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II – INTRODUZIONE

ALL’ERMENEUTICA

P. Montesperelli MRC / II - Introduzione 1


2018-2019 all'ermeneutica

DEFINIZIONEDI ERMENEUTICA:
Interpretazione =
• «rendere prossimo ciò che è
lontano dal punto di vista
segni, simboli,
temporale, geografico, parole, discorsi,
l’intera società
culturale, spirituale» (Ricoeur se intesa come
sistema di segni
1986a/1989,48);
codificati
• ridurre a familiare l’estraneo
Spostare, tradurre
limiti, riduttività

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ERMENEUTICA E
COMUNICAZIONE

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N.B. Ragione e mito


• Il mito non è una favola ingenua;
• Il mito serve a interpretare e a comunicare
questa interpretazione;

• Mythos  thauma = meraviglia, timore del


non-senso;
 mimos = qualcosa che imita,
che delucida il pensiero
concettuale.
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2018-2019 all'ermeneutica

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•Il mito di Hermes
fa parte della “2a generazione” degli dèi,
quelli olimpici che hanno sconfitto il
Chaos e imposto il Kosmos, a cui co-
appartengono immortali e mortali;

Hermes porta un ‘annuncio’ ( Kosmos),


è l’anghelos privilegiato da Zeus per
COMUNICARE con gli uomini (co-
appartenenza, communio dèi-uomini);

Ma i 2 linguaggi (dèi/uomini) non


coincidono  i messaggi di Hermes sono
oscuri, devono essere INTERPRETATI
(pseudo-etimologia di Platone e
Heidegger: Hermes  hermeneia)

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• Svolta fondamentale (con Hermes): La


forza della comunicazione non è più
fisica, non è la magìa che sovrasta anche
gli dèi (epoca pre-omerica); la forza si
ottiene mediante la parola che argomenta,
mediazione simbolica, capacità di mediare
(metaxù, avv.) (fra dèi e uomini), di
‘Interpretare’  inter partes.

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BREVI CENNI ALLA STORIA DEL
PENSIERO ERMENEUTICO

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L’ermeneutica diventa gradualmente da tecnica esegetica


a teoria generale dell’interpretazione
ESEGESI GNOSEOLOGIA FILOSOFIA
• Decifrare dèi e oracoli (Grecia
antica);
• Interpretare testi fondanti : p.
es. Omero, Bibbia, fonti
giuridiche;
• Testi antichi (Ellenismo);
• Qualunque testo significativo
(Spinoza);
• Qualunque testo, scritto o
orale, anche nella vita
quotidiana (Schleiermacher);
• Qualunque espressione
dell’uomo nel corso della storia
(Dilthey);
• La storicità dell’uomo (Dilthey);
• L’Esserci = la condizione
dell’uomo è interpretare toria i3
l’Essere (Heidegger). el la s fini fra etti
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P. Montesperelli MRC / II - Introduzione dell occi no 8
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I “LUOGHI”
DELL’ERMENEUTICA
CONTEMPORANEA

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Ermeneutica contemporanea:
3 luoghi (e un “sentiero lungo”)
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1. Ermeneutica esegetica
Come
interpretare ?
• evitare relativismo e interpretazioni
aberranti nell’analisi di testi

- riscontro empirico;
Centralità del
- rigore logico e filologico; METODO

- controllo pubblico.

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Esegesi: tre obiettivi cognitivi


1) Intenzione dell’autore: senso
che egli ha voluto imprimere
nel testo;

2) Intenzione immanente al testo:


dispositivi espressivi, strutture
narrative, etc.; DISTINTE ma
INTERAGISCONO
3) Intenzione del lettore:
attingendo dalle proprie pre-
comprensioni (conoscenze e
attese personali, contesto
culturale, etc. ), il lettore
attribuisce senso al testo;
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2. Ermeneutica filosofica
Perché
interpretare ?

