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allenatore sul campo

Barça, una Cantera mondiale


l’ allenatore
di Maurizio Viscidi, Alessandro Pane e Massimo Lucchesi

L
a nostra visita a Barcellona non si è limitata all’osservazione della prima squadra (vedi “l’Allenato-
re” n. 1 del 2010), ma ha riguardato anche lo studio del settore giovanile. Per certi aspetti questa se-
conda parte ci pare più interessante della prima. Noi pensiamo che la Cantera del Barcellona sia una
vera scuola di calcio nella quale, oltre alla qualità dei singoli, esistono una filosofia di gioco e un metodo di
lavoro che sono condivisi dal Barcellona B fino ai più piccoli. Un modello che vale un mondiale, dato che la
Spagna che ha vinto la sua prima Coppa del Mondo in Sudafrica si basava sul blocco del Barça, nato pro-
prio nella Cantera Blaugrana.

Metodi e Filosofia

Strutture di alto livello per un settore giovanile al top

Tutti gli atleti appartenenti al club catalano si


allenano, come la prima squadra, nella Ciutat
Esportiva Joan Gamper. Il complesso, che sorge
a Sant Joan Despì, alla periferia di Barcellona, è
stato inaugurato nel 2006 ed è veramente im-
menso. Al suo interno ci sono ben nove campi
da calcio, alcuni in erba sintetica, altri in erba Una delle superfici in erba naturale della cittadella sportiva
del Barcellona.
naturale. Alcuni, con tribune annesse, vengono
utilizzati per ospitare gli incontri del settore gio-
vanile. Oltre ai campi, la struttura è completata hanno dimora nella vecchia struttura vicino al
da un padiglione Multisport per gli allenamenti Camp Nou.
di basket, futsal, pallamano e via dicendo non-
ché dai padiglioni dedicati a uffici, palestre, sale
mediche, ufficio stampa e tv ecc. Sempre all'in- L'organigramma del settore giovanile del Barcellona
terno della cittadella sportiva è in costruzione la
6 nuova Masìa, ovvero l'enorme edificio che ospi- Per il Barcellona la differenza tra settore gio-
terà gli atleti del club catalano, che attualmente vanile e prima squadra non è marcata come in
allenatore sul campo

l’ allenatore
Italia. Come anticipato, gli atleti della prima
squadra e quelli del settore giovanile si allenano,
seppur in orari diversi, all'interno della cittadella
sportiva. Le gigantografie di Messi, Iniesta, Xavi,
Puyol e di tutti gli altri campioni che si sono for-
mati nella cantera blaugrana adornano le reti di
recinzione dei vari impianti e, oltre a fungere da
esempio e punto di riferimento. sembrano invi-
tare i più giovani a ripeterne le gesta. Pep Guar-
diola conosce perfettamente i metodi di lavoro
di lavoro del settore giovanile e insieme a Begui- Giovanissimi del Barça in allenamento sotto gli occhi del loro
tecnico.
ristain (direttore generale al tempo della nostra
visita, poi sostituito da Andoni Zubizarreta),
Alexanco (responsabile della Cantera) e Capellas
(responsabile tecnico della Cantera) forma una Gli allenatori
specie di “comitato centrale” che pilota il lavoro
di tutto il settore giovanile. Per essere allenatori del settore giovanile del
Barcellona bisogna avere tre requisiti: formazione
universitaria, essere stati giocatori di calcio ed ave-
Le squadre del Barcellona re particolari doti da un punto di vista tecnico ed
educativo. Tutti gli allenatori fanno parte di una
Oltre alla prima squadra il Barcellona dispo- struttura tecnica che ha come riferimento i re-
ne della squadra B (Barcelona Atlètic) che di- sponsabili Albert Capellas ed Albert Banaiges. Il
sputa un campionato paragonabile alla Prima primo è il responsabile dalla categoria Barça B alla
divisione italiana e dove giocano i migliori pro- categoria Cadet A (nati nel ’94). Benaiges è invece
dotti del vivaio, ma anche giocatori più anziani. responsabile dalla categoria Cadet B (nati nel ’95)
La categoria Juvenil A è invece composta dai ra- fino ai Prebenjamì (2002). La metodologia di la-
gazzi del ’91 e del ’92, mentre alla categoria Ju- voro, i mezzi e gli obiettivi dell’allenamento sono
venil B appartengono i nati nel ’92 e ’93. Sotto predeterminati e ciò fa sì che i tecnici debbano at-
la Juvenil c'è la categoria Cadet A e B per i nati tenersi al modello formativo del club.
dal ’94 al ’95, la categoria Infantil A e B per i
nati dal ’96 al ’97, Alevì A e B (’98 e ’99), Ben-
jamì A e B (2000 e 2001) e Prebenjamì (2002).
Ogni squadra ha un allenatore ed un vice. Fino
alla categoria Cadet c'è l'obbligo per ogni alle-
natore di far disputare almeno il 40% dei mi-
nuti di gioco a tutti i componenti della rosa.
C'è poi un tecnico, Carlos Bueno, che si occu-
pa della tecnica specifica e che lavora giornal-
mente con giocatori di diverse età, ma omoge-
nei per ruolo. Le squadre effettuano dalle tre al-
Ragazzi delle giovanili del Barcellona si preparano a un torello.
le cinque sedute settimanali, oltre alla partita, a
seconda della categoria e gli allenamenti vengo-
no svolti dalle 17.30 alle 19 per ciò che concer-
ne la categoria Juvenil e dalle 19 alle 20.30 dai La formazione della persona
Cadet in giù. Il team tecnico di ogni squadra è
composto delle seguenti figure: allenatore, vice- Obiettivo della Cantera è quello di formare
allenatore, fisioterapista, magazziniere, dirigen- “buone” persone. Un’attenzione maniacale viene 7
te accompagnatore. data all'educazione, al rispetto delle regole e dei
l’ allenatore allenatore sul campo

