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ATTENZIONE: Questo libro NON è per chi vuole lavorare poco e godersi

la vita o per chi crede nelle soluzioni facili e veloci e il successo dall’oggi al NICOLA GUARINO ATTILIO CORDARO
domani. Questo libro è rivolto espressamente agli imprenditori italiani più ambiziosi e
determinati che fanno business seriamente, non hanno paura del duro lavoro e sono di-

Nicola Guarino
Attilio Cordaro
sposti a tutto pur di ottenere il massimo nella vita. Imprenditori titolari di PMI con pochi
collaboratori (o nessuno) che vengono continuamente assorbiti da urgenze, imprevisti,
scadenze e che sentono di avere sempre troppo poco tempo per sé e le persone che
amano. Gli stessi imprenditori che nonostante lavorino 12-13 ore al giorno, non hanno il
tempo per implementare velocemente le numerose idee che hanno in testa che, se mes-
se in atto, farebbero crescere di sicuro le proprie aziende, producendo vendite e utili. 
Se senti di far parte di questa categoria, Cresci Senza Assumere è assolutamente il libro
che fa per te! Prefazione di ALFIO BARDOLLA
Al suo interno non troverai “ammmeriganate” belle ma inapplicabili né trucchettini di
produttività, ma SOLO strategie di prima mano, spesso contro-intuitive, create a par-

CRESCI SENZA ASSUMERE


tire dalla realtà imprenditoriale italiana e testate su decine e centinaia di imprenditori
italiani come te.
Attraverso Casi Studio di successo in diversi settori, esempi concreti e solu-
zioni efficaci, Nicola Guarino e Attilio Cordaro, imprenditori, formatori e creatori del
Metodo Ercole - il primo metodo di gestione del tempo per imprenditori creato in Italia,
condividono i frutti di anni e anni di ricerca, studio e applicazione sul campo e ti guida-
no in un viaggio senza precedenti, in cui ogni singolo concetto, espresso con linguaggio
schietto, diretto e squisitamente pratico, è diametralmente opposto a quanto è stato
detto fino ad ora sui temi della gestione del tempo e produttività.
Sei pronto a scoprire step by step il Metodo che ha già aiutato numerosi imprenditori
italiani come te a riprendere finalmente in mano la propria vita e fare in tre mesi quello
che gli altri (concorrenti compresi) fanno in un anno?
Se la risposta è “Sì”, non ti rimane che afferrare questo libro e leggerlo tutto d’un fiato!

Nicola Guarino e Attilio Cordaro sono imprenditori e formatori esperti di gestione del tem-
po. Già autori di due libri e diversi programmi di formazione di indiscusso successo, oggi, grazie al
Metodo Ercole - il primo metodo di gestione del tempo creato in Italia - aiutano gli imprenditori
italiani a fare in 3 mesi quello che gli altri fanno in un anno, senza lavorare un solo minuto in più e
senza trascurare se stessi e le persone che amano, anche se hanno poco personale o lavorano da
soli e non possono assumere. Sono numerosi gli imprenditori che ancora oggi li ringraziano per
avergli cambiato la vita in meglio, grazie al Metodo e ai programmi di formazione che hanno creato.

Fai in 3 mesi quello che gli altri fanno in un anno


senza sacrificare il tempo per te e le persone che ami,
grazie al rivoluzionario METODO ITALIANO
di gestione del tempo per imprenditori
ATTENZIONE: Questo libro NON è per chi vuole lavorare poco e godersi
la vita o per chi crede nelle soluzioni facili e veloci e il successo dall’oggi al NICOLA GUARINO ATTILIO CORDARO
domani. Questo libro è rivolto espressamente agli imprenditori italiani più ambiziosi e
determinati che fanno business seriamente, non hanno paura del duro lavoro e sono di-

Nicola Guarino
Attilio Cordaro
sposti a tutto pur di ottenere il massimo nella vita. Imprenditori titolari di PMI con pochi
collaboratori (o nessuno) che vengono continuamente assorbiti da urgenze, imprevisti,
scadenze e che sentono di avere sempre troppo poco tempo per sé e le persone che
amano. Gli stessi imprenditori che nonostante lavorino 12-13 ore al giorno, non hanno il
tempo per implementare velocemente le numerose idee che hanno in testa che, se mes-
se in atto, farebbero crescere di sicuro le proprie aziende, producendo vendite e utili. 
Se senti di far parte di questa categoria, Cresci Senza Assumere è assolutamente il libro
che fa per te! Prefazione di ALFIO BARDOLLA
Al suo interno non troverai “ammmeriganate” belle ma inapplicabili né trucchettini di
produttività, ma SOLO strategie di prima mano, spesso contro-intuitive, create a par-

CRESCI SENZA ASSUMERE


tire dalla realtà imprenditoriale italiana e testate su decine e centinaia di imprenditori
italiani come te.
Attraverso Casi Studio di successo in diversi settori, esempi concreti e solu-
zioni efficaci, Nicola Guarino e Attilio Cordaro, imprenditori, formatori e creatori del
Metodo Ercole - il primo metodo di gestione del tempo per imprenditori creato in Italia,
condividono i frutti di anni e anni di ricerca, studio e applicazione sul campo e ti guida-
no in un viaggio senza precedenti, in cui ogni singolo concetto, espresso con linguaggio
schietto, diretto e squisitamente pratico, è diametralmente opposto a quanto è stato
detto fino ad ora sui temi della gestione del tempo e produttività.
Sei pronto a scoprire step by step il Metodo che ha già aiutato numerosi imprenditori
italiani come te a riprendere finalmente in mano la propria vita e fare in tre mesi quello
che gli altri (concorrenti compresi) fanno in un anno?
Se la risposta è “Sì”, non ti rimane che afferrare questo libro e leggerlo tutto d’un fiato!

Nicola Guarino e Attilio Cordaro sono imprenditori e formatori esperti di gestione del tem-
po. Già autori di due libri e diversi programmi di formazione di indiscusso successo, oggi, grazie al
Metodo Ercole - il primo metodo di gestione del tempo creato in Italia - aiutano gli imprenditori
italiani a fare in 3 mesi quello che gli altri fanno in un anno, senza lavorare un solo minuto in più e
senza trascurare se stessi e le persone che amano, anche se hanno poco personale o lavorano da
soli e non possono assumere. Sono numerosi gli imprenditori che ancora oggi li ringraziano per
avergli cambiato la vita in meglio, grazie al Metodo e ai programmi di formazione che hanno creato.

Fai in 3 mesi quello che gli altri fanno in un anno


senza sacrificare il tempo per te e le persone che ami,
grazie al rivoluzionario METODO ITALIANO
di gestione del tempo per imprenditori
Agli imprenditori italiani.

A quelli che, quando sognano, o lo fanno in grande oppure niente.

A quelli che non si tirano indietro e che non mollano mai prima di vincere.

A quelli che vogliono ottenere il massimo


e hanno da sempre un’infinita voglia di eccellere in ogni cosa che fanno.

A quelli che non si accontentano di risultati mediocri


e vogliono il meglio per sé e per gli altri.

A chi non ha mai smesso di imparare


perché ama scoprire sempre cose nuove.

A quelli che non si stancano mai di lavorare su se stessi.

A quelli che sono pronti a impegnarsi come matti


pur di realizzare i loro sogni personali e professionali.

A quelli che amano le nuove sfide


e vogliono vincerle a tutti i costi perché perdere gli fa schifo.
Ai ribelli, che sfidano lo status quo e non temono
di seguire vie inesplorate che fanno paura a tutti tranne che a loro.

A quelli che ogni giorno lottano contro chi li critica


e non crede in loro pur di realizzare i propri sogni.

A quelli che affrontano le difficoltà con la forza,


la determinazione e il coraggio di un leone.

A quelli che lavorano duramente ma non si fermano,


perché sentono di poter ottenere di più.

A quelli che nonostante i fallimenti


non perdono la voglia di lottare.

A quelli che vogliono donare ai figli un futuro migliore


e sentirsi sereni, liberi e felici.

A tutti loro è dedicato questo libro.


Nicola Guarino Attilio Cordaro

CRESCI
SENZA ASSUMERE
Fai in 3 mesi quello che gli altri fanno in un anno
senza sacrificare il tempo per te e le persone che ami,
grazie al rivoluzionario METODO ITALIANO
di gestione del tempo per imprenditori

Prefazione di Alfio Bardolla


Nicola Guarino e Attilio Cordaro

Copyright © 2019 Nicola Guarino e Attilio Cordaro

All rights reserved.


ISBN: 9781698623160
SOMMARIO

Prefazione dalla penna di Alfio Bardolla....................................................... pag. 9

Il riscatto delle piccole e medie imprese italiane.......................................... » 11

La genesi del primo metodo di gestione del tempo creato in Italia


che ha cambiato in meglio la vita di imprenditori ambiziosi,
coraggiosi e determinati come te.................................................................. » 45

PARTE 1
Crescere senza assumere: come e perché è possibile!

Capitolo 1- Quanto vale davvero un’ora del tuo tempo?........................... » 75


Capitolo 2 - La gestione del tempo non esiste............................................ » 87
Capitolo 3 - Gli unici 4 (veri) step per far crescere velocemente
ed esponenzialmente qualsiasi azienda a partire da... oggi stesso!........ » 95
Capitolo 4 - La formula segreta per massimizzare il ROT e raggiungere
i risultati che desideri (velocemente) che nessuno ti ha mai svelato... » 119
Capitolo 5 - L’architettura unica del metodo ercole e gli evidenti
limiti dei metodi “tradizionali”............................................................... » 147

PARTE 2
Le 3 fasi del Metodo Ercole in dettaglio!

FASE 1: La Pianificazione Integrale............................................................. » 163


Capitolo 6 - I 4 passi per una pianificazione integrale perfetta.................. » 165
Capitolo 7 - La corretta definizione di pianificazione integrale
(e cosa significa concretamente)............................................................. » 177
Capitolo 8 - Crea il tuo sistema di pianificazione integrale........................ » 185
Capitolo 9 - Pianifica il tuo tempo libero.................................................... » 221

FASE 2: Prioritizzazione Immediata............................................................ » 231


Capitolo 10 - Perché è importante prioritizzare......................................... » 233
Capitolo 11 - Il cancro che uccide la prioritizzazione
dei migliori “imprenditori organizzati”.................................................. » 237
Capitolo 12 - Come non prioritizzare: gli insegnamenti
degli pseudo-fuffa-guru della gestione del tempo
da cui devi stare alla larga!..................................................................... » 243
FASE 3: Produttività Esplosiva.................................................................... » 259
Capitolo 13 - Crea la tua routine mattutina................................................ » 261
Capitolo 14 - Come creare tempo e vivere un anno da 13 mesi................. » 269
Capitolo 15 - Quando conviene lavorare e formarsi................................... » 281
Capitolo 16 - L’esatto luogo profittevole per lavorare
in modo produttivo e concentrato evitando distrazioni inutili............. » 289
Capitolo 17 - Come gestire le pause in modo efficace................................ » 301
Capitolo 18 - 3 strategie veloci, pratiche e applicabili
per far schizzare verso l’alto la produttività tua e della tua azienda..... » 307
Capitolo 19 - Lo sporco trucco per essere più rapido, concentrato
e focalizzato all’istante facendo di più in meno tempo.......................... » 315

PARTE 3
7 casi studio per capire
come funziona in pratica il Metodo Ercole

Come un investitore immobiliare è passato dall’essere incasinato e


dal dover accantonare progetti importanti per “mancanza di tempo”
a fare in sole 3 settimane più di quello che aveva
fatto negli ultimi 3 mesi – di Andrea Giuliani.............................................. » 329
Come far crescere la propria azienda senza assumere nuovo personale
e avere più tempo per sé, per i propri cari e per avviare nuovi business
in settori diversi – di Mauro Marchese Carlo Alberto Anelli........................ » 335
Come dominare la crescita aziendale SENZA
diventarne schiavo e tornare a condurre una vita privata
di cui essere fiero – di Manabe Repici........................................................... » 341
Come un grafico pubblicitario è riuscito a pianificare tutte
le sue attività, rispettare le tempistiche con i clienti e aumentare
il tasso di chiusura dei nuovi contatti del 15% anche se all’inizio viveva
nel suo «caos artistico» – di Daniele Guidi................................................... » 347
Come una giovane intraprendente ha lanciato il suo business
online raggiungendo i risultati che sperava, velocemente!
di Jessica Campanella..................................................................................... » 353
Come smettere di essere preda di imprevisti, urgenze e scadenze
e ritornare a prendere il controllo del proprio lavoro
e della propria vita di Stefania Gennari........................................................ » 359
Come un venditore della GDO ha sviluppato il suo progetto
imprenditoriale tenuto nel cassetto per anni a causa
della “mancanza di tempo”, continuando a lavorare comunque
da dipendente fino a 50 ore a settimana – di Luigi Infante.......................... » 365

Un nuovo capitolo della tua vita imprenditoriale........................................ » 371


PREFAZIONE
Dalla penna di Alfio Bardolla

Non è vero che abbiamo poco tempo, la verità è che ne perdiamo


molto.
Nella nostra società sembra che il tempo non sia mai abbastan-
za, ma in realtà non abbiamo un problema di tempo: in un’e-
poca come la nostra, piena di distrazioni, il vero problema è il
focus. È un problema che riguarda tutti noi ed è proprio la ca-
pacità di gestire al meglio il nostro tempo che fa la differenza
tra chi ha successo e chi non ha successo nella vita.
Abbiamo tutti 24 ore al giorno, dal dipendente che guadagna
1.200 euro al mese all’investitore milionario, e troverai la diffe-
renza tra i due proprio in come trascorrono le proprie giornate.
E questo discorso vale più che mai per l’imprenditore. Ricor-
da che Richard Branson ha costruito un impero di più di 300
aziende in tutto il mondo e trascorre 6 mesi all’anno sulla sua
isola, Necker Island. Com’è possibile?
La verità è che la gestione del tempo è fondamentale per la
ricchezza: non è importante saper gestire la lista delle cose da
fare, ma avere sempre il focus sui risultati che vuoi ottenere.
Se sei alla ricerca di qualcosa di più dal punto di vista finanzia-
rio, dalla tua impresa o dalla tua vita, questa lettura può essere
l’occasione per aprire la tua mente a nuove opportunità, per
capire come valorizzare al meglio il tuo tempo e concentrarti
su ciò che è davvero importante per te.

