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LA TERRA

La Terra è il 3° pianeta del sistema solare preceduto ma Mercurio e Venere. Orbita attorno al sole a una distanza di
circa 150 milioni di km e ha un diametro di 13 mila km. È il pianeta più denso del sistema solare.

È possibile studiare l’interno della pianeta in due modi: con le conoscenze dirette: Ossia lavori in sotterraneo,
perforazioni, studio dei rialzi della crosta e studio del vulcanismo, o con le conoscenze indirette: studio della
propagazione delle onde sismiche, studio del campo gravitazione e magnetico della Terra.

TERREMOTI
Le rocce che formano la crosta terrestre hanno un limite di resistenza e quando gli sforzi superano questo limite si
rompono. Il terremoto è la frattura, che si propaga in maniera rapida e violenta, con la liberazione di energia
sottofondo di onde elastiche.
La rottura delle rocce, è causato da uno squilibrio delle forze interne che diventa insostenibile per le rocce che si
spezzano, con deformazioni permanenti.
Le onde che si generano sono simili a onde sonore con origine in un punto interno chiamato ipocentro. Proiettando
l’ipocentro, verticalmente sulla superficie terrestre, troveremmo l’epicentro.

Possiamo classificare le onde sismiche in:


 Onde P o Onde Prime: Sono le onde più veloci, fanno oscillare le particelle nella stessa direzione di
propagazione dell’onda. Comportano sforzi di trazione e compressione, viaggiando sia nei solidi che nei
liquidi
 Onde S o Onde Seconde: Sono meno veloci, producendo vibrazioni ortogonali alle onde P. si propagano
solo nei solidi, comportando sforzi di taglio
 Onde L (Lunghe) o Onde Superficiali: Generano sforzi di taglio nel terreno e in superficie. Si avvertono
come scosse. Producono i danni maggiori e si trasmettono solo nei punti di separazione di due mezzi.
Si distinguono in Onde di Love e Onde di Rayleigh

SISMOGRAFO
Strumento che consente la rappresentazione grafica dell’andamento del segnale sismometrico, sottoforma di
sismogramma.
Analizzando il sismogramma si può conoscere l’entità, la natura e la distanza del sisma dal punto dove è avvenuta la
registrazione del sismogramma stesso.
Il sismografo può rappresentare direttamente il movimento del suolo oppure le grandezze che descrivono il
movimento del suolo.

MAGNITUDO E INTENSITA’
La grandezza di un terremoto si misura con la magnitudo o con l’intensità.
 La magnitudo si usa per stimare quanta energia elastica quel terremoto ha sprigionato. Ogni volta che la
magnitudo sale di un’unità l’energia aumenta di circa 30 volte. Una magnitudo 2 sarà 30 volte più forte di
una magnitudo 1, mentre una magnitudo 3 sarà 900 volte più forte d’un magnitudo 1
 L’intensità tiene conto degli effetti sull’ambiente e sulle persone. L’intensità varia da luogo a luogo, a
seconda di quel che è successo alle cose e alle persone. Più ci si allontana dall’epicentro, più l’intensità
diminuisce. Viene misurata con la scala Mercalli.
Quest’ultima è composta da 12 gradi: più alto è il grado più è disastroso è il terremoto
La magnitudo e l’intensità non sono sempre correlabili. Infatti i terremoti forti in zone disabitate non provocano
gravi danni e quindi hanno bassi livelli d’intensità.

DURATA DI UN TERREMOTO
Essendo causata dallo scorrimento di due blocchi di crosta lungo una frattura, chiamata faglia. La durata della
rottura della faglia è legata a quanto tempo un punto sulla faglia impiega a scorrere e sia al tempo affinché la
rottura si propaghi lungo la faglia. Più grande è l’area della faglia che si rompe, maggiore è la durata del terremoto.
I terremoti tendono a ripetersi sempre negli stessi punti. Lo sviluppo tecnologico della rete di monitoraggio sismico
dopo il 1980 ha permesso di registrare terremoti, sempre più piccoli.
Lo studio della propagazione delle onde P e S, ha consentito di dedurre la struttura interna della Terra, che risulta
essere costituita da una serie di involucri concentrici caratterizzati da densità, temperatura e pressione crescenti
dall’esterno verso l’interno. Infatti la velocità delle onde sismiche varia con la profondità in funzione della densità
del mezzo attraverso.

