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VENERDÌ DOPO LE CENERI

Invitatorio
V. Signore, apri le mie labbra
R. e la mia bocca proclami la tua lode.

Ant. Venite, adoriamo Cristo Signore:


per noi ha sofferto tentazione e morte.

SALMO 23 Il Signore entra nel suo tempio


Le porte del cielo si sono aperte a Cristo Signore, quando è salito al cielo (sant’Ireneo).

Del Signore è la terra e quanto contiene, *


l’universo e i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondata sui mari, *
e sui fiumi l’ha stabilita. (Ant.).

Chi salirà il monte del Signore, *


chi starà nel suo luogo santo?

Chi ha mani innocenti e cuore puro, †


chi non pronunzia menzogna, *
chi non giura a danno del suo prossimo. (Ant.).

Egli otterrà benedizione dal Signore, *


giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca, *
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe. (Ant.).

Sollevate, porte, i vostri frontali, †


alzatevi, porte antiche, *
ed entri il re della gloria.

Chi è questo re della gloria? †


Il Signore forte e potente, *
il Signore potente in battaglia. (Ant.).

Sollevate, porte, i vostri frontali, †


alzatevi, porte antiche, *
ed entri il re della gloria.

Chi è questo re della gloria? *


Il Signore degli eserciti è il re della gloria. (Ant.).

Gloria al Padre e al Figlio *


e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen (Ant.).

Ant. Venite, adoriamo Cristo Signore:


per noi ha sofferto tentazione e morte.
Ufficio delle letture
V. O Dio, vieni a salvarmi.
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio


e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen.

Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.

INNO

Protesi alla gioia pasquale,


sulle orme di Cristo Signore
seguiamo l’austero cammino
della santa Quaresima.

La legge e i profeti annunziarono


dei quaranta giorni il mistero;
Gesù consacrò nel deserto
questo tempo di grazia.

Sia parca e frugale la mensa,


sia sobria la lingua ed il cuore;
fratelli, è tempo di ascoltare
la voce dello Spirito.

Forti nella fede vigiliamo


contro le insidie del nemico:
ai servi fedeli è promessa
la corona di gloria.

Sia lode al Padre onnipotente,


al Figlio Gesù redentore,
allo Spirito Santo Amore
nei secoli dei secoli. Amen.

Oppure:

Nunc tempus acceptábile


fulget datum divínitus,
ut sanet orbem lánguidum
medéla parsimóniæ.

Christi decóro lúmine


dies salútis émicat,
dum corda culpis sáucia
refórmat abstinéntia.

Hanc mente nos et córpore,


Deus, tenére pérfice,
ut appetámus próspero
perénne pascha tránsitu.

Te rerum univérsitas,
clemens, adóret, Trínitas,
et nos novi per venia
novum canámus cánticum. Amen.
1 ant. I nostri padri ci hanno raccontato
la forza e i prodigi del Signore.

SALMO 77, 1-39 Infedeltà del popolo e fedeltà di Dio


Ciò avvenne come esempio per noi (1 Cor 10, 6).

I (1-16)

Popolo mio, porgi l’orecchio al mio insegnamento, *


ascolta le parole della mia bocca.
Aprirò la mia bocca in parabole, *
rievocherò gli arcani dei tempi antichi.

Ciò che abbiamo udito e conosciuto †


e i nostri padri ci hanno raccontato, *
non lo terremo nascosto ai loro figli;

diremo alla generazione futura †


le lodi del Signore, la sua potenza *
e le meraviglie che egli ha compiuto.

Ha stabilito una testimonianza in Giacobbe, *


ha posto una legge in Israele:

ha comandato ai nostri padri di farle conoscere


ai loro figli, †
perché le sappia la generazione futura, *
i figli che nasceranno.

Anch’essi sorgeranno a raccontarlo ai loro figli, *


perché ripongano in Dio la loro fiducia
e non dimentichino le opere di Dio, *
ma osservino i suoi comandi.

Non siano come i loro padri, *


generazione ribelle e ostinata,
generazione dal cuore incostante *
e dallo spirito infedele a Dio.

(I figli di Èfraim, valenti tiratori d’arco, *


voltarono le spalle nel giorno della lotta.)

Non osservarono l’alleanza di Dio, *


rifiutando di seguire la sua legge.

Dimenticarono le sue opere, *


le meraviglie che aveva loro mostrato.
Aveva fatto prodigi davanti ai loro padri, *
nel paese d’Egitto, nei campi di Tanis.

Divise il mare e li fece passare *


e fermò le acque come un argine.
Li guidò con una nube di giorno *
e tutta la notte con un bagliore di fuoco.

Spaccò le rocce nel deserto *


e diede loro da bere come dal grande abisso.
Fece sgorgare ruscelli dalla rupe *
e scorrere l’acqua a torrenti.

1 ant. I nostri padri ci hanno raccontato


la forza e i prodigi del Signore.
2 ant. Hanno mangiato il pane del cielo,
hanno bevuto l’acqua della roccia,
segno dello Spirito promesso.

II (17-31)

I nostri padri continuarono a peccare contro di lui, *


a ribellarsi all’Altissimo nel deserto.
Nel loro cuore tentarono Dio, *
chiedendo cibo per le loro brame;

mormorarono contro Dio *


dicendo: «Potrà forse Dio
preparare una mensa nel deserto?».

Ecco, egli percosse la rupe *


e ne scaturì acqua, e strariparono torrenti.
«Potrà forse dare anche pane *
o preparare carne al suo popolo?».

All’udirli il Signore ne fu adirato; †


un fuoco divampò contro Giacobbe *
e l’ira esplose contro Israele,

perché non ebbero fede in Dio *


né speranza nella sua salvezza.

Comandò alle nubi dall’alto *


e aprì le porte del cielo;
fece piovere su di essi la manna per cibo *
e diede loro pane del cielo:

l’uomo mangiò il pane degli angeli, *


diede loro cibo in abbondanza.

Scatenò nel cielo il vento d’oriente, *


fece spirare l’australe con potenza;
su di essi fece piovere la carne come polvere *
e gli uccelli come sabbia del mare;

caddero in mezzo ai loro accampamenti, *


tutto intorno alle loro tende.
Mangiarono e furono ben sazi, *
li soddisfece nel loro desiderio.

La loro avidità non era ancora saziata, *


avevano ancora il cibo in bocca,

quando l’ira di Dio si alzò contro di essi, †


facendo strage dei più vigorosi *
e abbattendo i migliori d’Israele.

