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Alvar Aalto è sempre stato Corbusier e di Mies Van Des

considerato l'esponente più Rohe. che hanno potuto dar


significativo del design dei vita ad una scuola partendo
paesi scandinavi , che nel se­ da alcuni princìpi da ciascuno
condo dopoguerra ha sosti­ individuati, Aalto potrà avere
tuito nel mondo continentale degli imitatori, non certo dei
la produzione dell 'internatio­ continuatori .
na l style, fase conclusiva e L 'insistenza sulla sua origine
st riduttiva del razionalismo. finlandese, contro la tendenza
Per gli storici dell'architettu­ europeista dei maestri della
ra, il problema Aalto, è anco­ tradizione moderna , ed il ri­
ra irrisolto: si è tentato di corso a riferimenti di carat­
Francesco Moschini si è laureato In farne l'esponente europeo del­ tere regionale, in senso fisi­
Architettura nel 1975 presso l'Uni ·
versità di Roma dove svolge ettivl· l'indirizzo organico, come ha co, sono la spia di una rinun­
tà didau ica tenendo un seminario di
fatto Zevi , di quello razionale, cia a pretese universalistiche

@
Analisi Architettoni ca per l 'Istituto
di Fondamenti dei i'Architetlura. DI · e la registrazione di un fa lli­
rlge la collana di Archite ttura • Clt· come Giedion, del la linea neo­
tà e Progeuo • e la serie di docu· barocca, come ha fatto Dor­ mento della cultura moderna
mentazlone • Architettura-Materiali.
fles. Certo costituisce un fat­ che doveva ricondurre la ri­
Q_ serle di documenti per un'analisi •·
to singolare : • una chiesa se­ cerca su una via intimista : un
atteggiamento di resa nei
Q parata " come dice Brandi.
Le difficoltà d'inquadrarlo in
una particolare tendenza del­
confronti del presente. De­
terminante è il suo rappor­

~
l'architettura moderna deriva­ to con la natura finlandese,
di no dal suo metodo di proget­ con l'eccezionalità di quella
Francesco Moschini tazione che continuamente terra, al di là delle matrici

o ritorna su se stesso, senza


procedere per acquisizioni sta­
formali che rimandano dalla
opera alla natura. Gli elemen­

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bili, che lo portano a risolvere
problemi di ogni ordine sen­
za schemi di riferimento , con
ti naturali che entrano in gio­
co nelle sue opere e la pre­
senza del pittoresco, del co­
·- un controllo continuo dell'iter lore locale , il senso di uno

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progettuale ed esecutivo. Al strapaese avvertibile Anche
contrarlo di Gropius, di Le nelle opere realizzate in Eu­

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1 - Cambridge (U.S.A.) . Se­
niors Dormitory del Massa­
chusetts lnstitute of Teclìno·
logy, 1947-48. Particolare e­
sterno.
ropa o in America riscattano
il suo lavoro dall 'ascetismo
imposto da considerazioni fun­
zionali.
Le prime opere sottolineano
il caratterè locale del lavoro
di Aalto : dall'esposizione in­
dustriale di Tàmpere a quella
per il VII centenario della cit­
tà di Turku, c'è una tendenza
a comporre in prosa. una e­
strema semplificazione di ere­
dità neoclassica nordica , una
cura verso problemi partico­
lari , come nel primo palco
fieristico con la parete di ri­
sonanza, anticipatore di futu­
re realizzazioni. Il carattere
locale scompare, invece, con
la costruzione della sede del
quotidiano Turun Sanomat del
28 dove si avverte l 'arrivo,
improvviso e imprevisto, dei
dettami della cultura raziona­
lista del continente. Si rivela
la suggestione di Le Courbu­ te è violento e prevaricatore.

