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SCOLIOSI

Richiami di Anatomia Umana

Osservando la colonna vertebrale sul piano sagittale,


notiamo la presenza di quattro curve fisiologiche,
alternativamente concave e convesse. Le due curve a
concavità posteriore(lordosi) si trovano a livello cervicale
e lombare, mentre le due curve a convessità posteriore
(cifosi) corrispondono alla colonna dorsale e al sacro.
Anatomia vertebrale
Anatomia vertebrale

Prof. S. Masiero: UOC Riabilitazione Ortopedica, DPT Neuroscienze


Anatomia vertebrale
Scoliosi

Queste curve si forman0 con l’inizio della stazione


eretta e della deambulazione per necessità statiche, a
seguito di sollecitazioni di compressione assiale
gravitarie sul rachide.
Scoliosi

Def. SCOLIOSI: una torsione del rachide


caratterizzata da una o più deviazioni della
colonna sul piano frontale, con torsione
vertebrale più accentuata a livello dell’apice (o
degli apici) della curva e conseguente
formazione di uno o più gibbi dalla parte della
convessità di tali deviazioni.
Scoliosi

Tale deformazione non


reversibile è quasi sempre
contraddistinta sul piano
sagittale da
rettilineizzazione del rachide
dorsale e da accentuazione o
rettilineizzazione del rachide
lombare, sedi delle curve
scoliotiche.
Scoliosi

Si aggrava in corrispondenza delle crisi di sviluppo


staturale e tende ad arrestarsi nella sua evoluzione
quando cessa l’attività delle cartilagini di accrescimento
dei corpi vertebrali.
Scoliosi

NATURA CONGENITA O ACQUISITA:


• CONGENITA: origina da anomalie
morfologiche presenti alla nascita o che si
estrinsecano in epoca successiva
• ACQUISITA: più frequente → forme
essenziali o idiopatiche e forme secondarie
Scoliosi

Tre segni maggiori:


• Deviazione
rachidea sul piano
frontale
• Torsione con
Scoliosi

Rotazione di tutto il tratto vertebrale interessato


dalla curvatura intorno all’asse longitudinale del
rachide con torsione delle singole vertebre su se
stesse:

- I corpi vertebrali si portano verso il


lato convesso della curvatura
- Le spinose si portano verso il lato
concavo
Scoliosi

Altre modificazioni associate alla scoliosi:


• a carico dei dischi intervertebrali → la riduzione
dello spazio intervertebrale dal lato della concavità della
curva provoca una compressione del nucleo polposo ed
un suo conseguente spostamento dal lato della convessità
• a carico di muscoli e legamenti →perdita della
normale elasticità legamentosa, con retrazione dal lato
della concavità e stiramento dal lato della convessità
• a carico degli organi endocavitari →secondariamente
alle asimmetrie toraciche, nei casi più gravi

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Scoliosi

Deformazione vertebrale sul piano


trasversale
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Scoliosi

È fondamentale dal punto di vista diagnostico


distinguere tra scoliosi funzionale (paramorfismo) e
scoliosi strutturale (dismorfismo), entrambe
deviazioni del rachide rispetto alla verticalità nel
piano frontale.

SCOLIOSI FUNZIONALE

SCOLIOSI STRUTTURALE
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Scoliosi

Scoliosi funzionale o atteggiamento scoliotico


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Scoliosi funzionale

SCOLIOSI FUNZIONALE:
Deviazione REVERSIBILE della colonna sul piano frontale
senza rotazione vertebrale, e quindi completamente correggibile
in posizione sdraiata; è possibile evidenziare una causa.
Fattori causali:
• Difetto ad un arto inferiore;
• Alterazioni posturali spesso presenti nel periodo evolutivo della
crescita;
• Antalgici;
• Psichiatrici.

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Scoliosi funzionale

SCOLIOSI FUNZIONALE:

• Rimossa la causa→Correzione totale

• Assenza gibbo

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Scoliosi funzionale

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Scoliosi strutturali

Le SCOLIOSI STRUTTURALI sono, nella


maggior parte dei casi, evolutive durante
l'accrescimento, e in particolare nel corso della
pubertà, fino alla maturità ossea; si possono anche
aggravare più lentamente nel corso dell'età adulta.

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Scoliosi strutturali

Le SCOLIOSI STRUTTURALI si
distinguono principalmente in:
- scoliosi ad eziologia nota
- scoliosi ad eziologia sconosciuta.

Tra le scoliosi strutturali, le IDIOPATICHE


rappresentano di gran lunga il ceppo più numeroso
(80-85%): la loro eziologia è ignota.

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Scoliosi strutturali

Scoliosi ad etiologia nota:


• Congenite
• Neuromuscolari
• Neurofibromatosi
• Mesenchimopatie
• etc

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Scoliosi idiopatica

SCOLIOSI STRUTTURALI IDIOPATICHE


• Deformità complessa tridimensionale del rachide
• Curva laterale (Rx in AP in piedi) maggiore di 10° Cobb
• Prevalenza: 2-3%
• Predilezione sesso femminile
• In relazione all’età:
- infantile (0-3 aa)
- giovanile o della fanciullezza (4-9 aa)
- adolescenziale (>10aa)

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Scoliosi idiopatiche

CLASSIFICAZIONE IN RAPPORTO A:

• Sede
• Criterio anatomo-radiologico
• Età della prima osservazione

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Scoliosi idiopatica

VALORI SOGLIA:
• Scoliosi se angolazione > 10° Cobb radiografici
(secondo la Scoliosis Research Society)
• Significativa probabilità di comparsa di danni
funzionali se > 30° Cobb, anche se toltalmente
asintomatica
• Indicazione di necessità di approccio chirurgico
se > 50° Cobb

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Scoliosi idiopatica

SCOLIOSI STRUTTURALI IDIOPATICHE



Curva primaria (o strutturale): la curva meno riducibile, di entità
angolare più ampia e che presenta la maggiore rotazione dei corpi
vertebrali; PRESENZA DI GIBBO.