2 ant. Hanno mangiato il pane del cielo,


hanno bevuto l’acqua della roccia,
segno dello Spirito promesso.

3 ant. Si ricordarono che Dio libera


e salva il suo popolo

III (32-39)

I nostri padri continuarono a peccare *


e non credettero ai suoi prodigi. –
Allora dissipò come un soffio i loro giorni *
e i loro anni con strage repentina.

Quando li faceva perire, lo cercavano, *


ritornavano e ancora si volgevano a Dio;
ricordavano che Dio è loro rupe, *
e Dio, l’Altissimo, il loro salvatore;

lo lusingavano con la bocca *


e gli mentivano con la lingua;
il loro cuore non era sincero con lui *
e non erano fedeli alla sua alleanza.

Ed egli, pietoso, perdonava la colpa, *


li perdonava invece di distruggerli.

Molte volte placò la sua ira *


e trattenne il suo furore,
ricordando che essi sono carne, *
un soffio che va e non ritorna.

3 ant. Si ricordarono che Dio libera


e salva il suo popolo

V. Ritornate al Signore, vostro Dio:


R. egli è buono e perdona.

PRIMA LETTURA
Dal libro dell’Esodo 2, 1-22

Nascita di Mosè e sua fuga

Un uomo della famiglia di Levi andò a prendere in moglie una figlia di Levi. La donna concepì e partorì un figlio; vide
che era bello e lo tenne nascosto per tre mesi. Ma non potendo tenerlo nascosto più oltre, prese un cestello di papiro, lo spalmò
di bitume e di pece, vi mise dentro il bambino e lo depose fra i giunchi sulla riva del Nilo. La sorella del bambino si pose ad
osservare da lontano che cosa gli sarebbe accaduto. Ora la figlia del faraone scese al Nilo per fare il bagno, mentre le sue
ancelle passeggiavano lungo la sponda del Nilo. Essa vide il cestello fra i giunchi e mandò la sua schiava a prenderlo. L’aprì e
vide il bambino: ecco, era un fanciullino che piangeva. Ne ebbe compassione e disse: «È un bambino degli Ebrei». La sorella
del bambino disse allora alla figlia del faraone: «Devo andarti a chiamare una nutrice tra le donne ebree, perché allatti per te il
bambino?». «Va’», le disse la figlia del faraone. La fanciulla andò a chiamare la madre del bambino. La figlia del faraone le
disse: «Porta con te questo bambino e allattalo per me; io ti darò un salario». La donna prese il bambino e lo allattò. Quando il
bambino fu cresciuto, lo condusse alla figlia del faraone. Egli divenne un figlio per lei ed ella lo chiamò Mosè, dicendo: «Io
l’ho salvato dalle acque!».
In quei giorni, Mosè, cresciuto in età, si recò dai suoi fratelli e notò i lavori pesanti da cui erano oppressi. Vide un
Egiziano che colpiva un Ebreo, uno dei suoi fratelli. Voltatosi attorno e visto che non c’era nessuno, colpì a morte l’Egiziano e
lo seppellì nella sabbia. Il giorno dopo, uscì di nuovo e, vedendo due Ebrei che stavano rissando, disse a quello che aveva
torto: «Perché percuoti il tuo fratello?». Quegli rispose: «Chi ti ha costituito capo e giudice su di noi? Pensi forse di uccidermi,
come hai ucciso l’Egiziano?». Allora Mosè ebbe paura e pensò: «Certamente la cosa si è risaputa». Il faraone sentì parlare di
questo fatto e cercò di mettere a morte Mosè. Allora Mosè si allontanò dal faraone e si stabilì nel paese di Madian e sedette
presso un pozzo.
Il sacerdote di Madian aveva sette figlie. Esse vennero ad attingere acqua per riempire gli abbeveratoi e far bere il gregge
del padre. Ma arrivarono alcuni pastori e le scacciarono. Allora Mosè si levò a difenderle e fece bere il loro bestiame. Tornate
dal loro padre Reuel, questi disse loro: «Perché oggi avete fatto ritorno così in fretta?». Risposero: «Un Egiziano ci ha liberate
dalle mani dei pastori; è stato lui che ha attinto per noi e ha dato da bere al gregge». Quegli disse alle figlie: «Dov’è? Perché
avete lasciato là quell’uomo? Chiamatelo a mangiare il nostro cibo!». Così Mosè accettò di abitare con quell’uomo, che gli
diede in moglie la propria figlia Zippora. Ella gli partorì un figlio ed egli lo chiamò Gherson, perché diceva: «Sono un
emigrato in terra straniera!».
Nel lungo corso di quegli anni, il re d’Egitto morì. Gli Israeliti gemettero per la loro schiavitù, alzarono grida di lamento e
il loro grido dalla schiavitù salì a Dio. Allora Dio ascoltò il loro lamento, si ricordò della sua alleanza con Abramo e Giacobbe.
Dio guardò la condizione degli Israeliti e se ne prese pensiero.
RESPONSORIO Cfr. Eb 11, 24-25. 26. 27
R. Per fede, Mosè non volle appartenere alla famiglia del faraone,
preferendo soffrire con il popolo di Dio, che godere per breve tempo del peccato:
* guardava alla ricompensa che viene da Dio.
V. Stimava l’obbrobrio di Cristo ricchezza maggiore dei tesori d’Egitto; e per fede lasciò quella terra:
R. guardava alla ricompensa che viene da Dio.

SECONDA LETTURA
Dalle «Omelie» di san Giovanni Crisostomo, vescovo
(Om. 6 sulla preghiera; PG 64, 462-466)

