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Capillari

Esili canali interposti tra le diramazioni di arterie e radici delle venule che • Nucleo appiattito, ellittico in sezione;
permettono scambi fra tessuti e sangue. Il loro diametro va da un minimo di 5 • Lamina basale sostenuta da un intreccio di fibre reticolari:
μm ad un massimo di 12 μm, il calibro va in contro a cambiamenti a seconda • Esternamente si collocano i pericoli, provvisti di prolungamenti primari
del momento funzionale. La parete è costituita da: disposti secondo la lunghezza e secondari disposti in modo trasversale.

• Strato unico di cellule endoteliali poligonali;
Capillari CONTINUI Capillari FENESTRATI SINUSOIDI

-Endotelio costituito da cellule piatte


-Endotelio formato da cellule interrotte -Endotelio con numerose discontinuità;
prive di interruzioni;
da fenetrature o pori; -Capillari con lume ampio e irregolare;
-Cellule in rapporto tramite giunzioni
-Fenestrature chiuse da un sottile -Numerose anastomosi;
interdigitate;
Struttura diaframma simile alla lamina basale; -Strato esterno costituito da scarse
-Esternamente rete fitta di fascetti
-Esternamente rete con sottili Fascetti fibre collagene;
collageni e periciti;
collageni e periciti; -Lamina basale di tipo discontinuo;
-Lamina basale di tipo continuo;
-Lamina basale di tipo continuo. -Macrofagi TRA le cellule endoteliali.
-Invaginazioni e vescicole in pinocitosi.

Tessuti del nervoso, muscol. e connett. Corticale del surrene, gh. endocrine, Fegato, midollo osseo, alcune gh.
Localizzazione
pancreas, tubo digerente. endocrine, sistema linfatico.

Permeabilita Bassa: è una barriera. Alta: le molecole passano facilmente. Ottima: libera diffusione fuori dai vasi.

Vene

Condotti membranosi che riconducono al cuore il sangue refluo. Differiscono 1. Della circolazione polmonare (piccola), versano nell'atrio sinistro il
strutturalmente dalle arterie per: sangue ossigenato refluo dai polmoni;
- Parete più sottile e meno elastica, distinzione tra le tre tonache poco 2. Della circolazione generale (grande), portano nell'atrio destro il
evidente, tessuto muscolare con ordine non compatto; sangue refluo dai vari tessuti,
- Facilmente depressibili e dilatabili; 2.1 Vene del cuore;
- Valvole, tasche di endotelio dotate di un margine libero sottile e di uno 2.2 Vene sovradiaframmatiche che drenano nella v. cava sup.;
aderente spesso al di sopra del quale la parete venosa è dilatata (seno 2.3 Vene degli arti inferiori che confluiscono nella v. cava inf.;
valvolare), di nr. variabile a seconda dei distretti; 3. Vena porta, che drena il tratto intestinale sottodiaframmatico.
- Numerose anastomosi costituiscono reti venose molto ricche, i plessi
venosi, inoltre le vene profonde e superficiali sono connesse mediante rami • Per diametro:
perforanti che attraversano le fasce; 1. di piccolo calibro;
- Più numerose, il volume venoso complessivo è doppio rispetto quello 2. di medio calibro;
arterioso; 3. di grande calibro.
- Regime pressorio inferiore rispetto quello arterioso. • Per posizione rispetto alla fascia:
- Vene superficiali;
Esistono varie classificazioni. - Vene profonde, partecipano alla formazione dei fasci vascolonervosi.
• Per sistemi: • Per struttura della parete:
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1. Vene di piccolo calibro, parete delicata e sottile.
-(postcapillari) endotelio che poggia sulla lamina basale;
-periciti all'esterno con esile strato di fibre collageniche;
-permeabilità elevata;
-(calibro maggiore) tonaca media formata da fibre collagene;
-modesto contenuto di cell. muscolari a disposizione circolare;
-tonaca avventizia che continua con l'ambiente perivascolare;
2. Vene di tipo recettivo, parete sottile di tipo fibroelastico.
-rare cellule muscolari disposte in modo circolare;
-tipiche di territori sopradiaframmatici in cui il flusso è favorito dalla
forza di gravità;
-tonache non nettamente distinguibili;
3. Vene di tipo propulsivo, parete spessa, ricca di ff. musc. ed elastiche.
-tonache ben riconoscibili;
-tonaca media costituisce fino ai 2/3 della parete, con Cell.
muscolari a disposizione circolare o spirali forme;
-tonaca intima dotata di lamina collagenica con cell. muscolari a
disposizione longitudinale o obliqua;
-tipiche di territori sottodiaframmatici in cui il flusso è ostacolato
dalla forza di gravità, per cui la parete ha un ruolo attivo. 

