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PROGETTO

GENERAZIONE
SCUOLA
A cura del Servizio Ass.to Centro Pari Opportunità
dell’Unione dei Comuni Valdichiana Senese

Realizzato con il finanziamento della Regione Toscana


(LR. 16/2009 ‘Cittadinanza di genere’)
Realizzazione: Edizioni Luì
Via Galileo Galilei, 38
Chiusi (Siena)

Stampato in Italia - Printed in Italy


Prefazione

La scuola è o dovrebbe essere il luogo deputato alla formazione dei cittadini


e delle cittadine di domani. Nel percorso di apprendimento dei valori della
cittadinanza, tra le mille informazioni di quella che un tempo si chiamava
“educazione civica”, un posto non secondario dovrebbe essere occupato dall’e-
ducazione alle pari opportunità e alla cultura di genere. Purtroppo non accade
molto di frequente né che vengano adottate prospettive di genere nell’inse-
gnamento delle materia curricolari né che vengano promossi progetti didattici
che mirino a leggere le differenze di genere come risorsa collettiva e non come
causa scatenante di inaccettabili discriminazioni.
Il mondo della scuola si configura invece come un ambito fondamentale per
promuovere una cultura di genere orientata all’equità e al riconoscimento
dell’altro, sviluppando una consapevolezza critica rispetto ai modelli domi-
nanti nella società. È attraverso la scuola ed i contesti educativi, infatti, che è
possibile educare i/le bambini/bambine al rispetto delle differenze, sfidare gli
stereotipi e, così facendo, rendere l’istituzione educativa uno strumento efficace
per aiutarli/le ad intraprendere un percorso di scoperta di sé, che consenta di
valorizzare i propri desideri e le proprie risorse di genere e di instaurare rela-
zioni con l’altro/a basate sul rispetto e l’ascolto reciproci.
Dati questi presupposti, finalità generale del progetto è di intervenire in am-
bito educativo per fornire un supporto al processo di costruzione identitaria,
con la particolare consapevolezza di ciò che significa diventare donne e uomi-
ni, in modo tale da consentire una relazione autentica e positiva tra i generi,
sperimentando nell’incontro con l’altro/a un’occasione di apprendimento ed
educazione al confronto reciproco. Si tratta in altre parole di promuovere una
cultura di genere capace di valorizzare le differenze tra il maschile e il femmi-
nile, offrendo occasioni e strumenti per acquisire consapevolezza dei propri
posizionamenti di genere e sviluppare, di conseguenza, la capacità di rappor-
tarsi anche con l’altro/a.

Le referenti di genere
Dott.ssa Giusi Acquaviva
Dott.ssa Valentina Garofalo
Dott.ssa Monica Matticoli
In classe durante un dibattito:
«Maestra, Maestra!
Perché quando chiami i bambini
si alzano anche le femmine???»
Introduzione

Il Progetto GenerAzione Scuola è realizzato dall’Unione dei Comuni Valdichia-


na Senese nell’ambito del Servizio Associato Pari Opportunità ed è finanziato
(tramite la Provincia di S­ iena) dalla Regione Toscana mediante i fondi della
Legge Regionale 16/2009 sulla Cittadinanza di genere.
GenerAzione Scuola si inserisce nell’accordo territoriale di genere ed è uno
degli strumenti di diffusione delle politiche di genere volti ad incrementare la
sensibilità degli attori del territorio, in particolare delle scuole, rispetto al tema
della differenza di genere. Il principale risultato atteso riguarda dunque la sen-
sibilizzazione del sistema-scuola coinvolto, ma anche la conseguente possibilità
di attivare azioni e sperimentazioni di formule didattiche innovative. Inoltre,
sarebbe auspicabile che il Progetto creasse i presupposti per mettere a sistema
interventi finalizzati a promuovere uno scambio di conoscenze e competenze
tra i vari Istituti scolastici per la diffusione della cultura di genere.
Il Progetto vuole stimolare, mediante attività e metodologie di tipo ludico, una
riflessione da parte dei bambini e delle bambine sui temi dell’identità di genere.
Le attività sono rivolte al riconoscimento e alla trasformazione dei principali
stereotipi fondanti i ruoli maschili e femminili e le relative identità, singole e
socioculturali. Si prevede trasversalmente di sensibilizzare i bambini e bambi-
ne ad una pratica di condivisione delle responsabilità nell’ambito dei lavori di
cura e della gestione dei ruoli familiari. L’azione progettuale nasce infatti dalla
consapevolezza che è necessario migliorare e favorire lo sviluppo delle risorse
di donne e uomini all’interno della società civile, del lavoro e della famiglia.
Sempre più urgente è dunque un cambiamento culturale, da realizzarsi in pri-
mis mediante la presa in carico, finalizzata alla trasformazione, di situazioni e
identificazioni stereotipate già evidenti nel periodo dell’infanzia.
L’idea è quella di permettere ai bambini e alle bambine di confrontarsi con
concetti, immagini e significati più autentici, nell’ottica della parità di scelta e
opportunità e nella direzione di una più completa realizzazione di sé nel mondo
e, di conseguenza, di un riequilibrio delle responsabilità familiari e genitoriali
tra i generi. Trasversalmente, si intende favorire l’interiorizzazione di modelli
altruistici e rispettosi non solo delle diversità di genere ma anche di quelle so-
ciali, etniche, culturali e religiose, in relazione alla crescente presenza di bambini
e bambine provenienti da altri Paesi d’Europa e del Mondo. Alcuni dei lavori
realizzati in classe dai bambini e dalle bambine sono stati inseriti di seguito in
questo testo; tutti gli altri verranno raccolti ed esposti in una mostra realizzata
a cura dell’Unione dei Comuni ­Valdichiana Senese.

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Destinatari La fase introduttiva di “GenerAzione Scuola”
ha coinciso con alcune giornate di formazione
rivolte ai Dirigenti scolastici, ai docenti delle
Destinatari classi coinvolte e ai referenti delle scuole che
Le 4 classi IV e V della Scuola primaria di hanno aderito al Progetto.
Chianciano Terme. Le 4 classi V della Scuola
primaria di Chiusi. Contenuto degli incontri formativi
Le 3 classi IV e V della Scuola primaria di • Presentazione della Legge Regionale n. 16
Sarteano e San Casciano dei Bagni. sulla “Cittadinanza di genere” e approfon-
dimento sulle tematiche relative al progetto
Referente di genere (la Referente di genere, visione di buone
Dott.ssa Giusi Acquaviva pratiche, stereotipi di genere);
• Presentazione dettagliata del Progetto “Ge-
Destinatari nerAzione Scuola”; Finalità e fasi operative
Le 7 classi IV e V elementare della Scuola del Progetto;
primaria “G. Parini” di Torrita di Siena. • Scambio di informazioni sulle classi per
Le 5 classi IV e V elementare di Abbadia di definire la metodologia da utilizzare negli
M.; Acquaviva di M.; Montepulciano Sta- incontri con gli alunni e le alunne e per
zione. predisporre il programma operativo;
• Stesura del calendario degli incontri con
Referente di genere
le classi.
Dott.ssa Valentina Garofalo

Destinatari
Le 11 classi IV e V elementari dei 3 Istitu-
ti scolastici di Sinalunga, Pieve e Bettolle
dell’Istituto Comprensivo ‘John Lennon’ di
Sinalunga.

Referente di genere
Dott.ssa Monica Matticoli

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Programmazione e materiale didattico Prima fase:

Velocità, Aggressività, Forza, Resistenza,


1° Incontro ––––––––––––––––––––––– Gelosia, Fedeltà, Elasticità, Presunzione,
­Debolezza, Logica, Egocentrismo, Egoismo,
Somministrazione del questionario: Vanità, Loquacità, Coraggio.

Obiettivo: Raccogliere dati per analizzare Durante il loro lavoro il conduttore osserva
la diffusione di stereotipi legati al genere il comportamento dei gruppi prendendo
nell’ambito lavorativo e della sfera domestica. appunti sulle dinamiche per evitare che le
I risultati faranno parte della ricerca. decisioni risultino falsate dall’intervento di
qualche elemento dominante di forte leader-
Affrontare gli stereotipi riprendendo le tabelle ship; ai docenti il compito di creare gruppi
del questionario somministrato per proporre di lavoro equilibrati.
la possibilità di un’attribuzione trasversale
dei lavori e dei compiti a maschi e femmine.
Seconda fase:

Esercizio: Discussione: il conduttore legge ad alta


voce i risultati, i bambini commentano
Suddividere i bambini in tre gruppi: uno ma- ­singolarmente:
schile, uno femminile e uno misto
– sono d’accordo;
Obiettivo: verificare se ci sono differenze – non sono d’accordo,
nelle attribuzioni e se il sesso è portatore di – perché.
­stereotipi
Si raccolgono i risultati su un cartellone.

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QUESTIONARIO

Che lavoro fa la mamma?

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Cosa ti piace e cosa non ti piace del suo lavoro?

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Che lavoro fa il papà?

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Cosa ti piace e cosa non ti piace del suo lavoro?

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Secondo te chi può svolgere questi lavori?

le donne gli uomini entrambi


Poliziotto
Pizzaiolo
Insegnante
Medico
Avvocato
Politico
Contadino
Parrucchiere
Segretario
Pilota
Cassiere al supermercato
Elettricista
Infermiere
Vigile urbano
Autista di autobus
Cuoco
Commesso
Impiegato
Idraulico
Pasticciere
Musicista

Da grande che lavoro vorresti fare e perché?

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Da grande che lavoro NON vorresti fare e perché?

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I maschi e le femmine possono fare gli stessi lavori? sì no

Spiega perché
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Chi svolge i lavori di casa?


Metti una crocetta accanto al nome. Puoi inserire anche più risposte.

lavoro mamma papà io sorella fratello altri*


Rifare i letti
Fare la spesa
Preparare la colazione
Preparare la cena
Lavare i piatti
Fare il bucato
Stirare
Spolverare
Rimettere in ordine la camera da letto
Rimettere in ordine i giochi ed il materiale di studio
Apparecchiare/sparecchiare la tavola
Pulire il bagno
Fare le piccole riparazioni in casa
Navigare in internet
Accompagnare i figli e le figlie a scuola
Andare a rimprendere i figli e le figlie a scuola
Leggere il giornale
Partecipare alle riunioni scolastiche dei genitori
Rimproverare i figli e le figlie
Accompagnare i figli e le figlie dal medico
Utilizzare il computer

* (nonni, zii, etc...)

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2° Incontro ––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––

Raccordo con la lezione precedente; breve discussione per introdurre l’argomento della diversità
e della possibile accettazione al di là degli stereotipi con l’ausilio della visione e della spiegazio-
ne delle flash card.
Consegna ai bambini, divisi in piccoli gruppi (max. 3 per gruppo), di una un’immagine che sia
da stimolo per scrivere una storia; la storia sarà poi sviluppata in storyboard.
I risultati dei lavori prodotti verranno montati su un cartellone.
Introduzione al racconto di Italo Calvino Un pomeriggio Adamo e consegna alle maestre affin-
ché venga letto in classe prima della lezione successiva, con la richiesta di facilitare la riflessione
sulle tematiche introdotte dal racconto (differenze di sesso, culturale).
Le maestre dovrebbero darci un feedback sui risultati delle riflessioni scaturite a seguito della
lettura, ad esempio raccogliendo le idee e le riflessioni dei bambini, rappresentando graficamente
la storia, immaginando un finale per il racconto.

