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PARROCCHIE DI:

SAN GIORGIO DI PERLENA (VI) CECCHINI-RIVAROTTA-VISINALE (PN)


DON UMBERTO DALL’IGNA - DON LELIO GRAPPASONNO

OPUSCOLO PER LA PREPARAZIONE ALLA CONSACRAZIONE DEL

13 MAGGIO - NOSTRA SIGNORA DI FATIMA -


Consacrazione/Rinnovo Consacrazione PERSONALE
al Cuore Immacolato di Maria
Madre e Regina della Divina Volontà.

30 giorni di
preparazione
dal 13 Aprile al
12 Maggio con Ci
i accompagnano
4 Dogmi in questo
Mariani cammino di 30
giorni per
il consacrarci il
Trattato della
vera devozione
13 MAGGIO AL
a Maria
CUORE
il IMMACOLATO
Diario della DI MARIA
Serva di Dio
Luisa Alla fine il mio
Piccarreta
Cuore Immacolato Trionferà!
Don Umberto Parrocchia San Giorgio di Perlena (Vi)-
Don Lelio Parrocchie di-Cecchini-Rivarotta-Visinale (Pn)-
ISCRIZIONE PER LA CONSACRAZIONE PERSONALE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA:
solo messaggi su WA e/o su Telegram e/o su Signal al 340-2746016
SOMMARIO

SOMMARIO ............................................................................................................................................. 2
INDICAZIONI PRATICHE SU COME PREPARASI ALLA CONSACRAZIONE ..................................... 3
IL MESSAGGIO DI FATIMA ................................................................................................................... 4
PERCHÉ 30 GIORNI ................................................................................................................................ 7
LA SANTITÀ NELLA DIVINA VOLONTÀ ............................................................................................. 20
I SEGNATI DALLA NOSTRA MAMMA CELESTE ................................................................................ 22
INIZIO MEDITAZIONE BRANI DEL GIORNO ..................................................................................... 25

2
INDICAZIONI PRATICHE SU COME PREPARASI ALLA CONSACRAZIONE

3
IL MESSAGGIO DI FATIMA

«Il Signore 'Vuole' stabilire nel mondo la Devozione al mio Cuore


Immacolato»

«Solo il mio Cuore può venire in vostro soccorso»

Ecco riportate qui di seguito le tre parti del segreto di Fatima. Le prime due
parti sono tratte dalla "terza memoria" del 31 agosto 1941.

Suor Lucia descrive in questi termini la visione dell’inferno che le venne


mostrata il 13 luglio 1917:

PRIMA PARTE

"La Madonna ci mostrò un grande mare di fuoco, che sembrava stare sotto
terra. Immersi in quel fuoco, i demoni e le anime, come se fossero braci
trasparenti e nere o bronzee, con forma umana che fluttuavano
nell'incendio, portate dalle fiamme che uscivano da loro stesse insieme a
nuvole di fumo, cadendo da tutte le parti simili al cadere delle scintille nei
grandi incendi, senza peso né equilibrio, tra grida e gemiti di dolore e
disperazione che mettevano orrore e facevano tremare dalla paura. I demoni
si riconoscevano dalle forme orribili e ributtanti di animali spaventosi e
sconosciuti, ma trasparenti e neri. Questa visione durò un momento. E
grazie alla nostra buona Madre del Cielo, che prima ci aveva prevenuti con
la promessa di portarci in Cielo (nella prima apparizione), altrimenti credo
che saremmo morti di spavento e di terrore".

I bambini rimangono spaventati dalla visione e come per chiedere aiuto


alzano gli occhi alla Madonna la quale, rivolgendosi ad essi con bontà e
tristezza, dice:

SECONDA PARTE

"Avete visto l'inferno dove cadono le anime dei poveri peccatori. Per
salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore
Immacolato. Se faranno quel che vi dirò, molte anime si salveranno e

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avranno pace. La guerra sta per finire; ma se non smetteranno di offendere
Dio, durante il Pontificato di Pio XI ne comincerà un'altra ancora peggiore.
Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che
è il grande segno che Dio vi dà che sta per castigare il mondo per i suoi
crimini, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa
e al Santo Padre. Per impedirla, verrò a chiedere la consacrazione della
Russia al Mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi
sabati. Se accetteranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e avranno
pace; se no, spargerà i suoi errori per il mondo, promovendo guerre e
persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà
molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte. Finalmente, il Mio Cuore
Immacolato trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia, che si
convertirà, e sarà concesso al mondo un periodo di pace.

In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede, ecc. [aggiunta di


suor Lucia contenuta nella quarta memoria]".

La Vergine conclude con l’avvertimento di "non dire questo a nessuno,


tranne che a Francesco".

Suor Lucia credette di riconoscere il "gran segno" a cui si fa riferimento nel


segreto, nella straordinaria aurora che illuminò il cielo nella notte fra il 25 e
il 26 gennaio del 1938 (dalle 20.45 alle 0l.l5, con brevi intervalli).

Segue la lettera consegnata nel 1944 al Vescovo di Leiria con la quale Suor
Lucia ha rivelato la terza parte del segreto:

TERZA PARTE

" J.M.J.

La terza parte del segreto rivelato il 13 luglio 1917 nella Cova di Iria-
Fatima.

Scrivo in atto di obbedienza a Voi mio Dio, che me lo comandate per mezzo
di sua Ecc.za Rev.ma il Signor Vescovo di Leiria e della Vostra e mia
Santissima Madre.

Dopo le due parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di
Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella
mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero

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incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che
Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l'Angelo
indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza,
Penitenza, Penitenza! E vedemmo in una luce immensa che è Dio: “qualcosa
di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano
davanti” un Vescovo vestito di Bianco “abbiamo avuto il presentimento
che fosse il Santo Padre”. Vari altri Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose
salire una montagna ripida, in cima alla quale c'era una grande Croce di
tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre,
prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo
tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le
anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del
monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da
un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce,
e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i Vescovi Sacerdoti,
religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e
posizioni. Sotto i due bracci della Croce c'erano due Angeli ognuno con un
innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei
Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio.

In quest’anno storico (2021), le Parrocchie di San Giorgio di Perlena di


Cecchini-Rivarotta-Visinale propongono la “Consacrazione al Cuore
Immacolato di Maria” di ogni creatura e della famiglia rispondendo ad una
precisa richiesta della Madonna: «Consacratevi al mio Cuore Immacolato».

11 Febbraio 2021 “Nostra Signora di Lourdes” si sono consacrati al Cuore


Immacolato di Maria: I BAMBINI NEL GEMBO MATERNO, I BAMBINI
NON NATI, GLI INFANTI E I RAGAZZINI FINO A 11 ANNI;

25 MARZO 2021 “Annunciazione del Signore” si sono consacrati al Cuore


Immacolato di Maria: gli Adolescenti e i Giovani fino ai 30 anni;

13 MAGGIO 2021 “Nostra Signora di Fatima” ci sarà la


consacrazione/rinnovo PERSONALE al Cuore Immacolato di Maria;

25 GIUGNO 2021 “40° Anniversario delle apparizioni a Medjugorje” ci sarà


la consacrazione/rinnovo consacrazione della FAMIGLIA al Cuore
Immacolato di Maria.

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PERCHÉ 30 GIORNI

PER ONORARE, CONTEMPLARE, MEDITARE I 30 ANNI DI VITA


NASCOSTA DI GESU’ A NAZARETH E VIVERE IN, CON E PER GESU’.

AD JESUM PER MARIAM

Alcuni brani tratti dal “Diario della Serva di Dio Luisa


Piccarreta” ci aiuteranno a vivere in GESU’…
Nel suo quaderno di “Memorie dell’infanzia” (1925), Luisa dice:

«…Fin d’allora (da quando lei aveva 12 anni) l’amabile Gesù mi faceva nel
mio interno lezione sulla Croce, sulla mansuetudine, sull’ubbidienza, sulla
sua Vita nascosta... A tal proposito della sua Vita nascosta, ricordo che
mi diceva: “Figlia mia, la tua vita deve essere in mezzo a Noi nella casa di
Nazaret. Se lavori, se preghi, se prendi cibo, se cammini, devi avere una
mano a Me, l’altra alla Mamma nostra e lo sguardo a S. Giuseppe, per vedere
se i tuoi atti corrispondono ai nostri, in modo da poter dire: faccio prima il
mio modello sopra ciò che fa Gesù, la Mamma Celeste e S. Giuseppe, e poi lo
seguo. A seconda del modello che hai fatto, Io voglio essere ripetuto da te
nella mia Vita nascosta; voglio trovare in te le opere della Mamma mia,
quelle del mio caro S. Giuseppe e le mie stesse opere.”

Io restavo confusa e gli dicevo: “Mio amato Gesù, io non so fare”. E Lui:
“Figlia mia, coraggio, non ti abbattere; se non sai fare domandami, che Io ti
insegni, ed Io subito t’insegnerò, ti dirò il modo come facevamo, le mie
intenzioni, l’amore continuo di tutti e tre, che Io come mare e loro come
fiumicelli eravamo sempre gonfi, in modo che uno straripava nell’altro,
tanto che poco tempo avevamo di parlarci; tanto eravamo assorbiti
nell’amore. Vedi quanto stai dietro? Molto hai da fare per raggiungerci; ti
conviene molto silenzio e attenzione, ed Io non ti voglio dietro, ma in mezzo
a Noi.” Onde quando non sapevo fare domandavo a Gesù e Lui m’insegnava
nel mio interno. Cercavo quasi sempre, quanto più potevo, di appartarmi
dalla famiglia per starmi sola, per mantenere il silenzio; prendevo il mio

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lavoro e chiedevo alla mamma che mi permettesse di andarmene sopra, e lei
me lo concedeva. Sicché la mia mente stava nella casa di Nazaret, ed ora
guardavo l’uno, ora l’altro, e mi confondevo nel vederli così attenti nei loro
umili lavori, così assorbiti nelle fiamme d’amore, che s’innalzavano tanto in
alto che i loro lavori restavano incendiati e trasformati in amore 1 ; ed io,
meravigliata, pensavo tra me: “Loro amano tanto, ed il mio amore qual è?
Posso dire che i miei lavori, le mie preci, il cibo che prendo, i passi che faccio,
sono fiamme che s’innalzano al trono di Dio e, formando fiume, straripano
nel mare di Gesù?” E vedendo che non lo erano, restavo afflitta; e Gesù nel
mio interno mi diceva: “Che hai? Non ti affliggere; a poco a poco giungerai.
Io ti starò sopra, e tu seguimi e non temere”.»

E vedendo che non lo erano, restavo afflitta; e Gesù nel mio interno
mi diceva: “Che hai? Non ti affliggere; a poco a poco giungerai. Io ti starò
sopra, e tu seguimi e non temere”.»

La SS. Vergine spiega e racconta ciò che fu la vita privata della Sacra
Famiglia a Nazaret, ovviamente mostrandola nella sua vera
dimensione interiore, nel suo vero scopo (Da “La Vergine Maria nel
Regno della Divina Volontà”, 25° Giorno, “Lezione della Regina del
Cielo”):

«Figlia carissima, oh, come ti aspettavo per continuare le mie lezioni sul
regno che sempre più distendeva in me il Fiat Supremo. Ora, tu devi sapere
che la piccola casa di Nazaret per la Mamma tua, per il caro e dolce Gesù e
per San Giuseppe era un paradiso. Il mio caro Figlio, essendo Verbo Eterno,
possedeva in Se stesso, per virtù propria, la Divina Volontà, e in quella
piccola Umanità risiedevano mari immensi di luce, di santità, di gioie e di
bellezze infinite. Io possedevo per grazia il Volere Divino e, sebbene non
potevo abbracciare l’immensità come l’amato Gesù, perché Lui era Dio ed
Uomo ed Io ero sempre la sua creatura finita, con tutto ciò, il Fiat Divino
mi riempì tanto, che aveva formato i suoi mari di luce, di santità, d’amore,
di bellezza e di felicità, ed era tanta la luce, l’amore e tutto ciò che può
possedere un Volere Divino che usciva da Noi, che San Giuseppe restava
eclissato, inondato e viveva dei nostri riflessi. Figlia cara, in questa casa di

1 - È la risposta alla tanto dibattuta questione: Marta o Maria? Vita attiva o vita contemplativa?

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Nazaret stava in pieno vigore il regno della Divina Volontà. Ogni nostro
piccolo atto, cioè, il lavoro, l’accendere il fuoco, il preparare il cibo, erano
tutti animati dal Volere Supremo e formati sulla sodezza della santità del
puro amore. Quindi dal più piccolo al più grande atto nostro scaturivano
gioie, felicità, beatitudini immense, e Noi restavamo talmente inondati, da
sentirci come sotto una pioggia dirotta di nuove gioie e contenti
indescrivibili. Figlia mia, tu devi sapere che la Divina Volontà possiede per
natura la sorgente delle gioie e quando regna nella creatura si diletta di dare
in ogni suo atto l’atto nuovo continuo delle sue gioie e felicità. Oh, come
eravamo felici! Tutto era pace, unione somma, e l’uno si sentiva onorato di
ubbidire all’altro; anche il mio caro Figlio faceva a gara, ché voleva essere
comandato nei piccoli lavori da Me e dal caro San Giuseppe. Oh, come era
bello vederlo nell’atto che aiutava il suo padre putativo nei lavori fabbrili,
vederlo che prendeva il cibo, ma quanti mari di grazia faceva scorrere in
quegli atti a pro delle creature? Ora, figlia cara, ascoltami: in questa casa di
Nazaret fu formato nella Mamma tua e nell’Umanità di mio Figlio il regno
della Divina Volontà, per farne dono all’umana famiglia, quando si
sarebbero disposti a ricevere il bene di questo regno. E, sebbene mio Figlio
fosse Re ed Io Regina, eravamo Re e Regina senza popolo; il nostro regno,
sebbene poteva racchiudere tutti e dare vita a tutti, era deserto, perché ci
voleva prima la Redenzione, per preparare e disporre l’uomo a venire in
questo regno sì santo. Molto più che, essendo posseduto da me e da mio
Figlio, che appartenevamo secondo l’ordine umano all’umana famiglia e in
virtù del Fiat Divino e del Verbo Incarnato alla Famiglia Divina, le creature
ricevevano il diritto ad entrare in questo regno e la Divinità cedeva il diritto
e lasciava le porte aperte a chi volesse entrare. Perciò la nostra vita nascosta
di così lunghi anni, servì a preparare il regno della Divina Volontà alle
creature. Ecco perché voglio farti conoscere ciò che operò in me questo Fiat
supremo, affinché dimentichi la tua volontà e dando la mano alla Madre tua
ti possa condurre nei beni che con tanto amore ti ho preparato. Dimmi, figlia
del mio Cuore, contenterai me ed il tuo e mio caro Gesù, che con tanto amore
ti aspettiamo in questo regno sì santo, a vivere insieme con Noi per vivere
tutta di Volontà Divina? Ora ascolta, figlia cara, un altro tratto d’amore
che in questa casa di Nazaret mi fece il mio caro Gesù: Lui mi fece depositaria
di tutta la sua vita 3 . Dio, quando fa un’opera, non la lascia sospesa, né nel
vuoto, ma cerca sempre una creatura dove poter rinchiudere e appoggiare

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tutta l’opera sua; altrimenti passerebbe pericolo che Dio espone le opere sue
all’inutilità, ciò che non può essere. Quindi il mio caro Figlio deponeva in
me le sue opere, le sue parole, le sue pene, tutto; perfino il respiro depositava
nella Mamma sua, e quando ritirati nella nostra stanzetta, Lui prendeva il
suo dolce dire e mi narrava tutti i Vangeli che doveva predicare al pubblico,
i Sacramenti che doveva istituire, tutto mi affidava e, deponendo tutto in
me, mi costituiva canale e sorgente perenne, perché da me doveva uscire la
sua vita e tutti i suoi beni a pro di tutte le creature. Oh, come mi sentivo
ricca e felice nel sentirmi deporre in me tutto ciò che faceva il mio caro Figlio
Gesù! Il Volere Divino che regnava in me mi dava lo spazio per poter tutto
ricevere, e Gesù sentiva il contraccambio dell’amore, della gloria della
grande opera della Redenzione, dalla Mamma sua. Che cosa non ricevetti da
Dio, perché non feci mai la mia volontà, ma sempre la Sua? Tutto, anche la
stessa vita di mio Figlio era a mia disposizione; e mentre restava sempre in
me, potevo bilocarla, per darla a chi con amore me la chiedesse. Ora, figlia
mia, una parolina a te. Se farai sempre la Divina Volontà e mai la tua e
vivrai in Essa, Io, la Mamma tua, farò il deposito di tutti i beni del mio Figlio
nell’anima tua. Oh, come ti sentirai fortunata! Avrai a tua disposizione una
Vita divina, che tutto ti darà; ed Io, facendoti da vera Mamma, mi metterò
a guardia, affinché questa Vita cresca in te e vi formi il regno della Divina
Volontà.»

(ibid, 26° Giorno). La Mamma prosegue in quest’altra lezione


raccontando come e perché terminò la vita occulta di Gesù a Nazaret:

«…Senti, figlia mia, per la tua Mamma incomincia una vita di dolore, di
solitudine e di lunghe separazioni dal mio sommo Bene Gesù. La vita
nascosta è finita e Lui sente l’irresistibile bisogno d’amore di uscire in
pubblico, di farsi conoscere e di andare in cerca dell’uomo smarrito nel
labirinto della sua volontà, in preda di tutti i mali. Il caro San Giuseppe era
già morto, Gesù partiva ed Io restavo sola nella piccola casetta. Quando il
mio amato Gesù mi chiese l’ubbidienza di partire, perché non faceva mai
nulla se prima non me lo diceva, Io sentii lo schianto nel Cuore, ma
conoscendo che quella era la Volontà Suprema, Io dissi subito il mio Fiat,
non esitai un istante, e tra il mio Fiat e il Fiat di mio Figlio ci separammo.
Nella foga del nostro amore mi benedisse e mi lasciò. Io lo accompagnai col
mio sguardo finché potetti, e poi, ritirandomi, mi abbandonai in quel Volere

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Divino che era la mia vita. Ma, o potenza del Fiat Divino, questo Volere
Santo non mi faceva perdere mai di vista mio Figlio, né Lui perdeva me, anzi
sentivo il suo palpito nel mio e Gesù sentiva il mio nel suo. Figlia cara, Io
avevo ricevuto mio Figlio dal Volere Divino e ciò che questo Volere Santo
dà non è soggetto a finire né a subire separazione; i doni suoi sono
permanenti ed eterni. Quindi mio Figlio era mio, nessuno me lo poteva
togliere, né la morte, né il dolore, né la separazione, perché il Volere Divino
me lo aveva donato. Quindi la nostra separazione era apparente, ma in realtà
eravamo fusi insieme. Molto più che una era la Volontà che ci animava:
come potevamo separarci?»

Nella Vita di Gesù è racchiusa tutta la vita della Chiesa; perciò, in


ogni problema si trova la risposta considerando come si è comportato
Gesù:

“Figlia mia, Io volevo che da loro stessi avessero trovato la ragione del mio
operare, perché nella mia vita, da che nacqui finché morii, essendo racchiusa
la vita di tutta la Chiesa, tutto si trova, le questioni più difficili si risolvono,
confrontate a qualche passo che può uniformarsi alla mia vita; le cose più
imbrogliate si sciolgono e quelle più oscure ed ottuse, dove la mente umana
quasi si perde in quella oscurità, vi ritrovano la luce più chiara e
risplendente…” (Volume IV – 4 Dicembre 1902)

- La vita dell’uomo si svolge in parte esternamente e molto di più


internamente; perciò Gesù dedicò 30 anni della sua vita, essendo
occulta, a riparare e rifare in Sé la vita interna, occulta dell’uomo,
di ogni uomo; e altri tre anni di vita pubblica, per riparare e rifare la
nostra vita in quello che ha di esterno:

“…La mia Vita nascosta fu vittima di tutto l’interno dell’uomo, sicché


soddisfeci per i pensieri, i desideri, le tendenze, gli affetti cattivi... Tutto ciò
che fa d’esterno l’uomo non è altro che lo sbocco dell’interno. Se tanto male
si vede nell’esterno, che sarà dell’interno? Quindi, troppo mi costò il
rifacimento dell’interno dell’uomo; basta dire che v’impiegai la prolissità di
trent’anni... Il mio pensiero, il mio palpito, il respiro, il desiderio, erano
sempre intenti a correre presso il pensiero, il palpito, il respiro, il desiderio

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dell’uomo, per ripararli, per soddisfarli, per santificarli…” (Volume XI- 8 Marzo
1912)

Il motivo delle pene e di tutto ciò che fece Gesù nella sua età infantile
fu divinizzare tutte le azioni dell’infanzia, rendendo tutte meritevoli.
(Volume VIII – 30 Dicembre1908) Se Gesù ci ha redento con la sua Passione,
con la sua vita occulta ha santificato e divinizzato tutte le azioni
umane, dando a ciascuna un merito divino:

“…Figlia mia, quando Io stavo sulla terra, le mie mani non si abbassavano
a lavorare il legno, a ribattere i chiodi, ad aiutare nei lavori fabbrili il mio
padre putativo Giuseppe? E mentre ciò facevo, con quelle mani medesime,
con quelle dita creavo le anime e altre chiamavo all’altra vita, divinizzavo
tutte le azioni umane, le santificavo, dando a ciascuna un merito divino. Nei
movimenti delle mie dita chiamavo in rassegna tutti i movimenti delle dita
tue e degli altri; e se vedevo che li facevano per Me o perché Io li volessi fare
in loro, Io continuavo la vita di Nazaret in loro e mi sentivo come rinfrancato
da parte loro per i sacrifici, le umiliazioni della mia Vita nascosta, dando
loro il merito della mia stessa Vita. Figlia, la vita nascosta che feci a Nazaret
non viene calcolata dagli uomini, mentre non potevo far loro più bene di
quella, dopo la Passione, perché abbassandomi Io a tutte [quelle piccole
azioni] e a quegli atti che gli uomini vivono alla giornata, come mangiare,
bere, dormire, lavorare, accendere il fuoco, spazzare, ecc. –atti tutti di cui
nessuno può fare a meno–, Io facevo scorrere nelle loro anime una monetina
divina e di prezzo incalcolabile. Sicché, se la Passione li redense, la Vita
nascosta corredava ogni azione umana, anche la più indifferente, di merito
divino e di prezzo infinito. Vedi, mentre tu lavoravi, lavorando perché Io
voglio lavorare, le mie dita scorrono nelle tue e, mentre lavoro in te, nel
medesimo istante, con le mie mani creatrici, quanti sto mettendo alla luce di
questo mondo? Quanti altri ne chiamo? Quanti altri santifico, altri
correggo, altri castigo, ecc.? Ora, tu stai con Me a creare, a chiamare, a
correggere ed altro, sicché, come tu non sei sola, neppure Io sono solo nel
mio operare. Ti potrei dare Io onore più grande?” (Volume XI - 14 Agosto 1912).