9
Ti sarà molto utile infatti imparare a valutare il tuo ROT, il ri-
torno sull’investimento in termini di tempo, un concetto che
troverai in questo libro di Nicola Guarino e Attilio Cordaro.
Tempo che hai bisogno di dedicare a ciò che può portare la
tua vita a un altro livello, tempo da investire nella formazione,
nelle attività di alto valore emotivo ed economico, quelle che
io definisco Ultra High Emotional Value e Ultra High Money
Value, con le giuste pause per ricaricare le batterie. Tempo da
investire per diventare la migliore versione di te stesso.
Questo che hai tra le mani è un libro fresco, pratico, che ti
dice le cose come stanno senza troppi giri di parole: ti accom-
pagna per mano nel mondo del time management dedicato
agli imprenditori come te, che non vogliono assolutamente
perdere tempo, che vogliono “uscire dalla ruota del criceto”
per fare esplodere il proprio potenziale e quello delle proprie
aziende.
Solo una volta che avrai liberato il tuo tempo da ciò che è su-
perfluo e avrai messo il focus sui tuoi obiettivi potrai andare
nella direzione dei tuoi sogni.
Ricorda che è solo l’inizio di un percorso, non smettere mai di
formarti.
Buona lettura e alla tua Libertà Finanziaria
Alfio Bardolla
Financial Coach

10
IL RISCATTO DELLE
PICCOLE E MEDIE
IMPRESE ITALIANE

Una delle citazioni che amiamo di più in assoluto è tratta dal


libro “La crisi può essere una vera benedizione” del 1955 ed è
questa qui:

“Non pretendiamo che le cose cambino se continuiamo a farle nello stesso modo.
La crisi può essere una vera benedizione per ogni persona e per ogni nazione,
perché è proprio la crisi a portare progresso.
La creatività nasce dall’angoscia, come il giorno nasce dalla notte oscura.
È nella crisi che nasce l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.
Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato.
Chi attribuisce le proprie sconfitte e i propri errori alla crisi, violenta
il proprio talento e mostra maggior interesse
per i problemi piuttosto che per le soluzioni.
La vera crisi è l’incompetenza. Il più grande difetto delle persone
e delle nazioni è la pigrizia nel trovare soluzioni.”

E il suo autore è Albert Einstein: non per niente è un genio.


Viviamo in un’Italia così bersagliata dalla crisi, sommersa dal
negativismo, dal vittimismo, dalla politica corrotta che ormai
non è soltanto lo Stato, la finanza, l’economia ad essere in cri-
si, ma la persona.
Sono gli Italiani stessi ad essere caduti in crisi.
Sono in crisi i loro pensieri, i loro sentimenti, le loro ambizioni.

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Gli Italiani hanno rinunciato alla loro identità, al loro genio
creativo e a trovare soluzioni che gli altri non riuscivano a tro-
vare.
Hanno rinunciato a crescere, evolversi, migliorarsi.
Hanno rinunciato a pretendere il meglio da sé, scegliendo in-
vece di darsi per vinti e proseguendo sulla strada più comoda
e più battuta, stanchi e stremati da anni e anni di battaglie, im-
pegno, sforzi e sacrifici, per poi non vedere nessun migliora-
mento di rilievo della loro condizione sociale.
Tutti gli Italiani… tranne gli imprenditori.
Imprenditori come noi.
Imprenditori come te.
Se tieni in mano questo libro siamo certi che sei una persona
estremamente ambiziosa, determinata, con un desiderio bru-
ciante di voler raggiungere il massimo che la vita sia in grado
di riservarti.
Per questo lavori ogni singolo giorno senza orari, facendo sa-
crifici inimmaginabili per ottenere per te e per le persone che
ami benessere, ricchezza, pace e prosperità in questo mondo
che appare giorno per giorno sempre più incerto, insicuro,
piccolo, indifeso e debole.
A prescindere dalla tua età hai ancora tanti sogni da realizzare.
E sei disposto a pagare qualsiasi prezzo per essere lasciato in
pace e libero di seguire ciò in cui credi.
Avere la libertà di disegnare la tua vita come vuoi.
Essere l’unico responsabile e artefice del tuo destino, della tua
realtà e della tua esistenza.
Assicurare alle persone che ami il meglio che tu sei in grado

12
di ottenere, garantendo loro un futuro ricco di abbondanza e
prosperità e regalando a chiunque entri in contatto con te l’op-
portunità di una vita migliore.
Per questo motivo lavori e ti formi cercando di ottenere il po-
sto nel mondo che senti dentro di meritarti.
Un posto di gran lunga superiore alla media, e non c’è niente
di male ad ammetterlo.
Vuoi andare là fuori e prenderti tutto quello che puoi, tutto
quello che meriti.
Ma anche se non sei in crisi e credi nella piena libertà dell’esse-
re umano, spesso cadi inevitabilmente vittima dello sconforto.
Nonostante gli estenuanti sacrifici, senti che non stai ottenen-
do abbastanza.
Senti di arrivare a fine giornata stanco morto, massacrato dal
lavoro, senza che però quei progetti che hai in testa da mesi -
e che se fatti cambierebbero davvero le carte in tavola - siano
progrediti, anche solo di un po’.
Sono rimasti fermi, immobili, da settimane, mesi o addirittura
anni e questo ti genera paura e frustrazione.
Alle volte perdi quasi l’entusiasmo e le speranze che ci avevi
riposto.
Ti infili in macchina la sera, sfinito, e guidando verso casa
pensi a dove stai andando, cosa stai facendo, se ha senso tutto
questo e se c’è un modo per cambiare le cose.
Pensi che forse un imprenditore dovrebbe sempre conoscere
la direzione da seguire nella vita, quale strada percorrere.
Hai una rabbia profonda verso tutti coloro che non hanno mai
creduto in te.

13
Sai che è anche colpa loro se oggi non sei ancora dove vuoi: se
invece che ostacolarti (anche emotivamente) ti avessero appog-
giato, aiutato, forse oggi staresti meglio.
Ma sei arrabbiato anche nei confronti dei tuoi collaboratori
che, nonostante facciano un grande lavoro, è come se non riu-
scissero mai a camminare con le loro gambe.
Ti chiedono tutto come se non fossero capaci, interrompen-
doti di continuo anche per cose che tu dai per scontate e im-
pedendoti di lavorare al massimo della tua resa e di crescere
come desideri.
Come se non bastasse, senti dal profondo del tuo cuore che
le rinunce che fai producono conseguenze negative sugli altri
e che le relazioni con le persone che ami iniziano a diventare
sterili per colpa tua.
E quando pensi che continuando così c’è il rischio di ritrovarti
fra 10 anni avendo rovinato tutto, senza la possibilità di pre-
mere il tasto Rewind, tornare indietro e fare tutto quello che
oggi potresti fare con loro e per te stesso, ma a cui stai rinun-
ciando… muori dentro!
Fai spesso cattivi pensieri: immagini di ritrovarti SOLO (più
di quanto tu lo sia mai stato in questo coraggioso cammino che
hai deciso di intraprendere) senza le persone che ami di più.
Immagini i tuoi figli, che hai o avrai, distanti da te perché non
hai dedicato loro abbastanza tempo e attenzioni, e hai negato
loro quell’amore che in cuor tuo avresti voluto dimostrare ogni
singolo attimo della tua esistenza. Quei figli che ti guardano
con occhi di angoscia.
Di certo per via del tuo lavoro e della tua “maledetta” ambi-
zione non sei stato per loro un genitore presente come avresti
voluto, e questo li ha segnati dentro con un solco sul cuore.

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Una ferita ancora aperta che continua a sanguinare.
Un dolore rispetto al quale la morte sembra una dolce carezza.
No.
Non vuoi questo.
Non lo hai mai voluto, neanche quando cenavi in ufficio per
finire il lavoro che c’era da fare.
Neanche quando ti sei sorbito le sfuriate di tua moglie o le hai
riversato addosso tutta la frustrazione che provavi dopo l’en-
nesima giornata di lavoro altamente stressante, andata nel peg-
giore dei modi.
Neanche quando hai promesso a tuo figlio che ci saresti stato
per la finale del suo torneo di calcetto: avevi saltato tutti gli al-
lenamenti, ma a quella avevi giurato su Dio di esserci. Ma for-
se quel giorno neanche Dio era riuscito a prenderti veramente
sul serio.
Questo è il mare di merda in cui molti imprenditori sono co-
stretti a nuotare giorno dopo giorno. L’eccessivo carico di la-
voro e di responsabilità, unito alla pressione psicologica, mora-
le ed emotiva, ti porta quasi ad esplodere.
Ostacoli, difficoltà, problemi e frustrazioni che nessuno com-
prende se non i tuoi simili, e davanti ai quali la maggior parte
di persone scapperebbe via; ostacoli che come tutti gli impren-
ditori affronti con un’energia sovrumana e col rischio, dietro
l’angolo, che quella crisi profonda possa un giorno colpire an-
che te.
Oggi più che mai, in questo inevitabile scenario altamente
“contro-imprenditore” in cui una persona “anomala”, capace
e coraggiosa di sfidare lo status quo pur di realizzare i propri
sogni è costretta a vivere, imparare a gestire se stessi, il proprio

15
tempo, le attività lavorative (sue e quelle dei collaboratori) e
più in generale la propria vita al meglio è diventato ESSEN-
ZIALE.
Senza lavorare su questi aspetti qui oggi è IMPOSSIBILE rag-
giungere i propri obiettivi velocemente e vivere una vita ricca
di successo in ogni ambito.
Perché?
La ragione è una e una sola, e si nasconde tra le maglie delle
nostre giornate, tra un impegno e l’altro, nelle azioni quotidia-
ne di ognuno di noi...

La nuova Era della “IPER-connessione”

Vedi, fino a 50-60 anni fa le cose funzionavano in modo diverso.


Il Bel Paese dopo le Guerre era tutto da ricostruire.
Nuove fabbriche e botteghe artigiane nascevano come funghi
e tutti pian piano iniziavano a comprare, accanto a pane, pasta
e formaggio, anche beni che non erano di prima necessità.
Iniziavano a formarsi i primi poli industriali.
Ma tanto gli imprenditori quanto gli operai avevano una vita
piuttosto “standardizzata”.
Entravano in fabbrica o nell’industria, lavoravano a pieno re-
gime, ognuno con le sue competenze e nelle proprie aree di
appartenenza, e si lavorava fino a fine turno.
La sera ognuno tornava nelle proprie case.
Col lavoro si “staccava” definitivamente per riabbracciare la
famiglia. Si condivideva la cena, il racconto della giornata, le

16
chiacchiere e qualche risata, i litigi - che spesso si concludeva-
no molto presto e nel giro di 24 ore.
Fino a quando non si andava a letto.
L’indomani, uguale.
Una vita diversa. Una vita, sotto certi punti di vista, un po’ più
semplice di quella attuale.
Oggi, invece, la vita si è TOTALMENTE STRAVOLTA.
La tecnologia in continua evoluzione, l’era digitale, Internet,
gli smartphone, i social network hanno riscritto il modo in cui
viviamo le nostre giornate.
Passiamo decine di ore al giorno a scrivere messaggi, a scam-
biare informazioni, a condividere notizie e a parlare (senza
parlare veramente) con decine di persone, anche in contempo-
ranea.
Siamo sempre connessi: dal PC, dai nostri cellulari, da tutto.
Viviamo in un mondo bombardato dalle notifiche e dalle di-
strazioni continue.
Camminiamo attaccati a quegli schermi come fossimo ipnotiz-
zati, li custodiamo in tasca e li portiamo sempre con noi come
diamanti preziosi, gelosi di ciò che sono, di ciò che contengo-
no e che rappresentano.
Li teniamo stretti come fossero i nostri figli, e solo il pensiero
di privarcene per un solo giorno ci sembra una bestemmia.
Ma questo nuovo modo di vivere la vita ha cambiato in ma-
niera spaventosa anche il modo di lavorare, soprattutto di fare
impresa.
Se da un lato ha sicuramente permesso a molte aziende di
espandersi, di vendere di più (magari sfruttando i canali onli-

17
ne), di avere fornitori diversi in diverse parti del mondo e an-
che a tanti altri aspiranti imprenditori di diventarlo investen-
do cifre molte più basse rispetto a quelle che sarebbero servite
anni prima per avviare un business, il rovescio della medaglia è
che… non stacchi mai veramente.
Sei sempre connesso, sul pezzo, online, 24 ore su 24, 7 su 7.
Non esistono pause pranzo né sabati o domeniche, anche se
magari non sei fisicamente in azienda.
Non esistono orari né turni.
Non esistono giorni festivi.
Giusto o sbagliato che sia (non vogliamo entrare nel merito e
dire che devi fare le cose che andavano bene 50 anni fa), la ve-
rità è che oggi esiste una connessione ininterrotta col lavoro, in
un loop infinito.
E questa condizione ha creato pretese nuove anche da parte
dei clienti, a cui è davvero complicato dire di no.
Pensaci…
… un cliente può mandarci una e-mail, contattarci su Facebook
o Whatsapp, chiedere informazioni per un ordine in qualsiasi
momento da qualsiasi parte del mondo, anche di notte.
E per quanto bello questo possa essere in termini di vendita,
è chiaro che è diventato sempre più essenziale imparare a far
fronte a questo totale cambio di paradigma, perché se non ti
adegui lo farà la concorrenza che ti schiaccerà come un inset-
to.
Ma oltre ai clienti anche i nostri collaboratori possono scriver-
ci, comunicarci novità, eventi in programma annullati, proble-
matiche in qualsiasi momento.