Nome Decorso Affluenti Radici Rapporti Valv.
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- (Dx) ANTERIORM. v. cava sup., n. frenico,
Vene SI PORTANO medialm. dal rispett. polmone atrio dx;
polmonari all'atrio sx del cuore dove SFOCIANO. •rr. venosi bronchiali e
(Sx) POSTERIORM. aorta toracica
(4, due sup. AVVOLTE dal pericardio in prossimità delle mediastinici.
e due inf.) terminazioni. (Sup) ANT. e INF. all'a. e al bronco;
(Inf) INF. Al bronco.

LATERALM. N. frenico dx;


SI DIRIGE verticalmente e in basso,; ANTEROLAT. m. ant. e pleura polmone dx;
DESCRIVE una leggera curva concava •Tronchi
Vena cava ANTERIORM. Timo, II spazio intercostale;
verso sinistra; •Vena azigos brachiocefa NO
superiore MED. all'aorta asc. e tronco brachiocef.;
aterminaall’estremo sternale della III cart. lici dx e sx
cost. dx nell’atrio dx. POST. origine bronco dx, trachea, linfonodi,
n. vago dx, a. e v. polmonare dx.

Parietali:
ORIGINA sotto al diaframma, continuando la v. •Vv. intercostali;
lombare asc. dx, che la mette in comunicaz. •v. intercost. suprema dx;
con la v. iliaca comune. •v. emiazigos; 1
DECORRE a dx dei corpi vert. davanti all’a. •v. emiazigos accessoria. •V. lobare asc.
Vena azigos coppia
intercostale dx, a dx dell’aorta, del dotto Viscerali: dx
(NS)
toracico e dietro l’esofago. •vv. bronchiali post.;
A livello di T4 RAGGIUNGE la parete post. •vv. esofagee,
della v. cava sup. •vv. mediastiniche,
•vv. freniche sup.
RISALE nel mediastino a sx dei corpi
vertebrali, davanti alle aa. intercostali sx, dietro
all’aorta toracica. • V. l o m b a r e
Vena emiazigos •Ultime 5-6 vv. intercostali NO
A livello di T8 PASSA davanti alla colonna, asc. sx
dietro l’esofago e al dotto toracico per
RAGGIUNGERE la v. azigos.

Vena emiazigos DISCENDE sul lato sx della colonna, a liv. •Pr 6-7 vv.
accessoria di T7 INCROCIA e SBOCCA nella v. azigos intercost sx

•Vv. tiroidee inf.,


•VV. toraciche int.,
Tronco venoso •Vv. pericardicofreniche, ANT. Art. sternoclavicolare
ORIGINA dietro l’art. sternoclavicolare, ha •V. giugulare
brachiocefalic •vv. timiche, POST. Tronco a. brachiocefalico, n.
calibro minore di quello sx; DISCENDE dietro int. e NO
o destro •vv. pericardiche, vago dx
la I cart. cost. •v. succlavia
(Tipo recettivo) •vv. mediastiniche ant., LAT. N. frenico
•vv. vertebrali,
•vv. giugulari post.
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Tronco ANT. Manubrio dello sterno, art.