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Italo Calvino – Cos’è?
Un pomeriggio, Adamo – Una bella cosa. Vieni a vedere. Presto.
– Dimmi cosa.
– Te la regalo. Ti regalo una bella cosa.
Il nuovo giardiniere era un ragazzo coi capelli – Ho i piatti da lavare. Poi viene la signora,
lunghi, e una crocetta di stoffa in testa per e non mi trova.
tenerli fermi. Adesso veniva su per il viale con – La vuoi o non la vuoi? Alé, vieni.
l’innaffiatoio pieno, sporgendo l’altro braccio – Aspetta lì, – disse Maria-nunziata, e chiuse
per bilanciare il carico. Innaffiava le piante di la finestra.
nasturzio, piano piano, come versasse caffel- – Quando uscì dalla porticina di servizio, il
latte: in terra, al piede delle piantine, si dila- ragazzo-giardiniere era sempre lì che bagna-
tava una macchia scura; quando la macchia va i nasturzi.
era grande e molle lui rialzava l’innaffiatoio e – Ciao, – disse Maria-nunziata.
passava a un’altra pianta. Il giardiniere dove- Maria-nunziata sembrava più alta perché ave-
va essere un bel mestiere perché si potevano va le scarpe belle coi sugheri, che era un pec-
fare tutte le cose con calma. Maria-nunziata cato tenerle anche per i servizi, come piaceva
lo stava guardando dalla finestra della cucina. a lei. Ma aveva una faccia bambina, piccola
Era un ragazzo già grande, eppure portava an- in mezzo al riccio dei capelli neri, e anche
cora i calzoni corti. E quei capelli lunghi che le gambe ancora magre e bambine, mentre
sembrava una ragazza. Smise di risciacquare il corpo, negli sbuffi del grembiule, era già
i piatti e batté sui vetri. pieno e adulto. E rideva sempre: a ogni cosa
– Ragazzo, – disse. detta dagli altri o da lei, rideva.
Il ragazzo-giardiniere alzò la testa, vide Maria- – Ciao, – disse il ragazzo-giardiniere. Aveva la
nunziata e sorrise. Anche Maria-nunziata si pelle marrone, sulla faccia, sul collo, sul ­petto:
mise a ridere, per rispondere a lui, e perché forse perché stava sempre così, mezzo nudo.
non aveva mai visto un ragazzo coi capelli – Come ti chiami? – disse Maria-nunziata.
così lunghi e con una crocetta come quella – Libereso, – disse il ragazzo-giardiniere.
in testa. Allora il ragazzo-giardiniere le fece Maria-nunziata rideva e ripeté: – Libereso...
«­vieni-qui» con la mano e Maria-nunziata Libereso... che nome, Libereso.
continuava a ridere per quel suo modo buffo – È un nome in esperanto, – disse lui. – Vuol
di fare i gesti, e si mise anche lei a fare gesti dire libertà, in esperanto.
per spiegargli che aveva da rigovernare i piat- – Esperanto, – disse Maria-nunziata. – Sei
ti. Ma il ragazzo-giardiniere le faceva «vieni- esperanto, tu?
qui» con una mano e con l’altra indicava i – L’esperanto è una lingua, – spiegò Libereso.
vasi delle dalie. Perché indicava i vasi delle Mio padre parla esperanto.
dalie? Maria-nunziata schiuse i vetri e mise – Io sono calabrese, – disse Maria-nunziata.
la testa fuori. – Come ti chiami? – Maria-nunziata, – e
– Cosa c’è? – disse, e si mise a ridere. rideva.
– Di’: vuoi vedere una bella cosa? – Perché ridi sempre?

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– Ma perché ti chiami Esperanto? ta saltando tra le dalie con le scarpe belle di
– Non esperanto: Libereso. sughero. Libereso era accoccolato vicino al
– Perché? rospo e rideva, con i denti bianchi in mezzo
– E perché tu ti chiami Maria-nunziata? alla faccia marrone.
– È il nome della Madonna. Io mi chiamo – Hai paura! È un rospo! Perché hai paura?
come la Madonna e mio fratello come san – È un rospo! – gemette Maria-nunziata.
­Giuseppe. – È un rospo. Vieni, – disse Libereso. Lei gli
– Sangiuseppe? puntò contro un dito: – Uccidilo.
Maria-nunziata scoppiava dal ridere: – San- Il ragazzo mise le mani avanti, quasi a ripa-
giuseppe! Giuseppe, non Sangiuseppe! Li- rarlo: – Non voglio. È buono.
bereso! – Mio fratello, – disse Libereso, – si – È un rospo buono?
chiama Germinal e mia sorella Omnia. – Sono tutti buoni. Mangiano i vermi.
– Quella cosa, – disse Maria-nunziata, – fam- – Ah, – disse Maria-nunziata, ma non s’avvi-
mi vedere quella cosa. cinava. Si mordeva il colletto del grembiule e
– Vieni, – disse Libereso. Posò l’innaffiatoio e cercava di vedere torcendo gli occhi.
la prese per mano. Maria-nunziata s’impun- – Guarda che bello, – disse Libereso e mise
tò: – Dimmi cos’è, prima. giù la mano.
– Vedrai, – disse lui, – mi devi promettere Maria-nunziata s’avvicinò: non rideva più,
che la terrai da conto. guardava a bocca aperta: – No! Non lo toccare!
– Me la regali? Libereso con un dito stava carezzando il ro-
– Sì, te la regalo –. L’aveva condotta nell’an- spo sulla schiena verde-grigia, piena di ver-
golo vicino al muro del giardino. C’erano ruche bavose.
delle piante di dalia in vaso alte quanto loro. – Sei matto? Non sai che brucia, a toccarlo,
– È lì. e ti fa gonfiare la mano? Il ragazzo le mostrò
– Cosa? le sue grosse mani marrone, con le palme ri-
– Aspetta. vestite da uno strato giallo calloso.
Maria-nunziata faceva capolino dietro le – A me non fa niente, – disse. – È così bello.
sue spalle. Libereso si chinò per spostare un Aveva preso il rospo per la collottola come
vaso, ne alzò un altro, vicino al muro, e in- fosse un gattino e se l’era posato sul palmo
dicò per terra. d’una mano. Maria-nunziata, mordendosi il
– Lì, – disse. collarino del grembiule, s’avvicinò e gli s’ac-
– Cosa? – disse Maria-nunziata. Non vedeva coccolò vicino.
niente: era un angolo in ombra, con foglie – Mammamia che impressione, – disse. Era-
umide e terriccio. no accoccolati tutt’e due dietro le dalie, e i
– Guarda che si muove, – disse il ragazzo. ginocchi rosa di Maria-nunziata sfioravano
Allora lei vide una pietra di foglie che si quelli marrone tutti sbucciature di Libere-
muoveva, una cosa umida, con occhi e pie- so. Libereso passava una mano sul dorso del
di: un rospo. rospo, di palma e di dorso, e ogni tanto lo
– Mammamia! Maria-nunziata era scappa- riacchiappava quando voleva scivolar giù.

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– Carezzalo anche tu, Maria-nunziata, – dis- Ci sono grandi campi tutti di bergamotti e
se. La ragazza si nascose le mani in grembo. nient’altro che bergamotti. E tutto il lavoro
– No, – disse. è raccogliere bergamotti da mattino a sera.
– Come? – lui disse, – non lo vuoi? E noi eravamo quattordici fratelli e sorelle,
Maria-nunziata abbassò gli occhi, poi guardò e tutti raccoglievamo bergamotti, e cinque
il rospo e li riabbassò subito. sono morti bambini, e a mia madre venne il
– No, – disse. tetano, e noi siamo stati in treno una setti-
– È tuo. Te lo regalo, – disse Libereso. mana per venire da zio Carmelo e lì si stava
Maria-nunziata aveva gli occhi annuvolati, in otto a dormire in un garage. Di’, perché
adesso: era triste rinunciare a un regalo, nes- porti i capelli così lunghi?
suno le faceva mai regali, ma il rospo proprio Si erano fermati a un’aiuola di calle.
le metteva schifo. – Perché così. Anche tu li hai lunghi.
– Te lo lascio portare in casa, se vuoi. Ti terrà – Io sono una femmina. Se li porti lunghi sei
compagnia. come una femmina.
– No, – disse. Libereso rimise in terra il rospo – Io non sono come una femmina. Non è
che s’andò subito ad acquattare tra le foglie. dai capelli che si vede se uno è maschio o
– Ciao, Libereso. femmina.
– Aspetta. – Come non è dai capelli?
– Devo finire di lavare i piatti. La signora non – Non è dai capelli.
vuole che esca in giardino. – Perché non è dai capelli?
– Aspetta. Ti voglio regalare qualcosa. Una – Vuoi che ti regali una bella cosa?
cosa proprio bella. Vieni. – Sì.
Lei si mise a seguirlo per i vialetti di ghiaia. Libereso si mise a girare tra le calle. Erano
Era uno strano ragazzo, Libereso, con i ca- tutte sbocciate, le bianche trombe al cielo.
pelli lunghi e che pigliava in mano i rospi. ­Libereso guardava dentro ogni calla, ci frugava
– Quanti anni hai, Libereso? dentro con due dita e si nascondeva qualcosa
– Quindici. E tu? nella mano stretta a pugno. Maria-nunziata
– Quattordici. non era entrata nell’aiuola e lo guardava riden-
– Compiti o da compire? do in silenzio. Cosa faceva Libereso? Ormai
– Li compio il giorno dell’Annunciazione. aveva passato in rivista tutte le calle. Venne
– È già passato? tendendo avanti le mani una nell’altra.
– Come, non sai quand’è l’Annunciazione? – Apri le mani, – disse. Maria-nunziata tese le
S’era rimessa a ridere. mani a conca ma aveva paura a metterle sotto
– No. le sue.
– L’Annunciazione, quando c’è la processio- – Che hai lì dentro?
ne. Non ci vai alla processione? – Una bella cosa. Vedrai.
– Io no. – Fammi vedere, prima.
– Al mio paese sì che ci sono delle belle Libereso schiuse le sue mani e la lasciò guar-
processioni. Al mio paese non è come qui. dare dentro. Aveva le mani piene di cetonie:

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cetonie di tutti i colori. Le più belle erano le animali morti. E neanche caffè e zucchero.
verdi, poi ce n’erano di rossicce e di nere, e – E lo zucchero della tessera?
una anche turchina. – Lo vendiamo alla borsa nera.
E ronzavano, scivolavano una sulla coraz- Erano arrivati a una cascata di piante grasse,
za dell’altra e ruotavano le zampine nere in tutta stellata di fiori rossi.
aria. M
­ aria-nunziata si nascose le mani sotto – Bei fiori, – disse Maria-nunziata. – Ne
il grembiule. prendi mai?
– Tieni, – disse Libereso, – non ti piacciono? – Per fare?
– Sì, – disse Maria-nunziata, ma teneva sem- – Per portarli alla Madonna. I fiori servono
pre le mani sotto il grembiule. per portare alla Madonna.
– A stringerle in mano fanno il solletico: – Mesembrianthemum.
vuoi sentire? – Cosa?
Maria-nunziata tese avanti le mani, timida- – Si chiama Mesembrianthemum, questa
mente, e Libereso ci fece scendere quella ca- pianta, in latino. Tutte le piante si chiamano
scatella d’insetti di tutti i colori. in latino.
– Coraggio. Non mordono. – Anche la Messa è in latino.
– Mammamia! – Non aveva pensato che po- – Non so. Libereso stava sbirciando tra il
tessero morderla. Aprì le mani e le cetonie serpeggiare dei rami sulla parete.
lasciate andare in aria aprirono le ali e i bei – Ecco là, – disse.
colori scomparvero e ci fu solo uno sciame – Cos’è? C’era un ramarro, fermo al sole,
di coleotteri neri che volavano e si posavano verde con disegnini neri.
sulle calle. – Ora lo piglio.
– Peccato; io voglio farti un regalo e tu non – No. Ma lui s’avvicinava al ramarro a mani
vuoi. aperte, piano piano, poi uno scatto: acchiap-
– Devo andare a rigovernare. Se la signora pato. Ora rideva contento con il suo riso
non mi trova, poi grida. bianco e marrone.
– Non lo vuoi un regalo? – Guarda che mi scappa! – Dalle mani
– Cosa mi regali? chiuse ora sgusciava la testina smarrita, ora
– Vieni. Continuava a condurla per mano la coda. Anche Maria-nunziata rideva, ma
tra le aiuole. – Devo tornare presto in cuci- faceva dei salti all’indietro ogni volta che
na, Libereso. Poi devo spennare una gallina. vedeva il ramarro, e si stringeva la sottana
– Puah! tra i ginocchi.
– Perché: puah? – Insomma, non vuoi proprio che ti regali
– Noi non mangiamo carne di animali morti. nulla? – disse Libereso, un po’ mortificato,
– Sempre quaresima, fate? e piano piano posò su un muretto il ramar-
– Come? ro che saettò via: Maria-nunziata teneva gli
– Cosa mangiate? occhi bassi.
– Tante cose, carciofi, lattuga, pomodori. Mio – Vieni con me, – disse Libereso e la riprese
padre non vuole che si mangi la carne degli per mano.