valori sportivi. Tutti i giocatori, prima o dopo la 2. Prima parte: lavoro specifico sulla tecnica
seduta, salutano non solo il proprio allenatore, mediante combinazioni di gesti tecnici.
ma anche tutti gli altri tecnici che dovessero in- 3. Seconda parte: torello, gioco di posizione,
contrare in spogliatoio, negli spazi esterni o nel possesso-palla.
tragitto che li porta fuori dal centro. Sono vietati 4. Parte finale: minipartite a tre squadre – ti-
tatuaggi, piercing, capelli colorati e grande im- po tornei, partite con “comodini” (così si chia-
portanza viene data al comportamento scolasti- mano in Spagna i giocatori-jolly che in allena-
co, all'uguaglianza, al rispetto reciproco. L'unico mento giocano sempre con la squadra in posses-
modo attraverso il quale i giocatori del Barça de- so di palla), partite a tema (con riferimento agli
vono distinguersi è legato all'abilità sportiva e al obiettivi della sessione).
fair-play. 5. Defaticamento: questa fase serve per creare
un’abitudine nel giocatore del settore giovanile.

Formare il giocatore e renderlo competitivo


I fondamentali tecnici maggiormente allenati
Fino alla categoria Cadet B (Allievi B) le
squadre svolgono un lavoro prevalentemente for- Passaggio e controllo orientato sono le compo-
mativo che ha l’obiettivo di consolidare e affina- nenti tecniche più stimolate: circa il 60% del la-
re le competenze tecniche e il tipico stile di gioco voro tecnico viene fatto su questi due fondamen-
blaugrana. Dalla categoria Cadet A fino alla tali. Inoltre si lavora sul dribbling, sul tiro, sulla
squadra Juvenil A (equivalente alla nostra Prima- velocità con la palla e sul gioco di testa. Passaggio
vera) l’attenzione è invece maggiormente rivolta e controllo orientato sono le componenti tecniche
all’aspetto competitivo. più importanti su cui si basa lo stile di gioco blau-
grana, costituito, anche a livello giovanile, da un
prolungato possesso della palla e dalla capacità di
amministrare i ritmi della partita. Il dribbling, il
tiro e in parte il gioco di testa sono funzionali in-
vece a fare la differenza negli ultimi 25 metri,
quando le qualità individuali devono emergere.

Una fase di allenamento. Nelle giovanili del Barcellona, oltre


alla squadra B (Atlètic), militano ragazzi dagli otto ai di-
ciannove anni.