“La Redenzione potrei dire che Mi costò poco; sarebbe bastata la mia Vita
esterna, le pene della mia Passione, i miei esempi, la mia parola; avrei fatto
subito. Ma per formare il gran piano della volontà umana nella Divina, per

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legare tutti i rapporti e i vincoli da essa spezzati, dovetti mettere tutto il mio
interno, tutta la mia Vita nascosta, tutte le mie pene intime, che sono di
gran lunga più numerose e più intense delle mie pene esterne e che ancora
non sono conosciute”. (Volume XVI – 13 Agosto 1923).

“… E se Io venni sulla terra, fu proprio questo il primo atto, far conoscere


la Volontà del Padre mio, per riannodarla di nuovo con le creature. Le pene,
le umiliazioni, la mia vita nascosta e tutto il mare immenso delle pene della
mia Passione, furono rimedi, medicine, sostegni, luce, per far conoscere la
mia Volontà, perché con ciò, non solo avrei [avuto] l’uomo salvo, ma santo.
Con le mie pene lo mettevo in salvo, con la mia Volontà gli restituivo la
santità perduta nell’Eden terrestre. Se ciò non avessi fatto, il mio amore, la
mia opera, non sarebbe stata completa, come lo fu nella Creazione, perché è
solo la mia Volontà che ha virtù di rendere complete le opere nostre verso le
creature e le opere delle creature verso di Noi….” (Volume XVII - 3 Giugno 1925).

“Fino a tanto che stetti con la mia Mamma nella vita nascosta di Nazaret,
tutto taceva intorno a Me, sebbene questo mio nascondimento insieme con
la Celeste Regina servì mirabilmente per formare la sostanza della
Redenzione e poter annunziare che già stavo in mezzo a loro. Ma quando si
comunicarono i frutti di Essa in mezzo ai popoli? Quando uscii in pubblico,
mi feci conoscere e parlai loro con la potenza della mia parola creatrice. E
come tutto ciò che Io feci e dissi si divulgò e si divulga tuttora in mezzo ai
popoli, così i frutti della Redenzione ebbero ed hanno i loro effetti.” (Volume
XIX – 15 Giugno 1926).

Gesù ha rifatto la vita di tutti, facendo ogni cosa che ogni uomo era
obbligato a fare verso la Maestà Suprema:

“… È tanto l’amore mio, che consumai tutta la mia Vita in rifare ciò che
l’uomo era obbligato a fare verso la Maestà Suprema. E, siccome i miei atti
erano divini, li moltiplicai in tanti da rifare tutto per tutti e per ciascuno, in
modo da riempire Cielo e terra e da mettere a difesa dell’uomo, per fare che
la giustizia non potesse colpirlo. Ma l’uomo col peccato rompe questa difesa
e, rotta la difesa, i flagelli colpiscono l’uomo”. (Volume XI - 3 Agosto1916).

Anche dormendo Gesù diede al Padre riparazione e soddisfazione


per tutte le creature: Stavo offrendo il mio sonno a Gesù, dicendogli:

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“Prendo il tuo sonno e lo faccio mio e, dormendo col tuo sonno, voglio darti
il contento, come se un altro Gesù dormisse”. E senza farmi finire ciò che
volevo dirgli, mi ha detto: “Ah, sì, figlia mia, dormi col mio sonno, affinché,
guardandoti, possa specchiarmi in te e, rimirandomi, possa trovare in te
tutto Me stesso. E giacché dormi col mio sonno e affinché possiamo essere
d’accordo in tutto, rimirandoti tu in Me, voglio dirti perché la mia Umanità
si assoggettò alla debolezza del sonno.

Figlia mia, la creatura fu fatta da Me e come cosa mia la volevo tenere sul
mio seno, nelle mie braccia, in continuo riposo. Quindi l’anima doveva
riposarsi nella mia Volontà e santità, nel mio amore, nella mia bellezza,
potenza, sapienza, ecc.; tutte queste cose sono atti che costituiscono il vero
riposo. Ma, ahi dolore, la creatura sfugge dal mio seno e, sforzandosi per
distaccarsi dalle mie braccia in cui la tengo stretta, va in cerca di veglia.
Veglia sono le passioni, il peccato, gli attacchi, i piaceri; veglia sono i timori,
le ansietà, le agitazioni, ecc., sicché, per quanto la rimpiango e chiamo a
riposarsi in Me, non sono ascoltato. Questa era un’offesa grande, un
affronto al mio amore, del quale la creatura non fa nessun conto e non si
prende nessun pensiero di riparare. Ecco perché Io volli dormire, per dare al
Padre soddisfazione del riposo che le anime non prendono in Lui,
contraccambiandolo per tutti. E mentre riposavo, impetravo per tutti il veri
riposo, facendomi Io veglia d’ogni uomo, per liberarli dalla veglia della colpa.
E amo tanto questo riposo della creatura in Me, che non solo volli dormire,
ma volli camminare, per darle il riposo ai piedi, operare per dare il riposo
alle mani, palpitare ed amare per darle il riposo al ... Insomma, volli fare
tutto, per fare che l’anima facesse tutto in Me e prendesse riposo, ed Io facessi
tutto per lei, purché la tenessi al sicuro in Me”. (Volume XI - 14 Dicembre 1916).

“Brevissimo era il mio sonno, ma dormivo; e non dormivo per Me, ma per
le creature. Io, come Capo, rappresentavo tutta l’umana famiglia e dovevo
stendere la mia Umanità su tutti, per dar loro riposo”. (Volume XIII - 23 Dicembre
1921).

Gesù sulla terra non ha fatto altro che concatenare ogni pensiero, parola,
palpito, azione, ecc. delle creature ai suoi, per dare al Padre riparazioni
divine: “Figlia mia, la mia Umanità sulla terra non faceva altro che
concatenare ogni pensiero di creatura con i miei, sicché ogni pensiero di

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creatura si ripercuoteva nella mia mente, ogni parola nella mia voce, ogni
palpito nel mio Cuore, ogni azione nelle mie mani, ogni passo nei miei piedi,
e così di tutto il resto. Con ciò davo al Padre riparazioni divine. Ora tutto
ciò che feci sulla terra lo continuo nel Cielo…” (Volume XII – 18 Marzo 1917).

Cosa ha fatto Gesù in tutta la sua vita? Egli viveva e faceva tutto nel
Padre, era il portatore del Padre, totalmente docile e abbandonato
alla Volontà del Padre:

“Figlia mia, Io non facevo altro che darmi in balia della Volontà del Padre;
sicché, se pensavo, pensavo nella mente del Padre, se parlavo, parlavo nella
bocca e con la lingua del Padre, se operavo, operavo nelle mani del Padre;
anche il respiro, respiravo in Lui, e tutto ciò che facevo andava ordinato come
Lui voleva, sicché potevo dire che la mia vita la svolgevo nel Padre ed Io ero
il portatore del Padre, perché tutto chiuso nel suo Volere e niente facevo da
Me. Il punto mio principale era la Volontà del Padre. Perciò non badavo a
Me stesso…” (Volume XII - 14 Agosto 1917).

“La mia Volontà eterna fu il punto centrale della mia Vita, dal primo atto
del mio concepimento fino all’ultimo anelito; Mi precedette, Mi
accompagnò, facendosi vita dello stesso atto, e Mi seguiva, chiudendo il mio
atto nell’ambito eterno del mio Volere... Sicché per Essa era come
connaturale formare i miei atti, moltiplicarli per tutti, come se fossero per
uno solo”. (Volume XIV – 15 Giugno 1922).

“Il vivere nel mio Volere sono Io stesso. Questa fu la santità della mia
Umanità sulla terra e perciò feci tutto e per tutti”. (Volume XII – 27 Novembre
1917).

Non tutti gli atti di Gesù furono grandi all’apparenza, specialmente


nella sua infanzia; ma essendo frutto del suo Volere ed uniti alla sua
Divinità erano così grandi da poter creare miliardi di vite. La sua
Umanità non ebbe riposo: nello stesso sonno operava
incessantemente ed intensamente, dovendo dare vita a tutti e a tutto
e rifare tutto in Sé:

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“…La mia Umanità non ebbe riposo e nel mio stesso sonno Io non ebbi
tregua, ma intensamente lavoravo; e questo perché, dovendo dare vita a tutti
e a tutto e rifare in Me tutto, mi conveniva lavorare senza smettere un
istante, e chi deve dar vita deve essere un continuo moto e un atto non
interrotto. Sicché Io stavo in continuo atto di far uscire da Me vite di
creature e di riceverle. Se Io avessi voluto riposare, quante vite non
uscirebbero? Quante, non avendo il mio atto continuo, non si
svilupperebbero e resterebbero appassite? Quante non entrerebbero in Me,
mancando l’atto di vita di Chi solo può dar vita? Ora, figlia mia, volendoti
insieme con Me nel mio Volere, voglio il tuo atto continuo: sicché la tua
mente desta è atto, il mormorio della tua preghiera è atto, i movimenti delle
tue mani, i palpiti del tuo cuore, il muovere il tuo sguardo sono atti. Saranno
piccoli, ma che m’importa? Purché ci sia il moto, il germe, Io li unisco ai
miei, li faccio grandi e do loro virtù di produrre vite. Anche i miei atti non
furono tutti atti apparentemente grandi, specie quando Io, piccino, gemevo,
succhiavo il latte dalla mia Mamma, mi trastullavo col baciarla, carezzarla,
intrecciare le mie manine alle sue… Più grandetto, coglievo i fiori, prendevo
l’acqua ed altro; questi erano tutti atti piccoli, ma erano uniti nel mio Volere,
nella mia Divinità, e ciò bastava, ed erano tanto grandi da poter creare
milioni e miliardi di vite. Sicché, mentre gemevo, dai miei gemiti uscivano
vite di creature; succhiavo, baciavo, carezzavo, ma erano vite che uscivano;
nelle mie dita intrecciate con le mani della Mamma scorrevano le anime, e
mentre coglievo i fiori e prendevo l’acqua, erano anime che uscivano dal
palpito del mio increato Cuore ed entravano. Il mio moto fu continuo: ecco
la ragione della tua veglia. Quando vedo il tuo moto, i tuoi atti nel mio
Volere ed ora si mettono al mio fianco, ora scorrono nelle mie mani, ora nella
mia voce, nella mia mente, nel mio Cuore, Io ne faccio nota di tutti e a
ciascuno do vita nel mio Volere, dando loro la virtù dei miei e li faccio correre
a salvezza e a bene di tutti”. (Volume XII – 28 Dicembre 1917).

La vera attività di Gesù come Capo e Redentore dell’umanità nella


vita occulta a Nazaret:

“Figlia mia, come mi è dolce e gradita la preghiera delle anime intime con
Me! Come mi sento ripetere la mia vita nascosta di Nazaret, senza alcuna
esteriorità, senza circolo di gente, senza suono di campane, tutto negletto,
solo, tanto che appena ero conosciuto. Io mi elevavo tra il Cielo e la terra e

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chiedevo anime; e neppure un respiro né un palpito mi sfuggiva che non
chiedesse anime. E come ciò facevo, suonava nel Cielo il mio squillo, che
attirava l’Amore del Padre a concedermi le anime; e questo suono,
ripercuotendosi nei cuori, gridava con voce sonora: Anime! Quante
meraviglie non operai nella mia vita nascosta, solo conosciuta da mio Padre
in Cielo e dalla mia Mamma in terra! Così l’anima nascosta, intima con Me,
come prega, se nessun suono si sente in terra, le sue preghiere come campane
suonano più vibranti in Cielo, da chiamare tutto il Cielo ad unirsi con lei e
far scendere sopra la terra misericordie, che suonando, non all’udito, ma al
cuore delle creature, le dispongono a convertirsi”. (Volume XII – 10 Dicembre 1918).

Nelle sue pene interne, Gesù ebbe sempre almeno uno o due
spettatori, il suo Padre Celeste e la sua Mamma, per averne lo scopo:

“… La mia stessa vita nascosta, le mie pene interne e tutto ciò che feci ebbero
sempre almeno uno, due spettatori, e questo con ragione, per necessità e per
ottenere lo scopo delle stesse mie pene. Quindi, il primo spettatore fu il mio
Celeste Padre, al quale nulla poteva sfuggire, essendo Lui stesso Colui che
mi infliggeva le pene; era attore e spettatore. Se mio Padre non avesse visto
e non avesse saputo nulla, come avrei potuto soddisfarlo, dargli la gloria,
piegarlo alla vista delle mie pene a misericordia per il genere umano? Ecco,
lo scopo sarebbe andato fallito. In secondo luogo, di tutte le mie pene della
mia vita nascosta fu spettatrice la mia Mamma, ed era necessario. Se Io ero
venuto dal Cielo in terra per patire, non per Me, ma per il bene altrui, dovevo
avere almeno una creatura su cui dovevo poggiare quel bene che
contenevano le mie pene e quindi muovere la mia cara Mamma a
ringraziarmi, a lodarmi, ad amarmi, a benedirmi, e farle ammirare l’eccesso
della mia bontà. Tanto che Lei, presa, rapita, commossa alla vista delle mie
pene, mi pregava che in vista del gran bene che le portavano le mie pene,
non la facessi esente d’immedesimarla con le mie stesse pene per soffrirle,
per darmi il ricambio ed essere mia perfetta imitatrice. Se la mia Mamma
nulla avesse visto, non avrei avuto la mia prima imitatrice, nessun grazie,
nessuna lode. Le mie pene, il bene che contenevano, sarebbero rimasti senza
effetto, perché non conoscendoli nessuno, non avrei potuto fare il primo
appoggio; sicché lo scopo del gran bene che doveva ricevere la creatura
sarebbe andato perduto. Vedi quanto era necessario che almeno una sola
fosse a giorno delle mie pene?” (Volume XIV – 3 Ottobre 1922).

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Tutta la vita di Gesù, tutto ciò che fece è sospeso, in attesa che lo
prenda chi vive nel suo Volere:

“Figlia mia, figlia del mio Volere Supremo, la mia Volontà vuol farti parte
di tutto. Tutto ciò che tu vedi sono tutte le mie opere che feci stando in terra,
che la mia Volontà tiene in sé sospese, [in parte] perché le creature non si
dispongono a voler riceverle, e [in] parte perché non conoscono ancora ciò
che Io feci. Vedi, qui ci sono le mie preghiere che di notte facevo, coperte di
lacrime amare e di sospiri ardenti per la salvezza di tutti; stanno tutte in
attesa per darsi alle creature, per dar loro i frutti che contengono. Figlia,
entra tu in esse, copriti con le mie lacrime, vestiti con le mie preghiere,
affinché la mia Volontà compia in te gli effetti che ci sono nelle mie lacrime,
preghiere e sospiri. La mia Volontà tiene come schierate in sé le pene della
mia infanzia, tutti i miei atti interni della mia vita nascosta, che sono prodigi
di grazia e di santità, tutte le umiliazioni e gloria e pene della mia vita
pubblica, le pene più nascoste della mia Passione. Tutto sta sospeso, il frutto
completo non è stato preso dalle creature, e aspetto chi deve vivere nel mio
Volere, affinché non stiano più sospese, ma si riversino su di essi per dar
loro il frutto completo. Solo chi deve vivere nella mia Volontà non farà stare
più sospesi i miei beni. Perciò entra in ciascun mio atto e pena, affinché la
mia Volontà si compia in te. Tra te e Me non voglio cose sospese, né tollero
non poterti dire ciò che voglio; perciò voglio trovare in te la mia stessa
Volontà, affinché nulla si possa opporre a ciò che vuol darti la mia stessa
Volontà”. (Volume XVIII – 4 Ottobre 1925).

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Figlia carissima,

sento l'irresistibile bisogno di scendere dal cielo, per farti le mie visite materne;
se tu mi assicurerai il tuo amore figliale, la tua fedeltà, Io rimarrò sempre con te
nell'anima tua, per esserti maestra, modello, esempio e Madre tenerissima.

Io vengo per invitarti ad entrare nel Regno della tua Mamma, nel Regno cioè
della Divina Volontà e busso alla porta del tuo cuore perché tu mi apra. Sai?
Con le mie stesse mani ti reco in dono questo libro: te l'offro con premura
materna, perché tu a tua volta, leggendolo, impari a vivere di cielo e non più di
terra.

Questo libro è d'oro, figlia mia; esso formerà la tua fortuna spirituale e la tua
felicità anche terrena. In esso troverai la sorgente di tutti i beni: se sei debole
acquisterai la forza; se sei tentata acquisterai la vittoria; se sei caduta nella colpa,
incontrerai la mano pietosa e potente che ti rialzerà; se ti senti afflitta, troverai il
conforto; se fredda, il mezzo sicuro per riscaldarti; se affamata, gusterai il cibo
prelibato della Divina Volontà. Con esso non ti mancherà nulla; non sarai più
sola, poiché la tua Mamma ti farà dolce compagnia e con ogni sua cura materna
prenderà l'impegno di farti felice. Io, l'Imperatrice celeste, penserò a tutti i tuoi
bisogni, purché tu acconsenta di vivere unita a Me.

Se tu conoscessi le mie ansie, i miei sospiri ardenti ed anche le lacrime che verso
per i figli miei! Se tu sapessi come io arda dal desiderio che tu ascolti le mie
lezioni tutte di Cielo ed impari a vivere di Volontà Divina!

In questo libro tu vedrai meraviglie: troverai una Mamma che ti ama talmente,
da sacrificare il suo diletto Figlio per te, onde poterti far vivere di quella medesima
Vita di cui Ella stessa visse sulla terra.

Deh, non darmi questo dolore, non respingermi! Accetta questo dono del Cielo
che ti reco; accogli la mia visita, le mie lezioni. Sappi che Io percorrerò tutto il
mondo, andrò da ciascun individuo, in tutte le famiglie, nelle comunità religiose,
in ogni nazione, presso tutti i popoli e, se occorrerà, girerò per secoli interi, sino
a quando non avrò formato come Regina il mio popolo e, come madre, i figli miei,
i quali conoscano e facciano regnare ovunque la Divina Volontà.

Eccoti spiegato lo scopo di questo libro. Coloro che lo accoglieranno con amore
saranno i primi fortunati figli che apparterranno al Regno del Fiat Divino, ed Io
a caratteri d'oro scriverò i loro nomi nel mio materno Cuore.

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Vedi, figlia mia? Quello stesso amore infinito di Dio, che nella Redenzione volle
servirsi di Me per far scendere il Verbo Eterno sulla terra, mi chiama un'altra
volta in campo e mi affida l'arduo compito, il sublime mandato di formare sulla
terra i figli del Regno della sua Divina Volontà. Maternamente premurosa mi
metto quindi all'opera e ti preparo la via che ti dovrà condurre a questo felice
Regno.

A tale scopo ti darò sublimi e celesti lezioni, ed infine t'insegnerò speciali e nuove
preghiere, mediante le quali impegnerai il cielo, il sole, la creazione, la mia stessa
Vita e quella del Figlio mio, e tutti gli atti dei Santi, affinché a nome tuo essi
impetrino il Regno adorabile del Voler Divino. Queste preghiere sono le più
potenti, perché compromettono lo stesso operato divino. Per mezzo loro Dio Si
sentirà disarmato e vinto dalla creatura; forte di questo sussidio tu affretterai
l'avvento del suo Regno felicissimo, e con Me otterrai che la Divina Volontà si
faccia come in Cielo così in terra, secondo il desiderio del Maestro Divino.

Coraggio, figlia mia; fammi contenta ed Io ti benedirò.

