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Le porte del cielo


Viaggio nella terra dove la sofferenza non esiste

di Reginaldo Danese

reginaldodanese@libero.it

Ti sembra che la tua vita abbia perso di significato? Vorresti ritrovare la gioia di
vivere che avevi da bambino? Stupirti ancora davanti alla bellezza del mondo e
alle sue infinite sorprese che ti riserva ogni giorno? Questo libro è stato scritto per
te.

Ti aiuterà a ritrovare il mondo magico della fanciullezza e potrà diventare


l’occasione per un profondo cambiamento. Sarà come un viaggio dentro il tuo
cuore, una fantastica avventura nascosta dietro le cose di ogni giorno.

Buon Viaggio

Il libro contiene oltre trentacinque meditazioni che ti aiuteranno a ritrovare il contatto con la vita e
godere dei suoi doni e della sua bellezza.
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Le porte del cielo


Viaggio nella terra dove la sofferenza non esiste

di Reginaldo Danese

Venite con me
dove i prati sono verdi
e il cielo sempre azzurro
dove non ci sono regole
l'ingiustizia bandita
e il dolore sconosciuto.

Qui nessuno ha un nome


e nemmeno un cognome
l'età è una scelta
la bellezza è di tutti
e i vicini di casa
vi sorridono sempre.

Introduzione

Questo libro è un viaggio verso noi stessi, un’avventurosa esplorazione delle


nostre profondità interiori. Non si tratta di raggiungere paesi lontani o eventi
futuri ma, più semplicemente, ritrovarci, scoprire la nostra vera natura che è,
insieme, umana e divina. Se vogliamo trovare la felicità, è necessario guardare
dentro di noi perché nel nostro cuore si trova l’esatto duplicato del mondo nel
quale viviamo. Il mondo è uno specchio che riflette fedelmente ciò che si
nasconde al di sotto dello strato superficiale dei nostri pensieri.

La felicità è la nostra condizione naturale e consiste nella conoscenza della nostra


unione indissolubile con l’esistenza o, se preferite, della nostra unione con Dio in
ogni istante della nostra vita. Noi e la vita, noi e la divinità siamo una sola cosa e
nessuna forza al mondo, se non la nostra incredulità, può impedirci di assaporare
questa certezza. La libertà, l’illuminazione o, se volete, il paradiso, è la scoperta
della divinità dentro di noi. Questa è la sola risposta ai nostri dubbi e alle nostre
domande, il solo rifugio dal dolore e dalla sofferenza.

Parafrasando il saggio zen, possiamo affermare che siamo felici pur senza saperlo,
siamo nell’acqua e ci lamentiamo per la sete, siamo come il bambino di una casa
ricca che si è perso tra i poveri. Crediamo d’essere un frammento insignificante
dell’universo, separati dalla vita e in perenne lotta con forze più grandi di noi.
Ogni volta che cerchiamo di afferrarci a qualcuno o a qualcosa scopriamo che la
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realtà cambia così rapidamente da impedire la realizzazione di qualunque
obiettivo. Ma questa è solo la nostra opinione poiché l’uomo e Dio sono talmente
uniti da non riuscire a trovare un punto di separazione o, come dice
Radhakrishnan, l’uomo e Dio non hanno bisogno d’intermediari tra loro più di
quanto n’abbiano bisogno due amanti.

Cosa c’impedisce di assaporare la gioia e l’estasi di questa unione? L’ostacolo è la


nostra mente. Essa si trova sempre nel passato o nel futuro e la Vita esiste solo
“adesso”. La nostra attività mentale crea una barriera tra noi e la Verità, crea
l’illusione della separazione convincendoci d’essere separati da tutto e da tutti.
Finché rimarremo prigionieri del mondo fittizio che ci siamo costruiti negli anni,
la felicità rimarrà qualcosa di cui si parla ma che nessuno conosce. La mente è
perennemente in viaggio mentre Dio, la Vita, o com’altro volete chiamarla, è
sempre “qui e ora”. Nulla ha significato al di là del momento presente. Vivere nel
momento significa tornare nel paradiso dal quale la nostra civiltà ci ha scacciati.
La felicità non è lontana, non si trova nei ricordi del passato o nei sogni sul
futuro, essa è già qui, in questo preciso istante.

Accogliendo l’appello del grande poeta indiano Kabir, è necessario entrare nella
terra dove non esiste la sofferenza, e questo luogo è ciò che accade, dentro e fuori
di noi, in ogni istante. Non è qualcosa che dobbiamo conquistare o raggiungere
perché è già qui, in ogni momento. Non possiamo cercare Dio né avvicinarci a lui.
Dio è già “qui e ora” e nessuno sforzo ci potrà mai avvicinare o allontanare dalla
sua luce. Dobbiamo solo diventarne consapevoli, accettare la verità di questa
unione. Perché, come dice l’apostolo Giovanni, “Ecco, sto alla porta e busso. Se
qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò a lui, cenerò con lui ed
egli con me”.

La Vita è sempre “qui e ora” e, da quando siamo nati, non ci ha mai abbandonato.
Il mistero è accanto a noi, dentro di noi, pronto a infonderci la sua forza e il suo
amore, basta solo permettergli di manifestarsi. In ogni istante Dio ci invita ad
unirci a Lui, ad assaporare i doni infiniti che ci ha riservato. Egli bussa alla nostra
porta ad ogni istante e noi siamo assenti. La nostra mente è sempre in viaggio
nelle terre morte del passato o vola nell’infinite lande del futuro, dimenticando
che la Vita è qui e in questo istante. Come possiamo trovare la strada? Eppure
l’energia è qui, vicino a noi, dentro di noi. In verità noi siamo l’Essere, la Vita,
siamo questo istante in tutto il suo infinito potenziale.

L’unica strada praticabile è quella di accettare la realtà di questo istante,


qualunque essa sia. Ciò che sperimentiamo, che pensiamo o che facciamo è Dio
che si manifesta. Se non accettiamo il momento presente rifiutiamo la Vita,
l’armonia infinita che regola l’intero universo. L’unica salvezza è “qui e ora”,
entrare con tutti i sensi nel mondo che ci circonda e diventare consapevoli delle
emozioni e dei pensieri che ci attraversano in continuazione. Il paradiso non è
mai stato perduto, ci siamo solo dimenticati di esserci. Basta aprire gli occhi per
vedere la Verità. Noi siamo questo istante, ogni istante; in noi è nascosto l’intero
segreto della Vita, la chiave della felicità. Non contano le teorie filosofiche o le
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dottrine con le quali si è sempre cercato di nascondere la Verità, solo l’esperienza
ci può salvare. Il contatto della pelle coi vestiti, la carezza del vento, il profumo di
un fiore, il lontano suono di una campana, tutto può diventare una porta,
l’ingresso del paradiso.

A questo punto qualcuno si chiederà a cosa possa servire un libro se la salvezza è


già presente, se siamo sempre stati salvi anche senza saperlo. Certamente nessun
metodo o tecnica di meditazione ci possono avvicinare alla Verità, nessuno sforzo
può aiutarci od ostacolarci sul cammino della salvezza. Dio si manifesta a noi in
ogni istante, che bisogno c’è di cercarlo? Noi possiamo solo preparare la strada,
creare le condizioni affinché possiamo sperimentare la felicità della nostra unione
con il mistero della vita. Questo è lo scopo del libro poiché contiene suggerimenti,
espedienti, mezzi (upaya) che ci possono aiutare ad essere più presenti, a
sperimentare direttamente la verità di queste affermazioni.

I diversi capitoli contengono le informazioni necessarie per trovare la strada; in


essi sono descritti nove metodi per uscire dal mondo del dolore e del dualismo ed
entrare nella Verità. Le nove porte non sono altro che modi diversi per passare
dall’altra parte, per uscire dal mondo limitato e ristretto in cui siamo vissuti fino
ad oggi. Dobbiamo semplicemente imparare a meditare, uscire dal livello
superficiale e verbale della mente ed entrare nel nostro cuore. L’esistenza è
un’avventura magnifica fatta d’attimi e di profumi, di colori e di suoni, e vento
sulla pelle. Tutto è stato creato per noi, per darci gioia, per farci felici. La vita è un
miracolo, come lo siamo noi, e gli altri che passano per la strada, e la siepe del
giardino con le sue lumache, e il cielo con le sue nuvole, i prati coi fiori. Perché
perdere tutto questo? Quanto tempo è che non usciamo per la sola gioia di
camminare in mezzo alla gente, tra le cose belle e quelle brutte, col sole o con la
pioggia, col caldo o con il freddo? Oggi può essere l’inizio d’una nuova vita, anzi, il
primo giorno della nostra vita.

Lo scopo della meditazione non è quello di ottenere grandi cambiamenti o


acquistare misteriosi poteri. Il cambiamento verrà e sarà profondo ma non è il
nostro obiettivo principale. Conseguiremo nuove capacità e una grande virtù ma
non è ancora il fine della meditazione. La condizione di non-mente ci permetterà
di raggiungere un notevole stato di beatitudine, ma anche questo non è il vero
scopo. Cosa dobbiamo aspettarci mettendo in pratica le indicazioni del libro?
Forse la capacità di raggiungere una condizione di calma e di sicurezza in questo
mondo pieno di caos e di tensioni? Certamente impareremo ad ottenere una
calma invidiabile ma non ci accontenteremo di questo perché la meditazione ci
consentirà di migliorare il nostro corpo e l’aspetto fisico. La salute si farà più
vicina e le difese immunitarie aumenteranno la loro forza, ma questo ancora non
basta. Ci accorgeremo così che la mente diverrà sempre più perspicace, lucida e il
nostro cuore si riempirà di gioia, ma non è questo il vero obiettivo. Lo scopo della
meditazione è solo quello di svegliarci dal nostro sonno, di scoprire ciò che siamo
sempre stati e di tornare finalmente a vivere. La vita è meravigliosa e sarebbe
assurdo passarla dormendo. La meditazione va semplicemente vissuta, è il
piacere di essere così come siamo, la gioia di uscire dal mondo astratto creato
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dalla mente per entrare nella Verità. La vita è un mistero da vivere, è la fragranza
di questo istante, la semplice gioia di scoprirsi vivi.

In definitiva, il libro si può definire un invito alla felicità e, insieme, uno


strumento di lavoro per quanti sono alla ricerca di una vita che valga la pena
d’essere vissuta. Come si può rilevare dall’indice, il volume è suddiviso in tre
parti. La prima descrive la realtà della natura umana e come sia possibile
accedere alle sue incredibili capacità. La seconda è formata da nove capitoli, uno
per ogni porta, dove sono spiegati concretamente i modi e i mezzi per entrare
nella terra dove tutto è possibile. Nella terza parte, infine, sono descritte le
modalità attraverso le quali sarà possibile valutare i progressi compiuti lungo la
strada che porta a noi stessi, ai poteri che ci sono propri.
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Le nove porte del cielo
Viaggio nella terra dove la sofferenza non esiste

di Reginaldo Danese

Cosa posso dirti


che la tua anima
ancora non conosca?
Che non possa leggere
nella vastità del cielo
e nei colori dei giardini?
Cosa posso offrirti
che già non sia tuo?

Ascolta il canto
che dalle stelle
giunge alla terra.
Questo nuovo giorno
ti è stato donato.

Una via di liberazione

Oltre le parole
Come posso esprimere ciò che non è esprimibile? Possono le mie parole
raccontare quello che non può essere raccontato? Più vi parlo e più vi conduco
lontano dalla verità. È possibile rivelare il paese dove anche le parole perdono di
significato? Si può descrivere il luogo, senza spazio e senza tempo, dove dimora il
vostro spirito? Forse mi sono posto un obiettivo impossibile, troppo arduo per le
mie capacità, ma non ho altri strumenti a disposizione. È come volessi dipingere
il cielo usando una matita grigia e spuntata ma non posso fare altrimenti.
Qualunque parola vi condurrà lontano da ciò che voglio mostrarvi. Ma se vorrete,
se saprete leggere tra le parole, se sarete capaci di osservare gli spazi bianchi che
appaiono tra le righe, se presterete attenzione al foglio vuoto sul quale le parole
sono state scritte, forse il tentativo non sarà del tutto disperato.

Solo voi potete superare questo ostacolo. Io posso indicarvi la strada ma


solamente voi la potrete percorrere. Le mie parole non sono la verità, sono
semplici cartelli, indicatori stradali. Non osservatele troppo, non concentrate la
vostra attenzione solo su quello che sto scrivendo ma guardatevi attorno, entrate
in ciò che le parole rivelano. Esplorate quello che la mente nasconde sotto il velo
dei vostri pensieri, e troverete la strada. Se saprete farlo, se riuscirete a calmare la
mente, entrerete in un mondo nuovo, diverso, più luminoso di quello che
conoscete. Anzi, scoprirete che ciò che conoscete è poco, veramente poco. E
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lascerete indietro tante cose, ma niente d’importante; nulla che valga la pena di
portarvi appresso.

Come farvi conoscere la magia del tramonto, la bellezza e vastità del cielo? Com’è
possibile rivelarvi la luce che splende negli occhi di un bimbo se non sarete voi a
vederla? Saprò farvi incontrare la sorgente dell’amore, il flusso infinito della luce
che giace nascosta in tutte le cose che vi circondano? Solo sperimentando in
prima persona scoprirete l’armonia nel vostro cuore, la gioia senza fine che vi ha
sempre accompagnato fin dal giorno della vostra nascita. Se avrete pazienza, se
persevererete con costanza, senza arrabbiarvi, senza scoraggiarvi davanti alle
prime difficoltà. Se saprete calmare il vostro cuore e rallentare, almeno un po’, il
flusso dei pensieri, giungerete alla meta.

Guardate sotto il velo sottilissimo dei vostri processi mentali e la Verità vi si


rivelerà in tutto il suo splendore. Vedrete così la Bellezza nascosta dietro tutte le
bellezze, l’Essenza divina presente in tutti i profumi, la Luce che splende nel
cuore delle donne e degli uomini di questo stupendo pianeta. Proverete la gioia
che prorompe irrefrenabile in tutte le forme e i colori della natura. Sarà
un’esperienza stupenda ma dovrete essere voi a farla. Nessuno vi potrà aiutare.
La Conoscenza, la Verità, la Vita possono essere scoperte solo da voi,
sperimentate in prima persona. Basta semplicemente che lo vogliate, che siate
disponibili, e la Bellezza dell’universo si svelerà ai vostri occhi. Sarà quello il
momento in cui capirete che tutto era già qui.

Tutto è già presente vicino a voi, accanto a voi, dentro di voi. Nel vostro cuore si
trova il giardino dell’universo, il paradiso terrestre, la risposta a tutte le domande,
perché la risposta siete voi. Siete l’inizio e la fine, l’alfa e l’omega. Dentro di voi c’è
tutto quello che esiste, e anche di più perché voi siete la vita, anzi, la sorgente
infinita da cui la vita fuoriesce con forza irrefrenabile. Voi siete l’ignoto, lo
sconosciuto, l’inaspettato, ciò che non si può conoscere e che nessuno è in grado
di descrivere.

L’ostacolo della mente


Ognuno di voi nasconde dentro di sé qualcosa che non è di questo mondo, un
potere al di là d’ogni immaginazione. Oltre il sottile strato dei vostri pensieri si
trova la porta, l’accesso che può condurvi nel luogo dove la gioia e la felicità sono
sempre presenti. La forza che si nasconde sotto il livello superficiale della mente
può darvi tutto quello che desiderate. Cosa vi impedisce di raggiungere questo
luogo meraviglioso e di trovare la soluzione dei vostri problemi? La barriera è la
mente e i suoi pensieri. La mente non può aiutarvi in questa ricerca. La mente
razionale, la mente superficiale, sarà l’ostacolo più grande che dovrete superare.
Solo se saprete liberarvi dalla sua tirannia, troverete la strada.

Il flusso continuo d’immagini, giudizi, valutazioni, ricordi, paure e proiezioni,


nasconde l’ingresso alla vostra parte più profonda, alla vostra vera natura. Ma se
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imparate a calmare la mente, non appena il suo inutile lavorio troverà il modo di
rallentare o di fermarsi, si apriranno dei varchi, degli spazi attraverso i quali
l’infinito potere dell’universo potrà manifestarsi. Non è necessario compiere
sforzi particolari per accedere a queste vaste potenzialità, non servono sacrifici o
impegni gravosi per liberarvi dalla noia e dalle ansie quotidiane. Non c’è nulla che
dovete fare né mete da conquistare. Basterà fermare per qualche istante il
processo, apparentemente ineluttabile, del pensiero perché si apra la porta che
conduce a voi stessi, alla vostra natura, ai poteri che vi sono propri.

Nessuno può accompagnarvi in questo viaggio né seguirvi lungo il cammino. Io


posso solo indicarvi la strada, condurvi fino all’ingresso, perché la porta è stretta.
Potete entrarci voi ma non i vostri pensieri; in questo luogo i pensieri non sono
ammessi. Sono troppo ingombranti; carichi di ricordi, di giudizi, di convinzioni e
di proiezioni. O ci siete voi, nella vostra vera natura, nella vostra infinita
potenzialità, oppure c’è il vostro ego, la personalità che avete costruito nel corso
degli anni. E il passato è pesante e i giudizi sono ingombranti, non potete portare
questo fardello nel nuovo mondo.

E non vi dico che dovete credere alle mie parole; vi domando più semplicemente
di provare, di sperimentare personalmente e direttamente la verità che vi indico.
Non è difficile, non vi dovete impegnare a fondo, non si tratta di raggiungere
qualcuno o qualcosa, non vi sono obiettivi né si tratta di arrivare primi. Voi siete
già arrivati. Vi trovate nel posto giusto fin da quando siete nati. Il momento è
questo, non domani o dopodomani oppure l’anno prossimo o quando avrete più
tempo. Questo è il momento giusto. Ogni istante si apre la porta, dovete
solamente entrare per comprendere la verità. Abbandonate la mente e l’accesso si
schiuderà. Questa è l’unica cosa che dovete imparare. Quando il pensiero
s’arresta appare un nuovo mondo, nel momento in cui uscite dalla mente ed
entrate nel corpo passate dall’altra parte. Non è difficile. Basta essere presenti a
quanto vi succede, osservarvi vivere, sentire il flusso della vita scorrere attraverso
di voi per dare inizio al cambiamento. Non serve altro: uscire dalla mente ed
entrare nel corpo.

Fermatevi un attimo e mettetevi comodi. Osservate i pensieri che scorrono senza


posa nella vostra testa. Fate attenzione a quello che state pensando. Basta questa
semplice azione perché la mente rallenti e si calmi da sola. Continuate con
pazienza e tranquillità, e noterete una pausa che nasce tra un pensiero e l’altro,
un intervallo che appare quando un pensiero finisce e prima che cominci il
successivo. In questa pausa, in questa apertura, si trova quello che state cercando.
Nascerà una qualche forma di quiete, di pace profonda, una sensazione di gioia
che non ha motivi esterni. Nel momento in cui osservate i vostri pensieri vi
rendete conto che non siete quello che avete sempre pensato d’essere. Siete
qualcosa di diverso, di più grande, di più profondo.
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La verità
Siete stati educati a credere che la mente sia uno strumento, un dispositivo
capace di registrare la realtà che vi circonda attraverso i cinque sensi. È come se
la mente fosse uno specchio nel quale il mondo si riflette. Ma questa è solo una
parte della verità poiché la mente è anche capace di proiettare sulle cose e le
persone che la circondano le sue convinzioni, le aspettative e i propri stati
d’animo. Se questo è vero, cosa che mi propongo di dimostrare, la vostra vita e gli
eventi che vi accadono sono influenzati dai vostri pensieri e viceversa. È una
relazione biunivoca che lega strettamente quello che avviene fuori di voi al vostro
mondo interiore. Se pensate che la vita sia difficile e le cose non sembrano andare
per il verso giusto, non tutta la colpa è del destino, della società o comunque degli
altri. Anche voi avete una forte dose di responsabilità.

Dovete convincervi che siete voi a creare gli ostacoli che vi dividono dal mondo,
che si pongono tra le vostre aspettative e ciò che sperimentate. Si tratta di
rovesciare le convinzioni e le credenze che avete maturato durante tutta la vita.
Certamente non è facile poiché l’opera di creazione avviene in mondo
inconsapevole, senza che ve ne rendiate nemmeno conto. La mente umana opera
in due diverse modalità. Può funzionare a livello superficiale, là dove nascono e
svaniscono i pensieri, oppure agire in modo globale. In questo caso le sue
capacità diventano molto più grandi e il suo potere è in grado di operare in modi
che non possiamo nemmeno immaginare.

Per capire meglio questa affermazione, chiameremo “mente” il suo


funzionamento superficiale, il livello verbale nel quale vi trovate normalmente e
dove opera il pensiero razionale. Definiremo invece “Mente” il suo
funzionamento esteso, quello che attiva le capacità globali dell’uomo. Scopo di
questo libro è quello di aiutarvi a scoprire e ad utilizzare il potere della Mente
estesa, di fornirvi gli strumenti in grado di farvi accedere alle inesplorate
profondità dalle quali nasce la vita.

Se lasciate che sia la mente razionale a creare il mondo limitato e imperfetto nel
quale vivete, non risolverete mai i vostri problemi. Il livello superficiale contiene
tutte le paure e le errate convinzioni che avete accumulato nel corso dell’intera
esistenza. La paura che si ripresentino le brutte esperienze che hanno segnato la
vostra vita induce la mente a controllare il futuro, proiettandovi il caos e la
confusione che la caratterizzano. E quando il futuro viene creato sulla base del
passato non potrete mai cambiare in meglio l’esistenza. Vi sembrerà che le cose
siano diverse ma, se guardate bene, tutto si ripete uguale a se stesso; siete
prigionieri della mente.

Vi è un solo modo per risolvere i vostri problemi, per cambiare in meglio la realtà:
attivare i poteri della Mente profonda. Il metodo è concettualmente molto
semplice anche se presenta alcune difficoltà pratiche. Si tratta di rallentare la
continua attività della mente superficiale, di fermare per pochi istanti il flusso
senza fine dei pensieri. E quando la mente è calma, quando non cercate più di
controllare le cose che vi accadono, quando non lottate per ottenere qualcosa o
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per raggiungere un obiettivo, allora, e solo allora, emergerà il potere della Mente.
In quel momento otterrete quello che avete sempre cercato, la capacità di crearvi
una vita degna d’essere vissuta.

C’è un luogo dove la sofferenza non esiste, una terra in cui non potete portare il caos e la confusione
creati dalla vostra mente. Potete accontentarvi di vivere nel mondo che conoscete, coi suoi limiti e coi
suoi problemi, oppure esplorare una nuova realtà, un mondo che si trova accanto a voi e tuttavia
lontanissimo.

1. Il mondo che vi circonda e gli eventi che vi accadono sono influenzati dalla vostra mente. La
Vita riflette le vostre convinzioni e i vostri stati d’animo. Non siete separati dagli altri ma
strettamente legati a tutto ciò che esiste.

2. Normalmente è la mente superficiale a determinare le vostre esperienze e questo crea molti


problemi. Essa ha una conoscenza limitata e distorta della realtà e non è in grado di guidarvi
da sola. Tutte le paure del passato e le errate convinzioni personali l’inducono a proiettare nel
futuro le sue incertezze e le sue ansie;

3. Questo tentativo di mantenere sotto controllo la Vita scaraventa il passato nel futuro, vi
impedisce di sperimentare la creatività della Mente profonda e vi predispone a ripetere gli
errori del passato;

4. La Mente profonda vede e conosce tutto. Essa è in contatto con la “sorgente” eterna che ha
creato la Vita e la rinnova istante per istante. Voi siete parte di questa intelligenza infinita e
avete il potere di utilizzarla;

5. Questa “conoscenza” globale può realizzare i vostri sogni e materializzare i vostri desideri. La
sua azione è capace di crearvi uno stato di profonda consapevolezza, gioia e felicità;

6. Per accedere a questo potere e assaporare la gioia della vostra presenza è necessario liberare
la Mente dalla tirannia della sua parte superficiale. Ogni volta che riuscite a contattare la
Mente profonda entrate in un nuovo mondo, ciò che in Oriente si chiama “Paradiso del Loto”;

7. La meditazione è lo strumento che vi permetterà di stabilire un contatto con le vostre


profondità interiori, che vi darà il potere di diventare i padroni della vostra vita.

Il potere e la virtù
Nel momento in cui uscite dalla mente, acquistate un particolare potere, ciò che i
taoisti chiamano “te”. Questo potere è la misteriosa capacità di influire
positivamente sulla vita, di risolvere in modo semplice e naturale i vostri
problemi. Quando calmate la mente e rallentate il flusso dei pensieri si mette in
funzione, in modo automatico, la potenzialità globale della Mente umana. Non si
può accedere a questa forza con un atto di volontà bensì rallentando il processo
continuo del pensiero. È sufficiente creare dei momenti di pausa sensibile tra un
pensiero e il successivo per stabilire il contatto. Se uscite dalla mente con una
certa frequenza, se convergete la vostra attenzione sul momento presente, potete
impadronirvi di una virtù sconosciuta in grado di operare per voi quelle scelte che
più sono convenienti alla vostra vita.

Non è qualcosa che potete imparare leggendo dei libri o ascoltando le indicazioni
di qualche maestro. Questa facoltà creativa appare da sola, spontaneamente,
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quando la mente si trova in una condizione di non attività o, come dicono i cinesi,
di non-mente (wu-hsin). Quando abbandonate la mente superficiale, nel
momento in cui riuscite a farla funzionare nel modo globale e spontaneo che le è
naturale, apparirà una nuova attitudine o virtù. Liberandovi dal processo
incessante del pensiero, accedete ad un potere che non è della mente, ad una
ingegnosità che va oltre le normali capacità umane. Non è una cosa che potete
ottenere con la conoscenza o attraverso uno sforzo; è una virtù spontanea che
nasce da sola nel momento in cui gliene date la possibilità.

Questa incredibile facoltà non può essere raggiunta facendo qualcosa o attraverso
un qualsiasi atto di volontà ma lasciando che la Mente agisca da sola, senza il
controllo e l’assillo della sua parte razionale. Nel momento in cui la vostra
attenzione è rivolta a ciò che accade dentro e fuori di voi, quando siete
consapevoli dei vostri processi mentali e degli eventi che vi accadono, trovate il
potere.

Quando c’è calma e ordine dentro di voi, accade lo stesso fuori di voi. Se troverete
la pace nel vostro cuore, tutti i problemi svaniranno e l’armonia del cielo scenderà
su di voi. Sarà certamente una condizione stupenda che vi permetterà di dare un
nuovo e profondo significato alla vostra vita. Se lascerete che le cose siano quello
che sono, nel momento in cui non vi opporrete più alla realtà del momento
presente, la “virtù” vi proteggerà. Sarà come lasciare il controllo degli eventi a
qualcosa più grande di voi in grado di guidarvi in ogni frangente. Da dove
vengono le intuizioni o le premonizioni che talvolta sembrano sorgere dal nulla?
Da quali inesplorati territori giungono rivelazioni e sensazioni strane? Nessuno
conosce le vere capacità della Mente; l’uomo è un’entità sconosciuta e insondabile
a se stessa.

A livello verbale, la mente è sempre al lavoro producendo un flusso ininterrotto di


pensieri, giudizi e valutazioni. Questa attività, che vi accompagna in ogni istante
della vita, crea una barriera tra voi e la Mente profonda, tra la vostra personalità e
ciò che si cela nelle vostre profondità interiori. Questo pensiero incessante
v’impedisce di accedere all’enorme potenzialità del vostro Essere. La Mente è uno
specchio dalle infinite proprietà, è come un grande lago di montagna, profondo e
limpido. Quando siete in balia dei vostri pensieri, che scorrono inarrestabili, la
sua superficie s’increspa, si deforma, diventa opaca. Non è possibile osservare
cosa si nasconde dall’altra parte. Quando invece siete calmi e i pensieri si
muovono lenti sulla superficie della vostra consapevolezza, lo specchio diventa
terso e trasparente, capace di riflettere la realtà in modo veritiero e di rivelare ciò
che contiene.

Normalmente questo specchio è deformato e sporco, coperto da strati di concetti,


credenze, paure e sensi di colpa. Fin dalla vostra infanzia, si sono depositati sulla
sua superficie un sacco di pregiudizi ed errate convinzioni, tutto quello che la
società ha immagazzinato nella vostra mente attraverso genitori, insegnanti,
amici e i vari mezzi d’informazione. In questo caso la mente riflette una realtà
alterata, un luogo pieno di dolore e di pericoli. È come osservare il mondo con un
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filtro deformante. Anche la vostra immagine appare sfuocata perché occulta ciò
che siete veramente, la vostra vera natura. Lo specchio è opaco e nasconde ciò che
si trova dall’altra parte, v’impedisce di guardare dentro di voi. La mente è
diventata uno strumento imperfetto, un ostacolo alla vostra vita.

La prima cosa da fare è quella di pulire la superficie della mente dalla polvere e
dalle incrostazioni che si sono depositate negli anni. Non esistono spazzole o
prodotti chimici capaci di aiutarvi in questa azione di pulizia, solo l’osservazione
della mente è in grado togliere lo sporco accumulato. La meditazione è l’unico
strumento che vi può aiutare in questa operazione. Serve un po’ di costanza e
tanta pazienza ma i risultati vi ricompenseranno grandemente. Quando lo
specchio sarà tornato limpido e terso, la mente rifletterà fedelmente la realtà che
vi circonda. Tornerete a vedere un mondo pieno di colori e di magia com’era nei
primi anni della vostra infanzia. E quando vi specchierete sulla sua superficie
vedrete finalmente la vostra immagine, la luce e la bellezza del vostro Essere.

Aprire un varco nella cortina, apparentemente impenetrabile, del pensiero vi


permette di creare le condizioni necessarie per cambiare in meglio la vostra vita.
Ma non sapete come fare, qualunque azione non farebbe che rafforzare il muro
che vi separa da voi stessi. Non è possibile accedere ai poteri della Mente estesa
con un atto di volontà. Ogni azione che parta dal livello verbale non farebbe che
rafforzare la barriera che vi separa dalla vita. Evidentemente, è necessario seguire
una strada completamente diversa, una via che non sia praticabile dal pensiero.
Non si deve confondere la mente col cervello. Quest’ultimo è una specie di
terminale che la mente utilizza per comunicare col corpo e con il mondo nel quale
vivete. Il cervello è uno strumento materiale, ma la mente è l’entità che l’adopera.
C’è una bella differenza.

La mente non si trova nel cervello anche se lo utilizza; per metà è qui, nel mondo
materiale, mentre il resto si trova al di là. La mente razionale si trova qui e la
Mente estesa giace oltre lo spazio ed il tempo. Ecco perché le sue capacità sono
così grandi. Nel suo funzionamento integrale la Mente può disporre di una
maggiore conoscenza, può utilizzare capacità che ancora non conoscete. Ogni
attività della mente razionale vi impedisce di contattare la Mente profonda. Più
attivamente vi sforzate di accedere a questo potere e più ve ne allontanate.
L’Oriente insegna che questa non è la strada, che è necessario affidarsi ad altri
mezzi. Non è difficile, basta sedersi da qualche parte e rallentare i pensieri. Basta
uscire dalla mente ed entrare nel corpo. Il corpo è il vostro più grande alleato, in
esso si trova la porta. Quando ascoltate il vostro respiro e la vita che scorre dentro
e fuori di voi come un fiume senza fine, l’ingresso si apre.

Più la mente diventa calma e tranquilla e più trasparente sarà la sua superficie. Se
avrete lavorato bene, comincerete a vedere ciò che si nasconde dall’altra parte.
Avrete fugaci visioni del luogo misterioso che giace al di là, e vedrete la terra dove
il dolore è sconosciuto. Sarà il momento in cui vi renderete conto che esiste un
altro mondo, che la vostra vita può assumere un significato diverso. A questo
punto il viaggio potrà iniziare e non esistono limiti a ciò che potrete ottenere.
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Basterà proseguire nel lavoro di osservazione, diventare più attenti a quello che
accade e imparare di nuovo a vivere nel momento presente. E quando scoprirete
che la superficie dello specchio è diventata trasparente, saprete con certezza che
un contatto si è stabilito.

Dalle remote profondità del cuore giungeranno a voi la calma e la gioia nascoste
dall’altra parte. L’amore diventerà una condizione naturale e la felicità non sarà
più condizionata dagli altri o dai fatti che v’accadono. Insieme a questi doni,
giungerà un grande potere. Attraverso la superficie della mente, ora tersa e
trasparente, usciranno l’energia e la forza del mondo interiore. Non solo avrete il
potere di ricevere ma anche quello di dare. Attraverso di voi si manifesterà il
campo di forze che ha creato il mondo e che lo mantiene in vita istante per
istante. Diventerete una luce per chi vive ancora nelle tenebre di un mondo
limitato e distorto, una guida per quanti sono in balia del continuo processo di
verbalizzazione che li separa dalla realtà. C’è ancora una cosa che potete fare, un
nuovo passo sulla strada del cambiamento. Trovare il modo di passare dall’altra
parte, raggiungere il luogo dove si nasconde la Verità. Non sarà possibile entrarci
per sempre ma potrete compiere brevi viaggi, delle sortite in grado di darvi un
assaggio di quello che v’aspetterà domani. Quando la mente è immobile, quando
non lotta più per cambiare la realtà o per ottenere qualcosa, quando non cerca
risposte e non pone domande, allora e solo allora la porta s’aprirà e la Verità
splenderà davanti ai vostri occhi.

Se rallentate i processi verbali entrate dentro di voi, venite a contatto con la forza
che ha creato le stelle e le tiene in moto. Non è meraviglioso? Vivendo nel
“presente” potete utilizzare l’infinito potenziale del passato, del presente e del
futuro. Non è che la mente razionale sia una cosa e la Mente profonda un’altra. Il
livello concettuale e verbale è una delle tante attività della Mente. E quando vi
renderete conto di questo, nel momento in cui riuscirete ad aprirvi un varco tra i
pensieri, potrete accedere al vero potere.

La mente superficiale è il frutto di tutti i condizionamenti che avete subito fin dai
primi giorni della vostra vita. Nella mente razionale sono registrate tutte le vostre
esperienze, quelle belle e quelle brutte. In essa sono cristallizzate le vostre
convinzioni e la visione del mondo che vi siete costruiti in tanti anni. Se lasciate
che sia questo livello mentale a guidare la vostra vita non costruirete nulla di
buono, e proietterete sul futuro quello che avete già vissuto. E se il futuro è creato
dal passato non riuscirete a cambiare in meglio la vostra esistenza. Solo un
continuo contatto con la Mente profonda può aiutarvi a creare quelle situazioni
che avete sempre desiderato. Questa è la strada da seguire e non esistono
scorciatoie.
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Ritrovare l’unità
Quando si vive troppo nella mente, quando si perde il contatto con la parte
profonda del proprio essere donne e uomini, si crea separazione e
frammentazione. In questo caso la vita diventa il teatro di continui conflitti e una
fonte di problemi senza fine. Forse non ve ne siete ancora resi conto ma la mente
è la sorgente d’ogni dualismo, la causa prima della paura e della sofferenza.
Interrompere la continua verbalizzazione, trovare il tempo per vivere nel corpo
con le sue emozioni e sensazioni, vuol dire riscoprire l’unità che avete perso nel
corso dell’infanzia. Ecco cosa significa ascoltarsi vivere, essere consapevoli della
forza e dell’energia che scorrono nelle vostre vene. Solo così si ritrova il legame
col mondo che vi circonda, l’armonia con la natura nelle sue varie forme.
Liberarvi dalla schiavitù dalla mente vi consentirà d’incontrare la quiete, di
provare pace, gioia e libertà.

Questo non vuol dire che non dovete usare la mente ma solo non farvi guidare
dalle sue illusioni. Voi non siete la mente e nemmeno i pensieri che v’avvolgono
senza posa. Siete qualcosa che sta al di là; siete la consapevolezza d’essere vivi,
l’Essere che si manifesta attraverso la vostra parte materiale. Se vi identificate
con la mente, nel momento in cui dimenticate la vostra vera natura, si crea una
barriera insuperabile tra la mente e la Mente e questo rende inevitabile il
pensiero. In questo caso subite gli effetti del caos e della conflittualità e rimanete
in balia del flusso incessante dei pensieri.

Concetti, immagini, giudizi, parole e definizioni vi separano dalla realtà. Questo


schermo crea l’illusione della separazione e dell’isolamento, la convinzione che vi
sia un “io” separato dal mondo. “Dimenticate” che sotto l’apparenza fisica, dietro
l’illusione della forma, siete uniti a tutto ciò che esiste. La ferita va risanata, si
deve tornare all’integrità originaria, nello stato di unione con “ciò che è”. La
conoscenza della natura umana non può essere di tipo concettuale ma la dovete
“sentire” come vostra vera condizione, la dovete sperimentare dentro di voi fino a
farla diventare viva. Non vi chiedo di credere alle mie parole ma di provare da soli
questa verità. Ma vi sembra difficile, non mi credete, il dubbio è il vostro più
grande nemico.

Potete verificare facilmente cosa sta avvenendo nella vostra testa. Forse non ve ne siete mai accorti
ma la mente è in perenne attività. Un flusso continuo d’immagini, valutazioni, ricordi, paure e
proiezioni, nasconde l’ingresso alla vostra parte più profonda, alla vostra vera natura.

1. Mettetevi comodi, chiudete gli occhi e abbandonate ogni problema e preoccupazione.

2. Rimanete in silenzio per qualche minuto. Non dovete fare niente di particolare se non
ascoltare quanto sta accadendo nel vostro corpo e nella mente.

3. Sentite l’aria che entra e che esce dalle narici? Siete consapevoli della posizione del corpo, del
contatto dei vestiti sulla pelle? Ascoltate senza commentare.

4. Osservate ora il contenuto della vostra mente. C’è silenzio oppure state pensando a qualcosa?
Riuscite a fermare la mente oppure i pensieri si muovono veloci dentro di voi?

