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Scrivi il riassunto della novella di Boccaccio “Andreuccio da Perugia” che trovi nel

libro di letteratura da p.85 a p. 91.

Andreuccio da Perugia 
Un giovane di Perugia di nome Andreuccio, negoziante di cavalli, avendo sentito
dire che a Napoli si potevano comprare animali di buona razza, decise di andare
ad acquistare qualcuno da rivendere nella sua città.
Andreuccio, che non si era mai mosso da Perugia, benché poco pratico del
mondo, si mise in viaggio e giunto a Napoli prese alloggio in un buon albergo,
credendosi arrivato nel più tranquillo luogo del mondo.
La mattina seguente trattò molti cavalli, ma senza acquistarne nessuno. Per non far
pensare ai venditori che gli mancasse il denaro, mostrava spesso la sua borsa piena di
fiorini d’oro. Una giovane siciliana ebbe modo di dare un’occhiata a quella borsa ben
fornita. Incuriosita, si fermò a guardare gli strani comportamenti del giovane, che si
accorse della ragazza, ma venne subito distratto da una vecchia che lo riconobbe, era
stata una sua nutrice.
La giovane siciliana si avvicinò alla vecchia per chiederle chi fosse quel giovane e
la vecchia iniziò a raccontarle la sua storia, Andreuccio viveva a Palermo con
suo padre e sua madre ma poi si spostarono a Perugia dove è cresciuto.
La giovane volle sapere ogni particolare del passato di Andreuccio e la sua
famiglia, la donna l’accontentò, ma poi se ne andò.
Arrivata a casa, la bella siciliana mandò una sua cameriera all’albergo dove
alloggiava il giovane, con l’incarico di invitarlo a casa.
Andreuccio ricordando la bellezza della ragazza, seguì la cameriera.
La siciliana, vedendolo arrivare gli corse incontro e lo abbracciò e lo guidò
dentro la sua casa, che era molto ricca, piena di tappeti e di tende.
La siciliana lo fece sedere e gli raccontò che Andreuccio era il nome di un suo
fratello che non ha mai conosciuto, perché ne era stata separata quando aveva
uno o due anni, poi, gli disse che lui era suo fratello. Poi Andreuccio gli domandò
dei suoi parenti con tanta precisione di particolari così fu certo di aver trovato
una sorella.
Fiordaliso lo convinse a restare con lei a cena.
A Napoli era pericoloso circolare di notte. Perciò Fiordaliso fece preparare una
camera per dormire a suo fratello.
Andreuccio entrò nel camerino, ma appena dentro, il pavimento, si ribaltò e
cadde in basso, finendo in una viuzza buia dove stava più di un metro di sterco
che gli attituì la caduta. Iniziò a gridare ma nessuno lo ascoltava. La “sorella”,
intanto, entrata nella camera, si impossessava della sua borsa coi cinquecento
fiorini d’oro. Vedendo che nessuno veniva in suo soccorso, Andreuccio provò ad
issarsi su di un muro che chiudeva la viuzza buia verso strada. Ci riuscì, e giunto
in cima, si lasciò cadere all’esterno.
Andò alla porta di madama Fiordaliso e si mise a chiamarla, ma vedendo che
Nessuno compariva alle finestre, afferrato un sasso cominciò a percuotere i
battenti e a scuoterli finché si aprì una finestra del pianterreno alla quale
apparve un gigante barbuto che gli disse di andarsene immediatamente se non
voleva essere ucciso a bastonate.
Non avendo il coraggio di presentarsi in albergo insozzato e puzzolente, si
diresse verso il mare per lavarsi.
Ad un certo punto vide due uomini, con una lanterna, dirigersi verso di lui,
cercò di nascondersi in un cespuglio ma per via della sua puzza, lo notarono.
Quando Andreuccio ebbe raccontato quello che gli era accaduto, i 2 parlano tra
di loro, conclusero che disgraziato doveva essere capitato nella casa del brigante
Scarafone. I due ladri convinsero Andreuccio ad andare a rubare con loro, un
anello di rubino dalla salma di un arcivescovo.
Una volta giunti alla tomba il giovane fu costretto ad entrare nella tomba
dell’arcivescovo e rubare l’anello ma lui lo prese e se lo mise al dito e disse ai
ladri che non c’era nessun anello, i due briganti rinchiusero Andreuccio nella
tomba insieme alla salma. Poco temo dopo senti delle voci, erano altri briganti, li
fregò e riuscì a scamparsela.
Una volta fuggito si mise in tasca l’anello e andò in albergo per prendere le sue
valigie, lasciò Napoli e si diresse verso Perugia.
Andava allegramente sul suo cavallo per la campagna, aveva tanta fretta
d’arrivare a Perugia per raccontare agli amici la sua storia.

Fine