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Nel 1963 Edo Biasoli, allora capo del reparto davvero in grado di veleggiare.

Si muovevano
L'avvio dello scautismo
“Osservanza” e da sempre colonna portante però a remi, e furono utili per stendere in mare nautico a Cesena
del Cesena 3, guidò alcuni esploratori del la rete da tratta di 100 metri con cui iniziammo
reparto al Jamboree di Maratona, raggiungendo anche a pescare. I kayak si dimostrarono invece
la Grecia a bordo di una nave della Marina ottime imbarcazioni, e presto ne costruimmo
militare salpata da Taranto. Da un anno aveva molti altri, e di diversi tipi, fin ad imbarcare su
dato vita all'Osservanza alla squadriglia Delfini, di essi quasi l'intero reparto.
ad indirizzo nautico. Lui, da ragazzo, aveva
frequentato l'Istituto Nautico a Rimini. Aveva Tenemmo le prime attività nautiche nei
la passione per il mare, e cominciò a pensare weekend di primavera ed autunno, piantando
che in una città prossima alla costa come le tende sulle spiagge deserte di Tagliata o di
Cesena si sarebbe dovuto proporre lo Valverde, dove pescavamo con la rete e
scautismo nautico. Così nell'autunno 1965 Edo cucinavamo il pesce con graticole appoggiate
divise i Delfini in due squadriglie: Squali e su due pietre. Raccoglievamo le vongole e
Gabbiani, dando vita con esse al reparto nautico prendevamo cefali, seppie, aguglie, ecc.:
“Croce del Sud”, il primo e finora unico a Cesena, buonissime, anche se un po' “condite” dalla
che egli avrebbe guidato fino al 1994. L'anno sabbia che volava. Splendide erano quelle notti
seguente si aggiunsero gli Albatros e i in tenda al cospetto del mare e sotto le stelle.
Cormorani. Anch'io, per molti anni, ho fatto Non lo si poteva però fare d'estate, con la
parte di questa avventura. spiaggia piena di turisti; inoltre comprendemmo
subito la necessità di una base fissa al mare
Fatto il reparto, bisognava fare i nautici, ed Edo per tenervi le imbarcazioni e i molti materiali
ci condusse ad apprendere le prime tecniche necessari alle attività.
nautiche sul lago di Bracciano, dove faceva
scuola vela Pio Guerrieri, allora riferimento Perciò nei primi anni '70 Edo ottenne in
nazionale degli scout nautici. Sulle nostre coste, comodato dal Comune di Cesena una casa
invece, prese contatto coi più esperti ed colonica abbandonata della tenuta “Capo
equipaggiati reparti di Rimini e di Fano, guidati d'Argine” al Boschetto di Cesenatico (quella
rispettivamente da Umberto Ronci e Carlino che ora, nel Parco di Levante, ospita le attività
Bertini. Le prime uscite in mare vennero fatte del Centro Anziani). Sotto la sua guida, con
sulle lance a remi degli scout riminesi. molti pomeriggi e domeniche di lavoro,
Per dotarci a nostra volta di imbarcazioni, nella restaurammo ed arredammo confortevolmente
sede dell'Osservanza iniziammo la costruzione l'edificio, organizzandovi campi e fine settimana
di due kayak (con ossatura in pino douglas e utilizzando le vecchie stalle per il rimessaggio
rivestimento in tessuto di tela da lenzuolo e la manutenzione delle imbarcazioni. Grazie
impermeabilizzata con vinavil e vernice). a quella base, infatti, potemmo dotarci di vere
Contemporaneamente costruimmo due e proprie barche: acquistammo per poche lire
barchette di tre metri a fondo piatto, dalla vecchi scafi, rimettendoli in sesto con la
semplicissima struttura in compensato marino, vetroresina (tecnica in cui diventammo
che ottimisticamente chiamavamo “dinghy”. espertissimi) dotandoli di attrezzatura remiera
(028) Alessandro (a sx) e Carlo Saragoni (a
Le dotammo di albero, vela e deriva, ma e velica. La prima fu una elegante lancia, la dx) mettono in acqua la Folaga. Di spalle
sapevamo ancora troppo poco di vela per farli “Folaga”, e questa volta riuscimmo a farla Giorgio Gazzoni (campo di Volano 1968)
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veleggiare perfettamente. Poi vennero un tutto l'impegno era per la costruzione di pontili,
vecchio FJ, ed infine quattro “beccaccini” la sistemazione di boe ed aree delimitate per
(sempre da noi sistemati artigianalmente), uno il nuoto, l'armamento e il rimessaggio delle
per squadriglia. barche. In quel primo campo due squadriglie
in kayak traversarono il golfo da Volano a
Da Cesenatico navigavamo dunque fino a Gorino, ma poi vento e mare s'ingrossarono,
Cervia, Rimini e oltre, anche con qualche bloccandole sulla sponda opposta. Questo
avventura. Un giorno eravamo in rotta verso convinse Edo che ci serviva anche
(029) sede nautici, angolo sq. Gabbiani Fano, ma sul far della sera ad uno dei un'imbarcazione più grossa e col motore,
(1967/68)
beccaccini si ruppe l'albero. Provammo a adatta a operare anche col mare mosso.
rimorchiarlo, ma inutilmente, perché non
avevamo motori. Allora lo ancorammo al largo, Non era un problema facile dal punto di vista
e trasbordato l'equipaggio sulle altre barche economico, ma di nuovo si trovò un vecchio
approdammo a Cattolica dove bivaccammo scafo, che poi con la solita abilità rimettemmo
per la notte. Purtroppo sul far del mattino in sesto con la vetroresina. Era un “derivone”,
qualcuno trovò la barca ancorata, e temendo o “cutter da spiaggia” a vela, di quelli che un
che l'equipaggio fosse affogato mise in allarme tempo portavano i turisti a far la gita ai pozzi
la Guardia Costiera. Infine riuscimmo a chiarire del petrolio. Di nome Airone, lungo 8 metri e
l'equivoco, ma finimmo sulle pagine dei giornali. con un albero di 9 metri, navigava
Cessata la disponibilità della casa al Boschetto, magnificamente sotto vela, imbarcando mezzo
per circa un anno la base fu trasferita in un reparto. Reperimmo i fondi per l'acquisto
villino liberty in attesa di ristrutturazione sulla vendendone le “azioni” ai genitori e con
Vena Mazzarini, infine la Fondazione Almerici l'autofinanziamento (iniziò allora la lotteria
concesse in uso l'antico oratorio della dell'uovo gigante di Pasqua che divenne poi
“Madonnina” (Beata Vergine delle Grazie alla tradizionale).
Vena), con l'annessa casa colonica, alle porte
di Cesenatico. Anche quella casa fu Si trattava di un battello ben più grande e
laboriosamente restaurata, e funse da base complesso dei precedenti, ma mentre per le
nautica per diversi anni (mentre oggi sta piccole barche a vela avevamo avuto degli
purtroppo cadendo in rovina con la chiesetta). ottimi maestri, qui nessuno ci insegnò e
dovemmo imparare da soli, spesso per tentativi
Tenemmo il primo campo estivo nautico nel ed errori. I ferramenti, la deriva e il timone, in
1968 alle foci del Po di Volano. Là capimmo pesantissima lamiera di ferro, ci fecero fare
che le attività nautiche sono talmente interessanti esperienze coi fabbri. La sofisticata
impegnative che non potevamo più permetterci attrezzatura velica, con due crocette, stralli e
il lusso di dedicarci anche alle tradizionali sartie varie, amantiglio e diversi fiocchi, fu una
tecniche di pionieristica. Perciò nei campi scoperta, e pian piano imparammo ad armarla
successivi (a Sabaudia, e poi a Bracciano, e regolarla.
ancora a Volano e a Sabaudia, quindi a Fano,
Vico, Bolsena, S. Felice Circeo, Cles, Chioggia, Anche la conduzione, l'ancoraggio e l'ormeggio
ecc.) riducemmo le costruzioni al minimo, presentavano problemi nuovi. Un giorno
portandoci tavoli pieghevoli e fornelli a gas: ancorammo nei pressi della spiaggia, ma una
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volta scesi l'ancora arò, e recuperammo l'Airone maresciallo Pierino Narducci dell'Aeronautica
solo grazie all'aiuto di un'imbarcazione di Militare, costruzioni navali e modellismo navale
passaggio. Un'altra volta, con mare grosso e col padre Mario Vanni Desideri S.J., e inoltre
vento forte, non riuscivamo a virare di bordo navigazione, legislazione nautica, pesca, ecc.
per rientrare in porto e fummo rimorchiati da Queste competenze furono consolidate e
un motoscafo. Alla fine però diventammo diffuse grazie a una serie di manualetti tecnici,
provetti marinai e ci divertivamo persino a curati dallo stesso Edo e dagli altri esperti, e
risalire il porto canale controvento a forza di tutte queste iniziative venivano pubblicizzate
bordi, cosa difficile anche per barche più piccole sul giornalino “L'Esploratore” dagli articoli di
(ed oggi proibita dai regolamenti). don Annunzio Gandolfi e Giovanni Morello, e
dalle suggestive tavole di Adriano Perrone.