5. Restate in osservazione per qualche minuto. Riuscite a percepire chiaramente i pensieri che
producete oppure la confusione nella testa è troppo grande?
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Probabilmente non sarete riusciti a fermare l’attività mentale ma certamente avrete notato il flusso
inarrestabile dei pensieri e delle emozioni che producete in continuazione.

Quello che v’impedisce d’essere felici è l’identificazione della mente con


l’immagine ch’essa ha di sé, credete d’essere i vostri ricordi e le vostre
convinzioni. Il problema non è dato dal fatto che usate la mente in modo
sbagliato ma perché è la mente ad usare voi. Non mi credete? Scrutate ancora
dentro di voi, provate a fermare il flusso dei vostri pensieri, svuotate la mente. È
una cosa facile? Siete in grado di ottenere il silenzio? Se non ci riuscite significa
che non siete voi a comandare ma è l’entità “io” che vi possiede. Come diceva il
filosofo greco Eraclito, l’uomo vive come se fosse addormentato, crede di vivere e
invece è sempre lontano dal presente, dal luogo e dal tempo nel quale si trova
adesso.

Il corpo è sempre qui e nel momento presente; la mente invece vola su lande
lontane e irreali, viaggia senza sosta nel passato e nel futuro. E questo vi fa
dimenticare d’essere vivi qui e in questo istante. Credete d’essere svegli e invece
vi muovete nel “sogno” creato dalla vostra mente. Ma, come tutti i sogni, non ha
esistenza reale, è un’illusione. Il problema è determinato da questa disfunzione o
sfasamento temporale tra il corpo e la mente, dal fatto che credete che la vostra
vita sia reale, che pensate d’essere svegli. Non vi accorgete che così la vita diventa
un sogno ad occhi aperti?

Osservare la mente
Tornate ad osservare la mente. Sedetevi comodamente sulla poltrona e ascoltate
ciò che avviene nella vostra testa. Vi accorgerete che basta questa piccola azione
per creare subito un certo rallentamento nel flusso incessante dei pensieri.
Osservate la mente e si formerà, in modo spontaneo, un intervallo tra un pensiero
e il successivo. Basta che assumiate il ruolo di “osservatori” di voi stessi perché si
manifesti una pausa, una qualche separazione tra voi che osservate e l’entità
pensante “io”. In fondo si tratta di un metodo assai semplice; basta scrutare
l’attività mentale perché si determini la separazione, seppure momentanea, tra
voi e ciò che osservate. Questa azione vi fa acquisire una certa libertà, una
qualche autonomia da quello che credevate essere “voi stessi”.

Chi è che osserva la mente? Che cos’è che viene osservato? Nel momento in cui
esplorate i vostri pensieri, v’accorgete di non essere la mente, vi rendete conto che
la vostra identità si trova al di là della cortina di pensieri che vi separa dalla vita e
che vi impedisce d’essere vivi. Cominciate a capire che dietro le cose che percepite
con i sensi e gli eventi che vi accadono c’è qualcosa di più grande e misterioso,
una realtà al di là d’ogni immaginazione.

Superare lo sbarramento dei pensieri non è facile e ci riuscirete solo dopo molta pratica. Più avanti
troverete numerosi esercizi capaci di farvi superare il livello verbale ed entrare nel corpo. Ora fate un
piccolo esperimento.
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1. Fermatevi un attimo e mettetevi comodi; chiudete gli occhi e lasciate che la calma vi
raggiunga. Dovete solo rendervi disponibili, assumere un atteggiamento di vigile attesa.

2. Abbandonate ogni preoccupazione e mettetevi in ascolto. Sentite l’aria che entra e che esce
dalle narici? Il flusso d’energia che attraversa i polmoni? Lasciatevi cullare dall’onda della
vita e ascoltate la vostra parte materiale.

3. Quali sensazioni vi giungono? Siete consapevoli del corpo e dei vestiti che indossate? Sentite il
contatto con la sedia o con le scarpe? Percepite i muscoli che si tendono e si rilasciano?

4. Se giunge qualche suono, ascoltatelo senza commenti. Abbandonatevi all’oceano di


informazioni che v’avvolge. Sentite qualcos’altro oppure questo è tutto ciò che siete capaci di
percepire?

5. Cosa sta avvenendo nella vostra mente? C’è silenzio oppure i pensieri continuano a scorrere?
Osservateli mentre nascono e poi svaniscono. Non abbiate fretta.

6. Se continuate nell’ascolto, se non cercate di fermare la mente ma vi limitate ad osservarla,


scoprirete un certo rallentamento. Basta mettersi in ascolto perché la mente riduca la sua
attività.

7. Continuate ad osservare con pazienza, con tranquillità, e noterete una pausa che nasce tra un
pensiero e l’altro, un intervallo che appare quando un pensiero finisce e prima che cominci il
successivo. In questa pausa, in questa apertura, si trova quello che state cercando.

Se tutto è andato bene, avrete incontrato una sorta di quiete, una calma salutare. Vi siete posti ad una
certa distanza dalla mente; non siete più la sua incessante attività ma colui che la osserva. Vi siete resi
conto che non siete quello che avete sempre pensato d’essere. Siete qualcosa di diverso, di più grande,
di più profondo. Siete l’osservatore silenzioso.

La mente tende a ripetere se stessa in base ai ricordi e alle convinzioni che ha


immagazzinato nel corso dell’intera esistenza. Esprime giudizi, confronta dati,
manifesta preferenze e, facendo questo, si oppone a ciò che esiste. Ogni volta che
giudicate qualcuno o qualcosa, quando non accettate la realtà, create separazione
tra voi e il mondo, vi opponete al continuo divenire della vita. Avete paura dei
cambiamenti. Ogni cosa nuova, o comunque diversa, viene interpretata come una
minaccia alla vostra stessa esistenza. Confondete la vostra immagine con voi
stessi e avete paura che il cambiamento ponga fine a quello che credete d’essere.
In questo modo la vita si trasforma in una lotta, in una battaglia senza tregua tra
voi e quello che sta fuori di voi. Ricordate continuamente il passato con tutti i
sensi di colpa accumulati per le cose fatte o le decisioni prese. Il fardello della
colpa vi segue come un’ombra in grado di oscurare ogni istante della vita.
Paventate il futuro, proiettando in esso tutte le paure, le preoccupazioni e le
richieste di punizione per quello che pensate di avere commesso. Questo non
significa “vivere”, ma “temere la vita”.

La continua separazione tra voi e quanto accade fuori di voi vi stanca, vi toglie
energia e vi predispone a ripetere, pur con lievi variazioni, quanto è già accaduto.
Vi sentite soli e separati dagli altri, in balia di un destino che valutate
negativamente e che credete di subire contro la vostra volontà. Ma non è così!
Quello che v’accade è il frutto delle vostre scelte, consapevoli o meno che siano.
Per questa ragione, non dovete disperare perché tutto è nelle vostre mani. Nel
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preciso istante in cui vi rendete conto della vostra schiavitù, acquistate un nuovo
grado di libertà, ottenete il potere di influire sulle vostre esperienze, la capacità di
cambiare in meglio la vostra vita. Questo è il messaggio: “Potete liberarvi dalla
schiavitù della mente”.

Osservando il flusso dei vostri pensieri vi liberate dalla prigione, tornate ad essere
protagonisti degli eventi che vi accadono. Affrancarsi dalla tirannia della mente è
la più grande rivoluzione che possiate portare a buon fine. All’inizio il compito
non sarà facile, alle volte riuscirete ed altre fallirete. L’importante è continuare ad
osservare la mente, perseverare nella vostra azione di osservazione silenziosa.
Non dovete esprimere giudizi su quello che state pensando o sulle emozioni che
provate. Accettate tutto senza giudicare. Prendete semplicemente atto di quanto
sta accadendo dentro di voi, siate “presenti” a quanto avviene nel vostro cervello.

Presto vi renderete conto che “essere alla presenza” di ciò che succede, dentro e
fuori di voi, è sufficiente per riportare il controllo degli eventi nelle vostre mani.
Ripetendo con costanza questo esercizio di osservazione, vi renderete conto che
tra i pensieri che si susseguono appare qualcosa: un silenzio, una pausa, un
intervallo. In ogni istante si apre una porta attraverso la quale entrate in contatto
con una realtà nuova. Raggiungete la vostra condizione naturale: l’armonia
profonda tra il corpo e la mente.

Molte delle vostre convinzioni devono essere riviste. Ciò che la società vi ha
insegnato non corrisponde del tutto alla verità. Non siete soli e in balia di un
destino cieco e crudele, voi siete qualcosa di grande. La vostra essenza nasce in un
luogo che non ha avuto origine e che non finirà con la morte della vostra parte
materiale. L’Essere che alberga in voi non conosce limiti o confini e il suo potere è
al di là di quanto potete immaginare. È giunto il momento di cambiare la visione
del mondo che vi ha accompagnato fino ad oggi e che vi ha impedito di godere
appieno della vita e dei suoi doni senza fine.

Quello che chiamate “mondo reale” è la manifestazione di un campo di energia


che si trova al di là dei vostri sensi. Tutto viene generato da questo luogo dove
sono presenti, allo stato latente, le infinite possibilità. Tutti gli sforzi che ponete
in atto per cambiare la realtà sono però destinati al fallimento, la mente razionale
non è in grado di contattare la “sorgente” dalla quale prendono origine gli eventi
che vi accadono. Più cercate di afferrare persone e cose intorno a voi e più
appaiono mutamenti imprevedibili che si frappongono tra voi e i vostri obiettivi.

Questo tentativo di aggrapparvi a cose e situazioni è la fonte della maggior parte


del dolore esistenziale che provate e che vi impedisce di vivere una vita degna di
questo nome. Non c’è separazione tra voi e il mondo che vi circonda, tra lo stato
della vostra mente e la realtà del mondo esterno. Tutto ciò che esiste è in
relazione reciproca e ogni vostra azione si ripercuote ovunque. Quando vi
renderete conto della vostra natura e del legame che vi unisce alla vita, nel
momento in cui scoprirete che l’Essere che dimora in voi è lo stesso Essere che
soffonde ogni atomo dell’universo troverete la strada.
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Dal momento che non v’è differenza tra voi e gli altri, tra voi e il mondo, tutto
diventa possibile. Non è necessario agire materialmente per cambiare la realtà
che vi circonda, basterà raggiungere le profondità dalle quali prende origine la
Vita per ottenere il potere. Abbandonando la mente superficiale si ottiene uno
stato più elevato di coscienza nel quale la Mente profonda può lavorare da sola e
senza alcuna interferenza. In questo modo si manifesta l’incredibile facoltà di
operare le scelte giuste in modo spontaneo e di indirizzare gli eventi su strade a
voi più convenienti.

Il principio del non-fare


Il potere mentale, chiamato “ching” dai taoisti, è facilmente ottenibile con la
pratica della presenza costante alle vostre azioni e ai vostri pensieri. L’unico
potere che esiste si trova nel momento presente, in questo istante in cui la vita
acquista il suo vero significato. Se imparate ad essere presenti a voi stessi, se
riuscite ad ascoltarvi “vivere” con una certa continuità, potete entrare in contatto
con la parte profonda della vostra Mente. Essa non funziona solo a livello
superficiale, dove appaiono e scompaiono i pensieri, ma presenta profondità
inconcepibili dalle quali è possibile ottenere il dono di guidare al meglio la vostra
vita. Dove la mente superficiale funziona in modo lineare e basandosi sulla
conoscenza convenzionale del mondo, la Mente profonda può attingere ad una
conoscenza più vasta ed è capace di agire rapidamente e senza sforzo da parte
vostra.

Meno vi sforzate e meglio è, meno si cerca d’interferire con questa parte della
Mente e più i risultati vi sorprenderanno. Questo è il concetto del “non-fare” che
suona così strano alla cultura occidentale e maschilista nella quale viviamo. Tutti
sono impegnati a cercare, trovare, possedere, acquisire, prendere in ogni modo
possibile sempre nuovi oggetti del desiderio. Avete notato che quando cercate di
afferrare le cose intorno a voi, vi succede come al nuotatore inesperto che tenta di
rimanere a galla annaspando nell’acqua come un forsennato? Più velocemente
cerca di aggrapparsi o muoversi e più rapidamente affonda. Solo quando avrà
appreso il modo corretto di nuotare si renderà conto che non è necessario tutto
quello sforzo. Per galleggiare basterà stare fermi, avere fiducia nell’acqua, ed essa
stessa vi manterrà a galla. Così succede anche nella vita. Se vi abbandonate a
quello che esiste, alla realtà del momento, ciò che è atemporale uscirà dalle
profondità infinite del cuore per avvolgervi, sostenervi, proteggervi.

Più grande è lo sforzo di afferrare il mondo e minori sono i risultati. Più cercate di
conseguire traguardi e meno ottenete. Questa è la semplice verità. Del resto, vi
sarete accorti da tempo che, nel momento in cui guadagnate qualcosa o
conseguite un obiettivo, vi ritrovate nella stessa condizione di prima. Cercherete
ancora, in una corsa senza fine, ciò che pensate di non avere. Ogni volta che
realizzate lo scopo che vi eravate proposti, o raggiunto l’obiettivo prefissato, la
felicità vi sfuggirà nuovamente dalle mani. Anzi, il più delle volte vi giungerà
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nuovo dolore. Quando avrete capito come funzionano le cose vi accorgerete di
quanto sia semplice la vita. Basta vivere nel presente, uscire dal vortice frenetico
dei pensieri, per ottenere ciò che desiderate. Questo è il principio del non-fare, di
lasciare che le cose accadano da sole.

1. Lasciate che tutto sia esattamente così com’è. Accettate la realtà fin nei più piccoli particolari.
Se rifiutate il mondo negate voi stessi;

2. Voi siete parte del tutto. Non isolatevi dentro il vostro ego ma sentitevi immersi nel mondo,
una sola cosa con la Vita che pulsa in tutto ciò che vi circonda;

3. Non è necessario il vostro controllo. Lasciatevi andare. Permettete alla Vita di seguire la sua
strada e affidatevi alla forza infinita dell’universo.

Volete contribuire a migliorare il mondo? Vi piacerebbe avere il potere di aiutare


gli altri, portare amore, pace e benessere all’umanità intera? Sedetevi da qualche
parte in silenzio! Meditare non è difficile, basta uscire dalla mente per superare
ogni limite e rompere tutti i confini. Non c’è differenza tra voi e il mondo; se siete
in pace anche il mondo lo sarà. Le immagini che osservate, i rumori che ascoltate,
le emozioni che provate e i vostri pensieri sono parte di voi. Questa è la strada per
influire sulla realtà. Non c’è differenza tra la mente e il suo contenuto, non ci sono
divisioni od ostacoli che vi separino dagli altri.

Quando ascoltate il mondo, siete voi che ascoltate voi stessi. Non c’è nessuno là
fuori che non sia parte di voi. Non c’è separazione tra voi e gli altri. Dovete solo
esserne consapevoli; senza commenti, senza giudizi, senza considerazioni verbali.
Siate semplicemente qui, in questo istante, nella quieta consapevolezza del tutto
che vi circonda. E quando vi sentirete respirare dall’onda eterna della vita, nel
momento in cui diventerete una sola cosa con questa forza infinita, allora sarete
veramente voi stessi. In questa consapevolezza dell’esistenza che scorre dentro e
accanto a voi, nel momento in cui la mente sarà calma e tranquilla, il mondo
intero cambierà. (inserito in face book)

Entrare nel presente


Voi pensate che il presente sia una linea sottile che separa il passato dal futuro,
una realtà sfuggente difficile da rilevare e impossibile da vivere. Date così grande
importanza al passato e al futuro da trascurate l’unico tempo che esiste
realmente. Ma le cose stanno proprio così? È giunto il momento di fare chiarezza.
Il passato è andato, finito, e non può più tornare. Il passato non esiste se non
nella vostra mente come memoria, come informazioni immagazzinate nei
neuroni. E il futuro deve ancora arrivare, anzi, non è stato ancora creato. Passato
e futuro sono semplici astrazioni mentali, proiezioni della vostra mente. Il
passato è già svanito e il futuro non esiste ancora. L’unica realtà è questo istante,
l’attimo che state vivendo. È un luogo colmo di vita e di energia non ancora
espresse.
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Quando si vive nel presente si accede ad un luogo dove esistono le infinite
possibilità. In questa terra è nascosto il potere, tutto il potere; la possibilità di
creare il futuro. Sì, il futuro nasce da questo istante pieno di promesse. Ciò che vi
accadrà dipende da voi e solo da voi. Non è meraviglioso? Quando siete nel
presente vi trovate nel paese donde origina la vita, siete il potenziale infinito di
tutte le possibilità. Ma voi siete presenti? Ci siete, oppure vi trovate nella mente?
State vivendo oppure siete impegnati a proiettare il passato nel futuro? Siete vivi
o state sognando di vivere? Non lasciate che la mente scaraventi le vostre paure
nel futuro, non permettete al caos e alla divisione di riprodursi e amplificarsi
continuamente.

1. Il passato è andato e non torna più e il futuro deve ancora essere creato;

2. L’unico tempo che esiste è questo istante palpitante di energia e di vita;

3. Il futuro viene creato nel momento presente e riflette il grado della vostra presenza.

L’incessante attività mentale vi impedisce di vivere nel presente e fornisce


continuamente energia al tempo. In questo modo il passato e il futuro rimangono
strettamente legati, anzi, formano una catena ininterrotta. Com’è possibile
cambiare la vostra vita se non riuscite a spezzare questa continuità? L’unico
modo per uscire dalla ruota di eventi preordinati è di entrare nel presente. Ogni
volta che fermate la mente ed entrate nel ‘quieora’ si rompe il legame che ha
creato il mondo in cui siete vissuti fino ad oggi. Questa è la sola strada
percorribile e non esistono alternative. Se entrate in questo istante ottenete il
potere, la capacità di tornare ad essere gli artefici della vostra felicità.

Avete mai osservato la vostra mente? Quando vi fate la doccia, una parte di voi
s’insapona e un’altra viaggia lontano. Le mani accarezzano il corpo e la mente si
trova là dove vi condurranno gli impegni della giornata. Lo stesso accade per tutte
le altre attività: quando mangiate o scendete le scale, mentre guidate l’auto o state
passeggiando. Non siete mai presenti a quello che fate. Pensate sia il giusto modo
di vivere? Il vostro tempo trascorre così, con una parte di voi sempre lontana dal
luogo e dal momento in cui vi trovate. Camminate e non vedete l’azzurro limpido
del cielo, passeggiate e non notate i fiori dei giardini. Non sentite il profumo che
vi porta il vento? Non vedete la gente che vi sta intorno? Credete di vivere e
invece vi muovete nel sogno creato dalla mente. Passano i giorni, le settimane, i
mesi, gli anni e vi sfugge l’unica cosa vera: il momento presente.

Uscite dalla vostra prigione e ascoltate la Vita che vi viene incontro ad ogni
istante. Non sentite la sua presenza dietro i suoni e i colori che vi raggiungono?
La vedete librarsi nell’aria, portata dalle nubi che solcano il cielo? Siete in grado
di vederla nascosta tra i fiori dei giardini? La vita è sempre presente, è sempre qui
in attesa che voi la riconosciate. Non la sentite prorompere irrefrenabile nell’erba
dei prati e nelle foglie degli alberi? Siete consapevoli del calore che vi giunge dal
sole, del respiro che vi attraversa continuamente? Non vi accorgete che la sua
forza spinge il sangue nelle vene? È la sua voce che chiama con dolcezza infinita.
Abbandonatevi tra le sue braccia e ogni problema svanirà.
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Invito alla meditazione


Nella seconda parte del libro troverete una raccolta di riflessioni, considerazioni e
meditazioni che vi potranno aiutare a ritrovare la strada del cuore. Per ragioni
pratiche, sono state individuate alcune modalità per contattare la vostra forza
interiore, la Mente profonda. Per ognuno di questi modi troverete opportuni
esercizi che vi guideranno in un viaggio alla scoperta di voi stessi, del vostro
stesso Essere. Se seguirete con costanza e pazienza le indicazioni e i suggerimenti
riportati, potrete stabilire un contatto permanente con “la sorgente della vita” ed
affronterete, con calma e serenità, ogni giorno della vostra esistenza.

Trovare un collegamento affidabile col potere nascosto dentro di voi vi


permetterà altresì di crearvi una vita che valga la pena d’essere vissuta, di guidare
gli eventi in modo tale da raggiungere una stabile condizione di gioia. Ovviamente
incontrerete anche dei giorni meno belli, delle situazioni di conflittualità, ma
tutto scorrerà in un contesto di generale soddisfazione. E, ciò che più conta,
acquisirete la capacità di affrontare positivamente ogni evento si presenti. Non è
vero che il destino è cieco, voi avete le potenziali capacità di crearvi il futuro che
più desiderate, colmo di gioia e di soddisfazioni. Tutto dipende da voi, dalla
capacità di vivere in contatto con la forza interiore.

La pratica della meditazione non è uno strumento che vi possa condurre in


qualche luogo magico o che vi consenta di ottenere delle speciali facoltà. In
questa società siamo tutti alla ricerca di qualcosa, cerchiamo sempre di
procurarci ciò che pensiamo di non avere. Vogliamo diventare migliori e acquisire
sempre cose nuove. La meditazione non ha niente a che vedere con tutto questo,
essa è semplicemente un modo per scoprire quello che siete in questo preciso
istante, ciò che siete sempre stati e che sarete in futuro. Non c’è nulla che vi
manchi, dovete solo diventarne consapevoli. La meditazione è un modo per
svegliarvi dal sonno nel quale siete sempre vissuti, la strada per uscire
dall’illusione della mente che vi tiene prigionieri della sua solitudine. Non dovete
cercare di raggiungere profondi cambiamenti nella vostra vita oppure di ottenere
la capacità di librarvi nell’aria o altri misteriosi poteri. Il cambiamento verrà da
solo e sarà profondo ma non è certamente questo il vostro obiettivo.

Vivere nel presente vi farà conseguire nuove capacità e vi permetterà di guidare


consapevolmente il corso della vostra vita ma, non è ancora il fine della
meditazione. Lo scopo degli esercizi contenuti nel libro è solo quello di insegnarvi
a sospendere, temporaneamente, il continuo processo verbale che vi tiene lontani
dalla realtà. Indubbiamente raggiungerete uno stato di gioia e beatitudine che
non avete ancora provato ma, anche questo, non è il vostro scopo. Cosa vi dovete
aspettare dal vostro lavoro? Certamente la meditazione vi farà dei grandi doni. Vi
darà calma e sicurezza per affrontare meglio i problemi pratici di ogni giorno e
migliorerà notevolmente la vostra salute. Il vostro impegno vi permetterà di
pensare in modo totalmente nuovo e le soluzioni dei vostri problemi verranno a
voi con estrema facilità ma, anche questo non è il vostro obiettivo.
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Nulla di importante si può ottenere con uno sforzo. Limitatevi ad ascoltare in
silenzio la vita che vi viene incontro e tutto accadrà. Nel momento in cui
diventerete consapevoli di quanto accade dentro di voi e fuori di voi troverete la
strada. Ascoltate i pensieri e le emozioni che la mente produce in continuazione,
sentite la presenza del vostro corpo e il respiro che vi attraversa incessantemente.
Siate consapevoli dei suoni e degli odori che vi raggiungono; questo è il mondo
reale che si manifesta. Non esiste nulla all’infuori di quello che sperimentate con i
sensi e con la mente.

Ciò che accade qui e ora è la Verità, è la vita che si manifesta in mille modi
diversi. La meditazione è un modo di vivere, anzi, il solo modo di vivere. La
meditazione va vissuta, istante per istante. È il piacere di essere ciò che siete, di
sentirvi vivi e in armonia col mondo che vi circonda. È arrivato il momento di
fermarsi, di porre termine alla corsa continua che vi ha condotto fin qui. Quando
vi sarete convinti di non essere il corpo nel quale vivete o la mente in cui vi
identificate, nel momento in cui vi sentirete una cosa sola con l’Essere che
soffonde ogni atomo di questo universo, troverete la risposta a tutte le domande.
Solo allora la gioia vi troverà, anzi, scoprirete di averla sempre avuta vicino,
accanto a voi, dentro di voi.

Nella terza parte del libro imparerete a valutare la vostra consapevolezza, la


profondità del legame che avrete stabilito con la vostra identità profonda, il
vostro Essere. Io non devo insegnarvi nulla perché la conoscenza è già dentro di
voi. Il mio compito è solo quello di aiutarvi a ritrovarla, a scoprire da soli ciò che è
sempre stato presente. Le parole in sé non dicono molto. Se leggerete senza
attenzione, se non sarete “presenti”, esse scorreranno attraverso la mente senza
lasciare traccia. Se invece le ascolterete, se sarete attenti al loro significato, se le
leggerete con calma, andranno in profondità. Queste parole vi potranno portare
lontano, in luoghi che non avete ancora visitato.

Ma dovete perseverare senza stancarvi, con fiducia e pazienza. Quando avete un


momento libero, leggete il contenuto di una pagina e fermatevi a riflettere in
silenzio. Le parole hanno un grande potere, solo che è nascosto dietro di loro,
vicino a loro, dentro di loro. Lasciate che penetrino attraverso lo strato delle
vostre convinzioni, e tutto cambierà. Gli esercizi che seguono sono dei semplici
mezzi, degli artifici che userete per uscire dalla mente. Le tecniche in grado di
rallentare l’attività mentale non sono la meditazione, essa è uno stato che
imparerete a raggiungere, ma solo con tanto esercizio e parecchia pazienza. I
metodi che la grande tradizione orientale ci ha trasmesso sono molti, ognuno
cerchi da sé quelli che più si adattano alla propria sensibilità e al cammino già
percorso lungo la strada verso la consapevolezza.

E allora, in bocca al lupo e… buon viaggio!


23

È sorto il sole e io dormivo.


L’amore ha bussato alla mia porta
ed ero lontano.
Perdonami,
Signore di tutti i mondi
e scendi a consolare
il mio cuore ferito.

Come uscire dal mondo

1) La prima porta: osservare la mente


Per entrare in contatto coi poteri della Mente estesa, con la nostra vera identità, è
necessario essere presenti a quanto ci accade. Non esistono altre strade se non
quella di liberarci dalla tirannia della mente razionale. Il pensiero è una delle
infinite attività della Mente profonda e non può esistere senza di essa. Ogni volta
che rallentiamo il flusso mentale, nel momento in cui diventiamo consapevoli
degli intervalli esistenti tra un pensiero e l’altro, la realtà emergerà dalle
profondità sconfinate della coscienza. Non si tratta di eliminare il pensiero e
nemmeno di fermare la mente ma, più semplicemente, trovare un collegamento
stabile con la Mente profonda, attingere all’enorme potenzialità della sorgente
della Vita. Quando entriamo in sintonia con questa “forza”, anche la mente
razionale funziona meglio, diventa più chiara e perspicace, uno strumento
formidabile al nostro servizio.

Praticare la meditazione non è un modo per diventare diversi da ciò che siamo o
per ottenere misteriosi poteri. Si medita per scoprire personalmente ciò che
siamo già, la nostra vera natura. Per far questo non è necessario compiere
imprese particolari ma sedere in silenzio ad aspettare. La nostra identità affiorerà
da sola senza alcuno sforzo da parte nostra, come afferma la celeberrima poesia
tratta dallo “Zenrin Kushu”, un’antologia zen.

Sedendo quietamente, senza far nulla,


Viene la primavera, l’erba cresce da sé.

Il segreto è di avere la capacità di rimanere in completo silenzio mentale ad


osservare il mondo direttamente com’è, senza tentare di interpretarlo o di
giudicarlo; avere la consapevolezza di quello che accade dentro e fuori di noi. E
quando siamo in silenzio, attenti a quanto avviene, ci rendiamo conto che non vi è
differenza alcuna tra noi e ciò che ci circonda, tra la mente e il suo contenuto.
Questa scoperta deve avvenire da sola e senza sforzo da parte nostra. Se ci
sediamo in un posto tranquillo, col corpo rilassato e la mente sgombra d’ogni
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preoccupazione, è possibile avere esperienza del “silenzio”. Non dobbiamo
concentrarci o sforzarci di entrare in meditazione. Godiamoci semplicemente la
gioia del riposo e la pace giungerà. Non è necessario cercarla, arriverà da sola.
Lasciamo che ci visiti senza porle condizioni. Non v’è nessuna fretta; basta restare
in silenzio e la primavera arriverà. Silenzio dentro e pace fuori, siamo passati
sull’altra sponda, abbiamo raggiunto lo stato di non-mente.

Non è difficile ma non ne siamo abituati, non lo abbiamo mai fatto. Così ci accade
di restare in balia del flusso dei pensieri; anzi, più tentiamo di arrestarli e più si
muovono impetuosi. Ecco perché sono stati escogitati tanti metodi per aiutarci ad
essere presenti. Essi si basano sul fatto che i pensieri rallentano spontaneamente
la loro attività quando la nostra attenzione è rivolta al momento presente. Questa
è la semplice verità e non esistono trucchi o parole magiche da usare. La natura ci
ha fornito tutto quello che serve.

Impariamo ad osservare ciò che accade nella nostra testa. Nel momento in cui
diventiamo testimoni dell’attività mentale, nasce una nuova libertà, cominciamo
a capire di non essere l’entità pensante. Quando siamo in grado di distinguere
una differenza, sia pur minima, tra noi e i pensieri che scorrono nella mente,
raggiungiamo un nuovo livello di consapevolezza. Ogni volta che ce ne
ricordiamo, osserviamo la voce che parla continuamente dentro di noi. Dobbiamo
solo ascoltarla, senza esprimere giudizi o emettere condanne. Noi siamo qui che
ascoltiamo e la mente è là che crea le sue astrazioni. Basta questo per dare inizio
al cambiamento. La vita è un grande fiume che scorre impetuoso tra due sponde.
Se viviamo solo da una parte, nel mondo materiale, senza avere esperienza di
entrambe le rive, non saremo mai completi, non conosceremo il fiume
dell’esistenza nella sua vastità e bellezza. Dobbiamo attraversare il flusso della
corrente ed approdare dall’altra parte; solo così vivremo veramente. Quando
conosceremo entrambe le rive, il mondo materiale e la terra dello spirito, la
Verità si svelerà davanti ai nostri occhi; mai prima.

Esercizio 1a: guarda dentro di te


Ogni giorno, dedica un po’ di tempo ad osservare il contenuto della tua mente. Questa semplice azione
è uno dei più grandi strumenti, in tuo possesso, per cambiare in positivo la vita. La mente è piena di
tensioni, paure, desideri, speranze deluse e sensi di colpa. Conoscere cosa si nasconde dietro la cortina
dei tuoi pensieri è fondamentale poiché non puoi cambiare ciò che non conosci.

1. Quando ne hai la possibilità trova un posto tranquillo; siediti sotto un albero o sulla riva di un
fiume e osserva la tua mente. Può bastare anche la poltrona di casa, l’essenziale è che tu possa
stare da solo e in silenzio.

2. Non cercare di cambiare i pensieri, limitati ad osservarli mentre nascono e poi svaniscono;
lascia la mente libera ma sii consapevole di tutte le sue attività.

3. Quali sono i pensieri e le emozioni che ti attraversano? Come guardi gli alberi, gli animali, il
cielo e la gente che passa? Nascono improvvisamente nuove idee? Ascolta senza giudicare.

4. Quando una qualsiasi negatività appare, osservala senza esprimere giudizi e poi lasciala
andare; più la osservi e più perde energia.
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5. Se pensi al futuro che ti attende fra poche ore o domani, non preoccuparti; esamina le tue
paure con calma e tranquillità. Se vuoi sapere come sei, lascia che la mente si esprima
liberamente.

6. Non opporti a quanto accade dentro e fuori di te ma limitati ad osservare; la tua presenza è
sufficiente. Qualche ricordo può affiorare, lascialo emergere ma poi abbandonalo. Continua la
tua osservazione.

7. Quando la mente è immobile e tranquilla, quando non cerca più di trovare una soluzione o una
risposta, quando non lotta per cambiare ciò che è ma si limita ad esistere, allora e solo allora
potrai percepire la Verità e dare inizio al cambiamento.

L’incessante attività mentale è l’ostacolo che ti impedisce di conoscere la vita nella sua globalità e
magnificenza. Solo quando la mente è calma puoi vedere, per un attimo, l’altra sponda. Se nascono
dei varchi abbastanza ampi, degli attimi di non-mente, potrai passare dall’altra parte. Da un lato c’è
il mondo materiale, il luogo delle astrazioni mentali e delle divisioni, dall’altro si estende senza confini
quello dell’unità e dello spirito.

Le prime volte non otterremo grandi risultati. Abbiamo iniziato un lungo


cammino e forse siamo impazienti; chiediamo troppo a noi stessi. Ripetiamo
l’esercizio con calma ma senza accanimento; se i risultati tardano ancora
passiamo al prossimo. Stiamo attivando dei poteri che abbiamo trascurato per
troppo tempo e ci vuole molta pazienza. Se vogliamo cambiare la nostra vita
dobbiamo fare chiarezza nella mente, conoscere noi stessi e i processi mentali che
poniamo in atto. La conoscenza di sé è un viaggio che dura tutta la vita; più
andremo in profondità e maggiori saranno i frutti del nostro lavoro. Più
entreremo in noi e più la mente diventerà calma e tranquilla. Non è una
conoscenza che si possa acquisire leggendo libri o ascoltando le parole di un
maestro, ma attraverso la continua osservazione della mente. Più diventeremo
consapevoli dei nostri processi verbali, delle emozioni che attraversano il corpo e
la mente, e maggiore sarà la pace che nascerà dentro di noi. In quel silenzio, in
quella tranquillità, ciò che è eterno, ciò che si trova nelle profondità infinite della
nostra coscienza, verrà alla luce. Solo così troveremo la gioia di vivere, la
beatitudine e la capacità di creare un nuovo mondo.

La conoscenza di sé si raggiunge sperimentando personalmente la realtà che ci


circonda. Comprendere la verità non è facile perché la vita è in continuo
cambiamento, non è mai ferma. Istante per istante, il mondo che ci circonda
evolve in forme sempre diverse. Come può la mente razionale, la mente che nasce
dai ricordi del passato, comprendere ciò che è? La realtà è quello che siamo in
questo momento, non ciò che vorremmo essere o quello che eravamo ieri. È per
questo che dobbiamo essere consapevoli, vigili, attenti a ciò che accade dentro e
fuori di noi. L’osservazione della mente deve essere neutra, imparziale, senza
emettere condanne o esprimere giudizi. Non esiste un metodo che possa
assicurarci la conoscenza di ciò che siamo, serve solo una mente calma e
tranquilla. Il silenzio della mente è la condizione essenziale per fare emergere il
potere che la vita ci ha dato.
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Esercizio 1b: diventa un testimone
Quando sei consapevole che stai pensando, il pensiero tende a fermarsi. La semplice osservazione
della mente determina un rallentamento della sua attività. Nel momento in cui la osservi, diventa più
ordinata, comincia ad obbedire alla tua presenza.

1. Trova un posto tranquillo, siediti in silenzio e presta attenzione a ciò che accade nella tua testa.
Non appena diventi osservatore delle tue attività mentali, la mente si placa, rallenta.

2. Chiediti ora quale sarà il tuo prossimo pensiero, e resta semplicemente in attesa, pronto a
cogliere il minimo segno di attività. Devi essere come una tigre, nascosta nell’erba alta, che
aspetta l’avvicinarsi della preda.

3. Forse ci vorrà un po’ di tempo poiché la mente non vuole essere osservata, ha paura che tu
scopra il suo potere ma, alla fine, cederà e apparirà un pensiero.

4. Osservalo per un po’, ma non troppo, e poi lascialo andare. Non seguirlo ma poniti in attesa
della prossima preda.

5. Non giudicare il contenuto dei pensieri che cadono nel campo della tua consapevolezza.
Qualunque sia il loro significato, lasciali liberi d’essere così come sono, accettali e poi
abbandonali.

6. Può apparire un’immagine o un ricordo affiora alla superficie, la mente inizia a rivelare ciò
che contiene. Osservala con calma ma non seguire le sue creazioni. Tutto deve avvenire nella
massima libertà, non farti coinvolgere. Tu non sei colui che pensa ma chi osserva, l’osservatore
silenzioso.

7. Dopo qualche tempo, tra un pensiero e il successivo apparirà una pausa, uno spazio vuoto, un
intervallo nel quale la mente è assolutamente ferma. Presta attenzione a queste pause poiché in
esse comincerai a rilevare una qualche presenza.

8. La forza della mente è grande e talvolta perderai il contatto, il controllo sulla sua attività. La
preda ti è passata accanto e non te ne sei accorto. Non preoccuparti ma torna semplicemente
ad osservare il contenuto della mente. Non è successo niente di grave. Ogni volta che ti accorgi
di non essere presente significa che lo sei.

9. Proseguendo in questa osservazione avvertirai un senso di quiete, una pace che diventa
sempre più profonda. Non fermarti ad assaporarla ma continua a scrutare la mente. La pace
si trasforma lentamente in gioia; gioia del ritrovato contatto con la Sorgente interiore e con la
Vita. Stai assaporando lo stato di non-mente, l’unione con tutto ciò che esiste.

10. Se nascono emozioni improvvise o emergono ricordi dolorosi, lasciali andare, lasciali liberi di
esistere. Se però l’emozione è troppo forte e non riesci a staccartene, se è insopportabile,
fermati. Per oggi hai fatto abbastanza.

Ogni volta che osservi la mente diventi più vigile, più sveglio, il mondo che ti circonda appare più
luminoso. Col tempo, otterrai uno stato di tranquillità e di pace sempre più profondo. La strada della
presenza consapevole non ha mai fine e, ogni volta, si raggiungono nuove profondità.

