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Dispensa primo parziale

"Storia economica e della


cultura" Università cattolica
Storia Economica
Università Cattolica del Sacro Cuore - Milano
26 pag.

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Storia economica della cultura
Argomento
La storia economica: sequenza di fatti, avvenimenti e congetture, collegamenti. È la storia dei fatti
economici, delle trasformazioni del sistema economico in Europa a partire dal 1300/1400 fino ad
oggi.
Economia: l’organizzazione di fattori o offerta di beni e servizi per rispondere a delle esigenze, le
persone organizzano i beni che hanno a disposizione per elle esigenze. L’organizzazione di questi
beni cambia nello spazio e nel tempo perché nel contempo cambia la domanda di beni e servizi.
Storia economica: studia come una società ha organizzato beni e servizi per rispondere a delle
domande, le esigenze cambiano in relazione all’offerta perché è l’offerta che crea l’esigenza. A
economia politica si studia come dei modelli matematici studiano la domanda e l’offerta mentre in
storia economica la storia di questi cambiamenti. L’evoluzione dei sistemi non ha sempre
corrisposto a dei modelli matematici. La scelta dell’Europa è dettata da un fatto storico, ossia il
sistema economico nato in Europa (capitalismo) è il modello che ha dominato in tutto il resto del
mondo.

Concetti generali
Economia-Mondo: l’Europa del 1400 sviluppa un'integrazione del sistema economico diventando
un sistema integrato unico che avvia un percorso di sviluppo economico.
La grande divergenza: l’Europa del 1400 è diventata un sistema che supera il resto del mondo.
Quest’area supera il resto del mondo.

Tra il 1400/1700 età moderna (scoperta America fino alla rivoluzione francese)
L’evoluzione dei fatti economici non segue questo percorso. Dalla fine della peste nera 1348 al
trattato di Comte chevalie 1861

I fenomeni politici da ricordare:


Lo sviluppo delle città e dei comuni, ossia le signorie in Italia. Fine del modello feudale
La gloriosa rivoluzione nell’Inghilterra del 1600, dietro ce la nascita della monarchia costituzionale
inglese
La riforma protestante, lo scisma all’interno della cristianità
La nascita degli stati nazionali, simbolo è la Francia di Luigi 14
La rivoluzione Americana
La rivoluzione francese 14 luglio 1789

Economia mondo
L’economia mondo è andata di pari passo con l’affermazione del liberalismo a livello politico. Ma
dal 2000 non funziona più questa teoria dell’interpretazione dell’economia mondo e della grande
divergenza a causa della Cina repubblica popolare in cui c’è il capitalismo.
- Nel 1400 c’è economia mondo, sistema economico integrato, l’integrazione del sistema
economico è centrato sulla capacita di quest’area di organizzare la produzione e i servizi per
soddisfare i bisogni della sua popolazione. E quest’auto-sufficienza diventa il fattore differenziale
che permette a quest’area di dominare le altre.
Questo processo avviene durante l’ancien regime, non è un cambiamento repentino ma è una
trasformazione graduale una destrutturazione del vecchio sistema in favore del nuovo. Ci vogliono
3 sec per trasformare l’ancien regime nel modello di mercato del liberalismo.
Questo processo avviene in Europa con confini molto larghi, recuperate le tradizioni del mondo
arabo dell’Islam e progressivamente integra quest’area fino al periodo scandinavo.
Geograficamente quest’espressione si può esprimere in termini economici, cioè quest’Europa
integrata ha come polo l’Italia delle repubbliche marinare (Venezia relazione con impero ottomano).
L’altra area è l’impero cinese .
Europa- impero ottomano- impero cinese

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Quest’area dell’Italia guarda verso nord, il cuore è la repubblica olandese del 1600. dall’Italia
rinascimentale
Bruge (la ragazza dagli orecchini di perla)
Anversa
dall’Olanda si va fino alle repubbliche baltiche.
Italia- olanda- baltico- Inghilterra

L’Italia rinascimentale e l’Italia medievale


Nell’Italia rinascimentale del 500 c’e la fine del sistema feudale, passando a comunità che si
autogestiscono.
Contemporaneamente in Europa c’è la riforma protestante e la cristianità si rompe →sul piano
politico viene distrutto il sistema del papato e dell’impero.
Secondo la riforma, chiunque può leggere la bibbia e viene stampata nelle diverse lingue con
l’effetto dell’alfabetizzazione nell’Europa del nord.
Nel 1492 l’Europa scopre il resto del mondo e scopre lo sfruttamento possibile di altre aree
C’è una trasformazione radicale della cultura europea, a cui si aggiunge la rivoluzione scientifica.
La fine del predominio della cultura aristotelica e l’affermazione della cultura umanistica con
Cartesio “cogito ergo sum” che afferma l’individualità.

Trasformazioni politiche culturali nell’Europa del 1500 determinano alcune influenze sul piano
economico, codificate da Nial Ferguson:
■ Sviluppa una propensione all’innovazione tecnologica dell’organizzazione
■ Ha una struttura sociale che favorisce l’economia di mercato, il capitalismo (diverso da
quello mussulmano, da quello orientale) e si fonda sul concetto di famiglia perché nel
modello europeo occidentale garantisce l’educazione dei figli (conoscenza,
alfabetizzazione).
■ La trasmissione del patrimonio (successione) non è più legata al signore feudale che
concede la terra
■ L’eta matrimoniale viene posticipata, riducendo la pressione demografica e favorendo la
partecipazione delle donne al mondo del lavoro
■ Nasce l’idea della libertà individuale→ concetto per cui ogni uomo ha una serie di diritti e
di doveri, che porta alla libertà di intraprendere nuove strade
■ La monarchia costituzionale ha come effetto la divisione dei poteri, fine dello stato
assoluto e idea che esistano poteri rappresentativi che si controllano tra di loro (idea che
nasce con la rivoluzione americana):
- Potere esecutivo: governo
- Potere legislativo: parlamento
- Potere giudiziario (ripasso Cromwell, nascita camera lord…)
- Il parlamento durante la gloriosa rivoluzione inglese si prende la prerogativa di decidere le
tasse

Antico regime
Il modello economico che si sviluppa in Europa tra 500 e 700, ha in influenzato tutto il sistema
economico mondiale.
L’integrazione del sistema economico che porta nel 700 alle economie di mercato, ha come
supporto l’umanesimo, la trasformazione della culturale medievale e soprattutto la nascita del
liberismo.
Questa integrazione parte da diversi elementi:
1) Fattore demografico → un sistema reversibile, ovvero cresce lentamente con frequenti
periodi di crisi e decrescita (peste e carestie), in cui c’è un alto livello di natalità ma anche di
mortalità.

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Secondo Malthus, l’antico regime è dipendente dal settore agricolo, il quale ha l’obiettivo di
garantire la sopravvivenza, il consumo minimo per la maggior parte della popolazione.

- Vincolo malthusiano: il sistema non è in grado di supportare la crescita della popolazione →


la crescita della popolazione e della domanda si scontrano con la bassa efficienza tecnologica e
sociale del sistema agricolo. Le risorse disponibili crescono in progressione aritmetica, la
popolazione in progressione geometrica.
Fase positiva: nelle fasi di crescita, congiuntura favorevole ossia aumento delle risorse disponibili
la popolazione cresce (piu figli per coltivare la terra) e migliora la qualità della vita. Riduzione
della mortalità e dell’età del matrimonio.
Tetto malthusiano: la crescita della popolazione e della domanda si scontrano con la bassa
efficienza tecnologica e sociale del sistema agricolo, incapace di incrementare il surplus →
Fase negativa: la popolazione cresce di più delle risorse e il sistema non riesce a garantire la stessa
velocità, ciò causa sul piano economico la crescita dei prezzi, tutti vogliono quel bene e tutti sono
disposti a spendere di più. Ma nello stesso momento calano i redditi pro capite perché ci vogliono
più soldi per comprare le stesse merci, quindi scoppia la crisi. C’è un aumento della mortalità e si
riduce la natalità.
- Ciclo demografico moderno
L’economia di mercato di Adam Smith smentisce il modello malthusiano →dalla metà del 600 c’è
una crescita demografica, e secondo Malthus sarebbe dovuta arrivare una crisi per l’aumento dei
prezzi, ma dal 700 in poi i prezzi scendono e la popolazione continua a crescere.
Malthus sbaglia perché:
■ Non considera il cambiamento tecnologico, la capacità di far crescere le risorse (macchina
a vapore, telaio meccanico…)
■ Non considera lo scambio commerciale, ovvero grazie a Cristoforo colombo e Magellano,
iniziano ad acquisire nuove risorse dal resto del mondo. La grande avventura coloniale sul
piano economico è una grande acquisizione di risorse.

2) Sistema agricolo → il settore centrale, il 70% della popolazione si occupa di agricoltura.


Ha una grande caratteristica, è condizionata dal vincolo maltusiano → l’Europa rischia una crisi di
sovrappopolazione, ed è quindi necessario rendere più efficiente e controllare l’agricoltura, che ha
come compito la sopravvivenza della popolazione, attraverso delle regole:
- Regole agricoltura
Il rapporto popolazione e risorse porta a regolamentare come si sfrutta la terra, la comunità decide
come gestirla, non è il singolo proprietario terriero→ vengono stabilite delle regole:
■ Parte del terreno è di uso comune, gestito dalla collettività
■ Regole per il pascolo, perché l’agricoltura che si occupa del bestiame va regolamentato
■ Regole su cosa si produce e quando, rotazione delle colture→ il sistema deve introdurre
delle regole collettive per gestire le risorse, perché sono vincolate e limitate
- Agricoltura estensiva
Il sistema di produzione agricola era caratterizzata da grandi appezzamenti di terra, ma con bassa
produttività e monocoltura, il grano. Inoltre è fondamentale la rotazione, in cui deve essere inserito
il maggese, portando a non sfruttare con continuità la terra.
- Sistemi fondiari
Ci sono diversi sistemi fondiari: vedi slide
■ Atlantico e Mediterraneo → sono i due sistemi principali, hanno una caratteristica comune,
grande estensione di terra a bassa resa. Nell’atlantico c’è la monocultura del cereale, nel
mediterraneo c’è un modello pluricolturale, agrumi cereali, ulivo…
■ Terre comuni → parte del territorio che non appartiene a nessuno nello specifico, è terra per
tutta la popolazione. Solitamente è usato per la legna e per il pascolo.
■ Campo aperto → Sono un insieme di appezzamenti attorno al villaggio, gestiti direttamente
dalla comunità per il suo benessere. Questo insieme ha alcune caratteristiche

