultanee di ^l2


e lz . Cosa possiamo dire riguardo a lx e ly ? E’ immediato vedere che non
sono anche autofunzioni di lx e ly , cioè lo stato A.44 non è anche autostato di
lx e ly . In tale stato né lx né ly hanno un valore de…nito; abbiamo soltanto
una distribuzione di probabilità per predire il risultato di una misura di lx e
ly per una particella in tale stato. Questo è un risultato molto importante,
completamente diverso da quanto avviene in meccanica classica. Osservabili,
quali l2 e lz , per le quali è sempre possibile la conoscenza simultanea dei loro
valori si dicono compatibili.
Il ruolo speciale di lz deriva semplicemente dalla scelta del sistema di coordi-
nate polari, nel quale si assume l’asse z come asse polare. Ovviamente potremmo
benissimo scambiare i nomi dei singoli assi (con una permutazione in modo da
mantenere il carttere levogiro della terna); quello che abbiamo trovato per lz lo
troveremmo anche per lx e ly e gli autovalori per lx e ly sono gli stessi trovati per
lz =) le componenti di l sono osservabili compatibili con l2 ma non tra di loro.
Possiamo concludere che possiamo conoscere simultaneamente il valore di l2
e di una soltanto delle componenti lx , ly e lz .

A.5.1 Armoniche sferiche e loro proprietà


Armoniche sferiche

jmj l = 0; 1; 2; ::::
Ylm ( ; ) = Nlm Pl (cos ) eim [
m = l; (l 1) ; :::; (l 1) ; l

jmj 1 2 jmj=2 dl+jmj h 2 l


i
Pl ( )= 1 1
2l l! d l+jmj
326 APPENDIX A. RICHIAMI DI MECCANICA QUANTISTICA

1=2
(m+jmj)=2 (2l + 1) (l jmj)!
Nlm = ( 1)
4 (l + jmj)!
Le prime sono q
1
Y00 ( ; ) =
q4
3
Y10 ( ; ) = 4qcos
1 3 i
Y1 ( ; )= 8 sin e
q
Y2 ( ; ) = 165
0
3 cos2 1

Ortonormalità
Z
0
d Ylm ( ; ) Ylm
0 ( ; )= ll0 mm0 (d = sin d d ) (A.45)

Costituiscono un set completo Ogni "ragionevole funzione" f ( ; ) può


essere espressa come
1 X
X +l
f( ; )= Clm Ylm ( ; )
l=0 m= l

con (usando la A.45)


Z
Clm = d Ylm ( ; ) f ( ; )

Inversione spaziale Sotto la trasformazione r ! r (trasformazione di par-


ità) si ha
l
Ylm ( ; ) ! ( 1) Ylm ( ; )

A.6 Potenziale centrale


Consideriamo il caso V (r) = V (r). L’eq. di S.

~2 2
r + V (r) (r) = E (r) (A.46)
2m
è conveniente esprimerla in coordinate polari usando
1 @ @ 1 @ @ 1 @2
r2 = r2 + sin +
r2 @r @r 2
r sin @ @ r2 sin2 @ 2
Si ha
~2 1 @ @ 1 @ @ 1 @2
r2 + sin + (r; ; )+[V (r) E] (r; ; ) = 0
2m r2 @r @r 2
r sin @ @ r2 sin2 @ 2
Può essere separata in due parti ponendo

(r; ; ) = R (r) Y ( ; )
A.6. POTENZIALE CENTRALE 327

Dividendo per otteniamo

1 ~2 d dR 1 ~2 1 @ @ 1 @2
r2 + r2 [V (r) E] R = sin + Y
R 2m dr dr Y 2m sin @ @ sin2 @ 2

A¢ nché questa relazione sia veri…cata occorre che primo membro (funzione solo
di r) e secondo membro (funzione solo di e ) siano uguali ad una stessa
costante. Chiamiamo tale costante come
~2
2m
Abbiamo così l’equazione radiale

