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DOSSIER EPIGRAFICO

1) ONOMASTICA (NSA 2008/09, 346):

Iscrizione collocata su un altare di pietra (160 × 77 × 48 cm) ritrovato nelle vicinanze di un torrente in
località Petrera nel comune di Apollosa, a sud-ovest di Benevento.

D(is) M(anibus) [S(acrum)?]


C(aio) Sempronio
Restituto
C(aii) f(ilio) Ste(llatina)
5 C(aius) Sempronius
Fidelis et Sem=
pronia Primigenia
patri optimo fece=
runt

«[Consacrato] agli dei Mani. A Gaio Sempronio Restituto, figlio di Gaio, iscritto alla tribù Stellatina,
ottimo padre; Gaio Sempronio Fedele e Sempronia Primigenia posero».

Si tratta di un’epigrafe di chiara pertinenza funeraria, come si evince dalla adprecatio iniziale agli dei
Mani; l’utilizzo della formula abbreviata DM(S?) costituisce un blando referente cronologico per
collocare l’iscrizione dalla metà del I al IV secolo d.C. 1; la datazione proposta da chi ha studiato
l’epigrafe, basandosi soprattutto sulla forma delle lettere, è il II secolo.
Il dedicatario è Gaio Sempronio Restituto figlio di Caio: la presenza dei tria nomina e la specificazione
del patronimico non lasciano dubbi che si tratti di un ingenuus. I dedicanti sono Gaio Sempronio Fedele e
Sempronia Primigenia, suoi figli; si potrebbe postulare che Gaio Sempronio Fedele non sia il primogenito
perché non ha lo stesso cognomen del padre, tuttavia il praenomen è lo stesso.
La tribù a cui è iscritto Restituto è la Stellatina, la stessa in cui i beneventani vennero iscritti
all’indomani della guerra sociale, per cui questa famiglia sembrerebbe essere originaria del posto; in
Clauss, tuttavia, non ho trovato nessun’altra attestazione del gentilizio Sempronius proveniente da
Benevento, il che è di per sé strano. Tra le varie spiegazioni che si potrebbero formulare in tal senso,
l’unica che mi sembra plausibile è che la famiglia di Restituto non fosse una famiglia “storica” di
Benevento, ma che vi abbia vissuto solo per poco tempo; qualora infatti si ipotizzasse che la gens
Sempronia fosse oriunda di Benevento (come sembrerebbe dimostrare l’iscrizione nella Stellatina), e
dunque ben radicata nel territorio, bisognerebbe spiegarsi per quale motivo tutte queste attestazioni
sarebbero poi scomparse, tenendo soprattutto conto del fatto che il gentilizio Sempronius2 era
estremamente comune e che Benevento ha restituito un patrimonio epigrafico estremamente cospicuo
(più di 750 iscrizioni registrate su Clauss, di cui 211 quelle riportanti almeno uno dei nomina di un
individuo). Possibile, dunque, che di tutti i Sempronii che hanno vissuto a Benevento non sia rimasta
traccia se non quest’unica epigrafe?
Accettando come ricostruzione una residenza temporanea della famiglia dei Semproni a Benevento,
resterebbe però da conciliare questa ipotesi proprio con la menzione della tribù Stellatina, che invece è
la tribù tipica di Benevento. Questa anomalia si potrebbe quindi spiegare in due modi: o la famiglia era
iscritta a questa tribù già prima dell’arrivo dei suoi membri a Benevento – per cui si dovrebbe dedurre
che fosse originaria di un'altra città iscritta alla Stellatina3 – oppure il “capostipite” (il padre o al più il
nonno di Restituto4) effettuò il cambio della propria tribù nel momento in cui decise di stabilirsi nel
capoluogo sannita.

1
Cfr. Buonopane, p. 138.
2
A causa dell’estrema diffusione tanto del gentilizio, quanto dei cognomina (Restitutus, Fidelis e Primigenia) ho
limitato la ricerca statistica alle sole combinazioni di nomen e cognomen, che sorprendentemente ha fruttato un
solo risultato: l’unico altro Sempronio Restituto, un Publius, è menzionato in CIL X, 6331 (titulus operum
proveniente da Terracina e datato al I secolo); viceversa non ho trovato altre occorrenze dei nomi Sempronius
Fidelis e Sempronia Primigenia.
3
Numeri consistenti di individui iscritti alla Stellatina si trovano in iscrizioni provenienti da Tarquinia, Torino,
Urbino e naturalmente Roma.
4
Dal momento che sull’epigrafe di Gaio Restituto non compaiono indicazioni in questo senso (come ad esempio
un’adlectio), ritengo che il defunto facesse già dalla nascita parte della tribù Stellatina, per cui lo spostamento
dev’essere stato fatto dai suoi genitori o dai suoi nonni.