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APPENDICE FONDAMENTI FISICI DELLA MUSICA (ACUSTICA) Test 1 FONDAMENTI FISICI DEL RITMO - IL FENOMENO DELLA OSCILLAZIONE PENDOLARE E SUA LEGGE - IL METRONOMO 1, — Tutto nella natura é ritmo. Il ritmo @ la base, Yossatira stessa della musica, Cid si ricava dal fatto che: a) tutto & posto sotto la legge del ritmo: il corpo umano vive del ritmo della respirazione, fondato su due movimenti b) il cuore batte ritmicamente; inspirazione ed espirazione; ©) Yuniverso & basato su un ritmo, quello del giorno e delle notti, delle stagioni, delle nascite e delle morti. 2. — In musica, il ritmo @ « movimento ordinato dei suoni >. a) in origine, dipendeva dalla declamazione, era libero. Il canto gre- goriano, che segue la prosodia, @ ancora ritmo libero; b) in seguito, esso fu regolato sui moti del corpo, specie nella danza; ed assunse un ordine in base alla collocazione degli accenti: esso divenne quindi ritmo misurato; ©) il ritmo misurato fu poi immesso nella ¢ battuta >, divisa dalla sue- cessiva per mezzo di una sbarra, detta ¢stanghetta spezzabattute » 0 «stan- ghetta di misura >; 4) i ritmi pid usati sono bindri se divisi in tempi doppi, ternéri, ce divisi in tempi tripli, Il tempo 6/8 @ detto composto, perché & composto da un movimento binario formato da due movimenti ternari. 3. — L'Accento é alla base del ritmo. Esso pud essere: a) ritmico: & dato dalla distribuzione dei suoni, e pud essere forte o debole; b) métrico: @ il primo della battuta, é il pit forte; c) melodico: @ in relazione ai suoni secondo la loro Bradaziong aj intensita e di respiro. 4, — Il Tempo pud avere diversi significati; a) una unita di durata scelta per la divisione simmetrica della foes musicale; : : , b) una parte di una Sonata o di una Sinfonia o di un Conce, TO, ece,; ©) il grado di velocita di una composizione. 5. — Ogni corpo che si sposta nell’aria e ritorna periodicamente a] Punto di partenza & soggetto al movimento pendolare. a) questo movimento provoca delle vibrazioni; b) le vibrazioni possono essere semplici e composte: & semplice Ig vibrazione (o oscillazione) che un corpo compie tra due punti estremi del movi. mento; & composta o doppia, V’oscillazione che torna al punto di Partenza dopo aver compiuto una oscillazione semplice. 6. — Galiléo Galiléi (1564-1642) scopri la legge del pendolo, osservando un lume che oscillava nel Duomo di Pisa. Essa é: 4) le oscillazioni del pendolo sono isdcrane, cio’ di eguale durata (dal Breco: isos = uguale e crdnos = tempo): i movimenti del pendolo, siano ampi © brevi, hanno sempre a stessa durata, Infatti, il pendolo giunto alla estre. mita della sua corsa rallenta, si ferma un istante ¢ riprende la corsa, con velo. cit crescente fino al centro, per rallentare verso altro punto estremo della corsa: cosi, i due punti estremi del movimento costituiscono Ja velocita minima, il punto centrale @ Ja velocita massima; b) due movimenti oscillatori creano una vibrazione: il tempo che impiega a tornare allo stesso punto si dice durata di vibrazione; ¢) Ja durata delle vibrazioni dipende dalla Iunghezza del pendolo: pit il pendolo & Tungo e meno numerose saranno le oscillazioni. 7. — Il Metrénomo & uno strumento che serve a battere il tempo e che applica il principio del pendolo ¢ delle sue oscillazioni 8) nel 1696 Stefano Loulié (Lulié) applicd il principio del pendolo ad uno strumento che chiamd crondmetro: accreacendo la lunghesza del pea- dolo il numero delle oscillazioni. decresce in senso inverso; ») dopo varie modificazioni il Maélzel (Mélzel) nel 1816 inventd Tat tuale metronomo, formato da una cassetta a piramide, con un'asta centrale sulla quale scorre tn peso mobile; pit il peso va verso Tate, ¢ minore sari Velocttd dei biti: Oggi at tsa tndicara’ sampes:il veéco' dh soeteonsnsb' pet maggiore precisione d’esecuzione. 