15
– A me piacerebbe avere un tubetto di ros- – Maschio e femmina, – ripeté Libereso. –
setto, e dipingermi le labbra alla domenica Poi fanno i girini.
per andare a ballare. E poi un velo nero per Una nuvola passava sopra il sole. Improvvi-
mettermi sulla testa, dopo, quando si va alla samente Maria-nunziata si disperò.
benedizione. – È tardi. Certo la signora mi sta cercando.
– Alla domenica, – disse Libereso, – vado Ma non se ne andava. Continuavano a gi-
al bosco con mio fratello e riempiamo due rare per il giardino, e non c’era più sole. Fu
sacchi di pigne. Poi, alla sera, mio padre la volta d’una biscia. Era dietro una siepe di
legge forte dei libri di Eliseo Reclus. Mio bambù, una piccola biscia, un orbettino. Li-
padre ha i capelli lunghi fin sulle spalle e la bereso se la fece arrotolare a un braccio e le
barba fino al petto. E porta i calzoni corti, carezzava la testina.
estate e inverno. E io faccio dei disegni per – Una volta ammaestravo le bisce, ne avevo
la vetrinetta della FAI. E quelli col cilindro una decina, anche una lunga lunga e gialla,
sono i finanzieri, quelli col cheppì i generali, di quelle d’acqua. Poi ha cambiato la pelle ed
e quelli col cappello tondo i preti. Poi ci do è scappata. Guarda questa che apre la bocca,
i colori all’acquarello. guarda la lingua tagliata in due. Carezzala,
C’era la vasca e tonde foglie di ninfea che non morde.
galleggiavano. Ma Maria-nunziata aveva paura anche delle
– Zitta, – fece Libereso. bisce. Allora andarono alla vaschetta di rocce.
Sott’acqua si vide la rana che veniva su con Prima le fece vedere gli zampilli, aprì tutti i
scatti e abbandoni delle braccia verdi. A gal- rubinetti e lei era molto contenta. Poi le mo-
la, saltò su una foglia di ninfea e ci si sedette strò il pesce rosso.
in mezzo. Era un vecchio pesce solitario, e già le squa-
– Ecco, – fece Libereso, e calò una mano per me cominciavano a imbianchire. Ecco: il
acchiapparla, ma Maria-nunziata fece: – Uh! pesce rosso piaceva a Maria-nunziata. Libe-
– e la rana saltò in acqua. Ora Libereso cer- reso cominciò a girare le mani in acqua per
cava ancora col naso a fior d’acqua. acchiapparlo, era una cosa difficile ma poi
– Laggiù. Cacciò sotto una mano e la tirò Maria-nunziata poteva metterlo in un vasetto
fuori chiusa a pugno. e tenerlo anche in cucina. Lo prese, ma non lo
– Due in una volta, – disse. – Guarda. Sono tirò fuori dall’acqua per non farlo soffocare.
due una sopra l’altra. – Metti le mani giù, carezzalo, – disse Libe-
– Perché, – disse Maria-nunziata. reso, – si sente che respira; ha le pinne come
– Maschio e femmina appiccicati, – disse di carta e le scaglie che pungono, ma poco.
Libereso, – guarda come fanno. Ma Maria-nunziata non voleva carezzare ne-
E voleva mettere le rane in mano a Maria- anche il pesce. In un’aiuola di petunie c’era
nunziata. Maria-nunziata non sapeva se ave- del terriccio morbido e Libereso ci grattò
va paura perché erano rane o perché erano con le dita e tirò fuori dei lombrichi lunghi
maschio e femmina appiccicati. lunghi e molli molli. Maria-nunziata scappò
– Lasciali stare, – disse, – non bisogna toccare. con dei piccoli gridi.

16
– Poggia la mano qui, – disse Libereso indi- vetri della finestra. Sotto c’era Libereso con
cando il tronco d’un vecchio pesco. Maria- una grossa cesta.
nunziata non capiva ma ci mise la mano: poi – Maria-nunziata, fammi salire. Voglio farti
gridò e corse ad immergerla nell’acqua della una sorpresa.
vasca. L’aveva tirata su piena di formiche. Il – Non puoi salire. Cosa porti lì dentro?
pesco era tutto un va e vieni di formiche “ar- Ma in quel momento la signora suonò e
gentine» piccolissime. Maria-nunziata scomparve. Quando tornò
– Guarda, – disse Libereso e appoggiò una in cucina Libereso non c’era. Né dentro, né
mano al tronco. Si vedevano le formiche sotto la finestra. Maria-nunziata s’avvicinò
che gli salivano su per la mano ma lui non all’acquaio. Allora vide la sorpresa.
si toglieva. Su ogni piatto messo ad asciugare c’era un
– Perché? – disse Maria-nunziata. – Perché ranocchio che saltava, una biscia era arrotola-
ti riempi di formiche? La mano era già nera, ta dentro una casseruola, c’era una zuppiera
già le formiche gli salivano su per il polso. piena di ramarri, e lumache bavose lasciava-
– Leva la mano, – gemeva Maria-nunziata. no scie iridescenti sulla cristalleria. Nel catino
– Ti fai montare tutte le formiche addosso. pieno d’acqua nuotava il vecchio e solitario
Le formiche gli salivano sul braccio nudo, pesce rosso.
erano già al gomito. Ormai tutto il braccio Maria-nunziata fece un passo indietro ma si
era coperto da un velo di puntini neri che si vide tra i piedi un rospo, un grosso rospo.
muovevano; già le formiche gli arrivavano Anzi, doveva essere una femmina perché die-
all’ascella ma lui non si scostava. tro le veniva tutta la nidiata, cinque rospetti-
– Togliti, Libereso, butta il braccio in acqua! ni in fila, che avanzavano a piccoli balzi sulle
Libereso rideva, qualche formica dal collo gli piastrelle bianche e nere.
passava già alla faccia.
– Libereso! Tutto quello che vuoi! Prenderò
tutti i regali che mi dài! Gli buttò le braccia
al collo, prese a strofinargli via le formiche.
Allora Libereso staccò la mano dall’albero,
ridendo bianco e marrone, e si spolverò il
braccio con noncuranza. Ma si vedeva che
era rimasto commosso.
– Ebbene, ti farò un grande regalo, ho deciso.
Il più gran regalo che posso farti.
– Cosa?
– Un porcospino.
– Mammamia... La signora! La signora che
chiama!
Maria-nunziata aveva finito di rigovernare
i piatti quando sentì battere un sassolino ai

17
3° Incontro ––––––––––––––––––––––––

Prima fase:

Resoconto e riflessioni sul racconto Un pome-


riggio, Adamo. Il superamento degli stereotipi:
situazioni che presentano differenze sessuali,
sociali, ­culturali, etniche.
• La bella e la bestia,
1946,
Seconda fase:
Regia Jean Cocteau

Visione di spezzoni di film selezionati e suc-


cessiva discussione.
I film selezionati sono:

• La città incantata, • Principi e principesse,


2001, 2000,
Regia Hayao Miyazaki Regia Michel Ocelot

• Sherk III, 2007, Regia • Mulan,


Raman Hui, Chris Miller 1998,
Regia Tony Bancroft,
Barry Cook

• La bella e la bestia,
1991, • Azur e Asmar,
Regia Gary Trousdale e 2006,
Kirk Wise Regia Michel Ocelot

18
REPORT SULL’ATTIVITÀ LABORATORIALE

1° Laboratorio misto) che hanno provveduto a dichiarare


ciascuna ‘qualità’ più specifica degli uomini
Osservazioni generali –––––––––––––––– o delle donne;
• messa in condivisione delle opinioni dei
I contenuti del primo incontro sono stati: gruppi e trascrizione dei risultati su un car-
• presentazione del Progetto “GenerAzione- tellone su cui sono stati raccolti anche i dati
Scuola” come di un momento in cui tutti/e numerici relativi a chi è d’accordo e chi no;
insieme avremmo esplorato innanzitutto le • fase di brainstorming in risposta alla domanda
differenze fra maschile e femminile e, in se- “perché tale ‘qualità’ è ­maschile/­femminile?»;
guito, altri tipi di differenze non riconducibili le risposte più interessanti/condivise sono
al sesso e/o al genere; state trascritte sul cartellone.
• braistorming sulle differenze di genere se-
condo le esperienze dei bambini e delle bam- Rispetto al questionario: talvolta i bambini e
bine, le cui rappresentazioni simboliche sono le bambine hanno dimostrato di non essere a
state tenute separate dal senso comune e dai conoscenza del lavoro svolto dei genitori o,
modelli socioculturali proposti soprattutto pur sapendo descrivere all’incirca la tipologia
dai media; di attività svolta, non hanno dimostrato di
conoscere la denominazione specifica della
• presentazione del questionario come di uno professione cui detta attività era riconduci-
strumento di indagine su tre aspetti di cui i bile; in alcuni casi, grazie anche al contributo
primi due già emersi in sede di dibattito: il dei docenti, è stato possibile risalire al lavoro
lavoro dei genitori in particolare e quello degli svolto dei genitori.
uomini e delle donne in generale; la suddivi-
sione dei carichi di cura; la rappresentazione Nel secondo esercizio, ovvero nel lavoro di
della professionalità adulta; esplorazione delle parole, si è rilevata una
• presentazione del lavoro di esplorazione notevole discordanza fra le opinioni espresse
delle parole: in plenaria, sono stati messi in dai gruppi e quelle espresse in seguito indivi-
condivisione i significati della parole presenta- dualmente. Se le ragioni sono riconducibili
te dopodiché, con l’aiuto dell’insegnante sono alle dinamiche di gruppo (leadership eccete-
stati creati i tre gruppi (maschile, femminile, ra), alle personalità dei bambini e alla voglia