Curva di compenso (o funzionale): la curva che presenta
angolazione minore, non presenta deformità vertebrali;
completamente correggibile; ASSENZA DI GIBBO  la curva di
compenso contribuisce a mantenere il capo allineato
perpendicolarmente alla pelvi.

Queste curve o semi-curve permettono il riallineamento del rachide al di


sopra e al di sotto della curva strutturale.
Tali compensazioni possono anch'esse divenire strutturali con il
progredire dell'evoluzione fino alla maturità ossea.

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Scoliosi

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Scoliosi idiopatica

SCOLIOSI STRUTTURALI IDIOPATICHE


In base al numero di curve (strutturali):
• Singola:

• Toracica (circa il 25%) → convessità a destra in oltre il 90% dei casi


• Toraco-lombare (circa il 19%)
• Lombare (circa il 25%)
• Cervico-toracica (circa l’1%)
• Doppia:

• Toracica e lombare (di segno opposto → circa il 23%)


• Toracica e toraco-lombare (di segno opposto)
• Doppia toracica (di segno opposto)
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Scoliosi

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Scoliosi

A seconda della posizione della vertebra apicale (la


vertebra più scentrata all’interno della curva) si riconoscono:
• Scoliosi cervico-toracica (apice al passaggio cervico-toracico)
• Scoliosi toracica (apice T7, T8, T9)
• Scoliosi toraco-lombare (apice passaggio toraco-lombare:
T11-T12, T12-L1)
• Lombare (apice L1, L2, L3)

Vertebre estreme: le vertebre poste ai limiti della curva.

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Scoliosi

Nel 95 % dei casi la malattia inizia con i primi segni


della pubertà della colonna proseguendo la sua
evoluzione per tutto il periodo della rapida crescita
puberale fino alla maturazione ossea del rachide.
Nei rimanenti casi (5%) la scoliosi può evidenziarsi in
altre epoche di accrescimento, dall’infanzia al periodo
puberale; più lontana dalla fine dell’accrescimento è la
comparsa della scoliosi, maggiore è il rischio di
aggravamento.

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Scoliosi

Insorge ed evolve in maniera subdola, senza dolore e


senza alcuna compromissione delle condizioni generali

ricercare sistematicamente in tutti gli


adolescenti, in età prepubere, i segni
prodromici!

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Scoliosi

ESAME OBIETTIVO:

• Torso nudo (reggiseno), senza scarpe


• Posizione rilasciata (naturale)
• Braccia pendenti lungo il tronco
• Piedi divaricati sotto le spalle
• Visione da tergo, dal davanti e di lato

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Scoliosi

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Scoliosi

COSA VALUTARE:
- Sul piano FRONTALE:
• Simmetria del corpo

• Allineamento delle fossette sacrali (spina iliaca


postero-superiore)
• Scapole allineate
• Triangoli della taglia: dimensioni uguali o maggiori
uno dell’altro
• Spalle allineate

• Linea intuibile della sede del rachide : rachide in asse sul


piano frontale
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Scoliosi

- Sul piano SAGITTALE:


• Eventuale alterazione delle curve fisiologiche

Spesso in soggetti scoliotici si


può notare a livello toracico una
riduzione, un raddrizzamento o
addirittura un’inversione della
fisiologica cifosi dorsale

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Scoliosi

- Sul piano TRASVERSALE:


• Test di Adams (forward-bending test) → per valutare
l’eventuale presenza di gibbo

Permette di individuare i gibbi a


livello lombare, al passaggio
toraco-lombare e a livello
toracico.
Consente inoltre di valutare la
rigidità delle curve.
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Scoliosi

Forward bending test o test di Adams


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Scoliosi

Segni di Scoliosi:

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Scoliosi

Facendo chinare in avanti il paziente, con flessione


del corpo verso le gambe a braccia distese e gambe
estese, ponendosi posteriormente si valuta:

• Simmetria degli emitoraci


• Linea della colonna vertebrale
• Se presenza di gibbo (= asimmetria dei due emitoraci )
→ segno di rotazione dei corpi vertebrali→ si sviluppa
dal lato della convessità della curva dorsale

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Scoliosi

GIBBO:

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Scoliosi

Metodo per la misurazione del GIBBO:

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Scoliosi

ESAME
RADIOGRAFICO:
Va effettuato praticando
radiogrammi della colonna
dall’occipite al sacro, in
stazione eretta, nelle due
proiezioni AP e LL.

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Scoliosi

Dai radiogrammi si possono evidenziare:


1. La sede della o delle curve.
2.

3. I gradi delle curve secondo il metodo di Cobb che si può agevolmente


impiegare attenendosi alle seguenti regole:
- si tirano dapprima due linee orizzontali di cui una sul margine
superiore della vertebra terminale superiore, l’altra sul margine
inferiore della vertebra terminale inferiore (le vertebre terminali
sono quelle situate ai limiti superiore e inferiore di una curva, e
che presentano l’inclinazione massima verso la concavità della curva
stessa);
- si tirano poi altre due linee perpendicolari alle precedenti,
misurando il loro angolo di intersezione.

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Scoliosi

Misurazione della
curva con il metodo
di Cobb

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Scoliosi

1. L’età ossea effettiva o fisiologica del paziente (che non sempre


coincide con l’età cronologica) si valuta con il test di Risser che studia
lo stadio di maturazione del nucleo di ossificazione dell’ala iliaca.
2. L’eventuale presenza di malformazioni congenite con particolare
attenzione al passaggio lombo-sacrale (spondilolisi e spondilolistesi).