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- Non esiste la proprietà individuale;
- La destinazione, come è coltivato, sottosta alla sopravvivenza del villaggio.
-Il villaggio decide la destinazione delle colture
-Il villaggio attribuisce la terra ai contadini
- Il primo raccolto è per la comunità.
Nel 1600 questo sistema viene smantellato, il primo scostamento verso il nuovo sistema economico
→ Rivoluzione agricola che precede la rivoluzione industriale.
-Rivoluzione agricola
Si passa dalla comunità all’individuo, dalla gestione collettiva della terra all’individualismo
agrario. Simbolo di questo cambiamento è la scomparsa dei campi aperti
Tra 1570 e 1630 si vede una crescita dei prezzi sui prodotti agricoli, dovuta anche dall’afflusso di
metalli dalle colonie,che porta ad un aumento della disponibilità di moneta. Questo spinge i signori,
non i contadini, a voler comprare gli appezzamenti del villaggio, smantellando i sistemi e
distruggendo i villaggi.
Questo non è un processo tranquillo, è socialmente oneroso, trasformando il contadino in un
salariato oppure costringendolo ad abbandonare la campagna a favore della città.
L’elemento più importante è la capacità di innovare rispetto allo stimolo, che è la crescita dei
prezzi, determinando la rottura del vincolo maltusiano.
- Innovazioni tecniche
Unicamente a questo a percorso, in due aree precise, Olanda e pianura Irrigua lombarda, vengono
migliorate le tecniche di agricoltura. Il cambiamento è la fine dell’uso collettivo e dei campi aperti
in favore dell’individualismo agrario e nel ‘500, la rivoluzione agricola porta ad utilizzare la terra
per produrre non per se stessi ma per vendere ad altri, produco sperando di coprire i costi di
produzione→ fare profitto. Tuttavia la terra è poco produttiva, soprattutto per il maggese, e quindi
si cerca di renderla continuativa
La fine dei campi aperti introduce nell’Europa del 500 e del 600 il concetto di proprietà privata.
Questo concetto è legato alla compravendita nel mercato,e il fattore economico diventa
fondamentale. A ciò si accompagnano le innovazioni tecniche, con l’idea di garantire una
produzione continuativa, superare il maggese e specializzarsi nelle produzioni.
Queste innovazioni diventano fondamentali in olanda per due ragioni:
■ Ragione storica → la specializzazione è possibile perché c’è un ampio mercato nel baltico,
quindi puoi vendere un tipo di bene per comprare gli altri. Mentre nella pianura irrigua
lombarda, che anch’essa ha innovato, non si riesce a creare un mercato, perché gli olandesi
si sono liberati dagli spagnoli, la Lombardia no.
■ In olanda quindi nel 600 si rompe il legame popolazione-risorse e si crea un mercato, legato
anche alla creazione delle città che permettono di commerciare questi prodotti.

3) Manifattura e commercio→ nel 500 e 600, la manifattura è marginale, occupando il 30%


della forza lavoro. Tra 500 e metà 700 c’è uno sviluppo della manifattura e dei suoi settori collegati.
È una realtà di trasformazione dei beni, dove il fattore lavoro è dominante, il lavoro è
preponderante sul capitale, l’opposto dell’industria.
Ci sono vari elementi che caratterizzano la manifattura:
■ Il settore secondario è collegato alla sopravvivenza, come l’agricoltura, fornisce i beni
primari come vestiti e utensili. La manifattura che produce beni primari è quindi è legata
all’agricoltura(per esempio la seta si faceva dal gelso), al consumo di breve raggio. Il
consumo dei beni di lusso, come i beni artistici, invece è dei nobili e della chiesa, ma è
marginale e limitata.
■ la produzione di beni primari è legato molto al tessile, seta lino e cotone. È legata alla
sopravvivenza e soprattutto, il tessile è il paradigma dell’elemento essenziale della
situazione, poco capitale e tanto lavoro→ successivamente si passerà all’industria con
innovazioni tecnologiche, perché prima si usavano solo i telai a mano.
■ Il cotone non si può piantare in Europa, quindi si deve importare dalle colonie

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■ L’energia è una componente fondamentale, è legata al lavoro, soprattutto per la legna e le
miniere di carbone. Da quando si può avere l’energia eolica e il carbone minerario si passa
da manifattura all’industria
■ Anche l’edilizia e la produzione militare subiscono il processo di innovazioni tecnologiche,
ma fanno parte dei beni di lusso
■ Un’altra attività che si sviluppa è la stampa, con la stampa a caratteri mobili e quindi la
produzione di libri in serie → aumento disponibilità di libri e quindi diffusione di pensieri e
maggiore istruzione

La manifattura si divide in due rami:


- Manifattura domestica rurale → utilizza le risorse dell’agricoltura e il lavoro agricolo, quando
il contadino non lavora la terra. Si occupa principalmente del tessile con la produzione di vestiti.

- Manifattura urbana → È legata alla produzione di beni di lusso oppure beni legati al
funzionamento della città, es armi, infrastrutture. La manifattura urbana è legata allo stato, la
nobiltà e la chiesa, perché sono i principali committenti dei beni da loro prodotti. All’interno della
manifattura urbana c’è anche la stampa.

Nell’età moderna, tra 500 e 600, nasce, nella manifattura urbana, il rapporto tra le corporazioni e la
figura del mercante-imprenditore, oppure proto industria.
La corporazione → è un insieme di persone legate da un’attività, un’associazione di operatori, nel
nostro caso degli artigiani urbani, che ha due principi identitari:
• Uguaglianza dei soci tra di loro e quindi solidarietà tra essi
• La corporazione è separata da tutte le altre corporazione( la corporazione degli orafi è
diversa da quella degli armaioli)
Ogni corporazione ha una serie di attività
• Stabilisce chi può esercitare l’attività, da l’abilitazione
• Decide come e quanto si produce → riduce la concorrenza tra i suoi membri
• Stabilisce il prezzo del prodotto
Quindi la corporazione ha il monopolio del mestiere. È un fenomeno che si trova nelle città, quindi
in Italia centro-settentrionale, nascono in Toscana, e si espandono fino a Milano e Venezia, dove
crescono i comuni.
Poi arrivano in Francia e Germania, fino Inghilterra e Olanda.
Le corporazioni sono un fenomeno ereditato dal medioevo, ed è un modello che caratterizza il
rinascimento e tutta la storia moderna, ma non ci sono in due realtà → repubblica olandese delle
province unite, e nell’inghilterra del 700 di Smith → il capitalismo nasce contro le corporazioni.

In età moderna tra 500 e 600 matura una nuova forma che, come l’agricoltura individualista, è un
fenomeno di scostamento , il mercante imprenditore è un fenomeno di cambiamento, e ridiscute gli
assetti.
Mercante imprenditore → Egli è colui che all’interno della città, rompe il monopolio delle
corporazioni.
Si sviluppa in Toscana e soprattutto Milano. È un operatore economico dotato di capitali, risorse
finanziarie, non ha la competenza e l’abilità dell’artigiano e utilizza i capitali per acquistare materia
prima, legata al sistema agricolo, che da in lavorazione ai contadini, essi lavorano questa materia
arrivando al prodotto finito, il mercante imprenditore ritira il prodotto e lo rivende. Non li rivende
nel comune, ma in giro per l’Europa. È legato al passato, perché ha ancora un modo di intendere la
manifattura legata al mondo agricolo, però è una figura molto avanti per altri aspetti:
• Ha capitali che investe
• C’è il concetto di profitto, compra per poi rivendere e guadagnare → investimento.
• Il mercante-imprenditore fornisce un salario ai contadini, per la prima volta hanno un
reddito monetario che potranno spendere
• La vendita all’estero → per un mercante, vendere all’estero implica molti problemi: la
lingua, gli scarsi trasporti, cambio delle valute (Molte monete), stabilire il prezzo, che

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implica diverse cose, organizzare la produzione per avere dei profitti, ma soprattutto c’è la
necessità di registrare i flussi e le operazioni, e deve stabilire delle regole tramite contratti
che gestiscano gli scambi e di una legislazione che faccia rispettare quel contratto → se io
vendo tot kg a Londra di seta, deve esserci un contratto secondo cui io mi impregno a far
arrivare le merci in buone condizioni e nel tempo corretto, mentre l’altro si impegna nel
pagare, però è necessario la creazione di istituzioni che regolino il mercato, nel comune
invece,la reputazione era locale e quindi non era necessaria questa cosa.
- Tutti questi elementi portano alla creazione di una nuova figura, il banchiere e successivamente la
nascita della Borsa.
Le banche al tempo finanziavano nobili e chiesa, i più famosi sono i medici che finanziano la chiesa
e l’impero spagnolo, con il mercante – imprenditore non abbiamo più la banca finanziatrice, ma la
banca commerciale. Oltre ad essere dei cambiavalute, queste figure devono gestire la produzione e
i flussi, i processi di entrata e uscita, investe, trasforma, vende e rientra.
Il mercante-imprenditore ha bisogno di contratti, regole stabilite e formalizzate, introduce l’idea che
il mercato ha bisogno di regole formali e quindi necessita di istituzioni che le facciano rispettare. Il
mercato prima si basava sull’abilità di ottenere la migliore contrattazione, mentre adesso ci sono
regole stabilite che hanno un elemento fondamentale, uguaglianza nel rispetto delle regole, che ci
sia un nobile o un contadino.
Le istituzioni che nascono per il rispetto di queste regole ci sono solo in Europa, e nascono sulla
base del codice romano, con influenze del diritto canonico, le regole della tradizione cristiana.
Queste regole dei due diritti vengono applicate al mercato → esiste un diritto e un dovere, che
devono essere assicurati e gestiti.
- Pregi e limiti del mercante imprenditore:
• Supera la corporazione, perché vuole espandere i propri mercati informali, ma anche di
regole formali che vengano rispettate
• Offre una serie di prodotti nuovi, non più legati ai codici e ai regoli stabiliti dalle
corporazioni
• Sfrutta la disponibilità locale di materie prime, pagando poco il lavoro dei contadini,
organizzando una risorsa che potenzialmente, secondo maltus, poteva diventare un fattore di
stagnazione → sfruttare le risorse incrementa la disponibilità di beni
• Integra il mercato urbano e quello rurale, superando il dualismo
• Il limite che lo lega all’antico è la mancanza di nuovi metodi produttivi e innovazioni
tecnologici, nuovi prodotti ma stessi metodi
Verlassystem (putting out system)
Kaufsystem
capitolo 1 fatto il paragrafo 1.1 1.2 1.3 1.4(da fare da soli a saca)
Parte 1da pag 3-40(31-39 da fare da soli).
Parte 2 Da pag 41 a 84 non va fatta.
Parte terza da pag 85-140

Parte terza
EUROPA DEL ‘600
Nel 600 l’Europa occidentale sperimenta un processo di cambiamento degli assetti economici e
sociali, prima della rivoluzione industriale e del capitalismo industriale.
L’economia di mercato ha come base le trasformazioni dell’economia del 600.
Premesse:
• Questo fenomeno geograficamente parte dall’Italia e arriva in inghilterra, prendendo
Germania Austria svizzera e Francia, lasciando fuori i paesi dell’est, la spagna e il
Portogallo. Questi sono i paesi fondatori nel futuro dell’unione europea. Fondamentale è che

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non avviene in tutta l’Europa, ma in un’area che ha una sua identità culturale, sociale e
economica, dove queste identità si influenzano a vicenda.
• Il 600 è un periodo di guerre e peste, e infatti le trasformazioni dell’Europa occidentale,
avvengono in una realtà di forte contrapposizione politica e ristagno demografico. L’Europa
risponde alla crisi con una trasformazione, l’Europa del 600 ha la capacità di resilienza,
ovvero resistere e trovare nuove soluzioni.