19
di uniformarsi o, all’opposto, all'esigenza di del cartellone con la richiesta «chi vince? chi
sentirsi diverso/a, una grossa componente de- è più bravo?» e che ha reso necessario l’avvio
riva dalla modalità in cui la domanda è posta. di un percorso che portasse dalla logica della
È proprio in questa variabile che sembra di gara a quella dell’osservazione e della ricerca.
riconoscere come evidente la capacità di in- Il clima di lavoro instaurato coi docenti è sta-
fluenzamento di alcune strutture linguistiche to di grande partecipazione e collaborazione;
adulte (verbali e non verbali ma soprattutto i bambini e le bambine si sono dimostrati
di relazione, che fanno emergere opinioni e entusiasti e attivissimi. Il livello è variegato,
convincimenti ancora non ben strutturati). come sempre accade nelle scuole elementari,
Inoltre sono sembrate avere in tale processo sia da un punto di vista di sviluppo cognitivo/
un peso decisivo sia la capacità di comprende- affettivo che di consapevolezza di genere. In
re un comando che l’effettiva consapevolezza alcuni casi sono emersi casi di disagio quan-
di cosa davvero ‘significhi’ la parola oggetto do non di violenza, sia assistita che subita. In
d’indagine, da un punto di vista esperienziale generale, anche a fronte di questi episodi, si
e biografico prima che semantico. Le dinami- è proceduto all’ascolto e alla significazione/
che relazionali adulto-bambino/a e la lettura ristrutturazione dell’esperienza anche con l’a-
della significazione profonda dell’esperienza iuto dei docenti, in un’ottica non valutativa
infantile su temi riconducibili all’identità di ma di messa in evidenza delle scelte soggetti-
genere rappresentano due interessanti temi ve e di valorizzazione di modelli di relazione
di approfondimento in termini di posiziona- più autentici e sani, praticabili sia in termini
mento su sé prima che sull’altro da sé: esse di ruoli familiari che, soprattutto, di identità
aprono infatti una finestra esplorativa sui rap- maschili/femminili. Si è a tal proposito favo-
porti fra genere e biografia sia per i docenti rito uno scambio fra modelli diversi di cui i
stessi che, di conseguenza, per i bambini e bambini e le bambine sono portatori e su cui
le bambine. certe differenze di consapevolezza di genere
si strutturano.
Generalmente la reazione ai temi proposti è
stata di curiosità e desiderio di contribuire alla
conversazione esprimendo il proprio parere
anche quando quel che si vuole dire è già stato
detto da un compagno o da una compagna. A
volte è stato faticoso gestire l’aula per l’eccesso
interventista da parte di alcuni/alcune e per
la tendenza a parlare contemporaneamente
e a non rispettare i turni di parola. In alcune
classi è presente una forma di competitività di
genere e la tendenza a innescare un meccani-
smo di ‘maschi contro femmine’ che si è reso
evidente soprattutto in fase di realizzazione

20
Osservazioni specifiche ––––––––––––––– occupazioni con un monte orario lungo o su
turni (notturno), genitori che stanno fuori
diversi giorni della settimana.
1. Riflessioni sui questionari
Papà: non lo vedo mai per giorni interi!!
Durante la spiegazione del questionario, que- (camionista, rappresentante...);
ste alcune delle domande fatte dai bambini Il lavoro di mamma mi piace perché aiuta le
e delle bambine: persone, ma poi le viene mal di schiena e non
Posso scrivere che il mio lavoro preferito è mi piace più!!
quello che voglio scegliere?
Si deve decidere solo il lavoro che vorremmo b. Cosa vorresti fare da grande
fare o anche altre cose della vita? Bambine:
Insegnante – Insegnante di nido, scuola
Ma se uno dice ‘poliziotto’ dice anche una d’infanzia – Insegnante di ballo, di danza,
femmina? Perché non ho capito... di canto – Baby sitter – Musicista – Scrittrice
Il mio papà vende le bare: ma solo il fuori – Pittrice – Ballerina – Cantante – Modella
maestra, non col dentro! – Grafica – Stilista di moda – Dottoressa
– Veterinaria – Pediatra – Ginecologa –
a. Cosa mi piace e cosa non mi piace del Logopedista – Proprietaria istituto bellezza
lavoro di mamma e di papà – Parrucchiera – Estetista – Truccatrice –
Le risposte date si equiparano anche se ci sono Commessa – Giocatrice di pallavolo – Guida
informazioni leggibili in chiave di genere: museale – Addestratrice di delfini – Fantina
– Militare (per ­comandare!)
– cosa mi piace:
I soldi che guadagna, l’utilizzo del compu- Le scelte delle bambine sembrano orientate
ter, se si ha la possibilità di andare sul luo- da alcune qualità che appartengono alle sin-
go di lavoro, se è fuori casa posso fare ciò gole autoimmagini come ad esempio: essere
che voglio!, il ruolo di responsabilità che brave a fare qualcosa, essere creative, provare
riveste il genitore, mamma casalinga che piacere in ciò che si fa, avere fantasia, avere
dedica tempo. esperienza concreta di attività (cantare, bal-
lare, disegnare...).
– cosa non mi piace: A ben vedere, le bambine sembrano privile-
Non può giocare con me; torna tardi la sera; giare come lavoro ideale professioni legate
torna a casa sempre stanco/a, arrabbiato/a; all’esperienza concreta e diretta e dunque
ha troppi impegni di lavoro e non è mai a al desiderio più di quanto non sembrino
casa; quando è a casa è sempre al telefono; scegliere mestieri legati alle rappresentazio-
corre dei rischi; professioni logoranti, stan- ni sociali o mediatiche – o comunque, gli
canti e dove ci si sporca, il “capo” di mam- immaginari sembrano essere così fluidi da
ma e papà è vista come una figura negativa, poter essere, a parer mio, direzionati verso

21
l’autenticità, lontano da facili demonizzazio- molte bambine esprimono, dichiarando di
ni che rischiano di rovesciare uno stereotipo voler fare le insegnanti e le pediatre perché
mediante la creazione di un altro, di segno amano i bambini piccoli, un desiderio di
opposto ma ugualmente perverso. Le bambi- cura che può essere soddisfatto anche dalla
ne di questa piccola indagine informale non maternità. A margine: tante bambine non
sembrano voler fare il lavoro astratto della vogliono fare la casalinga né cucinare, rifare
cantante ma la cantante perché a loro piace i letti, spolverare, stirare, lavare i panni...
cantare, e magari proprio per questa ragione Una prima riflessione: le bambine che privi-
vanno già a scuola di canto. Vogliono fare la legiano lavori di cura intendono come tali ad
stilista perché amano disegnare, che poi è la esempio la maestra del nido, la veterinaria, la
stessa ragione per cui vogliono fare la grafi- dottoressa. In comune, queste scelte molto
ca pubblicitaria. Il compito, per noi adulti, diverse fra sé hanno il desiderio e l’esperienza
potrebbe essere quello di guidarle verso la e non il prestigio sociale. Interessante è che,
realizzazione di un desiderio ben sapendo parlando di cura, nessuna bambina dichiari
che esso può essere soddisfatto da più scelte una qualche forma di desiderio di maternità o
professionali. Se mi piace disegnare e magari preveda una scelta affettiva: sembra quasi che
so anche farlo posso fare, e le bambine lo le giovani intervistate percepiscano la dimen-
sanno e dunque lo scrivono!, la pittrice, la sione del proprio lavoro futuro in riferimento
truccatrice, la decoratrice, la stilista, l’archi- esclusivo a sé e scissa, in questo momento di
tetta... ovvero professioni diverse che preve- significazione, dalle scelte legate ad un’ipotesi
dono differenti percorsi di studio; differenti di famiglia, di qualsiasi tipo essa sia. Questo
settori di occupazione e visibilità sociale; dato sembra tanto più significativo poiché
variegati tempi e modalità di organizzazione rileva all’interno di un questionario in cui le
del lavoro (trasferimenti, turni, imprendito- bambine hanno riflettuto sull’impatto che il
rilità, lavoro di squadra...): tutti aspetti che lavoro dei genitori ha sulla famiglia e, chia-
solo col tempo e la crescita possono essere ramente, su loro stesse. Le bambine fra i 9 e
messi a fuoco e gestiti. La cosa importante, gli 11 anni sembrano essere in una zona in
per parlare da un punto di vista di genere, cui, nonostante i media e i modelli familiari
è assecondare i desideri connessi al mestiere di riferimento, riescono a pensarsi in autono-
ideale e sostenere le bambine in un processo mia, sono posizionate su sé. Un’impressione,
di sviluppo e crescita in assonanza coi propri che forse varrebbe la pena approfondire...
desideri, che diventeranno la base più soli- Un’ulteriore riflessione riguarda la scelta
da e motivante su cui potranno, da giovani dell’insegnamento, inteso come disciplina
donne dapprima e da adulte poi, costruire tout court ma anche come disciplina legata
una sana relazione con sé e dunque fra sé al campo artistico (canto, musica, ballo...)
e il proprio essere nel mondo mediante lo e dunque riconducibile ancora una volta a
studio, la formazione e il lavoro, facendo ne- quella zona in cui regna l’espressione di sé, e
goziare questa zona di sé con la dimensione una qualche forma di bisogno di (farsi) ac-
affettiva e di cura. Non dimentichiamo che compagnare.

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Infine le professioni legate all’estetica ma an- – Disegnatore di auto – Chef – Medico
che alle esperienze reali, espresse in varie for- Ingegnere – Dentista – Veterinario – Zoologo
me fra cui un’ipotesi di creazione d’impresa. – Scienziato – Studioso di matematica –
In conclusione, sembra che per le bambi- Archeologo Architetto – Avvocato – Bancario
ne lavorare abbia senso a patto che il lavo- – Geometra – Imprenditore – Proprietario
ro consenta loro di portare in scena qualità di una palestra – Programmare computer
come fantasia, inventiva, creatività, capacità – Fotografo – Poliziotto – Maestro di
e desiderio di cura, sapienza; questo bisogno matematica – Detective – Edicolante –
è rintracciabile anche nei casi in cui le scelte Tatuatore – Guida delle riserve naturali –
ricadono su professioni che si ritiene vengano ­Pizzaiolo – Pompiere – Meccanico – Guidare
opzionate grazie a condizionamenti mediatici il camion della N.U. – Militare.
e/o socioculturali (ballerina, cantante, stilista).
Quello che colpisce è l’esclusione, dagli oriz- Anche dai questionari svolti dai bambini
zonti delle scelte, dello studio della matematica emerge una tensione verso l’espressione della
e delle scienze, della meccanica, della gestione ­creatività: ai maschietti piace disegnare e fare
di un’azienda, dell’elaborazione di un piano esperimenti; piace la matematica e piacciono gli
finanziario, della progettazione di un centro animali e la natura; piacciono i lavori connessi
commerciale, ovvero di attività che per essere allo sport, alla velocità e alla cura del fisico. Una
svolte abbisognano della messa in scena delle cosa accomuna molte scelte, dal calciatore al
medesime qualità. Le bambine sembrano sce- dentista all’imprenditore: il desiderio di avere
gliere, all’interno della rosa dei mestieri che successo e di guadagnare molto (parametri di
tradizionalmente sono autorizzate a svolgere, scelta esclusi dall’orizzonte delle femmine). In
quella o quelle professioni in cui sarà possibile alcuni casi, i bambini dichiarano di non vo-
esprimere una parte autentica di sé. Se questa ler fare il calciatore perché sanno già che non
lettura è vera o almeno verosimile dovremmo diventeranno famosi. Molti però dicono che
riflettere, più di ogni altra cosa, sulla necessi- il lavoro che vorrebbero fare è legato, proprio
tà di una ricerca finalizzata alla proposizione come accade alle bambine, al desiderio e al
di strumenti che consentano alle bambine di piacere: ovviamente fra questi c’è il famigerato
indirizzare i propri desideri in altre zone del mestiere del calciatore. E su questo dato po-
‘sapere’ e del ‘fare’ umano perché in questo il tremmo aprire una riflessione utile a trasmet-
genere femminile, anche in formazione, sem- tere ai bambini un modo sano di intendere
bra essere davvero deficitario e non nel ‘saper il calcio, sport di squadra e di fatica finché la
essere che tutti gli altri saperi lega, e con-fonde. mitologia non ha preso il sopravvento sulla sto-
ria. Guidare i bambini, i maschi, a riconoscere
Bambini: il desiderio e a mantenersi ben posizionati su
Calciatore/Portiere di serie A – Pilota – di essi, aiutarli a separarlo dall’ideale sociale di
Pilota di elicotteri – Pilota di F1 – Pilota di guadagno e successo per agevolare il ritorno
moto GP – Tennista Ballerino – Disegnatore ad una visone più autentica e meno mitizzata,
dei Simpson – Disegnatore di fumetti e ansiosa, di sé e del mondo.

