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Diritto Tributario, 16 Dicembre 2020.

Giorgia

Domande di una collega: le imposte ipotecarie e catastali si applicano quando si tratta di


trasferimenti che siano sia a titolo oneroso che a titolo gratuito di immobili, giusto?
Risposta: si, purché si tratti di immobili.
Altra domanda: è per quanto riguarda le imposte sulle donazioni e successioni che la base
imponibile si determina sulla base del valore venale di comune commercio del bene?
Risposta: no, la base imponibile si determina per tutte le imposte riscosse con il sistema di registro
ulla sul maggiore tra il prezzo e il valore venale. Ovviamente per successioni e donazioni non c’è un
prezzo quindi c’è il valore venale. Per successioni e donazioni, come anche per le imposte di
registro, quando si tratta di immobili ad uso abitativo si può chiedere l’applicazione del valore c.d.
tabellare (rendita catastale rivalutata). Successioni e donazioni consentono di utilizzare questa
regola anche per gli altri immobili. Esempio di altri immobili: terreno, magazzino. Anche per quegli
altri immobili, solo su donazione e successioni e no per l’imposta di registro, si può determinare il
valore sulla base del valore tabellare.
La REGOLA è: il maggiore tra il prezzo e il valore venale di comune commercio per tutte le
imposte riscosse con sistema di registro.

Imposta sul valore aggiunto (IVA)


[L’imposta sul valore aggiunto è stata spiegata nelle lezioni precedenti ma dobbiamo riprendere tale
argomento poiché il prof non ha spiegato un passaggio importante.
Quale?
-> Quando si considera effettuata un’operazione.]
Le operazioni imponibili per l’iva sono:
- cessioni di beni;
- prestazioni di servizi;
- importazioni.
Quando si considera effettuata un’operazione?
Cioè:
- quando si considera effettuata una cessione di beni?
- quando si considera effettuata una prestazione di servizi?
- quando si considerano effettuate le importazioni.
È importante capire il QUANDO si effettuano queste operazioni, perché il quando fa sorgere
l’obbligo di applicare l’iva e di versarla allo Stato. Cioè, quando si effettuano queste operazioni,
il soggetto che le effettua deve applicare l’iva e deve versarla allo Stato.

Le IMPORTAZIONI si considerano effettuate quando il bene, che si sta importando, arriva alla
dogana, quando il bene deve superare la frontiera. È questo il momento in cui si considerano
effettuate le importazioni ai fini dell’iva, perché prima di tale momento non si può parlare di
importazione.

Per le cessioni di beni e le prestazioni di servizio, il momento in cui queste due operazioni
vengono effettuate è stabilito dall’art. 6 del DPR 633/75 che è rubricato, appunto: Effettuazioni
delle operazioni soggette ad IVA.
Tale articolo specifica il momento in cui vengono effettuate le cessioni di beni e le prestazioni di
servizi ai fini dell’IVA.
Analizziamo le due operazioni singolarmente.