304 Test I pRoDUZIONE DEL SUONO - LE VIBRAZIONI DEI CORPI soNoRI 1, — Quando si sposta un corpo. elitstico (come I'aria), le particelle a queste, dette molécole, séguono Toscillazione, spostandosi e tornando poi al Joro posto. Se il movimento & regolare ed ordinato, si avri un suonos se il norimento delle molécole, quindi delle oscillazio rregolare e disordi- si avra un rumore, Percid: nato, : suono @ dato da oscillazioni regolari e periodiche; b) il rumore @ dato da oscillazioni irregolari ¢ disordinate; c) Ia Musica detta «Tarte dei suoni»: pertanto essa dispone in modo piacevole all’orecchio i suoni, raccogliendo alcuni rumori per ottenere una base ritmica o per effetti speciali, 2, — Le vibrazioni, oltre ad essere semplici e composte, Possono essere: a) trasversali, quando le molécole si spostano in senso perpendicolare alla lunghezza del corpo sonoro; b) longitudinali, quando le molécole si spostano lungo la direzione stessa del corpo sonoro. 3. — Nell’aria, mezzo attraverso il quale si propaga il suono abitualmente, si formano cosi delle vibrazioni, che potrebbero essere disegnate con una serie di curve, eguali per un suono puro, diseguali per un rumore. a) Vonda’ sonora é Ja distanza percorsa dal suono durante una vibra- tione del corpo che la produce; b) il periodo é il tempo impiegato in un solo movimento di andata e ritorno di una vibrazione. L’onda sonora quindi @ composta da una succes- sione di periodi; ©) la frequenza @ Ja quantita di volte che un fenomeno periddico si ripete in un minuto secondo; 4) Yampiezza della vibrazione @ data dallo spostamento compiuto dal corpo vibrante; ©) la sinusdide & il disegno dei periodi di un suono allo stato puro. — Il movimento vibratorio & composto di due punti: 2) i ventri, sono i punti di massima ampiezza; ») i nodi, sono i punti in cui il movimento @ nullo; / ton pug) 1288 di Young (Fiing): «il punto dove si exercita la vibrazione ud mai dare un nodo ». Ad esempio, una corda di un violino, dove viene 305 suonata dall’archetto, crea nelle vicinanze un ventre, perché il nodo si da solo dove il movimento vibratorio é nullo. . — Le vibrazioni possono essere misurate: a) il Monocérdo fu inventato da Pitagora da Samo (580 a.C.) (méonos = unica, cordo = corda): @ una corda posta su una cassetta, munita di un ponti cello mabile che Ja accorciava o allungavas b) il Sondmetro @ un perfezionamento del Monocordo, ed @ formato da una cassa d’abete sulla quale sono fissati ad un metro di distanza due ponti- celli fissi su cui sono poste due corde di diverso spessore, legate ad un peso fisso: ponendo un ponticello mobile al di sotto e sollecitando le corde, si avranno diversi suoni, Le leggi delle tensidni delle corde si ottengono sosti- tuendo i pesi a cui sono attaccate le corde, le leggi del diametro si ottengono col variare delle corde e quelle dell’altezza di suoni spostando il cavalletto mobile; ©) la Sirena di Séebeck serve a contare il numero delle vibrazioni di parecchi suoni: @ formata da un disco con pitt fila di fori posti ad eguale di- il disco gira con una manovella mentre V'aria viene data attraverso un tubo da un mintice. Dal numero dei fori, piit la velocita del disco al secondo, si calcola il numero delle vibrazioni del suono prodotto; stanza 4) la Siréna di Cagniard & un perfezionamento della precedente ed & composta da due dischi, uno dei quali @ a 45 gradi inclinato al contrario del- altro. Su un contatore si leggeranno i giri compiuti al secondo per calcolare ill numero delle vibrazioni prodotte; e) la doppia Siréna di Helmoltz (Hélmolz) infine permette un ancor piit vasto numero di esperimenti. 6. — In Musica, la produzione del suono avviene s1 a) corde tese, a mezzo delle dita o di un archetto; b) tubi sonori, a mezzo del soffio o con un congegno meccanico; ¢) nelle lamine di legno 0 di ferro, percosse da bacchette; ees nelle membrane (pelli di animale tese) percosse dalle mani o da Test DT TRASMISSIONE DEL SUONO - RIFLESSIONE DEL SUONO - ECO E RISONANZA 1. — Un suono nell’aria viene trasmesso attraverso le molec stano per lasciar passare le onde sonore, Accade lo stesso nell’ lancia un sasso e si formano Ie onde circolari. ole che si spo- ‘acqua, quando si a) nell'acqua, le onde sono orizzontali; d) nel'aria, le onde sono sferiche ¢ procedono dal punto di partenza (detto fonte sonora) al punto di arrivo (orecchio di chi ascolta) in senso sinu. soidale. 