~2 1 d dR (r) ~2
r2 + V (r) + R (r) = ER (r)
2m r2 dr dr 2mr2

e l’equazione angolare (vedi A.40)

1 @ @ 1 @2
sin + Y ( ; )= Y ( ; )
sin @ @ sin2 @ 2

Le soluzioni dell’equazione angolare sono, come abbiamo già visto, le armoniche


sferiche Ylm ( ; ) (e = l (l + 1)), le quali sono indipendenti dunque da V (r);
cioè, qualunque sia il potenziale sferico V (r) le proprietà del momento angolare
della particella sono sempre le stesse.
Vediamo l’eq. radiale. Sostituendo = l (l + 1) diventa

~2 1 d dR (r) ~2 l (l + 1)
r2 + V (r) + R (r) = ER (r) (A.47)
2m r2 dr dr 2mr2

Non contiene il numero quantico magnetico m!


Se troviamo una soluzione corrispondente all’energia E, l’eq. di S. tridimen-
sionale A.46 avrà soluzioni

R (r) Ylm ( ; ) (m = l; (l 1); ::::; l)

con questa energia. In altri termini E è un autovalore (2l + 1) volte degenere


dell’hamiltoniano centrale
~2 2
H= r + V (r)
2m
Questo è un risultato generale per i campi centrali.
Assumendo che V (r) sia …nito per r ! 0 o diverga non più rapidamente di
1=r per r ! 0, così che
lim r2 V (r) = 0
r!0

le soluzioni dell’equazione radiale si comportano come

R (r) Crl quando r ! 0

quindi, eccetto il caso l = 0, R (r) è nulla per r = 0 (per l = 0 R (0) = cost).


328 APPENDIX A. RICHIAMI DI MECCANICA QUANTISTICA

Introducendo la funzione radiale ridotta u (r) de…nita da


1
R (r) = u (r)
r
l’equazione radiale A.47 si sempli…ca in (equazione radiale ridotta)

~2 d2 u (r) ~2 l (l + 1)
2
+ V (r) + u (r) = Eu (r) (A.48)
2m dr 2mr2
equivalente all’eq. unidimensionale di S. ristretta a r 0. Il potenziale è
sostituito dal potenziale e¢ cace
~2 l (l + 1)
Vef f (r) = V (r) +
2mr2
Il secondo termine ( 0) prende il nome di potenziale centrifugo (o barriera
centrifuga).

A.6.1 Atomo idrogenoide


Consideriamolo come un elettrone (trascurando, per il momento, lo spin) nel
potenziale coulombiano
Ze2
V (r) =
4 0r
L’eq. radiale ridotta ammette soluzioni di stato legato (E < 0), che indichiamo
con unl (r), e, quindi, soluzioni per la funzione d’onda radiale
1
Rnl (r) = unl (r)
r
con

n = 1; 2; 3; :::
l = 0; 1; ::: (n 1)
m = l; (l 1) ; :::; l 1; l

n è il numero quantico principale. Esso de…nisce univocamente l’energia


dello stato legato
1 e2 Z2
En =
2 4 0 a0 n2
Z2 Z2
= Ry 2 = 13; 6 2 eV
n n
1 e2
Ry = 2 4 0 a0
= 13; 6 eV è l’energia di Rydberg,
2
4 0~ 10
a0 = me2 = 0; 53 10 m è il raggio di Bhor.