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LA SANTITÀ NELLA DIVINA VOLONTÀ

LA SANTITA’ NELLA DIVINA VOLONTA’

Volume 15 – Aprile 14, 1923

“…Ora, figlia mia, veniamo alla mia Volontà. Tu credi che sia una Santità
come le altre santità? Un bene, una grazia quasi pari alle altre che ho
fatto per tanti secoli agli altri Santi ed a tutta la Chiesa? No, no! Qui si
tratta d’una epoca nuova, d’un bene che deve servire a tutte le
generazioni! Ma è necessario che tutto questo bene l’accentri primo in una sola,
come feci nella Redenzione accentrando tutto nella mia Mamma. E vedi un po’
come le cose vanno pari passo: per far venire la Redenzione e disporre le anime a
questo, feci la promessa del futuro Messia, affinché con lo sperarlo non solo si
disponessero, ma potessero trovare anche essi nel futuro Redentore la loro
salvezza. Ora, per disporre le anime a vivere nel mio Volere e metterle a parte
dei beni che Esso contiene e fare ritornare l’uomo sulla via della sua origine, come
da Me fu creato, volli Io pregare per primo, facendo risuonare la mia voce da un
punto all’altro della terra fin nell’alto del Cielo dicendo: “Padre nostro che sei nei

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Cieli”. Non dissi: ‘Padre mio’, ma Lo chiamai Padre di tutta l’umana famiglia,
per impegnarlo in ciò che doveva soggiungere: ‘Che tutti santifichino il tuo
Nome, affinché venga il Regno tuo sulla terra, e la tua Volontà si faccia come in
Cielo così in terra’. Era questo lo scopo della Creazione, ed Io chiedevo al
Padre che fosse compiuto. Come Io pregai, il Padre cedette alle mie suppliche,
e formai il germe d’un tanto bene. E per fare che questo germe fosse conosciuto,
insegnai agli Apostoli la mia preghiera, e questi la trasmisero a tutta la Chiesa,
affinché, come il popolo del futuro Redentore trovavano la salvezza in Esso e si
disponevano a ricevere il promesso Messia, così con questo germe formato da Me
la Chiesa prega e ripete tante volte la stessa mia preghiera, e si dispone a ricevere
che riconoscano ed amino il mio Celeste Padre come Padre loro, in modo da
meritare d’essere amati da figli e ricevano il gran bene che la mia Volontà si faccia
come in Cielo così in terra.
Gli stessi Santi in questo germe ed in questa speranza che la mia Volontà si faccia
come in Cielo così in terra, hanno formato la loro santità, il martire ha sparso il
suo sangue; non c’è bene che da questo germe non derivi. Sicché tutta la Chiesa
prega. E [co]sì come le lacrime, le penitenze, le preghiere per avere il Messia
erano dirette [per] quella Vergine eccelsa che dovevo disporre per accentrare un
tanto bene per poter [gli uomini dell’Antico Testamento] ricevere il loro
Salvatore, sebbene non conoscevano chi fosse [quella Vergine eccelsa], così ora, la
Chiesa quando recita il Pater Noster è proprio per te che prega, per far [sì] che
[Io] accentri in te tutto il bene che contiene il mio Volere, il modo, il come che la
Volontà Divina abbia vita in terra come in Cielo. E sebbene non sei conosciuta,
la Chiesa, facendo eco alla mia preghiera: ‘Sia fatta la Volontà tua come in Cielo
così in terra, Mi prega, Mi pressa che accentri tutto questo bene in una seconda
Vergine, affinché, come un’altra salvatrice, salvi l’umanità pericolante, e, facendo
uso del mio inseparabile Amore e Misericordia, [Io] esaudisca la mia stessa
preghiera unita a quella di tutta la Chiesa, [ed Io] faccia ritornare l’uomo alla sua
origine, allo scopo con cui l’ho creato, cioè: che la mia Volontà si faccia in terra
come in Cielo. È questo proprio il vivere nel mio Volere; tutto ciò che ti vado
manifestando a questo ti spinge; in questo ti confermo; questo è il gran
fondamento che vado formando nell’anima tua. E per far ciò, vo accentrando
tutte le grazie passate, presenti e future che ho fatto a tutte le generazioni; anzi,
le raddoppio, le moltiplico, perché essendo il mio Volere la cosa più grande, più
santa, più nobile, che non ha né principio né fine, per deporlo in una creatura è
giusto e decoroso che accentri in essa tutti i beni possibili, grazie innumerevoli,
purità e nobiltà divina, affinché abbia lo stesso corteggio che tiene nel Cielo,
questa mia Volontà. È la stessa che operò nella Redenzione, che volle servirsi
d’una Vergine; quali portenti e prodigi di grazie non operò in Essa? [La mia

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Volontà,] Lei è grande, contiene tutti i beni e nell’operare agisce da magnanima!
E se si tratta di fare opere, di fare bene a tutta l’umanità, mette a repentaglio tutti
i suoi beni!
Ora vuol servirsi d’una altra vergine per accentrare la sua Volontà e dar
principio a far conoscere che la sua Volontà si faccia in terra come in Cielo. E se
nella Redenzione volle venire a salvare l’uomo perduto, a soddisfare le sue colpe
- cui lui era impotente di farlo -, a dargli un rifugio e tant’altri beni che la
Redenzione contiene, ora, la mia Volontà, volendo sfoggiare più in Amore che
nella stessa Redenzione, col fare che si faccia in terra come in Cielo viene a dare
all’uomo il suo stato d’origine, la sua nobiltà, lo scopo con cui fu creato, viene ad
aprire la corrente tra la Volontà sua e l’umana, in modo che assorbita da questa
Volontà Divina, dominata, le darà vita in Essa e Lei regnerà in terra come in
Cielo”.

*******

I SEGNATI DALLA NOSTRA MAMMA CELESTE

Volume 33 - 6 Giugno 1935

Come chi vive nel Volere di Dio ha Dio stesso in suo potere. La
Regina del Cielo gira per tutte le nazioni per mettere in salvo i suoi
figli.

La mia povera mente continua il suo volo nella luce interminabile del
Volere Divino, non vi è cosa, né in Cielo, né in terra, che non sia parto
suo e tutto e tutti hanno da dire di Colui che li ha generati. Anzi non
si stancano mai di narrare la sua origine eterna, la sua Santità
inarrivabile, il suo amore che sempre genera, senza mai cessare, il
suo Fiat che sempre parla, parla alla mente, parla nel cuore, parla
sulla lingua ed ora parla con voci articolate, ora con gemiti, ora
supplicante, ora con impero, ora con tale dolcezza da commuovere i
cuori più duri e più ostinati. Mio Dio, che potenza contiene il tuo
Volere! Deh fa’ che io viva sempre di Esso! Ma mentre pensavo ciò,

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il mio dolce Gesù, facendomi la sua breve visitina, con una bontà
indicibile mi ha detto: «Figlia mia, la mia Volontà! La mia Volontà! E’
tutto, fa tutto, dà tutto. Chi mai può dire che non ha ricevuto tutto da Essa?
Tu devi sapere che la stessa creatura tanto di santità possiede per quanto sta
in ordine, in rapporto con la mia Volontà, tanto più si eleva all’unione con
Dio, per quanto più è unita con Essa, il suo valore, i suoi meriti son misurati
dalle relazioni che ha avuto con la mia Volontà. Sicché tutto il fondamento,
la base, la sostanza, l’origine dei beni nella creatura, dipendono da quanti
atti ha fatto di mia Volontà, da quanto conosce di Essa. Sicché se in tutti gli
atti suoi ha fatto entrare il mio Volere, può dire tutto è santo, tutto è puro e
Divino in me, tutto le possiamo dare, anche la nostra vita in suo potere.
Invece se nulla ha fatto di mia Volontà e nulla conosce, non abbiamo che
darle, perché nulla merita, perché le manca il seme di generare il bene che Ci
appartiene. Quindi nessun diritto di ricevere la paga dal suo Padre Celeste,
se non ha lavorato nel campo nostro, possiamo dire: “non ti conosco”. Perciò
se in tutto, o almeno in parte, non ha fatto nulla di mia Volontà, il Cielo è
chiuso per la creatura, non ha nessun diritto alla Patria Celeste. Ecco la
causa per cui insistiamo tanto che la nostra Volontà si faccia sempre, che sia
conosciuta, perché vogliamo popolare il Cielo dei nostri amati figli e, siccome
tutto è uscito da Noi, vogliamo che tutto ritorni nel nostro grembo Divino».
Onde dopo ciò, continuavo a pensare alla Divina Volontà e pregavo
che si affrettasse e che, con la sua onnipotenza che tutto può, vincesse
tutti gli ostacoli e facesse venire il suo Regno e che la sua Volontà
regnasse come in Cielo così in terra. Ma mentre pensavo ciò, il mio
dolce Gesù ha fatto vedere innanzi alla mia mente, tante cose funeste
e raccapriccianti innanzi alle quali si scuotevano i cuori più duri e
restavano atterrati i più ostinati, tutto era terrore e spavento, io son
rimasta così afflitta da sentirmi morire e L’ho pregato che
risparmiasse tanti flagelli. Ed il mio amato Gesù, come se avesse
pietà della mia afflizione, mi ha detto: «Figlia mia, coraggio, tutto
servirà al trionfo della mia Volontà, se colpisco è perché voglio risanare, il
mio amore è tanto, che quando non posso vincere a via d’amore e di grazie,
cerco di vincere a via di terrore e di spavento. La debolezza umana è tanta

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che molte volte non cura le mie grazie, fa la sorda alla mia voci, se la ride del
mio amore, ma basta toccarle la pelle, toglierle le cose necessarie alla vita
naturale, che abbassa la sua alterigia, si sente così umiliata che si fa un
cencio ed Io ne faccio quello che voglio, specie se le creature non hanno una
volontà perfida ed ostinata, basta un castigo, perché si vedono sull’orlo del
sepolcro, e ritornino nelle mie braccia. Tu devi sapere che amo sempre i
figli miei, le mie amate creature, Mi sviscererei per non vederli
colpiti, tanto che nei tempi funesti che verranno, li ho messi tutti
nelle mani della mia Mamma Celeste, a Lei li ho affidati, affinché
Me li tenga sotto il suo manto sicuro, darò tutti quelli che Lei vorrà,
la stessa morte non avrà potere su quelli che saranno in custodia
della mia Mamma».
Ora mentre diceva ciò, il mio caro Gesù mi ha fatto vedere coi fatti
che la Sovrana Regina scendeva dal Cielo con una Maestà
indicibile ed una tenerezza tutta Materna e girava in mezzo alle
creature, in tutte le nazioni e segnava i suoi cari figli e quelli che non
dovevano essere toccati dai flagelli, per cui i flagelli non avevano
potere di toccare le creature che la mia Mamma Celeste toccava. Il
dolce Gesù dava il diritto alla Mamma sua di mettere in salvo chi a
Lei piaceva. Com’era commovente vedere girare in tutte le parti del
mondo l’Imperatrice Celeste che prendeva fra le mani Materne, se li
affiatava al suo petto, li nascondeva sotto il suo manto, affinché
nessun male potesse nuocere coloro che la sua Materna bontà teneva
in sua custodia, custoditi e difesi. Oh se tutti potessero vedere con
quanto amore e tenerezza faceva questo ufficio la Celeste Regina,
piangerebbero di consolazione ed amerebbero Colei che tanto ci ama!
Fiat!!!

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INIZIO MEDITAZIONE BRANI DEL GIORNO

1° GIORNO
PREGHIERE INZIALI DA FARE OGNI GIORNO DAL 13 APRILE
AL 12 MAGGIO PRIMA DI MEDITARE I BRANI
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen
Gesù ti Amo con la Tua Volontà, vieni Divina Volontà a pregare in me e poi offri
questa preghiera a Te come mia per soddisfare alle preghiere di tutti e per dare al
Padre la gloria che dovrebbe dargli l’umana famiglia.
Atto di pentimento per i nostri peccati (breve silenzio):
Confesso a Dio Padre onnipotente, e a voi fratelli, che ho molto peccato in
pensieri, parole, opere e omissioni, per mia colpa, mia colpa, mia grandissima
colpa (ci si batte tre volte il petto) e supplico la Beata sempre Vergine Maria, gli
angeli, i santi e voi, fratelli, di pregare per me il Signore Dio nostro.
- Credo Apostolico
Io credo in Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra. E in Gesù
Cristo, Suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo
nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, mori e fu sepolto;
discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra
di Dio Padre onnipotente: di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello
Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei
peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna.
Amen.

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- Invocazione allo Spirito Santo

VIENI SPIRITO CREATORE


Vieni o Spirito Creatore
visita le nostre menti
riempi della tua grazia
i cuori che hai creato.

Dolce consolatore
dono del Padre altissimo
acqua viva fuoco amore
santo crisma dell'anima.

Dito della mano di Dio


promesso dal Salvatore
irradia i tuoi sette doni
suscita in noi la parola.

Sii luce all'intelletto


fiamma ardente del cuore
sana le nostre ferite
col balsamo del tuo amore.

Difendici dal nemico


reca in dono la pace
la tua guida invincibile
ci preservi dal male.

Luce d'eterna sapienza


svelaci il grande mistero
di Dio Padre e del Figlio
uniti in un solo Amore.
Amen.

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- 1° DOGMA: MARIA MADRE DI DIO

In quel tempo, mentre Gesù parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi
fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli.

Qualcuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di
parlarti».

Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei
fratelli?». Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e
i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli,
egli è per me fratello, sorella e madre». (Mt 12, 46-50)

*******

La divina maternità di Maria, fondata sulla Sacra


Scrittura e proclamata solennemente nel Concilio
di Efeso nel 431, non solo è una dottrina, ma anche
una preghiera. La solennità annuale di Maria,
Madre di Dio, che si celebra all’inizio dell’anno
solare (1° gennaio), indica nelle preghiere iniziali il
significato perenne per noi di questa sua
straordinaria vocazione….

È la realizzazione della parola stessa di Gesù, che


dice: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli? Poi
stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: Ecco mia madre ed ecco i
miei fratelli; perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli,
questi è per me fratello, sorella e madre» (Mt 12,48-50; cf. Mc 3,35). Gesù, come
ha trasformato l’acqua in vino e il pane nel suo corpo benedetto, così per
l’intercessione materna di Maria, madre sua e della Chiesa, trasforma le
nostre esistenze terrene in esistenze “trinitarie”, in dimora di Dio Trinità.
Accogliendo infatti Gesù nel nostro cuore, noi accogliamo Dio Trinità:
“Chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato” (Mt 10,40 e paralleli).

…Il dogma della maternità divina di Maria ha quindi un carattere di


fondazione della spiritualità cristiana. La spiritualità cristiana è vita di
grazia in comunione con Gesù nella carità dello Spirito Santo in
obbedienza al Padre, e Maria è stata la prima a vivere questa esperienza
diventando per noi maestra di spiritualità. Conseguentemente, vivere

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integralmente la vita di grazia implica anche essere guidati e sostenuti
dall’intercessione materna di Maria.

In concreto, la pedagogia liturgica ci insegna che, anche noi, come Maria


e accompagnati dalla sua materna ed efficace intercessione, possiamo
essere dimora di Gesù, Parola divina e Pane di vita eterna. Il “sì”
dell’annunciazione, mediante il quale Maria accolse la Parola di Dio
nel suo seno diventando Madre di Gesù, diventa anche il “sì” del
battezzato, il quale, accogliendo Gesù, diventa come Maria dimora di
Gesù, ostensorio della sua grazia, tabernacolo della sua carità….

Dal trattato della vera devozione a Maria di


San Luigi Maria Grignion de Montfort

1. E' per mezzo della Santa Vergine Maria che Gesù Cristo è venuto al
mondo ed è ancora per mezzo di lei che deve regnare nel mondo.

2. Maria ha vissuto una vita molto nascosta: per questo viene chiamata
dallo Spirito Santo e dalla Chiesa Alma Mater, Madre nascosta e segreta.
La sua umiltà è stata così profonda da non avere sulla terra altro desiderio
più forte e più continuo che di nascondersi a se stessa e a tutti, per essere
conosciuta unicamente da Dio solo.

3. Dio, per esaudirla nelle richieste che gli fece di nasconderla e renderla
povera e umile, si compiacque di tenerla nascosta agli occhi di quasi tutti:
nel concepimento, nella nascita, nei misteri della sua vita, nella
risurrezione a assunzione al cielo. I suoi stessi genitori non la
conoscevano; gli angeli si domandavano spesso tra loro: Chi è costei?.
L'Altissimo la teneva loro nascosta; oppure, se rivelava qualcosa,
infinitamente di più era ciò che teneva segreto.

10… bisogna in verità aggiungere con i santi: di Maria non si dice mai
abbastanza. Maria non è ancora abbastanza lodata, esaltata, onorata,
amata e servita. Ella merita ancora maggior lode, ossequio, amore e
dedizione.

11. E ancora, con lo Spirito Santo dobbiamo dire: «Tutto lo splendore della
figlia del Re è nell'interno». Come se tutta la gloria esteriore che a gara le
rendono il cielo e la terra non fosse nulla, a confronto di quella interiore

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che riceve dal Creatore, non conosciuta dalle piccole creature che non
sono capaci di penetrare nel più intimo segreto del Re.

12. E infine, con l'Apostolo possiamo esclamare: «Occhio non vide, né


orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo... » le bellezze, le
grandezze e le sublimità di Maria, miracolo dei miracoli della grazia, della
natura e della gloria. Dice un santo: se vuoi capire la Madre, conosci il
Figlio. E' una degna Madre di Dio! E qui ogni nostro discorso rimane
inadeguato.

Volume 15 - Aprile 14, 1923 2

(Gesù)

[…] “Figlia diletta della mia Volontà, tu devi sapere che quando voglio
fare opere grandi che (a cui) tutta l’umana famiglia deve prendere parte -
sempre che il volesse -, è mio solito di accentrare in una sola creatura tutti
i beni, tutte le grazie che questa opera contiene, affinché tutti gli altri,
come a fonte, possano attingere quel bene quanto ne vogliano. Quando
faccio opere individuali do cose limitate, invece quando faccio opere che
devono servire al bene generale, do cose senza limite. Ciò feci nell’opera
della Redenzione: per poter elevare una creatura a concepire un Uomo
e Dio, dovetti accentrare in Lei tutti i beni possibili ed immaginabili,
dovetti elevarla tanto, da mettere in Lei il Germe della stessa fecondità
Paterna e, come il mio Celeste Padre Mi generò vergine nel suo seno, col
germe verginale della sua fecondità eterna, senza opera di donna - ed in
questo stesso germe procedette lo Spirito Santo -, così la mia Celeste
Mamma, con questo germe eterno, tutto verginale della fecondità
Paterna, Mi concepì nel suo seno vergine, senza opera d’uomo.

Volume 15 - Aprile 14, 1923 3

(Gesù)

…La Trinità Sacrosanta dovette dare del suo a questa Vergine Divina,
per poter concepire Me, Figlio di Dio. Mai la mia Santa Mamma poteva
concepirmi non avendo Lei nessun germe. Ora, siccome Lei era della
razza umana, questo germe della fecondità eterna diede virtù di
concepirlo uomo, e siccome il germe era divino, nel medesimo tempo

2
Dal Diario della Serva di Dio Luisa Piccarreta
3 Dal Diario della Serva di Dio Luisa Piccarreta

29
mi concepì Dio; e siccome nel generarmi, il Padre, nel medesimo tempo
procedette lo Spirito Santo, così nel medesimo tempo che generai nel
seno della mia Mamma, procedette la generazione delle anime. Sicché
tutto ciò che ab aeterno successe alla Santissima Trinità in Cielo, ripete nel
seno della cara Mamma mia.
L’opera era grandissima ed incalcolabile a mente creata; doveva
accentrare tutti i beni ed anche Me stesso, per fare che tutti potessero
trovare ciò che volevano. Perciò dovendo essere l’opera della
Redenzione tanto grande da travolgere tutte le generazioni, volli per
tanti secoli le preghiere, i sospiri, le lacrime, le penitenze di tanti
patriarchi e profeti e di tutto il popolo dell’Antico Testamento, e ciò feci
per disporli a ricevere un tanto bene, e per muovermi ad accentrare in
questa Celeste Creatura tutti i beni che tutti dovevano fruire. Ora, chi
moveva a pregare, a sospirare, eccetera, questo popolo? La promessa del
futuro Messia. Questa promessa era come il germe di tante suppliche e
lacrime. Se non ci fosse questa promessa, nessuno si sarebbe dato
pensiero, nessuno avrebbe sperato salvezza”

********

2° GIORNO

Preghiere iniziali alle pagine 25-26

- 1° DOGMA: MARIA MADRE DI DIO

…È la realizzazione della parola stessa di Gesù, che dice: «Chi è mia


madre e chi sono i miei fratelli? Poi stendendo la mano verso i suoi
discepoli disse: Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli; perché chiunque fa
la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e
madre» (Mt 12,48-50; cf. Mc 3,35).Gesù, come ha trasformato l’acqua in
vino e il pane nel suo corpo benedetto, così per l’intercessione materna di
Maria, madre sua e della Chiesa, trasforma le nostre esistenze terrene in
esistenze “trinitarie”, in dimora di Dio Trinità. Accogliendo infatti Gesù
nel nostro cuore, noi accogliamo Dio Trinità: “Chi accoglie me accoglie
colui che mi ha mandato” (Mt 10,40 e paralleli).

