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- Il rapporto tra diametro dell’arteria polmonare e l’aorta è un indicatore di ipertensione polmonare,

ma perché non può condurre informazioni in pazienti insufficienza cardiaca cronica? Perché se non
erro, studi in passato hanno suggerito che questo rapporto, passati su una tomografia
computerizzata, potesse essere utile per misurare l’ipertensione polmonare, specialmente in
pazienti di <50 anni. Questo rapporto (k) oltre l’1, identificato dal CT, può predire un’esacerbazione
(acutizzazione) di Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva? In questo caso per i pazienti con
insufficienza cardiaca cronica, che ruolo ha? In che modo e con quali strumenti sono state condotte
le indagini su pazienti reduci da insufficienza cardiaca quindi? (risonanza magnetica cardiaca)

- Chi è affetto da cardiomiopatia dilatata ischemica e idiopatica ha differenze tra i rilassamenti


dell’atrio e ventricolo sinistro. Che ipotesi ci sono e come sono state sperimentate per valutare
tramite queste differenze, la pressione di riempimento ventricolare sinistro? Poiché è utile per
prevedere diverse prognosi. Ho letto di Doppler standard (invasivo) e tissutale. È stata inizialmente
usata la curva di velocità di influsso mitrale, che dà informazioni utili sull’ LVFP e alcune predizioni
di diverse prognosi su specifici pazienti. Il problema è che questo influsso dipende da tanti fattori,
come complicanze atriali e ventricolari, pressione atriale sinistra, rapporto di rilassamento
ventricolare. Come si combinano quindi le velocità dei flussi trans mitralici ad altri parametri
Doppler come la velocità di flusso venoso polmonare? In particolare, c’è però il rapporto E/Ea che
fornisce stime sull’LVFP e non capisco se è un parametro separato o rientra tra i parametri Doppler
da combinare con i flussi trans mitralici. Come il rapporto E/Ea è utile per estimare LVFP? Perché
sappiamo che > 15 ha un’alta pressione di riempimento, < 8 nella norma, ma resta il range 8-15 e
per identificarlo si devono applicare altre informazioni. Quali? Conclusione: E/Ea utile solo per >15
e < 8. Per il range servono altri parametri.

- In che modo la tecnica BASILICA aiuta, durante un TAVR a prevenire ostruzioni coronariche? Che
finestre apre verso le mini-operazioni non invasive? Soprattutto se parliamo di anziane con
complicanze pregresse e alti rischi di averne delle altre? (in questo caso parliamo di aterosclerosi e
altri problemi coronarici)

Nel 2019 è stata portata a termine la prima di questa procedura ad un ottantunenne e 2 giorni
dopo poteva già tornare a casa

- Perché` anche se lo spessore dell’intima della carotide è un fattore di rischio cardiovascolare


affidabile, non è possibile usare la progressione di tale spessore per predire rischi cardiovascolari?
Mi spiego, se l’IMT carotideo aumenta, anche il rischio di CHD (coronary heart desease,
aterosclerosi ecc.) aumenta, perché allora con la regressione dell’IMT grazie a medicine non
comporta anche un regresso del rischio? All’inizio non c’erano studi designati a dimostrare la
relazione tra questo cambiamento di IMT durante la cura ed eventi cardiovascolari, ma quando
sono stati condotti, perché si è arrivati alla conclusione che non è possibile ciò?

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