Ristagno demografico
Nel 600 c’è un forte ristagno demografico, forti crisi alimentari e forti crisi epidemiche, dove
prende conferma la teoria di Maltus. Questi fenomeni fanno interrompere la crescita del 500 iniziata
nell’alto medioevo.
Negli anni 20 e 30 del 600, tutta l’Europa in particolare Italia Germania Francia e olanda, subiscono
gli effetti di una costante guerra (rivedere le guerre) che porta alla morte di molti.
Tre sono le regioni che hanno visto un regresso demografico: pianura padana, penisola iberica
(anche per le guerre perse), la Germania (insieme dei principati tedeschi, con guerre di religione e
successione).
In due di queste aree si era sviluppata l’agricoltura intensiva e la proto industria.
Il calo della popolazione determina un calo della domanda e conseguentemente c’è un calo dei
prezzi agricoli e manifatturieri → si interrompe il trend positivo del 500, prezzi aumentati.

Mercato
Tra 1512-1574 c’è una crescita dei prezzi di quasi tutti i beni, mentre tra 1639 e 1666 c’è un calo
dei prezzi.
Nel sistema di ancien regime, l’andamento dei prezzi dipendeva dalla quantità di moneta in
circolazione, e nel 500, come conseguenza delle scoperte coloniali arriva molto oro e argento che
diventa moneta, aumentando la circolazione e quindi il potere d’acquisto, quindi aumentano i prezzi

Sono due gli elementi che caratterizzano il mercato del 600:
- Teoria quantitativa della moneta → La quantità di moneta rappresenta il potere d’acquisto→
nascono i concetti di inflazione e deflazione
- Legge di Say →La domanda genera l’offerta e viceversa, il sistema si autoregola. La legge di Say
dice che il mercato, se non viene sottoposto a condizionamenti, vincoli o regole, si autoregola,
perché la domanda è influenzata dall’offerta e viceversa. Il prezzo scende o sale a seconda del
punto di equilibrio tra domanda e offerta. Quindi se la domanda diminuisce, si abbassano i prezzi, e
se l’offerta aumenta, si abbassano i prezzi.

Sistema agricolo
- Se i prezzi crescono, gli affittuari producono profitti, con cui rientrano dai costi e possono
comprare altre merci, con il 600 questo meccanismo si rompe. Gli affittuari, con il calo dei prezzi
hanno perdite e sono costretti ad indebitarsi, e spesso sono costretti a vendere la terra →processo di
concentrazione della terra nelle mani di coloro che hanno soldi per comprarla, nobiltà e mercanti
imprenditori.
- Questo fenomeno va di pari passo con una lenta trasformazione della produzione del sistema
agricolo:
• Viene meno l’agricoltura cerealicola, soprattutto il grano, e si va verso allevamento del
bestiame, che diventa allevamento stabulare, la viticoltura e il tessile. Inoltre arriva il mais,
come coltura alternativa al grano.
• Il tessile è in sviluppo perché si consolida l’asse tra protoindustria e agricoltura → i mercati-
imprenditori comprano la terra e la usano per il gelso, rendendo salariati gli ex affittuari, e
aumentando il loro mercato

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• Viene introdotta la rotazione triennale, usare erbe mediche come il trifoglio che aiutano a
rendere il terreno più produttivo
Si cercano soluzioni alternative per garantire una maggiore resa, superando il vincolo maltusiano
→però il 600 non ci riesce. Tuttavia queste soluzioni migliorative, non cambiano però il paradigma
di produzione, per quello bisogna spettare il 700 e le nuove fonti energetiche.

-Nel sistema agricolo europeo, l’affitto è un processo di lungo periodo. Questi affitti sono passaggi
di proprietà mascherati, sono chiamati enfideusi, e prevedono un pagamento per l’affitto, e lavori o
parte del raccolto, chiamato decima.
Questo processo progredisce verso la mezzadria, dove metà del prodotto è dato a chi affitta →
processo di regressione, perché l’agricoltura perde il suo sfogo nel mercato, perché metà del
raccolto è perso.
- Questo processo di crisi dei prezzi e dell’indebitamento, accresce l’usura, ovvero l’indebitamento
verso nobili che richiedono il riscatto → nascono i monti di pietà, banche francescane per
combattere l’usura, dove piccole somme erano date a tassi d’interesse molto bassi.

Aree di sviluppo
Il quadro europeo presenta forti crisi, dove il vincolo matusiano è molto pesante →Francia,
soprattutto al sud, italia settentrionale e Germania Ovest. Sono le stesse aree che tra 400 e 500
avevano avito miliroamneti con agricoltura intensiva ecommercio.
Le aree dove invece vediamo una crescita, in particolare l’Olanda e l’inghelterra, e anche un caso
molto dibattuto, la Francia.
Queste tre aree partono cronologicamente insieme, prima olanda, che verrà superata
dall’Inghilterra, mentre la Francia sperimenterà in processo che si stopperà. L’inizio è tra 1600 e
1640, e il processo di trasformazione si conclude tra fine 700 e inizio 800.
Eventi storici:
• Nel 1581, l’Olanda si libera dal dominio spagnolo, fine della dominazione asburgo-
spagnola.
• A metà 600 in inghilterra c’è la glorious revolution, che porta alla republica di Cromwell e
poi verso una monarchia costituzionale
• La Francia di luigi XIV, di versailles, della monarchia assoluta, l’idea di uno stato nazionale,
mercantilista e assoluto. Questo stato finisce male
• Due figure,
• la rivoluzione in olanda all’inghilterra che sconfigge napoleone, collega l’economia di
mercato all’ammiraglio nelson, ovvero l’inghilterra che sconfigge napoleone.
Questo passagio che va dal liberalismo.
Il liberalismo, ovvero il modello occidentale di democrazia, non è il liberismo, invece una teoria di
mercato. Questi due fenomeni vanno di pari passo, ma non sono uguali.
Tutte le teorie che si affronteranno, si fondano sull’asse liberismo e liberalismo, ovvero democrazia
e capitalista.

OLANDA
1630-1640 L’area presa in considerazione è quella che passava come l’area dei paesi bassi, quelli
meridionali sono belgio e lussemburgo, le province del nord sono l’olanda.
C’è una distinzione religiosa, dove Belgio e Lussemburgo sono cattoliche, l’Olanda è protestante.
L’altra distinzione è economico-sociale, Belgio e Lussemburgo sono destinate all’agricoltura,
mentre le province del nord si concentreranno sull’attività commerciale e finanziaria.
Le province del nord, dette province unite, divenute stato nel 1581, ma riconosciuto come tale nel
1640, sul piano economico vedono l’affermarsi dal 600 di un sistema economico duale:
• Agricoltura → sperimenta il realizzarsi pienamente dell’agricoltura intensiva, fine campi
aperti e innovazioni per la produzione del mercato → primato dell’agricoltura commerciale.
trionfo dell’agricoltura, va di pari passo nel sistema duale allo sviluppo di una nuova fonte
energetica, l’energia eolica.

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• Commercio → sviluppo di una rete commerciale, con il trionfo dei mercanti imprenditori e
lo sviluppo di un sistema di commercio internazionale di grande importanza. Questo sistema
commerciale ha due poli geografici, Amsterdam, basato sul commercio di grano, sale e
legname e Anversa, capitale finanziaria e commerciale, incentrata su spezie e tessile, seta e
lana. Importante è che il primato commerciale olandese si basa su due punti, sfruttamento
beni agricoli per la manifattura tessile e lo sviluppo del commercio coloniale.

-Questo sistema commerciale è gestito dalla protoindustria, ma nel modello olandese non esiste la
contrapposizione pesante che ci sarà tra mercanti e corporazionni, perché le corporazioni gestiscono
il mercante imprenditore e il commercio.
-L’olanda inoltre introduce un modello cumulativo del suo percorso di sfruttamento delle risorse.
Infatti non abbandona i legami con la lega anseatica e il mare del baltico, perché parte della
produzione agricola vengono commerciati con il mar baltico.
Questi due elementi servono a definire il processo olandese, dove da una parte è legato al vecchio
regime e dall’altra sta vivendo una grande innovazione.

Compagnie delle indie orientali e Borsa di Amsterdam


Questa modello dualistico ha un punto fondamentale→1602, fondazione della compagnia olandese
delle indie orientali, conosciuta come V.O.C. :
• Questa compagnia ha un’attività fondamentale, il commercio di spezie, seta e tutti i prodotti
orientali.
• Organizzazione → è divisa in 6 camere, cioè un insieme di 6 compagnie che hanno una loro
identità territoriale e di appartenenza professionale. Sono delle compagnie più piccole, dove
è possibile vedere un legame con le corporazione.
Queste camere si mettono insieme, costituendo il capitale sociale della voc, ogni camera
trasferisce parte del patrimonio alla compagnia, cioè il capitale sociale della voc era diviso
in quote. La capogruppo della compagnia emette azioni, cioè può aumentare il capitale.
Le azioni sono il frazionamento di un capitale che costituisce una società. Queste azioni
vengono collocate nella borsa di Amsterdam.
• La voc introduce un modello di gestione di sfruttamento coloniale diverso dalla Spagna e
dal Portogallo. La compagnia infatti, nominava dei rappresentati in ogni colonia per il
controllo dell’attività commerciale e stipulava accordi con le autorità locali indigene, per
avere una serie di prestazioni lavorative sa parte dei locali. Non è previsto il dominio
politico militare, riducendo molto i costi, facendo prevalere la dimensione commerciale
→questo modello sarà copiata dagli inglesi in africa e sud-est asiatico.
• La voc determina lo sviluppo della borsa di Amsterdam, cioè di un mercato dei capitali, non
più legato al signore, ma che vede operatori che acquistano e vendono beni e servizi,
dandosi delle regole.
Viene introdotto un mercato dei capitali legato alle attività commerciali, che però ha
bisogno di regole:
• La borsa stabilisce chi concede la licenza di operatore. L’ammissione è legata alla
solvibilità, ovvero la disponibilità di capitali, e l’affidabilità
• Vengono stabilite regole formali per gli scambi, i contratti, e viene stabilita l’autorità
che li fa rispettare, ovvero la borsa stessa, che può costringerti a pagare ed espellerti
dalla borsa.
• È necessario avere una moneta molto forte, stabile, che garantisca gli scambi,
ovvero la moneta non la stampa più il re, ma la banca di Amsterdam, che deve
garantire crediti e gestire quantità di moneta in circolazione, attraverso il tasso
d’interesse.

-La voc opera sulla borsa di Amsterdam, quindi c’è un legame tra lo sviluppo commerciale e lo
sviluppo della borsa di Amsterdam.