30
Dal trattato della vera devozione a Maria di

San Luigi Maria Grignion de Montfort

16. Dio Padre non ha donato al mondo il suo unico Figlio che per mezzo
di Maria. Per quanti sospiri non abbiano emesso i patriarchi, per quante
suppliche non abbiano fatto i profeti e i santi dell'antica legge durante
quattromila anni, per ottenere questo tesoro, non c'è stata che Maria che
l'abbia meritato e trovato grazia davanti a Dio con la forza delle sue
preghiere e la sublimità delle sue virtù. Il mondo era indegno - dice
sant'Agostino - ricevere il Figlio di Dio direttamente dalle mani del Padre;
egli lo ha donato a Maria perché il mondo lo ricevesse da lei. Figlio di Dio
si è fatto uomo per la nostra salvezza, ma lo ha fatto in Maria e per mezzo
di Maria. Lo Spirito Santo Dio ha formato Gesù Cristo in Maria, ma dopo
averle chiesto il consenso per mezzo di uno tra i primi ministri della sua
corte.
Volume 12 - Gennaio 10, 1921 4

(Gesù)

“Il primo sì nel mio Fiat l’ho chiesto alla mia cara Mamma, ed oh, potenza
del suo Fiat nel mio Volere! Non appena il Fiat Divino s’incontrò col Fiat
della mia Mamma, se ne fecero uno solo. Il mio Fiat la innalzò, la
divinizzò, la adombrò e, senza opera umana concepì Me, Figlio di Dio.
Nel solo mio Fiat poteva concepirmi: il mio Fiat le comunicò l’immensità,
l’infinità, la fecondità in modo divino e perciò potette restare concepito in
Essa l’Immenso, l’Eterno, l’Infinito. Non appena disse: ‘Fiat Mihi’, non
solo s’impossessò di Me, ma adombrò insieme tutte le creature, tutte le
cose create; sentiva tutte le vite delle creature in Sé e d’allora incominciò
a farla da Madre e da Regina di tutti. Quanti portenti non contiene questo
sì della mia Mamma! Se li volessi dir tutti non finiresti mai di sentirli!”

********

3° GIORNO

4 Dal Diario della Serva di Dio Luisa Piccarreta

31
Preghiere iniziali alle pagine 25-26
1° DOGMA: MARIA MADRE DI DIO

Definire Maria “Madre di Dio” significa darle un valore eccelso ed una


dignità incommensurabile. Nessun’altra creatura può essere definita allo
stesso modo di Maria, Madre di Dio secondo la natura, cioè secondo la
generazione umana. Nel suo grembo verginale Maria ha generato Dio, il
Verbo fatto carne, la seconda Persona della Santissima Trinità.
La generazione di Maria Santissima nel tempo ripete quella di Dio
nell’eternità: Ella genera il Verbo come il Padre: analoga finalità (la
missione del Figlio), analoga intimità con il Verbo. Maria è una cosa sola
con Lui, quasi come il Padre ed il Figlio lo sono tra loro. Maria Santissima
è dunque al centro dell’azione trinitaria nel mondo. La sua Maternità è
stata scelta da Dio come missione umana suprema per salvare il mondo,
per fare venire nel mondo il Salvatore e per donare a tutti la salvezza e la
gloria.

Dal trattato della vera devozione a Maria di


San Luigi Maria Grignion de Montfort

28. Maria comanda nei cieli sugli angeli e sui beati. Come premio della
sua profonda umiltà, Dio le ha dato il potere e l'incarico di riempire di
santi i troni lasciati vuoti dagli angeli ribelli, caduti per superbia. Questo
è il volere dell'Altissimo, che esalta gli umili, che il cielo, la terra e gli inferi
si pieghino, volenti o nolenti, ai comandi dell'umile Maria, costituita
sovrana del cielo e della terra, comandante dei suoi eserciti, tesoriera delle
sue ricchezze, dispensatrice delle grazie, operatrice delle sue grandi
meraviglie, riparatrice del genere umano, mediatrice degli uomini,
vincitrice dei nemici di Dio e fedele compagna delle sue imprese
grandiose e dei suoi trionfi.

Volume 21 – Aprile 8, 1927 5

5 Dal Diario della Serva di Dio Luisa Piccarreta

32
(Gesù)

[…] la Celeste Signora, la Sovrana Imperatrice, l’Immacolata, la senza


macchia, la mia Madre, la Madre mia. Essa non era simbolo né figura, ma
la realtà, la vera Vita, la prima Figlia privilegiata della mia Volontà. Ed
Io guardavo nella Regina del Cielo le generazioni dei figli del Regno mio;
era la prima impareggiabile creatura che possedeva integra la Vita del
Volere Supremo, e perciò meritò di concepire il Verbo Eterno e maturare
nel suo Cuore materno la generazione dei figli dell’Eterno Fiat. Poi venne
la mia stessa Vita in cui veniva stabilito il Regno che dovevano possedere
questi figli fortunati. […]

*******

4° GIORNO

Preghiere iniziali alle pagine 25-26


- 1° DOGMA: MARIA MADRE DI DIO

…Riflettano le donne a quale altissima missione sono chiamate nel dono


della maternità. Esse diventano cooperatrici di Dio, generatrici nella loro
carne dell’opera di Dio nel mondo in modo analogo alla Vergine Maria.
L’altissima missione di Maria infatti si compie con la Maternità della
Chiesa. La Chiesa, pure essa sposa di Cristo, con un cammino inverso a
quello di Cristo e di Maria è chiamata a divinizzarsi, ad assumere in sé la
divinità di Cristo con l’essere anch’essa figlia di Maria.
Maria Santissima è madre naturale di Dio. È pure Madre adottiva della
Chiesa perché quest’ultima riceve da Lei i germi del divino e può, in senso
spirituale, essere generata dal suo grembo: «Come nella generazione
naturale e fisica c’è un padre ed una madre, così nella generazione
soprannaturale e spirituale c’è un padre che è Dio e una madre che è
Maria. Tutti i veri figli di Dio e predestinati hanno Dio per padre e Maria
per madre; e chi non ha Maria per madre non ha Dio per padre» (San
Luigi M. Grignion de Montfort, Trattato della Vera devozione, n. 30).

Dal trattato della vera devozione a Maria di


San Luigi Maria Grignion de Montfort

33
29. Dio Padre vuole avere figli per mezzo di Maria, fino alla fine del
mondo, e le dice: «Fissa la tua tenda in Giacobbe» e cioè poni la tua
dimora e risiedi tra i miei figli e fedeli credenti, simboleggiati da
Giacobbe, e non tra i seguaci del demonio e i non credenti, raffigurati da
Esaù.

30. Come nella generazione di natura e fisica c'è un padre e una madre,
così nella generazione soprannaturale e spirituale c'è un Padre che è Dio
e una Madre che è Maria. Tutti i veri figli di Dio e autentici credenti hanno
Dio come Padre e Maria come Madre. Chi non ha Maria come Madre, non
ha Dio come Padre…

Volume 36 - Dicembre 28, 1938 6

Gesù continua a svelarci la grandezza de


La Maternità della Regina del Cielo.

“Figlia mia ascoltami e prestami attenzione: voglio dirti una grande


sorpresa del Nostro Amore e voglio che non ti faccia sfuggire nulla.
Voglio farti conoscere dove giunge la Maternità della mia Madre Celeste;
che cosa fece e quanto Le costò e costa tuttora.
Tu devi sapere che la Gran Regina, non solo Mi fece da Madre col
Concepirmi, col darmi alla luce, col nutrirmi del suo latte, col prestarmi
tutte le cure possibili che ci vollero alla mia Infanzia: ciò non era
sufficiente, né al suo Materno Amore, né al mio Amore di Figlio. Perciò
il suo Amore Materno correva nella mia mente, e se pensieri afflitti Mi
affliggevano, stendeva la sua Maternità in ogni mio pensiero, li
nascondeva nel suo Amore, li baciava, sicché la mia Mente Me la sentivo
nascosta sotto l’ala materna che non Mi lasciava mai solo: ogni mio
pensiero aveva la mia Mamma che Mi amava e Mi prestava tutte le sue
cure materne. La sua Maternità si stendeva in ogni mio respiro, in ogni
mio palpito, e se il mio respiro e palpito era soffocato dall’amore e dal
dolore, correva con la sua Maternità per non farmi soffocare dall’amore e
mettere il balsamo al mio Cuore trafitto. Se guardavo, se parlavo, se
operavo, se camminavo, correva per ricevere nel suo Amore Materno i

6 Dal Diario della Serva di Dio Luisa Piccarreta

34
miei sguardi, le mie parole, le mie opere, i miei passi; li investiva col suo
Amore Materno, li nascondeva nel suo Cuore e Mi faceva da Mamma.
Anche nel cibo che Mi preparava faceva scorrere il suo Eterno Amore,
sicché Io mangiandolo, sentivo la sua maternità che Mi amava…

*******

5° GIORNO

Preghiere iniziali alle pagine 25-26


- 1° DOGMA: MARIA MADRE DI DIO

…«L’uno e l’altra sono nati in essa» (cf. Sal 86,5): Cristo e la Chiesa sono
uniti in Maria Santissima, vera Madre di tutti in cui alberga tutta la
pienezza della divinità di Cristo (cf. Col 2,9).
La vera Chiesa non può non essere Figlia di Maria, perché anche Cristo lo
è stato. Se non è Figlia di Maria non somiglia a Cristo, non ha parte con
Lui. Maria Madre di Dio è il vero trait d’union tra divinità e umanità. La
Maternità la rende augusta patrona del Redentore; la fa però anche mite
soccorritrice delle anime a Lei affidate.

Dal trattato della vera devozione a Maria di


San Luigi Maria Grignion de Montfort

… Perciò i non credenti, gli eretici, gli scismatici, ecc., che hanno in odio,
o disprezzano, o sono indifferenti verso la Vergine Santa, non possono
avere Dio come Padre, anche se lo pretendono, perché non hanno Maria
come Madre: se infatti l'avessero come Madre, la tratterebbero con amore
e onore, come un vero e degno figlio ama naturalmente e onora sua
madre, che gli ha dato la vita. Il segno più infallibile e sicuro per
distinguere un eretico, o un uomo di cattiva dottrina, o un non credente,
da un autentico fedele, è che l'eretico e il non credente nutrono disprezzo
o indifferenza verso la Vergine Santa, cercando con le loro parole e
l'esempio di diminuirne il culto e l'affetto, apertamente o di nascosto, a
volte mascherandosi di buoni pretesti. Ahimè! Dio Padre non disse a
Maria di porre la sua dimora tra di essi, perché sono degli Esaù.

35
Volume 36 - Dicembre 28, 1938 7

Gesù continua a svelarci la grandezza de


La Maternità della Regina del Cielo.

…E poi che dirti quanto sfoggio di Maternità fece nelle mie pene? Non
ci fu pena, né goccia di Sangue che versai, che non sentì la mia cara
Mamma. Dopo che Mi faceva da Mamma, prendeva le mie pene e il mio
Sangue e se li nascondeva nel suo Materno Cuore per amarli e continuare
la sua Maternità. Chi può dirti quanto Mi amò e quanto l’amai? Il mio
Amore fu tanto, che non sapevo stare, in tutto ciò che feci, senza sentire
la sua Maternità insieme con Me; posso dire che correva per non
lasciarmi mai, anche nel respiro, ed Io La chiamavo. La Sua Maternità era
per Me un bisogno, un sollievo, un appoggio alla vita quaggiù.
Ora, figlia mia, ascolta un’altra sorpresa d’amore del Tuo Gesù e della
nostra Mamma Celeste, perché in tutto ciò che si faceva tra Me e la mia
Mamma l’amore non trovava intoppo, l’amore dell’Uno correva
nell’amore dell’Altro per formare una sola Vita. Ora, volendolo fare con
le creature, quanti intoppi, ripulse ed ingratitudine! Ma il mio Amore
non si arresta mai.

*******

6° GIORNO

Preghiere iniziali alle pagine 25-26

- 1° DOGMA: MARIA MADRE DI DIO

…Il giorno della Madre di Dio nella chiesa latina è anche dedicato alla
pace perché Cristo è la nostra pace (cf. Ef 2,14). Gesù ci dice che ci lascia
la pace, ma non come la dà il mondo (cf. Gv 14,27). La pace del mondo è
falsa perché nasce da accordi d’interesse. La pace di Cristo è l’unica vera
perché nasce solo da Lui, dal suo Cuore trafitto e squarciato per noi e da
Maria Mediatrice di grazia in un unico flusso di gratuito amore.
La Maternità Divina attribuisce fortemente il ruolo di solenne mediatrice
di salvezza e di pace a Maria Santissima. Solo in Lei si poteva realizzare
il prodigio unico della Divina Maternità che la lega per sempre a Dio, in
7 Dal Diario della Serva di Dio Luisa Piccarreta

36
maniera che Dio quasi si sente costretto ad obbedire alla propria Madre
in vista della redenzione e della pace di ogni uomo. Chi di noi potrà
esimersi dal chiamare in aiuto una così grande Madre che ha ai suoi piedi
il Figlio divino, il Verbo del Padre?
Solo Lei può parlare profondamente al Cuore del Figlio. Per questo Dio
l’ha scelta come sua madre e nostra avvocata.

Dal trattato della vera devozione a Maria di


San Luigi Maria Grignion de Montfort

31. Dio Figlio vuole formarsi e, per così dire, incarnarsi ogni giorno nei
suoi membri per mezzo della sua cara Madre e le dice: «Prendi in eredità
Israele». Come se dicesse: Dio mio Padre mi ha consegnato in eredità tutte
le nazioni della terra, gli uomini buoni e cattivi, fedeli e non credenti; io li
condurrò, gli uni con scettro d'oro e gli altri con verga di ferro; degli uni
sarò il padre e il difensore, degli altri il giusto castigatore e di tutti il
giudice. Ma tu, mia cara Madre, avrai in eredità e in possesso solo i fedeli
credenti, raffigurati da Israele e come loro buona madre li darai alla luce,
li nutrirai e farai crescere; come loro regina, li guiderai, li governerai e li
difenderai.

Volume 36 - Dicembre 28, 1938 8

Gesù continua a svelarci la grandezza de


La Maternità della Regina del Cielo.

…Tu devi sapere che come la mia inseparabile Mamma stendeva la sua
Maternità dentro e fuori della mia Umanità, così La costituivo e La
confermavo Madre di ciascun pensiero di creatura, d’ogni respiro, d’ogni
palpito, di ogni parola e facevo stendere la sua Maternità nelle opere, nei
passi, in tutte le loro pene;
la sua Maternità corre ovunque, nei pericoli di cadere in peccato, corre e
le copre con la sua Maternità perché non cadano; e se son caduti, lascia
la sua Maternità come aiuto e difesa per farle rialzare.
La sua Maternità corre e si stende sulle anime che vogliono essere buone
e sante; come se trovasse il Suo Gesù in esse, fa da Madre alla loro
8 Dal Diario della Serva di Dio Luisa Piccarreta

37
intelligenza, guida le loro parole, le copre e nasconde nel suo Amore
Materno per crescere altrettanti Gesù;
la sua Maternità fa sfoggio sui letti dei morenti ed avvalendosi dei diritti
di autorità di Madre dati da Me, Mi dice con accento sì tenero che Io non
posso negarLe: ‘Figlio Mio, sono Madre e sono figli miei: devo metterli
in salvo!’ E mentre ciò dice, li copre col suo Amore, li nasconde nella sua
Maternità per metterli in salvo….

*******

7° GIORNO

Preghiere iniziali alle pagine 25-26

- 1° DOGMA: MARIA MADRE DI DIO

Salutandoti Oggi con il Bel Titolo di Madre di Dio, non dimentichiamo


che "avendo dato la Vita al Redentore del Genere Umano, Sei per questo
Fatto Stesso Divenuta Madre Nostra Tenerissima e che Cristo ci ha voluti
per fratelli. Scegliendoti per Madre del Figlio Suo, Dio ti ha Inculcato
Sentimenti del tutto Materni, che respirano solo Amore e Perdono" (Pio XI
Enc. Lux Veritatis). Dalla Gloria del Cielo ove Sei, ricordati di noi, che ti
Preghiamo con tanta Gioia e Confidenza. "L'Onnipotente è con Te e Tu
Sei Onnipotente con Lui, Onnipotente per Lui, Onnipotente dopo di Lui",
come dice San Bonaventura. Tu puoi Presentarti a Dio non tanto per
Pregare quanto per Comandare, Tu sai che Dio Esaudisce Infallibilmente
i Tuoi Desideri. Noi siamo, senza dubbio, peccatori, ma Tu Sei Divenuta
Madre di Dio per Causa Nostra e "non si è mai inteso dire che alcuno di
quelli che sono ricorsi a Te sia stato abbandonato. Animati da questa
Confidenza, o Vergine delle Vergini, o Nostra Madre, veniamo a Te
gemendo sotto il peso dei nostri falli e ci Prostriamo ai Tuoi Piedi. Madre
del Verbo Incarnato, non disprezzare le nostre Preghiere, Degnati di
esaudirle" (San Bernardo).

Dal trattato della vera devozione a Maria di


San Luigi Maria Grignion de Montfort

33. (…) Essendo Gesù Cristo oggi più che mai il frutto di Maria, infatti il
cielo e la terra ripetono mille e mille volte al giorno: «E benedetto è il

38
frutto del tuo seno, Gesù», è sicuro che Gesù Cristo è per ciascun uomo
in particolare che lo possiede, e per tutti in generale, vero frutto e opera
di Maria. Se un fedele ha Gesù Cristo formato nel suo cuore, può dire con
certezza: «Grazie a Maria: ciò che io possiedo è effetto e frutto suo; senza
di lei non l'avrei». A lei si possono applicare, con più verità che san Paolo
non le applichi a se stesso, queste parole: «Figlioli miei, che io di nuovo
partorisco nel dolore finché non sia formato Cristo in voi». «Io genero
ogni giorno i figli di Dio, fino a tanto che in loro sia formato nella sua
piena maturità Gesù Cristo, mio Figlio». Sant'Agostino, superando se
stesso e quanto ho appena detto, scrive che tutti i veri fedeli, per essere
conformi all'immagine del Figlio di Dio, sono in questo mondo nascosti
nel grembo della Santa Vergine, dove vengono custoditi, nutriti, curati e
fatti crescere da questa buona Madre, fino al momento di darli alla luce
nella gloria, dopo la morte, che è esattamente il giorno della loro nascita,
come la Chiesa chiama la morte dei giusti. O mistero di grazia,
sconosciuto a chi non ha fede e poco conosciuto anche dai credenti!

Volume 36 - Dicembre 28, 1938 9

Gesù continua a svelarci la grandezza de


La Maternità della Regina del Cielo.

…La mia Mamma accettò e restò confermata, che non solo doveva essere
Madre di tutti, ma di investire ciascun atto di essi col suo Amore
Materno. Questa fu una delle grazie più grandi
che feci a tutte le umane generazioni!
Ma quanti dolori non riceve la Mia Mamma? Giungono a non voler
ricevere la sua Maternità e disconoscerla e perciò tutto il Cielo prega,
aspetta con ansia che la Divina Volontà sia conosciuta e regni; ed allora
la Gran Regina farà ai figli del Mio Volere
ciò che fece al Suo Gesù: la Sua Maternità avrà vita nei figli suoi.

9 Dal Diario della Serva di Dio Luisa Piccarreta

39
8° GIORNO

Preghiere iniziali alle pagine 25-26

- 2° DOGMA: MARIA SEMPRE VERGINE

“Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo


chiamerai Gesù”. (Lc. 1, 34)
Nell’iconografia mariana il dogma della
perpetua verginità di Maria – la
“aeipárthenos”, la “semprevergine” (concilio di
Costantinopoli II, 553 d.C.) – viene rappresentato
simbolicamente da tre stelle che ornano il
mantello della Beata Vergine. Le tre stelle
indicano la virginitas ante partum, la virginitas
in partu e la virginitas post partum. Georg Söll,
un grande storico dei dogmi mariani, afferma al
riguardo: “Il fatto che la Madre di Dio non cessò
mai di essere vergine fu una realtà non soltanto per i fedeli del tempo di
Basilio, ma anche per quelli dei secoli successivi. La maternità verginale
assicura che Gesù è un dono esclusivo di Dio Trinità all’umanità in Maria.
La vita divina nata nel seno di Maria si diffonde nell’umanità intera
attraverso l’azione sacramentale della Chiesa. La Chiesa, come Maria, è la
madre che continuamente, mediante il battesimo e gli altri sacramenti, fa
rinascere l’umanità alla comunione con Dio Padre, Figlio e Spirito Santo.

Dal trattato della vera devozione a Maria di


San Luigi Maria Grignion de Montfort

34. Dio Spirito Santo vuole formarsi degli eletti in lei e per mezzo di lei e
le dice: «Metti radici nei miei eletti». Mia amatissima e mia Sposa, metti
la radice di tutte le tue virtù nei miei eletti, perché crescano di virtù in
virtù, di grazia in grazia. Io ho preso tanto diletto in te quando vivevi
sulla terra, nella pratica delle virtù più sublimi, che io desidero trovarti
ancora sulla terra, senza per questo lasciare il cielo. Perciò ti devi
riprodurre nei miei eletti: che io possa vedere in essi con piacere le radici
della tua fede incrollabile, della profonda umiltà, della mortificazione
universale, dell'orazione sublime, della carità ardente, della ferma
speranza e di tutte le tue virtù. Tu rimani sempre la mia Sposa, fedele,

40
pura e feconda più che mai: la tua fede mi dia fedeli, la tua purezza
vergini, la tua fecondità eletti e templi di Dio….