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Scoliosi

SEGNO DI RISSER:
Il grado di ossificazione può essere espresso in percentuale (da 0 a
100) o in stadi (da 1 a 5). Questa ossificazione si sviluppa
contestualmente all'ossificazione delle cartilagini epifisarie delle
vertebre. La comparsa dei nuclei inizia mediamente intorno ai 13
anni nella femmina e ai 15 anni nel maschio e termina
completamente verso i 17 anni nella femmina e i 18 anni nel
maschio. I nuclei di ossificazione delle apofisi iliache cominciano a
rendersi visibili in prossimità della spina iliaca antero-superiore
(stadio 1). L'ossificazione procede quindi dall'avanti all'indietro
fino a raggiungere la spina iliaca postero-superiore (stadio 4), e
finisce con la fusione completa (stadio 5).Il segno di Risser è una
indiretta valutazione del grado di crescita della colonna.

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Segno di Risser

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Scoliosi

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Scoliosi

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Scoliosi

Anche per il paziente affetto da scoliosi idiopatica


sono distinguibili:

• aspetto di malattia (in inglese disease, processo


eziopatogenetico)

• menomazione (in inglese impairment, danno di una funzione)


• disabilità  (in inglese disability, incapacità  di compiere un atto
proprio dell'essere umano)

handicap (conseguenze sociali derivanti)


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Scoliosi

Le menomazioni del paziente scoliotico sono


classificabili come:

• danni neuromotori
• biomeccanici
• cardio-polmonari
• estetici

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Scoliosi

Problematiche relative alla disabilità →riguardano in


gran parte la scoliosi adulta (ex. il dolore od una significativa riduzione
della capacità  di sforzo o dell’attività professionale non fanno parte delle caratteristiche del
giovane paziente scoliotico) .

Elementi da considerare perché tipici


dell’età evolutiva che pure si riflettono pesantemente
anche sull’età adulta:


disabilità dovuta a motivi psicologici

disabilità iatrogena (se non si tiene conto della delicata fase in cui
si trova il giovane, che deve fronteggiare la crescita/sviluppo puberale
e l’incontro/scontro con il proprio corpo affetto da una forma di
patologia che ne mina una struttura portante che non per niente si
chiama "colonna“)

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Prognosi scoliosi

Nelle scoliosi idiopatiche, specialmente se esiste


familiarità, la prognosi costituisce un problema, dato anche il
diverso potenziale evolutivo delle varie forme cliniche.
Dipende da diversi fattori come:

maturazione scheletrica

età

menarca

sede

rotazione

entità della curva in gradi

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Prognosi scoliosi

Elementi orientativi per la prognosi:


• La chiusura delle cartilagini epifisarie vertebrali arresta
la progressiva evoluzione della malattia
• La crisi puberale rappresenta il periodo più temibile per
la progressione della deformità
• Età del paziente: tanto peggiore sarà la prognosi,
quanto maggiore sarà il potenziale evolutivo della
malattia
• Tipo della curvatura: la gravità della prognosi decresce
dalle scoliosi dorsali e dorso-lombari alle combinate,
alle lombari
• Grado della curvatura: la prognosi è tanto migliore
quanto minore è la deviazione angolare
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Prognosi scoliosi

Scoliosi di grado lieve e medio si possono aggravare in modo


notevole con il progredire dell’età, fino a raggiungere gradi
estremi e condizioni di instabilità vertebrale molto dolorose.
Questa gravità è legata anche alla sostanziale non curabilità
dopo che si sia superata una certa soglia di aggravamento e di età.
→ Ruolo della ginnastica medica nella prevenzione
dell’aggravamento delle scoliosi; prevenzione che deve essere
messa in atto fin dall’infanzia e continuata per tutta la vita.

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Trattamento della scoliosi

Scanno ippocratico
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Trattamento scoliosi funzionali

Scoliosi statiche→rialzo posto


sotto la calzatura dell’arto
ipometrico + cicli di ginnastica.
Scoliosi funzionali Il programma terapeutico
consiste in ripetuti e prolungati
cicli di ginnastica medica e in
controlli posturali periodici al
fine di iniziare tempestivamente
un trattamento più impegnativo
in caso di accentuazione del
paramorfismo.

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Cinesiterapia della scoliosi

Metodiche molto
diverse:
▪ Metodo di Klapp
▪ Von Niederhoffer
▪ Schroth
▪ Lyonese
▪ etc.
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Metodo Lyonese

• Presa di coscienza

• Esercizi di equilibrio

• Rieducazione posturale

• Rafforzamento muscolare

• Ginnastica respiratoria
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Ginnastica medica

Il ruolo della ginnastica medica Lyonese nella cura


della scoliosi evolutiva è importante anche se bisogna
sempre ricordare che la ginnastica non può prevenire
l’evoluzione di una scoliosi; tuttavia la ginnastica gioca
un ruolo importante per correggere alcune deviazioni di
origine posturale.
Inoltre la ginnastica Lyonese ha un ruolo rilevante nei casi
di scoliosi trattate con corsetti ortopedici, in quanto evita
l’atrofia muscolare ed eventuali osteoporosi provocate
dalla immobilizzazione con corsetto.

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Trattamento scoliosi strutturali

Il risultato è
Scoliosi subordinato
alla precocità
idiopatiche della diagnosi

CURA = prevenzione dell’aggravamento

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Trattamento scoliosi idiopatiche

Terapia cinesiterapica,
Forme idiopatiche tenendo però il paziente
sotto controllo, pronti ad
iniziali(angolazione agire con un trattamento più
‹20°, in sede ed età impegnativo qualora si
favorevole): notasse un aggravamento.