La preghiera è luce per l’anima

La preghiera, o dialogo con Dio, è un bene sommo. È, infatti, una comunione intima con Dio. Come gli occhi del corpo
vedendo la luce ne sono rischiarati, così anche l’anima che è tesa verso Dio viene illuminata dalla luce ineffabile della
preghiera. Deve essere, però, una preghiera non fatta per abitudine, ma che proceda dal cuore. Non deve essere circoscritta a
determinati tempi od ore, ma fiorire continuamente, notte e giorno.
Non bisogna infatti innalzare il nostro animo a Dio solamente quando attendiamo con tutto lo spirito alla preghiera.
Occorre che, anche quando siamo occupati in altre faccende, sia nella cura verso i poveri, sia nelle altre attività, impreziosite
magari dalla generosità verso il prossimo, abbiamo il desiderio e il ricordo di Dio, perché, insaporito dall’amore divino, come
da sale, tutto diventi cibo gustosissimo al Signore dell’universo. Possiamo godere continuamente di questo vantaggio, anzi per
tutta la vita, se a questo tipo di preghiera dedichiamo il più possibile del nostro tempo.
La preghiera è luce dell’anima, vera conoscenza di Dio, mediatrice tra Dio e l’uomo. L’anima, elevata per mezzo suo in
alto fino al cielo, abbraccia il Signore con amplessi ineffabili. Come il bambino, che piangendo grida alla madre, l’anima cerca
ardentemente il latte divino, brama che i propri desideri vengano esauditi e riceve doni superiori ad ogni essere visibile.
La preghiera funge da augusta messaggera dinanzi a Dio, e nel medesimo tempo rende felice l’anima perché appaga le sue
aspirazioni. Parlo, però, della preghiera autentica e non delle sole parole.
Essa è un desiderare Dio, un amore ineffabile che non proviene dagli uomini, ma è prodotto dalla grazia divina. Di essa
l’Apostolo dice: Non sappiamo pregare come si conviene, ma lo Spirito stesso intercede per noi con gemiti inesprimibili (cfr.
Rm 8, 26b). Se il Signore dà a qualcuno tale modo di pregare, è una ricchezza da valorizzare, è un cibo celeste che sazia
l’anima; chi l’ha gustato si accende di desiderio celeste per il Signore, come di un fuoco ardentissimo che infiamma la sua
anima.
Abbellisci la tua casa di modestia e umiltà mediante la pratica della preghiera. Rendi splendida la tua abitazione con la
luce della giustizia; orna le sue pareti con le opere buone come di una patina di oro puro e al posto dei muri e delle pietre
preziose colloca la fede e la soprannaturale magnanimità, ponendo sopra ogni cosa, in alto sul fastigio, la preghiera a decoro di
tutto il complesso. Così prepari per il Signore una degna dimora, così lo accogli in splendida reggia. Egli ti concederà di
trasformare la tua anima in tempio della sua presenza.

RESPONSORIO Cfr. Lam 5, 20-21a; Mt 8, 25


R. Perché, Signore, vuoi dimenticarci per sempre? Abbandonarci per lunghi giorni?
* Fa’ che torniamo a te, e noi ritorneremo.
V. Salvaci, Signore, siamo perduti!
R. Fa’ che torniamo a te, e noi ritorneremo.

ORAZIONE
Accompagna con la tua benevolenza, Padre misericordioso, i primi passi del nostro cammino penitenziale, perché
all’osservanza esteriore corrisponda un profondo rinnovamento dello spirito. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che
è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
R. Amen.

Benediciamo il Signore.
R. Rendiamo grazie a Dio.
Invitatorio
V. Signore, apri le mie labbra
R. e la mia bocca proclami la tua lode.

Ant. Venite, adoriamo Cristo Signore:


per noi ha sofferto tentazione e morte.

SALMO 23 Il Signore entra nel suo tempio


Le porte del cielo si sono aperte a Cristo Signore, quando è salito al cielo (sant’Ireneo).

Del Signore è la terra e quanto contiene, *


l’universo e i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondata sui mari, *
e sui fiumi l’ha stabilita. (Ant.).

Chi salirà il monte del Signore, *


chi starà nel suo luogo santo?

Chi ha mani innocenti e cuore puro, †


chi non pronunzia menzogna, *
chi non giura a danno del suo prossimo. (Ant.).

Egli otterrà benedizione dal Signore, *


giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca, *
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe. (Ant.).

Sollevate, porte, i vostri frontali, †


alzatevi, porte antiche, *
ed entri il re della gloria.

Chi è questo re della gloria? †


Il Signore forte e potente, *
il Signore potente in battaglia. (Ant.).

Sollevate, porte, i vostri frontali, †


alzatevi, porte antiche, *
ed entri il re della gloria.

Chi è questo re della gloria? *


Il Signore degli eserciti è il re della gloria. (Ant.).

Gloria al Padre e al Figlio *


e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen (Ant.).

Ant. Venite, adoriamo Cristo Signore:


per noi ha sofferto tentazione e morte.
Lodi mattutine
V. O Dio, vieni a salvarmi.
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio


e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen.

Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.

INNO

Nella santa assemblea,


o nel segreto dell’anima
prostriamoci e imploriamo
la divina clemenza.

Dall’ira del giudizio


liberaci, o Padre buono;
non togliere ai tuoi figli
il segno della tua gloria.

Ricorda che ci plasmasti


col soffio del tuo Spirito:
siam tua vigna, tuo popolo
e opera delle tue mani.

Perdona i nostri errori,


sana le nostre ferite,
guidaci con la tua grazia
alla vittoria pasquale.

Sia lode al Padre altissimo,


al Figlio e al Santo Spirito
com’era nel principio,
ora e nei secoli eterni. Amen.

Oppure:

Iam, Christe, sol iustítiæ,


mentis dehíscant ténebræ,
virtútum ut lux rédeat,
terris diem cum réparas.

Dans tempus acceptábile


et pǽnitens cor tríbue,
convértat ut benígnitas
quos longa suffert píetas;

Quiddámque pæniténtiæ
da ferre, quo fit démptio,
maióre tuo múnere,
culpárum quamvis grándium.

Dies venit, dies tua,


per quam reflórent ómnia;
lætémur in hac ut tuæ
per hanc redúcti grátiæ.
Te rerum univérsitas,
clemens, adóret, Trínitas,
et nos novi per venia
novum canámus cánticum. Amen.

1 ant. Crea in me, o Dio, un cuore puro,


rinnova in me uno spirito saldo.

SALMO 50 Pietà di me, o Signore


Rinnovatevi nello spirito della vostra mente e rivestite l’uomo nuovo (cfr. Ef 4, 23-24).

Pietà di me, o Dio,


secondo la tua misericordia; *
nel tuo grande amore
cancella il mio peccato.

Lavami da tutte le mie colpe, *


mondami dal mio peccato.
Riconosco la mia colpa, *
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.

Contro di te, contro te solo ho peccato, *


quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto;
perciò sei giusto quando parli, *
retto nel tuo giudizio.

Ecco, nella colpa sono stato generato, *


nel peccato mi ha concepito mia madre.
Ma tu vuoi la sincerità del cuore *
e nell’intimo m’insegni la sapienza.

Purificami con issopo e sarò mondato; *


lavami e sarò più bianco della neve.
Fammi sentire gioia e letizia, *
esulteranno le ossa che hai spezzato.

Distogli lo sguardo dai miei peccati, *


cancella tutte le mie colpe.
Crea in me, o Dio, un cuore puro, *
rinnova in me uno spirito saldo.