“Non esistono fatti ma solo


interpretazioni. E anche
questa è
un’interpretazione”.
(F. Nietzsche, filosofo)

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• L’interpretazione non è
solo un’attività tecnica, né
un sapere specialistico;

• ALL’ORIGINE è il tratto Centralità della


essenziale dell’esistenza ESISTENZA

umana nella sua finitezza


(universalità
dell’ermeneutica).
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La radice della finitezza sta nei
“con-fini” del nostro orizzonte
ORIZZONTE
• ‘Orizzonte’ intersoggettivo:
istituzioni, tradizioni, storia, Istituzioni esperienza
Tradizione conoscenza
linguaggio, sapere tacito, Storia giudizio
etc. Linguaggio
Etc.

• Ogni conoscenza è interna


a- / parte da- un orizzonte 
è limitata dall’orizzonte (pre-
comprensione, pre-giudizi) +
è possibile grazie
all’orizzonte = MEDIAZIONE H.G. Gadamer,
Verità e metodo

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Orizzonte e linguaggio
Il linguaggio determina l’orizzonte e
media ogni conoscenza
“Se andiamo alla fontana, se
attraversiamo un bosco,
attraversiamo sempre la parola
‘fontana’ e la parola ‘bosco’, anche
se non pronunciamo queste parole
e non ci riferiamo a nulla di
linguistico” (M. Heidegger,
filosofo).

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la forma più profonda
e più radicale di
ermeneutica filosofica è
la
domanda sull’essere
(M. Heidegger, filosofo)

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3. Ermeneutica critica

Quale è la
interpretazione
del Potere?

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La critica dell’ideologia
• ‘ideologia’= insieme di significati e di
credenze dominanti e che distorcono la
realtà per legittimare:
la classe dominante (Marx);
L’intero sistema sociale (Habermas);
qualunque forma di potere assolutizzato
(critica “post-moderna”, anti-
fondazionista).

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• Critica = discernere
mediante ragione
(neo-illuminismo) la Centralità della
CRITICA
comunicazione
autentica da quella
distorta  aiuta
l’emancipazione

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4. Paul Ricoeur

Attraversa i 3 «luoghi» dell’erm


Produzione molto vasta

P. Montesperelli MRC
Seminario / II - Introduzione
"Il fulmine governa ogni cosa", 21
P. Montesperelli 21
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Rm 20 e 27/10/012

La “via breve” e la “via


lunga”
• Via breve (Erm. filosofica): arriva subito al problema
ontologico; esclude il passaggio attraverso
l’epistemologia, la metodologia, le «ermeneutiche
regionali» (filologia, storiografia, sociologia…); si
chiude nella filosofia;

• Via lunga: resta la meta della comprensione


dell’Esserci, ma passando da ciò che l’Esserci
produce = gli enti (simboli, miti, testi, azioni …).

P. Montesperelli MRC
Seminario / II - Introduzione
"Il fulmine governa ogni cosa", 22
P. Montesperelli 22
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Rm 20 e 27/10/012

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La «via lunga» di Ricoeur passa
soprattutto per:
• Sogni;
• Miti;
• Linguaggio;
• Metafora (come strumento
interpretativo);
• Discorso;
• Testo scritto;
• Intenzionalità del soggetto;
• Azione sociale;
• Paradigma della traduzione;
• Tempo e racconto;
• Identità narrativa;
• Storia, memoria;
• etc.
P. Montesperelli MRC
Seminario / II - Introduzione
"Il fulmine governa ogni cosa", 23
P. Montesperelli 23
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Rm 20 e 27/10/012

ERMENEUTICA E SCIENZE
SOCIALI

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M. Weber: comportamento e
azione intenzionata
• Comportamento = attività esterna di un
essere vivente in rapporto col proprio
ambiente e a prescindere
dall’intenzione: es. istinto di
sopravvivenza, di alimentazione, etc.