DECORRE trasversalmente da sx a dx in
venoso Come il ramo sternoclavicolare sx tramite i mm.
basso, dietro al manubrio dello sterno, fino al Come il ramo dx NO
brachiocefalic dx sterno ioideo e sternotiroideo
marg. inf. della I cart. cost. dx
o sinistro POST. A. toracica int. sx, a.

•rr. muscolari;
ORIGINA tra l’osso occipitale e l’atlante,
•plessi venosi vertebrali est.;
Vena vertebrale DISCENDE per i forami trasversali T1-T6;
•vv. intervertebrali;
NE ESCE e SBOCCA nel tr. brachiocefalico.
•v. cervicale asc. e profonda.

ANT. m. succlavio,
È il prolungamento della v. ascellare, VA dal SI alle
POST. succlavia,
Vena succlavia punto medio della clavicola all’art. sternoclavic. •v. giugulare esterna •v. ascellare estre
SUP. m. sternocleidomastoideo,
ove SI UNISCE alla v. giugulare interna. mità
INF. 1° costa e pleura

Vena
ORIGINA al livello dell’angolo della mandibola, 2
giugulare •v. auricolare
DISCENDE nel collo fino a metà clavicola per coppie
esterna post.
SI APPROFONDA e SBOCCA nella v.succlavia (NS)
(Tipo recettivo)

ORIGINA a livello del forame giugulare con Sboccano nel tratto craniale •ss. venosi
una dilatazione, bulbo sup., accolta nella fossa •Seno petroso inf. della dura
•v. del canalicolo della POST. m. retto lat. della testa, proc.
giugulare del temporale. madre
t r a s v. a t l a n t e , n . v a g o , m .
DISCENDE nel collo prima post. all’a. carotide chiocciola, •vv.diploich
Vena sternocleidomastoideo e omoioideo, NON
interna, poi lat. all’a. carotide comune. •vv. Emissarie del plesso •vv. della
giugulare a. succlavia, m. scaleno ant. sempre
posteriormente all’estremità sternale della venoso carotideo int., d u r a
interna ANT. n. accessorio, vago, presenti
clavicola SI UNISCE alla succlavia per formare Sboccano nel tratto cervic. madre;
glossofaringeo, ipoglosso,
il tr. Brachiocefalico; anche in corrispondenza •vv. di vista
•v. facciale, linguale, MED. a. carotide comune
dell'estremità inf. presenta una dilatazione, e udito;
faringea, tiroidea sup.
bulbo inf. •vv. Encef.
e med.

Seni venosi della dura madre I semi possono essere impari e mediani o pari:
- Canali venosi che drenano sangue dall'encefalo al cranio e decorrono tra due • Seno sagittale sup. e inf.: impari e mediano;
strati della dura madre encefalica; • Seno retto: impari e mediano;
- Parete costituita solo da endotelio e sottile strato sottoendoteliale (connettivo • Seno trasverso: pari;
elastico) e tessuto fibroso della dura meninge; • Seno occipitale: spesso impari, può mancare o essere pari;
- NON possiedono valvole; • Confluente dei seni;
- Sono costantemente beanti; • Seno cavernoso: pari;
- Assumono una struttura complessa se attraversate da trabecole, setti; • Seno sfenoparietale;
- Presentano cavità irregolari, laghi sanguigni o lacune venose, quando • Seno petroso sup. e inf.: pari;
sboccano le vv. meningee e le diploiche • Plesso basilare: impari.
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Seno sagittale ORIGINA dietro al forame cieco, TERMINA nel confluente dei seni sulla protuberanza •vv. cerebrali sup.;
• v v. del
superiore occipitale interna. Il suo calibro aumenta procedendo posteriormente. Rapporto con le •vv. diploiche;
forame cieco
docce sagittali di: ossa frontale, parietale e occipitale. •vv. meningee.