Chi siamo veramente? Cosa si nasconde in noi? Questa è la domanda più


importante che possiamo farci, ma è anche l’unica che non troverà mai risposta.
La nostra realtà è così grande che nessuna mente potrà mai comprenderla. Siamo
formati da una parte materiale e da una spirituale, dal corpo e dall’anima. Una
parte di noi partecipa attivamente alla vita mentre l’altra osserva in silenzio e con
distacco quanto sta avvenendo. In verità, la nostra natura si trova oltre questo
mondo materiale, in un luogo dove la ragione non può entrare. Siamo al di là
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degli opposti. Siamo l’ordine e il disordine, la luce e le tenebre, il giorno e la notte,
il bene e il male, siamo l’essere e il non essere.

Oltre il mondo del dualismo e delle divisioni si stende inesplorata e senza confini
la regione dell’unità e dello spirito. Ci troviamo nell’incredibile e magica
condizione di fare da confine tra la terra e il cielo. Il corpo e la mente sono al di
qua e l’anima è al di là di quello che conosciamo. Siamo la porta che conduce
dalla terra del dolore e della separazione a quella della beatitudine. E questa
porta è il cuore. Con esso possiamo passare da una parte all’altra a nostro
piacimento, scegliere tra l’inferno e il paradiso. Questa è la libertà che ci è stata
data.

Se attraverseremo la sottile superficie mentale, potremo lasciare il mondo del


caos e della divisione per raggiunge il luogo della luce. Là dove le cose sono
armoniosamente collegate, il tempo non esiste e lo spazio è solo una convenzione.
Sì, avete capito bene! Siete il ponte, la strada che unisce la terra al cielo. Dovete
solo diventarne consapevoli, e quando ne sarete veramente convinti potrete
iniziare la grande avventura. Nessun film o libro hanno mai descritto, né
potranno mai farlo, un viaggio così grande e meraviglioso: la conoscenza di noi
stessi. Siamo liberi, e solo noi possiamo scegliere tra il dolore e la felicità.

Esercizio 1c: come si medita


Per uscire dalla mente non sono necessarie tecniche complicate, ciò che conta è la stato d'animo con il
quale ti avvicini alla meditazione, la disponibilità a lasciare andare ogni controllo volontario su ciò
che ti accingi a fare. La meditazione non richiede uno sforzo e non implica nemmeno il tentativo di
raggiungere o di ottenere qualcosa. Consiste, semplicemente, nello starsene seduti in silenzio, col
corpo disteso, ad osservare la propria mente. Non è necessario imporle nulla, anzi, meno s’interferisce
e meglio è. Non cercare nemmeno di calmarla, poiché ogni sforzo ti condurrebbe lontano dalla calma.
Devi solo creare le condizioni affinché la meditazione si realizzi da sola. Quando sei disposto a lasciare
andare ogni attaccamento e resistenza, se ti poni in una condizione d’accettazione assoluta di
qualunque cosa possa venire a te, la meditazione accadrà da sola.

1. La prima cosa che devi imparare è come abbandonare l’ego per fare emergere l’Essere, uscire
dal livello mentale per entrare nell’esistenza. Limitati ad essere, a sentire la vita scorrere
dentro di te. Puoi ascoltare il corpo oppure osservare il respiro che viene e che va come le onde
sulla riva del mare.

2. Sii paziente e non cercare di ottenere alcunché di particolare. I risultati verranno da soli se non
avrai fretta e ti eserciterai con pazienza e costanza, ma senza ostinazione.

3. Le prime volte otterrai l’effetto contrario; invece di calmarsi, i pensieri sembreranno muoversi
con maggiore velocità di prima e nella più grande confusione. È solo un’impressione ma non è
così. Ora sei più attento, più vigile, ed è questo che ti permette di vedere ciò che prima era
nascosto alla tua consapevolezza.

4. Non preoccuparti di questa confusione, limitati ad osservare i pensieri che vanno e che
vengono. Qualunque pensiero giunga, mantieni la tua presenza e continua a seguire l’aria che
entra e che esce dai polmoni. Questo dovrebbe essere sufficiente a stabilire un certo distacco
tra te e la mente, tra la tua presenza e i pensieri che continuano a scorrere.

5. Se riuscirai a mantenere l’attenzione sul tuo corpo, se non ti farai distrarre dall’attività
mentale, dopo qualche tempo succederà qualcosa. La pace e la tranquillità entreranno nel tuo
cuore. Non lottare per ottenere la calma ma lascia che ti raggiunga.
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6. Non cercare di fermare i pensieri, non è possibile e non ti è nemmeno richiesto; lascia la mente
libera d’essere così com’è. I pensieri vanno e vengono e tu sei lì che li osservi. Evita di pensare a
quello che stai pensando. Non giudicare in alcun modo ciò che sta avvenendo e non riflettere
sui tuoi pensieri esprimendo dubbio, rammarico, pentimento o ansia.

7. Quando scopri un secondo pensiero che sta riflettendo sul primo, non tentare di fermarlo;
sarebbe come crearne un terzo e così via… Lascia che la mente sia libera di costruire le sue
illusioni e diventa uno specchio che riflette tutto e non trattiene nulla.

8. I pensieri fanno parte della meditazione e, se non ti farai coinvolgere da loro, saranno come il
mormorio di un ruscello che scorre nel prato della tua coscienza.

9. Lascia che i pensieri e le emozioni rallentino e si calmino mentre tu segui tranquillamente


l’aria che entra e che esce dalle narici. Abbandona ricordi ed aspettative e consenti alla tua
natura di emergere. Se ti lasci andare sufficientemente, giungeranno la gioia, la calma e la
fiducia che ti sono proprie.

Certamente ti sarai chiesto quanto debba durare una seduta di meditazione. Non è facile rispondere a
questa domanda perché ognuno ha ritmi ed esigenze diverse. La durata è un fattore relativo, ciò che
conta è la disposizione con cui ti avvicini alla meditazione. Puoi restare in silenzio per dieci minuti, o
per venti, oppure per un tempo minore. Ti devi far guidare dai risultati. Quanto tempo impieghi per
diventare realmente presente? Possono bastare anche pochi minuti, l’essenziale è che tu raggiunga
una sufficiente condizione di calma e silenzio interiore. Vi saranno dei giorni in cui avrai bisogno di
un tempo maggiore del solito, non esistono regole fisse.

Applicandoci con costanza e semplicità in questi esercizi, l’ansia e le


preoccupazioni svaniranno come d’incanto al sole della nostra presenza.
Sperimenteremo una gioia e una pace che non avevamo mai provato. Questo è il
nostro stato naturale, la nostra presenza, la risposta ad ogni problema
esistenziale. In questa condizione di beatitudine le domande perdono ogni
significato e possiamo riposare nella bellezza della Mente profonda.

Proseguendo nella ricerca, scopriremo che l’osservazione di sé presenta qualche


difficoltà e talvolta non produce grandi risultati. Nessun atto di volizione può
aiutarci e qualunque cosa facciamo non farà altro che ancorarci di più alla mente.
Non è questa la strada. Possiamo solo osservare la mente, diventare consapevoli
del suo funzionamento. Ecco perché è necessario acquisire altre tecniche o meglio
altri mezzi (upaya) idonei a renderci maggiormente presenti. Per conoscere il
mondo dello spirito, il non-manifestato, è indispensabile trovare un collegamento
stabile col nostro corpo. Il corpo è la strada che conduce all’Essere. Quando siamo
preda di qualche negatività, usciamo dal livello mentale ed entriamo nel corpo.
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Ti avrei mostrato
il campo senza fine
che tutto pervade
e tutti unisce
nell'unica grande
onda della vita
ma tu guardi la terra
e non mi vedi.

2) La seconda porta: ascoltare il corpo


C’è una forza nascosta dietro le cose di questo mondo, un’energia che pervade
l’intero universo. Questa forza misteriosa crea e mantiene in vita ciò che esiste. Si
trova dappertutto, anche dentro di noi. È il soffio della vita che attraversa tutte le
cose animate e inanimate, e che sostiene ogni essere vivente. Entrare in contatto
con questa entità ci consentirebbe di migliorare notevolmente la nostra esistenza
e di godere appieno delle gioie della vita. Non è importante il nome di questa
forza misteriosa; molti la chiamano Dio, o divinità. Certamente il nome conta
poco, ognuno scelga quello che preferisce. Potrebbe andar bene anche: Energia,
Vita, Essere, Tao o Via. Quello che conta è trovare il modo di collegarsi
stabilmente con essa, trovare l’armonia col flusso misterioso e imprevedibile della
sua essenza. Questa forza cosmica non si trova in luoghi lontani e inaccessibili ma
soffonde tutto lo spazio che ci circonda, crea e mantiene in vita ciò di cui abbiamo
esperienza; impedisce alle molecole di disgregarsi e agli atomi di ritornare nel
nulla dal quale provengono.

Questa energia ci collega con la “sorgente”, il luogo, senza spazio e senza tempo,
dove tutto esiste allo stato potenziale. Al di là del mondo materiale, si trova la
terra dove tutto è possibile, l’origine delle nostre esperienze. Vi è un solo modo
per entrare in contatto con questo mondo: uscire dalla mente, trovare
giornalmente il modo di fermare il suo moto incessante. Il flusso dei pensieri
forma una barriera che ci impedisce di ritrovare l’armonia tra noi e la vita, tra noi
e l’esistenza. I pensieri, che scorrono senza posa nella mente, non oscurano
completamente la nostra consapevolezza; lasciano aperti dei piccoli spazi vuoti,
dei varchi, aperture che consentono di intravedere ciò che la mente non è in
grado di rivelare. Ogni volta che un pensiero finisce, e prima che sorga il
successivo, c’è una pausa, un attimo di “non-mente”. Si tratta solo di osservarlo,
di prenderne coscienza, perché la porta si apra. Basta osservare la mente perché i
pensieri rallentino e gli spazi vuoti si allarghino.

Il modo più semplice per ridurre l’attività mentale è di entrare in contatto col
nostro corpo. La mente è spesso lontana ma il corpo è sempre qui, presente a
quanto sta accadendo. Ogni volta che ci ancoriamo ad esso creiamo un contatto e
la porta si apre. Ascoltando i sottili messaggi della nostra parte materiale è più
facile rallentare la continua verbalizzazione della mente. Entrando nel corpo si
esce dalla mente, è una cosa automatica e non sono necessarie tecniche
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complicate. Ogni volta che ascoltiamo il corpo, usciamo dal mondo concettuale e
verbale ed entriamo nella vita.

Provare personalmente la verità di tutto questo non è difficile. Basta trovare un


posto tranquillo e dirigere l’attenzione verso il proprio corpo. Forse era molto
tempo che non lo facevamo, che non prestavamo attenzione ai suoi messaggi; ma
adesso siamo qui, in silenzio, pronti ad ascoltare ciò che abbiamo spesso
trascurato. Ogni volta che entriamo nel corpo la porta si apre, non possiamo
sbagliarci. Quando viviamo ancorati alla parte materiale, presenti ai suoi continui
messaggi, proviamo una sensazione nuova, uno stato di calma, una sottile
emanazione di gioia. Stabilire il contatto con la forza dell’universo vuol dire
trovare pace e gioia di vivere.

Ogni volta che il pensiero si arresta, il soffio vitale entra in noi. La mente si placa,
il corpo si rilassa e dal cuore esce, dapprima lentamente e poi sempre più forte,
un flusso incontenibile di gioia. Non è una sensazione che dipende da ciò che
possediamo o da quello che ci sta accadendo, ma la semplice e incredibile
beatitudine dell’unione con la “forza della vita”. Questo è il momento in cui cessa
l’illusione della separazione, il tormento di sentirsi separati dagli altri ed esclusi
dal resto del mondo. Dobbiamo semplicemente provare su di noi questa
condizione fantastica, sperimentarla personalmente. Non è necessario un atto di
fede, è sufficiente provare direttamente lo stato di “unione” col mondo per capire
la verità.

Il segreto è imparare a vivere “qui e ora”, essere presenti a quanto accade dentro e
fuori di noi. Sentiamo la forza della vita che scorre nel corpo? Siamo consapevoli
della bellezza che ci circonda? I nostri desideri si avverano facilmente? Proviamo
un forte sentimento d’amore per tutte le persone che incontriamo? Allora siamo
presenti, uniti a tutto ciò che esiste.

Esercizio 2a: ascolta il tuo corpo


Entrare in collegamento col corpo è il più alto obiettivo spirituale che puoi raggiungere. La mente è
spesso lontana ma il corpo si trova sempre nel presente.

1. Trova un posto tranquillo e mettiti comodo. Puoi sederti su una sedia, oppure sdraiarti su di
un tappeto. L’importante è mantenere la spina dorsale abbastanza diritta. Nessuno è riuscito a
spiegarne la ragione ma, col busto dritto, è più facile rallentare l’attività della mente.

2. Ora chiudi gli occhi e presta attenzione al tuo corpo. Forse non lo avevi mai fatto oppure era
molto tempo che non ascoltavi i messaggi che la tua parte materiale manda in continuazione.

3. Senti il contatto dei vestiti sulla pelle, il peso del corpo sulla sedia o sul tappeto. Renditi
consapevole delle sue varie parti: i piedi, le gambe, l’addome, i glutei, il torace, la schiena, le
braccia…

4. Ti risulta facile, oppure la mente ti ostacola? Riesci a percepire i messaggi del corpo o il
pensiero irrompe improvviso con la sua forza? Non perderti di coraggio e continua.
Certamente riuscirai, in breve tempo, ad ottenere un certo grado di rilassamento e di pace. Se
il corpo si distende, la mente prima o poi lo seguirà e la calma entrerà in te. Più ascolti il corpo
e più la mente rallenta. Renditi pienamente conto di questo fatto.
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5. Se appare qualche pensiero non preoccuparti. Quando ti rendi conto che non sei più presente,
torna ad ascoltare il corpo, non è successo niente di strano, è una cosa naturale perché la
mente possiede una grande forza.

6. Ora fai un esperimento: tenta di ascoltare contemporaneamente il corpo e la mente. Ti


accorgerai subito che non è una cosa facile. Renditi conto di quanto sia difficile mantenere il
controllo sulle due parti nello stesso tempo. Prova a trasferire la tua consapevolezza dal corpo
alla mente e viceversa. Quando sei presente al corpo la mente si ferma; è una scoperta molto
importante.

7. Prosegui nella tua esplorazione corporale, senti la presenza della tua parte materiale e ascolta
quello che ha da dirti. Quando gli presti attenzione il corpo si rilassa, si distende. Mandagli il
tuo amore, fagli sentire che lo accetti, che gli vuoi bene; il corpo ha bisogno di sentirsi amato.

8. Prima o poi giungerà una sensazione di pace profonda. Percepiscila ma non riposare in essa.
La tentazione di abbandonarsi alla quiete è grande ma, se ce la fai, continua l’ascolto finché ne
trai piacere. Perché accontentarsi della calma se puoi ottenere molto di più?

Quando la tua attenzione è rivolta verso il corpo significa che sei nel presente, che vivi in questo
momento. Sentire la vita dentro di te ti mantiene in sintonia con la forza che si nasconde in essa.
Questo è il segreto. Mantenere il contatto con il corpo vuol dire sottrarsi al controllo della mente,
aprire la porta che conduce all’Essere. Sposta l’attenzione dalla mente e dirigila verso il corpo. Se è la
prima volta che mediti, l’esercizio può sembrare difficile e i risultati scarsi. Hai vissuto così tanto
tempo nella mente che non riesci ad uscirne. Non avere fretta, ci vogliono pazienza e costanza per
cambiare il tuo modo di essere.

Ci sono giorni in cui siamo pieni d’entusiasmo e d’energia, quando il mondo è


pervaso di colori e la vita ci corre incontro con gioia. In altri momenti, invece,
tutto sembra grigio e triste e l’esistenza appare una prigione dalla quale è
impossibile evadere. Quando siamo malinconici o depressi tutto sembra caderci
addosso, e spesso non riusciamo nemmeno a capire quale sia la causa del nostro
stato d’animo. In quegli istanti siamo convinti d’essere in balia di un destino
crudele, ma non è così. Non c’è nessuno che sceglie per noi. Quello che accade, lo
abbiamo determinato con le nostre aspettative e la nostra visione del mondo.

La prossima volta che ci succede d’essere tristi, proviamo a cercare il momento


presente; diventiamo consapevoli di quanto accade intorno a noi e dentro di noi.
Il corpo è sempre qui, adesso, ora, ma la mente non lo è quasi mai. La mente vaga
nel passato o nel futuro e raramente è attenta a ciò che ci succede. Il presente è
un luogo difficile da raggiungere anche se ci è molto vicino, talmente vicino che
non riusciamo a vederlo. Sarà però sufficiente fermarci un attimo ad ascoltare il
corpo, sentirci vivere, osservare il nostro respiro, per entrare nell’adesso. È
questo il metodo migliore per portare l’attenzione nel presente. Se ci riusciremo,
se troveremo il modo di dimenticare tutto, toccheremo la sorgente stessa della
vita, raggiungeremo il luogo dove il mondo viene creato attimo per attimo. Tutto
origina da questo istante che si rinnova continuamente. Se impareremo a vivere
nel presente avremo a disposizione tutta l’energia che ci serve per diventare i
creatori della nostra vita.

Volete provare qualcosa di diverso, un’esperienza al di là di quello che conoscete?


Volete avvertire emozioni e sensazioni nuove? Uscite dalla mente ed entrate nel
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corpo. All’inizio incontrerete qualche ostacolo perché il vostro ego si opporrà con
tutte le sue forze. La mente cercherà di mantenere il controllo su di voi ma, se
avrete pazienza, se sarete fiduciosi e vi abbandonerete alla vita, riuscirete
nell’intento. Trovate un posto tranquillo e sedete in silenzio ad ascoltare la vita
che scorre nel vostro cuore. Non cercate di ottenere qualcosa in particolare ma
lasciate che sia la pace a trovarvi. Aspettate semplicemente, abbiate fiducia in voi
stessi e la mente si calmerà. Dovete solo permettere che accada. E quando la
mente si ferma, entrate nel nuovo mondo che si apre davanti alla vostra
“presenza”. La vita è sempre stata lì, accanto a voi, vicina al vostro cuore. Essa
v’attende con amore e pazienza infiniti.

Uscite dalla mente ed entrate nel corpo. Lasciate che la vostra natura si riveli.
Dimenticate ansia e preoccupazioni, tutto va bene. Il passato è già scomparso e il
futuro è ancora immerso nella mente di Dio. Ora ci siete solo voi, voi e questo
istante senza tempo, vibrante di vita e di aspettative. Voi e il mondo siete uno di
fronte all’altro in silenzio, anzi, ci siete solo voi. Il mondo è un semplice riflesso
della vostra consapevolezza, l’ombra della vostra presenza. Ora non esiste nulla se
non la felicità, la gioia che vi avvolge. Restate così, lasciatevi andare, è giunto il
tempo d’essere felici.

Esercizio 2b: senti il corpo dall’interno


Questo esercizio può essere eseguito anche stando in piedi, in un momento di pausa dal lavoro, oppure
quando stai camminando o sei seduto al bar.

1. Ogni volta che puoi rivolgi l’attenzione al corpo, non è una cosa difficile. È sufficiente diventare
consapevoli della vita che scorre nelle mani e nelle braccia, nei piedi e nelle gambe, sentire il
campo di energia che si nasconde dentro di te.

2. Non è necessario pensarci, devi solo percepire la forza che giace nascosta dietro ogni atomo
che compone il tuo corpo. Meno ci pensi e meglio è, ogni pensiero ti porterebbe fuori strada.

3. Non creare immagini o visioni, l’immagine è limitante perché è un prodotto della mente, e la
mente non può creare nulla di nuovo. Il campo di energia dal quale prendi la tua forma è
infinito, informe e indescrivibile; nessuna visione può aiutarti a descriverlo; per sua natura è
al di là di qualunque cosa la mente sia in grado di concepire.

4. Accontentati di ascoltare quello che i sensi ti mandano. Può essere un muscolo che si tende, un
lieve formicolio sulla pelle o qualsiasi altra sensazione. Il corpo si sta svegliando lentamente,
cominci a prendere consapevolezza della sua presenza.

5. Questo esercizio crea rapidamente uno stato di calma e di pace, una sensazione di benessere
che ti dà una mano a scacciare le tensioni che i piccoli problemi quotidiani hanno creato. Ti
aiuta ad essere presente, ad allontanare la mente dal passato e dal futuro. Più rimani ancorato
al presente e più ti allontani dalla testa. Se lo fai con una certa continuità, la pace diverrà la
tua condizione naturale.

6. E quando la mente razionale si ferma, nel momento in cui i pensieri rallentano, entri in
contatto con l’energia interiore. Lascia che la Mente profonda lavori per tuo conto, essa
conosce molte più cose di quante potrai impararne in un milione di anni.

7. Quando senti la pace avvolgerti, abbandonati alla sua presenza, non opporre resistenza e
accetta qualunque cosa si presenti alla porta della tua consapevolezza. Quello che devi
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conoscere ora ti viene svelato, ciò che devi avere ti verrà dato e ogni cosa giunge al momento
giusto; lascia che la forza dell’universo lavori per te.

Il contatto col proprio corpo è una condizione da ricercare in ogni momento della giornata. Puoi
eseguire questo esercizio la sera, prima di andare a letto, e la mattina presto appena alzato. Sono due
momenti particolari. Il primo, di sera, è il preludio al riposo, ed è importante addormentarsi con una
mente in pace e il corpo nel più completo rilassamento. Al mattino, invece, quando la mente è più
fresca e limpida, puoi ritrovare facilmente il collegamento col campo di forza interiore, ti prepara a
vivere più intensamente quello che il nuovo giorno ha preparato per te.

Ci preoccupiamo sempre del futuro? Siamo spesso in ansia paventando ciò che
potrà accadere domani? Ci sentiamo colpevoli per quanto abbiamo detto o fatto
nel passato? Significa che viviamo troppo nella testa. Probabilmente abbiamo
perso il contatto con la vita e col mondo che ci circonda. Dobbiamo imparare ad
uscire dalla mente; siamo troppo impegnati nel soliloquio, parliamo troppo con
noi stessi. E mentre stiamo così, rimuginando sempre i medesimi pensieri, la vita
ci passa accanto; bussa alla nostra porta ma noi siamo perennemente assenti.
Dove ci troviamo? Perché non siamo presenti?

Probabilmente abbiamo trascurato il corpo. Torniamo alla condizione in cui ci


trovavamo da bambini, quando il mondo era una continua scoperta meravigliosa.
Il corpo ci potrà essere di grande aiuto perché si trova sempre nel presente. La
mente è lontana ma il corpo è sempre qui. E se torneremo ad ascoltarlo, a
sentirlo, potremo vivere anche noi in questo istante: l’unico tempo che esiste
realmente. Il passato non c’è più, se n’è andato, è sparito, esiste solo nella nostra
mente come memoria. E il futuro deve ancora arrivare, anzi, il futuro non esiste,
non è stato ancora creato. Usciamo dalla testa ed entriamo nel corpo! Basterà
questo per tornare a sentirci vivi, consapevoli di quanto sta accadendo. E quando
la vita busserà alla nostra porta, potremo farla entrare. Vivendo nel presente si
acquista il potere, una grande virtù. Il corpo si rilassa, la mente si calma e le cose
intorno a noi assumono nuovi colori. Usciamo dalla mente e la gioia tornerà nel
nostro cuore.

Esercizio 2c: l’armonia corpo-mente


Nessuno può incontrare lo Spirito negando il proprio corpo, in esso è nascosta la porta della Verità.
Se rimani ancorato al corpo sarai sempre nel momento presente.

1) Seduto sulla sedia o sdraiato sul tappeto, chiudi gli occhi e dirigi la tua attenzione al corpo. Se
sei sdraiato puoi distendere le membra più volte per sciogliere ogni tensione.

2) Allunga le braccia sopra la testa, distendi tutti i muscoli e poi riportale lungo il corpo. Dirigi
l’attenzione al piede destro e quindi a quello sinistro. Devi tenderli e poi rilasciarli; ripeti più
volte l’operazione.

3) Fai lo stesso con i muscoli delle gambe, prima la parte destra e poi quella sinistra. Tendi i
muscoli in ogni parte della gamba e poi rilasciali.

4) Prosegui con l’addome: Tendilo e rilascialo più volte; poi passa al torace. Senti i muscoli
lavorare, mantieni la tensione per qualche istante e poi lasciali liberi.
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5) Ora è la volta della schiena, delle braccia e delle mani. Non avere fretta, lascia che tutte le
tensioni si scarichino assieme al tuo sforzo.

6) Passa ai muscoli del collo, poi alla cervicale e quindi al cuoio capelluto. Abbandona ogni
resistenza e permetti alla pace di impossessarsi di te.

7) Se qualche volta perdi la concentrazione e i pensieri riprendono a scorrere nella mente, non
arrabbiarti. Torna con serenità ad ascoltare il corpo.

8) Se non ti senti abbastanza calmo, ripeti ancora la prima parte dell’esercizio, partendo dai
piedi e arrivando alla testa. Non farti fretta, non è una gara e non serve arrivare primi.

9) Lascia che la pace t’avvolga col suo caldo mantello, abbandona ogni resistenza e accetta che
tutto sia così com’è. Se qualche rumore viene a turbare la tua pace, accoglilo; esso è parte di
te. Quello che accade dentro il corpo e fuori di esso è un prodotto della tua consapevolezza.

10) Rimani in questa condizione fino a che ti dà piacere ma non abbandonarti alla calma;
percepiscila ma continua ad ascoltare il corpo finché ti è possibile. Giungerà un momento in
cui non sarai più capace di mantenere l’attenzione. Non preoccuparti, sei giunto sull’altra
sponda, ora stai meditando, sei entrato in meditazione.

Se non riesci a raggiungere l’ultimo punto e ti stanchi prima, non preoccuparti, sarà per un’altra
volta. Lo stato di non-mente non si ottiene con uno sforzo, si tratta semplicemente di aspettare, di
avere pazienza e… prima o poi arriverà. Quando non riesci più a discernere te stesso da quello che stai
osservando, nel momento in cui il tuo corpo perde i suoi confini e non distingui più il dentro dal fuori,
allora sei in meditazione, hai trovato la tua parte profonda, sei in collegamento con l’Essere.

Provare, anche solo una volta, questa incredibile condizione è sufficiente per dare
inizio al cambiamento. Da questo momento in poi nulla sarà più come prima.
Accedere al campo di forze che dà origine alla mente e al corpo vuol dire
acquistare una libertà che non avevamo mai provato. Quando saremo nella
condizione di assoluta presenza capiremo, per la prima volta, di non essere
separati dall’energia che pervade ogni cosa, uniti alla forza che pulsa in tutti gli
esseri viventi. Ci renderemo conto d’essere una sola cosa con questa luce.

Noi siamo quello che sperimentiamo, ciò che accade, attimo per attimo, dentro di
noi e attorno a noi. La vita ci avvolge in ogni istante, donandoci la sua forza e la
sua luce. Non v’è differenza tra noi e quanto avviene nella mente e nel corpo.
Accettiamo tutto quello che accade perché, se rifiutiamo la vita, rifiutiamo noi
stessi. L’accettazione totale delle nostre esperienze ci porta in armonia col
mondo. La gioia e il dolore, il caldo e il freddo, l’amore e l’odio, il sole e la pioggia,
sono parte di noi. E quando accettiamo la realtà, senza rifiutare nulla, possiamo
renderci conto di quanto sia bella la vita. La bellezza di questo mondo è proprio la
sua continua variabilità, l’impermanenza delle sue forme, l’ininterrotto flusso
degli eventi sempre nuovi ed imprevisti. Accettiamo tutto, e il tutto ci
ricompenserà abbondantemente.
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Alla tua presenza


svanisce il mondo.
Davanti alla tua luce
appare la verità.
Sei la porta del cielo.

Posso dire di non amarti


se tu sei tutto?

3) La terza porta: osservare il respiro


L’osservazione del respiro è lo strumento più potente a nostra disposizione per
entrare nel corpo e uscire dalla mente. È il metodo più usato per liberarsi dal
mondo delle astrazioni verbali ed entrare nella realtà del presente. Il respiro
consapevole è la porta più ampia a nostra disposizione per entrare nel non-
manifestato. Se troviamo difficile diventare consapevoli del corpo, la respirazione
ci condurrà immediatamente in questa condizione. Basta semplicemente seguire
l’aria quando entra e quando esce dalle narici per trovare subito pace e
tranquillità. Non si tratta di forzare il respiro ma di osservarlo mentre diventa
sempre più lento e silenzioso. Quando la respirazione si fa leggera e armoniosa, la
mente si calma da sola.

Il respiro è spesso irregolare e tradisce una certa dose d’ansia. L’aria non viene
lasciata uscire completamente dai polmoni quasi avessimo paura che, mancando
l’ossigeno, la vita possa cessare. Più siamo agitati e più aria tratteniamo dentro di
noi. La prima cosa da fare è quella di permettere la più completa espirazione. Più
aria viziata esce e più aria pura può entrare. Se liberiamo completamente i
polmoni nella fase di espirazione, più semplice sarà la successiva inspirazione.
Lasciare uscire l’aria vuol dire permettere alla vita di scorrere in piena libertà,
non opporsi a quello che esiste, abbandonarsi alla saggezza infinita dell’universo.
Ecco che abbiamo tutti gli elementi per preparare un primo esercizio
sull’osservazione del respiro.

La respirazione può essere addominale, attraverso il diaframma, oppure toracica.


Dopo aver trovato un tappeto, stendetevi sul dorso per tutta la vostra lunghezza.
Non fatelo sul letto perché è necessario che la superficie su cui siete sdraiati sia
piana. Distendete le braccia parallele al corpo e ponete una mano sul ventre e
l’altra sul petto. Lasciate uscire l’aria dai polmoni attraverso le narici e, quando
ne sentite il bisogno, inspirate l’aria attraverso il naso. Ripetete più volte la
respirazione facendo attenzione al movimento delle mani. Se si solleva solo la
mano posta sul ventre significa che la vostra respirazione è di tipo addominale,
state respirando in modo corretto. Se si muovono entrambe le mani vuol dire che
avete compiuto un’inspirazione troppo profonda. In questo caso cercate di
rilassarvi e fate lavorare il solo diaframma. Nel caso invece si sollevi solo la mano
sul petto vuol dire che non state respirando bene, la vostra respirazione è di tipo
toracico.
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Quando state bene e siete calmi e tranquilli, la vostra respirazione sarà
certamente addominale. Essa tenderà a diventare toracica nei momenti di ansia,
paura o preoccupazione. Il ragionamento si può anche rovesciare perché,
respirando attraverso il diaframma, è più facile pervenire alla calma interiore.
Utilizzando invece la respirazione toracica si raggiunge rapidamente uno stato di
tensione, una condizione che ci prepara a sostenere una lotta imminente o
comunque uno sforzo. Ecco perché, in tutti gli esercizi di rilassamento, è
necessario che la respirazione sia di tipo addominale.

Esercizio 3a: osserva il respiro


Il respiro è collegato alla vita; osservare il respiro è il metodo più potente a tua disposizione per
raggiungere l’Essere, la certezza della tua natura divina.

1) Prima di iniziare l’esercizio, diventa consapevole del corpo seguendo uno degli esercizi visti
nel capitolo precedente. Il corpo e il respiro sono strettamente collegati, quando si agisce sul
primo anche l’altro ne viene coinvolto.

2) Dopo qualche minuto passato ad ascoltare il corpo, sposta l’attenzione sul respiro. Osserva
l’aria mentre entra ed esce dalle narici. Concentrare l’attenzione sulle narici facilita
grandemente la tua osservazione.

3) Non controllare il respiro ma lascia che sia così com’è; devi solo osservarlo, diventare
consapevole della sua presenza.

4) Se t’accorgi di aver perso il contatto, torna con calma al tuo esame. Può succedere che la
mente riprenda il sopravvento, è del tutto naturale; in questo caso riprendi l’osservazione:
aria vecchia esce e aria fresca entra.

5) Quando l’aria esce dalle narici, lascia andare ogni ansia e tutte le tensioni; abbandonati alla
saggezza dell’universo. Non c’è niente che devi fare, accontentati d’essere ciò che sei.

6) Preoccupati solo di espirare, di vuotare i polmoni dall’aria viziata; l’inspirazione avverrà da


sola. Diventa passivo e lasciati respirare.

7) Il respiro si calma, il corpo si distende, ed ecco che la mente li segue. Stai portando in sintonia
il corpo con la mente. Se hai un po’ di pazienza, raggiungerai una calma profonda; ecco che si
apre la porta, stai passando sull’altra sponda, hai raggiunto il silenzio.

Continua con questo esercizio finché ne trai beneficio e poi torna lentamente alla condizione normale.
Non esagerare con il tempo, dieci minuti possono essere sufficienti. Protrarre il controllo per tempi
troppo lunghi, può fare affiorare ricordi dimenticati, emozioni antiche dalle tinte troppo forti. È la
consapevolezza che si sta purificando. Se appare un’emozione lasciala emergere e accettala, ma poi
abbandonala. Non sei i tuoi pensieri e nemmeno le tue emozioni; tu sei colui che osserva, l’osservatore
silenzioso.

Dentro di noi, nella parte più profonda del nostro cuore, esiste un cielo più
grande, azzurro e sereno di quello che si trova sopra di noi. I due cieli sembrano
diversi, separati tra loro, ma in realtà sono una sola grande immensità senza
limiti. Comprende tutto quello che c’è e quello che non c’è. Questo cielo infinito e
senza confini, parte dentro di noi e parte fuori, racchiude il mondo materiale e
quello spirituale, il corpo e l’anima. E noi siamo la porta, siamo la soglia che
separa i due universi ma che, nello stesso tempo, li unisce. L’avete mai pensato? È
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una cosa meravigliosa! Non siamo il corpo in cui viviamo o la mente nella quale ci
identifichiamo; siamo qualcosa di più, molto di più: la via del Cielo.

Siamo la porta che collega la materia allo spirito, la soglia che unisce ciò che è
momentaneo e mutevole con quello che è eterno e immutabile. Avete capito
bene? Siamo la via che conduce al paradiso. E quando ne saremo convinti,
completamente convinti, potremo compiere un viaggio meraviglioso. Non una
semplice escursione in Africa o sul Tibet ma il più grande, avventuroso e
magnifico viaggio che poche persone hanno compiuto. Potremo raggiungere il
luogo dove il dolore e la noia sono stati banditi o meglio dove non possono
esistere. In quei lidi lontani e tuttavia a noi vicini, potremo scoprire la nostra vera
natura. Si! Potremo finalmente incontrare noi stessi e portare alla luce l’altra
parte di noi, ciò che abbiamo sempre cercato e non siamo mai riusciti a trovare.

Durante questi esercizi sul controllo del respiro, possiamo imbatterci in alcune
difficoltà. L’ostacolo maggiore sarà quello ci cercare di intervenire
volontariamente, di volere respirare in un certo modo. L’ansia ci porterà a fare
qualcosa per calmare la respirazione ad ogni costo. Evitiamo ogni forzatura, non
dobbiamo influire su quello che sta avvenendo ma solo osservare in silenzio.
Lasciamoci respirare, permettiamo al respiro di controllare se stesso. Dobbiamo
solo consentire all’aria di uscire e, quando i polmoni sono vuoti, permetterle di
entrare. Questo è tutto.

Esercizio 3b: un’osservazione più attenta


Il respiro è strettamente legato alla vita e, assieme al battito cardiaco, è un indice infallibile del nostro
benessere. Se impari a calmare il respiro sarai capace di padroneggiare meglio le tue emozioni.

1) Anche in questo caso, inizia con l’osservare la tua parte corporea. Diventare consapevole del
corpo ti aiuta ad iniziare l’esercizio in modo ottimale.

2) Dopo avere raggiunto un certo grado di calma, sposta la tua consapevolezza sul respiro.

3) Senti l’aria che entra ed esce dalle narici, percepisci quale parte viene coinvolta dal flusso
dell’aria. Quale zona tocca l’aria quando esce e quale invece quando entra. Vi è differenza?

4) Senti il freddo dell’aria quando inspiri e il suo calore quando espiri. Aumenta l’osservazione del
respiro. Vi è una differenza nella quantità d’aria che passa da una narice piuttosto che
dall’altra?

5) Se per un attimo perdi il controllo, torna con calma alla tua osservazione. Non si tratta di una
gara a chi sta più tempo concentrato, e non si tratta nemmeno di concentrazione. Devi solo
proseguire nella tua osservazione.

6) L’energia comincia a scorrere dentro di te e diventi consapevole del corpo come qualcosa senza
limiti o confini. Tutto quello che entra nel tuo campo di osservazione è parte di te. Suoni,
vibrazioni, l’aria; nulla è separato dalla tua consapevolezza. La porta si è aperta, ora stai
meditando.

7) Puoi accontentarti di questa pace e della gioia che esce dal tuo cuore, oppure proseguire
nell’osservazione del respiro, se sei ancora in grado di farlo. In quest’ultimo caso, potrai
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raggiungere nuove profondità, nuove sensazioni; il silenzio non può essere esplorato
completamente, c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire.

Se vuoi raggiungere una completa distensione e calmare la mente, questo è uno degli esercizi più
adatti. Devi sempre ricordare che pace e gioia dentro richiamano pace e gioia fuori. Se praticherai
con continuità queste meditazioni stabilirai un contatto profondo con la forza dell’universo e otterrai
la capacità di influire positivamente sulla tua vita.

Il respiro è il nostro più grande alleato. Osservare l’aria mentre entra ed esce dal
naso è il più potente mezzo a nostra disposizione per portare la consapevolezza
nel presente. Il respiro permette altresì di purificare il corpo e di fornirgli nuova
energia. Aria nuova entra nei polmoni e quella viziata esce, ecco che il corpo si
rafforza. L’energia che si assume con la respirazione può essere inviata in
qualunque parte dell’organismo, specialmente dove è necessaria una più rapida
guarigione. Dove va il pensiero, là si trasferisce l’energia guaritrice; è tutto molto
semplice. Praticando l’osservazione del respiro, diventiamo più forti, più
consapevoli di noi e degli altri. Questa nuova consapevolezza è capace di
proteggerci anche materialmente: si potenziano gli anticorpi, la salute migliora ed
è meno facile ammalarsi.