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Trattamento scoliosi idiopatiche

NB. Gli esercizi muscolari assumono in questa


affezione un valore notevole: hanno come scopo
principale quello di stimolare la muscolatura
paravertebrale, di riequilibrare i movimenti del
tronco, di favorire una stabilizzazione attiva delle
curve.

Gli esercizi dovranno sempre essere associati a


ginnastica respiratoria, indispensabile
completamento terapeutico in tutte le fasi del
trattamento

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Ginnastica medica

Principi da ricordare:

È necessario sensibilizzare i genitori e i bambini per poter attuare, tramite la loro
educazione, una consapevole azione di prevenzione.

Presa di coscienza, da parte del soggetto, della propria attitudine corporea (alterazione):
solo in questo modo può riuscire a correggersi e collaborare attivamente durante la vita
di tutti i giorni.

Favorire la decontrazione ed il rilassamento per avere movimenti precisi, efficaci e ben
localizzati. È importante che il soggetto abbia un'esatta presa di coscienza di quali
muscoli intervengono nel movimento e quali devono essere lasciati a riposo.

Sbloccare il segmento e poi tonificare: eseguire esercizi di mobilizzazione prima e di
tonificazione poi, in modo da riequilibrare i gruppi muscolari riattivati con la
mobilizzazione. In caso di soggetti astenici o di iperlassità si lavora solo sulla
tonificazione.

Ginnastica di ipercorrezione; il movimento deve sempre superare il limite della
posizione normale. Fanno ancora eccezione i soggetti astenici e con iperlassità.

Scelte del movimento per accorciare i muscoli allungati (contrazione completa e
distensione incompleta) e per allungare i muscoli accorciati (contrazione incompleta e
distensione completa): in questo modo è possibile correggere lo squilibrio muscolare
che determina l'alterazione.

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Ginnastica medica

• Pochi esercizi, ben scelti e ben dosati. Specificità di esercizi a seconda dell'alterazione che
presenta il soggetto, dosati secondo le capacità effettive. La ripetizione di questi esercizi è
utile anche per esercitare la memoria muscolare. Lato negativo: la ripetitività crea situazioni
di noia.
• Graduare la progressione dell'esercizio, dal semplice al complesso, dal blando all'intenso.
• Passare dalla posizione supina a quella seduta, in ginocchio, fino ad arrivare alla stazione
eretta. È meglio partire da una posizione di scarico gravitazionale, fino ad arrivare alla
normale posizione di stazione eretta.
• Ritmo del movimento: né troppo lento, né troppo rapido, l'ideale è il ritmo respiratorio.
Movimenti troppo rapidi perdono in precisione, troppo blandi generano una scarsa
irrorazione sanguigna (resta comunque inteso che gli esercizi di mobilizzazione vengono
svolti a ritmo più rapido, quelli di tonificazione, più lentamente).
• La ginnastica respiratoria deve sempre intervenire nella lezione di ginnastica correttiva
perché tutte le alterazioni del tronco comportano un'insufficienza respiratoria.
• Controllo periodico del ragazzo in modo da poter valutare i risultati ottenuti e poter adattare
gli esercizi in base ai progressi conseguiti.

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Ginnastica medica

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Trattamento scoliosi idiopatiche

Terapia ortopedica
incruenta: applicazione di
Forme idiopatiche corsetti ortopedici
più gravi(curvatura ›20° correttivi alternati o meno
ma ‹40°): (in rapporto all’evoluzione
della deformità) a corsetti
gessati + FKT.

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Scoliosi

Tutori Ortopedici

• Corsetto tipo Milwaukee


Corsetti alti
• Corsetto tipo Lyonese “alto”
• Corsetto tipo Agostini
Corsetti bassi
• Corsetto tipo Chêneau

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Scoliosi

Corsetti BASSI:
➢ Più graditi
➢ Più prescritti
➢ Numerosissime varietà
➢ Ottimi per curve “basse”

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Scoliosi

Prescrizione tempestiva di un corsetto richiesta in


caso di:

• Cobb 20°- 25°


• Cobb < 30° (35°)
• Residuo potenziale di crescita

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Scoliosi

OBIETTIVI DEL TRATTAMENTO:


• Contenere (e non correggere) la progressione della deformità
→ “prevenzione dell’aggravamento”
• Ottenere un miglioramento estetico
• Ottenere la stabilizzazione a fine crescita
• Evitare, per quanto possibile, che a fine cura la scoliosi superi
i 30° (35°) (limite delle scoliosi minori)
• Evitare l’intervento chirurgico (> 45-50°)

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Corsetto di Milwaukee

Nelle scoliosi cervico-dorsali, dorsali e dorso-lombari,


nei pazienti in età prepubere (7-8anni), specialmente se esiste
familiarità, si tende ad applicare a tempo parziale, un corsetto
tipo Milwaukee (corsetto alto).

Il successo dell'azione correttiva di un corsetto Milwaukee


dipende dalla coincidenza di molteplici fattori:

• un corsetto ben costruito su misura e ben applicato;


• una valida collaborazione del paziente e dei genitori col
medico;
• un'applicazione precoce e tempestiva del tutore su una
colonna con elevato potenziale di crescita e con una curva
flessibile che misuri non più di 40°secondo Cobb.
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Corsetto di Milwaukee

Il corsetto di Milwaukee è indossato per 22 ore al


giorno fino al completamento dello sviluppo
scheletrico.
Viene quindi abbandonato gradualmente fino ad
essere portato solo di notte per l'ultimo anno di
trattamento, finché la colonna ha raggiunto la
completa maturità scheletrica e si possa escludere
quindi qualsiasi accentuazione della curva.