18
E quando lo fanno, a prescindere da dove siamo, in un nano-
secondo ci rispediscono all’interno del nostro lavoro che rovi-
na in modo irrimediabile la grigliata allegra e spensierata che
stavamo facendo con la moglie, i figli e gli amici di sempre.
Non abbiamo più tanto tempo per riflettere sulle cose o per
“rispondere domani”.
Ogni cosa è immediata e ci richiede una decisione imminente,
istantanea.
Dobbiamo correre.
“Entro ieri” è diventata la parola d’ordine.
Il mondo va avanti veloce e non possiamo essere lasciati indie-
tro. “Ci abbiamo messo mezzo secolo per adottare il telefono, la
prima tecnologia della realtà virtuale […] Tecnologie recenti,
come il PC, il web, i cellulari, in meno di un decennio”1.

Viviamo nell’Era della “IPER-connessione”.

Proprio per questo il tempo per pensare, decidere, riflettere,


stare con la nostra famiglia si è ridotto a zero.
E la difficoltà a “staccare” vivendo a pieno ogni singolo mo-
mento è aumentata a dismisura.
Dobbiamo correre dietro alle richieste che ci arrivano e sod-
disfarle il prima possibile, e anche quando non lo facciamo il
cervello “lampeggia” segnalandoci continuamente una determi-
nata attività da portare a termine.

1
Fonte tratta da: http://startegy.it/kurzweil-la]-tecnologia-e-un-processo-espo-
nenziale/

19
Ma non solo.
Anche quando riusciamo a ritagliarci un momento per stare sere-
ni e provare a staccare torniamo automaticamente a focalizzarci
sulle cose “in sospeso”, che non siamo arrivati a fare per via delle
interruzioni, degli imprevisti e delle urgenze dei giorni scorsi.
E se questo mondo iper-connesso che progredisce ad una ve-
locità spaventosa ha portato nell’immediato tante incredibili e
utili novità, non ci siamo nemmeno accorti di aver ceduto una
cosa fondamentale.
Lo stesso superpotere che ha da sempre contraddistinto in pri-
mis ogni imprenditore, e che gli ha permesso di raggiungere
finora i risultati che è riuscito ad afferrare.

Abbiamo REGALATO agli altri il potere di decidere cosa


fare del nostro tempo.

Ed è molto probabile che sia lo stesso anche per te.


Vedi, probabilmente non ci hai mai fatto caso ma da imprendi-
tore l’unica cosa che puoi controllare al 100% NON è la cassa,
i tuoi collaboratori, l’azienda, i prodotti.
NON è il mutuo, i soci, il portafoglio clienti, la tua immagine,
la tua credibilità.
NON è neanche il ritorno sugli investimenti pubblicitari o sul-
le operazioni, che per definizione prevedono un certo grado di
rischio.
Ma è il tuo TEMPO.
Il Tempo è l’unica risorsa che possiedi e di cui hai il pieno
controllo.

20
E se anche adesso sei scettico e non credi che sia così, fai una
cosa.
Pensa a tutte le volte che ti è sembrato di non avere il control-
lo del tuo tempo e rifletti attentamente sulle cause che hanno
provocato quella tua orribile sensazione.
Mettiamo entrambi le nostre mani sul fuoco che nel 99,9%
delle circostanze che ti sono successe le cause di quel malaugu-
rato fatto erano:

• Imputabili a te;
• Imputabili agli altri, a cui tu hai voluto concedere del
tempo.

Vero?
Eh sì, perché a parte incendi, terremoti e altre calamità natu-
rali - che, parliamoci chiaramente, possono assolutamente ca-
pitare ma sono più rare di quanto ti convenga ammettere - il
tuo tempo viene sabotato (anche inconsapevolmente) da te o
dalle persone che ti circondano, che ne abusano portandotelo
via insieme alla tua concentrazione, alle tue energie e alla pace
di una giornata di relax.
Non hai mai il tempo per prendere quelle decisioni importanti
perché non lo rivendichi.
I tuoi progetti, le tue idee per migliorare la tua azienda, i tuoi
stessi obiettivi stanno facendo la muffa o vanno lenti come una
tartaruga morta perché sono stati rimpiazzati dalle urgenze,
scadenze e imprevisti che hanno stravolto la tua giornata lavo-
rativa e a cui non puoi ribellarti.

21
E inevitabilmente ciò che volevi fare non ha più importanza e
diventa opzionale, cade in secondo piano.
Ma purtroppo c’è un’altra cattiva notizia per te.
Che aver ceduto la facoltà di decidere del tuo tempo si sta ri-
percuotendo anche al di là dei tuoi obiettivi professionali, an-
dando oltre al tempo che dedichi al lavoro.
Prima delle cose, infatti, vengono le persone.
La tua forte ambizione per risultati sempre di più alto livello
in questa nuova Era può condannarti, oggi più che mai, ad una
sorta di “schiavitù” aziendale in cui non hai mai tempo per le
persone che ami - tua moglie, i tuoi figli, la tua famiglia di ori-
gine e, ultimo ma non ultimo, te stesso - o per altre relazioni
importanti - gli amici - senza che questa situazione disastrosa
tenda a risolversi mai e che tu possa trovare una via d’uscita
da questa trappola, che non ti rende libero di vivere e che alla
lunga potrebbe fare terra bruciata intorno a te.
E ti sembra di correre in una ruota del criceto in cui, anche se
ti sforzi al massimo per correre più veloce che puoi, questo tuo
sacrificio e sforzo non produce MAI risultati degni degli enor-
mi sacrifici che stai facendo; e finisci per ritrovarti sempre allo
stesso punto ma più frustrato di prima.
Ultimo ma non ultimo… NON avrai MAI tempo per TE!
Avrai l’agenda (e più avanti ti spiegheremo perché non è uno
strumento adatto alla gestione del tempo) stracolma di impe-
gni lavorativi e completamente vuota di tempo da dedicare a te
stesso, al tuo benessere e alla tua persona.
Non saranno poche le volte in cui la sera ti ritroverai con una
confusione assurda in testa, le mani tra i capelli (che via via
perdi per il forte stress) e una stanchezza accumulata che non
riesci a smaltire… a dire frasi come:

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“Ma chi me lo ha fatto fare?”
“Era questa la vita che volevo?”
“Pensavo che fare l’imprenditore significasse essere libero, e in-
vece sono più schiavo di un dipendente sottopagato.”
E se è così ti capiamo benissimo perché, come vedrai qualche
pagina più avanti, ci siamo passati anche noi.
Scusaci se la realtà che ti abbiamo finora mostrata è così pe-
sante da digerire, ma purtroppo rappresenta la realtà del 97%
dei piccoli e medi imprenditori italiani.
Imprenditori che dopo immensi sacrifici personali ed econo-
mici per fondare la loro azienda, col sogno e il desiderio di es-
sere finalmente liberi, si ritrovano ad essere schiavi di essa.

L’asso nella manica da giocarti per avere una vita felice


e ricca di successo sotto ogni punto di vista

Come avrai già intuito da solo, in questa nuova Era del-


la “IPER-Connessione” saper gestire il tempo è LA PRIMA
competenza che in assoluto devi acquisire.
Il tuo asso nella manica per poter far crescere la tua azienda e
soddisfare la tua ambizione personale senza sacrificare il tem-
po per te e le persone che ami.
Perché il tempo è l’unica variabile “finita”, l’unica quantità
che tu NON puoi modificare.
Non puoi decidere di avere una giornata da 48 ore come non
puoi fermare il tempo quando vivi dei momenti felici, anche se
a volte la felicità “stacca la spina” al tempo e ti sembra di vive-
re atti lunghi un intero anno.

23
Il tempo è uguale per tutti, è in un certo senso equo e dà a tut-
ti la possibilità di sfruttarne il suo enorme potenziale.
E sussurra all’orecchio di tutti:

“Voglio darti la possibilità di utilizzarmi in modo intelligente…


… fai del tuo meglio e ti darò indietro ciò che meriti!”

Insomma il tempo è meritocratico: chi lo sfrutta meglio vince!


Ogni attività, che si tratti di lavoro, di tempo libero o altro, ri-
chiede tempo per essere svolta.
E questo porta con sé tante conseguenze, sia positive che nega-
tive.
Perché se da un lato questo premia chi sa utilizzarlo a suo van-
taggio e sa mettere a frutto ogni singolo attimo delle sue gior-
nate, dall’altro condanna chi non sa gestirlo ad una vita di fru-
strazione.
Una vita che non fa per te ma che sei costretto a subire.
Sinceramente crediamo entrambi che in qualità di imprendi-
tore tu rientri esattamente in una élite di persone davvero pre-
ziosa e rara.
Guardati intorno, e vedrai che gli imprenditori non sono che
una minima parte delle persone della società in cui viviamo.
Il motivo sta nel fatto che le imprese sono cose straordinarie
da creare, gestire, far crescere.
E solo esseri straordinari - che, lo dice la parola stessa, vanno
oltre l’ordinario - possono occuparsene.
Pensa alle più grandi imprese, anche solo italiane: ti verrà su-

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bito in mente un “cavaliere d’azienda” che l’ha fondata o por-
tata al successo.
Tu sei fatto della loro stessa pasta.
Solo che, fino a quando non avrai piena consapevolezza del
tempo e non smetterai di permettere agli altri di abusarne, la
rampa di lancio verso un cielo di soddisfazione, crescita azien-
dale e grandi risultati sarà per te chiusa al traffico per lavori in
corso!
Solo la gestione del tempo è in grado di donarti benessere, feli-
cità e il successo che desideri.
Il controllo del tuo tempo può rimetterti alla guida di questo
splendido bolide che è la tua vita con un serbatoio pieno di
gioia, amore, pace e ricchezza mentre sfrecci a tutto gas verso
il futuro sereno e roseo che ti sei guadagnato.
In questa Nuova Era della “IPER-Connessione”, in realtà, esi-
ste una grande opportunità per gli imprenditori italiani.
C’è meno per molti, ma c’è di più per chi sa come andarselo a
prendere… VELOCEMENTE!
Saper gestire il tempo è il “vantaggio sleale” nei confronti della
concorrenza.
La grande opportunità oggi è quella di tornare a prendere il
controllo di se stessi.
Quella di tornare ad essere i primi nel mondo.
Mondo in cui gli imprenditori italiani sono da sempre conside-
rati degli eroi, dei geni, degli inventori.
Ogni volta che un imprenditore italiano si siede e si mette a
ragionare è capace di creare qualcosa di unico, straordinario,
apprezzato e invidiato da tutti. Un qualcosa che l’uomo co-

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mune, fino a quel momento, non poteva neanche immaginare
possibile.
Ogni idea ben pensata genera soldi.
E in un’era di connessioni infinite in cui tutti sono “in ritar-
do”, vanno di corsa e sono schiacciati dal tanto lavoro da fare
il prima possibile, solo chi è in grado di gestire al meglio il
proprio tempo e raggiungere i propri obiettivi velocemente è
in grado di prosperare, innovare e vincere.
Per carità, ci sono aziende con grandi capitali che innovano
continuamente utilizzando i soldi per “andare più veloce”.
Ma non è il caso di un piccolo-medio imprenditore come noi.
Noi dobbiamo fare leva su ogni singolo minuto del nostro
tempo per crescere velocemente.
E se oggi senti di lavorare al di sotto delle tue potenzialità, di
avere idee che non riesci a sviluppare, di avere un potenziale
inespresso che potrebbe renderti un punto di riferimento nel
tuo settore…
… beh, allora decidere di leggere questo libro è una delle scel-
te più sagge e giuste che tu abbia fatto negli ultimi anni.
Ogni singola pagina che leggerai è il ritrovato più avanzato
delle nostre ricerche, di test sul campo ed “esperimenti” fatti
su decine e decine di imprenditori come te, con i tuoi stessi
problemi, con le tue stesse difficoltà e con l’ambizione illimi-
tata di migliorare se stessi e la vita delle persone che li circon-
dano.
Sei sei qui oggi sei in qualche modo entrato nel nostro mon-
do, perciò puoi considerare questo libro come l’inizio di un
percorso straordinario che ti porterà a mettere le mani sullo
stesso metodo di gestione del tempo che abbiamo creato su

26
misura dell’imprenditore italiano, e grazie al quale centinaia
gli imprenditori ad oggi hanno stravolto totalmente in positivo
la propria vita: prima schiavi delle loro stesse aziende, hanno
ripreso in mano le redini delle loro giornate e sono ora in gra-
do di pianificare a lungo periodo i loro progetti, raggiungendo
obiettivi professionali e personali VELOCEMENTE.
Diventerai un imprenditore in grado di fare in 3 mesi quel-
lo che gli altri fanno in un anno, raggiungendo i tuoi obietti-
vi personali e professionali in un tempo che prima per te era
inimmaginabile e lasciando a bocca aperta i tuoi concorrenti
che chiederanno in giro, stupiti e invidiosi dei tuoi risultati,
come tu ci sia riuscito.
Questo eccezionale percorso sta per iniziare!
Siamo Nicola Guarino e Attilio Cordaro, e da qui in poi - con
un linguaggio schietto, diretto, pratico, alle volte fuori dalle
righe e volutamente “pane e salame” - ti guideremo in un in-
credibile viaggio alla scoperta di un NUOVO MODO per far
crescere la tua azienda, far esplodere i risultati che finora non
sei riuscito a raggiungere - ma che vuoi ottenere con tutto te
stesso - e accelerare il raggiungimento dei traguardi che sogni
di tagliare.
Prima di entrare nel dettaglio, però, è necessario essere piena-
mente allineati e “parlare la stessa lingua”.
Per questo, senza troppi giri di parole, vogliamo iniziare met-
tendo subito in chiaro alcune idee sbagliate che la maggior
parte degli imprenditori hanno - e che quindi potresti avere
anche tu - quando si parla di “gestione del tempo”.
Cioè alcune associazioni mentali sbagliate che affiancano que-
sto ambito ad altri concetti che non solo non c’entrano nul-
la, ma che scoprirai NON devono essere di tua competenza,

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a meno che tu non voglia danneggiare la tua azienda e la tua
vita.
Se sei pronto a rimettere in discussione molte cose che proba-
bilmente pensi in questo momento, allora possiamo partire!