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c. Qual è il lavoro che non vorresti fare da d. Il lavoro di cura e i ruoli familiari
grande? La parte conclusiva del questionario era fina-
Le risposte date a questa domanda sembrano lizzato a raccogliere dati sulla distribuzione dei
poco rilevanti al fine di fornire linee guida carichi di cura in famiglia. La maggioranza
sul genere. Ne riportiamo alcune: dei bambini e delle bambine ha dichiarato
Non voglio fare l’insegnante perché: non mi che nelle famiglie di provenienza la gestione
piace studiare, è un lavoro pesante, stressante delle attività connesse alla casa e il lavoro di
e si urla molto! Perché non riesce a mantenere cura è svolta dalle donne, dalle mamme in-
la disciplina; perché i maestri guadagnano nanzitutto ma anche da sorelle, dalle bambine
troppo poco in relazione al loro impegno e stesse, da nonne e nonni che, quando presenti,
alle responsabilità! offrono un valido aiuto. La mamma gestisce
Non voglio fare né l’astrologo né il pilota la maggior parte delle attività domestiche e
d’aerei perché ho paura di volare e degli si occupa dei figli. Il papà si occupa in parti-
alieni. colare delle piccole manutenzioni domesti-
Non voglio fare il pizzaiolo perché non mi è che e accompagna e riprende i figli a scuola;
piace cucinare. inoltre, è lui a leggere il giornale, navigare in
Non voglio fare il medico perché mi fa schifo internet e utilizzare il computer. Accanto a
il sangue; il chirurgo perché non mi piace questo modello più tradizionale è ben rappre-
sbudellare le persone! sentato il campione della gestione paritaria
Non voglio fare il muratore perché ci si delle faccende domestiche e della cura, sia
sporca! perché le mamme lavorano di più fuori casa
Non voglio fare l’avvocato perché si impiccia sia perché i papà lavorano di meno. In ogni
troppo degli affari degli altri! caso, la condivisione viene spesso presentata
Non voglio fare il politico perché sarei sempre come una necessità più che come una scelta
in Tribunale e potrei avere problemi con la da parte dei papà. Chiaro che se questo vale
­Giustizia! per le faccende domestiche vale meno per la
cura dei figli, che vede i papà occuparsene
In genere, le risposte si giocano su una con- con più amore e dedizione rispetto ai mo-
traddizione di fondo e sembrano quasi frasi delli tradizionali.
buttate là senza approfondimenti/esempi:
tutti possono fare tutto perché uomini e don-
ne sono uguali/alcuni lavori sono da uomo
e altri invece da donna. Chiaro che un solo
mestiere non può essere svolto da un uomo:
la casalinga. Viene il dubbio che la doman-
da abbia un approccio troppo cognitivo per
permettere agli intervistati di dare risposte
autentiche.

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2. Riflessioni sul lavoro di esplorazione cena pronta o vedono le macchie si arrabbia-
delle parole no e picchiano la moglie. Si sentono i padroni
del mondo.
I gruppi classe sono stati generalmente coin-
volti dagli argomenti proposti e dunque lo Segue un partecipatissimo dibattito sulla
spazio per la riflessione collettiva è stato più violenza, sulla violenza di genere e sul con-
ampio di quello occupato dalle dinamiche trollo della rabbia. La conclusione è che le
di competizione: di conseguenza, il grado donne si possono salvare, possono scegliere
di riflessione e di approfondimento delle te- di andare via.
matiche di genere può dirsi adeguato al rag-
giungimento degli obiettivi prefissati. Come
già rilevato, in alcuni casi la tendenza a in- Dibattito:
tervenire a sproposito, a parlarsi addosso, a I maschi hanno un carattere forte e non si con-
farsi notare, ha rallentato lo svolgimento del trollano. Per esempio, se vedono la fidanzata
dibattito e reso meno pervasiva la sistematiz- mangiare un gelato con un altro (che poi potreb-
zazione delle esperienze e la puntualizzazione be essere anche il cugino ma loro non lo sanno!),
dei concetti. Inoltre, parlare delle differenze allora lo picchiano.
fra maschi e femmine ha rinforzato in alcuni Un gruppo di bambine: sì però non è giusto!
casi il livello di competizione e un certo grado dovrebbero picchiare lei!!!
di aggressività ha caratterizzato le dinamiche
di gruppo. Infine, un grado di consapevolez- La gelosia è la paura che ha una persona che
za di genere meno strutturato può aver fatto l’altra si innamora di un altro.
assestare la riflessione su gradi di maggiore
sterotipizzazione. Un bambino: la gelosia è quando un ragazzo ha
Qui di seguito alcune frasi significative emerse una ragazza, lui va con un’altra e lei s’arrabbia.
durante il dibattito:
Io: Lei si arrabbia e che fa??
Un bambino: un comportamento non aggres- Lui: Picchia lui!!.
sivo dà maggiori risultati! Interviene una bambina ...e poi ci so’ anche
per quell’altra!!
Un gruppo di bambine: i maschi sono più ag-
gressivi e violenti perché guardano sport e film Si discute sulla tematica delle differenze di
violenti e perché giocano ai videogames violenti. genere.
Gli uomini picchiano le donne perché sono più Un bambino: Non importa essere maschi o
forti e le donne sono più deboli. femmine, si possono vedere le cose secondo un
Le donne picchiano gli uomini quando sono altro punto di vista!
tradite o se qualcuno tocca i loro figli.
Un bambino, durante la riflessione sul corag-
Un bambino: gli uomini se non trovano la gio: Ma come si fa a fidanzarsi? – Beh, forse

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bisogna prima essere innamorati! Dopodiché I maschi sono più rozzi.
bisognerebbe dirlo alla bambina che ci piace.
Che dici? – Ma se uno è innamorato e però gli I maschi sono più violenti e usano di più le mani;
manca il coraggio? non è vero, il mio babbo è meno aggressivo della
mia mamma; la mia mamma urla le parolacce!
Un bambino: Io ce l’ho il coraggio di dire quello
che penso! anche la mia mamma ce l’ha, perché Gli uomini sono arrabbiati perché lavorano
ci vuole coraggio per dire a un’altra persona che tanto e sono stanchi.
ci si separa col divorzio!
Se gli uomini si arrabbiano, la colpa è delle
La fragilità è quando uno si sente debole e non donne che li innervosiscono.
quando uno È debole.
I maschi sono più agili perché hanno un corpo
Un gruppo di bambini: le donne sono più at- più forte; la forza non c’entra nulla le donne
letiche e agili negli sport in acqua (acqua come sono più dinoccolate; le femmine sono meglio
elemento del femminile?). in alcuni sport e i maschi in altri.

Un bambino: Faccio danza e sono l’unico ma- Le femmine sono sempre spaventate e piangono
schio e va bene così perché nei balletti c’è solo facilmente.
un maschio e si gode di più per la situazione
di stare con tante donne, mi sento carico fino Le femmine hanno paura del sangue e di farsi
all’estremo! Però i maschi non vengono a dan- male; non è vero perché le donne fanno i bam-
za perché dicono che è ridicolo. Ecco perché alle bini e lì sì che si sente male!
donne la danza riesce meglio.
Gli uomini fanno le corna più delle donne.
Un bambino: i maschi vanno a fare attività Se fanno le corna, le fanno con le altre femmine!
fisica e le donne no perché sono più grasse! Ho
visto che a judo e alle Olimpiadi le donne sono Le femmine sono più fragili perché hanno un
brave e forti come i maschi! fisico più delicato.

Le donne nello sport sono brave come gli uomini Le donne piangono più facilmente anche con
ma hanno meno successo degli uomini. la tele.

Un bambino: sì ma se uno vuole dire solo i ma- I maschi non piangono, però io una volta ho
schi come deve dire, visto che se dico ‘bambini’ pianto perché ero caduto dalla bici e mi ero
si alzano pure le femmine? fatto molto male!

Quando sarò grande deciderò il mio carattere Le femmine chiacchierano di più; la maestra
mentre ora decidono i miei genitori. dice che noi siamo pettegole!

26
Certe volte le femmine non parlano tanto per- capacità di restituzione di immagini relative
ché sono timide; anche i maschi possono essere sia alle dinamiche di genere che all’individua-
timidi. zione di modelli di identità e di ruolo più o
meno tradizionali. Inoltre, sembrano render-
I maschi sono presuntuosi si credono meglio ne evidenti le storture; essere disponibili ad
di tutti. aprire spazi di riflessione affatto scontati e a
cambiare idea; avere un approccio, salvo casi
più strutturati in virtù di vissuti particolari, di
Alla domanda: che differenza c’è fra donne curiosità verso la differenza e il cambiamento.
e uomini? L’augurio è che i e le docenti, in continuità
Risposta di una bambina: le donne hanno coi genitori, continuino ad esplorare i giova-
dentro il corpo una X per cui sono diverse da- ni immaginari guidando bambini e bambine
gli uomini». a generare modelli più autentici e vicini alle
Riflessione di gruppo: nella storia le donne per singole individualità e desideri, con l’obiet-
colpa di questa X venivano barattate e vendute tivo di dare strumenti affinché i soggetti in
e si vestivano diversamente. età evolutiva possano compiere il necessario
Gli uomini andavano a caccia e le donne re- passaggio a livello cognitivo e di consapevo-
stavano a casa a preparare gioielli e a guardare lezza, sessuata, riguardo a chi sono e al senso,
i bambini. biostorico, di uno stare al mondo nel corpo
Nella storia le donne non erano importanti di donna o di uomo.
perché si potevano barattare.

In conclusione, i bambini e le bambine sem-


brano derivare dalle esperienze vissute e, in
alcuni casi, da quelle osservate, un’adeguata

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2° Laboratorio agli esseri umani e dunque come base su cui
poggiano TUTTE le differenze, siano esse
etniche, religiose, culturali o sociali. Essa ha
Osservazioni generali –––––––––––––––– molto coinvolto le classi e visto una parteci-
pazione attiva da parte dei docenti.
I contenuti del secondo incontro sono stati: Se l’esercizio di lettura dei carichi di cura
• breve feedback sui temi trattati nel primo e delle attività domestiche ha reso evidente
incontro; un’attribuzione di ruoli pressoché tradizio-
nali per il maschile e per il femminile (il
• messa in condivisione delle attività svolte che naturalmente segna differenti identità
dai docenti e riguardanti sia la conclusione di genere), le narrazioni hanno proposto
di quelle cominciate nel 1º laboratorio che soluzioni meno stereotipate – fermo restan-
approfondimenti proposti dai docenti fra i do che altri e necessari passaggi, a livello di
primi due incontri; immaginari e di identità, hanno ancora da
• esercizio di lettura dell’immagine: visione essere introdotti.
e commento delle flashcards e distribuzione Spesso i bambini/e hanno optato per solu-
a coppie/piccoli gruppi perché i bambini e le zioni in cui i papà hanno scelto di occuparsi
bambine scrivessero una storia che è stata poi dei figli (anche se in alcuni era l’assenza della
letta insieme, eventualmente modificata, co- mamma, fino alla morte!, la ragione che impo-
piata in bella e incollata sul cartellone; neva loro il ruolo di cura – salvo poi provare
gioia, e sana stanchezza!, nel farlo) ma rara-
• nei giorni successivi, le insegnanti hanno mente hanno scelto di occuparsi delle attività
completato i cartelloni e incollato, accanto
domestiche tout cort. In generale, si è rilevato
all’immagine e al racconto, un breve fumetto
una certa disponibilità ad attribuire ai papà
riguardante la storia narrata;
un ruolo di collaborazione nella cura dei figli
• lettura del racconto Un pomeriggio, Adamo ma non nella pratica delle attività domestiche.
di Italo Calvino e assegnazione del compito Da parte loro, le mamme escono dal turbine
da svolgere con le insegnanti: scrivere il finale delle faccende perlopiù grazie all’aiuto e alla
del racconto. collaborazione degli uomini e quasi mai per
loro scelta e comunque quando scelgono rara-
mente escono da casa per fare una passeggiata
Osservazioni specifiche ––––––––––––––– né si dedicano alla lettura e nemmeno vanno
al cinema – senza considerare il disordine che
1. Riflessioni sull’attività di lettura delle prende sovrano a regnare. I papà comincia-
immagini no spesso a collaborare previo insegnamen-
to da parte delle mamme: tale circostanza si
L’attività di lettura delle immagini era fina- verifica spesso su richiesta dei papà (o anche
lizzata ad introdurre il concetto di differen- dei figli!) e comunque dopo che è successo
za di genere innanzitutto come trasversale qualcosa, tipo una catastrofe in cucina o una