Con l'Airone navigammo allora tranquillamente Mario Alai


da Cesenatico a Volano (quando ci tornammo
una seconda volta), a Fano e a Porto Civitanova.
Inoltre con quella barca ed un'altra simile degli
scout di Fano organizzammo campi scuola di
vela per capi di tutta Italia: si tennero a Fano,
Porto Civitanova e Cesenatico, e noi stessi
fummo tra gli istruttori. Alcuni anni dopo l'Airone
fu affiancato da un cabinato, l'Annachiara,
ceduto da amici scout che l'avevano costruito
in casa. Alla lunga alcuni dei nostri esploratori
divennero velisti così esperti da eccellere anche
in campo agonistico.
(030) Mario Alai e Umberto Bertaccini con il
modello in balsa del Theodor Heuss
Edo strinse poi rapporti anche con i reparti (1967)
(031) Pagaie al campo 1968
nautici del Tirreno e nel 1970 organizzò e
diresse a Bracciano il 1° Campo Nazionale
Nautico, con 230 esploratori e 21 capi
provenienti da Rimini, Cesena, Fano, Ancona,
Porto Recanati, Porto Civitanova, Salerno,
Napoli. Edo fu nominato allora Incaricato
Nazionale del settore nautico dell'ASCI e lo
rimase anche nell'AGESCI, fino al 1991. Così
organizzò i nautici italiani in Dipartimenti, sul
modello della Marina, stabilì i brevetti ufficiali
di gabbiere e nostromo per gli istruttori, prese
contatti con gli scout nautici stranieri, ed
organizzò campi di specializzazione in una
vasta gamma di tecniche: nuoto e salvataggio
con gli istruttori del C.O.N.I., meteorologia col
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