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Matteo Nobile 20110312

Mercati Weekly – 20110312


Equity ultimo settimana mese
Una settimana non da poco sui mercati finanziari che World 1315.070 -2.47% -2.21%
si sono trovati confrontati con una serie di Europe 95.280 -2.35% -4.72%
problematiche “variegate”. USA 1244.420 -1.34% -2.24%
Emerging 1108.520 -2.63% 0.27%
Da una parte il MENA (Middle East and North Africa)
dove i disordini libici si sono trasformati in una vera Govi ultimo settimana mese
guerra civile con bombardamenti sui civili e sui pozzi USA 2y 0.641 -0.040 -0.193
petroliferi, sanzioni e tante discussioni su un eventuale USA 10y 3.403 -0.088 -0.226
intervento della NATO; per non parlare della “giornata
EU 2y 1.651 -0.113 0.241
della rabbia” in Arabia Saudita, passata in secondo
EU 10y 3.214 -0.059 -0.080
piano per gli eventi in giappone.
Dall'altra la retorica di Trichet di settimana scorsa si è
letteralmente scontrata con l'ulteriore downgrade del Risks ultimo settimana mese
rischio credito della Spagna da parte di Moody's, che iTraxx 5y 103.492 3.718 5.716
non si è lasciato sfuggire l'occasione di ricordare che la CrossOver 5y 397.375 9.175 -4.625
Grecia ha ormai ottime possibilità di fallire (taglio del Financial 5y 165.095 11.772 -4.070
credito). VIX 20.080 1.020 4.130
Negli USA si è vissuto un piccolo dramma sociale in
Wisconsin, dove il governo repubblicano ha “tagliato” Currency ultimo settimana mese
invece lo spazio di manovra dei sindacati, riportando EURUSD 1.390 -0.60% 2.57%
alla ribalta i problemi di budget di diversi stati USA. USDCHF 0.930 0.57% -4.46%
Infine, come se non bastasse, ci si è messa anche USDJPY 81.840 -0.58% -1.91%
madre natura, venerdì mattina, con un terribile GBPUSD 1.608 -1.15% 0.47%
terremoto nei pressi delle coste del Giappone che oltre
EURCHF 1.293 -0.04% -1.96%
al dramma umano, va a colpire un'economia che già
combatte con una serie di problemi.
Infine, la Cina in settimana ha annunciato qualche Comm ultimo settimana mese
“problema” con le esportazioni (rallentamento della Commodity 328.300 -3.50% 0.24%
crescita) e allo stesso tempo un'inflazione più alta delle Precious 237.287 0.11% 7.49%
attese, facendo temere che le manovre intraprese fino Industrial 197.134 -5.81% -6.72%
ad ora, non stanno portando ai risultati sperati (ma Energy 117.821 -1.55% 6.66%
generalmente ci vuole tempo prima che le manovre Agri 91.119 -6.71% -5.89%
monetarie possano avere effetto sul tasso di
inflazione).

Per lo meno, la reazione dei mercati è stata congruente con le notizie.

Le classi di attivi di rischio hanno sofferto perdite più o meno importanti, con i mercati azionari al ribasso di
oltre 2% (gli USA se la sono cavata con un venerdì positivo “in extremis”), gli spread di credito che si sono
immediatamente allargati su tutta la curva, compresi i finanziari, la volatilità che è aumentata per tornare
sopra 20%, le materie prime che, metalli preziosi a parte, hanno “stornato” un bel po' della performance del
mese.

Nella parte non a rischio, i tassi di interesse governativi sono andati al ribasso, soprattutto quelli tedeschi,
grazie alla ricerca di obbligazioni “sicure” come i bund a breve termine, dove il 2 anni è tornato ad un
rendimento di 1.6%, nonostante gli annunci della BCE di un possibile rialzo dei tassi. Allo stesso tempo si
sono viste le valute “safe” come franco e yen tornare ad apprezzarsi.

Dal punto di vista dati, in generale la situazione non è risultata negativa. Anzi, dagli USA continuano ad
arrivare dati macro piuttosto positivi, soprattutto dai vari “leading indicator” industriali. Un po' più contrastati
altri dati, quali le richieste di sussidi, leggermente più alte delle attese, così come gli indici di fiducia dei
consumatori, sia il comfort di Bloomberg che il confidence dell'università del Michigan che hanno riportato
dati meno positivi delle attese.
Qua e là in Europa si sono avute delle revisioni di utile al ribasso, ma al tempo stesso sono state annunciate
altre attività di acquisizione e fusione che hanno, in qualche modo, compensato.
Matteo Nobile 20110312

Considerazioni – Vandalismo finanziario

Da più parti si sente ripetere che la crisi è alle spalle, che i governi non permetteranno altri disastri e
interverranno per salvare capra e cavoli, che i problemi sono in via di risoluzione.

