Sei sulla pagina 1di 14

1

Un giorno speciale

2
IL MIO PRIMO TAMPONE

Mi chiamo Matteo e ho tre anni. Oggi è un


giorno speciale: sono molto emozionato per-
ché farò il mio primo tampone. I miei mi han-
no promesso che dopo andremo al bar a pren-
derci una brioche. Wow! Niente scuola, una
giornata intera con mamma e babbo… e brio-
che!!!

Loro non lo sanno, ma se cambiano idea farò


delle bizze pazzesche!

3
Eccoci arrivati! Ci mettiamo in fila e aspettia-
mo in macchina. Quando tocca a noi, si avvici-
na una dottoressa con la mascherina e fin qui
tutto regolare perché da un po’ di tempo ne
vedo tante in giro. La dottoressa è un tipo cu-
rioso; vuole sapere come mi chiamo, quanti
anni ho e scrive tutto in un quaderno. Poi, con
in mano uno spiedino bianco e lungo, dice una
cosa davvero buffa: “Matteo, ora tira fuori be-
ne la lingua perché te la devo misurare!”
Misurare la lingua? A me? Io mi metto a ridere
alla grande e lei prende le misure.
“Già fatto? Ma quanto è lunga la mia lingua?”
“È la più lunga che ho misurato finora, ma si
capiva già da quanto sei chiacchierone! Sei
stato bravissimo.
È la prima volta che mi capita un bambino co-
sì coraggioso…
Matteo, ma tu sei un supereroe!

4
MATTEO SUPEREROE…

5
La brioche era speciale! Mentre torniamo a ca-
sa ripenso alle parole della dottoressa: Io un
supereroe? Sarà vero? Chissà… babbo è molto
alto e muscoloso… e se fosse un supereroe an-
che lui?
“Mamma, ma babbo è un supereroe?”
“Certo che sì, però non dobbiamo parlarne in
giro, deve restare un segreto…”
“E il costume dove lo tiene?”
“Questo è troppo, non te lo posso dire, altri-
menti che segreto è? Però quando sarai grande
quel costume sarà tuo, ok?”
“Okkey! Tanto ora sarebbe troppo grande per
me, ci inciamperei… però la dottoressa ha det-
to che sono un supereroe e allora mi serve un
costume! Insomma… me lo compri?”
“Ma sì, certo. Scommetto… scommetto una
‘ruspa’ che il tuo costume preferito è quello di
Supermatt!”
“Hai indovinato, non è giusto però… le ruspe
sono mie, anche se hai vinto tu!”
“Lo so, lo so che sono il tuo giocattolo preferi-
to…”

6
Questo sono io, Supermatt!! Come sto?

7
LO STRANO SOGNO DI MATTEO

Quella notte ho fatto un sogno molto strano:


ho sognato che il telefono squillava ma nessu-
no andava a rispondere così sono andato io.
Un signore un po’ agitato mi ha detto: “Ho bi-
sogno di parlare con Supermatt.”

8
“Sono io, dica pure…”
“C’è una consegna da eseguire: è urgente por-
tare 200 mascherine in un grattacielo di Mila-
no, per proteggere tante persone da un virus
cattivo; l’indirizzo è indicato sullo scatolone.
Se la sua risposta è sì, il pacco le arriverà tra
poco.”
“Okkey! Non si preoccupi, ci penso io, per me
è un gioco da ragazzi.
“Mi raccomando Supermatt, la missione deve
essere eseguita stanotte e nessuno deve scopri-
re chi ha consegnato le mascherine. Se qual-
cuno sente dei rumori mentre lei entra o esce
dalle finestre dica che è una consegna
dell’ASL.”
“Okkey, finita la missione le invierò un segna-
le: accenderò tutte le luci del grattacielo, ma
solo per un attimo”.
Ho passato tutta la notte a consegnare ma-
scherine, ma ce l’ho fatta! Duecento mascheri-
ne, cioè duecento finestre, non finivano più…

9
10
Ora non mi resta che accendere tutte le luci del
grattacielo per un attimo. Wow!!

11
MISSIONE COMPIUTA

Poi finalmente a casa nel mio letto. Al mattino


quando mamma mi ha svegliato barcollavo per
il sonno…
“Cosa c’è Matteo, fatti vedere, sei strano… ma
ti senti bene?”
“Sì, anzi no, ho tanto sonno perché stanotte ho
consegnato duecento mascherine, però è un
segreto…”
“Scusa Matteo, fammi capire bene, hai conse-
gnato delle mascherineee?”
“Mamma… io sono Supermatt!!”
“Ah, ora capisco perché questi occhi, gonfi co-
me quelli di un rospetto… ora però andiamo a
scuola, siamo in ritardo, il sonno ti passerà!”
È di nuovo notte e io, Supermatt, sono stan-
chissimo, non vedo l’ora di dormire, ma il tele-
fono squilla di nuovo: hanno ancora bisogno di
me per consegnare trecento mascherine in un
palazzo altissimo di Napoli. È una missione

12
importante, perbacco: sconfiggere il virus cat-
tivo… Allora ho risposto come fanno gli eroi:
“Ci penso io a quel maledetto virus! Sono o
non sono Supermatt?”
Perbacco, questa volta le mascherine sono tre-
cento, sarà dura…

È stata dura davvero! Al mattino, arrivato a


scuola, mi sono addormentato come un sas-
so…

13
Per di più, mi è venuto un mal di pancia tre-
mendo. Una tata mi ha accompagnato al ba-
gno e quando tutto è finito… mi ha detto: “ve-
drai…ti passerà…”
Ma io l’ho guardata fissa negli occhi e ho detto:
“Secondo me è meglio telefonare a mamma…”
Così oggi sono a casa con mamma. Wow! Sia-
mo soli, io e lei, così approfitto per dirle una
cosa: “Mamma, senti: se stanotte squilla anco-
ra il telefono per le mascherine, questa volta,
ma solo questa volta, potrebbe andare babbo?
Però digli che è un segreto…”

14