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Corsetto di Milwaukee

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Corsetto di Milwaukee

Nel trattamento della scoliosi idiopatica col


corsetto di Milwaukee una parte essenziale è riservata
alla fisiokinesiterapia.
Il programma di esercizi ha lo scopo di ridurre la
curva e l'eccessiva lordosi, correggere il gibbo e
modellare l'avvallamento toracico controlaterale,
potenziare il trofismo ed il tono muscolare, aumentare
la capacità respiratoria.
Gli esercizi sono praticati giornalmente o a giorni
alterni con e senza corsetto.

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Corsetto di Lyonese “alto”

È un’ortesi che mantiene o riduce la curva scoliotica modellando la


gibbosità attraverso i pressori a valva posizionati sull’apice della
curva, e alla funzione di trazione data dagli ascellari.
È costruito con due aste montanti in lega leggera RX trasparenti, una
anteriore e una posteriore, a cui vengono collegate una presa di bacino
apribile anteriormente e posteriormente articolata con cerniera inox.
Pressori a valva agiscono sull’intera curva scoliotica e hanno
un’azione di spinta postero-laterale.
Due valve ascellari sono collegate al montante anteriore sul quale è
posizionato un appoggio sternale.
Le valve della presa di bacino, quelle ascellari e tutti i pressori sono
regolabili tramite cerniere e barre di lega leggera. Il corsetto viene
realizzato in materiale plastico trasparente indeformabile ad alta
rigidità.

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Corsetto di Lyonese “alto”

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Corsetto di Agostini

Indicato nel trattamento della scoliosi con curve lombari o dorso


lombari.
È un corsetto corto con buona azione correttiva facilmente sopportabile e
con un’ampia possibilità di autocorrezione attiva.

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Corsetto di Chêneau

Indicazioni clinicheSi propone di ridurre le curve scoliotiche dell’adolescenza in


soggetti con apice inferiore a T7 e valore angolare inferiore a 30° - 35°.Azione
prodotta dal tutore Il corsetto Chêneau rappresenta attualmente la proposta più
avanzata del trattamento conservativo delle curve scoliotiche, avendo sia
un’ottima tollerabilità, sia un buon modellamento del gibbo. Esso corregge la
deformità senza favorire il dorso piatto che comunemente si associa alla scoliosi.
Il principio biomeccanico con cui l’ortesi agisce è quello di applicare spinte sul
lato convesso delle curve e su tutte le gibbosità rilevabili sul tronco, sia anteriore
che posteriore, e sviluppare ampie camere di espansione là dove vi siano
depressioni ed in particolare dal lato concavo delle curve.Caratteristiche
tecniche Il corsetto è composto da un’unica valva in cui devono essere comprese
tutte le sue caratteristiche (spinte, appoggi, camere di espansione) che sono
difficilmente modificabili in seguito. Viene costruito in polietilene.

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Corsetto di Chêneau

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Trattamento scoliosi idiopatiche

Forme idiopatiche Può trovare


molto gravi (curvatura indicazione la terapia
›45°): chirurgica

L’indicazione a questo trattamento è andata


progressivamente riducendosi di frequenza grazie
alla precocità sia della diagnosi che del trattamento
prepuberale verificatisi negli ultimi anni.

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Scoliosi

DA TENERE A MENTE:
• Se un peggioramento, che richiede l’uso del corsetto, si è
verificato nonostante la cinesiterapia ben fatta, quest’ultima
probabilmente è servita lo stesso;
• Tuttavia da sola non si è dimostrata sufficiente a contenere la
progressione della scoliosi;
• Infatti, abbinata al corsetto, la cinesiterapia va proseguita lo
stesso;

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Scoliosi

DA TENERE A MENTE:
• Se il corsetto non è portato secondo prescrizione, il
rischio di peggioramento per le curve dai 20 ai 25° è
elevato, variando dal 40 al 60%;
• Se la scoliosi peggiora, diviene progressivamente più
difficile da curare;
• Se supera un certo grado (> 40-50°), può più facilmente
progredire anche a fine crescita;
• Tempi di cura con corsetto relativamente lunghi: fino a
termine dell’accrescimento (quanto meno quello rapido
puberale).

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Mobilità del rachide scoliotico

All’aumentare della gravità della curva si nota:

• Una diminuzione della mobilità rotatoria della


colonna toracica
• Una riduzione della flessibilità totale
• Una riduzione della mobilità sul piano sagittale
e su quello frontale (sia a livello toracico che
lombare)

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Equilibrio nel paziente scoliotico

Il controllo dell’equilibrio è il risultato


dell’integrazione tra la funzione somatosensoriale,
la vista e la funzione vestibolare.
Alcuni studi hanno evidenziato una disfunzione
nell’equilibrio posturale in pazienti con scoliosi
idiopatica, e sembra che questa si aggravi con il
peggioramento della curva scoliotica.

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Attività fisica e scoliosi

SCOPO: prevenire e correggere quelli che sono gli


atteggiamenti e le patologie dell'apparato osteo-articolare e
locomotore.

Un'errata postura crea nei soggetti


squilibrio di tono e di adattamento tra i gruppi muscolari con
conseguente errato allineamento dei segmenti articolari
modificando così i rapporti biomeccanici tra di loro.

Costruire un “corsetto neuro-muscolare” per offrire un maggiore


controllo ed una migliore stabilità della colonna.Creare automatismi
e riflessi di correzione da integrare nei movimenti globali
(ginnastica, giochi, sport).
L'attività fisica è particolarmente indicata nei casi di scoliosi
lieve o moderata.