Il generico livello di energia En ha una degenerazione n2 (stiamo ignorando


lo spin)
n
X1
degenerazione di En = (2l + 1) = n2
l=0
A.6. POTENZIALE CENTRALE 329

Le prime funzioni radiali sono:


3=2
Z Zr=a0
R10 (r) = 2 e
a0
3=2
Z Zr Zr=a0
R20 (r) = 2 1 e
2a0 2a0
3=2
1 Z Zr Zr=a0
R21 (r) = p e
3 2a0 a0

Spin
La descrizione completa di uno stato elettronico richiede l’introduzione del mo-
mento angolare intrinseco o spin. Un elettrone ha un numero quantico
di spin s = 1=2. Lo spin può essere trattato a tutti gli e¤etti come un momento
angolare (anche se non ha un analogo classico). Così
s2 = ~2 s (s + 1)
1
hsz i = ~ms ) (ms =
2
E’spesso utile immaginare lo spin come un vettore s con possibili componenti
lungo l’asse z date da 12 ~. Un elettrone (come pure un nucleone) che si muova
in un potenziale centrale con un momento angolare (orbitale) l, ha un momento
angolare totale
j=l+s
Il momento angolare totale si comporta in modo del tutto simile a l o s,per cui
j2 = ~2 j (j + 1)
hjz i = hlz + sz i = ~mj (mj = j; (j 1) ; ::; j 1; j)
dove j è il numero quantico di momento angolare totale5
1
j=l s=l (con j = s nel caso l = 0)
2
E’ evidente che mj = ml + ms = ml 1=2. Quindi, poiché ml è intero, mj è
semintero come lo è j.
Osserviamo che l’accoppiamento tra l e s (accoppiamento spin-orbita) com-
porta la precessione di l e s attorno a j. Pertanto (vedi …gura A.8), le proiezioni
di l e s lungo l’asse di quantizzazione z non hanno un valore de…nito. Il vettore
j precede intorno all’asse z per cui jz ha valore de…nito (mj ). I numeri quan-
tici de…niti per un determinato stato sono dunque j, l, s e mj . La notazione
spettroscopica per uno stato dell’atomo idrogenoide è del tipo
l = s per l = 0
nlj con l = p per l = 1
ecc.
5 Questa espressione è un esempio di applicazione della regola per la somma dei momenti

angolari che vedremo tra breve. In base ad essa, dati i due momenti angolari l e s, il numero
quantico j, corrispondente al vettore somma j = l + s, assume i valori
j = jl sj ; (jl sj) + 1; :::::; l + s
330 APPENDIX A. RICHIAMI DI MECCANICA QUANTISTICA

Figure A.8: Precessione di l e s attorno a j, che precede intorno all’asse z.

A.7 Autostati del momento


^ (r)
p i~r (r) = p (r)
Ha uno spettro continuo di autovalori p con autostati

(r) = cost eip r=~

Si tratta di stati di onda piana. La funzione d’onda completa della dipendenza


dal tempo è
(r; t) = cost ei(p r Et)=~
Assumendo l’asse x nella direzione di p, diventa

(x; t) = cost ei(px Et)=~


cost eix= /e i!t

h
/= con = (lunghezza d’onda di De Broglie)
2 p
Non sono normalizzabili. L’integrale
Z
j (r)j d3 r

esteso a tutto lo spazio è in…nito. Questo avviene ogni qual volta lo stato di un
sistema non è localizzato. In realtà la descrizione di uno stato di particella con
un’onda piana è una idealizzazione: uno stato non si estende mai su tutto lo
spazio.
Per superare il problema della normalizzazione ci sono due strade: una è
"rinchiudere" il sistema in una "scatola" di volume …nito ma grande a piacere,
il secondo è descrivere lo stato di particella molto più realisticamente con un
"pacchetto d’onda", ottenuto con una opportuna sovrapposizione di onde piane.
Qui seguiamo la prima strada.
A.8. OSSERVABILI COMPATIBILI 331

