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In alternativa al cubetto, Cauchy prese un tetraedo con una faccia obliqua la cui normale abbia ha coseni

direttori αx, αy, αz rispetto a tre assi coordinati. Egli suppose che mentre sulle facce del tetraedo parallele a
piani coordinatici fossero le componenti di tensione, sulla quarta faccia ci fosse una forza che divisa l’area
del tetraedo fosse uguale alla tensione t che ha componenti tx, ty, tz. quando andò a scrivere le equazioni di
equilibrio alla traslazione Cauchy ritrovò un sistema di equazioni equivalente a quelle dell’equilibrio
indefinito poiché esse esprimono l’equilibrio alla traslazione di un elementino nell’intorno di un punto con il
vantaggio che non è un sistema di equazioni differenziali alle derivate parziali, ma è un sistema di equazioni
algebriche (ossia un sistema di equazioni espresse in termini finiti) e ciò rappresenta anche il loro limite;
infatti la presenza delle derivate indicava che le incognite di tale sistema erano le variazioni (le modalità di
variazione delle tensioni) mentre nelle equazioni di Cauchy le incognite sono le tensioni (le equazioni dell’
equilibrio indefinito ci dicono cosa succede dopo, mentre quelle di Cauchy cosa accade in quel punto).

Questo è il motivo per il quale le equazioni di Cauchy vengono prevalentemente impiegate in 2 casi:

1. Noto le tensioni su tre facce perpendicolari tra di loro e voglio conoscere le tensioni sulla quarta
faccia;
2. Sono usate come equazioni di equilibrio al contorno della struttura ed in questa circostanza la
situazione si inverte perché sono le tx, ty, tz ad essere note che rappresenteranno gli sforzi che
dall’esterno arrivano sul contorno della struttura, e quindi le condizioni al contorno della struttura.
1h 55min

Se conosciamo le componenti di tensione agenti sui tre piani ortogonali e paralleli a quelli coordinati,
cambiando la quarta faccia mutano anche le componenti tx, ty, tz cioè cambia il vettore t. Tale t come nel
caso generale la possiamo proiettare lungo la normale alla superfice ottenendo la componente normale della
tensione agente sulla faccia, la proiezione sulla faccia fornirà le τ. Quindi avremo una σ e 2 τ che varieranno
al variare della giacitura.

A questo punto ci chiede se è possibile scegliere la quarta faccia in modo che non ci siano componenti di
taglio; la risposta è naturalmente si. Infatti nell’intorno di un qualsiasi punto esistono solo tre piani tra loro
ortogonali sui quali la tensione è solo normale; tali piani sono detti piani principali di e le tensioni normali
agenti su tali piani tensioni principali.

L’interesse per tali piani è che in essi le incognite si riducono da 6 a 3 ed inoltre le prove meccaniche (quelle
che eseguiamo in laboratorio) sono eseguite in termini di σ e non di τ (per esempio la prova di trazione).
Purtroppo nella maggior parte dei casi non riusciamo risolvere tutto in termini di tensioni principali (non ne
vale la pena ) perché passando da un punto ad un all’altro le direzioni principali cambiano (se ciò non
accadesse, per l’intera struttura potrei lavorare in un sistema di riferimento coincidente con quello principale
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