“Gestione del tempo = delega = non ci penso più”

Una dei più importanti equivoci quando si parla di gestione


del tempo consiste nel confonderla con la delega.
Ci è capitato di discutere con imprenditori che ci chiedessero:
“Di cosa vi occupate?”, e noi: “Aiutiamo gli imprenditori a gesti-
re meglio il loro tempo” (per iper-semplificare), e loro:
“Ah, quindi insegnate a delegare....”
A questo punto quello che risponderemmo è:
“NO, LA GESTIONE DEL TEMPO NON C’ENTRA UN
CAZZO con la delega, ok?”
Solo che poi rimaniamo calmi e rispondiamo con un tran-
quillo:
“Nono… la gestione del tempo in realtà è…”
Sono due cose diverse e non si mischiano, come l’acqua e l’o-
lio!
Mentre la delega è “trasmettere dei compiti ai miei collaboratori
affinché li svolgano correttamente”, la gestione del tempo è “ot-
tenere più risultati in meno tempo”.
Per anni, specialmente in Italia, le due cose sono state associa-
te, chiaramente per convenienza di alcuni formatori. È stato
detto: “Se ottimizzi i processi di lavoro libererai del tempo per

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fare quello che oggi non riesci a fare, fosse anche spassartela o
grattarti le palle!”
Ma questa associazione mentale è una falsità.
Perché la delega NON si risolve nel “Fai questo e fai quello” e
non ci pensi più.
Sarebbe bello se bastasse dare delle indicazioni al tuo persona-
le e… voilà!
Le tue attività vengono svolte correttamente da altri senza al-
cun impedimento, con un risultato addirittura superiore; e la
sola preoccupazione che hai è quella di capire come occupare
quella valanga di tempo che adesso ti avanza.
Ma a sogno finito bisogna aprire gli occhi e tornare alla realtà.
Infatti, ammettendo che tu possa assumere personale a cui de-
legare, prima di inserire una nuova risorsa a pieno regime in
azienda devi avere il tempo di selezionarla (che già è un lavo-
ro a sé); poi la devi formare, perché non è che metti qualcuno
a lavorare e lui sa dove mettere le mani fin dal primo giorno.
E anche dopo che l’hai formata devi controllare che ciò che
fa sia giusto, che sia svolto per come tu avevi detto; e se sba-
glia devi correggerla o peggio, intervenire subito rimediando
ai suoi casini o dicendo ad altri eventuali collaboratori di rime-
diare e sovraccaricando quindi i tuoi dipendenti che già erano
oberati di lavoro - motivo per cui avevi assunto una nuova ri-
sorsa!
Anche chi insegna la delega in Italia (e magari lo fa anche
bene) ti dice che non è che ti ritagli del tempo per forma-
re la nuova risorsa, la formi e buonanotte: devi prima creare
dei processi di selezione, poi dei processi di formazione, poi
devi monitorare, controllare e alle volte intervenire tu stesso e
di persona dove necessario, accorgendoti di aver sciupato del

29
tempo per spiegare come svolgere un lavoro che comunque
hai poi dovuto fare tu.
E tra l’altro sarai fortunato se avrai assunto una persona che
rimane sveglia e lucida anche quando il carico di lavoro e lo
stress crescono e non si rincoglionisce! Perché se è così, e ti
ritrovi a dovergli spiegare le cose due o tre volte, finisci per in-
golfarti e buttare per aria tutti i tuoi piani di lavoro.
Il discorso che abbiamo fatto vale chiaramente allo stesso modo
per quegli imprenditori che hanno già del personale in azienda:
tolta la parte della selezione, infatti, anche i collaboratori fidati
che da anni lavorano con te devono essere seguiti e ricevere le
tue indicazioni; e ti vengono a cercare se hanno da risolvere un
problema contro cui sbattono la testa. E questa esigenza deve
essere moltiplicata per il numero di dipendenti e collaboratori
che hai, provocandoti potenzialmente interruzioni, chiamate e
richieste di aiuto costanti che ti fanno diventare pazzo.
Altro che “delego e non ci penso più”!
Gestire i tuoi collaboratori è un delirio, e richiederebbe un la-
voro a parte (che, non a caso, in contesti più strutturati come
quelli delle aziende americane, svolgono i Responsabili di Area
e, al di sopra di loro, i Manager).
Ma in Italia è un lavoro che grava sulle spalle già pesanti
dell’imprenditore.
Vogliamo chiarire: noi NON siamo contrari alla delega in ge-
nerale.
Pensiamo fermamente che oltre una certa soglia serva per cre-
scere, e nei prossimi capitoli approfondiremo meglio il tema
della crescita.
Ma ciò che deve essere chiaro è che la delega, di per sé, NON

30
ti porta a sbarazzarti per sempre delle attività e QUINDI ad
essere più produttivo per questo.
Semplicemente il tuo ruolo in azienda cambia: anziché essere
il meccanico della macchina aziendale sei il Responsabile della
scuderia.
Non è un lavoro minore, ma diverso.
Ma è pur sempre un lavoro e ci vuole del tempo per farlo.
Tempo che oggi non hai e che leggendo questo libro capirai
come ritagliarti, SENZA compromettere la mole di lavoro at-
tuale che devi gestire e SENZA sacrificare i risultati che stai
ottenendo in questo momento.

“Gestione del tempo = tools e app”


Spesso molti imprenditori e liberi professionisti, e specialmen-
te i più NERD tra loro, tirano fuori i loro smartphone, tablet e
PC e dicono cose del tipo:

“Io per gestire il tempo uso l’app che fa crescere gli alberelli
e li uccide se ti distrai. È figa!”
oppure

“Io uso Trello o Asana per gestire le mie attività


e quella dei collaboratori.”

Peccato che poi alla domanda: “Ok, ma quale metodo usi per
gestire il tempo?”

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“Come fai a stabilire le priorità tra le attività che svolgi?”
“Come fai a calcolare i tempi delle attività che inserisci in questi
strumenti?”
Cala il silenzio più assoluto.
Ora, dobbiamo capirci una volta per tutte.
I software per riordinare le attività e le app per non farsi di-
strarre sono strumenti. Ci sono quelli più utili, quelli meno uti-
li, quelli colorati e carini, quelli un po’ antipatici.
Ma uno strumento NON può, per definizione, dirti come ge-
stire il tuo tempo o come essere più produttivo.
Lo strumento ti aiuta a raggiungere un obiettivo o risultato SE
E SOLO SE si piega al Metodo che ci sta dietro. È il Metodo
che dice allo strumento cosa deve contenere, in che ordine e
come può tornarti utile, non il contrario.
Senza un Metodo, qualsiasi strumento che utilizzi, anche non
digitale (lo stesso discorso vale anche per qualsiasi strumento
cartaceo, compresi i nostri), non ha senso di esistere.
Questo è il motivo per cui molti imprenditori che utilizzano
strumenti più o meno tecnologici per ordinare le loro attività
finiscono per caderne vittime, non riuscendo a governarli ma
finendo per esserne dominati.
Questo è il motivo per cui noi stessi, prima di condividere con
i nostri studenti avanzati del Metodo Ercole l’uso degli stru-
menti che utilizziamo (che, nello specifico, sono SOLO carta-
cei), spieghiamo loro qual è la strategia dietro il loro utilizzo e
come ogni strumento sia al servizio del Metodo per raggiunge-
re più velocemente e meglio un determinato risultato.

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“Non mi serve la gestione del tempo. Mi serve solo un
assistente personale e ho risolto i miei problemi!”

Abbiamo visto che in tanti imprenditori è radicata la convin-


zione che la gestione del loro tempo (assente), la confusione
mentale di cui sono vittime e le dimenticanze spariranno magi-
camente grazie ad un assistente personale.
E così iniziano a cercare un assistente personale che:

1) Abbia una memoria di ferro e si ricordi OGNI aspetto


della loro vita;
2) Gestisca l’agenda personale dell’imprenditore prenden-
do appuntamenti e rinviandone altri quando necessa-
rio;
3) Legga le sue e-mail, Messenger, Telegram e Whatsapp
e gli ordini caffè, panini, gelati e taxi quando ne ha vo-
glia;
4) Compri i regali per la figlia e moglie quando lui è trop-
po preso dal lavoro;
5) Parli con amici e familiari gestendo i suoi impegni di
famiglia e coordinandoli col lavoro;
6) Gestisca tutto il resto, che gli verrà in mente dopo aver-
lo/a assunto/a, e che l’assistente deve accollarsi.

Ora, se anche tu hai avuto e magari hai tutt’ora questa convin-


zione qui, bisogna che ci mettiamo d’accordo.
Avere un assistente personale, che fa figo e ti permette di van-
tarti con chiunque tu voglia dell’aria di importanza che inevi-

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tabilmente ti dà, NON migliorerà di una virgola la tua gestio-
ne del tempo.
Ed anzi peggiorerà la natura dei tuoi rapporti, tanto professio-
nali quanto personali.

Andiamo per ordine.

1) DÀ L’ARIA CHE TU NON SIA IN GRADO DI BADARE A TE


STESSO

Se hai bisogno di una persona per ricordarti pure che il


31/12/2023 ti scadrà il contratto di affitto della casa o che il
mese prossimo devi rinnovare la patente o che devi andare in
banca a richiedere un mutuo per la seconda casa, allora c’è
qualche problema.
Perché stai legando aspetti troppo importanti della tua vita ad
un’altra persona. Sei letteralmente DIPENDENTE da questa
persona, senza la quale non saresti in grado di provvedere alle
esigenze tue e delle persone che fanno parte della tua vita.

2) COMPROMETTE I RAPPORTI CON MOLTI CLIENTI STORICI

Data la dimensione delle aziende italiane, molti clienti storici


ti conoscono da quando sei partito: sono quelli che tu stesso
hai convinto a chiudere il primo contratto con te per iniziare
a lavorare insieme e sono gli stessi che, quando si verifica un
problema, cercano di parlare al telefono con te per risolverlo
insieme.
Si è creata una sorta di amicizia (per alcuni ti senti di togliere
“una sorta di”), un rapporto di fiducia che si è andato consoli-
dando nel tempo.

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Se poni un assistente tra te e loro, il rischio che loro si sentano
in secondo piano e in un certo senso come una rottura di co-
glioni, abbandonati, è molto alto.
In un momento di difficoltà un cliente ha bisogno di sapere
che può fare affidamento su di te, e non che parlare con lui ti
scoccia così tanto che inoltri la sua richiesta all’assistenza che
“provvederà a schedulargli un appuntamento”.
Il fatto di schedularlo è corretto, il fatto che te ne lavi le mani no.
Questo incrinerà i rapporti al punto tale che al prossimo pro-
blema il cliente inizierà a valutare di lavorare con un altro par-
tner, fino a quando non lo farà veramente.

3) METTE IN UN GRADINO DI IMPORTANZA PIÙ BASSO I TUOI


FAMILIARI

Secondo te come vivrebbe tua moglie il fatto che per qualsia-


si impegno che riguarda te, i tuoi figli e il resto della famiglia
deve interagire con il tuo o la tua assistente?
Credi che si sentirà apprezzata, valorizzata e presa in conside-
razione?
Oppure, al contrario, si sentirà messa da parte e trattata come
“l’ennesima seccatura da sbolognare alla segretaria?”
Noi crediamo la seconda. E siamo certi che lo credi anche tu.
“Ma quindi avere un assistente personale è sbagliato?”
Non in generale.
L’assistente personale è ok, a patto che:

• Sia tu a gestire i tuoi impegni personali e professionali:


non puoi non avere il controllo delle tue attività e ve-

35
nire a scoprire cosa fare ogni giorno in base a ciò che
decide la tua segretaria.
Tu sei un imprenditore e in quanto tale sei pienamente
responsabile del raggiungimento dei tuoi risultati, che
imparerai ad ottenere grazie ad un metodo di gestione
del tempo;
• Non gestisca il rapporto personale con i clienti storici
ma con i nuovi clienti fino a quando, attraverso un la-
voro specifico (che dovrai avere il tempo di fare), anche
i clienti storici matureranno nell’assistente una fiducia
tale da quasi preferirla rispetto all’interazione con te.
• Gestisca e si occupi SOLO delle faccende “meccani-
che” che qualsiasi altra persona potrebbe fare al posto
tuo con un risultato uguale o superiore, sempre che
quell’attività non abbia un significato “sociale, morale
ed emotivo”.
Esempio pratico: la tua assistente potrebbe occuparsi di
andare a comprare il regalo per il compleanno di tua figlia.
Ma se si viene a sapere credi che tua figlia penserà che
hai fatto quel regalo col cuore - anche se è così - oppure
che ti scocciava tanto andarci o eri così tanto preso dal
lavoro che alla fine hai preferito continuare a lavorare?
Ok, ti sei risposto da solo.

Ora, annullate le probabili associazioni mentali e idee sbagliate


che potevi avere sulla gestione del tempo e sul significato, pos-
siamo andare avanti.