2. — La velocita del suono dipende dalla elasticita ¢ dalla densita del corpo elastico che la trasmette; inoltre elasticita e densita variano a seconda della temperatura: a) la velocita del suono nell’aria in condizioni normali é di cirea 340 metri al secondo; b) la velocita del cuono & indipendente dalla frequenza e dalla am- piezza delle vibrazioni; ©) la Lunghezza d'onda 2 il rapporto tra la frequenza di vibrazione e la velocita di propagazione dell’onda, Ad una frequenza di 340 periodi ed una velocita di 340 metri, la Junghezza sara di un metro; 4) ancor piit che nell’aria, il suono si propoga velocemente in altri corpi elastici, che sono, nell’ordine: acqua di mare (1460 metri al secondo a 20 gradi), piombo, oro, argento, rame ed infine il ferro, a 5200 metri al secondo. Anche i legni trasmettono il suono, pitt velocemente nel senso delle fibre, meno trasversalmente ed in misura ancora minore nel senso degli strati. 3. — Quando le onde sonore incontrano un ostacolo: a) una parte dell’energia viene assorbita; b) una parte ritorna indietro e quindi viene riflessa; ¢) una parte viene deviata e quindi viene rifratta; 4) per spiegare la rifrazione: basti ricordare il remo di una barca a mare, che sembra curvo. Quello @ il caso tipico della rifrazione; e) L’angolo di incidenza & uguale all’angolo di riflessione; f) Langolo di rifrazione dipende dal rapporto delle due velocita del Suono, prima ¢ dopo I’angolo stesso. — La pia comune manifestazione della riflessione del suono é@ I’Eco. a) bisogna che intercorra tra due suoni una distanza non inferiore ad un decimo di secondo perché essi risultino udibilis b) pertanto, ad una velocita di 340 metri al secondo, un decimo corri- sponde a 34 metri, pereid un suono non deve percorrere meno di tanto per Pandata ed il ritornos ©) quindi, 'ostacolo riflettente non pud essere ad una distanza minore di 17 metri perché si verifichi il fenomeno dell’ecos d) naturalmente, in caso di suoni della durata superiore a 1/10 di secondo, la distanza della superficie riflettente dovra essere proporzionalmente aumentata, 5 a) naturale, quando si verifichi al’aperto, ad esempio nelle montagne, ed é il caso pia diffuso; b) artificiale, quando si verifichi in costruzioni fate dall’uomo. Tipico & il caso della cupola del Battistéro di Pisa. ‘eco pud essere: 6. — La Risonénza viene impropriamente definita per quel fenomeno che si produce in una sala quando i suoni emessi, battendo sulle varie pareti tor- nano indietro confondendosi e creando un rimbombo. In termini piit esatti, perd, la Risonanza riguarda il fenomeno delle oscillazioni simpatiche; mentre & pitt giusto definire il fenomeno del rimbombo con il termine Riverbérazione. 7. — La Riverberazione consiste nella persistenza del suono, in ambienti chiusi, anche dopo che @ cessata la sorgente sonora: essa é dovuta alla serie di riflessioni sulle pareti, maggiore quanto minore é Ja capacita di assorbimento di queste. a) Je onde riflesse b) un tempo di riverberazione troppo Iungo crea confusione tra i assommano alle onde dirette; suoni; c) un tempo di riverberazione troppo breve rende asciutti i suoni; d) la costruzione delle sale da concerto deve tenere conto principal- mente del tempo di riverberazione, dato dal volume dell’ambiente; e) dicesi Interferénza il fenomeno che si produce quando non vi @ una sola fonte sonora, ma due o piit: in tal caso le onde sonore ereando confusione. Nel punto dove le onde si incontrano esse si annullano. Se le fonti sonore danno invece lo stesso suono, detto unisono, le onde sonore vengono rinforzate. 