Non respingermi dalla tua presenza *


e non privarmi del tuo santo spirito.
Rendimi la gioia di essere salvato, *
sostieni in me un animo generoso.

Insegnerò agli erranti le tue vie *


e i peccatori a te ritorneranno.
Liberami dal sangue, Dio, Dio mia salvezza, *
la mia lingua esalterà la tua giustizia.

Signore, apri le mie labbra *


e la mia bocca proclami la tua lode;
poiché non gradisci il sacrificio *
e, se offro olocausti, non li accetti.

Uno spirito contrito *


è sacrificio a Dio,
un cuore affranto e umiliato *
tu, o Dio, non disprezzi.
Nel tuo amore
fa’ grazia a Sion, *
rialza le mura
di Gerusalemme.

Allora gradirai i sacrifici prescritti, *


l’olocausto e l’intera oblazione,
allora immoleranno vittime *
sopra il tuo altare.

1 ant. Crea in me, o Dio, un cuore puro,


rinnova in me uno spirito saldo.

2 ant. Rallegrati, Gerusalemme:


in te si raduneranno i popoli
e benediranno il Signore.

CANTICO Tb 13, 10-13. 15. 16c-17a


Ringraziamento per la liberazione del popolo
Mi mostrò la città santa, Gerusalemme..., risplendente della gloria di Dio (Ap 21, 10-11).

Tutti parlino del Signore *


e diano lode a lui in Gerusalemme.

Gerusalemme, città santa, †


ti ha castigata per le opere dei tuoi figli, *
e avrà ancora pietà per i figli dei giusti.

Da’ lode degnamente al Signore *


e benedici il re dei secoli;

egli ricostruirà in te il suo tempio con gioia, *


per allietare in te tutti i deportati,
per far contenti in te tutti gli sventurati, *
per tutte le generazioni dei secoli.

Come luce splendida brillerai


sino ai confini della terra; *
nazioni numerose verranno a te da lontano;

gli abitanti di tutti i confini della terra †


verranno verso la dimora del tuo santo nome, *
portando in mano i doni per il re del cielo.

Generazioni e generazioni
esprimeranno in te l’esultanza *
e il nome della città eletta
durerà nei secoli.

Sorgi ed esulta per i figli dei giusti: †


tutti presso di te si raduneranno *
e benediranno il Signore dei secoli.

Beati coloro che ti amano, *


beati coloro che gioiscono per la tua pace.

Anima mia,
benedici il Signore, il gran sovrano: †
Gerusalemme sarà ricostruita *
come città della sua residenza per sempre.

2 ant. Rallegrati, Gerusalemme:


in te si raduneranno i popoli
e benediranno il Signore.
3 ant. Città di Dio, loda il tuo Signore:
egli manda a te la sua parola.

SALMO 147 La Gerusalemme riedificata


Vieni, ti mostrerò la fidanzata, la sposa dell’Agnello (Ap 21, 9).

Glorifica il Signore, Gerusalemme, *


loda, Sion, il tuo Dio.
Perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte, *
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.

Egli ha messo pace nei tuoi confini *


e ti sazia con fior di frumento.
Manda sulla terra la sua parola, *
il suo messaggio corre veloce.

Fa scendere la neve come lana, *


come polvere sparge la brina.
Getta come briciole la grandine, *
di fronte al suo gelo chi resiste?

Manda una sua parola ed ecco si scioglie, *


fa soffiare il vento e scorrono le acque.
Annunzia a Giacobbe la sua parola, *
le sue leggi e i suoi decreti a Israele.

Così non ha fatto


con nessun altro popolo, *
non ha manifestato ad altri
i suoi precetti.

3 ant. Città di Dio, loda il tuo Signore:


egli manda a te la sua parola.

LETTURA BREVE Is 53, 11b-12


Il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà la loro iniquità. Perciò io gli darò in premio le moltitudini, dei
potenti egli farà bottino, perché ha consegnato se stesso alla morte ed è stato annoverato fra gli empi, mentre egli portava il
peccato di molti e intercedeva per i peccatori.

RESPONSORIO BREVE
R. Cristo, Figlio del Dio vivo, * abbi pietà di noi.
Cristo, Figlio del Dio vivo, abbi pietà di noi.
V. Tu, che hai sofferto per i nostri peccati,
abbi pietà di noi.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Cristo, Figlio del Dio vivo, abbi pietà di noi.

Ant. al Ben. Vesti chi è nudo, e non disprezzare il tuo fratello:


la tua luce sorgerà come l’aurora,
la tua giustizia camminerà dinanzi a te.

CANTICO DI ZACCARIA Lc 1, 68-79


Il Messia e il suo Precursore

Benedetto il Signore Dio d’Israele, *


perché ha visitato e redento il suo popolo,

e ha suscitato per noi una salvezza potente *


nella casa di Davide, suo servo,
come aveva promesso *
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:

salvezza dai nostri nemici, *


e dalle mani di quanti ci odiano.

Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *


e si è ricordato della sua santa alleanza,

del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *


di concederci, liberàti dalle mani dei nemici,

di servirlo senza timore, in santità e giustizia *


al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo *


perché andrai innanzi al Signore preparargli le strade,

per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *


nella remissione dei suoi peccati,

grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *


per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge,

per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *


e nell’ombra della morte

e dirigere i nostri passi *


sulla via della pace.

Gloria al Padre e al Figlio *


e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *


nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. al Ben. Vesti chi è nudo, e non disprezzare il tuo fratello:


la tua luce sorgerà come l’aurora,
la tua giustizia camminerà dinanzi a te.

INVOCAZIONI
Invochiamo con fiducia il Cristo salvatore, che ci ha redenti con la sua morte e risurrezione:
Signore, abbi pietà di noi.

Tu che sei salito a Gerusalemme per sostenere la passione e così entrare nella tua gloria,
– guida alla Pasqua eterna la tua Chiesa pellegrina sulla terra.

Tu che, trafitto dalla lancia, hai emanato sangue ed acqua,


simbolo dei sacramenti della tua Chiesa,
– guarisci le nostre ferite con la forza vitale della tua grazia.

Tu che hai fatto della croce un albero di vita,


– concedi i suoi frutti di salvezza ai rinati nel battesimo.

Tu che dal patibolo della croce hai perdonato il buon ladrone,


– perdona anche noi peccatori.

Padre nostro.
ORAZIONE
Accompagna con la tua benevolenza, Padre misericordioso, i primi passi del nostro cammino penitenziale, perché
all’osservanza esteriore corrisponda un profondo rinnovamento dello spirito. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che
è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
R. Amen.