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Attività fisica e scoliosi

Quando si parla di scoliosi è sbagliato considerare il


nuoto come mezzo primario di prevenzione e cura.
Alla luce delle conoscenze attuali gli sport di carico
hanno infatti effetti benefici di gran lunga superiori al
nuoto.
In particolari situazioni (movimenti asimmetrici o che
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Attività fisica e scoliosi

Evitare le attività agonistiche "mobilizzanti" il


rachide perché rendono la colonna più
flessibile, quindi più facilmente deformabile:
• Ginnastica artistica
• Ginnastica ritmica
• Danza classica
Per combattere la scoliosi occorre pertanto
scegliere sport di carico che non prevedano
mobilizzazioni eccessive della colonna
vertebrale. Ancor più indicata risulta la pratica
della cosiddetta "ginnastica medica" sotto la
supervisione di un esperto.

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Ginnastica medica e corsetto

❖ 7-8 anni
❖ Fuori corsetto, in preparazione a questo
❖ In e fuori corsetto
❖ In corsetto, per assecondare attivamente l’azione
dell’ortesi e per contrastarne gli effetti negativi
❖ Di stabilizzazione fuori corsetto, durante lo
svezzamento
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Sport e corsetto

❖ Non agonistico
❖ Qualsiasi sport amatoriale (1-2 volte la settimana)
❖ Fuori corsetto (purché non divenga un alibi!)
❖ In corsetto (per favorire l’azione modellante)
❖ Ora di educazione fisica: in o fuori corsetto
(dipende)
❖ Esonero (dipende)
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Principi di trattamento FKT

Fra i metodi che privilegiano il lavoro su un singolo


paziente, il metodo di F. Mézières attua esercizi
prevalentemente attivi attraverso una sequenza di
movimenti i cui scopi prioritari sono detendere la
muscolatura troppo accorciata e tesa, ridurre la lordosi e
contemporaneamente evitare o ridurre le compensazioni.
Tecniche di stiramento e di rilassamento nuove o derivate
dalle scuole di Mézières e Souchard, oltre allo stretching e
con l’aggiunta di massaggi rilassanti e/o termoterapie,
vengono applicate da molti cultori del movimento
terapeutico come Gussoni, Cristofanilli, Voutay, Meyer etc.

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Principi di trattamento FKT

Il lavoro collettivo o in piccoli gruppi viene attuato


nella maggior parte dei metodi → condizioni
necessarie affinché esso produca buoni risultati:
❑ il numero dei pazienti non deve essere superiore ai
6-8 per seduta
❑ la durata di ogni lezione non deve essere inferiore ai
40-60 minuti
❑ la frequenza settimanale di ogni trattamento può
variare fra i 2 e i 5 giorni
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Principi di trattamento FKT

La scuola di Modena (Cimino, Sgarbi, Nozzi


etc) propone di iniziare comunque con 5
trattamenti settimanali ed eventualmente
ridurre fino a 2 volte la settimana, secondo la
risposta del paziente alla rieducazione e in
base all’entità del difetto.

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Principi di trattamento FKT

Il numero di esercizi per ogni lezione può essere


distinto in:

• ideale (3-4 esercizi)


• praticabile (10-15 esercizi)


• meno utile (oltre i 15 esercizi)


La durata di un singolo esercizio dovrebbe variare


fra i 2 e i 5 minuti
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Principi di trattamento FKT

Le fasi esecutive di un esercizio classico possono


essere distinte in:
• posizione di partenza
• atteggiamento preparatorio (con fissazione dei
segmenti che devono rimanere bloccati)
• esecuzione dell’esercizio (contrazione isotonica)
• contrazione isometrica finale (solo se non s’insegue
un fine di mobilizzazione)
• ritorno lento alla posizione di partenza
• decontrazione
• rilassamento

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Paramorfismi e dismorfismi

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Paramorfismi e dismorfismi

Le deviazioni dalla posizione fisiologica possono


essere causate da uno squilibrio tissutale (muscoli,
legamenti, tendini), o da anormalità strutturali delle
ossa.
Clinicamente le alterazioni della normale
morfologia corporea si distinguono in:
- Paramorfismi
- Dismorfismi

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Paramorfismi e dismorfismi

Nei paramorfismi la deviazione morfologica è


la risultante di posizioni incongrue mantenute da
abitudini posturali viziate, dolore, etc.

Si tratta cioè di deformità generalmente


transitorie, correggibili volontariamente, non
sostenute da alterazioni delle strutture
scheletriche.

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Paramorfismi e dismorfismi

I paramorfismi sono di prognosi funzionale


favorevole in quanto facilmente reversibili, specie
se precocemente diagnosticati e trattati.
Abbandonati a se stessi, soprattutto durante l'età
dello sviluppo, alcuni paramorfismi possono
talvolta trasformarsi in dismorfismi per la
progressiva instaurazione di modificazioni
strutturali scheletriche.

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Paramorfismi e dismorfismi

I dismorfismi rappresentano, quindi, delle


modificazioni della normale morfologia, sostenute da
alterazioni congenite (malformazioni) o acquisite
delle strutture osteofibrose.

Non sono correggibili senza un adeguato


trattamento ortopedico.

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Paramorfismi e dismorfismi

Tra i paramorfismi più comuni distinguiamo:


- ipercifosi → accentuazione della curva cifotica
dorsale
- iperlordosi →accentuazione della curva
lordotica lombare
- scapole alate
- atteggiamento scoliotico
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Fisiologia del rachide

Il valore delle curve è considerato


nella norma (secondo Rocher-
Rigaud) quando:
- è di circa 36° per la lordosi
cervicale fisiologica
- è di circa 35° per la cifosi dorsale
fisiologica
- è di circa 50° per la lordosi lombare
fisiologica

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Ipercifosi posturale

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Ipercifosi posturale

L’accentuazione della cifosi dorsale è denominata


ipercifosi o dorso curvo o gobba e rientra nella
classificazione dei dismorfismi o deformità sagittali del
rachide. 