308 Test IV LE QUALITA’ DEL SUONO: ALTEZZA, INTENSITAY, TIMBRO LORO CAUSE de] suono sono tre: altezza, intensita ¢ timbro, 1. — Le qual a) T'Altezza quella qualita che determina i suoni pitt acuti o pia gravi, Essa dipende dalla frequenza delle vibrazioni: pit le vibrazioni sone frequenti e pit il suono @ acuto; b) Mntensité & quella qualita che determina i suoni pitt forti o pit deboli. Essa dipende dall’ampieza delle vibrazioni, dalla distanza di chi ascolta e dalla forza con cui si produce il suono. Gradazioni di intensita sono: cre- scendo, dal piano al forte, e diminuendo, dal forte al piano; ©) il Timbro & quella qualita per cui, dato lo stesso suono, si perce- pisce la differenza tra pitt strumenti o voci. Essa dipende dalla forma delle vibrazioni, dal materiale con cui @ costruito lo strumento (0 dall’individuo per per la voce), ma soprattutto dal numero dei suoni armonici, 2, — L’orecchio umano percepisce i suoni da 16 vibrazioni al secondo (do ultragrave) a circa 8000 vibrazioni al secondo (do/10 ultra-acuto). I suoni gene- ralmente usati in musica si mantengono perd da 32 vibrazioni (do/2) a 4185 vibrazioni (do/9): oltre le 9000 vibrazioni vi sono gli ultrasuoni, che vengono uditi dagli animali (cani, pipistrelli, ece.). a) ogni suono ha un suo numero di vibrazio superiore, bastera raddoppiare il numero delle vibrazioni; b) il suono base per la musica é il La centrale, al quale sono state fis- sate 440 vibrazioni al secondo. Pertanto il La all’ottava superiore ha 880 vibra- zioni, mentre quello all’ottava inferiore ha 220 vibrazioni; ¢) il La viene dato da uno strumento a forma di forchetta, detto diapason. Un pd diverso é il corista che & a forma di fischietto. Tale nota fu stabilita, nel numero definitive di vibrazioni in un congresso del 1834: in pre- cedenza, esso aveva un numero leggermente minore di vibrazioni; 4) lo strumento musicale che possiede un maggior numero di suoni @Organo; esso pué scendere fino al do ultra-grave di circa 16 vibrazioni (detto di 32 piedi) e salire al do ultra-acuto di oltre 8000 vibrazioni (detto di 2 piedi); e) i suoni acuti o gravi si propagano con la stessa velocita, Per ottenere l’ottava 3. — Lintensita & dovuta all’ampiezza delle vibrazioni: 8) si dice Ampiezza di vibrazione lo spazio che ciascuna molécola Pereorre muovendot b) Ia durata delle vibrazioni é indipendente dall’ampiezza di queste; ©) un suono prodotto con energia imprime maggiore movimento alle molecole sonore: I'esecutore quindi produce vibrazioni pitt 0 meno ampie; d) Paltezza non incide sulla intensita; pereid si pud avere un suono acuto ma debole ed uno grave ma forte, ¢ viceversa; ¢) quando in una sala vi sono pitt strumenti musicali, il suono viene rinforzato per Ja vibrazione « simpatica » degli altri strument 4, — Il timbro @ dovuto alla forma delle vibrazioni: a) la voce umana é Ja pitt ricca di sfumature di timbro: ne sono causa le corde vocali che risuonano attraverso 1a bocea ¢ il naso; b) il modo di produrre i] suono (sfregamento di corde, entrata d’ negli strumenti a fiato, colpi sulla membrana nella percussione, ece.) influisce ria sul timbro; c) a partire dallo Hélmoltz, tuttavia, é stato rivelato determinante per il timbro il numero dei suoni armonici, oltre che la loro intensita e asso- ciazione: ogni variazione di queste componenti trasforma onda sonora e quindi il timbro del suono; d) Valtezza del suono influisce notevolmente sul timbro. 5, — I diversi timbri degli strumenti possono essere resi visivamente tra- mite dei disegni, detti oscillogrammi. Da questi si deduce ch a) una curva sinusoidale 8 data solo da un suono puro’ b) qualsiasi strumento si allontana dalla curva sinusoidale in modo maggiore, quanto pitt grande @ il numero delle arméniche (o suoni armbnici) che compongono il suono; __¢) le arméniche sono conseguenza della sovrapposizione di pi onde stazionarie, provocate dalle vibrazioni della sorgente sonora, le quali si sovrap- Pongono al suono fondamentale: cid avviene meglio in corpi elastici di grande mole, che non nei. corpi piccoli; 4) pertanto, gli strumenti musicali grandi danno suoni risultanti dal fondamentale pid un elevato numero di armoniche; mentre cid & impossibile agli strumenti musicali piccoli; ; e) Porgano Hammond pud dare i suoni allo stato puro (sinusoidale) ai quali si possono aggiungere in un secondo tempo le armoniche. 