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.


R. Amen.
Ora media

Terza
V. O Dio, vieni a salvarmi.
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio


e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen.

INNO

O Spirito Paraclito,
uno col Padre e il Figlio,
discendi a noi benigno
nell'intimo dei cuori.

Voce e mente si accordino


nel ritmo della lode,
il tuo fuoco ci unisca
in un’anima sola.

O luce di sapienza,
rivelaci il mistero
del Dio trino ed unico,
fonte d’eterno amore. Amen.

Oppure:

L’ora terza risuona


nel servizio di lode:
con cuore puro e ardente
preghiamo il Dio glorioso.

Venga su noi, Signore,


il dono dello Spirito,
che in quest’ora discese
sulla Chiesa nascente.

Si rinnovi il prodigio
di quella Pentecoste,
che rivelò alle genti
la luce del tuo regno.

Sia lode al Padre e al Figlio


e allo Spirito Santo,
al Dio trino e unico,
nei secoli sia gloria. Amen.

Oppure:

Dei fide, qua vívimus,


qua spe perénni crédimus,
per caritátis grátiam
Christi canámus glóriam,

Qui ductus hora tértia


ad passiónis hóstiam,
crucis ferens suspéndia
ovem redúxit pérditam.
Precémur ergo súbditi,
redemptióne líberi,
ut éruat a sǽculo
quos solvit a chirógrapho.

Christum rogámus et Patrem,


Christi Patrísque Spíritum;
unum potens per ómnia,
fove precántes, Trínitas. Amen.

Ant. Ecco i giorni della penitenza,


tempo di perdono e di salvezza.

SALMO 118, 161-168 XXI (Sin)

I potenti mi perseguitano senza motivo, *


ma il mio cuore teme le tue parole.
Io gioisco per la tua promessa, *
come uno che trova grande tesoro.

Odio il falso e lo detesto, *


amo la tua legge.
Sette volte al giorno io ti lodo *
per le sentenze della tua giustizia.

Grande pace per chi ama la tua legge, *


nel suo cammino non trova inciampo.
Aspetto da te la salvezza, Signore, *
e obbedisco ai tuoi comandi.

Io custodisco i tuoi insegnamenti *


e li amo sopra ogni cosa.
Osservo i tuoi decreti e i tuoi insegnamenti: *
davanti a te sono tutte le mie vie.

SALMO 132 Gioia dell’amore fraterno


La moltitudine di coloro che erano venuti alla fede aveva un cuor solo e un’anima sola... (At 4, 32).

Ecco quanto è buono e quanto è soave *


che i fratelli vivano insieme!

È come olio profumato sul capo, †


che scende sulla barba, sulla barba di Aronne, *
che scende sull’orlo della sua veste.

È come rugiada dell’Ermon, *


che scende sui monti di Sion.

Là il Signore dona la benedizione *


e la vita per sempre.

SALMO 139, 1-9ab. 13-14 Tu sei il mio rifugio


Il Figlio dell’uomo sarà consegnato in mano ai peccatori (Mt 26, 45).

Salvami, Signore, dal malvagio, *


proteggimi dall’uomo violento,
da quelli che tramano sventure nel cuore *
e ogni giorno scatenano guerre.

Aguzzano la lingua come serpenti; *


veleno d’aspide è sotto le loro labbra.
Proteggimi, Signore, dalle mani degli empi, †
salvami dall’uomo violento: *
essi tramano per farmi cadere.

I superbi mi tendono lacci †


e stendono funi come una rete, *
pongono agguati sul mio cammino.

Io dico al Signore: «Tu sei il mio Dio; *


ascolta, Signore, la voce della mia preghiera».
Signore, mio Dio, forza della mia salvezza, *
proteggi il mio capo nel giorno della lotta.

Signore, non soddisfare i desideri degli empi, *


non favorire le loro trame.

So che il Signore difende la causa dei miseri, *


il diritto dei poveri.
Sì, i giusti loderanno il tuo nome, *
i retti abiteranno alla tua presenza.

Ant. Ecco i giorni della penitenza,


tempo di perdono e di salvezza.

LETTURA BREVE Is 55, 3


Porgete l’orecchio e venite a me, ascoltate e voi vivrete. Io stabilirò per voi un’alleanza eterna, i favori assicurati a Davide.

V. Un cuore puro crea in me, o Signore,


R. rinnova in me uno spirito saldo.

ORAZIONE
Accompagna con la tua benevolenza, Padre misericordioso, i primi passi del nostro cammino penitenziale, perché
all’osservanza esteriore corrisponda un profondo rinnovamento dello spirito. Per Cristo nostro Signore.
R. Amen.

Benediciamo il Signore.
R. Rendiamo grazie a Dio.
Sesta
V. O Dio, vieni a salvarmi.
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio


e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen.

INNO

Glorioso e potente Signore,


che alterni i ritmi del tempo,
irradi di luce il mattino
e accendi di fuochi il meriggio,

tu placa le tristi contese,


estingui la fiamma dell’ira,
infondi vigore alle membra,
ai cuori concedi la pace.

Sia gloria al Padre ed al Figlio,


sia onore al Santo Spirito,
all'unico e trino Signore
sia lode nei secoli eterni. Amen.

Oppure:

L’ora sesta c’invita


al servizio divino:
inneggiamo al Signore
con fervore di spirito.

In quest’ora sul Golgota,


vero agnello pasquale,
Cristo paga il riscatto
per la nostra salvezza.

Dinanzi alla sua gloria


anche il sole si oscura:
risplenda la sua grazia
nell'intimo dei cuori.

Sia lode al Padre e al Figlio,


e allo Spirito Santo,
al Dio trino ed unico
nei secoli sia gloria. Amen.

Oppure:

Qua Christus hora sítiit


crucem vel in qua súbiit,
quos præstat in hac psállere
ditet siti iustítiæ.

Simul sit his esúries,


quam ipse de se sátiet,
crimen sit ut fastídium
virtúsque desidérium.
Charísma Sancti Spíritus
sic ínfluat psalléntibus,
ut carnis æstus frígeat
et mentis algor férveat.

Christum rogámus et Patrem,


Christi Patrísque Spíritum;
unum potens per ómnia,
fove precántes, Trínitas. Amen.

Ant. Io sono il Vivente, dice il Signore:


non voglio la morte del peccatore,
ma che si converta e viva.

SALMO 118, 161-168 XXI (Sin)

I potenti mi perseguitano senza motivo, *


ma il mio cuore teme le tue parole.
Io gioisco per la tua promessa, *
come uno che trova grande tesoro.