Se cifosi
dorsale ˃ 40°-
45°

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Ipercifosi posturale

In età adolescenziale può essere


causata da una postura errata o da un
insufficiente sviluppo muscolare e può
essere curata con ginnastica opportuna
ed una correzione della postura.
In età avanzata è difficilmente
curabile.
Generalmente si accompagna ad
iperlordosi lombare, addome
prominente, scapole alate e spalle
anteposte.
All’accentuazione della curva cifotica
consegue una ridotta capacità
respiratoria.
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Ipercifosi toraciche dell’adolescenza

Scapole alate
Iperlordosi lombare Ipercifosi toracica

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Ipercifosi posturale

Talvolta la cifosi può essere anche molto marcata,


ma rimane comunque clinicamente discretamente
mobile, facilmente e volontariamente correggibile.
Alla componente muscolare si sovrappone una
importante difficoltà neuromotoria di controllo
posturale e, molto spesso, un atteggiamento
psicologico di introversione, di "chiusura".
Alla radiografia i corpi vertebrali hanno contorni
di normali dimensioni e non vi sono segni né di
cuneizzazione né di irregolarità delle limitanti.
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Ipercifosi posturale

Compito di un trainer è quello di allungare le


catene muscolari accorciate (quelle anteriori del
tronco) ed accorciare quelle allungate (le posteriori
del tronco).
Importantissimo aumentare la capacità respiratoria
compromessa dalla compressione toracica.

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L'ipercifosi osteocondrosica

Malattia di Sheuermann

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L'ipercifosi osteocondrosica

Forma di ipercifosi toracica dell'adolescenza, che


appare da subito più strutturata (rigida) e che ha una
tendenza all'accentuazione nel corso
dell'accrescimento vertebrale

Fa parte delle turbe dell'accrescimento delle vertebre


toraciche, che vanno incontro ad un'accentuazione
della fisiologica cuneizzazione anteriore dei corpi
vertebrali

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Malattia di Sheuermann

▪ incidenza media 1% - 8% della popolazione


▪ etiologia incerta
▪ alterazione delle caratteristiche istologiche,
della forma e della capacità di accrescimento
della cartilagine dei piatti cartilalginei di
accrescimento vertebrali che sono deputati
all'accrescimento in altezza dei corpi
vertebrali
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Malattia di Sheuermann

La malattia di Scheuermann:

➢ tipica (tipo I)

➢ atipica (tipo II)


Queste due forme della malattia colpiscono
diverse parti della colonna vertebrale

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Malattia di Sheuermann

- La forma tipica (tipo più comune) interessa il


tratto toracico: si evidenzia l’accentuazione della
cifosi dorsale con deformità a cuneo anteriore di
almeno 5 gradi in almeno 3 vertebre dorsali
adiacenti; coesistono riduzione dello spessore degli
spazi intervertebrali e irregolarità delle limitanti
intersomatiche.
- La forma atipica (molto meno frequente) interessa
invece il tratto lombare, che compensa diventando
iperlordotico.
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Anatomia vertebrale

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Malattia di Sheuermann

Tali alterazioni conducono ad


una frammentazione dei piatti
cartilaginei e, come
conseguenza, ad un'alterazione
della crescita con i corpi
vertebrali che assumono, via
via, una forma a cuneo (con
base posteriore) sempre più
accentuata

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Malattia di Sheuermann

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Malattia di Sheuermann

Le tipiche alterazioni delle limitanti


somatiche dei corpi vertebrali:
• addensamenti
• ondulazioni
• noduli di Schmorl
• anomalie delle apofisi anulari
→ agevolmente evidenziabili nei
radiogrammi

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Malattia di Sheuermann

Un legamento lungo
chiamato il legamento
longitudinale anteriore
collega sulla parte anteriore
i corpi vertebrali.
Questo legamento si
addensa in genere nei
pazienti con malattia di
Scheuermann.
→ aggiunge una spinta in
avanti, producendo più
incuneamento e cifosi
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Malattia di Sheuermann

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Malattia di Sheuermann

Frequentemente sottoposti
all’osservazione medica per
rachialgia legata al
movimento e alla postura
Clinicamente:
ipercifosi toracica, spesso
associata ad una
retroposizione del tronco
(sproiezione posteriore del
baricentro)

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Malattia di Sheuermann

Il trattamento dipende da:


❖ l'età scheletrica
❖ l'entità della cifosi
❖ la sua correggibilità

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Malattia di Sheuermann

Le alterazioni dell'assetto sagittale del rachide


possono cioè essere trattate con:
❖ rieducazione posturale
❖ corsetti correttivi
❖ busti gessati

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Iperlordosi

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Iperlordosi

Lordosi lombare = zona


del rachide totalmente
mobile interposta tra due
tratti rigidi, che si
riconfigura in base alle
richieste funzionali
determinate dalla
necessità posturale
rispetto ai punti fissi dati
dall’orientamento del
bacino e dell’orizzontalità
dello sguardo.

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Iperlordosi

Un aumento della lordosi in ortostasi è


generalmente secondario ad un incremento della
cifosi toracica e/o ad una antiversione del bacino.
Può essere dovuta anche ad una spondilolistesi
vertebrale, a deformazioni congenite del rachide
lombare, a stenosi spinale negli acondroplastici etc.

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Iperlordosi

Sembrerebbe un paradosso, ma nella stazione


eretta si riposa la schiena, mentre in quella
seduta le gambe.
La controindicazione dello stare seduti a lungo è
l’affaticamento della schiena in quanto la
colonna perde il suo equilibrio fisiologico,
andando
Prof. S. Masiero: a sforzare
UOC i muscoli
Riabilitazione Ortopedica, posteriori erettori
DPT Neuroscienze
Iperlordosi

Cercare di
rafforzare i muscoli addominali con esercizi specifici,
che
interessino solo questi e non l’ileopsoas!
Tentare di allungare tutta la catena
posteriore che si estende dall’occipite
fino alle punte dei piedi, come ha
studiato e scoperto Mézières: i muscoli
posteriori si detenderanno permettendo
alla colonna una maggiore libertà di
movimento e il suo ritorno a una curva
fisiologica normale.