Osservando il cielo in una notte stellata avvertiamo una grande emozione; è


certamente la visione più strabiliante cui un uomo possa assistere. Vi sarete
stupiti anche voi di fronte alla vastità dell’universo. Il solo sedersi in silenzio ad
ammirare le miriadi di stelle che brillano nel firmamento dona pace e serenità al
cuore. L’abisso senza fine che si apre davanti ai nostri occhi racconta l’immensità
da cui proviene la vita. La prossima volta che avrete la fortuna di trovarvi davanti
a tale spettacolo, osservatelo attentamente. Ovunque siate, vi sembrerà d’essere
al centro esatto della volta celeste; anzi, è proprio così. Ogni uomo e donna di
questa terra si trova al centro dell’universo. Rammentiamolo quando ci sentiamo
soli, quando il mantello della tristezza ci avvolge con la sua ombra. Siamo il
centro del creato e tutto esiste per noi; non è meraviglioso?

La realtà è un riflesso della nostra anima. L’infinito scintillio delle stelle, sul nero
velluto della notte, è il cielo del nostro cuore. L’intero mondo che ci circonda è
l’immagine della nostra consapevolezza. Non esiste separazione tra noi e quello
che vediamo, tra noi e ciò che tocchiamo o che udiamo; dobbiamo solo esserne
consapevoli. Lo spazio dentro di noi è vasto quanto ciò che ammiriamo fuori di
noi. Siamo un mare senza spiaggia, un abisso senza fondo, una fiamma che arde
eternamente; siamo la risposta a tutte le domande.

Esercizio 3c: respira la luce


Per caricare maggiormente d’energia l’organismo, puoi immaginare che, insieme all’aria, entri luce
nei tuoi polmoni. Ad ogni ispirazione entrano luce ed energia fino a che il corpo ne sia talmente
ricolmo da diventare esso stesso una sorgente luminosa. Non è difficile: ispira energia e luce ed espira
tutte le tensioni e ogni altra negatività. Entra la luce ed esce ogni preoccupazione.

1) Assumi una posizione comoda mantenendo, se possibile, la schiena diritta, poi dedica alcuni
minuti per diventare consapevole del corpo.
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2) Ora sposta l’attenzione sul respiro osservando l’aria che entra e che esce dalle narici. Non
cercare di controllare il ritmo e i tempi del respiro ma lascia che si stabiliscano da soli.

3) Inspira luce ed espira le tue paure. Insieme all’aria entra nuova energia e con l’espiro escono
le impurità. Continua così fino a sentirti ricolmo di pace.

4) Osservando con attenzione il ritmo del respiro, ti accorgi che diventa sempre più calmo e
profondo. Continua l’osservazione senza cercare di intervenire: entra luce ed esce la
negatività. Ora sei calmo e sereno.

5) Se perdi per un attimo il controllo o qualche pensiero sorge improvviso, non preoccuparti;
quando te n’accorgi ritorna alla tua osservazione.

6) Talvolta il respiro si ferma per qualche istante, non c’è nulla di strano; in quelle pause si trova
la porta, lascia che tutto avvenga spontaneamente.

7) Sei colmo di luce ed energia, così luminoso da irradiare tutto l’ambiente che ti circonda.
Rimani con gli occhi chiusi per un po’ di tempo, poi riaprili e torna con calma alla normalità.

Può accadere che il cuore voglia comunicarti qualche emozione o sensazione, forse cominci a provare
amore verso tutto ciò che ti circonda. È un buon segno; significa che sei entrato in contatto con la
“sorgente”. Sei diventato un ponte che unisce il mondo materiale con l’eterno, con ciò che sta al di là
d’ogni immaginazione. Nel momento in cui appare l’amore vuol dire che sei sulla buona strada, anzi,
stai ottenendo dei grandi risultati per te e per quanti ti sono vicini. Se durante l’esercizio ti capita di
osservare delle pause tra un respiro e l’altro, significa che sei scivolato dall’altra parte. Per un attimo
sei passato all’altra sponda. Ripeti questo esercizio ogni giorno e ne trarrai grandi benefici.

In ogni istante della nostra vita, la mente produce un ininterrotto flusso di


pensieri formati da desideri, ricordi, paure e aspettative. Ognuno di questi
prodotti della mente determina un’onda che s’irradia da noi come la luce esce da
una lampada. E quest’onda di consapevolezza si espande tutt’intorno producendo
una serie infinita d’impercettibili effetti sul mondo che ci circonda. Lo stato
mentale attraversa il nostro corpo e lo rigenera istante dopo istante; si espande
fuori di noi investendo cose e persone. Tutto viene influenzato dalla nostra
presenza.

Se potessimo controllare efficacemente questa sorgente di energia, potremmo


determinare il futuro in ogni suo particolare. Ogni momento ci dona la possibilità
di cambiare la forma del mondo. È una cosa a dir poco stupenda. Ciascuno di noi
detiene un enorme potere anche se spesso non ne è consapevole. Avete osservato
i fatti e gli avvenimenti che vi accadono? Sono sempre in sintonia con la vostra
consapevolezza. Se la mente è confusa e in balia di emozioni negative, se la paura
e i sensi di colpa vi opprimono, sperimenterete solo disagio e frustrazione.
Imparate ad osservarvi, diventate consapevoli della sottile e pur tenace relazione
che vi lega alla realtà, e vedrete che tutto questo è vero. Quando la mente è calma
e tranquilla, se vi sentite in armonia con la natura e il prossimo, allora appare la
felicità. È come un mondo magico che vi circonda in ogni istante ma che potete
vedere e toccare solo quando siete in pace. Osservate la vostra mente, calmatela, e
avrete il potere.

Il respiro è uno specchio fedele dei nostri pensieri. Quando siamo in collera, la
respirazione assume un ritmo diverso da quando ci troviamo tranquillamente
seduti sulla nostra poltrona. Ogni volta che l’ansia prende il controllo della
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mente, il ritmo del respiro si adegua alla nuova situazione e diventa più caotico.
Se osserviamo in silenzio l’aria che entra e che esce dalle narici, il respiro si
trasforma rapidamente in un fluire lento e cadenzato; ma è vero anche il
contrario: quando cambia il respiro, si modifica lo stato della mente. È una
corrispondenza biunivoca che rimane valida anche quando la respirazione si
interrompe per qualche istante. E se il respiro si ferma anche la mente s’arresta.
Non possiamo sbagliarci.

Esercizio 3d: maggiore consapevolezza


È giunto il momento di fare un passo più in là. Puoi raggiungere lo stato di non-mente in modo
diverso. Si tratta sempre di osservare il respiro, ma allargando la consapevolezza ad altri punti del
corpo quali la gola, l’interno dei polmoni e l’addome. In questo modo è possibile raggiungere un
silenzio mentale ancora più profondo.

1) Mettiti comodo e diventa consapevole del corpo. La posizione migliore è quella supina ma
può andare bene anche la posizione seduta con la schiena dritta.

2) Comincia osservando il respiro che entra ed esce dalle narici, limitandoti a sentire il contatto
dell’aria nel naso. Mantieni l’attenzione per alcuni minuti fino ad ottenere un certo
rallentamento nel ritmo della respirazione.

3) L’aria entra, attraversa le narici e ti respira. Segui il suo movimento: entra nella gola e poi
nei polmoni. Continua a seguirla nel suo movimento: narici, gola, polmoni. Ora si ferma da
qualche parte all’altezza dell’addome. Osserva questo breve intervallo prima che l’aria
riprenda la strada in senso inverso.

4) Continua a seguire l’aria nel suo movimento e osserva la pausa che nasce tra l’inspirazione e
l’espirazione. Qui il respiro si ferma per poi riprendere il suo ritmo. Diventa consapevole di
questo intervallo poiché attraverso di esso entri in contatto col silenzio più profondo.

5) Se continui l’osservazione puoi notare una seconda pausa che appare nel momento in cui
finisce l’espirazione e prima che cominci l’ispirazione. Continua ad osservare: inspiri, pausa,
espiri, pausa e… così via.

6) Ricorda che le due sospensioni devono nascere da sole, non devi intervenire con la tua
volontà. Lascia che tutto accada spontaneamente. Se all’inizio non ci riesci non preoccuparti,
sarà per la prossima volta.

7) Nel momento in cui il respiro si ferma cessa anche l’attività della mente. In queste pause la
mente si arresta, e tu sei presente, sei consapevole, sei diventato il testimone. La mente si è
fermata ma tu ci sei ancora.

8) Non contemplare questa condizione ma prosegui nella tua osservazione. Ora t’accorgi che le
pause diventano sempre più ampie, la porta della consapevolezza si apre sempre più.

9) Continua l’osservazione fino a che ti è possibile: più grande è la pausa e più ampia la porta
della comprensione. Non puoi sbagliarti: calma dentro e pace fuori; l’ignoto sta arrivando.

Non puoi cercare l’illuminazione, puoi solo creare le condizioni affinché la meditazione avvenga. Lo
stato di non-mente non si può ottenere con uno sforzo, devi solo lasciarti trovare.

Nel nostro cuore brilla una luce misteriosa e bellissima; un amore infinito
illumina la nostra vita. È una sensazione, un’emozione che nasce da noi e si
muove in noi; dobbiamo solo lasciarla emergere dalle infinite profondità del
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nostro essere. L’amore è la nostra condizione naturale. Non ha importanza se il
nostro sentimento è ricambiato, se gli altri ci amano. Conta solo la felicità che
proviamo nell’irradiare luce intorno a noi. Cerchiamo di mantenere acceso questo
fuoco divino, è la cosa più bella del mondo. Se lo lasceremo spegnere, l’universo
non sarà più lo stesso e il suo splendore diminuirà.

L’amore non può ricevere ma solamente donare. Se il cuore è colmo d’amore non
siamo in grado di ricevere nulla, possiamo solo dare. L'Amore non vuole
possedere niente e nessuno poiché gli basta essere quello che è: pace, serenità,
gioia senza pari. Ma l'Amore non vuole nemmeno essere posseduto; nessuno può
possedere l'Amore. Se lo tratteniamo per noi lo perderemo. L'Amore è desiderio
d’unione con gli altri, con la natura e con il creato. L'Amore non fa distinzione fra
parenti e sconosciuti, fra amici e nemici, tra uomini e donne. E quando l'amore
incontra la divinità si ha la beatitudine: il paradiso su questa terra.

Come tutte le emozioni, l’amore esiste solo in questo momento, nell’istante


presente. Non si può amare domani o ieri oppure più tardi. Questa è la
caratteristica dell’amore: esiste qui e adesso. Solo noi possiamo amare! Non
possiamo incaricare un altro che ami al nostro posto, è una cosa che possiamo
fare solo personalmente. L’amore non è una merce, non può essere comprato o
trovato, oppure regalato o scambiato. L’amore non si trova fuori di noi, ma
dentro il nostro cuore. Abbiate fiducia nella vita poiché la porta dell’amore è
sempre aperta.
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Troppe parole
sono state dette
troppe volte
l'amore è stato cantato
troppe banalità
sono state scritte.
Io non dirò niente.
Solo col silenzio
parlerò d'amore.

4) La quarta porta: non verbalizzare


La parola “capelli” non è la realtà che vuole rappresentare ma solo un indicatore,
un cartello stradale che è compreso solo da chi conosce la lingua nella quale
questo concetto viene scritto. Per sapere cosa siano i capelli è necessario
“sperimentarli”, porsi in relazione fisica con essi attraverso i sensi. Se li osservo, li
annuso, li tocco, percepisco le sensazioni che nascono da questo contatto sulle
mie dita, comincio a rendermi conto di cosa siano. Quante sensazioni, quante
emozioni nascono in questo momento. Quando tocco i capelli del mio amato o
della mia amata, posso anche annusarli, immergere il viso nella fragranza vivente
che viene indicata col nome di “capelli”. Questo significa conoscere in prima
persona una cosa.

Non è possibile “verbalizzare” queste esperienze, questi eventi o fenomeni


esistenziali. Nemmeno un poeta sarebbe capace di trasmetterci, attraverso il
linguaggio, una sua esperienza. Potrebbe solo indicarcene alcuni aspetti, suscitare
in noi il ricordo di qualcosa di simile che abbiamo vissuto. Se non può esprimere
esattamente le sue esperienze un poeta, non possiamo nemmeno noi. Ogni volta
che verbalizziamo, ossia traduciamo in parole o in pensieri un’esperienza di vita,
limitiamo grandemente il significato profondo di quanto ci è accaduto.
Riduciamo ciò che abbiamo sperimentato in simboli, trasformiamo la vita in una
sua immagine opaca e distorta.

La vita non è fatta di parole, è un flusso ininterrotto di eventi, il succedersi


continuo di esperienze. Se verbalizziamo tutto quello che cade nel campo d’azione
dei nostri sensi, non viviamo più, o meglio, sogniamo di vivere. Crediamo di
essere svegli e invece siamo addormentati. Non è forse meglio vivere di più,
sperimentare a fondo gli eventi che ci accadono, e verbalizzare di meno? Vale la
pena d’essere consapevoli di quanto ci accade piuttosto che tradurre
continuamente in parole le nostre esperienze.

Chi può descrivere due mani che si toccano? È possibile comprendere veramente
cosa provano due amanti quando si guardano, si sfiorano dolcemente,
s’accarezzano e si abbracciano per la prima volta? Esiste una sola strada per
conoscere queste emozioni: sperimentarle direttamente. Le cose che contano
veramente nella vita devono essere “vissute” in prima persona. Non potremo mai
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trasmettere verbalmente quello che abbiamo sperimentato. Ecco perché le parole
servono poco e solo quando dobbiamo comunicare con gli altri. Il linguaggio è
stato creato perché sia possibile trasmettere un’informazione tra due o più
persone, ma questa comunicazione può avvenire in modo semplice e limitato.

Quando siamo soli le parole non servono più; nel momento in cui non siamo in
relazione con qualcuno, diventano assolutamente inutili. Perché allora
continuiamo a verbalizzare, a trasformare in parole mentali quello che cade sotto
i nostri sensi? Perché la nostra mente continua a creare serie interminabili di
concetti verbali anche quando siamo soli? Ci rendiamo conto della stupidità della
cosa, del danno che crea dentro di noi? La maggior parte dei nostri pensieri è
inutile se non dannosa. La mente crea un mondo fittizio, un’illusione continua
che scambiamo per realtà. Ecco perché non siamo mai contenti, crediamo di
vivere e invece siamo addormentati. Il continuo trasformare cose ed avvenimenti
in parole è l’ostacolo maggiore che ci separa dalla vita. Dobbiamo imparare a
fermare il processo mentale o meglio, utilizzarlo solo quando stiamo
comunicando con qualcuno. Siamo talmente abituati a verbalizzare che non ce ne
rendiamo nemmeno conto, riduciamo gli eventi in parole in modo automatico. La
trasformazione della realtà di cui siamo consapevoli in simboli avviene a nostra
insaputa.

Perché i poeti cercano la natura per ispirarsi? Perché l’uomo si stupisce davanti al
tramonto o ammirando un panorama dall’alto di un colle? Forse in quei
momenti, in quei luoghi, c’è qualcosa che diventa più visibile, una presenza che si
rende maggiormente manifesta. Cosa vede l’artista nel placido scorrere di un
fiume o nella rapida corsa di un torrente? Forse dentro i boschi o sul bordo dei
prati è più facile sentire la presenza discreta del dio della Vita. E così arriva
l’ispirazione, le emozioni emergono e nuove idee prendono forma; è la natura che
si manifesta e svela il suo splendido volto.

Quando l’ansia guida la nostra vita e la tristezza rende monotono il cammino,


quando vogliamo trovare una risposta rassicurante ai dubbi e alle paure,
guardiamo il cielo infinito. Non è necessario andare lontano, non serve
raggiungere paesi esotici e sconosciuti, basta osservare il mondo che ci circonda
con gli occhi dell’innocenza. Allora lo stupore per la vita, la gioia di sentirci vivi,
giungerà fino a noi. E quando scopriremo che quello che vediamo fuori di noi è
solamente il riflesso di quanto già si trova nel nostro cuore, incontreremo la pace.

Guardiamo le rondini in volo, diventiamo noi stessi una rondine, e viviamo


l’emozione delle loro acrobazie nell’aria limpida del mattino. Trasformiamoci
nell’impeto del fiume, diventiamo il filo d’erba che spunta tenace tra i sassi della
strada, o quel fiore che apre i suoi fragili petali al nuovo giorno. Oggi può essere il
primo giorno della nostra vita, l’alba di una nuova nascita. Noi siamo negli alberi,
nella terra; siamo il cielo, le nuvole, l’aria che respiriamo; noi siamo la vita. Le
nostre radici sono aggrappate al seno della terra e i nostri rami si protendono
verso le stelle. Accettiamo finalmente d’essere vivi, e viviamo!
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Esercizio 4a: ascolta il dialogo interiore


Diventare consapevole di ciò che avviene dentro e fuori di te è il più potente strumento a tua
disposizione per entrare nel presente. E quando sei presente acquisti la capacità di influire
positivamente su tutto ciò che ti circonda.

1) Ogni volta che te ne ricordi osserva cosa avviene nella tua mente, ascolta il tuo continuo
verbalizzare: ogni cosa che vedi, ogni fatto tu lo trasformi in parole. Lascia che le cose
accadano senza che la mente intervenga interpretandole, catalogandole o giudicandole.

2) Sii consapevole di quanto avviene intorno a te senza per questo verbalizzare continuamente.
Non è difficile, devi solamente imparare a farlo. Fa in modo che il processo verbale avvenga
solo quando tu lo vuoi e si fermi a un tuo comando.

3) Esci dal mondo delle astrazioni e comincia a vivere. La vita non è fatta di parole ma di
esperienze. Trova il tempo per assaporare le infinite e misteriose correnti della vita. Fermati
ad ascoltare il soffio vitale che t’attraversa e ti rinnova ad ogni istante. Vedrai che sarà una
esperienza bellissima.

La prossima volta che ti capita di ammirare l’incredibile spettacolo di un tramonto, osserva quanto
succede nella tua mente. Vedi il sole scendere lentamente sull’orizzonte e subito verbalizzi la
sensazione che provi. Non vi è intervallo tra il vedere la bellezza dei colori nel cielo e la sua
trasformazione in parole. Non riesci a distinguere lo spazio piccolissimo che esiste tra i due fatti,
trasformi ogni esperienza in parole troppo rapidamente. E sono queste parole che ti separano dalla
realtà, devi rendertene conto. È così che si comincia.

Essere consapevoli di quanto ci accade significa vivere senza il filtro della mente.
Nel momento in cui osserviamo questa tendenza automatica a trasformare tutto
in parole, la mente rallenta, si apre uno spazio vuoto. Non è difficile; più siamo
consapevoli di quanto accade dentro di noi e più libertà acquistiamo. Questo non
vuol dire che non dobbiamo pensare o che dobbiamo vivere senza usare il
linguaggio. Si tratta solamente di farne un uso appropriato. Quando è necessario
programmare le cose da fare domani oppure ricordarci ciò che abbiamo fatto ieri,
è giusto verbalizzare; il linguaggio è nato per questo. Quando dobbiamo
comunicare con qualcuno oppure leggere un giornale o guardare la televisione, il
linguaggio è certamente necessario. Dobbiamo solo imparare ad arrestare questo
processo non appena diventa inutile.

Se il fiume dei pensieri continua inarrestabile senza che noi sappiamo come
fermarlo, significa essere schiavi della mente. Non siamo noi a comandare ma è
l’entità pensante ad avere il controllo della nostra vita. La mente è uno strumento
che la natura ci ha dato per servirci e l’abbiamo trasformato nel nostro carceriere.
Non siamo la nostra mente, siamo qualcosa di più, di molto più grande. La nostra
realtà è così vasta che la mente, pur con tutte le sue facoltà, non può
comprendere. La vita è al di là del linguaggio, la vita è un mistero da vivere, una
bellezza da contemplare direttamente.

Quando siamo soli, quando non è necessario parlare con qualcuno, dobbiamo
arrestare il processo verbale. Vi sono dei momenti, durante la giornata, in cui
possiamo uscire alla mente e cominciare a vivere. L’esistenza è un gioco, una
gioia senza contrari, una continua sorpresa. La vita è nuova in ogni istante e le
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parole sono vecchie, la vita è infinita e il linguaggio è limitato. Perché ci ostiniamo
a vivere di piccole cose quando possiamo avere tutto? Se viviamo attraverso le
parole, se la nostra esistenza diventa una serie ininterrotta di immagini verbali e
vani ricordi, allora non stiamo vivendo ma sognando di vivere.

Esercizio 4b: contemplazione


Tutto quello che cade sotto la tua attenzione si potenzia e diventa sempre più grande. Ecco perché è
opportuno contemplare la bellezza sotto qualsiasi forma si presenti. Se diventi consapevole
dell’incanto, dello splendore e dell’armonia nascosti in ogni cosa, aumenti la bellezza del mondo e
anche la tua.

1) Cerca un posto molto bello: un giardino fiorito, le sponde di un torrente o di un fiume, un bel
panorama, un bosco fitto o una spiaggia deserta; ci sono molti luoghi in grado di risvegliare
la tua luce interiore. Se abiti in città, può essere sufficiente una bella piazza o una strada
caratteristica; anche il cielo può diventare l’oggetto della tua contemplazione.

2) Proponiti di osservarne la bellezza senza trasformare le tue sensazioni in parole. Non devi
verbalizzare. Sii testimone di ciò che vedi senza esprimere giudizi di alcun genere.

3) Lascia che la bellezza entri in te, diventa parte di ciò che vedi. Lascia che vi siano dei momenti
senza parole, non sono necessarie.

4) Qualche pensiero apparirà ugualmente poiché la forza della mente è grande; non
preoccuparti per questo. Quando t’accorgi che la mente si sta ponendo tra te e ciò che stai
osservando, ritorna alla contemplazione della bellezza nella quale sei immerso.

5) Osserva lo spazio vuoto nel quale tutte le cose esistono, guarda quella vastità, entra nel suo
mistero e diventa parte di essa. Esplora la pausa che appare tra i rumori e le voci che ti
raggiungono. Diventa consapevole del silenzio dal quale nascono tutti i suoni.

6) Nel momento in cui la mente si ferma, quando le parole non si frappongono tra te e
l’esistenza, entri in contatto con la vita. Ora non stai più sognando. La barriera che ti
divideva dal mondo è caduta. Sei davanti all’ignoto, allo sconosciuto, al mistero nel quale vivi.

7) Rimani in questa condizione d’unione con il mondo per quanto ti è possibile. Ora che il tuo ego
non esiste più ti trovi davanti alla verità, sei realmente vivo.

Puoi praticare la non-verbalizzazione in qualunque momento della giornata, non è necessario andare
in montagna o raggiungere l’Africa per contemplare la bellezza. Anche al mercato, nel mezzo di una
piazza o ai giardini pubblici puoi trovare il silenzio della mente. Non dimenticare che puoi incontrare
la bellezza anche negli occhi di una donna o di un uomo. Quanti misteri si nascondono dietro uno
sguardo, basta mettersi in ascolto. Non puoi ottenere pace e gioia cercandole, devi solo lasciarti
trovare. Se ti metti in attesa, la meditazione ti raggiungerà come l’ombra improvvisa di una nube
d’estate. Tu puoi solo preparare la strada e, quando è il momento, l’inaspettato verrà.

Quando la vita non si svolge secondo i nostri desideri, rivolgiamo al cielo le nostre
suppliche. Preghiamo quando il bisogno bussa alla nostra porta e, in questo
modo, la preghiera diventa una semplice richiesta, una domanda d’intercessione
in nostro favore. E se usiamo la preghiera solo per chiedere, la trasformiamo in
una cosa inutile e priva di significato. Essa non può essere una semplice richiesta
di aiuto, un’invocazione alla protezione divina, ma un’immersione nel profondo
di noi stessi, nelle nostre profondità interiori. Se è giusto pregare quando la
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tristezza ci avvolge e la nostra anima è amareggiata, la vera espressione del
dialogo col divino si ha quando la gioia brilla nei nostri occhi.

Possiamo pregare quando siamo tristi e stemperare così il dolore dissolvendolo


nella totalità della natura che ci circonda. In questo modo non aumentiamo
certamente la gioia del mondo, ma possiamo trovare consolazione e refrigerio per
il corpo e lo spirito. Certamente gli effetti saranno diversi se impareremo a
pregare anche quando siamo contenti. Se lo faremo, troveremo grande conforto
nel dividere la nostra gioia col mondo. Questo dovrebbe diventare la preghiera:
una felice immersione nel mistero della vita, un’espansione del cuore oltre i limiti
del mondo materiale. La nostra identità personale potrà così sciogliersi
nell’oceano dell’esistenza fino ad incontrare l’Anima del mondo. In quel momento
magico, quando ci troveremo uniti nella realtà dello Spirito, sarà possibile
comunicare con tutti gli esseri che in quel momento stanno pregando.

La preghiera diventerà così un momento di grande conforto e fonte di gioia senza


limiti. Questo è l’unico modo che abbiamo per entrare in comunione con
l’umanità intera, con i nostri cari e con tutti quelli che sono in sintonia con le
nostre vibrazioni. E se proprio vogliamo chiedere qualcosa a Dio, lasciamoci
guidare dal cuore e non dalla mente. Che le nostre suppliche siano portate in alto
dall’amore e non dall’egoismo, perché solo così saranno esaudite. Quando si
prega non è necessario parlare, perché le parole sono troppo limitate per
comunicare col Signore. Basterà abbandonarsi all’infinita energia che ha creato
questo universo per trovare la pace. Il Signore conosce i nostri bisogni prima
ancora che nascano nel nostro cuore e il suo unico desiderio è di renderci felici.
Quando i nostri sogni non si avverano significa che non siamo in contatto con la
divinità, che il mondo delle cose materiali ha sostituito quello dello spirito nei
nostri cuori. Affidiamoci alla forza infinita nascosta dentro di noi perché solo in
essa troveremo la felicità.

Esercizio 4c: rimani in silenzio


Ogni giorno, trova il tempo per restare in silenzio con te stesso. Il silenzio crea spazio dentro di te,
crea le condizioni per ricevere ciò che la Vita vuole donarti.

1. Cerca dei momenti di silenzio nei quali ti astieni dal parlare e da tutte quelle attività che
richiedono una continua verbalizzazione: parlare, ascoltare la radio, guardare la televisione
o leggere.

2. Mentre sei in silenzio, approfittane per ascoltarti vivere, diventa consapevole della vita che
scorre in te e fuori di te. Se non crei silenzio nel tuo cuore, sarà difficile calmare la mente.

3. Non iniziare la giornata ascoltando il notiziario televisivo o leggendo l’interminabile elenco di


disgrazie dei giornali; avrai tempo di farlo più tardi. Il mattino è un momento magico, pieno
di fascino e mistero; non inquinarlo con la solita valanga di negatività che la civiltà moderna
ti propina.

4. Restare periodicamente in silenzio ti abitua alla calma, alla profondità; ti permette di


ascoltare la voce del cuore. Ti accorgerai rapidamente che il silenzio è il tuo più grande
alleato e la fonte di ogni cosa.
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5. Ogni volta che ti accorgi che stai verbalizzando, che trasformi in parole ciò che osservi,
fermati un attimo. Ascolta la forza della vita che scorre nel tuo corpo, la presenza del respiro e
i rumori che ti raggiungono; non c’è bisogno di usare le parole.

Praticando il silenzio puoi osservare meglio la mente, puoi registrare ogni sua attività. Se appare un
pensiero, non cercare di eliminarlo, lascialo libero di esistere ma non seguirlo. Quando emerge
qualche dubbio o la paura s’affaccia alla tua presenza, osserva semplicemente queste emozioni e poi
lasciale libere. Evita di giudicare o di emettere condanne ma, se accade, non farne un dramma;
ricorda che non esistono peccatori poiché tutti si comportano in base alla loro consapevolezza.
Perdona te stesso e il prossimo e lascia che le cose siano così come sono.

Nelle profondità più remote del nostro cuore esiste un luogo dove dimora
l’anima, lo spirito. Alla periferia si trova l’ego, la maschera che abbiamo assunto
per vivere nella società ma al centro siamo pura consapevolezza, siamo
l’esistenza, la vita. Dentro di noi abita un essere meraviglioso ma, per conoscerlo,
dobbiamo attraversare gli strati più esterni per raggiungere il silenzio. E questo
viaggio ci costerà fatica perché ci costringerà ad incontrare tutte le negatività che
si sono depositate nella mente durante l’intera esistenza.

Solo quando avremo affrontato e superato tutte le paure raggiungeremo il centro.


Se avremo pazienza, se persisteremo nella ricerca, se avremo fiducia nella vita,
alla fine troveremo il tesoro: la nostra natura divina. In superficie siamo il mondo
e al centro siamo Dio; questa è la nostra identità, chi siamo veramente.
All’esterno apparteniamo al mondo ma al centro siamo l’Essere, l’intelligenza che
pervade ogni atomo dell’universo, la vita stessa. Alla superficie siamo la mente e
al centro siamo la divinità. Dobbiamo solo lasciarla emergere. Incontreremo
allora la bellezza che non ha contrari, l’innocenza, la gioia e il potere di influire
sulla realtà. Basterà raggiungere il centro per cambiare il mondo che ci circonda.
Vale proprio la pena di tentare.
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Un tavolino
due tazze di caffè
e noi seduti
nella luce
dei nostri occhi.

5) La quinta porta: entrare nel presente


Siamo presenti a quanto ci accade? Siamo consapevoli d’essere vivi, dello stato
del nostro corpo, del respiro? Oppure la vita ci sfugge continuamente dalle mani
senza che ce ne rendiamo conto? Anche in questo momento la nostra
consapevolezza non è del tutto presente. Siamo perennemente sommersi da un
caotico flusso di pensieri che formano una cortina tra noi e la realtà. Spesso non
siamo nemmeno consapevoli di quello che stiamo facendo. La mente ritorna
senza sosta su quanto è accaduto in mattinata o cerca di prevedere quanto ci
aspetta il pomeriggio. Mangiamo e non gustiamo il cibo, passeggiamo e non
vediamo il mondo che ci circonda: l'aria, la luce del sole, il cielo, gli alberi e la
gente che passa. Talvolta ci arrabbiamo senza nemmeno sapere il perché. Ecco
perché non siamo mai felici e la malinconia ci segue come un'ombra: non siamo
presenti a quello che facciamo.

Non è facile vivere nel momento presente poiché siamo schiavi del turbine di
pensieri che si rincorrono nella mente. Ecco perché non riusciamo a cambiare in
meglio la nostra esistenza. Ci sforziamo di farlo ma non ce la facciamo, e tutto si
ripete nel medesimo modo. Abbiamo dimenticato come si fa. Ma basta entrare in
questo momento, che è unico e irripetibile, per ottenere il potere di cambiare la
nostra vita. Il segreto per vivere meglio è molto semplice: avere una mente calma
e tranquilla. E quando la mente è calma, quando la nostra attenzione è rivolta a
quello che stiamo facendo, allora tutto trasmuta. In questo istante è nascosto un
enorme potere, solo adesso possiamo determinare il nostro destino. Non è
necessario alcuno sforzo e non c'è niente che dobbiamo fare. Basta solamente
essere quello che siamo, e tutto cambierà.

In questo momento, solo in questo momento, possiamo essere felici. Lo sapevate?


Quando siamo tristi, lo siamo ora e non domani o ieri, oppure tra un’ora. Il
domani non esiste, se non nei nostri pensieri. Il futuro deve ancora essere creato,
è solo una possibilità o una probabilità. E ieri non esiste più, se n’è andato per
sempre. Solo adesso le cose sono reali, in questo istante. Solo qui e ora possiamo
emozionarci, provare dolore o immergerci nella gioia. In questo momento
possiamo amare! Come possiamo affermare che ameremo domani? Si può
ipotecare una cosa che non è ancora giunta? Possiamo farlo solo in questo istante.

Guardate il cielo limpido e azzurro e osservate i Suoi occhi; è così che succede in
questo momento. Sentite il tepore dei raggi del sole e vi sembra di accarezzare la
Sua pelle e la leggera brezza che vi ristora diventa il tocco divino delle Sue mani.
Quando siete in questo istante non riuscite a distinguere il vostro corpo dagli
oggetti che vi circondano. Siete l’acqua della fontana, i fiori sui balconi, la gente
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che passeggia. E, se rimanete in silenzio, potrete udire il battito del cuore della
Terra, il respiro della vita che attraversa la realtà come un’onda senza fine.

È bello vivere qui, in questo momento, a contatto con l’energia che lega tutti gli
esseri viventi in un unico abbraccio; nell’amore che unisce i cuori degli uomini e
delle donne del pianeta in un immenso cuore collettivo. Venite qui, in
quest’istante. Solo così potremo incontrarci, fonderci, diventare una sola cosa ed
essere felici. Non aspettate domani, perché si vive solo adesso. La felicità esiste
solo nel momento presente, in questo istante nel quale la vita assume il suo vero
significato. La mente si trova sempre nel passato o nel futuro, in un tempo che
semplicemente non esiste. Quando ci troviamo immersi nel passato o intenti a
prefigurare ciò che ci porterà il domani, non viviamo ma sogniamo di vivere.

Entrare nel presente ci allontana dalla mente e ci avvicina alla verità; questa è la
sola cosa da imparare. Si può creare un intervallo nel flusso apparentemente
inarrestabile dei pensieri rivolgendo l’attenzione a quello che stiamo facendo.
Non è difficile, basta essere consapevoli delle nostre azioni quotidiane. Possiamo
utilizzare questo metodo durante le normali attività della giornata. Se
dedicheremo la massima attenzione a quello che facciamo, la nostra
consapevolezza si rafforzerà enormemente. D'altronde, se non riusciamo ad
essere presenti quando camminiamo per strada o quando mangiamo o siamo
seduti in metropolitana, come faremo nei momenti in cui dovremo affrontare una
situazione critica? Ecco perché è necessario fare pratica con le piccole cose.

Esercizio 5a: aumenta la tua presenza


Si tratta di utilizzare ogni attività per aumentare la tua presenza. In questo modo riuscirai a
mantenerti consapevole durante l’intera giornata.

1) Quando sali o scendi le scale, oppure stai camminando, presta la massima attenzione ad ogni
tuo passo, al movimento dei muscoli, alla respirazione; cerca d’essere presente a quello che
accade dentro di te. È così che si vive nel presente. Mentre fai la solita passeggiata, fermati
ogni tanto e rimani immobile per qualche istante. Nel momento in cui ti fermi ad ascoltare il
tuo corpo e il tuo respiro, la mente s’arresta per un attimo, non è capace di riprendere subito
la sua attività. E quando la mente si ferma entri nel presente.

2) Ogni volta che ti lavi le mani, concentrati su ciò che stai facendo. Senti il contatto della pelle
con l’acqua: è calda o fredda? Diventa consapevole del movimento delle mani, del profumo
del sapone e del rumore dell’acqua che esce dal rubinetto; non è difficile. Quando ti fai la
doccia, goditi il tuo corpo, e fai lo stesso durante il bagno.

3) Quando sali in macchina e ti sei seduto al volante, rimani fermo per un attimo ad ascoltare il
respiro, senti l’aria che entra e che esce dalle narici, il torace o l’addome che si sollevano. Non
avere fretta di partire subito ma diventa pienamente consapevole di te stesso. Non puoi
immaginare il grande beneficio che ne puoi trarre.

4) Trasforma il tuo lavoro in una meditazione. Ogni cosa che fai può diventare uno strumento
per essere più presente. Qualsiasi attività può diventare una meditazione, anche quella di
lavare i piatti, di pulire il pavimento o preparare da mangiare per te o per i tuoi cari. Non
importa quello che stai facendo ma come lo fai. Ogni azione che ti veda veramente presente ed
attento è in grado di rallentare il flusso dei pensieri. E quando la mente si ferma cade la
parete che ti separa dalla realtà.
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5) Vivi istante per istante. Qualsiasi cosa ti capiti fare, falla con gioia. Quando bevi il caffè, non
avere fretta, è un’esperienza molto bella. Senti il sapore sulla lingua, il suo profumo delizioso,
guarda il colore scuro e senti il peso della tazzina nelle mani; è calda? Lo stesso puoi fare col
the o con qualsiasi altra bevanda. E quando mangi, non farlo in modo automatico, non è una
cosa che devi fare ma un piacere, uno degli infiniti piaceri della vita. Approfitta d’ogni
occasione per aumentare la tua presenza.

6) Guarda il mondo che ti circonda senza interpretare ciò che vedi: la luce, i colori, le forme.
Osserva gli spazi vuoti tra le cose, ascolta i suoni senza esprimere giudizi, avverti il silenzio
dal quale i suoni prendono origine. Tocca gli oggetti che ti capitano tra le mani e senti cosa ti
trasmettono. Segui il respiro che si rinnova ad ogni istante. Lascia le cose libere d’essere così
come sono e non opporti a ciò che esiste. Non cercare di ordinare il mondo ma sentiti parte di
esso.

7) Durante la giornata, trova il tempo per fermarti ad ascoltare il tuo respiro. Per rendere più
efficace l’esercizio, immagina che, assieme all’aria, entrino nei polmoni la forza della vita e la
sua luce. Inspiri aria e luce ed espiri ogni tensione e tutte le tue preoccupazioni. Inspiri aria e
luce ed espiri la negatività. Affidati all’infinita energia della vita e lasciati penetrare dalla sua
forza.

Ogni volta che trasformi un comportamento automatico in un’azione consapevole, la tua presenza
aumenta, acquisti un nuovo grado di libertà. Puoi verificare il livello della tua presenza assai
facilmente. Se sei in pace, se avverti una sorta di tranquillità e sicurezza, vuol dire che sei presente.
Nel momento in cui il mondo ti guarda con amicizia e le cose accadono al momento giusto, allora vivi
nel presente.