Odio il falso e lo detesto, *


amo la tua legge.
Sette volte al giorno io ti lodo *
per le sentenze della tua giustizia.

Grande pace per chi ama la tua legge, *


nel suo cammino non trova inciampo.
Aspetto da te la salvezza, Signore, *
e obbedisco ai tuoi comandi.

Io custodisco i tuoi insegnamenti *


e li amo sopra ogni cosa.
Osservo i tuoi decreti e i tuoi insegnamenti: *
davanti a te sono tutte le mie vie.

SALMO 132 Gioia dell’amore fraterno


La moltitudine di coloro che erano venuti alla fede aveva un cuor solo e un’anima sola... (At 4, 32).

Ecco quanto è buono e quanto è soave *


che i fratelli vivano insieme!

È come olio profumato sul capo, †


che scende sulla barba, sulla barba di Aronne, *
che scende sull’orlo della sua veste.

È come rugiada dell’Ermon, *


che scende sui monti di Sion.

Là il Signore dona la benedizione *


e la vita per sempre.

SALMO 139, 1-9ab. 13-14 Tu sei il mio rifugio


Il Figlio dell’uomo sarà consegnato in mano ai peccatori (Mt 26, 45).

Salvami, Signore, dal malvagio, *


proteggimi dall’uomo violento,
da quelli che tramano sventure nel cuore *
e ogni giorno scatenano guerre.

Aguzzano la lingua come serpenti; *


veleno d’aspide è sotto le loro labbra.
Proteggimi, Signore, dalle mani degli empi, †
salvami dall’uomo violento: *
essi tramano per farmi cadere.

I superbi mi tendono lacci †


e stendono funi come una rete, *
pongono agguati sul mio cammino.

Io dico al Signore: «Tu sei il mio Dio; *


ascolta, Signore, la voce della mia preghiera».
Signore, mio Dio, forza della mia salvezza, *
proteggi il mio capo nel giorno della lotta.

Signore, non soddisfare i desideri degli empi, *


non favorire le loro trame.

So che il Signore difende la causa dei miseri, *


il diritto dei poveri.
Sì, i giusti loderanno il tuo nome, *
i retti abiteranno alla tua presenza.

Ant. Io sono il Vivente, dice il Signore:


non voglio la morte del peccatore,
ma che si converta e viva.

LETTURA BREVE Cfr. Ger 3, 12. 14a


Ritornate, dice il Signore. Non vi mostrerò la faccia sdegnata, perché io sono pietoso e non conserverò l’ira per sempre.
Ritornate, figli traviati, dice il Signore.

V. Dai miei peccati distogli lo sguardo,


R.. cancella tutte le mie colpe.

ORAZIONE
Accompagna con la tua benevolenza, Padre misericordioso, i primi passi del nostro cammino penitenziale, perché
all’osservanza esteriore corrisponda un profondo rinnovamento dello spirito. Per Cristo nostro Signore.
R. Amen.

Benediciamo il Signore.
R. Rendiamo grazie a Dio.
Nona
V. O Dio, vieni a salvarmi.
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio


e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen.

INNO

Signore, forza degli esseri,


Dio immutabile, eterno,
tu segni i ritmi del mondo:
i giorni, i secoli, il tempo.

Irradia di luce la sera,


fa’ sorgere oltre la morte,
nello splendore dei cieli,
il giorno senza tramonto.

Sia lode al Padre altissimo,


al Figlio e al Santo Spirito,
com’era nel principio,
ora e nei secoli eterni. Amen.

Oppure:

L’ora nona ci chiama


alla lode di Dio:
adoriamo cantando
l'uno e trino Signore.

San Pietro che in quest’ora


salì al tempio a pregare,
rafforzi i nostri passi
sulla via della fede.

Uniamoci agli apostoli


nella lode perenne
e camminiamo insieme
sulle orme di Cristo.

Ascolta, Padre altissimo,


tu che regni in eterno,
con il Figlio e lo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.

Oppure:

Ternis ter horis númerus


nobis sacrátus pánditur,
sanctóque Iesu nómine
munus precémur veniæ.

Latrónis, en, conféssio


Christi merétur grátiam;
laus nostra vel devótio
mercétur indulgéntiam.
Mors per crucem nunc ínterit
et post tenébras lux redit;
horror dehíscat críminum,
splendor nitéscat méntium.

Christum rogámus et Patrem,


Christi Patrísque Spíritum;
unum potens per ómnia,
fove precántes, Trínitas. Amen.

Ant. Siamo saldi nella prova:


nostra forza è la giustizia di Dio.

SALMO 118, 161-168 XXI (Sin)

I potenti mi perseguitano senza motivo, *


ma il mio cuore teme le tue parole.
Io gioisco per la tua promessa, *
come uno che trova grande tesoro.

Odio il falso e lo detesto, *


amo la tua legge.
Sette volte al giorno io ti lodo *
per le sentenze della tua giustizia.

Grande pace per chi ama la tua legge, *


nel suo cammino non trova inciampo.
Aspetto da te la salvezza, Signore, *
e obbedisco ai tuoi comandi.

Io custodisco i tuoi insegnamenti *


e li amo sopra ogni cosa.
Osservo i tuoi decreti e i tuoi insegnamenti: *
davanti a te sono tutte le mie vie.

SALMO 132 Gioia dell’amore fraterno


La moltitudine di coloro che erano venuti alla fede aveva un cuor solo e un’anima sola... (At 4, 32).

Ecco quanto è buono e quanto è soave *


che i fratelli vivano insieme!

È come olio profumato sul capo, †


che scende sulla barba, sulla barba di Aronne, *
che scende sull’orlo della sua veste.

È come rugiada dell’Ermon, *


che scende sui monti di Sion.

Là il Signore dona la benedizione *


e la vita per sempre.

SALMO 139, 1-9ab. 13-14 Tu sei il mio rifugio


Il Figlio dell’uomo sarà consegnato in mano ai peccatori (Mt 26, 45).

Salvami, Signore, dal malvagio, *


proteggimi dall’uomo violento,
da quelli che tramano sventure nel cuore *
e ogni giorno scatenano guerre.

Aguzzano la lingua come serpenti; *


veleno d’aspide è sotto le loro labbra.
Proteggimi, Signore, dalle mani degli empi, †
salvami dall’uomo violento: *
essi tramano per farmi cadere.

I superbi mi tendono lacci †


e stendono funi come una rete, *
pongono agguati sul mio cammino.