La Vergine Maria
nel Regno della Divina Volontà
17° giorno

“Ora, figlia mia, ascoltami: Io continuavo la mia vita nel Tempio e le mie
scappatine lassù nella mia Patria Celeste. Io tenevo i miei diritti di figlia,
di fare le mie visitine alla mia Famiglia Divina, che più che Padre mi
apparteneva. Ma quale non fu la mia sorpresa, quando in una di queste
mie visite, [le Divine Persone] mi fecero conoscere che era loro Volontà
che uscissi dal Tempio, con l'unirmi prima con vincolo di sposalizio,
secondo l'uso esterno di questi tempi, con un uomo santo chiamato
Giuseppe, e ritirarmi insieme con lui a vivere nella casa di Nazareth.

Figlia mia, in questo passo della mia vita, apparentemente parve che
Iddio voleva mettermi in cimento. Io non avevo amato mai nessuno al
mondo, e siccome la Volontà Divina teneva la sua estensione in tutto
l'essere mio, la mia volontà umana non ebbe mai un atto di vita; quindi
in me mancava il germe dell'amore umano. Come potevo amare un
uomo, per quanto gran santo fosse, nell'ordine umano? E' vero che io
amavo tutti, ed era tanto l'amore verso tutti, che il mio amore di Madre
me li aveva scritti uno per uno, con caratteri di fuoco incancellabili, nel
mio materno Cuore, ma ciò era tutto nell'ordine divino. Perché l'amore
umano, paragonato al divino, si può chiamare ombra, sfumature, atomi
d'amore. Eppure, figlia cara, [di] ciò che apparentemente parve cimento
e come strano alla santità della mia vita, Iddio se ne servì mirabilmente
per compiere i suoi disegni e concedermi la grazia che io tanto sospiravo,
cioè, che scendesse il Verbo sulla terra. Iddio mi dava la salvaguardia, la
difesa, l'aiuto, affinché nessuno potesse parlare sul conto mio, sulla mia
onestà. S. Giuseppe doveva essere il cooperatore, il tutore, che doveva
prendere interesse di quel poco d'umano che ci bisognava, e l'ombra
della Paternità Celeste, in cui doveva essere formata la nostra piccola
Famiglia Celeste sulla terra….

*******

41
9° GIORNO

Preghiere iniziali alle pagine 25-26

- 2° DOGMA: MARIA SEMPRE VERGINE


SAN GIOVANNI PAOLO II
udienza generale
Mercoledì, 28 agosto 1996

1. La Chiesa ha costantemente manifestato la propria fede nella perpetua


verginità di Maria. I testi più antichi, quando si riferiscono al
concepimento di Gesù, chiamano Maria semplicemente “Vergine”,
lasciando tuttavia intendere che ritenevano tale qualità come un fatto
permanente, riferito a tutta la sua vita. I cristiani dei primi secoli
espressero tale convinzione di fede mediante il termine greco
aeiparthenos - “sempre-vergine” - creato per qualificare in modo unico
ed efficace la persona di Maria, ed esprimere in una sola parola la fede
della Chiesa nella sua verginità perpetua. Lo troviamo usato nel secondo
simbolo di fede di sant’Epifanio, nell’anno 374, in relazione
all’Incarnazione: il Figlio di Dio “si è incarnato, ossia è stato generato in
modo perfetto da Santa Maria, la sempre vergine, tramite lo Spirito
Santo” (Sant'Epifanio,Ancoratus, 119,5; DS 44).

Dal trattato della vera devozione a Maria di


San Luigi Maria Grignion de Montfort

…35. Quando Maria ha messo le sue radici in un'anima, vi produce


meraviglie di grazia, come lei sola può fare, poiché lei sola è la Vergine
feconda, che non ha mai avuto, né mai avrà chi le somigli in purezza e
fecondità. Maria ha prodotto, con lo Spirito Santo, la più grande opera
che mai sia stata e potrà essere: un Dio-Uomo, per conseguenza sarà lei a
realizzare le più grandi meraviglie che avverranno negli ultimi tempi. A
lei è riservata la formazione e l'educazione dei grandi santi che vivranno
verso la fine del mondo, non c'è che questa Vergine singolare e miracolosa
che possa produrre, in unione con lo Spirito Santo, le imprese singolari e
straordinarie.

42
IL POTERE DI MARIA

37. Da quanto ho detto bisogna trarre qualche conclusione evidente.


Anzitutto, che Maria ha ricevuto da Dio un grande potere sulle anime
degli eletti. Ella infatti non potrebbe porre in essi la sua dimora, come Dio
Padre le ha comandato di fare, non potrebbe formarli, nutrirli, darli alla
luce della vita eterna come loro madre, averli come sua parte ed eredità,
formarli in Gesù Cristo e Gesù Cristo in loro, mettere nei loro cuori le
radici delle sue virtù, essere la compagna indissolubile dello Spirito Santo
per ogni opera di grazia... Non potrebbe - dico - fare tutto ciò, se non
avesse diritto e potere sulle loro anime, per una speciale grazia
dell'Altissimo, il quale, avendole dato potere sul proprio Figlio unico e
naturale, glielo ha dato pure suoi figli adottivi, e non solo sul corpo - che
sarebbe poca cosa - ma anche sull'anima.

La Vergine Maria
nel Regno della Divina Volontà
17° giorno

…Onde, ad onta della mia sorpresa, dissi subito: “Fiat!”, sapendo che la
Divina Volontà non mi avrebbe fatto male, né pregiudicata la mia Santità.
Oh, se avessi voluto mettere un atto di mia volontà umana, anche sotto
l'aspetto di non voler conoscere uomo, avrei mandato in rovina i piani
della venuta del Verbo sulla terra! Quindi, non è la diversità degli stati
che pregiudica la santità, ma la mancanza della Divina Volontà ed il
compimento dei propri doveri in cui Dio chiama la creatura. Tutti gli stati
sono santi, anche il matrimonio, purché dentro vi sia la Divina Volontà
ed il sacrificio esatto dei propri doveri; ma la maggior parte sono
indolenti e pigri e non solo non si fanno santi, ma formano dello stato di
ciascuno, chi un purgatorio e chi un inferno.

La Vergine Maria
nel Regno della Divina Volontà
20° giorno
Ora ascoltami, figlia del mio Cuore. Non appena fu formata con la
Potenza del Fiat Supremo la piccola Umanità di Gesù nel mio seno, il Sole
del Verbo Eterno s'incarnò in essa. Io avevo il mio Cielo, formato dal Fiat,
tutto tempestato di stelle fulgidissime, che scintillavano gioie, beatitudini,

43
armonie di bellezza divine, ed il sole del Verbo Eterno, sfolgorante di luce
inaccessibile, venne a prendere il suo posto dentro di questo Cielo,
nascosto nella sua piccola Umanità; e non potendolo contenere, il centro
di [questo] Sole stava in Essa, ma la sua luce straripava fuori, ed
investendo cielo e terra giungeva ad ogni cuore e col suo picchio di luce
[bussava] a ciascuna creatura e con voci di luce penetrante diceva [loro]:
“Figli miei, apritemi; datemi il posto nel vostro cuore; sono sceso dal
Cielo in terra per formare in ciascuno di voi la mia Vita; la mia Madre è
il centro dove risiedo, e tutti i miei figli saranno la circonferenza, dove
voglio formare tante mie vite per quanti figli ci sono”.

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10° GIORNO

Preghiere iniziali alle pagine 25-26

- 2° DOGMA: MARIA SEMPRE VERGINE


SAN GIOVANNI PAOLO II
udienza generale
Mercoledì, 28 agosto 1996

…L’espressione “sempre Vergine” è ripresa dal II Concilio di


Costantinopoli (553), che afferma: il Verbo di Dio, “incarnatosi dalla santa
gloriosa Madre di Dio e sempre Vergine Maria, è nato da essa” (DS 422).
Questa dottrina viene confermata da altri due Concili Ecumenici, il
Lateranense IV (1215) (DS 801) e il II Concilio di Lione (1274) (DS 852), e
dal testo della definizione del dogma dell’Assunzione (1950) (DS 3903),
in cui la verginità perpetua di Maria viene addotta tra i motivi della sua
elevazione in corpo e anima alla gloria celeste….

44
Dal trattato della vera devozione a Maria di
San Luigi Maria Grignion de Montfort

38. Maria è la regina del cielo e della terra per grazia, come Gesù ne è il re
per natura e per conquista. Ora, poiché il regno di Gesù Cristo è anzitutto
un fatto interiore e si realizza nel cuore, come è scritto: «Il regno di Dio è
dentro di voi», allo stesso modo il regno della Santa Vergine è
principalmente nell'interiore dell'uomo, cioè nell'anima, ed è soprattutto
nelle anime che ella viene maggiormente glorificata, insieme al Figlio suo,
più che in tutte le manifestazioni esteriori; per questo la Possiamo
chiamare con i santi Regina dei cuori.

La Vergine Maria
nel Regno della Divina Volontà
20° giorno
…Or tu devi sapere che la tua Mamma incominciò una nuova vita. Io ero
a giorno di tutto ciò che faceva il Figlio mio. Lo vedevo divorato da mari
di fiamme d'amore; ogni suo palpito, respiro e pena, erano mari d'amore
che sprigionava, [con cui] involgeva tutte le creature per farle sue a forza
d'amore e di dolore. Perché tu devi sapere che, come fu concepita la sua
piccola Umanità, concepì tutte le pene che doveva soffrire, fino all'ultimo
[giorno] della sua Vita. Racchiuse in sé stesso tutte le anime, perché, come
Dio, nessuno Gli poteva sfuggire. La sua Immensità racchiudeva tutte le
creature, la sua Onniveggenza Gliele faceva tutte presenti. Quindi il mio
Gesù, il Figlio mio, sentiva il peso ed il fardello di tutti i peccati di
ciascuna creatura. Ed io, la Mamma tua, Lo seguivo in tutto e sentii nel
mio materno Cuore la nuova generazione delle pene del mio Gesù e la
nuova generazione di tutte le anime, che, come Madre, dovevo generare
insieme con Gesù alla Grazia, alla Luce [e] alla Vita novella che il mio caro
Figlio venne a portare sulla terra.

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45
11° GIORNO

Preghiere iniziali alle pagine 25-26

- 2° DOGMA: MARIA SEMPRE VERGINE


SAN GIOVANNI PAOLO II
udienza generale
Mercoledì, 28 agosto 1996

…2. Mediante una formula sintetica, la tradizione della Chiesa ha


presentato Maria come “vergine prima del parto, nel parto, dopo il parto”,
ribadendo, attraverso l’indicazione di questi tre momenti, che Ella non ha
mai cessato di essere vergine.

Delle tre, l’affermazione della verginità “prima del parto” è, senza


dubbio, la più importante, perché si riferisce al concepimento di Gesù e
tocca direttamente il mistero stesso dell’Incarnazione. Sin dall’inizio essa
è costantemente presente nella fede della Chiesa.

Dal trattato della vera devozione a Maria di


San Luigi Maria Grignion de Montfort

39. (…). La Santa Vergine è necessaria a Dio, di una necessità che viene
detta ipotetica, cioè perché così egli ha voluto; ma è ancora più necessaria
agli uomini per raggiungere il loro ultimo fine. Non si può quindi mettere
sullo stesso piano la devozione alla Santa Vergine e le devozioni agli altri
santi, come se non fosse più necessaria di queste, o fosse solo un
sovrappiù.
40. Il dotto e pio Suarez, della Compagnia di Gesù, il sapiente e devoto
Giusto Lipsio, professore a Lovanio, e molti altri, hanno dimostrato
chiaramente che la devozione alla Santa Vergine è necessaria per la
salvezza; hanno portato prove attinte dai Padri, come sant'Agostino,
sant'Efrem, diacono di Odessa, san Cirillo di Gerusalemme, san Germano
di Costantinopoli, san Giovanni di Damasco, sant'Anselmo, san
Bernardo, san Bernardino, san Tommaso, san Bonaventura; così - al dire
dello stesso Ecolampadio e di alcuni ; altri eretici - il non avere stima e
amore per la Vergine Santa, è un segno infallibile di incredulità, mentre
al contrario è una prova sicura di autenticità nella fede, l'essere veramente
e interamente a lei consacrati o devoti.

46
La Vergine Maria
nel Regno della Divina Volontà
20° giorno
…Figlia mia, tu devi sapere che, dacché io fui concepita, ti amai da Madre,
ti sentivo nel mio Cuore, ardevo d'amore per te, ma non capivo il perché.
Il Fiat Divino mi faceva fare i fatti, ma mi teneva celato il segreto. Ma
come s'incarnò, mi svelò il segreto e compresi la fecondità della mia
maternità, che non solo dovevo essere Madre di Gesù, ma Madre di tutti,
e questa maternità doveva essere formata sul rogo del dolore e
dell'amore. Figlia mia, quanto ti ho amato e ti amo!
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12° GIORNO

Preghiere iniziali alle pagine 25-26

- 2° DOGMA: MARIA SEMPRE VERGINE


SAN GIOVANNI PAOLO II
udienza generale
Mercoledì, 28 agosto 1996

…La verginità “nel parto” e “dopo il parto”, pur contenuta


implicitamente nel titolo di vergine, attribuito a Maria già ai primordi
della Chiesa, diventa oggetto di approfondimento dottrinale allorché
taluni iniziano esplicitamente a metterla in dubbio. Il Papa Ormisda
precisa che “il figlio di Dio è diventato Figlio dell’uomo, nato nel tempo
nel modo di un uomo, aprendo alla nascita il seno della madre (cf. Lc 2, 23)
e, per potenza di Dio, non sciogliendo la verginità della madre” (DS 368). La
dottrina è confermata dal Concilio Vaticano II, nel quale si afferma che il
Figlio primogenito di Maria “non diminuì la sua verginale integrità, ma
la consacrò” (Lumen Gentium, 57). Quanto alla verginità dopo il parto, si deve
innanzitutto rilevare che non ci sono motivi per pensare che la volontà di
rimanere vergine, manifestata da Maria al momento dell’Annunciazione
(Lc 1, 34), sia successivamente mutata. Inoltre, il senso immediato delle
parole: “Donna, ecco tuo figlio”, “Ecco la tua madre” (Gv 19, 26), che Gesù

47
dalla croce rivolge a Maria ed al discepolo prediletto, fa supporre una
situazione che esclude la presenza di altri figli nati da Maria….
Dal trattato della vera devozione a Maria di
San Luigi Maria Grignion de Montfort

44. E' solo Maria che ha trovato grazia presso Dio senza l'aiuto di
nessun'altra semplice creatura. Dopo di lei, coloro che hanno trovato
grazia presso Dio, l'hanno trovata unicamente per mezzo di lei. E quanti
verranno in futuro, la troveranno ancora soltanto per mezzo di lei. Maria
era piena di grazia quando ricevette il saluto dell'arcangelo Gabriele e ne
fu ricolmata con sovrabbondanza dallo Spirito Santo quando la coprì
della sua ombra ineffabile. Poi crebbe talmente di giorno in giorno e di
momento in momento in quella duplice pienezza, da raggiungere un
punto di grazia sconfinato e inimmaginabile. E così l'Altissimo l'ha
costituita unica tesoriera delle sue ricchezze e sola dispensatrice delle sue
grazie, in modo da magnificare, elevare e arricchire chi ella vuole,
facendoli entrare nella via stretta del cielo e passare ad ogni costo per la
porta stretta della vita, donando a chi vuole il trono, lo scettro e la corona
regale. Gesù è ovunque e sempre il frutto e il Figlio di Maria; e Maria è
ovunque il vero albero che porta il frutto di vita e la vera madre che lo
produce.

Volume 15 – Aprile 14, 1923 10

“Figlia diletta della mia Volontà, tu devi sapere che quando voglio fare
opere grandi, opere a cui tutta l’umana famiglia deve prendere parte -
sempre che li volesse! - è mio solito di accentrare in una sola creatura tutti
i beni, tutte le grazie che questa opera contiene, affinché tutti gli altri,
come a fonte, possano attingere quel bene quanto ne vogliano. Quando
faccio opere individuali do cose limitate, invece quando faccio opere che
devono servire al bene generale, do cose senza limite. Ciò feci nell’opera
della Redenzione: per poter elevare una creatura a concepire un Uomo
e Dio, dovetti accentrare in Lei tutti i beni possibili ed immaginabili,
dovetti elevarla tanto, da mettere in Lei il Germe della stessa fecondità
Paterna, e come il mio Celeste Padre Mi generò vergine nel suo Seno, col

10 Dal Diario della Serva di Dio Luisa Piccarreta

48
Germe verginale della sua fecondità eterna, senza opera di donna, ed in
questo stesso Germe procedette lo Spirito Santo, così la mia Celeste
Mamma, con questo Germe eterno, tutto verginale della fecondità
Paterna, Mi concepì nel suo seno vergine, senza opera d’uomo.

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13° GIORNO

Preghiere iniziali alle pagine 25-26

- 2° DOGMA: MARIA SEMPRE VERGINE


SAN GIOVANNI PAOLO II
udienza generale
Mercoledì, 28 agosto 1996

…I negatori della verginità dopo il parto hanno pensato di trovare un


argomento probante nel termine “primogenito”, attribuito a Gesù nel
Vangelo (Lc 2, 7), quasi che tale locuzione lasciasse supporre che Maria
abbia generato altri figli dopo Gesù. Ma la parola “primogenito” significa
letteralmente “bambino non preceduto da un altro” e, di per sé, prescinde
dall’esistenza di altri figli. Inoltre l’evangelista sottolinea questa
caratteristica del Bambino, poiché alla nascita del primogenito erano
legati alcuni importanti adempimenti propri della legge giudaica,
indipendentemente dal fatto che la madre avesse partorito altri figli. Ogni
figlio unico ricadeva, quindi, sotto tali prescrizioni, perché “generato per
primo” (cf. Lc 2, 23)….
Dal trattato della vera devozione a Maria di
San Luigi Maria Grignion de Montfort

45. E' soltanto a Maria che Dio ha dato le chiavi delle stanze del divino
amore; a lei ha dato il potere di entrare nelle vie più sublimi e segrete
della perfezione e di farvi entrare altri. E' Maria la sola che apre l'entrata
del paradiso terrestre ai miseri figli di Eva, l'infedele, perché possano
passeggiare piacevolmente con Dio, trovare sicuro riparo dai nemici,
nutrirsi di delizie e - senza più temere la morte - del frutto degli alberi di
vita e della scienza del bene e del male, bere a grandi sorsi le acque celesti

49
di questa bella fontana che zampilla con abbondanza. Anzi, è lei stessa
questo paradiso terrestre, questa terra vergine e benedetta, da cui Adamo
ed Eva peccatori furono scacciati; ed ella vi lascia entrare solo quelli e
quelle che vuole condurre a santità.

Volume 15 – Aprile 14, 1923 11

La Trinità Sacrosanta dovette dare del suo a questa Vergine Divina per
poter concepire Me, Figlio di Dio. Mai la mia Santa Mamma poteva
concepirmi, non avendo Lei nessun germe. Ora, siccome Lei era della
razza umana, questo Germe della fecondità eterna diede virtù di
concepirlo Uomo, e siccome il Germe era divino, nel medesimo tempo Mi
concepì Dio. E siccome nel generarmi, il Padre, nel medesimo tempo
procedette lo Spirito Santo, così nel medesimo tempo che generai nel seno
della mia Mamma, procedette la generazione delle anime. Sicché tutto
ciò che ab aeterno successe alla Santissima Trinità in Cielo, ripete nel seno
della cara Mamma mia.
L’opera era grandissima ed incalcolabile a mente creata; doveva
accentrare tutti i beni ed anche Me stesso per fare che tutti potessero
trovare ciò che volevano...”