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Una terribile confessione da farti

Fino a qui abbiamo dato per scontato che tu non avessi un’alta
consapevolezza dell’importanza del tempo nella tua vita e di
come imparare a gestirlo al meglio possa migliorarla esponen-
zialmente.
Ma dobbiamo farti una pesante confessione...
Che se anche tu l’avessi avuta e avessi già cercato e provato a
mettere in pratica in passato soluzioni per gestire il tuo tempo
e sfruttarne al massimo ogni singola briciola, riuscendo così a
far crescere la tua azienda senza impazzire e senza sacrificare
allo stesso tempo le relazioni con le persone che ami… beh.
Era perfettamente normale e scontato che avresti fallito, come
siamo certi è successo.
E questo non perché tu non abbia le capacità per applicare i
metodi o le tecniche che hai già studiato in passato, oppure
non sia abbastanza intelligente per trarne beneficio.
Ma perché nonostante la volontà di migliorare la gestione di
tutti gli aspetti della tua vita, dal lavoro al tempo per te e per le
persone che ami, ti sei ritrovato tra le mani strumenti inefficaci
che, se hai provato ad applicarli davvero nella tua quotidianità,
ti hanno solo fatto sprecare soldi e tempo prezioso.
Finalmente però, questa brutta storia è giunta al capolinea.

Perché questo sarà l’ultimo sulla gestione del tempo


che leggerai!

Vedi, prima di noi, decine e decine di guru nati in America, ac-


canto alla vendita, al marketing, al public speaking, alla leader-

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ship, alla gestione delle emozioni, etc. hanno anche spiegato la
tematica della gestione del tempo. Campioni della formazione,
maestri con cui noi stessi ci siamo formati da ragazzi prima an-
cora di fare impresa, quando abbiamo scoperto di avere pro-
blemi a gestire tre diverse aree della nostra vita, ovvero l’Uni-
versità, il lavoro e la vita privata.
Diventati adulti, avendo creato la nostra prima azienda e aven-
do avuto poi a che fare con centinaia di imprenditori italiani
incasinati, ci siamo però accorti di una cosa.
I maggiori e più rinomati metodi di gestione del tempo diffusi
in Italia fino a prima che arrivassimo noi rientravano in 3 diffe-
renti categorie:

1) Metodi di gestione del tempo americani, copia/incollati


dall’America così com’erano e diffusi tramite libri com-
plicati e poco pratici;
2) Traduzioni dei metodi americani - fatte a volte anche
male - di pseudo-formatori italiani che insegnavano lea-
dership MA ANCHE coaching MA ANCHE program-
mazione neuro linguistica MA ANCHE gestione del
tempo, MA ANCHE public speaking, MA ANCHE
pizza e fichi, spacciando in modo velato come proprie
tecniche di gestione del tempo/produttività di autori
statunitensi che nemmeno loro applicano nella loro vita
privata e lavorativa.
3) Un mix di metodi americani della prima categoria, da
cui sono stati partoriti obbrobri re-impacchettati e ven-
duti in Italia come novità assolute. Quelli che noi in
gergo chiamiamo “mix letali”.

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Ora, qual è il problema dei metodi americani, delle loro tradu-
zioni e dei “mix letali” che ne sono nati?
Che questi metodi, americani o nati da una rielaborazione fat-
ta male di questi, risultano belli in teoria ma totalmente inap-
plicabili per il piccolo e medio imprenditore italiano, tanto da
non produrre i risultati sperati nella vita di un imprenditore
con al più 3-4 collaboratori (di cui spesso una è la moglie, l’al-
tro è il fratello e l’altro il cognato).
E questo principalmente per 3 diversi motivi, relativi proprio
alle profonde differenze tra il tessuto imprenditoriale ameri-
cano, dove storicamente questi metodi sono nati, e quello ita-
liano.

Motivo N°1: la diversa dimensione delle aziende


americane e delle PMI italiane

Le PMI italiane sono strutturate in modo diverso rispetto a


quelle americane.
Le aziende americane “piccole” hanno 250 dipendenti2, l’80%
delle aziende italiane ne ha 53.
Questo significa che se in America hai centinaia di persone a
cui delegare le tue attività, in Italia tutto il lavoro da svolgere
viene fatto da 4 persone, e spesso con l’impossibilità di assu-
mere nuovo personale.
Tanto per mancanza di budget quanto per mancanza di tempo
per istruirlo.

2
Fonte SBA
3
Fonte Qui Finanza

39
Ora, con una manciata di persone e con zero tempo disponibi-
le per formarne altre, come cresci?
Con i metodi di gestione del tempo classici semplicemente non
puoi: presuppongono che tu possa delegare molte delle attività
che svolgi.
La stessa matrice di Eisenhower, uno degli strumenti di gestio-
ne del tempo americani sdoganati in Italia come la panacea di
tutti i mali dell’imprenditore, basa uno dei suoi principi sul
fatto che:
“L’imprenditore deve fare solo le cose urgenti e importanti,
mentre deve delegare tutto il resto”.
Ma non è detto che tu abbia collaboratori a cui delegarle o ab-
bastanza soldi per farlo, o che tra i tuoi collaboratori ce ne sia
uno in grado di farla, o ancora che sia così skillato da occupar-
sene, dato che spesso in una piccola azienda una persona svol-
ge molte mansioni insieme; oppure ce l’hai, provi a formarlo
ma sei così incasinato col tuo lavoro che starci dietro per for-
marlo prima, controllarlo e correggerlo poi è un casino totale.
E allora, che fare?
Se vuoi far crescere velocemente la tua azienda, devi avere un
metodo NON basato sulla delega che aumenti i tuoi introiti e
liberi il tuo tempo, in modo tale da permetterti di avere il tem-
po di formare bene le risorse che hai già e/o avere abbastanza
soldi da assumere personale a cui delegare le attività che ades-
so svolgi tu o i tuoi attuali collaboratori.

Motivo N°2: il diverso contesto economico e politico

L’America è un contesto favorevole per fare impresa.

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Hai incentivi privati e statali per avviarla, puoi assumere facil-
mente personale e soprattutto la burocrazia è semplificata al
massimo per permettere ai nuovi imprenditori di focalizzarsi
sul loro business.
Ogni imprenditore che vuole fare bene il suo lavoro deve
SOLO occuparsi di gestirlo al meglio senza troppe rotture di
scatole.
Per questo motivo i metodi di gestione del tempo americani
si focalizzano solo su come organizzare il lavoro in azienda al
meglio, e nient’altro.
In Italia, invece, funziona in modo completamente diverso.
Oltre alle normali difficoltà del fare impresa, l’imprenditore
deve fronteggiare una Burocrazia infinita, lenta e snervante,
che lo ostacola e toglie tempo prezioso al lavoro vero4.
È impossibile organizzare le proprie giornate lavorative al me-
glio trascurando questo aspetto che, anche se non strettamente
legato al lavoro in azienda, può avere serie ripercussioni su di
esso, anche gravi.
Non considerare la variabile “burocrazia” trasforma i metodi
di gestione del tempo americani in gingilli teorici e non ap-
plicabili alle PMI italiane5, e porta alla luce i loro limiti come
strumenti pratici a servizio dell’imprenditore italiano.

4
L’Italia è lo Stato con la peggiore Burocrazia d’Europa, dopo la Grecia che… è prati-
camente fallita nel 2009 (Fonte Adnkonos).
5
Per ovviare a questo problema, all’interno del nostro Metodo usiamo lo strumen-
to della Pianificazione Integrale, che permette agli imprenditori di lavorare in modo
produttivo e focalizzato nonostante abbia giornalmente a che fare con la burocrazia
italiana, ed evitare di trascurarla subendo gravi problemi in azienda.

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Motivo N°3: l’importanza della puntualità dei fornitori

Jeff Bezos, CEO di Amazon, ha dichiarato in una recente in-


tervista per SkyTG24 che “Il successo di Amazon sta nell’osses-
sione per il cliente”.
Ora, a prescindere dall’ovvio fatto che né tu né noi siamo
grandi quanto Amazon, a livello culturale per le aziende ame-
ricane “curare la relazione col cliente” ha un valore inestimabile
e infatti il loro focus è incentrato totalmente sul fornire la mi-
gliore esperienza possibile a chi acquista o anche solo intende
acquistare i loro prodotti e servizi.
Quindi, se in America un fornitore deve consegnare qualcosa
ad un cliente, è scontato che sarà puntuale o addirittura con-
segnerà in anticipo, per stupirlo e fidelizzarlo ancora di più,
e laddove ci siano problemi, ostacoli e difficoltà che possono
capitare, gli verrà incontro aiutandolo il più possibile.
Dato che in un normale processo produttivo o nell’erogazione
di un servizio un’azienda si rivolge praticamente sempre ad al-
meno un fornitore, l’affidabilità di essi si traduce nel rispetto
della pianificazione del lavoro, che significa automaticamente
concluderlo entro le scadenze previste.
In Italia, invece, è esattamente il contrario.
Trovare un fornitore che lavori bene, non ti tiri buca, ti con-
segni la merce in tempo ed entro le scadenze è un’impresa
nell’impresa.
Questo significa che se un progetto richiede di avere a che fare
con 3 o 4 fornitori diversi, rispettare i tempi previsti sulla base
della parola data è altamente difficile.
E quindi spesso alcune aziende, per questo motivo, si ritrova-
no con contratti rescissi per ritardo nella consegna, perdita di

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clienti storici e cattiva pubblicità di clienti insoddisfatti che di-
ventano bestie da combattere anche per le PMI che lavorano
in modo serio e professionale.
Un metodo che funzioni in Italia quindi deve avere il “pote-
re magico” di azzerare gli imprevisti, eliminando la possibilità
che ritardi e tempi lunghi (che non possiamo controllare) pos-
sano intralciare il lavoro dell’imprenditore e, di conseguenza,
la sua credibilità agli occhi dei clienti.

La soluzione ESISTE (la stai tenendo tra le mani)

Dopo aver letto i 3 motivi che ti abbiamo mostrato sopra e


averti spiegato REALMENTE come stanno le cose senza se-
greti e peli sulla lingua, hai probabilmente capito qual è la ra-
dice di molti dei problemi che stai vivendo in questo preciso
momento, e la ragione per cui le soluzioni che probabilmente
hai usato in passato per gestire il tempo al meglio sono state
totalmente inefficaci.
Il motivo è la mancanza di un metodo di gestione del tempo
creato ad hoc per il piccolo e medio imprenditore italiano.
Un metodo adatto al modo di fare impresa in Italia, molto
diverso da quello di fare impresa negli altri paesi (specie in
America) e che parta dalle esigenze, necessità e soprattutto
dai problemi delle PMI italiane, proponendo soluzioni prati-
che per risolverli.
Sappiamo cosa stai pensando: “ma un metodo del genere, esiste?”
Sì, esiste.
Si tratta dello stesso Metodo che utilizziamo e insegniamo con
successo ai nostri studenti. Il metodo che ha stravolto in po-

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sitivo la nostra vita e quella di decine e decine di imprendito-
ri come te, e che ha prodotto risultati incredibili in gente che,
prima di incontrarci, aveva provato mille soluzioni diverse con
uno spreco di tempo e soldi che non si può quantificare.
Il Metodo 100% italiano di cui ti stiamo parlando è riuscito a
dare a degli imprenditori padri di famiglia più tempo da passa-
re con i propri figli, recuperando la relazione con loro e con le
rispettive mogli. Ha permesso ad altri imprenditori di ottimiz-
zare le proprie risorse ed energie, aumentare i profitti e prepa-
rarsi alla crescita delle loro aziende. Ha permesso a imprendi-
tori incasinati di realizzare progetti che tenevano nel cassetto
da anni, dove stavano facendo la muffa, senza lavorare un’ora
in più del loro tempo e senza sacrificare la loro vita privata e i
loro affetti.
Risultati incredibili che chiaramente non sono nati dal nulla.
Il Metodo che scoprirai in questo manuale è nato dal sogno
che correva sulle gambe di due ragazzi ambiziosi, poi diven-
tati uomini, che, lottando contro le avversità, mille peripezie e
fatiche, sono riusciti a creare una metodologia che garantisce
loro il raggiungimento di qualsiasi obiettivo, la piena libertà e
il totale benessere che desideravano per sé e per le persone che
amavano.
Nelle prossime pagine ti confesseremo nel modo più traspa-
rente e intimo possibile, come degli amici al bar davanti ad un
caffè, chi siamo, com’è nata la nostra “ossessione positiva” ver-
so la gestione del tempo e cosa ci spinge ogni giorno a dare il
massimo per impattare su più imprenditori possibili e cambia-
re la loro vita in meglio, così che tu possa sapere subito perché
dovresti dedicare ore preziose a leggere quello che abbiamo da
dirti sulla gestione del tuo tempo, invece che utilizzare questo
libro come zeppa per un tavolo che balla o per accendere un
barbecue o un camino…

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LA GENESI DEL PRIMO METODO
DI GESTIONE DEL TEMPO
CREATO IN ITALIA
CHE HA CAMBIATO IN MEGLIO
LA VITA DI IMPRENDITORI
AMBIZIOSI, CORAGGIOSI E
DETERMINATI COME TE...

Nicola nacque in un contesto familiare umile, operaio. Circon-


dato d’amore, crebbe forte e determinato, divenendo ben pre-
sto il secondo uomo di casa.
Maledettamente ambizioso come pochi e determinato ad es-
sere il numero uno in ogni ambito della sua vita, finito il di-
ploma iniziò a studiare all’Università, Ingegneria, e a lavorare
contemporaneamente, per non gravare sulle spalle già pesanti
dei propri genitori.
Tutti gli dicevano che sbagliava e che avrebbe fatto entrambe
le cose male, ma lui non voleva ascoltarli, desideroso com’e-
ra di raggiungere risultati superiori rispetto alla media dei suoi
coetanei.
Iniziò quindi a lavorare come venditore all’interno di un call
center, studiando la mattina e tornando sui libri la sera, fino ad
addormentarcisi sopra.