Io dico al Signore: «Tu sei il mio Dio; *


ascolta, Signore, la voce della mia preghiera».
Signore, mio Dio, forza della mia salvezza, *
proteggi il mio capo nel giorno della lotta.

Signore, non soddisfare i desideri degli empi, *


non favorire le loro trame.

So che il Signore difende la causa dei miseri, *


il diritto dei poveri.
Sì, i giusti loderanno il tuo nome, *
i retti abiteranno alla tua presenza.

Ant. Siamo saldi nella prova:


nostra forza è la giustizia di Dio.

LETTURA BREVE Gc 1, 27
Religione pura e senza macchia davanti a Dio nostro Padre è questa: soccorrere gli orfani e le vedove nelle loro afflizioni e
conservarsi puri da questo mondo.

V. Un animo pentito tu gradisci, o Dio,


R.. non disprezzi un cuore affranto e umiliato.

ORAZIONE
Accompagna con la tua benevolenza, Padre misericordioso, i primi passi del nostro cammino penitenziale, perché
all’osservanza esteriore corrisponda un profondo rinnovamento dello spirito. Per Cristo nostro Signore.
R. Amen.

Benediciamo il Signore.
R. Rendiamo grazie a Dio.
Vespri
V. O Dio, vieni a salvarmi.
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio


e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen.

INNO

Accogli, o Dio pietoso,


le preghiere e le lacrime
che il tuo popolo effonde
in questo tempo santo.

Tu che scruti e conosci


i segreti dei cuori,
concedi ai penitenti
la grazia del perdono.

Grande è il nostro peccato,


ma più grande è il tuo amore:
cancella i nostri debiti
a gloria del tuo nome.

Risplenda la tua lampada


sopra il nostro cammino,
la tua mano ci guidi
alla meta pasquale.

Ascolta, o Padre altissimo,


tu che regni nei secoli
con il Cristo tuo Figlio
e lo Spirito Santo. Amen.

Oppure:

Iesu, quadragenáriæ
dicátor abstinéntiæ,
qui ob salútem méntium
præcéperas ieiúnium,

Adésto nunc Ecclésiæ,


adésto pæniténtiæ,
qua supplicámus cérnui
peccáta nostra dílui.

Tu retroácta crímina
tua remítte grátia
et a futúris ádhibe
custódiam mitíssime,

Ut, expiáti ánnuis


compunctiónis áctibus,
tendámus ad paschália
digne colénda gáudia.

Te rerum univérsitas,
clemens, adóret, Trínitas
et nos novi per venia
ovum canámus cánticum. Amen.
1 ant. Ogni giorno, Signore, ti benedico,
ricordo i prodigi del tuo amore.

SALMO 144, 1-13 (I) Lode alla Maestà divina


Imperscrutabili sono le ricchezze di Cristo. Si manifesta per mezzo della Chiesa la multiforme sapienza di Dio,
secondo il disegno eterno che ha attuato in Cristo nostro Signore (cfr. Ef 3, 8-11).

O Dio, mio re, voglio esaltarti *


e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno, *
lodare il tuo nome in eterno e per sempre.

Grande è il Signore *
e degno di ogni lode,
la sua grandezza *
non si può misurare.

Una generazione narra all’altra le tue opere, *


annunzia le tue meraviglie.
Proclamano lo splendore della tua gloria *
e raccontano i tuoi prodigi.

Dicono la stupenda tua potenza *


e parlano della tua grandezza.
Diffondono il ricordo della tua bontà immensa, *
acclamano la tua giustizia.

Paziente e misericordioso è il Signore, *


lento all’ira e ricco di grazia.
Buono è il Signore verso tutti, *
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere *


e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno *
e parlino della tua potenza,

per manifestare agli uomini i tuoi prodigi *


e la splendida gloria del tuo regno.
Il tuo regno è regno di tutti i secoli, *
il tuo dominio si estende ad ogni generazione.

1 ant. Ogni giorno, Signore, ti benedico,


ricordo i prodigi del tuo amore.

2 ant. Gli occhi di tutti guardano a te:


sei vicino, Signore, a quelli che ti cercano.

SALMO 144, 14-21 (II) Il tuo regno è un regno eterno


Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale (Ef 1, 3).

Fedele è il Signore in tutte le sue parole, *


santo in tutte le sue opere.
Il Signore sostiene quelli che vacillano *
e rialza chiunque è caduto.

Gli occhi di tutti sono rivolti a te in attesa *


e tu provvedi loro il cibo a suo tempo.
Tu apri la tua mano *
e sazi la fame di ogni vivente.
Giusto è il Signore in tutte le sue vie, *
santo in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a quanti lo invocano, *
a quanti lo cercano con cuore sincero.

Appaga il desiderio di quelli che lo temono, *


ascolta il loro grido e li salva.
Il Signore protegge quanti lo amano, *
ma disperde tutti gli empi.

Canti la mia bocca *


la lode del Signore.
Ogni vivente benedica il suo nome santo, *
in eterno e sempre.

2 ant. Gli occhi di tutti guardano a te:


sei vicino, Signore, a quelli che ti cercano.

3 ant. Giuste e vere le tue vie, o re delle genti!

CANTICO Cfr. Ap 15, 3-4 Inno di adorazione e di lode

Grandi e mirabili sono le tue opere, †


o Signore Dio onnipotente; *
giuste e veraci le tue vie, o Re delle genti!

Chi non temerà il tuo nome, †


chi non ti glorificherà, o Signore? *
Tu solo sei santo!

Tutte le genti verranno a te, Signore, †


davanti a te si prostreranno, *
perché i tuoi giusti giudizi si sono manifestati.

3 ant. Giuste e vere le tue vie, o re delle genti!

LETTURA BREVE Gc 5, 16. 19-20


Confessate i vostri peccati gli uni agli altri e pregate gli uni per gli altri per essere guariti. Molto vale la preghiera del
giusto fatta con insistenza. Fratelli miei, se uno di voi si allontana dalla verità e un altro ve lo riconduce, costui sappia che chi
riconduce un peccatore dalla sua via di errore, salverà la sua anima dalla morte e coprirà una moltitudine di peccati.

RESPONSORIO BREVE
R.. Beato l’uomo che ha cura del debole: * il Signore veglia su di lui.
Beato l’uomo che ha cura del debole: il Signore veglia su di lui.
V. Lo farà vivere beato sulla terra:
il Signore veglia su di lui.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Beato l’uomo che ha cura del debole: il Signore veglia su di lui.

Ant. al Magn. Digiuneranno gli invitati alle nozze,


quando lo sposo non sarà più con loro.