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malattia della mamma. In pratica: gli uomini Allarme rosso: mamma fuori casa!
fanno le faccende solo se obbligati; le donne « […] Appena la mamma fu partita il babbo
quando non le fanno non dedicano il tempo si mise a preparare la colazione, ma alle 6.00
a sé; i maschi sono disponibili ad imparare Edoardo fu svegliato da un gran botto: scese
ad accudire i figli; le femmine insegnano ai le scale e vide che il babbo aveva fatto cadere
maschi cos’è l’accudimento. tutti i piatti dalla credenza. “Ho preparato la
La collaborazione è la strategia d’uscita dalle colazione, almeno per te – disse il babbo a
dinamiche classiche di ruolo e rappresenta Edoardo che si sedette a tavola e cominciò a
un passo avanti rispetto ai modelli tradizio- bere il latte. Appena un sorso e si diresse verso
nali familiari, anche se il cambiamento sem- il lavandino e appena fu chino sopra il babbo
bra connesso piuttosto alla cura dei figli che gli chiese: “Edo che stai facendo??” “Cerco
non alla cura della casa. Tutto sommato, una di vomitare!” Rispose Edoardo sentendosi
fotografia poco distante da ciò che accade male. “Pensavo che ti piacesse il latte con lo
nella realtà... zucchero!?” “No!! Era sale!!”. Dopo questo
Molto apprezzate sono state le immagini re- episodio del latte salato ce ne furono altri,
lative alla multietnicità, che hanno liberato anche più strazianti fino a che il babbo non
la fantasia in maniera creativa e generalmen- telefonò alla mamma […] “Ti prego vieni in
te senza condizionamenti, dimostrando una soccorso!” Quando tornò la mamma la casa
interiorizzazione dei valori legati all’amicizia era tutta in ordine. Anna non capiva perché
e al rispetto dovuta sia all’incontro reale con Gino l’avesse chiamata, ma quando trovò nel
coetanei di altre religioni ed etnie che ad una frigorifero tutti i pezzi rotti dei piatti capì
stimolazione da parte delle scuole e delle fa- che non avrebbe dovuto più lasciare a casa
miglie alla riflessione su questi temi. Edoardo e Gino da soli! FINE».

Come esempi si propongono alcune storie: Due disegni per le differenze


«A casa in camera, due bambine una di colore
La signora incasinata e una bionda, decidono di disegnare le diffe-
«La signora incasinata aveva tutta la casa in- renze nel mondo. Mentre disegnano parlano
casinata, doveva fare le faccende di casa come tra loro. “Io vorrei disegnare sia le differenze
pulire i panni, stirare, lavare i piatti, pulire sia le uguaglianze tra uomo e donna” a questo
con l’aspirapolvere... Lei non ce la faceva a punto la ragazza disegnò una forma a campa-
fare tutto da sola, aveva anche il raffreddore, na e due linee per il tulipano. “Ecco questo è
stufata se ne andò nella sua camera. La casa l’uomo e questa” disse, mentre disegnava una
per tanti giorni rimase in disordine. Final- forma simile a quella di prima aggiungendo
mente arrivò il marito e ha aiutato la signora dei triangoli per fare le spine della rosa, “sarà
incasinata a pulire la casa e da quel giorno la donna!”. L’altra ragazza allora disse “Io al-
non si chiamò la signora incasinata ma si lora disegnerò le differenze e le uguaglianze
chiamò Adele.» dei popoli nel mondo”. In quel momento
cominciò a disegnare diversi animali. Un del-

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fino per l’Oceania, una tigre per l’Africa, una 2. Riflessioni sull’attività di lettura del
formica per l’America, un cane per l’Europa racconto di Calvino
e un panda per l’Asia.
L’amica incuriosita disse “Capisco tutto tran- Il racconto di Calvino aveva il compito di
ne l’America. Perché una formica??” “È per- motivare una riflessione sulle dinamiche fra
ché la civiltà in America prima era piccola e i sessi e sull’affettività, a partire dall’analisi
poi crebbe tantissimo” Maschi e femmine, delle differenze fra i singoli.
bianchi o neri SIAMO TUTTI UGUALI! La lettura ha molto entusiasmato le classi,
soprattutto le V che sono state quelle in cui
Che giornata! è stato possibile, per via dell’età anagrafica,
[…] Maria è una donna che sembra Cene- affrontare i temi in maniera più strutturata.
rentola. L’altro ieri stava stirando fuori per Nelle IV è stata letta una versione molto ri-
via del riscaldamento rotto. Era arrivata al dotta del racconto, cui è seguita una breve
quinto panno quando gli cascò tutto. Per attività di condivisione orale; nei giorni suc-
riordinare quella confusione ci mise tre gior- cessivi, alcune docenti hanno ritenuto op-
ni. Un giorno arrivò un signore […] che era portuno fissare i temi emersi con un’attività
venuto per aiutarla nell’ordine e le insegnò a di scrittura. In alcune IV il testo non è stato
stirare bene, senza problemi. Tornò il giorno letto anche perché le insegnanti avevano rea-
dopo e le insegnò a cucinare. Così tornò per lizzato, nel periodo fra il 1º e il 2º laboratorio,
un mese e fece diventare Maria una persona delle attività così interessanti che si è preferito
normale e senza problemi! condividere e analizzare quei manufatti (de-
scrizione dei personaggi, disegni, analisi del
Il disastro in cucina testo e ricerca sul web etc.) piuttosto che in-
«In una casa c’era una bambina di nome Clara trodurre un nuovo elemento, fermo restando
che era molto affezionata al sua papà. I genitori che la riflessione sulle dinamiche di ruolo e
avevano deciso di cambiare mestiere. Il papà sull’affettività è stata affrontata in ogni caso.
faceva il casalingo e la mamma la direttrice In generale, i temi che i bambini e le bambine
in edicola. Un giorno la bambina decise di hanno individuato con maggiore lucidità sono
aiutare il papà a cucinare. […] Siccome era il quelli legati ai dover essere propri del maschile
­compleanno della mamma decisero di prepa- e del femminile nelle dinamiche riguardanti
rarle una torta con i bigné, con il tè e il caffè. l’inizio di un’amicizia o un innamoramento.
[…] mentre stavano preparando la nutella
bussarono alla porta: era la mamma. Per la
fretta fecero cadere le uova, versarono l’acqua
nel frullatore che esplose, poi la pentola cadde
sulla testa della bambina e il gatto scappò. La
mamma entrò e vedendo tutta quella confusio-
ne si spaventò. Morale della favola: la mamma
deve essere sempre la casalinga!!».

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3° Laboratorio A volte, la padrona licenzia entrambi e si
sposano; licenzia Libereso e nomina Maria-
Osservazioni generali –––––––––––––––– nunziata giardiniera; accoglie entrambi e dà
l’approvazione ad un eventuale fidanzamen-
I contenuti del terzo incontro sono stati: to spiegando a Maria-nunziata che quello di
Libereso è un bellissimo regalo.
• lettura corale del racconto, dibattito sull’ab- Le conclusioni sono che gli uomini e le donne
battimento delle differenze, dibattito riguar- possono ‘invertire’ i ruoli: le donne possono
do ai finali del racconto di Calvino elaborati ad esempio portare fiori a un uomo e chie-
dagli alunni/e; dere di sposarle senza diventare meno don-
• visione, intervallata da momenti di dibat- ne e senza che gli uomini si sentano meno
tito, di scene tratte dai film adottati per il uomini. E che le donne possono fare regali
progetto. agli uomini e gli uomini possono accettarli
liberamente, senza sentirsi in colpa per non
averli fatti per primi.
Osservazioni specifiche ––––––––––––––– Un tema importantissimo per bambini e bam-
bine è rappresentato dal rispetto e dall’amore
1. Riflessioni sul racconto di Calvino per la natura. Sono rappresentati anche alcuni
finali magici, con animali che aiutano a fare
Con l’aiuto dell’analisi fatta sul racconto sono le faccende di casa.
stati dibattuti temi come l’accettazione e l’ab-
battimento della diversità, delle discrimina-
zioni, l’accettazione incondizionata dell’altro, Qualche brano:
andare al di là di quello che si vede e delle
apparenze, superare la paura della diversità Una bambina: Maria-nunziata vorrebbe ar-
attraverso la conoscenza. rabbiarsi ma ci ripensa perché capisce che sono
Nei finali invece derivati dal racconto di regali.
Calvino i piccoli autori/autrici hanno spesso Lui è emozionato e vorrebbe invitarla ad uscire
cercato, fra i due protagonisti, una dinami- ma ha paura che lei dica di no. Comunque si
ca di protezione reciproca. Il più delle volte, fa coraggio, le porta delle rose e l’invita. Lei si
­Maria-nunziata smette di aver paura degli imbarazza ma dice di sì. La cena va benissimo,
animali e comincia a prendersene cura an- parlano di sé e di animali. Lei lasciò il fidan-
che costruendo spazi appositi dove tenerli zato che aveva e quando diventarono grandi
per prendersene cura, dei piccoli giardini. In si sposarono.
pochi casi i ragazzi si sposano e hanno figli;
più spesso, restano amici. E spesso Libereso Maria-nunziata caccia gli animali e Libereso
fa regali che piacciono a M­ aria-nunziata, tipo le chiede: “ma non ti piacciono?» e lei risponde
il rossetto e il velo nero, ma anche un anello “No!». Allora lui le regala il velo nero e il rosset-
di fidanzamento. to e lei dice “Grazie! E siccome mi hai fatto un