dvar aalto

fruizione temporale più rallen­


sier nell'assunzione della fi­ tata rispetto al la fruizione del A Pai mio il complesso si svi­
nestra a nastro e della faccia­ Bauhaus . Per questo si avva­ luppa in altezza nel modo me­
ta libera, ritmata tra pieni e · le del trattamento diverso di no dannoso per il paesaggio
vuoti. Alcuni elementi ci ri­ tra tutti i fronti, per rivelare di circostante. C'è un senso re­
chiamano però ad una voluta ogni corpo la sua integrità. ligioso della natura che ac­
impronta personale nell'ope­ naturalismo nordico Imposta l'edificio, riprenden­ compagna tutta la sua produ­
ra, la grande vetrata di sini­ e do le case lamel lari di Gro­ zione: è la spia di una paura
stra, dove avrebbe dovuto es­ pius del 31 , come fosse una del vuoto. cui non ci si può
sere proiettata la testata del
razionalismo
lastra. e rifiuta di espandersi sottrarre , al massimo si può
giornale, su uno schermo po­ europeo in pianta secondo il modello esorcizzare. attraverso la pa­
sto all'interno: lo svuotamen­ di Duiker nel Sanatorio Son­ rodia, come nei vasi che la·
to del piano terra, ora pur­ nenstrahal. A Hilversum. assi ­ imitano , o in certi lavori spe­
troppo modificato con un gio­ stiamo ad un montaggio di rimentali col legno . La natura
co di rimando tra esterno ed elementi diversi sparsi sul non è sentita come prepara­
interno, ottenuto con vetrine terreno e ricuciti con percor­ zione, commento o parte in­
fruibili; l'esasperazione di­ si pedona li, dove la poetica tegrante deIl'architettura : que­
mensiona le del vano scale, dell'elenco è raggelata in una st'ultima, per la propria inna­
non più inteso come elemento struttura simmetrica, e l'im­ tural ità. non può che ricever­
separato per una funzione di­ patto con la natura circostan­ la come termine di confronto .
versa ma elemento di integra­
zione fra piani diversi; (l 'uso
della luce zenitale, nella ti­
pografia) . Sono i sintomi di
una insofferenza ai vincoli di
un codice fissato , senza pos­
sibili libertà , cui Le Corbu­
sier reagirà con l'uso degli
oggetti a reazione poetica .
Con il sanatorio di Paimio del
29 , Aalto esce dallo stretto
orizzonte delle variazioni sul
tema, all'interno del linguag­
gio raziona lista e si impone
all'attenzione della cultura in­
ternazionale. l riferimenti di­
retti sono ancora Le Corbusier
e Gropius, da cui riprende il
tema della distinzione delle
funzioni , e della loro reinte­
grazione con elementi di rac­
cordo. l corpi della fabbrica,
articolati su angoli con aper­
ture di.verse. implicano una

