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LEZIONE 2 – 2 MARZO 2021

Genji e Murasaki Shikibu: trasformazioni del testo ha subito nel


tempo e adattamenti; come si è evoluto, acquista una vita diversa
dopo la morte dello scrittore – nella lettura, nella traduzione,
ricezione diversa da persona a persona, secondo il tempo e
l’epoca. Da testo scritto in un periodo dove non esisteva la
stampa alla sua trasposizione in formato manga, alcune versioni
un po’ irrispettose e usato solo come pretesto. Dell’opera
originale rimane una piccolissima percentuale. Essere troppo
letterali in una trasposizione può portare a insoddisfazioni, se
invece si rispetta il tema ma ci si allontana un po’ può trasmettere
meglio lo spirito dell’opera originale.
Riscoperta dell’Occidente: discorso sull’Occidente e sulla sua
riscoperta, non era assente fino ad allora ma con il sakoku era
diventato un paese marginale. Con il rientro in grande stile e
grande impatto l’Occidente ha condizionato il Giappone fino a
oggi.
Iki o filosofia della seduzione: concetto estetico giapponese
collegato al mondo dei quartieri di piacere, atmosfere dell’ukiyo.
Tardo periodo Edo, tsu, conoscenza necessaria per far buona
figura in questi quartieri. A darne una struttura è stato un filosofo
di nome Kuki Shuzo, aveva studiato in Germania con Heidegger.
Ha adattato ciò che ha studiato a dei concetti propriamente
giapponesi.
Tanizaki e il cammino verso l’ombra: estetica di Tanizaki nelle sue
opere, da adorazione per l’Occidente all’apprezzamento per la
tradizione giapponese; accusato di auto-orientalismo per la sua
descrizione del Giappone, per accontentare gli occidentali o per
alcuni racconti e saggi sulla Cina, atteggiamento che appariva
tipicamente orientalista. Primo caso: auto-orientalismo, secondo
caso: orientalismo. Atteggiamento che aveva per la Cina come
quello degli occidentali sul Giappone, mostra superiorità. Era
stato a Shanghai, città molto moderna, conferma la sua opinione
un po’ superficiale e poi incontra diversi intellettuali cinesi,
visione sbrigativa che non è confermata da questi intellettuali.
Critiche ideologiche.
Natura e bellezza in Kawabata: gioca un ruolo particolare nella
concezione moderna, gronda di bellezza e di senso estetico
proprio nelle parole, conosceva bene l’arte. Letterato esteta ma
senza essere enfatizzato troppo in questo senso, sa anche
raccontare la bruttezza o il raccapriccio.
Mishima e il teatro No: come Ogai, Tanizaki e Kafu ha avuto un
grande rapporto con l’Occidente, anche problematico perché
conosciuto in una fase in cui era una novità, sembrava schiacciarli
con la sua forza e potenza espressiva. Ognuno ha avuto poi un
ritorno al Giappone, non sempre con un rigetto o forse mai,
hanno solo ridimensionato la visione sull’Occidente e rivalutato
l’esperienza giapponese. Riteneva che il Giappone avesse dato
troppo di sé e quindi privato di qualcosa che era connaturato al
paese stesso, lato un po’ più cruento, spirito guerriero. Ha scritto
anche testi per il kabuki, per il no e per il teatro moderno,
elaborazioni del no e adattamento (come Cocteau con alcune
opere e tragedie greche), influenzato da questi modelli e ne ha
tratto alcune versioni più moderne.
Esofonie, Tawada e Sekiguchi: fenomeno diffuso per la
globalizzazione, autori che scrivevano opere in una lingua diversa
da quella madre (Nabokov russo in inglese, Conrad polacco in
inglese) – si creano difficoltà ma si aprono scenari ripaganti, si
scrivono cose che nella propria lingua non si sarebbero scritte.
Ishiguro non è esofono perché lui si considera proprio inglese.
Tawada ha pubblicato molti libri in tedesco, molto creativa e
interessata alla lingua perché la considera qualcosa di vitale ed
essenziale per l’esistenza umana, gioca molto su elementi surreali
e distorsione delle parole. Ci sono anche scrittori non giapponesi
che scrivono in giapponese. Sekiguchi vive a Parigi, ha scritto in
francese ed è esperta di gastronomia.
Riflessione su scrivere e leggere opere d’invenzione. La narrativa
in Giappone nasce in epoca Heian, in epoca Nara nasce invece la
storiografia che vi avvicina a narrazioni mitiche. All’epoca era
definita monogatari, si sviluppa in base a ciò che si narrava
oralmente, attualmente monogatari si usa come termine sia per
testi classici o per una storia, per un racconto, accezione
particolare (es. Tokyo Monogatari, film di Ozu, riferimento a un
senso atemporale di una storia). Shousetsu invece è più moderno
e si riferisce al romanzo. Si dà dignità al racconto che prima era
solo comunicazione orale tra persone. Nasce e subito trionfa
perché si afferma come uno dei tipi di scrittura più popolari,
cresce all’ombra dei testi in cinese che erano predominio degli
uomini. Circolazione limitata ma comunque efficace. il Genji
Monogatari è uno dei più importanti, letto sia da donne sia da
uomini. Racconto di cose, in queste narrazioni di stati d’animo e
di pensieri ci sono anche molti elementi concreti perché vissuti
con emozione; significa anche persone che raccontano (mono).
Come si distringue un monogatari da uno shousetsu? In generale
si ritiene che lo shousetsu abbia una struttura più solida e più
coerenza, con una serie di personaggi ben precisi, il monogatari
invece forma più fluida e meno precisato, si espandeva come una
pittura su rotolo e lascia vedere lo scorrere delle vicende. In
italiano la narrativa è intesa in inglese come fiction, si sottolinea
l’aspetto fittizio del racconto, narrativa invece non include questo
concetto, più neutra. Un romanzo di invenzione in italiano rientra
comunque nella narrativa, così come un romanzo in cui si
trattano vicende realmente accadute. In inglese è diverso,
Truman Capote scrisse un romanzo-verità basato quindi su fatti
reali ma non un saggio (A sangue freddo) Fiction / non-fiction,
narrativa / saggistica, definito un non-fiction novel, in Italia è un
romanzo. Harper Lee ha scritto fiction (Il buio oltre la siepe). Che
senso ha raccontare storie che non sono vere? (podcast con
Matteo Bianchi) Il Genji Monogatari è stato accusato di falsità, le
storie non avevano dignità perché appunto inventate. Poteva
anche essere inventato ma toccava da vicino personaggi che
esistevano nella realtà, ciò suscitò delle perplessità. Murasaki era
consapevole delle critiche e rispose a esse in tutto il romanzo,
aspetto metaletterario. Capitolo Lucciole, discute i pro e i contro
del romanzo e quindi di un’opera di finzione ma con
l’osservazione della realtà (tsukuri monogatari). Soluzione:
narrativa d’invenzione. Heike è gunki monogatari, Ise è uta
monogatari.