Noi siamo questo istante, l’intero significato della vita è qui e ora. E quando
siamo presenti, nel momento in cui ci ascoltiamo vivere senza il filtro della
mente, scopriamo il potere, la nostra identità. Se entriamo in questo momento, se
ci uniamo alla Vita e diventiamo una sola cosa con essa, incontriamo la pace, la
gioia d’essere vivi, la libertà e l’amore. Nel presente entriamo nel non-
manifestato, nel luogo delle infinite possibilità. I desideri troveranno
soddisfazione perché i nostri sogni partiranno da uno stato di felicità, dalla gioia
ineffabile dell’unione con tutto ciò che esiste.

C’è un problema che ci assilla? Entriamo nel presente. Ci sentiamo soli o la


tristezza ci opprime, accettiamo il presente e osserviamo quello che accade nella
mente. Vogliamo sentirci più sicuri o la salute ci dà dei problemi? Dobbiamo
essere più presenti. Non esistono scorciatoie, quando ci troviamo nel “qui e ora”
aumenta la nostra consapevolezza. È così che si deve fare; ogni volta che siamo in
difficoltà, entriamo nel presente. Ciò che desideriamo è racchiuso in questo
istante. Nel “qui e ora” è nascosta un’enorme quantità di energia che aspetta solo
di manifestarsi. Se vogliamo trovare la pace e la gioia di vivere, possiamo farlo
solo adesso. Il passato non esiste più e il futuro deve ancora essere creato. L’unica
realtà è questo istante, la sola dimora in cui possiamo vivere. Perché non ce ne
rendiamo conto?

1. Entra in questo istante, la porta è aperta e nessun ostacolo ne impedisce l’accesso;

2. Esci dal mondo delle astrazioni mentali ed accedi al presente, ferma per qualche istante la
mente e apparirà una nuova terra;

3. Quando entri nel presente tutto è possibile e non esistono limiti, hai raggiunto la sorgente.
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In realtà, anche noi siamo quest’attimo e se vogliamo essere felici dobbiamo


entrarci dentro, entrare in noi. Tutti abbiamo delle giornate no, momenti in cui ci
sentiamo perduti, soli in un mondo ostile. Chi o cosa genera questo dolore? È la
fortuna che ci ha abbandonato oppure siamo preda di un destino crudele? Niente
affatto, la causa è una sola: non siamo presenti a ciò che accade. Se ci
abbandoniamo all’esistenza, se entriamo in quest’istante così vibrante d’energia,
raggiungiamo la sorgente della Vita. Osserviamo questo momento, il contenuto
della mente, i suoni che percepiamo, le emozioni che ci avvolgono, e tutto
cambierà. Se sapremo vedere il miracolo nascosto in ogni istante della nostra
esistenza, quando sapremo stupirci per ciò che la vita offre “qui e ora”
incontreremo quello che abbiamo sempre cercato. Nel momento in cui
accettiamo la realtà e gustiamo la gioia d’essere vivi adesso, apparirà il potere del
presente. In esso troveremo conforto e la risposta a tutte le domande; anzi,
scopriremo che le domande non esistono. Dio ci da’ il suo amore qui e ora ma, se
non siamo presenti, tutto è perduto.

Esercizio 5b: una passeggiata con te stesso


Quando ne hai la possibilità, fai una bella passeggiata. Camminare in mezzo alla natura sarebbe la
condizione ideale ma possono andare bene anche le strade del tuo paese o quelle della città in cui vivi.
Ciò che conta è la disposizione interiore a lasciare andare ogni tensione e preoccupazione, ascoltare
ciò che il corpo e la mente hanno da dire.

1) Cammina senza fretta come chi non ha una meta precisa al suo vagabondare; non stai
andando da nessuna parte e non vi è luogo nel quale tu possa essere più felice di qui.

2) Presta la massima attenzione alle sensazioni fisiche che nascono dal movimento del tuo
corpo. I piedi che toccano il terreno, i muscoli che si flettono, il sangue che pulsa nelle vene e il
contatto della pelle sui vestiti.

3) Senti la brezza dell’aria che t’accarezza, il caldo o il freddo, i rumori che ti circondano, gli
odori che giungono alle tue narici. Sii presente a quanto accade dentro e fuori di te.

4) Ascolta il respiro, l’aria che entra e che esce dalle narici. Non è necessario esagerare, non
devi ascoltare tutto insieme, faresti confusione e ti stancherebbe. Sei qui per provare la gioia
del silenzio interiore e quindi non crearti problemi.

5) Puoi passare da una sensazione all’altra, soffermandoti di più su quelle che ti danno maggior
piacere. Non è una gara a chi è più vigile e non devi arrivare primo.

6) Se hai pazienza, riuscirai in poco tempo a calmare la mente; le tensioni si scioglieranno e


dimenticherai eventuali preoccupazioni. Se l’ansia non ti abbandona, non fartene un
problema e continua la tua passeggiata.

7) Osserva la bellezza dei luoghi e delle persone che incontri. I colori, i suoni e il silenzio, il
profumo dell’aria; tutto ti conduce alla quiete, alla calma interiore. La Vita ti può parlare in
mille modi diversi, non porre limiti alle tue sensazioni.

8) Un’emozione può apparire all’improvviso; può essere negativa o positiva. In ogni caso
osservala, sii consapevole della sua esistenza. Se è una negatività, riconoscila e poi lasciala
libera di andarsene, di scomparire nel nulla dal quale è sorta. Se ti giunge una sensazione di
gioia profonda, di pace senza ragioni apparenti o l’amore esce improvvisamente dal tuo
cuore, significa che sei nel presente. Stai assaporando la gioia e il potere di “adesso”.
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9) Durante il cammino, cerca di non giudicare ciò che cade sotto gli occhi della tua
consapevolezza. Non sei un giudice e non ti è chiesto di emettere alcuna condanna. Se
qualcosa ti turba, osserva il turbamento, perdonalo e lascialo andare. Il perdono pone fine ad
ogni sofferenza.

Forse oggi troverai la porta che conduce all’altra sponda, nel luogo dove non c’è sofferenza. Sentirai
sgorgare dal profondo del cuore un’onda improvvisa d’amore universale. Non sarà un’emozione
qualunque ma il soffio divino che giunge attraverso il varco che si sta aprendo. Lascia che la gioia
esca da te e illumini quello che ti circonda. Cammina leggero tra gli alberi del bosco o tra la gente che
passa, tutti si accorgeranno che qualcosa di bello sta avvenendo. Sarai maestoso come un principe e
felice come un bambino. Ora sei nel “presente”; ti stai movendo nell’ignoto e l’eternità è entrata nel tuo
cuore.

La Vita è qui, nel luogo esatto in cui ci troviamo. Non è necessario andare
lontano. Essa è qui! Più intensamente la cerchiamo e più la Verità si allontana. E
non la troveremo domani o tra poco, oppure quando la situazione sarà migliore.
Il Paradiso è già qui, in questo luogo, in questo istante, adesso. La felicità non è
mai stata così vicina. È inutile aspettare, tutto è presente ora. In ogni momento
una porta si apre. Il rintocco d’una campana, quelle voci lontane, il rumore di
un’automobile sulla strada, ed ecco che appare un ingresso. Ogni istante un
nuovo varco si manifesta; ma noi dove siamo? Siamo presenti o stiamo seguendo
la mente nel suo vagabondare? Siamo nel passato, oppure ci muoviamo veloci
nella terra del futuro? Ovunque sia la mente, stiamo perdendo l’ennesima
occasione per vivere, siamo prigionieri dei nostri pensieri. La porta del paradiso
si apre continuamente e noi siamo sempre da un’altra parte. È un vero peccato!
Passano le ore, i giorni, gli anni, e non troviamo mai la strada. Pensiamo d’essere
vivi e invece siamo già morti; crediamo d’essere svegli e invece siamo
addormentati. Siamo “la bella addormentata” che aspetta il bacio del principe.
Ma non c’è nessuno che ci possa liberare. Possiamo farlo noi, e solamente adesso.
Uscire dalla mente ed entrare nel corpo non è difficile, perché indugiare se il
paradiso è già qui?

Esercizio 5c: gioca a rimpiattino con la mente


Se vuoi mantenere un certo grado di presenza durante l’intera giornata devi uscire dalla mente di
tanto in tanto. Ogni volta che te ne ricordi, diventa consapevole dei tuoi pensieri; ne trarrai un grande
beneficio.

1) Chiudi gli occhi e ascolta quanto sta avvenendo dentro di te; senti la presenza del tuo corpo e
osserva la tua mente.

2) Ora poniti la domanda: quale sarà il mio prossimo pensiero?

3) Resta in paziente attesa della sua comparsa, non tarderà.

4) Immediatamente la mente si ferma. Nell’attimo stesso in cui ti metti in osservazione, l’attività


mentale rallenta visibilmente. La mente non vuole essere osservata; ma tu insisti, prosegui, e
vedrai che, prima o poi, apparirà un pensiero.

5) Dopo averlo individuato e accettato, senza esprimere alcun giudizio, lascialo andare.
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6) Se valuti, se giudichi quello che stai pensando non sei più un testimone, sei tornato a
identificarti con la mente. Questo è uno dei suoi modi preferiti per imbrogliarti: fingere di
fermarsi per poi tornare in modo diverso a guidare i tuoi passi.

7) Continua la tua osservazione, divertiti a giocare a rimpiattino con la mente. Fagli capire che
hai scoperto il suo gioco, che ti sei accorto di lei.

Ripetendo questo esercizio ti accorgerai della forza della mente. Non appena allenti la vigilanza, il
flusso caotico e incontrollato dei pensieri riprende a scorrere. Nel preciso momento in cui l’attenzione
cala leggermente, ritorna il rumore mentale. Ogni volta che ti rendi consapevole di questo, torna nella
condizione di osservatore, di testimone.

Sediamoci da qualche parte e restiamo in attesa, attenti a quello che può


accadere. Abbandoniamo paure e preoccupazioni e osserviamo ciò che sta
succedendo. Come siamo consapevoli degli oggetti che ci circondano, rendiamoci
conto di quanto sta avvenendo dentro di noi: pensieri, emozioni, sensazioni.
Lasciamoci andare, non opponiamo resistenza. Tutto va bene. Rimaniamo così,
semplicemente, senza crearci nuovi problemi. Non c’è niente che dobbiamo fare o
dire, rilassiamoci. Lasciamo che le cose dentro di noi e intorno a noi siano così
come sono. Rimaniamo in attesa, senza aspettare nulla di particolare, pronti a
rilevare il minimo cambiamento. E all’improvviso accade, la porta si apre e ci
troviamo dall’altra parte, nel paradiso del loto.

Quando il dialogo della mente con se stessa finisce, si apre la porta che conduce
allo spirito, termina la lotta. Cominciamo a gustare la gioia che giunge quando
comprendiamo di essere una sola cosa con l’intero universo. Se non avete mai
provato la felicità che nasce dal contatto con la Mente profonda, avrete delle
difficoltà nell’accettare queste affermazioni, ma vi posso assicurare che non esiste
condizione migliore di quella che potete raggiungere imparando a vivere un po’ di
più nel presente. Se vi siete innamorati almeno una volta nella vita, potete avere
un esempio della condizione in cui si può vivere, giorno dopo giorno, entrando
nel presente. Sentirete il cuore gonfiarsi, quasi facesse fatica a contenere la gioia
che nascerà dentro di voi. E quando l’avrete provata, anche una sola volta, tutti i
dubbi cadranno e non avrete più bisogno di qualcuno che ve lo ricordi
continuamente.
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Sogno le rive
di mari lontani
spiagge incontaminate
costellazioni strane
cieli di pesca.

Vedo riflessi
di foglie azzurre
impronte di unicorno
praterie di silenzio
eterne sorgenti.

E sento improvvise
onde di emozioni
esplosioni di luce
e fiumi di colori
che mi travolgono.

6) La sesta porta: vivere le emozioni


L’effetto di un pensiero sul nostro corpo viene chiamato emozione, è la reazione
del corpo all’attività della mente. È qualcosa che si trova parte a livello mentale e
parte in quello materiale, collega il corpo alla mente. Le emozioni prendono
origine sia dai nostri pensieri superficiali, dei quali siamo consapevoli, sia dalle
misteriose e nascoste attività della Mente inconscia. Quando proviamo
un’emozione, significa che la mente è in attività. Può trattarsi di una qualche
forma di paura per ciò che potrebbe accaderci nel futuro o un senso di colpa che
affiora quando viaggiamo nel passato.

Più ci identifichiamo con la mente e i suoi pensieri, più grande sarà la forza delle
emozioni che proveremo nel corpo. Maggiore è la nostra identificazione con le
opinioni, le convinzioni e i giudizi della mente, più grandi saranno l’emotività e il
turbamento che avvertiremo. Ogni emozione determina profondi effetti sulla
biochimica del corpo e complessi cambiamenti fisici. Se l’emozione è negativa, la
sperimenteremo attivando una serie di reazioni chimiche in grado di provocare
danni profondi nel corpo e nella psiche. Quando invece proviamo un’emozione
positiva, anche il corpo rifletterà il medesimo stato di grazia.

Molti danno libero sfogo alla loro gioia e reprimono invece in modo drastico ogni
forma di paura, rabbia o dolore; ma non è così che si fa. Ogni emozione repressa
aumenta la sua forza e tenta in ogni modo di liberare la sua energia distruttiva.
Più grande sarà lo sforzo di occultarla e maggiori i danni che sperimenteremo a
livello fisico. Quante malattie sono state create da queste emozioni represse. Se
non riusciremo a manifestare apertamente la nostra emotività, proveremo rabbia,
tensione e frustrazione a livello corporale. La società ci educa a nascondere il più
possibile le emozioni, specie quelle negative e, in questo modo, accumuliamo
55
dentro di noi una grande forza che, prima o dopo, troverà il modo di uscire. Molti
disturbi fisici e psichici vengono creati da queste emozioni represse.

Malgrado tutta la nostra volontà e le costrizioni che siamo capaci di infliggerci,


l’energia repressa si manifesterà, prima o poi, nel corpo con effetti talvolta
devastanti. Se un’educazione troppo rigida o la nostra naturale riservatezza ci
impediscono di fare emergere le emozioni, esse si accumulano in noi fino a
raggiungere la forza sufficiente a scaricarsi sul corpo in ogni modo possibile.
Molte malattie prendono origine da emozioni non manifestate, dall’incapacità di
vivere positivamente la nostra emotività. Chi porta con sé molta collera anche in
modo inconsapevole e non riesce a scaricarla, s’ammala più facilmente di chi ha
imparato a dare sfogo, pur in modo controllato, alle proprie ansie, turbamenti e
paure. Cosa possiamo fare?

La risposta è molto semplice. In presenza di un’emozione, si agisce come abbiamo


imparato a fare coi processi mentali: osservandola. Quando siamo sotto l’influsso
di una forte emozione, prendiamone atto, diventiamo consapevoli della sua
presenza. Il semplice fatto di osservare un’emozione le fa perdere energia, la
riduce a livelli minimi. Nel momento in cui diventiamo consapevoli
dell’emozione, essa passa sotto il nostro controllo, non siamo più costretti a
subire la sua influenza nefasta.

Non sempre è possibile osservare le emozioni nel momento in cui nascono. Per
questa ragione ognuno di noi accumula molta energia dentro di sé; energia che si
deve scaricare in qualche modo. Ecco perché bisogna compiere molto esercizio
fisico. L’attività fisica mantiene il corpo in forma e l’energia repressa trova il
modo di scaricarsi senza creare danni. Questa è la strada che può aiutarci a vivere
meglio: diventare consapevoli di tutte le emozioni che proviamo e trovare il modo
di eliminare l’energia accumulata con un appropriato esercizio fisico.

Esercizio 6a: libera le emozioni


Forse ti è stato insegnato che le emozioni vanno trattenute, specie se sono negative. Hai nascosto
rabbia, frustrazione e risentimento per anni e anni, e ora hai dimenticato la loro presenza; non riesci
più a scaricare l’energia repressa. Non puoi procedere sulla strada del cambiamento se non trovi il
modo di fare uscire tutta la negatività che hai accumulato.

1) Non temere di far valere le tue opinioni; abbi solo l’accortezza di non essere offensivo nel
manifestarle e lascia gli altri liberi di avere le proprie.

2) Impara a dire di no; non dire sì con la bocca quando il tuo cuore vuole dire no con tutte la sue
forze. Spesso un bel no ti evita un sacco di problemi; non c’è niente che devi fare per forza.

3) Fai l’amore più spesso con la persona che ami. Il sesso consente di scaricare molta energia
psichica in modo positivo. Il rapporto sessuale tra due persone che si vogliono bene ha degli
effetti meravigliosi. Non c’è nulla di sbagliato in una sana vita sessuale, anzi, è una cosa
positiva e naturale.

4) Alleggerisci le tensioni con una giusta dose di esercizio fisico, di qualunque genere esso sia.
Alle volte basta prendere a pugni il cuscino della tua poltrona quando sei preda della collera.
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Di grande giovamento risultano le arti marziali in genere oppure lo yoga o il “tai chi” cinese;
qualunque altro tipo di attività motoria avrà comunque effetti positivi.

5) Se ti trovi in un luogo dove non disturbi nessuno, per esempio in macchina e con i finestrini
chiusi, urla la tua rabbia, grida o canta. Scarica tutta l’energia repressa.

6) Quando sei arrabbiato con qualcuno, diglielo con calma, nel modo più dolce possibile e senza
offendere il suo amor proprio. Non tenere dentro di te queste negatività perché rovinerebbero
la tua vita e quella di chi ti sta vicino.

7) Puoi scegliere di scrivere una lettera indirizzata alla persona con la quale sei in contrasto;
non è necessario consegnargliela, il semplice fatto di mettere per iscritto le tue ragioni ti farà
sentire meglio.

Vivere nella mente significa accumulare una grande quantità di energia che si deve eliminare in
qualche modo. Ecco perché la pratica di vivere nel presente è la risposta più giusta ai tuoi problemi
esistenziali. Ogni ostacolo che incontri deve diventare un campanello d’allarme che ti dice che la vita
non scorre come dovrebbe, che non sei sufficientemente presente. Quando ti senti solo o la tristezza si
sta insinuando tra i tuoi pensieri, torna allo stato di consapevolezza che hai momentaneamente
perduto.

Anche i pensieri e le convinzione inconsce creano emozioni nel nostro corpo. Se


vogliamo conoscere quali sono i nostri pensieri più segreti e le credenze più
radicate, dobbiamo osservare le emozioni che stiamo provando, istante per
istante. Ogni emozione è una spia che rivela ciò che sta avvenendo sotto la
superficie della mente. Spesso non è facile osservare i propri pensieri,
specialmente quando si trovano a livello profondo, ma le emozioni sono sempre
rilevabili. Talvolta sperimentiamo una strana condizione nella quale, pur in
presenza di pensieri positivi, permane una certa dose di negatività. Quando siamo
tristi senza una ragione apparente o proviamo ansia anche in una condizione di
visibile tranquillità, significa che vi è un conflitto tra ciò che pensiamo a livello
consapevole e quello che il nostro corpo prova con le sue emozioni. In questo
caso, siatene certi, è il corpo a dire la verità; significa che i pensieri superficiali
nascondono un disagio profondo che si ripercuote in noi sotto forma di stati
d’animo negativi.

Se questa è la nostra condizione, non basta osservare l’attività della mente per
eliminare lo stato d’inconsapevolezza; è necessario esaminare anche le proprie
emozioni. Osservando ciò che proviamo, istante per istante, diventiamo
testimoni; creiamo un distacco, una separazione tra noi che osserviamo e
l’emozione provata. Nel momento in cui il turbamento viene portato in superficie
perde il suo potere su di noi. Questo può diventare un potente esercizio capace di
cancellare ciò che di negativo abbiamo accumulato nel tempo.

Esercizio 6b: osserva le emozioni


Osservare la paura, la rabbia, la tristezza o qualsiasi altra emozione che stai provando, ti permette di
farla emergere, di conoscerla e, quindi, di sottrarti ai suoi influssi negativi.

1) Prima di iniziare l’esercizio è opportuno diventare consapevoli del corpo seguendo uno dei
metodi già visti. Il corpo e il respiro sono strettamente collegati, quando si agisce sul primo
anche l’altro ne viene coinvolto.
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2) Quando hai ottenuto un certo grado di calma attraverso l’ascolto del corpo o l’osservazione del
respiro, puoi iniziare a esplorare le tue emozioni. Qualunque cosa stai provando, osservala con
attenzione e pazienza.

3) Ti è accaduto qualcosa che non riesci ad accettare? Sei preoccupato per ciò che può accadere
domani? Cosa sta avvenendo dentro di te? Qual è il tuo stato d’animo? Rimani in attesa di
qualunque emozione il corpo voglia comunicarti.

4) Se provi una sensazione penosa o un’emozione qualunque appare improvvisa, lascia che si
manifesti, consentigli d‘essere così com’è; ma non farti coinvolgere, tu sei solamente lì ad
osservarla.

5) Non analizzare quello che provi e non giudicarlo, percepisci solo l’energia nascosta dietro
l’emozione. Se non ne appare nessuna non preoccuparti, porta la tua osservazione più in
profondità. Le ferite si sono depositate su di te formando strati simili a quelli di una cipolla;
osservali uno alla volta, senza fretta e senza la pretesa di fare tutto in una volta; vedrai che le
cose cominceranno a cambiare.

Può succedere che, nel corso dell’esercizio, emerga improvvisamente un’emozione profonda che
manifesta tutta la sua negatività. Se la sua forza è troppo grande abbandonala e lasciala andare. Se ti
è possibile sostenerne la presenza, osserva ciò che stai provando, guarda bene dentro di te. Forse hai
nascosto per tanti anni qualche brutto episodio della tua infanzia. Scruta a fondo la tua emozione, e
vedrai la sua forza diventare sempre più debole. Ripeti questo esercizio molte volte, fino a liberarti da
tutte le cose negative che hai nascosto dentro le tue profondità interiori.

Sicuramente saranno necessarie molte sedute, non abbiate fretta. Se vi esercitate


in questa osservazione con una certa continuità, tutto ciò che di inconsapevole si
trova nascosto dentro di voi verrà portato in superficie e si dissolverà. Osservare
le proprie emozioni, diventare consapevoli di ciò che sta avvenendo nella mente e
nel corpo, è uno strumento potente, capace di liberarci dalle negatività e di farci
vivere in un mondo di pace e di gioia. L’amore non è un prodotto della mente ma
l’effetto della nostra consapevolezza risvegliata. Trovare quotidianamente il
contatto con la forza infinita che crea e sostiene il mondo attimo per attimo, apre
la porta all’ignoto, alle magia, a ciò che non è esprimibile con le parole. E quando
la porta è aperta, nel momento in cui passiamo sull’altra sponda del fiume della
vita, ecco apparire la pace che non ha contrari, il vero amore che non può
trasformarsi in odio. Questo sarà il frutto del nostro lavoro.

Esercizio 6c: liberati dei ricordi negativi


Questo esercizio serve a riportare, al livello della coscienza, il ricordo di fatti spiacevoli che ti sono
accaduti nell’infanzia. Sono emozioni che hai nascosto molto bene sotto l’enorme mole dei ricordi; ma
ci sono ancora, sempre in agguato, pronte ad uscire alla minima occasione.

1) Siediti in un luogo tranquillo e lascia che il corpo e la mente si calmino da soli. Non è
necessario alcuno sforzo da parte tua, limitati ad osservate semplicemente quello che accade
dentro e fuori di te; una delle tecniche di rilassamento già viste andrà benissimo per aiutarti
in questo.

2) Quando il respiro si sarà calmato e tutte le tensioni del corpo saranno scomparse, torna
indietro nel tempo fino ad incontrare il primo ricordo sgradevole che si presenta alla tua
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attenzione. Solo per il fatto che lo stai osservando, il ricordo comincia a perdere i suoi
connotati negativi.

3) Ricrea, con gli occhi della mente, tutti i particolari del fatto che hai ricordato e rivivi le
emozioni che più ti hanno colpito: paura, umiliazione, vergogna, senso di colpa e quant’altro
emerga dalla tua memoria.

4) Ora il tuo respiro non sarà più così calmo e fluido com’era all’inizio e i pensieri si
muoveranno come un branco di cavalli selvaggi al galoppo. Se quello che stai provando te lo
consente osservalo e lascia che le negatività si scarichino nel nulla dal quale provengono. Se
le emozioni che affiorano sono troppo forti, fermati; riprenderai la prossima volta.

5) Tu non sei l’emozione che stai provando ma colui che l’osserva. Lascia andare ogni
attaccamento e perdona te stesso e gli altri per quanto successe quel giorno. Nessuno è
colpevole, tutti hanno agito secondo il loro grado di consapevolezza. Se tu eri in balia del tuo
ego e gli altri non sapevano cosa facevano, in effetti, non c’è nessuno da perdonare; ma tu
fallo ugualmente. Il perdono è la strada che ti condurrà dall’altra parte, che ti aprirà la porta
all’incommensurabile.

6) Vi sono molti modi per liberarsi dai vecchi attaccamenti e dalle vecchie convinzioni che ti
impediscono di avere una vita più tranquilla. Prima di tutto devi riconoscere che questi
condizionamenti esistono, prendi atto delle negatività che hai nascosto sotto strati e strati di
ricordi. E poi perdona; il perdono è la strada più sicura per ottenere la pace.

Al termine della seduta, torna ad ascoltare il corpo, lascia che il respiro si faccia calmo e tranquillo,
inspira ed espira lentamente. Consenti alle tensioni di svanire nel nulla dal quale sono uscite. Tutto
quello che hai considerato come negativo, in realtà non è mai esistito se non nella tua mente. Lascia
che le cose siano così come sono e poi… lasciale andare. Non sei il tuo corpo o la tua mente, sei
l’osservatore silenzioso che dimora al di là di qualunque cosa esista materialmente. Nulla può farti
veramente del male se tu non lo permetti.

Una delle più brutte emozioni che possiamo sperimentare è quella della
solitudine: la convinzione di essere isolati e separati dagli altri anche quando ci
troviamo in mezzo alla gente. Come tutte le emozioni e le sensazioni che
proviamo nella vita, nasce dentro di noi. Non ha una validità oggettiva ma
dipende solamente dalle nostre convinzioni e dallo stato d’animo del momento.
In realtà noi siamo le nostre relazioni. Se siamo vivi, se siamo sopravvissuti fino
ad oggi, significa che siamo in stretta comunione col mondo che ci circonda. Se
diventeremo consapevoli di questo la nostra condizione migliorerà. La solitudine
non è reale, è una creazione dell’ego che cerca in ogni modo di mantenerci divisi e
separati dagli altri.

In verità non siamo mai soli ma collegati ad ogni altro essere vivente. La mente ci
impedisce di sperimentarlo perché agisce da schermo tra noi e gli altri, tra noi e il
mondo; ma sotto il livello più superficiale della coscienza tutto è in relazione
reciproca. Se impareremo a rallentare i pensieri, se troveremo il modo di
scendere in profondità, incontreremo la forza che tiene uniti gli atomi
dell’universo. Sarà una scoperta bellissima, in grado di cambiare completamente
la nostra vita. Ad un livello profondo siamo quella forza, siamo l’amore che unisce
ogni uomo e donna del pianeta. Questa è la semplice verità: siamo una cosa sola
con tutto il creato.
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Tutti abbiamo una grande nostalgia per qualcosa o qualcuno che ci manca.
Sogniamo la felicità, la ricchezza, il benessere, il compagno o la compagna della
nostra vita al quale donare tutto il nostro amore. Corriamo da una parte all’altra
cercando quello che non riusciamo nemmeno a definire. Si, la nostra vita è una
continua ricerca di qualcosa, l’altra metà di noi stessi dalla quale ci siamo separati
il giorno della nostra nascita. Ma non dobbiamo preoccuparci perché noi siamo la
porta, il ponte, la soglia che unisce due mondi: quello materiale e quello dello
spirito.

Queste due realtà non sono separate ma aspetti diversi di un’unica cosa. Siamo
entrambe le parti che anelano a riunirsi. Lasciamo che accada! Apriamo la porta
del nostro cuore e accettiamo di incontrare il mistero, l’ignoto, l’infinito, la vita,
l’amore e noi stessi. Questa è la grande verità! Noi siamo la vita e la strada, il
finito e l’infinito, ciò che è e quello che non è. Non è necessario morire per andare
in paradiso, possiamo farlo in ogni momento. Ogni volta che lo desideriamo
possiamo transitare dall’altra parte, incontrare la nostra parte divina e provare la
gioia infinita di questa unione. La strada che porta al paradiso comincia e finisce
con noi. La scelta è solo nostra.
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Con voce di vento


scompigli le mie foglie.
La tua corsa leggera
attraversa i miei prati
e sulle rive del giorno
si frangono le tue onde.

Resisterò ancora
al tuo richiamo?

Sei ruscello limpido


nei boschi del cuore.
Sei sole nel vasto
cielo dell’anima
La tua luce allontana
l’oscurità dalla mente
e trasformi la mia vita
in un gioco divino.

Riconoscerò la verità
della tua presenza?

7) La settima porta: accettazione e abbandono


La nostra attenzione dovrebbe essere sempre rivolta all’adesso, al momento
presente. Quando siamo attenti a quanto accade, alle cose che avvengono dentro
e fuori di noi, siamo nel presente. Se molti sono i modi che possiamo utilizzare
per mantenere l’attenzione nel presente, in realtà la strada è una sola: vivere qui e
ora. Tutti gli esercizi già visti e gli altri che troveremo in seguito non sono che
modi diversi per entrare in questo momento. Numerosi sono gli espedienti ma
una sola la porta per raggiungere la condizione di non-mente. La maggior parte
delle nostre azioni avviene in modo automatico, senza che ne siamo consapevoli.
Si tratta allora di compiere le nostre attività con grande attenzione. Ogni atto può
diventare un mezzo per svegliarci dal sonno, per uscire dalle illusioni della
mente: camminare, fare una doccia, bere un bicchiere d’acqua, mangiare una
mela o parlare con un amico. Se manteniamo l’attenzione e la consapevolezza su
ciò che facciamo e pensiamo, rimaniamo radicati nel “qui e ora”.

Prestare attenzione significa essere presenti a ciò che sta accadendo nel
momento, in questo preciso istante. Se siamo presenti molti errori possono essere
evitati. Quando siamo presenti, se siamo consapevoli, non possiamo sbagliare. La
sola salvezza sta nell’essere “qui e ora”. Non è necessario fare niente di particolare
e nessuno sforzo ci può aiutare. È sufficiente praticare l’attenzione, essere
consapevoli di quanto accade nella mente, nel corpo e intorno a noi. Questo è il
segreto. Il presente è l’unico tempo che esiste realmente e invece siamo sempre
lontani. La maggior parte di noi vive troppo nella mente ed è perennemente in
viaggio nel passato o nel futuro. Ma la vita è qui e in questo istante. Perché
accontentarsi di sognare quando è possibile vivere?
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Spesso non accettiamo la realtà che cade sotto i nostri sensi, creiamo resistenza a
quello che esiste. Non vi può essere nulla di più sbagliato che opporsi
all’esistenza. Il mondo che ci circonda e noi stessi non siamo altro che la vita in
continuo movimento. Se ci opponiamo, se non accettiamo la realtà, tutto diventa
difficile. Accogliamo con fiducia ciò che ci viene offerto e lasciamo che le cose
siano come sono. Non v’è separazione tra noi e il mondo, tra noi e gli altri; se ci
opponiamo al presente neghiamo anche noi stessi. Permettiamo al mondo di
esprimersi liberamente e la forza dell’universo comincerà a lavorare per noi.

Dobbiamo accettare il mondo così com’è. Possiamo desiderare che diventi


migliore ma, in questo momento, la nostra accettazione deve essere assoluta. Il
mondo è questo, con le cose belle e quelle brutte, con il bene e con il male. Se non
accettiamo la realtà, se resistiamo a quello che esiste, significa che non
accettiamo nemmeno noi stessi, perché il mondo siamo noi. Non vi è differenza
sostanziale tra noi e gli altri, tra noi e gli avvenimenti che ci accadono; solo una
diversa consapevolezza ci divide. Se pratichiamo l’accettazione, se non ci
opponiamo alla vita, tutti i conflitti e le sofferenze svaniranno come neve al sole
dell’estate.

Esercizio 7a: pratica l’accettazione


Non devi preoccuparti per la tua vita, o se sarai capace di affrontare ciò che il futuro ti sta
preparando. Se ti affidi alla forza che ha creato il cielo e le stelle, non ti mancherà nulla.

1) Accetta ciò che la vita ha preparato per te: la gente, le situazioni, i fatti, gli avvenimenti, così
come ti giungono. Il momento presente è come deve essere; è la vita che si manifesta col suo
vero volto.

2) Lascia che le cose siano esattamente come sono e non lottare contro il mondo intero. Accetta
che la realtà sia com’è e non come vorresti che fosse.

3) Questo non significa che tu non possa avere le tue opinioni e che non puoi tentare di cambiare
ciò che pensi sia sbagliato. Puoi farlo, è nel tuo diritto ma, prima di fare qualunque cosa, devi
accettare ciò che esiste come se l’avessi scelto tu.

4) Assumiti la responsabilità della tua situazione. Ogni problema nasce per insegnarti qualcosa,
è un’opportunità che ti viene concessa per progredire sulla strada della consapevolezza. Ogni
cosa che ti accade è stata decisa da te con i tuoi atteggiamenti, le aspettative e la tua visione
del mondo.

5) Oggi proponiti di non imporre il tuo punto di vista agli altri né di farti influenzare dal loro,
apriti a tutte le opinioni ma non aggrapparti a nessuna di esse.

6) Se il presente sembra inaccettabile, e talvolta è così; se ciò che accade è spiacevole o tragico,
devi permettergli di esistere. Prima lo accetti, poiché è qualcosa che già sussiste, e poi agisci.
Accettare non significa non fare nulla per cambiare la realtà, vuole solo dire che per cambiare
in meglio il mondo è necessario partire dalla sua accettazione. Se fai del presente un tuo
amico, la realtà cambierà più facilmente.

7) Del resto, per cambiare il futuro è necessario partire da questo momento, da adesso. Ogni
azione viene preparata in questo istante. Se sei presente, attento a quanto succede, in
armonia con ciò che esiste, il progetto andrà sicuramente a buon fine.
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Abbandonare la mente, andare aldilà della ragione ti consente di raggiungere il luogo dove tutto è
possibile. Non esistono limiti a ciò che puoi fare se non quelli posti dalla tua incredulità. I miracoli
accadono ad ogni istante, devi solo permettere alla tua parte divina di manifestarsi.

Se v’è differenza tra le nostre aspettative e la realtà, quando ciò che esiste non
corrisponde ai desideri della mente, allora nasce il dolore. Non si tratta di dolore
fisico, come quello dovuto ad una ferita o al mal di denti, ma del dolore
esistenziale che tanta parte ha nella nostra vita. Come ha detto Buddha, la vita è
una continua frustrazione causata dal vano tentativo di afferrare il mondo. Più
cerchiamo di possedere qualcuno o qualcosa e più la realtà ci sfugge di mano.
Ogni azione che mettiamo in essere e tutti i nostri sforzi non fanno altro che
creare gli ostacoli che si oppongono alla realizzazione dei nostri obiettivi.

Ogni volta che le nostre aspettative vengono deluse compare il dolore. Più forte è
il potere della mente e maggiore risulta la sofferenza, è inevitabile. Quando le
cose vanno storte e ci sentiamo soli, quando tutto sembra caderci addosso, non
possiamo che abbandonarci alla forza infinita che dimora dentro di noi. Se ci
identifichiamo con la mente e le sue aspettative non abbiamo scampo, perché la
resistenza a ciò che esiste nasce dalla mente stessa. Abbandonarci alla forza della
vita è l’unica cosa sensata che possiamo fare. Se siamo nati, se siamo giunti fin
qui, significa che dentro di noi esiste un’energia in grado di risolvere ogni
problema, come ha sempre fatto nel passato e farà nel futuro. La mente rafforza
la nostra convinzione d’essere soli e separati dal resto del mondo, e ci relega in un
ruolo di evidente debolezza. Vivere nella mente ci impedisce di accedere al potere
di adesso. Ma se entriamo nel presente, se fluiamo con la vita e lasciamo perdere
ogni resistenza mentale, si aprirà la porta al non-manifestato, entreremo in
contatto con la forza interiore.

E quando saremo presenti, l’infinito potrà manifestarsi attraverso di noi e


operare in modi che non possiamo nemmeno immaginare. Nell’abbandono tutto
diventa possibile, anche ciò che la gente comune chiama “miracolo”. Quando
siamo in contatto con i poteri della Mente tutto può accadere, basta accettarlo;
l’unico ostacolo è la nostra incredulità. Quando siamo in crisi, se siamo tristi e la
vita non è come vorremmo che fosse, abbiamo una sola possibilità per uscirne:
entrare nel momento presente, uscire dalla mente ed entrare nel corpo.
Proviamolo personalmente, non esiste altro modo per valutare la verità di queste
parole.

Esercizio 7b: abbandonati alla vita


Trattieni i desideri e abbandonati alla forza della vita. Permetti alla felicità di raggiungerti e non
lottare per ottenere ciò che vuoi.

1) Disteso sul dorso, con le gambe leggermente divaricate e le braccia distese parallelamente al
corpo, poniti in ascolto dei messaggi che t’invia la tua parte materiale.

2) Comincia dai piedi, alternando tensione e distensione. Lascia che il corpo sciolga le sue
disarmonie e abbandonati alla Vita che pulsa nel tuo cuore.
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3) Passa ora alle gambe tendendo i muscoli e rilasciandoli; poi i glutei, l’addome, il dorso e il
torace. Prima una leggera tensione e poi un lunga distensione.

4) Fai lo stesso con le braccia e le mani; senti il respiro che si calma e il corpo che si rilassa.
Tutto va per il meglio.

5) Distendi i muscoli della cervicale, la nuca e il cuoio capelluto; prima tendi e poi distendi i
muscoli del viso e del capo; ora dovresti trovarti in una condizione di calma e tranquillità
sufficienti a proseguire l’esercizio, altrimenti ripeti tutto dall’inizio.