Microcicli settimanali e sedute


Anche il lavoro di riscaldamento, nelle giovanili del Barça, si
Dalla categoria Cadet B alla categoria Benja- effettua prevalentemente con la palla.
mì la settimana di lavoro prevede un medesimo
obiettivo tecnico, tattico offensivo e difensivo.
La struttura della seduta di allenamento pre-
vede cinque fasi. Gli aspetti tattici di queste categorie
1. Riscaldamento: non è mai effettuato a secco
8 né in forma tradizionale. Si lavora quasi sempre In fase offensiva si lavora su: smarcamento,
con la palla. scelta della linea e dell’angolo di passaggio (sui
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piedi, rasoterra, cambio di gioco). A livello di-
fensivo gli obiettivi sono: marcatura, copertura,
anticipo e pressione.

Obiettivi della partita

• Cercare di vincere essendo una squadra più


sportiva degli avversari (fair-play).
• Cercare di vincere giocando molto bene a
calcio (tenere la palla, essere propositivi, tecnici e
creativi).
• Cercare di vincere facendo più goal dell’av- In allenamento l’aspetto tattico è curato al pari della prepara-
versario. zione atletica.

Il lavoro specifico sulla tecnica L’allenamento atletico

Il settore giovanile del Barcellona, come ac- Le squadre lavorano effettuando esercitazioni
cennato, si avvale di un istruttore, Carlos Bueno, a secco solo in rare occasioni. La palla è sempre
che cura esclusivamente la tecnica individuale presente. Anche quando l’obiettivo è lavorare
con allenamenti specifici per giocatore e per ruo- sulla rapidità e sulla reattività, le squadre si alle-
lo. Per assimilare appieno la filosofia del gioco nano mediante staffette con l’utilizzo della palla.
del Barcellona i fondamentali più importanti so- L’allenamento viene considerato come un mezzo
no come detto il controllo della palla ed il pas- per formare il calciatore in maniera integrale.
saggio, lavorando molto anche sul piede non do- Ogni esercitazione, pur nella sua specificità, cer-
minante. ca di sviluppare più aspetti della personalità del
calciatore che si cerca di formare.

Modalità di possesso-palla

Una delle tipologie di esercitazione maggior-


mente utilizzata è il possesso-palla rispettando le
posizioni, proposto dagli allenatori delle squadre
giovanili con modalità indipendenti dalla cate-
goria. Ecco alcuni esempi tipici tratti dalla pre-
sentazione-video mostrataci da Albert Banaiges.

• 2vs2 più 2 “comodini” – spazio: m 10x10 –


Le sedute di allenamento delle giovanili del Barça si protrag- massimo due tocchi, palla rasoterra.
gono di norma sino alle 20.30. • 4vs4 più 3 “comodini” – spazio: m 25x20 –
massimo due tocchi, palla rasoterra.
• 5vs5 più 2 “comodini” – spazio: m 35x20 –
Tattica collettiva massimo due tocchi, palla rasoterra.
• 6vs6 più 2 “comodini” – spazio: m 35x30 –
Le squadre giovanili del Barcellona utilizzano massimo due tocchi, palla rasoterra.
tutte il sistema di gioco 4-3-3, ma conoscono • 7vs7 più 3 “comodini” – spazio: m 40x30 – 9
anche la variante più offensiva, il 3-4-3. massimo due tocchi, palla rasoterra.
l’ allenatore allenatore sul campo

• Possesso-palla: 4vs4 più 2 “comodini”. 90''


con l’obiettivo di conquistare più palloni possi-
bile (Fig. 1). Due tocchi. Due ripetizioni per
ogni squadra. I giocatori in possesso di palla de-
vono rispettare le posizioni.
• Gioco di posizione: 7vs10. Quattro difensori
più tre centrocampisti debbono cercare di recu-
perare la seconda palla a seguito di un lancio
lungo della difesa avversaria sulle punte. Se il re-
cupero è effettuato dalla squadra in dieci, questa
deve fare goal. Se il recupero è effettuato dalla
squadra in sette, essa deve fare meta portando la
palla oltre la linea di centrocampo (l’allenatore ci
ha spiegato che spesso le squadre avversarie sca-
valcano il centrocampo; questa situazione allena
in particolare la riconquista della seconda palla).