310 Test V L FENOMENO DEI SUONI ARMONICI: SUA CAUSA - SUA IMPORTANZA COME BASE DELLA TONALITA’ E SUE APPLICAZIONI NEL MECCANISMO SONORO DEGLI STRUMENTI J, — Ogni suono prodotto & accompagnato da vibrazioni dette armoniche, concomitanti, che contribuiscono alla definizione del timbro. ° a) tutte le armoniche, compresa la prima, detta suono fondamentale, sono suoni puri — di forma sinusoidale, — che si assommano creando diverse curve, che possono venire fotografate con un oscillografo a raggi catddici, e dare quindi un diagramma o spettro acustico; b) il suono fondamentale avra il numero uno, gli altri armonici pren- deranno i numeri successivi: i primi otto armonici sono utili per definire il timbro, gli altri (se ne contano fino a 40) non incidono sul suono prodotto, essendo debolissimi; ©) i primi arménici hanno maggiore intensita, gli altri vanno sempre pitt indebolendosi; d) tutti i suoni armonici ¢ percid sono anche detti iperton: e) la fondamentale, o prima arménica, é formata da un’onda sonora, nella quale entrano due onde del secondo armonico, tre del terzo, quattro del quarto e cosi via; ono superiori al suono dato (fondamentale) f) le prime armdniche concorrono a dare al suono un timbro morbido € pastoso mentre le altre lo rendono squillante e stridulo. 2, — L’ordine delle armoniche é il seguente: a) il suono fondamentale, o primo suono armonico: se isolato, si chiama suono puro e viene espresso con una serie di curve sinusoidali, Pud essere piacevole specie nelle frequenze gravi; b) il secondo armonico é all’ottava superiore del precedente; confe- tisce chiarezza al fondamentale; ©) il terzo armonico @ distante una quinta dal secondo e introduce fattori espressivi, & caratteristico dei suoni detti « di canna >; 4) il quarto armonico @ alla terza ottava sopra il fondamentale; ag- siunge ancora chiarezza al secondo armonico; ©) il quinto armonico @ una terza sopra il quarto: rende il suono pitt Seuro ed & caratteristico degli archi e delle ance doppie; 311 __£) fl sesto armonico & ancora una terza sopra il quinto ed & all'ottava superiore del terzo: aumenta V'effetto del terzo armonico ¢ rende squillante, dando particolare brillantezza agli archi; 8) il settimo armonico @ il primo dei dal precedente: se & ab h) Pottavo armor imbro onanti; é ad una terza minore intenso, arreca asprezza 0 & ad un tono superiore del precedente ed 2 all'ot- tava superiore del quarto, a due ottave dal secondo ¢ a tre ottave dal fonda- mentale: apporta un carattere metallico ed aggiunge chiarezza al suono; i) Ia nona armonica é I cedente: apporta asprezza; seconda dissonante ed & un tono sopra Ia pre- 1) la decima armonica @ ancora un tono piii su ed & ad una ottava dalla quinta: apporta metall 3. — La causa degli armonici é data dalla sud in varie frazioni. Poicl visione del corpo sonoro il numero delle vibrazioni @ inverso alla lunghezza del corpo sonoro, si otterra un certo numero di vibrazioni in tutta la sua lun- ghezza, il doppio alla meta della lunghezza, il triplo alla terza parte della lunghezza, ece. 4, — Raggruppando i primi sei armonici (ad esempio: do, do, sol, do, mi, sol) abbiamo T'accordo perfetto maggiore, che @ alla bare della tonalita mo- derna; contrapponendo, per calcolo matematico, una serie inferiore al fonda- mentale, si ottiene Paccordo perfetto minore. 