Sst/2
Il rapporto sarà di trasposi­ di
zione diretta, come nel prato
che sì annida sopra la villa
Francesco Moschini
Mairea, come memoria atti­
va; una natura spiazzata, co­
me nel patio del padiglione fin­
landese a Parigi, con le quat­
tro betulle - colonne o al­
l'interno della casa-foresta di
Mairea, o nell'auditorium al­
l'aperto, nel museo di Aalborg
del 65, che mima le curve di
livello del terreno. L'isolamen­
to di una porzione di natura,
come quella raccolta all'in­ una totalità, che pone di nuo­
terno della grande falce dello ospitare la documentazione
fotografica sul paese, e il mo­ vo l'uomo, nella sua interezza,
studio di Munkiniemi, o quel­ al centro di ogni elaborazione
la di Sajnatsalo. accostano il to ascensionale, sottolineato
dai listelli d'abete. formale. C'è una fiducia estre­
processo naturale e il pro­
E' una indicazione di libertà ma nelle possibilità di solu­
cesso artificiale, per sottoli­
rispetto ag li assiomi del ra­ zione offerte da un astratto
neare il diverso modo di pro­ concetto di progresso, che
cedere, in un rapporto di iden­ ziona lìsmo. L'inclinazione del­
la parete , accentuando il sen­ certo la Fin landia doveva av­
tificazione delle proprie di­ vertire. in un clima di sco­
so di compressione di quel
stanze . perta della propria autonomia
vuoto plasmato e fasciato. im­
Aalto non ricorre mai ad a­ pone una mobilità ali 'interno e delle proprie capacit~ or­
strazioni architettoniche co­ che accelera e moltiplica al- ganizzative.
me le Corbusier per ridurre
la libertà creativa alla geo­
metria, la poliedricità della
vita alla uniformità più astrat­
ta: non vi sono tracce di ve­
rifica di un programma, solo
attenzione umile e continua
ad ogni esigenza nuova. Da
qui la presenza apparentemen­
te contraddittoria di risolu­
zioni razionali e organiche con­
temporaneamente. come nel­
la sala per conferenze della
bib lioteca di Viipuri del 31.
All'uso della pianta libera di
Wrìght, si sostituisce l'uso
della sezione libera: cessano
di esistere i diversi piani, per l'infin ito le possibilità di ve­ L'aristocratico isolamento in
una continuità spaziale in al­ duta. cui si pongono i padiglioni di
tezza, per un flusso verticale E' la critica più sottile al con­ Aalto a Parigi ed a New York.
nello spazio, che. con l'uso cetto cubista , ormai entrato con la loro semplificazione,
scientifico della luce, costi­ in architettura. della quarta con la rinuncia ad emettere
tuiscono il primo passo verso dimensione: quella tempora­ segnali all'esterno, è il sinto­
una modellazione dell 'archi­ le, ottenuta non più con un mo di una voluta negazione
tettura con la luce. atto ' mentale , ma attraverso della propria esibizione, con­
Con il padiglione finlandese 1 - Cambridge (U.S.A.). Se­ un coinvolgimento dei sensi tro il simbolismo e la retorica
della esposizione di New York nlors Dormitory del Massa­
chussetts lnstitute of Tech­ del corpo, con tutte le sue di altri padiglioni, fatti per
del 38, Aalto formula più com­ nology 1947-48. Particolare componenti motorie e psico­ una frettolosa fruizione ester­
piutamente la propria conce­ dell'esterno. logiche. E' la riscoperta di na. C'è un invito ad una Jet­
zione dello spazio, non più
inteso come schema a priori, 2 - Cambridge (U.S.A.). Se­
ma come vuoto fruibile da niors Dormitory del Massa­
chussetts lnstitute of Tech­
modellare. La sala viene ta­ nology 1947-48. Particolare
gliata con una parete posta dell"esterno.
_diagonalmente, ondulata e re­
clinata a comprimere e cari­ 3 - Saynatsalo. Municipio.
care lo spazio. Nessuna no­ 1950-52..
stalgia naturalistica nell'an­
damento sinuoso della parete 4 - Jyvaskyla. Università di
dell'esposizione: non si spie­ Pedagogia, 1952·57.
gherebbero altrimenti la mar­
5 - Jyvaskyla. Università di
cata scansione in fasce oriz­ Pedagogia. 1952-57. Particola­