6) Adesso osserva il respiro: l’aria che entra e che esce dalle narici. Segui il suo percorso nei
polmoni fino al diaframma e poi permetti all’aria di uscire lentamente.

7) Continua l’osservazione del respiro finché la mente rallenta la sua attività; ora è quasi
impercettibile. Se per qualche ragione la tua attenzione si dovesse attenuare non
preoccuparti; quando succede, ritorna ad osservare il respiro.

8) Suoni lontani ti raggiungono: delle voci, il rumore di un’auto, il canto di un uccello…


Qualunque suono giunga alla porta della tua consapevolezza, lascialo entrare senza
esprimere giudizi di sorta. Anche il suono è parte di te, come lo sono le percezioni corporee ed
il respiro.

9) Immergiti in queste sensazioni mantenendo desta la tua attenzione. Non abbandonarti alla
calma e non riposare in essa, vi è sempre il modo di andare più in là. Il passato e il futuro
non esistono, ci sei solo tu e il tuo amore. Accetta d’essere felice, ti meriti il meglio dalla vita.

10) Ora sei presente, hai raggiunto il tuo stato naturale; una porta si è aperta e sei in contatto
con la forza della Vita. Sei tornato a casa, sei arrivato, sei in salvo. Abbandona ogni
preoccupazione e tutte le negatività in questo oceano infinito di pace. Non cercare alcuna
soluzione ai tuoi problemi, affidati all’ignoto, al campo di tutte le possibilità. Ciò di cui hai
bisogno, ora verrà a te. Non devi fare più nulla.

Ogni volta che t’avvicini alla meditazione, deve essere come la prima volta. Non sei obbligato a farlo, è
una tua scelta, un piacere che ti concedi. La meditazione non può essere una routine da ripetere in
modo automatico ma una scoperta sempre nuova, una gioia senza pari.

L’abbandono rende il corpo più fluido, più morbido, elimina tutte le tensioni.
L’energia fluisce liberamente in ogni luogo raggiungendo le parti del corpo che
più ne hanno bisogno. Se abbiamo dei problemi fisici, possiamo trovare un certo
sollievo da massaggi o da altre terapie ma, se non pratichiamo l’abbandono, tutto
sarà inutile. Ciò che possiamo ottenere con l’esercizio fisico non basterà se non
cureremo anche la nostra consapevolezza, se non ci abbandoneremo alla forza
infinita della vita. Essa è qui per aiutarci, per proteggerci, ma solo se siamo
disponibili, se lo accettiamo.

Quando siamo presenti, attenti a quanto accade, se ci abbandoniamo alla forza


interiore, tutto cambierà in meglio. Il futuro deve ancora essere creato e rifletterà
lo stato di consapevolezza che abbiamo adesso. Qui e ora esiste un grande potere,
quello di influire sul nostro domani. L’accettazione della realtà e l’abbandono
sono la cosa più importante che possiamo fare per crearci una nuova vita.
L’azione che poniamo in essere non conta molto perché tutto dipende dalla
nostra consapevolezza. Quando la situazione in cui ci troviamo non ci piace
entriamo nel presente, abbandoniamoci al suo potere senza limiti.
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Un incredibile cielo azzurro illumina la città. Tutto è immerso in questa magica


luce: le case, le strade e le persone che passeggiano. In questo istante il tempo si è
fermato. Oggi può essere il primo giorno della nostra vita! Abbandoniamoci al
lontano suono delle campane e permettiamo alla sorgente di luce dentro di noi
d’uscire. Lasciamoci andare, dimentichiamo tutto: i ricordi, le convinzioni e i
ruoli che abbiamo assunto. Dimentichiamo anche il nostro nome, il lavoro e
l’immagine che abbiamo di noi stessi. Siamo la Vita, siamo l’esistenza che vuole
incontrare se stessa negli altri e nella natura. Siamo il desiderio di condividere le
nostre emozioni col prossimo, col vicino, con lo sconosciuto. Siamo la forza della
vita che si rinnova in ogni istante, in questo istante. Siamo il flusso dell’esistenza
che scorre incessantemente; che si allontana per poi ritornare ad avvolgersi su se
stesso.

Siamo la gioia allo stato puro, siamo l’amore che esplode nell’ora e nel luogo dove
ci troviamo. Siamo la luce che illumina la nostra esistenza e quella degli altri; e
che non finirà mai, nemmeno con la morte del corpo. In questo istante abbiamo
un grande potere: quello di cambiare il mondo, di creare cose nuove, di
materializzare i nostri sogni, di donare una parte di noi agli altri e di ricevere
quello che il mondo ha da darci. Ed è tanto, ve l’assicuro; il mondo ha tanto da
donare, basta accettare d’essere felici. D’essere felici qui, e ora, in questo istante,
sempre uguale e sempre diverso. Date e ricevete amore! Noi siamo solo questa
comunione di corpi e di anime.
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Ogni giorno
ti dici che sarà l’ultimo
così triste e inutile.
Ma non fai nulla
per fermare
la lenta processione
dei tuoi “farò”
quando basta così poco
per andarsene
dove la stupidità
non può raggiungerti.

8) L’ottava porta: l’arte di perdonare


Perdonare significa lasciare andare, non opporsi, accettare che le cose, le
situazioni e le persone siano così come sono. Il perdono permette alla vita di
scorrere libera, ci consente di accettare la realtà e di entrare nell’ignoto.
Perdonare vuol dire lasciare andare la paura e affidarsi alla saggezza dell’Essere,
entrare nel grembo infinitamente fertile dell’universo. Quando decidiamo di
accettare le persone, le cose e gli avvenimenti così come sono, nel momento in cui
rinunciamo a cambiare gli altri, la mente si placa. Se vogliamo sperimentare un
mondo privo di conflitti dobbiamo praticare la semplice arte del perdono. E
quando perdoniamo gli altri, in realtà perdoniamo noi stessi, perché gli altri
siamo noi; questa è la chiave che ci permette di accettare anche la nostra felicità.

Ogni volta che consideriamo qualcun altro come colpevole, in realtà aumentiamo
il nostro senso di colpa. A livello profondo, la mente non è in grado di distinguere
se stessa dagli altri, non può discernere il mondo da noi. Per questa ragione, non
possiamo perdonarci veramente se prima non perdoniamo gli altri, tutti gli altri.
Il perdono è la porta che conduce alla pace interiore. Attraverso di esso le nostre
paure si placano, non sono più possibili i giudizi e ogni rancore svanisce. Il
perdono consente all’amore di uscire dal nostro cuore e dare inizio alla nostra
liberazione.

Il non-perdono è strettamente legato al giudizio. Quando giudichiamo qualcuno o


qualcosa significa che, in qualche modo, esprimiamo una condanna, neghiamo il
nostro perdono. Quando giudichiamo gli altri rafforziamo l’ego, allarghiamo il
solco che ci separa dal mondo e diamo più potere alla mente. Diamo potere a ciò
che separa e divide, alla causa del dolore e della solitudine nella quale viviamo.
D’altro canto, se accettiamo ciò che esiste, se evitiamo di giudicare e condannare
gli altri, ci liberiamo dalla tirannia della mente e apriamo la porta alla pace.
Smettiamo di giudicare il prossimo e perdoniamo tutti, compresi noi stessi.
Questa è la strada che porta alla felicità e all’amore.
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Il perdono ci consente di vivere nel presente, nell’unico tempo che esiste
realmente. E quando siamo presenti ci liberiamo dal tempo, sfuggiamo alla sua
tirannia. Non abbiamo più bisogno di aspettare che qualcuno o qualcosa venga a
salvarci, siamo già arrivati, siamo a casa. La felicità non dipende più dagli altri ma
diventa la nostra condizione naturale, abbiamo raggiunto la salvezza. Se solo
sapessimo quant’è bello vivere qui, in questo istante, nella pienezza della vita che
si dispiega in mille forme, non avremmo più dubbi. Solo ora è possibile vivere, il
resto è solo un sogno, un brutto sogno. Svegliamoci alla realtà del presente, e
cominciamo a vivere.

In ogni città, in ogni paese, c’è una piazza particolarmente bella, un luogo dove le
opere dell’uomo hanno creato una magica armonia. Se ci sediamo al tavolino di
un bar e osserviamo quanto ci circonda, ci accorgiamo di trovarci immersi nella
bellezza. Quanti uomini e quante donne hanno creato le opere che ora osserviamo
con tanta meraviglia? Avete pensato alle notti insonni, all’ispirazione improvvisa,
al palpitante desiderio di creare che ha animato tanti artisti? Ciò che vediamo e
ammiriamo è frutto del pensiero umano che si è fatto materia. Le case, le
colonne, le statue e i dipinti che ci circondano sono usciti dalla mente di altri
esseri umani. Essi credevano nel potere del pensiero, e così i loro desideri si sono
avverati. E’ molto semplice realizzare i propri sogni. Basta credere fermamente
che ne siamo capaci. E questo dono l’avete anche voi, anzi, la mente possiede un
potere ancora più grande. Possiamo creare ciò che vogliamo, quello che più ci
piace: gioia, felicità, armonia, per noi e per quanti ci stanno vicino. Mettiamo da
parte dubbi e incertezze, e creiamoci una vita che valga la pena d’essere vissuta.
Lasciamo che i sogni, tutti i nostri sogni, si realizzino. Ne abbiamo il potere ma
dobbiamo esserne convinti.

Esercizio 8a: pratica il perdono


Qualunque sia il tuo peccato, la Vita non ti condanna mai. Il suo amore è senza limiti e non pone
alcuna condizione.

1) Oggi lascia andare ogni senso di colpa, non giudicare né condannare nessuno; tanto meno te
stesso.

2) Non pretendere nulla dal tuo prossimo né tentare di cambiarlo; la libertà degli altri è anche
la tua libertà.

3) Perdona il passato, tutto il passato, e lascialo andare; ora sei consapevole della gioia
contenuta in questo istante.

4) Perdona ciò che hai fatto agli altri e tutto quello che ti è stato fatto, poiché ognuno si
comporta in base alla propria consapevolezza.

5) Fatti guidare solo dalla tua voce interiore che sostiene che tu e il mondo siete una sola cosa.

6) Ringrazia per le occasioni che oggi la vita ti offrirà per imparare la gioia del perdono.

7) Il momento presente è l’unico tempo che c’è; in questo istante non possono trovare posto né
la paura né la colpa, solo l’amore abita la tua terra.
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8) Ciò che vedi e che sperimenti riflette te stesso, il tuo livello di consapevolezza; la felicità e la
tristezza dipendono solo da te.

La meditazione è lo spazio senza fine nel quale i pensieri non possono entrare. Solo quando la mente è
assente appare l’amore, e quando c’è l’amore c’è tutto. Non usare la mente per meditare, ti porterebbe
fuori strada.

Quando siamo sotto l’influsso d’una emozione negativa, prestiamole attenzione.


L’osservazione di ciò che stiamo provando implica anche l’accettazione. Nel
momento in cui osserviamo e accettiamo questa negatività, le togliamo forza, la
trasformiamo in qualcosa di positivo. Accettiamo e perdoniamo ogni situazione;
questa è la strada che conduce alla guarigione. Ogni emozione negativa aumenta
il male del mondo, e noi siamo qui per portare la luce della nostra presenza.

Se proviamo qualche forma di resistenza significa che non abbiamo perdonato.


Forse non vogliamo perdonare un’altra persona o noi stessi per ciò che abbiamo
fatto o detto, oppure c’è qualcosa che la nostra mente non accetta e vi si oppone
con tutta la sua forza. Perdonare significa abbandonare lotta e rancore, uscire dal
dolore e dalla sofferenza. Consentiamo alla vita di esprimersi anche attraverso di
noi. Se ci opponiamo a “ciò che è” creiamo un ostacolo al flusso di energia che
attraversa l’universo, creiamo infelicità. Ci siamo stancati di questa situazione o
preferiamo continuare? La mancata accettazione, la resistenza che opponiamo
alla vita possono crearci addirittura una malattia. Il mancato perdono concede
all’ego il potere di punirci in qualunque modo ritenga opportuno. È una
prospettiva semplicemente terrificante.

Non esiste colpa che Dio non possa perdonare. Qualunque sia lo sbaglio che
pensate di aver fatto o il peccato che avete commesso, il grande spirito della Vita
non lo ricorda più. Quale che sia il vostro errore, l’amore continuerà a cercarvi. La
Vita ama tutte le sue creature senza alcuna condizione. Ma voi, vi siete perdonati?
L’unica persona che può veramente perdonarvi siete voi stessi. Dio ha già
dimenticato tutto, ma dovete farlo anche voi. E se volete veramente perdonarvi,
dovete prima perdonare gli altri, tutti gli altri. Il vostro Sé non può distinguervi
dalle altre persone, non riesce a separare voi stessi dal vostro prossimo. Agli occhi
di Dio siete un’unica cosa.

Perdonate chi credete vi abbia fatto del male o chi è stato sgarbato con voi o non
ha ricambiato il vostro affetto; in questo modo perdonerete anche i vostri sbagli.
L’amore dissolve ogni negatività perché è l’unico potere che conta veramente.
Amate tutte le persone che incontrate e la luce dell’amore si rifletterà su di voi.
Quando sarete capaci di vedere il mondo con gli occhi dell’amore, avrete il potere
di cambiare la realtà. Amate e sarete amati! E’ molto semplice. Non dovete fare
niente di particolare per essere felici. Amate e sarete amati! L’amore è la forza più
grande dell’universo.
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Esercizio 8b: il perdono è la porta
L’unica persona che può veramente perdonarti sei tu; nessuno può darti l’assoluzione se prima non ti
sei perdonato.

1) Invece di chiedere di essere amato, decidi di dare amore senza aspettarti nulla in cambio.

2) Se c’è qualcuno che non hai ancora perdonato, questo è il momento di farlo.

3) Quando sei tentato di esprimere un giudizio su qualcuno o qualcosa, ricorda che in realtà stai
giudicando te stesso.

4) Se c’è qualcosa che ti dà fastidio in qualche persona, ricorda che in lei vedi un aspetto di te che
detesti.

5) Nel momento in cui critichi qualcuno, in realtà stai criticando i tuoi difetti, non ti accetti così
come sei. Non ti ami abbastanza.

6) Quando ti senti ferito, rammenta che solo la tua condanna può farti del male e che solo il tuo
perdono può liberarti.

7) L’ego non può sopravvivere senza conflitti; ogni volta che perdoni di cuore ti liberi dalla
tirannia della mente.

8) La mente non può perdonare, è nella sua natura giudicare e condannare. Nel momento in cui
perdoni si apre la porta ed entri nel presente, sei in contatto col non-manifestato.

9) La cosa o la persona che devi perdonare di più è questo momento, la realtà di questo istante.
Se accetti il presente così com’è, qualunque sia il modo in cui si manifesta, non crei più
tensione o resistenza. Sei pronto a creare un futuro privo di negatività.

10) Lascia andare ogni resistenza, permetti alla vita d’essere così com’è. Quando accetti ciò che
esiste, aumenti la tua libertà e acquisti più potere.

Il presente è la presenza di Dio. Ogni volta che esci dalla mente entri nel paradiso del loto, sei davanti
alla Verità.

Perdonare tutto e tutti significa anche non giudicare. Ogni volta che esprimiamo
un giudizio nei confronti di qualcuno rafforziamo il nostro personale senso di
colpa; significa che non ci siamo ancora perdonati. Il senso di colpa è
un’autocondanna che emettiamo dopo aver fatto una cosa che riteniamo
sbagliata. Ha un effetto terribilmente negativo sulla nostra vita, poiché richiama
sempre una punizione. Non ci si può sentire in colpa senza aspettare di essere
puniti. Maggiore è il senso di colpa e più cercheremo di attaccare noi stessi e gli
altri. Questo può avere conseguenze fisiche sul corpo attraverso depressioni o
malattie vere e proprie. La mente ha un grande potere ed è in grado di
determinare enormi effetti sul nostro organismo. A questo pericolo si può far
fronte in un solo modo: perdonando.

Il perdono è uno strumento di liberazione formidabile ma non possiamo


perdonarci se prima non perdoniamo gli altri. Ecco perché è necessario eliminare
l’innata abitudine che abbiamo di giudicare negativamente persone e fatti a noi
più o meno vicini. Per capire quanto sia radicata la nostra abitudine di esprimere
continuamente giudizi, osserviamo cosa diciamo o pensiamo durante la giornata.
69
Ci accorgeremo che la nostra occupazione principale è proprio quella di giudicare
in continuazione. Proviamo ad ascoltare le persone che ci stanno vicine e
divertiamoci a contare quante volte esse esprimono dei giudizi su cose, fatti o
persone; c’è da rimanerne stupiti. Del resto la mente è fatta proprio per questo,
per esprimere giudizi; è il suo compito principale. Quanto più viviamo nella
mente, meno siamo in grado di perdonare. Ascoltiamo anche il cuore, ci
accorgeremo che vede molto più lontano di noi.

La prima volta che cercheremo di passare una giornata intera senza giudicare ci
accorgeremo di quanto sia difficile. Siamo così abituati ad esprimere giudizi che
non riusciamo a smettere che per pochi minuti. Non dobbiamo lasciarci
abbattere, i primi passi sono sempre incerti quando s’inizia qualcosa di nuovo.
L’importante è cominciare, esprimere la volontà di accettare tutto ciò che esiste.
Questo non significa che non possiamo avere un nostro parere sulle persone e le
cose, ma dobbiamo capire che ognuno si comporta in base alla propria
consapevolezza. Se la persona che ci sta vicino vive solo nella sua mente, non può
fare a meno di essere così com’è, non è colpa sua. Ogni volta che ci scopriamo a
giudicare qualcuno, ricordiamo che siamo tutti una manifestazione della forza
della Vita; in ogni persona è presente lo stesso Essere che abita nel nostro cuore.
Quando qualcuno ci tratta male lo fa perché è in preda alla paura, la paura che
prova il suo ego.

Se c’è qualcuno che non riusciamo a perdonare, possiamo tentare la strada di


osservare la rabbia e il rancore che covano dentro di noi. Ogni volta che
diventiamo consapevoli d’una emozione negativa, ne diminuiamo la forza e ci
liberiamo dal suo potere. Quando perdoniamo, riconosciamo che il passato non
esiste più e che il presente è la sola cosa reale. Questo è l’enorme potere del
perdono. Attraverso di esso entriamo in una condizione di intensa presenza,
diventiamo qualcosa che non è più di questo mondo e acquistiamo il potere di
creare la realtà. Chiunque entri nel campo della nostra consapevolezza ne sentirà
i benefici effetti. Forse le trasformazioni che saremo in grado di operare non
appariranno subito così evidenti, ma certamente l’effetto sarà grande e profondo.
Con la nostra presenza silenziosa dissolveremo ogni negatività e cancelleremo il
dolore. Questo è il regalo che il perdono è in grado di farci.
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Nuvole bianche
osservano
un sole appena sorto.
Dondola la luna
appesa agli ultimi
sospiri della notte.
E nel cielo azzurro
tuffi
di rondini dai tetti.

9) La nona porta: il potere del silenzio


Avete ascoltato il silenzio? Vi siete seduti sul muschio nel fitto di un bosco, avvolti
negli ovattati suoni silvestri? Udito il gorgogliare placido di un ruscello, o il
respiro lento del mare? Vi sarete accorti che anche il silenzio parla e la sua voce
infonde pace infinita. È una gioia che nasce da voi, che emerge dalle vostre
profondità interiori. Quando ascoltate la voce del silenzio, scoprite che il cuore
abita nella casa del cielo dove riposa su tappeti di stelle. La vostra porta è un
varco tra le nubi e solo il vento sale i vostri gradini. Oltre la soglia si trova il
giardino dell'universo dove eterna è primavera. Nel vostro cuore è sempre estate
anche d'inverno e i vostri piedi sono sogni colorati che attraversano le praterie dei
ricordi. L'amore e la gioia fioriscono nelle vostre aiuole e la pace dello spirito
riempie le vostre valli. Nel cuore si trova il luogo dell'eterna felicità e gli oppressi
della terra trovano ristoro nel vostro giardino. Siete il rifugio segreto, il castello
incantato, il luogo dove tutto è possibile.

Credetemi, è proprio così! Dovete solo uscire dalla mente e immergervi nel
silenzio. Sedetevi sulla poltrona, chiudete gli occhi e ascoltate ogni suono che vi
raggiunge. Le voci della gente sulla strada, il cinguettio dei passeri, il suono
lontano delle campane, ed ecco che giunge il silenzio. Affacciatevi alla sua porta e
osservate lo splendore della sua bellezza senza fine. È la porta sull'estate e la
risposta a tutte le domande. Abbandonatevi alla sua energia inimmaginabile
perché è il creatore di tutti i mondi. Entrate nella sua luce e tutte le paure
svaniranno.

Il mondo dello spirito non si trova lontano e separato dal mondo materiale nel
quale viviamo. Si trova qui, vicino a noi, accanto a noi, nascosto dalle illusioni
create dalla mente. Il campo di tutte le possibilità si trova in ogni luogo e, se
sappiamo guardare bene, possiamo trovarlo. In ogni istante della nostra vita
s’apre la porta che conduce dall’altra parte, ma dobbiamo essere presenti. Il
mistero bussa alla nostra porta e noi siamo perennemente assenti. Dove si trova
la nostra consapevolezza? Perché siamo sempre nel passato o nel futuro? In
questo modo non possiamo fare molta strada. La mente ci tiene lontani dal
presente perché non vuole che scopriamo le sue illusioni. Eppure l’energia è qui,
dentro e fuori di noi, parte di noi. In verità noi siamo l’Essere, la Vita, siamo
questo istante in tutto il suo infinito potenziale.
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Certamente, la terra che stiamo cercando non può essere vista direttamente né
toccata o udita. Eppure è un luogo che si trova alla base di tutto ciò che esiste. È il
silenzio dal quale nascono i suoni, lo spazio vuoto nel quale cose ed eventi
possono trovare posto. Se ascoltiamo attentamente possiamo percepirlo, poiché
ogni suono nasce dal silenzio e ritorna nel silenzio. Una canzone alla radio, le voci
nell’altra stanza, il lontano suono d’un clacson, tutto ci riconduce a questo
mistero. Se ascoltiamo il silenzio da cui prendono origine i suoni possiamo
trovare ciò che cerchiamo. Più diventiamo consapevoli del silenzio esterno e
maggiori saranno la quiete e il silenzio dentro di noi. Più diventiamo sensibili al
silenzio nascosto dietro tutti i rumori e più ci allontaniamo dalla mente razionale.
Questo è un nuovo modo per entrare nello stato di non-mente. Silenzio e quiete
fuori di noi, pace e gioia nel nostro cuore. Siamo passati sull’altra sponda.

Esercizio 9a: ascolta il silenzio


Ogni volta che ascolti il silenzio puoi udire la voce dello spirito. Se crei silenzio dentro di te, entri nel
presente e tutti si accorgeranno della tua consapevolezza.

1) Trova un momento in cui puoi stare tranquillo e mettiti in una posizione comoda; prima di
entrare nel silenzio è necessario rilassare il corpo e la mente.

2) Partendo dai piedi fino a raggiungere la testa, prima tendi e poi rilascia tutti i muscoli del
corpo; non avere fretta.

3) Quando il corpo si trova a suo agio, in pace, prosegui osservando il respiro; segui l’aria che
entra ed esce dalle narici. Ascolta il ritmo del respiro ma non adagiarti in esso, rimani
consapevole di ciò che accade nel corpo e nella mente.

4) Quando hai raggiunto uno stato di tranquillità e di pace, ascolta i suoni che giungono alla tua
consapevolezza. Non farlo con la mente cercando di interpretarli, limitati ad ascoltarli senza
giudicarli o catalogarli.

5) Osserva il silenzio dal quale nascono e in cui ritornano i suoni. Nel momento in cui ascolti il
silenzio la mente si ferma e la calma ti avvolge.

6) Se t’accorgi che un pensiero o un’emozione ti hanno distratto, torna con pazienza ad ascoltare
il silenzio presente tra un suono e l’altro. Può esserti utile ritornare a sentire i messaggi del
corpo, oppure osservare il respiro.

7) Rimani in questa condizione di pace fino a che ti dà conforto. Ora sei in contatto con la parte
profonda della tua Mente. Essa è colma di conoscenza anche se non può trasmettertela usando
le parole. Rimani in attesa di qualunque cosa accada.

Non aspettarti strane visioni né magiche levitazioni o altri trucchi da baraccone. Il potere della Mente
estesa è molto più grande e agisce in profondità. Più tempo dedicherai a questi tuffi nella Verità e più
frutti potrai ottenere.

C’è un modo infallibile per sapere se quello che stiamo facendo è corretto:
valutare il grado di pace e serenità raggiunto durante e dopo queste meditazioni.
Vi sarete accorti che gli esercizi per entrare nel non-manifestato sono molti ma
che la porta è una sola. Entrare nel presente è l’unico modo che abbiamo per
contattare l’ignoto, l’energia che pervade tutto il creato. Le strade sono molte,
scegliamo quella che ci sembra più adatta alla nostra sensibilità. Il segreto è
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quello di vivere il più possibile “qui e ora”, essere presenti a quanto ci accade
istante per istante. Il resto è solo contorno.

Come il suono non può nascere senza il silenzio, così niente di materiale può
esistere senza lo spazio vuoto che lo contiene. Ogni oggetto di questo mondo è
formato da atomi, e gli atomi non sono altro che vuoto. La fisica delle particelle ci
insegna che anche la materia solida più compatta, in realtà, è composta di nulla.
Ciò che vediamo è, per la maggior parte, spazio vuoto. Il campo dal quale prende
origine il mondo è presente in questo “vuoto” senza tempo e senza dimensioni.
Crediamo che solo la materia sia importante ma essa può sussistere solo perché lo
spazio ne permette l’esistenza. Il “nulla” non può essere oggetto di conoscenza
diretta poiché si trova al di là di ciò che la mente razionale può comprendere. Nel
nulla, il tempo e lo spazio perdono ogni significato; non è esistente e non è non-
esistente; si trova al di là di tutto e dove la ragione non può giungere. Non
dobbiamo cercare di capire con la mente questo luogo strano e misterioso, anzi,
questo non-luogo. Dobbiamo semplicemente percepirlo, sentirlo al di là degli
oggetti visibili.

Perché il tramonto è così bello? Perché alla sua magica luce vanno ad ispirarsi gli
artisti? E l’alba, col suo incedere lento e maestoso, non è altrettanto
meravigliosa? Sono momenti sacri nei quali due opposti si incontrano: il giorno e
la notte. L’alba e il tramonto riflettono l’armonia infinita che si manifesta quando
due qualità contrarie si uniscono. La notte e il giorno sono in opposizione tra
loro: o c’è la notte o c’è il giorno; ma all’alba e al tramonto i due estremi si
mescolano, si fondono, diventano una sola cosa; rivelano la loro armonia
nascosta.

Un fenomeno simile accade nell’incontro tra una donna e un uomo. Da soli hanno
un proprio significato limitato, una caratteristica razionale che può essere ben
definita e compresa dalla mente. Ma quando s’incontrano, nel momento in cui
una donna e un uomo si specchiano l’una nell’altro, accade una cosa
meravigliosa: la divinità dell’una esce ad incontrare la divinità dell’altro. È
l’amore che si manifesta in tutta la sua magnificenza su questa Terra. Nessuno
può comprendere quello che accade quando due anime si uniscono; la nostra
mente limitata non può descrivere ciò che non ha confini. La stessa magia si può
cogliere al tramonto, oppure all’alba, quando il mondo della luce s’unisce a quello
delle tenebre. C’è un attimo in cui non sai più se è ancora giorno o se la notte è già
arrivata. E in quell’istante, in quel preciso momento, ti trovi al cospetto del
Mistero. La mente si fa silenziosa e il cuore emerge dalle sedi interiori. Ci sono
luoghi e momenti migliori di questo per pregare?

Esercizio 9b: osserva la natura


La bellezza ama celarsi agli occhi degli umani. Pochi hanno la grazia di accorgersi della sua presenza
nel mondo e di godere dei suoi doni. Anche tu puoi essere tra gli eletti. Dedica, ogni giorno, un po’ di
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tempo al solo scopo di “esistere”, senti la vita che scorre dentro e fuori di te. Il silenzio si ottiene più
facilmente attraverso il contatto frequente con la natura.

1. Entra in sintonia con la natura, avverti le forze misteriose del creato nascoste in tutte le cose e
le creature che ti circondano. Ogni manifestazione della bellezza è una porta di accesso alla
creatività infinita della Mente profonda. Quando ne hai l’occasione osserva in silenzio la vita
che scorre intorno a te: un prato fiorito, un ruscello che attraversa il bosco, il tramonto dorato
del sole o il volo di una rondine nel cielo terso.

2. Osserva il cielo in tutta la sua vastità, prova stupore davanti alla sua magnificenza. Nel
momento in cui ne percepisci l’immensità e l’inconcepibile estensione, ti accorgi che la mente
rallenta la sua attività, automaticamente si crea un certo grado di silenzio interiore. Puoi farlo
di giorno oppure in una notte stellata, l’effetto sarà ugualmente potente. Se vuoi entrare più
facilmente nel silenzio, sdraiati supino sull’erba in una notte limpida e guarda la volta celeste.

3. Ogni volta che te ne ricordi, osserva la bellezza degli eventi che accadono intorno a te. Può
essere un acquazzone improvviso, una fitta nevicata, la visione della vastità del mare o la
calma profonda di un lago di montagna. Fermati ad ammirarne la bellezza e il mistero, sentiti
parte di quello che vedi, ma non verbalizzare. Non trasformare le immagini in parole, non è
necessario. Più verbalizzi e più ti allontani dalla verità che ti circonda.

4. L’osservazione della bellezza è un potente mezzo per creare il silenzio. E quando la mente si
calma puoi sentire dentro di te la sacralità della vita. Lascia che l’indescrivibile si avvicini,
permetti al mistero e alla magia di penetrarti. Entra in tutto ciò senza commenti né giudizi o
considerazioni filosofiche.

La meditazione è la scoperta che esiste un luogo che non è stato ancora contaminato dalle cose di
questo mondo. Qui non esistono pensieri o desideri, passato o futuro, e niente che la mente possa
immaginare. Solo il silenzio e la luce della tua presenza abitano la tua terra. Entra in questa
solitudine infinita, nella bellezza del tuo amore e raggiungi il luogo dove eterna è la beatitudine.

Spazio e silenzio sono manifestazioni diverse della medesima cosa: il campo


infinitamente creativo dell’Essere, il luogo da cui nascono tutte le cose. Entrare in
contatto con essi significa trovare la quiete, la calma e la sicurezza che niente può
scalfire. E quando la mente è calma e tranquilla appare la creatività. Solo in
questa condizione abbiamo il potere di influire sulla nostra vita e su quella di
quanti ci stanno vicini. La maggior parte degli uomini e delle donne del pianeta
vivono invece nel caos e nella confusione, preda di una mente confusa e
impotente. Osservare la bellezza del mondo può diventare un ingresso al non-
manifestato, a ciò che non può essere nominato o definito. Vedere negli altri e
nella natura la parte migliore significa acquisire dentro di noi il bene e l’armonia
che scorgiamo al di fuori. Rivolgere l’attenzione alle cose belle della vita fa
nascere sentimenti di serenità e di pace. In questo caso la mente non potrà che
adeguarsi e il mondo rifletterà la nostra gioia.

Anche chi vive in città può facilmente contemplare la bellezza della natura. È
sufficiente alzare gli occhi e guardare il cielo sopra di noi; può farlo chiunque. Il
cielo non ha confini. Le nubi veleggiano indisturbate lungo le illimitate strade
celesti. Non esistono recinti in cielo, né muri né proprietà privata. Il cielo è di
tutti! La terra invece è stata saccheggiata, separata, strappata e rubata, inquinata
e ferita. Ma il cielo è sempre lì, per tutti, per la gioia dei nostri occhi. Sempre
diverso e sempre uguale, coi suoi colori variegati, con le sfumature delicate e con
le sue forme mutevoli. Nessun quadro può reggere il suo confronto. Nulla è bello
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e libero come la volta celeste! Nessuna mano rapace ha sporcato l'azzurro del
cielo; né la bellezza dei tramonti quando la terra s’appresta al riposo né il fascino
dell'aurora quando giunge con le sue vesti rosate.

Nel cielo nessun colore è discriminato: il sereno azzurro, il rosso fuoco, il verde, il
giallo e le sfumature nocciola all'imbrunire, e il nero delle tempeste. Il cielo senza
confini accoglie gli sguardi d'ogni donna e uomo del pianeta, senza chiedere la
nazionalità, o la razza, la religione o il credo politico; e senza pretendere
nemmeno il libretto degli assegni o la carta di credito. Il cielo è di tutti e di
nessuno, e un giorno anche la terra tornerà ad esserlo; com'era agli inizi, quando
Dio e l'uomo camminavano assieme, mano nella mano. Liberiamo la terra da
tutte le divisioni e le separazioni, risaniamo le sue ferite. Essa deve riflettere
l'armonia e la bellezza del cielo perché il cielo e la terra siamo noi; siamo una sola
cosa con l'infinita bellezza della natura, e non lo sappiamo.

Quello che sperimentiamo è l’immagine di come siamo dentro, un riflesso delle


nostre aspettative. Se creiamo il futuro sulla base del passato, quando proiettiamo
le nostre paure sugli eventi che devono ancora accadere, la vita non cambierà
mai. La mente non può creare nulla di nuovo poiché agisce in base alla memoria
accumulata. Se lasciamo che sia il passato a creare il futuro, la vita si ripeterà
sempre uguale a se stessa; malgrado tutti i tentativi non riusciremo a cambiare in
meglio la realtà. Se non ci aspettiamo lo sconosciuto non troveremo mai la Verità.

Non è con lo sforzo, o con un atto di volontà, che possiamo creare qualcosa di
nuovo ma affidandoci all’energia nascosta dentro di noi. La Mente profonda
dispone di una conoscenza superiore a quanto noi possiamo immaginare ed è in
grado di operare le scelte più giuste per crearci un futuro migliore. Più viviamo
nel presente e maggiori saranno i risultati che otterremo, questo è il segreto. Ogni
volta che ci affidiamo all’ignoto, poniamo le premesse in grado di realizzare i
nostri desideri. E quando siamo nel presente, attenti a ciò che ci succede,
consapevoli dell’attività della mente, mettiamo in moto il potere
dell’inconoscibile, di ciò che si nasconde dietro la realtà delle cose.

Perché lottate così duramente per ottenere ciò che desiderate? Non avete fiducia
nella vita? Pensate che la felicità sia una cosa da conquistare? Guardate che per
realizzare i sogni esiste una strada più facile. Essere felici è un vostro diritto, la
vostra condizione naturale. Non capite che più vi sforzate e maggiori saranno gli
ostacoli che dovrete superare? Il mondo intero è a vostra disposizione, ma dovete
crederci. La forza infinita che ha creato il sole e le stelle è pronta a darvi ciò che vi
serve ma, se non lo credete, tutto diventa difficile. Volete realizzare qualcosa ma
non ne siete pienamente convinti, desiderate che le vostre relazioni migliorino ma
ne dubitate fortemente. Non avete fiducia in voi stessi? Come potete cambiare la
vostra vita se pensate che sia impossibile? Accettate la realtà che sta alla base
dell’esistenza. Lasciate che le cose siano esattamente così come sono e
abbandonatevi all’infinita forza della natura. Non c’è niente che dovete fare, basta
solamente essere quello che siete. Non ha forse detto Gesù: “Chiedete e vi sarà
dato, bussate e vi sarà aperto”? Abbiate fiducia nel vostro potere. Sì, detenete un
75
grande potere: quello di creare le vostre esperienze. Accettatelo, e tutto accadrà!
Esprimete le vostre intenzioni con fiducia e l’universo intero si metterà in moto.
La vita vuole rendervi felici, ma dovete volerlo anche voi.

Se lo farete, se avrete fiducia, si manifesteranno coincidenze inattese, incontri


decisivi, intuizioni profonde e desideri che si avverano. Non meravigliamoci per
le cose strane che cominceranno ad accaderci, questo è il potere dell’ignoto che si
manifesta. Il mistero è sempre lì, in attesa, pronto ad incontrarci e a riversare su
di noi la sua benedizione. È nascosto dietro ogni angolo, dove attende con
pazienza infinita; ma noi siamo lontani e non gli diamo la possibilità di
manifestarsi. Un solo ostacolo s’oppone a queste meraviglie: il dubbio. La vita ci
invita a superare i vecchi limiti, ad uscire dalla prigione che l’ego si è costruita,
ma la scelta ultima è sempre nostra. Possiamo entrare con fiducia nel nuovo
oppure perseverare sulla strada vecchia del dolore e della solitudine.

Esercizio 9c: entra nello sconosciuto


La mente ha paura dell’ignoto, di ciò che non conosce. Nel momento in cui abbandoni le cose
conosciute ed apri le braccia a quello che la vita ha preparato per te, di qualunque futuro si tratti, la
mente si ritrae. Ecco un nuovo modo per aprire la porta al mistero.

1) Cerca un luogo tranquillo ed entra nel silenzio. Puoi usare un metodo qualunque, quello che ti
piace di più: ascoltare il corpo, osservare il respiro o l’attività della tua mente.

2) Non avere fretta, prenditi tutto il tempo che serve, e trova la pace del cuore.

3) Quando la mente si è calmata e i pensieri scorrono sempre più lenti, nel momento in cui non
riesci più a distinguere te stesso dal mondo che ti circonda, affidati all’ignoto. Lascia che la
forza nascosta nel cuore lavori per te.

4) Non c’è niente che devi fare o pensare, ora sei una sola cosa con l’energia che ti attraversa;
sei arrivato, sei a casa, sei in salvo.

5) Ciò che devi sapere ora ti verrà svelato e quello che devi avere ti verrà dato. Qualunque cosa
ti giunga sarà per il tuo bene.