5. — Negli strumenti a corda si possono ottenere molti armonici: a) facendo vibrare una corda in tutta Ja sua lunghezza avremo il suono fondamentale, o primo armonico; b) suddividendola in due parti otterremo Vottav: armonico, e cosi di seguito; superiore, 0 secondo ©) i punti vicini al dito 0 al cavalletto che immobilizza la corda sta- ranno fermi, daranno cioé i nodi, i punti pid Jontani vibreranno, daranno cioé ee si blocca la corda a meta, si cancellano gli armonici pari e si for- mano i dispari (3, 6, 9); se si blocca la corda ad un terzo si ottiene il contrario e si percepiscono gli armonici pari (2, 4, 8); 4d) facendo vibrare la corda presso Ia sua estremita (effetto degli stru- menti ad arco detto sul ponticello) si ottengono gli armonici pitt alti e disso- nanti, ottenendo un suono metallico e stridulo; ¢) sfiorando la corda ad una meta, un terzo, un quarto, si ottengono gli armonici detti naturali; se invece di sfiorarla, la ei preme col dito, la si accoreia e da quel punto da il suono fondamentale ottenuto con Ja nuova lun- ghezza: sfiorando poi con altro dito la corda cosi accorciata armonici detti artificial. i. ottengono gli 312 6, — E’ bene qui ricordare che la natura della corda influisce sulla altezza del suono prodotto. Vi sono quattro leggi: a) Valtezza del suono @ inversamente proporzionale alla lunghezza della corda; b) il numero delle vibrazioni & inversamente proporzionale al did- metro della corda: pit: la corda é doppia e pid i suoni saranno gravis ©) ilnumero delle vibrazioni @ inversamente proporzionale alla radice quadrata della sua densita: una corda piit densa dara suoni pitt gravi, qualun- a sua Junghezza, diametro e tensione; que 4) il numero delle vibrazioni é direttamente proporzionale alla radice quadrata del peso che tende Ja corda: il suono sara pitt acuto a misura che si aumenta il peso di tensione della corda. 7. — Gli strumenti a fiato (detti anche a vento) sono di forma tubolare: a) il tubo (0 canna) produce vibrazioni Jongitudinali; b) il tubo pud essere aperto o chiuso: nel tubo chiuso la corrente daria giunge al termine e torna indietro: avviene qui la riflessione delle onde sonore; nel tubo aperto si verifica anche una riflessione, dovuta all’aria pit: leg- giera che si trova all’uscita della canna; c) nei tubi chiusi il punto di riflessione si trova all’estremita, nei tubi aperti il punto di riflessione si trova a meta; anche nei tubi si producono ventri e nodi; . ) i tubi chiusi danno Y’ottava inferiore di quelli aperti; solo nei tubi aperti & possibile la serie completa di armonici; e) nei tubi chiusi all’estremita chiusa non possono formarsi che dei nodi: sono percid impedite le armoniche pari (il clarinetto si comporta come un tubo chiuso). 8, — Molti strumenti a percussione sono formati da lamine (o verghe) di metallo o legno: a) il diapason é una lamina di metallo piegata ad U. Sia questo, che @ fissato a meta, che nelle lamine fissate ad una estremita, si potranno formare armoniche soltanto dispari, poiché si forma il nodo nel punto in cui la lamina resta fissata, mentre il ventre si forma. nell’estremita libera (o nelle due estre- mit& libere, quando é fissato al centro). Nelle lamine dello xilofono, del vibra- fono, della celeste si possono dare armoniche sia pari che dispari, perché alle due estremita libere si formeranno dei ventri ed al punto di contatto con le viti si avranno i nodi; b) le piastre (piatti, tam tam) sono un insieme di lamine: le loro vibrazioni sono assai disarmoniche e pitt vicine al rumore che al suono: le 313 gi darauno rumori pitt gravi delle piastre piccole. Gli armonici iastre grandi dal a fo Piaeire ena fuoriescono disordinatamente; / ; vccampane sono piastre molto doppie, spesso di forma tubolare: in oe eerie campane tubolari, veri ¢ propri tubi metallici. Le vibra. lari che negli altri tipi di piastre ed ill suono & in pitt vicino al suono puro del didpason. esistono, orchestra sono in uso le zioni sono molto pitt rego genere povero di armonici, ce le membrar 9, — Altri strumenti a percussione usano inves ; 44) nel tamburo i suoni sono pitt simili ai rumori e quindi producono suoni armonici disordina’ b) nei timpani Ja tensione applicata alla pelle, se @ uniforme, dara un certo numero di arménici, pari e dispari. 