zontali, ciascuna destinata ad re della scala all'interno.
t ura d'interno ravvicinata: del Stoccolma del 30 dove i pa­ ossessivo della fabbrica, che
vuoto creato in cui ci si muo­ diglioni di Asprund, nel loro ci esclude, ci pone in condi­
ve, una linea intimista contro carattere aereo e provvisorio, zione di passività e quello del
un vociare chiassoso di altri tesi ad una astrazione rarefat­ villaggio, dove si è attori di
padiglioni . ta , saranno termine di con­ una commedia umana serena
Rinuncia allo storicismo im­ fronto per Aalto, nell'e labo­ e piena di fiducia.
perante delle esposizioni in­ rare una alternativa linea di Nel quartiere operaio a Kaut­
ternazionali: la storia per Aal­ .. durevole bellezza "· tua del 38, viene abbandonato
to è il presente anziché il Il prob lema dell 'abitare è af­ il tema della casa a schiera,
passato: processo costruttivo frontato da Aalto sul duplice per quello più coinvolgente
in atto, non memoria di una fronte del le case di abitazione della casa a cascata, con una
grandezza trascorsa. Impone collettiva, le cui matrici sono sovrapposizione delle abita­
un nuovo modello etico, con­ nella contemporanea cultura Lioni, in cui lavora per una
tro il rimpianto di una perdu­ razional ista europea , e le ca­ reintegrazione dei diversi li­
ta eticità. (R isultato delle for­ se .. manifesto " legate alla velli, funzionale oltreché visi­
ze operanti all'interno del pae­ personalità del committente . va, accentuata con una ma­
se, un paese senza nostalgia
per il passato, tutto proietta­
to nel presente).
L'impegno di carattere n'azio­
Tra le prime, particolare im­
portanza programmatica, as­
sumono quelle di Sunila del
36, per gli operai della vicina
alvar aal1o
glia di tubi, diaframmi traspa­
renti, di una selva artificiale.
Il tema della residenza, ver­
rà di nuovo affrontato nel 55
tra
nale nei padiglioni espositivi, industria della cellulosa. a Berlino e nel ventaglio del­
non è di tono politico o di C'è in questo progetto la pro­ naturalismo nordico la torre di Brema. Oltre allo
frontiera, ma di carattere fi­ posta di un 'isola felice , una e studio di uno spazio centrifu­
sico, di latitudine e di clima, nuova Atlantide. disabitata: go, proiettato all'esterno. ri­
non senza un intento polemi­ alla massività cromatica e for­ razionalismo lancia il tema dell'esibizione
co, contro il livellamento so­ male della fabbrica, che sem­ europeo della propria internità e la
pranazionale della poetica bra uscire dalle rocce di gra­ messa in moto dello spazio
funzionalista. Il tema del pa­ nito, ottenuta con un brutale esterno, avvertito nella sua
diglione d'esposizione uscito incastro di volumi orizzontali, plasmabilità, su cui si deve
dalla pesante eredità dell '800 di corpi verticali e di segni intervenire, per introdurre in­
ha n eli 'architettura moderna diagonali nel paesaggio, si dicazioni di moto con un rit­
un ruolo primario. contrappone la modestia, del­ mo nervoso e scattante .
Il trionfo deli 'effimero cede le residenze immerse nella La casa del maestro a Munk­
il posto ad un bilancio di poe­ natura, segnali brillanti , del kin ìemi del 33, la villa Mairea
tica, come il padiglione di loro candore, di una presenza del 38 e la casa Carré del 56,
Mies, all'esposizione di Bar­ umana. sono i poli di una ricerca in­
cellona e come il Vaissenhoff C'è una precisa costruzione trapresa, interrotta e poi di
di Stoccarda del 27, orche­ per dissonanza, tra quei segni nuovo ripresa, su uno dei te­
strato dallo stesso, cui par­ all 'orizzonte, da visione in mi cari a tutta l'architettura
tecipano tutti i protagonisti lontananza, e i segnali che moderna : la casa singola, con
della cultura architettonica emettono quelle abitazioni do­ cui di solito si identifica la