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-La borsa è una delle espressioni tipiche del collegamento tra diritto romano e canonico, perché
senza le forme del codice romano e poi del codice della chiesa, il diritto commerciale è possibile
solo sulle base degli altri codici.
Banca di Amsterdam
La voc non solo sviluppa la borsa di Amsterdam ,che diventa la più importante al mondo, ma la voc
sostiene la nascita della banca di Amsterdam, una banca che gestisce la moneta → nel sistema
economico, la storia olandese, introduce nel meccanismo del capitalismo, la moneta e la banca. Le
banche e la moneta esistevano già, ma nel 600 maturano due elementi legati a questi fattori:
• specializzazione del sistema bancario → La banca è un’istituzione che raccoglie e gestisce
il risparmio e esercita il credito. Prima la banca esercitava queste funzioni
contemporaneamente nella stessa forma, dal 600 la banca compie queste funzioni in due
diverse forme. Infatti prima della banca di Amsterdam, la banca coincideva con il
banchiere, e prima del 600 c’erano i banchieri che si occupavano di raccogliere risparmi e
esercitare il credito per nobili, re e chiesa, mentre i mercanti imprenditori, diventano
banchieri per le attività commerciali, la valuta e finanziamenti.
Dal 600 la banca assume quattro tipologie:
1) banca di emissione o banca nazionale → non esercita ne risparmio ne credito, ma
gestisce la quantità di moneta(oggi c’è la banca centrale europea).
2) banca commerciale → esercita solo il credito.
3)banca di credito mobiliare → diventerà la banca mista o universale, è la tipologia di banca
oggi più diffusa. Si occupa di entrambe le funzioni, raccoglie il risparmio e esercita il
credito.
4) banca di risparmio o cassa di risparmio → raccoglie il risparmio ed esercita solo il
credito a breve termine, non finanzia le imprese.

• La funzione della moneta come valore di scambio


La banca di Amsterdam, gestisce la quantità di moneta in circolazione, non più per il re,
l’impero o la corona, ma per la comunità degli affari. Gestisce la moneta sganciandola dalle
esigenze politiche del sistema feudale per legarle all’andamento del mercato. Questa banca
ha a che fare con l’andamento della domanda e dell’offerta, quindi dei prezzi. Essa
influenza il mercato attraverso il tasso di sconto, ovvero il costo del denaro. Dalla banca di
Amsterdam in poi, c’è qualcuno che ha il monopolio dello stampare moneta, questo
comporta delle conseguenze:
1. Nobili e signori non possono più stampare moneta
2. Tutti gli operatori finanziari devono comprare la moneta, comprese le banche
3. Il tasso di sconto è il prezzo con cui la banca centrale presta il denaro agli operatori di
borsa e alla voc. Se il tasso di sconto sale, le banche e gli operatori finanziari tendono a
prendere meno denaro, se scende, ne prendono di più. Per la teoria quantitativa della
moneta, più moneta c’è in giro, più i prezzi salgono e viceversa, ovvero la banca
centrale può regolare gli andamenti dei prezzi.
Inoltre la banca di Amsterdam stampa una sola moneta, il fiorino olandese, quindi tutti
gli altri devono cambiare la valuta. Quindi la moneta che gestisce al banca di
Amsterdam unifica il mercato. Inoltre la nascita di una banca nel 600 dice che
l’economia di mercato ha bisogno per sua costituzione, ad avere una moneta di
riferimento.

Le ragioni del successo olandese


Gli storici si interrogano su: perché questo è successo in Olanda? E che tipo di modello economico
è l’olanda del 600.
I fattori che determinano il successo olandese sono:

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1) Schumpeter e Weber introducono l’idea che il dinamismo delle 7 province unite sia legato
all’etica protestante. Due sono i valori che determinano sul piano culturale e sociali, l’affermazione
olandese:
• L’etica protestante accetta il concetto di profitto, mentre quella cattolica lo vede come un
elemento negativo. Il profitto è legato alla predestinazione, basandosi sul modello
calvinista, per cui sfruttare i talenti abbia un valore rispetto alla salvezza.
• L’etica del lavoro, il lavoro come comportamento, come realizzazione personale. Non ci si
realizza facendo il filosofo o andando in guerra o entrando in un ordine monastico, ma
realizzandosi nel lavoro.
Lo sviluppo delle città e dell’attività mercantile sono una grande smentita della teoria.
L’Italia rinascimentale, smentisce il legame tra etica protestante e capitalismo.
2) Risorse naturali e fattori tecnologici → Il passaggio dall’economia dell’ancien regime a quella di
mercato, predispone un problema di localizzazione delle risorse naturali e della disposizione
tecnologica. La tecnologia si sviluppa in olanda, perché la conformazione del territorio permette
l’attività commerciale e la rotazione triennale, lo sfruttamento dei mulini a vento…
3)Mancanza di vincoli giuridici e istituzionali → Una democrazia oligarchica permette di attivare la
domanda e l’offerta, nell’olanda del 600 la libera iniziativa è contro le corporazioni e il
mercantilismo.

FRANCIA
La francia tra 600 e 700 è leader politico e culturale. È il modello alternativo a quello olandese, è il
tentativo diverso di superare l’ancien regime e arrivare all’economia di mercato.
Il modello francese perderà su quello olandese.
Ci sono due elementi di questo modello alternativo:
• Fattore economico → sviluppo del mercantilismo
• Fattore politico → nascita dello stato nazionale o moderno
Storia
La Francia del 500 e 600 è un’area caratterizzata da profonde lotte religiose, dalla strage di san
Bartolomeo al dominio di Richelieu e Mazzarino sulla corona. Nel 600 lo scontro si risolve
arrivando ad un equilibrio e si afferma il potere della corona dei Valois, che diventano casa reale di
tutta la Francia, ponendo le basi per uno stato nazionale.
Si forma una monarchia assoluta, per cui “il re è lo stato”, che sviluppa un modello centralista e
introduce il concetto di nazione.
Essendo la nazione un territorio controllato da un potere che ha una sua identità culturale,
linguistica e statuale, deve esserci anche un modello economico nazionale.

Il mercantilismo
Questa identità parte da un’idea di Tourgot, dal pensiero fisiocratico e soprattutto dal concetto di
mercantilismo.
Il mercantilismo è l’idea che la ricchezza di un paese, dipende dal controllo dello stato nazionale sul
mercato. Fondamentale è la crescita del mercato e della ricchezza, e soprattutto il fatto che questa
crescita sia nazionale.

Il mercantilismo dice che uno stato deve controllare il mercato, mentre nell’olanda il mercato si
autoregola e influenza lo stato. Luigi XIV e Colbert, Richelieu e Mazzarino, controllano il sistema
economico→
1. Controllo dell’agricoltura → il mercantilismo francese introduce l’idea di favorire il
superamento della proprietà feudale a favore della piccola proprietà agricola → questo crea
un forte dualismo, tra contadini e nobili.
C’è una legislazione fiscale che favorisce la piccola proprietà e penalizza con le tasse la
rendita fondiaria della grande proprietà. La centralità dell’agricoltura fa parte dell’influenza
fisiocratica, secondo cui la ricchezza di una nazione si basa sull’agricoltura

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2. La manifattura → lo stato favorisce la manifattura urbana, legata alla produzione dei beni di
lusso e allo sviluppo del commercio.
3. Commercio→ Una grande produzione agricola e manifatturiera prevede la vendita
all’estero→ lo stato nazionale deve proteggere il mercato interno, e conquistare quote di
mercato all’estero. Ovvero il mercantilismo introduce il concetto di protezionismo, di
politica commerciale. Difende i mercati interni, quindi manifattura e agricola, favorendo lo
sviluppo.
Conquistare quote di mercato vuol dire puntare al surplus della bilancia commerciale. C’è
l’idea fondamentale, che i prodotti che si possono scambiare con l’estero siano una quantità
finita, quindi bisogna avere la parte prevalente di scambi, avere la quota di mercato più
grande.

- Nella storia francese, la caduta del potere centrale è dovuta ai debiti di guerra, tuttavia è il
mercantilismo che spinge la corona a fare guerra e conquistare fisicamente territori dove
commerciale:
• Bilancia commerciale → differenza tra le importazioni e le esportazioni, per avere un
surplus le esportazioni devono essere maggiori delle importazioni.
• La bilancia dei pagamenti → differenza tra entrate e uscite di moneta di uno stato, per avere
un surplus le entrate devono essere maggiori delle uscite
Per ottenere questi risultati, è necessario proteggere i mercati interni e favorire il mercato estero →
il mercantilismo introduce il protezionismo.
Protezionismo
Questo fenomeno è l’idea di una politica commerciale che si basa sull’intervento dello stato in due
ambiti
• Fiscalità → Le tasse, sui beni importati ed esportate possono influenzare i flussi
commerciali, i dazi sono tasse dello stato sull’importazioni dei beni, se le alzi non conviene
importare.
• Quote di commercio → Controllare le quote significa stabilire la quantità di merci che
vengono introdotte ed esportate.
Un altro dualismo è il protezionismo contro il libero scambio. I dualismi sono: stato vs libero
mercato, che si autoregola, e protezionismo contro libero scambio.

Colbertismo
Il colbertismo è l’applicazione concreta della dottrina mercantilista, fa nascere il concetto di
dirigismo, per cui lo stato influenza e gestisce l’attività economica, attraverso l’apparato pubblico.
Colbert punta a:
• Sostenere l’aumento demografico
• Sistematica protezione doganale, per cui serve una burocrazia statale efficiente
• Ridurre il debito pubblico, perché le guerre avevano favorito un incremento del debito
• Creazione di un apparato amministrativo che controlla l’economia
• Politica fiscale a favore della manifattura.

La Francia mercantilista introduce un rapporto tra la finanza del re e l’andamento dell’economia.


Storicamente, dal mercantilismo alla rivoluzione inglese, la crescita del debito pubblico(differenza
entrate e uscite), è stato contraria rispetto alla crescita economica → il dualismo tra debito pubblico
e sviluppo economico, si basa sul fatto che il debito pubblico può essere ridotto in due modi:
• Attraverso la pressione fiscale
• Stampando moneta
Fino al 600, il patrimonio del re coincide con quello pubblico, mentre adesso questi fattori di
dividono, si rompe questa connessione. Stampare moneta era prima la soluzione più usata per
pagare i debiti, ma adesso non si può perché l’economia di mercato si basa sul fatto che più moneta
circola più sono alti i prezzi → creando inflazione. Il mercantilismo quindi separa i due patrimoni.

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Questo modello non funziona molto alla fine. La critica principale è che la politica mercantilista sia
stata vincolata più dalla necessita di coprire con le tasse il debito pubblico che sviluppare il sistema
economico aumentando la ricchezza.
La cosa fondamentale che la Francia inserisce, sono i due dualismi, esiste un rapporto tra la forma
statuale e il sistema economico, e il rapporto tra protezionismo e libero scambio.

INGHILTERRA
Rivoluzione industriale
La rivoluzione industriale inglese, come processo irreversibile di crescita, è l’affermazione di alcuni
settori industriali sul resto del sistema economico → abbiamo a che fare con un processo
determinato da alcuni settori, da alcune produzioni nuove, non un completo nuovo sistema
economico. Riguarda solo l’industria, non agricoltura e manifattura.

Condizionamenti
I fattori che permettono l’avvento della rivoluzione industriale in Inghilterra sono chiamati
condizionamenti, ovvero condizioni necessarie sufficienti, elementi favorevoli:
• Affermazione del liberalismo
• Posizione geografica → L’inghilterra del periodo è un territorio dove non avviene alcuna
guerra, al contrario dell’Europa
• L’economia di mercato ha bisogno per affermarsi della disponibilità e dell’accesso alle
risorse. L’inghilterra ha grande disponibilità di risorse minerarie, fondamentali per
l’evoluzione industriale. Con lo sviluppo della macchina a vapore, sono necessari molti
fiumi, presenti in Inghilterra.
• Disponibilità di beni e alimenti per una popolazione che non deve più coltivare la terra
→accumulo agrario grazie alla rivoluzione agraria e agricola, che permette di sostenere la
popolazione attiva nell’industria → rottura vincolo maltusiano. Inoltre il contadino inglese
ora abbandona la terra in favore dell’industria
• Esiste una tradizione manifatturiera, grazie alla proto industria. Dove esiste questa
tradizione, si può sviluppare l’economia di mercato.
Dove ci sono tutti questi elementi allora si può sviluppare l’economia di mercato.
Questa struttura, con una serie di risorse, un’agricoltura capitalistica, una tradizione, manifatturiera
e una struttura sociale e politica, grazie al liberalismo della glorius revolution e una società aperta
allo scientismo e l’empirismo.

