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I CRETESI

L’isola di Creta è una tra le più importanti rappresentazioni


greche. Essa era rappresentata da una civiltà non propriamente
bellicosa. Il fatto che le città cretesi non fossero circondate da
mura ci fa pensare che i Cretesi non fossero dei guerrieri e che
probabilmente si sentivano protetti dal mare e così forti da non
temere nessuno.
Le tre scritture utilizzate sull’Isola erano la lineare B, la lineare
A e il geroglifico.
In base ai reperti archeologici e agli scavi stratigrafici dei grandi
palazzi dell’isola, si è soliti dividere la civiltà cretese in 4
periodi:
-il periodo prepalaziale o precedente alla costruzione dei
palazzi, che va dal 2500 al 2000 a.C
-il periodo protopalaziale o dei primi palazzi che va dal 2000
al 1700 a.C
-il periodo neopalaziale o dei nuovi palazzi che va dal 1700 al
1400 a.C.
-il periodo postpalaziale, o successivo ai palazzi che va dal
1400 al 1100 a.C.
Nel periodo prepalaziale i Cretesi iniziano la costruzione di
edifici in mattoni crudi e dipingevano le pareti dei vani interni;
inoltre, in questo periodo ci fu lo sviluppo dello stile
KAMARES.
Nel periodo protopalaziale vengono edificati i primi grandi
palazzi e questo periodo è rappresentato dall’arte della ceramica
e in particolare dello stile Kamares(un luogo, una grotta),
ovvero uno stile relativo alla produzione vascolare.
Con il passare del tempo la tecnica degli artigiani si era talmente
affinata che essi riuscivano a produrre ceramiche dalle pareti
sottilissime dette a guscio d’uovo. I colori utilizzati erano il
giallo, il rosso e il bianco su fondo nero. I motivi ornamentali
principali erano costituiti da linee curve e cerchi che si
intersecavano formande decorazione geometriche.
Il periodo neopalaziale è il più rappresentato e in questo periodo
i palazzi scomparvero probabilmente a causa di un terremoto ma
furono subito riedificati. Dal palazzo di Cnosso capiamo che le
città- palazzo occupavano delle estensioni inimmaginabili ed
erano delle strutture di non facile inoltro, in quanto avevano una
struttura labirintica in modo da tutelare gli abitanti.
Attorno alle città palazzo vi erano le abitazioni private e
presentavano una corte centrale dove si affacciavano le stanze
dei regnanti e la sala del trono. Inoltre, c’erano dei magazzini
disposti a pettine. Le colonne invece erano sormontate da
capitelli a toro e poggiavano su una base di pietra a sezione
circolare.
Per quanto riguarda la pittura parietale essa presentava delle
tinte molto accese. Ne è un esempio la scena con il gioco del
toro, un frammento che ci è pervenuto dal palazzo di Cnosso e
ora presente nel museo di Heraklion, che ci racconta un rituale a
cui partecipavano i giovani ragazzi per constatare la loro
maturità. Questo gioco consisteva nell’afferrare il toro per le
corna, eseguire su di esso un doppio salto mortale e ricadere a
trra restando in posizione verticale.
Sempre in questo periodo fu molto intesa la produzione di
statutette votive rappresentanti la Dea dei serpenti, una divinità
cosidetta ktonie, cioè appartenente alla terra. La maggior parte
di esse viene rinvenuta nei Depositi del tempio, cioè le tombe.
Tutte indossano l’abito a falde ricadenti, bloccato sui fianchi da
un elemento a sella. Abbiamo la presenza di un corpetto che
assottiglia la vita e lascia scoperti i seni. La statuetta stringe tra
le mani i serpenti e il capo è sovrastato da un gatto, animale
sacro per gli egizi. Rappresentare queste donne nude era
simbolo di fertilità.
La produzione di vasi in ceramica assume forme più libere
rispetto a quelle del periodo precedente e le decorazioni, a colori
scuri su fondo chiaro, sono più fantasiose e complesse. In base
ai soggetti è possibile distinguere due tipi: lo stile vegetale, con
motivi di erbe e piante e lo stile marino, con raffigurazioni di
esseri marini. In stile marino ricordiamo la brocchetta di Gurnià:
a tinta nera su fondo chiaro, raffigura un fondale marino con
alghe mentre un polpo si muove nell’acqua e sembra quasi che
quest’ultimo sia all’interno del vaso.
Il phitos ha invece ornamentazioni floreale e si distingue per
l’ascia bipenne, un oggetto rituale utilizzato durante i sacrifici.
Anche la scultura ebbe uno straordinario sviluppo in questo
periodo. L’opera simbolo è un rhyton riproducente la testa di un
toro sacro. Si tratta di un vaso per le libagioni ed era utilizzato
per mettere liquidi. Le corna erano di oro massiccio e gli occhi
erano di cristallo di rocca, i quali davano un tocco di vitalità alla
scultura.