del tempo. Sulla stessa linea ve c'è la vita. Assistiamo a poetica dei maestri della tra­
si colloca l'esposizione di due spettacoli diversi : quello dizione moderna. Cosl è stata
la Villa Savoye di Le Corbu­
sier, la casa Kaufmann del 36
di Wright, la casa a Utrecht
di Ritveld del 23 e la Casa
Tugendhat di Mies. Dall'impo­
stazione della casa del 34, do­
ve si giungeva ad una giustap·
posizione cromatica e qua­
litativa, in chiave neoplastica ,
senza la distinzione in lastre,
di volumi e di superfici, si
rileva una cura per la distin·
zione de lle componenti , otte­
nuta con l'uso della luce an­
ziché col colore. Le pareti
non alternano più una scandi­
ta successione di pieni e vuo­
ti . ma oppongono. all'incontro
con la luce, diversi valori lu­
ministici delle loro superfici :
i l riflesso di una parete bianca
intonacata, l'assorbimento di
una parete di legno o la vi­
brazione di una parete di mat· di l'edificio, definitrici di una me a Cambridge. Il richiamo
toni. qualità spaziale esterna mo­ è ora ad un evento di cui al­
Francesco Moschini dellata e non di risulta. E' la l'esterno, supporto d'i nterno
Nella Villa Mairea, l'arricchi·
mento volumetrico e spaziale, prima comparsa della proie­ cui tutto è sottomesso, si esi­
porta ad una contaminazione zione di volum i all'infuori, di biscono gli effetti.
di forme diverse tra loro, ten­ interni contaminati con la cit­ Nella casa della cultura, il
denti a porsi con un alto grado tà , senza il rigore dei bow movimento di dilatazione uni­
di autonomia. Si passa dalla windows ingelsi. con una e­ fica la distribuzione interna in
orditura di assonanze e dis­ splosione più immediata, di un'immagine globale che è di
sonanze con valori tonal i, ad origine costruttivista. conformazione e di colore (le
una specie di impressionismo, Contro questa prima via, che pareti in mattoni appena in­
accentuato dall'uso di mate· definirei di caratterizzazione terrotte da alcune protrusio­
riali diversi che rimanda al po· d'esterno, si pongono due edi­ ni), e una pensilina raccorda ,
limaterismo ereditato da Wri­ fici che , su lla stessa linea di in maniera brusca, la parte
ght. La maison Carré, perce­ ricerca spaziale. giungono a organica con quella di impo­
pibile all'esterno per linee e risultati opposti: la casa della stazione più elementare.
volumi definiti. all'interno è cultura ad Helsinki del 55 e A lmatra l'esterno è sdoppia·
impostata sul doppio fronte la chiesa di lmatra del 57. to tra la parte struttiva e la
della modellazione spaziale, Entrambi denunciano una ri­ copertura , senza mediazioni in
relegata nella parete-soffitto cerca d'interno. Non c'è più un voluto rapporto per disso­
ondulata, e sul ricorso ad uno l'occu ltamento dei padiglioni nanza, sul fi lo di quella bi­
spazio-luce di ricordo crai­ espositivi di Parigi e New polarità che individua tutta
ghiano coi famosi screens. York, né l'equiparazione del l'opera dell'architetto. L'inter­
L'andamento sinuoso dei dor­ problema esterno-interno co­ no chiarisce come ogni ele·
mitori del M.I.T. a Cambridge
nel 48, più che l'adesione ad
una poetica neobàrocca, mec­
canicamente interpretata co­ 1 - Helsinki. Istituto Nazio•
me reazione al razionalismo naie per le Pensioni.
imperante, è il primo tentativo
di modellazione dello spazio 2 - Muuratsalo. Casa di cam­
in senso urbanistico, che ri­ pagna dell'Architetto, 1953.
manda, senza ricorrere ad un
passato remoto, al piano per 3 - Muuratsalo. Casa di cam­
pagna dell 'Architetto. 1953.
Algeri di Le Corbusier. L'as­
sunzione di una linea ondu­
lata al posto di una retta ,
nella disposizione planimetri­
ca dell'edificio, oltre a carat­
terizzare e differenziare le ve­
dute di ogni cellu la abitativa,
è il risultato di un trattamen·
to d'esterno come fosse un
interno. Le rampe di scale,
diventano oltre che elementi
di reintegrazione verticale de l­