6) Abbandona la paura e ogni preoccupazione, lascia andare l’ansia e tutte le negatività.


Affidati al potere infinito che ha creato l’universo. Non sei mai stato solo, la forza della vita ti
è sempre stata vicina.

7) Ora sei alla presenza della tua parte divina: affidati alla sua potenza infinita, e resta così, in
silenzio, fino a quando lo riterrai opportuno. Sei di fronte al mistero, a ciò che non si può
nemmeno concepire. Lascia che tutto si compia.

Esporti alla presenza dell’Essere, in attesa di quello che può venire a te dalla Fonte infinita nascosta
sotto il velo dei pensieri, è la soluzione di tutti i tuoi problemi. E quando sei in attesa, alla presenza del
Grande Mistero, quando aspetti con trepidazione e completa accettazione ciò che lo sconosciuto ti sta
preparando, la mente si calma da sola. E quando la mente è calma e tranquilla, giunge l’Inaspettato.

La nostra vita trascorre in una continua lotta per ottenere qualcosa, raggiungere
un obiettivo o conseguire comunque un risultato. Siamo convinti che senza uno
sforzo, una lotta quotidiana, sia impossibile vivere. Pur tuttavia, malgrado tutti
76
gli sforzi, non riusciamo a raggiungere, non dico la felicità, ma nemmeno una vita
serena e priva di tensioni. Dentro di noi è presente una sorta di vuoto che non
riusciamo a colmare, un’insoddisfazione generale che ci spinge alla continua
ricerca d’una condizione migliore. Desideriamo cambiare la nostra vita e per
questo lottiamo con tutte le forze. Passiamo il tempo cercando di afferrare
persone e cose, convinti di poter raggiungere la felicità. Purtroppo, questa lotta,
questa attività, finisce solo per creare nuovo dolore. Se analizziamo la nostra vita
scopriamo che tutti i nostri tentativi non ci hanno portato da nessuna parte.
Questa è la semplice verità ma continuiamo ugualmente a lottare, sperando
sempre in un cambiamento futuro.

Si può ottenere la felicità attraverso una lotta? Avete provato a raggiungere


l’amore o la gioia? Certamente è impossibile. Nuovi desideri si accavallano nella
mente senza che riusciamo a fermarli. Il dolore nasce dal fatto che non ci piace la
situazione in cui ci troviamo e vogliamo cambiarla, non accettiamo “ciò che è” e
vogliamo trasformarlo in qualcos’altro. Cerchiamo continuamente di fuggire dal
momento presente per raggiungere un futuro che speriamo migliore. In questo
modo non saremo mai felici perché la felicità può esistere solo in questo istante,
nel momento preciso in cui ci troviamo. Non si può essere felici domani, o ieri;
questa condizione è una qualità del “presente”. L’appagamento giunge quando si
accetta ciò che esiste, si comprende la bellezza del momento e non si lotta per
cambiarlo.

Nel momento in cui accettiamo la realtà, la lotta ha termine. Quando la nostra


attenzione è rivolta al presente, la mente si calma da sola. Non serve altro per
dare inizio al cambiamento. Accettando la nostra incompletezza e solitudine,
osservando il vuoto esistenziale che la lotta ha creato in noi, entriamo in uno
stato creativo in grado di dare inizio alla vera trasformazione. Quando la mente è
calma e tranquilla è possibile accedere ai poteri della sua parte profonda, alle
qualità che sono già presenti in noi ma non abbiamo ancora usato in modo
consapevole. In questa condizione di pace ci renderemo conto che non ci manca
niente per essere completi e felici. Lo siamo già, lo siamo sempre stati.
77

La strada del cuore


è un varco tra le nubi
lunga scala di vento
prato di papaveri
ombra tra gli alberi
mormorio di ruscello.

La strada del cuore


è un sogno colorato
silenzio nella notte
sorriso d'un bimbo
tappeto di stelle
volo di gabbiano.

I frutti della presenza

1) Una semplice verifica


Quando ci guardiamo allo specchio possiamo vedere come siamo fatti, qual è la
nostra immagine, la forma del nostro corpo. Certamente non possiamo sapere
come ci vedono gli altri, poiché ognuno osserva il mondo col filtro della propria
mente. Ma noi possiamo vederci molto bene, lo specchio riflette la nostra
immagine in modo abbastanza veritiero. Viviamo da così lungo tempo con noi
stessi che pensiamo di conoscerci a fondo. Ma è proprio così? Ci conosciamo
veramente o ci riferiamo semplicemente alla nostra immagine esteriore?

Conosciamo il nostro carattere? Abbiamo una conoscenza abbastanza precisa


della nostra personalità? Esiste un equivalente dello specchio in grado di dirci chi
siamo? Possiamo convenire che non è facile rispondere a queste domande perché
la mente crea una copia distorta di noi stessi. Se vogliamo sapere come siamo
fatti non dobbiamo usare la mente, conviene seguire un’altra strada. È necessario
osservare i nostri rapporti, le relazioni che ci legano agli altri e alla realtà in cui
viviamo.

Il mondo è uno specchio che riflette fedelmente come siamo dentro di noi. Se
osserviamo come ci comportiamo con le persone che ci sono più o meno vicine,
impareremo molto su noi stessi. Potremo conoscerci meglio che non andando dal
più famoso analista. Le persone che incontriamo per strada, i colleghi di lavoro, i
familiari, i parenti e gli amici riflettono la nostra visione del mondo e le nostre
convinzioni più profonde. Se sapremo guardare con pazienza e continuità, con
onestà e senza preconcetti, conosceremo noi stessi.

Il fondatore della semantica, il polacco Alfred Korzybski, soleva dire che noi
siamo le nostre relazioni. Cosa intendeva con questo? Voleva semplicemente
affermare che non si può vivere in isolamento, che “essere” significa “essere in
78
relazione con gli altri”, con la natura e le cose che ci circondano. Se vogliamo
sapere come siamo, specchiamoci nei nostri rapporti. Osserviamo come parliamo
alla gente, con chi ci vive accanto. Siamo gentili solo con chi può darci qualcosa in
cambio? Siamo pieni di riguardo solo verso le persone importanti? Se è così, in
noi c’è qualcosa che non va. Osserviamo bene il nostro comportamento.

Che rapporto abbiamo con la natura? Come trattiamo gli animali e le piante che
condividono con noi questo meraviglioso pianeta? Siamo sempre gentili con gli
altri, oppure passiamo gran parte del tempo criticando e giudicando? Ricordiamo
che i difetti che vediamo nel prossimo riflettono la confusione che abbiamo
dentro di noi. Come vediamo i diversi, coloro che per qualunque ragione
consideriamo stranieri? Come trattiamo chi non la pensa come noi? Siamo in
grado di vedere nell’altro un differente aspetto di noi stessi? Se osserviamo tutto
questo, scopriremo come siamo e non come crediamo di essere.

Davanti a noi si stende un campo d’azione infinito. Attraverso l’osservazione


continua impareremo a conoscerci e a volerci bene, e conoscersi è importante,
fondamentale. Per cambiare in meglio la nostra esistenza dobbiamo prima sapere
come siamo ora, in questo momento. Vedrete che sarà una cosa bellissima;
potremo migliorare la nostra vita e, nello stesso tempo, dare un grande
contributo alla trasformazione del mondo. Se cambiamo noi, automaticamente
cambieranno anche gli altri. Ogni nostra azione produce degli effetti, e questi ne
determineranno altri con una reazione a catena di cui è difficile prevedere le
conseguenze. Questa è la grande verità: solo cambiando noi stessi cambierà la
società nella quale viviamo.

Quando usciamo dalla mente, nel momento in cui il flusso dei pensieri rallenta, ci
svegliamo alla verità. E che cos’è la verità se non la consapevolezza d’essere in
relazione con il mondo che ci circonda, la certezza del legame indissolubile che ci
unisce a tutti gli esseri viventi? Nel momento in cui siamo presenti scompare
l’illusione del nostro “ego”, la convinzione di essere qualcosa di separato e diverso
dagli altri. Quando entriamo nel presente veniamo a contatto con un’energia, una
forza, un’essenza oltre ogni umana immaginazione. Nel preciso istante in cui ci
rendiamo conto d’essere vivi, quando sentiamo la vita scorrere in noi, ci
svegliamo dal sogno e torniamo ad essere noi stessi. Se riusciremo a raggiungere
questa magica condizione scopriremo chi siamo veramente.

E quando siamo qui, nell’istante e nel luogo esatto dove ci troviamo, ha inizio la
trasformazione. Non è difficile, basta chiudere gli occhi e ascoltare con attenzione
quello che sta accadendo. Ogni suono ci appartiene e ciò che vediamo è la nostra
immagine riflessa. Siamo il trillo del passero nel giardino, le voci nell’altra stanza,
il rumore del traffico lontano. Siamo ciò di cui diventiamo consapevoli; anche le
emozioni che proviamo e le sensazioni del corpo sono in noi, parte di noi. Cosa ci
manca in questo momento? Cosa vogliamo ottenere o raggiungere? Nulla! Siamo
già tutto. Non è meraviglioso? Abbiamo scoperto che quello che cercavamo era
già qui, vicino a noi, accanto a noi, dentro di noi. È questo il momento in cui, per
79
la prima volta, troviamo la quiete, la pace, la serenità. Adesso cominciamo a
ricevere ciò che la vita ha preparato per noi.

Non è facile stabilire i progressi che abbiamo fatto lungo il nostro percorso
spirituale; la mente non può farci conoscere direttamente il grado di “presenza”
raggiunto. Se è vero che i test non riescono a misurare l’intelligenza di una
persona, tanto meno possono analizzare ciò che si trova al di là della ragione
stessa. Nondimeno si possono preparare degli indici abbastanza validi per farci
capire se stiamo andando nella giusta direzione. La strada è quella di esaminare i
nostri comportamenti. Da essi è possibile capire i progressi che abbiamo fatto o, il
che è lo stesso, la strada che ancora ci rimane da percorrere. Il livello di
consapevolezza che si può raggiungere non ha limiti se non quelli che poniamo
con i nostri dubbi e le nostre paure.

Alcune domande
Rispondi con la massima onestà alle seguenti domande. Se la tua “presenza” è sufficientemente
radicata, le risposte saranno quasi tutte negative.

1. Ti senti solo e separato dagli altri, con la sensazione che il mondo che ti circonda è pieno di
difficoltà e pericoli?

2. Cerchi sempre di andare da un’altra parte, in un luogo diverso da dove ti trovi ora, e con la
convinzione che là sarai più felice?

3. Stai aspettando che qualcosa o qualcuno venga a salvarti, a porre fine alle tue sofferenze?

4. Ti senti spesso in colpa, non meritevole o comunque inadeguato?

5. Le cose che fai sono sempre dirette a ottenere qualcosa nel futuro e ti dimentichi che la vita è
qui, in questo istante?

6. Pensi che avendo più denaro o essendo più bello o più giovane saresti più felice?

7. Rimandi sempre l’appagamento al domani e ti fai sfuggire il presente, l’unico tempo che
esiste?

8. I tuoi rapporti con gli altri e col mondo sono difficili e spesso conflittuali?

Se ci sono troppi sì nelle tue risposte, significa che non stai vivendo nel modo giusto. Devi essere più
presente, più radicato al corpo. Se questa è la tua situazione vuol dire che vivi troppo nella mente e
che la potenza e la creatività del momento presente sono fuori dalla tua portata. Il passato oscura la
tua esistenza con la sua ombra e il futuro che ti attende è creato da una condizione di mancanza e
infelicità. In questo caso la vita ha perso la sua bellezza e le giornate scorrono ripetendo infinite volte
il medesimo copione. La mente ti suggerisce continuamente azioni che non fanno che aggravare la tua
situazione.

Probabilmente ci troviamo nella medesima condizione della maggior parte della


gente che crede di vivere e invece si muove nel sogno creato dalla mente. Esiste
una sola soluzione, aumentare la nostra presenza. Si tratta di tornare a vivere,
istante per istante, come facevamo da bambini. Sentire la vita che ci attraversa
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con tutta la sua gioia. Proviamo a vedere le cose per quello che sono e non come le
vede la mente. Guardare alla vita con occhio positivo non è difficile.

Oggi è un giorno stupendo. Il sole splende sopra di noi, il vento è frizzante e l’aria
che ci avvolge porta la vita ad ogni respiro. I fiori dei giardini donano colori senza
fine, la natura è in festa e la vita vuole farci felici. Non vedete l’azzurro del cielo e i
colori che vi circondano? Tutto è stato creato per voi, perché possiate essere felici
e vivere bene. Non vi manca nulla. Possibile che siate insensibili a tanta bellezza?
Continuate a lamentarvi e vi sentite soli. Siete in balia dell’ansia e delle negatività
che vi propina la mente. Guardate che non c’è nessuno che vi tiene prigionieri
delle vostre paure, nulla che vi costringa a rimanere nello spazio angusto che vi
siete creati. Siete fatti per volare, per spaziare nel cielo infinito. Non vi sono
limiti. Non v’accorgete che la porta è aperta, spalancata davanti a voi, che un
passaggio si apre ad ogni istante? Dovete solo uscire, decidere che è il momento
di cambiare. Uscite dalla mente, nessuno ve lo impedisce. Non vi sono cherubini
con la spada sguainata a guardia del paradiso. La felicità è lì, davanti a voi, che
v’attende da sempre. Entrate nei suoi sentieri e liberate la vostra gioia. Non
trattenetela ancora nella vostra prigione, non perdete anche questa occasione. La
vita è un uccello dalle piume dorate ed è fatta per andare lontano. Volate con la
felicità e dimenticate tutto il resto. Siete stati creati per questo.

Le cose da ricordare
La mente è piena di ricordi, informazioni e convinzioni che ostacolano grandemente il tuo cammino
spirituale. È quindi necessario sostituire le vecchie credenze con nuove idee su di te e sull’esistenza.

1. Alla base di tutte le forme di vita presenti sulla Terra esiste una forza, un’energia che consente
a tutte le cose di esistere. Questo Essere è presente anche in te e forma la tua vera natura.
Dietro il velo del tuo ego e la forma del corpo, si nasconde lo spirito infinito che è in te e che è
te. Trovare un contatto con la divinità e diventare consapevoli della sua presenza in ogni
istante della vita significa trovare la salvezza.

2. Il mondo esteriore è un riflesso della tua consapevolezza. Se dentro di te trovi la pace e la


tranquillità, incontrerai la gioia anche fuori di te. Ciò che esiste è la manifestazione dello
stesso spirito infinito che ha creato l’universo, non v’è alcuna differenza tra te e gli altri, tra te
e il mondo. Per cambiare la realtà basta cambiare il tuo modo di vedere le cose.

3. Ogni decisione che prendi ha un effetto sul futuro. Tutte le esperienze che vivi e le cose che ti
accadono sono determinate dalle scelte che hai operato nel passato. Se vuoi che il futuro sia
migliore del presente, fa in modo che le tue decisioni siano prese dal cuore e non dal tuo ego.

4. Aumenta la tua consapevolezza cercando di vivere il più possibile nel presente. Sii
consapevole di quanto accade dentro e fuori di te in ogni istante. L’attenzione al momento
presente è l’unico strumento che hai a disposizione per cambiare in meglio la tua vita. Trova il
tempo per meditare, scopri la pace interiore e il silenzio dal quale nascono tutte le cose.

5. Accetta ciò che esiste perché è l’unica realtà. Ogni volta che ti opponi al flusso della vita, ti
opponi a te stesso poiché il mondo è un riflesso della tua consapevolezza. Se vuoi cambiare le
tue esperienze, sii più presente. Non è necessario lottare per realizzare i tuoi sogni, ma affidati
al potere creativo della Mente profonda.
81
6. Quando esprimi un giudizio su una persona o una situazione, in realtà giudichi te stesso. Se
non accetti gli altri non accetti nemmeno te. Come puoi essere felice se pensi di non meritarlo?
Abbandona il ruolo di giudice per assumere quello di fratello; gli altri fanno quello che
possono, come te. Nessuno è colpevole perché ognuno si comporta in base alla propria
consapevolezza. Il perdono pone termine a tutte le sofferenze.

7. Ognuno ha una capacità particolare, una cosa che riesce a fare meglio degli altri. Una volta
scoperto questo dono, impiegalo per realizzare te stesso e per aiutare gli altri. Nel momento in
cui decidi di soccorrere il prossimo, la forza dell’universo si metterà a tua disposizione. Più
darai agli altri e più avrai per te.

Un nuovo giorno bussa alla nostra porta. Accogliamolo come un fratello poiché
riflette la nostra immagine. Non vedete il colore dei vostri occhi nella sua luce?
Non sentite l’energia pulsare nelle vene? Ancora una volta il ciclo della vita
riprende il suo moto eterno. L’aria è colma di gioia, siete pronti a riceverla? In
questo istante voi siete il signore, siete il padrone, potete decidere come si
svolgerà la vostra giornata. Non creiamo barriere tra noi e ciò che ci circonda, fra
noi e il mondo, lasciamo che le cose siano così come sono. Abbandoniamoci al
divenire, al flusso incessante degli eventi. Il mondo non può essere con noi se
prima non saremo con lui. Accettiamo questo momento senza porre condizioni o
giudizi. Diventiamo quest’istante e non opponiamoci alla realtà e tutto andrà per
il meglio.

Avvertiamo una sottile presenza? Una sensazione di tranquillità e di pace? È la


nostra parte profonda che si desta dopo un lungo sonno. Non è meraviglioso? La
vita è qui, in questo istante. Non cerchiamo nel futuro ciò che possiamo avere
adesso. Non c’è niente che possa darci felicità o appagamento nel domani. Il
futuro non esiste, deve ancora essere creato. In questo momento il futuro è solo
una proiezione della nostra mente, un’illusione. Il profumo dei fiori, il volo alto di
un gabbiano, l’aria stessa ci annuncia una nuova presenza. Il brusio dei passanti,
il rombo di un motore, il rintocco lento d’una campana ed ecco che una porta si
apre. Ad ogni istante la vita bussa alla nostra porta, perché esitiamo ancora?
Siamo già arrivati. Dobbiamo solo entrare e abbandonarci alla dolcezza del
momento presente.
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Profumo di primavera
in una notte incantata,
chiara aurora
dai lunghi capelli dorati,
crepitio di pioggia
tra le foglie verdi.

Raggio di sole
dopo un temporale estivo,
soffio di vento
tra pensieri mattutini,
aroma di caffè
in un mattino nebbioso.

2) Amore e gioia.
La gioia e l’amore non sono emozioni ma un effetto sicuro della nostra presenza;
sono condizioni che si manifestano quando siamo consapevoli, in uno stato di
sintonia interiore col nostro Essere. La gioia e l’amore sono la condizione
naturale d’ogni donna e d’ogni uomo. Quando la mente è calma e tranquilla, nel
momento in cui si creano intervalli nel flusso dei pensieri, la gioia e l’amore fanno
la loro comparsa. La maggior parte delle persone che conosciamo non si trova in
questa magica condizione perché vive troppo nella mente, in preda a tutte le
paure dell’ego.

Ci sono momenti, degli attimi che tutti hanno provato, in cui la mente rimane
muta di fronte ad uno spettacolo di rara bellezza. Improvvisamente, senza che ce
ne rendiamo nemmeno conto, appare un senso di pace profonda, una sorta di
quiete interiore nella quale tutti i nostri problemi e le paure svaniscono come
d’incanto. E in questa pausa mentale sorge la gioia d’essere vivi, un profondo
moto d’amore. Di solito è una condizione momentanea che scompare quando la
mente riprende la sua attività. La gioia e l’amore rivelano il nostro grado di
consapevolezza; non sono emozioni legate al pensiero ma il flusso di energia che
si stabilisce quando siamo presenti. È ciò che viene a noi dal luogo dove riposa,
come uno splendido gioiello, la nostra natura divina.

Non confondiamo la gioia col piacere, sono sensazioni completamente diverse. Il


piacere è un’emozione, solitamente di breve durata, che si crea ad opera d’una
condizione esterna: il possesso di un oggetto che desideravamo, la realizzazione
di un sogno cullato da tempo o il raggiungimento di un obiettivo che ci eravamo
posti. Il piacere è facilmente distinguibile dalla gioia perché può trasformarsi
rapidamente nel suo contrario. Ciò che ci dà piacere oggi, domani ci porterà
dolore; non possiamo sbagliarci. Un esempio lo possiamo vedere in quello che
viene chiamato amore e che invece è una sorta di desiderio o amore condizionato.
Quante volte l’amore che abbiamo provato per una persona si è trasformato in
odio? È bastato che la persona amata non corrispondesse più alle nostre
aspettative perché tutto si trasformasse in ostilità e rancore. Questo tipo d’amore
83
non ha niente da spartire con lo stato di “amore” che proviamo quando siamo
collegati con l’Essere che soffonde ogni atomo dell’universo.

L’amore di cui parlano i giornali o la televisione è un rapporto di scambio tra due


persone, che dura finché le aspettative di entrambi sono soddisfatte. Ecco perché
questa relazione conduce spesso al dolore. Non è una condizione dell’anima ma
un’emozione che si può trasformare in odio alla minima occasione. Il vero amore
non fa soffrire perché, come la vera gioia, è una condizione che nasce quando
siamo in sintonia con lo spirito. Può svanire solo se la mente prende il
sopravvento ma, nel momento in cui ristabiliamo il silenzio, esso ritornerà a darci
conforto. La gioia e l’amore non possono essere persi ma solo dimenticati.
Quando scordiamo la nostra natura divina e perdiamo il contatto con la luce che
brilla dentro di noi, si forma una barriera tra noi e l’amore, tra l’ego e il Sé.

Un tempo eravamo tutti uniti, una sola cosa con lo spirito infinito che pervade
ogni atomo di questo mondo. Oggi invece ci troviamo separati, incarnati in
questo corpo. Siamo in viaggio verso l'ignoto. L'amore che proviamo, la
misteriosa nostalgia che ci attraversa, è il desiderio di tornare uniti come quando
eravamo Uno con la forza dell’universo. La solitudine, che talvolta ci avvolge col
suo mantello di tristezza, richiama il tempo felice dell’unità con tutto il creato.
L’amore è l’unica cosa che può salvarci. Non è possibile trovare la salvezza con
altri mezzi. Quando siamo in Amore, proviamo in anticipo quanto ci toccherà una
volta tornati a casa. Amare è il nostro solo desiderio, lo scopo dell’esistenza,
l'unica ragione per cui valga la pena di vivere. Apriamo il cuore, abbandoniamo
ogni paura e tutte le negatività, lasciamo andare le preoccupazioni e aspettiamo
fiduciosi il suo arrivo. Quando il cuore tornerà puro e innocente come quello di
un fanciullo, l'amore saprà ritrovarci.

La solitudine
Ecco alcune domande che puoi farti per stabilire la tua presenza, il livello della tua consapevolezza.

1. Ti senti solo e non amato?

2. Provi una sensazione di vuoto profondo nella tua vita?

3. Cerchi continuamente qualcosa o qualcuno che venga a salvarti dalla tua infelicità ed
inquietudine?

4. Ti senti sempre inferiore o superiore agli altri o comunque molto diverso?

5. Ti consideri indegno o non meritevole d’essere amato?

6. Ti sembra che il mondo sia un luogo inospitale e la vita una continua lotta?

Se questa è la tua condizione significa che hai perso il collegamento con la tua parte profonda, che vivi
in balia della mente che cerca di separarti dal mondo e dagli altri. Hai una sola possibilità: tornare ad
essere presente, ritrovare il collegamento con lo spirito. Devi rintracciare l’ingresso al non-
manifestato affinché torni a scorrere, possente, il flusso dell’amore.
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L’amore non può essere cercato e nemmeno trovato. Possiamo cercare un


ingresso al non-manifestato, un varco tra il mondo della forma e quello dello
spirito. E, quando l’avremo trovato, l’amore tornerà a fluire con tutta la sua forza
ed energia. Siamo stati creati per amare ed essere amati. Siamo amore che si è
fatto visibile, spirito che si è svelato. Ma noi restiamo ancorati alle cose materiali
e ci identifichiamo col nostro ego, ecco perché ci manca sempre qualcosa. Questo
vuoto esistenziale incombe su di noi facendoci sentire soli e non amati, inadeguati
e non degni d’essere felici.

Essere in amore significa sentirsi uniti alla natura e al mondo che ci circonda, in
relazione positiva con tutte le persone che ci vivono accanto. Non si tratta di
semplice innamoramento, non è il legame che ci unisce ad una sola persona bensì
una condizione dell’anima. In questo stupendo stato, non ci sentiamo più soli e
separati dagli altri ma parte dell’infinito legame che unisce tutti gli atomi
dell’universo. Non diamo per scontato questo sublime sentimento, lasciamolo
fluire verso l’esterno, perché l’amore che non fluisce diminuisce d’intensità fino
ad esaurirsi. Manifestiamo amore alle persone che ci stanno vicine, anche solo
verbalmente. Talvolta basta una parola affettuosa per dare inizio ad una
successione di eventi positivi.

Parlare d’amore non è inutile o puerile oppure stupido, e non è nemmeno una
“cosa da donne”, bensì un’espressione dolcissima. Quante parole d’amore sono
state pronunciate dall’inizio del mondo? Quanti uomini e donne hanno udito il
loro suono melodioso: “Amore mio” Sono parole magiche che hanno il potere di
creare felicità a chi le pronuncia e a chi le ascolta, parole divine che richiamano la
presenza dello spirito. Ricordatevi che l’amore conduce direttamente al cuore
dell’Essere, vi danno il potere di creare qualsiasi cosa desideri il vostro cuore. E
quando due persone si scambiano il loro amore, è sempre presente il dio della
Vita. In quei momenti, un canto celeste sale fino al cielo trasformandosi in
preghiera. Tra i due amanti nasce un dialogo divino, un rapporto che vede lo
Spirito come presenza unificante. Non tenete per voi questo sentimento sublime,
lasciatelo fluire verso gli altri e tornerà a voi moltiplicato.

Possiamo discutere sull’amore, scrivere poesie su questo argomento, oppure


pensare alla donna o all’uomo che desideriamo, ma certamente questo non
significa che siamo capaci di “amare”. Nella nostra società tutti parlano di questa
magica condizione: alla televisione, nei films, sui giornali e anche al bar; ma
questo non può aiutarci a capire cosa significhi “amare”. Quanti libri sono stati
scritti su questo argomento? Moltissimi! E tutti descrivono l’amore come una
relazione fra due o più persone. Ma questo non è l’amore! Amare non significa
pensare alla persona con la quale siamo legati sentimentalmente, non vuol dire
scambiarsi parole affettuose o tante coccole. L’amore è una condizione
dell’anima, uno stato nel quale ci sentiamo in comunione col mondo intero. E
quando siamo una sola cosa con quanto ci circonda possiamo sperimentare la
presenza divina dentro di noi. In questo caso siamo in amore, stiamo amando o, il
che è lo stesso, siamo innamorati della Vita.
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L’amore non si trova fuori di noi, nel mondo esterno; è una sensazione che nasce
da noi, che cresce in noi e che possiamo sperimentare solo in prima persona. Non
importa se c’è qualcuno che risponde al nostro sentimento: l’amore comincia con
noi e finisce con noi. E quando siamo in amore, nel momento in cui ci sentiamo
uniti a tutte le creature dell’universo, non abbiamo più bisogno d’essere amati.
Sarà l’amore che ci troverà, qualunque sia il nostro aspetto fisico. Solo chi vuole
essere amato deve essere attraente, interessante, intelligente, bello o giovane; chi
ama non ha bisogno di nulla. E questo vale anche nel nostro rapporto con Dio.
Amare lo Spirito non significa pensare a Dio o parlare di Dio, oppure pregarlo in
ginocchio; amare Dio vuol dire sentirsi una sola cosa con Lui. Questo è l’amore.
Siamo consapevoli dell’azzurro del cielo e della luce del sole? Vediamo i colori
sgargianti dei fiori nei giardini, la luce divina che brilla negli occhi delle persone
che incontriamo? Ci sentiamo parte della natura e gioiamo in essa? Allora siamo
in amore!

Aprire la porta all’amore


Inizia l’esercizio con un profondo rilassamento del corpo e della mente. Diventa consapevole del
respiro, ascolta l’aria quando entra ed esce dalle narici. Senti i messaggi che il corpo ti trasmette in
ogni istante e abbandona tensioni e paure.

1. Quando senti d’essere sufficientemente calmo e tranquillo, rivolgi l’attenzione al cuore. Non
cercare di sentire il suo battito o altre sensazioni fisiche ma poniti in attesa di qualunque cosa
lo spirito voglia comunicarti. Abbandonati con fiducia alla tua energia interiore e lascia che
la Mente profonda si riveli.

2. Apri l’infinita sorgente d’amore nascosta nel cuore e invia a tutte le persone che ti sono care la
luce del tuo amore. È un flusso di energia che esce da te e che raggiunge tutti quelli che ami
ora o che hai amato nel passato.

3. Lega in un unico abbraccio tutte le persone che conosci, gli amici, i parenti e tutti quelli che ti
sono vicini in questo momento. Non dimenticare chi ti ha amato o voluto bene anche a tua
insaputa; certamente sono state molti.

4. Irradia amore e luce a quanti ti hanno mostrato la loro amicizia e gentilezza, ai vicini di casa,
ai colleghi di lavoro, a tutte le persone che oggi hai incontrato o che incontrerai più tardi, pur
senza conoscerle.

5. Avvolgi con la tua compassione anche le persone che ti sono indifferenti, chi non hai mai
notato o che hai sempre trascurato. Manda il tuo amore a quanti ti hanno trattato male o a
chi è stato sgarbato con te. Non dimenticate chi ti odia o chi tu detesti. Più grande è stato
l’odio, maggiore sia ora l’amore che invii loro.

6. Estendi l’amore e la compassione fino a comprendere tutti gli uomini e le donne del pianeta.
Avvolgi con la tua gioia anche quelli che sono stati qui prima di te e quanti verranno sulla
terra dopo di te. Non escludere nessuno. Chiedi allo spirito infinito che i desideri di tutti
vengano esauditi e che tutti i sogni s’avverino.

7. Diffondi amore e affetto su tutta la terra fino a raggiungere i luoghi più lontani e solitari; le
periferie del mondo dove la povertà e il dolore sono tanto diffusi: le prigioni, gli ospedali e
dove la guerra porta lutti e rovine. Ovunque vi sia un uomo che soffre, là giunga la forza della
tua gioia e del tuo amore. Porta ovunque ristoro e pace.
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Non devi farti carico del dolore del mondo, rimani nella tua gioia perché sei qui per amare e
condividere. Se ti farai travolgere dalla sofferenza di tanti fallirai il tuo scopo. Sei qui per aumentare
la gioia e non il dolore, vivi per portare luce e non per farti travolgere dalle tenebre.

Il vuoto che ci impedisce d’essere felici, la solitudine e la tristezza esistenziali che


ci assalgono possono essere vinti e superati aumentando la nostra presenza, la
consapevolezza della nostra natura. Solo la scoperta della divinità dentro di noi
porrà termine alla sofferenza. Scoprire in noi stessi e negli altri lo spirito che si
nasconde nelle meraviglie del mondo è la strada più sicura per incontrare
l’amore. La convinzione di essere soli e non amati è all’origine di tutti i nostri
guai. Ecco perché cerchiamo sempre qualcuno che ci ami, un principe azzurro che
venga a liberarci. Vogliamo nascondere la solitudine e la mancanza d’amore, che
tanto ci spaventa, cercando l’amore degli altri. Abbiamo paura d’essere rifiutati o
traditi perché questo scopre la ferita aperta del nostro bisogno. Questa paura ci
tiene lontani dall’amore e ci impedisce di stabilire rapporti positivi con il
prossimo.

Finché la paura rimarrà nel nostro cuore, non saremo mai amabili, poiché gli altri
vedranno il vuoto che si nasconde in noi e ne avranno paura. Se vogliamo tornare
a sentirci integri e attraenti, dobbiamo riempire questa mancanza, rimarginare la
ferita che ci ha sempre tenuti lontano dalla felicità. C’è un solo modo per guarire,
imparare ad amarci, sentire in noi la presenza divina. Il bisogno doloroso della
mancanza d’amore può essere soddisfatto solo tornando ad amare e ad essere
amati. Ma questo non sarà possibile finché non cominceremo ad amare noi stessi.
Nel momento in cui troveremo un collegamento stabile con lo spirito, potremo
tornare a volerci bene. Se noi e lo spirito siamo una sola cosa, come possiamo non
amarci?

L’unica strada praticabile è quella di entrare in contatto con l’Essere che si


nasconde dietro la mente. La meditazione giornaliera è la sola soluzione ai nostri
problemi. Sperimentando la nostra natura divina, attraverso una continua
“presenza”, non avremo più bisogno d’essere amati. Ci sentiremo finalmente
completi e potremo nuovamente amare. L’amore non è un’emozione ma la
condizione che si crea quando siamo in contatto con la divinità. È una forza che
fluisce tra noi e lo spirito o meglio, è lo spirito che si desta dentro di noi. E
quando c’è l’amore c’è tutto. Il vuoto che sentiamo nel cuore è semplicemente
l’assenza di Dio. Quando avremo ristabilito la nostra interezza e ritrovata l’unità
con lo spirito, tutti vedranno la luce che brilla nei nostri occhi e diventeremo la
prova vivente dell’amore divino. Lo spirito vuole incontrarci, è lì che ci aspetta
con amore e pazienza infiniti. A noi spetta il primo passo, il resto verrà da solo.

Desiderate un compagno o una compagna? Cercate un’anima con la quale


condividere l’amore presente nel vostro cuore? Non disperate! Mantenete calma e
tranquilla la mente e, prima o poi, ci riuscirete. Non dovete fare niente di
particolare, non è necessario andare in cerca dell’amore come si va in cerca di una
casa. L’amore non si compra al supermercato e non viene distribuito in discoteca.
Non è una merce o un obiettivo da raggiungere e neppure qualcosa da
87
conquistare. Se l’amore vi troverà preparati, sarà lui a bussare alla vostra porta.
Dovete solamente preparare la strada. Prima che due persone si incontrino
fisicamente e si innamorino, devono incontrasi le loro anime. Lasciate che
l’amore e l’affetto escano dal vostro cuore come la luce esce da una lampada;
permettete alle vostre emozioni di espandersi nell’etere infinito. Pensate alle
qualità che deve avere la persona che cercate e coltivale in voi: vedrete che i
miracoli cominceranno ad accadere. Abbiate pazienza, trattenete i desideri,
amate il mondo e quanti vi circondano, e tutto avverrà. Andare in cerca
dell’amore non porta da nessuna parte e vi farà incontrare nuovo dolore. Abbiate
fiducia nella vita e in voi stessi, e vedrete che il cielo risponderà alle vostre
richieste.

Siete mai stati innamorati? Vi siete mai svegliati col cuore pieno d’amore per
l’amato o l’amata? Certamente ricorderete d’aver vissuto una condizione simile
nella quale tutto il mondo appariva bello e magnifico. Avreste voluto gridare a
tutti la vostra gioia, rendere tutti partecipi della vostra beatitudine. Perché non
potete vivere così tutti i giorni della vita? Perché non riuscite a ritornare in quella
condizione incantata nella quale tutto era al suo posto? Chi ve lo impedisce?
Nessuno! Siamo solo noi a scegliere tra il paradiso e l’inferno, e non c'è alcuno in
grado di costringerci a vivere in questa dimensione grigia e limitata. Siamo noi i
creatori della nostra realtà.

Se usciamo dalla mente ed entriamo nel cuore, possiamo tornare nella condizione
di essere in "amore", anzi, potremo trasformarci in quell’amore che è la nostra
condizione naturale. È nella natura dell’uomo e della donna essere felici e in pace
con se stessi. Dobbiamo solo fare emergere quello che è sempre stato in noi fin
dalla nascita. Non sono gli altri a confinarci nel luogo triste e arido in cui siamo
vissuti; siamo noi con le nostre convinzioni e i nostri sensi di colpa a creare
l’infelicità. Rendiamoci finalmente conto d’essere la sola causa della nostra
solitudine.

Viviamo in una condizione paradossale: siamo prigionieri di noi stessi. Ci


troviamo ad essere, nello stesso tempo, il prigioniero e anche il carceriere. Chi
l’avrebbe detto: ci facciamo del male con le nostre stesse mani. Forse abbiamo
paura d’essere felici, o forse pensiamo di non meritare gioia e beatitudine per
qualcosa che non ci siamo ancora perdonati. È giunto il momento di svegliarci.
Non è vero che il mondo è un luogo pericoloso e pieno d’insidie. Dentro di noi
dimora la forza che ha creato i pianeti e le stelle, siamo la magnifica espressione
della vita che vuole emergere per incontrare se stessa. Siamo l’esistenza in tutto il
suo infinito potenziale, la divinità che si manifesta. Liberiamoci! Accettiamo
d’essere felici e di meritare solo il meglio dalla vita. Soltanto noi possiamo
decidere del nostro futuro. Se ci convinceremo di avere questo potere, tutto
cambierà.
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Giungi col primo


pensiero mattutino,
coi primi raggi
del sole, avvolta
nel mantello dorato,
amata felicità.

Mi sorridi coi fiori


sgargianti dei giardini,
nascondi i tuoi riccioli
tra i neri chicchi
del caffè,
felicità eterna.

3) I nostri rapporti
Spesso ci chiediamo se abbiamo un amico, qualcuno sul quale contare nei
momenti difficili, un vero compagno al quale confidare gioie e dolori; e questa
domanda ci lascia spesso insoddisfatti, con la sensazione di trovarci soli sul
sentiero della vita. Ma forse ci siamo posti la domanda sbagliata. Perché
preoccuparci se esiste veramente una persona che ci sia amica? Non sarebbe
meglio chiederci invece: “Io sono un vero amico per gli altri? Conosco l’amicizia?
Mi comporto da amico, oppure cerco sempre un tornaconto nelle mie relazioni?”
Se rovesciamo la domanda e ci chiediamo se siamo un vero amico per gli altri,
scopriremo molto sul nostro conto.