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Piede valgo

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Piede valgo

E’ un piede caratterizzato
dall’appiattimento della volta plantare
normalmente costituita dalla forma e
dal reciproco incastro delle ossa del
piede, dalla maturità del tessuto
connettivo costituente capsule e
legamenti, e dal perfetto funzionamento
di una serie di muscoli chiamati
cavizzanti.

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Piede valgo

Il cardine di tale
deformità è a livello del
retropiede, costituito da
calcagno e astragalo a
contatto tra di loro per
mezzo di un’articolazione
chiamata sottoastragalica

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Piede valgo

La rotazione interna
(pronazione) del retropiede
e la successiva rotazione
esterna (supinazione)
dell’avampiede provocano
un movimento elicoidale
nel piede con la scomparsa
della volta e la
caratteristica caduta
dell’arco longitudinale
interno
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Piede valgo

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Piede valgo

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Piede valgo

Sintomatologia:
- inizialmente molto modesta:
• facile stancabilità alla stazione eretta e alla deambulazione
• riduzione delle volta longitudinale sotto carico, sporgenza
dello scafoide, valgismo del calcagno
• assenza di dolore e conservazione della mobilità del piede
- successivamente:
• eventuali manifestazioni dolorose a livello del collo del
piede e del mesopiede
• accentuazione delle singole anomalie morfologiche
• rigidità del piede con impossibilità a flettere o supinare il
piede
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Piede valgo

Trattamento:
❖ chinesiterapia
❖ ortesi plantari
❖ calzature correttive
❖ trattamento chirurgico (raramente, nei casi in cui
la deformità è grave, dolorosa e persistente dopo
l’8°-9° anno)

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Piede cavo

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Piede cavo

Il piede cavo è caratterizzato da aumentata altezza


della volta plantare; possono associarsi griffe delle
dita, riduzione della superficie d'appoggio, varismo del
calcagno, primitiva o secondaria a pronazione
dell'avampiede, metatarsalgie.

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Piede cavo

Sintomatologia:
Le forme lievi sono
generalmente asintomatiche,
salvo che per le deformità
delle dita e le metatarsalgie.
Le forme più gravi possono
provocare fasciti plantari,
talloniti, tendiniti achillee,
callosità dolorose, difficoltà a
calzare scarpe normali, grave
deformità e artrosi dolorosa.
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Piede cavo

Trattamento:
❖ chinesiterapia
❖ ortesi plantari
❖ calzature correttive
❖ trattamento chirurgico (riservato ai casi più
gravi)

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Spondilolisi

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Spondilolisi

Malformazione
vertebrale che consiste
nell'interruzione
dell'istmo (parte
posteriore dell'arco delle
vertebre lombari)
compresa tra le apofisi
articolari superiori e
inferiori

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Spondilolisi

• Relativamente frequente: 5-6 %


• Colpisce elettivamente la V vertebra lombare
(70-80%)
• Talvolta è unilaterale
• Spesso è seguita da spondilolistesi
• Asintomatica nella maggior parte dei casi
→ talvolta individuata nel corso di normali
esami radiologici

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Spondilolisi

Quadro radiografico:
- Proiezioni ortogonali →no reperti dimostrativi
- Proiezioni oblique → «decapitazione del
cagnolino»

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Spondilolisi

Trattamento:
- Forme asintomatiche:
• Ginnastica posturale ed esercizi di rinforzo dei muscoli
addominali
• Evitare attività fisiche che possano favorire la
spondilolistesi (salto, tuffi, etc)
- Forme sintomatiche:
• Riposo
• Analgesici
• Eventualmente busto ortopedico
- Se sintomatologia per più di 10-12 mesi → artrodesi
postero-laterale

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Da spondilolisi a Spondilolistesi

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Spondilolistesi

Si verifica quando la vertebra


lombare sede della lisi istmica,
non più unita alle apofisi
articolari inferiori, scivola
anteriormente e in basso sulla
vertebra sottostante.
Il fenomeno è talvolta acuto,
talvolta graduale.
Si arresta all’inizio dell’età
adulta.

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Spondilolistesi

Lo scivolamento vertebrale presupporrebbe, oltre alla


lisi istmica che disancora il corpo vertebrale dalle
strutture dell’arco superiore, una lassità disco-
legamentosa e un’alterazione della normale
inclinazione del sacro.
Incostante l’interessamento della radice nervosa
corrispondente al livello della lisi → quando presente
è dovuto più a stiramento che a ghigliottinamento della
radice all’interno del foro di coniugazione.

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Spondilolistesi

Sintomatologia:
• Sensazione di uno «scalino» alla
palpazione delle apofisi spinose
• Iperlordosi
• Lombosciatalgia o lombalgia

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Spondilolistesi

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Spondilolistesi

Al quadro radiografico si evidenzia:


- Nella proiezione laterale:
• Il grado di slittamento
• La netta riduzione dello
spazio intersomatico
• La deformazione
trapezoidale del corpo
vertebrale
- Nelle proiezioni oblique:
• La lisi istmica
• Un eventuale
restringimento del
forame di coniugazione
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Spondilolistesi

Prognosi:
Generalmente benigna: oltrepassati i 25-30
anni il processo di scivolamento può
considerarsi abitualmente stabilizzato.
Trattamento:
- Se sintomatiche, ma inferiori al 25% →
busto ortopedico
- Se superiori al 25% → busto ortopedico o
artrodesi posteriore
-

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Grazie per l’attenzione!!!

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