Seno sagittale OCCUPA il margine libero della falce encefalica, TERMINA nel seno retto. •Piccole vv. della falce e
inferiore del corpo calloso
È una CONTINUAZIONE del seno sagittale inf. e TERMINA nel seno trasverso o nel •Grande v. cerebrale di Galeno;
Seno retto •Seno sagittale inf.
confluente dei seni. •vv. del tentorio.
DECORRE bilateralmente nel solco trasverso della squama dell’occipitale e del •Vv. cerebrali inf.;
parietale, nel solco sigmoideo dell’osso temporale e nel solco trasv. della parte •vv. cerebellari;
Seno trasverso
laterale dell’ occipitale; GIUNGE nel forame giugulare, dove CONTINUA con la v. •vv. uditive int.;
giugulare interna. seni petroso sup. ed occip.

E’ il più piccolo dei seni. PERCORRE la falce del cervelletto e SI BIFORCA in due •Vv. durali;
Seno occipitale rami che SEGUONO i margini del grande forame occipitale, TERMINA agli estremi •vv. diploiche;
inf. dei rispettivi seni trasverso. •vv. cerebellari.

Confluente dei seni Situato a livello della protuberanza occipitale int. vi originano i seni trasversi e il •Seno sagittale sup.;
(torculare di Erofilo) seno occipitale. •seno retto.

SITUATO lateralmente alla sella turcica dello sfenoide, è esteso dall’estremità •Vv. oftalmiche sup. e inf.,
NB: Comunicano
mediale della fessura orbitaria superiore all’apice della piramide del temporale. •v. centrale della retina,
Seno cavernoso tra loro medianti i
RAPPORTI: a. carotide int. (circondata dal plesso carotideo int. del simpatico); •vv. cerebrali,
seni inter cavernosi.
inferolat. decorre il n. abducente; nella parete: nn. oculomotore, trocleare, trigemino. •seno sfenoparietale.

DECORRE nell’osso parietale, lungo la sutura coronale e in un solco sul margine •Vv. diploiche,
Seno sfenoparietale •Seno sagittale
posteriore della piccola ala dello sfenoide. TERMINA aprendosi nella pt ant. del seno •vv. meningee,
(di Brechet) sup.
cavernoso. •cerebrali ant. e media superf.

•Vv. cerebr. inf., cerebelL.,


Seno petroso Comunicazione tra seno cavernoso e seno trasverso. DECORRE nel solco
timpaniche, del ponte, •Seno cavernoso
superiore petroso del temporale e termina nel seno trasverso.
dell’acquedot. del vestibolo

•Vv. meningee, del cervelletto,


Seno petroso Comunicazione tra seno cavernoso e vena giugulare. DECORRE nel solco petroso
del ponte, del midollo
inferiore inferiore del temporale, SBOCCA nella v. giugulare int. Comunica con il pl. basilare.
allungato, uditive interne.

LOCALIZZATO sul clivo dell'occipitale. COMUNICA con i seni cavernoso, petrosi inf. e •Vv. ossee dell’occipitale;
Plesso basilare •vv. del ponte;
con il plesso vertebrale int.
•vv. del midollo allungato.
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ORIGINA in corrispondenza del •Vv. toracica suprema;


margine inferiore del m. grande •vv. toracoacromiali,;
pettorale e TERMINA a livello della I •vv. circonflesse ant. e
Vena •v. Basilica; LATERALM. A. ascellare tramite il n.
costa come v. succlavia. RICEVE il pos. dell’omero; SI
ascellare •v. Cefalica. mediano ulnare
sangue refluo dell'arto sup. e fa parte •v. sottoscapolare;
del circolo anastomotico tra v. cava inf. •v. toracica lat.;
e sup. •v. cefalica.

ORIGINA dalla rete venosa dorsale della •Rr. venosi cutanei da Alla piega del gomito APEMETTE la v.
mano dal lato radiale, RISALE sulla entrambe le facce
mediana del gomito che SI ANASTOMIZZA
Vena cefalica faccia volare dell’avamb. sottocutanea. dell'avambraccio;
con la v. basilica, risale lungo il solco
Giunta sotto la clavicola sbocca nella v. •v. toracoacromiali;
ascellare •v. cefalica accessoria bicipitale del braccio.