Sst/5
l

come l'istituto nazionale delle

alvar oolto

tra
pensioni del 52, o l'università
pedagogica di Jyvaskyla o il
Rautatalo.
In esse, oltre ad un comune
.naturalismo nordico lavoro sul dettaglio, per giun­
gere a quel concetto di ar­
e chitettura di durevole bellez­
razionalismo za, che riscatta l'anonimità
europeo dell 'impostazione generale, si
ha la formulazione più cor­
retta della piazza coperta, tra
i temi più cari di Aalto . Sfrut­
tando la luce diretta con cen­
to occhi che la incanalano, i
diversi livelli della costruzio­
ne vengono unificati: il risul ·
tato è di una intimità ed uno
scambio di funzioni. su una
corte domestica, di ricordo
continentale.
Questo ricordo tornerà in al­
cune tra le opere più signifi­
cative, come il municipio di
Saynatsalo, ripresa di una rni­
mento, sia subordinato al rag­ Tra le opere più difficili da tica acropoli, centro della vita
giungimento di quello spazio cogliere, tra le meno divu l­ collettiva del borgo, che uni­
luce ampliabile e indefinibi­ gabili: senza il gusto mate­ sce la funzione delle tre piaz­
le, di cui difficilmente si col­ rico di Ronchamp , senza quel­ ze medioevali: il centro della
gono le soglie, i limiti fisici, la trascendenza artificiale cultura, del potere e del mer­
in cui è messa in dubbio la creata. E' una trascendenza cato. Il municipio , ora visto,
nostra stessa posizione di laica, intellettuale e senza mi­ la casa estiva di Muuratsalo,
spettatori . Si ha la sensazione sticismo, frutto di una elabo­ e l'atelier di Helsinki, indivi­
di un universo indistinto, ogni razione della mente, control­ duano la linea di ricerca del
cosa perde la propria funzione labile e verificabile, non si sacro manto che isola il be­
primaria, per assumerne una pone come raggiungimento, ne dal male dell'hortus con­
altra imprecisa. Luce e lumi­ ma come momento di appli­ clusus, dove si assiste ad
nosità fuse, come la musica cazione tra altri possibili: una un processo di concentrazione
con la musicalità, il corpo con adesione a freddo. Solo così come nel " Teatro intimo " di
lo spirito , l'interno con l'ester­ si spiega il lavoro in conco­ Strindberg. Il loro nodo pro­
no senza limiti. cui rimanda. mitanza per opere che corrono pulsare è individuato in un
Tutto è controllato dalla mano su altri binari di ricerca e che vuoto: il vuoto circondato dal­
sapiente dell'artista. si propongono altre verifiche, la falce dello studio, il vuoto
del focolare all'aperto o il
vuoto deli 'aia acciottolata a
Saynatsalo. Sono opere che
incarnano l'idea archetipa del­
la funzione che vi si svolge ;
la funzione di amministrare
una comunità, il lavoro di ri­
cordo cenobita e il ritrovarsi
• in famiglia , nella pace dome­
stica. Il tema è risolto in mo­
do uniforme, con un processo
di sottrazione spaziale e tem­
porale delle opere, ottenuto
con un ideale inscatolamento.
che porta ad un isolamento
in chiare figure geometriche
di tutte le parti componenti. .
Quella chiara geometria di
eredità illuminista è però
scomposta, rimessa in di scus­
sione, indagata fino a corrom­
perne l'unitarietà. Diversa è
la motivazione d eli 'ostentato
isolamento di opere come il
centro di Seinajoki con la
chiesa ed il municipio . o il
di centro culturale di Wolfsburg ,
con i cinque auditori proiettati
Francesco Moschini all 'esterno cui si negano. o la
Finlandia haus , prima opera
realizzata del vasto progetto
per Helsinki.
L'obiettivo è di creare delle
zone di ristagno formale e vi­
sivo. attorno a luoghi depu­
tati, monumenti emergenti di
una qualificazione urbana. con
una subordinazione gerarchica
che isola. per rendere più
clamoroso, il centro della pro­
gettazione: gioie llo incastona­
to in uno spazio disattento, le­
gato a problemi di continuità
urbana. Ad esso Si ria ll accia
il centro amministrativo per
I'Enso Gutzait del 60, risulta­
to dell'analisi del tessuto ot­
tocentesco della città, con la
ricerca di moduli costruttivi ,
in un tentativo di sintesi tra
libertà progettuale e vincolo
della standardizzazione .
Il Politecnico di Otaniemi, di
lunghissima elaborazione. ed
ancora oggi non finito, è il
filo che ricuce le diverse e­
sperienze Aaltiane dagli anni
50 in poi. E' la summa dei
raggiungimenti del maestro:
la loro messa in museo, senza
il carattere di sperimentazio­
ne che riscattava la casa di
l\lluuratsàlo, da tutte le com­
parse linguistiche che ne fa­
cevano un campion e d'inda­
gine.
C'è una aspirazione all'Univer­
sa lità , alla perennità e un ri­
mando così diretto a culture
primordia li e lontane nel tem­
po e nello spazio. di sapore
archeologico : grandi lasciti
del passato, contro l'attualità
delle soluzioni arch itettoniche
all'interno. Il presente è ridot­
to ad archeologia. La moder­
na torma archetipa diventa
un oggetto trovato. spiazzato
1 - Padiglione Finlandese nel tempo e nella sua collo­
dell'Esposizione Universale di
New Yor. 1938-39. cazione naturale: ma reo di
mode che compiono una con­
2 - Helsinki. Casa della Cul­ statazione amara, più che un
tura. 1955-58. divertito gioco ironico.
Ogni strumento è usato e in­
3 - Brema. Casa-torre a Ne­ dagato: da Aalto dallo schiz­
ne-Vehr. 1959-62. zo dai contorni tremolanti ,
mai insicuro, che si autocri­
tica mentre si fa. alla pittu­
ra , non valutabile in sé, come
opera d'arte, ma per la sua
finalità: la concretizzazione. di
un immagine spaziale, alla ma­
dell'azione del legno. Ma lo
strumento che unifica tutta la
ricerca è l 'attenzione ai va­