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regalo che mi piace allora tengo una ranocchia potevo farne a meno». Anche lui si scusa. Lei
e ti regalo una crocetta per i capelli». Restarono comincia ad apprezzare Libereso e capisce che
per sempre amici. anche i maschi possono avere i capelli lunghi.
Lui le regale bisce e altri animali e lei si rende
Un bambino: Maria-nunziata prova a toccare conto che è innamorata, mentre lui lo era già
il rospo e vede che non brucia allora regala a prima. Nasce una storia d’amore.
Libereso dei vestiti lunghi. Decidono insieme
di rimettere gli animali in giardino ma resta- Mentre Libereso e Maria-nunziata cenavano al
no sempre di Maria-nunziata! Lei poi torna a chiaro di luna sotto le stelle scomparve la pau-
rigovernare i piatti. ra. Iniziarono a cantare e a toccare gli animali
sotto il cielo profondo della notte;
Maria-nunziata accetta subito tutti i regali di Maria-nunziata impara ad amare gli animali e
Libereso e corre a ringraziarlo. Lui le insegna capisce il senso del dono: Libereso parte per sem-
che gli animali vanno curati e messi in giar- pre e le dice «Addio, me ne vado, ma so che hai
dino. A Maria-nunziata passò la paura degli compreso il perché di questi miei doni». Da quel
animali e propose a Libereso di vedersi tutti i giorno, Maria-nunziata considerò gli animali
giorni. Si sposarono e andarono a vivere vicino il regalo più bello del mondo. E finalmente capì
a un laghetto. qual era il regalo di Libereso: le aveva regalato
la sua ‘presenza’ per sempre.
Due bambini: la padrona licenzia Maria-
nunziata che si dispera. Libereso si sente in
dovere di intervenire così va dalla padrona e 2. Riflessioni sull’attività di visione dei
chiede di darle un’altra possibilità. La padro- film
na dice NO! e Libereso torna al suo lavoro,
disperato anche lui. La visione dei film è stata oggetto di una di-
scussione molto partecipata. La città incan-
Tre bambine: Maria-nunziata chiede un re- tata è stato il film cui bambini e bambine si
galo più elegante e Libereso propone la classica sono appassionati di più, insieme a Principi e
cena a lume di candela con annesso anello di ­principesse: due modi di raccontare differen-
fidanzamento e conseguente proposta di ma- ti da quello prevalentemente disneyano cui
trimonio (si spengono tutte le luci tranne una sono abituati e la cui visione ha permesso di
sola al centro, rosa: «Mi vuoi sposare?» «Sì!». E centrare anche l’obiettivo di mostrare l’esi-
vissero per sempre felici e contenti. stenza di una varietà di linguaggi narrativi.
La riflessione su La città incantata ha riguar-
Maria-nunziata caccia Libereso con una sce- dato in particolare l’amicizia fra persone dello
nata. Qualche giorno dopo però, mentre è in stesso sesso e di sesso opposto e in generale
giardino a tendere i panni, vede un rospo e in- il riconoscere questo legame come presa in
curiosita si avvicina lentamente e lo accarezza. carico dell’altro/a. In particolare, i bambini e
Allora va da Libereso e gli dice «scusa, ma non le bambine mostrano di cogliere molto bene

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il senso della cura mediante la decodifica dei le stesse cose mantenendo le loro differenze!
linguaggi non verbali, della gestualità in par- Oltre allo stratagemma della trasformazione
ticolar modo: l’amicizia si vede nel momento attraverso il bacio che è contrario alle situa-
del bisogno e nelle difficoltà ma è soprattutto zioni stereotipate di principi e ranocchi, i
fine a se stessa, è fatta di affetto e collabora- bambini hanno riflettuto parecchio sul fi-
zione; l’amicizia conta più dei regali che si fan- nale. Come mai la principessa è contenta di
no; con l’amicizia si può formare un’alleanza diventare principe e non viceversa? Per tutti
e raggiungere un obiettivo insieme; non si deve è stato chiaro che l’essere maschio risulta più
giudicare senza conoscere le persone! A volte c’è divertente e interessante. Il principe (princi-
prima egoismo ma poi si può arrivare a una pessa) potrà uscire, andare a cavallo e cacciare
collaborazione; conoscere prima di giudicare, mentre la povera principessa (principe) sarà
rende più liberi di scegliere. costretta in casa vicino ad un caminetto a ri-
A seguito della visione di Azur e Asmar, la di- camare mentre aspetta il ritorno dell’amato.
scussione si sposta dalle differenze fra maschi e E di nuovo ritorna il tema dell’attesa, segnala
femmine al razzismo, soprattutto mediante la qualche bambino e anche qui la principessa
condivisione di esperienze personali. In alcune ha un ruolo passivo e dipendente dall’agire
classi, i bambini musulmani hanno tradotto dell’altro. In ogni caso una bambina ha sot-
per i compagni alcuni dialoghi dall’arabo: ne è tolineato che bisogna stare molto attente pri-
scaturita una riflessione partecipata, puntuale, ma di assecondare i Principi con le seguenti
ordinata e composta sui temi delle relazioni parole: Tanto è sempre tutta colpa dei maschi.
fra maschi e femmine, sull’identità di genere e Prima vogliono i baci e poi se ne pentono!!
sulla differenza di ruoli nelle diverse religioni Durante la visione di Mulan è stato inte-
e culture. Durante la visione de La Bella e la ressante notare come i bambini che non
Bestia si è osservata una certa irrequietezza, avevano mai visto il cartone animato e non
quando non un evidente imbarazzo, da parte conoscevano la storia non avevano capito
dei maschi, con la conseguente tendenza alla subito che la protagonista era una ragazza
svalorizzazione dei comportamenti affettivi e sono rimasti molto sorpresi dalle sue ca-
messi in scena dai protagonisti. In generale, pacità. Lo spezzone riguardava il momen-
la visione di questo film ha aperto una rifles- to dell’allenamento di Mulan per andare
sione sul tema dell’amore, e per riassumere a combattere. In questo caso si è discusso
l’essenza dei dibattiti si possono riportare le molto sulla capacità di credere in se stessi,
parole di una bambina: questo film non parla che, come hanno rilevato i bambini, non
di amicizia ma di amore, però anche in amore ha differenze di genere. Si è riflettuto molto
ci si aiuta a vicenda. L’amore cambia le perso- sull’uso della forza fisica tra maschi e femmi-
ne, le rende migliori! e di un bambino: al di là ne e poi sul fatto che entrambi i generi con
dell’aspetto fisico l’amore vince sempre! un buon allenamento possono affrontare le
La visione di Principi e principesse e Mulan ha stesse prove e fare le stesse cose.
fatto arrivare i piccoli spettatori alla conclu- Rispetto a Shrek III, i bambini hanno identi-
sione che i maschi e le femmine possono fare ficato le tematiche del ribaltamento dei ruo-

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li, del credere in se stessi al di là del genere e Conclusioni
dell’età; ma soprattutto hanno evidenziato
che lo spezzone stravolgeva l’impostazione Dai feedback raccolti in classe e da quelli fatti
tipica delle favole in cui la Principessa spesso fare dai docenti emerge un dato comune si-
dipinta come passiva, addormentata, in peri- gnificativo: il Progetto ha coinvolto moltis-
colo o in attesa di emanciparsi, viene salvata simo le classi che ne hanno compreso il va-
dal ­Principe. Invece in questo caso i bambini lore educativo ma anche la cifra esplorativa,
hanno evidenziato il fatto che con l’impegno creativa e ludica. I docenti hanno collabora-
e la volontà si può risolvere al meglio una si- to, come si vedrà dai materiali allegati sia in
tuazione difficoltosa che ci si pone di fronte, cartaceo che in digitale, con svariate attività
senza bisogno di qualcun altro che intervenga di approfondimento: discussioni in classe
per cambiare il corso degli eventi. Da segnalare sui temi affrontati; continuazione dei lavori
l’esperienza per nulla scontata accaduta in una e approfondimenti mediante altre attività;
classe IV: alla visione stereotipata della ribellio- produzione di materiali come cartelloni, slides,
ne femminile, per non dire vetero-femminista, pagine sul giornalino della scuola; feedback
proposta dal video, alcuni bambini (ha solle- intermedi e feedback conclusivi.
vato il problema un m ­ aschio) hanno parlato
di preparazione alla guerra, e la cosa non è Concludiamo lasciando la parola ai bambini
piaciuta affatto perché secondo loro la guerra e alle bambine:
è di per sé sbagliata, indipendentemente dal
fatto che a farla siano i maschi o le femmine. Quando è arrivata l’esperta subito ho capito
Si è poi aperta una riflessione sul fatto che le che ci saremmo divertiti!
femmine e i maschi possono essere forti an-
che senza essere maschi (secondo le femmine) Oggi è venuta l’esperta Monica per parlarci del-
e senza essere muscolosi (­secondo i maschi) e le differenze che ci sono fra maschi e femmine.
che l’essere forti è «una cosa di carattere, come
il coraggio e la determinazione». Noi abbiamo molto apprezzato il lavoro fatto
Di questa classe anche la domanda sul perché con Giusi con cui abbiamo anche inventato
le principesse brucino i reggiseni, ragion per un motto: «Siamo tutti uguali ma siamo tutti
cui la conduttrice ha condiviso con i bambini diversi».
una ricostruzione storica sui femminismi – la
qual cosa ha peraltro molto affascinato tutti, Il Progetto serviva a vedere la differenza fra
maschi e femmine. maschi e femmine: non avevo mai fatto una
riflessione su queste cose!

Prima pensavo che maschi e femmine devono


fare il lavoro che gli piace, non avrei mai pen-
sato che potevano fare un lavoro i maschi e le
femmine no e viceversa.

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Ci sono alcune differenze: ad esempio, non si le altre cose che fa un maschio.
sono mai viste donne che fanno l’elettricista, il In situazioni diverse maschi e femmine possono
meccanico, l’idraulico. Però molte donne fanno dimostrare le loro qualità e collaborare ­insieme!
lavori che prima facevano solo gli uomini come
il sindaco, il ministro e l’onorevole. Al contra- L’amicizia conta di più di un hotel a 5 stelle!
rio, molti uomini sono divenuti casalinghi per
aiutare le donne che lavorano. Noi siamo uguali anche essendo di religioni di-
verse. Dobbiamo portare rispetto e condividere.
Non importa come sei o che aspetto hai se ti vuoi
bene. L’importante è che ci sia l’amore! Abbia- In conclusione, bambine e bambini sembra-
mo trattato l’uguaglianza dei diritti e l’esperta no aver compreso che il focus del Progetto
dava valore alle opinioni di tutti. fosse sull’analisi delle differenze fra maschi
e femmine, uomini e donne, in termini di
Abbiamo parlato dei vantaggi e degli svantaggi genetica, fisiologia, biologia e anatomia e in
di essere maschi e femmine e l’importanza di termini socioculturali e antropologici; che le
capire le differenze. differenze sono legate alla storia e ai contesti
e che se la ‘natura’ non è modificabile lo è
L’esperta ha detto parole che ci serviranno per invece la ­‘cultura’ e il valore che si attribui-
tutta la vita. sce alle cose, agli eventi e alle persone. Come
già abbiamo avuto occasione di scrivere più
A volte a scuola ci sono delle giornate speciali: quel volte in queste pagine, nostro è il compito
giorno, appena entrati nella nostra classe, la ma- di guidare e sostenere i bambini e le bambi-
estra ci annunciò che sarebbe venuta Giusi, un’e- ne nel processo di esplorazione di sé e di sé
sperta che con il progetto ­“GenerAzioneScuola”, ci nel mondo innanzitutto in quanto maschi/
avrebbe aiutato a capire che fra maschi e fem- femmine, uomini/donne, consegnando loro
mine, bianchi e neri… non ci sono differenze! l’esperienza che a noi stessi e a noi stesse
spetta fare per destrutturare i modelli che
Non importa essere maschi o femmine, si possono per primi e per prime alimentiamo e ripro-
vedere le cose secondo un altro punto di vista! duciamo. Solo così potremo essere in grado
di generare, nelle nostre biografie prima che
Oggi ho capito che i maschi porrebbero fare le nell’elaborazione teorica, modelli alternativi
stesse cose che fanno le femmine, tipo le faccende da consegnare alle future generazioni come
domestiche. Ci sono dei maschi che potrebbero pratica di uno stare al mondo che avrà, per-
anche andare a fare la spesa, rifare i letti, cuci- tanto, molto più peso di una qualsiasi bella
nare e fare tante altre cose. Spesso i maschi fanno parola o impeccabile analisi teorica.
tardi dal lavoro e fanno fare tutto alla moglie
come una schiava e poi si mettono a leggere il
giornale sul divano. La femmina potrebbe svol-
gere lavori come la poliziotta, la politica e tutte