Quali problemi ?

Lo stress sulle banche forse, i crediti subprime, anche parte della disoccupazione forse, molto lentamente…
ma questi sono gli effetti visibili di altri problemi.

Una brillante analisi di Auvest viene titolata “la fine del vandalismo finanziario”. A parte il titolo roboante,
l'analisi ritorna sui punti salienti del perchè siamo finiti in questo marasma:
– un periodo prolungato di liquidità facile ha spinto l'indebitamento a livelli insostenibili,
– il consumo indotto da questo indebitamento che ha sviluppato crescita nei paesi emergenti e non là
dove si consuma, creando un enorme squilibrio tra paesi e aumentando il divario tra ricchi e poveri,
anche all'interno dello stesso paese.

Situazione resa possibile sia da politiche monetarie e fiscali che ora ci sembrano assurde, rispettivamente da
un'industria finanziaria che ha permesso di “nascondere sotto il tappeto” i problemi che stavano crescendo e
si sono trasformati in crisi del credito, disoccupazione e guerra delle valute.

In questi termini, cosa è stato risolto ?

Il problema dell'indebitamento è più attuale che mai. Forse una parte del debito privato si è spostato verso il
debito pubblico, ma sempre debito è, e siccome non si tratta di debito per investimenti, quanto piuttosto per
sostegno, possiamo parlare di una “presa a prestito della crescita futura”.

Il problema del disequilibrio tra economie avanzate ed economie emergenti non è evidentemente risolto. La
Cina sta dicendo che vuole spostare la propria economia sui consumi interni rispetto alle esportazioni, ma
non è l'unico paese con un disequilibrio nei confronti di USA e Europa. Rispettivamente non è stato fatto
nulla, nel nome del libero mercato, per limitare le esportazioni e importazioni, a volte selvagge. Si parla di
rendere di nuovo competitivi i paesi delle economie sviluppate, e meno competitivi quelli delle economie
emergenti, ma al momento, più che la svalutazione monetaria non si è visto molto.

Infine la liquidità e i soldi facili. Con Bernanke che già parla di prolungare il QE2 o di un nuovo QE3, con
l'Europa che discute se raddoppiare il fondo di salvataggio o di permettere agli stati periferici di finanziarsi a
tassi di favore... la medicina, tossica, somministrata a larghe mani a partire dal 2002 (e anche prima sotto
altre forme) continua ad essere somministrata, ma sembra che si stia sviluppando un po' di assuefazione.

Questo non significa che tutto sarà una catastrofe e che precipiteremo in una nuova crisi di dimensioni
planetarie.

A partire da nuove leggi per arrivare a nuove tecnologie ci sono tutte le possibilità che le cose vadano,
magari con molta calma, a posto per davvero. Il problema è quanto tempo ci vorrà. Auvest prova a stimare
che usciremo da questa crisi solo dopo il 2015, probabilmente con qualche scossone, per passare a quella
che loro hanno definito la “real economy”, più basata sui beni reali e alle tecnologie in grado di usare meglio
le risorse del pianeta (dal riciclaggio delle materie prime, all'energia pulita, all'evitare di inquinare)

Da qui a raccontarcela che tutto è alle nostre spalle però no, quello no.

Probabilmente vivremo periodi di espansione (come quelli che vediamo ora) probabilmente un po'
“sbilenchi”, con fattori di disturbo, come al momento potrebbe essere l'alta disoccupazione, probabilmente
più corti di quelli precedenti e da relativi periodi di assestamento. Nei mercati finanziari tutto questo si
dovrebbe tradurre in forte volatilità, sui beni reali (azioni e materie prime), sui tassi, sugli spread e sulle
valute.
Matteo Nobile 20110312