Chiediamo sempre qualcosa al prossimo e concediamo affetto solo se ricambiati.


La nostra relazione si trasforma spesso in un negozio, uno scambio di beni, e in
questo modo l’amicizia non c’è più. Nell’amicizia non ci può essere interesse ma
solamente comunione. Quando si è amici si condivide tutto quello che si ha, e
senza chiedere nulla in cambio. L’unico premio sarà la gioia della condivisione, e
ringrazieremo l’amico per averci permesso di dividere con lui le nostre emozioni.
Scopriremo la gioia di dare quello che abbiamo in abbondanza a chiunque sia
disposto ad entrare in comunione con noi. L’amico non deve darci niente in
cambio. Se ci offre qualcosa, se condivide con noi quello che ha, gliene saremo
grati; ma, se non lo farà, lo ringrazieremo ugualmente. Non è necessario avere un
amico particolare o solo alcuni amici; questo non conta. La gioia arriva quando si
è in amicizia con tutti: i colleghi di lavoro, i conoscenti, i vicini di casa, e tutto il
mondo che ci circonda. Se daremo agli altri la nostra amicizia, se condivideremo
con loro le cose belle che abbiamo, allora il mondo ci darà mille volte di più. La
vita riflette quello che abbiamo nel cuore, è uno specchio che ci mostra quali sono
le nostre convinzioni profonde e i nostri atteggiamenti. Se saremo in amicizia col
mondo la Vita ci ricambierà, perché il mondo non è che la manifestazione della
divinità, è Dio che si rivela nella realtà materiale. Vivere in amicizia significa
essere in comunione con lo Spirito. Perché privarci di questa gioia?
89

Lo specchio dei rapporti


Il mondo riflette fedelmente la tua realtà interiore. Per conoscere come sei, quale sia il grado di
consapevolezza che hai raggiunto, puoi osservare i tuoi rapporti. Le relazioni che ti legano agli altri e
alla natura possono dire molto su di te.

1. Come sono i tuoi rapporti con il prossimo?

2. Ti trovi bene con gli amici?

3. Litighi spesso col tuo compagno o la tua compagna?

4. Com’è la relazione con i tuoi familiari, i colleghi di lavoro e i vicini di casa?

5. Ti sorprendi spesso a criticare o giudicare gli altri?

6. Dai sempre la colpa a qualcun altro per quello che ti succede?

7. Hai un buon rapporto col mondo che ti circonda e con la natura nella quale vivi?

8. Stai bene con te stesso o cerchi sempre di evitare di stare da solo coi tuoi pensieri?

Spesso i rapporti umani si realizzano a livello mentale. Quando ti poni in relazione con qualcuno o
qualcosa lo fai attraverso la mente. Ma quando è la mente a gestire le relazioni, saranno sempre
profondamente conflittuali. L’ego è una proiezione mentale che cerca di separarti dagli altri e dal
mondo per proteggere la sua individualità. Nessun rapporto positivo può prosperare in questo modo.
Se è la mente a gestire la tua vita, il conflitto sarà inevitabile e tutti i rapporti creeranno
immancabilmente dei problemi. Hai una sola via d’uscita da questa situazione negativa: entrare
ancora di più nel presente.

Se non troviamo un collegamento stabile con l’Essere i nostri rapporti saranno


sempre imperfetti e fonte continua di problemi. Qualche volta ci sembrerà che le
cose vadano bene ma, immancabilmente, tutto tornerà come prima. Solo uscendo
dal controllo della mente, riusciremo a costruire dei rapporti positivi con quanto
ci circonda e con le persone che ci stanno vicine. L’amore e l’amicizia non
possono essere dei rapporti di odio-amore che funzionano solo finché l’altro
corrisponde ai nostri desideri e alle nostre aspettative. Quando chiediamo agli
altri senza preoccuparci delle loro esigenze e bisogni non costruiremo nulla di
duraturo. Se ci pensiamo un po’, possiamo convenire che quasi tutti i nostri
rapporti sono relazioni di dipendenza reciproca. Restano in piedi finché ne
traiamo utilità e poi si interrompono.

C’è un solo modo per trasformarli in qualcosa di più solido, in un rapporto


spirituale che vada oltre gli interessi materiali ed egoistici: intensificare la nostra
presenza. Per incontrare amore e amicizia è necessario scoprire il silenzio e la
quiete dentro di noi. Nel momento in cui comprenderemo che dietro le forme
apparentemente diverse degli altri si nasconde lo stesso spirito che abita in noi,
imposteremo i nostri rapporti su di un piano più elevato di accettazione e amore.
Quando non ci opporremo più a ciò che esiste e smetteremo di giudicare noi e gli
altri per come siamo o per cosa facciamo, allora si aprirà la porta del cuore. E
quando sarà il cuore a dirigere la nostra vita, tutti i rapporti diventeranno positivi
e fonte continua di gioia. Il primo passo per trasformare un rapporto ordinario in
uno spirituale è quello di accettare completamente l’altra persona così com’è. Nel
90
momento in cui il giudizio s’arresta, tutti i giochi della mente cessano. Non ci
sentiamo più vittime degli altri o del destino crudele ma ci assumiamo in pieno la
responsabilità di ogni cosa che ci accade. Ogni rapporto basato sulla dipendenza
reciproca non avrà più significato per noi.

Il senso di solitudine e di mancanza che tanto ci angustia non potrà mai essere
riempito da un’altra persona, per quanto possa apparire importante. Finché non
troveremo l’amore dentro di noi, i nostri rapporti rifletteranno sempre il vuoto
che abbiamo nel cuore. L’amore è la nostra condizione naturale; non possiamo
mai perderlo ma solo dimenticarci che esiste. L’amore non può essere trovato
fuori di noi ma solo aumentando la nostra presenza. Se sapremo vedere la luce in
noi, la vedremo anche negli altri perché ogni relazione è, in fondo, una relazione
con la Vita, con la divinità, e quindi con noi stessi.

Promemoria per gli sbadati

1. Lo spirito infinito che ha creato il mondo è presente in ogni persona e in ogni cosa che ti
circonda.

2. Nessuno è colpevole perché ognuno si comporta in base alla propria consapevolezza. Esiste il
peccato ma non il peccatore.

3. Quando sei inconsapevole della tua natura divina, se la mente guida ogni tua azione, non
puoi fare a meno di comportarti negativamente.

4. L’accettazione e il perdono pongono fine a tutte le sofferenze.

5. Non puoi dare agli altri nulla di diverso da quello che desideri per te; tutti sono la
manifestazione dello stesso spirito.

6. Non devi amare gli altri come te stesso perché sei buono o perché sta scritto sui Vangeli, devi
amarli perché ogni persona è parte di te.

7. A livello profondo siamo tutti la stessa persona. Per amare gli altri è necessario prima amare
se stessi.

Amare non significa possedere una persona e nemmeno essere da questa


posseduti. L'amore vuol dire libertà e gioia; solo quando siamo liberi possiamo
amare. Quando si ama si desidera il bene dell'amato e non si chiede nulla in
cambio. È sufficiente essere così, perché l’amore basta a se stesso. Il vero amore ci
spinge a volare oltre i confini del nostro piccolo ego, ci apre la strada del cielo.
Quando siamo in amore viviamo nel presente, perché l'amore è possibile solo
adesso e non domani, o ieri o quando incontreremo la persona dei nostri sogni.

L'amore è l'unica ragione per cui valga la pena di vivere, la nostra condizione
naturale. E quando saremo in amore, ci accadrà una cosa bellissima: lo
incontreremo in ogni cosa e in ogni persona. Il mondo intero rifletterà il volto del
nostro amato. Lo vedremo riflesso nel cielo, correre tra il verde dei prati e
nascondersi nei fiori dei giardini. Quando ci succederà questo, non saremo
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semplicemente innamorati ma saremo l'amore stesso. Se impareremo a vivere nel
momento presente, in questo preciso istante, incontreremo tutto questo, e anche
di più.

L'amore non è una relazione, e nemmeno l'emozione che talvolta riempie il cuore.
L'amore è uno stato dell'anima; è la condizione nella quale siamo in contatto con
lo spirito della Vita. Essere innamorati significa sentirsi uniti col mondo, provare
la gioia della fusione con tutte le creature del pianeta. Non avremo più desideri da
soddisfare perché ci basterà esistere nella beatitudine del momento. Chi si trova
in amore vive nel presente, in questo istante che profuma di eternità, sempre
nuovo e sempre diverso. Chi è innamorato non ricorda il passato e non pensa al
futuro, esiste e basta. Come non fare nostre le parole di Erich Fromm in “L’arte di
amare”?
Se amassi veramente una persona, amerei il mondo, amerei la vita. Se posso dire a
un altro "ti amo", devo essere in grado di dire "amo tutti in te, amo il mondo
attraverso te, amo in te anche me stesso".

Non riuscendo ad avere un buon rapporto con noi stessi, cerchiamo negli altri
l’affetto e il conforto che possano riempire il vuoto interiore. Cerchiamo un
compagno, un amico fidato al quale confidare i nostri dubbi e le paure che
talvolta ci assalgono all’improvviso. Vogliamo trovare una persona cara sulla
quale riversare tutto l’amore che esce dal nostro cuore. Avere qualcuno che ci sia
vicino quando ne abbiamo bisogno è il sogno di tutti, ma nessuno può darci
quello che cerchiamo. Se non saremo presenti, se non troveremo un giusto
rapporto con la vita, tutte le nostre paure emergeranno all’interno di qualunque
rapporto, e di questo incolperemo sempre l’altro.

Non andate a cercarla in luoghi remoti, non attendete più, nemmeno un giorno,
neppure un’ora. La persona che cercate è già qui, vi è sempre stata vicina, ha
condiviso con voi gioie e dolori, vittorie e sconfitte, felicità e tristezza. Siete voi il
migliore amico di voi stessi, o meglio, voi potete diventare quella persona speciale
che avete sempre cercato. Del resto, se non vi volete bene e non vi stimate, se non
desiderate la vostra compagnia, perché dovrebbe farlo un altro? Se non vi amate,
non troverete nessuno in grado di darvi quello che cercate.

Se imparerete ad ascoltarvi, se sarete tolleranti con le vostre debolezze, se vi


vorrete bene, riempirete tutti i vuoti che vi rendono così soli e insicuri. E quando
riuscirete a stare bene anche da soli, nel momento in cui vi renderete conto della
bellezza nascosta in voi, anche gli altri la vedranno. Allora troverete altre persone,
tante anime che vedranno nel vostro cuore ciò che anche loro cercano. E insieme
potrete andare lontano, più lontano di quanto possiate immaginare. Cominciate
subito. Uscite dalla mente ed entrate nel corpo, scendete nelle vostre profondità
interiori. Voi siete il migliore amico di voi stessi.

Pronto soccorso per il cuore


Quando pensi che una persona ti abbia offeso e non riesci a perdonarla è opportuno valutare bene il
tuo rapporto con essa prima di agire. Spesso proietti sugli altri le tue paure e insicurezze, vedi l’amico
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o la persona amata come la causa delle tue difficoltà. Non permettere alla mente di gestire i tuoi
rapporti perché essa può creare solo caos e isolamento. Affida al cuore la cura delle tue relazioni.

1. Ti senti ferito profondamente? L’altra persona ti ha abbandonato o non ricambia il tuo


affetto? Dopo tutto quello che hai fatto per lei, pensa solo a se stessa? Se queste sono le tue
convinzioni vuol dire che non sei presente, la tua mente ha preso il controllo.

2. Sei sicuro che l’altra persona sia cattiva o pensa solo per sé? La conosci così a fondo da potere
giudicare le sue azioni? Forse lei non conosce la tua storia e le tue debolezze e tu non conosci le
sue. Ti sei chiesto come lei valuti questi contrasti?

3. Troppe volte ti sei trovato in questa condizione, forse non tutte le colpe sono dell’altro. Se
questi contrasti ti capitano così spesso significa che anche tu ne sei responsabile. Hai valutato
correttamente ogni cosa?

4. Chi ti dice che la verità sia esattamente come la vedi? Hai provato a metterti nei panni
dell’altro? Hai pensato alle volte in cui tu stesso ti sei trovato a comportarti come ora credi
che faccia l’altro con te?

5. Cosa starà pensando l’altro in questo momento? Conosci i suoi problemi e le sue paure? Forse
si trova in una situazione difficile e il suo comportamento ne è la conseguenza.

6. È giunto il momento di chiederti perché questa situazione ti abbia messo così in crisi. Quali
traumi o brutte esperienze hanno portato a galla questa situazione? Puoi imparare molto su
di te da questo turbamento.

7. Non comportarti come un automa che risponde solo in base ai suoi condizionamenti. Prendi
l’iniziativa ed esci da questo circolo perverso. È giunto il momento di assumerti in pieno la
responsabilità di ciò che ti accade. Smettila di dare la colpa agli altri e comincia a perdonare.
Il perdono pone fine ad ogni sofferenza.

8. Non pensare solo a quello che gli altri possono fare per te ma rovescia la situazione. Cosa puoi
fare tu per aumentare l’armonia e la pace nel mondo?

Nel momento in cui smetti di giudicare e accetti l’altro per quello che è, e non come vorresti che fosse,
tutti i rapporti migliorano, ogni dipendenza reciproca ha termine e il gioco delle colpe non ha più
senso. Questo significa porre fine ad ogni scontro o dissidio. Devi aumentare la tua presenza,
mantenere il contatto col tuo Sé più profondo. Quando sei in pace con te stesso e il cuore è colmo di
luce, quando la presenza dello spirito è così intensa da riempire tutti i vuoti e la vita ti sorride, non
puoi ricevere nulla. Nel tuo stato di completezza puoi solo dare. Allora ti accorgerai quanto sia bello
donare agli altri ciò che desideri per te. Solo donando adempi allo scopo della tua vita.

L’esistenza è un flusso continuo di cose ed eventi. Dare significa ricevere e


viceversa. Se diamo agli altri ciò che desideriamo per noi, attiviamo il corso
infinito degli eventi; più diamo e più riceviamo per noi. È la legge di causa ed
effetto. Se desideriamo l’amore dobbiamo offrirlo, se vogliamo la ricchezza
auguriamo agli altri ogni bene e se cerchiamo la pace doniamola a quanti ci
circondano. Non è necessario dare qualcosa di materiale; basta un pensiero
buono e l’augurio che tutti siano felici per dare inizio alla creazione. Coltivate
pensieri felici perché hanno il potere di materializzare le cose.

Chiediamo sempre qualcosa agli altri. Siamo perennemente nell’attesa che


qualcuno o qualcosa venga a salvarci. Vogliamo che amici e parenti ci diano
amore, considerazione, stima e benessere. Viviamo aspettando che Dio venga in
nostro soccorso e risolva i nostri problemi. E se non c’è nessuno che risponde alle
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nostre domande, ci sentiamo soli e separati dal resto del mondo. Vi sentite così
anche voi? Pensate che il mondo non vi dia abbastanza? Forse non avete
affrontato la vita nel modo giusto. Perché chiedete sempre qualcosa e v’arrabbiate
se non la ottenete? Avete provato a rovesciare la cosa per vedere ciò che succede?
Vi siete mai posti la domanda: “Cosa posso fare io per gli altri?” Cosa potete fare
voi per accrescere la gioia del mondo?

Nel momento in cui ci domandiamo come aiutare gli altri, diventiamo più forti,
più sicuri. Non siamo più una persona che sta chiedendo qualcosa, non siamo più
dei mendicanti. Ora siamo diventati attivi, abbiamo uno scopo, non dipendiamo
da nessuno. Ecco la condizione che cercavamo; ora abbiamo interrotto la nostra
solitudine. È bastata questa semplice domanda per darci un grande potere. Nel
momento in cui ci poniamo l’obiettivo di dare qualcosa agli altri, passiamo da una
condizione di solitudine e impotenza ad uno stato di grazia. E sono molte le cose
che possiamo fare per il mondo. Possiamo fare moltissimo, anche se non è
necessario agire materialmente. Possiamo operare in tanti modi: iscriverci ad una
associazione assistenziale, batterci per i diritti dei malati, degli anziani, dei poveri
e dei diversi, raccogliere soldi per un’opera benefica ecc… Le cose da fare sono
molte, e certamente tutte importanti e utili ma, se non cambiamo il nostro modo
di pensare, tutto sarà vano. Il più grande contributo che possiamo dare al mondo
è quello di cambiare noi stessi. Più usciamo dalla schiavitù della mente e più
libero diventa il mondo, più impariamo ad essere felici e maggiore sarà la gioia di
quanti ci vivono accanto. Non è difficile, vedrete, più diamo agli altri e più
riceveremo. Più seminiamo amore e più saremo amati, più felicità auguriamo e
più saremo felici. È proprio così! È questa la legge fondamentale dell’universo.

Quando ci viene in mente qualcuno, significa che siamo in contatto con lui.
Attraverso vie misteriose, le nostre anime si stanno incontrando. Pensate che sia
una cosa strana? Credete sia uno scherzo della vostra immaginazione?
Certamente no! In questo mondo tutto è collegato. Anche la minima azione o il
più piccolo pensiero si ripercuotono su tutto l’universo. Chissà cosa ha
determinato il contatto. Forse lui o lei ci stanno pensando in quest’istante, oppure
le nostre anime sono più vicine di quanto immaginiamo. Certamente un canale si
è aperto attraverso l’etere, e ora siamo collegati. Approfittiamone per mandare un
po’ del nostro amore, lasciamo che la nostra luce porti il profumo della felicità.
Ricambiamo in bene i suoi pensieri, anche nel caso fossero negativi. È una
stupenda occasione per aumentare la felicità del mondo. Ogni volta che pensiamo
ad una persona, mandiamole tutta la nostra energia positiva, facciamogli sentire
che siamo parte dell’unica grande onda della Vita, che siamo aspetti diversi dello
stesso Spirito che emerge da ogni cosa. Diventiamo uno strumento della Vita,
trasformiamoci in una sorgente di luce che illumina la strada a quanti vagano
nelle tenebre. Operiamo in modo che l’amore aumenti e si rafforzi. Facciamo che i
nostri rapporti riflettano l’armonia infinita che ha creato l’universo.
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Come il sole spuntò
all’alba del mondo
così tu sorgi
in ogni istante
nel vasto cielo
della mia anima.

4) La creazione della realtà


La Mente ha un grande potere, quello di influenzare in modo decisivo le cose che
ci circondano e gli eventi che ci accadono. Come la luce di una lampada illumina
lo spazio che la circonda, così la nostra consapevolezza crea il mondo nel quale
viviamo. Normalmente è la mente superficiale a guidare quest’opera di creazione.
Così le sue paure, le ansie e le preoccupazioni, vengono proiettate sul mondo
creando dolore e separazione. Ecco perché le cose non vanno mai per il verso
giusto. Creiamo il futuro in base al nostro passato.

Non permettiamo alla mente condizionata di creare il futuro perché, in questo


modo, non troveremo mai la strada e la vita si ripeterà sempre uguale a se stessa.
Lasciamo che sia il cuore a guidarci e abbandoniamoci alla sua conoscenza
infinita. Quando siamo presenti, attenti a quanto avviene nella mente, se
rimaniamo ancorati al momento presente, se non proiettiamo le nostre paure sul
futuro, la vita cambierà in meglio. Affidiamoci all’ignoto, allo sconosciuto, alla
forza senza limiti della Natura. Quando abbiamo fiducia nella Vita e viviamo nel
presente, accadono cose incredibili. Se la Mente è calma e tranquilla e la nostra
anima riflette il mondo che la circonda come uno specchio terso, giunge la
felicità. Lasciamo che le cose e le persone siano così come sono, libere di
manifestare la forza vitale che le ha create, e anche la nostra vita cambierà.
Affidatevi all’ignoto, all’infinita forza della Vita, abbiate fede che le cose
cambieranno per il meglio, e così accadrà.

Nessuno può chiamarsi fuori dal gioco della vita perché tutti partecipano
attivamente alla creazione della realtà. Vi sembra una cosa strana? Vi turba l’idea
d’essere voi stessi i creatori del vostro destino? Preferite forse essere dei burattini
nelle mani del fato? Non credo! Tutto quello che v’è accaduto l’avete creato voi
con le vostre aspettative e la vostra visione del mondo. Anche se non ne siete
consapevoli, siete voi che create la realtà che vi circonda. Le vostre convinzioni
più profonde sono all’origine di ogni esperienza. È semplice, molto semplice, se
volete cambiare in meglio la vita dovete cambiare il vostro modo di pensare, i
vostri convincimenti.

Se crediamo che la vita sia difficile e che il mondo è un luogo pieno di pericoli,
sarà questo che sperimenteremo. Se siamo convinti che gli altri sono cattivi ed
egoisti, ci sentiremo sempre soli e maltrattati. Se pensiamo di non meritare
d’essere felici non lo saremo mai. Eppure anche noi abbiamo dei desideri, delle
mete da raggiungere. Lasciamo che tutto ciò si realizzi. Accettiamo i doni che la
vita vuole farci! Quando un desiderio sboccia dentro di noi è perché l’esistenza ha
deciso di farci un regalo. Prima di emergere nel cuore, ogni desiderio nasce
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nell’anima dell’universo. È come un dono, un magnifico regalo che la vita vuole
farci. Accettiamolo! Accettiamo d’essere felici! Meritiamo il meglio dalla vita.

Il tuo potere
Essere presenti significa avere il potere di creare le proprie esperienze. È questa la tua situazione?
Pensi di avere la capacità di superare ogni difficoltà oppure paventi sempre il futuro? Ecco un
prezioso strumento per valutare la tua “presenza”.

1. I tuoi desideri si realizzano facilmente?

2. Ti senti sufficientemente creativo?

3. Hai intuizioni improvvise che ti permettono di risolvere problemi apparentemente insolubili?

4. Sperimenti spesso delle coincidenze inattese che ti fanno conoscere nuove idee o persone
interessanti?

5. La tua vita scorre nella convinzione d’essere al sicuro, certo che le cose andranno sempre per
il meglio?

Se le tue risposte sono quasi sempre negative, significa che non vivi nel presente, che non sei collegato
alla forza creativa che c’è in te.

Forse non abbiamo ancora compreso come funzionano le cose. Ogni nostra
intenzione determina degli effetti sulle persone e sulle cose con cui siamo in
relazione. Questi effetti potranno sembrare trascurabili e non facilmente rilevabili
ma siate certi che ogni pensiero influisce sulla realtà. Siamo noi a creare le nostre
esperienze anche se lo facciamo in modo inconsapevole. Gli stati d’animo, le
convinzioni e la nostra visione del mondo si riflettono sulla vita con grande forza.
Anche i pensieri inconsci concorrono alla creazione del mondo.

Quello che chiamiamo “realtà” è una proiezione della nostra mente. Il mondo è
uno specchio gigantesco che riflette fedelmente le nostre paure o la nostra gioia.
Ciò che sperimentiamo è determinato dalle nostre convinzioni. Questa è la grande
verità anche se pochi sono disposti ad ammetterlo. Quando osserviamo il mondo
determiniamo in esso profondi cambiamenti. Potenzialmente siamo in grado di
guidare la nostra vita dove più ci piace ma in pratica non ci riusciamo quasi mai.
Le nostre ansie e tutte le incertezze proiettano la loro ombra sulla realtà nella
quale viviamo. E se crediamo che la vita è difficile e che il mondo è pieno di
pericoli, sarà questo che sperimenteremo.

I pensieri e le parole hanno un grande potere. Quando esprimiamo una


intenzione, la nostra richiesta entra nel campo di forze che crea la realtà e
determina sempre degli effetti. Purtroppo i nostri messaggi non sono mai chiari
perché vengono ostacolati dai dubbi, dalle paure e dai conflitti presenti dentro di
noi. Le nostre richieste non sono sempre coscienti, anzi, il più delle volte è il
nostro inconscio a creare le esperienze che ci accadono; non siamo consapevoli
della nostra opera di creazione. Vogliamo ottenere qualcosa ma non ne siamo del
tutto convinti, desideriamo realizzare un sogno ma pensiamo di non meritarlo.
Spesso ci creiamo da soli gli ostacoli che incontriamo ogni giorno.
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Possiamo controllare a malapena i pensieri più superficiali mentre l’inconscio
lavora ininterrottamente materializzando le sue paure e le sue ossessioni. Tutte le
cose spiacevoli accadute nel passato sono sempre lì a condizionare il nostro
futuro. Se lasciamo che sia la mente a controllare la forza creativa della vita,
saremo sempre preda degli antichi bisogni e delle vecchie frustrazioni. Niente di
positivo può essere creato partendo dalle nostre paure. Ma se impariamo a
calmare la mente, se viviamo nel presente e ci colleghiamo stabilmente con le
virtù della Mente profonda, riusciremo a crearci una vita colma di gioia e felicità.

Esiste una famosa maledizione zingara che ci può, in un primo momento,


disorientare: “Che tu possa avere tutto ciò che desideri”. Sembra un’assurdità,
una frase veramente bizzarra; com’è possibile maledire una persona con un
augurio del genere? Eppure gli zingari conoscono bene la realtà dell’esistenza e le
loro parole hanno un profondo significato. D’altronde Eraclito, un antico filosofo
greco, aveva già parlato di questo, affermando che: “Non è bene per gli uomini
che si avveri ciò che essi desiderano”. Come si possono interpretare queste due
affermazioni? Perché non è bene che i nostri desideri si avverino?

Vi è mai capitato di veder realizzato un vostro desiderio che poi vi ha creato solo
un sacco di problemi? Spesso ciò che desideriamo non è la cosa migliore per noi.
Se è il nostro ego a desiderare, se i nostri sogni nascono dal passato, qualunque
cosa vogliamo sarà sbagliata. Non è che non si debba desiderare, anzi, il desiderio
è il sale della vita, è il motore che spinge il mondo. Il desiderio è un impulso bello
e necessario, ma deve nascere dal cuore. Se lasciamo che siano le nostre paure a
creare il futuro, incontreremo solo nuovo dolore. Quando viviamo troppo nella
mente i nostri desideri saranno sempre sbagliati. Tutto dipende dalla nostra
consapevolezza, dal grado di “presenza” in cui ci troviamo. Se è il nostro spirito a
desiderare, se è il cuore a creare i nostri sogni, il futuro ci porterà la felicità.

Certamente non è facile sapere da dove vengono i nostri desideri e la mente non è
in grado di valutare tutti i possibili effetti di ciò che vogliamo. Cosa possiamo
fare? Come dobbiamo comportarci? C’è una sola strada che può condurci nella
giusta direzione: entrare nell’ignoto, accettare incondizionatamente ciò che la vita
sta preparando per noi. Ci vuole molto coraggio ma è la cosa migliore da fare. La
nostra mente superficiale, l’ego che abbiamo costruito in tanti anni, proietta il
nostro passato nel futuro. Ma il futuro è sconosciuto, non è stato ancora creato, è
ancora nella mente di Dio. Perché lo contaminiamo con la nostra paura?
Affidiamoci alla forza che ha creato il cielo e le stelle, e la nostra vita cambierà.

Dio conosce i nostri desideri prima ancora che nascano nel nostro cuore.
Pensiamo d’essere in grado di suggerire alla Vita cosa è meglio per noi? Abbiamo
la conoscenza e la capacità di scegliere al posto dello Spirito? Questo è certamente
di là delle nostre capacità. Lasciamo che le cose accadano e non sporchiamole con
i nostri egoismi e le nostre avidità. Se vogliamo veramente fare qualcosa di utile
per noi e per i nostri cari, entriamo nel presente, usciamo dalla mente ed
entriamo nella vita. Se faremo così, tutto andrà al suo posto. La Vita ci ha sempre
amato e sempre ci amerà, lasciamo che decida per noi. Da parte nostra cerchiamo
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di vivere “adesso” e “qui” perché esiste solo questo momento. Affidiamoci
all’ignoto e tutti i nostri bisogni saranno soddisfatti.

Inevitabilmente avremo ugualmente dei desideri, continueremo a sognare e ad


immaginare il nostro futuro. Per quanto possiamo controllare la mente non
riusciremo mai a fermarla. Come dobbiamo comportarci con i desideri che
emergono in continuazione dal nostro cuore? Certamente ogni nostro intervento
sarebbe sbagliato. Non possiamo sapere se una certa aspirazione avrà effetti
positivi o meno. Lasciamo che i desideri siano così come sono, non ostacoliamoli
ma nemmeno cerchiamo di forzarli. La mente sarà tentata a intervenire ma voi
abbiate rispetto per i vostri sogni. Ogni desiderio è in sé positivo ma lasciate che
sia lo Spirito a realizzarlo, non interferite volontariamente e affidatevi alla Vita;
essa vede certamente più lontano di voi.

Realizzare i desideri
Ricordi quella volta in cui un tuo desiderio si è avverato in modo del tutto inatteso? Anche tu avrai
sperimentato dei momenti in cui un sogno è diventato realtà o ti è giunto un aiuto inaspettato. In
quella occasione eri in contatto col tuo Sé, l’energia creativa della vita. Si tratta semplicemente di
ricreare la magica situazione in cui tali eventi si sono verificati. Affidati all’ignoto, abbandonati alla
divinità, lascia che la Mente profonda operi per tuo conto. I risultati ti ricompenseranno
grandemente.

1. Ogni volta che esprimi un’intenzione entri in contatto con ciò che crea e mantiene vivo il
mondo in ogni istante.

2. Questa forza creativa non è lontana da te ma si trova dentro il tuo cuore, anzi, è possibile
affermare che tu sei parte di questa forza.

3. Se tu sei la manifestazione di questa energia creativa, non serve alcuno sforzo per inviarle le
tue intenzioni. Devi solo entrare nel presente, stabilire un contatto con la Mente.

4. Nessuna intenzione rimane inascoltata e ogni desiderio produce degli effetti. Devi solo
calmare la mente e contattare la sua parte profonda perché i risultati siano consistenti.

5. Solo la meditazione giornaliera e una continua “presenza” sono in grado di rafforzare la tua
creatività.

6. Non cercare di controllare come i tuoi desideri si possono realizzare. Affidati alla divinità che
è in te e non cercate di interferire in nessun modo. Esprimi il desiderio e lascia libera
l’esistenza di realizzarlo, come e quando lo riterrà opportuno.

7. Sii certi che sarai esaudito perché la Vita conosce i tuoi sogni prima ancora che nascano nella
tua mente. La felicità è un tuo diritto.

Il desiderio fa parte della vita, è la vita stessa che vuole espandersi. Opporsi ai desideri significa
opporsi alla Vita. Desiderare è una delle tante attività della mente e non è bene interferire
volontariamente nei suoi giochi. Tu devi limitarti ad osservare i desideri senza tentare di cambiarli.
Lascia la mente libera di sognare e di desiderare e limitati ad osservare. Diventa un semplice
“testimone” delle tue fantasie e sii spontaneo.

Quanti di noi hanno sognato di possedere la lampada di Aladino? Di poter


realizzare tutti i desideri con l’aiuto del Genio che in essa è contenuto? Questo è
certamente il sogno di tutti. Creare la realtà sarebbe veramente meraviglioso. E
per ottenere questo potere saremmo disposti a qualunque cosa, pronti ad
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affrontare disagi e tribolazioni di ogni genere. Tutti sono convinti che la lampada
di Aladino sia solo una fiaba, un racconto totalmente estraneo alla realtà. Non è
così? Si tratta solamente di fantasie? Non credetelo! Il Genio della lampada esiste
realmente ma pochi lo sanno, non ne siamo consapevoli. Questa lampada magica
siamo noi. Nel profondo del nostro cuore dorme il Genio, pronto a mettersi
totalmente al nostro servizio. Quel Genio si trova davanti alla porta del cuore.

Egli bussa alla nostra coscienza in ogni istante, ma non ci trova mai. Non ci
siamo, non siamo mai in casa. La nostra mente è sempre in viaggio, occupata a
volare sulle ampie distese del passato o nelle infinite lande del futuro. Così non
rispondiamo, e l’incontro tanto atteso non avviene mai. E pensare che basterebbe
così poco per trovare il potere dentro di noi. La Vita bussa alla nostra porta e noi
siamo perennemente assenti. Lo Spirito ha un solo desiderio: farci felici. Lo
vogliamo anche noi? Siamo disposti a prendere le redini della vita nelle nostre
mani? Vogliamo diventare i soli artefici della nostra esistenza? Se è questo che
desideriamo, dobbiamo solo essere presenti! Dobbiamo imparare a vivere nel
presente, in quest’istante, attimo per attimo.

Mentre Aladino strofinava la lampada per incontrare il Genio, noi dobbiamo


uscire dalla mente ed entrare nel corpo. E quando siamo presenti, nel momento
in cui ci ascoltiamo vivere, incontriamo la nostra parte divina. Ad essa possiamo
chiedere qualunque cosa. Non vi sono limiti se non quelli posti dalla nostra
incredulità. Ma non è facile, perché la mente non può vivere nel presente. Finché
ci faremo guidare dalla mente non troveremo mai la strada. Se impareremo ad
essere presenti, attenti a quanto ci succede, consapevoli d’essere vivi e in
comunione con tutte le forme di vita, incontreremo la gioia. Troviamo il tempo di
prestare attenzione al nostro cuore, fermiamoci ad ascoltare il fiume della vita
che ci attraversa in ogni istante, e la mente si calmerà. E quando sarà calma e
tranquilla, nel momento in cui i pensieri si muoveranno sempre più lentamente,
la verità si manifesterà davanti a noi in tutta la sua bellezza. In quel momento
capiremo di avere il potere, la capacità di realizzare ogni nostro desiderio.

Informazioni

Questo Manuale di Meditazione è stato scritto da me: Reginaldo Danese


(reginaldodanese@libero.it) ispirandomi a Deepak Chopra e Jiddu Krishnamurti.
Se volete altro materiale oppure discutere su qualche punto interessante, potete
scrivimi al mio indirizzo di posta elettronica (reginaldodanese@libero.it), oppure
contattarmi su Libero (Blog: Poesia e Mistero; profilo: reginaldodanese) o su Fb
(Reginaldo Danese)

Sommario
Introduzione ........................................................................................................... 2
Una via di liberazione ............................................................................................. 6
Oltre le parole ........................................................................................................................................................... 6
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L’ostacolo della mente ............................................................................................................................................. 7
La verità .................................................................................................................................................................... 9
Il potere e la virtù ................................................................................................................................................... 10
Ritrovare l’unità ..................................................................................................................................................... 14
Osservare la mente ..................................................................................................................................................15
Il principio del non-fare ......................................................................................................................................... 18
Entrare nel presente .............................................................................................................................................. 19
Invito alla meditazione ...........................................................................................................................................21
Come uscire dal mondo ........................................................................................ 23
1) La prima porta: osservare la mente ....................................................................................... 23
Esercizio 1a: guarda dentro di te ........................................................................................................................... 24
Esercizio 1b: diventa un testimone ....................................................................................................................... 26
Esercizio 1c: come si medita .................................................................................................................................. 27
2) La seconda porta: ascoltare il corpo ...................................................................................... 29
Esercizio 2a: ascolta il tuo corpo ........................................................................................................................... 30
Esercizio 2b: senti il corpo dall’interno ................................................................................................................ 32
Esercizio 2c: l’armonia corpo-mente .................................................................................................................... 33
3) La terza porta: osservare il respiro ........................................................................................ 35
Esercizio 3a: osserva il respiro .............................................................................................................................. 36
Esercizio 3b: un’osservazione più attenta ............................................................................................................ 37
Esercizio 3c: respira la luce ................................................................................................................................... 38
Esercizio 3d: maggiore consapevolezza ................................................................................................................ 40
4) La quarta porta: non verbalizzare ......................................................................................... 42
Esercizio 4a: ascolta il dialogo interiore ............................................................................................................... 44
Esercizio 4b: contemplazione ................................................................................................................................ 45
Esercizio 4c: rimani in silenzio ............................................................................................................................. 46
5) La quinta porta: entrare nel presente .................................................................................... 48
Esercizio 5a: aumenta la tua presenza .................................................................................................................. 49
Esercizio 5b: una passeggiata con te stesso ...........................................................................................................51
Esercizio 5c: gioca a rimpiattino con la mente ..................................................................................................... 52
6) La sesta porta: vivere le emozioni .......................................................................................... 54
Esercizio 6a: libera le emozioni ............................................................................................................................. 55
Esercizio 6b: osserva le emozioni .......................................................................................................................... 56
Esercizio 6c: liberati dei ricordi negativi .............................................................................................................. 57
7) La settima porta: accettazione e abbandono .......................................................................... 60
Esercizio 7a: pratica l’accettazione........................................................................................................................ 61
Esercizio 7b: abbandonati alla vita ....................................................................................................................... 62
8) L’ottava porta: l’arte di perdonare ......................................................................................... 65
Esercizio 8a: pratica il perdono............................................................................................................................. 66
Esercizio 8b: il perdono è la porta ........................................................................................................................ 68
9) La nona porta: il potere del silenzio ...................................................................................... 70
Esercizio 9a: ascolta il silenzio ............................................................................................................................... 71
Esercizio 9b: osserva la natura .............................................................................................................................. 72
Esercizio 9c: entra nello sconosciuto .................................................................................................................... 75
I frutti della presenza ............................................................................................ 77
1) Una semplice verifica .............................................................................................................. 77
Alcune domande .................................................................................................................................................... 79
Le cose da ricordare ............................................................................................................................................... 80
2) Amore e gioia. ........................................................................................................................ 82
La solitudine ........................................................................................................................................................... 83
Aprire la porta all’amore ........................................................................................................................................ 85
3) I nostri rapporti ..................................................................................................................... 88
Lo specchio dei rapporti ........................................................................................................................................ 89
Promemoria per gli sbadati ................................................................................................................................... 90
Pronto soccorso per il cuore .................................................................................................................................. 91
4) La creazione della realtà ........................................................................................................ 94
Il tuo potere ............................................................................................................................................................ 95
Realizzare i desideri ............................................................................................................................................... 97
Informazioni .............................................................................................................................. 98

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