CESSIONI DI BENI
Per le cessioni di beni dobbiamo distinguere tra cessione di beni:
- mobili;
- immobili.
L’art. 6 del DPR 633/75 dice che le cessioni di beni si considerano, ai fini dell’IVA, effettuate:
- per i beni MOBILI al momento della consegna o spedizione del bene.
Cosa significa?
Esempio di spedizione: compriamo il bene su amazon.
Quando si considera effettuata l’operazione, quando sorge per il cedente l’obbligo di pagare
l’imposta?
Quest’obbligo sorge nel momento in cui ci spedisce il bene nonostante il compratore non abbia
ancora pagato perché pagherà attraverso la forma del contrassegno, cioè quando riceverà il bene.
Esempio di consegna: andiamo in un negozio prendiamo la merce, ci viene consegnata la merce e
diciamo passo tra 15 giorni a pagare. In questo caso quando sorge l’obbligo di pagare l’iva?
Quando la merce viene consegnata anche se il compratore non ha ancora pagato.
Esempio classico: l’esempio classico riguarda i rapporti commerciali. Nei rapporti commerciali,
molto spesso, viene contrattualmente stipulato il pagamento a distanza .
Cosa significa?
Il fornitore ha contrattualmente stipulato con il proprio cliente che il pagamento della merce avverrà
a distanza di giorni (30, 60, 90 giorni) dalla consegna. Quindi, il fornitore consegna la merce al
cliente e questo pagherà entro 90 giorni dalla consegna. Viene previsto tale sistema di pagamento a
distanza di giorni per permettere al cliente, in quei 90 giorni, di vendere la merce compravenduta,
ricavare la provvista, il denaro per pagare il fornitore. In
questi casi, ai fini dell’IVA, l’operazione quando si considera effettuata e quindi sorge l’obbligo di
pagare l’iva e di emettere la fattura?
Nel momento in cui il bene è stato consegnato e non nel momento in cui avviene il pagamento.
Dunque, anche se il cliente non paga nel momento in cui gli vene consegnata, il fornitore deve
emettere la fattura indicando il prezzo e l’iva e deve versare l’iva allo Stato ovviamente detraendolo
a monte. Nonostante il fornitore non abbia i soldi della rivalsa dell’IVA, perché il cliente deve
ancora pagare l’IVA e l’imponibile, dovrà versare l’IVA allo Stato.
Allo stato non interessa, purtroppo o per fortuna, che il cliente non ha pagato, allo Stato interessa
che il bene è stato consegnato o spedito.
Quindi, il cedente dovrà considerare l’operazione effettuava e pagare l’iva nel momento in cui
consegna il bene, perché il rapporto di rivalsa viene esercitato successivamente;
- per i beni IMMOBILI al momento di stipula dell’atto notarile di trasferimento.
Per i beni immobili, dunque, il momento sarà quello della stipula dell’atto traslativo della
proprietà o di altro diritto reale.
Esempio: Tizio vuole comprare un immobile e si reca, con il venditore, dal notaio per redigere l’atto
pubblico. Il notaio fa stipulare un atto con cui il compratore si obbliga a pagare il prezzo dopo 15
giorni dalla stipula.
Quando, ai fini dell’IVA, si considera l’operazione effettuata? Quando sorge l’obbligo del venditore
di versare l’IVA? Sorge nel momento in cui l’atto viene stipulato o nel momento in cui il prezzo
sarà versato dal compratore (dopo 15 giorni)?
L’art. 6 dice che per i beni immobili la cessione si considera effettuata con la stipula dell’atto
traslativo della proprietà o di altro diritto reale. La proprietà si trasferisce mediante atto pubblico o
scrittura privata autenticata e non quando avviene il pagamento del prezzo.
Dunque, l’operazione, ai fini dell’IVA, si considera effettuata nel momento in cui viene stipulato
l’atto.
Nel nostro caso, dunque, il compratore dovrà versare l’IVA nel momento in cui viene stipulato
l’atto e non quando riceverà il prezzo dal compratore, perché è con l’atto che la proprietà si
trasferisce. La disciplina prevista per le cessioni di beni ha un senso. Ha un senso
perché, secondo il diritto privato e il diritto romano:
- la proprietà del bene MOBILE si trasferisce attraverso la c.d. traditio brevi manu, cioè la consegna
del bene;
- la proprietà del bene IMMOBILE si trasferisce con atto pubblico o scrittura privata autenticata.
Il pagamento del prezzo non è elemento costitutivo del trasferimento né nell’uno né nell’altro caso.
Pertanto, viene identificato il momento traslativo della proprietà come momento rilevante ai fini
dell’identificazione della cessione di un bene.