ORIGINA dalla rete venosa dorsale della


•v. mediana del gomito
mano dal lato ulnare;
(r. Della v. cefalica);
DECORRE prima sul lato dorsale
•rr. venosi cutanei da
Vena basilica dell’avambraccio, nel solco bicipitale Rr. del n. cutaneo dell'avambraccio
entrambe le facce
mediale del braccio, fino al terzo medio
dell'avambraccio e
PERFORA la fascia brachiale e si rigetta
dalla med. del braccio
nella v. brachiale mediale.

Pt addominale
ANTER. A. iliaca comune dx, peritoneo
post., duodeno, fegato, mesentere, a.
ORIGINA dall’unione delle vv. iliache Rami parietali genitale dx, pancreas, bulbo duoden.
Vena cava comuni a livello di L5 a dx della linea •Vv. lombari, POSTERIORM. Corpi L3-L5+dischi, leg.
inferiore mediana, ASCENDE verticalmente, •vv. freniche inf. longitudinale ant., tr. dx del simpatico, III
e IV a. lombare dx, m. grande psoas, a. SI (valvola
(Pt addomin., RAGGIUNGE il fegato dove è contenuta Rami viscerali
•Vv. iliache comuni. renale, surrenale media, frenica inf. dx di
toracica extra in una fossa sulla superf. post.; •vv. renali,
LAT. DuoD., rene dx, fegato, gh. surr. Eustachio)
e ATTRAVERSA la porzione tendinea del •vv. surrenali,
diaframma e il pericardio, SI APRE •vv. gonadiche, MEDIALM. Aorta, fegato, Pil. dx diaframma
intrapericard.)
nell’atrio dx del cuore. •vv. epatiche. Pt toracica extrapericardica
LAT. Polmone e pleura dx
Pt toracica imtrapericardica
RICOPERTA dalla piega del pericardio

CORRISPONDOMO alle vv. intercostali, SX. decorrono dietro l’aorta


ORIGINANO a livello dei forami • R a d i c i v e n t r. ( m m . addominale.
Vene lombari UNITE da anastomosi a
intervetebr. della colonna lombare; addome+docce vertebr.) INFER. Comunicano con la v. ileolombare
(4 o 5) formare la v. lombare asc.
DECORRONO a ai lati delle vertebre per e dorsali (vert.+midollo) SUP. dà origine alla azigos a dx e alla
portarsi in avanti verso la v. cava inf. emiazigos a sx. (anastomosi tra vv. cave).
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ORIGINANO dalla rete venosa del versante inf.
Vene freniche del diaframma;
inferiori FORMANO da ciascun lato un tronco unico che
sfocia nella v. cava inferiore.
La sx -La SX. decorre POST alla v. lienale,
ORIGINANO dall’ilo del rene, si portano in alto e •v. genitale sx; pancreas, raggiunge la v. cava inf.
Vene renali medialmente, davanti l’a. renale. SFOCIANO •v. surrenale sx. incrociando l'aorta addominale.
nella v. cava inf. a livello di L2. La dx NESSUN affluente -La DX da DIETRO il duodeno si porta
direttamente alla cava senza affluenti.
-La DX. raggiunge direttamente la v.
ORIGINANO dall’ilo della propria ghiandola cava inferiore con decorso orizzont.
Vene surrenali surrenale. -La SX. passa dietro al pancreas per
aprirsi nella v. renale sx.

ESCONO da testicolo ed epididimo;


ANTERIORM. m. grande psoas, uretere
Vene testicolari SI ANASTOMIZZANO tra loro e con i rr. venosi del
SX e POST. Colon disc., pancreas
(Gonadiche masch.) funicolo dando origine al pl. venoso pampiniforme.
DX e POST. ileo, duodeno
TERMINANO originando un unico vaso.