Schemi di possesso-palla applicati nella preparazione delle


giovanili blaugrana.

Fig. 2. Gioco di posizione 7 contro 10.


Sedute di allenamento

Cadet A – 3 febbraio 2010. Variante: i giocatori della squadra in dieci


Inizio ore 19, termine ore 20.30 vanno al cross senza opposizione, dopodiché la
situazione diventa reale. In area la squadra in in-
feriorità numerica marca a uomo e contro le due
punte il mediano si abbassa sulla linea difensiva.
• Minitorneo a tre squadre: 5vs5 su campo di
metri 40x40 con portieri.

Fig. 1. Schemi di possesso-palla 4 contro 4 con due “comodini”.

• Riscaldamento: guida con la palla nel “traffico”.


10 • Esercitazione tecnica: passaggi a coppie (va-
riando le distanze). Fig. 3. Minitorneo a tre squadre su campo di metri 40x40.
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l’ allenatore
• Stretching individuale.

Juvenil B – 5 febbraio 2010.


Inizio ore 17.50, termine ore 19.10

• Torello sul cerchio di centrocampo con la par-


tecipazione di tutte la squadra e tre difendenti.
• Possesso-palla: 5vs5 più 3 “comodini”. Spa-
zio m 35x20. Massimo due tocchi

Fig. 6. Esercitazioni di cross e tiro in porta.

• Esercitazioni su palle inattive.

Juvenil A – 6 febbraio 2010 (rifinitura).


Inizio ore 10.30, termine ore 11.50

• Riscaldamento tradizionale a secco.


• Rapidità con il pallone: l’esercitazione è svilup-
pata sotto forma di staffetta a tre squadre. I gioca-
tori, portieri inclusi, eseguono l’esercitazione con la
Fig. 4. Esercitazione di possesso-palla con un massimo di due palla in varie forme su una distanza di 10 metri.
tocchi.
– partenze col pallone in conduzione rettili-
• Gioco di posizione 10vs4. Sviluppi offensivi nea, aggiramento del cono lontano, ritorno in
di attacco alla zona a squadra schierata. conduzione di palla rettilinea e cessione della
palla al compagno;
– partenze col pallone in conduzione rettili-
nea, aggiramento del cono lontano, ritorno in
conduzione di palla con slalom tra i coni e ces-
sione della palla al compagno;
– partenze col pallone in slalom tra i coni, ag-
giramento del cono lontano, ritorno sempre in
slalom e cessione della palla al compagno.

Fig. 5. Esercitazione di attacco alla zona a squadra schierata.

• Esercitazioni di cross e tiro: il centrocampista


centrale verticalizza per il centravanti e dopo
aver ricevuto il passaggio di ritorno, va alla con-
clusione. In rapida sequenza il laterale effettua 11
un cross all’interno dell’area per due attaccanti. Fig. 7. Esercitazioni di rapidità col pallone.
l’ allenatore allenatore sul campo

• Esercitazione tecnica: passaggi a coppie (va-


riando le distanze)
• Schemi offensivi in situazione di 8vs0 (non
sono coinvolti i difensori centrali e sul campo
sono poste delle sagome sui 20 metri che rappre-
sentano l’ipotetica linea avversaria).

– il terzino gioca centralmente sul mediano


che verticalizza per il centravanti. Quest’ultimo
scarica sull’interno che a sua volta imbecca l’ala:
questa, dopo contromovimento corto-lungo, si
proietta in fascia e va al cross. In area a ricevere si
inseriscono il centravanti, l’interno e l’ala oppo-
sti (fig. 8). Fig. 9. Schemi offensivi con sagome: verticalizzazione, sca-
rico, servizio sull’ala, smarcamento in ampiezza, conduzio-
ne e cross.

– il terzino gioca centralmente sul mediano


che verticalizza per il centravanti. Quest’ultimo
scarica sull’interno che a sua volta apre con un
lancio lungo sul lato debole per l’ala che si orien-
ta per effettuare uno stop a seguire, guidare la
palla in avanti ed effettuare il cross dal fondo. In
area a ricevere si inseriscono il centravanti, l’in-
terno e l’ala opposti (fig. 10).