10, — Anche la voce umana produce attraverso Vemissione d’aria dai pol- moni, passando per la trachéa, le corde vocali, la cavita orale e la vibrazione delle labbra, suoni armonici; dalla tensione delle corde vocali dipende Valtezza dei suoni emessi; mentre il soprano pud emettere suoni da 262 a 1046 vibra. zioni, il basso scende da 55 a 294 vibrazioni al secondo. 11. — Famosi studiosi del fenomeno degli armonici sono stati: a) Gioseffo Zarlino (1517-1590), il Tartini ed il Rameau; per primo al violino gli armonici. Test VI SCALA NATURALE E SCALA TEMPERATA 1. — La scala (0 gamma) @ una successione ordinata di suoni, nell’ambito di una ottava, Poiché Vottava é un termine fisso che corrisponde a ragioni fisiche € matematiche (rapporto 2/1), le scale hanno variato e variano solo nell’interno dell’ottava. Le scala pitt usate sono state di tre tipi: a) scala pitagorica; b) scala naturale; c) scala temperata. 2, — La ecala pitagorica prende nome dal suo ordinatore, il greco Pi a) poiché Pitagora poteva disporre solo dei rapporti di Junghezza, diametro, sostanza e tensione delle corde, ottenne V’esatto rapporto dell’inter- vallo consonante di quinta (3/2): cioé mentre il suono pitt basso compie due vibrazioni, il superiore ne compie tre; 314 b) sovrapponendo le quinte si aveva: do-sol-re-la, ece.; mentre al di ‘0 si poteva sottoporre la quinta fa-do. Moltiplicando il rapporto 3/2 x 3/2 Gi aveva do-sol-re: ill re era la nona, ma portando il suono Vottava sotto si aveva ja seconda: do-re, Continuando cosi si aveva tutta Vottava (la quarta con pro- cedimento inverso); c) vi sono in questa scala due tipi d’intervalli: il tono che & a 9/8 dal precedente grado (0 suono intero) ¢ il semitono ad un intervallo di 256/243 (detto limma) dal precedente. Nella scala cromatica Vintervallo tra due suoni é piccolissimo (ed & detto apdtome); ) andando avanti con questi valori di frazi he si arriva perd ad un eccedenza del Si diesis sul Do ed & detta comma pitagorico: percid i] semitono diatonico precedera il semitono cromatico (ad esempio: do-si d re bemolle- do diesis, che danno tre suoni diversi e) tale scala @ stata praticamente adottata fino a tutto il 1500, quando Jo Zarlino stabili le nuove leggi degli armonici: @ da notare che il misico Didimo vissuto ai tempi di Nerone, tentd una riforma matematica di tale scala che la pose assai vicina alla nuova scala di Zarlino: ma non fu seguito. aot 3. — La scala naturale fu adottata alla fine del 1500, quando furono re- epinte le durezze dovute alla scala pitagorica: a) gia Bartolomeo Ramos e Lodovico Fogliani nel secolo XV e al prin- cipio del XVI avevano determinato lesatto rapporto della terza maggiore natu- rale-basandosi sui suoni armonici concomitanti; b) lo Zarlino diede la spinta finale al nuovo sistema, basandolo sui primi sei armonici che formano I’accordo perfetto maggiore. Al principio mate- matico di Pitagora si sostituiva cosi il principio fisico, La scala minore era prodotta perd matematicamente; c) nell’abbassare di una o due ottave gli armonici, ¢ porli 'uno ac- canto all’altro, Zarlino trovd mancante la quarta (che prese dalla quinta infe- riore del fondamentale) e la sesta, considerata terza maggiore della quinta infe- riore (esempio fa-do: il fa passa una ottava sopra; e (fa)la-do: il Ja passa una ottava sopra; d) nella scala diatonica naturale vi sono due specie di toni: il tono grande, dato dal rapporto 9/8; e il tono piccolo, dato dal rapporto 10/9. Vi & Poi il semitono diatonico, dato dal rapporto 16/15: la differenza tra tono grande © piccolo da una piccola differenza di 81/80 detta comma sinténico; e) in tale scala vi & percid sempre Ja possibilita di ottenere tra due suoni una differenza tra tono grande e piccolo, dovuta all'impiego del comma. Ad esempio si pud avere una terza maggiore grande o piccola, una quarta giusta grande e una piccola, ecc.; 815