ORIGINANO dal plesso nel leg. largo.


SI ANASTOMIZZANO con il pl. venoso utero
Vene ovariche vaginale originando il pl. venoso pampiniforme.
ORIGINE Ilo ovarico, tuba uterina
(Gonadich femm.) DECORRONO nel leg. sospensore dell'ovaio,SI
FORMA un tronco unico che sbocca a dx nella v.
cava inf. e a sx nella v. renale.

Le maggiori sono 3: epatica dx, media e sx. Sono NB: Nel 90% dei casi v. epatica media
•vv. centrolobulari
in diretto contatto con il parenchima epatico. Le e sx si uniscono nel tronco di Rex
Vene epatiche u n i t e n e l l e v v.
minori emergono e sboccano nella v. cava (territori prima di aprirsi nella v. cava.
sottolobulari.
vicini al lobo dx e caudato). NON CI SONO VALVOLE

Vena porta SI FORMA dietro la testa del pancreas a live. L1- ANT. Duodeno, a. gastroduodenale,
Il r. dx: v. cistica •v. mesenterica sup.
(Conduce al fegato L2, avanti la v. cava inf; coledoco, a. epatica
Il sx: vv. paraombelicali, e tr. formato da v.
il sangue degli Raggiunto l’ilo del fegato SI DIVIDE a T nei suoi LATERALM. Coledoco
•vv. gastriche dx e sx; mesenterica inf. e v.
rami terminali dx e sx. POSTER. V. cava inf.
organi sotto •v. ombelicale lienale.
La sx TERMINA nel recesso di Rex. MEDIALM. Aorta
diaframmatici)
DECORRE lungo la piccola curvatura da dx verso
Vena gastrica
sx, fino al cardias; PIEGA indietro e TERMINA nel •Vv. esofagee inf.
sinistra
tratto iniziale della v. porta.

Vena gastrica DECORRE lungo la piccola curvatura da sx All’origine COMUNICA con la v.


destra verso dx e RICEVE una v. prepilorica che risale. gastrica sx
8
DRENANO il sangue delle pareti della colecisti; SFOCIANO o a
Vene cistiche
livello delle vv. epatiche o direttamente nel r. dx della v. porta.

La v. porta (r. sx) GENERA il condotto venoso (di Aranzio) in


NB: È il sistema di trasporto mediante cui il
corrispondenza dello sbocco della v. ombelicale
sangue arterioso proveniente dalla placenta
Vena ombelicale (continuazione). Dopo la nascita si obliterano trasformandosi
arriva al feto (faccia inf. del fegato, continua
(v. ombelicale->leg. rotondo, condotto venoso->leg. venoso);
come condotto venoso).
in età prenatale è un’affluente della v. porta.

ORIGINANO con 4-5 radici dalla parete ant. dell’addome, dove SI


Vene paraombelicali ANASTOMIZZANO con i rr. delle vv. epigastriche sup., inf., sup.
sx, costituendo una via di comunicazione con la v. porta.

Raccoglie il sangue refluo dall'intestino tenue e dalla metà dx del •Vv. digiunali, ileali, ileo coliche;
DX a. mesenter. sup.,
crasso. •vv. pancreatiche, duodenali;
Vena mesenterica ANT. uretere dx, v. cava
ORIGINA dall’ileo, dal cieco e dall’appendice; •vv. colica dx e media;
superiore inf., pancreas,
SI UNISCE al tronco formato da v. lienale e mesenterica sup. per •vv. pancreaticoduodenale,
duodeno.
formare la v. porta dietro al pancreas. •v. gastroepiploica dx.

Raccoglie il sangue refluo dalla metà sx del crasso.