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Al call center Nicola conobbe me, Attilio.
Avevo iniziato anch’io a lavorare lì per le stesse ragioni di Ni-
cola e anch’io frequentavo l’Università, Giurisprudenza.
Avevo imparato fin da piccolo a cavarmela da solo: cicciottello
e goffo come ero, avevo capito presto che il mondo non era
tutto rose e fiori come un bambino poteva immaginarlo.
Ma anziché farmi chiudere in me stesso, le critiche e i giudi-
zi negativi diventarono la ragione per essere più forte, furbo e
cazzuto degli altri.
Tra il carattere che avevamo in comune e le differenze che ci
completavano, c’era una cosa che più di tutte ci legava: la voglia
di diventare qualcuno nella vita in grado di lasciare un segno.
La voglia di emergere e tirarci fuori dalla situazione di origine
da cui siamo partiti, non accettando il pensiero comune e ri-
bellandoci allo status quo.
Anche se non ci mancava oggettivamente nulla e i nostri ge-
nitori sarebbero stati disposti a non mangiare pur di garantir-
ci il meglio, avevamo promesso a noi stessi che un giorno sa-
remmo stati noi a garantirgli un futuro migliore, una vita piena
di quelle soddisfazioni, anche semplici, ma importanti che in
quanto genitori si meritavano.
Soprattutto, però, desideravamo con tutti noi stessi creare
qualcosa che cambiasse davvero in meglio la vita delle perso-
ne, ed essere un esempio per molti di tenacia, perseveranza e
coraggio.
All’epoca non sapevamo ancora cosa avremmo fatto nella vita,
ci mancherebbe. E non sapevamo nemmeno minimamente che
tra i mestieri possibili esistesse quello di “formatore”.

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Inoltre non avevamo ancora creato nessuna “cosa unica”, an-
che se tra una pausa e l’altra al Call Center, quando facevamo
riposare orecchie e cervello da tutti i “vaffanculo” che pren-
devamo minuto dopo minuto, ci divertivamo ad immaginarci
come persone di successo, creatori di “strane” e “geniali” in-
novazioni che chiaramente non videro mai la luce (e col senno
di poi... meno male!).
Tra me e Nicola iniziò un’amicizia vera e sincera che via via si
rafforzò nel corso del tempo.
Ma presto per noi le cose si complicarono.
Passarono i mesi, e nonostante ci impegnassimo tanto per far
funzionare tutto, i nostri risultati universitari erano davvero
scarsi.
Io, pur prendendo dei voti alti agli esami, andavo lento come
una lumaca, dando meno della metà degli esami rispetto ai
miei colleghi di corso NON lavoratori.
Mentre Nicola, iscritto ad Ingegneria, in 9 mesi interi di anno
accademico aveva sostenuto 7 esami superandone la bellezza
di ZERO!
Cademmo in crisi.
Avevamo iniziato a lavorare oltre che a studiare per avere di
più degli altri, ma ci stavamo trovando con un pugno di mo-
sche in mano.
Finché un giorno, in un caldo pomeriggio di luglio, mentre mi
trovavo in ufficio con le cuffiette di plastica che mi facevano
male alle orecchie, vidi correre Nicola verso di me quasi in la-
crime.

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Era distrutto, singhiozzava, e a stento riuscii a capire cosa vo-
lesse dirmi.
R-I-M-A-N-D-A-T-O.
DI NUOVO.
PER LA SETTIMA VOLTA CONSECUTIVA.
Si trattava dell’esame di matematica, materia che a Nicola pia-
ceva moltissimo e nella quale, fino alle scuole superiori, era
stato il più bravo dell’istituto.
E mentre mi raccontava ciò che era successo capii che qualcu-
no, forse una divinità superiore, si stava divertendo a prender-
si spudoratamente gioco di noi muovendo le fila delle nostre
vite come un burattinaio capriccioso.
Mi raccontò che la professoressa era indecisa se dargli o meno
la sufficienza, e che aveva optato per negargliela dopo aver sa-
puto che Nicola era uno studente lavoratore, dato che secondo
lei “chi studia e lavora prende sottogamba l’Università”.
Mentre Nicola faceva scivolare quelle parole su un filo di voce
spezzata, il sangue mi ribollì dentro, e mi sentii come una pen-
tola a pressione pronta ad esplodere.
E sebbene in quel preciso istante volessi gridare con tutta la
forza che avevo dentro, decisi di affogare quelle urla e spedir-
le dritte allo stomaco inghiottendo un rospo che i muscoli del
collo riuscirono a stento a far scendere giù per l’esofago.
La parte conscia del mio cervello bloccò le emozioni negative
che mi stavano aggrovigliando le viscere e mi suggerì di non
fomentare ira.
Ma esattamente il contrario.

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Mi accostai a lui, lo tranquillizzai, e dopo che smise di piange-
re lo guardai dritto negli occhi; e con un timbro di voce forte,
di chi crede di sapere come funziona la vita, gli dissi:
“Questa situazione deve cambiare!
Nico, io ti giuro che un giorno non molto lontano quella che
stiamo vivendo sarà una cosa di cui sorrideremo, e nient’altro”.
Ma lui rifiutò le mie parole.
Non poteva credermi.
Non riusciva a credere neanche a se stesso.
E - me lo confessò dopo - iniziò a pensare che forse tutti gli al-
tri là fuori avevano ragione a dirgli di lasciare il lavoro, sempli-
ficarsi la vita e fare un’unica cosa, ovvero studiare, facendola
così al meglio.
Condurre, in pratica, la vita di tutti gli altri giovani studenti
universitari della sua età e accontentarsi di essere un giovane
qualunque, anonimo.
Fortunatamente, dopo alcuni giorni di smarrimento, tornò da
me lucido e determinato come sempre, e iniziammo a ragio-
nare sulla causa profonda da cui si erano generate tutte le fru-
strazioni che vivevamo in quel periodo.
Una cosa l’avevamo intuita: che se l’Università, il lavoro, e la
vita privata andavano una merda significava che ci doveva es-
sere un denominatore comune che aveva generato risultati ne-
gativi.
Ma di cosa si trattava?
Ci riflettemmo con tutte le nostre forze, senza sosta.
Fino a che, dopo settimane…

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…mentre sorseggiavamo il nostro caffè della solita pausa delle
17:00 al call center, fummo colti dall’ennesima crisi di sfiducia
nelle nostre potenzialità di studenti-lavoratori, chiamati a fare
più cose contemporaneamente.
Ci dannavamo l’anima perché non capivamo quale fosse il pro-
blema di base che non ci permetteva di ottenere i risultati che
desideravamo.
Non riuscivamo a trovare quale fosse quel denominatore co-
mune che legasse Università, lavoro e vita privata.
Nicola: “Cazzo ma com’è possibile… noi studiamo tantissimo,
seguiamo tutte le lezioni, ci svegliamo prestissimo… cosa faccia-
mo di sbagliato?
Tutti ci dicono di abbandonare il lavoro per fare una sola cosa
bene, dato che avremmo più tempo…
E in realtà in parte hanno ragione.
Effettivamente noi abbiamo meno tempo rispetto a tutti gli altri.
Forse è questo il problema.
Forse hanno ragione tutti gli altri”
Attilio: “Sì, ma non è possibile. Cioè per quanto è vero che ab-
biamo meno tempo rispetto a tutti gli altri, è anche vero che esi-
ste gente molto più incasinata di noi che ha risultati pazzeschi.
Quindi forse il problema non è quanto tempo ne abbiamo, ma
come lo gestiamo…”
Nicola: “Si, in effetti è vero…”
Da lì, iniziammo ogni giorno a ragionare in questa direzione.
E poco dopo, maturammo la convinzione che tutte e tre le
aree andavano uno schifo non perché non fossimo abili nel

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portarle avanti in generale, ma perché non sapevamo bene
come gestire il nostro tempo per ottenere risultati veloci in
ognuna di esse.
Allora iniziammo a lamentarci che nessuno in Italia spiegasse
come fare, o almeno che si prendesse la briga di spiegarlo a noi.
A quei tempi, detto molto sinceramente e senza nessun timore
di essere giudicati, eravamo persone abbastanza mediocri, e la
formazione non sapevamo nemmeno cosa fosse.
Nonostante la nostra voglia innata di non accettare il pensiero
comune, concretamente eravamo plasmati da un contesto che
ci portava a lamentarci e nulla più.
Fino a che un giorno Nicola - esasperato dal voler risolvere a
tutti i costi quel problema - fu attratto da una pubblicità su
Facebook e decise di spendere 27 euro per comprare un libro
che lo incuriosì molto.
All’epoca, per la mentalità che avevamo, 27 euro in un libro
era un azzardo per noi, anche perché probabilmente non l’a-
vremmo mai letto tutto.
Si chiamava “Autostrada per la Ricchezza” ed era il suo primo
libro.
Gli arrivò presto a casa e iniziò a sfogliarlo con un’aria scetti-
ca… fino a divorarne tutte e 400 le pagine in pochi giorni!
Nel frattempo mi chiamò per consigliarmelo fortemente.
Lo comprai anche io con l’accordo che ne avremmo discusso
insieme una volta finito.
Dopo qualche giorno ci trovammo a parlarne e grazie a quel
libro, scoprimmo un concetto che ribaltò totalmente i nostri
pensieri e rivoluzionò la nostra vita:

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“Tu sei l’unico responsabile della tua vita. Sei tu che decidi come
impiegare ogni singolo attimo del tuo tempo.
Quindi se non sei felice dei risultati che hai è tua responsabilità
agire per cambiarli”.
Oltre a questo, quel libro ci aveva trasmesso altri tre concetti
fondamentali:

1) Il tempo è la cosa più preziosa che abbiamo a disposi-


zione e imparare a gestirlo è la competenza più impor-
tante che un uomo può possedere;
2) Per ogni competenza che vogliamo migliorare c’è sem-
pre almeno un libro a nostra disposizione;
3) Più investi in formazione, più ti torna indietro e se vuoi
velocizzare i risultati, i corsi e i video-corsi valgono più
dei libri.

Da quel preciso momento la nostra vita prese una piega ina-


spettata e sconvolgente.
Trovammo la logica che diede sfogo alla nostra innata voglia
di ribellione, così smettemmo di lamentarci e iniziammo final-
mente a cercare online soluzioni che potessero aiutarci a gesti-
re il nostro tempo e a cancellare definitivamente le ferite che
continuavano a farci soffrire, giorno dopo giorno.
Ci accorgemmo che si trattava perlopiù di materiale pensato
per imprenditori e manager, tra cui metodi, strategie e tecni-
che di gestione del tempo americani: se avessimo deciso di stu-
diarli avremmo dovuto per forza di cose riadattarli al caso di
due studenti universitari lavoratori italiani.

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Così creammo un fondo comune dove facemmo confluire tutti
i risparmi che dopo mesi e mesi di duro e sudato lavoro a suon
di “Non mi interessa nessuna promozione...Vaffanculoo!” aveva-
mo messo da parte, e rinunciammo a qualsiasi soddisfazione
che tutti gli altri ragazzi della nostra età si prendevano per in-
vestire tutto nella risoluzione dei nostri problemi.
Iniziammo ad acquistare corsi e video-corsi e a leggere qualsi-
asi libro esistente sulla gestione del tempo che potesse tornarci
utile e aiutarci a migliorare la gestione delle nostre giornate e
priorità.
Ogni volta che scoprivamo una cosa nuova che ci sembrava
valida la testavamo su di noi, la riadattavamo e miglioravamo
di una tacca la gestione del nostro tempo.
Presto i nostri risultati parlarono da soli.
Io riuscii a dare il doppio degli esami universitari mantenendo
una media da fare invidia a tutti.
Nicola, che tra le tante cose capì di aver sbagliato a scegliere
Ingegneria, si iscrisse ad Economia dove ottenne improvvisa-
mente risultati universitari straordinari.
Nel frattempo al lavoro le nostre performance da venditori au-
mentano vertiginosamente e dopo qualche mese diventammo i
venditori più giovani e bravi del nostro settore, guadagnando
in sole 4 ore al giorno stipendi più alti dei nostri genitori.
In più, come se non bastasse, riuscivamo addirittura a ritagliar-
ci SEMPRE del tempo per noi durante la settimana.
In una parola: SBALORDITIVO!
SOLUZIONE TROVATA!
I nostri colleghi universitari, i nostri amici e chiunque ci stava

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attorno iniziavano a guardarci con stima e ammirazione per i
risultati che stavamo ottenendo, ma anche con stupore…
… come facevano due ragazzi, che fino a poco tempo prima
erano indietro come un portabagagli rispetto a tutti gli altri,
ad essere riusciti a tornare al passo e addirittura avere risultati
superiori rispetto agli altri, lavorando e avendo meno tempo?
Molti iniziarono a chiederci quale fosse il nostro segreto e così,
un po’ ignari di ciò che avevamo tra le mani e spinti dalla vo-
glia di condividere le nostre scoperte con altre persone, così da
impattare positivamente nella loro vita, iniziammo a “insegna-
re” il nostro metodo anche ad altri studenti universitari lavora-
tori.
L’idea che qualcuno potesse beneficiare di qualcosa che aveva-
mo creato da zero ci rendeva fieri ed orgogliosi: era spavento-
so come il nostro metodo producesse gli stessi risultati anche
su di loro.
La “folla” attorno a noi si faceva sempre più ampia e diven-
tammo presto un punto di riferimento nella nostra Università,
almeno per chi studiava e lavorava.
Così, cavalcando l’onda del nostro “successo” tra gli studenti
lavoratori della nostra Università e col desiderio ardente di im-
pattare su più studenti lavoratori possibili, sfruttammo il Web
creando due nuovi strumenti prima ancora di finire l’Universi-
tà: una piattaforma di scambio di appunti per studenti lavora-
tori per evitare di dover seguire le lezioni e risparmiare tempo
prezioso per studiare, e dei programmi online per trasferire il
nostro metodo anche a chi si trovava a Km di distanza dalla
nostra città.
Grazie al metodo di gestione del tempo che avevamo creato,