Gli effetti della rivoluzione industriale


Questo processo che si fonda sul cambiamento del modo di produrre, e che è l’affermazione
dell’economia di mercato, introduce un nuovo sistema economico. Questo è un processo graduale,
lungo e secolare, che è rivoluzionario per il sistema economico totalmente diverso che si crea.
Questo modello ha cambiato la società europea e tutto il sistema economico mondiale e soprattutto
è un processo che ancora oggi è irreversibile.

Fasi rivoluzione industriale


Ci sono tre fasi della rivoluzione industriale:
• Prima fase 1760-1800 → Rivoluzione agraria
Raggiunge il suo culmine la rivoluzione agraria e agricola con innovazioni tecnologiche e
nei sistemi produttivi. In particolare la macchina a vapore e il telaio meccanico, con cui
viene trasformato il cotone importato.
• Seconda fase 1800- 1830 → Sviluppo industriale
In Gran Bretagna il settore industriale supera in produzione, l’agricoltura.
• Terza fase 1830- 1850 → Consolidamento dell’industria

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L’economica di mercato in inghilterra si consolida e diventa un sistema economico che
influenza le relazioni economiche internazionali, venendo copiato, ma mantenendo da il
primato su tutti gli altri paesi.

Queste tre fasi, trasformazione agricoltura, sviluppo e poi consolidamento dell’industria e del
sistema economico, possono essere interpretate in due modi →teorie dei condizionamenti:
• Sidney Pollard →ipotesi regionale
• L’affermazione dell’economia di mercato è un fenomeno regionale, non nazionale.
Avviene solo in alcune aree dell’Inghilterra.
• L’economia di mercato è resa possibile dalla concentrazione di fattori in alcune aree
dell’inghilterra. Gli elementi favorevoli si concentrano contemporaneamente nello
spazio e nel tempo, la contemporanea presenza permette la rivoluzione industriale.
• A seconda del tempo e dell’area in cui questa concentrazione avviene, il processo
cambia. Infatti lo sviluppo dell’economia di mercato si differenzia nel tempo ed è
influenzata dal contesto politico di un certo periodo e dell’area.
• Edward Wrigley → interpretazione della sovrapposizione delle risorse
• Sostiene che la rivoluzione industriale, come evento che afferma la nascita
dell’economia di mercato, è in realtà una battaglia tra alcuni settori innovativi e
alcuni settori tradizionali.
• Se i settori innovativi vincono, sui tradizionali, si afferma l’economia di mercato, se
quelli tradizionali rimangono dominanti, non si crea. Si può riassumere nello scontro
tra economia organica ed economia minerale. La prima vede un sistema di
produzione di beni per rispondere alla domanda, fondata sui prodotti naturali, ed è
l’economia preindustriale in cui il lavoro prevale sul capitale. L’economia minerale
invece utilizza materie prime inorganiche, e si fonda sull’utilizzo di materie prime
come ferro e carbone. Questa è l’economia della rivoluzione industriale, dove il
capitale prevale sul lavoro.
• Se l’economia minerale diventa preponderante nella produzione di beni e servizi, c’è
l’economia di mercato.
• Se applico il modello di Wridley ho la spiegazione riguardo l’uso delle fonti
energetiche. Dietro questa teoria c’è il mito del prometeo liberato, ovvero l’idea che
la rivoluzione inglese è per la prima volta la conquista da parte dell’uomo del fuoco.
Infatti nell’economia organica, l’uomo dipende dalla disponibilità delle risorse
naturali mentre nell’economia mineraria, è l’uomo che produce le risorse, c’è una
capacità dominatrice sulle risorse (Es. L’inghilterra ricerca l’utilizzo del carbone
perché la legna sta finendo e devono comprarla dai paesi vicino). Le conseguenze
sono che se vince l’economia mineraria, vince la tecnologia, che determina
l’andamento dell’economia di mercato. E inoltre se c’è questa vittoria, l’economia di
mercato sfrutta e distrugge risorse. Si può ricostruire la storia economica, come il
tentativo delle nazioni di entrare in possesso delle risorse.

Sviluppo dualistico
- Lo sviluppo economico è quindi un processo dualistico, di scontro, non lineare e diretto, ci sono
quindi fasi di crescita e decrescita. Qualsiasi processo di crescita del modello capitalistico ha avuto
una rottura, dove i settori innovativi si scontrano con quelli già esistenti. Ci sono quindi vincitori e
vinti.
- Se siamo di fronte ad un’economia duale ed espansiva, abbiamo un’economia che vede solo alla
fine della battaglia vinta dall’economia mineraria, un aumento dei redditi, ovvero la disponibilità
dei singoli. I processi di innovazione tecnologica vedono una stasi dei redditi inizialmente, alla fine
del periodo c’è una redistribuzione del reddito, però i processi di innovazione tecnologica sono
dolorosi, e lunghi. non è un modello che garantisce una redistribuzione automatica del reddito.

Effetti della rivoluzione industriale

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La rivoluzione industriale ha l’effetto di cambiare il ruolo del capitale e del lavoro nell’economia
europea.
• Lavoro → Il fattore lavoro all’inizio della rivoluzione è caratterizzato da un basso costo e
da una grande quantità di lavoratori, entrambi fattori utili per lo sviluppo dell’economia
mineraria.
Si passa dal mestiere degli artigiani e delle corporazioni, alla despecializzazione del lavoro,
che porta ad un lavoratore non qualificato, che presta il suo tempo per un salario basso.
• Capitale → Grazie all’accumulazione derivante dal mercantilismo e dalla rivoluzione
agraria, proprietari terrieri e mercanti possono investire nell’industria, portando alla
trasformazione del capitale. L’economia di mercato necessita di investimenti indirizzati
verso le tecnologie innovative, senza che sia necessaria una grande quantità di capitale.
• Imprenditori →Colui che indirizza gli investimenti rischiando il capitale per un profitto.
L’imprenditore è figlio del mercante imprenditore, entrambi rischiano il capitale, cercando
profitto ma l’imprenditore lo investe nell’innovazione tecnologica. Già mercanti e lord
precedenti cercavano il profitto, ma l’economia di mercato non richiede grandi capitali, se
investiti nell’innovazione.
• Società → I nuovi assetti economico produttivi, determinano un cambiamento della società
e della cultura

Cambiamenti sociali
- A differenza del medioevo e del rinascimento, dal 1760 matura l’idea che l’economia, in
particolare l’economia di mercato, abbia plasmato e influenzato la società, superando in questo
religione e politica.
Una parte di storici e filosofi sostengono che il capitalismo abbia creato un nuovo ordine sociale,
grazie al mutamento della società causato dalla rivoluzione industriale. (Es. Il 900 è segnato come
età fordista).
- È il modello economico che detta i tempi della vita.
Fino al ‘700, la settimana era determinata dall’agricoltura e dalla religione, mentre con la
rivoluzione industriale, la settimana diventa lavorativa.
- Con la rivoluzione viene introdotto un sistema nuovo di regole e comportamenti sociali.
- L’economia di mercato, ha come conseguenza sociale, l’introduzione di due concetti nuovi:
consumo e reddito. Questi portano ad innescare un preciso meccanismo sociale:
lavori → ottieni un reddito → consumi.
Si lavora per consumare, il consumo è reso possibile dal reddito e se non si consuma si risparmia.

- Il modello maltusiano, e l’economia di antico regime, non considerano l’innovazione tecnologica


come fattore di crescita delle risorse,e l’aumento della produttività attraversp

- I parametri attraverso cui l’appartenenza alle classi sociali è stabilita cambiano notevolmente,
prima dipendevano dalla nascita o dalla religione, mentre ora dipendono dalla proprietà e
dall’accesso ai beni.
Nella società cetuale, la classe era data dall’identità culturale, l’economia di mercato invece
introduce che il concetto di mobilità sociale: essendo il ruolo sociale stabilito dai beni economici,
ipoteticamente un operaio con buone idee e capitale, può diventare un imprenditore.
Il tasso di mobilità sociale aumenta all’aumentare della centralità dell’economia di mercato, e
viceversa.
Essendo l’accesso al capitale e al lavoro a determinare la posizione sociale, sorge il problema di
come accedere a questi elementi.
Un’alta mobilità sociale alta, permette di avvicinarsi all’economia di mercato, ma questo porta ad
una forte disuguaglianza, perché chi accede al lavoro e al capitale sta bene, chi non riesce, non sta
bene. Sostanzialmente nell’inghilterra del 700 e poi in Europa, si vede una crescita del reddito, ma
rimane irrisolto il problema delle condizioni dei lavoratori, che non hanno proprietà del capitale.

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Inoltre la rivoluzione industriale inglese cambia i valori(utilitarismo) ma non cambia il concetto di
distribuzione del reddito. L’economia di mercato che si forma, pone per la prima volta un problema
di allocazione e distribuzione del reddito → il capitalismo garantisce la crescita, non la
distribuzione del reddito.
→ nascita della classe operaia.

Nascita della classe operai


La nascita della classe operai è dovuta quindi alla disuguaglianza capitalistica, infatti nel modello
produttivo l’operaio despecializzato presta il suo tempo in cambio del salario, contrapponendosi al
capitalista che possiede il capitale. Questo porta tre elementi:
• Risposta associativa → Gli operai tendono ad unirsi e fare gruppo, attraverso la creazione di
sindacati.
• Teoria marxista → La classe operaia incontra nella sua formazione una teoria politica che
spiega la sua condizione di lavoratore e che introduce un superamento del capitalismo,
portando gli interessi degli operai
• Liberalismo → Anche gli imprenditori si vedono come una classe, tendono ad unirsi con
una risposta associativa e ricercano nel liberalismo un’interpretazione politica e sociale che
li rappresenti
Questi elementi portano il problema dal piano sociale a quello politico → la società interagisce con
la politica.
La risposta associativa→nella società capitalistica esistono i corpi intermedi, strutture associative
come sindacati e assemblea degli imprenditori.

La nascita della classe operaia è la conferma che è cambiato il paradigma produttivo, e il capitale è
diventato preponderante rispetto al lavoro attraverso due elementi
• Abbandono del mestiere e quindi la specializzazione, a favore della despecializzazione nella
fabbrica, dove conta solo il tempo in cui svolgi la tua mansione.
• La catena di montaggio, come affermazione della macchina, è il perfetto esempio della
subordinazione del lavoro sul capitale e della despecializzazione.
In questa nuova condizione sociale, non si può più ottenere riconoscimento in quanto artigiano,
quindi lo si cerca all’interno di una classe.
La storia operaia nasce dall’insieme dei lavoratori despecializzato che si riconosce come gruppo
con stessi interessi e cultura, e che vede nell’imprenditore, il nemico comune, che affronterà poi in
ambito politico.
Questo movimento, ha origine in un’idea:
L’economia di mercato cambia il paradigma della produzione, ma ha sostituito, non annullato, un
processo di gerarchia sociale. C’è una struttura gerarchica con capitalisti, re, nobiltà, ecclesiastici,
militari, borghesia e operai. Questa struttura nasce dalla contrapposizione tra capitale e lavoratori, e
quindi è dovuta all’introduzione della macchina.