MICENEI
In analogia con quella cretese, anche la civiltà micenea viene
distinta in tre periodi:
-MICENEO ANTICO, che va dal 1600 al 1500 a.C.
-MICENEO MEDIO, che va dal 1500 al 1400 a.C.
-MICENEO TARDO, che va dal 1400 al 1100 a.C.
Nel primo periodo i temi trattati sono gli stessi della civiltà
cretese e dei palazzi si sa poco e niente. Sono però numerose le
tombe scoperte in cui sono stati rinvenuti ricchi corredi funerari.
La tazza di Vafiò la ritroviamo in questo periodo. La parte
esterna è decorata con la tecnica a sbalzo, che consiste nello
sbattere la superficie interna in modo da avere sulla superficie
esterna un’opera a rilievo. Questa tazza rappresenta un toro che
carica a testa bassa due cacciatori, uno dei quali, travolto, cade a
terra mentre l’altro viene lanciato in aria.
Per quanto riguarda le maschere funebri, ne furono trovate 5
nelle tombe reali di Micene. La più celebre e preziosa tra queste
è la maschera di Agamennone. Le maschere venivano apposte
sulle facce dei defunti e una lamina ne ricalcava il volto.
L’arcata sopraccigliare veniva ridisegnata e le orecchie, così
come le labbre e le palpebre venivano eseguite a mano.
Un carattere distintivo nel miceneo tardo è la realizzazione di un
numero notevole di tombe a tholos. La più celebre di queste
architetture funerarie è il cosidetto Tesoro di Atreo, noto anche
come tomba di Agamennone. Il percorso tracciato dalle due
poderose mura è detto Dromos, che porta all’ingresso del luogo
di sepoltura. Attualmente l’unico ornamento della facciata è
costituito dalle leggere cornici dell’architrave, il quale è
sormontato dal cosiddetto triangolo di scarico, un accorgimento
costruttivo che porta il peso sovrastante a gravare sugli stipiti
della porta. Vi è inoltre la tholos,una sala circolare costituita da
una pseudocupola ogivale. La camera sepolcrale era destinato a
contenere il ricco corredo funebre.
Il miceneo tardo è caratterizzato dalla costruzione di immense
mura che circondano il palazzo reale, tanto che si è soliti
definire le città micenee città fortezza. Nella città fortezza di
Micene l’accesso all’Acropoli avviene attraverso la Porta dei
Leoni. L’imponente varco è costituito da una soglia,da due
stipiti e da un massiccio architrave sovrastato da un grande
rilievo. In esso sono rappresentate due leonesse rampanti che
poggiano le loro zampe anteriori su una colonna minoica. I
feroci felini rappresentavano sia la potenza delle mura sia quella
della città posta sotto la loro protezione.

LA GRECIA
La Grecia si è contraddistinta per la sua floridezza economica e
per la sua stabilità politica.
La storia dell’arte greca la dividiamo in 4 parti:
-periodo di formazione o geometrico che va dal 12esimo
secolo fino alla metà dell’ottavo secolo a.C.
-periodo arcaio che va dal 7 secolo fino al 480 a.C.
-periodo classico che va dal 490 fino al 323 a.C.
-periodo ellenistico che va dal 323 fino al 31 a.C.
Il periodo di formazione o geometrico è chiamato così per i
motivi a carattere geometrico che ritroviamo sula superficie dei
vasi. Questo periodo è caratterizzato dall’invasione dorica nel
Peloponneso e si afferma una nuova e più funzionale
organizzazione del territorio e del potere. Infatti abbiamo la
formazione delle poleis, ovvero di città stato. La polis si
compone di più parti: l’acropoli, ovvero la parte alta della città
da cui si può vedere tutto ciò che è sottostante. Era definita alta
perchè prossima alle divinità ed era adibita alle strutture
consacrate.Poi abbiamo l’asty o parte bassa che rappresenta la
città vera e propria, con le case di abitazione, le botteghe e gli
edifici. Al centro di essa vi era l’agorà, una zona fortemente
organizzata e dedita agli scambi ed era la piazza principale della
polis. E infine c’era la chora, ovvero la campagna abitata da
contadini.
Al periodo arcaico attribuiamo l’architettura dei templi e la
rappresentazione delle figure umane.
La figura maschile è detta KOUROS,KOUROI; la figura
femminile è detta KORE/KORAI.
Il periodo classico detto anche età dell’oro rappresenta il periodo
di maggiore splendore della società. Il termine classico indica
qualcosa di intramontabile
Il periodo ellenistico è il periodo in cui le sculture sono
rappresentante con raffinatezza. Con questo periodo si conclude
il periodo dell’arte greca.