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testato e utilizzato in quei anni, passammo in poco tempo da
studenti lavoratori che stavano per rinunciare ai loro sogni a
causa di risultati scarsi o nulli a studenti di successo prima, e
giovani imprenditori ancor prima di laurearci.
Se avessimo scritto questo libro in quegli anni e la storia fosse
finita qui, questo sarebbe stato il classico finale da “vissero tut-
ti felici e contenti”.
Peccato che…
… col passare dei mesi, ci scontrammo con un problema anco-
ra più grande del precedente.
Eravamo stati letteralmente assorbiti dal lavoro.
Ingolfati.
Così pieni di attività, task, obiettivi aziendali, che ci veniva
ogni giorno l’affanno e l’ansia solo a sapere cosa ci fosse da
fare per il giorno successivo.
Facevamo tutto di corsa e non arrivavamo quasi mai a portare
a termine tutte le attività che dovevamo fare.
Avevamo la sensazione che il tempo non ci bastasse mai, lavo-
ravamo ormai 9/10 ore al giorno ma sentivamo di aver bisogno
realmente di giornate di 48 ore per riuscire a finire tutto.
Avevamo difficoltà a mantenere il focus sulle attività importan-
ti e spesso venivamo travolti da dimenticanze gravi che ci face-
vano sentire degli scarsi imprenditori.
Ci sentivamo come due criceti che correvano su una ruota da
cui, ad un certo punto, non riuscivamo più a scendere.
Eravamo letteralmente disperati.
Credevamo di aver fondato un’azienda per aiutare altre perso-

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ne a migliorare la loro situazione creando qualcosa di unico ed
essere liberi e indipendenti da tutto… e invece avevamo creato
la nostra gabbia!
Non più padroni delle nostre giornate, ma schiavi della nostra
stessa azienda.
Era come se fossimo tornati al punto di partenza, ma con in
più un terribile paradosso che ci faceva sentire piccoli come
delle formiche: essere esperti di gestione del tempo che non
sanno gestire il loro tempo.
Ci sentivamo persi.
E anche se i nostri studenti avevano risultati eccezionali gra-
zie ai nostri corsi, la nostra azienda ci stava crollando addosso
come un edificio di 20 piani a cui, da un momento all’altro,
vengono a mancare le fondamenta.
Come se non bastasse, la nostra vita privata era un disastro.
Il tempo per le nostre relazioni si stava assottigliando sempre
più.
Finché un malaugurato giorno…
.... fui io ad andare da Nicola in lacrime.
La mia ragazza, che reputavo l’amore della mia vita, mi aveva
lasciato.
La motivazione?
Non “non ti amo più”, “ho un altro”, o cose simili.
Quello sarei stato disposto ad accettarlo.
Il motivo era che “stiamo troppo poco insieme e, quando sei ac-
canto a me, hai sempre la testa al tuo lavoro.

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Non ci sei mai e mi dai un briciolo di attenzioni”.
Mi sentivo una merda.
“Maledetto lavoro”, pensai...
Era come se un camion mi fosse passato addosso, e degli av-
voltoi mi avessero strappato a forza straccetti di carne rimasta
senza vita sull’asfalto rovente.
Quella volta fu Nicola a ricambiare il giuramento.
Mi disse:
“Io posso benissimo immaginare come ti senti, amico mio, per-
ché mi sento in gabbia, proprio come te, ma ti giuro che uscire-
mo da questa situazione di merda il più velocemente possibile.
Ne usciremo vincitori, come gladiatori in un’arena di leoni…
e finalmente saremo LIBERI!”.
Fu così che tornammo a riprendere in mano tutti i libri e i cor-
si comprati con tutti i risparmi guadagnati qualche anno pri-
ma, per studiarli nuovamente da zero nella speranza di poterli
applicare da imprenditori quali ormai eravamo.
Nel frattempo, la nostra ricerca e il nostro studio non termina-
rono lì.
Continuammo a comprare altra formazione a riguardo e
in poco tempo ci “bevemmo” tutti i corsi su come gestire il
tempo, come essere più efficaci, come essere più produttivi,
come gestire i task e come creare una azienda automatica che
lavorasse al posto nostro mentre noi eravamo in barca a bere
champagne (è così che vengono tutt’ora venduti).
Ma sia chiaro: non eravamo due gonzi in cerca di opportunità
facili e veloci come molti che studiano queste cose qua.

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Noi non volevamo lavorare di meno.
Non avevamo paura del lavoro duro.
Non volevamo “godercela” con i “plin plin” automatici.
Noi volevamo riuscire.
Volevamo avere più risultati.
Volevamo diventare qualcuno nel nostro settore, vedere rico-
nosciuto il nostro valore, creare qualcosa di unico attraverso
cui migliorare la vita delle altre persone che vivevano proble-
matiche simili alle nostre.
Ma chiaramente volevamo farlo senza dover rinunciare a vive-
re appieno la nostra vita e i nostri affetti.
Volevamo lavorare sereni e soprattutto… LIBERI!
Purtroppo però, dopo mesi e mesi passati con l’ossessione di
acquistare, studiare e ricercare tutto il possibile in questo am-
bito che ci faceva andare a letto sempre troppo tardi, non era
cambiato nulla.
Farci il culo a capanna studiando quei metodi americani (spes-
so mal tradotti in italiano) per avere più tempo, quei corsi,
quelle tecnicucce per essere tre volte più produttivo e fare in
modo che sia “l’azienda a lavorare per te e non tu per lei”, ci
stava solo rubando soldi e ore preziose.
Stavamo per arrenderci all’impossibilità che un imprenditore
potesse avere una vita ricca da ogni punto di vista, sia lavorati-
va che personale, ed eravamo quasi rassegnati all’idea di dover
necessariamente rinunciare a uno dei due aspetti per noi fon-
damentali: la famiglia o il successo.
Fino a quando…

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… una mattina mi decisi, andai a prendere Nicola a casa senza
nemmeno avvisarlo, scampanellai al suo citofono e gli dissi:
“Nicola, scendi!
Se da soli non riusciamo a trovare una soluzione, proviamo a ra-
gionarci insieme.
L’unione fa la forza!”
Lui, ancora intontito per la sorpresa, si infilò nella mia macchi-
na e qualche ora dopo ci recammo sul lungomare di Palermo.
E fu lì che iniziammo a ragionare insieme, ad alta voce, con-
frontandoci l’un l’altro.
Dopo un’ora di turbamenti senza riuscire a venirne a capo,
Nicola, schematico e analitico come sempre, esordì in questo
modo:
“Atti, aspetta, forse ci sono! Seguimi...
… noi abbiamo studiato tutto ciò che esiste sulla gestione del
tempo e l’abbiamo riadattato alla nostra situazione da studenti
per farlo funzionare.
Giusto?
Lo assecondai: “Giusto.”
“E dopo aver ottenuto risultati, siamo diventati quelli che inse-
gnano agli studenti universitari a gestire il tempo per superare
tanti esami con voti alti.
Ci sei?”
“Sssssiiiii….”, risposi dubbioso ma estremamente interessato
per la conclusione imminente del ragionamento.
“Oggi siamo diventati degli imprenditori e cosa abbiamo fatto?

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Abbiamo smesso di applicare ciò che funzionava su di noi da
studenti, abbiamo ripreso in mano i metodi di gestione del
tempo americani così come li avevamo studiati perché in effetti
erano pensati per imprenditori, e pensavamo di aver trovato la
soluzione.
Corretto?”
Risposi: “Sì, certo”.
Mi disse: “E se il problema fosse proprio questo?”
Lo guardai.
Sgranai gli occhi.
Non capivo.
Gli chiesi spiegazioni, e lui:
“Per quale motivo ciò che funziona in America e per le aziende
americane dovrebbe valere così com’è anche qui?
Può darsi che l’inapplicabilità di quei metodi stia proprio nel fat-
to che sono pensati per una tipologia di azienda diversa dalla no-
stra?”.
Rimasi immobile con una faccia da pesce lesso.
L’intuizione era semplice ma disarmante.
Non sapevo se dargli ragione o meno, ma il suo discorso non
faceva una piega.
Ci precipitammo a casa mia, aprimmo il mio portatile e facem-
mo le dovute ricerche.
BOOM!
Avevamo scoperchiato il Vaso di Pandora.
Fonti istituzionali, forum, ricerche di settore, osservatori e casi

60
studio dimostravano esattamente quanto avevamo intuito da
soli empiricamente.
E cioè che il tessuto imprenditoriale americano NON HA
NULLA A CHE SPARTIRE con quello italiano.
La differente dimensione delle aziende, la complicata rete del-
la burocrazia italiana contro la semplicità di fare impresa ne-
gli Stati Uniti, l’incapacità di crescere facendo leva su flotte di
personale che puoi assumere e licenziare in modo semplice, la
puntualità dei fornitori americani e l’imbarazzante ritardo di
quelli italiani erano tutti elementi che giustificavano un DI-
VERSO modo di lavorare, una DIVERSA gestione dei colla-
boratori, una DIVERSA organizzazione dell’imprenditore.
Dopo un po’ smettemmo di cercare e passammo a riflettere.
Oltre alla matrice di Eisenhower e alle sue criticità, già viste
sopra, la stessa “Regola dei 2 minuti” di David Allen, ritenuta
la trovata del XX secolo, era una cazzata, dato che era incen-
trata su interruzioni continue per valutare se ciò che ci era sta-
to messo davanti potesse essere fatto in due minuti oppure no.
Che se sei un imprenditore americano con 250 dipendenti, che
viene interrotto 2 volte al giorno dal suo Vice, è giustificabile
e ci può stare; ma se sei Pino l’idraulico con 3 dipendenti e
devi gestire le chiamate dei clienti, i collaboratori, le fatture,
le banche, l’Agenzia delle Entrate e il commercialista, significa
essere travolto da interruzioni infinite che non fanno altro che
intralciare il tuo vero lavoro da imprenditore.
Tutti i metodi di gestione del tempo americani che avevamo
imparato, tutte le tecnicucce e i “trucchetti” per essere più
produttivi, ci sembravano bei principi in teoria ma totalmente
inapplicabili in pratica ad una micro impresa perché…

61
… non erano stati creati sul modo di lavorare del piccolo e
medio imprenditore italiano.
FINALMENTE AVEVAMO CAPITO!
Avevamo fatto centro.
Avevamo trovato la fonte del problema.
E in quell’istante, capimmo anche un’altra cosa.
Che se nessun metodo di gestione del tempo americano già
esistente avrebbe potuto aiutarci, saremmo dovuti essere noi,
due giovani imprenditori del Sud, a crearne uno che faceva al
caso nostro.
Un metodo di gestione del tempo fatto da noi e ritagliato sul
nostro modo di lavorare da PMI italiana.
Ci mettemmo subito a lavoro.
Volevamo a tutti i costi riconquistare il nostro tempo, ritrovare
la serenità perduta, riconquistare la fiducia delle persone che
amavamo.
Volevamo liberarci dall’ansia di scadenze e urgenze che bloc-
cavano la nostra corsa verso la libertà e un futuro migliore.
Volevamo che la nostra estrema ambizione non fosse il limite
per una vita felice.
Lavorammo per mesi analizzando da vicino i problemi che ci
capitavano, elaborando via via soluzioni pratiche e immediata-
mente applicabili per risolverli.
E, senza nemmeno rendercene conto, in poco tempo la nostra
vita si stravolse totalmente in positivo, per la seconda volta.
La nostra azienda fece un 4.000% in più di fatturato al secon-
do anno.

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In soli 3 mesi e senza l’aiuto di nessuna casa editrice scrivem-
mo e pubblicammo il nostro primo libro, un volume di ben
400 pagine che divenne presto un best seller su Amazon.
Iniziammo a produrre nuovi corsi per studenti, a fare consu-
lenze ad altre aziende esterne e finalmente riuscimmo a pre-
parare l’espansione del portale di appunti su tutto il territorio
nazionale.
Inoltre io riuscii a riconquistare la stessa ragazza che mi aveva
lasciato, mentre Nicola riuscì a trovarne una, proprio perché
adesso aveva così tanto tempo per sé da poterne dedicare ab-
bastanza anche ad un’altra persona.
Ben presto i nostri risultati furono così esplosivi che alcuni
imprenditori di rilievo come Alfio Bardolla, Paolo Ricchi ed
Emanuele Pianelli ci notarono.
In particolare quest’ultimo decise di invitarci come relatori al
corso Richfit, la scuola per fitness manager N.1 in Italia, per
insegnare la gestione del tempo agli imprenditori suoi studenti.
In qualità di giovani imprenditori venuti dal basso, avevamo
una fame, un’ambizione e voglia di rivalsa senza eguali.
Accettammo senza pensarci due volte, anche se fino a quel
momento le uniche persone che avevano beneficiato delle no-
stre scoperte e che eravamo sicuri di poter aiutare erano gli
studenti universitari lavoratori.
Arrivammo a Bologna con “gli occhi della tigre” e quando
fummo chiamati sul palco salimmo determinati come non mai,
desiderosi di condividere le nostre scoperte, frutto di anni di
studi, ricerche e applicazione sul campo, con centinaia di im-
prenditori.