ORIGINA dal retto come v. emorroidaria superiore;
P O S T. p e r i t o n e o
Vena mesenterica RISALE a dx dell’a. mesenterica sup., •V. colica sx,
parietale
inferiore INCROCIA i vasi iliaci comuni di sx e CONTINUA come v. •vv. sigmoidee SX a. mesenter. sup.
mesenterica inf., PASSA post. alla fessura duodenodigiunale;
DECORRE dietro al pancreas e TERMINA con la vena lienale

Raccoglie il sangue refluo di milza, pancreas, stomaco. ANT. pil. diaframma, tr.
•V. gastroepiploica sx, simpatico di sx
Vena lienale ORIGINA dall’ilo della milza (confluenza di 5-6 rr. lieanali),
•vv. pancreatiche e duodenali
DECORRE dietro il pancreas e il rene sx

V. del circolo portale V. del circolo sistemico Effetti della dilatazione

Anastomosi esofagee V. Gastrica Vv. Esofagee inf. (TRIB. V. Azigos) Varici->ematemesi

Anastomosi rettali Vv. Rettali sup. (RAD. v. Mesenterica inf.) Vv. Rettali medie e inf. (TRIB. v. Iliaca int) Varicosità, emorroidi

Anastomosi paraombelicali Vv. Paraombelicali Rr. delle vv. Epigastriche Caput Medusae

Anastomosi peritoneali RAD. Vv. Mesenteriche AFFL. vv. Addominali parietali


9
ORIGINANO davanti all’articolazione sacroiliaca,
Vene SALGONO davanti all’osso sacro e a L5 per •Vv. iliaca La dx è più corta e ha decorso vert.
iliache unirsi a FORMARE la v. cava inf. est. e int. (o La sx è più lunga e ha decorso
comuni ipogastrica) obliquo.
Territorio: arti inf., genitali est., pelvi, parete add.

•Vv. pudenda int.,


•v. rettale media,
ORIGINA a livello del contorno sup. del grande
•v. otturatoria,
foro ischiatico; ASCENDE anteriorm. lungo
Vena •v. glutea sup. e inf.,
l'articolazione sacroiliaca, SI UNISCE con la v.
iliaca •v. sacrale lat.,
iliaca esterna. NO
interna •v. ileo lombare,
(Ipogastr.) plessi venosi pudendo,
Territorio: pelvi e i suoi organi, genitali esterni e
vescicoprostatico,
arto inf.
vescicovaginale,
utero vaginale

ORIGINA sotto il legamento inguinale


Vena •V. epigastrica inf
(continuazione della v. femorale), ENTRA nelle
iliaca • v. c i r c o n fl e s s a i l i a c a •V. femorale SI, NS.
pelvi, SI UNISCE alla v. iliaca int. e forma la v.
esterna profonda
iliaca comune (estremità sup. dell'art. sacroiliaca)

ORIGINA alla terminazione del canale degli ORIGINE è POSTEROLAT. all’a.


Vena femorale adduttori(continuazione della v. poplitea) e •Vv. grande e piccola safena (guaina), poi le si colloca SI, 4-5
termina dietro al legamento inguinale (v. iliaca est) medialmente (triangolo di Scarpa)

PARTECIPA al circolo venoso superf. dell’arto


inf., RISALE lungo la faccia mediale della DI FIANCO n. safeno e n. cutaneo
gamba; nella coscia SEGUE il m. sartorio fino
Vena femorale.
alla fossa ovale del triangolo femorale, dove si •v. Marginale
grande ANASTOMOSI con la v. piccola
approfonda per CONFLUIRE nella v. femorale. del piede
safena safena tramite rami diretti, tra
cui il ramo anastomotico sup.
Territorio: rete dorsale del piede e pt med. rete
plantare cutanea.
RISALE la pt post. della gamba, è sottocutanea
solo nel primo tratto: DECORRE nel solco dei
Vena mm. gemelli PERFORANDO la fascia della •v. Marginale
DI FIAMCO vasi linfatici superf. e
piccola gamba; a liv del poplite confluisce nella v.poplitea lat. del dorso SI, circa 12
n. cutaneo mediale della gamba
safena del piede
Territorio: rete dorsale cutanea e pt lat. rete
plantare cutanea del piede, pt post. gamba.