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Funzione della poesia per Leopardi

La poetica:

Il Leopardi, attraverso un lento processo di maturazione letteraria e artistica, giunse a formulare una
originale poetica romantica, assai diversa e contrastante con quella della scuola romantica dell’ alta Italia.
Egli rifiutò i contenuti storici, le esigenze di popolarità, gli intenti patriottici, la fede in una missione morale
ed educativa dell’arte: è una poesia dell’interiorità che si limita al dolore, alla tristezza, al pessimismo; e
non canta la patria, la storia, gli affetti, salvo poche eccezioni. Leopardi divenne pertanto il maggior
esponente della tendenza lirico-soggettiva del romanticismo italiano, opposta a quella oggettiva, realistica,
narrativa rappresentata dal Manzoni. Leopardi tuttavia non rimane indifferente alla sua formazione
neoclassica: egli, nonostante fosse contro ogni genere di imitazione, si ispirò alla grande tradizione poetica
e letteraria di Petrarca e Tasso, riprendendone il lessico armonico e raffinato nonché una grande misura ed
equilibrio nella composizione.

Più tardi, con la sua maturazione filosofica, egli fa la sua distinzione romantica tra poesia di immaginazione
(propria degli antichi) e poesia di sentimento (propria dei moderni). Vera poesia è soltanto quella ingenua,
spontanea, fantastica del mondo fanciullo (la poesia primitiva Omerica e classica). All’uomo moderno,
nutrito di cultura, l’unica forma di poesia possibile è quella del sentimento (o patetica), con cui egli si
addentra nell’intimo della propria coscienza e analizza la sua condizione di fronte alla natura e alla società.

La poesia come canto:

La poesia è espressione di stati d’animo indeterminati, vaghi, misteriosi: propri della poesia sono il senso
dell’infinito e il ricordo. Il linguaggio deve essere dolce e musicale, decisamente antiprosastico. La poesia si
risolve in rimembranza di impressioni infantili, nella rievocazione di un tempo ormai lontano e inafferrabile.
Poiché l’indefinito si esprime soprattutto attraverso la musica, la poesia deve allontanarsi dalla
rappresentazione e avvicinarsi alla melodia.

La funzione della poesia: il recupero della ragione.

La poetica leopardiana giunge alla sua più matura espressione solo dopo il 1828 quando riconoscerà nella
lirica la più alta forma di espressione poetica: la lirica è, per Leopardi, canto di affetti spontanei, sfogo del
cuore senza alcuna intromissione di elementi intellettualistici e culturali. La funzione della poesia consiste
quindi nel recupero dei valori della natura come risposta ai “non valori” della società attuale, venendo ad
assumere un ruolo oggettivamente liberatorio, contestativo e agonistico (“ titanico”) della civiltà razionale e
scientifica creata dal progresso. Non tanto, dunque, sentimento contro ragione: ma piuttosto sentimento o
poesia che sorge dalla ragione. Non è la poesia del sentimento che ha superato la ragione, ma è il canto
della ragione stessa fatta sentimento.

DA http://spazioinwind.libero.it/gsbo/giacomo_leopardi.htm

LA POETICA. DALLA POESIA SENTIMENTALE ALLA POESIA-PENSIERO.

Nel "Discorso di un italiano intorno alla poesia romantica" Leopardi esprime il suo rifiuto nei confronti del
Romanticismo colpevole di aver reciso il legame tra poesia e natura volendo trasformare la prima in
metafisica e spirituale. Leopardi propone invece una poesia che, servendosi prima di tutto dei sensi,
provochi sul lettore un effetto forte: l’origine di ogni emozione artistica e' nel rapporto con la natura, piu'
facile e diretto per gli antichi, difficile e artificioso per i moderni. L’unica strada che resta a questi per
ristabilire il contatto con essa e' lo studio e l’imitazione degli scrittori antichi. Il classicismo leopardiano si
fonda su questa condanna della modernita' in quanto segnata dal distacco dalla natura, dal prevalere della
riflessione e della ragione sull’immaginazione e sulle illusioni; non ha nulla, quindi, di tradizionalista e
riduttivo ma si lega a una polemica con il presente e a ragioni storiche ed individuali. Come per i romantici
anche per Leopardi la poesia deve avere una funzione sociale che e' quella di tenere desti i modi di sentire
caratteristici dell’uomo e del mondo antico. Un’altra caratteristica importante della poesia di Leopardi e' la
sua sfiducia nel progresso e nella storia che si distacca dal filone romantico riprendendo aspetti piu' vicini
alla cultura illuminista. Si ritrovano comunque elementi dell’immaginario romantico quali la tensione tra
uomo e natura, i temi dell’angoscia, del dolore, dell’infinito, del mistero. Essendo l’immaginazione
indeterminata anche la poesia deve perseguire una espressivita' a sua volta indeterminata, sottolineando
cosi' la specificita' della lingua poetica. Tale immaginazione si esercita soprattutto attraverso la memoria e il
desiderio e la poesia deve essere in grado di soddisfare entrambi. A partire dal 1823, con la crisi del suo
precedente sistema, Leopardi inizia ad avere sfiducia nella poesia in quanto incapace di ridare voce alle
grandi illusioni e , al posto di essa, lascia spazio alla prosa delle "Operette morali". La rinascita della poesia a
partire dal 1828 comporta la ripresa dei temi chiave della poetica giovanile quale il tema della memoria,
mentre viene meno la contrapposizione tra poesia e filosofia: la realta' umana e' fatta anche da un’esigenza
di significato e la funzione della poesia, ora, deve essere di stabilire il vero e comunicarlo agli uomini.