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Infiammazione

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L'infiammazione, o flogosi (pronuncia: /floˈɡɔzi/ o /ˈflɔgozi/[1]) è un meccanismo di difesa non specifico


innato, che costituisce una risposta protettiva, seguente all'azione dannosa di agenti fisici, chimici e biologici, il
cui obiettivo finale è l'eliminazione della causa iniziale di danno cellulare o tissutale, nonché l'avvio del
processo riparativo.

Indice
Caratteristiche
Classificazione
Infiammazione acuta
Infiammazione cronica
Note
Bibliografia
Voci correlate
Altri progetti
Collegamenti esterni

Caratteristiche
L'infiammazione consiste in una sequenza dinamica di fenomeni che si manifestano con una intensa reazione
vascolare. Questi fenomeni presentano caratteristiche relativamente costanti, nonostante l'infinita varietà di
agenti lesivi, in quanto non sono determinati soltanto dall'agente lesivo, quanto soprattutto dalla liberazione di
sostanze endogene: i mediatori chimici della flogosi. I fenomeni elementari, che costituiscono la risposta
infiammatoria, comprendono vasodilatazione e aumento di permeabilità, che portano al passaggio di liquidi dal
letto vascolare al tessuto leso (edema) ed infiltrazione leucocitaria nell'area di lesione. L'infiammazione serve,
dunque, a distruggere, diluire e confinare l'agente lesivo, ma allo stesso tempo mette in moto una serie di
meccanismi che favoriscono la riparazione o la sostituzione del tessuto danneggiato.

Clinicamente, i segni cardine dell'infiammazione sono, in questo ordine preciso: calore della parte infiammata,
arrossamento, tumefazione, dolore, alterazione funzionale (calor, rubor, tumor, dolor, functio laesa). Sono
manifestazioni delle modificazioni tissutali che consistono in: vasodilatazione, aumento della permeabilità dei
capillari, stasi circolatoria, infiltrazione leucocitaria (con marginazione, rotolamento e adesione sulla superficie
endoteliale di leucociti attraverso l'espressione di molecole di adesione, fase finale di extravasazione
leucocitaria attraverso l'endotelio, chemiotassi per risposta dei leucociti presenti nello spazio interstiziale agli
agenti chemiotattici, i quali li indirizzano verso la sede del danno).

Classificazione
L'infiammazione viene classificata secondo un criterio temporale in infiammazione acuta e infiammazione
cronica. Quest'ultima può poi essere distinta secondo un criterio spaziale in diffusa (infiammazione cronica
interstiziale) oppure circoscritta (infiammazione cronica granulomatosa).

Infiammazione acuta

L'infiammazione acuta è un processo flogistico rapido,che coinvolge i tessuti dell'organismo.

L'infiammazione acuta ha inizio con la fase di riconoscimento dell'agente che ha causato la flogosi, attraverso
dei recettori posti sulle cellule dell'immunità innata. Tra questi abbiamo i TLR, i quali una volta attivati danno
il via ad un programma genetico pro-infiammatorio. Avendo un dominio TIR, questi recettori mediano una
cascata di trasduzione pro-infiammatoria che ha come esito finale l'attivazione del complesso Nf-Kb, che è il
principale meccanismo di regolazione trascrizionale alla base di un programma pro-infiammatorio. In questo
complesso, ruolo chiave lo hanno le proteine P50 e P65, che abitualmente sono legate ad un inibitore chiamato
IkB. Una volta arrivato il segnale, una chinasi fosforila IkB con il conseguente distaccamento di P50 e P65;
Ikb verrà degradato da una proteasi, mentre le proteine andranno a migrare verso il nucleo dove si legheranno
ai siti di consenso di Nf-Kb, inducendo l'attivazione di geni che codificano: citochine infiammatorie,
chemochine pro-infiammatorie, molecole di adesione e molecole costimolatrici che mediano la risposta
immunitaria.

Infiammazione cronica

L'infiammazione cronica è un processo flogistico di lunga durata in cui coesistono l'infiammazione attiva, la
distruzione tissutale e i tentativi di riparazione. Le infiammazioni croniche possono derivare da una persistenza
degli antigeni flogogeni in seguito ad un'infiammazione acuta non completamente risolta; è possibile che tali
agenti non siano raggiungibili da parte dei sistemi di difesa, oppure che le sostanze litiche non siano in grado di
digerirli. L'indice di cronicità dell'infiammazione è dato dalla quantità di tessuto di granulazione che è stato
formato dai fibroblasti e dal livello della linfocitosi sviluppatasi.

Note
1. ^ Luciano Canepari, flogosi, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009,
ISBN 978-88-08-10511-0.

Bibliografia
Abul Abbas, Nelson Fausto, Robbins e Cotran. Le Basi Patologiche delle Malattie (7ª
edizione), Torino, Elsevier, 2006, ISBN 88-85675-53-0.

Voci correlate
Ascesso
Infiammazione acuta
Infiammazione cronica
Lisi
Tumefazione

Altri progetti
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Collegamenti esterni

(EN) Infiammazione, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.


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