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14° GIORNO

Preghiere iniziali alle pagine 25-26

- 2° DOGMA: MARIA SEMPRE VERGINE

…3. Secondo alcuni, la verginità di Maria dopo il parto sarebbe negata da


quei testi evangelici che ricordano l’esistenza di quattro “fratelli di Gesù”:
Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda (Mt 13, 55-56; Mc 6, 3), e di diverse sue
sorelle.
Occorre ricordare che, in ebraico come in aramaico, non esiste un
vocabolo particolare per esprimere la parola “cugino” e che, quindi, i
termini “fratello” e “sorella” avevano un significato molto ampio, che
abbracciava diversi gradi di parentela. In realtà, col termine “fratelli di

11 Dal Diario della Serva di Dio Luisa Piccarreta

50
Gesù” vengono indicati “i figli” di una Maria discepola di Cristo (cf. Mt 27,
56), la quale è designata in modo significativo come "l’altra Maria" (Mt 28,
1).Si tratta di parenti prossimi di Gesù, secondo un’espressione non
inusitata nell’Antico Testamento (CCC, n. 500).
Maria Santissima è dunque la “sempre Vergine”. Questa sua prerogativa
è la conseguenza della divina maternità, che l’ha totalmente consacrata
alla missione redentrice di Cristo.
Dal trattato della vera devozione a Maria di
San Luigi Maria Grignion de Montfort

49. E' per mezzo di Maria che ha avuto inizio la salvezza del mondo ed è
per mezzo di Maria che deve essere portata a compimento. Maria non è
quasi apparsa durante la prima venuta di Gesù Cristo, affinché gli uomini
- ancora poco istruiti e illuminati sulla persona del suo Figlio - non si
allontanassero dalla verità, attaccandosi a lei in modo troppo forte, o
grossolano; ciò che sarebbe potuto accadere se ella fosse stata conosciuta
nelle meravigliose attrattive di cui l'Altissimo l'aveva ornata, anche
nell'aspetto esteriore. Questo è talmente vero che san Dionigi l'Areopagita
ci ha lasciato scritto che quando la vide l'avrebbe presa per una divinità,
a causa delle misteriose attrattive e della sua bellezza senza pari, se la fede
- nella quale era ben fermo - non gli avesse insegnato il contrario. Ma nella
seconda venuta di Gesù Cristo, Maria deve essere conosciuta e rivelata
dallo Spirito Santo, affinché per mezzo suo sia conosciuto, amato e servito
Gesù Cristo. Ora infatti non sussistono più le ragioni che avevano
determinato lo Spirito Santo a nascondere la sua Sposa durante la sua vita
e a non rivelarla molto durante la prima predicazione del Vangelo.

Volume 12 - Gennaio 10, 1921 12

“Il primo sì nel mio Fiat l’ho chiesto alla mia cara Mamma, ed
oh, potenza del suo Fiat nel mio Volere! Non appena il Fiat Divino
s’incontrò col Fiat della mia Mamma, se ne fecero uno solo. Il mio

12 Dal Diario della Serva di Dio Luisa Piccarreta

51
Fiat la innalzò, la divinizzò, la adombrò e, senza opera umana concepì
Me, Figlio di Dio. Nel solo mio Fiat poteva concepirmi: il mio Fiat
le comunicò l’immensità, l’infinità, la fecondità in modo divino e perciò
potette restare concepito in Essa l’Immenso, l’Eterno, l’Infinito. Non
appena disse: ‘Fiat Mihi’, non solo s’impossessò di Me, ma adombrò
insieme tutte le creature, tutte le cose create; sentiva tutte le vite delle
creature in Sé e d’allora incominciò a farla da Madre e da Regina di tutti.
Quanti portenti non contiene questo sì della mia Mamma! Se
li volessi dir tutti non finiresti mai di sentirli!”

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15° GIORNO
Preghiere iniziali alle pagine 25-26

- 3° DOGMA: IMMACOLATA CONCEZIONE

“Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la
luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta
e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno
nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste
sette diademi; la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le
precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per
partorire per divorare il bambino appena nato. Essa partorì un figlio
maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio
fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel
deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per
milleduecentosessanta giorni. (Ap. 12, 1-6)
Il dogma dell’Immacolata Concezione, proclamato dal
beato Pio IX l’8 dicembre del 1854, propone come verità
di fede divina rivelata “la dottrina che sostiene che la
beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua
concezione, per singolare grazia e privilegio di Dio
onnipotente, in vista dei meriti di Gesù Cristo, salvatore
del genere umano, è stata preservata immune da ogni
macchia di peccato originale”. Il peccato, retaggio di

52
ogni nato da donna, si arresta davanti a Maria. Se Gesù Cristo è il tutto
santo perché la sua umanità viene interamente santificata dalla sua
persona divina, Maria è la tutta santa in virtù della grazia proveniente dal
Padre, dalla carità dello Spirito e dai meriti del suo Divin Figlio….

Dal trattato della vera devozione a Maria di


San Luigi Maria Grignion de Montfort

50. Dio vuole dunque rivelare e far conoscere Maria, il capolavoro delle
sue mani, in questi ultimi tempi:
1. Perché era rimasta nascosta durante la sua vita terrena, ponendosi più
in basso della polvere a causa della sua profonda umiltà, avendo ottenuto
da Dio, dagli Apostoli ed Evangelisti di non essere fatta conoscere.
2. Perché essendo il capolavoro delle mani di Dio, sia qui in terra per la
sua grazia, sia in cielo per la sua gloria, egli vuole esserne glorificato e
lodato dalle creature sulla terra.
3. Essendo Maria l'aurora che precede e annuncia il Sole di giustizia, che
è Gesù Cristo, deve essere svelata e conosciuta, perché lo sia Gesù Cristo.
4. Maria è la via per la quale Gesù Cristo è venuto a noi la prima volta,
ella lo sarà ancora quando verrà la seconda, benché non nello stesso
modo.

Volume 16 – Dicembre 8, 1923 13

…Stavo pensando all’Immacolato Concepimento della mia Mamma


Regina e dopo aver fatto la Santa Comunione, il mio sempre amabile Gesù
si faceva vedere nel mio interno, come dentro d’una stanza tutta luce, ed
in questa luce faceva vedere tutto ciò che aveva fatto in tutto il corso della
sua vita. Si vedevano schierati in ordine tutti i suoi meriti, le sue opere,
le sue pene, le sue piaghe, il suo Sangue, tutto ciò che conteneva la Vita
di un Uomo e Dio, come in atto di prevenire un’Anima a Lui tanto, tanto
cara, da qualunque minimo male che potesse ombrarla. Io stupivo nel
vedere tanta attenzione di Gesù; e Lui mi ha detto:

13 Dal Diario della Serva di Dio Luisa Piccarreta

53
“Alla mia piccola, piccola neonata, voglio far conoscere l’Immacolato
Concepimento della Vergine, concepita senza peccato.

Tu devi prima sapere che la mia Divinità è un Atto solo; tutti gli atti suoi
si concentrano in Uno solo. Questo significa essere Dio, il portento più
grande della Nostra Essenza Divina: non essere soggetto a successione di
atti; e se alla creatura sembra che ora facciamo una cosa ed ora un’altra,
è piuttosto che facciamo conoscere ciò che c’è in quel solo Atto, ed
essendo la creatura incapace di conoscerlo tutto d’un solo colpo, glielo
facciamo conoscere a poco a poco….

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16° GIORNO

Preghiere iniziali alle pagine 25-26

- 3° DOGMA: IMMACOLATA CONCEZIONE

…Se Gesù è il redentore, Maria è la sua prima redenta. La redenzione di


Maria non fu per liberazione dal peccato, ma per preservazione. Essa cioè
non fu per nulla segnata dal peccato, ma ne fu preservata, per singolare
privilegio divino. In Maria non ci fu liberazione, ma preservazione.
Secondo la geniale intuizione del dottore dell’Immacolata, il beato Duns
Scoto, Gesù Cristo ha esercitato in lei l’atto di mediazione più eccelso,
preservandola dal peccato originale. Diceva il Santo Padre Giovanni
Paolo II in una sua catechesi mariana: “A Maria, prima redenta da Cristo,
che ha avuto il privilegio di non essere sottoposta neppure per un istante
al potere del male e del peccato, guardano i cristiani, come al perfetto
modello ed all’icona di quella santità, che sono chiamati a raggiungere,
con l’aiuto della grazia del Signore, nella loro vita”.
Maria Immacolata ricorda a tutti i battezzati la perfezione della santità.
La tutta santa è stata e continua a essere nella Chiesa la guida sicura che
conduce alle alte vette della perfezione evangelica.

Dal trattato della vera devozione a Maria di


San Luigi Maria Grignion de Montfort

54
5. Essendo il mezzo sicuro e la via diritta e immacolata per andare a Gesù
Cristo e trovano perfettamente, è per mezzo di lei che le sante anime che
devono brillare in santità lo devono trovare. Chi troverà Maria, troverà la
vita, cioè Gesù Cristo, che è la via, la verità e la vita. Ma non si può trovare
Maria, se non la si cerca; non la si può cercare se non si sa che esista: non
si cerca e non si desidera una cosa sconosciuta. Bisogna dunque che Maria
sia più conosciuta che mai, per una maggior conoscenza e gloria della
Santissima Trinità.
6. Maria deve risplendere più che mai in questi ultimi tempi per
misericordia, efficacia e grazia. In misericordia, per ricondurre e
accogliere con amore i poveri peccatori e gli sbandati che si convertiranno
e torneranno alla Chiesa cattolica; per efficacia, nei confronti dei nemici
di Dio, i non credenti, gli eretici, gli islamici, gli ebrei, gli atei induriti, che
reagiranno fortemente, con promesse e con minacce, per sedurre e
traviare tutti quelli che saranno loro contrari; e infine deve risplendere
per grazia, animando e sostenendo i valorosi soldati e i fedeli servitori di
Gesù Cristo, mentre combatteranno per il vangelo.
7. Maria infine deve risultare terribile contro il demonio e i suoi seguaci,
«terribile come schiere a vessilli spiegati», soprattutto in questi ultimi
tempi; il demonio infatti sa che gli resta poco tempo, anzi meno che mai,
per condurre le anime a perdizione; egli quindi raddoppia ogni giorno i
suoi sforzi e le sue lotte, e presto susciterà crudeli persecuzioni,
provocherà terribili insidie ai fedeli servitori e ai veri figli di Maria, nei
confronti dei quali si trova maggiormente in
difficoltà.
Volume 16 – Dicembre 8, 1923 14

…Ora, tutto ciò che Io, Verbo Eterno, dovevo fare nella mia assunta
Umanità, formava un solo atto con quell’Atto Unico che contiene la mia
Divinità. Sicché, prima che questa nobile Creatura fosse concepita già
esisteva tutto ciò che doveva fare sulla terra il Verbo Eterno; onde
nell’atto che questa Vergine fu concepita, si schierarono intorno al suo
Concepimento tutti i miei meriti, le mie pene, il mio Sangue e tutto ciò
che conteneva la Vita d’un Uomo Dio, e restò concepita negli
interminabili abissi dei miei meriti, del mio Sangue Divino, e nel mare
immenso delle mie pene. In virtù di Essi restò Immacolata, bella e pura,

14 Dal Diario della Serva di Dio Luisa Piccarreta

55
ed al nemico restò sbarrato il passo dagli incalcolabili Meriti miei e non
poté recarle nessun nocumento….

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17° GIORNO

Preghiere iniziali alle pagine 25-26

- 3° DOGMA: IMMACOLATA CONCEZIONE

Solennità dell’Immacolata Concezione di Maria: del suo concepimento,


avvenuto in modo del tutto naturale nel grembo di sua madre, come
avviene per ogni nuova creatura umana; ma “immacolato” perché in quel
momento stesso questa nuova creatura umana, a differenza di ogni altra,
è stata preservata dalla macchia del peccato originale che
misteriosamente si trasmette attraverso la generazione.
Questo avvenimento, a cui la Chiesa guarda con stupore e gioia grande,
è l’inizio di una storia nuova di cui anche noi siamo parte: la storia della
redenzione iniziata da Dio nella casa di Anna e Gioacchino, i genitori di
Maria.
Dio non si arrende di fronte al male ed è capace sempre di operare nuovi
inizi!
Maria, donna della nostra stirpe, è nel Suo piano dall’eternità. Dio stesso
ne ha annunciato la straordinaria missione fin da quando, di fronte al
peccato dei progenitori, promise solennemente la salvezza: «Io porrò
inimicizia tra te [Satana] e la donna, tra tua stirpe e la sua, ed essa ti
schiaccerà il capo, e tu le insidierai il calcagno» (Gen 3,9-15.20).

Dal trattato della vera devozione a Maria di


San Luigi Maria Grignion de Montfort

51. E' soprattutto a queste ultime e crudeli persecuzioni del demonio, che
andranno aumentando ogni giorno fino al regno dell'Anticristo, che deve
riferirsi la prima e celebre profezia e maledizione di Dio, pronunciata nel
paradiso terrestre contro il serpente. E' utile spiegarla qui, a gloria della
Santa Vergine, per la salvezza dei suoi figli e la sconfitta del demonio. «Io

56
porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe; questa ti
schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno».
Volume 16 – Dicembre 8, 1923 15

…E’ giusto che chi doveva concepire il Figlio d’un Dio, doveva prima
essere Lei concepita nelle opere di questo Dio, per poter tenere virtù di
concepire quel Verbo che doveva venire a redimere il genere umano.
Sicché Lei prima restò concepita in Me, ed Io restai concepito in Lei; non
restava altro che, a tempo opportuno, farlo conoscere alle creature, ma
nella Divinità era come già fatto.
Perciò Colei che più raccolse i frutti della Redenzione, anzi ebbe il
frutto completo, fu questa eccelsa Creatura che, essendo concepita in
Esso, amò, stimò e conservò come cosa sua tutto ciò che il Figlio di Dio
operò sulla terra.
Oh! la bellezza di questa tenera piccina! Era un prodigio della Grazia, un
portento della Nostra Divinità. Crebbe come Figlia Nostra, fu il nostro
decoro, la nostra allegrezza, l’onore e la gloria nostra”.

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18° GIORNO
Preghiere iniziali alle pagine 25-26

- 3° DOGMA: IMMACOLATA CONCEZIONE

Nell’Eden sconvolto dal peccato, Dio immediatamente ricuce i fili della


comunione spezzata dal peccato e, con un nuovo inizio, prosegue la sua
storia d’amore per l’umanità promettendo la vittoria attraverso questa
donna che già in quel momento appare sull’orizzonte come colei che
diventerà la madre del Verbo eterno, il Figlio del Padre che si farà uomo
per salvare gli uomini!
L’immacolato concepimento di Maria, avvenuto tanti secoli dopo quella
promessa, è dunque l’aurora della storia nuova.
15 Dal Diario della Serva di Dio Luisa Piccarreta

57
Maria è la prima dei redenti. A lei Dio Padre applica anticipatamente
meriti della passione, morte e risurrezione di Cristo: mistero di grazia, di
amore gratuito, Mistero di incomparabile bellezza che le insidie di Satana
ed i suoi continui tentativi di seminare tragedie nella storia, non riescono
a infrangere!

Dal trattato della vera devozione a Maria di


San Luigi Maria Grignion de Montfort

52. Solo in questo caso Dio appare come autore di una inimicizia:
irrimediabile, che durerà sempre, anzi cha andrà aumentando fino alla
fine. E' il contrasto tra Maria, sua degna Madre, e il demonio, tra i figli e
servitori della Vergine Santa e i figli e seguaci di Lucifero, cosicché la più
terribile nemica che Dio ha costituito contro il demonio è Maria, la sua
Madre santa. Fin dal paradiso terrestre - benché fosse ancora solo nella
sua mente - Dio le ha dato un tale odio contro questo suo maledetto
nemico, una tale abilità nello smascherare la malizia di questo antico
serpente, una tale forza per vincere, abbattere e schiacciare questo
orgoglioso profanatore, che il demonio la teme non solo più di tutti gli
angeli e gli uomini, ma in un certo senso più di Dio stesso. Certo, l'ira,
l'odio e il potere di Dio sono infinitamente più grandi di quelli della Santa
Vergine, poiché le perfezioni di Maria sono limitate; ma il demonio la
teme anzitutto perché, essendo orgoglioso, gli brucia molto di più essere
vinto e punito da una piccola e umile serva di Dio, la cui umiltà lo umilia
più che il potere divino; e poi perché Dio ha dato a Maria un così grande
potere contro i demoni, che questi molte volte e controvoglia sono stati
costretti a riconoscere, per bocca degli indemoniati, di temere uno solo
dei suoi sospiri in favore di un'anima, più delle preghiere di tutti i santi;
di temere una sola delle sue minacce contro di essi, più che tutti gli altri
loro tormenti.

Volume 16 – Dicembre 8, 1923 16

…Onde, mentre ciò diceva il mio dolce Gesù, io pensavo nella mia mente:
“E’ vero che la mia Regina Mamma fu concepita negli interminabili meriti
del mio Gesù, ma il suo sangue, il suo corpo, furono concepiti nel seno di
S. Anna, la quale non era esente dalla macchia di origine; dunque, come

16 Dal Diario della Serva di Dio Luisa Piccarreta

58
può essere che nulla ereditò dai tanti mali che tutti abbiamo ereditato dal
peccato del nostro primo padre Adamo?”
E Gesù: “ Figlia mia, tu non hai capito ancora che tutto il male sta nella
volontà. La volontà travolse l’uomo, cioè la sua natura, non la natura
travolse la volontà dell’uomo; sicché la natura restò al suo posto, quale
fu da Me creata, nulla cambiò; fu la sua volontà che si cambiò e si mise
niente di meno che contro una Volontà Divina. E questa volontà ribelle
travolse la sua natura, la debilitò, la contaminò e la rese schiava di
vilissime passioni. Successe come ad un recipiente pieno di profumi o
di cose preziose: se si svuota e si riempie di marciume o di cose vili, forse
cambia il recipiente? Cambia ciò che si mette dentro, ma esso è sempre
quello che è; al più si rende più o meno apprezzabile a seconda di ciò che
contiene. Tale fu dell’uomo….

*******

19° GIORNO

Preghiere iniziali alle pagine 25-26

- 3° DOGMA: IMMACOLATA CONCEZIONE

Ed ecco, nella pagina evangelica di Luca (Lc 1,26-38), il fatto in vista del
quale Dio preservò Maria dal peccato originale, la rese «piena di grazia»
fin dal primo istante della sua esistenza: l’incarnazione del Verbo eterno
del Padre che si fa uomo diventando figlio di Maria…

Dio bussa alla porta della casa di Nazareth, bussa al cuore di quella
giovane donna – quindicenne, promessa sposa a Giuseppe – e le chiede
il suo sì, la sua adesione ad un progetto immenso, inaudito, incredibile:
vuoi diventare la madre di mio Figlio?

Maria è turbata di fronte a quella presenza; la sua ragione interroga, pone


delle domande… E’ una creatura umana, non un automa…! Riceve una
risposta misteriosa – diventerai madre per opera dello Spirito Santo – ma
il suo cuore si apre all’accoglienza e risponde con le commoventi parole
che abbiamo ascoltato: «Ecce ancilla Domini, fiat mihi secundum verbum
tuum»: Eccomi, sono a totale disposizione; avvenga di me quello che hai

59
detto… E’ l’offerta di tutta se stessa, di ogni palpito del suo cuore, di ogni
pensiero della sua mente, di ogni atomo del suo essere!.

Dal trattato della vera devozione a Maria di


San Luigi Maria Grignion de Montfort

53. Ciò che Lucifero ha perduto con l'orgoglio, Maria lo ha guadagnato


con l'umiltà; ciò che Eva ha corrotto e perduto per disobbedienza, Maria
l'ha salvato con l'obbedienza. Eva ha obbedito al serpente e ha mandato
perduti tutti i suoi figli e se stessa, consegnandoli a lui; Maria si è resa
totalmente fedele a Dio e ha salvato tutti i suoi figli e servitori e se stessa,
consacrandoli alla sua Maestà.

Volume 16 – Dicembre 8, 1923 17

…Ora, alla mia Mamma l’essere concepita in una creatura della razza umana
non Le recò nessun nocumento, perché la sua anima era immune da colpa. Tra
la sua volontà e Quella del suo Dio non c’era divisione; le correnti divine non
trovavano intoppo né opposizione per riversarsi su di Lei; in ogni istante stava
sotto la pioggia dirotta di nuove grazie. Onde, con questa volontà e
quest’anima tutta santa, tutta pura, tutta bella, il recipiente del suo corpo
che prese dalla sua madre restò profumato, riabilitato, ordinato,
divinizzato, in modo da restare esente anche da tutti i mali naturali da cui
è invasa l’umana natura.
Ah, sì! … Fu proprio Lei che ricevette il germe del “Fiat Voluntas Tua
come in Cielo così in terra”, e questo La nobilitò e La restituì al suo
principio, quale fu da Noi creato l’uomo, prima che peccasse. Anzi lo
sorpassò; L’abbellì di più ancora ai continui flussi di quel FIAT, che ha
solo virtù di riprodurre immagini tutte simili a Colui che le ha create. Ed
in virtù di questa Volontà Divina che agiva in Lei si può dire che ciò che
Dio è per natura, Lei è per grazia.
La Nostra Volontà tutto può fare, dovunque giungere, quando l’anima Ci
dà la libertà d’agire e non interrompe con la sua volontà umana il nostro
operato ”.

17 Dal Diario della Serva di Dio Luisa Piccarreta

60
*******

20° GIORNO

Preghiere iniziali alle pagine 25-26

- 3° DOGMA: IMMACOLATA CONCEZIONE

L’Immacolata Concezione è spesso fraintesa da chi è privo di una


sufficiente istruzione catechetica: viene confusa con il concepimento
verginale di Gesù. Diciamo subito che il Nuovo Testamento non dice
nulla sulla concezione di Maria. La riflessione teologica dei primi secoli
toccò sì Maria, ma in modo indiretto. I primi due dogmi mariani, infatti,
cioè la Verginità di Maria e la Maternità divina, erano prettamente
cristologici, nel senso che erano affermazioni fatte su Maria, ma con il fine
di salvaguardare verità riguardanti Gesù. I due dogmi mariani più
recenti, cioè quello dell’Immacolata Concezione e quello dell’Assunzione,
riguardano in maniera più diretta Maria. Da un certo punto di vista essi
rappresentano dei privilegi concessi alla Madonna, perché doveva essere
Madre di Gesù, vero Dio e vero uomo. Però il loro significato più
profondo è soteriologico, in quanto riguardano la nostra salvezza. Ci
ammaestrano sul nostro fine ultimo, sulla grazia vittoriosa di Cristo che
vince il peccato e ci porta alla gloria finale. La cosa fondamentale che
possiamo dire sull’Immacolata Concezione è che Maria è stata redenta in
previsione dei meriti del Figlio suo. Gesù ha guadagnato sulla croce la
grazia dell’Immacolata concezione di sua Madre. Tutto ciò significa che
la salvezza dell’umanità era operativa ancora prima che Cristo nascesse.
La salvezza è sempre un dono gratuito di Dio.