Sst/7
di
Francesco Moschini

lori di ordine psicologico su la lim itatezza delle proprie ni. Se trad imento c'è stato
cui affonda la progettazione possibilità d'intervento a li­ in lui, è soiQ apparente: ci
di Aalto. Tutto tende verso vello sociale, rinuncia al ruo­ ha delusi nelle aspettative
un punto centrale che tutto lo di maestro. evita formule che ci eravamo prefigurati ,
reintegra: • quella libertà u­ compositive e princìpi t eori­ per quelle possibili salvezze
mana e quella spazia le in cui intraviste. alludo alla via or­

dvar aalto

ci generalizzabili. Non si im­


la pnma si invera "· ricono­ pone come innovatore: lavora ganica, frutto più della nostra
sciuta da Zevi. sul già dato e ne tenta per deformazione culturale che di
Il continuo ricorso empirico vie diverse i possibili miglio­ una reale istanza Aaltiana.
in Aalto, rispetto ad una tra­ ramenti. Accetta implicita­ il suo lavoro inizia e si con­
dizione di ordine razionale e mente i residui di una cultura clude con la sua presenza fi­
logico che eredita dal passato accademica e li ridisegna. li sica senza possibilità di con­
e dal presente, non è una a­ reimposta, non propone mo­ tinuazione, legato, (oserei di­ tra
desione alla poetica dell'ar­ delli alternativi. Riscatta l'an­ re), ad un filo, il filo delle Par­ naturali smo
bitrio, in nome di una equi­ gustia dello spazio di azione che, in una cosciente e isolata nordico
distanza tra le due vie del­ con un lavoro in vitro, co­ posizione metastorica , accet­
l'Architettura moderna, scissa me si trattasse di esperimen­ tata con umiltà. Quest'umiltà e
tra regola e caso. Il suo em­ t i in laboratorio, seguendo il che l'ha portato ad occuparsi razionalismo
pirismo biomorfico, va inteso tutto da vicino: procede dal di ogn i problema: da un tes­
come una critica alle sempl i­ particolare all'un iversale. E' suto ad un piano urbanistico, europeo
ficazioni del razionalismo. l la mancanza di posizioni to­ alla ricerca non di assol ute
correttivi di Aalto a quest e talizzanti che evita ad Aalto verità, ma di semplici miglio­
" deviazioni .. non sono, quin­ bruschi passaggi di tenden­ ramenti; alla via della rivo­
di , ricerca di una zona franca za: c'è una continuità non luzione, ha preferito quel la
in cui sbizzarrirsi, ma la ri­ certo di tipo lineare, ma sin­ della trasformazione, i 1. tutto
qualificazione della figura del­ copato, fatta di riprese, su sottratto a livello esistenziale
l'Architetto, relegato altrimen­ temi e modi sempre uguali, oltre che formale sia allo spa­
ti a tecnico della produzione ma sempre rimessi in discus­ zio che al tempo attuali.
architettonica. Cosciente del­ sione a evitare sedimentazio­ FRANCESCO MOSCHINI

1 - Otaniemi. Scuola Supe­


riore Polltecnlca, 1955·64.

2 - Otanleml. Scuola Supe­


riore Polltecnica, 1955-64. Par­
ticolare della copertura all'In­
terno.

Sst/ 8