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Ronaldo il Fenomeno

Ronaldo ha vestito la maglia nerazzurra dell’Inter per 5 stagioni: dall’estate del 1997 all’estate del
2002. Sia nel PSV in Olanda che, soprattutto, l’anno prima di diventare interista, nel Barcellona,
aveva fatto vedere cose strepitose, mai viste prima. Venne detto il Fenomeno. L’unico vero
Fenomeno.

Dotato di classe sopraffina, ciò che davvero ne faceva un fenomeno era la rapidità dei movimenti
sul breve e lo scatto e le accelerazioni impressionanti. La velocità della corsa era una conseguenza
della sua muscolatura unica. Sarebbe stato un grande centometrista, dotato di una partenza
folgorante. Queste doti, unite alla sua classe, ne hanno fatto il più grande calciatore di tutti i tempi.
Anche se come Fenomeno la sua carriera fu breve.

L’Inter lo vide fare cose prodigiose: quando era in forma era incontenibile. Inarrestabile. Una furia.
Nel primo anno in nerazzurro vinse una Coppa Uefa (che allora valevano quanto la Coppa
Campioni) e uno scudetto morale (ufficialmente lo scudetto fu della Juventus, ma per tutti gli
osservatori obiettivi, non ci furono dubbi: quell’anno lo scudetto doveva essere dell’Inter).

Il secondo anno da interista giocò poco a causa di un’infiammazione ai tendini. All’Inter era
arrivato Baggio per innescarlo, ma i due ebbero poche occasioni di giocare insieme. Quando stava
bene, però, Ronaldo era sempre il Fenomeno. Faceva la differenza.

Nella stagione 1999-2000 arrivò anche Vieri, dopo Ronaldo il più grande attaccante in quel
momento al mondo. Con Baggio formavano, e di gran lunga, il più forte attacco del mondo. I pochi
minuti che giocarono insieme fecero vedere le potenzialità dell’Inter.
Ma Ronaldo si curò male e i guai continuarono fino a quando, a Novembre, si spezzò un tendine
rotuleo. Inoltre l’allenatore di allora, Lippi, non fece quasi mai giocare Baggio e Vieri ebbe vari
guai fisici. Le potenzialità della squadra, così, rimasero inespresse.

Ronaldo fu rimesso in campo in primavera, troppo presto, e il ginocchio cedette ancora.


Quel giorno, il 12 Aprile 2000, fini la sua carriera di Fenomeno e iniziò quella di grande campione.
Infatti, dopo quel giorno, dove per pochi minuti si rivide il Fenomeno, non fu più capace di ripetersi
ai livelli delle stagioni precedenti.

Tornò a giocare, spezzoni di partite, nel dicembre 2002: in pratica l’Inter ha fatto completamente a
meno di lui per oltre 2 anni. Di fatto, come Fenomeno Ronaldo ebbe modo di giocare, nell’Inter,
una sola stagione con continuità, mentre il Ronaldo del dopo 12 Aprile 2000, l’ex Fenomeno, ma
ancora grandissimo campione (come farà vedere ai Mondiali e al Real Madrid), si vide in campo
pochissimo. Quasi mai.

Dopo aver vinto il Campionato del Mondo col Brasile nel 2002, in Luglio venne ceduto al Real
Madrid, dove vinse il Pallone d’oro e capocannoniere della Liga, oltre che protagonista di successi e
molte grandi giocate.

Quando si ricorda la storia dell’Inter occorre anche ricordare che in quei 5 anni, con Ronaldo e altri
importanti giocatori infortunati, l’Inter avrebbe potuto vincere tutto. Ma, da ciò che può
ragionevolmente dedurre con l’inchiesta su Calciopoli, giochi oscuri nel “Palazzo” del calcio non lo
permisero.
Ma il calcio non è solo storia, non è solo una serie di eventi, ma è anche eventualità, possibilità,
teoria. Il calcio è anche un concetto filosofico e, nelle categorie della filosofia, le possibilità e le
potenzialità possono assumere un valore enorme, e certi momenti possono oltrepassare il tempo che
li contiene e divenire leggenda. Come Ronaldo, il Fenomeno.