PRESTAZIONI DI SERVIZI
L’art. 6 stabilisce che le prestazioni di servizi si considerano effettuate al momento del pagamento
del corrispettivo. Le prestazioni di servizi ai fini dell’iva si considerano effettuate, e quindi viene
emessa la fattura, non quando il servizio viene prestato e neppure quando il soggetto viene
incaricato di prestare il servizio, ma quando avviene il pagamento del corrispettivo.
Esempio: Tizio va da un avvocato e lo incarica di scrivere un ricorso.
L’operazione si considera effettuata in questo momento? Cioè si considera effettuata nel momento
in cui tizio dà l’incarico all’avvocato? NO.
Si considera effettuata quando l’avvocato scrive il ricorso? NO
Nel momento in cui l’avvocato scrive il ricorso, la prestazione è stata resa ma non è stata effettuata
ai fini dell’iva. La prestazione si riterrà effettuata, ai fini dell’iva, e verrà emessa fattura nel
momento in cui avviene il pagamento.
Altro esempio: Tizio va da un avvocato e lo incarica di scrivere un ricorso. Tizio decide di pagare la
prestazione ancora prima che l’avvocato scriva il ricorso.
In questi casi la prestazione si riterrà effettuata ancora prima che la prestazione venga resa. Quindi,
nonostante l’avvocato non ha scritto il ricorso, non ha reso la prestazione, emette fattura perché il
cliente ha già pagato.
Altro esempio: Tizio va da un avvocato e lo incarica di scrivere un ricorso. L’avvocato scrive il
ricorso ma il cliente, pur sollecitato, non paga. Passano 2, 3, 4 anni e l’avvocato non riceve nessun
pagamento per la prestazione resa. In questi casi l’avvocato non dovrà emettere fattura finché non
riceve il pagamento, altrimenti emettendo fattura dovrà versare l’IVA allo Stato senza aver ricevuto
la rivalsa (in sostanza dovrà pagare di tasca sua).

Se vogliamo ragionare in modo a-tecnico possiamo utilizzare dei criteri che non sono per l’iva, ma
che abbiamo visto per le imposte sui redditi. In tal modo avremo che:
- le cessioni di beni mobili e immobili vanno per competenza;
- le prestazioni di servizi vanno per cassa.
Questo cosa può comportare?
Può comportare un enorme difficoltà per gli imprenditore che fanno cessioni di beni, perché si
troveranno a dover pagare l’iva anche in assenza del pagamento da parte del proprio cliente, quindi
anche senza aver esercitato la rivasus.
È un problema aperto in quanto non è mai stato risolto realmente. Qualche anno fa si pubblicizzò
una riforma che è la c.d. iva per cassa. Secondo tale riforma anche per la cessioni di beni si dovrà
pagare l’iva solo al momento della percezione del pagamento, ma la normativa è talmente
complicata che in realtà non ha trovato grande applicazione.

Dunque, per quanto riguarda il momento in cui si considera effettuata l’operazione ai fini dell’IVA,
le REGOLE sono:
- per le IMPORTAZIONI l’operazione si considera effettuata nel momento in cui il bene ARRIVA
ALLA DOGANA;
- CESSIONE DEI BENI:
a. per i beni MOBILI l’operazione si considera effettuata al momento della CONSEGNA o
SPEDIZIONE del bene;
b. per i beni IMMOBILI l’operazione si considera effettuata al momento di STIPULA dell’ ATTO
TRASLATIVO della PROPRIETA’ o di ALTRO DIRITTO REALE;
- per le PRESTAZIONI DI SERVIZIO l’operazione si considera effettuata ai fini dell’IVA AL
MOMENTO DEL PAGAMENTO DEL CORRISPETTIVO.

A queste REGOLE, però, sono previste delle ECCEZIONI:


1. Una prima eccezione è: se ancora prima della consegna, spedizione o pagamento viene emessa
fattura, l’IVA indicata in quella fattura deve essere versata. Nonostante non sia avvenuta la
consegna, la spedizione o il pagamento l’operazione si considera effettuata.
Esempio: Molto spesso le grandi imprese, gli enti pubblici, richiedono, per pagare, l’emissione di
una fattura non di una nota, non di una parcella. In questo caso, se si emette la fattura anche se
ancora non è stato ceduto il bene, non è stato consegnato, non è stato spedito, non è stata fatta la
prestazione, si deve pagare l’iva indicata nella fattura.
2. Una seconda eccezione è: nella CESSIONI DI BENI se prima della consegna o spedizione (per i
beni mobili) o della stipula dell’atto (per i beni immobili), vengono pagate delle somme, viene
pagata la prestazione interamente o parzialmente, l’operazione si considererà effettuata al
momento del pagamento parziale o intero della prestazione.
Esempio: Sempronia va in un negozio e vuole acquistare una borsa (bene MOBILE, dunque, la
REGOLA sarebbe: consegna o spedizione del bene) di 1000 euro. Il compratore dice a Sempronia
che, al momento, quella borsa non è disponibile ma arriverà presto. Il compratore invita Sempronia
a lasciare un acconto per poi saldare quando andrà a ritirare la borsa. Sempronia, dunque, lascia al
compratore un acconto di 500euro.
Nonostante non sia ancora avvenuta la consegna del bene, l’operazione si considera effettuata
relativamente ai 500euro lasciati come acconto. Il compratore, una volta ricevuto l’acconto, dovrà
emettere lo scontrino e quindi dovrà versare l’IVA indicata su quel scontrino.
Altro Esempio: Caio vuole acquistare un immobile e lascia un acconto al venditore. Anche in questo
caso, l’operazione si considera effettuata anche se non è stato ancora stipulato l’atto pubblico. Il
venditore, dunque, una volta ricevuto l’acconto (e quando parliamo di acconto non facciamo
riferimento alla caparra, sono cose diverse) dovrà emettere fattura, relativamente alla cifra ricevuta
come acconto, e dovrà versare l’IVA;
3. Una terza eccezione riguarda le CESSIONI DEI BENI ed è: in caso di cessioni di beni effettuati
nei confronti dello Stato o di altre pubbliche amministrazioni ( regioni, province, comuni,
pubbliche amministrazioni in generale) l’operazione, non si considera effettuata nel momento in
cui il bene mobile viene consegnato o spedito o nel momento in cui viene stipulato l’atto per il bene
immobile ma, si considera effettuata nel momento in cui avviene il PAGAMENTO.
Perché è stata prevista questa eccezione?
Perché il legislatore sa che lo stato e le pubbliche amministrazioni in generale pagano i propri
acquisti con un ritardo notevolissimo, creando una confusione al flusso di cassa. Lo stato e le PA
sono dei compratori molto ritardatari nei pagamenti;
4. Una quarta eccezione riguarda i FARMACI: nell’ipotesi di cessione dei farmaci, da parte delle
farmacie, l’operazione per la parte a carico del servizio sanitario nazionale si considererà
effettuata quando il servizio sanitario nazionale pagherà.
Quando si ha una forma di esenzione o riduzione sui farmaci, non si paga il prezzo intero del
farmaco ma soltanto una parte di questo. Quando, per acquistare un farmaco, si presenta la c.d.
ricetta rossa o comunque c’è una forma di esenzione il farmaco viene pagato:
- una parte dal cliente;
- una parte lo Stato, in particolare il Servizio Sanitario Nazionale;
- una parte la Regione.
La parte che deve versare lo Stato e la parte che deve versare la Regione non viene ricevuta
immediatamente dalla farmacia.
Per tale ragione, si deroga alla regola generale: il soggetto presenta la ricetta, paga la sua parte e gli
viene CONSEGNATO il bene. Secondo la REGOLA, l’operazione SAREBBE EFFETTUATA e il
farmacista dovrebbe emettere lo scontrino dell’intero prezzo e versare l’IVA sull’intero prezzo del
farmaco. Il farmacista, però, perderebbe poiché non riceverebbe immediatamente la parte dello
Servizio Sanitario Nazionale e della Regione, in quanto pagheranno con un notevole ritardo.
Quindi come si procede?
Il farmacista emetterà lo scontrino per la parte pagata dal cliente, verserà l’IVA limitatamente alla
parte versata dal cliente. Relativamente alla parte del Servizio Sanitario Nazionale, l’operazione si
considererà effettuata quando il Servizio Sanitario Nazionale pagherà.