CANTICO DELLA BEATA VERGINE Lc 1, 46-55


Esultanza dell’anima nel Signore

L’anima mia magnifica il Signore *


e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l’umiltà della sua serva. *


D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente *
e Santo è il suo nome:

di generazione in generazione la sua misericordia *


si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio, *


ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni, *


ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati, *


ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo, *


ricordandosi della sua misericordia,

come aveva promesso ai nostri padri, *


ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

Gloria al Padre e al Figlio *


e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *


nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. al Magn. Digiuneranno gli invitati alle nozze,


quando lo sposo non sarà più con loro.

INTERCESSIONI
Adoriamo il Salvatore del genere umano, che morendo distrusse la morte
e risorgendo ha ridato a noi la vita, e chiediamo umilmente:
Santifica il popolo redento con il tuo sangue, Signore.

Gesù Salvatore, fa’ che completiamo in noi con la penitenza ciò che manca alla tua passione,
– per condividere la gloria della tua risurrezione.

Per intercessione della Madre tua, consolatrice degli afflitti,


consolaci della tua consolazione divina,
– perché, da te consolati, diffondiamo la gioia in quelli che sono nel dolore.

Fa’ che in mezzo alle lotte e alle prove della vita, ci sentiamo partecipi della tua passione,
– per sperimentare in noi la forza della tua redenzione.

Tu che ti sei umiliato facendoti obbediente fino alla morte e alla morte di croce,
– donaci lo spirito di obbedienza e di mansuetudine.

Trasfigura i corpi dei nostri defunti a immagine del tuo corpo glorioso,
– ammetti un giorno anche noi nella Gerusalemme del cielo.

Padre nostro.

ORAZIONE
Accompagna con la tua benevolenza, Padre misericordioso, i primi passi del nostro cammino penitenziale, perché
all’osservanza esteriore corrisponda un profondo rinnovamento dello spirito. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che
è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
R. Amen.

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.


R. Amen.
COMPIETA
VENERDÌ

V. O Dio, vieni a salvarmi.


R. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio


e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen.

A questo punto, è bene sostare alquanto in silenzio per l’esame di coscienza che, nella celebrazione comunitaria, può essere
introdotto e seguito da uno dei formulari dell’atto penitenziale della Messa debitamente adattato.

INNO

Al termine del giorno,


o sommo Creatore,
vegliaci nel riposo
con amore di Padre.

Dona salute al corpo


e fervore allo spirito,
la tua luce rischiari
le ombre della notte.

Nel sonno delle membra


resti fedele il cuore,
e al ritorno dell’alba
intoni la tua lode.

Sia onore al Padre e al Figlio


e allo Spirito Santo,
al Dio trino ed unico
nei secoli sia gloria. Amen.

Oppure:

Gesù, luce da luce,


sole senza tramonto,
tu rischiari le tenebre
nella notte del mondo.

In te, santo Signore,


noi cerchiamo il riposo
dall’umana fatica,
al termine del giorno.

Se i nostri occhi si chiudono,


veglia in te il nostro cuore;
la tua mano protegga
coloro che in te sperano.

Difendi, o Salvatore,
dalle insidie del male
i figli che hai redenti
col tuo sangue prezioso.

A te sia gloria, o Cristo,


nato da Maria vergine,
al Padre ed allo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. Giorno e notte grido a te, o Signore.

Salmo 87 Preghiera di un uomo gravemente malato


Questa è la vostra ora, è l’impero delle tenebre (Lc 22, 53).

Signore, Dio della mia salvezza, *


davanti a te grido giorno e notte.
Giunga fino a te la mia preghiera, *
tendi l’orecchio al mio lamento.

Io sono colmo di sventure, *


la mia vita è vicino alla tomba.
Sono annoverato tra quelli che scendono nella fossa, *
sono come un uomo ormai privo di forza.

È tra i morti il mio giaciglio, *


sono come gli uccisi stesi nel sepolcro,
dei quali tu non conservi il ricordo *
e che la tua mano ha abbandonato.

Mi hai gettato nella fossa profonda, *


nelle tenebre e nell’ombra di morte.
Pesa su di me il tuo sdegno *
e con tutti i tuoi flutti mi sommergi.

Hai allontanato da me i miei compagni, *


mi hai reso per loro un orrore.
Sono prigioniero senza scampo; *
si consumano i miei occhi nel patire.

Tutto il giorno ti chiamo, Signore, *


verso di te protendo le mie mani.
Compi forse prodigi per i morti? *
O sorgono le ombre a darti lode?

Si celebra forse la tua bontà nel sepolcro, *


la tua fedeltà negli inferi?
Nelle tenebre si conoscono forse i tuoi prodigi, *
la tua giustizia nel paese dell’oblio?

Ma io a te, Signore, grido aiuto, *


e al mattino giunge a te la mia preghiera.
Perché, Signore, mi respingi, *
perché mi nascondi il tuo volto?

Sono infelice e morente dall’infanzia, *


sono sfinito, oppresso dai tuoi terrori.
Sopra di me è passata la tua ira, *
i tuoi spaventi mi hanno annientato,

mi circondano come acqua tutto il giorno, *


tutti insieme mi avvolgono.
Hai allontanato da me amici e conoscenti *
mi sono compagne solo le tenebre.

Ant. Giorno e notte grido a te, o Signore.

LETTURA BREVE Ger 14, 9


Tu sei in mezzo a noi Signore, e noi siamo chiamati con il tuo nome: non abbandonarci, Signore Dio nostro.
RESPONSORIO BREVE
R. Signore, * nelle tue mani affido il mio spirito.
Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.
V. Dio di verità, tu mi hai redento:
nelle tue mani affido il mio spirito.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.

Ant. Nella veglia salvaci, Signore,


nel sonno non ci abbandonare:
il cuore vegli con Cristo
e il corpo riposi nella pace.

CANTICO DI SIMEONE Lc 2, 29-32


Cristo, luce delle genti e gloria d’Israele

Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *


vada in pace secondo la tua parola;

perché i miei occhi han visto la tua salvezza, *


preparata da te davanti a tutti i popoli,

luce per illuminare le genti *


e gloria del tuo popolo Israele.

Ant. Nella veglia salvaci, Signore,


nel sonno non ci abbandonare:
il cuore vegli con Cristo
e il corpo riposi nella pace.

ORAZIONE
Donaci, o Padre, di unirci nella fede alla morte e sepoltura del tuo Figlio per risorgere con lui alla vita nuova.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
R. Amen.

Il Signore ci conceda una notte serena e un riposo tranquillo.


R. Amen.

Si conclude con un’antifona della Beata Vergine Maria.