Funds
ISIN Name Price 1 week 1 month 3 month YTD Vola30 Vola90
BE0943877671 PETERCAM B FUND-BONDS EUR-B 60.37 -0.20 -0.49 -1.41 -1.08 3.32 3.78
LU0128490280 PICTET-EUR BONDS-P 396.33 0.11 -0.09 -0.51 -0.58 2.86 2.96
LU0106258311 SCHRODER INTL GL CORP BD-AAC 8.63 0.70 0.70 1.53 1.17 2.96 3.33
LU0189893018 SCHRODER INTL GLB HI YD-A$ 31.85 -0.25 0.44 4.74 3.92 2.25 3.76
LU0170994346 PICTET-GLOBAL EMERG DEBT-HP€ 187.69 0.45 1.13 -0.91 0.01 5.34
LU0340553949 PICTET-EMERG LOCAL CCY-HP€ 119.12 0.08 2.37 2.46 0.41 10.60

ISIN Name Price 1 week 1 month 3 month YTD Vola30 Vola90


LU0277682885 BSI GLB DYNAMIC BOND EUR-A 126.51 0.89 0.35 -0.46 -1.57 6.13 5.92
LU0294221097 FRANK TE IN GLB TOT RT-ACH-€ 17.60 -0.17 0.57 2.62 1.21 4.17 4.94
IE00B11XZB05 PIMCO-TOTAL RTN BD-E-€HD-ACC 17.51 0.23 1.45 1.68 0.98 2.89 4.88
FR0010320077 EXANE PLEIADE FUND 5-P 126.87 -0.29 -0.32 -0.04 -0.72
LU0346831661 BSI ABSOLUTE DAILY-A€ 98.36 -0.03 0.17 -0.46 -0.83 1.90 2.11
LU0404167735 BSI FLEX-GLOBAL RETURN EUR-I 113.23 1.01 0.81 1.16 1.39 2.51 2.92

ISIN Name Price 1 week 1 month 3 month YTD Vola30 Vola90


LU0202403266 FAST-EUROPE FUND-A€ 217.53 -2.46 -4.27 -1.37 -1.52 11.76 11.50
FR0010148981 CARMIGNAC INVESTISSEMENT 8412.29 -2.48 -2.32 -6.15 -6.52 16.02 14.37
LU0269635834 ROBECO EMERGING MKT EQY-D$ 147.43 -2.70 1.12 -1.12 -4.56
LU0417495479 FIDELITY-GL REAL ASSET-A $A 14.70 -3.86 -1.61 5.98 2.23 13.08 15.81
LU0216467174 DB PLAT-COMMODITY EURO-R1C 188.67 -2.46 -2.53 2.47 -0.36

Nonostante la discesa dei tassi di interesse per la componente tedesca, Petercam non riesce a chiudere la
settimana in positivo, probabilmente a causa di una esposizione ad alcuni paesi periferici (non lo posso dare
per certo, ma molti analisti vedono la Spagna come un'opportunità più che una minaccia, non è detto che
Petercam abbia preso esposizione e abbia sofferto per il downgrade). Molto meglio Pictet che approfitta
invece della propria flessibilità e, per la prima volta da un po' a questa parte, ecco una buona settimana per i
corporate investment grade (AAA-BBB) rispetto agli high yielder (sotto BBB). Questi ultimi soffrono per
l'allargamento degli spread.
Bene, finalmente, le obbligazioni sui mercati emergenti, soprattutto quelle in valuta forte che approfittano del
movimento della curva dei tassi USD.

Si ripete il solito copione tra Global Dynamic Bond e Templeton (e Pimco). Questa volta è l'eur a soffrire un
po', e subito è il Global Dynamic ad approfittarne. Fa bene però anche Pimco che invece si approfitta del
movimento della curva dei tassi. Il templeton, più esposto agli spread di credito, ha invece una settimana
negativa.
I forti movimenti azionari non portano bene a Pleiade, che quest'anno sta facendo più fatica del solito,
mentre il Flex approfitta molto bene del movimento dei tassi e del dollaro. Stabile invece il daily, che non
approfitta del movimento negativo dei mercati, probabilmente colpito dalla stabilità del prezzo delle materie
prime.

Colpo duro invece per le posizioni azionarie che, con i movimenti della settimana soffrono in modo
particolare. Non riescono a sfuggire né il FAST né Investissement. Questa volta però ci cascano anche gli
emergneti (ytd -4.56%!!!) e il real asset di Fidelity (legato alle materie prime). Anche in quest'ultima asset
class, l'unica salvezza sarebbe stata posizionarsi solo su metalli preziosi: probabilmente è chiedere troppo
ad un fondo generico su materie prime come il Commodity EUR di DB.
Matteo Nobile 20110312

Chart (daily a 3 mesi)

MSCI World DJ-UBS Commodity Total return

Dollar Index Inflation

iTraxx HiVol 5y EUR Yield