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FASI CREAZIONE MOVIMENTO OPERAIO
• Luddismo (prima fase) → In questa fase c’è l’individuazione del motivo di questa
contrapposizione tra capitalisti e lavoratori, la macchina. Il luddismo è un movimento che
punta alla distruzione proprio delle macchine per impedire il meccanismo di produzione
nelle fabbriche.
• Associazioni operai→ Di fronte alla repressione da parte dei poteri forti sul luddismo, si
punta a difendersi, puntando alla tutela dei propri interessi.
Questa fase trova espressione nel sindacato, tuttavia prima del sindacato si vanno a formare
diverse tipologie di forme associative di autotutela:
• Cooperative di consumo → spacci per permettere di pagare meno i beni di
sussistenza.
• cooperative edilizie che fanno costruire case vicino alle fabbriche per l’operaio.
• assicurazioni contro gli infortuni e la malattia, per integrare il salario perso.

Da queste associazioni si arriva progressivamente al sindacato, che aggiunge all’autotutela,


la rivendicazione delle condizioni di lavoro.
Quando si introduce la rivendicazione si parla di ore di lavoro e settimana lavorativa, di
salario e del contratto, ovvero il rapporto tra imprenditore e lavoratore.
L’elemento fondamentale è dare regole certe al rapporto di lavoro, eliminando il rapporto
individuale a favore del contratto collettivo, una regola singola valida per un gruppo o una
categoria di lavoratori.
La nascita dei sindacati prova che il lavoro è considerato come una merce, e così, come la
borsa regola l’attività di scambio, il contratto collettivo regola il lavoro.

• Marxismo → La classe operaia incontra la teoria marxista e diventa movimento.


I processi di autotutela e di rivendicazione trovano una cornice politico culturale con il
marxismo, che diventa il linguaggio per la lotta della classe operaia.
Da questo incontro nasce l’idea di sconfiggere il liberalismo, sistema politico che sostiene il
capitalismo.

Risposte al problema sociale


Il cancelliere tedesco Bismarck, a fine ottocento, permette la nascita del sistema di Welfare, ovvero
l’introduzione di politiche sociali che garantiscano un sistema di protezione.
Due elementi cardine:
• Protezione sociale → esiste un costo sociale dell’industrializzazione, un problema di oneri
e costi che vanno coperti. l’imprenditore non è in grado o non vuole assolvere questi oneri
sociali.
• La politica e le istituzioni statali intervengono a coprire queste situazioni. Bismarck
introduce il concetto di intervento dello stato nell’economia di mercato, dove il sistema
politico affronta il problema sociale

Le prime politiche di protezione sociale in Germania sono del 1880, esse introducono:
• Assicurazione obbligatoria sulla malattia
• Sistema di assicurazione sull’incidente sul lavoro
• Pensione
Per costruire questa assicurazione, vengono chiamati a contribuire lavoratori, imprenditori e stato.
Lo stato e le istituzioni del liberalismo che si fanno carico e garantiscono l’assicurazione,
rispondono al problema sociale in questo modo.
Questo modello caratterizzato dall’assicurazione, supera quello delle assistenze, in quanto
l’assistenza è l’erogazione di denaro, senza un corrispettivo, mentre le assicurazioni vedono un
versamento per poi poter erogare denaro.

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Nel modello Welfare inoltre lo stato interviene per modificare la distribuzione del reddito, portando
il problema della povertà da un piano sociale, ad uno economico.
Già il parlamento inglese nel 1815 aveva introdotto le poor laws, le leggi sui poveri, ovvero degli
enti locali inglesi che erogavano tramite carità e assistenza delle parrocchie del denaro per
prevenire l’accattonaggio e farsi carico dei poveri.

Informazioni esame:
il capitolo 5 del testo →
• paragrafo 1,2 molta attenzione
• paragrafo 3 solo 3.1 inghilterra e l’Europa continentale, non ci interessa tutta la parte di
trasformazione tecnologica
• paragrafo 4 lettura se vuoi
• paragrafo 5 da non fare

la prova intermedia si svolge:


• tre definizione, o tre domande brevi (6 righe) → per esempio “cos’è la voc?”
• 1 domanda a scelta aperta (1 pagina) →sarà un ragionamento
• 1 domanda facoltativa →serve per attribuire la lode, sarà breve.
Il punteggio si divide
• Tre domande brevi 15 pt
• Domanda aperta 15 pt
• Facoltativa lode

Diffusione dell’industrializzazione in Europa


Dopo la rivoluzione industriale inglese, si diffonde questo modello in Europa occidentale con la
seconda rivoluzione industriale.
Questa diffusione avviene durante l’800 con:
• Intensificazione dei processi, nuove fabbriche e impianti
• Sviluppo delle innovazioni tecniche
• Imitazione del modello inglese da parte dei paesi europei, portando a industrializzazione
particolari che portano ai capitalismi nazionali.

Grandi imprese
Grandi imprese → Diffusione della grande impresa, con il modello fordista, nei settori in
particolare di ferrovie e siderurgia.
Queste grandi imprese, sono gestite in forma di società anonima, ovvero di società per azioni.
Queste derivano dal modello delle compagnie delle indie, dove era presente la separazione tra la
proprietà del capitale, ovvero chi ha i mezzi, e la gestione dell’impresa.
La rivoluzione industriale inglese è segnata dall’imprenditore individuale, e questa separazione non
c’è → impresa individuale.
La società anonima ha due elementi:
• Chi compra le azione, ha come aspettativa di conseguire il profitto, ovvero l’utile
distribuito, la proprietà cerca il profitto.
• La gestione è data a tecnici specializzati, gestiscono l’impresa per garantire gli utili alla
proprietà
L’affermazione di questo sistema è detto big business.
Questo modello non si afferma in inghilterra, per un motivo storico:
La bolla dei mari del sud
Nella prima fase della rivoluzione industriale era possibile costituire società per azioni e società
anonime senza problemi burocratici. Tuttavia questo fenomeno si sviluppa, soprattutto

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nell’industria ferroviaria, in contemporanea con un elemento dell’economia di mercato → la
speculazione.
Storicamente alcuni operatori di Londra costituirono una società per lo sfruttamento di giacimenti
minerari nei caraibi, promettendo agli investitori della borsa, di avere grandi profitti. Le azioni
vennero vendute portando un grande successo. Tuttavia non ci fu alcuna remunerazione poiché
queste miniere non esistono.
La speculazione è un fenomeno che si basa sul fatto che ci possono essere grandi aspettative, e che,
soprattutto ai tempi, vi era un grave problema di informazioni. Per questo motivo, il parlamento
inglese introduce una legislazione restrittiva, dove le società anonime devono essere autorizzate dal
parlamento stesso.

Caratteristiche grandi imprese:


- Economie di scala → Le grandi imprese gestiscono i costi di produzione in riferimento dei profitti
attesi → business plan
- Competitività ed espansione→ La grande impresa ha bisogno di conquistare ampi mercati, per
farlo deve competere con le altre imprese dello stesso settore, arrivando a fenomeni di fusione e
acquisizione. L’espansione può essere orizzontale, comprando aziende dello stesso settore, oppure
integrazione verticale, controllando tutto il processo produttivo, dalla raccolta delle materie prime,
alla vendita del prodotto finito.
-Struttura organizzativa → All’aumentare delle dimensione dell’impresa, anche la struttura
organizzativa si fa più complessa

Questi elementi hanno un principio dietro, ovvero che le grandi imprese devono fare profitto. Il
principio base di questo sistema che le aziende conseguono utili garantendo l’esistenza e lo
sviluppo di esse.

Diffusione della rivoluzione


Concetti base:
• Premessa → la rivoluzione industriale inglese, quando viene imitata, genera in tutti i paesi
una discontinuità, un cambiamento dato dallo sviluppo economico
• L’imitazione della rivoluzione industriale inglese, riguarda l’offerta, la produzione e la
tecnologia. Cambia il modo di produrre, soprattutto nel settore tessile e siderurgico ma non
varia la domanda
• Qualcuno ce la fa, qualcuno tenta di copiare, qualcun altro non partecipa→ l’imitazione
genera successi e fallimenti, vincitori e vinti. I primi hanno successo, gli altri sono
subordinati.

Fasi di diffusione
Primo cerchio
Tra il 1830 e il 1870 inizia l’imitazione del modello inglese da parte del Belgio, Svizzera, Francia,
Germania e Stati Uniti.
Questo primo cerchio coincide con i paesi fondamentali della vita economica europea, a cui gli
storici economici aggiungono un paese, gli stati uniti. Anch’essi nello stesso periodo imitano il
modello inglese, creando il legame tra USA e Europa.

Secondo cerchio
Tra 1870 e 1914, altri tre paesi iniziano a svilupparsi industrialmente, essi sono Italia, Austria -
Ungheria e Giappone.

Ci sono delle continuità storiche in questo processo


• La Germania, con i suoi confini , è il motore del primo cerchio, cioè durante l’800 lo
sviluppo economico segna il declino della gran Bretagna in favore della Germania,
meccanica legata alla prima guerra mondiale.

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• Inoltre l’est Europa è fuori da questo processo, e lo è ancora oggi.
• Il mondo arabo non entra in questo processo, con la crisi dell’impero ottomano e il declino
di questo mondo
• Spagna e Portogallo fino agli anni 80 del 900, non sono parte del processo di
industrializzazione
• Questo sistema ha due collegamenti fondamentali, uno con gli USA, con il primo cerchio, e
l’altro con il Giappone del secondo cerchio. Questo modello porterà allo scontro nella prima
guerra mondiale. C’è un asse che si forma tra Europa, senza i paesi citati, e usa + Giappone.

Caratteristiche principali dell’imitazione


• Innovazione e contesti → L’innovazione tecnologica, si inserisce nel contesto sociale
politico e culturale dei vari paesi. Questa interazione determina le vie nazionali o regionali
all’industrializzazione, generando quindi percorsi diversi. Fondamentale per la struttura
sociale, è la sua capacità nel recepire l’innovazione oppure la sua repulsione.
• Difficoltà: vedi slide
• Diverse regionali → L’imitazione è un fenomeno regionale, non nazionale, perché lo
sviluppo economico non è uguale in tutta la nazione, in quanto le risorse umane e naturali
sono concentrate (es. Italia, si nord no sud, la Francia si sud no nord).
• Risorse e settori→ Ogni settore produttivo con le sue innovazioni, richiede risorse e requisiti
diversi. La Germania ha la rur, per cui diventa forte nel siderurgico, l’Italia non ha carbone
quindi si basa sul tessile, e sfrutta la sua struttura idrografica per sfruttare l’energia
idroelettrica.
• Il processo di imitazione è legato alla capacità di sfruttare le innovazione, diffusione della
conoscenza tecnologica

Osservazioni storiche
L’imitazione dell’inghilterra inizia durante la restaurazione, dal 1815 quando Napoleone è sconfitto
dagli inglesi e dai russi, finisce il dominio francese a favore di quello inglese.
Questo processo di imitazione è però reso possibile perché Napoleone con le sue campagne militari
ha cancellato tutto il sistema feudale, infatti non succede nella Russia zarista.
L’area dei mercanti imprenditori si sviluppa, fa il salto verso la società industriale,e inoltre il
processo di industrializzazione avviene dove c’è stata la rivoluzione agricola e commerciale.