Fig. 8. Schemi offensivi con sagome: verticalizzazione, scari-


co, servizio sull’ala, contromovimento e cross.

– il terzino gioca centralmente sul mediano


che verticalizza per il centravanti. Quest’ultimo
scarica sull’interno che a sua volta serve l’ala:
questa, dopo contromovimento lungo-corto, ri-
ceve sui piedi. L’ala scarica nuovamente la palla
sull’interno e si proietta in fascia per ricevere il
passaggio di ritorno e andare cross. In area a rice-
vere si inseriscono il centravanti, l’interno e l’ala
opposti. Fig. 10. Schemi offensivi con sagome: verticalizzazione, scari-
co, apertura sull’ala, stop a seguire, conduzione e cross.
– il terzino gioca centralmente sul mediano
che verticalizza per il centravanti. Quest’ultimo
scarica sull’interno che a sua volta serve l’ala: – il terzino gioca centralmente sul mediano
questa si smarca in ampiezza arretrando e orien- che apre per l’ala sul lato opposto. L’ala scarica
tandosi adeguatamente per poter ricevere, con- nuovamente palla sull’interno e si proietta in fa-
durre in avanti ed effettuare il cross dal fondo. In scia per ricevere il passaggio di ritorno ed andare
12 area a ricevere si inseriscono il centravanti, l’in- al cross. In area a ricevere si inseriscono il centra-
terno e l’ala opposti (fig. 9). vanti, l’interno e l’ala opposti (fig. 11).
allenatore sul campo

l’ allenatore
riuscire a portare molti talenti in prima squadra.
Innanzitutto, a Barcellona c’è grandissimo ri-
spetto per il settore giovanile che viene visto dal-
la società come essenziale e primario e non come
un elemento accessorio. Un altro aspetto fonda-
mentale consiste nella filosofia e nello stile di
gioco del club che, indipendentemente dalla ca-
tegoria, è univoco. Lo stile e i flussi di gioco del-
la squadra campione del mondo e dei giovani,
dalla Juvenil alle altre categorie del settore, è
identico. Tutti schierate con il tipico 4-3-3, sia i
grandi che i “piccoli” interpretano la partita allo
stesso modo. Questo è indubbiamente un enor-
Fig. 11. Schemi offensivi con sagome: appoggio, apertura sul- me vantaggio per il giovane che, affacciandosi al-
l’ala dal lato opposto, scarico e passaggio di ritorno, cross. la prima squadra, conosce già a memoria buona
parte del contesto tattico nel quale è chiamato a
esprimersi e molte esercitazioni che sarà chiama-
– il terzino gioca centralmente sul mediano to ad eseguire in allenamento. I vari Puyol, Mes-
che apre per l’ala sul lato opposto. L’ala scarica si, Piqué, Iniesta, Xavi e tutti gli altri campioni
nuovamente palla sull’interno che a sua volta forgiatisi nella Cantera sono visti dai giovani co-
apre con un lancio lungo sul lato debole per l’ala me esempi viventi e punti di riferimento di un
che si orienta per effettuare uno stop a seguire, sogno che può diventare realtà: e a sua volta il
guidare la palla in avanti ed effettuare il cross dal campione ormai affermato accoglie con piacere
fondo. In area a ricevere si inseriscono il centra- in prima squadra il giovane, ricordando bene il
vanti, l’interno e l’ala opposti (fig. 12). percorso che lui stesso ha fatto anni prima.
Un’ultima considerazione è però opportuna.
Uno studio statistico pubblicato sul “Guerin
Sportivo” di aprile 2010 evidenzia che il Barcel-
lona non è la squadra della Liga ad avere tra le
proprie fila il maggior numero di giocatori “fatti
in casa”. La squadra catalana, che ha in rosa dieci
prodotti del vivaio, è preceduta dall’Athletic Bil-
bao con addirittura dodici giocatori cresciuti nel
proprio settore giovanile. Il Real Madrid ha in
rosa solo cinque giocatori provenienti dalla Fa-
brica Blanca di Valdebedas. Meglio del Real, ol-
tre ai già citati Athletic Bilbao e Barcellona, fan-
no Osasuna (nove giocatori), Espanyol (otto),
Fig. 12. Schemi offensivi con sagome: appoggio, apertura sul- Valencia e Malaga (sette), Racing Santander, Gi-
l’ala dal lato opposto, passaggio di ritorno sull’interno, lancio jon e Siviglia (sei). La Fabrica Blanca del Real
lungo, conduzione e cross. Madrid è però il settore giovanile dal quale sono
usciti più giocatori che in questa stagione milita-
• Stretching. no nella Liga (ben quaranta). Si nota pertanto
che tutti i club spagnoli sono particolarmente at-
tenti ed efficaci nella formazione e nella valoriz-
Riflessioni zazione dei giovani.
Concludiamo riassumendo quelli che sono i
In questa parte conclusiva proviamo a riassu- “punti forti” del settore giovanile blaugrana: 13
mere i motivi che consentono al Barcellona di 1. la ricerca del talento.
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2. il lavoro tecnico e in modo particolare quel- 4. l’omogeneità di lavoro e di gioco che porta
lo specifico con l’istruttore della tecnica di base. facilmente a salire di categoria, di anno in anno,
3. gli esercizi di possesso-palla che trasmetto- fino alla prima squadra in modo graduale.
no la cultura del gioco e in modo particolare del- 5. la voglia e l’obiettivo di far debuttare gio-
lo smarcamento nel rispetto del ruolo, del pas- catori della Cantera (meglio se catalani) nella
saggio forte rasoterra e del controllo orientato. prima squadra.