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MATERIALE PRODOTTO DAI BAMBINI E DALLE BAMBINE

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41
42
43
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http://scuole.monet.modena.it/madpell/downloads/pub- * La geografia delle Pari Opportunità - Mappa delle
blicazioni/ioetuquinte.pdf Commissioni Pari Opportunità a livello regionale
http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/97CD131D- e provinciale
369D-4981-83AD- 4A8F3807A49D/0/Questionario- Svolta dalla Commissione Pari Opportunità, que-
scuoleBari.pdf sta ricerca offre un quadro analitico e comparativo
sulle caratteristiche, quantitative e qualitative, degli
http://www.arcidonna.org/index.php/Non-pensare-a-
organismi di parità a livello regionale e provinciale.
sesso-unico/View-category.html
http://www.provincia.fi.it/pari-opportunita/risorse- * Donne in politica: quale spazio nella comunica-
correlate/archivio–notizie/leggi/?tx_ttnews%5Btt_ zione radiotelevisiva
news%5D=886&cHash=d365791335 Raccolta degli atti del Convegno svoltosi a Roma
http://www.consiglieraparitaveneto.it/allegati/io_come_ il 20 gennaio 2004 che costituisce un valido con-
te.pdf tributo per capire le dinamiche della presenza
http://www.consiglieraparitaveneto.it/files/index.htm?cur_ femminile nei media ed il modo in cui le donne
sez=10&cur_art=207 stanno rivendicando ed ottenendo ruoli sempre
più importanti nel mondo dell’informazione e
http://www.comune.fi.it/asilinido/pubblicazioni/stere-
dell’intrattenimento radiotelevisivo.
otipi.htm
http://www.meltinglab.it/index.php?option=com_co * Italia, i diritti delle donne 1998-2002 - IV e V
ntent&view=article&id=1155:move-up-destinazioni– rapporto del governo italiano sullo stato di attuazione
alternative&catid=95:laboratorio-educativo&Itemid=517 della “Convenzione sulla eliminazione delle discri-
minazioni contro le donne” (­CEDAW
Selezione di pubblicazioni presenti in rete Questo volume è frutto del lavoro di un gruppo
di studio interministeriale coordinato nell’ambi-
Dal sito del Dipartimento per le Pari Opportunità: to del Comitato per i diritti umani del Ministero
degli Esteri e fornisce un quadro sullo stato di at-
* Guida alla salute delle donne tuazione della “Convenzione sulla eliminazione
On line il volume pubblicato nel 2003 dalla Com- delle discriminazioni contro le donne”.
missione Pari Opportunità
* Le donne nei processi decisionali politici ed eco-
* Il silenzio e le parole - Rapporto Urban 2006 nomici
Nel documento i risultati della seconda fase del Raccolta degli atti della Conferenza Ministeriale
progetto “Rete antiviolenza Urban” svoltasi a Siracusa il 12 settembre 2003. Relazione
introduttiva del Ministro Prestigiacomo.
* Democrazia paritaria, “quote rosa” e nuovi sta-
tuti regionali * Violenza contro le donne: Azioni Istituzionali.
Saggio di Pier Luigi Petrillo La Rete Antiviolenza tra le città URBAN ITALIA
Raccolta degli atti del Seminario Europeo svoltosi
* Pari opportunità nell’accesso alle cariche elettive a Catania il 25 e 26 novembre 2003 sulla violenza
Dossier del Senato della Repubblica inerente la contro le donne.
normativa e la giurisprudenza in materia di pari
opportunità fra i sessi, con specifico riferimento * Come cambia la vita delle donne
al tema del riequilibrio della rappresentanza di Ricerca sull’universo femminile curata dalla dott.
genere nelle cariche elettive. ssa Linda Laura Sabbadini, Direttore Centrale
* Partecipazione politica e astensionismo secondo un dell’Istituto Nazionale di Statistica.
approccio di genere
Ricerca condotta dall'Istat sulla base di una convenzio- * La rappresentanza femminile nel Parlamento Eu-
ne con la Commissione Pari Opportunità tra Uomo ropeo e negli Stati membri dell’Unione
e Donna del Dipartimento delle Pari Opportunità. Analisi della partecipazione delle donne alla vita
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politica ed istituzionale in ambito europeo. La * Catanzaro. Le violenze nascoste
ricerca è stata curata dal Presidente Emerito della Rapporto sulla percezione della violenza alle donne
Corte Costituzionale, prof. Antonio ­Baldassarre e nei quartieri della città di Catanzaro nell'ambito
dal prof. Gino Scaccia, docenti, rispettivamente, del Progetto pilota “Rete antiviolenza tra le città
di “Diritto Costituzionale” e di “Giustizia Co- Urban Italia”.
stituzionale” presso la Facoltà di Giurisprudenza
della Libera Università Internazionale degli Studi * Torino. Violenza contro le donne: percezioni, espe-
Sociali - Guido Carli (LUISS) di Roma. rienze e confini
Prima Parte: dati sulla rappresentanza femminile Rapporto sulla percezione della violenza nell'am-
in Austria, Belgio e Danimarca. bito del Progetto pilota “Rete antiviolenza tra le
Seconda Parte: dati sulla rappresentanza femminile in città Urban Italia”.
Filandia, Francia, Germania, Grecia ed Irlanda.
Terza Parte: dati sulla rappresentanza femminile in * Cosenza. La città differente
Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Portogallo. Rapporto sulla percezione della violenza nella città
Quarta Parte: dati sulla rappresentanza femminile di Cosenza nell'ambito del Progetto pilota “Rete
nel Regno Unito, in Spagna e Svezia. antiviolenza tra le città Urban Italia”.
* La scelta del parto, la gioia della nascita
Raccolta degli interventi del convegno svoltosi a * Trieste. Violenza contro le donne: questione privata
Milano giorno 8 marzo 2003. o problema pubblico?
Rapporto sulle esperienze e risposte sociali in re-
* Modifica all’articolo 51 della Costituzione lazione alla violenza nella città di Trieste nell’am-
Il volume contiene il dibattito parlamentare bito del Progetto pilota “Rete antiviolenza tra le
che si è svolto in occasione dell’esame del dise- città Urban Italia”.
gno di legge sulla Modifica all’articolo 51 della
Costituzione. * Brindisi. Donne e violenza
Rapporto sulla città di Brindisi nell'ambito del
* Italiane Progetto pilota “Rete antiviolenza tra le città
Volume realizzato su iniziativa del Ministero per le Urban Italia”.
Pari Opportunità per dare rilievo a quelle donne
poco note al grande pubblico, che hanno contri- * Libertà femminile e violenza sulle donne
buito allo sviluppo del nostro paese. Manuale del Progetto pilota “Rete antiviolenza
tra le città Urban Italia”.
* Opuscolo informativo sulle mutilazioni genitali
femminili
Ministero per le Pari Opportunità - Realizzato Dal sito del Ministero per la Pubblica
nell’ambito del Programma Operativo N ­ azionale Amministrazione e l’Innovazione
Sicurezza.
* Sperimentare in ottica di genere (2005)
* Guida alle buone pratiche - Per la conciliazione Il volume descrive l'esperienza del Cantiere di
della vita familiare e professionale innovazione Donne e leadership, che ha visto la
Edito da Istituto de la mujer. partecipazione di oltre 100 amministrazioni. L’o-
biettivo del Cantiere è stato quello di supportare
* Progetto Urban - Dentro la violenza: cultura, pre- le amministrazioni ad avviare azioni concrete di
giudizi, stereotipi Franco Angeli Editore gestione e sviluppo del personale che tenessero in
Dal sito del progetto Rete per le Pari Opportunità: considerazione l’ottica di genere. Il volume illu-
* Carrara. Quello che le donne non dicono stra il percorso metodologico adottato e presenta
Rapporto sulla violenza alle donne nella città di i principali risultati emersi dalle analisi di detta-
Carrara nell’ambito del Progetto pilota “Rete an- glio, elaborate al fine di individuare suggerimenti
tiviolenza tra le città Urban Italia”. e linee guida per le amministrazioni interessate
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ad attuare una politica del personale attenta alle Relazione finale di Monia Anzivino, Gianluca
variabili di genere. Argentin, Estate Lanza, Ilaria Movio.
* Donne e leadership: Per lo sviluppo di una cultura
organizzativa delle amministrazioni p­ ubbliche in Le indagini internazionali del progetto PISA (Pro-
ottica di genere (2003) gramme for International Student A ­ ssessment)
Il rapporto desidera sensibilizzare le amministra- promosso dall’OECD hanno messo in luce che
zioni sulle tematiche legate alle questioni di genere nel nostro Paese, le ­competenze delle studentesse
nelle organizzazioni, prendendo in considerazione nelle discipline matematiche e scientifiche sono
sistematicamente le differenze tra le condizioni, pari a quelle dei loro coetanei maschi e superiori
le situazioni e le esigenze delle donne e degli uo- nella lingua italiana.
mini nelle organizzazioni. Il rapporto raccoglie Nonostante ciò, nel nostro Paese, le giovani stu-
contributi teorici di inquadramento, esperienze dentesse in uscita dalla scuola secondaria continua-
delle amministrazioni coinvolte nel progetto e no a iscriversi ad alcuni corsi di laurea scientifici
propone delle griglie di lettura. in misura di gran lunga inferiore rispetto ai loro
colleghi maschi. Nasce dalla volontà di compren-
dere questa apparente contraddizione il progetto
Ricerche e studi “IT e scienza: le opinioni e i vissuti delle giovani
donne” affidato da futuro@lfemminile a Istituto
* Maschi e femmine a scuola: stili relazionali e di ap- IARD, con il patrocinio dell’Ufficio Scolastico
prendimento. IPRASE del Trentino (2007). Regionale.
Una ricerca su genere e percorsi formativi. A cura Questo progetto si colloca volutamente in Lom-
di Chiara Tamanini. bardia, una delle regioni italiane in cui sono più
La ricerca, che indaga le modalità con cui il genere elevati i punteggi conseguiti dagli studenti nei
(ossia il modello culturale che definisce il nostro test di matematica del progetto PISA.
“essere uomo” o “essere donna”) viene trasmesso
nei processi formativi, è pertanto preziosa perché Primi dati di sintesi.
la nostra appartenenza sessuale contribuisce alla * Segregazione formativa e cultura di genere degli
costruzione della nostra identità e condiziona i insegnanti di Chiara Tamanini, IPRASE del Tren-
nostri comportamenti. tino. I punti affrontati nell’articolo:
L’appartenenza di genere è spesso data per sconta-
• Segregazione educativa e disuguaglianza di chan-
ta, mentre è importante, soprattutto nel processo
ce occupazionali;
di crescita, essere consapevoli di tutti gli atteggia-
menti, i comportamenti, le parole e i gesti che • Le donne e la professione insegnante;
proprio dal genere derivano. E che poi in varia
• A scuola non si fanno differenze;
misura determineranno anche le scelte adulte, di
lavoro e di vita. • Insegnanti tra stereotipi e consapevolezza;
La ricerca conferma anche l’efficacia di una reale • Perché le differenze di genere vengono ignorate
collaborazione tra diverse competenze e dimostra proprio da un ambiente professionale ampiamente
quanto sia importante tenere conto della diffe- femminilizzato? Alcune ipotesi e proposte.
renza di genere nel processo educativo: questa
consapevolezza diventa non solo preziosa ma ad-
dirittura indispensabile per una scuola che voglia
contribuire, anche, ad insegnare ai nostri figli a Editoria e informazione in ottica di genere
saper instaurare relazioni personali autentiche e
relazioni sociali civili e democratiche. InGenere, donne e uomini per la società che cambia
Link alla pagina del sito di IPRASE del Trentino. XXD, rivista di varia donnità

* IT e Scienza: le opinioni e i vissuti delle giovani Femminismo a Sud, blog di riflessione e informa-
donne, Istituto IARD (2006). zione su femminismo e dintorni

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DWF, rivista di politica e cultura delle donne in
Italia e nel mondo
Rivista Marea, trimestrale di attualità e riflessioni
Rivista Leggendaria. Libri Letture Linguaggi
Noi Donne, mensile a carattere culturale
Server Donne, sistema informativo di genere
Il Paese delle donne, on line
Notiziario DWpress, Il quotidiano delle donne
Deltanews, Agenzia di stampa delle donne

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