Il declino relativo della gran Bretagna


Alla fine delle guerre napoleoniche, la Gran Bretagna ha il 25 % della produzione mondiale, e il
32% il commercio estero. Nonostante la crescita di poroduzione del 200% fino al 1870, la gran
Bretagna vede il declino, perché cresce meno velocemente rispetto agli altri paesi, non c’è crisi di
uno in particolare, semplicemente uno cresce più velocemente.
Il declino relativo della gran Bretagna è dovuto da
• Insufficienze della classe imprenditoriale →dopo aver adottato con grande intensità le
innovazioni, si sono fermati, senza inserire a pieno le nuove innovazioni tecnologiche delle
seconda rivoluzione.
• Arretratezza del sistema educativo inglese → molto legato alla cultura umanistica, mentre la
seconda rivoluzione puntava sulla scienza applicata, l’ingegneria.
Queste due case si riferiscono alle teoria di Wridley

Il declino relativo inglese, vede contrapposto lo sviluppo della Germania, Belgio e Francia, le
condizioni che permettono la loro crescita sono:
• Per l’inghilterra essi sono paesi con cui commerciare, un mercato potenziale dove trasferire
imprese e tecnologia inglese
• Hanno una forte tradizione manifatturiera e quindi competenza tecnologica con anche
mercanti imprenditore

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• Hanno istituzioni e cultura simili a quelle inglese
Le caratteristiche comuni dell’imitazione di questi paesi sono
• Hanno adottato velocemente le macchine della prima rivoluzione industriale, le tecnologie
inglesi
• Tra 1820 e 1913, c’è una crescita sostenuta, con tassi medi annui tra 3 e 4 %. Crescono di
più dell’inghilterra e riescono ad agganciarsi
• L’imitazione di questi paesi riguarda ferrovie, tessile e siderurgico.

La differenza tra questi paesi


Belgio e Concentrazione
Il Belgio è il primo paese ad imitare il modello inglese.
- La sua forza si basa sulla forte concentrazione di risorse,in particolare carbone, dovuta alla stessa
struttura fisica del paese, poco esteso, che permette un risparmio dei costi. Però la sua ristrettezza
fisica porta ad avere un piccolo mercato, elemento che nel medio lungo periodo diventa un
problema.
- Il Belgio per imitare il modello inglese, vede l’intervento dello stato e delle istituzioni a favore
dell’industrializzazione, soprattutto con due metodi:
• Favorire la ferrovia (società di Cockerill) → Lo stato Belga chiede ad un imprenditore
inglese, Cockerill, di trasferire gli impianti siderurgici per la costruzione di ferrovie in
Belgio. In questo modo diventa il primo produttore di locomotive, anche perché il costo del
lavoro è più basso in Belgio e quindi lui ne approfitta.
• Societè general du belgique → detta SGB, essa imita la compagnia delle indie, perché è una
società di capitali che investe denaro nelle attività industriali, come una banca di
investimento.
Essa ha come caratteristiche
- Il capitale è costituito, ovvero le azioni sono comprate, dalla corona belga, dalla nobiltà e
dalla borghesia.
- Per finanziare le imprese, compra le azioni delle imprese a cui finanzia.

Svizzera e specializzazione
Fondamentale per la svizzera è la specializzazione.
Sfrutta la tradizione mercantile e manifatturiera fondata sull’alta professionalità, per ottenere una
produzione specializzata ad alto valore aggiunto, mettendo da parte la produzione di massa. La
specializzazione implica per la produzione un’alta professionalità derivante appunto dalla
tradizione.
L’industrializzazione porta a creare delle società per azioni con produzione specializzata a livello
locale, ma con un potenziale mercato internazionale (dimensione del lavoro locale, mercato
internazionale).

Francia e il modello dualistico


È il paese sconfitto, ma ha creato e sviluppato le maggiori conoscenze scientifiche, aveva uno stato
assoluto che dominava nel 600, ma vince l’inghilterra, quindi rincorre il modello inglese, e
fondamentale di questa rincorsa sono diversi elementi:
• Per arrivare a un sistema politico liberale, condizionamento necessario per l’economia di
mercato, i francesi fanno una rivoluzione molto violenta.
• L’industrializzazione francese è ottocentesca, sotto napoleone III, quasi 50 anni dopo
l’inghilterra.
• La Francia sperimenta una precoce transizione demografica, ovvero prima degli altri, supera
il vincolo maltusiano.
• Non ha molte risorse

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- Introduce un terzo modello, dopo specializzazione e concentrazione, quello dualistico,
caratterizzato da un sistema decentrato e diversi dualismi:
• Agricoltura e Industria → C’è un ruolo fondamentale dell’agricoltura, che si modernizza e
diventa capitalistica e sviluppo del settore industriale che presenta delle piccole-medio
industrie.
• Città e campagna → Da una parte abbiamo agricoltura e manifattura nelle campagne,
dall’altra c’è una forte urbanizzazione, soprattutto Parigi e Marsiglia.

Germania
Protagonista della seconda rivoluzione industriale, è caratterizzata da un forte legame con
l’innovazione tecnologica che porta il cambiamento dell’offerta.
I settori che sono più colpiti dall’innovazione sono i più importanti della seconda rivoluzione
industriale:
• Acciaio
• Chimica, e la sua derivazione che è la plastica
• Elettricità

- La Germania è protagonista assoluta di questi cambiamenti perché:


• introduce per prima i settori sopracitati →simbolo dell’industria del metallo è la Tissen
Krupp, la chimica invece vede la BASF e la Bayer
• Introduce un nuovo modello di impresa → grande impresa (Vedi slide differenza grandezza
della BASF)
La grande impresa ha alcune caratteristiche:
• Applicazione e estensione in modo totale del modello della compagnia, ovvero il
primo elemento è la separazione tra proprietà e gestione, elemento di continuità del
passato. Ci sono però delle novità:
• La grande impresa diventa l’impresa manageriale, dove la gestione è affidata ai
manager, tecnici specializzati nella gestione d’impresa, solitamente ingegneri.
• Grande quantità di investimenti, gli impianti chimici e quelli per l’acciaio sono
fisicamente grandi e necessitano molto capitale da investire →bisogno di gestire
grandi capitali.

• Introduce un nuovo sistema bancario, per finanziare → banca mista o universale.


È una banca che raccoglie il risparmio tra coloro che hanno un conto corrente ed esercita il
credito in tutte le forme, ciò vuol dire che le grandi imprese tedesche vengono finanziate
attraverso il risparmio privato → grande novità.
Non usano il capitale dei nobili o dello stato, ma usando il risparmio diffuso, indirizzano il
risparmio privato di qualsiasi entità e grandezza verso l’attività industriale. Questo processo
avviene tramite il rapporto tra risorse e impieghi, dove chiunque abbia un conto corrente
fornisce una quantità di denaro alla banca, che utilizza costantemente la massa monetaria,
quindi le risorse, per finanziare le imprese. Ci sono due modi per farlo:
• Partecipando al capitale dell’impresa, diventando socio dell’impresa comprando
parte del capitale e gestendone alcune azioni
• Collocando obbligazioni delle imprese presso i propri clienti. Le obbligazioni sono
delle promesse di pagamento, per cui tu mi dai dei soldi e io ti restituirò la somma
con gli interessi.

Ci sono due condizioni fondamentali da rispettare

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• Solvibilità → la banca deve essere in grado in ogni momento di restituire le risorse
versate. la solvibilità serve a garantire ai clienti di poterli ritirare. In realtà i soldi in
banca servono magari a finanziare le imprese, per questo i soldi non sono fermi, ma
sono impiegati per finanziare le imprese. Per questo motivo è fondamentale che le
banche non sbaglino gli investimenti, altrimenti si entra nelle crisi bancarie.
• Differenziazione → la banca non può partecipare al capitale di una sola impresa. Il
miglior criterio di gestione è diversificare gli investimenti avendo molte
partecipazioni. Le obbligazioni delle imprese clienti delle banche, sono quelle
vengono proposte dalla banca ai clienti privati.
Queste condizioni sono fondamentali per rispettare le aspettative dei clienti, infatti la
solvibilità serve a garantire ai clienti di poterli ritirare. In realtà i soldi in banca servono
magari a finanziare le imprese, per questo i soldi non sono fermi, ma sono impiegati per
finanziare le imprese.

Condizionamenti storici
• fino al 1871 la Germania non esiste come stato nazione, sono un insieme di principati,
alcuni provenienti dal sacro romano impero, altri da governi vescovili. Tra questi emerge
uno stato, la Prussia
• La Prussia, guidata da Federico II, è l’area con Capitale Berlino che progressivamente
prenderà gli altri stati, e attorno a lei si costruirà la Germania.
1828-1854 Zollverein →unione doganale, ovvero si mantiene l’autonomia politica ma si
crea un grande mercato unico tra Prussia, Hannover e tutti gli altri da Vestfalia a Baviera. Si
riduce così al minimo i dazi e si adotta un’unica moneta, il marco. Al centro c’è la Prussia e
la Banca nazionale del re di Prussia
• 1871 nasce la Germania. L’unificazione politica coincide con lo Zollverein, infatti quello
stesso territorio diventa la Germania. Fondamentale per questa unificazione sono:
• Sconfitta dei francesi a Sedan
• Il sistema di infrastrutture nazionale, le ferrovie gestite dallo stato. Questo permette
di trasportare le risorse, e soprattutto diventare potenti in uno dei settori più
importanti della seconda rivoluzione → quello ferroviario che potenzia sia il settore
dell’acciaio e della chimica. Questo diventa una costante in tutti i grandi paesi.

Stati uniti
Il modello statunitense ha un fattore fondamentale:
Gli stati uniti politicamente e culturalmente nascono dal mondo anglosassone, e dalla rivoluzione
americana. Ma il punto è che economicamente sono l’elemento più riuscito della seconda
rivoluzione industriale → prendono il modello tedesco aggiungendo degli elementi strutturali
fondamentale, portandoli nel 900 a diventare il prodotto finale della rivoluzione industriale e
diventando i primi del settore.

Fenomeni politici e società americana


• Nascono come colonia inglese, francese, spagnola e olandese. Fondamentale è che questo
sistema di colonie prima della rivoluzione francese, introduce il modello della democrazia
liberale → la sovranità appartiene al popolo
• Nascono come repubblica, con una piena distribuzione dei poteri, prima della Francia, e da
questo deriva il sistema politico americano che si basa sulla tutela della proprietà privata. La
cittadinanza è legata alla proprietà privata.
• Gli stati uniti sono uno stato che si costruisce come conquista del territorio e sviluppo
economico del territorio. Essi sono un paese che diventa nazione attraverso la costruzione
del territorio e da ciò deriva la costruzione del mercato e dell’economia di mercato.