Ipotizzando un terremoto con ipocentro al polo nord, e rappresentando le onde P e S, si può notare che esiste una
regione in cui le onde P non arrivano, perché deviate dal nucleo della Terra. Questa zona si estende da una distanza
angolare di 105° a 142° dall’ipocentro.
Un’onda P impiega 20 minuti per propagarsi attraverso il nucleo ed emergere agli antipodi, a una distanza angolare
di 180°.
Le onde S non possono penetrare nel nucleo liquido e quindi non emergono mai oltre i 105° dall’ipocentro.

INTERNO DELLA TERRA:


La Terra è costituita dall’esterno verso l’interno da:
 Crosta
o Oceanica
o Continentale
 Mantello
o Superiore
o Inferiore
 Nucleo
o Esterno
o Interno
La divisione in strati è basata sulla velocità sismica (che dipende dalla composizione e dalla struttura minerale)
Il mantello superiore presenta:
o Uno strato rigido sovrastante (mantello litosferico)
o Uno strato plastico sottostante (astenosfera)
La litosfera è costituita da tutta la crosta e dal mantello litosferico

La crosta continentale è molto più eterogenea di quello oceanica, ed è costituita principalmente da rocce
granitiche, (ricche in Silicio, Alluminio, Sodio, Potassio).
Si suddivide in crosta superiore meno densa e crosta inferiore più densa. Il suo spessore si aggira da 20 ai 60 km a
partire dalla superficie, ha spessore massimo sotto le catene montuose.

Il nucleo può essere divisi in:


o Nucleo esterno: composto di lega di ferro liquido, profondo tra i 2900 e 5200km
o Nucleo interno: composto di lega di ferro solido, profondo tra 5200 km sino al centro della Terra.

La base della crosta è indicata da una discontinuità nella velocità sismica (aumento della velocità delle onde P) ed è
chiamata discontinuità di Moho. Tale discontinuità si trova ad una profondità tra 5 a 70 km.
Alla base del mantello inferiore, a una profondità di circa 2900 km, vi è la discontinuità di Gutenberg-Wieckert,
individuata da una diminuzione di velocità delle onde P e scomparsa delle onde S.

La Terra è un corpo caldo in equilibrio dinamico, che col tempo disperde calore. Le cause di questo calore sono:
1. Calore primogenito del corpo celeste, che una volta totalmente fuso, va lentamente raffreddandosi.
2. Decadimento radioattivo di elementi come l’uranio 238
3. Impatti di meteoriti
L’aumento della temperatura, scendendo di profondità, è detto gradiente geotermico. Può essere misurato solo
nei primi km di profondità, e con delle perforazioni, si è notato che per i primi km della litosfera la temperatura
aumenta di 1°C ogni 33m. Ipotizzando che questa tesi si prolunga sino al centro della terra, a 1000km ci dovrebbero
essere 30000°C e che quindi a quella profondità dovrebbe essere tutto fuso. Ma, lo studio della propagazione delle
onde S, nega questa tesi dato che esse non possono viaggiare nel liquido.
Quindi secondo alcuni calcoli, si è affermato che la temperatura a circa 500 km non supera i 2000°C. Il nucleo
dovrebbe avere temperatura di circa 6000°C
I bacini oceanici hanno valore di flusso di calore piuttosto bassi, dell’ordine di 1 HFU ( 1cμcal
2
m s ) =40
( mW
m )
2 . Le

dorsali medio oceaniche sono invece aree con flusso di calore elevato.

Il mantello comprende la maggior parte del volume e della massa della Terra e rappresenta la fonte di tutti i
materiali ricchi di Ferro e Magnesio.
Il nucleo esterno è allo stato fuso ed è composto per lo più di ferro.
Il nucleo interno è solido, composto di ferro, nichel e silicio
La crosta terrestre è ricca di:
 Silicio 28 %
 Ossigeno 46 %
 Ferro 6 %
 Magnesio 4 %
 Altri 16 %