Dal trattato della vera devozione a Maria di


San Luigi Maria Grignion de Montfort

55. Infine Dio vuole che la sua Madre santa sia oggi più conosciuta, più
amata, più onorata che non lo fosse in passato. Ciò avverrà di sicuro se i
veri credenti sapranno entrare, con la grazia e la luce dello Spirito Santo,
in quella devozione interiore e perfetta che spiegherò loro in seguito.
Allora vedranno chiaramente, nella misura consentita dalla fede, questa
splendida stella del mare e - guidati da lei - arriveranno al porto sicuro,
nonostante i pericoli delle tempeste e dei pirati; conosceranno gli

61
splendori di questa regina e si metteranno totalmente al suo servizio,
come suoi sudditi e schiavi d'amore; gusteranno le sue dolcezze e bontà
materne, l'ameranno teneramente come suoi figli prediletti, scopriranno
le misericordie di cui è ricolma e i bisogni che essi hanno del suo aiuto; a
lei ricorreranno in ogni cosa, come alla loro cara avvocata e mediatrice
presso Gesù Cristo; saranno convinti che ella è il mezzo più sicuro, più
facile, più breve e più perfetto per andare a Gesù Cristo e si affideranno a
lei corpo e anima, senza riserva, per appartenere in questo modo a Gesù
Cristo.

Volume 24 – Settembre, 16 1928 18

Il mio abbandono nel FIAT è continuo - scrive Luisa - e mentre seguivo i


suoi atti, la mia povera mente si è fermata a pensare al concepimento della
Celeste Regina ed alla sua grande fortuna d’essere preservata dalla
macchia originale, ed il mio amato Gesù muovendosi nel mio interno mi
ha detto:
“ Figlia mia, il germe con cui fu concepita la Sovrana Celeste, fu preso
dalla stirpe umana, come tutte le altre creature, come l’ebbi anch’Io.
Però c’è questa gran differenza, non concessa a nessun’altra creatura, che
in questo germe umano prima che venisse concepita la sua bell’anima, il
mio FIAT con la sua onnipotenza accentrò i suoi raggi in questo germe, e
con la sua luce e calore annientò e fece morire ciò che di male c’era in esso,
purificandolo del tutto e rendendolo puro e santo, ed esente dalla
macchia d’origine, e poi fu concepita in questo germe l’Immacolata
Bambina. Sicché, tutto il portento dell’Immacolato Concepimento fu
operato dalla Mia Divina Volontà; non fece un altro germe umano, né lo
distrusse, ma lo purificò, e col suo calore e luce gli tolse tutti gli umori
che aveva contratto questo germe dal peccato di Adamo, e fece ritornare
il germe umano in Lei come era uscito dalle nostre mani creatrici….

*******

18 Dal Diario della Serva di Dio Luisa Piccarreta

62
21° GIORNO

Preghiere iniziali alle pagine 25-26

- 3° DOGMA: IMMACOLATA CONCEZIONE

Il Male – che non è qualcosa di astratto, ma un essere angelico divenuto


perverso: Satana, il Demonio –, il Male che c’è – e che non è una fiaba o
una simbolica rappresentazione della fragilità umana – come aveva
insidiato e fatto cadere il primo uomo e la prima donna, così continua
lungo la storia il suo intento diabolico, per una misteriosa permissione di
Dio. Non potendo nulla contro il Creatore, tenta di spezzare la comunione
delle creature con Dio, illudendole, come aveva fatto
con Adamo ed Eva, di poter diventare
grandi in opposizione a Dio anziché nell’obbedienza amorosa e nella
comunione con Lui. Sul nostro orizzonte però risplende Gesù Cristo il
Vincitore, e con lui risplende la prima dei redenti, Maria Immacolata,
come segno di sicura speranza e di consolazione.
A lei, splendente di luce incomparabile noi diciamo:
Donna pensata da Dio ed amata di pura predilezione, annunciata
nell’Eden sconvolto, concepita immacolata nel grembo di Anna, prima
dei redenti e inizio della storia nuova, stringici al Tuo cuore di Madre.
Ave, piena di grazia, meraviglia del creato, Madre di Dio e dei salvati!
Prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

Dal trattato della vera devozione a Maria di


San Luigi Maria Grignion de Montfort

56. Ma chi saranno questi servitori schiavi e figli di Maria? Saranno fuoco
che brucia, ministri del Signore che porteranno ovunque il fuoco
dell'amore divino. Saranno «come frecce in mano a un eroe», frecce acute
nelle mani della potente Maria per colpire i suoi nemici. Saranno figli di
Levi, ben purificati dal fuoco di grandi tribolazioni e molto uniti a Dio, i
quali porteranno l'oro dell'amore nel cuore, l'incenso della preghiera nello
Spirito e la mirra della mortificazione nel corpo e saranno ovunque il
buon odore di Gesù Cristo per i poveri e i piccoli, mentre risulteranno
odore di morte per i grandi, i ricchi e gli orgogliosi del mondo.

63
58. Saranno dei veri apostoli degli ultimi tempi, ai quali il Signore dei forti
darà la parola e il vigore per operare meraviglie e riportare gloriose
spoglie sui suoi nemici; riposeranno senza oro né argento e soprattutto
senza preoccupazione, tra gli altri preti, religiosi e chierici; e tuttavia
avranno le ali argentate della colomba, per volare al solo scopo di cercare
la gloria di Dio e la salvezza delle anime, dove lo Spirito Santo li chiamerà;
e nei luoghi dove avranno predicato, lasceranno dietro di essi unicamente
l'oro della carità, che è il compimento di tutta la legge.
59. Infine dobbiamo sapere che saranno dei veri discepoli di Gesù Cristo,
che camminano sulle orme della sua povertà, dell'umiltà, del disprezzo
del mondo e della carità, insegnando la via stretta di Dio nella pura verità,
seguendo il santo vangelo e non le massime del mondo, senza vivere in
ansia né avere soggezione per nessuno, senza risparmiare, o farsi
condizionare, o temere nessun mortale per potente che sia. Avranno nella
loro bocca la spada a due tagli della parola di Dio; sulle loro spalle
porteranno lo stendardo della Croce, segnato dal sangue, il crocifisso
nella mano destra e la corona del Rosario nella sinistra, sul loro cuore i
santi nomi di Gesù e di Maria, e in tutta la loro condotta si ispireranno
alla semplicità e alla mortificazione di Gesù Cristo. Ecco i grandi uomini
che verranno, ma che Maria farà sorgere per ordine dell'Altissimo, per
estendere il suo impero su quello dei non credenti, dei pagani, dei
musulmani. Ma quando e come avverrà questo? Dio solo lo sa, noi
dobbiamo tacere, pregare, desiderare e attendere: «Ho sperato, ho sperato
nel Signore»

Volume 24 – Settembre, 16 1928 19

…Perciò, come fu concepita la Piccola Vergine Regina, così fu concepito in Lei


e nelle umane generazioni il Regno della Mia Divina Volontà, perché Noi nel
formare e dare ad una creatura grazie sorprendenti, guardiamo in lei tutta
l’umanità, tutta l’umana famiglia, come se fosse una sola.
Vedi dunque, come fu concepita la Vergine in questo germe esente d’ogni
macchia, che fu tutta opera del FIAT Divino, così fu concepito di nuovo
nell’umanità il Suo Regno Divino. E come l’Immacolata Verginella
nacque, così fu restituito il diritto di poterLo possedere.

19 Dal Diario della Serva di Dio Luisa Piccarreta

64
Ora, venendo Io sulla terra a prendere umana carne, me ne servii del
germe della Sovrana del Cielo, e si può dire che insieme con Lei
lavorammo per formare di nuovo questo Nostro Regno nelle umane
generazioni. Quindi non rest’altro che conoscerLo per possederLo.
Perciò sto manifestando ciò che al Regno ed alla Mia Volontà Divina
appartiene, acciocché la creatura segua le sue vie, segua i suoi passi ed
entri in possesso di Essa, e la Mia Divina Volontà col suo calore e luce
ripeterà il prodigio di togliere gli umori cattivi che possiede il germe
umano. E per essere sicura metterà il germe della sua luce e calore e si
costituirà vita del germe, e così si scambieranno il possesso. La Mia
Divina Volontà prenderà possesso del germe per formarvi la sua vita di
luce, di calore e santità, e la creatura ritornerà a prendere di nuovo il
possesso del Regno del Mio FIAT Divino

Volume 24 – Settembre, 16 192820


…Vedi dunque figlia mia, tutto sta preparato, non ci vuol altro che farlo
conoscere, e perciò Io ho tanta premura che si conosca ciò che riguarda
il Mio Divin Volere, per gettare nelle creature il desiderio di possedere
un sì gran Bene, affinché la Mia Volontà, attirata dai desideri di esse,
possa accentrare i suoi raggi luminosi e col suo calore compiere il
prodigio di restituire il diritto di possedere il Suo Regno di pace, di
felicità e di santità ”.

*******

20 Dal Diario della Serva di Dio Luisa Piccarreta

65
22° GIORNO

Preghiere iniziali alle pagine 25-26

- 4° DOGMA: ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

Quasi sintesi del meraviglioso mistero di Maria, il 1°


novembre del 1950, Pio XII proclama solennemente il
dogma dell’Assunzione di Maria, con queste parole:
“L’augusta Madre di Dio, arcanamente unita a Gesù
Cristo fin da tutta l’eternità con uno stesso decreto di
predestinazione, immacolata nella sua concezione, vergine
illibata nella sua divina maternità, generosa socia del
divino Redentore, che ha riportato un pieno trionfo sul
peccato e sulle sue conseguenze, alla fine, come supremo
coronamento dei suoi privilegi, ottenne di essere preservata
dalla corruzione del sepolcro, e, vinta la morte, come già il suo Figlio, di essere
innalzata in anima e corpo alla gloria del cielo, dove risplende Regina alla destra
del Figlio suo, Re immortale dei secoli”.

Dal trattato della vera devozione a Maria di


San Luigi Maria Grignion de Montfort

111. Ho già detto molte cose sulla Santa Vergine, ma ne ho ancora molte
da dire e ne tralascerò ancora un numero infinito, sia per ignoranza e
incapacità, che per mancanza di tempo, nel proposito che ho di formare un
vero devoto di Maria e autentico discepolo di Gesù Cristo.

Volume 36 – Agosto 15, 1938 21

Mentre la mia mente nuotava nel mare del Voler Divino, mi son fermata
nell’atto in cui la mia Mamma Regina fu assunta in Cielo. Quante
meraviglie, quante sorprese d’amore, che si resta rapiti! Ed il mio dolce
Gesù, come se sentisse il bisogno di parlare della sua Madre Celeste, tutto
in festa mi ha detto:
“Figlia mia benedetta, oggi, la festa dell’Assunta, è la festa più bella, più
sublime, più grande, in cui restiamo più glorificati, amati ed onorati. Cieli

21 Dal Diario della Serva di Dio Luisa Piccarreta

66
e terra sono investiti d’una gioia insolita, non mai provata; gli Angeli, i
Santi si sentono investiti da mari di nuove gioie e nuove felicità, ed
inneggiano con nuovi cantici la Sovrana Regina, che col suo impero
impera su tutto e dà gioia a tutti. Oggi è la festa delle feste, è l’unica e
nuova che non si è ripetuta mai più. Oggi, il giorno dell’Assunta, veniva
festeggiata la prima volta la Divina Volontà, operante nella Sovrana
Signora.

*******

23° GIORNO

Preghiere iniziali alle pagine 25-26

- 4° DOGMA: ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

Mentre per tutta l’umanità la risurrezione dei corpi avverrà alla fine dei
tempi, per Maria, invece, tale evento si è realizzato già alla fine della sua
vita terrena. Per cui il suo corpo è ora gloriosamente vivente in cielo
accanto all’umanità gloriosa del suo Figlio Gesù Cristo. Precisa al
riguardo il Santo Padre Giovanni Paolo II: “La condizione escatologica di
Cristo e quella di Maria non vanno certo poste sullo stesso piano. Maria, nuova
Eva, ha ricevuto da Cristo, nuovo Adamo, la pienezza di grazia e di gloria celeste,
essendo stata risuscitata mediante lo Spirito Santo dal potere sovrano del Figlio”.

Dal trattato della vera devozione a Maria di


San Luigi Maria Grignion de Montfort

112. Oh! quanto sarebbe spesa bene la mia fatica, se questo breve scritto,
capitando fra le mani di un'anima per bene, veramente nata da Dio e da
Maria, e «non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo», le
scoprisse e ispirasse, con la grazia dello Spirito Santo, la grandezza e il
valore di questa vera e solida devozione alla Santa Vergine che sto per
esporre ora! Se sapessi che il mio sangue di peccatore potesse servire a far
penetrare nei cuori le verità che scrivo in onore della mia cara Madre e
regale Sovrana, di cui mi sento l'ultimo dei figli e schiavi, me ne servirei
invece dell'inchiostro, per tracciare questi caratteri, nella speranza che ho

67
di trovare delle anime buone, le quali sapranno con la loro fedeltà alla
pratica di devozione che voglio insegnare compensare la mia cara Madre
e Sovrana dei danni subiti a causa della mia ingratitudine e infedeltà.

Volume 36 – Agosto 15, 1938 22

Le meraviglie sono incantevoli in ogni suo più piccolo atto; anche nel suo
respiro, nel suo moto, si vedono tante nostre vite divine che scorrono
come tanti re negli atti suoi, che più che fulgidi soli la inondano, la
circondano, l’abbelliscono e la rendono così bella che forma l’incanto delle
Regioni Celesti. Ti par poco che in ogni23 suo respiro, moto, opera e pena,
erano riempiti di tante nostre vite divine? È proprio questo il gran
prodigio dell’operato della mia Volontà nella creatura: formare tante
nostre vite divine per quante volte ha avuto l’entrata nel moto, negli atti
della creatura. E siccome il mio Fiat possiede la virtù bilocatrice e
ripetitrice, e ripete sempre, senza mai cessare, quello che fa, quindi la gran
Signora sente ancora in Sé moltiplicare queste vite divine, le quali non
fanno altro che stendere maggiormente i suoi mari d’amore, di bellezza,
di potenza, di sapienza infinita. Tu devi sapere che sono tali e tante le
nostre vite divine che possiede, la molteplicità dei suoi24 atti che possiede,
che come entrò in Cielo popolò tutte le Regioni Celesti, che non potendoli
contenere riempirono la Creazione tutta. Sicché non vi è punto dove non
scorrono i suoi mari d’amore, di potenza e tante nostre vite di cui ne è la
posseditrice e la Regina….

********

22 Dal Diario della Serva di Dio Luisa Piccarreta


23
in ogni = ogni
24 della Divina Volontà

68
24° GIORNO

Preghiere iniziali alle pagine 25-26

- 4° DOGMA: ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

Affermava nel 1979 l’allora cardinale Joseph RATZINGER:

Il grado più elevato di canonizzazione (Lc 1,48).

Il dogma dell'Assunta è semplicemente il grado supremo della


canonizzazione nella quale il titolo « santo » viene attribuito nel senso
più stretto, volendo significare cioè : interamente e totalmente nel
compimento escatologico. Con ciò si dischiude ormai il contesto biblico
fondamentale, che garantisce tutta l'affermazione. Noi possiamo cioè
asserire che il dogma dell'Assunta non fa che descrivere nel suo contenuto
ciò che è stato interiormente presupposto ed affermato nel grado
supremo del culto; nel medesimo istante ci si può e ci si deve allora
ricordare che il vangelo stesso profetizza ed esige il culto di Maria: « D'ora
in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata » (Lc 1,48) - è un compito
assegnato alla chiesa e la registrazione di Luca presuppone che la
glorificazione di Maria già esiste nella chiesa del suo tempo e che egli la
ritiene un dovere della chiesa per tutte le generazioni. Egli vede
incominciare questa lode di Maria col saluto di Elisabetta: « Beata colei che
ha creduto... » (Lc 1,45)….

Dal trattato della vera devozione a Maria di


San Luigi Maria Grignion de Montfort

113. Più che mai sono portato a credere e a sperare che si realizzi tutto ciò
che ho profondamente impresso nel cuore, e che da molti anni vado
chiedendo a Dio; cioè che presto o tardi la Santa Vergine avrà sempre più
figli, servi e schiavi d'amore e che, per questo mezzo, Gesù Cristo, mio
caro Signore, regnerà sempre più nei cuori.

Volume 36 – Agosto 15, 1938 25

25 Dal Diario della Serva di Dio Luisa Piccarreta

69
…Possiamo dire: Ci domina e la dominiamo; e riversandosi nella nostra
immensità, potenza ed amore, popolò tutti i nostri attributi degli atti suoi
e delle tante nostre vite divine che avea conquistato. Sicché da dovunque
e da per tutto Ci sentiamo amare, glorificare, dentro e fuori di Noi, da
dentro le cose create, nei più remoti nascondigli, da questa Celeste
Creatura e da chi26 dalle tante nostre stesse vite divine che il nostro Fiat
ha formato in Essa. Oh, potenza del nostro Volere! Tu solo puoi fare tanti
prodigi fino a creare tante nostre vite in chi Ti fa dominare, per farci
amare e glorificare come meritiamo e vogliamo! Ecco, perciò può dare il
suo Dio a tutti, perché Lo possiede; anzi senza perdere nessuna delle
nostre vite divine, come vede la creatura disposta che vuol ricevere la
nostra vita, così tiene la virtù di riprodurre, da dentro la nostra vita che
possiede, un’altra nostra vita divina per darla a chi Ci vuole.

********

25° GIORNO

Preghiere iniziali alle pagine 25-26

- 4° DOGMA: ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

…Un elogio legato alla Risurrezione (Mc 12,18-27)

In questa primissima forma di culto di Maria si riflette nuovamente


l'unità dei Testamenti, quell'unità che è caratteristica di tutto il tema
mariano: il Dio d'Israele viene chiamato tramite uomini ai quali egli si è
dimostrato grande, nella vita dei quali egli si rende visibile e presente.
Essi sono, per così dire, il suo nome nella storia, grazie a loro egli stesso
ha un nome, per loro ed in loro egli diventa accessibile. Si chiama il Dio
di Abramo, di Isacco e di Giacobbe; chiamarlo significa chiamare i padri,
così come, viceversa, chiamare i padri significa ricordarsi di lui e
riconoscerlo. Non invocare gli uomini, nei quali egli stesso si rende

26 e da chi = e

70
visibile, è ingratitudine, smemoratezza per la fede d'Israele però è anche
caratteristico che essa abbia memoria e sia memoria….

Dal trattato della vera devozione a Maria di


San Luigi Maria Grignion de Montfort

114. Prevedo molte belve arrabbiate, che arriveranno con furia per
strappare con i loro denti diabolici questo piccolo scritto e colui del quale
lo Spirito Santo si è servito per scriverlo, o almeno per avvolgerlo nelle
tenebre e nel silenzio di un baule, affinché non venga Lui conosciuto;
costoro anzi attaccheranno e perseguiteranno quelli e quelle che lo
leggeranno e cercheranno di metterlo in pratica. Ma non importa! Anzi,
tanto meglio! Questa previsione mi incoraggia e mi fa sperare un grande
successo, cioè una grande schiera di valorosi e coraggiosi soldati di Gesù
e di Maria, dell'uno e dell'altro sesso, per combattere il mondo, il demonio
e la natura corrotta, nei tempi difficili che sempre più si avvicinano! «Chi
legge comprenda». «Chi può capire, capisca».

Volume 36 – Agosto 15, 1938 27

Questa Vergine Regina è un prodigio continuato; ciò che fece in terra lo


continua in Cielo, perché la nostra Volontà quando opera, tanto nella
creatura quanto in Noi, quell’atto non finisce mai, e mentre resta in essa28
si può dare a tutti. Finisce forse il sole di dare la sua luce perché ne ha
data tanta alle umane generazioni? Affatto! Mentre ne ha data tanta, è
sempre ricco nella sua luce, senza perderne neppure una stilla di luce.
Perciò la gloria di questa Sovrana Regina è insuperabile, perché tiene in
possesso la nostra Volontà operante, che tiene virtù di formare nella
creatura atti eterni ed infiniti. Ci ama sempre né cessa mai d’amarci con
le nostre vite che possiede; Ci ama col nostro amore, Ci ama da per tutto
ed ovunque: il suo amore riempie Cieli e terra e corre a scaricarsi nel
nostro Seno divino; e Noi L’amiamo tanto che non sappiamo stare senza
amarla, e mentre ama Noi, ama tutti e Ci fa amare a tutti. Chi può
resistere a non farci dare ciò che vuole? E poi è il nostro stesso Volere che

27
Dal Diario della Serva di Dio Luisa Piccarreta
28 creatura

71
chiede ciò che Lei vuole, che coi suoi vincoli eterni Ci lega da per tutto, e
non possiamo negarle nulla….