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La società americana democratica costruita sull’idea della frontiera, è una società violenta. È
legittimata la violenza per difendere la proprietà privata, e quindi la sua libertà.
Inoltre è una società che si costruisce sul dominio di alcuni ceti sociali su altri, ovvero i nativi
americani all’inizio e poi la segregazione dei neri.
Avendo queste caratteristiche, in questo modello di democrazia c’è l’idea del primato del cittadino
sullo stato, ovvero uno stato minino, che deve entrare il meno possibile nella vita delle persone.
Questo è espresso dal modello legislativo, dove ognuno è libero di agire come vuole, a patto che
non leda gli altri. Il modello della common law stabilisce che non è lo stato a riconoscere la tua
persone ed esso non dice ai cittadini come si devono comportare, ha una sola funzione: evitare che
comportamenti individuali danneggino gli altri.
Questo modello però è fortemente diseguale, in quanto la tutela dei diritti è legata alla capacità di
difendersi e far valere i propri diritti. Questo porta ad una forte disuguaglianza davanti alla legge.

Questo modello politico istituzionale favorisce l’economia di mercato, anzi alcuni pensano che lo
stato sia costruito a partire da questo modello. Non bisogna dimenticare però che gli usa non hanno
un passato, dove in Europa si è dovuto superare feudalesimo, monarchia assoluta, mercantilismo…
L’Europa ha dovuto trasformare la società e le istituzioni per arrivare all’economia di mercato, gli
usa è partito da questo modello.

Costruzione economia di mercato


La costruzione dell’economia di mercato negli stati uniti parte da:
• Forte crescita demografica → Sono un paese che tendenzialmente nel 1790 ha grandi
territori e grandi risorse ma una popolazione limitata, ma progressivamente la popolazione
cresce. Essi durante l’800 hanno la maggior crescita demografica. Ci sono alcuni elementi
fondamentali per questo processo:
• Dal punto di vista economico, si ha una bassa densità demografica rispetto ad una
grande quantità di risorse, esattamente l’opposto dell’Europa.
• Dal 1790 sono un paese di immigrazione, arrivano dal resto del mondo per vivere
negli stati uniti. La prima grande ondata sono irlandesi a metà 800, la seconda
ondata viene dai paesi europei, e la terza nel 900 arriva dal sud-est asiatico, con
filippine, Thailandia e poi gli spagnoli dal sud America.
• Questa è una società dove la caratteristica imprenditoriale diventa strutturale per il
comportamento sociale, dove il successo economico è fondamentale e il valore sociale è
dato dal profitto che si raggiunge.
Sono pochi, e hanno bisogno di sfruttare le risorse, e questo porta ad uno sviluppo
tecnologico molto forte indirizzato a questo. La propensione all’utilizzo di macchine è
centrale, e non si devono preoccupare di dare lavoro perché sono pochi, a differenza
dell’Europa.
• Ci sono due fasi
- Dalla fondazione della repubblica fino alla guerra civile, lo sviluppo è legato
all’agricoltura.
L’agricoltura si sviluppa dal 1799 al 1861 ed è sintetizzata nella conquista dell’ovest. C’è
una progressiva espansione dei confini politici da est a ovest, e questa conquista del
territorio comporta che lo stato metta all’asta i terreni che vengono comprati dai cittadini
americani, senza distinzione di ceto, e di religione. Ogni cittadino americano, di qualsiasi
ceto, se aveva i soldi poteva diventare proprietario agricolo. Inoltre lo stato conquistando la
terra, non deve pensare alla chiesa o alla nobiltà, vende la terra ai cittadini, e utilizza i
guadagni per costruire la rete ferroviaria. Una produzione agricola, secondo gli schemi
anglosassoni di agricoltura intensiva, fatta per il mercato. I beni agricoli sono
principalmente il grano e la legna. Essi diventano l primo produttore agricolo per un
mercato internazionale . Questo sistema fondato sull’asse san francisco- new york, vede
l’aggiunta degli stati del sud, dove invece rimane l’agricoltura estensiva con l’utilizzo della

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schiavitù, le piantagioni. Tuttavia anche gli stati del sud usano la ferrovia per esportare
internazionalmente, soprattutto il cotone, in particolare in Europa.
Da questo deriva una politica di liberalizzazione del commercio, con esportazioni di beni
agricoli e importazione di beni industriali.
- Dalla guerra civile americana alla prima guerra mondiale si vede lo sviluppo industriale
Lo sviluppo della rete ferroviaria sta alla base dello sviluppo industriale, essa è i punto di
partenza, perché lo sviluppo della ferrovia porta all’industria meccanica siderurgica, la
quale a sua volta comporta lo sfruttamento di miniere di ferro e carbone, molto presenti in
America. Questo modello si sviluppa negli stati del nord-est, (New York, Chicago…) che
abbandonano l’agricoltura in favore dell’industria. Lo sviluppo industriale americano è
legato all’adozione della seconda rivoluzione industriale, quindi il modello tedesco.
(guerra civile → guerra tra stati del nord, contro il sud, entrambi sulla costa est. Lo scontro politico
vede gli stati del nord che vogliono abolire la schiavitù, mentre dal punto di vista economico c’è la
contrapposizione tra nord che si industrializza, mentre il sud è ancora agricolo. La guerra civile è
esempio tra rapporto economia e politica. Abolire la schiavitù nelle piantagioni permette di
sconfiggere l’agricoltura a favore dell’industrializzazione.)

Il paradigma industriale americano, che diventerà il modello di base nel 900, si basa su tre elementi:
• Impresa manageriale → il sistema industriale che si fonda su acciaio, chimica e siderurgia
e elettricità è legato alla distinzione tra proprietà e gestione e la figura del manager. A
differenza della Germania le industrie sono ancora più grandi, anche a causa delle grandi
risorse
• Introduce un’organizzazione della produzione chiamata fordismo.
Esso è un’applicazione del taylorismo, dove la produzione deve essere gestita applicando il
metodo scientifico. Quindi bisogna suddividere in fasi la produzione e stabilire un rapporto
tra tempi e metodi di produzione. Questo modello introduce la definizione da parte di
tecnici di procedure standardizzate.
Questo modello è preso da Henry Ford, che acquisisce il taylorismo e lo integra secondo
due aspetti:
- il taylorismo come organizzazione del lavoro in fabbrica deve essere orientato alla
produzione standardizzate, ovvero produrre beni tutti uguali, prodotti con parti tutte uguali,
dove fondamentale è il rapporto costo e prezzo → produzione di massa. Produzione di tanti
beni a basso costo per poter competere a livello di prezzo
- Ford coglie il punto limite del taylorismo, ovvero che il lavoratore sostanzialmente deve
compiere delle azioni preordinate e non partecipa al processo produttivo, dove il lavoratore
diventa lavoratore massa, con una forte despecializzazione. Per superare la
despecializzazione e la perdita del valore del lavoro umano, ford introduce il welfare
aziendale →nelle fabbriche di Ford, gli operai in cambio della disponibilità di partecipare
alla catena di montaggio ricevono alti salari con introduzione della assicurazione sanitaria
e quindi la possibilità di costruire una casa e costruire le città operaie. Quindi il lavoratore
accetta la catena di montaggio a favore di un alto salario.
Questo modello era possibile negli stati uniti con alte risorse e poca popolazione, ma non in
Europa. Inoltre questo genera un problema di gestione dell’azienda →la produzione di
massa è possibile solo con alti salari, perché è previsto il consumo di massa → senza alti
salari il lavoratore non può comprare i beni prodotti, e quindi con una produzione di massa
non ci sarebbero poi il consumo →società dei consumi di massa.
• Sviluppo della borsa, e non della banca → market oriented
Il sistema finanziario americano → le corporation, ovvero l’impresa manageriale, per
finanziarsi non usano la banca mista come in Germania, ma la borsa. Ovvero usa un
modello molto lineare:

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Ogni corporation ha un piano industriale, ovvero una serie di prodotti che necessitano di
macchine per la produzione e la gestione delle risorse, per fare ciò non si chiede un prestito
in banca, ma si vendono azioni alla borsa. La borsa quindi finanzia il sistema industriale, a
condizioni che ci siano dei progetti validi.
In Europa a partire dal modello tedesco, il sistema economi cosi basa sul rapporto banca
industria, mentre negli stati uniti il rapporto è tra industria e mercato finanziario, ovvero la
borsa. Il modello europeo è bank oriented, quello americano market oriented.

2 annotazioni fondamentali:
- La produzione di massa ha come vincolo il consumo di massa
- il modello market oriented, porta a far si che le imprese, per essere finanziate dalla borsa, devono
essere appetibili per il mercato. Questo porta ad un sistema aperto all’innovazione, dove chiunque
anche senza grossi capitali ma con una grande idea, può essere finanziato. Tuttavia si crea una forte
competizione, e se la tua idea non piace non viene finanziato. Con la banca invece i soldi arrivano
solo se dai delle sicurezze che i soldi ritornano, quindi se sei solvibile.
A tutti può essere data la possibilità di entrare sul mercato, ma poi bisogna riuscire a resistere e
sconfiggere la concorrenza → elemento centrale è il rischio di fallimento.

Lo sviluppo industriale americano può essere sintetizzato con la città di New York, che è paradgima
del modello americano. Nasce come colonia olandese protestante → poi diventa un grande porto
con Manhattan, da cui passano i prodotti agricoli da esportare →arriva qui anche l’immigrazione
→poi Manhattan del 900 diventa centrale per la finanza con wall street. Da colonia europea,a porto
per i beni agricoli e immigrazione.

Lo sviluppo del sistema economico americano ha una diversa scelta con la politica commerciale.
Con l’agricoltura si crea un forte liberalismo nei mercati, e si cercano mercati in tutto il mondo, con
esportazione agricola e importazione dei beni industriali. Quindi gli agricoltori sono a favore di
bassi dazi su importazioni e esportazioni. Ma con lo sviluppo industriale gli stati uniti vanno verso
il protezionismo. George Hamilton introduce il concetto chiamato protezionismo nazionalista
→nella seconda metà 800 il sistema economico americano chiede al sistema politico di imporre
dazi sulle importazione di prodotti industriali, perché secondo Hamilton bisognava difendere
l’industria nascente. Gli industriali americani chiedono di essere difesi dalla concorrenza europea. Il
confronto tra libero scambio e protezionismo diventa una delle caratteristiche fondamentale del
sistema economico americano.
I paesi europei in quel periodo adottano il libero scambio.
Molti storici sostengono che il protezionismo nazionalista sia l’espressione di una cultura politica
sociale dell’isolazionismo.
Questo processo è legato al ritardo degli stati uniti, il quale deve difendere ciò che si sta
sviluppando, mentre in Europa c’è una più grande maturità industriale.

Cosa studiare per il parziale:


• Parte prima: economia 15esimo secolo
• Parte seconda: no da fare
• Parte terza: da fare
• Parte 4: non c’è, ma va data una lettura
• Parte quinta: da fare tranne paragrafo 4 e 5
Bisogna esercitarsi nelle definizioni, capacità di sintesi
Importanti i discorsi su economia ancien regime e rivoluzione industriale inglese per la parte
discorsiva

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