63
Dopo uno speech di appena 30 minuti in cui rivelammo alcu-
ne strategie pratiche da applicare subito, notammo gli occhi
degli imprenditori in sala illuminarsi.
Anche loro vivevano i nostri stessi problemi, infatti un gruppo
di imprenditori ci assalì per farci domande, oltre a chiederci
dove potevano trovare le nostre informazioni.
Inoltre più o meno i 2/3 della sala stava già comprando il no-
stro libro per studenti, l’unico materiale sul mercato che a
quell’epoca contenesse nostri consigli di gestione del tempo.
Era incredibile.
In pochi minuti ci rendemmo conto che l’esigenza di imparare
a gestire il tempo da imprenditori italiani non era solo nostra.
Passammo due giorni in quell’hotel (il resto del corso insom-
ma) fianco a fianco con quegli imprenditori e conoscere la loro
storia, i risultati che hanno ottenuto e la forza con la quale han-
no dovuto superare le difficoltà, ci riempiva il cuore di gioia.
Sentimmo che in realtà c’era qualcosa di forte che ci univa, più
forte di quello che ormai ci legasse agli studenti a cui finora
avevamo insegnato.
Avevamo i loro stessi ideali, i loro stessi valori, la loro stessa
mentalità, ambizione, lo stesso desiderio di felicità, ricchezza e
libertà. Parlavamo la stessa lingua.
In mezzo a loro ci sentivamo nel nostro habitat naturale.
Trasferirgli le nostre scoperte e conoscenze, ci soddisfaceva
molto di più che farlo con studenti da cui eravamo sempre più
distanti.
Così, decidemmo di ascoltare il nostro istinto: iniziare a inse-
gnare la gestione del tempo agli imprenditori.

64
Ma si trattava solo di un’intuizione.
Il metodo che avevamo abbozzato, non lo avevamo provato
su altri e non avevamo un’esperienza imprenditoriale tale da
poter avere la certezza di poterli aiutare a velocizzare i propri
risultati e migliorare la propria vita.
Così, spinti da un’irrefrenabile voglia di innovare e creare cose
nuove in grado di impattare positivamente nella vita delle per-
sone e desiderosi di lavorare con chi, ormai, essendo un im-
prenditore era molto più simile a noi, decidemmo di creare un
Boot Camp, ossia un vero e proprio campo di addestramen-
to dove, accanto ad una ristretta cerchia di piccoli e medi im-
prenditori opportunamente selezionati, lavorammo duramente
per testare e affinare il nostro metodo e ridisegnarlo partendo
dall’utilizzo, dalle esigenze, dalle necessità e dall’esperienza sul
campo degli imprenditori italiani.
Si trattava di imprenditori cazzuti, determinati e ambiziosi,
provenienti da settori completamente diversi tra loro: da chi
aveva uno studio di grafica in Toscana a chi si occupava di in-
vestimenti immobiliari, a chi invece era a capo di un laborato-
rio di analisi nel settore Automotive.
Da chi era appena partito a chi fatturava già milioni di euro e
voleva di più.
Da quello che lavorava da solo a quello con decine di collabo-
ratori sotto di lui.
Attraverso video-lezioni e consulenze personalizzate settima-
nali con ognuno di loro, li guidammo come Personal Trainer
nell’applicazione del Metodo che avevamo elaborato.
Mettemmo sotto stress i principi e le pratiche che applicavamo

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e insegnavamo, così da colmare le lacune che venivano a galla
con soluzioni ancora migliori.
E dopo mesi e mesi di intenso lavoro, al termine di quel Boot
Camp mettemmo alla luce il formato definitivo delle nostre Ri-
cerche.
L’unico Metodo ritagliato sul piccolo e medio imprenditore
italiano, creato al fianco dell’imprenditore stesso.
Dopo tanti studi sulla gestione del tempo eravamo certi che
non esistesse nulla di simile sul mercato dedicato agli impren-
ditori.
Un metodo pratico ed efficace, e allo stesso tempo estrema-
mente semplice da utilizzare.
INCREDIBILE!
A quel punto mancava ancora un tassello.
Come chiamare quel Metodo, frutto di tanti studi che aveva-
mo fatto?
Non ci venne in mente nessuna idea che fosse davvero d’impatto.
Poi, un giorno, ci fermammo a riflettere più a fondo.
Volevamo che già dal nome il Metodo rispecchiasse le qualità,
le caratteristiche e le virtù che possiede il piccolo e medio im-
prenditore italiano, dato che era stato cucito su di lui.
Volevamo che quel nome simboleggiasse la forza, la determi-
nazione, il coraggio e l’ambizione di chi ogni giorno lotta per
realizzare ciò in cui crede.
E questo nonostante molti non credano in lui, e le istituzioni e
la politica non solo non lo agevolino, ma al contrario facciano
a gara per rendergli la vita impossibile.

66
Volevamo che quel nome rappresentasse l’eroismo che ci vuole
oggi per fare impresa in Italia, e la marcia in più che gli im-
prenditori italiani hanno rispetto al resto del mondo.
Decidemmo di dare in pasto al nostro fido Google tutte queste
informazioni, e fu lui stesso a restituirci il nome giusto per ciò
che avevamo creato.
A quel punto non avevamo più alcun dubbio che si trattasse di
ciò che stavamo cercando.
E il nome che illuminò lo schermo dei nostri PC fu…
… Ercole.
Il celebre eroe-semidio dotato di una forza eccezionale, che af-
fronta fatiche sovrumane e riesce a vincerle.
Così come ogni giorno un imprenditore italiano è costretto
ad affrontare sacrifici e sforzi necessari semplicemente per so-
pravvivere, e riesce non solo a fare questo ma anche ad attirare
le invidie di tutto il mondo per la qualità di ciò che crea.
Ercole divenne il nome del primo metodo di gestione del tem-
po per imprenditori creato in Italia.
Un metodo specifico per tutti quei piccoli e medi imprenditori
che fanno grande l’Italia.
Quel Metodo, frutto di duro e intenso lavoro, è la ragione per
cui decine e decine di imprenditori italiani ci ringraziano ogni
giorno.
Imprenditori che, grazie al Metodo Ercole, riescono a fare in
soli 3 mesi quello che gli altri fanno in un anno, senza trascura-
re se stessi e le persone che amano, anche se hanno poco per-
sonale, non possono assumere o lavorano da soli.

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Parliamoci chiaro: gli imprenditori italiani non hanno possibi-
lità infinite di sbagliare e sprecare ore e giorni preziosi.
Vista la dimensione medio-piccola delle loro aziende e le risor-
se limitate, devono far fruttare al meglio ogni singolo minuto
del loro tempo e di quello dei propri collaboratori.
Per questo è necessario capire subito come fare.
Il Metodo Ercole nasce in questo contesto socio-culturale, con
queste problematiche chiare e fisse davanti agli occhi.
Il Metodo Ercole è il vantaggio sleale che puoi avere rispetto ai
tuoi concorrenti.
La Chiave Segreta per fare in 3 mesi quello che gli altri fanno
in un anno, senza trascurare te stesso e le persone che ami, an-
che se sei a capo di una piccola organizzazione o lavori da solo
e non puoi assumere (almeno nel breve periodo).
Il Metodo Ercole nasce per salvare gli imprenditori italiani
dalla schiavitù di urgenze, scadenze, interruzioni continue e
imprevisti che ogni giorno gli impediscono di raggiungere ve-
locemente i risultati personali e professionali che desidera e
merita.
Adesso conosci la nostra storia e quella del Metodo Ercole.
In questo libro, frutto di anni e anni di studi, ricerche e test
applicativi sulle nostre vite e quelle dei nostri studenti, ti pren-
deremo per mano e ti condurremo piacevolmente alla scoper-
ta del Metodo e delle 3 Fasi esatte su cui è basato, rivelandoti
senza segreti i principi, le tattiche e le strategie immediatamen-
te applicabili tratte da esso, che ti consentiranno di far cresce-
re la tua azienda SENZA assumere alcuna risorsa rispetto a
quelle che hai già, eliminare gli imprevisti che mandano pun-

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tualmente all’aria la tua organizzazione del lavoro giornaliera e
mettere il turbo all’organizzazione tua e dei tuoi collaboratori
per farti raggiungere gli obiettivi professionali e personali che
desideri.
Si tratta delle stesse 3 Fasi su cui ogni imprenditore del Boot
Camp (il nostro attuale programma di formazione più avanza-
to) ha lavorato, ottenendo risultati straordinari in sole 6 setti-
mane. Ogni Fase ha l’obiettivo di lavorare su un aspetto spe-
cifico della tua organizzazione personale e professionale e di
metterla a punto per una gestione del tempo impeccabile.
E lo faremo senza tecnicismi, senza teoriche inapplicabili e
senza parlare di aria fritta.
Tutto ciò che troverai al suo interno, infatti, è frutto dell’appli-
cazione sul campo, come in tutti i nostri percorsi formativi.
Ti consegneremo solo strategie, concetti, tecniche che hanno
portato risultati concreti nella vita di numerosi imprenditori
che l’hanno applicato.
Detto in altri termini, avrai la possibilità di entrare in posses-
so SOLO di ciò che funziona realmente, evitando di perdere
tempo e soldi in altri libri e corsi inutili che non producono
nessun risultato.
E te lo illustreremo con un linguaggio semplice, diretto e squi-
sitamente pratico, comprensibile da chiunque.
Insomma, se per per qualche strano caso un bimbo di 5 anni
dovesse impossessarsi della tua copia e sbirciare tra le pagine
di questo libro diventerebbe istantaneamente più bravo lui a
gestire il tempo che tutti i tuoi concorrenti che ignorano l’esi-
stenza di questo manuale.

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Battute a parte, se seguirai tutto passo passo e deciderai di ap-
profondire il più possibile l’applicazione del Metodo Ercole
alla tua vita personale e professionale passerai:

• Dall’essere incasinato ad avere ogni giorno un piano


chiaro e preciso di cosa fare e quando farlo;
• Dal vivere quotidianamente nel caos più totale all’essere
una macchina perfetta progettata per produrre risultati
velocemente in qualsiasi ambito;
• Dal perderti in mille distrazioni e dispersioni che ti fan-
no arrivare a fine giornata stanco, ma con la sensazione
di non aver concluso un bel niente, ad avere ogni singo-
lo giorno la sicurezza di aver fatto in pochissimo tempo
tutto il necessario per avanzare verso il tuo obiettivo;
• Dal rimandare spesso alcune attività importanti e diffi-
cili a svolgerle nel modo più produttivo possibile dedi-
candogli la massima energia;
• Dal correre come un toro imbizzarrito durante un ro-
deo dietro a mille cose, a essere sereno, equilibrato e to-
talmente concentrato e focalizzato.
• Dal non avere mai tempo per te e per nessun altro ad
avere la certezza assoluta, settimana dopo settimana, di
stare dedicando il giusto tempo a te e alle persone che
ami;
• Dall’essere considerato un padre/marito/amico/figlio
che pensa solo al suo maledetto lavoro, a essere una
persona in grado di dimostrare con i fatti tutto l’amore
che ha per le persone a lui care.

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Chiaramente questo è solo un assaggio di ciò che riuscirai a
fare quando avrai padroneggiato il Metodo Ercole.
Il resto ti daremo il piacere di scoprirlo da solo, se lo vorrai.
Prima di andare avanti, però, ci teniamo a chiarire un ultimo
punto per noi FONDAMENTALE.
Imparare il Metodo e padroneggiarlo non è un gioco da ragazzi.
Non è difficile ma nemmeno troppo semplice.
Ti verrà richiesta un’apertura mentale abbastanza ampia, per-
ché dovrai rimettere in discussione molte delle tue convinzioni
sul modo di vivere la tua vita e di concepire il tempo.
Ti verrà richiesta applicazione costante e voglia di migliorare
sempre di più.
Dovrai uscire più e più e volte dalla famosa zona di comfort
per imparare cose nuove di cui nessuno ti aveva mai parlato.
Ti sentirai a volte a disagio per aver fatto errori “stupidi”.
Ma per quanto ci riguarda questa è l’unica via possibile per ot-
tenere risultati in ogni ambito.
A differenza di tanti pseudo-formatori lì fuori (italiani e non),
noi non ti vendiamo la favoletta del “Lavora meno ma in modo
intelligente e goditi la vita”.
E nemmeno quella del “Crea l’azienda automatica che cresce e
funziona mentre tu sei in barca con un paio di zoccole attorno in
pieno stile Dan Bilzerian”.
Se è vero che molti imprenditori lavorano tanto e in modo stu-
pido, noi crediamo che non ci sia niente di intelligente nel la-
vorare meno per chi vuole alzare i propri standard e raggiun-
gere livelli sempre più alti.

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Crediamo nel lavoro duro e ne siamo pieni sostenitori.
Crediamo nell’impegno, nella dedizione e nell’ossessione co-
stante verso il raggiungimento dei propri risultati.
Crediamo che le grandi mete si raggiungano a piccoli passi, ma
costanti.
Quindi se sei uno di quelli che vogliono soluzioni facili, veloci
e senza sforzo, ci dispiace ma sei nel posto sbagliato.
Chiudi subito questo libro e utilizzalo pure per accendere il
camino.
Se invece, come pensiamo, sei disposto veramente a tutto pur
di cambiare definitivamente e in meglio la tua attuale situazio-
ne, leggere attentamente questo libro è la miglior cosa che tu
possa fare ORA.
Non ti rimane che voltare pagina e iniziare questo fantastico
percorso che ti permetterà di lasciarti alle spalle le difficoltà
che stai vivendo, preparandoti a velocizzare i tuoi risultati e a
stravolgere la tua vita personale e professionale in positivo.
La strada verso il tuo successo ti sta aspettando: non facciamo-
la attendere ancora.
Andiamo!

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PARTE 1
Crescere senza
assumere:
come e perché
è possibile!
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