Normalizzazione in una scatola


Scatola cubica de…nita nella regione
L L L L L L
x , y , z
2 2 2 2 2 2
L’eq. di S, si risolve imponendo alla funzione d’onda condizioni periodiche al
contorno sulla super…cie della scatola
( L=2; y; z) = (L=2; y; z)
:::ecc:::
Lo spettro di autovalori diventa discreto
2 ~
p= (nx ; ny ; nz ) (nx ; ny ; nz = 0; 1; 2; ::::)
L
e le autofunzioni sono
1
up (r) = eip r=~
L3=2
Tali autofunzioni soddisfano la condizione di ortonormalità
Z Z
1 0
3
up (r) up (r) d r = 3
0 ei(p p) r=~ d3 r = pp0
L
Una funzione d’onda arbitraria (r), de…nita in una scatola, può essere espansa
in serie di autofunzioni del momento (serie di Fourier)
X
(r) = Cp up (r)
con Z
Cp = d3 rup (r) (r)

Il valore di aspettazione del momento sarà


X 2
hpi = jCp j p

da cui segue l’interpretazione di


Z 2
2
P (p) = jCp j = d3 rup (r) (r)

come la probabilità che una misura del momento dia come risultato p.

A.8 Osservabili compatibili


Due osservabili A e B si dicono compatibili quando il loro commutatore
[A; B] = AB BA
è nullo. Infatti si può dimostrare che due osservabili possiedono un set ortonor-
male di autofunzioni simultanee se e solo se il loro commutatore è nullo. Per
esempio, l’operatore hamiltoniano di una particella libera

^ = 1 p ~2 2
H ^2 = r
2m 2m
332 APPENDIX A. RICHIAMI DI MECCANICA QUANTISTICA

commuta con p ^ = i~r (^ pH^ = H ^p


^ ), quindi gli autostati del momento
sono anche autostati dell’energia con autovalore E = p2 =2m, come si può vedere
direttamente dall’eq. di S.
L’operatore posizione ^r (^x1 ; x
^2 ; x
^3 ) e l’operatore momento p
^ (^ p1 ; p^2 ; p^3 )
soddisfano le relazioni di commutazione

[^
xr ; x
^s ] = 0 [^
pr ; p^s ] = 0 (r; s = 1; 2; 3)

e
[^
xr ; p^s ] = i~ rs (r; s = 1; 2; 3)
Si vede, così, che x
^ e p^x non commutano per cui non hanno un set di autofunzioni
simultanee. Per esempio, ancora, ^l2 e ^lz commutano
h i
^l2 ; ^lz = 0

Infatti h i
^l2 ^lz ^lz^l2 (r) = 0

qualunque sia (r). Poiché ^l2 = ^lx2 + ^ly2 + ^lz2 , segue per simmetria
h i h i
^l2 ; ^lx = ^l2 ; ^ly = 0

Però, ^lx , ^ly e ^lz non commutano tra loro; così, per esempio,
h i
^lx ; ^ly 6= 0

A.8.1 Principio di indeterminazione


Se due osservabili A e B non commutano, non possiedono un set completo
di autofunzioni simultanee e, quindi, in generale non possiamo conoscere simul-
taneamente il valore di A e il valore di B. Le limitazioni imposte alla conoscenza
simultanea di questi due valori è data dal principio di indeterminazione di
Heisenberg.
Supponiamo che6
[A; B] = ic (c = costante)
Per ogni stato del sistema possiamo considerare le deviazioni standard
rD E rD E
2 2
A= (A hAi) B= (B hBi)

Il principio di indeterminazione dice che


1
A B jcj
2
Questa relazione discende da quella più generale
1
A B jh[A; B]ij (A.49)
2
6 Il fatto che A e B siano hermitiani comporta che c sia reale.
A.8. OSSERVABILI COMPATIBILI 333

Consideriamo, per esempio, uno stato unidimensionale di particella. Allora

[x; p] = i~

quindi
1
x p ~
2
In tre dimensioni avremo
1
xr ps ~ rs (r; s = 1; 2; 3) (A.50)
2
Possiamo conoscere esattamente insieme x e py ma non x e px ecc.
Si può dare una semplice interpretazione della A.50 in termini di onde di
de Broglie. Un autostato del momento è un’onda piana; ha, cioè, ampiezza
costante in tutto lo spazio, perciò la posizione della è particella è completamente
indeterminata. Uno stato localizzato di particella è descritto da un pacchetto
d’onda, cioè da una sovrapposizione di onde piano, la quale, pertanto, introduce
una indeterminazione nel momento. Un altro esempio relativo alla A.50 è fornito
dalla de‡essione di una particella che attraversi una fenditura: più piccola è
l’apertura, più ampia è la …gura di di¤razione.
Un ulteriore esempio di applicazione del principio di indeterminazione è for-
nito dal momento angolare. Si trova