• Azione = ha un’intenzione interiore


all’uomo che - a differenza dell’animale
– è dotato di coscienza di sé, significati
culturali, motivazioni psicologiche.

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ESEMPIO:
• Tic involontario = comportamento
• Ammiccamento = azione (= interesse delle
scienze sociali)

L’osservazione dall’esterno non coglie differenze;


Per decodificare il segno occorre ricostruire le
prospettive dell’attore e il contesto dell’azione
(significati condivisi)
(C. Geertz)

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• Significati = mediano il rapporto
uomo-realtà esterna; orientano
l’agire, aiutano a compiere scelte
relativamente autonome
dall’ambiente;

• I significati non si formano solo Natura sociale


nella psiche individuale ma in: dell’azione
relazioni con gli altri, cultura,
simboli, storia…

• N.B. La consapevolezza dei propri


significati può variare molto: v. p.
es. inconscio

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• Comprensione =
i
cercare di risalire dal
ttiv
ge comportamento ai
og
a ti s
n ific significati dell’azione;
Sig

AZIONE

Ca
so use m
ci
ind ali, c ateri • Spiegazione =
da ipen ultur ali,
ll d
de a vo enti li
a interpretare le cause
l s lon
ing tà
olo materiali, sociali, etc.
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W. Thomas: la centralità delle
rappresentazioni
• Se gli uomini definiscono
reali certe situazioni, esse
saranno reali nelle loro
conseguenze

• = Le azioni sono
conseguenza delle
rappresentazioni

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P. Ricoeur: la “variante
ermeneutica alla fenomenologia”
FENOMENOLOGIA  ERMENEUTICA
Fenomenologia
Ogni interrogativo su un qualsiasi “ente” =
(ERMENEUTICA) è un interrogativo sul Centralità del
senso di quell’ente senso
(FENOMENOLOGIA)

ERMENEUTICA  FENOMENOLOGIA
Ogni percezione, anche la più
elementare, è sempre basata su
selezione, significati, definizioni,
classificazioni = interpretazione

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C. Geertz: le società sono le
interpretazioni di se stesse
“Le società, come le vite umane,
contengono la propria
interpretazione”
(C. Geertz, antropologo)

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LE SCIENZE SOCIALI COME


“ERMENEUTICA DI 2°GRADO”
• La società è organizzata come un orizzonte di significati
condivisi (simboli, modelli, rappresentazioni …) che i
soggetti attribuiscono alla propria realtà = 1a
INTERPRETAZIONE;

• Anche scienze sociali per analizzare la società attingono


a un orizzonte di significati (interpretazione) per
interpretare la società = 2a INTERPRETAZIONE;

• La 2a interpretazione deve tener conto della 1° (versus


arbitrio)  DISTINZIONE FRA INTERPRETAZIONE E
ARBITRIO

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«La sociologia si trova, nei confronti del suo campo
di studi, in un rapporto da soggetto a soggetto,
anziché in un rapporto da soggetto a oggetto; essa
ha a che fare con un mondo pre-interpretato, in
cui i significati elaborati dai soggetti attivi di
fatto contribuiscono a costituire o a produrre
effettivamente quel mondo; per cui la costruzione
della teoria sociale implica un doppio processo
ermeneutico, che non ha corrispondente in alcun
altro campo del sapere» (A. Giddens, sociologo);

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• Gli “orizzonti di
significati” studiati
sono assimilabili ad
un testo scritto dai
“nativi” 
l’antropologo/il
sociologo è il
“lettore”/interprete di
questo testo (C.
Geertz, P. Ricoeur)
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Le scienze sociali usano testi (verbali e
iconografici) per interpretare testi

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Un suggerimento:
Se condurrete una ricerca empirica:

1) Non limitatevi a rilevare i comportamenti, ma


cercate di rilevare direttamente anche i
significati (valori, atteggiamenti,
rappresentazioni);

2) Se rilevate solo i comportamenti, cercate di


risalire – almeno con ipotesi - ai loro significati.
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