Gli autori
Maurizio Viscidi
Nato a Bassano del Grappa il 18 maggio 1962.
Alenatore professionista di prima categoria UEFA-pro, diplomato con lode all’ISEF di Padova con la tesi La tattica
nel calcio. Ha allenato le seguenti squadre: Padova giovanili, Milan Primavera, Casarano, Lodigiani, Viterbese,
Treviso, Lucchese in serie C1; Pescara, Vicenza e Modena in serie B. Autore del DVD Allenare le transizioni, del
CD Come fare goal, teoria e didattica e di numerosi articoli di argomento tattico per riviste specializzate in Italia e
all’estero. Relatore a innumerevoli corsi, convegni e seminari di aggiornamento per allenatori.

Massimo Lucchesi
Nato a Viareggio il 25 gennaio 1968.
Allenatore di base. Autore di numerosi libri e DVD inerenti gli aspetti tecnico-tattici del gioco del calcio tra-
dotti e pubblicati anche in inglese, tedesco, russo, greco e croato. Editore e direttore del sito www.allenato-
re.net e della omonima casa editrice. Ha partecipato come relatore a numerosi seminari, prevalentemente al-
l’estero.

Alessandro Pane
Nato a Tripoli il 20 novembre 1967.
Ex-calciatore professionista, ha conseguito successivamente il diploma di allenatore professionista. Da tecnico, oltre al-
le giovanili dell’Empoli, ha guidato per due stagioni la Cuoiopelli in C2 prima di approdare alla Reggiana con la qua-
le ha disputato tre esaltanti stagioni, vincendo il campionato di C2 nella stagione 2007-2008 e sfiorando la promozio-
ne in serie B l’anno successivo. In questa stagione ha guidato per cinque mesi l’Ascoli in serie B. Nel 2008 è stato insi-
gnito del premio Panchina d’argento come miglior tecnico della serie C2, l’odierna Lega Pro Seconda Divisione.

Allenare le transizioni è una pubblicazione composta da un volume


e due DVD, edita dalla casa editrice:
www.allenatore.net

Si tratta di un’opera estremamente curata che insegna come allenare


la squadra a passare rapidamente dalla fase difensiva a quella offensi-
va e viceversa. Nei DVD, realizzato con il patrocinio dell’AIAC e la
collaborazione di 4 diversi clubs professionistici, sono presenti oltre
40 proposte che vedono Maurizio Viscidi impegnato ad allenare i
principi di base delle transizioni positive e negative e proporre, a se-
guire, numerose esercitazioni tattiche e giochi a tema per l’allena-
mento collettivo.

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