[lx ; ly ] = ilz (A.51)

quindi
1
lx ly jhlz ij (A.52)
2
Permutando ciclicamente x, y e z otteniamo due ulteriori relazioni come la A.51
e due ulteriori disuguaglianze come la A.52. La A.52 mostra che, sebbene lx e
ly non commutino, possono assumere simultaneamente valori precisi (cioè con
lx = ly = 0) nel caso jhlz ij = 0. In particolare, tutte e tre le componenti
hanno valori precisi purché

hlx i = hly i = hlz i = 0

Questo avviene per stati S (l = 0); in tali stati le componenti di l sono tutte
uguali a zero.
Esiste una relazione di indeterminazione tempo-energia la cui origine è,
però, del tutto diversa. Infatti il tempo non è un operatore ma un para-
metro. Tale relazione collega il tasso al quale lo stato di un sistema cambia
con l’indeterminazione E sulla sua energia. Se lo stato di un sistema cambia
apprezzabilmente in un intervallo di tempo t, allora la relazione di indeter-
minazione tempo-energia dice che

t E&~ (A.53)

Abbiamo scritto t e E per sottolineare il fatto che non si tratta di deviazioni


standard.
Uno stato stazionario, per esempio, è autostato dell’energia quindi E = 0
ed esso vive inde…nitamente ( t = 1).
334 APPENDIX A. RICHIAMI DI MECCANICA QUANTISTICA

Un esempio importante della A.53 si ha relativamente al decadimento di uno


stato metastabile; per esempio, l’emissione di un fotone da parte di uno stato
eccitato atomico o nucleare con decadimento nello stato fondamentale (stabile).
Lo stato iniziale è instabile con vita media , quindi non è stazionario ma è
descritto come una sovrapposizione di stati stazionari di energie diverse con
una "dispersione" E. Il calcolo dettagliato mostra che

E ~

A.9 Addizione dei momenti angolari


Finora ci siamo sempre riferiti a stati di particella singola. I sistemi atomici e
nucleari sono, però, stati a molte particelle. In generale la funzione d’onda che
descrive uno di tali stati è del tipo

(t; r1 ; r2 ; ::::)

Non vogliamo quì discutere di tali stati se non per un rapidissimo cenno alla
composizione dei momenti angolari, la quale, per altro, costituisce un capitolo
molto importante della MQ.
Se abbiamo un sistema di due particelle, una in uno stato di momento ango-
lare l1 e l’altra nello stato di momento angolare l2 , il momento angolare totale
l del sistema è dato da
l = l1 + l2
con il numero quantico l che può assumere i valori

l = jl1 l2 j ; (jl1 l2 j + 1) ; :::; (l1 + l2 )

Analogamente se due particelle con spin hanno momento angolare totale j1 e j2


rispettivamente, il momento angolare totale del sistema delle due particelle è

j = j1 + j2

con
j = jj1 j2 j ; (jj1 j2 j + 1) ; :::; (j1 + j2 )
Queste relazioni sono del tutto generali nel senso che quando si sommano vet-
torialmente due qualunque momenti angolari, diciamoli M1 e M2 ,

M = M1 + M2

il numero quantico di momento angolare totale M assume i valori

M = jM1 M2 j ; (jM1 M2 j + 1) ; ::::; (M1 + M2 )

Nel caso di più di due momenti angolari basta comporne prima due, poi aggiun-
gere un terzo e così via.