*******

26° GIORNO

Preghiere iniziali alle pagine 25-26

- 4° DOGMA: ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

La glorificazione di Maria si congiunge quindi all'idea di Dio che collega


i padri col nome di Dio e sa che nella glorificazione dei padri c'è
l'esaltazione di Dio. Se si tiene bene presente questo fatto, non si può non
prendere in considerazione nel nostro contesto l'interpretazione di Dio
Padre che Gesù ha dato in Mc 12,18-27.

Dal trattato della vera devozione a Maria di


San Luigi Maria Grignion de Montfort

115. Vi sono diverse pratiche interiori di vera devozione alla


Santa Vergine. Ecco una sintesi delle principali. 1°. Onorarla come la
degna Madre di Dio con il culto di iperduliha, cioè stimarla e onorarla più
che tutti gli altri santi, come il capolavoro della grazia e la prima dopo
Gesù Cristo, vero Dio e vero Uomo. 2°. Meditare sulle sue virtù, sui suoi
privilegi e sul suo agire. 3°. Contemplare le sue grandezze. 4°. Esprimerle
atti di amore, di lode e di ringraziamento. 5°. Invocarla di cuore. 6°.
Offrirsi e unirsi a lei. 7°. Compiere le proprie azioni per essere a lei
gradito. 8°. Iniziare, continuare e terminare ogni nostra azione per mezzo
di lei, in lei, con lei e per lei, allo scopo di compierle per mezzo di Gesù
Cristo, in Gesù Cristo, con Gesù Cristo e per Gesù Cristo, nostro ultimo
fine. Spiegheremo poi questa ultima pratica.

Volume 36 – Agosto 15, 1938 29

29 Dal Diario della Serva di Dio Luisa Piccarreta

72
…Perciò la festa dell’Assunta è la più bella, perché è la festa della mia
Volontà operante in questa gran Signora, che La fece così ricca e bella che
i Cieli non possono contenerla; gli stessi Angeli si sentono muti né sanno
parlare di ciò che fa la mia Volontà nella creatura!”
Dopo ciò – continua Luisa - la mia mente è restata stupita nel pensare ai
grandi prodigi che il Fiat Divino operò e continua ad operare nella Celeste
Regina, ed il mio amato Gesù ha soggiunto:
“Figlia mia, la sua bellezza è inarrivabile, incanta, affascina, conquide; il
suo amore è tanto, che si porge a tutti, ama tutti e lascia dietro di sé mari
d’amore. Si può chiamare: Regina d’amore, vincitrice d’amore, che amò
tanto che a via d’amore vinse il suo Dio. Tu devi sapere che l’uomo col
fare la sua volontà spezzò i vincoli col suo Creatore e con tutte le cose
create; questa Celeste Regina, colla potenza del nostro Fiat che
possedeva, vincolò il suo Creatore colle creature, vincolò tutti gli esseri
insieme, li unì, li riordinò di nuovo, e col suo amore dava la novella vita
alle umane generazioni. Fu tanto il suo amore, che coprì e nascose nel
suo amore le debolezze, i mali, i peccati e le stesse creature nei suoi mari
d’amore. Oh, se questa Vergine Santa non possedesse tanto amore Ci
riuscirebbe difficile guardare la terra! Ma il suo amore non solo Ce la fa
guardare, ma vogliamo dare la nostra Volontà regnante in mezzo a loro,
perché Lei così vuole: vuole dare ai suoi figli ciò che possiede, ed a via
d’amore vincerà Noi ed i figli suoi!”

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27° GIORNO

Preghiere iniziali alle pagine 25-26

- 4° DOGMA: ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

Salita al cielo col suo corpo e la sua anima. (Ef 2,6)

«Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio ». Ciò
significa: esiste come una sorta di « ascensione » del battezzato, della
quale parla in termini del tutto espliciti Ef 2,6: « Con lui ci ha anche
risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli, in Cristo Gesù ».
Stando a questo testo, il battesimo è partecipazione non soltanto alla
risurrezione, ma anche all'ascensione di Cristo. Il battezzato, in quanto

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battezzato e nella misura in cui là, nel Signore glorificato, la sua vita
nascosta (la sua vera vita! ).

Dal trattato della vera devozione a Maria di


San Luigi Maria Grignion de Montfort

120. Poiché tutta la nostra perfezione consiste nell'essere conformi, uniti


e consacrati a Gesù Cristo, la più perfetta di tutte le devozioni è senza
dubbio quella che ci conforma, unisce e consacra più perfettamente a
Gesù Cristo. Ora, essendo Maria, tra tutte le creature, la più conforme a
Gesù Cristo, ne segue che, tra tutte le devozioni, quella che consacra e
conforma di più un'anima a Gesù Cristo Signore è la devozione alla Santa
Vergine, sua Madre e che più un'anima sarà consacrata a Maria, più lo
sarà a Gesù Cristo. E' per questo che la perfetta consacrazione a Gesù
Cristo non è altro che una perfetta e totale consacrazione di se stessi alla
Santa Vergine, che è la devozione che io insegno; o, in altre parole, una
perfetta rinnovazione dei voti e delle promesse del santo battesimo.

“LA REGINA DEL CIELO


NEL REGNO DELLA DIVINA VOLONTA’”
31° giorno

Figlia carissima, oggi la tua Mamma è in festa, perché voglio parlarti della
mia partita dalla terra al Cielo, giorno in cui finii di compiere la Divina
Volontà sulla terra. Perché non ci fu in me né un respiro, né un palpito,
né un passo in cui il Fiat Divino non avesse il suo atto completo e questo
mi abbelliva, mi arricchiva, mi santificava tanto, che gli stessi Angeli ne
restavano rapiti.
Ora, tu devi sapere che prima di partire per la Patria Celeste, io, col mio
amato Giovanni, ritornai di nuovo a Gerusalemme. Era l'ultima volta che
in carne mortale passai la terra, e la creazione tutta, come se l'avessero
intuito, si prostravano a me d'intorno; [per]fino [dai] pesci del mare che
io valicavo al più piccolo uccellino, volevano essere benedetti dalla loro
Regina, ed io tutti benedicevo e davo [loro] l'ultimo addio. Onde giunsi
a Gerusalemme e, ritirandomi dentro di un appartamento, dove mi portò
Giovanni, mi chiusi per non uscirne più.

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28° GIORNO

Preghiere iniziali alle pagine 25-26

- 4° DOGMA: ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

La formula dell' «assunzione» di Maria in corpo ed anima perde, sulla


base di questo testo, ogni carattere speculativo ed arbitrario: essa, infatti,
è solamente la forma suprema di canonizzazione: si dice che in colei che
ha generato il Signore «prima col cuore che secondo il corpo» (s. Agostino ), della
quale la fede, cioè il contenuto interiore del battesimo, può essere asserita
illimitatamente, conformemente a Lc 1,45, nella quale si è quindi
realizzata tutta l'essenza del battesimo, in lei la morte è stata inghiottita
nella vittoria di Cristo.

Dal trattato della vera devozione a Maria di


San Luigi Maria Grignion de Montfort

121. Questa devozione consiste dunque nel donarsi totalmente alla


Vergine Santa, per essere, per mezzo di lei, totalmente di Gesù
Cristo. Bisogna donarle: 1°. il nostro corpo, con tutti i sensi e le membra; 2°.
la nostra anima, con tutte le facoltà; 3°. i nostri beni esteriori, che
chiamiamo di fortuna, presenti e futuri; 4°. i beni interiori e spirituali, che
sono i meriti, le virtù, le buone opere: passate, presenti e future. In una
parola, doniamo tutto ciò che abbiamo, nell'ordine della natura e della grazia, e
tutto ciò che potremo avere in futuro, nell'ordine della natura, della grazia e
della gloria; e questo senza alcuna riserva, neppure di un soldo, o di un
capello, o della più piccola buona azione, e per tutta l'eternità, senza
pretendere né sperare altra ricompensa, per la propria offerta e il proprio
servizio, che l'onore di appartenere a Gesù Cristo per mezzo di lei e in lei,
quand'anche questa amabile Sovrana non fosse, come invece lo è sempre,
la più generosa e riconoscente delle creature.

75
“LA REGINA DEL CIELO
NEL REGNO DELLA DIVINA VOLONTA’”
31° giorno

Ora, figlia benedetta, tu devi sapere che incominciai a sentire in me un


tale martirio d'amore, unito con ansie ardenti di raggiungere il mio Figlio
al Cielo, da sentirmi consumare, fino a sentirmi inferma d'amore ed avevo
dei forti deliri e deliqui tutti d'amore. Perché io non conobbi mai malattia
né qualunque indisposizione leggera; alla mia natura concepita senza
peccato e vissuta tutta di Volontà Divina mancava il germe dei mali
naturali. Se le pene mi corteggiarono tanto, furono tutte di ordine
soprannaturale e queste pene furono per la tua Mamma Celeste trionfi ed
onori e mi davano il campo per fare che la mia maternità non fosse sterile,
ma conquistatrice di molti figli. Vedi, dunque, figlia cara, che significa
vivere di Volontà Divina? Sperdere il germe dei mali naturali, che
producono non onori e trionfi, ma debolezze, miserie e sconfitte.
Perciò, figlia carissima, ascolta l'ultima parola della tua Mamma che sta
per partire al Cielo; non partirei contenta, se non lasciassi la figlia mia al
sicuro. Prima di partire, voglio farti il mio testamento, lasciandoti per
dote quella stessa Volontà Divina che possiede la Mamma tua e che tanto
mi ha aggraziata, fino a rendermi Madre del Verbo, Signora e Regina del
Cuore di Gesù e Madre e Regina di tutti.

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29° GIORNO

Preghiere iniziali alle pagine 25-26

- 4° DOGMA: ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

Il Dottore della Chiesa san Giovanni Damasceno (676 ca.- 749) scriverà:
«Era conveniente che colei che nel parto aveva conservato integra la sua
verginità conservasse integro da corruzione il suo corpo dopo la morte.
Era conveniente che colei che aveva portato nel seno il Creatore fatto
bambino abitasse nella dimora divina. Era conveniente che la Sposa di
Dio entrasse nella casa celeste. Era conveniente che colei che aveva visto
il proprio figlio sulla Croce, ricevendo nel corpo il dolore che le era stato

76
risparmiato nel parto, lo contemplasse seduto alla destra del Padre. Era
conveniente che la Madre di Dio possedesse ciò che le era dovuto a
motivo di suo figlio e che fosse onorata da tutte le creature quale Madre
e schiava di Dio». La Madre di Dio, che era stata risparmiata dalla
corruzione del peccato originale, fu risparmiata dalla corruzione del suo
corpo immacolato, Colei che aveva ospitato il Verbo doveva entrare nel
Regno dei Cieli con il suo corpo glorioso.

Dal trattato della vera devozione a Maria di


San Luigi Maria Grignion de Montfort

123. Ne consegue che: 1°. Con questa forma di devozione si dona a Gesù
Cristo, nella maniera più perfetta perché è per le mani di Maria, tutto ciò
che si può donare e molto di più che con le altre forme di devozione, dove
si dona o una parte del proprio tempo, o una parte delle proprie buone
opere, o una parte del valore soddisfattorio o delle mortificazioni. Qui
tutto è donato e consacrato, persino il diritto di disporre dei propri beni interiori
e il valore soddisfatto io che si acquista con le proprie opere buone, giorno per
giorno. Questo non lo si fa in nessun Istituto religioso; là, si donano a Dio
con il voto di povertà i beni di fortuna, con il voto di castità i beni del corpo, con
il voto di obbedienza la propria volontà e, in alcuni casi, la libertà del corpo con
il voto di clausura; ma non si dona la libertà o il diritto che si ha di disporre del
valore delle proprie buone opere e non ci si spoglia fino in fondo di ciò che un
cristiano ha di più prezioso e caro, che sono i meriti e il valore soddisfattorio.
124. 2°. Chi si è in questo modo volontariamente consacrato e sacrificato
a Gesù Cristo per mezzo di Maria, non può più disporre del valore di
nessuna delle proprie buone azioni. Tutto ciò che soffre, ciò che pensa,
ciò che fa di bene, appartiene a Maria, perché ella ne disponga secondo
la volontà del Figlio suo e per la sua maggior gloria, senza tuttavia che
questa dipendenza pregiudichi in alcun modo i doveri del proprio stato,
presente o futuro; per esempio, gli obblighi di un sacerdote il quale, a
causa del suo ufficio, deve applicare il valore soddisfattorio e
impetratorio della santa Messa per una particolare intenzione; si fa questa
offerta sempre secondo l'ordine stabilito da Dio e in conformità ai doveri
del proprio stato.
125. 3°. Ci si consacra dunque nel medesimo tempo alla Santa Vergine e
a Gesù Cristo: alla Santa Vergine come al mezzo perfetto che Gesù Cristo
ha scelto per unirsi a noi e per unirci a lui, e a Gesù Cristo Signore come

77
al nostro ultimo fine, al quale noi dobbiamo tutto ciò che siamo, poiché è
nostro Redentore e nostro Dio.

“LA REGINA DEL CIELO


NEL REGNO DELLA DIVINA VOLONTA’”
31° giorno
Senti, figlia cara, è l'ultimo giorno del mese a me consacrato. Io ti ho
parlato con tanto amore di ciò che operò la Divina Volontà in me, del gran
bene che essa sa fare e che significa farsi dominare da Essa; ti ho parlato
pure dei gravi mali dell'umano volere. Ma credi tu che sia stato per farti
una semplice narrazione? No, no. La tua Mamma quando parla, vuol
dare. Io, nella foga del mio amore, in ogni parola che ti dicevo legavo
l'anima tua al Fiat Divino e ti preparavo la dote in cui tu potessi vivere
ricca, felice, dotata di forza divina.
Ora che sto per partire, accetta il mio testamento; l'anima tua sia la carta
in cui io scrivo, con la penna d'oro del Volere Divino e con l'inchiostro del
mio ardente amore che mi consuma, la testificazione della dote che ti
faccio. Figlia benedetta, assicurami che non farai mai più la tua volontà,
metti la mano sul mio Cuore materno e giurami che chiudi la tua volontà
nel mio Cuore, cosicché non sentendola, non avrai occasione di farla ed
io me la porterò nel Cielo come trionfo e vincita della figlia mia.
Deh, figlia cara, ascolta l'ultima parola della tua Mamma morente di puro
amore, ricevi l'ultima mia benedizione come suggello della vita della
Divina Volontà che lascio in te, che formerà il tuo Cielo, il tuo sole, il tuo
mare d'amore e di grazia. In questi ultimi momenti, la tua Mamma
Celeste vuole affogarti d'amore, sviscerarsi in te, purché ottenga l'intento
di sentire l'ultima tua parola, che [cioè] ti contenterai di morire, farai
qualunque sacrificio, anziché dare un atto di vita alla tua volontà.
Dimmelo, figlia mia! Dimmelo!

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78
30° GIORNO

Preghiere iniziali alle pagine 25-26

- 4° DOGMA: ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

La solenne definizione dogmatica, nel passaggio finale, di papa Pio XII, il


1º novembre 1950, anno santo, attraverso la costituzione apostolica
Munificentissimus Deus:

«Pertanto, dopo avere innalzato ancora a Dio supplici istanze, e avere


invocato la luce dello Spirito di Verità, a gloria di Dio onnipotente, che ha
riversato in Maria vergine la sua speciale benevolenza a onore del suo
Figlio, Re immortale dei secoli e vincitore del peccato e della morte, a
maggior gloria della sua augusta Madre e a gioia ed esultanza di tutta la
chiesa, per l'autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei santi apostoli
Pietro e Paolo e Nostra, pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere
dogma da Dio rivelato che: l'immacolata Madre di Dio sempre vergine
Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste
in anima e corpo.
Perciò, se alcuno, che Dio non voglia, osasse negare o porre in dubbio
volontariamente ciò che da Noi è stato definito, sappia che è venuto meno
alla fede divina e cattolica.»

Dal trattato della vera devozione a Maria di


San Luigi Maria Grignion de Montfort

206. 4°. Questa buona Madre, avendo ricevuto l'offerta totale che noi le
abbiamo fatto di noi stessi e dei nostri meriti e del valore soddisfattorio,
per mezzo della devozione di cui ho parlato, ed essendo noi spogliati dei
nostri vecchi abiti, ella ci ripulisce e ci rende degni di comparire davanti
al nostro Padre celeste. 1. Ci riveste degli abiti puliti, nuovi, preziosi e
profumati di Esaù il primogenito, cioè di Gesù Cristo, suo Figlio, che ella
custodisce nella sua casa, cioè che possiede nella sua potenza, essendo la
tesoriera e la dispensatrice universale ed eterna dei meriti e delle virtù del
suo Figlio, Gesù Cristo, che dà e comunica a chi vuole, quando vuole,
come vuole e nella misura che vuole, come abbiamo già visto prima. 2.
Circonda il collo e le mani dei suoi servitori con le pelli dei capretti uccisi
e scorticati, cioè le orna dei meriti e del valore delle loro proprie azioni.

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In verità, uccide e fa morire tutto ciò che c'è di impuro e di imperfetto
nelle loro persone, ma non perde e non dissipa alcun bene che la grazia
vi produce; lo conserva e lo aumenta per farne l'ornamento e la forza del
loro collo e delle loro mani, cioè per fortificarli nel portare il giogo del
Signore, che si porta sul collo, e operare grandi cose per la gloria di Dio e
la salvezza dei loro poveri fratelli. 3. Dà un nuovo profumo e una nuova
grazia a questi abiti e ornamenti, comunicando loro i suoi stessi abiti; i
suoi meriti e le sue virtù, che morendo ha lasciato loro in testamento,
come dice una santa religiosa del secolo scorso, morta in fama di santità,
la quale l'ha appreso per rivelazione; e così tutti i suoi domestici, i suoi
fedeli servitori e schiavi «hanno doppia veste», gli abiti del Figlio suo e i
suoi pro-pri; per questo essi non hanno nulla da temere dal freddo di
Gesù Cristo, bianco come la neve, che invece i cattivi credenti, tutti nudi
e spogliati dei meriti di Gesù Cristo e della Vergine Santa, non potranno
sostenere.

207. 5°. Infine, ottiene loro la benedizione del Padre celeste, benché
essendo figli minori e adottivi, non ne dovessero ordinariamente ricevere.
Con questi abiti del tutto nuovi, molto preziosi e ottimamente profumati
e con il proprio corpo e la propria anima ben disposti e preparati, essi si
avvicinano con fiducia al letto di riposo del loro Padre celeste. Egli sente
e riconosce la loro voce, che è quella del peccatore; tocca loro le mani
coperte di pelli; sente il buon profumo dei loro abiti; mangia con gioia di
ciò che Maria, loro Madre, gli ha preparato; e riconoscendo in essi i meriti
e il buon profumo del Figlio suo e della sua santa Madre: 1. concede loro
la sua duplice benedizione, benedizione della «rugiada del cielo», cioè
della grazia divina che è seme di gloria: «ci ha benedetti con ogni
benedizione spirituale nei cieli in Cristo»; benedizione delle «terre
grasse», cioè questo buon Padre dà loro il pane quotidiano e una
sufficiente abbondanza dei beni di questo mondo; 2. li rende signori degli
altri loro fratelli, i cattivi credenti; non che questa supremazia appaia
sempre in questo mondo che passa in un momento, dove spesso sono i
cattivi che dominano: «Sparleranno, diranno insolenze, si vanteranno
tutti i malfattori». «Ho visto l'empio trionfante ergersi... », ma e vera
tuttavia e apparirà in modo manifesto nell'altro mondo, per tutta
l'eternità, dove i giusti come dice lo Spirito Santo «governeranno le
nazioni, avranno potere sui popoli»; 3. non contenta di benedirli nelle loro
persone e nei loro beni, la Maestà divina benedice anche tutti coloro che

80
li benediranno e maledice tutti coloro che li malediranno e
perseguiteranno.

“LA REGINA DEL CIELO


NEL REGNO DELLA DIVINA VOLONTA’”
PREGHIERA ALLA CELESTE REGINA

Regina Immacolata, celeste Madre mia, vengo sulle tue ginocchia materne
per abbandonarmi, come tua cara figlia, nelle tue braccia, per chiederti coi
sospiri più ardenti in questo mese a te consacrato la grazia più grande:
che mi ammetta a vivere nel Regno della Divina Volontà. Mamma santa,
tu che sei la Regina di questo Regno, ammettimi come figlia tua a vivere
in esso, affinché non sia più deserto, ma popolato dai figli tuoi. Perciò,
sovrana Regina, a te mi affido, acciocché guidi i miei passi nel Regno del
Voler Divino, e stretta alla tua mano materna guiderai tutto l'essere mio,
perché faccia vita perenne nella Divina Volontà. Tu mi farai da mamma,
e come a Mamma mia ti faccio la consegna della mia volontà, affinché me
la scambi con la Divina Volontà, e così possa restar sicura di non uscire
dal Regno suo. Perciò ti prego che mi illumini per farmi comprendere che
significa "Volontà di Dio". Ave Maria...

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VI ASPETTIAMO TUTTI
per consacrarvi al Cuore Immacolato di Maria

Don Umberto e Don Lelio

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